Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘democrazia’

“Il potere che sta conquistando il mondo. Le multinazionali dei paesi senza democrazia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

di Giorgio Galli e Mario Caligiuri Quanto conta il potere economico nello scacchiere della politica internazionale? Quali sono i rapporti che legano (e vincolano) le multinazionali agli stati nazionali? È vero i colossi dell’industria, ma ancor più della tecnologia e dell’informatica, sono strumenti nelle mani dei governi non democratici? Facendo seguito al fortunato volume “Come si comanda il mondo” del 2017 in cui si è dimostrata la prevalenza dei leader della finanza su quelli della politica, Giorgio Galli, il decano dei politologi italiani, e Mario Caligiuri, uno dei più autorevoli studiosi europei di intelligence, analizzano nel loro nuovo libro “Il potere che sta conquistando il mondo. Le multinazionali dei Paesi senza democrazia” il ruolo delle corporation cinesi e russe, brasiliane e indiane, arabe e turche.Vengono così approfonditi i rapporti con i fondi sovrani e la criminalità, i paradisi fiscali e la politica energetica, che replicano gli identici modelli occidentali. Nel frattempo, però, la Cina è diventata un gigante dell’intelligenza artificiale, egemonizzando l’Africa, il continente del futuro. In una situazione complessa più che il mercato probabilmente sarà di nuovo lo Stato a essere protagonista nel XXI secolo, poiché queste multinazionali sono in gran parte subordinate ai governi nazionali. Il declinante Occidente riuscirà a individuare strategie per non soccombere nell’eterna lotta per il potere? É l’interrogativo fondamentale al quale ha cercato di rispondere il libro di Galli e Caligiuri attraverso un’analisi documentata e rigorosa. Le conclusioni degli autori sono insieme un ammonimento e una profezia: “L’intento di questo libro è fare assumere consapevolezza che una sfida decisiva per le democrazie del XXI secolo è la competizione crescente con le multinazionali. Gli esiti di questo confronto dipenderanno principalmente dall’efficienza dei sistemi di governo, costretti ad affrontare una realtà che non si potrà più eludere con la disinformazione”.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Democrazia e governance: gli scenari del domani prossimo venturo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2020

Si ha l’impressione che a molti stia sfuggendo la carica negativa determinata dall’internazionalismo liberal-democratico, lasciato a briglie sciolte, e la possibilità che vi sia una minoranza in grado d’incidere sul potere dei decisori alterandone le loro azioni in termini politici ed economici globali. Gli effetti distorsivi sono evidenti e si possono riconoscere sia nei movimenti di protesta che si sono sviluppati su base nazionale, quali quelli femministi, ambientalisti e pacifisti, sia nella diffusione di nuove identità sovraniste da una parte e, dall’altra, di nuove nozioni di cittadinanza globale. Se a questo punto ci soffermiamo sugli effetti che tali linee di tendenza producono dal basso verso l’alto, in chiave movimentistica, e la capacità mediatica di determinarli, gli effetti che determinano possono diventare devastanti. Lo diventano, senza dubbio, sulla stessa democrazia e governance rendendola incapace di fronteggiare le minacce alla coesione sociale e i conseguenti rischi ecologici e politici della globalizzazione. Il tutto rileva un avvitamento in senso regressivo e involutivo dei regimi politici esistenti, sia in chiave democratica sia autoritaria, e che possono mettere in seria difficoltà la stessa rappresentatività della democrazia, a livello mondiale, come noi la conosciamo e ci interfacciamo.
Ciò ha, senza dubbio, una valida spiegazione che si può riassumere in un solo modo: non siamo preparati affrontare in maniera adeguata i due momenti cruciali della nostra identità esistenziale. Lo sono la crescita demografica fuori controllo e lo sviluppo tecnologico sempre più avanzato che rende evidente il surplus umano rispetto alle intelligenze innovative. In altri termini non possiamo convivere, nel giro di pochi anni, con una popolazione mondiale di nove miliardi di abitanti con un ecosistema già ora in profonda crisi esistenziale e uno sviluppo tecnologico innovativo la cui è eccellenza è quella di servirsi di pochi per gestirne il corso. L’umanità in crescita diventa a questo punto una “eccedenza” intollerabile e foriera di forti conflitti degenerativi. Come uscirne in modo meno indolore? È questo il punto. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La giustizia è un tema centrale per la democrazia

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2020

di Nunzio Raimondi. Non ne posso davvero più di ascoltare lunghe litanie sulla Magistratura! Sono oltre trent’anni che difendo i magistrati dai mille sospetti che i cittadini avanzano su di loro. Ed io a ripetere: “smettetela di dire queste cose! La magistratura nella sua stragrande maggioranza è sana”. E giù loro a dirmene di tutti i colori: interessi personali e familiari, pressioni politiche, malcostume diffuso, corruzioni, concussioni… Sembra non esserci più un palmo di netto!
Ma ora il fenomeno ha raggiunto davvero il limite di guardia. Credetemi, non so più che dire a tutti quelli che chiedono il controllo della magistratura su ogni sorta di nefandezza ed in moltissimi settori della società. Il mondo delle idee forti, dei valori per i quali al mattino ti svegli e vai a fare il tuo dovere, si scontra con una realtà immutabile e sembra di combattere contro un muro di gomma!L’ordine giudiziario deve essere profondamente riformato dalle sue radici. È di pochi giorni fa la notizia che finalmente, dopo un “combattimento” durato quasi trent’anni, un candidato al concorso in magistratura dell’anno 1992, bocciato agli scritti con tre compiti perfetti, è riuscito ad ottenere, dopo non so più quante sentenze a lui favorevoli, le copie di tutti i compiti dei candidati al suo concorso.
Per scoprire cosa? Che ogni sottocommissione aveva impiegato tre minuti (tre minuti!) per leggere, correggere e discutere collegialmente ogni compito di ciascun candidato, che i compiti dei promossi presentavano evidenti segni di riconoscimento e grossolani errori di diritto. Mentre altri compiti perfetti erano stati scartati a prescindere. Non se n’è fatto nulla, naturalmente. Ma rimane un problema che, unito a quel che si apprende (e che tutti hanno sempre saputo) circa le nomine del CSM, offre un quadro realistico di una Magistratura con la quale l’Avvocatura italiana si confronta quotidianamente. Fatte le debite distinzioni, fra inchieste su magistrati corrotti, quelli fatti oggetto di pressioni politiche ed il carrierismo dell’antimafia, c’è poco da stare allegri. Insomma il Parlamento, espropriato di tutto, dovrebbe riprendersi il primato che gli spetta, che è poi il primato della sovranità popolare (non populista) utilizzando gli strumenti che la Carta soltanto al Parlamento appresta per produrre un’autentica metanoia.
Si dirà: non ci sono i numeri per una battaglia delle opposizioni (che tradizionalmente non riescono a gestire le Commissioni d’inchiesta se non con tempi biblici, incompatibili con i tempi di una Legislatura oramai avanzata) e poi la politica, come dimostrano le ultime inchieste, è fortemente compromessa con questo sistema. Per questo motivo l’”operazione pulizia” dovrebbe essere bipartisan e non perché occorre reagire ad una magistratura che ha da tempo asfaltato pure la politica (ora perfino “Attila” riconosce che la sentenza che condannò B. fu pilotata…), ma perché senza una messa a nudo del sistema infetto (ora pure alcuni irriducibili, caduti da cavallo sulla via di Damasco,sembrano essersi convertiti alla separazione delle carriere…) non si può ricostruire la credibilità dell’Ordine, oramai penosamente deturpata.
Dicevano i latini: ubi pus, ibi evacua. Ecco questa materia purulenta va evacuata: chi ha goduto di queste posizioni, mettendo a rischio la democrazia, deve essere messo alla porta. Solo così la ferita pian piano si rimarginerà. Perché soltanto il bisturi di una Commissione Parlamentare d’Inchiesta può restituire alla democrazia un Ordine giudiziario veramente rinnovato ed al Paese una fiducia nella giustizia, altrimenti definitivamente perduta. (abstract) (fonte: On. Mario Tassone)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Democrazia? ma mi faccia il piacere…

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2020

Da alcuni anni, oramai, avvertiamo degli scricchiolii nei sistemi politici istituzionali delle cosiddette “democrazie avanzate” e ora ci stiamo rendendo conto che è stata impressa, al riguardo, una forte accelerazione. Da che cosa l’avvertiamo? Ci scriveva Fausto Carratù partendo dalla crisi sistemica della fidelizzazione al voto: “Nel paese democratico per eccellenza, vota il 50-60% degli statunitensi. In Europa primeggia la Germania col 70%, seguita da Gran Bretagna (65%) e Russia (60%). Poi troviamo la Francia, col non un esaltante 55% e, l’ormai deprimente Italia, dove, dagli anni Settanta, quando si moltiplicarono i partitini, l’affluenza è scesa dal 93% al 72% del 2013. Nelle amministrative del 2017 lo spettacolo scivola nell’allarmante: eccetto Padova e Rieti, con un 50-55% appena decente. Nel resto d’Italia tutti sono ben al di sotto del 50% (46% complessivo), con Taranto e Como sotto il 35% e Trapani addirittura sotto il 27%!!!”
“Se al voto – soggiunge – ormai va la metà del demos o ancora meno, che fine fa la tanto decantata democrazia? dal demos al demi-demos? e poi? mini-demos? nanodemos? picodemos? oligocrazia e uomini soli al comando?”
A questo punto conveniamo con Fausto Carratù che “l’aspetto più preoccupante della diserzione civica è costituito dal fatto che i voti di chi diserta le urne sarebbero probabilmente i voti più significativi e utili, perché meno interessati, mentre i voti che fuoriescono dalle urne sono quelli delle immense clientele politiche, degli amici non solo dei 945 parlamentari che verranno eletti, ma della sterminata massa di candidati che trovate scritti nelle pletoriche liste elettorali. In questo senso è significativo che in Italia, nonostante che la Costituzione definisca la partecipazione al voto come un dovere; poi non esistano leggi che diano concretezza ad un simile obbligo”.
Il dubbio a questo punto si fa atroce. Se la conclusione di Carratù è che non vanno a votare soprattutto quelli che potrebbero garantire meglio dei votanti la tenuta della democrazia vuol dire che esiste una volontà politica a demonizzare l’intero sistema a partire dal discredito continuo delle istituzioni, attraverso i loro rappresentanti, tanto da creare il convincimento che tutto è marcio e non ci sia più nulla da fare e bastano pochi esempi di malaffare per mettere una perversa ipoteca su tutto e su tutti. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Democrazia e fascismo. Confondere l’ideologia col museo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2020

Alcuni consiglieri della città di Roma avevano paventato la costruzione di un museo del fascismo. E’ subito partita un’onda di disgusto e dissenso cosiddetto antifascista che, anche la Sindaca della Capitale (dello stesso partito dei proponenti) è intervenuta per far ritirare la richiesta. Tutto in nome dei valori dell’antifascismo. Il rischio paventato da più parti è che il museo porti ad una sorta di celebrazione di questo periodo storico che il nostro Paese ha vissuto nel secolo scorso.Per capire di cosa stiamo parlando.Prima di tutto riportiamo la definizione della Treccani per la parola museo:
“Raccolta di opere d’arte, o di oggetti aventi interesse storico-scientifico, etno-antropologico e culturale; anche, l’edificio destinato a ospitarli, a conservarli e a valorizzarli per la fruizione pubblica, spesso dotato di apposito corredo didattico…..” e nella definizione dei vari tipo di museo: “.. musei storici, contenenti documenti e cimelî d’interesse per la storia civile e politica;..”. Poi facciamo un salto a Berlino, dove è nato il nazismo, ispiratore, fratello e commilitone del fascismo italiano. E’ notorio che il nazismo fu decisamente più truce e tragico del fascismo, e la sua eliminazione comportò sostanzialmente l’eliminazione di un Paese, anche in senso fisico, e il passaggio da due Germanie, DDR e RFT, fino alla caduta del muro di Berlino per arrivare alla Germania odierna, motore determinante della nostra democrazia ed economia in Ue e non solo.A Berlino ci sono musei sul nazismo di tutti i tipi: da quelli che mostrano le atrocità, a quelli puramente storici. Tutti fatti con dovizia di particolari e informazioni che calano il visitatore dentro la realtà storica e politica. Alcuni dei più famosi: Museo Storico tedesco, Museo della storia di Berlino, lo Schwerbelastungskörper, il Museo delle Spie, i vari bunker in tutta la città compreso il giardino dove sorgeva quello di Hitler. Musei a cui si affiancano quello ebraico, delle varie vittime del nazismo come omosessuali e rom e sinti e tutti i musei dei vari campi di sterminio raggiungibili anche con la metropolitana dal centro della città. Insomma sono stati quello che sono stati e se lo raccontano e lo raccontano al resto del mondo.
Torniamo al nostro paventato museo romano sul fascismo.
Cosa c’è da non far sapere? Immaginiamo che tutti, pure i più virulenti antifascisti che si oppongono alla sua realizzazione, risponderanno: niente. Il problema sorge quando si deve capir come far conoscere questi fatti. Virtù culturale indica che dovrebbe essere il metodo museale con cui si parla della storia: che quando ha a che fare con narrazioni tragiche, non richiede necessariamente la condanna continua di queste tragedie, ma sono i fatti tragici in sé che dovrebbero stimolare il giudizio dell’osservatore. Ma questo metodo non piace alla Sindaca di Roma e a tutti quelli che, in diverse occasioni anche istituzionali, ci ricordano che siamo una repubblica antifascista, anche quando apostrofano i deliri anti-immigrati e sovranisti di alcuni esponenti di alcune destre. Metodo che induce a dire che del diavolo non se ne deve parlare, non bisogna farlo conoscere, anche se tutto il nostro Paese fino al 1943 andava a braccetto con questo diavolo. Un colpo di spugna e tutti
allegri e contenti? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La rivoluzione in Italia nel culto della democrazia

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2020

Quante volte in Italia e nel mondo abbiamo concepito l’idea che rivoluzione e democrazia sono in antitesi? Questo ha una sua ragione d’essere se non riusciamo a trovare uno sbocco ai cambiamenti che avvengono nella società civile mentre la politica dei partiti rema in senso contrario. Si avverte, quindi, un forte mutamento e si pensa solo a una rottura radicale come lo è stata la Rivoluzione francese, quella russa e ancora il nazismo, il fascismo e il franchismo. Eppure, una diversa strada esiste e ce la offre la stessa democrazia: il voto. È come quando si dice che la parola ferisce più di una coltellata in pieno petto. Se penso al pateracchio germinato in queste ore dai “politicanti” che stanno cercando di mettere in cantiere una nuova legge elettorale che alla fine non ci porterà da nessuna parte. Nel loro Dna vi è la paura che l’elettore si appropri di uno strumento formidabile che solo la democrazia è capace di germinare: la rivoluzione democratica espressa dalle urne. È uno strumento spesso inquinato da chi teme che la voglia di cambiamento stia maturando fortemente e che vi sia il rischio che si possa fare piazza pulita dei vecchi catorci della politica, dei loro intrallazzi, delle loro amicizie equivoche. Oggi forse più che in passato questa opportunità è a portata di mano purché l’elettore senta forte questa ventata rivoluzionaria che lo investe e non si lasci sedurre dalle solite sirene della disinformazione e dalle sottili seduzioni del pifferaio di turno.
Se è questa la volontà popolare non lasciamoci tentare nel disperdere il nostro voto e puntiamo solo su una sigla, forse poco nota, forse non del tutto convincente ma è capace di proporre gente nuova e soprattutto diversa dai vecchi schemi e logiche del passato. È la rivoluzione che ci resta se vogliamo un reale cambiamento senza forti traumi esistenziali o l’annichilimento della nostra dignità di cittadini. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Democrazia allo sfascio: Anarchia o dittatura

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

L’antipolitica espressa in questi termini è un “falso in bilancio” nel senso che la rabbia dei cittadini non sta tanto nella politica quanto nei politicanti. Il rischio semmai è che “Simul stabunt vel simul cadent” ovvero “come insieme staranno così insieme cadranno” ed è questo e non altri l’effettivo problema. Occorre far riflettere sulla differenza di fondo che esiste tra le due facce della stessa medaglia perché non è l’antipolitica ma sono i politici il gradiente che agita gli umori della contrarietà pubblica.
Come ho più volte precisato abolire i partiti, contenitore naturale della politica, significa aprire la porta alla dittatura, ma è anche vero che tenerli, come sono oggi, si va dritti verso l’anarchia.
Ecco perché è necessario stabilire delle regole rigide per restituire alle istituzioni il prestigio e il rispetto che meritano e il primo passo è quello d’avere politici galantuomini e non come accadeva quando l’onorevole Antonio di Pietro era in parlamento vi fossero, come asseriva, a fargli compagnia “150 inquisiti e 150 loro difensori e che se un tempo al ladro, per sfuggire alla giustizia non gli restava altro che rendersi latitante oggi gli basta diventare parlamentare”. E se la democrazia ha delle regole e se queste regole vogliamo farle rispettare a dispetto degli intrighi di palazzo: come è stata la legge elettorale denominata “porcellum” dal suo stesso ideatore e oggi si tende di contrabbandarla con altri più sofisticati e forse anche suggestivi nomi per continuare a favorire gli abusi e gli interessi personali. E si badi bene: non dimentichiamo che l’antipolitica porta tendenzialmente al non voto e ciò costituisce una beffa per il rinunciatario poiché toglie l’incomodo al dissenso e moltiplica il consenso. Se diciamo, infatti, il 60% degli elettori, vota e il 31% favorisce i soliti partiti costoro potranno dire di aver ottenuto il 51% dei consensi mettendo a tacere per sempre quel 40% che non è andato a votare, ma che se lo avesse fatto non avrebbe, di certo, fatto vincere gli indesiderati. E come si dice in questi casi: “riflettete gente, riflettete”. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Libertà, giustizia, democrazia sono solo parole?

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2020

Quante volte mi sono imbattuto con queste parole e mi sono chiesto quanta saggezza e lungimiranza possa aver avuto chi assiso nel suo scranno le ha evocate e instillate in noi con la forza della sua autorevolezza? Mi sono anche chiesto se la nuda terra e il solco tracciato siano stati in grado di accogliere questi semi di saggezza antica e di farli germinare e trasformarli in fiorenti spighe di grano e in pari tempo annichilire la gramigna che avrebbe potuto insidiarne la crescita?  Mi concentro su ciò che offre lo spettacolo della distesa di un campo dove l’occhio si perde al cospetto di questo rigoglio di una natura che si manifesta in tutta la sua bellezza e fecondità. E poi mi sovvengono le parole di Plutarco sulla libertà. Per lui è “il maggiore dei beni per un uomo ma che per un uomo savio è un dono più pericoloso da fare a un popolo stolto.” E rifletto pensando alla “circolarità della forma” che dalla esteriorità riporta alla interiorità. Come il campo prima di accogliere il seme vada scelto con cura, concimato, atteso il tempo giusto così l’essere umano, destinatario di queste parole, deve riuscire a metterle a frutto nella pratica di vita. Ma noi, mi chiedo, siamo davvero pronti nel saper pilotare tali scelte verso la più alta gerarchia dei fini? E il dubbio, a questo punto, s’insinua in me. Perché vedo i tanti che si imbevono in queste parole ma ne fanno scempio nell’ombra. Perché predicano in malafede. Perché chi li ascolta non sa cosa farsene di parole di cui crede servano solo per ammannire gli stolti e non si accorge che lo stolto è proprio lui. Sono parole facili da esprimere ma ardue da praticare perché non sempre in noi è presente la consapevolezza e la lungimiranza del saggio. È qui che si misura la grandezza di un popolo. Impariamo a farne pratica di vita e a rispettarle per quello che vogliono insegnarci e soprattutto che non c’è posto per gli stolti. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Democrazia e giudizio critico dei cittadini

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Il signor Walter Lippmann (1889-1974), il giornalista americano che ha inventato l’espressione “Guerra fredda” e il termine “stereotipo”, nel 1922 scrisse il libro “Public Opinion”, edito in Italia da Donzelli nel 1999. Qui e nel suo lavoro in generale, ha riflettuto molto su una cosa tuttora attuale: l’incapacità di giudizio critico dei cittadini. Aveva notato come l’opinione pubblica si formi quasi sempre su immagini e simboli di fatti e persone di cui non è possibile avere esperienza diretta. I media (appunto mediatori tra fatto e percezione) sono quindi responsabili di quello che pensiamo, di più: di quello che crediamo essere la verità. Può essere un caso che uno degli ultimi quotidiani nati in Italia, molto di parte a buon diritto, si chiama proprio La Verità? Beati loro e dannati noi.
L’opinione pubblica ha a che fare con la democrazia, diceva Lippmann. La comunicazione collettiva dei mass media ha a che fare con la propaganda politica e l’immissione materiale e simbolica di “tutta” la popolazione nella società e nelle istituzioni. Come si forma l’opinione pubblica e come questa si evolve nel tempo sono cose fondamentali per il mantenimento della democrazia. Per esempio, il Venezuelano Maduro è un leader democratico perché è stato eletto da una maggioranza popolare? Quelli che lo hanno votato erano tutti in malafede? Il dibattito impazza.
Lippmann credeva che tra i fatti e l’individuo si interponga una specie di pseudo-ambiente, un ambiente non reale, dove la verità è fatta delle immagini che vengono offerte dal sistema della comunicazione. Ma se l’opinione pubblica si forma solo su simboli e immagini mediate, letteralmente prodotte o inventate dal sistema delle comunicazioni, dobbiamo diffidare di quanto pensa la gente? O, peggio, perdere fiducia nell’istituto stesso della democrazia? La tentazione viene. Qualcuno scherzando scherzando propone l’abolizione del suffragio universale. Ma la tentazione può passare in fretta.
Sebbene Lippmann avesse le sue ottime ragioni teoriche e pratiche, è bene restare ottimisti e non perdere la volontà di credere nelle istituzioni democratiche. Ma perché? Perché la storia dimostra che gli eccessi di comunicazione si trasformano prima o poi in tracotanza (la Hybris umana che gli dei greci prima o poi punivano) che porta alla rovina. Da un eccesso di comunicazione sono stati travolti molti regimi non democratici e molti presunti democratici che hanno cercato di approfittare delle regole democratiche. I baffetti di Hitler da minacciosi che erano, appaiono oggi ridicoli, come i baffoni di Stalin o la mascella quadrata di Mussolini. Provate a non ridere rivedendo il Duce sull’aia impegnato a torso nudo nella battaglia del grano. Provate a non ridere rivedendo tal Rapagnetta (in arte Gabriele D’Annunzio) secco come un chiodo e brutto assai mentre arringa gli arditi di Fiume, anche lui dotato di baffetti ridicoli e buffo cappelletto.
Insomma, al pessimismo di Lippmann si può contrapporre la saggezza popolare: il polpo deve cuocere nel suo brodo. Certo, a volte c’è da aspettare un po’ troppo. Ma oggi il tempo corre più veloce che in passato e le cose mutano in fretta. Per esempio: l’impressione che il nostro Super-panza padano sia diventato ridicolo e si stia strozzando mangiando ciliegie è più che fondata.
(Gian Luigi Corinto, consulente Aduc)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La democrazia in Italia alle prese con la nostra contemporaneità

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Se per democrazia intendiamo una forma di governo costituita tramite rappresentanti liberamente eletti, in forma diretta o rappresentativa con il filtro parlamentare, dobbiamo chiederci se l’attuale cambiamento della società, divenuta complessa e frammentata dalla crisi dei tradizionali partiti di massa, possa ancora giustificare questo modello di governance.
La nostra storia politica è iniziata con la Costituzione del 1948 che dopo il ventennio fascista ha aperto la strada ad una “democrazia compromissoria” per poi passare, nel 1993, all’evoluzione bipolare basata su coalizioni alternative che annunciano al corpo elettorale il rispettivo candidato alla Presidenza del Consiglio.
Ciò impone la logica delle coalizioni per raggiungere la maggioranza parlamentare per la formazione di un Governo. Questa formula ha in un certo qual modo funzionato sino alle politiche del 2018. Da allora ad oggi tutto è stato rimesso in discussione, diciamo in maniera più marcata ma anche dirompente, con la rottura delle alleanze pre-elettorali tra i movimenti politici e la formazione di coalizioni “variabili” rimescolando la posizione di alleati e oppositori tra loro.
Tutto questo cosa vuole significare? Che abbiamo perso la capacità di proporre una forma di governo statale in grado di assicurare stabilità, efficienza decisionale, chiaro funzionamento della responsabilità politica dei governanti? Sembra proprio di sì. Ma come siamo arrivati a scompaginare il tutto? Probabilmente questo deficit dipende dalla mancata caratterizzazione del sistema politico e della cultura politica. Ora la detenzione del potere si traduce nel formare e disfare governi basandosi su un “parlamentarismo maggioritario” non più attraverso lo scontro fra due coalizioni alternative ma al loro interno scompaginandosi tra loro. E l’elettore a questo punto come può fare le sue scelte se persino i programmi elettorali sono inattendibili? Sembra proprio che ci stiamo avviando verso la fine della democrazia e non solo in Italia. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Il mondo chiede più democrazia non meno”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2020

Sono le parole del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli pronunciate giorni fa e che riprendo con una riflessione perché sono convinto che abbiamo eretto un simulacro intorno a talune parole svuotandole, in pratica, del loro reale significato. In questo caso, sia chiaro, non da chi le ha pronunciate ma da chi dovrebbe farne un uso quotidiano nel suo agire politico ed istituzionale. Ciò mi fa dire che esistono due linguaggi distinti, e a volte incomunicabili, se pensiamo a cosa è l’Europa e cosa vorremmo che fosse. Non dimentichiamo che l’idea di un’Europa unita aveva per i padri costituenti un primo importante obiettivo: provvedersi di un salvacondotto per evitare in futuro lo scatenarsi di altre guerre mondiali che avessero il proprio innesco in Europa. Ma non abbiamo fatto i conti con i singoli stati e i loro retrogusti. La Germania, ad esempio, che ha provocato due guerre mondiali perdendole, ora sembra rifarsi con il suo potere finanziario ed industriale e volendo avere la pretesa di considerarsi democratica nella logica del primus inter pares ma in pratica sfalsandone il significato per restare “primus” senza “pares”. Oggi questo scollamento comportamentale lo avvertiamo ancora di più in quanto stiamo vivendo una stagione di cambiamenti radicali della società che è divenuta complessa e frammentata con la conseguente crisi dei tradizionali partiti di massa e della loro capacità di rappresentare settori ben definiti della stessa società. A questo punto dovremmo dire che la parola “democrazia” resta ma a quale prezzo? L’abbiamo svilita ed umiliata facendoci perdere la visione di una forma di governo in grado di assicurare stabilità, efficienza decisionale, chiaro funzionamento della responsabilità politica dei governanti e dello stesso ruolo di stimolo e di pragmatismo delle opposizioni. A questo punto, mi chiedo, dobbiamo continuare a parlare di democrazia senza ridicolizzarla? (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il tempo della svolta

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

By Pasquale Di Lena. “il capitalismo è entrato in un’epoca di distruttività radicale. Ci trascina in un vortice che dissolve le strutture della società, decompone lo Stato, cannibalizza gli strumenti della rappresentanza politica e della democrazia, desertifica il senso della vita. Al tempo stesso va divorando, sino al limite del collasso, le risorse naturali sul cui sfruttamento ha fondato i propri trionfi economici”.Apre così il libro di Piero Bevilacqua, “Il grande saccheggio- l’età del capitalismo distruttivo. “Subito dopo si legge “La crisi economica e finanziaria recente, anziché costituire occasione di una riflessione profonda, in grado di ripensare gli squilibri insostenibili della gigantesca macchina economica del capitale, diventa il terreno di lancio di un modo di produzione sempre più privo di ragioni sociali e ambientali…è tutto un gridìo…vecchie e logore espressioni di un linguaggio che da almeno cinquant’anni è sempre lo stesso…come se quanto accaduto non fosse che un incidente momentaneo, una brusca interruzione del percorso già tracciato per i secoli a venire”. Due passaggi di un libro uscito nel 2011 firmato da un professore illustre – amato dai suoi allievi e dai suoi lettori, stimato dai suoi colleghi – che ha pubblicato altri importanti libri e che, come tanti altri studiosi e ricercatori, è, per il suo pensiero netto contro il sistema, sconosciuto al grande pubblico dei talk show, animati da personaggi, nella gran parte, noiosi, ripetitivi di banalità, spesso non simpatici.In un mio recente articolo, scritto subito dopo la notizia del Coronavirus, pubblicato sul mio blog con il titolo “La speranza”, la mia prima riflessione è stata quella di individuare nella più grande crisi economica del capitalismo, il fallimento del sistema, il neoliberismo. Ciò che è peggio il non voler prendere atto del fallimento tant’è che ha continuato a percorrere la stessa strada, quella distruzione delle risorse e dei valori.Una scelta che il Covid-19 ha messo in discussione con la sua presenza. Un virus un po’ più grande degli altri finora conosciuti, arrivato all’improvviso e con una violenza devastante, partito, non a caso da un Paese, la Cina, che ha fatto proprie le regole del neoliberismo e le ha messe nelle mani di un solo capitalista, lo Stato, .Dalla Cina e dall’Asia e, in modo altrettanto violento, il salto in Italia, e, poi, con tanti distinguo e tante riluttanze, in Europa, nelle Americhe, in Australia, e altri angoli del mondo, fino a colpire tutt’e cinque i continenti. Un virus che, in questo modo, ha fatto propria la globalizzazione, mettendo in quarantena soprattutto la retorica dei potenti, dei ricchi, sempre più ricchi e sempre più avidi di denaro; della finanza, cioè delle banche e delle multinazionali.Un virus che, purtroppo, continua a seminare morte ed a colpire le persone più deboli, come gli anziani, e chi è in prima linea a difendere la nostra salute o le regole che servono a contenere la sua violenza, cioè quelli che sono in prima linea a combatterlo, dentro gli ospedali, le autoambulanze, sulle strade, sui posti di lavoro.Un virus che invita tutti a riflettere, partendo dalle azioni predatorie e distruttive del potere, perché torni a farsi sentire la voce di chi non ha jet su cui volare, barche su cui passare il tempo o bunker da abitare, ma solamente un cuore, una bocca e un’anima da sfamare e accarezzare.Un virus che ricorda a tutti la sacralità della terra, dei suoi ambienti e dei suoi paesaggi; la fertilità del suolo; la bontà delle foglie e dei frutti delle piante; la generosità degli animali; la necessità di sentirsi parte della natura e non padroni della stessa.C’è da dire che il tempo del virus che viviamo ci racconta soprattutto paure, disagi, senza però toglierci, per fortuna, il gusto di pensare e immaginare il domani.Si sente, tra mille silenzi, una voglia di svolta radicale come una necessità. Una svolta possibile solo se questo sentire diventa consapevolezza, cioè bisogno di cambiare le nostre abitudini e il nostro modo di pensare e di fare. Una svolta che serve alle nuove generazioni, quali eredi, e, come tali, vittime di un neoliberismo predatorio e distruttivo, che ha trasformato la sobrietà in spreco; il rispetto in abuso; la solidarietà in odio; la reciprocità in egoismo, le comunità in tanti individui isolati e gli individui in numeri.Ecco che diventa una priorità ribaltare le regole imposte dal neoliberismo , anche per non ritrovarsi a dover combattere, in tempi non lontani, altri virus ancor più cattivi del Covid-19.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

COVID-19: Il PE sostiene la democrazia in Ungheria

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

La commissione per le libertà civili sottolinea che ogni misura straordinaria adottata dal governo ungherese come risposta alla pandemia deve rispettare i valori fondanti dell’UE.A seguito dei recenti sviluppi in Ungheria, dove il governo sta cercando di espandere la sua autorità esecutiva per poter deliberare per decreti, mentre il Paese rimane in “stato di pericolo”, Juan Fernando López Aguilar (S&D, ES), in qualità di Presidente della commissione parlamentare per le libertà civili, ha rilasciato la seguente dichiarazione:”A nome della commissione per le libertà civili, vorrei esprimere la nostra preoccupazione per l’intenzione di votare all’Assemblea nazionale ungherese l’estensione dello “stato di pericolo” e le relative modifiche al codice penale. Siamo consapevoli che gli Stati membri hanno la responsabilità di adottare misure di protezione in questi tempi difficili, ma queste misure dovrebbero sempre garantire la protezione dei diritti fondamentali, dello Stato di diritto e dei principi democratici. In questo contesto, invitiamo la Commissione a valutare le proposte di legge riguardo i valori sanciti dall’articolo 2 del Trattato sull’Unione Europea e a ricordare agli Stati membri la loro responsabilità nel rispettare e proteggere questi valori comuni”.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Democrazia paritaria in Italia e in Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Roma Mercoledì 15 Gennaio 2020 (h 14,30 – 17,30) Parlamento Europeo – Sala delle Bandiere – Via IV Novembre,149 Come sta funzionando la doppia preferenza di genere? Quali iniziative si impongono per introdurla nelle Regioni che non la hanno ancora prevista e, dove adottata, quali azioni occorrono per gestirla al meglio? Sono sufficienti le norme vigenti nelle leggi elettorali? Quali sono gli ulteriori obiettivi non rinviabili? Per i Consigli di Amministrazione e per i Collegi Sindacali è sufficiente prorogare la legge Golfo- Mosca? Quali strategie attivare per garantire la parità tra i generi per le nomine monocratiche? Sono alcuni dei quesiti tecnici intorno ai quali si svolge l’incontro organizzato da Noi Rete Donne mercoledì 15 gennaio allo scopo sollecitare una riflessione attraverso il contributo di esperte che, arrivando da varie regioni, mettono a disposizione specifiche competenze e differenti punti di vista. Sullo sfondo ci sono alcuni “nodi politici sui quali occorre confrontarsi senza remore – spiega Daniela Carlà, fondatrice e animatrice della rete insieme a Marisa Rodano – interrogandoci se con la loro presenza nelle istituzioni e nei luoghi decisionali le donne sono riuscite sempre ad essere veicolo di cambiamento, di buona pratiche, di trasparenza, a garantire la legalità. O se, invece, logiche di conservazione del potere hanno condizionato la scelta favorendo spesso la cooptazione di donne propense a mantenere lo status quo. Lo stesso Papa Francesco di recente ha sostenuto la necessità di associare le donne nei processi decisionali per i valori di cui sono portatrici, ma ci chiediamo se è sempre vero e come far sì che la loro presenza modifichi in positivo i meccanismi di selezione della classe dirigente. Noi Rete Donne, che ha coordinato per molti anni l’Accordo per la Democrazia Paritaria riunendo oltre 60 associazioni e sostenendo il lavoro trasversale delle parlamentari per gli importanti traguardi già raggiunti, ritiene ora necessario fare il punto, valutare le misure adottate, costruire un laboratorio per definire strategie più articolate”. Sulla stessa lunghezza d’onda Marilisa D’Amico, che osserva: “Negli ultimi anni sono stati numerosi gli interventi normativi nelle leggi elettorali sia statali che regionali che hanno introdotto meccanismi per promuovere l’equilibrio di genere nelle istituzioni rappresentative. In particolare, la doppia preferenza di genere, prevista da alcune leggi regionali, é stata positivamente valutata anche in una importante decisione della Corte costituzionale (sent. n. 4 del 2010). Occorre però ragionare sull’efficacia di tali strumenti, che in molti casi sono stati aggirati nell’applicazione concreta, non garantendo i risultati sperati. Infine occorre anche riflettere sulla ‘qualità’ delle rappresentanti: non sempre a un maggior numero di donne é corrisposto un effettivo cambiamento dei contenuti della politica, tale da incidere in modo generale sulla vita di tutte”.
Daniela Carlà e Marisa Rodano coordinano gli interventi, a partire dall’introduzione di Marilisa D’Amico (Ordinaria di Diritto Costituzionale e Prorettrice Università statale Milano) cui seguiranno i contributi di Agnese Canevari (Noi Rete Donne), Patrizia del Giudice (Presidente Commissione P.O. Puglia), Francesca Fantato (Associazione Noi Donne2005 Sardegna), Laura Onofri (Commissione P.O. Piemonte), Lorena Saracino (Giornalista e Presidente CoReCom Puglia), Flora Sculco (Consigliera Regionale Calabria), Magda Terrevoli (Presidente CUG Regione Puglia), Alessandra Volpe (Avvocata Consigliera Ordine Avvocati di Genova). È prevista la partecipazione di Massimo Rubechi (Università Urbino) in qualità di Coordinatore del settore legislativo del Gabinetto Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia. Nel corso del convegno sarà presentata la ricerca di Maria Lippiello “Le donne e la politica. Il caso degli Statuti regionali e locali e la doppia preferenza di genere”.

Posted in Spazio aperto/open space, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“L’Unione Europea ha un deficit di democrazia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 gennaio 2020

“Testimonia la sua drammatica crisi di ruolo, con buona pace degli europeisti acritici del Pd. Lo conferma la sua incapacità di orientare la politica estera, di avere un ruolo nel conflitto israeliano-palestinese e oggi nello scenario iraniano e iracheno, rivelando così la sua natura unicamente economica e finanziaria. Non è la Bce, unico soggetto forte dell’Ue, a potersi occupare di geopolitica, a stabilire la presenza europea nell’area del Golfo e in Africa nella prospettiva dei prossimi secoli.
Se il ruolo della sola Italia nell’inferno mediorientale non può che essere limitato, risulta scandalosa la nostra assenza sulla questione libica, diventata ormai una porta girevole dalla quale entrano ed escono francesi, americani, russi e turchi, perché in politica valgono le leggi della fisica: se c’è uno spazio vuoto qualcuno o qualcosa finisce per occuparlo. La Libia è un’area di interesse strategico per la nazione e l’Italia quando ha avuto l’autorevolezza ha esercitato il ruolo di ‘Stato stabilizzatore’ di quel braccio di Mediterraneo, utile all’intera comunità internazionale. Quando c’è una crisi così stringente il ministro degli Esteri non dovrebbe stare a Bruxelles, ma a Tripoli, testimoniando con la presenza fisica l’interesse prevalente dell’Italia. L’aiuto richiesto all’Europa è paradossalmente un’ammissione di debolezza frutto della nostra rinuncia a essere protagonisti con incisivi accordi commerciali, economici, culturali e militari”. E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervenendo a Coffee Break.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’uomo forte vagheggiato dagli italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 dicembre 2019

Dopo la caduta rovinosa del fascismo e la fine della Seconda guerra mondiale la politica italiana ha imboccato quella che possiamo definire la “democrazia compromissoria” e che ha caratterizzato gran parte della storia politica italiana fondata sulla costituzione del 1948. È stato un percorso che si è interrotto negli anni Novanta con il passaggio alla “democrazia maggioritaria”. La svolta è stata segnata dalla riforma elettorale del 1993 che ha aperto la strada all’evoluzione bipolare del sistema politico rappresentativo con la designazione di un candidato alla Presidenza del Consiglio. Da quella fase storica, relativamente recente, ci siamo resi conto che è mancata a tutt’oggi, sia pure necessaria per via dell’integrazione europea, una forma di governo statale in grado di assicurare stabilità, efficienza decisionale e chiaro funzionamento della responsabilità politica dei governanti. E’ che ci siamo imbattuti, lungo questo percorso, da un Governo e da un Parlamento fortemente condizionato da “poteri diversi da quello statale” che ne limitano la sua azione riformatrice. E considerato che la capacità del popolo elettore è stata imbrigliata da un apparato politico e culturale fortemente deficitario in chiave decisionale, il disagio sta diventando critico sino al punto che si auspica una guida più incisiva e capace di limitare le interferenze esterne per porre mano ad una riforma del sistema paese per favorire le esigenze fondamentali della società. In questa fase cruciale il fattore tempo è fondamentale. Avverto, infatti, l’urgenza di un cambiamento ma si paventa, rilevata, purtroppo, solo da pochi che si possa finire dalla padella nella brace perché l’uomo solo al comando può essere una buona cosa ma è molto raro ai tempi nostri dove prevalgono i pifferai alias imbonitori di turno. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nissoli (FI): Comites/Il Governo rinvia la democrazia per mancanza di budget!!! Ma abbiate un minimo di rispetto!

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

Roma “Ieri, il Sottosegretario agli Esteri, on. Manlio Di Stefano, ha risposto alla mia interrogazione in cui chiedevo certezza sulla data delle elezioni dei Comites che normalmente dovrebbe essere, a scadenza naturale, il 17 aprile 2020.Il Sottosegretario nella sua risposta non ha dato alcuna certezza, anzi ha evidenziato che le elezioni sono “strettamente condizionate dalla disponibilità di adeguate risorse finanziarie, rispetto alle quali potrà essere decisiva la manovra di bilancio in corso di esame da parte delle Camere”.
Una risposta inaccettabile per un Paese democratico! Infatti, non dovrebbe essere il Governo stesso ad assicurare il minimo budget per il funzionamento della democrazia? Immaginate se ad un Comune italiano si dice che il rinnovo del Consiglio comunale è subordinato alla legge di bilancio!? Insomma, se vogliono emarginare gli italiani all’estero dai loro diritti politici lo dicano chiaramente! Votare no, ma le tasse si! Beh questo sinceramente mi lascia senza parole, spero che il Governo, invece, trovi presto le parole adatte per indicare un cambiamento di rotta, un ravvedimento che lo porti a rispettare i connazionali che vivono all’estero e che, spesso, hanno dato lustro a quell’Italia che hanno dovuto lasciare per mancanza di lavoro!” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald (FI), eletta nella Circoscrizione Estera – Ripartizione Nord e Centro America.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La democrazia esiste ancora?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 dicembre 2019

La rabbia nei confronti dei poteri economici, le disuguaglianze crescenti e l’inquietudine per i rapidi cambiamenti tecnologici e climatici in atto hanno generato un clima di disaffezione nei confronti della democrazia. Secondo un sondaggio di Pew Research, condotto in 27 Paesi nel mondo, il 51% dei cittadini non è più soddisfatto del funzionamento delle istituzioni democratiche. Nelle democrazie di tutto il mondo, si legge su Project Syndicate, gli elettori hanno sempre più la sensazione che la maggior parte delle decisioni che incidono sulle loro vite in realtà vengano prese altrove. Nonostante i dati dicano che la democrazia sia in netto vantaggio rispetto ai regimi autoritari (Ourworldindata), “la democrazia oggi sta combattendo per la sua stessa sopravvivenza”, avverte Foreign Policy. Negli ultimi mesi, le proteste di piazza hanno coinvolto sia i Paesi ricchi sia quelli poveri, sia le democrazie forti sia i regimi più repressivi. Al centro di questa rabbia c’è la diffusa percezione che i governi agiscano nell’interesse delle élite piuttosto che delle persone. Il che solleva una questione: la democrazia è ancora la migliore forma di governo? (Ekathimerini). Tra innovazione e regressione – Già nel 2007 lo storico Eric Hobsbawm si interrogava sulla capacità della democrazia di fronteggiare dinamiche complesse e travolgenti come la globalizzazione e il terrorismo (Globalisation, democracy and terrorism). Oggi la finanziarizzazione, le trasformazioni del mondo produttivo e la comparsa di nuove potenze di chiaro stampo non democratico mettono ancora più in crisi l’impianto liberale nato nell’Ottocento e legato al primo e al secondo decollo industriale scrive Altreconomia. L’aspetto paradossale – osserva Nadia Urbinati nella sua Introduzione al nuovo Annale di Fondazione Feltrinelli intitolato Thinking Democracy Now: Between Innovation and Regression – è che l’ideologia democratica non è affatto messa in discussione: la democrazia oggi gode di un’indiscussa egemonia, al punto che anche chi la mette a repentaglio e ne mina le fondamenta lo fa in suo nome, promettendo di accrescerla e coniando espressioni ossimoriche come “democrazia illiberale”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Dialoghi Riflessioni sulla democrazia / Diálogos Reflexiones sobre la democracia

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

DSCN2194Roma Martedì, 10 dicembre ore 18:30 Martes 10 de diciembre a las 18:30 h. Sala Dalí Piazza Navona, 91. Donatella Di Cesare e Daniel Innerarity hanno analizzato nei loro saggi l’incertezza contemporanea e i grandi problemi filosofico-politici dei nostri tempi: il ruolo politico della filosofia, l’immigrazione e l’attuale crisi dell’Unione Europea. L’evento fa parte del programma «La Cultura è Capitale», organizzato dall’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna e dalla Fondazione con il Sud, per celebrare Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Ingresso gratuito.
Donatella Di Cesare y Daniel Innerarity han analizado en sus ensayos la incertidumbre contemporánea y los grandes problemas filosóficos y políticos de la actualidad: el papel político de la filosofía, la inmigración y la actual crisis de la Unión Europea. El evento forma parte del programa «La Cultura è Capitale», organizado por la Oficina Cultural de la Embajada de España y la Fondazione con il Sud para celebrar Matera Capitale Europea della Cultura. Entrada libre.

Posted in Recensioni/Reviews, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Democrazia e governance: gli scenari del domani prossimo venturo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 novembre 2019

Si ha l’impressione che a molti stia sfuggendo la carica negativa determinata dall’internazionalismo liberal-democratico, lasciato a briglie sciolte, e la possibilità che vi sia una minoranza in grado d’incidere sul potere dei decisori alterandone le loro azioni in termini politici ed economici globali. Gli effetti distorsivi sono evidenti e si possono riconoscere sia nei movimenti di protesta, che si sono sviluppati su base nazionale, quali quelli femministi, ambientalisti e pacifisti, sia nella diffusione di nuove identità sovraniste da una parte e, dall’altra, di nuove nozioni di cittadinanza globale. Se a questo punto ci soffermiamo sugli effetti che tali linee di tendenza producono dal basso verso l’alto, in chiave movimentistica, e la capacità mediatica di determinarli, gli effetti che determinano possono diventare devastanti. Lo diventano, senza dubbio, sulla stessa democrazia e governance rendendola incapace di fronteggiare le minacce alla coesione sociale e i conseguenti rischi ecologici e politici della globalizzazione. Il tutto rileva un avvitamento in senso regressivo e involutivo dei regimi politici esistenti, sia in chiave democratica sia autoritaria, e che possono mettere in seria difficoltà la stessa rappresentatività della democrazia, a livello mondiale, come noi la conosciamo e ci interfacciamo.
Ciò ha, senza dubbio, una valida spiegazione che si può riassumere in un solo modo: non siamo preparati affrontare in maniera adeguata i due momenti cruciali della nostra identità esistenziale. Lo sono la crescita demografica fuori controllo e lo sviluppo tecnologico sempre più avanzato che rende evidente il surplus umano rispetto alle intelligenze innovative. In altri termini non possiamo convivere, nel giro di pochi anni, con una popolazione mondiale di nove miliardi di abitanti con un ecosistema già ora in profonda crisi esistenziale e uno sviluppo tecnologico innovativo la cui è eccellenza è quella di servirsi di pochi per gestirne il corso. L’umanità in crescita diventa a questo punto una “eccedenza” intollerabile e foriera di forti conflitti degenerativi. Come uscirne in modo meno indolore? È questo il punto. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »