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Posts Tagged ‘demolizione’

Autostrade: Demolizione del cavalcavia di Pralongo in A4

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2012

English: Motorway A4, Italy Slovenčina: Diaľni...

Image via Wikipedia

Per consentire la demolizione del cavalcavia di Pralongo in comune di Monastier di Treviso, sabato 25 dalle ore 19.00 e fino alle 10.00 del mattino di domenica 26 febbraio, la A4 nel tratto compreso tra San Donà di Piave e il bivio A4/A57, sarà chiusa in entrambe le direzioni di marcia. I veicoli provenienti da Trieste e diretti verso Venezia, quindi, dovranno obbligatoriamente uscire al casello di San Donà di Piave e poi, per rientrare, dopo aver percorso la Strada Statale 14 fino al collegamento con la bretella per l’aeroporto Marco Polo, dovranno riprendere la Tangenziale di Mestre o l’autostrada A27 in direzione Venezia. Lo stesso percorso, al contrario, dovrà essere fatto dai veicoli che non potranno entrare in autostrada in direzione Venezia a causa della chiusura del casello di San Donà di Piave.Per chi invece arriva da Venezia lungo la A57 Tangenziale di Mestre in direzione Trieste, all’altezza dell’interconnessione con la A27 dovrà seguire la deviazione che indirizza sulla bretella dell’aeroporto Marco Polo e da qui, attraverso la Strada Statale 14, raggiungere l’entrata in A4 a San Donà di Piave.

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Autostrada A4 e A28: Lavori in corso

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

Sull’autostrada A4, tra l’allacciamento della A57 con la A4 e il casello di San Donà di Piave all’altezza del vecchio svincolo di Quarto d’Altino, saranno realizzati dei lavori di rinforzo delle banchine laterali all’autostrada attraverso l’inserimento di palancole (pannelli agganciati l’uno all’altro che vengono infissi in profondità nel terreno) parallelamente al bordo strada. I lavori verranno eseguiti per portare a termine l’ultima fase di demolizione del vecchio cavalcavia smantellato il mese scorso, ovvero la demolizione delle fondamenta dei pilastri. I lavori di palancolatura saranno eseguiti dalle 21.00 alle ore 6.00: in direzione Trieste durante la notte tra lunedì 9 e martedì 10 e, in direzione Venezia, nella notte tra martedì 10 e mercoledì 11 maggio. Per l’esecuzione dell’intervento sarà chiuso, per circa 100 metri, un tratto della corsia di marcia: il traffico scorrerà solo sulla corsia di sorpasso. Per quanto riguarda le manutenzioni, proseguono su tutta la rete autostradale le attività di controllo sui cavalcavia, ponti e manufatti. In particolare, da lunedì 9 e fino a venerdì 13 maggio, ci saranno ancora cantieri operativi in A28, per eseguire gli ultimi accertamenti e per eseguire interventi sui giunti dei ponti che attraversano l’autostrada. I lavori interesseranno in particolare i ponti sul fiume Reghena tra Sesto al Reghena e lo svicolo di Villotta in entrambe le direzioni; sul fiume Sile tra Villotta e Azzano X° in direzione Conegliano; sul Rio Becus tra l’uscita di Pordenone/centro commerciale e Pordenone sud in entrambe le direzioni, il sottovia del Valloncello e il ponte sul Rio Repolle in direzione Conegliano tra Pordenone sud e Porcia; il viadotto sulla rotatoria di Pordenone sud in direzione Conegliano. Per l’esecuzione degli interventi, che saranno eseguiti di giorno, saranno chiuse alternativamente le corsie di marcia e sorpasso.

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Autovie Venete: Demolizione di un ponte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

La demolizione di un cavalcavia che attraversa il raccordo autostradale Villesse-Gorizia nel tratto compreso fra Villesse-Gradisca d’Isonzo, richiederà una chiusura notturna. Il cavalcavia, parte della strada provinciale 18, dopo la demolizione sarà ricostruito più ampio e moderno. I lavori, rientrano in quelli attualmente in corso per la trasformazione in autostrada del raccordo. Dalle ore 21,00 di giovedì 24 febbraio alle ore 6 di venerdì 25 febbraio, quindi, il tratto Gradisca Villesse sarà chiuso al traffico in entrambe le direzioni. Nella zona è già stata predisposta la segnaletica per il percorso alternativo che resterà in vigore fino al completamento dei lavori di ricostruzione. La notte successiva,  dalle ore 21.00 di venerdì 25 alle ore 6.00 di sabato 26 febbraio, sempre lo stesso tratto sarà nuovamente chiuso per consentire lo scavo all’interno del quale passeranno i servizi tecnologici, fognari, posa di cavi. Lavori, con chiusura alternata della corsia di marcia in entrambe le direzioni, anche in A28. Giovedì 24 febbraio,  nel tratto compreso fra Sacile Ovest e Godega di Sant’Urbano, sarà attivato un  cantiere “mobile” per effettuare i carotaggi, indispensabili per stabilire lo stato della pavimentazione. L’intervento prevede che il cantiere, della lunghezza massima di 3 chilometri, avanzi man mano di altri 3 km fino alla conclusione dei prelievi. Le operazioni consistono nella perforazione dell’asfalto per alcuni centimetri per raccogliere un quantitativo di materiale sufficiente alle analisi che, effettuate in laboratorio, certificano l’adeguatezza dei componenti o eventuali criticità.

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Roma: Demolizione Tor della Monaca

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2010

l sindaco di Roma Gianni Alemanno intervenuto durante l’assemblea dell’Acer, l’Associazione dei costruttori edili di Roma e Provincia, ha ribadito la sua intenzione di voler abbattere il quartiere di Tor Bella Monaca  ed ha annunciato che il 15 ottobre prossimo presenterà il masterplan per la riqualificazione dell’area e per la sua ricostruzione. “Credo che Alemanno – ha affermato Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti – al di là dei proclami e degli annunci ad effetto ci dovrebbe spiegare con quali soldi intende dare il via al progetto, e dovrebbe anche dirci quello che potrebbe essere l’impatto sulla città, sull’ambiente e sui cittadini che vivono nel quartiere”. I progetti che riguardano l’area di Tor Bella Monaca s’inseriscono nel quadro più generale del Piano Casa, che la Giunta regionale si appresta ad approvare, ed anche al discorso relativo alla riforma di Roma capitale cui spetterà il compito di semplificare le procedure burocratiche. Oltre alla riqualificazione di alcuni quartieri, i progetti principali riguarderanno il Ponte dei Congressi, il sottopasso di Castel S’Antangelo e l’interramento della Colombo. “Lo sviluppo urbanistico di una città come Roma – ha concluso l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro- non può essere fatto con i plastici e i modellini, su queste questione è necessario, oltreché indispensabile, il coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni di quartiere e di tutte le forze politiche”.

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Il Pmli e le lotte sociali a partire dalla scuola

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2010

Il Pmli rende noto (riprodotto in sintesi): “Radere al suolo l’istruzione pubblica, già ridotta allo sfascio, lasciando le scuole e le università senza fondi e costringendole ad aprirsi ai privati, che avranno mano libera nella gestione e negli indirizzi didattici. Questi, sono gli obiettivi delle controriforme Gelmini ed Aprea che inaugurano il “nuovo modello” gentiliano di istruzione classista, aziendalista e meritocratica. In nome dell’autonomia e del federalismo fiscale, esse sanciscono la demolizione dell’unitarietà del sistema d’istruzione del nostro Paese. Ci saranno scuole ed università di serie A, per i ricchi e i rampolli della classe dirigente e quelle di serie B, riservate ai poveri e al Mezzogiorno.  Funzionale a questo piano ultraliberista sono i provvedimenti atti a sfoltire, gerarchizzare e precarizzare il corpo docente, in primo luogo i ricercatori (protagonisti, privi di riconoscimento, della didattica e della ricerca pubblica), l’introduzione della chiamata diretta e l’abolizione delle Rsu, per ridurre al minimo la contrattazione sindacale e ad asservirli ai Consigli di amministrazione. Sulla testa degli studenti e dei lavoratori Ata più combattivi e ribelli pende l’esclusione dagli organi di governo, mentre la reintroduzione del voto in condotta e gli sbarramenti selettivi di ogni tipo, sono una spada di Damocle che punta ad imporre ovunque il divieto di parlare di politica, salvo quella gradita al neoduce ed ai gerarchi del regime neofascista. Come se non bastasse sui diritti più elementari di tutti i lavoratori sono piombate le normative che demoliscono il contratto nazionale, mettono fine alla libera contrattazione collettiva, introducono norme punitive che trasformano i luoghi di lavoro in caserme, e innalzano in un sol colpo l’età pensionabile alle donne del pubblico impiego da 61 a 65 anni.
Le studentesse e gli studenti stanno dimostrando con le loro lotte di essere totalmente contrari a questi neri progetti. Essi, ispirandosi alla grande rivolta del ’68, fanno affidamento sulle assemblee generali e la democrazia diretta, e si stanno stringendo in un fronte unito con i ricercatori, il personale Ata e gli insegnanti precari, in lotta contro la spaventosa ondata di licenziamenti di massa, nonché con i docenti disposti a mettere i bastoni tra le ruote al carro armato governativo e a battersi per la scuola e l’università pubbliche e gratuite. Il PMLI appoggia con entusiasmo ed ammirazione le loro lotte è rinnova l’esortazione alla Cgil e ai “sindacati di base” di proclamare subito lo sciopero generale della scuola e dell’università con manifestazione nazionale a Roma sotto palazzo Chigi per difendere l’istruzione pubblica, per il diritto allo studio, per la stabilizzazione dei precari, per i diritti dei ricercatori e dei lavoratori Ata. Occorre battersi per la scuola e l’università pubbliche, gratuite e governate dalle studentesse e dagli studenti. Bisogna consolidare ed allargare il fronte unito, da Sud a Nord, ed anche al di fuori del mondo della scuola e dell’università. Una necessità impellente vista la particolare ferocia con cui il governo si sta accanendo su tutti i lavoratori del pubblico impiego, sui quali vuole fare cadere le responsabilità di servizi sempre più scadenti e costosi, dovuti invece proprio alle privatizzazioni a tappeto, al taglio drastico del personale e dei finanziamenti.  Le masse lavoratrici, pensionate, disoccupate, precarie, studentesche, i sindacati e i movimenti, con in testa gli operai metalmeccanici della Fiat che si stanno coraggiosamente battendo contro la reintroduzione di forme di schiavitù di stampo feudale nei loro stabilimenti, non devono dare tregua ai governanti e ai padroni per impedire che tutto ciò che è stato conquistato in decenni, con dure lotte e tanti sacrifici e lutti, dall’avvento del capitalismo ad oggi, venga completamente spazzato via”.

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Approvata la demolizione delle Torri dell’Eur

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2010

Roma Eur. Nuovo caso di cattiva amministrazione della giunta Alemanno che l’Italia dei Diritti, il movimento nazionale fondato da Antonello De Pierro per tutelare gli interessi dei cittadini in nome dei principi di giustizia e legalità, vuole portare all’attenzione dell’opinione pubblica. Di recente il Campidoglio ha approvato una delibera che autorizza la demolizione delle storiche Torri del Ministero delle Finanze, site in zona Eur e per il 50% di proprietà della società statale Fintecna, avallando il progetto dell’architetto Renzo Piano che prevede la realizzazione in loco di edifici destinati a ospitare 400 lussuosi appartamenti e numerosi uffici da rivendere al miglior offerente. Sabrina Ragucci, viceresponsabile per il XII municipio di Roma dell’Italia dei Diritti sta monitorando la situazione e, nel frattempo, ha attivato il vicepresidente del movimento, Roberto Soldà, che si è espresso così sull’intera vicenda: “Prima di spendere soldi pubblici è sempre bene pensarci più volte. A mio parere si poteva tranquillamente procedere all’adeguamento delle strutture preesistenti, adattandole per renderle disponibili a una fruizione pubblica, invece di farne appartamenti e uffici privati, che richiederanno investimenti massicci e avranno notevoli ricadute sull’arredo urbano del territorio, per esempio in termini di traffico automobilistico e parcheggi per le vetture”. Quanto alle problematiche sollevate dai comitati di quartiere dell’Eur, Soldà sottolinea come “su una questione così delicata sarebbe sempre opportuno ascoltare la voce dei cittadini che poi, obtorto collo, finiscono per subire le decisioni della politica senza veder minimamente valutate le loro esigenze”.

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