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Negoziano per tutta l’UE sanzioni per il riciclaggio di denaro sostenuta da libertà civili deputati

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 luglio 2018

Nuove misure per intensificare la lotta dell’UE contro il riciclaggio di denaro, in modo informale concordati con Consiglio nel maggio, sono state confermate da libertà civili deputati il Martedì.
Attualmente, le differenze tra i paesi dell’UE nel definire e sanzionare i reati di riciclaggio di denaro influenzano transfrontaliera di polizia e cooperazione giudiziaria e possono essere sfruttate da criminali e terroristi. Le nuove norme rafforzate in tutta l’UE potranno migliorare l’applicazione in questo settore e fungere da deterrente per una maggiore attività terroristiche e criminali.
I negoziatori del Parlamento e del Consiglio hanno raggiunto un accordo preliminare sulle nuove regole in maggio. Per saperne di più qui. Civil Liberties i deputati hanno sostenuto l’accordo informale in un voto il Martedì dalle 46 a favore, 1 contrario e nessuna astensione.Il testo concordato deve ora essere approvata dal Parlamento nel suo complesso e il Consiglio dell’Unione europea prima di entrare in vigore. EP plenaria è prevista per il voto sul testo concordato nel mese di settembre.

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“Come si comanda il mondo?” Con il denaro

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 dicembre 2017

come si comanda il mondoLe tesi esposte nel libro di Giorgio Galli e Mario Caligiuri, “Come si comanda il mondo” (Rubbettino) ottengono un’ulteriore conferma nelle notizie di oggi. Infatti, secondo il Bloomberg Billionaires Index, l’incremento dei patrimoni dei 500 uomini più ricchi del pianeta è del 23% nel 2017, a fronte dell’incremento del 3,6% della ricchezza globale.
I magnati delle grandi società finanziarie realizzano utili da capogiro mentre in alcune aree del mondo, tra le quali l’Occidente, e anche nel nostro Paese, aumentano le diseguaglianze e le povertà.
A decidere non sono parlamenti e partiti ma le grandi società finanziarie attraverso l’intreccio con media, università, agenzie di rating, governi e sopratutto multinazionali del web. Infatti, gli uomini più ricchi del pianeta risultano non a caso Jeff Bezos e Bill Gates e il patrimonio di Mark Zuckerberg è aumentato del 45%.In questo libro, viene per la prima volta affrontato scientificamente il tema di chi realmente “comandi il mondo”. Superando luoghi comuni e populismi , ideologie e prevenzioni, Galli e Caligiuri mettono insieme con originalità fatti evidenti per descrivere uno scenario inquietante per le democrazie del XXI secolo. Un libro che è un prontuario civile per comprendere quello che ci circonda. Un libro illuminante. Un libro da leggere: per legittima difesa.Giorgio Galli è il decano dei politologi italiani. Noto a livello internazionale, ha scritto libri fondamentali come “Il bipartismo imperfetto” (1966) e “Hitler e il nazismo magico” (1989) Mario Caligiuri è professore di prima fascia all’Università della Calabria, dove dirige il Master in Intelligence, promosso nel 2007 con Francesco Cossiga. È stato tra i primi a introdurre lo studio scientifico dell’intelligence negli atenei italiani. Tra i suoi ultimi volumi, “Intelligence e Scienze umane” e “Intelligence e magistratura” entrambi editi da Rubbettino. (foto: come si comanda il mondo)

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La base per un ordine politico ed economico mondiale

Posted by fidest press agency su martedì, 10 ottobre 2017

moneteDal XX secolo a oggi vi è stato un crescendo di eventi tecnologicamente importanti che hanno, in pratica, accorciato le distanze dal punto di vista del trasporto di merci e di persone sia per quanto concerne, le comunicazioni di natura pubblica e informativa sia privata, con la possibilità di stabilire transazioni commerciali e finanziarie praticamente in tempo reale. Siffatta evoluzione non ha, purtroppo, fatto il paio con il diritto internazionale favorendo, di conseguenza, la presenza di “isole di privilegio” e incoraggiando l’instaurarsi di sistemi speculativi di varia natura ivi compresa quella criminale, dal riciclaggio al “denaro sporco”. Vi è stato anche qualcosa di peggio se si pensa che “questo vuoto normativo” sia stato colto con un interesse speculativo dagli stessi Stati per ragioni di convenienza politica ed anche per avvantaggiare le esportazioni dei propri prodotti e le penetrazioni commerciali a danno dei concorrenti in aree solitamente poco permissive. Il tutto ci rende più consapevoli del fatto che sia oramai giunto il momento di fare un discorso serio, in proposito, e porre le basi non tanto e non solo con la regolamentazione parziale di alcune attività, vedesi il commercio estero, ma di affrontarle nel loro insieme mettendo le basi per una normativa comune che eviti, come già accaduto e continua a verificarsi, che le maglie del diritto internazionale si sfilaccino, persino vistosamente, a fronte delle tante legislazioni nazionali.
Quest’organizzazione generale delle funzioni ha una sua chiara ragione d’essere e per la quale siamo convinti abbiamo dei forti oppositori che non mancheranno di insinuare timori di ogni genere dai più generali con la perdita della sovranità nazionale per talune questioni di natura economica, finanziaria e giudiziaria, a quelli più spicce derivanti dal sospetto che si vogliono mettere legacci e legacciuli ai piccoli commerci. Dobbiamo convincerci che non è solo una questione che può riguardare le multinazionali ma che con esse o senza la loro presenza l’esercizio di una tutela sovranazionale non solo è utile ma spesso necessaria per evitare abusi grandi e piccoli.

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Denaro/capitale e denaro/reddito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 agosto 2017

soldi e casaLa crisi ciclica dell’economia e della finanza tende sempre più a riversarsi sul mercato presentando il conto del disastro all’economia del lavoro. E’ questa profonda distinzione che si cerca in tutti i modi di nascondere sotto il tappeto, come se si trattasse di spazzatura ingombrante. Non si vuole chiarire che il difetto di base sta nella doppia natura del denaro; doppia natura perché, pur nella medesima dimensione il denaro non è uguale per tutti, e non soltanto per gli scopi cui viene utilizzato, ma come mezzo per sancire la presenza nella società. C’è il denaro/capitale e c’è il denaro/reddito; il primo cresce con l’economia della finanza, il secondo rappresenta il corrispettivo del lavoro. La crisi che stiamo vivendo nasce dal denaro/capitale, colpevole di avere tirato la corda troppo a lungo, sostenuto dall’avidità; ma nel momento della crisi si richiude a riccio a tutela corporativa, peraltro sostenuto e garantito da questo governo. Il capitalismo ha ricevuto regalie, condoni, leggi speciali; ha ricevuto miliardi per “rubare” Alitalia; ha ricevuto garanzie di solidità offerta alle banche per salvaguardare quei pochi capitali che ancora resistono in Italia e che non hanno ancora raggiunto le isole felici dell’evasione; ha ricevuto e riceve programmi di sviluppo economico con finanziamenti di opere faraoniche fuori dal tempo come le centrali nucleari e il ponte sullo stretto, tutti investimenti utili soltanto alla grande finanza e alle grandi mafie che su di essi, hanno speculato ignobilmente e pretendono di poter continuare a farlo. Adesso ci viene nascosto che manca la spesa di denaro come capitale; questo perché il capitale, come denaro, si chiude a riccio di fronte la crisi che ha provocato, con la pretesa, sostenuta dal governo, di riversare sulla borghesia impiegatizia, salariati e operai, i costi della crisi, senza alcun intervento costruttivo, nella forma di spesa di reddito della classe a reddito fisso, per cui la mancata spesa di capitale refluisce negativamente anche sulla domanda per consumi, venendo meno la necessaria liquidità operativa. E’ chiaro che non esistono fondi per sostenere le classi più bisognose, i nuovi disoccupati, i cassintegrati, i precari, i pensionati, i “cervelli” sempre più in fuga precipitosa: sono stati impegnati a profusione per sostenere il denaro/capitale, come se potesse risorgere dalle sue stesse ceneri, penalizzando ulteriormente il reddito da lavoro, mortificando proprio il lavoro, vanificandone l’utilizzo. (Rosario Amico Roxas)

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In vigore norme UE rafforzate per combattere il riciclaggio di denaro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

soldi-pubbliciBruxelles. La Commissione Juncker ha fatto della lotta contro l’elusione fiscale, il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo una delle sue priorità.
E’ entrata in vigore la quarta direttiva antiriciclaggio, che rafforzerà le norme esistenti, renderà più efficace la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo e migliorerà la trasparenza al fine di prevenire l’elusione fiscale. L’entrata in vigore della direttiva avviene mentre sono già in fase avanzata discussioni con il Parlamento europeo e il Consiglio in merito all’adozione di misure supplementari per rafforzarla ulteriormente.
La Commissione pubblica ha diffuso una relazione che orienta più concretamente le autorità degli Stati membri verso una migliore gestione dei rischi di riciclaggio. Come previsto dalla nuova direttiva, la Commissione ha valutato i rischi di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo nell’ambito di diversi settori e prodotti finanziari. La relazione pubblicata oggi individua le aree più a rischio e le tecniche maggiormente utilizzate dai criminali per il riciclaggio di fondi illeciti.
Il primo Vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: “Il riciclaggio di denaro alimenta criminalità, terrorismo ed elusione fiscale. Dobbiamo quindi eliminarlo nel modo più efficace possibile. Le norme rafforzate in vigore da oggi rappresentano un grande passo avanti, ma adesso dobbiamo raggiungere rapidamente un accordo sugli ulteriori miglioramenti che la Commissione ha proposto lo scorso luglio.”
La quarta direttiva antiriciclaggio irrobustisce le norme esistenti introducendo i seguenti cambiamenti: rafforza l’obbligo di valutazione del rischio per banche, avvocati e contabili; elabora chiari requisiti di trasparenza per le imprese riguardo la titolarità effettiva. Queste informazioni saranno inserite in un registro centrale (ad esempio un registro di commercio) e saranno a disposizione delle autorità nazionali e dei soggetti obbligati; semplifica i rapporti di cooperazione e lo scambio di informazioni tra le unità di informazione finanziaria di diversi Stati membri per individuare e seguire trasferimenti di denaro sospetti al fine di prevenire e accertare i reati o le attività terroristiche;istituisce una politica coerente nei confronti dei paesi terzi che presentano carenze normative nell’ambito dell’antiriciclaggio e della lotta al finanziamento del terrorismo; rafforza i poteri sanzionatori delle autorità competenti.
Nel luglio 2016 la Commissione ha adottato una proposta volta a irrobustire ulteriormente le norme dell’UE in materia di antiriciclaggio per contrastare il finanziamento del terrorismo e aumentare la trasparenza sui veri titolari di società e trust. La Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio a concludere questo lavoro legislativo il prima possibile, in modo che le nuove norme possano entrare in vigore rapidamente. Basandosi sulla quarta direttiva antiriciclaggio, le nuove norme permetteranno di creare un solido quadro UE antiriciclaggio. La relazione sulla valutazione sovranazionale dei rischi è uno strumento che aiuta gli Stati membri a identificare, analizzare e affrontare i rischi legati al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo.

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Il Parlamento respinge di nuovo la “lista nera” degli Stati a rischio di riciclaggio di denaro

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

soldi-pubbliciBruxelles. I deputati respingono nuovamente un lista ristretta di Paesi a rischio di riciclaggio di denaro perché inadeguata, con 392 voti favorevoli, 80 contrari e 207 astensioni Nel progetto di risoluzione votato mercoledì, si afferma che l’Unione dovrebbe disporre di un processo indipendente e autonomo per giudicare se determinati Paesi rappresentino una minaccia di criminalità finanziaria piuttosto che fare affidamento sul giudizio di un organismo esterno.La lista presentata dalla Commissione dei paesi terzi ad alto rischio di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo include: Afghanistan, Bosnia Erzegovina, Guyana, Iraq, Lao PDR, Siria, Uganda, Vanuatu, Yemen, Iran e Repubblica popolare democratica di Corea.Nel testo respinto dal Parlamento, la Commissione proponeva di aggiungere l’Etiopia e rimuovere la Guyana dall’elenco.Secondo la direttiva UE antiriciclaggio, la Commissione è responsabile per la creazione di una lista di paesi ritenuti a rischio di riciclaggio di denaro, evasione fiscale e finanziamento del terrorismo. Persone e soggetti giuridici provenienti da paesi iscritti nella blacklist subiscono controlli più rigidi del solito durante la loro attività nell’UE.Attualmente la Commissione si appoggia all’organismo internazionale the Financial Action Task Force (FATF) per la preparazione di tali liste.

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Riflessioni dall’India: il denaro secondo Modi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 maggio 2017

Narendra ModiDa Venkatesh Sanjeevi, Senior Investment Manager. L’India si è ripresa dallo shock della demonetizzazione, la strategia messa in atto a novembre dell’anno scorso per scoraggiare l’uso di contanti e combattere la corruzione.Lo scorso novembre Narendra Modi ha provocato un terremoto economico in India. Ritirando improvvisamente dalla circolazione tutte le banconote da 500 e 1.000 rupie e concedendo alla popolazione solo un breve periodo di tempo per convertirle nei nuovi biglietti, il primo ministro indiano ha scatenato l’equivalente monetario di un evento sismico. Ma come accade spesso nelle catastrofi naturali, una volta superato lo shock iniziale, gli Indiani si sono rimessi in corsa adeguandosi alla nuova situazione. La ripresa è stata molto più rapida di quanto prevedesse la maggioranza degli esperti.L’ultima volta che sono stato nel Paese, il mese scorso, l’economia sembrava quasi tornata alla normalità. I dati confermano la mia impressione. In dicembre, dopo la demonetizzazione, il nostro indicatore anticipatore dell’economia indiana registrava il calo mensile più marcato dal 1987, ma entro febbraio si era già normalizzato. Le vendite di auto hanno evidenziato un andamento analogo, con un crollo del 18% a/a in dicembre e un recupero dello 0,9% annuo a febbraio. A posteriori possiamo affermare che il trauma è stato forte ma di breve durata, un po’come il crollo seguito alla crisi finanziaria globale, che ha avuto anch’essa un effetto transitorio sull’India.Il vigoroso rimbalzo dell’economia indiana dipende da come ha o non ha funzionato la demonetizzazione.Uno degli obiettivi principali dell’iniziativa era sradicare l’evasione distruggendo la ricchezza accumulata grazie al mercato nero. In teoria, chi non era in grado di spiegare la provenienza del denaro non poteva convertirlo in nuove banconote. L’86% circa dei 253 miliardi di dollari del denaro circolante nell’economia, vale a dire 218 miliardi di dollari, era soggetto alla demonetizzazione. Dato che 1/5 o 1/4 di tale importo è probabilmente frutto del mercato nero, il potenziale di distruzione di ricchezza era notevole.Tuttavia, il governo Modi sembra aver sottovalutato l’ingegnosità degli Indiani nell’eludere le regole. Alla fine quasi tutte le banconote sono state convertite o depositate, con il risultato che non c’è stata quasi nessuna distruzione di ricchezza, ma solo una certa redistribuzione, dato che qualcuno ha pagato per regolarizzare la propria situazione.Nello stesso tempo, la Reserve Bank of India è riuscita a stampare nuovi biglietti a sufficienza, smentendo i timori che il Paese sarebbe rimasto a corto di contanti per parecchio tempo. La disponibilità di denaro liquido sembra tornata alla normalità. Personalmente non ho visto code ai bancomat, e solo uno o due sportelli sembravano sprovvisti di denaro.Per altri versi, la riforma valutaria di Modi sta funzionando, dato che incentiva le transazioni digitali.Sono stato a Mumbai, Bangalore, Chennai e Mysore sia per lavoro che in vacanza e ho riscontrato ovunque il tentativo di ridurre l’uso dei contanti, nel quadro del più ampio programma di governo contro l’evasione e la corruzione, che prevede fra l’altro la digitalizzazione di massa delle impronte e dell’iride degli Indiani per combattere furti e frodi a danno dello stato sociale.

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Valute virtuali: controllo per evitare riciclaggio e finanziamento terrorismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 maggio 2016

moneteLa Commissione europea dovrebbe creare una task force per regolamentare le valute virtuali come i Bitcoin e scongiurare che il loro utilizzo agevoli il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. È la proposta del Parlamento votata giovedì in una risoluzione non vincolante.Nella risoluzione, redatta da Jakob von Weizsäcker (S&D, DE), si suggerisce che tale task force, che dovrebbe essere supervisionata dalla Commissione, dovrebbe avere il potere di formulare raccomandazioni per qualsiasi legislazione necessaria alla regolamentazione del settore. I deputati mettono in guardia contro un approccio troppo rigido nei confronti di questa nuova tecnologia, poiché può offrire importanti opportunità per i consumatori e per lo sviluppo economico. “Per evitare di frenare l’innovazione, privilegiamo un monitoraggio precauzionale a una regolamentazione preventiva. Le innovazioni tecnologiche possono diffondersi molto rapidamente e diventare sistemiche. È per questo che chiediamo alla Commissione di istituire una task force che monitori attivamente l’evoluzione della tecnologia e, in caso di necessità, avanzi proposte tempestive per una regolamentazione specifica”, ha sottolineato il relatore von Weizsäcker. La Commissione sta attualmente esaminando diverse proposte per rendere le piattaforme di cambio delle valute virtuali conformi alla direttiva europea in vigore sul riciclaggio di denaro nell’UE, che è prossima a un aggiornamento. Tra queste proposte, è prevista una misura che richiederebbe alle piattaforme di rispettare la “dovuta diligenza” quando i clienti effettuano lo scambio tra le valute virtuali e quelle reali. Con questa misura, l’anonimato che caratterizza tali scambi avrebbe fine. I regolatori temono che il sistema attuale aiuti il riciclaggio di denaro e il finanziamento delle organizzazioni terroristiche. La proposta del Parlamento è stata approvata con 542 voti favorevoli, 51 contrari e 11 astensioni e sarà ora inviata alla Commissione Europea, che dovrà esaminarla.

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Teatro: La verità vi prego sul denaro in tour

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2015

massimo popoliziofabrizio bentivoglioRoma Lunedì 26 ottobre e lunedì 30 novembre al Teatro Argentina di Roma LA VERITA’, VI PREGO, SUL DENARO IN TOUR Tutto quello che avreste voluto sapere, ma che non hanno mai voluto spiegarvi Due attori, Massimo Popolizio e Fabrizio Bentivoglio Due economisti, Paolo Manasse e Gianni Toniolo In comune un palcoscenico e due storie da condividere con il pubblico per guardare al denaro da prospettive inedite.
Promossa da AcomeA, società di gestione del risparmio, e curata da Trivioquadrivio, società di consulenza culturale e formazione, in collaborazione con il Teatro di Roma, La verità, vi prego, sul denaro, torna a Roma dopo il grande successo al Teatro Franco Parenti di Milano e della prima tappa romana presso la LUISS Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli. Parafrasando il titolo di una poesia di Weston Hugh Auden, il progetto avvia una riflessione sui temi del denaro e della finanza con l’obiettivo di abbattere le barriere che li rendono opachi e difficili da comprendere, e comunicare valori di trasparenza ed eticità. Due serate per raccontare due storie sul denaro e sulla finanza in modo semplice e divertente per rendere l’economia più concreta e vicina al quotidiano. (foto: massimo popolizio, fabrizio bentivoglio

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Air France: 25 milioni di euro per 3.886 lavoratori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 dicembre 2014

air franceLa compagnia aerea di bandiera francese ha richiesto sostegno dopo aver licenziato 3.886 dipendenti a causa della competizione aggressiva – soprattutto da parte di tre linee aeree nel Golfo Persico – e all’aumento dei costi del carburante. L’impatto di tali esuberi è aggravato dalla chiusura di un’azienda Peugeot nell’Ile-de-France, la stessa regione dove si trova Air France.I 25.937,813 milioni di euro di aiuti del FEG – molti dei quali andranno a rimborsare le autorità francesi per i piani già finanziati per reintegrare i lavoratori licenziati nel posto di lavoro – rappresentano la più alta somma di denaro mai pagata finora dal fondo. Il testo è stato approvato con 525 voti favorevoli, 88 contrari e 87 astensioni.

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Dalla chirurgia plastica italiana un aiuto per le Filippine

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2014

filippineUn contributo per aiutare le Filippine a rimettersi in piedi dopo il devastante tifone che le ha colpite a novembre. È la prima buona notizia del 2014 di AicpeOnlus, la branca di Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) dedicata alla beneficenza e al volontariato. «Nonostante anche in Italia si viva quotidianamente fra mille difficoltà, i problemi nostrani sono insignificanti se paragonati a quelli di chi ha davvero perso tutto: la casa, il lavoro e la possibilità di avere istruzione e cure adeguate – dice Claudio Bernardi, chirurgo plastico presidente di AicpeOnlus -. Per questo Aicpe si è impegnata a raccogliere fondi tra i propri soci, pur in questo periodo di grave crisi economica, raggiungendo un considerevole e concreto traguardo» Definito dagli scienziati una delle tempeste più forti che abbia mai colpito la terra, il tifone Haiyan ha causato 3.600 morti e lasciato milioni di persone senza casa e accertati il super tifone che ha colpito a novembre le Filippine. A due mesi di distanza dal cataclisma, il Paese sta cercando tra mille difficoltà di rimettersi in piedi. L’iniziativa promossa da AicpeOnlus ha permesso di raccogliere 10mila euro, che sono stati devoluti all’associazione No One In Need, attiva nella ricostruzione di case e scuole nelle Filippine. «Per avere la certezza che il denaro inviato venga utilizzato nella maniera migliore è stata identificata un’organizzazione molto seria e affidabile, già attiva localmente da molto tempo, grazie anche all’aiuto di chirurghi plastici filippini, con i quali siamo in costante contatto – afferma Marco Stabile, tesoriere di AicpeOnlus -. Nei prossimi mesi verrà fornito un graduale resoconto di come sarà utilizzato il denaro inviato». Questo progetto va ad affiancarsi ai numerosi altri che AicpeOnlus sta portando avanti da tempo in Africa, con missioni gestite in prima persona da medici che fanno parte dell’associazione.
AicpeOnlus: è la branca di Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) dedicata alla beneficenza ed al volontariato. Nata nel 2012 con l’intento di sostenere in modo concreto i soci che sono impegnati in prima persona in progetti no profit in giro per il mondo, AicpeOnlus raccoglie e gestisce i fondi in rapporto ad esigenze specifiche. Per il 2014 l’obiettivo è centrato nell’Ospedale Saint Jean de Dieu in Togo, Africa, dove si sta realizzando il primo progetto di chirurgia plastica umanitaria nei paesi in via di sviluppo, con tre missioni annuali. A questo si affiancano poi altre azioni di sostegno nella realizzazione di progetti insieme ad altre associazioni di volontariato.

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Verso la dissoluzione dell’euro?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2012

Français : Pièce de 1 Euro du Portugal. Portug...

Français : Pièce de 1 Euro du Portugal. Português: Verso da moeda de 1€ (1 euro) de Portugal. (Photo credit: Wikipedia)

La Germania continua ad imporre politiche di austerità, ciò provoca spinte deflazionistiche e porta a pensare tutti gli europeisti che l’Euro stia per implodere. O il tasso di sconto della BCE scende alla pari di quello della FED allo 0,25% trascinando verso il basso il valore dell’Euro o si adotta una politica di intervento diretto della BCE nel debito degli stati . Non si vive di sola Europa e nel sistema globalizzato o si fanno scendere i prezzi o le imprese chiudono favorendo, ulteriormente, l’ingresso delle merci asiatiche. Valore alto dell’Euro e tassi di interessi bassi,temporaneamente favoriscono solo la Germania. Il risentimento (non giustificato quando le risorse si sprecano con la corruzione, l’evasione, le assunzioni clientelari ecc) nei confronti di questo stato sta dilagando tanto da poter far naufragare l’unità europea. “Possiamo far senza la Grecia” dicono. “Vero “, ma sarebbe solo l’inizio della fine. La Grecia avrebbe solo da perdere nell’uscita ! Ciò solo se dovesse responsabilmente rispondere alle obbligazioni assunte. Ma se seguisse l’esempio, deprecabile, dell’Argentina i problemi li creerebbe agli altri alleggerendosi di un debito di 400 MLD . Il governo olandese è collassato per non essere riuscito a decidere ulteriori manovre di austerità, la Grecia appena uscita da elezioni non riesce ad esprimere un nuovo governo, la Francia non sosterrà più la cancelliera nella politica di rigore. La spirale recessiva si auto – rafforza attraverso la riduzione dei redditi e delle entrate fiscali. Un circolo vizioso che ha trasformato un problema economico in un problema politico, che mette molti governi europei in una situazione insostenibile. La seconda soluzione per il salvataggio dell’Europa passa per l’adozione dell’eurobond o in interventi diretti della BCE nell’aiuto agli stati e non alle banche : prestando agli stati denaro all’1% e non alle banche che poi li girano agli stati al 5-9%. Questa misura potrebbe essere straordinaria e limitata nel tempo per trovare un accordo unitario. L’Europa senza una di queste due misure , non può reggere alla politica di pura austerità, senza saper come potersi finanziare .
(Orlando MASIERO)

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Eliminare il denaro contante

Posted by fidest press agency su martedì, 22 novembre 2011

Forex Money for International Curency

Image by epSos.de via Flickr

La bravissima giornalista Milena Gabanelli, nei giorni scorsi, ha lanciato l’idea di tassare il denaro contante per incentivare i pagamenti elettronici. La proposta è stata ripresa da diversi media ed anche alcune trasmissioni televisive (ieri sera, per citare l’ultima, da “L’Infedele” di Gad Lerner su La7). Lo scalpore che proposte come questa generano (a Settembre proponemmo qualcosa di simile, solo più articolato: “Una riforma radicale del fisco”  http://www.aduc.it/articolo/riforma+radicale+fisco_19516.php) derivano in larga parte dalla scarsa conoscenza della materia che talvolta affligge gli stessi sostenitori. I benefici che deriverebbero dalla totale eliminazione del denaro contante sono talmente enormi che sembra superfluo soffermarcisi troppo. Il denaro contante è la linfa nella quale prospera ogni forma di criminalità e di illegalità: dalle mafie alla criminalità comune, dalla corruzione all’evasione fiscale. Le obiezioni che solitamente si muovono all’eliminazione del denaro contante riguardano la sfera della libertà individuale e quella della privacy. Entrambe sono totalmente prive di fondamento a patto che i sistemi di pagamento elettronico vengano accuratamente progettati sfruttando le tecnologie moderne. In primo luogo è necessario ricordare che la maggioranza del denaro esistete nel mondo è già elettronico. Il denaro fisico (monete e banconote) rappresenta meno del 5% della massa monetaria in circolazione che è composta, per la gran parte, da “bit” residenti nei computer delle banche. Il denaro fisico circola molto più velocemente del denaro elettronico e questo è causato essenzialmente dalla tecnologia che solo fino a pochi anni fa non era in grado di produrre un portafoglio elettronico affidabile che potesse sostituire quello fisico. Oggi non è più così. Oggi la tecnologia consente di produrre dei portafogli elettronici che consentono di scambiarsi moneta elettronica nella massima sicurezza e nel rispetto della privacy. Portafogli che dovrebbero essere “caricati” dal proprio conto corrente (idealmente anche attraverso i “Bancomat”) e che potrebbero trasferire sul portafoglio elettronico ricevente null’altro che l’importo, esattamente come accade per la moneta fisica. Successivamente i portafogli elettronici dovrebbero trasferire la moneta elettronica sul proprio conto corrente. La tecnologia lo consente, si tratta solo di volerlo realizzare. Ovviamente questi portafogli elettronici sono adatti per i micropagamenti (il ristorante, il bar, il venditore ambulante, ecc.) mentre per i grandi pagamenti si dovrebbero continuare ad utilizzare i sistemi di trasferimento del denaro elettronico già oggi utilizzati e che prevedono la tracciabilità. Naturalmente i limiti relativi agli importi trasferibili dovrebbero essere configurabili dagli utenti (il portafoglio per il giovane adolescente è diverso da quello del negoziante) seguendo dei regolamenti imposti dallo stato (così come oggi lo stato regolamenta molti dettagli sui trasferimenti elettronici). Eliminare il contante per i micro-pagamenti è il prerequisito per l’eliminazione totale del denaro contante e quindi dell’impiego del contante per la criminalità e l’illegalità di ogni sorta. Eliminare il contante è possibile, manca la volontà politica, e si comprende il perché. La ragione, però, non risiede solo nei fortissimi interessi che questa riforma va a ledere.Manca anche la presa di coscienza da parte di quella maggioranza della popolazione che ricaverebbe un vantaggio superiore rispetto a qualsiasi altra riforma economica immaginabile.
Ancora non c’è una maggioranza favorevole all’abolizione del denaro contante perché non c’è ancora sufficiente conoscenza della materia. Si dovrebbe necessariamente procedere per gradi, favorendo in tutti i modi la produzione diffusione dei portafogli elettronici. Solo dopo una capillare diffusione dei portafogli elettronici (a carico delle banche centrali, al pari del denaro contante) si potrebbe procedere con la tassazione dello stesso denaro contante.
Le due cose combinate porterebbero finalmente all’eliminazione del denaro contante in maniera quasi automatica e con essi sparirebbe la maggior parte della criminalità e dell’illegalità. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la Tutele del Risparmio)

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Federalismo: è già sperpero di denaro

Posted by fidest press agency su sabato, 26 febbraio 2011

I tagli alle università non sono un mistero, così come non lo è il fatto che la maggior parte dei ricercatori del nostro paese rimane al verde. Nella riforma Gelmini, però, quei soldi che non si sono trovati per finanziare la ricerca, spuntano miracolosamente fuori per coprire una spesa assai particolare: l’insegnamento del federalismo ai dirigenti degli enti locali. Sì sì, avete capito bene. Quella riforma che fa acqua da tutte le parti, quel testo irricevibile per far passare il quale il governo ha scavalcato Parlamento e bocciatura del Colle, sarà insegnato ai dirigenti per la modica cifra di dieci milioni di euro. Due milioni l’anno per cinque anni, è scritto nero su bianco, nel testo dell’altra riforma scandalo frutto di questo governo, la riforma Gelmini. All’articolo 28 della stessa si legge che questi soldi servono “per concedere contributi per il finanziamento di iniziative di studio, ricerca e formazione sviluppate da università” in collaborazione “con le regioni e gli enti locali”, in vista “delle nuove responsabilità connesse all’applicazione del federalismo fiscale”. Università, pubbliche e private, si intende. Quel che è più curioso è che la riforma Gelmini non prevede un concorso pubblico per accedere a quei fondi. No, sarà deciso tutto dal ministro dell’istruzione. E dire che all’Italia dei Valori questa…chiamiamola anomalia non era sfuggita. Ci eravamo chiaramente espressi in Aula dicendo che “in un momento in cui non si trova la copertura dei soldi previsti per i ricercatori, si trovano per fare corsi sul federalismo”. E dire, inoltre, che esistono già le strutture appositamente create ed anche già finanziate dallo Stato, per formare gli amministratori. Dieci milioni di euro, insomma, che sembrerebbero buttati al vento, se non fosse per il forte sospetto che si tratti di lottizzazione politica dei finanziamenti. Già, un’altra vergognosa norma emessa quasi in sordina dalla maggioranza, grazie anche al voto del Partito Democratico. (Massimo Donadi parlamentare Idv) (gelmini)

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Donne e Denaro: 6 incontri

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 gennaio 2011

Milano Venerdì 4 febbraio, 25 febbraio, 25 marzo, 29 aprile, 27 maggio, 24 giugno 2011 Via Gian Giacomo Mora 11A ISPA Istituto Sperimentale di Psicodinamica™ Applicata™ Laboratorio Il Femminile nel Nuovo Millennio – Centro Studi ISPA PerCorso condotto da Roberta Piliego e Francesca Zampone gennaio – giugno 2011 Perché questo percorso?
Le donne difficilmente accedono a una cultura finanziaria e spesso non hanno la minima idea di come investire il denaro. E quando hanno questa competenza, sicuramente non se ne vantano. “Tu non sai far quadrare il bilancio!”, sentenziano spesso accorati gli uomini. Ma… siamo sicuri che i bilanci debbano essere “quadrati”?
Per gli uomini (non per tutti!) il denaro è sinonimo e strumento di potere; un modo di raccontare, a se stessi e al mondo, il “proprio volere” e il “proprio valore”. Per le donne (non per tutte!) il denaro arriva perché “figlia di…”, “moglie di…”,  “amante di…”; insomma, attraverso un uomo.
E quindi? Il nuovo millennio ci segnala, soprattutto nel nord Europa, che sistemi di valori, forme pensiero e antichi tabù cominciano a sgretolarsi e nuovi scenari si stanno profilando sulla scena del mondo. Gli ingredienti? La scoperta dei propri talenti, l’utilizzo di soluzioni creative, l’amore per la conoscenza, la capacità di ascoltare… e la consapevolezza che, ognuna di noi, può creare l’abbondanza! Ognuna di noi la merita e ha la capacità di creare, gestire e vivere la ricchezza. Su tutti i piani della vita. Anche quello economico!
Il Calendario – Venerdì, ore 20.30 – 04 febbraio – Presentazione del Percorso. Economia della Felicità – 25 febbraio – Sono una donna in carriera! O in corriera? – 25 marzo – Il Successo e il Valore – 29 aprile – Il “libero dare”- 27 maggio – Il Tempo e il Denaro – 24 giugno – Sono soldi veri?

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Maxiemendamento: “Pacchetto giochi”

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2010

Nel “pacchetto giochi”, che occupa una parte corposa del maxiemendamento di 46 pagine presentato dal Governo, spazio anche al rafforzamento del divieto di partecipazione a giochi con vincite in denaro per i minorenni. In particolare, si legge su Agipronews, si dispone che “il titolare dell’esercizio che consente la partecipazione ai giochi pubblici a minori di 18 anni è punito con la sanzione amministrativa da 500 a 1000 euro e con la chiusura dell’esercizio fino a 15 giorni”.
Dal 2011 – secondo quanto scritto nel maxiemendamento alla Legge di stabilità riportato da Agipronews – i concessionari di scommesse sportive a quota fissa “che abbiano conseguito per tale gioco percentuali di restituzione in vincite inferiori all’80 per cento, sono tenuti a versare all’erario il 20 per cento della differenza lorda così maturata secondo modalità definite con provvedimento del ministero dell’Economia e delle Finanze/Aams”.
Penetrante l’azione indicata nel maxiemendamento nell’ambito delle new slot. Si stabilisce che nel 2011 venga effettuato un piano straordinario di controlli su gioco on line, scommesse, ma soprattutto apparecchi da intrattenimento. Di questi, informa Agipronews, va realizzata una banca dati, che registri precisamente numero di apparecchi, tipologia di locali, titolarità. Con la previsione di giungere inoltre all’adozione di un decreto Aams che determini nuovi parametri numerico-quantitativi per installazione e attivazione degli stessi in ciascun esercizio commerciale. Previste sanzioni pecuniarie da 500 a 1500 euro per ogni mancata comunicazione. Inoltre, in riferimento sempre alle new slot, prevista l’adozione di un apposito elenco unico presso il Mef / Aams dei soggetti proprietari a qualsiasi titolo, dei concessionari e di ogni soggetto comunque coinvolto nella specifica filiera. Per tutti occorrerà una certificazione antimafia e un versamento annuale di 100 euro.

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Pagare senza utilizzare denaro contante

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 settembre 2010

IBM ha siglato con McDonald’s, la famosa catena di fast food nota in tutto il mondo, un accordo della durata di tre anni che prevede l’implementazione di un nuovo sistema di pagamento che consente di non utilizzare denaro contante. Il servizio verrà implementato presso 1.300 punti di ristorazione della catena McDonald’s in Inghilterra e in Irlanda. Mc Donald’s, grazie all’avanzato sistema di pagamento di IBM, sarà in grado di soddisfare le crescenti richieste dei clienti di poter utilizzare carte di credito e di debito. Il sistema sarà operativo entro la fine del 2010.  Grazie a questo nuovo rivoluzionario sistema ideato da IBM, McDonald’s potrà accontentare ogni giorno milioni di clienti, assicurando una migliore customer experience e incrementando rapidità,  flessibilità  e sicurezza del servizio. Il livello di sicurezza, già garantito dalla catena McDonald’s, sarà ulteriormente migliorato grazie a un software di anti-manomissione e rilevamento frode installato su un dispositivo tascabile dotato di chip e pin, a protezione dei clienti su tutti i pagamenti effettuati tramite carta. La soluzione, inoltre, permetterà a Mc Donald’s di gestire le operazioni giornaliere in maniera più efficiente e più “smart” centralizzando i processi di business su un unico database e consentendo le operazioni di rendicontazione e reporting in maniera automatica. L’accordo è stato siglato nel mese di giugno e fa parte di un progetto,a più fasi, che si svilupperà nell’arco di tre anni e che continuerà a trasformare i sistemi di pagamento di McDonald’s.

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Precetto cinese sul denaro

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Col Denaro puoi comprare una casa,
ma non una Famiglia.
Col Denaro puoi comprare un orologio,
ma non il Tempo.
Col Denaro puoi comprare un letto,
ma non il Sonno.
Col Denaro puoi comprare un libro,
ma non la Conoscenza.
Col Denaro puoi pagare un medico,
ma non puoi comprare la Salute.
Col Denaro puoi comprare una posizione ,
ma non il Rispetto.
Col Denaro puoi comprare il sangue,
ma non la Vita.
Col Denaro puoi comprare il sesso,
ma non l’Amore.
e comunque ricordiamoci che….
Chi trova un Amico trova un Tesoro.
E…chi trova un Tesoro trova molti amici…

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Terremotati sfrattati dagli alberghi

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2010

Un gruppo di parlamentari radicali ha reso noto: “Quanto emerso in questi giorni, con il rischio che le vittime del terremoto siano sfrattate dagli alberghi per morosità dello Stato mentre il Ministero dei Beni Cultrali non riesce nemmeno a spendere i ricavi delle donazioni private, e’ la conferma che non si puo’ continuare a gestire il dopo terremoto sulla base di ordinanze d’urgenza. Occorre subito una legge organica che permetta di superare il metodo emergenziale restituendo competenze piene agli enti locali e individuando le coperture finanziarie oggi  mancanti .Su queste basi abbiamo presentato in Parlamento, come Radicali, un ordine del giorno allegato alla manovra finanziaria, a cui seguira’ una proposta complessiva che fara’ tesoro di quanto abbiamo appreso all’Aquila durante il nostro ultimo Comitato Nazionale. Per quanto riguarda, invece, i buchi di bilancio lasciati dai debiti contratti dalla Protezione civile nella fase di emergenza, cosi’ come sull’abnorme allestimento dei ponteggi, e’ bene che si faccia chiarezza sino in fondo. Delle due l’una: o la Protezione Civile di Bertolaso ha sprecato il denaro pubblico oppure il Ministro Tremonti ha consapevolmente scelto di non coprire le spese effettuate”.

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Denaro più caro per le aziende venete

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2010

A fronte delle prime analisi effettuate dalla struttura di garanzia sui bilanci 2009 delle aziende associate, si stima infatti che le imprese in provincia di Venezia abbiano sofferto una riduzione media del fatturato pari al 25%. Anche a fronte di questa situazione, nei primi 9 mesi dell’anno scorso Banca d’Italia rilevava un incremento delle sofferenze a livello provinciale del 4,56% (+5,37% a livello regionale). E la situazione che si sta delineando nei primi mesi del 2010 non lascia supporre alcun miglioramento. Le difficoltà incontrate dalle PMI veneziane e venete si sono trasformate in un abbassamento del rating di 1-2 punti per 7 aziende su 10. “Questo significa che il 70% delle PMI dovrà ora scontare un incremento medio di almeno 1 punto percentuale del costo del denaro richiesto alle banche”, avverte il direttore generale di Cofidi Veneziano Mauro Vignandel.  A questo punto, considerando che nel 2009 – secondo le ultime proiezioni di Bankitalia – sono stati erogati prestiti alle imprese in provincia di Venezia per oltre 13 miliardi, si può stimare che la crisi economica, combinata all’applicazione dei parametri di Basilea 2, porterà a un incremento del costo del denaro di oltre 130 milioni. E spostando la stima a livello regionale, a fronte di erogazioni per quasi 95 miliardi di euro, il maggior costo per le imprese sarà di circa 950 milioni. È chiaro che sia giunto il momento di una svolta: secondo Cofidi Veneziano ora va studiato un progetto capillare per risollevare l’assetto economico delle imprese, generando una serie di strumenti da applicare su larga scala. Soprattutto, cercando di favorire le aggregazioni e le trasformazioni in atto nel tessuto imprenditoriale regionale. Un peso importante sul piatto della bilancia lo avranno anche i nuovi accordi di Basilea 3, “che dovranno considerare le peculiarità delle PMI quale motore dell’economia nazionale e del Nordest in particolare – sottolinea Vignandel -, nonché il ruolo dei Confidi quali garanti dell’accesso al credito nel rapporto tra aziende e banche”. Niente parametri astratti come in passato, dunque, e soprattutto la necessità di scongiurare l’applicazione di misure ancora più restrittive sull’erogazione dei finanziamenti alle imprese.

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