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Le principali vittime del diabete sono i denti

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

In Italia ci sono 3,9 milioni di persone che soffrono di diabete mentre sono ben 8 i milioni di italiani che hanno sviluppato una parodontite, con forme spesso gravi. Quello che non tutti sanno è che queste patologie sono spesso correlate: chi soffre di diabete ha un rischio tre volte superiore di ammalarsi di parodontite e, viceversa, chi soffre di parodontite ha una maggiore tendenza a sviluppare il diabete. L’allarme viene dalla Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) che partecipa alla Giornata Mondiale del Diabete, il 14 Novembre.La parodontite, o piorrea, è una malattia infiammatoria cronica tra le più diffuse del mondo e coinvolge i tessuti di sostegno del dente, dalla gengiva all’osso. Tra i sintomi principali, il sanguinamento gengivale. La parodontite, se non trattata, non solo può portare alla perdita dei denti, afferma Mario Aimetti, Presidente della SIdP, ma è anche la seconda causa di infiammazione cronica sistemica dopo l’obesità. Questo impatto sistemico influenza anche l’insorgenza e il decorso del diabete. La maggiore suscettibilità alla parodontite nei diabetici è, infatti, dovuta alla risposta immunitaria alterata verso i batteri presenti nella placca batterica, causa d’insorgenza della parodontite. Esiste poi una relazione diretta tra la gravità e l’estensione della parodontite e il peggioramento del controllo glicemico: un diabete poco controllato provoca un incremento dell’attività di distruzione del collagene parodontale.
“Tra diabete e parodontite” afferma Luca Lione, diabetologo e odontoiatra – c’è una corrispondenza biunivoca: il soggetto con diabete ha una tendenza a sviluppare la parodontite e il soggetto con parodontite ha una tendenza a sviluppare il diabete. La parodontite inoltre è l’unica complicanza del diabete che, se curata, cura anche la patologia principale. Purtroppo manca ancora molta consapevolezza nei pazienti. Eppure basterebbe un poco di prevenzione in più per evitare i casi più gravi. Con un costo contenuto, la parodontite può essere prevenuta e trattata con successo nelle fasi iniziali”.
A partire, ovviamente dall’igiene orale ma anche a tanti segnali specifici, come il sanguinamento delle gengive, l’alterazione del gusto, la tensione gengivale, denti che si muovono. “Diabetologo e odontoiatra – aggiunge Lione – devono operare in stretta collaborazione”. Il primo deve invitare il paziente a controlli specifici anche in assenza di sintomi, mentre l’odontoiatra deve informare il paziente sull’associazione tra parodontite e altre patologie tra le quali il diabete e in caso di gravità dei sintomi e familiarità col diabete consigliare una visita specialistica.
In occasione della Giornata Mondiale del Diabete, anche gli odontoiatri saranno nelle piazze per dare le giuste informazioni sull’importanza della salute orale e per somministrare un questionario di screening.

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Denti: prevenzione orale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 settembre 2014

M~ p17ma01/11p clr/teethIn aumento del 15% l’incidenza delle carie. La causa primaria del problema sarebbe l’alimentazione scorretta, troppo ricca di dolci, snack e bevande zuccherate, e spesso povera di frutta e verdura, ma incide in modo pesante anche la scarsa educazione all’igiene orale che, al contrario, dovrebbe essere insegnata già dai primi anni. Ma la carie non è l’unica minaccia al sorriso di bambini e adolescenti. Un bambino su 5 sviluppa lesioni traumatiche dei denti permanenti prima di finire la scuola
primaria e il 40% circa dei bambini soffre di demineralizzazione dei denti. Questi disturbi possono avere conseguenze serie se non vengono diagnosticati e curati per tempo, ma spesso lo specialista vede il bambino solo dopo mesi, o anni, dal sorgere dei primi sintomi. Secondo i dati presentati dal Servizio Studi ANDI – Associazione Nazionale Dentisti Italiani, infatti, il 75,7% dei bambini italiani tra i 3 ed i 5 anni non è mai andato dal dentista, percentuale che scende a 35,2% per la fascia d’età compresa tra i 6 ed i 10 anni e al 20,1% per i ragazzi tra gli 11 e i 13 anni. “Molti genitori sottovalutano i disturbi legati ai denti da latte, pensando che questi si risolvano da soli quando al bambino spuntano i denti permanenti: dente nuovo, vita nuova. – Ha commentato il dottor Sergio Turco, responsabile dei piani di cura per i bambini dei centri odontoiatrici Samadent. – Purtroppo non è affatto così e questi disturbi non vanno sottovalutati. La carie dei denti da latte colpisce la superficie liscia principalmente dei denti mascellari anteriori e dei primi molari caduchi, denti che di solito risultano resistenti alla carie. Se il deterioramento è molto rapido la polpa si infetta, causando notevole dolore, quindi si verifica la formazione di un ascesso e di una fistola di fronte alle punte delle radici. Un dente da latte rovinato crea un ambiente orale infetto con germi che possono contribuire alla carie, sia quelli che stanno accanto al dente da latte, sia a distanza, in quanto la saliva veicola l’infezione, e può colpire anche quelli permanenti. E’ dunque necessario curare i denti malati e, nel caso non si riesca ad intervenire in tempo e si renda necessario rimuovere il dente, inserire un mantenitore di spazio, così da non compromettere lo sviluppo dei denti permanenti”.”Durante l’infanzia – prosegue il dottor Turco – è il pediatra a occuparsi dei denti del piccolo paziente, e sta a lui, quindi, individuare eventuali disturbi e suggerire visite specialistiche. Come sempre, però, la miglior medicina resta la prevenzione. Insegnare ai bambini sin dalla primissima infanzia l’importanza di lavare i denti dopo i pasti e il giusto modo di spazzolare. In questo senso, molto può essere fatto anche sui banchi di scuola: ormai quasi tutti gli istituti propongono il ‘tempo pieno’ ed è a scuola che i bambini consumano il proprio pranzo. Far vivere il momento della pulizia dei denti dopo aver mangiato in un modo divertente, magari da fare insieme ad altri 2 o 3 bambini, può far interiorizzare una buona e sana abitudine. Anche dedicare alcuni momenti ad illustrare alla classe le norme per la buona igiene orale e per una sana alimentazione può contribuire ad evitare future patologie.”

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Anche in vacanza i denti meritano cura

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2010

I dentisti dell’Associazione nazionale dentisti italiani (Andi) consigliano di effettuare un controllo prima della partenza per le vacanze per evitare brutte e dolorose sorprese. Nel caso di disturbi non risolvibili immediatamente meglio chiedere al dentista consigli su come agire, avendo cura di farsi prescrivere eventuali farmaci analgesici o antibiotici da portare in vacanza. In ogni caso non devono mancare nel bagaglio dentifricio, spazzolino e filo interdentale da usare tutti i giorni, mattina e sera, e dopo ogni pasto. Non mancano poi i suggerimenti sulla buona masticazione dei cibi: la saliva che si produce masticando asporta i frammenti di cibo ed è antibatterica, e per questo motivo consigliano l’uso di chewing-gum che non contengono zucchero, ma arricchiti con sali minerali, fluoro, vitamine. Inoltre invitano a evitare snack e caramelle fuori pasto, perché annullano l’opera di spazzolino e dentifricio, e in pochi minuti i batteri ricominciano a formare la placca. Vanno banditi anche caffè, vino e tè, che macchiano i denti, e dosi massicce di bibite gassate, succhi di frutta iperzuccherati, aceto e agrumi che aggrediscono lo smalto. L’Andi fa infine sapere che se si ha bisogno di un dentista in vacanza, comunque, in tutta Italia rimangono aperti 2.500 studi dentistici: grazie al servizio “Sorrisi d’agosto”, basta contattare il numero verde 800 911 202 per conoscere quello più vicino al luogo delle vacanze e ricevere l’aiuto richiesto.

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