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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘denunce’

Ogni anno in Italia più di 50.000 denunce di infortunio sul lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 1 Maggio 2018

“Riguardano soggetti di età inferiore ai 15 anni: un dato che emerge in tutta la sua drammaticità dalle statistiche di settore e che ovviamente non tiene conto di quanto accade nell’economia sommersa, dove lo sfruttamento minorile è spesso la regola e non l’eccezione. Numeri che è opportuno e doveroso sottolineare con forza in vista della Giornata Internazionale della Sicurezza sul Lavoro, che si celebra sabato e che quest’anno è dedicata proprio alla tutela dei giovani lavoratori».
Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA, azienda specializzata nella sicurezza sui luoghi di lavoro.«Un decennio di crisi economica ha inevitabilmente condizionato il modo di guardare al tema dell’occupazione giovanile, squalificandolo sovente a semplice questione quantitativa. Ci si concentra troppo poco o per niente sulla qualità di vita dei circa 350.000 giovanissimi che nel nostro Paese vengono per lo più impiegati in piccole imprese familiari dell’artigianato e dell’agricoltura, dei rischi ai quali sono quotidianamente esposti a causa della scarsa esperienza, di una formazione spesso inesistente, di condizioni di sicurezza approssimative, della totale mancanza di tutele sindacali. Per imprenditori senza scrupoli – prosegue Simoncini – può essere forte la tentazione di ricorrere a ragazzi ancora in età da scuola dell’obbligo per ridurre i costi della produzione; così come tante famiglie possono intravedere in un ingresso anticipato del proprio figlio nel mondo del lavoro un modo per arginare congiunture finanziarie particolarmente delicate. Fenomeni che vanno monitorati con grande attenzione e repressi con decisione, accompagnando il tutto con un’educazione alle buone pratiche della sicurezza sul lavoro che deve proprio iniziare fin da giovani. Un impegno fondamentale per poter sperare in un vero salto di qualità culturale nel medio-lungo periodo».

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Voto italiani all’estero: denunce di brogli

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 marzo 2018

“In merito alla denuncia del servizio delle Iene andato in onda ad urne chiuse la scorsa domenica, che ha richiamato ancora una volta la faccenda dei brogli all’estero, in riferimento alla quale è stata aperta in queste ore un’indagine presso la Procura della Repubblica di Roma, ho chiesto alla magistratura di essere ascoltato, attraverso una nota depositata questa mattina, nella quale evidenzio di essere a conoscenza dei fatti ed essere stato insieme ai miei collaboratori e ad altri candidati della mia lista, testimone di illeciti ed irregolarità commessi da sedicenti procacciatori di voti attivi sul territorio estero”. Lo dichiara in una nota Aldo Di Biagio, senatore di Civica Popolare. “La campagna elettorale che si è appena conclusa all’estero è stata anomala e complessa – spiega – ed è verosimile che proprio le questioni sollevate dalle Iene nei mesi scorsi abbiano “favorito” il sorgere di un nuovo business con una esasperazione delle dinamiche di compravendita di plichi acquisiti in modalità illegittime sui territori di forte presenza di connazionali, di cui ho prove, registrazioni e atti, che avrò cura di riferire agli organi inquirenti”. Di Biagio conclude: “Data la gravità dei fatti contestati ed il riflesso che tutto questo sta avendo sulla legittimità del diritto di voto agli italiani all’estero, ritengo sia urgente ed opportuna un’indagine che consenta di approfondire tutti gli aspetti di questo sistema e con questa consapevolezza voglio dare il mio contribuito in prima persona”.

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Ottaviani: caos profughi. Presentiamo le denunce

Posted by fidest press agency su martedì, 8 agosto 2017

frosinoneFrosinone. Dopo l’ultima vicenda verificatasi a Frosinone, nel corso della quale una ventina di profughi, per evitare la multa da parte dei controllori del Cotral, si sono scagliati contro un dipendente dell’azienda di trasporto pubblico, travolgendo anche quanti si trovassero davanti alle uscite del bus, è intervenuto il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, con iniziative clamorose volte a ripristinare la normalità nelle relazioni civili e nella sicurezza nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, in cui si stanno registrando, da mesi, situazioni di criticità connesse al comportamento di alcuni profughi. “Qualche tempo fa, quando, come sindaco di Frosinone, ho posto l’accento su alcuni episodi di sopraffazione registratisi all’ingresso del cimitero comunale, da parte di alcuni profughi che, stranamente, facevano la spola, giornalmente, da Fiuggi a Frosinone, venni preso come visionario – ha dichiarato Nicola Ottaviani – La settimana scorsa, però, tutti hanno potuto constatare come quei timori fossero fondati, poiché all’interno di uno dei centri ospitanti di Fiuggi è scoppiato quello che, secondo una lettura superficiale, è apparso come caos, mentre risulta, invece, la conseguenza inevitabile dell’ennesima speculazione, economica e finanziaria, in danno dei contribuenti, oltre che a discapito della stessa solidarietà in materia di assistenza internazionale per i profughi. Quello che è accaduto, dunque, durante l’ultimo fine settimana, a Frosinone, sui mezzi pubblici che transitavano nella zona del capolinea di piazza Pertini, rischia di essere, soltanto, il più recente ma non l’ultimo dei fatti di gravi soprusi subiti dalla nostra comunità locale che, considerata anche a livello provinciale è, di fatto, la vera ed unica comunità ospitante”. “E allora – ha continuato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani – dobbiamo ormai ragionare in termini strettamente giuridici, poiché non stiamo discutendo, qui, di chi sia a favore o contro l’assistenza sociale internazionale, nei confronti dei profughi abbandonati in mare dai mercanti di essere umani, ma stiamo discutendo se sia giusto o meno assistere con inerzia all’utilizzo criminale di una legge che sta finendo per alimentare le casse private dei soliti furbetti, senza scrupoli, con un business ormai fuori controllo. In altri termini, se all’interno di un asilo d’infanzia convenzionato un direttore, anziché preoccuparsi di fornire adeguata assistenza agli alunni in fasce, si preoccupa, invece, soltanto di ‘ammucchiare’ bambini dentro le stanze, al fine di aumentare le iscrizioni e gli incassi, è tenuto ad assumersi responsabilità giuridiche rilevanti per la propria condotta, poiché amministra provvidenze pubbliche e genera situazioni di pericolo per i piccoli ospiti, allora lo stesso criterio deve valere per quelle imprese e per quelle associazioni di finto volontariato, che stanno trasformando alcuni settori della nostra comunità in autentiche polveriere sociali e relazionali. Del resto, se alcuni operatori privati percepiscono dallo Stato dai 38 ai 40 euro al giorno, per l’assistenza completa per ogni profugo, per poi abbandonarli a vagabondare quotidianamente, nell’ozio più totale, in giro per i quartieri, dovrà pure esserci un meccanismo minimo per ripristinare la legalità e anche la decenza. A breve, per monitorare quanto sta avvenendo e per attenuare la degenerazione di questo fenomeno, non più tollerabile, istituiremo al Comune di Frosinone – visto che l’assistenza ai profughi non è materia di diretta competenza dei sindaci – un numero verde per segnalare gli episodi e gli elementi che saranno trasferiti alla conoscenza dell’autorità giudiziaria, oltre che della Prefettura e della Questura, affinché le vere espulsioni, almeno dal circuito economico, siano relative a quei soggetti che fanno mercimonio illecito delle disavventure che colpiscono i profughi, unitamente alla presentazione delle denunce verso i singoli soggetti responsabili di sopraffazioni e violenze verso i cittadini, italiani o stranieri, della nostra collettività”. (n.r. Queste sono le conseguenze, a prescindere dagli immigrati, di una società volutamente permissiva che ci ha fatto dimenticare cosa significa ordinato svolgersi della vita di una comunità. Se non corriamo ai ripari la situazione creerà seri danni e, purtroppo, irreversibili).

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Piccoli reati e denunce

Posted by fidest press agency su domenica, 14 agosto 2016

furto auto“Molti i piccoli reati non li denunciano più sapendo che in nove casi su dieci non si becca il responsabile si evita la denuncia. Quindi non sempre il numero dei reati corrisponde al numero delle violenze effettivamente perpetrate”. Così il Segretario della Lega Nord Matteo Salvini, ospite della trasmissione Ma cos’è questa estate su Radio 24 ha commentato i recenti dati del Viminale secondo cui i reati in Italia sono in diminuzione, ma aumenta la percezione di insicurezza della pena. Salvini su Radio 24 prosegue: “Manca totalmente la certezza della pena, quindi ormai andare in galera per uno dei ‘piccoli reati’ è ormai in Italia quasi impossibile. In alcuni paesi europei, in alcuni paesi del mondo, il detenuto è tenuto a lavorare per ripagare la collettività dell’enorme costo, in Italia supera i 200 euro al giorno cada detenuto, quindi una forma di lavoro obbligatorio e risarcitorio per la collettività, per coloro che per qualche mese o per qualche anno stanno nelle patrie galere, secondo me sarebbe cosa buona e giusta”.
“L’Italia è il bengodi dei delinquenti stranieri – ha affermato il Segretario della Lega Nord Matteo Salvini intervenuto a Ma cos’è quest’estate su Radio 24 – Spesso e volentieri ci sono i ‘migranti del crimine’. Dalla Romania, dal Marocco, dall’Est Europa vengono in Italia a rubare, a spacciare, a rapinare, a fare furti, sui camion, perché sanno che difficilmente li beccano e se poi ti beccano difficilmente finisci in galera. Bisognerebbe far tornare ad avere un po’ di paura ai criminali. Sapendo che se finisci in carcere non finisci in un hotel a tre stelle dove puoi sceglierti il menu a seconda della tua simpatia, ma devi lavorare per ripagare la collettività del danno che hai fatto. Domandatevi il perché da molti paesi stranieri le polizie locali, io ne ho conosciuti di funzionari di polizia sia nord africani che est europei, ci dicono: ‘La colpa è vostra. Siete voi che attirate come calamite il peggio della nostra gente perché da voi si sentono sicuri di poter fare e disfare quello che vogliono’. E a me dà fastidio essere lo zimbello, andare in Marocco e sentirmi dire che i marocchini in Marocco non sgarrano di un millimetro mentre da voi fanno quello che vogliono e idem in Romania”.

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Usura bancaria e imprenditori

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2014

soldi-pubblici“Abbiamo intrapreso un cammino difficile e tortuoso contro l’anatocismo e i tassi definibili usurai degli istituti di credito ora stiamo raccogliendo i primi consistenti frutti. Stiamo seguendo la vicenda di un imprenditore di Carceri (pd) il sig.Roberto G. che dopo essersi ritrovato con alcune proprietà all’asta, lui e la sua famiglia, a causa della morsa usuraria delle banche dove aveva acceso alcuni prestiti assieme a noi denuncia gli istituti di Unicredit, Intesa San Paolo, Equitalia e Banca Atestina di credito cooperativo”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato. “A oggi, dopo le denunce presentate ci auguriamo che il Gip blocchi l’asta del prossimo 7 febbraio in quanto riteniamo che un imprenditore non può pagare per i vizi del debito pubblico generato dal perverso sistema del signoraggio che produce usura bancaria ed anatocismo. Questo lo possiamo dire in quanto abbiamo provveduto con il nostro ufficio commerciale al ricalcolo degli interessi trimestrali solo sul capitale depurato dagli addebiti a carico del correntisti ed effettuati a titolo di spese. Inoltre – precisa Maritato – sulla scorta dei conteggi si evince che le banche menzionate hanno applicato il sistema di capitalizzazione composta degli interessi violando l’articolo 1283 del codice civile. In virtù di questi fatti inoltre assieme all’imprenditore abbiamo diffidato i legali e i delegati degli istituti in questione a compiere qualsiasi atto sia lesivo oltremodo del patrimonio del nostro cliente. Riteniamo che su questi fatti la magistratura deve attivarsi e aprire un’inchiesta approfondita per evitare che – conclude Maritato – situazioni del genere si reiterano senza freno e ledano interessi imprenditoriali importanti del nostro tessuto produttivo”.

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Taglio rating italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2011

Standard & Poor’s ha disposto il taglio del rating italiano nonostante il tentativo di intimidazione partito proprio nei confronti delle due più importanti agenzie di rating internazionale (Moody’s e Standard & Poor’s) proveniente dalla Procura della repubblica italiana di Trani che aveva avviato un fascicolo sulle due agenzie americane, sotto la spinta di denunce generiche di associazioni di consumatori italiane e di un loro omologo greco, denunce che favoleggiano di un «atto criminoso organizzato dalla mafia finanziaria internazionale».
Ma il tentativo italo-greco (ma guarda caso, proprio i due paesi maggiormente a rischio default in Europa …) non ha intimidito le agenzie di rating, che hanno continuato ad analizzare i continui errori del governo italiano nel rispondere alle richieste esogene al sistema Italia che chiedevano contrazione significativa della spesa pubblica (che invece è aumentata!), contenimento e diminuzione del debito pubblico, varo effettivo delle riforme strutturali, delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni, indirizzi peraltro giù contenuti nel programma della maggioranza di governo e puntualmente quanto volontariamente disattesi dalla casta politico-burocratico-partitocratica italiana. Ma le caste corporative che effettivamente governano il paese hanno impedito ogni sostanziale modifica del loro status quo, ogni possibile perdita di potere e di ricchezza raggiunto sinora, aprendo la strada al downgrade di tutto il sistema paese.
A vuoto sono andati i richiami continui e pressanti delle agenzie di rating internazionale, della Commissione Europea, della Banca Centrale Europea, e di autorevoli leader politici e di governo europei che richiamavano il governo italiano al proprio dovere, come pure numerosi e continui sono stati i moniti indignati partiti dalle parti sociali come il potente sindacato degli industriali italiani e le numerose grida allarmate provenienti dal libero mondo del web. Ora, il sistema esogeno a quello italiano ha fatto la prima mossa, declassando il rating italiano e limitando l’acquisto dei BTP italiani. La casta politica italiana è avvisata: ogni errore d’ora in poi, sarà pagato da chi lo commette. La casta politica italiana è avvisata: il popolo non può essere raggirato ancora, nemmeno una volta, mai più. (Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre detto l’Incorruttibile – in sintesi)

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Il magistrato e le sette sataniche

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2011

Esoterismo 07

Image by Nicola Ferraro via Flickr

(fonte GrNet.it) Il Consiglio Superiore della Magistratura giovedì scorso ha deliberato di collocare in aspettativa per infermità, per quattro mesi, il Pubblico Ministero di Roma Paolo Ferraro. Il provvedimento è stato adottato con una procedura d’urgenza, motivata dalla asserita gravità ed attualità dell’inidoneità del magistrato «ad adempiere convenientemente ed efficacemente ai doveri del proprio ufficio». Il provvedimento del CSM prende le mosse dalle denunce presentate dal dottor Ferraro circa l’esistenza di «una setta satanica massonica esistente in ambito militare» che, secondo la sua prospettazione, potrebbe avere connessioni anche con i fatti di Ascoli Piceno, concernenti l’assassinio di Melania Rea. Il magistrato ha annunciato che, unitamente ai suoi legali, rivelerà dati, fatti, vicende patite nonché l’anomalia del procedimento cui è sottoposto in una conferenza stampa che si terrà lunedì 20 giugno, alle ore 16,00, presso lo studio dell’avvocato Giorgio Carta a Roma, viale Bruno Buozzi 87. Contro detto provvedimento, avente efficacia immediata, i legali del dottor Ferraro, Mauro Cecchetti e Giorgio Carta, hanno annunciato un ricorso al TAR Lazio, che sarà presentato nei primi giorni della prossima settimana. «Il procedimento cautelare seguito dal CSM – riferiscono gli avvocati del magistrato – risulta non solo costellato di violazioni delle garanzie difensive, ma addirittura atipico, perché non previsto da alcuna norma, nonché arbitrario, atteso che non risulta fondato su alcuna perizia medica, se non una risalente al 2008 che, peraltro, attestava l’idoneità allo “svolgimento di attività professionali anche complesse”. Il CSM, poi, ha stranamente ritenuto ininfluenti le numerose perizie mediche di parte del 2011 – attestanti la specifica idoneità ed anzi qualità intellettuale del magistrato – ed ha ignorato una denuncia analitica e argomentata depositata in atti, che evidenzia fatti gravissimi a suo danno patiti dal 2009 in poi. In definitiva, il CSM ha fondato il provvedimento cautelare sulle dichiarazioni di alcuni colleghi della procura di Roma, con i quali il nostro assistito è notoriamente in contrasto proprio per effetto delle sue denunce».

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Sanità Sicilia: qualità assistenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 febbraio 2011

Partinico (Pa) 28 febbraio a partire dalle ore 11 presso l’ospedale “missione a Partinico e l’audizione dei responsabili dei distretti di Corleone e delle Madonie fa seguito alle richieste arrivate da parte di rappresentanti delle istituzioni locali e dei cittadini e si collega alle denunce di presunti errori sanitari su cui la Commissione ha avviato approfondimenti, ovvero episodi che segnalano il pericolo che in Sicilia, a causa di anomalie organizzative o funzionali, alcune strutture sanitarie periferiche si possano trasformare in mortificazione delle professionalità medica e, talora, in vere e proprie trappole per i cittadini”. Così il Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari e le cause dei disavanzi sanitari regionali, l’on. Leoluca Orlando, ha commentato la presenza della delegazione della Commissione – composta, oltre che dal Presidente Orlando, dal Vicepresidente Giovanni Burtone e dall’on. Benedetto Fucci e che incontrerà i Direttori Generali dell’ASP di Palermo, Salvatore Cirignotta, e dell’Asp di Trapani, Fabrizio De Nicola, nonché dei manager dei distretti di Partinico, Corleone e Petralia: Giuseppa Scarpello, Salvatore Vizzi e Filippo Grippi.  “L’audizione del Direttore Generale della ASP Palermo – ha concluso Orlando – sarà, altresì, un’occasione per fare il punto sulle criticità del Servizio sanitario nella provincia di Palermo e, in particolare, sulla gravissima situazione del bilancio della Azienda, pesantemente censurato e ritenuto non approvabile, e tuttora non approvato, dai Revisori dei Conti”. Alle 15, nei locali dell’ospedale, la delegazione incontrerà i giornalisti in conferenza stampa.

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Polizia Stato: chiuso per cassata attività

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

“Ci scusiamo con i cittadini ma a causa dei tagli indiscriminati e lineari del Governo Berlusconi siamo costretti a interrompere ogni tipo di attività. Per denunce o simili rivolgersi direttamente al ministro Roberto Maroni presso gli uffici del Viminale”. Tra qualche giorno nelle Questure, nei Commissariati e in ogni Ufficio della Polizia di Stato, che è certezza di legalità e sicurezza per i cittadini, potrebbe comparire questo cartello, perché siamo arrivati allo stremo, al punto da non avere carta su cui scrivere nemmeno le denunce”. E’ sarcastico e amaro il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, rispetto a quanto accaduto anche a Palermo dove un Commissariato di Polizia, il “Libertà” in pieno centro cittadino, non può più garantire neanche il minimo e cioè ricevere una denuncia perché manca la carta su cui scrivere. “Sarà un mantra il nostro – dice ancora Franco Maccari – ma questo è stato tra i peggiori Governi che questo Paese abbia avuto in termini di garanzia per la sicurezza del cittadino e la legalità nel Paese. La verità – continua il Segretario Generale del Coisp – è che, nella foga di millantare una politica di risanamento dei conti, l’Esecutivo invece di operare tagli mirati e ragionati alla spesa improduttiva ha operato la politica della mannaia tagliando tutto senza capire i danni che ne sarebbero derivati”. “La cosa peggiore è che la gente ancora non riesce a percepire che continuare a parlare di questi tagli – conclude Maccari – non significa portare avanti rivendicazioni di categoria, ma battersi per il bene di una comunità che oggi non trova la carta su cui scrivere anche le denunce, presto non avrà neanche la certezza che una nostra volante possa arrivare laddove c’è bisogno, per non parlare di un’attività investigativa che rischia la paralisi più totale. Qui prodest? Sempre e solo ad una malavita che viaggia a una velocità superiore rispetto a quella di chi è chiamato a contrastarla”.

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Condannata Equitalia

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2010

I cittadini che si sono visti notificare da parte delle società di riscossione delle imposte sanzioni amministrative e tributi, avvisi di iscrizione d’ipoteche per importi inferiori agli 8.000,00 su immobili hanno ragione a lamentarsi dell’abuso di Equitalia. La Suprema Corte con sentenza n. 4077 del 22 febbraio 2010 ha dichiarato Nulla l’iscrizione ipotecaria su debiti di modico valore. Questo nuovo, benché netto, orientamento dichiara di fatto illegittimi e nulli milioni di procedimenti d’ ipoteca esattoriale, ossia tutte le ipoteche iscritte in danno dei contribuenti e, quindi, restituisce giustizia ai contribuenti. Inoltre, il giusto e legittimo recupero dei crediti, non può avvenire in violazione della legge ed affliggendo i cittadini con strumenti di garanzia del credito non utilizzabili se non per importi superiori. L’associazione dei consumatori Telefonoblu consumatori http://www.telefonoblu.it/lazio/roma/index.htm dichiara che ciò porterà i consumatori a tutelare i propri diritti contro Equitalia e che milioni di azioni di risarcimento danni e cancellazione di illegittime ipoteche saranno intentate per questo oltre che dal portale di Roma anche al centralino 06 83512178 si stanno raccogliendo le denunce.

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Consiglio Stato: improcedibile ricorso Pdl

Posted by fidest press agency su domenica, 14 marzo 2010

I giudici di Palazzo Spada hanno respinto l’appello presentato dal Pdl. L’hanno ritenuto improcedibile. In questo modo la lista del Pdl romano è stata esclusa dalle elezioni regionali. In pratica il decreto varato in tutta fretta dal governo per dilatare i termini di presentazione della lista del Pdl, avvenuta ai sensi del decreto legge cosiddetto «salva-liste», non ha valore in quanto la competenza spetta alla regione Lazio che ha emanato la legge regionale e non al governo. In questo senso la regione, per cautelarsi, aveva interposto, contro il Dl del Governo, ricorso alla Corte Costituzionale. Tutto questo polverone tra ricorsi e contro ricorsi, tra denunce e controdenunce ha fatto perdere il vero significato di una competizione elettorale che per la sua dimensione, alquanto ridotta, non aveva motivo di suscitare tanta animosità anche perché chi ha intenzione di votare la Polverini può farlo tranquillamente votando la sua lista in luogo di quella del Pdl.

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I saldi partono male

Posted by fidest press agency su domenica, 3 gennaio 2010

“In base ad una indagine a campione condotta a Napoli, Roma, Milano, Bologna Palermo e Venezia, emerge che 1 consumatore su 3 non ha ottenuto il regolare scontrino fiscale”. La denuncia arriva da Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it – Associazione contribuenti italiani che con Lo Sportello del Contribuente monitora costantemente l’evasione fiscale in Italia.  Grazie alla collaborazione tra Contribuenti e Lo Sportello del Contribuente, è stato anche possibile monitorare l’andamento delle vendite che alle 13 di oggi registrava una flessione del 15% rispetto alla stessa ora del primo giorno di saldi invernali dello scorso anno. Numerose sono anche le denunce effettuate da cittadini e turisti che all’atto del pagamento si sono ritrovati tra le mani ‘scontrini di prova’ anziché scontrini fiscali. N el peggiore dei casi alla richiesta dello scontrino si sono sentiti rispondere: ”basta la parola”. Per far fronte all’emergenza dello “scontrino fantasma”, Contribuenti.it annuncia che da oggi, gli “Angeli del Fisco” di KRLS Network of Business Ethics gireranno nelle principali vie dello shopping delle principali città italiane, per aiutare i consumatori che vorranno denunciare alle autorità competenti comportamenti scorretti da parte dei commercianti disonesti. “Abbiamo deciso di istituire una task force di volontari che, durante tutto il periodo dei saldi, si mischieranno ai cittadini in cerca di occasioni e buoni affari -afferma Vittorio Carlomagno, Presidente di Contribuenti.it – Lo scopo è quello di evitare le solite fregature legate ai saldi, e aiutare i consumatori nei propri acquisti. I Contribuenti italiani sono doppiamente danneggiati dalla mancata emissione dello scontrino fiscale – continua Carlomagno – non possono denunciare la speculazione sui prezzi e non possono cambiare il prodotto se difettato.” Contribuenti.it chiede ai consumatori di denunciare le scorrettezze a Lo Sportello del Contribuente della propria città ed alla Guardia di Finanza di effettuare verifiche  a tappeto su tutto il territorio e non più a campione sulla  base degli studi di settore, controllando le dichiarazioni dei redditi dei commercianti ed elevando sanzioni pesanti nei confronti dei trasgressori. Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani

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Ruolo del Mediatore europeo

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2009

Il Parlamento europeo chiede di promuovere l’attività  e il ruolo del Mediatore europeo presso i cittadini e gli enti interessati per contribuire a realizzare un’Unione in cui le decisioni siano prese nel modo più trasparente possibile e il più vicino possibile ai cittadini. Suggerisce anche di creare un sito unico per agevolare la presentazione delle denunce di casi di cattiva amministrazione delle istituzioni europee.   Il Parlamento rileva che ciascuna istituzione dispone del proprio sito internet attraverso il quale si possono inoltrare denunce, petizioni, ecc., e suggerisce quindi di creare un sito web comune alle varie istituzioni europee per aiutare i cittadini e indirizzarli direttamente verso l’istituzione competente a trattare la loro denuncia, riducendo in tal modo il numero di denunce irricevibili dal Mediatore. Sostiene anche lo sviluppo di un manuale interattivo per aiutare i cittadini ad individuare la sede più idonea alla soluzione dei loro problemi.  Il Parlamento accoglie infine con favore la revisione dello statuto del Mediatore, in particolare il rafforzamento delle sue competenze investigative, “che contribuirà ad assicurare la piena fiducia dei cittadini nella sua capacità di condurre un’indagine esauriente sulle loro denunce, senza restrizioni”.
Fatti e cifre  Nel 2008, il Mediatore ha registrato complessivamente 3.406 denunce rispetto alle 3.211 del 2007, con un aumento del 6%. 802 denunce ricadevano nel mandato del Mediatore europeo. Di queste, 228 sono state dichiarate ricevibili ma prive di elementi sufficienti per avviare un’indagine, mentre sono state avviate 293 indagini in seguito a denunce. 281 denunce sono state dichiarate irricevibili.  La maggior parte di queste indagini interessava la Commissione europea (66%). Sono state anche svolte indagini relative all’amministrazione del Parlamento europeo (10%), dell’Ufficio di selezione del personale delle Comunità europee EPSO (7%), del Consiglio (3%) e dell’ Ufficio europeo per la lotta antifrode OLAF (2%). Altre 37 indagini hanno riguardato altre 20 istituzioni e organi comunitari (13%).  La fattispecie principale di presunta cattiva amministrazione consisteva nella mancanza di trasparenza (36% del totale delle indagini), incluso il rifiuto di fornire informazioni o documenti.  Nel 2008 è stato concluso un numero record di indagini. La maggior parte è stata trattata in meno di un anno (52%) e un terzo (36%) in meno di tre mesi. Di queste, 352 erano collegate a denunce e tre erano indagini di propria iniziativa.

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Stalking in Puglia

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2009

Si chiude con 47 persone arrestate e altre 34 denunciate il bilancio degli ultimi sette mesi relativo al reato di stalking in Puglia. Un dato che mette in luce una media di tre denunce a settimana. Dallo studio condotto dai carabinieri di Bari, emerge che nell’ottanta percento dei casi le vittime degli atti persecutori sono donne. Tuttavia c’è una parte non proprio marginale di episodi denunciati in cui sono gli uomini a essere colpiti. “Lo stalking è entrato a far parte del nostro ordinamento nel febbraio 2009″, spiega Manuela Bellantuoni, responsabile dell’Italia dei Diritti per la regione Puglia – e questi numeri, a neanche un anno dall’introduzione di tale reato, evidenziano una situazione preoccupante. Ciò che stupisce – continua – non è solo lo stalking operato nei confronti di donne, ma anche quello ormai sempre più frequente che vede vittime gli uomini”. Riguardo al primato negativo della Puglia nella classifica che esamina a livello nazionale il numero di arrestati e denunciati per atti persecutori, la rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro fornisce una chiave di lettura positiva: “Il fatto che la Puglia si presenti come la regione dove c’è il maggior numero di denunce non significa che sia quella con il più alto tasso di potenziali ‘stalkers’. Tale dato mostra la tendenza dei pugliesi a denunciare atti che al Nord si preferisce risolvere con misure amministrative. Allo stesso tempo, però – conclude la Bellantuoni -, le cifre di questo reato devono far pensare, perché mettono in evidenza come tendenze persecutorie di entità più o meno grave stiano diffondendosi con continuità allarmante”.

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Santori (pdl): “tutelare dignità dei senza casa”

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Roma. Il Presidente della Commissione Sicurezza “Coltelli, mazze, catene, spranghe, affitti in nero, soprusi, minacce, costrizioni, violenze: questa è la realtà dei luoghi occupati. Sia la Magistratura a porre la giusta attenzione”“In base ai recenti fatti di cronaca e in ordine alle numerose denunce pervenute sarebbe auspicabile che la Magistratura ponesse la giusta attenzione ai fatti inerenti le occupazioni abusive, perpetrate da anni nella Capitale da organizzazioni criminali, prevaricatrici e umilianti per la dignità dei senza casa” lo dichiara Fabrizio Santori, presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma la quale ha provveduto a stilare una mappatura degli edifici pubblici e privati occupati abusivamente, contandone 115 sparsi in tutti i municipi della Capitale. “Secondo le notizie assunte dalla Commissione sarebbero numerose le azioni di carattere criminoso di cui si macchiano coloro che occupano abusivamente edifici detenendone il controllo, e soprattutto degli affitti in nero che occupanti, per la maggior parte di nazionalità straniera, sono costretti a pagare per poter continuare ad alloggiare nei suddetti stabili – prosegue la nota. Tale atteggiamento, molto distante da quei principi di solidarietà e di difesa dei più deboli che apparentemente muove le organizzazioni occupanti, denota una chiara speculazione nei confronti di coloro che senza casa, non possono difendersi da minacce e soprusi”.“Senza dimenticare l’indebita appropriazione di acqua e luce, ci risulta inoltre che, in alcuni luoghi, l’uso della violenza è all’ordine del giorno in caso di disobbedienza degli occupanti, i quali vengono costretti con l’uso della forza a partecipare alle attività politiche del gruppo, comprese manifestazioni che nella maggior parte dei casi sfociano in scontri verso le istituzioni e le forze dell’ordine – conclude Santori. E’ bene abbandonare queste forme di protesta e collaborare, nel rispetto della legalità, per trovare soluzioni condivise sapendo che chi intende occupare per poi ottenere un’assistenza alloggiativa dall’amministrazione comunale, aggirando le graduatorie delle case popolari, troverà dei ferrei oppositori”.

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Congresso internazionale “Abusi, falsi abusi e scienze forensi”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 Maggio 2009

Milano 20-21-22 maggio Università degli Studi di Milano- Edificio U6 – Aula 4 (Martini) Piazza dell’Ateneo Nuovo, 1  Il tema è di estrema attualità. Verrà trattato nei suoi numerosi aspetti da psichiatri e psicologi forensi, giuristi, magistrati, avvocati e criminologi. Il congresso che è libero e aperto al pubblico permetterà di fare il punto a livello internazionale (i relatori provengono da buona parte dell’Europa) e fornirà un aggiornamento utile e completo per professionisti quali avvocati e psicologi.  Gli abusi sessuali di minori ed i falsi abusi costituiscono temi di attualità che richiedono un costante aggiornamento da parte dei professionisti. I dati diffusi dal Ministero della Giustizia mostrano un’ampia forbice tra il numero delle denunce di abusi e le inchieste che finiscono con un nulla di fatto. Si tratta infatti di falsi abusi spesso denunciati durante i divorzi più conflittuali. Proprio per questa disparità estrema – che supera  di molto quella di altri reati –  tra il numero di denunce e i casi accertati dal giudice è necessario che si attuino riforme o modifiche delle normative che rendono troppo facile sottrarre i bambini alle proprie famiglie sulla base di semplici e molto spesso infondati sospetti senza prove. Il 20 pomeriggio si tratteranno, in tre relazioni, le cosiddette epidemie di falsi abusi pedosatanici ben note alle cronache di mezzo mondo. Si tratta di un’occasione importante per la presenza di tre relazioni di uno studioso tedesco, un inglese e un italiano, volte a chiarire gli aspetti comuni di questo fenomeno che da alcuni anni coinvolge famiglie e operatori scolastici. Per molti di loro l’incubo di trovarsi coinvolti in un’indagine per abusi collettivi pedosatanici di stampo medievalista è destinato a concludersi con un nulla di fatto dopo anni di sofferenze. Il 21 Giuristi, psichiatri e avvocati tratteranno la sottrazione dei minori dalle proprie famiglie, operata sempre più spesso con motivazioni carenti e opinabili da parte dei servizi sociali. Nel pomeriggio sarà trattato il tema della pedopornografia, della sua effettiva diffusione e delle indagini; seguirà un’ importante sessione sul tema delle prove e dell’acquisizione della prova quando i testimoni sono dei bambini. Si parlerà inoltre di quali debbano essere le cautele utili a proteggere i minori e a garantire un giusto processo. Il 22 Interverranno illustri psichiatri e psicologi forensi che approfondiranno il tema dell’incesto, dei falsi abusi in corso di divorzio, della valutazione psichiatrico-forense del danno, dei problemi tipici nella conduzione dei processi per abusi. Sarà trattato anche il tema dei Diritti Umani e dei Diritti del Fanciullo in funzione di una Giustizia che sia razionale e non trascinata dall’emotività.  Il tema degli abusi pone problemi particolari agli operatori del settore; trattandosi poi di delitti e presunti delitti in danno di bambini diventa più difficile per tutti operare con correttezza e lucidità.

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Stop alle mutilazioni genitali femminili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2009

Non vi è nessuna giustificazione alle mutilazioni genitali femminili (MGF). Il Parlamento rileva infatti che si tratta di una violazione dei diritti umani fondamentali che deve essere bandita dall’UE. Gli Stati membri dovrebbero quindi considerare come reato qualsiasi forma di MGF e perseguire e punire chi le commetta. Occorre anche una strategia a tutela delle vittime che preveda meccanismi preventivi e educativi, mentre i medici dovrebbero denunciarne i casi alle autorità.  Secondo i dati rilevati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), dai 100 ai 140 milioni di donne e bambine nel mondo hanno subìto mutilazioni genitali femminili (MGF) e, ogni anno, dai 2 ai 3 milioni di donne sono potenzialmente esposte al rischio di subire queste pratiche diffuse in almeno 28 paesi africani, in alcuni paesi asiatici e in Medio Oriente. Inoltre, in Europa sono circa 500 000 le donne che hanno mutilazioni. L’OMS ha identificato quattro tipi di MGF, che vanno dalla clitoridectomia (ablazione parziale o totale del clitoride) all’escissione (ablazione del clitoride e delle piccole labbra), che rappresenta circa l’85% delle MGF, fino all’infibulazione (ablazione totale del clitoride e delle piccole labbra nonché della superficie interna delle grandi labbra e cucitura della vulva per lasciare soltanto una stretta apertura vaginale) e l’introcisione (punture, perforazioni o incisioni del clitoride o delle labbra). Il Parlamento sollecita quindi l’elaborazione di una chiara strategia globale e dei piani d’azione nell’intento di «bandire le MGF nell’Unione europea» e, attraverso meccanismi giuridici, amministrativi, preventivi, educativi e sociali, consentire alle vittime reali e potenziali di ottenere una valida protezione. Esorta poi a respingere la pratica della “puntura alternativa” ed ogni tipo di medicalizzazione, proposte come soluzione di mediazione tra la circoncisione del clitoride e il rispetto di tradizioni identitarie, «poiché ciò significherebbe soltanto giustificare e accettare la pratica della mutilazione genitale» nel territorio dell’UE.

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