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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘deportazione’

Morte dell’ultimo sopravvissuto alla deportazione romana

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

La Comunità di Sant’Egidio si unisce al lutto della comunità ebraica di Roma per la morte dell’ultimo sopravvissuto alla deportazione romana del 16 ottobre 1943 nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. “Con Lello Di Segni scompare un testimone fondamentale della Shoah e della memoria storica di Roma, perché il 16 ottobre resta una ferita indelebile per la nostra città, come abbiamo voluto riaffermare domenica scorsa alla marcia in ricordo della razzia del quartiere ebraico da parte dei nazisti durante la seconda guerra mondiale”, ha dichiarato Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio. “La sua morte – ha aggiunto – ci invita ad assumerci sempre più questa memoria e a trasmetterla alle giovani generazioni: aiuterà a costruire un futuro di pace contro ogni forma di antisemitismo, razzismo e discriminazione”.

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16 ottobre 1943: la deportazione degli ebrei di Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

La “soluzione finale” per gli ebrei romani arriva il 24 settembre 1943 con l’ordine da Berlino di “trasferire in Germania” e “liquidare” tutti gli ebrei “mediante un’azione di sorpresa”. Il telegramma riservatissimo è indirizzato al tenente colonnello Herbert Kappler, comandante delle SS a Roma. Nonostante il colpo delle leggi razziali, gli ebrei a Roma non si aspettano quello che sta per accadere: Roma è “città aperta”, e poi c’è il Papa, sotto l’ombra della cupola di San Pietro i tedeschi non oserebbero ricorrere alla violenza. Le notizie sul destino degli ebrei in Germania e nell’Europa dell’Est sono ancora scarse e imprecise. Inoltre, la richiesta fatta il 26 settembre da Kappler alla comunità ebraica di consegnare 50 chili d’oro, pena la deportazione di 200 persone, illude gli ebrei romani che tutto quello che i tedeschi vogliono sia un riscatto in oro. Oro che con enormi difficoltà la comunità riesce a mettere insieme e consegnare due giorni dopo in Via Tasso, nella certezza che i tedeschi saranno di parola e che nessun atto di violenza verrà compiuto. Nelle stesse ore le SS, con l’ausilio degli elenchi dei nominativi degli ebrei forniti dall’Ufficio Demografia e Razza del Ministero dell’Interno, stanno già organizzando il blitz del 16 ottobre. C’è una lapide sulla facciata della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte a Via del Portico d’Ottavia, quasi di fronte alla Sinagoga. Ricorda che “qui ebbe inizio la spietata caccia agli ebrei”. Qui, in un’alba di 56 anni fa, si radunarono i camion e i soldati addetti alla “Judenoperation” nell’area del ghetto, dove ancora abitavano molti ebrei romani. Il centro della storia e della cultura ebraiche a Roma stava per vivere il suo giorno più atroce. «Era sabato mattina, festa del Succot, il cielo era di piombo. I nazisti bussarono alle porte, portavano un bigliettino dattiloscritto. Un ordine per tutti gli ebrei del Ghetto: dovete essere pronti in 20 minuti, portare cibo per 8 giorni, soldi e preziosi, via anche i malati, nel campo dove vi porteranno c’è un’infermeriao», così Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, ha ricordato quella mattina del 16 ottobre 1943.Alle 5,30 del mattino di sabato 16 ottobre, provvisti degli elenchi con i nomi e gli indirizzi delle famiglie ebree, 300 soldati tedeschi iniziano in contemporanea la caccia per i quartieri di Roma. L’azione è capillare: nessun ebreo deve sfuggire alla deportazione. Uomini, donne, bambini, anziani ammalati, perfino neonati: tutti vengono caricati a forza sui camion, verso una destinazione sconosciuta. Alla fine di quel sabato le SS registrano la cattura di 1024 ebrei romani. Due giorni dopo, lunedì 18 ottobre, i prigionieri vengono caricati su un convoglio composto da 18 carri bestiame in partenza dalla Stazione Tiburtina. Il 22 ottobre il treno arriva ad Auschwitz. Dei 1024 ebrei catturati il 16 ottobre ne sono tornati solo 16, di cui una sola donna (Settimia Spizzichino). Nessuno degli oltre 200 bambini è sopravvissuto. Dopo il 16 ottobre 1943, la polizia tedesca catturò altri ebrei: alla fine scomparvero da Roma 2091 ebrei. Roma fu liberata il 4 giugno 1944 e la capitolazione finale di tedeschi e fascisti si ebbe il 2 maggio 1945. Nel 1946, le vittime accertate per deportazioni da tutta Italia furono settemilacinquecento e quelle per massacri mille; gli abbandoni per emigrazione, cinquemila. Dalla comunità di Roma, oltre ai 2091 deportati e morti, mancavano alla fine della guerra anche molti emigrati. Nel biennio 1943-1945 le perdite della popolazione ebraica in tutta Italia furono all’incirca 7750, pari al 22% del totale della popolazione ebraica nel nostro Paese. (n.r. E’ una ricorrenza che che non si può dimenticare e noi in questa come in altre analoghe circostanze la segnaliamo per una doverosa riflessione e una preghiera)

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Memoria della deportazione degli ebrei di Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

auschwitz-ii-birkenau-4Roma Domenica 15 ottobre 2017, alle ore 18.30 Una marcia silenziosa si snoderà a ritroso da Piazza S. Maria in Trastevere lungo il percorso dei deportati di quel 16 ottobre 1943, che dal quartiere ebraico furono condotti al Collegio militare a Trastevere prima di essere imprigionati nei treni con destinazione Auschwitz-Birkenau fino al Portico di Ottavia.
Il 16 ottobre 1943, durante l’occupazione nazista di Roma, oltre 1.000 ebrei romani furono presi e deportati nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Solo un esiguo numero, 16 persone, tra cui una sola donna, tornarono alle loro case. A 74 anni dalla deportazione degli ebrei romani, la Comunità di Sant’Egidio e la Comunità Ebraica di Roma, come ogni anno dal 1994, ricordano questo tragico momento della vita della città con un “pellegrinaggio della memoria”.
Il ricordo del 16 ottobre 1943 è un fatto decisivo per rafforzare la coesione sociale di Roma, in un momento segnato da risorgenti episodi di razzismo, ed è significativa la presenza, crescente lungo gli anni, di giovani – studenti delle scuole e università romane – e di immigrati “nuovi italiani”, insieme a cittadini di ogni età. La marcia silenziosa per le vie di Trastevere e del quartiere ebraico sarà accompagnata da alcuni cartelli con i nomi dei campi di concentramento nazisti e si concluderà presso il Tempio maggiore di Roma con gli interventi di alcune personalità.

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Settimana Nazionale di Azioni per dire no alle deportazioni dei migranti

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2015

fuga migrantiRoma. Una delegazione della CISPM, Coalizione Internazionale Sans-papiers, Migranti, Rifugiati e Richiedenti asilo, ha incontrato il Capo Ufficio d’Informazione del Parlamento Europeo in Italia, Gianpaolo Meneghini. L’incontro è avvenuto a seguito della manifestazione che si è svolta ieri a Roma, a cui hanno partecipato migranti ed attivisti No Borders, indetta nell’ambito della Settimana Nazionale di Azioni per dire no alle deportazioni dei migranti, no alle guerre ed al razzismo e per la regolarizzazione generalizzata di tutti i migranti.“Nel corso dell’incontro abbiamo contestato le scelte politiche dell’Unione Europea, che riteniamo scellerate ed anti umane. Motivo per il quale, d’ora in poi, la Ue sarà interlocutore centrale di tutte le nostre iniziative. Perché questa stessa istituzione, che spesso passa per un’entità astratta, prende ogni giorno decisioni di carattere economico e sociale che hanno effetti concreti e devastanti sulla vita di milioni di persone”, così Aboubakar Soumahoro, a nome della delegazione CISPM e membro dell’Esecutivo nazionale USB.“Abbiamo ribadito l’insufficienza e l’inadeguatezza di questa Unione Europea – continua Soumahoro – che invece di prendere atto del suo fallimento ha introdotto un pericolosa distinzione tra migranti economici e rifugiati per giustificare le deportazioni di tanti esseri umani. La verità è che sia i migranti che i rifugiati sono entrambi il prodotto delle guerre geopolitiche ed economiche che vedono protagonisti la UE, la Nato e il FMI”.“Per noi la libertà di circolazione e di residenza non è chiedere la luna – sottolinea il rappresentante CISPM – ma è semplicemente una questione di giustizia sociale. Perché è proprio ciò che è stato garantito in seguito alla firma dell’accordo di Schengen nel 1985 ad oltre 805 milioni di persone, con l’esclusione dei migranti. Questa esclusione è stata aggravata dal Regolamento Dublino, innescando una delle caratteristiche dell’apartheid ai danni dei migranti in generale. Contro questa mostruosità proseguiamo con le iniziative di lotta”, conclude Soumahoro.

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Memoria della deportazione

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2015

HolocaustRoma Sabato 17 ottobre 2015, alle ore 19.30 dopo l’intervento di Monsignor Matteo Zuppi, vescovo ausiliare della diocesi di Roma, una marcia silenziosa si snoderà a ritroso da Piazza S. Maria in Trastevere lungo il percorso dei deportati di quel 16 ottobre 1943,  che dal Ghetto furono condotti al Collegio Militare a Trastevere prima di essere imprigionati nei treni con destinazione Auschwitz fino a Largo 16 ottobre 1943 La manifestazione si concluderà in Largo 16 ottobre 1943, accanto alla sinagoga Insieme a centinaia di giovani delle scuole romane e a immigrati, parteciperanno:
Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme costituzionali
Marco Causi, vice sindaco di Roma Capitale
Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma
Ruth Dureghello, Presidente della Comunità Ebraica di Roma
Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei
Renzo Gattegna, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
Mario Giro, sottosegretario agli Esteri
Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio
Mario Marazziti, presidente della commissione Affari Sociali della Camera
Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio
Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio

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Anniversario: deportazione ebrei romani

Posted by fidest press agency su sabato, 16 ottobre 2010

«Nell’anniversario della deportazione degli ebrei romani del 16 ottobre 1943, come Sindaco di Roma, ritengo necessario e doveroso appoggiare la proposta del presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, di introdurre una legge per definire come reato il negazionismo». È quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «Accade frequentemente – prosegue Alemanno – che personaggi vari, perfino docenti, esternino teorie ed interpretazioni tese a negare o ridimensionare la portata dell’Olocausto. Di fronte a queste esternazioni le autorità amministrative e politiche sono costrette a prendere provvedimenti estemporanei non supportati da alcuna base legislativa. Tutto questo non è accettabile perché il negazionismo non può essere presentato come una opinione, per quanto deprecabile, o come una qualche forma di revisione critica della storia».  «Di fronte all’evidenza dei fatti storici, e alla gravità di questa tragedia che colpisce la coscienza di tutta l’umanità – conclude Alemanno – il negazionismo evidenzia sempre una presa di posizione ideologica e culturale di tipo razzista e antisemita che non può essere tollerata nella nostra vita civile e dall’ordinamento giudiziario. Per questo, come accade in altri Stati europei, è necessario introdurre una specifica previsione penale di fronte ad ogni forma di negazionismo»

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In ricordo della deportazione degli ebrei

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2009

Roma 17 ottobre 2009, alle ore 18.30 da Piazza S. Maria in Trastevere una marcia silenziosa si snoderà a ritroso  lungo il percorso dei deportati di quel 16 ottobre 1943,  che dal Ghetto furono condotti al Collegio Militare a Trastevere prima di essere imprigionati nei treni con destinazione Auschwitz. La Manifestazione si concluderà alle ore 19.45 in Largo 16 ottobre 1943, accanto alla Sinagoga Prenderanno la parola: Matteo Zuppi, Parroco, Comunità di Sant’Egidio Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma, Riccardo Pacifici, Presidente della Comunità Ebraica di Roma Gianni Alemanno, Sindaco di Roma Andrea Riccardi, Comunità di Sant’Egidio
Il 16 ottobre 1943 durante l’occupazione nazista di Roma, oltre 1.000 ebrei romani furono presi e deportati nel campo di concentramento di Auschwitz. Solo un esiguo numero, 16 persone, tra cui una sola donna, tornarono alle loro case. A 66 anni dalla deportazione degli ebrei romani, la Comunità di Sant’Egidio e la Comunità ebraica di Roma, come ogni anno dal 1994, fanno memoria di questo tragico momento della vita della città, organizzando un “pellegrinaggio della memoria”, per non dimenticare la deportazione avvenuta durante l’occupazione nazista.

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Crisi Economica: 100 Poveri In Più Ogni Minuto

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2009

La crisi economica trascina nella povertà cento nuove persone ogni minuto. E’ la denuncia di Oxfam International e Ucodep nel giorno di apertura del G20. Le due Ong avvertono che la recessione globale sta colpendo con spietata precisione i paesi più poveri, mentre il numero di persone affamate ha già superato il miliardo. “Ogni sessanta secondi, cento persone affondano nella povertà e sono costrette a vivere con meno di 1,25 dollari al giorno”, dichiara Elisa Bacciotti, portavoce di Oxfam e Ucodep. “E’ come se ogni minuto partisse un vagone carico di passeggeri, destinati a terminare il loro viaggio in una terra dove l’unica speranza è sopravvivere. Questi passeggeri non hanno scelto di salire a bordo e sono vittime di una sorta di deportazione invisibile. Solo le nazioni più potenti, riunite oggi a Pittsburgh, sono in grado di fermarla”. Anche l’Italia ha il potere di arrestare questo treno in corsa, già discutendo la prossima Legge Finanziaria. “Chiediamo al nostro Governo di passare dalle parole ai fatti, mantenendo gli impegni sull’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) e sulla lotta ai cambiamenti climatici riconfermati al G8 de L’Aquila e al G20 di Londra”, conclude Bacciotti.      Il paesi del G20, ricordano Oxfam e Ucodep, stanno aiutando le loro economie, ma ad oggi non hanno stanziato nemmeno la metà dei 50 miliardi di dollari promessi ai paesi poveri lo scorso aprile a Londra. “Gli attuali livelli di APS non sono sufficienti per mantenere lo status quo. Figuriamoci per ridurre la povertà in un periodo di crisi economica e cambiamenti climatici, con i prezzi alimentari che rimangono alti in molti paesi poveri” dichiara Max Lawson, portavoce di Oxfam International. “Per questo chiediamo al G20 di agire rapidamente per proteggere i paesi più vulnerabili”. Secondo l’analisi di Oxfam e Ucodep, i segnali della ripresa economica non hanno raggiunto i paesi più poveri, che soffrono più degli altri per il crollo dell’economia mondiale. I governi dell’Africa sub-sahariana, per esempio, perderanno quest’anno 70 miliardi di dollari per effetto della crisi globale e, in assenza d aiuti esterni, saranno costretti a tagliare i fondi destinati a scuole, ospedali e altri programmi sociali.

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Neoparlamento europeo riparta dalla pace

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2009

Di Giovan Paolo. Si è svolta ad Auschwitz il 14 giugno 2009 la cerimonia per la celebrazione del 69esimo anniversario della prima deportazione. Per l’occasione, l’Aiccre ha donato una pietra per la costruzione del Tumulo della memoria, monumento ideato da Jozef Szajina, ex prigioniero politico, che sorgerà tra i due ex campi di concentramento e sterminio di Auschwitz e Birkenau. Hanno donato una pietra anche i rappresentanti degli Enti locali e regionali italiani, guidati dall’Associazione, e la Presidenza del Senato italiano. Oltre agli ex prigionieri del campo di  concentramento e sterminio, ed agli  Eletti locali provenienti  da diversi Paesi europei, erano presenti il sindaco di Oswiecin-Auschwitz Janusz Marszalek, il vescovo di Bileko-Zywiek Tadeusz Rakoczy. Per l’Aiccre erano presenti, tra gli altri, il vicepresidente vicario Fabio Pellegrini ed il Segretario generale, Senatore Roberto Di Giovan Paolo. Quest’ultimo per l’occasione ha dichiarato: “Sono lieto di rappresentare sia l’Aiccre che la Presidenza del Senato e tutti i Senatori. Quello di oggi – ha precisato Di Giovan Paolo – è un gesto che non occasionalmente avviene una settimana dopo le elezioni europee; un momento per riflettere sul fatto che l’Unione europea deve essere sempre più cementata intorno al concetto di pace, riallacciandosi così idealmente al Manifesto di Ventotene. Per il Segretario generale dell’Aiccre “Bisogna costruire la pace perchè gli Stati Nazione da soli non riescono a salvaguardare i diritti umani e a far progredire il concetto di cittadinanza europea”. Il Senatore ha anticipato che proporrà che non solo i parlamentari italiani, ma in primo luogo i neoeletti eurodeputati italiani vengano qui in delegazione “affinché inizi proprio ad Auschwitz un cammino che abbia come obiettivo conclusivo la costruzione di un’Europa di pace”. Inoltre Di Giovan Paolo ha espresso preoccupazione per l’incremento politico dell’estrema destra in Europa che “dimostra la necessità di mantenere alta la soglia dell’attenzione in quanto c’è la tendenza pericolosa a rimuovere la memoria”. C’è anche un problema culturale: “Viene a mancare soprattutto la coscienza della disumanità dei gesti facendo prevalere la banalità del male. E da questo ne deriva – ha concluso il Senatore Di Giovan Paolo – che la storia può anche non insegnare nulla, come dimostra l’esempio, non troppo lontano nel tempo, della Jugoslavia e dei Balcani”.

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