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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

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La Galleria Borghese riapre la visita al deposito del museo

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Roma Piazzale Scipione Borghese 5 con visite guidate gratuite ogni mercoledì e giovedì alle ore 16.30.La Galleria Borghese è uno dei pochi musei al mondo ad avere un deposito delle opere concepito come una vera e propria “seconda pinacoteca” e per ampliare l’offerta, data la grande affluenza di pubblico – tutti i 5 turni di visita, portati da 80 a 100 persone ciascuno, sempre completi – viene riaperto alla visita del pubblico con la novità delle visite guidate gratuite svolte dal personale del museo, ogni mercoledì e giovedì alle ore 16.30. La prenotazione è obbligatoria, nel rispetto delle misure di sicurezza, al numero 06 67233753
Tutti i dipinti sono esposti nel deposito su due livelli seguendo i canoni delle gallerie seicentesche, ordinati per scuole di pittura e per aree tematiche e completi di tutti gli apparati espositivi. Qui si conserva quella parte della collezione che non trova posto nei due piani sottostanti per via della revisione strutturale e decorativa del tardo Settecento che ha modificato gli allestimenti rispetto all’assetto voluto dal Cardinale Borghese. Da luoghi chiusi e inaccessibili i depositi divengono spazi aperti e accoglienti che svelano opere di grande valore artistico e che restituiscono la storia della collezione, dell’edificio e del gusto delle epoche. Ad esempio lo spazio centrale ospita i dipinti di grande formato del cinquecento veneto, della pittura tardo manierista e del primo seicento romano, diviso tra classicismo carraccesco e naturalismo di Caravaggio. Ne sono esempi la tela di Sassoferrato raffigurante le tre età dell’uomo, copia da Tiziano, oppure la Sacra famiglia con Santa Elisabetta di Scipione Pulzone, facente parte del primissimo nucleo della collezione del cardinale Borghese, l’opera fu definita da Zeri paradigmatica del lavoro di Pulzone e rappresentativa, per la sua funzione moraleggiante, del clima controriformistico; o ancora Un mendicante di Jusepe de Ribera, detto lo Spagnoletto, tra i primi caravaggeschi per l’uso tagliente delle luci. Al piano superiore sono conservate le opere di piccolo formato che dimostrano il gusto eclettico di Scipione. Oltre a dipinti su tavola e tela, infatti, sono presenti olii su rame, su lavagna, micromosaici e commessi di pietre dure, come ad esempio il Cardinale Rosso, un piccolo quadro con un uccellino realizzato accostando pietre semi preziose di diverso formato e colori.
http://www.galleriaborghese.beniculturali.it,

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Scorie nucleari

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2010

Dichiarazione dell’On. Massimo Fiorio, e dell’On. Mario Lovelli (PD). Apprendiamo che la Sogin, la società costituita per gestire in sicurezza la chiusura del ciclo di vita delle installazioni nucleari italiane e le scorie nucleari, sta definendo la mappa dei luoghi migliori per ospitare il sito del deposito. Tra questi luoghi, risulterebbe esserci il Monferrato e la zona appenninica delle Bormide. Premesso che è indispensabile giungere quanto prima all’individuazione del deposito unico nazionale dove trasferire le scorie attualmente presenti sul territorio piemontese (il 75% delle scorie nucleari italiane si trova a Saluggia e Trino) e che non siamo in alcun modo sostenitori della scuola di pensiero ‘nimby’, tuttavia definire il Monferrato e le Bormide come luoghi idonei ad ospitare il deposito ci pare assolutamente scriteriato.  Se Sogin, nella predisposizione della mappa, ha escluso le zone troppo abitate e quelle con rischi sismici e geologici, allora non ha senso prendere in considerazione il Monferrato (che è zona sismica, fortemente antropizzata e sede di un importante acquedotto) né tanto meno le Bormide, che sono area montana che hanno conosciuto una complessa opera di bonifica da poco conclusa. Ricordiamo, inoltre, che è in via di conclusione l’iter per il riconoscimento del Monferrato insieme ai territori di Langhe e Roero a patrimonio dell’Unesco.  Auspichiamo che la mappatura dei luoghi idonei ad ospitare il deposito nazionale sia realizzata secondo criteri davvero ragionevoli. Infine, ricordiamo al Governo che il Piemonte attende da anni di essere liberato dalla presenza delle vecchie scorie. Il conto nucleare in Piemonte lo abbiamo già pagato, continuiamo a farlo e non è il caso di ipotizzare altri depositi sui nostri territori.

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Regionali Lazio: Il caso Pdl e i precedenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata radicale, membro della Commissione Giustizia: “Forse la confusione che c’è in queste ore in casa PDL, porta l’on Alfredo Pallone a ricordare in modo reticente quanto avvenne in occasione delle regionali del 1995 quando il Presidente della Repubblica firmò il decreto che prorogava i termini per la presentazione delle liste. Già, perché anche allora furono proprio i radicali a fare uno sciopero della fame per violazione della legge elettorale con le stesse motivazioni che hanno portato Emma Bonino nell’attualità di oggi ad intraprendere per quasi cinque giorni lo sciopero totale della fame e della sete. E Pallone omette proprio le ragioni di allora e di oggi. La legge n. 43/95 all’art. 4 stabilisce due obblighi precisi. Il primo: nei 20 giorni che precedono il deposito delle liste e delle candidature, tutti i comuni devono assicurare agli elettori di qualunque comune la possibilità di sottoscrivere celermente le liste dei candidati, per non meno di dieci ore al giorno dal lunedì al venerdì (…). Il secondo: gli organi di informazione di proprietà pubblica sono tenuti ad informare i cittadini della possibilità di cui sopra. Emma Bonino proprio constatando -documentazione alla mano- queste due gravi omissioni (oltre ad altre come la mancata disponibilità degli autenticatori) aveva messo in guardia il Presidente della Repubblica e il Governo, ma è stata snobbata come la solita vittimista radicale. Il Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha risposto che non si cambiano le leggi a poca distanza di tempo dal voto e il Sindaco di Roma Gianni Alemanno con la superiorità di chi si sente potente ha sentenziato che se i radicali non riuscivano a raccogliere le firme per presentarsi non avevano consistenza politica e dovevano ritirarsi.” (n.r. come dire? Anche le leggi devono essere soggette ai voleri del più forte).

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Regionali Lazio: Il “giallo” della lista del Pdl

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2010

Presso il tribunale di Roma risulta non presentata entro le previste ore 12, la lista del Pdl per le regionali del Lazio. Il responsabile del partito Ignazio Abrignani si è subito affrettato a dichiarare di aver presentato ricorso al presidente dell’ufficio centrale circoscrizionale per il mancato deposito della lista. In queste ore si attende il responso. Ma come è potuto verificarsi che un partito così importante come il Pdl sia incappato in questo “incidente di percorso”? Abrignani, attraverso una dichiarazione rilasciata all’agenzia Adnkrons, precisa:  ”Eravamo già negli uffici, assolutamente in regola con la documentazione. C’erano due nostri presentatori, uno in fila, l’altro un po’ indietro. Quest’ultimo, a un certo punto, ha avuto un piccolo diverbio con un esponente dei radicali. A questo punto, il nostro rappresentante è uscito dalla ‘zona rossa’, ma ha lasciato lì tutta la documentazione. Il risultato è che non l’hanno fatto più rientrare. E’ assurdo”. “Tale diniego – soggiunge Abrignani – è assolutamente ingiusto e lesivo del diritto non solo dei candidati ma anche di tutti gli elettori del Pdl”. Per il senatore Mario Gasbarri dl Pd “Il Pdl non ha presentato le liste elettorali per il collegio della Provincia di Roma alle regionali del Lazio nel termine improrogabile delle ore 12 previsto dalla legge”. ”Ero presente – spiega Gasbarri – e ho potuto filmare l’episodio con il cellulare. Posso perciò documentare che intorno alle ore 14, quindi due ore oltre il limite di tempo consentito, le firme non erano state consegnate e giacevano abbandonate in un corridoio”. Probabilmente tutto rientrerà ma resta il danno d’immagine che non potrà di certo essere assorbito con facilità e già non mancano giudizi taglienti sull’accaduto.

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