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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘deputati’

Composizione del PE: riduzione del numero dei deputati dopo le elezioni europee

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Il numero di deputati sarà ridotto da 751 a 705 dopo le elezioni di maggio 2019 46 dei 73 seggi britannici rimarranno liberi in vista di un eventuale allargamento dell’UE. 27 seggi del Regno Unito saranno ripartiti tra 14 Paesi sottorappresentati, tra cui l’Italia.
Con il ritiro del Regno Unito dall’Unione europea, Il Parlamento europeo ridurrà il numero di deputati da 751 a 705, lasciando spazio ai nuovi Paesi che potrebbero aderire in futuro.
Oltre a ridurre le dimensioni del Parlamento europeo, da 751 a 705 rappresentanti eletti, la Plenaria ha approvato mercoledì una proposta di ridistribuzione dei seggi, per porre in riserva 46 dei 73 seggi che si libereranno in seguito al ritiro del Regno Unito.I 46 seggi in riserva potranno, in parte o nella loro totalità, essere assegnati ai nuovi Paesi che aderiranno all’Unione europea o rimanere liberi, riducendo così le dimensioni del Parlamento. I restanti 27 seggi saranno ridistribuiti tra i 14 Paesi dell’Unione che sono leggermente sottorappresentati, per compensare le attuali disparità in Aula.All’Italia, toccherebbero 3 seggi in più (da 73 a 76).

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I deputati europei chiedono alla Commissione di presentare un piano UE contro le mafie

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 ottobre 2016

parlamento europeoBruxelles. Nella risoluzione approvata martedì, i deputati invitano la Commissione a rivedere la legislazione europea contro la corruzione e la criminalità organizzata per meglio equipaggiare gli Stati membri nella lotta contro le organizzazioni criminali che operano nell’UE. I deputati chiedono inoltre norme a livello UE per la confisca dei beni delle organizzazioni criminali, e il loro riutilizzo a fini sociali, e per la protezione dei whistleblower.”L’Europa deve capire il complesso problema della criminalità organizzata e il pericolo derivante dall’infiltrazione di associazioni criminali nel tessuto sociale, economico e politico degli Stati membri”, ha affermato la relatrice Laura Ferrara (IT, EFDD). “I codici penali degli Stati membri devono essere in grado di affrontare la sfida. È per questo che chiedo un intervento normativo urgente e incisivo a livello europeo per fornire alle autorità di contrasto gli strumenti necessari per combattere adeguatamente i gruppi della criminalità organizzata in tutta Europa”.Nella risoluzione non legislativa approvata con 545 voti favorevoli, 91 voti contrarli e 61 astensioni, i deputati chiedono l’adozione di un Piano d’azione europeo per l’eliminazione della criminalità organizzata, della corruzione e del riciclaggio di denaro.
La Commissione UE è anche invitata a stilare “una lista nera di tutte le imprese che abbiano comprovati legami con la criminalità organizzata o siano coinvolte in pratiche corruttive” e a “escludere da ogni rapporto economico con la pubblica amministrazione e dal godimento dei fondi UE”.Inoltre, dovrebbe essere creata un’unità specializzata di Europol per il contrasto dei gruppi criminali organizzati “che operano contemporaneamente in diversi settori”. I deputati chiedono anche regole comuni, entro la fine del 2017, per proteggere gli informatori.
La Commissione dovrebbe stabilire norme vincolanti per vietare a soggetti che siano stati condannati o abbiano preso parte ad attività della criminalità organizzata o abbiano commesso altri reati gravi di candidarsi a elezioni o a lavorare nella pubblica amministrazione, incluse le istituzioni dell’UE. I deputati ritengono che l’utilizzo di un metodo comune per confiscare i beni delle organizzazioni criminali nell’UE rappresenterebbe un deterrente per i criminali. Invitano pertanto la Commissione a rafforzare le misure comunitarie per la “promozione della gestione di beni congelati e beni confiscati e del loro reimpiego per fini sociali e come indennizzo per le famiglie delle vittime e le imprese colpite da usura ed estorsioni”.

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Il Coisp sui costi delle assicurazioni per i Deputati italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2016

camera deputati“Come è vero che a questo mondo tutto è relativo! Prendiamo il concetto di colpa, ad esempio: esso in Italia significa una cosa e il suo esatto contrario, perché i nostri Parlamentari evidentemente godono di qualche pregio soprannaturale… In Italia se un Poliziotto fa male a se stesso o ad altri per colpa semplice viene chiamato a risarcire lo Stato o spedito nella cella di un carcere (siamo gli unici in Italia a finire in galera per mera colpa); ma se un Parlamentare tiene una certa condotta con colpa grave allora saranno i cittadini a pagare l’assicurazione che lo indennizzerà per eventuali danni che lui stesso subisca! In Italia se un cittadino va in giro ubriaco e oltre tutto fa male a se stesso o ad altri compie comunque un reato; ma se un Parlamentare va in giro ubriaco e si fa male sono i cittadini a pagargli l’assicurazione che lo indennizzerà. In Italia non ci sono soldi sufficienti a pagare alle Forze dell’Ordine gli stipendi, che infatti sono da anni illegittimamente bloccati (e ciò significa che ci stanno rubando ciò che ci è dovuto), ma ci sono abbastanza soldi per pagare ai Parlamentari un’assicurazione che li possa indennizzare in caso contraggano malattie tropicali andando in vacanza all’estero, o vengano punti da insetti, o prendano un colpo di calore mentre stanno sotto il sole a bordo delle rispettive imbarcazioni al mare, o se si slogano una caviglia non scendendo le scale della Camera, ma passeggiando in montagna, e altre robette simili!!! E mi fermo qui perché la mia divisa mi impedisce di aggiungere altro…”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo la discussione in Parlamento relativo alle voci di spesa del bilancio della Camera per l’esercizio 2013, il cui capitolo 1130 prevede una spesa di 350.000 euro per l’assicurazione vita invalidità ed infortuni dei Deputati. “Ripeto a me stesso ed agli altri – insiste Maccari – perché mi pare troppo assurdo per essere vero, che paghiamo la copertura assicurativa a questi signori persino quando si fanno male per essersi comportati con colpa grave, o quando sono ubriachi, o per patologie contratte mentre erano in ferie e simili. Se penso che i Poliziotti non hanno garantita neppure la tutela legale mi viene davvero da gridare allo scandalo. Se penso che noi subiamo torture mediatiche di ogni genere e dobbiamo vendere tutto il vendibile se durante il servizio capita che un arrestato si senta male o muoia, persino se ubriaco o drogato. Se uno di noi muore di infarto mentre è in servizio chi se ne frega, se un arrestato muore di infarto via alle sfilate in Parlamento e Poliziotti sotto inchiesta… molto presto per tortura!”. “Ricordo con orrore – insiste Maccari -, come esempio su tutti, la vergognosa vicenda di un collega chiamato dalla Corte dei conti a risarcire lo Stato delle spese per le cure mediche di cui aveva avuto bisogno quando si era involontariamente ferito con la propria arma di ordinanza mentre la puliva… Ricordo con raccapriccio le gogne mediatiche, disciplinari, penali, di tanti colleghi incappati nelle disgrazie che questo nostro lavoro porta spesso con se. Ricordo con sdegno le continue ed ignobili spese di politici e Rappresentanti istituzionali italiani che scialacquano a destra ed a manca mentre il popolo soffre e le Forze dell’Ordine arrancano. Siamo Poliziotti e terremo fede per sempre al nostro impegno verso lo Stato, ma impedirci di dire che tutto questo è letteralmente scioccante ed indegno non si può”.

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L’UE deve fare di più per rispondere alle preoccupazioni dei cittadini, dicono i deputati durante il dibattito su Brexit

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

parlamento europeoI leader dell’UE devono reagire alla votazione del Regno Unito sull’uscita dall’UE facendo di più per difendere il progetto europeo e renderlo più trasparente, sociale e sensibile alle preoccupazioni dei cittadini. Questo è stato il messaggio principale che è venuto fuori il dibattito di martedì mattina con il Presidente del Consiglio europeo Tusk e della Commissione Juncker. Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha esordito sottolineando come i leader europei abbiano discusso anche di una serie di questioni non legate alle future relazioni tra il Regno Unito e l’UE. “Il referendum del Regno Unito non distoglie l’attenzione dell’UE dalla crisi migratoria”, ha spiegato. Tusk ha poi descritto la discussione su Brexit come “calma e misurata”. I leader dell’UE hanno compreso la decisione del primo ministro britannico, David Cameron, di rinviare i negoziati per l’uscita del paese, tuttavia si aspettano che il nuovo governo del Regno Unito presenti il prima possibile la notifica formale. “Nessuna trattativa di qualsiasi natura – ha rimarcato Tusk – avverrà prima di questa comunicazione”.Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha criticato gli attivisti a favore della Brexit: “Si tratta di “retro-nazionalisti”, non patrioti”, ha detto, aggiungendo che “un patriota non abbandona la barca quando la situazione diventa difficile” e che “non avevano alcun progetto su dove andare a partire da qui”. Junker ha poi insistito sul fatto che l’Unione europea debba diventare “l’Unione degli europei” e che sia necessario accelerare le riforme e metter in pratica le decisioni prese.Il leader del gruppo PPE Manfred Weber (DE) ha detto che, dopo il voto Brexit, i 27 stati membri non dovrebbero farsi prendere in ostaggio dal caos politico a Londra. Weber ha osservato che Boris Johnson e Nigel Farage hanno “abbandonato la nave” quando la situazione è diventata difficile e ha definito questo comportamento “vile”. Weber ha chiesto una nuova cultura politica di responsabilità che sfati i “falsi miti” sull’Europa, poiché l’UE offre benefici alla gente, non è antidemocratica ed è in grado di prendere decisioni. Incolpare l’Unione europea per Brexit ora è “follia”, ha concluso Weber.
Gianni Pittella, leader del gruppo S&D, ha elogiato la fermezza mostrata dallo scorso Consiglio europeo nel respingere ricatti e ribadito che “se si vuole accesso al mercato unico bisogna accettare anche la libera circolazione delle persone”. Pittella ha poi criticato la mancanza di ambizione nelle conclusioni del Vertice, poiché “l’unità dei 27 avrebbe dovuto portare a un progetto di maggiore integrazione, mentre si è rimandato tutto a settembre”. “Questo ritardo è l’ennesima prova della debolezza non dell’UE, ma dell’Europa intergovernativa: noi difendiamo Juncker per difendere il metodo comunitario”, ha aggiunto, concludendo: “questo è il tempo dell’ azione, non dei rinvii”.Il leader del gruppo ECR Syed Kamall (Regno Unito) ha detto che il risultato del referendum è stato un “campanello d’allarme” per l’UE. Ha messo in guardia contro l’idea di continuare come nulla fosse accaduto o di mettere troppa pressione sul Regno Unito. I leader europei dovrebbero utilizzare invece la situazione attuale come un’opportunità per ristabilire il contatto con la gente, rendere l’UE più trasparente e prendere in considerazione le preoccupazioni legittime dei cittadini, come la creazione di crescita e occupazione, ha concluso.”I topi stanno abbandonando la nave che affonda”, ha dichiarato Guy Verhofstadt (ALDE, BE). Paragonando l’esito del voto Brexit a un “terremoto”, ha invitato il Consiglio europeo a “smettere di camminare come un sonnambulo verso il disastro: una Federazione di Stati non in grado di svolgere le proprie mansioni. O l’Unione europea cambia, oppure morirà. Il Consiglio deve riconoscere che i cittadini non sono contro l’Europa, ma contro QUESTA Europa”, ha concluso, rilevando che nell’ultimo sondaggio dell’Eurobarometro i cittadini hanno chiesto più interventi comunitari e non meno.
Per il leader GUE/NGL, Gabriele Zimmer (DE), le conclusioni del Consiglio europeo sono “scandalose”: l’ennesima “fase di riflessione”, come prescritto dai Capi di Stato e di governo, metterebbe ulteriormente a repentaglio la fiducia dei cittadini, dal momento che non hanno ancora indicato “qualcosa di concreto su cui riflettere”. Zimmer ha poi criticato Juncker, per “cercare di evitare che i parlamenti nazionali votino l’accordo CETA” e chiesto un programma di “emergenza umanitaria “per le vittime della crisi nell’UE”.
La leader dei Verdi Rebecca Harms (DE) ha criticato i populisti e i nazionalisti che utilizzano i cittadini per raggiungere i propri scopi e li incoraggiano a votare contro i propri interessi: “Posso solo disprezzare i Farage, Le Pen e von Storch di questo mondo, che spingono i cittadini gli uni contro gli altri”, ha detto. Harms ha aggiunto che i restanti 27 Stati membri dell’UE dovrebbero tenere comunque aperta la porta al Regno Unito, ai suoi cittadini e alle sue regioni che desiderano restare in Europa.Paul Nuttall (EFDD, UK) ha detto che l’Unione europea e il Regno Unito dovrebbero intraprendere colloqui “da persone adulte” al fine di ottenere le condizioni migliori per tutti e avere buone relazioni commerciali. In caso contrario, anche gli agricoltori francesi e le case automobilistiche tedesche ne soffrirebbero, ha precisato, riferendosi all’attuale deficit commerciale del Regno Unito nel commercio con l’UE.
Anche Marine Le Pen (ENF, FR) ha chiesto un accordo commerciale equo e ha accusato gli “europeisti” di non rispettare la volontà del popolo. Invece di una maggiore integrazione, i popoli rivogliono la loro sovranità e cooperare liberamente, ha detto, invitando l’Unione europea a “cambiare o scomparire.”
In conclusione, Juncker ha accusato alcuni deputati di aver utilizzato il dibattito su Brexit come pretesto per dire quello che volevano in ogni caso. Né lui né la Commissione nel suo complesso possono ragionevolmente essere ritenuti responsabili per il voto Brexit. Per 40 anni, i governi del Regno Unito hanno negato qualsiasi credito verso l’UE, ha detto. “Alla fine della giornata, non è una sorpresa se la gente crede a ciò su chi si è mentito per decenni: il risultato è ora lì”. Juncker ha anche affermato la sua convinzione che “UE” e “stato-nazione” non sono concetti opposti. “UE e le nazioni vanno di pari passo, non vi è alcuna UE da costruire contro o senza le nazioni”.
Tusk ha detto che il risultato del referendum è stato una conseguenza dell’immagine dell’UE offerta delle élite politiche che è “negativa e spesso ingiusta”. Ha detto che i deputati hanno ripetutamente esortato i capi di Stato e di governo di smettere di accusare l’Unione europea di debolezze e fallimenti e invece di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. “Non possiamo cedere alle emozioni negative create durante i giorni scorsi, ma è necessario fare valutazioni sobrie e prendere decisioni razionali”, ha concluso.

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Offrire lavoro ai rifugiati: i deputati spingono per un approccio vincente per tutti

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2016

rifugiatiStrasburgo 4-7 luglio 2016.Il progetto di risoluzione che sarà discusso lunedì e votato martedì chiede che ai rifugiati e ai richiedenti asilo sia permesso lavorare nei loro Paesi di accoglienza, poiché non solo li aiuterebbe a ritrovare la dignità umana, ma trasformandoli in contribuenti, ridurrebbe anche l’onere sui bilanci pubblici. Le politiche d’inclusione dovrebbero tuttavia includere l’apprendimento della lingua e particolare attenzione ai tassi di disoccupazione locali, soprattutto tra i giovani.
Il testo, elaborato da Brando Benifei (S&D, IT), osserva che le procedure per la concessione dell’asilo e le condizioni del mercato del lavoro differiscono notevolmente in tutta l’UE e come anche fra i rifugiati vi siano grandi differenze in età, istruzione e competenze di lavoro.
Dibattito: lunedì 4 luglio
Votazione: martedì 5 luglio
Procedura: risoluzione non legislativa
Conferenza stampa: martedì 5 luglio alle 15.30

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Camera: Libertà di religione

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2015

camera deputati“Le mozioni sulla libertà di religione discusse alla Camera assumono una caratteristica sempre più drammatica davanti ai flussi di rifugiati e di migranti, che giungono ogni giorno in Europa. Ormai siamo costretti a parlare quotidianamente di persecuzioni di fronte alle quali siamo sgomenti e impotenti”. Lo afferma l’on. Binetti in Aula a Montecitorio. Continua il deputato di Area Popolare: “Oggi, sulla base dei testi approvati a Montecitorio il governo si è impegnato a rafforzare l’applicazione della libertà di religione e della protezione delle minoranze religiose nei Paesi a rischio, nel rispetto della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Un anno fa in occasione della approvazione di una analoga mozione il parlamento chiedeva al governo di porre il tema della reciprocita’ religiosa e del rispetto delle minoranze al centro delle negoziazioni diplomatiche e culturali bilaterali con i Paesi dove questi diritti non erano tutelati. Oggi alla luce di ciò che si sta verificando a tutte le frontiere dei Paesi europei dobbiamo fare un passo in avanti e accogliere quanti bussano alle nostre porte chiedendo asilo, perché perseguitati nei loro paesi. Molti di loro sono cristiani e si aspettano un’accoglienza che riconosca le comuni credenze e la stessa fede. Non dobbiamo dimenticare infatti che nei confronti dei cristiani si è scatenata una aggressione senza precedenti”. Conclude l’esponente centrista: “Parte dei fondi per la cooperazione allo sviluppo sarà destinato al sostegno di progetti di tutela delle minoranze religiose e per la promozione di una cultura di tolleranza religiosa. Un passo in avanti per contrastare una delle tragedie più drammatiche della nostra storia”.

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I deputati danno il via libera al trasferimento di ulteriori 120.000 richiedenti asilo nell’Unione europea

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2015

parlamento europeoLa proposta urgente di ricollocazione di 120.000 richiedenti asilo provenienti da Italia, Grecia e Ungheria verso altri Stati membri dell’UE ha avuto, giovedì, il sostegno del Parlamento. Le prime misure di emergenza provvisorie per un trasferimento iniziale di 40.000 richiedenti asilo in due anni da Italia e Grecia erano state approvate dal Parlamento il 9 settembre.Il sostegno in tempo record del Parlamento alla proposta della Commissione europea del 9 settembre per la ricollocazione di 120.000 richiedenti asilo invia il chiaro messaggio ai ministri europei per gli affari interni, che si incontreranno nuovamente martedì 22 settembre, che è giunto il momento di agire e di trovare finalmente un accordo su questa seconda proposta di emergenza. La proposta della Commissione prevede che altri 120.000 richiedenti asilo siano trasferiti dall’Italia (15.600), dalla Grecia (50.400) e dall’Ungheria (54.000). Questa cifra si aggiunge al trasferimento iniziale di 40.000 richiedenti asilo, approvato dal Parlamento il 9 settembre e dal Consiglio Giustizia e Affari interni il 14 settembre. Il numero totale di persone da rilocalizzare sale dunque a 160.000.
Il Parlamento ha sostenuto la proposta della Commissione (senza modifiche) con 370 voti favorevoli, 134 contrari e 52 astensioni. Successivamente, ha approvato la risoluzione legislativa con 372 voti favorevoli, 124 contrari e 54 astensioni, nella quale informa il Consiglio che questa approvazione non pregiudica la sua posizione che prenderà successivamente in merito alla proposta che istituisce un meccanismo di ricollocazione permanente, sul quale il Parlamento deciderà su un piano di parità con gli Stati membri.Prima della votazione il Presidente Schulz ha informato l’Aula sulla sua intenzione di inviare una lettera all’attuale Presidente del Consiglio, Xavier Bettel, per chiedere – in nome del Parlamento – fondi comunitari da liberare immediatamente per aiutare i paesi che ospitano la maggioranza dei rifugiati siriani (Libano, Turchia e Giordania).Nel dibattito in plenaria di mercoledì, il ministro lussemburghese per l’immigrazione e l’asilo, Jean Asselborn, intervenendo in nome della Presidenza del Consiglio, ha informato il Parlamento che “ci sarà un cambiamento importante alla proposta iniziale: l’Ungheria non si considera un paese in prima linea e non vuole beneficiare del regime di trasferimento. Il Parlamento europeo deve tenerne conto quando redigerà il suo parere”.Il sistema obbligatorio proposto assegnerebbe i richiedenti asilo agli Stati membri in base alla loro capacità di assorbirli, da calcolare utilizzando seguenti coefficienti: popolazione complessiva (40%); PIL (40%); media dei richiedenti asilo nel passato (10%) e tasso di disoccupazione (10%) (cfr. proposta di relocalizzazione per ogni Stato membro).Gli Stati membri che partecipano al sistema riceverebbero 6.000 euro per persona trasferita, incluso un tasso di prefinanziamento del 50% per consentire alle autorità nazionali di agire molto rapidamente. I paesi dai quali sarebbero trasferiti i richiedenti asilo riceverebbero 500 euro per ogni persona trasferita, per coprire i costi di trasporto.La proposta prevede che – per motivi debitamente giustificati e obiettivi, come un disastro naturale – se uno Stato membro è temporaneamente incapace di partecipare, debba contribuire al bilancio dell’UE fino allo 0,002% del suo PIL. Spetterà alla Commissione valutare i motivi comunicati dal paese e decidere se sia giustificata la sua mancata partecipazione al sistema, per un massimo di 12 mesi.
Il fallimento dei ministri UE per gli affari interni di trovare un accordo per stabilire le modalità di trasferimento di 120.000 richiedenti asilo è stato duramente criticato da una larga maggioranza dei deputati durante il dibattito in plenaria di mercoledì sull’esito della riunione del Consiglio di lunedì. La maggioranza dei membri ha invitato gli Stati membri ad agire congiuntamente e con urgenza, per affrontare la crisi in corso e costruire un sistema di asilo e migrazione europea in grado di funzionare nel lungo termine.

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I deputati chiedono istruzione pubblica libera e uguaglianza di genere per tutti i bambini

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2015

Pupils in primary school  -ALLIANCE-INFOPHOTO

Pupils in primary school -ALLIANCE-INFOPHOTO

In una risoluzione non legislativa votata mercoledì, i deputati affermano che le misure sulla parità di genere devono essere applicate a tutti i livelli del sistema di istruzione, includendo la promozione e la formazione degli insegnanti, in modo da porre fine agli stereotipi di genere e contribuire a colmare il divario tra la formazione delle donne e il loro sviluppo professionale. I deputati chiedono inoltre maggiori investimenti per garantire che tutti possano beneficiare di un’educazione pubblica di qualità. La risoluzione è stata adottata con 408 voti a favore, 236 contrari e 40 astensioni.
La relatrice Liliana Rodrigues (S&D, PT) ha dichiarato: “Stiamo ancora vivendo in un’Europa disuguale. Alcuni progressi sono stati compiuti, ma le donne continuano ad essere un obiettivo primario per la discriminazione e la violenza. Credo che la scuola svolga un ruolo fondamentale nel cambiare questo stato delle cose. La mia relazione mira a garantire l’uguaglianza e l’emancipazione delle ragazze attraverso l’educazione, rispettare la Convenzione di Istanbul come strumento per prevenire la discriminazione di genere, creare una cultura della scuola della parità di genere, supervisionare in modo critico i materiali e i programmi educativi, garantire la parità di genere per quello che riguarda le decisioni personali e professionali e migliorare la percentuale di donne in posizioni di responsabilità e di rilievo”.
Anche se le donne oggi costituiscono la maggioranza (60%) dei diplomati nell’istruzione superiore nell’Unione europea, sono tuttora meno ricompensate per le loro qualifiche rispetto agli uomini e sottorappresentate nelle posizioni di management, scienza e ingegneria. Per incoraggiare più donne a formarsi nei campi della scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, i deputati chiedono misure uniformi d’accesso e l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione fin dall’apprendimento prescolastico.
Gli stereotipi e il sessismo rimangono gli ostacoli maggiori al raggiungimento della parità di genere. Il Parlamento ribadisce l’invito a combattere gli stereotipi di genere, che possono influenzare la fiducia in sè stessi e le scelte intraprese da ragazze e ragazzi, attraverso l’educazione formale e informale a tutti i livelli di istruzione.I deputati invitano gli Stati membri dell’UE a incoraggiare le ragazze e i ragazzi a sviluppare uguale interesse verso tutte le materie, al di là degli stereotipi di genere, sottolineando il ruolo dei modelli femminili positivi nelle scuole, nelle università e nella scienza.
L’educazione di genere dovrebbe far parte dei programmi scolastici e i materiali didattici non dovrebbero contenere contenuti discriminatori, stereotipi o sessismo. Al fine di promuovere l’educazione senza stereotipi, gli insegnanti dovrebbero ricevere una formazione in materia di parità e i programmi e il materiale didattico dovrebbero essere attentamente esaminati.Inoltre, gli Stati membri potrebbero considerare di rendere obbligatoria, in tutti i programmi della scuola primaria e secondaria, l’educazione sessuale e relazionale sensibile, adeguata all’età, per insegnare ai ragazzi e alle ragazze il valore delle relazioni basate sul consenso, rispetto e reciprocità.Per combattere la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, i deputati invitano la Commissione a sostenere l’inserimento di informazioni obiettive sulle questioni relative alle persone LGBTI nei programmi scolastici, per combattere la violenza e la discriminazione di genere, le molestie, l’omofobia e la transfobia, in tutte le loro forme, comprese le forme di cyber-bullismo o molestie online.

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Migrazione e crisi dei rifugiati: i deputati reagiscono alle nuove proposte della Commissione

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2015

rifugiatiLe nuove proposte di gestione della migrazione, tra cui il ricollocamento di 120.000 richiedenti asilo all’interno dell’UE, in aggiunta alla proposta di maggio di ricollocarne 40.000, un meccanismo di distribuzione permanente per il futuro, un elenco di paesi di origine sicuri al fine di garantire un ritorno rapido per coloro a cui la richiesta di asilo è stata respinta e l’apertura di canali di migrazione legale, sono state illustrate dalla Commissione e discusse in Parlamento questa mattina. I deputati hanno esortato gli Stati membri ad agire e hanno lodato i cittadini dell’Unione europea per l’accoglienza calorosa riservata ai rifugiati. Al dibattito sono intervenuti il ministro lussemburghese del Lavoro, dell’occupazione e della economia sociale e solidale, Nicolas Schmit, il primo vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri, Federica Mogherini e il Commissario per la migrazione Dimitris Avramopoulos, seguiti dagli interventi dei deputati che hanno espresso il punto di vista dei gruppi politici.Durante il dibattito, la maggior parte dei deputati ha espresso parere favorevole sulla proposta di maggio scorso di trasferire i 40.000 richiedenti asilo. La stessa procedura si applicherà per la ricollocazione degli ulteriori 120.000 richiedenti asilo. Sul meccanismo permanente invece, il Parlamento e il Consiglio decideranno su un piano di parità.

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Per i deputati europei la Russia non è più un partner strategico dell’UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2015

Putin Views Russian Arms On Display At ExpoI deputati hanno sottolineato, mercoledì, come l’UE debba riesaminare in modo critico le sue relazioni con la Russia, profondamente danneggiate dalla violazione deliberata, da parte della Russia, dei principi e dei valori fondamentali democratici e del diritto internazionale attraverso la sua azione violenta e la destabilizzazione politica dei Paesi vicini. L’UE deve ora elaborare un piano d’emergenza di persuasione per contrastare le politiche aggressive e divisorie della Russia.”Con la sua aggressione contro l’Ucraina e l’annessione della Crimea, la leadership russa ha messo le nostre relazioni davanti a un bivio. Spetta ora al Cremlino decidere la direzione: cooperazione oppure maggiore isolamento”, ha dichiarato il relatore del Parlamento europeo, Gabrielius Landsbergis (PPE, LT). “Sono convinto che il popolo russo, come tutti noi, desideri la pace, non la guerra. Un cambiamento in Russia deve venire dal suo interno, può esserci e ci sarà. Nel frattempo, dobbiamo inviare un messaggio forte alla leadership russa, sottolineando la nostra vicinanza alle vittime delle sue aggressioni e a coloro che difendono i valori su cui si fonda l’UE”, ha aggiunto.La risoluzione è stata approvata con 494 voti favorevoli, 135 voti contrari e 69 astensioni. I deputati evidenziano che gli Stati membri dell’UE devono considerare una “priorità assoluta” essere uniti nei confronti dell’annessione illegale della Crimea da parte della Russia e del suo diretto coinvolgimento nella guerra in Ucraina. Invitano poi i Paesi UE ad astenersi da accordi bilaterali con la Russia, che potrebbero danneggiare l’unità raggiunta. Per garantire la solidarietà tra gli Stati membri dovrebbe essere prevista la rapida creazione di una solida Unione europea dell’energia.
Il Parlamento invita la Commissione a prevedere senza indugi finanziamenti adeguati per progetti concreti volti a contrastare la propaganda russa e la disinformazione russa all’interno e all’esterno dell’UE e a programmare una assistenza finanziaria “più ambiziosa” in favore della società civile russa. Esprime poi preoccupazione per il deterioramento della situazione dei diritti umani e dello Stato di diritto in Russia e chiede la prosecuzione del sostegno dell’UE ai difensori dei diritti umani russi. I deputati esprimono preoccupazione anche perché ora la Russia si posiziona come un rivale della comunità democratica internazionale e sostiene e finanzia i partiti radicali ed estremisti negli Stati membri dell’UE. I deputati chiedono alla Commissione e agli Stati membri un meccanismo coordinato per il monitoraggio dell’assistenza finanziaria, politica o tecnica fornita dalla Russia ai partiti politici e ad altre organizzazioni all’interno dell’UE, al fine di valutarne l’influenza a livello della vita politica e dell’opinione pubblica. La Commissione dovrebbe, inoltre, proporre una legislazione per garantire la completa trasparenza sui finanziamenti politici e sul finanziamento dei partiti politici dell’UE da parte di soggetti politici o economici al di fuori dell’UE.La risoluzione condanna anche la lista nera “arbitraria” della Russia, che impedisce a 89 politici e funzionari europei l’acceso nel territorio russo, definendola una violazione del diritto internazionale, degli standard universali e un ostacolo alla trasparenza. Questo atto è “controproducente e dannoso per i già fragili canali di comunicazione”, si rammaricano i deputati, sottolineando che i destinatari dovrebbero essere informati dei motivi e avere il diritto di presentare un ricorso davanti a un tribunale indipendente.I deputati sostengono che nel lungo periodo siano possibili e auspicabili rapporti costruttivi tra l’UE e la Russia, a vantaggio di entrambe le parti, ma sottolineano che la cooperazione può essere ripresa in considerazione a condizione che la Russia rispetti l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina, inclusa la Crimea, attui pienamente gli accordi di Minsk e metta fine alla destabilizzazione delle attività militari e di sicurezza alle frontiere degli Stati membri dell’UE.Una risoluzione separata sulla situazione della strategia militare nel Mar Nero, dopo l’annessione illegale della Crimea da parte della Russia, sarà votata giovedì.In una risoluzione distinta, redatta da Ioan Mircea Pascu (S&D, RO) e approvata giovedì con 356 voti a favore, 183 contrari e 96 astensioni, il Parlamento evidenzia la complessa situazione strategica e miliare nel Mar Nero e sostiene che le sanzioni dell’UE contro la Russia dovrebbero continuare a essere vincolate all’attuazione degli accordi di Minsk. La realtà strategica nella zona del Mar Nero, dove la Russia ha avviato un processo di militarizzazione a lungo termine, richiede una gestione responsabile da parte dell’UE. Si chiede, pertanto, la prosecuzione della dissuasione come parte della rassicurazione strategica necessaria per i membri orientali della NATO e dell’UE.

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I deputati presentano un progetto per un’assistenza sanitaria più sicura

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2015

farmaciBruxelles. Parlamento europeo. Una risoluzione che propone misure per migliorare la sicurezza del paziente, tra l’altro eliminando la crescente resistenza agli antibiotici dell’uomo e degli animali, sarà discussa lunedì e messa ai voti martedì. Gli eurodeputati si dicono preoccupati dalle infezioni associate all’assistenza sanitaria, che interessano tra l’8 e il 12% dei pazienti ricoverati negli ospedali dell’UE. Negli Stati membri, le ICA (infezioni correlate all’assistenza) rappresentano uno dei maggiori problemi legati alla salute pubblica. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, nell’UE in media un paziente su 20 soffre di un’ICA, vale a dire 4,1 milioni di pazienti all’anno e 37.000 persone muoiono. Il 20-30% di queste infezioni potrebbe essere prevenuto grazie a programmi d’igiene e di controllo intensivo.La resistenza antimicrobica è in aumento in tutto il mondo e nell’UE. La situazione è preoccupante per i batteri patogeni (la resistenza agli antibiotici, per alcuni batteri, raggiunge il 25% in alcuni Stati membri) e sono in aumento le infezioni correlate all’assistenza causate da batteri resistenti ai farmaci. Le misure proposte mirano a utilizzare i trattamenti esistenti in modo più responsabile e a promuovere l’innovazione.Dibattito: lunedì 18 maggio Voto: martedì 19 maggioProcedura: risoluzione non legislativa.

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L’UE dovrebbe intensificare maggiormente gli sforzi per aiutare l’industria siderurgica a uscire dalla crisi

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 dicembre 2014

siderurgicoI deputati eurtopei chiedono alla Commissione europea che gli accordi commerciali migliorino le condizioni di esportazione dell’acciaio e che ci sia un controllo sulle regole di concorrenza UE e gli aiuti di Stato per evitare iniquità tra i paesi europei.I deputati chiedono alla Commissione di fornire informazioni precise sull’equilibrio tra domanda e offerta di acciaio a livello europeo e mondiale e di individuare le maggiori sfide a livello sociale, economico e ambientale in modo da sviluppare iniziative a medio e lungo termine per sostenere l’industria siderurgica in Europa.Il Parlamento chiede alla Commissione se l’applicazione delle norme sulla concorrenza e quelle sugli aiuti di Stato abbia portato a soluzioni ingiuste nel mercato siderurgico europeo e, se così, di presentare misure correttive. I deputati chiedono, inoltre, misure per evitare rivalità tra gli Stati membri nel caso in cui un grande produttore di acciaio annunci una ristrutturazione.I deputati chiedono che i futuri accordi commerciali prevedano disposizioni volte a migliorare in maniera significativa le opportunità di esportazione e l’accesso ai mercati per l’acciaio e i prodotti siderurgici europei. Sottolineano il fatto che vi può essere un commercio equo dei prodotti siderurgici soltanto rispettando i diritti fondamentali dei lavoratori e le norme ambientali ed evidenzia l’urgente necessità di modernizzare gli strumenti di difesa commerciale dell’Unione.La risoluzione è stata adottata con 466 voti a favore, 133 contrari e 100 astensioni.

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I deputati approvano le nomine di 4 commissari

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 luglio 2014

parlamento europeoBruxelles Mercoledì sono state approvate dal Parlamento europeo le candidature dei quattro commissari europei designati per sostituire coloro che sono stati eletti deputati. I quattro ricopriranno la carica fino al termine del mandato della Commissione attuale, che scade il 31 ottobre 2014. Lunedì, i quattro candidati sono stati sottoposti ad audizioni dinanzi alle commissioni.La plenaria ha votato a favore della nomina dei quattro candidati come commissari europei con 421 voti a favore, 170 contrari e 32 astenuti. Conformemente alle norme del Parlamento europeo, lunedì scorso, i commissari designati sono stari ascoltati nelle commissioni parlamentari delle proprie aree di competenza per un’audizione pubblica (per ulteriori dettagli, consultare il comunicato stampa al link in basso).Candidati e portafogli proposti
Jyrki Katainen (Finlandia) per gli affari economici e monetari e l’euro, sostituisce Olli Rehn.
Ferdinando Nelli Feroci (Italia) per l’industria e l’imprenditoria, sostituisce Antonio Tajani.
Martine Reicherts (Lussemburgo) per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, sostituisce Viviane Reding.
Jacek Dominik (Polonia) per programmazione finanziaria e di bilancio, sostituisce Janusz Lewandowski.
Il via libera definitivo del Consiglio per far sì che i candidati inizino il loro mandato è atteso a breve. Tutti i documenti riguardanti le audizioni saranno pubblicati sulle rispettive pagine web delle commissioni.

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I deputati spingono per un caricabatterie comune per tutti i telefoni cellulari

Posted by fidest press agency su sabato, 15 marzo 2014

cellulariI deputati, approvando giovedì un aggiornamento delle leggi UE sulle apparecchiature radio, hanno chiesto che sia sviluppato un caricabatterie comune per tutti i telefoni cellulari venduti in UE, così da ridurre gli sprechi, i costi e i problemi per gli utenti. Questo progetto legislativo è già stato informalmente concordato con il Consiglio dei Ministri.”La legislazione modernizzata sulle apparecchiature radio è uno strumento efficace per evitare interferenze tra diversi dispositivi radio. Sono particolarmente lieto che abbiamo concordato l’introduzione di un caricabatterie comune. Ciò accomuna sia gli interessi dei consumatori sia dell’ambiente. Il caricabatterie comune metterà fine al caos e ridurrà le 51 mila tonnellate annue di rifiuti elettronici”, ha detto la relatrice Barbara Weiler (S&D, DE).Il progetto di direttiva stabilisce norme armonizzate per l’immissione sul mercato di apparecchiature radio, compresi telefoni cellulari, telecomandi apri-auto e modem. Le norme mirano a tenere il passo con il crescente numero e varietà di dispositivi radio e a garantire che i dispositivi non interferiscano l’uno con l’altro rispettando così i requisiti essenziali su sicurezza e salute.I deputati hanno chiesto un rinnovato sforzo per sviluppare un caricabatterie comune a talune categorie di apparecchiature radio, in particolare ai telefoni cellulari, per semplificarne l’uso e ridurre inulti sprechi e costi.

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I deputati bocciano le nuove regole sulle sementi

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 marzo 2014

parlamento europeoUn atto legislativo della Commissione europea sul materiale riproduttivo vegetale, anche conosciuto come regolamento sulle sementi, è stato respinto martedì dal Parlamento perché avrebbe dato troppo potere alla Commissione stessa, privando, invece, gli Stati membri della possibilità di adattare le regole alle loro esigenze. In seguito al rifiuto della Commissione di ritirarlo e di presentarne uno migliore, il Parlamento ha votato la sua prima lettura.Il testo della Commissione è stato respinto con 650 voti a 15.”Le votazioni di oggi dimostrano la profonda insoddisfazione del Parlamento riguardo la proposta della Commissione europea, che non è riuscita a soddisfare gli obiettivi fondamentali quali la semplificazione delle norme e la promozione dell’innovazione. Il progetto ha, inoltre, creato preoccupazione tra i deputati per la fusione di 12 direttive in un singolo regolamento che è direttamente applicabile e priva, così, gli Stati membri della possibilità di adattare le regole alle loro esigenze”, ha detto il Presidente della commissione agricoltura, l’italiano Paolo De Castro (S&D).
“Come deputati, che co-legiferano con il Consiglio, vogliamo piena responsabilità su questa legislazione. Per questo non possiamo decidere in modo frettoloso sulla proposta, che è cruciale per molte associazioni di coltivatori, imprese e cittadini. L’alto numero di “atti delegati” darebbe alla Commissione poteri eccessivamente elevati su specifici argomenti in aree che, essendo sensibili, dovrebbero essere invece definite in un testo giuridico” ha spiegato il relatore, l’italiano Sergio Paolo Francesco Silvestris (PPE).

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Difendere interessi agricoltori europei

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2011

I deputati europei criticano l’approccio della Commissione ai negoziati commerciali in una risoluzione preparata da Georgios Papastamkos (PPE, EL) che chiede all’Esecutivo di smettere di fare concessioni per ottenere accesso ai mercati di paesi terzi a discapito del settore agricolo. Il settore agricolo europeo garantisce, infatti, la sicurezza e la qualità alimentare, ricordano i deputati. Pertanto, essi vogliono che gli standard in materia di ambiente, benessere di animali e piante e salute, che devono essere rispettati dai produttori europei, siano applicati anche ai beni importati per garantire la sicurezza del consumatore e una giusta competizione commerciale.  Il Parlamento chiede anche di essere regolarmente informato sull’andamento dei negoziati, non come successo per i negoziati con Canada e Ucraina, iniziati nel 2009 e sui quali i deputati sono tutt’ora all’oscuro. Un'”offerta molto generosa” sull’agricoltura è stata fatta dall’UE nel quadro dell’Agenda di Doha per lo sviluppo (ADS) senza però ottenere equivalenti concessioni commerciali, dicono i deputati che chiedono pertanto alla Commissione di evitare di fare proposte che possano ostacolare la prossima riforma della Politica agricola comune (PAC). La Commissione dovrebbe sempre garantire “concessioni tariffarie simmetriche” quando discute accordi di libero scambio, specialmente con quei paesi con un forte settore agricolo.  I deputati criticano la Commissione per aver ripreso i negoziati con i paesi del Mercosur senza preventivamente discuterne con Consiglio e Parlamento e esprimono forte preoccupazione per gli effetti di un accordo commerciale sul settore agricolo europeo. Essi chiedono pertanto ala Commissione di proteggere gli interessi degli agricoltori europei e di presentare una valutazione d’impatto da discutere prima della conclusione dei negoziati. Anche il recente accordo UE-Marocco non risulta equilibrato ai deputati, che ritengono che mentre i mercati europei siano stati aperti completamente alle importazioni dal paese arabo, alcuni prodotti europei sono ancora soggetti a limitazioni d’importazione.  La risoluzione è stata adottata per alzata di mano.

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Croazia: presto il 28° Stato membro dell’UE?

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2011

“I negoziati di adesione con la Croazia possono essere completati nella prima metà del 2011 a patto che continuino a essere perseguite con risolutezza le necessarie riforme”, in particolare quelle che servono a combattere la corruzione, garantire il ritorno dei rifugiati e realizzare la ristrutturazione dei cantieri navali, dicono i deputati. Inoltre, sottolineano anche gli sforzi compiuti da Zagabria per riformare la costituzione, il potere giuridico e migliorare la cooperazione con il Tribunale penale internazionale per la ex Iugoslavia (ICTY).Il Parlamento riconosce l’impegno del governo croato nella lotta contro la corruzione, evidente ad esempio nei casi dei processi che vedono coinvolti due ex ministri ed ex primo ministro, fenomeno che tuttavia “continua a costituire un grave problema generale”. I deputati pertanto chiedono all’OLAF, l’ufficio europeo anti-frode, di “cooperare strettamente con le autorità croate, al fine di fare luce sulla potenziale corruzione secondaria che può essere generata all’interno delle istituzioni dell’UE”. Anche le riforme sul sistema giudiziario devono proseguire, indicano i deputati, in particolare continuando il perseguimento dei crimini di guerra e migliorando i programmi di protezione dei testimoni. In generale, ci sono stati progressi sulla questione spinosa del ritorno in patria dei rifugiati, in particolare grazie a una diminuzione dell’ostilità verso i serbi che rientrano nel paese, dicono i deputati. Tuttavia, la risoluzione indica che i rifugiati devono avere la possibilità di ottenere un permesso di residenza permanente ed essere sostenuti da progetti di reinserimento, per permettere cosi a migliaia di serbi di fare ritorno. Il governo croato deve accelerare il processo di ristrutturazione e privatizzazione dei cantieri navali, prerequisito essenziale per chiudere in tempo il “capitolo” relativo alla concorrenza nei negoziati di adesione.I deputati hanno espresso preoccupazione per la convinzione della maggioranza dei cittadini croati che l’adesione all’UE non porterebbe vantaggi al paese, secondo quanto illustra una recente indagine dell’Eurobarometro. Chiedono quindi al governo e alla società civile di mobilizzarsi “affinché i croati comprendano che il progetto europeo appartiene anche a loro”. L’adesione all’Unione sarà comunque sottoposta a referendum popolare.  La risoluzione è stata approvata con 548 voti a favore, 43 contrari e 52 astensioni.

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Il Parlamento solidarizza con i manifestanti tunisini

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2011

Bruxelles, Parlamento europeo. In seguito al dibattito tenutosi mercoledì con l’Alto rappresentante per la politica estera UE Catherine Ashton sulla Rivoluzione del gelsomino in Tunisia e la situazione in Egitto, l’Aula ha approvato una risoluzione che “esprime solidarietà nei confronti del popolo tunisino che spinto da aspirazioni democratiche legittime” “ha portato il suo paese ad una svolta politica storica”. Il Parlamento condanna le misure repressive e l’uso sproporzionato della forza usata dalle forze di sicurezza, mentre sostiene qualsiasi azione diretta a permettere lo svolgimento di elezioni. I deputati affermano che il caso Tunisia è un chiaro esempio dei difetti della politica estera comunitaria. Pertanto, il Parlamento chiede di rivedere la politica europea di vicinato, anche garantendo l’inserimento e l’attuazione di una “clausola sui diritti umani” in tutti gli accordi con i paesi terzi. In termini concreti, i deputati chiedono che l’UE metta in atto la decisione di congelare i beni all’ex Presidente e alla sua famiglia, che l’Alto rappresentante coinvolga il Parlamento nella preparazione di piani concreti per sostenere il processo democratico in Tunisia e che l’Unione invii una missione di osservazione elettorale nel paese, quando necessario. I deputati propongono inoltre un uso più flessibile dei vari strumenti di finanziamento per garantire assistenza alla Tunisia.
Il Parlamento europeo invierà una delegazione composta da 12 deputati in Tunisia dal 3 al 6 febbraio che incontrerà rappresentanti del nuovo governo provvisorio e della società civile. La delegazione sarà guidata da José Ignacio Salafranca (PPE, ES) e da Pier Antonio Panzeri (S&D, IT), che presiede la delegazione del PE per le relazioni con il Maghreb. Anche l’italiano Mario Mauro (PPE) prenderà parte alla missione. Il Parlamento adotterà una risoluzione sulla situazione in Egitto durante la prossima sessione plenaria a Strasburgo del 14-17 febbraio.

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Campania: proposta assemblea deputati Pdl

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2010

L’On. Vincenzo D’Anna, ha lanciato la proposta di un’Assemblea dei Deputati PdL eletti nella Regione Campania.   “Le vicende delle ultime settimane – afferma D’Anna – che hanno toccato esponenti del mondo politico campano, la continua strumentalizzazione di notizie e l’elezione a notizia stessa di voci di corridoio, basate su semplici supposizioni e teoremi, che poi diventano attacchi velenosi alla strategia governativa, non possono essere risolti con semplici dichiarazioni e con il botta  e risposta dei singoli, ma devono essere affrontate organizzando la struttura del partito in Campania in modo più compatto e rigoroso.   E’ necessario, per questo – sottolinea D’Anna – avviare il confronto serrato tra i vertici e i suoi eletti. La Campania rappresenta un bacino di consenso elettorale per il PdL di rilevanza nazionale e il PdL ha la forza per trovare forme e metodi, perché gli eletti, e con loro gli elettori del PdL, rispondano con efficacia politica ed in modo unitario”.

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Deputati: rendere pubblici dati patrimoniali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 luglio 2010

I deputati Rita Bernardini, della delegazione radicale nel gruppo del PD, Roberto Giachetti del Partito Democratico e Benedetto Della Vedova del Popolo della Libertà, hanno scritto una lettera a tutti i colleghi proponendo loro di firmare una liberatoria che autorizza la pubblicazione sul sito internet della Camera dei propri dati patrimoniali. In questo modo si supererebbero i problemi interpretativi della legge che finora hanno impedito di dare seguito all’ordine del giorno, approvato da oltre un anno, che impegna il Collegio dei questori e a rendere fruibili sul sito internet della Camera tutte le informazioni relative all’attività e alla condizione patrimoniale dei deputati compatibilmente con il rispetto della legge e del regolamento. Lo scorso febbraio il Segretario generale della Camera ha spiegato così, in una lettera, le ragioni del parere negativo del Collegio dei Questori alla pubblicazione online dell’anagrafe patrimoniale dei deputati: “… il Collegio dei Questori ha preso atto che, per procedere alla pubblicazione sul sito Internet della Camera della documentazione patrimoniale depositata dai deputati ai sensi della legge n. 441 del 1982, occorre modificare il regime di pubblicità di tale documentazione previsto dalla stessa legge, la quale, al riguardo, riserva il diritto di conoscere le dichiarazioni patrimoniali a “tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali per l’elezione della Camera dei deputati”. Il Collegio ha, pertanto, rilevato che in assenza di una previa modifica legislativa risultano precluse, allo stato, forme di pubblicità generalizzata quale quella della diffusione tramite il sito Internet”. Dunque, come spiegano, Bernardini, Giachetti e Della Vedova, secondo questa interpretazione, i dati patrimoniali che ogni parlamentare deposita ogni anno ai sensi della legge non potrebbero essere pubblicati sul sito delle Camera perché la legge limita il diritto alla conoscenza “solo” a 50.276.247 elettori. “Per non indugiare oltre e superare i problemi “interpretativi” della legge sopra descritti –  scrivono ai colleghi i tre deputati – ti proponiamo di firmare la liberatoria sottostante affinché non ci siano più ostacoli, per i deputati che lo vogliano, alla pubblicazione sul sito della Camera dei propri dati patrimoniali.

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