Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘deriva’

La verità “bruciante” di un’Italia che sta andando alla deriva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2020

In buona sostanza possiamo dire che si è incapaci di pervenire a una sintesi politica che realizzasse l’auspicata reductio ad unum dei differenti interessi secondo il precetto che la libertà finisce dove incomincia quella dei nostri simili e che una avanzata democrazia debba saperlo fare così come un direttore d’orchestra è capace di creare armonia tra i vari musicanti e i loro suoni.
Davanti al suo spartito ogni orchestrale sa di poter esprimere del suo meglio solo se è in sintonia con gli altri e che tutti insieme si lascino guidare da chi è nella possibilità, alla presenza di una molteplicità d’interpreti, di trovare la giusta concordanza.
Ma se lo spartito raccoglie i battiti di una grande opera e sa esprimerla con le giuste note, se gli orchestrali sono maestri nell’uso dei loro strumenti, se il direttore è una guida sicura, cosa può invece andare storto? In teoria nulla eppure non vi è democrazia senza difetti, non vi è cultura senza lacune, non vi è saggezza senza arroganza. Sono questi i nostri limiti. È questa la nostra incapacità di poter vivere insieme senza provocare sbavature di sorta e fare dell’esperienza umana il vero motore della nostra crescita e prosperità. Siamo stati, per contro, capaci di trasformare gli strumenti costruiti per il nostro benessere in armi letali invocando la verità come salvifica e praticandola, invece, maldestramente. Ci Siamo avvalsi della democrazia diretta perché la governabilità di ciascun paese possa essere assicurata dal popolo e poi abbiamo inventato quel mostro che non si propone più come strumento di espressione della volontà popolare ma è destinato a disciplinare il popolo stesso, ad organizzare e politicizzare gli interessi corporativi per far prevalere la volontà di pochi a scapito della sua parte prevalente. Per consolidare tutto ciò è stato fortemente indebolito l’indirizzo politico, già di per sé fragile e per questo bisognevole del consistente supporto dell’interpretazione costituzionale e della presenza di una molteplicità di contrappesi, custodi di una continuità inclusiva di possibili riforme.
A questo punto la mossa più abile è stata quella di far perdere la sua presa d’indirizzo alla Costituzione, come si sta cercando di fare in Italia con l’avallo di un’opinione pubblica, che a dirla nel modo migliore, è disattenta rendendola non più garante di quei valori che ha rappresentato e potrebbe continuare a farlo. (Riccardo Alfonso)

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Dal basso impero alla nuova repubblica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 febbraio 2011

“Dal basso Impero alla nuova Repubblica, è questo l’ambizioso obiettivo che FLI vuole offrire all’Italia e agli italiani. Non siamo usciti dal governo per caso, ma per scelta coraggiosa e responsabile, abbiamo preso la strada più impervia, accettando di andare all’opposizione pur di disegnare un altro centro-destra e affermare una certa idea dell’Italia, onesta e rispettosa delle regole, diversa dunque dalla deriva del PdL e dal cesarismo sregolato di Berlusconi” Lo ha dichiarato Roberto Menia, responsabile organizzazione di Fli, in vista dell’imminente Assemblea Costituente

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Tunisia, dopo lo stupore la speranza

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2011

L’intensità e la rapidità dei fatti di Tunisi hanno stupito un po’ tutti. Non si può dire ancora che cosa esattamente succederà ma sembra probabile che la Tunisia possa essere il laboratorio di una svolta in Nordafrica e quindi nel Mediterraneo. Con il passare dei giorni si allontano le ipotesi di una deriva autoritaria, voluta certamente da chi ha cercato con tutti i mezzi di appoggiare il ritorno del presidente Ben Ali, dopo la sua fuga all’estero, così come di una ascesa dell’integralismo islamico che non sembra appartenere al codice genetico di questo Paese. Quindi, allontanandosi i giorni caotici della protesta e degli scontri, si fa largo la pro spettiva di una democrazia rispettosa dei diritti civili, della libertà di espressione e rappresentativa delle diverse componenti politiche del Paese. Se così fosse, sarebbe appunto una svolta per un mondo arabo-mediterraneo che conosce fino ad oggi un unico regime sostanzialmente ma faticosamente democratico: il Libano. Catherine Ashton, l’alta rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera, ha dichiarato il pieno appoggio dell’Europa al nuovo corso tunisino. Non pare essere dello stesso avviso il colonnello Gheddafi che, da Tripoli, ha fatto sapere che i tunisini rimpiangeranno Ben Ali. Ciò che è certo è che se i tunisini non vorranno stare peggio di prima, dovranno uscire nei tempi più brevi dall’instabilità che ha bloccato il turismo (che rappresenta il 15 per cento dell’economia del Paese) e anche gli investimenti diretti esteri, che sono l’altro grande polmone finanziario del Paese. Negli ultimi anni, la Tunisia & egrave; riuscita ad attrarre grandi capitali con una politica economica aperta, sotto l’ala di uno dei grandi traghettatori della politica tunisina, il premier Mohammed Ghannouchi, che mentre scriviamo ancora guida il governo provvisorio di unità nazionale e che ha una solida formazione economica. La politica di rinnovamento dell’agricoltura, che era entrata con forza nei programmi di governo degli ultimi due anni, aprendo agli investimenti esteri, dovrebbe uscire confermata dai nuovi assetti di vertice, perché ciò è nell’interesse dello sviluppo della Tunisia. Quindi, dopo lo stupore, c’è spazio per guardare alla Tunisia con grande e rinnovato interesse, in un’ottica aperta al futuro del Mediterraneo, pur nel radicamento del Paese agli equilibri del mondo arabo. (Antonio Felice Green Med Journal editor)

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Risposta: Il bilancio ballerino delle scuole

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2010

Lettera al direttore. Rita Manzani Di Goro risponde a Filisetti. Il problema è proprio quello: le scuole non hanno l’autorizzazione a incassare in conto residui i cospicui finanziamenti. Anzi si trovano in grossa difficoltà a incassarli anche in conto competenza, visto che la causale è parte essenziale di una reversale d’incasso. Non è ignoto a nessuno il fatto che determinati finanziamenti, evidentemente utilizzati dalle scuole in modo difforme dal pensiero di chi li ha erogati (che per altro non era stato adeguatamente esplicitato) sono stati ritirati. Una delle principali fonti di incertezza deriva dal fatto che le cifre che sono state assegnate al di fuori dal budget annuale (funzioni strumentali, ditta di pulizie, ore eccedenti ecc.) sono state determinate nell’importo e parzialmente finanziate sia nel 2009 che nel 2010 (la ditta di pulizie solo per il terzo quadrimestre 2010), senza che sia mai giunta l’esplicita autorizzazione a incassare i finanziamenti a saldo di quelle voci. Come interpretare allora i recenti finanziamenti? Come interpretare certune causali sibilline? Cosa si deve andare a coprire? Perché i finanziamenti vincolati seguono strade diverse e parallele rispetto al budget annuale di cui alla nota Prot. n. 9537 del 14.12.2009 e segg. Le scuole operano secondo esperienza e buon senso, ma non sempre questo basta. Spesso occorre procedere a variazioni di bilancio a sanatoria e poi tornarci sopra ancora e poi ancora.Quello che Lei rileva è il senso di allarme che si è diffuso fra le scuole, un feedback che riteniamo utilissimo per chi deve decidere e che è il valore aggiunto che possiamo dare come Associazione. Questo allarme si è poi concretato in scelte di chiusura da parte delle singole istituzioni scolastiche, le quali si sono arroccate, limitandosi a gestire i fondi di cui avevano certezza, fra i quali il contributo dei genitori. In sede di consulenza ai genitori abbiamo assistito in questi mesi a una gestione ‘al ribasso’ dell’offerta formativa, con una canalizzazione della gran parte delle risorse disponibili in direzione delle spese obbligatorie. Non c’è niente di peggio per l’autonomia delle scuole, a nostro avviso, del senso di insicurezza e della sfiducia.  Dottor Biondi e il Dottor Pellecchia, che ben conoscono la scuola fiorentina e toscana, Le potranno senz’altro confermare che quanto affermato corrisponde a verità e che nelle scuole è diffuso un senso di profonda incertezza. Situazione che Lei, sono certa, saprà risolvere a breve. (Rita Manzani Di Goro)

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Povertà ed istruzione nei paesi emergenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 agosto 2010

Gli investimenti per l’istruzione in questi paesi stanno dando i loro frutti, ma la strada è irta di difficoltà. Si ha tutta l’impressione che solo dalle donne, e non tanto dagli uomini, istruite si riscontra un maggiore impulso ad inviare i propri figli a scuola. Restano tuttavia grosse difficoltà per i poveri di frequentare le scuole. Ne deriva che in molti paesi la maggior parte dei figli delle famiglie più povere non ha alcuna scolarizzazione. Una recente ricerca che ha preso in esame 35 paesi dell’Africa centrale ed occidentale e dell’Asia meridionale ha dimostrato che in 10 paesi la metà, o più della metà, dei ragazzi di età compresa tra i 15 ed i 19 anni non ha mai completato le scuole elementari. Il livello di istruzione tra i poveri varia notevolmente a seconda delle regioni. In Asia meridionale e in Africa centrale ed occidentale una consistente minoranza di bambini cresciuti in ambienti poveri non si iscrive affatto a scuola; in America latina, all’opposto, praticamente tutti i bambini completano il primo anno di scuola mentre la percentuale di abbandono scolastico negli anni successivi è elevata. In Brasile, ad esempio, il 92% dei ragazzi tra i 15 ed i 19 anni che vivono in condizioni di povertà portano a termine il primo anno di scuola ma solo la metà di essi arriva alla fine dell’ultimo.

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Il Sud e la deriva greca

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 agosto 2010

«A Tremonti, che finalmente  ha parlato di Sud, chiedo: se è vero, come anche io credo e lui afferma, che il Mezzogiorno rischia di portare l’Italia all’approdo greco, perché il governo ha cestinato il grande piano per il Sud annunciato solo un anno fa? Perché di fronte a una tragedia annunciata l’esecutivo non fa nulla per sventarla? Non vorremmo che Tremonti si svegli, un bel mattino, con le sembianze di Alogoskoufis, ministro dell’Economia di Atene dal 2004 al 2009, indicato oggi tra i responsabili del tracollo greco. Agisca subito, il nostro ministro, per evitare a se stesso e al Paese questa eventualità ». Lo dichiara Guglielmo Vaccaro, deputato campano del PD, sul sito di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento ad Enrico Letta.

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Pd Lazio alla deriva

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2010

“A tre mesi dalle elezioni regionali  – è detto in un documento a firma di Gianfranco Zambelli, Fabrizio Panecaldo, Nicola Stampete,  Mirko Coratti, Maurizio Policastro -che hanno visto un evidente insuccesso del PD, viviamo ancora in una fase di stallo insostenibile. Urgono le primarie, l’unico strumento in grado di farci uscire da questo torpore e di ridare al partito una guida forte e capace di imprimere una linea politica chiara e condivisa in vista soprattutto di Roma 2013. Non possiamo permetterci di rimandare ulteriormente questo appuntamento, perché sono i nostri elettori a chiedere a gran voce una reazione a quello che è accaduto con la tornata elettorale di marzo. Prima che il partito registri nuovi sgretolamenti, è importante che si agisca immediatamente per costituire un nuovo organigramma che dia linfa agli eletti nei tre enti locali. Ripartire dallo statuto e da quanto questo documento principe ci indica come efficace via democratica per indicare uomini e strategie giuste, è determinante per riannodare quel filo di dialogo con la città di Roma, la provincia e la Regione Lazio che oggi appare sempre più logoro. Chiediamo pertanto al segretario Mazzoli di indire quanto prima le primarie e di governare questo momento così delicato del PD regionale”.

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La deriva dell’ospedale Pertini di Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 19 gennaio 2010

“Per quanto concerne la Sanità, nessuna buona nuova: oggi è l’ospedale Pertini, domani può essere un’altra struttura. A parte qualche centro d’eccellenza, in termini qualitativi si registra comunque una situazione di stallo generale”. Questo il duro e amaro commento del vicepresidente dell’Italia dei Diritti Roberto Soldà riguardo alla denuncia di alcuni parenti di pazienti ricoverati all’ospedale Pertini di Roma che segnalano la mancanza di strumenti essenziali quali termometri, flebo, apparecchiature indispensabili come quelle per la registrazione dei parametri vitali e tanti altri strumenti. In aggiunta a ciò, la carenza d’organico. Il personale presente si sacrifica ma è necessaria la collaborazione dei parenti per alleviare i disagi causati dall’insufficienza di infermieri e ausiliari. Prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Queste carenze strutturali sono divenute ormai croniche, è inaudito che i parenti debbano ritrovarsi ad eseguire il lavoro di coloro che sono addetti alla cura dei pazienti e alla somministrazione delle terapie e dei pasti. E’ necessario che i cittadini, soprattutto nei momenti più difficili della loro vita, dispongano di servizi appropriati. E’ anche un diritto degli operatori sanitari lavorare in condizioni umane  fornendo loro un organico sufficiente e la strumentazione adeguata. In tal modo si eviterebbero loro turni massacranti e si assicurerebbero migliori servizi per gli utenti. Mi auguro – conclude Soldà – che vengano presto fornite risposte concrete a tale denuncia perché non è certo questa la Sanità che desiderano i cittadini”.

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La deriva giudiziaria in materia di famiglia

Posted by fidest press agency su martedì, 22 dicembre 2009

Era del 21 Novembre scorso la decisione (n. 24589-2009) con cui la Suprema Corte confermava  lo stato di adottabilità di quattro minori nate da una coppia unita che viveva di stenti e che, nonostante questo, continuava a far figli alla ricerca del maschio. A nemmeno un mese di distanza la Suprema Corte, con la sentenza n. 26587 del 17 dicembre 2009, stabilisce che è possibile perdere l’affidamento condiviso qualora non venga versato il mantenimento per i figli. Tale misura, comprensibile allorquando il diniego al sostentamento dei minori abbia origine da un comportamento strumentale e predeterminato, non tiene conto di numerosi fattori di legittimità e di opportunità che, invece, avrebbero dovuto orientare la Suprema Corte verso una decisione più adeguata all’attuale contesto socio-economico. In primis, in quanto al mantenimento del minore e del coniuge, già il codice penale disciplina all’art. 570 il reato di “violazione degli obblighi di assistenza familiare”,  prevedendo sanzioni di una certa entità.   In secundis, la sentenza in parola tradisce un orientamento che caratterizza l’operato della Magistratura in materia di separazione e affidamento, e cioè quello secondo cui a prevalere sul vero interesse del minore (ricevere amore e cura da parte di due genitori con pari diritti e pari dignità) debbano essere la stabilità abitativa e quella economica. Nessuno spazio ai sentimenti. Ma il terzo e più importante elemento, da cui si intuisce quanto la distanza sociale tra i nostri giudici e i cittadini sia diventata abissale, è costituita dal non aver tenuto in considerazione la profonda crisi economica in atto, a seguito della quale si ipotizzano altri 1,5 milioni di nuovi disoccupati entro il 2011. Se tale previsione fosse vera anche per il 50%, i genitori che non potranno contribuire al mentenimento dei propri figli saranno migliaia. Molti, non potranno farlo sin dall’inizio della separazione, anche perchè molte coppie entrano in crisi proprio quando si manifestano problemi economici. Questi genitori amano profondamente i propri figli e vorranno essere presenti anche dopo la separazione, ma sarà sufficiente far valere questa sentenza per creare ulteriori difficoltà, alla parte meno garantita (tipicamente i bambini e i padri), nell’applicazione dell’affido condiviso. ADIANTUM condanna senza alcun timore tale deriva, e chiede alle Istituzioni destinatarie di questa lettera aperta un intervento immediato e risolutivo, anche a mezzo di provvedimenti urgenti, che possa restituire alla Famiglia una rete di protezione contro altre possibili derive giudiziarie, e che possa dare finalmente contenuto al superiore interesse del minore, concetto quanto mai vago e usato strumentalmente da chi, oggi, questo interesse non lo persegue affatto.

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La deriva democratica dell’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2009

Una delegazione di cittadini italiani residenti in Repubblica Ceca è stata ricevuta stamani in Ambasciata da S.E. Fabio Pigliapoco nel suo studio dell’Ambasciata d’Italia, Nerudova 20, Praga. Nella lettera consegnata all’Ambasciatore, firmata da decine di persone oltre che da associazioni e formazioni politiche quali il Comitato Ceco dell’Anpi, la Federazione della Sinistra, l’Italia dei Valori, si esprime l’allarme per quella che viene definita la deriva democratica in atto nel Paese. I cittadini firmatari denunciano – oltre all’ineguatezza di questo Governo nell’affrontare la grave crisi economica – il continuo tentativo di delegittimazione dei poteri di bilanciamento e Garanzia previsti dalla Costituzione, l’attacco alla liberta’ di stampa e piu’ in generale ai principi sanciti dalla nostra Carta. Nella lettera si ricordano inoltre le manifestazioni del 3 ottobre a salvaguardia della liberta’  di stampa nonche’ del 5 dicembre p.v., e si mette l’accento sulla immediata necessita’ di porre freno alla decadenza culturale ed allo scivolamento del Paese verso un autoritarismo populista.

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Rai regionale

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2009

Dichiarazione dell’On. Giorgio Merlo (PD) “Nel nuovo contratto di servizio in discussione Rai Tre dovrà potenziare e rafforzare la sua tradizionale vocazione regionale.  E questo senza mettere in discussioni le trasmissioni e la stessa identità storica della Terza Rete. Ma la dimensione regionale della Rai ora va affinata, pur senza alcuna deriva localistica o municipalistica.  Maggiore attenzione al territorio, alla cultura locale, alle tradizioni storiche e alla dimensione regionale non possono non trovare uno spazio adeguato all’interno del servizio pubblico. E questo non solo per rimotivare i cittadini al pagamento del canone, ma perché è giunto il momento decisivo per far sì che il territorio entri a pieno titolo nella programmazione del servizio pubblico. E la Terza Rete può essere lo strumento più concreto e funzionale per centrare questo obiettivo ”.

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Finanziaria 2010: cooperazione alla deriva

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2009

Roma, Gli italiani battono il loro governo in solidarietà. La Finanziaria 2010 (legge 49/07) assegna alla cooperazione allo sviluppo solo 326 milioni di euro. Questa cifra è ormai eguagliata o addirittura superata da quanto gli italiani donano spontaneamente ogni anno per la lotta contro la povertà nel mondo. Secondo le stime elaborate da Oxfam International e Ucodep su dati Eurisko e Vita Consulting, già dal 2007 i privati donano circa 330 milioni di euro l’anno per finanziare le principali voci della lotta alla povertà: aiuti umanitari, cooperazione internazionale, tutela dei minori, promozione dei diritti umani. “Sorge il dubbio che il Governo Italiano voglia lasciare alla buona volontà dei privati cittadini il compito di rappresentare l’Italia nella lotta contro la povertà nel mondo”, dichiara Elisa Bacciotti, portavoce di Oxfam International e Ucodep. “La generosità è sicuramente un tratto distintivo degli italiani e questi dati lo dimostrano: ma proprio per questo occorre che, accanto alla solidarietà dei cittadini, il pubblico faccia la sua parte. E’ necessario un piano di riallineamento che consenta all’Italia di rispettare gli impegni in materia di aiuto pubblico allo sviluppo presi in sede europea e internazionale – un piano di cui non c’è traccia nel testo della legge”. conclude Bacciotti.  Riducendo gli aiuti di circa 500 milioni di euro per il secondo anno di fila, l’Italia si allontana ancor di più dall’obiettivo stabilito in sede europea e ONU di assicurare lo 0,7% del PIL all’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) entro il 2015 e lo 0,51% entro il 2010.  Obiettivo riconfermato al G8 de L’Aquila. “Con quest’ultimo taglio ai fondi per la cooperazione, il governo riesce a colpire sia quanti sono impegnati in prima linea nella lotta contro la povertà, sia la sua stessa credibilità”, avverte Francesco Petrelli, presidente di Ucodep.

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Capitale umano

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

Potremmo anche definire in un altro modo il titolo di questa nostra riflessione come l’insieme delle infrastrutture, del capitale sociale di natura immateriale, costituito dal funzionamento corretto ed efficiente delle istituzioni e delle strutture pubbliche, ai fini dello sviluppo e nel quale è alto il valore del capitale umano, cioè l’insieme dei patrimoni personali di conoscenze e di capacità tecnico-professionale delle forze del lavoro. Se questo quadro d’insieme difetta ne deriva ovviamente una elevata disoccupazione e che possiamo imputare in massima parte alla inadeguatezza quantitativa e qualitativa della formazione scolastica e professionale rispetto alle esigenze dei datori di lavoro. E se scomponiamo le varie parti del processo lavorativo ci accorgiamo che è forte soprattutto la disoccupazione intellettuale per carenza di domanda di lavoro ad elevata qualifica. E questa carenza di domanda che produce quella che appare una eccedenza di offerta del nostro sistema formativo. L’Italia, nello specifico, prima ancora degli altri paesi europei maggiormente industrializzati, non riesce, in modo compiuto,  a rispondere alla sfida del mercato globale e dell’ingresso in tale mercato dei paesi di nuova industrializzazione. La risposta degli altri paesi industrializzati è stata la riduzione dell’impiego di lavoro meno qualificato e l’accentuazione della loro specializzazione nei comparti produttivi e nelle fasce di mercato che richiedono un elevato livello di qualificazione del capitale umano. L’Italia invece ha difeso la sua competitività senza mutare la specializzazione delle sue esportazioni. E ha potuto farlo grazie alle svalutazioni della lira fin quando queste sono state possibili, alle ristrutturazioni, alle delocalizzazioni in paesi a bassi salari delle fasi del processo produttivo a maggiore intensità di lavoro, all’evasione degli obblighi fiscali e contributivi da parte delle imprese che operano nel sommerso. Ha così evitato quel mutamento di specializzazione dai settori tradizionali alle produzioni a maggiore valore aggiunto e a più alto tasso di innovazione che l’avrebbe costretta a fare i conti con i ritardi accumulati  nei campi della ricerca applicata e della formazione e nel rapporto tra questi e il mondo dell’impresa.

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Evasione fiscale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2009

“L’attuale situazione economico-sociale del paese è a dir poco allarmante e a fronte delle scelte del governo risulta davvero difficile guardare con fiducia al prossimo futuro” Lo dichiara l’on. Americo Porfidia che specifica “I dati resi noti in questi giorni sulla situazione economico-finanziaria del paese getterebbero nello scompiglio anche il più ottimista. Secondo Lamberto Cardia, presidente della Consob le piccole e medie imprese italiane rischiano l’asfissia finanziaria a causa della stretta creditizia operata dalle banche. Lo stesso concetto era stato espresso nei giorni scorsi dal Governatore Mario Draghi secondo il quale, la stretta creditizia delle grandi banche sta soffocando le capacità delle piccole imprese italiane, che rappresentano da sempre la struttura fondamentale del sistema economico e produttivo del paese. Se questo andamento non verrà rovesciato sempre più famiglie italiane si troveranno presto in ginocchio. Un dato strettamente connesso al precedente – continua Porfidia – è il livello di evasione fiscale raggiunto nel paese. Secondo i dati resi noti dal Dipartimento delle Entrate del Ministero dell’economia la metà dei contribuenti dichiara meno di 15 mila euro annui e solo lo 0,2 per cento si collocherebbe nella fascia sopra i 200 mila euro. E’ evidente che il livello di evasione fiscale è ormai da capogiro. I dati – continua il Deputato – acquistano un’ulteriore nota di drammaticità se pensiamo alla manovra che il governo sta mettendo in atto, il cosiddetto scudo fiscale che contiene un vero e proprio salvacondotto per il rientro in Italia dei capitali all’estero. Questi capitali sono fondamentalmente il frutto di evasione e affari illegali di ogni natura. Ebbene, invece di colpire chi delinque il governo crede bene di premiare queste sanguisughe dell’economia italiana garantendo loro un rientro sicuro ed anche un lavaggio nella legalità al prezzo di una semplice multa. Non una riga sulla lotta all’evasione, non un incentivo a chi ha operato sempre nella legalità, tutto ciò è assurdo. La situazione nel suo complesso è riassunta nel dato emesso dal supplemento Finanza Pubblica al Bollettino Statistico della Banca d’Italia secondo cui dall’inizio dell’anno il debito pubblico è cresciuto del 5,4 per cento raggiungendo l’astronomica cifra di 1.752.188 milioni di euro. Continuando di questo passo – conclude Porfidia – e senza un sensibile cambiamento alla guida del paese rischiamo seriamente di andare alla deriva”.

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Droga e alcool l’allarme di Fantauzzi

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2009

Il responsabile provinciale dell’Italia dei Diritti: “Senza spazi di svago e cultura nella provincia avremo una società alla deriva” “Gli ultimi episodi che coinvolgono giovani in preda ad alcool e droghe, sempre più diffusi negli ultimi tempi,  sono la risultante della vita disordinata di questi ragazzi senza regole, senza pudori e soprattutto senza valori che si aggrappano a sostanze stupefacenti.” Questi i commenti di Brunetto Fantauzzi, responsabile provinciale per il movimento Italia dei Diritti, alle ultime notizie riguardanti i recenti episodi nella provincia di Roma, dove addirittura un giovane fermato ha tentato di investire un carabiniere, un altro si è dato alla fuga ma poi è stato arrestato. Questo solo nel week-end appena trascorso ma nell’ultimo mese sono state registrate decine di denunce per guida sotto l’effetto di stupefacenti o alcool, protagonisti spesso giovani sotto i trent’ anni. Il segretario provinciale del movimento presieduto da Antonello De Pierro sottolinea l’importanza di offerte culturali spesso carenti nelle zone intorno a Roma. Concludendo Fantauzzi precisa: “Comunque non è colpa solo di questi giovani e della famiglia ma anche di un corpo sociale, quello della provincia, che non offre spazi di svago, di cultura e di interesse. Continuando sotto questo aspetto e senza che la collettività offra quegli interessi richiesti avremo una popolazione, oggi giovanile e domani la società stessa, alla deriva.”

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