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Dermatologia – Cicatrici da acne: prevenire si può

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 novembre 2019

Secondo i dati dell’indagine conoscitiva sulle abitudini e sugli stili di vita degli adolescenti “Adolescenti e Stili di Vita” realizzata nell’anno scolastico 2018-19 dall’Associazione Laboratorio Adolescenza e dall’Istituto di ricerca IARD, su un campione nazionale rappresentativo di 2019 studenti frequentati la classe terza della scuola secondaria di primo grado (1027 maschi e 992 femmine), l’82,4% delle femmine e il 63,2% dei maschi afferma di avere problemi estetici legati ai “brufoli”. I brufoli, così viene chiamata l’acne dai ragazzi, rappresentano il più fastidioso problema estetico per la maggior parte dei ragazzi ma, nonostante ciò, viene poco curata a causa della persistenza del problema che spesso necessita di lunghi trattamenti per essere risolta.Ciò che purtroppo viene spesso trascurato è che l’acne grave, ma anche quella lieve se non opportunamente curata, può generare cicatrici permanenti che possono lasciare sulla pelle: depressioni crateriformi (cicatrici atrofiche) di variabile profondità e, soprattutto sul tronco, rilievi (cicatrici ipertrofiche) di diversa forma e dimensione. Curare l’acne e prevenire la comparsa di cicatrici è possibile, questo è il messaggio di un’iniziativa di sensibilizzazione Galderma “Hai mai pensato che l’acne possa lasciare il segno?” I ragazzi, spesso così parchi di parole, comunicano attraverso il corpo, in primis la faccia, il loro stato. E’ comprensibile quindi che una cicatrice sul volto possa diventare un vero disagio: se ogni altro corredo (trucco, tattoo, piercing ecc.…) è un atto volontario e libero, un’espressione creativa o un simbolo di appartenenza, la cicatrice, al contrario, è un segno “subito”, è ciò che resta di una ferita, una traccia del passato che non si può cancellare, al pari di una sofferenza o di un cattivo ricordo, rimasti impressi, nostro malgrado, nella memoria della pelle. Se poi la cicatrice è il residuo dell’acne, problema cutaneo già vissuto come deturpante e punitivo, va da sé che il disagio che porta si potenzia”. La comparsa delle cicatrici da acne è un fenomeno diffuso, come dimostrato dallo studio “Prevalence and Risk Factors of Acne Scarring Among Patients Consulting Dermatologists in the Unites States”, pubblicato nel 2017 su Journal of Drugs in Dermatology, che prevedeva la somministrazione di una survey a circa 2.000 pazienti negli studi di 120 dermatologi, che ne ha analizzato frequenza e gravità. Il 43% dei partecipanti presentava cicatrici atrofiche da acne, tra cui le cosiddette “cicatrici a colpi di punteruolo”. Secondo i dati raccolti, le persone con acne grave avevano una maggiore probabilità di sviluppare cicatrici, tanto che sono state riscontrate nel 77% dei casi di acne grave, confermando una forte correlazione tra la gravità dell’acne e la comparsa delle cicatrici. Le cicatrici da acne sono state però rilevate anche nel 51% dei casi di acne moderata e nel 28% di acne lieve o molto lieve.“L’acne viene spesso considerata come un transitorio e trascurabile problema estetico sia dai medici ma soprattutto dalle persone, che, come rilevato anche in questo studio, non ricorrono in maniera tempestiva a trattamenti efficaci, probabilmente in parte per l’ampia disponibilità di prodotti coadiuvanti dermocosmetici, ma anche per la credenza diffusa che l’acne sia una fase normale dell’età della crescita” continua Monfrecola. “Al contrario si tratta di una malattia molto complessa dal punto di vista patogenetico, che va assolutamente curata in ogni sua forma perché impatta marcatamente sulla tenuta psicologica di chi ne è affetto. Il primo motivo è che l’acne “si vede”, dato che colpisce con papule, pustole, noduli arrossati viso/scollatura e spalle di persone in fase adolescenziale/giovanile. Ma l’acne può interessare anche il tronco, sia petto che schiena, localizzazioni spesso trascurate dal medico dove i segni cicatriziali sono molto frequenti e marcati. L’acne deve essere curata con costanza e pazienza per lunghi anni tuttavia, anche sotto trattamento, tende ad avere recrudescenze che provocano frustrazione e scarsa aderenza ai consigli terapeutici. Infine, anche in fase di remissione le macchie rossastre o brune delle precedenti lesioni risultano ancora visibili. Solo trattamenti adatti e validati scientificamente, precoci e costanti possono evitare o limitare l’insorgenza di cicatrici deturpanti di viso e tronco”. ( fonte: https://jddonline.com/articles/dermatology/S1545961617P0097X/)

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25° Congresso della European Academy of Dermatology

Posted by fidest press agency su sabato, 1 ottobre 2016

viennaVienna. Almirall ha presentato i risultati positivi ottenuti nello studio randomizzato di fase III, in doppio cieco, controllato vs placebo (BRIDGE) che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di una nuova formulazione orale di dimetilfumarato (LAS41008), comparandola alla combinazione di esteri dell’acido fumarico in commercio, in pazienti adulti con psoriasi cronica a placche da moderata a grave. I risultati dello studio BRIDGE, accettati per la pubblicazione nel British Journal of Dermatology, che comprendono endpoint co-primari e secondari, sono stati presentati durante il simposio satellite organizzato da Admirall al 25° Congresso EADV (European Academy of Dermatology and Venereology) in corso a Vienna. Il simposio dal titolo “Treating psoriasis: a matter of renewed experience” ha offerto un aggiornamento sui trattamenti sistemici orali a disposizione dei pazienti con psoriasi da moderata a grave, focalizzando l’attenzione sugli esteri dell’acido fumarico (FAE) e sull’attuale esperienza clinica del loro uso nel controllo a lungo termine della malattia. Durante la sessione, sono stati anche presentati i risultati dello studio clinico BRIDGE, che ha dimostrato l’efficacia di LAS41008 (DMF) nel trattamento della psoriasi, associata a un profilo di efficacia e sicurezza comparabile alla dose equivalente di DMF contenuta nel prodotto di combinazione FAE approvato e ampiamente commercializzato in Germania. “I risultati più importanti si possono riassumere nell’evidenza che LAS41008 (DMF) orale è efficace nel trattamento dei pazienti con psoriasi a placche da moderata a severa e che il farmaco non è inferiore alla combinazione di esteri dell’acido fumarico, attualmente approvata e commercializzata in Germania, dove il DMF costituisce il principale componente attivo”, ha spiegato il Prof. Ulrich Mrowietz, Head of the Psoriasis-Center allo University Medical Center Schleswig-Holstein e uno dei principali investigatori e co-autore della pubblicazione dello studio BRIDGE. Esperienza clinica sull’uso di esteri dell’acido fumarico (FAE)
I FAE rappresentano un’opzione terapeutica ben nota, con ampia documentazione del favorevole profilo di efficacia e sicurezza nel trattamento di pazienti adulti con psoriasi cronica a placche da moderata a grave5. “In Germania, dove il prodotto commerciale di combinazione di esteri dell’acido fumarico è stato utilizzato per più di 20 anni, i farmaci orali contenenti DMF costituiscono le opzioni di prima linea e prima scelta per la terapia sistemica della psoriasi a placche da moderata a grave”, ha affermato il Prof. Ulrich Mrowietz. Inoltre, “nei Paesi dove sono disponibili i FAE, questi prodotti sono usati in particolare per il trattamento a lungo termine. Quando i FAE sono efficaci, ben tollerati e la sicurezza monitorata, non evidenziano effetti avversi, il trattamento può essere continuato fino a quando le condizioni richiedono il controllo della malattia”, ha concluso il Prof. Ulrich Mrowietz. L’uso di FAE è raccomandato nelle linee guida europee sulla psoriasi per l’induzione e il trattamento a lungo termine di pazienti adulti con psoriasi cronica a placche da moderata a severa1. Tuttavia, malgrado le raccomandazioni, i FAE sono ancora non disponibili nella maggior parte dei Paesi europei5.
La psoriasi è una malattia cronica del sistema immunitario che colpisce prevalentemente la cute. La psoriasi può avere un significativo impatto negativo fisico e psicofisico sulla qualità della vita6. Colpisce circa 125 milioni di persone in tutto il mondo7, è un disturbo non contagioso che stimola la crescita delle cellule epiteliali7 e provoca ispessimento di aree cutanee con sviluppo di squame8.
La forma più comune, denominata psoriasi a placche, si manifesta con arrossamento della pelle e aree ispessite coperte da squame di colore grigiastro, che spesso provocano prurito e bruciore e possono rompersi e sanguinare8. Nonostante le attuali possibilità di cura, molte persone colpite da psoriasi a placche continuano a lottare con la natura persistente di questa malattia cronica che spesso ha un impatto debilitante non solamente sul corpo ma anche sulla vita di tutti i giorni.
Almirall è un’azienda globale con sede a Barcellona che avvia alla produzione farmaci importanti e dispositivi medici attraverso il suo dipartimento di R&D, con accordi e alleanze. Il nostro lavoro copre tutta la catena di produzione dei farmaci. Una crescita consolidata nel tempo ci ha permesso di dedicare il nostro talento e gli sforzi ad aree specialistiche e in particolare a rafforzarci come azienda leader nel settore della dermatologia. Siamo un’azienda specialistica e questo ci ha consentito di portare i nostri prodotti innovativi ovunque siano necessari. Fondata nel 1943, Almirall è quotata presso lo Spanich Stock Exchange (ticker: ALM) ed è diventata un valore aggiunto per la società soprattutto per la sua ‘vision’ e l’impegno dei suoi maggiori azionisti. Nel 2015, le entrate sono risultate pari a 769 milioni di euro e, con 1.800 dipendenti, l’azienda ha gradualmente consolidato la sua autorevole presenza in tutta Europa e negli Stati Uniti.Per maggiori informazioni, visita il sito: http://www.almirall.com.

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Ad un italiano il primo premio per la ricerca scientifica in Dermatologia

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2015

segataLa LEO Pharma Research Foundation ha annunciato i vincitori del suo annuale Award: due scienziati di talento provenienti rispettivamente dall’Italia e dalla Germania protagonisti di grandi novità nella ricerca dermatologica.Quest’anno il primo premio, il Gold Award da 1 milione di Corone Danesi (circa 134.000 euro) è andato a Nicola Segata, Responsabile del Laboratorio di Metagenomica computazionale presso il CIBIO – Centro per la Biologia Integrata dell’Università degli Studi di Trento. Segata ha scoperto nuove tecniche per la caratterizzazione dei microorganismi che colonizzano il corpo umano: le sue scoperte hanno dimostrato di essere cruciali nello studio delle comunità microbiche e nell’identificazione della struttura del microbioma della pelle umana. (foto: segata)

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Solari e l’ecodermocompatibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2015

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Sole si, sole no, filtri fisici, filtri chimici, l’orario migliore per esporsi, che fototipo hai? Sul sole si è detto di tutto. In questo periodo poi, l’attenzione alla stella che rende possibile la vita su questo pianeta, diventa quasi ossessiva: media, marketing, giornali, web, esperti della salute, tutto ci racconta cosa fare e cosa non fare per godere del sole e favorire una buona e sana abbronzatura.
“Ma la vera novità è che sull’onda del bisogno del “naturale”, del “biologico”, “ecologico”, ”pulito” anche i filtri solari si stanno adeguando alle nuove esigenze e si comincia finalmente a parlare, anche per loro, di Ecocompatibilità e Dermocompatibilità” racconta la dottoressa Pucci Romano, specialista in Dermatologia e Presidente Skineco “Anche nella loro composizione ci sono sostanze sotto osservazione che destano qualche perplessità sulla sicurezza per l’ambiente e per la pelle: molecole che interferiscono con i meccanismi ormonali, i disturbatori endocrini, le nanoparticelle, sostanze come i derivati del petrolio, non biodegradabili, come i petrolati. Queste evidenze stanno favorendo una nuova posizione da parte di aziende cosmetiche produttrici di filtri solari che abbracciano il concetto di “sostenibilità” e lo fanno adottando il cosiddetto ‘PRINICIPIO DI PRECAUZIONE’. Si tratta di un concetto che può essere così spiegato: anche se ancora mancano i dati scientifici che confermino l’allerta , ma sono presenti sufficienti indizi di tossicità riguardo a certi componenti, si sceglie di non usarli e si segnala tale scelta”.
Sempre più dati ci confermano che tutto quanto danneggia l’ambiente fa male alla pelle e viceversa. Adottare il ‘principio di precauzione’ è un primo , grande passo per testimoniare il rispetto per l’organo più grande del nostro corpo , la Pelle, e per tutelare il nostro pianeta la cui salute è alla base del futuro per chi c’è ma soprattutto per chi ci sarà. Una interessante ricerca dell’Università di Ancona ad esempio ha pubblicato interessanti ricerche sul ruolo dei filtri solari nell’avvelenamento e la morte delle barriere coralline e tra le sostanze accusate di avere una azione tossica sui coralli ci sono i parabeni. L’azione con cui agirebbero in maniera negativa sarebbe una azione ormonale il che suggerisce la possibilità che tali sostanze abbiano una azione simil-estrogenica anche sull’organismo umano e possano agire come veri e propri disturbatori endocrini. I filtri solari vengono applicati sulla pelle estensivamente, più volte al giorno e per periodi prolungati e stessa cosa vale per i filtri solari per le labbra, stick che spesso sono zeppi di petrolati, ossia derivati del petrolio come olio di vasellina o la paraffina liquida. Sarebbe meglio invece sostituire questi prodotti con altri che contengano un filtro solare fisico e esercitino una azione emolliente sulla cute delicata delle mucose grazie a cere e olii naturali come la cera d’api.
In attesa che tale principio sia applicato in maniera sempre più estensiva dalle aziende vediamo quali caratteristiche deve avere il prodotto per la protezione solare che sia più rispettoso dell’ecosistema dermico e di quello marino: “il nostro mantra è quello di un Inci corto, quindi prodotti con pochi ingredienti. Vale sempre la regola del ‘meno è meglio’. Per i solari è possibile ottenere una efficace azione filtro dai raggi solari con filtri fisici , formati da ingredienti minerali come ossido e diossido di titanio, ossido di zinco a cui siano aggiunti i preziosi olii forniti dalla natura come quello di cocco, lino, argan, jojoba, e il succo di aloe, sostanze per evitare la disidratazione e l’invecchiamento precoce dovuto all’azione dei raggi UV” prosegue la dottoressa Romano “Olii, cere e burri naturali sono idratanti e completamente biocompatibili e biodegradabili, mentre farei attenzione al ‘fai-da-te’ che nell’esposizione al sole può essere molto pericoloso: numerosi olii essenziali ed estratti sono infatti fotosensibilizzanti e possono causare dolorose scottature. Occhio anche a conservanti: preziosi per l’integrità e la conservazione del prodotto è meglio scegliere quelli più rispettosi dell’ambiente come l’acido citrico e il sodio benzoato”.
Nel caso dei solari inoltre è necessario scegliere il prodotto di cui si conosce il grado di protezione per poter ‘dosare’ il tempo di esposizione. L’obiettivo primario è la protezione dalle scottature, primo fattore di rischio del temibile cancro della pelle. E dopo la spiaggia è possibile alleviare eventuali arrossamenti con una generosa dose di prodotti a base di aloe, particolarmente ben accetta dalla pelle perché contiene fattori di crescita cellulari, quindi, favorisce la riparazione dei tessuti. .
SKINECO plaude a queste iniziative e segnala le aziende che si incamminano verso questo percorso. E mentre siamo alla ricerca della abbronzatura perfetta non dimentichiamo la salute della pelle, una rapida lettura degli ingredienti può aiutarci a valutare il contenuto di siliconi e parabeni, profumi e coloranti. Se l’Inci è troppo affollato meglio lasciar perdere.

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Acido ialuronico in dermatologia

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2015

Cacido-ialuronico-funzionaon oltre 50 anni di storia alle spalle l’acido ialuronico resta ancora oggi una molecola innovativa che, per le sue caratteristiche di biocompatibiltà, biodegradabilità ed elevato profilo di sicurezza si presta a molteplici usi, dal trattamento di ferite gravi come ulcere, piaghe, piede diabetico, alla dermatologia clinica e, per finire, alle enormi potenzialità rigenerative e riempitive in ambito estetico. L’acido ialuronico sarà proprio al centro del dibattito del workshop organizzato da Fidia Farmaceutici, dal titolo “Dalla ruga alla piaga: attualità e trasversalità di utilizzo dell’acido ialuronico”, in occasione della prima edizione del Congresso Dermocosm Vita Cutis, promosso da Cosmofarma Exhibition 2015 al via da oggi a Bologna, cui prenderanno parte in veste di relatori la Dottoressa Adele Sparavigna, dermatologa, e il dottor Stefano Gasperini, medico e chirurgo.Il processo di invecchiamento della cute dipende da una serie di modificazioni strutturali che hanno origine prevalentemente nel derma, ove si assiste ad una progressiva riduzione di collagene ed elastina e ad una contrazione significativa del tessuto connettivo, costituito principalmente da acido ialuronico (HA). Ciò contribuisce alla comparsa di fragilità ed inestetismi cutanei ma, se all’invecchiamento si associano patologie concomitanti come diabete e obesità, sale la probabilità di sviluppare lesioni e ferite difficili ad elevato rischio di infezione, come piaghe da decubito, ulcere, piede diabetico, che richiedono un approccio terapeutico ad hoc. La scarsa tendenza alla guarigione – parlando di ulcere, il 20% resta aperta dopo 2 anni e l’1,8% delle stesse non risultano guarite dopo 5 anni – e l’alto tasso di recidive (oltre il 60%), determinano un ulteriore aggravamento del problema per le impli­cazioni sia cliniche che sociali.Ne deriva che l’impegno diagnostico e terapeutico richiesto per la gestione di tali patologie risulta piuttosto gravoso, senza contare il considerevole impatto sulla qualità della vita dei pazienti provocato da dolore, ridotta mobilità e produttività, nonché dal dispendio economico.“Oggi però esistono opzioni terapeutiche risolutive a base di acido ialuronico che agiscono sulle lesioni cutanee croniche poiché stimolano la riparazione e la ristrutturazione cutanea e favoriscono la rimarginazione di lesioni, non solo di quelle superficiali. In particolare, le formule topiche a basso peso molecolare (HA 200 kDa), svolgono un ruolo ulteriore di difesa poiché contribuiscono alla proliferazione della defensina, un antimicotico naturale che permette di aumentare le difese endogene[1]. Se inoltre questa formulazione dell’acido ialuronico viene associata a sulfadiazina argentica, i tempi di guarigione si riducono ulteriormente rispetto al solo utilizzo di quest’ultima” – spiega Adele Sparavigna, DermIng, Istituto di Ricerche Cliniche e Bio-Ingegneria – “Considerando le molteplici indicazioni d’uso dell’HA, che a seconda del peso molecolare si lega a recettori specifici svolgendo un ruolo chiave in numerosi processi della fisiologia cutanea, il ruolo del farmacista si rivela fondamentale nel guidare la scelta del paziente verso il prodotto più appropriato e, eventualmente, indirizzandolo ad una visita specialistica qualora non si sia reso conto dell’effettiva gravità delle lesioni o del rischio di infezione che ne può seguire.”Per quanto attiene al processo riparativo, sia che si tratti di “correggere” una ruga, sia che si tratti di guarire una piaga, l’ambiente umido nella riparazione tessutale ricopre un ruolo chiave, come spiega il Dottor Stefano Gasperini: “Quale ‘idroregolatore’ per eccellenza, oggi riconosciamo l’assoluta indispensabilità dell’acido ialuronico verso la guarigione. Le cellule fondamentali cutanee, i cheratinociti, ne sono totalmente contornati. Ma in presenza di una lesione, sia lieve che grave, il cheratinocita migra poiché non correttamente idratato. Se lui “non funziona”, il processo riparativo non avviene, ed è qui che agisce l’acido ialuronico, in tutte le sue molteplici formulazioni”.In qualità di azienda italiana leader a livello mondiale nella ricerca, sviluppo e produzione di prodotti a base di acido ialuronico, Fidia Farmaceutici non poteva mancare a questo importante appuntamento.
“L’acido ialuronico è una molecola dalle proprietà eccellenti, ma è importante sottolineare che il suo impiego non può e non deve essere limitato al settore dermocosmetico. Si tratta di un prodotto altamente versatile in grado di riparare anche i tessuti gravemente danneggiati a causa di lesioni o patologie croniche anche debilitanti. In oltre 50 anni dal lancio del primo prodotto in assoluto a base di acido ialuronico frutto della ricerca di Fidia Farmaceutici, l’Azienda ha sviluppato un expertise di eccellenza che le ha permesso di realizzare prodotti a base di acido ialuronico specifici, efficaci e di qualità, che l’hanno portata ad essere riconosciuta in Italia come all’estero azienda leader nel settore” conclude Giorgio Foresti, Amministratore delegato di Fidia a margine del congresso Dermocosm Vita Cutis.

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Galderma: risultati positivi per la Procedura Decentrata di ivermectina 10 mg/g crema in pazienti con rosacea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2015

rosacea-pustole-con-pusGalderma, azienda farmaceutica multinazionale specializzata in dermatologia, annuncia risultati positivi per la Procedura Decentrata di ivermectina 10 mg/g crema per il trattamento topico, con singola applicazione giornaliera, delle lesioni infiammatorie da Rosacea papulo-pustolosa in pazienti adulti.La Medical Products Agency (MPA), in Svezia ha agito in qualità di stato membro di riferimento per conto dei 28 stati membri dell’Unione Europea, coinvolti nella procedura, i quali sono stati concordi nel ritenere che ivermectina 10 mg/g crema abbia i requisiti per l’autorizzazione all’immissione in commercio. Ogni stato membro deve ora adottare una decisione conforme a quanto concordato in corso di procedura.“Galderma, leader mondiale in dermatologia, è impegnata a fornire soluzioni terapeutiche innovative a pazienti e medici specialisti. L’approvazione di ivermectina crema sottolinea il nostro costante impegno nella ricerca di nuove opzioni terapeutiche per la salute della pelle in nome di un nuovo approccio incentrato sui bisogni del paziente” – afferma Stuart Raetzman, Amministratore Delegato di Galderma Pharma SA.La richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio di ivermectina 10 mg/g crema si basa sui risultati di tre studi di fase III, che hanno coinvolto oltre 2.300 soggetti. Due studi controllati versus veicolo (placebo) relativi a 12 settimane di trattamento hanno dimostrato la superiorità di ivermectina 10 mg/g crema in termini di efficacia rispetto al veicolo già nelle prime 4 settimane. In uno studio con controllo attivo di 16 settimane di trattamento, ivermectina 10 mg/g crema ha dimostrato di essere superiore al metronidazolo 0,75% in crema, applicato due volte al giorno, nella riduzione della conta delle lesioni infiammatorie a partire già dalla terza settimana e fino alla settimana 16. Oltre le 16 settimane di trattamento con ivermectina, la riduzione della conta delle lesioni infiammatorie ha raggiunto l’83.0% rispetto alla situazione basale.Mentre il meccanismo di azione di ivermectina 10 mg/g crema non è completamente noto, il suo principio attivo ha dimostrato di avere proprietà sia antinfiammatorie che antiparassitarie.“Attualmente vi sono pochi trattamenti efficaci in grado di ridurre le pustole e le papule nella rosacea e possono passare anche più di quattro settimane prima che si osservino i primi risultati clinici” – ha commentato Jürgen Schauber, MD, Ludwig-Maximilian University, Monaco, Germania – ivermectina 10 mg/g crema ha dimostrato negli studi clinici una rapida attività farmacologica e una migliore efficacia rispetto alle esistenti terapie di riferimento, questo ne fa una nuova opzione terapeutica per i pazienti affetti da rosacea”.
La Rosacea è una comune malattia infiammatoria della pelle che presenta caratteristiche cliniche variabili: le più comuni sono rossore transitorio, eritema persistente, papule e pustole. Interessa in particolar modo le aree centrali del viso, come le guance ed il naso.La malattia colpisce sia uomini che donne adulte, solitamente dopo i trent’anni di età. Inoltre sintomi quali dolore, bruciore e crescente sensibilità della pelle e in alcuni casi arrossamento, bruciore, secchezza e irritazione degli occhi possono essere presenti.
Benché le cause di questa patologia siano ancora oggetto di dibattito, si conoscono vari fattori scatenanti quali cibo speziato, alcool, stress emotivo, sole/esposizione ai raggi UV, bagni e bevande calde.
Sono inoltre state riscontrate elevate quantità di Demodex folliculorum, un acaro generalmente innocuo, che nella pelle delle persone affette da Rosacea sembra avere un ruolo nello sviluppo di questa patologia.
La rosacea, se non trattata, può peggiorare nel tempo. Le persone che sospettano di soffrire di questa patologia devono recarsi dal proprio Medico di riferimento o dal Dermatologo per una diagnosi più accurata e farsi consigliare il trattamento più appropriato.

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Invecchiamento cutaneo

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

Roma. La Dermatologia Plastica si arricchisce di nuovi saperi quali la nutrigenomica e la nutrilipidomica che, insieme alle nuove tecnologie, aiutano lo specialista dermatologo nell’identificare la migliore strategia per contrastare l’invecchiamento cutaneo: di tutto questo di parlerà, a partire da oggi 4 marzo, al 2° Meeting Internazionale della società scientifica ISPLAD che aprirà i suoi lavori a Roma. “Il congresso ISPLAD, International-Italian Society of Plastic-Regenerative and Oncologic Dermatology (Società Internazionale-Italiana di Dermatologia Plastica Rigenerativa e Oncologia),  ospita autorevoli e riconosciuti esperti a livello internazionale che hanno fatto di queste materie l’obiettivo del loro lavoro di ricerca e con i quali i dermatologi italiani possono scambiare esperienze, metodiche e saperi” annuncia Andrea Romani, Presidente ISPLAD.”ll dipartimento di NutriDermatologia dell’ISPLAD ha appena concluso uno studio clinico, eseguito a livello nazionale, che ha permesso di individuare un nuovo profilo lipidomico: quello per la dermatite seborroica. A seguito di tale studio è stato riscontrato un miglioramento delle manifestazioni cliniche dei pazienti affetti da dermatite seborroica e dell’equilibrio lipidico della membrana eritrocitaria, utilizzando un trattamento personalizzato a base di integratori alimentari associato ad una dieta mirata. Data, inoltre, la correlazione sempre più forte tra invecchiamento e deterioramento di biomolecole, con la necessità di combattere lo stress radicalico e di colmare i deficit di vitamine, proteine e lipidi, si è sviluppata la nutraceutica mirata, un’integrazione alimentare personalizzata sulla base dello studio ossidativo personale, intervenendo solamente sulle alterazioni specifiche di ciascuna persona”, conclude Bucci.

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Congresso di dermatologia veterinaria

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2010

Firenze dal 23 al 25 settembre Palazzo degli Affari , si terrà il 24mo congresso della European Society of Veterinary Dermatology (ESVD) e dello European College of Veterinary dermatology (ECVD), praticamente lo “stato dell’arte” della ricerca europea di specialità. A presiedere il Comitato scientifico è il past president dello European College di Dermatologia Veterinaria, Rosario Cerundolo. Il Comitato organizzatore è invece presieduto da Fabia Scarampella, coordinatore scientifico dell’Itinerario di Dermatologia della Scuola di formazione veterinaria post universitaria della Società Culturale Italiana dei Veterinari di Animali da Compagnia (SCIVAC) . I tanti partecipanti alloggeranno distribuiti fra dieci alberghi a quattro stelle e cinque a tre stelle, tutti nel centro storico cittadino, a conferma della positiva ricaduta dell’evento anche sul turismo locale. http://www.conventionbureau.it!
Il Firenze Convention Bureau (FCB) è una società non-profit nata nel 1995 per coordinare al meglio la ricca filiera congressuale fiorentina. Raccoglie oltre 50 soci con le quattro associazioni alberghiere più importanti (con oltre 350 unità), centri congressi, Aeroporto di Firenze, event agency, società di allestimenti e arredi, audiovisivi, cartellonistica e catering, centri prenotazione, agenzie di ricerche di mercato, ristoranti, provider di servizi culturali; agenzie di spettacolo e intrattenimento, di traduzione e interpretariato e di trasporti. Si propone come interlocutore indispensabile per consigli e appoggio nell’organizzazione di qualsiasi tipologia di evento e garantisce assistenza tecnica secondo i più alti standard internazionali.

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XXXI congresso nazionale dei medici estetici

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 Mag 2010

Roma Cavalieri dal 7 al nove maggio 2010 via Cadiolo 101 all’egida del tema di sicura presa e di grande attualità in “Bellezza in sicurezza. E’ l’estetica del futuro” sono iniziati i lavori del XXXI congresso nazionale dei duemila e oltre medici estetici provenienti da ogni parte del mondo. Il tutto ha avuto inizio, nella mattinata del sette, con una affollata conferenza stampa in una sala dell’Hotel Rome Cavalieri e alla presenza del padre fondatore del Sime Carlo A. Bartoletti e in qualità di relatori il figlio e segretario generale Sime Emanuele, dell’inossidabile prof. Nicolò Scuderi direttore della cattedra di chirurgia plastica e ricostruttiva dell’Università “La Sapienza” di Roma, della dermatologa e docente del Sime Magda Belmontesi, di Fulvio Tomaselli  coordinatore del servizio di oncologia dell’ambulatorio di medicina estetica dell’Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina, Roma e di Nadia Fraone vicedirettore del Sime. Nella storia della medicina romana questo appuntamento è diventato, nel corso degli anni, un fiore all’occhiello di una medicina che cura il corpo ma si alimenta del suo spirito. Lo fa con grazia e delicatezza e con un profondo rispetto per gli elementi che compongono il corpo umano  e nel suo inevitabile declino fisico offre non una soluzione di eterna giovinezza ma l’uso  di “tecniche sempre più  sofisticate ed efficaci per rallentare il passare del tempo. Ma in totale sicurezza sia nelle tecniche che nei prodotti, senza correre il minimo rischio.” Ogni anno che passa sembra impossibile che vi possano essere novità di rilievo nel campo della medicina estetica eppure, sia pure a piccoli passi, si fanno avanti prodotti e metodiche sempre più efficaci e sicuri per la correzione degli inestetismi e in tema di body conturing. Ma a questo riguardo, ci tiene a precisare nel suo intervento il presidente della SIME Carlo A. Bartoletti – sono seguiti con molta attenzione anche i focus sui fattori di crescita piastrinici, sul confronto tra i diversi sistemi di trattamento della pannicolopatia-edemato-fibro-sclerotica (PEFS) e della cellulite, come anche il punto sulla cura della calvizie femminile piuttosto che delle diverse metodiche per affrontare la medicina estetica della terza età”. Un tema cui i medici della SIME tengono molto è quello della diagnostica in medicina estetica: “La nostra società e la medicina estetica ufficiale hanno da sempre esortato il paziente che si rivolge al medico estetico ad effettuare approcci diagnostici importanti – ammonisce Emanuele Bartoletti, Segretario Generale della SIME – proprio per questo abbiamo pensato ad una sessione speciale nell’ambito del congresso, in cui vengono presentate tutte le nuove metodologie che sono applicate nello studio medico–estetico della pelle. Si tratta di una serie di indagini che consentono al medico di sviluppare una maggiore coscienza critica nella scelta delle procedure di utilizzo. Presupposti indispensabili per qualsiasi tipo di trattamento sono la visita di medicina estetica con le dovute valutazioni e il chek-up della pelle”. (seguiranno altri servizi fidest a latere dei lavori congressuali)qui

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Anziani: aumentano gli interventi estetici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2009

(Centro Maderna) Gli interventi estetici poco invasivi sono risultati, nel corso del 2008, circa due milioni e mezzo, ovvero il 15% in più rispetto all’anno precedente a fronte di una riduzione del 10% degli interventi di chirurgia plastica. E’ cambiato anche l’identikit di chi richiede l’intervento: più anziani e meno giovani. Un paziente su due, infatti, ha più di 65 anni. Lo rivelano i dati che saranno diffusi a Firenze questa settimana in occasione dell’84° Congresso nazionale della Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse SIDeMaST. Fra i due milioni e mezzo di procedure estetiche mini-invasive le più richieste sono quelle per ridurre i segni del tempo: asportazione di capillari antiestetici, peeling chimici, filler, trattamenti che portano in profondità principi attivi per ridare tono ed elasticità alla pelle, epilazione definitiva.

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L’agopuntura e la cura del dolore

Posted by fidest press agency su domenica, 3 Mag 2009

Dagli ultimi studi effettuati, sono emerse applicazioni interessanti anche in dermatologia e medicina estetica.  Equilibrio tra psiche e corpo. Questo il punto di partenza dell’approccio energetico e questo è il punto chiave che spesso è alla base di molte malattie della pelle come psoriasi e dermatiti. E in effetti questo già era noto. Quello che colpisce maggiormente è il fatto che non solo le malattie, ma anche alcuni inestetismi come acne, cellulite e rughe possono essere ricondotte a una rottura dell’equilibrio soma – psiche. In tal senso può essere fondamentale il ricorso ad una medicina che si pone sempre come principale obiettivo quello del riequilibrio energetico. Alcune patologie come l’acne e la cellulite, inoltre, generano un circolo vizioso che porta talvolta ad avere anche problemi di natura relazionale. Soprattutto in giovane età. Poter agire sugli aspetti soft di queste problematiche può portare verso un recupero non solo a livello estetico, ma anche a livello profondo, agendo sulle cause e non solo sui sintomi.L’Estetica quindi in medicina cinese non è vista come una semplice azione di “maquillage” fisico e neppure come un’azione invasiva come avviene spesso in chirurgia estetica, ma come una profonda analisi dell’individuo e delle cause che hanno portato al disequilibrio energetico e la sua graduale e lenta riparazione.Se pensiamo che un’alimentazione non corretta può addirittura essere causa di morte, possiamo capire quanto possa essere fondamentale prevenire l’obesità non solo per riuscire a superare la prova costume tanto temuta in questo periodo, ma anche per mantenersi sani ed evitare malattie ben più gravi. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1996 in tutto il mondo più di 10 milioni di persone si sono ammalate di cancro: ebbene, 3 o 4 milioni avrebbero potuto evitare la malattia se negli anni precedenti avessero mangiato in modo diverso da come hanno fatto. Da quasi trent’anni l’oncologia mondiale studia con impegno il rapporto tra cibo e cancro e la valutazione che attribuisce a una “buona dieta” la possibilità di evitare complessivamente il 30-40% di tutti i tumori è quella che ottiene il maggior numero di consensi. Per ottenere risultati profondi occorre agire su più fronti con aghi, massaggi, attività fisica e indicazioni dietetiche stabilite dalle basi della medicina tradizionale cinese. Anche il massaggio cinese diventa fondamentale nel trattamento rivolto alla riduzione del ristagno di liquidi. Vengono utilizzate tecniche di manipolazione lungo i canali energetici del corpo con un effetto linfodrenante e a questo tipo di cura deve essere associata una dieta basata sui principi della medicina cinese, per la quale i cibi sono distinti in categorie a seconda delle loro caratteristiche alimentari. In alcuni casi risulterà altrettanto utile l’apporto di attività fisiche , come il Tai chi chuan o il Qui Gong, per ripristinare l’equilibrio del sistema ormonale e circolatorio con ricadute altamente positive su tutto l’organismo.

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