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Per l’Italia 36 miliardi di euro destinati all’agricoltura, 43 miliardi per la coesione

Posted by fidest press agency su sabato, 30 novembre 2019

Nel prossimo quadro finanziario pluriennale dell’UE per il periodo 2021-2027 i fondi destinati a settori considerati prioritari e ad alto valore aggiunto europeo potrebbero aumentare di circa 200 miliardi di euro mentre quelli a favore della politica agricola comune (PAC) e della politica di coesione dovrebbero subire una riduzione. In questo scenario l’Italia potrebbe beneficiare di circa 36,3 miliardi di euro per la politica agricola, diventando il quarto Paese beneficiario dei fondi PAC, dopo Francia, Spagna e Germania. Sul fronte della politica di coesione le risorse a disposizione dell’Italia salirebbero a 43 miliardi di euro rispetto alla dotazione di 34 miliardi del periodo 2014-2020. Questi sono alcuni dei dati emersi oggi a Matera nel corso convegno “NON SPRECHIAMO L’EUROPA – Fondi europei, opportunità di sviluppo e ruolo del dottore commercialista”, organizzato dalla Cassa Dottori Commercialisti (CNPADC).
L’incontro, che rientra nel programma “Previdenza in tour” della CNPADC, giunto alla sua ottava edizione, si è focalizzato sui fondi europei, sulle opportunità che offrono per lo sviluppo del sistema economico nazionale e sul ruolo che i dottori commercialisti possono svolgere nel supportare aziende e professionisti in questo percorso. Sul fronte nazionale si registra, infatti, una carenza nella gestione dell’accesso a queste opportunità per imprese e professionisti, che si traduce in una bassa capacità di spesa dei fondi. Per recuperare terreno diventa quindi strategico il ruolo che professionisti e istituzioni possono ricoprire nel facilitare l’accesso e la gestione da parte delle imprese italiane e degli Enti interessati di questi importanti motori di crescita economica.Con riferimento al prossimo quadro finanziario pluriennale 2021-2027 la Commissione europea ha proposto di innalzare le risorse per settori quali ricerca, innovazione e agenda digitale, giovani, migrazione e gestione delle frontiere, difesa e sicurezza interna, azione esterna, clima e ambiente. Al contempo si prevede che verranno ridotti finanziamenti destinati alla politica agricola comune (PAC) e alle politiche di coesione verso le quali sono rivolti gli strumenti finanziari di supporto, come il Fondo di Coesione, il Fondo di Sviluppo Regionale (FESR) e il Fondo Sociale europeo+ (FSE+).
Per l’Italia questo si traduce in una riduzione di circa 4,7 miliardi di euro di fondi per la politica agricola comune rispetto agli oltre 41 miliardi della PAC 2014-2020. Con 36,3 miliardi di euro, tuttavia, il nostro Paese sarebbe quarto per risorse totali dopo Francia (62,3 miliardi), Spagna (43,7 miliardi) e Germania (40,9 miliardi).L’Italia sarebbe in controtendenza per quanto riguarda la politica di coesione, con un aumento da 34 a 43 miliardi di euro circa rispetto alla dotazione 2014-2020, potendo destinare tali risorse a quelle che l’UE, nella futura programmazione, definisce regioni meno sviluppate (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise), regioni in transizione (Abruzzo, Marche e Umbria) e regioni più sviluppate (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, provincia di Bolzano, provincia di Trento, Friuli Venezia-Giulia, Emilia Romagna, Toscana e Lazio).

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Età pensionabile donne

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2009

Netta opposizione del SdL intercategoriale all’ aumento dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego, intervento che sarà inserito nel decreto anti-crisi all’esame del Parlamento, come annunciato dal ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta. La segreteria nazionale dell’SdL intercategoriale, annuncia “ogni forma di opposizione possibile per evitare ulteriori interventi sull’età pensionabile spacciata per eguaglianza: la vera eguaglianza la si raggiunge riducendo l’età pensionabile delle lavoratrici del settore privato, possibile grazie all’attivo dell’INPS , oltre far crescere le pensioni di tutti quei lavoratori che pagheranno con il proprio futuro gli errori del passato, di quei giovani e quei precari altrimenti destinati ad un futuro di indigenza il fatto che Brunetta annunci una preventiva consultazione dei sindacati mette i brividi; non dimentichiamo che le controriforme degli anni scorsi sono state possibili da una sfacciata accondiscendenza dei principali sindacati all’impoverimento delle pensioni E’ scandaloso che il Governo che ha recentemente elargito centinaia di milioni di € alle banche non trovi altro modo per far cassa che mettere mano alle pensioni delle donne del pubblico impiego http://www.sdlintercategoriale.it

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