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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘dettaglio’

“Flash: Vendite al dettaglio USA di giugno”

Posted by fidest press agency su martedì, 20 luglio 2021

Migliori delle attese grazie anche a revisione al ribasso di maggio, la curva continua il flattening” A cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte. Si conferma lo scenario tassi a lungo e soprattutto lunghissimo termine in calo a fronte di flattening della curva che progressivamente potrebbero interessare l’area euro in estate in vista di dati sull’inflazione che, da agosto in poi, potrebbero segnalare inflazione sopra il 2% In questo contesto, nel trimestre in corso potrebbe essere opportuno preferire i settori che lavorano meglio in contesto di tassi in calo/flattening (mi riferisco a curva tedesca in particolare, rilevante visto che il pricing dei finanziamenti è tarato su IRS, espressione dei tassi tedeschi)

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Adania Shibli: Un dettaglio minore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 marzo 2021

Collana Oceani, trad. Monica Ruocco, pp. 144, 17 euro. Il romanzo della finalista al National Book Award 2020, una delle più importanti voci odierne della letteratura araba. Due storie che si sovrappongono e, che in trasparenza, riverberano l’una sull’altra rendendo chiaro, una volta di più, che il nostro presente non può prescindere da ciò che è accaduto. Un anno dopo la guerra arabo-israeliana del 1948 – che in Israele viene ricordata come Guerra d’indipendenza e che gli arabi chiamano al-Nakba, la catastrofe – un plotone di soldati si insedia nei pressi dei ruderi bombardati dell’insediamento di Dangor, in pieno deserto del Negev. I militari hanno l’ordine di sorvegliare il confine con l’Egitto impedendo a chiunque di attraversarlo e di ripulire la zona dagli ultimi arabi rimasti. In quell’ambiente inospitale e durissimo, in un clima di tensione e paura, si compie un crimine tremendo quando una prigioniera beduina viene stuprata, uccisa e sepolta nella sabbia dagli israeliani. Ai giorni nostri, una giovane donna palestinese di Ramallah, viene a conoscenza dell’accaduto da un articolo di giornale e ne rimane particolarmente colpita, non tanto per l’efferatezza del crimine, a cui ormai è abituata, ma per un dettaglio minore. L’omicidio, infatti, è avvenuto lo stesso giorno del suo compleanno, esattamente venticinque anni prima della sua nascita. Affascinata da questa coincidenza e dalla tragica storia decide di indagare e di recarsi nel luogo del dramma, in un viaggio onirico e pericoloso tra i territori palestinesi e Israele.

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49° edizione dell’Osservatorio Credito al Dettaglio di Assofin, CRIF e Prometeia

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2020

Lo studio ha evidenziato come, nei primi nove mesi del 2020, la pandemia di COVID-19 ha provocato un brusco arresto del credito al consumo: le erogazioni si sono ridotte di circa un quarto (-24,8%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel terzo trimestre 2020 si registra, tuttavia, un parziale recupero, in linea con il graduale miglioramento degli indicatori macroeconomici durante i mesi estivi e con l’allentamento delle misure a contenimento della pandemia in atto. Con l’arrivo della seconda ondata di contagi, i flussi di credito al consumo mostrano un nuovo peggioramento, sebbene con cali più contenuti rispetto a quelli registrati in primavera.La buona performance del terzo trimestre è stata caratterizzata, in particolare, dai finanziamenti finalizzati destinati all’acquisto di auto e moto, cresciuti del +16.3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e dai finanziamenti per mobili/arredamento (+14.4%), che hanno beneficiato delle riaperture dei punti vendita nonché alla crescente esigenza di rendere la casa più efficiente e confortevole.Per quanto riguarda le erogazioni di mutui immobiliari, nei primi 9 mesi del 2020 crescono nel complesso del +12.7%. A trainare il comparto sono state le surroghe, che registrano un vero e proprio boom grazie a tassi di riferimento ancora estremamente vantaggiosi.Nel corso del 2020 la rischiosità nel credito al dettaglio ha invertito la tendenza evidenziata nelle più recenti rilevazioni ed è tornata a crescere, sotto la pressione dello shock economico e sanitario. Il tasso di default (nella definizione a 90 past due) per il credito al consumo a settembre 2020 è salito all’1.9%, mentre per i mutui immobiliari è cresciuto fino all’1.4%.Infine, le previsioni indicano che solo a partire dal 2021, con il progressivo miglioramento dell’attività economica, ci sarà un maggior ricorso al credito, anche grazie a tassi di interesse che si manterranno bassi in tutto l’arco della previsione.

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Consumi: calo delle vendite al dettaglio prevedibile

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

“A seguito del deciso recupero segnato nel terzo trimestre, i principali indicatori congiunturali sono tornati vicini ai livelli pre-crisi sanitaria. Le prospettive per i prossimi mesi appaiono incerte Anche il reddito disponibile delle famiglie diminuisce del -5,8%.” – riporta l’Istat nella nota di aggiornamento sull’economia italiana.Un dato che sicuramente va letto in relazione alla delicata situazione del Paese, alla luce del periodo di lockdown che abbiamo attraversato e che si prospetta nuovamente. L’andamento dei consumi presenta profili allarmanti, specialmente in relazione ad un settore tradizionalmente considerato anelastico come quello alimentare, che segna un calo del -0,4%.La contrazione del reddito disponibile, inoltre, inciderà ulteriormente sull’andamento del mercato, con ripercussioni importanti anche sul versante della produzione.Di fronte a questa situazione è indispensabile che il Governo assuma scelte coraggiose e determinate per superare questa delicata fase storica. E che lo faccia in tempi rapidi. È ormai troppo tempo che si discutono piani e programmi per usufruire dei fondi europei: ora bisogna passare all’azione senza trascurare l’opportunità del MES.

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Ue: commercio al dettaglio, a luglio Italia maglia nera in Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato gli ultimi dati Eurostat sul commercio al dettaglio del mese di luglio, resi noti il 3 settembre, che, però, non contenevano ancora il dato italiano. Il risultato è, purtroppo, sconfortante. L’Italia si trova in ultima posizione rispetto ai dati congiunturali. Mentre le vendite al dettaglio in volume sono diminuite dell’1,3% rispetto a giugno nella zona euro e dello 0,8% nella Ue a 27, in Italia precipitano del 9,4% (il dato non è confrontabile con quello Istat reso noto l’8 settembre poichè Eurostat li aggrega in modo differente, comprendendo i carburanti, ndr.), collocando il nostro Paese al termine di questa classifica negativa, maglia nera in Europa. Solo nove nazioni sono in territorio negativo, Bulgaria in penultima posizione con -5,1%, il 45,7% in meno rispetto all’Italia, in terzultima posizione la Finlandia con -2%, mentre la Germania registra un -0,9%. In testa alla graduatoria Portogallo e Romania (entrambe a +3,9%) e Malta (+3,2%). Non va meglio la situazione si si confrontano le vendite di luglio con quelle di febbraio 2020, ultimo mese prima delle misure di lockdown (cfr. tabella n. 2). L’Italia è ancora in alto mare, collocandosi in penultima posizione, con un crollo delle vendite del 12,4%, battuta solo dalla Bulgaria che presenta una perdita del 20%. Ben 12 nazioni, poi, hanno poi già recuperato i valori pre-Covid: Norvegia, in testa alla classifica con +13,2%, Irlanda in 2° posizione con +7,3%, Danimarca in terza con +6,3% e Francia in quarta con +4.2%. La Germania si colloca in undicesima posizione con +0,9%. Purtroppo 16 nazioni non hanno ancora rimontato il gap con i valori pre-crisi, tra le quali l’Italia, l’unica insieme alla Bulgaria in doppia cifra.

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Istat: vendite luglio, -2,2% su mese

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a luglio le vendite al dettaglio scendono del 2,2% rispetto a giugno.”Dati allarmanti ed inquietanti. Di male in peggio. Il Paese, invece di migliorare, arretra. Dopo l’inevitabile rimbalzo di giugno, dovuto alla riapertura iniziata solo dal 18 maggio di tutte le attività commerciali al dettaglio, non solo a luglio non si completa il recupero, finendo di colmare il gap esistente con la fase pre-crisi, ma addirittura si regredisce. Peggio di così non si può!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se a giugno le vendite totali erano inferiori rispetto a gennaio solo dell’2,1%, a luglio segnano una perdita più che doppia, del 4,3% su gennaio e del 4,9% su febbraio, ultimo mese pre-emergenza Covid. Quelle non alimentari, per le quali era lecito attendersi un rimbalzo maggiore, sono addirittura inferiori del 7%, sia rispetto a gennaio che a febbraio, nei dati destagionalizzati” conclude Dona. (by Mauro Antonelli)

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Ue,commercio al dettaglio tornato a livelli pre-pandemia

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2020

Secondo i dati Eurostat, a giugno 2020 il commercio al dettaglio è aumentato del 5,7% nella zona euro e del 5,2% nella Ue-27 rispetto al mese precedente, tornando ai livelli di febbraio 2020.”Bene il rialzo congiunturale dell’Italia, che con +13,8% di giugno si colloca in terza posizione in Europa, dopo Irlanda (+21,9%) e Spagna (+16,5%). Purtroppo, però, non basta. Se in Europa il commercio al dettaglio, come evidenzia Eurostat, è tornato ai livelli di febbraio 2020, ultimo mese prima delle misure di lockdown, l’Italia è ancora in alto mare” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Mentre l’Eurozona segna su febbraio 2020 un lieve miglioramento, +0,2%, e l’Ue registra un calo irrilevante, -0,3%, l’Italia ha ancora un gap del 3,3% e si colloca solo in diciottesima posizione su 27 Paesi Ue” conclude Dona.Secondo lo studio dell’associazione di consumatori (cfr tabella n. 1), dodici paesi segnano, rispetto ai valori pre-Covid di febbraio, un ritorno delle vendite in territorio positivo, con in testa alla classifica la Norvegia (+12,6%), poi l’Irlanda (+7,8%), in terza posizione la Danimarca (+7,4%), in quarta la Francia (+3,7%), in ottava la Germania (+1,4%), mentre 15 sono ancora in perdita. Tra questi Regno Unito (-0,9%), Spagna (-5,3%), Portogallo (-13,6%). Chiude la classifica la Bulgaria (-20,2%).

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48° edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Lo studio ha evidenziato che, mentre nel 2019 i flussi di credito al consumo hanno mostrato una crescita in linea con l’anno precedente e con l’evoluzione del valore dei beni di consumo durevoli (+5.9% rispetto al 2018), nei primi mesi del 2020, a seguito del diffondersi della pandemia da Covid-19, si rileva, invece, una riduzione a doppia cifra delle erogazioni (-27.8% rispetto allo stesso periodo di un anno prima). Il trend ha coinvolto tutte le forme tecniche, ma le più colpite risultano i finanziamenti finalizzati all’acquisto di auto/moto (-39% circa nei primi quattro mesi del 2020), anche per la chiusura dei concessionari, e i prestiti personali, che scontano anche le limitazioni alle aperture degli sportelli/filiali degli operatori eroganti (-32%). Hanno invece mostrato una maggiore resilienza quelli destinati all’acquisto di elettrodomestici/elettronica, grazie all’e-commerce e ai finanziamenti per prodotti informatici, di cui si sono dotate le famiglie per adeguarsi alle maggiori esigenze di digitalizzazione, e i finanziamenti destinati agli acquisti di impianti “green” e di beni per l’efficientamento energetico della casa.
Le erogazioni di mutui immobiliari alle famiglie, dopo il calo del 2019 (-9.2%), nei primi due mesi del 2020 sono state particolarmente brillanti, grazie a condizioni di mercato ancora favorevoli e alla convenienza del tasso fisso. Il lockdown ha determinato, invece, una contrazione dei mutui di acquisto (-9.7%), a seguito dello stop delle compravendite di immobili residenziali.Il rischio di credito non ha ancora risentito dello shock economico che ha investito il Paese. Nello specifico, il tasso di default del credito al dettaglio considerato nel suo complesso (quindi mutui immobiliari e credito al consumo) rimane stabile all’1.6% ad aprile 2020.Le previsioni per il 2020 e il successivo biennio presentate nell’ultima edizione dell’Osservatorio Assofin-CRIF-Prometeia indicano che, dopo le difficoltà del 2020 dovute agli impatti della pandemia, i flussi di credito alle famiglie riprenderanno a crescere nei successivi due anni, anche grazie alla ripresa del quadro macroeconomico che alimenterà la domanda e a condizioni ancora favorevoli di funding.

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Commercio al dettaglio nel mese di gennaio

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

L’Istat ha appena pubblicato i dati relativi al commercio a dettaglio nel mese di gennaio: per le vendite al dettaglio si stima una variazione nulla in valore e un impercettibile incremento (+0,1%) in termini di volume rispetto a dicembre 2019, mentre su base tendenziale l’aumento è del +1,4% in valore e del +1,3% in volume. Da segnalare l’aumento, già registrato nelle precedenti rilevazioni, del commercio elettronico, che fa registrare una crescita del +15,8% su base tendenziale e che si conferma una modalità di acquisto sempre più popolare tra gli utenti. Ancora una volta però risultano in flessione (-0,2%) le vendite dei piccoli negozi: si tratta di un segnale particolarmente allarmante, che dimostra come la crisi dei piccoli esercizi, purtroppo, non sia in via di risoluzione.“I segnali positivi sono ancora troppo timidi e confermano una condizione di instabilità della nostra economia. I dati sono altalenanti e subiscono variazioni, anche significative, con grande facilità: si tratta di un andamento che dimostra che la strada per una ripresa stabile, purtroppo, è ancora lunga” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori. Inoltre l’intero sistema economico e produttivo inizia a fare i conti con la diffusione del coronavirus e quindi a pagare le conseguenze di questa grave situazione. In un momento tanto difficile per il Paese Governo e parti sociali devono impegnarsi in uno sforzo congiunto per superare questa fase, limitando le ripercussioni sul piano produttivo e occupazionale. Oltre al rispetto delle misure di contenimento del rischio sanitario, è fondamentale mettere in atto forme di sostegno al sistema economico, attraverso un rilancio degli investimenti per ricerca, sviluppo e innovazione.

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La rivoluzione del commercio al dettaglio

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2020

Secondo i dati Istat dello scorso novembre1, la vendita al dettaglio registra in Italia un andamento positivo principalmente per il commercio elettronico e la grande distribuzione. Rispetto all’anno precedente il commercio elettronico è cresciuto del 4,1% e le vendite al dettaglio per la grande distribuzione del 3,3%, mentre le imprese operanti su piccole superfici hanno registrato una diminuzione dell’1,4%. In quest’ottica si rivela sempre più necessario attrarre i consumatori verso il negozio fisico attraverso nuove forme di coinvolgimento.Per rispondere a questa esigenza, una nuova ricerca ha scoperto che rendere partecipi gli acquirenti in esperienze dirette sul punto vendita è cruciale per cambiare il comportamento dei consumatori, e potrebbe anche favorire un maggior numero di acquisti in negozio a spese dei giganti online e degli acquisti sul web. L’indagine ha rilevato che ben oltre i tre quarti degli intervistati (84%) cambierebbero il loro comportamento d’acquisto se un maggior numero di negozi proponesse attività con elementi esperienziali, una percentuale che si colloca fra il 90% dei Millennial (nati fra il 1980 e il 1993) e l’83% della Generazione Z (nati fra il 1994 e il 2003).La nuova ricerca europea, commissionata da Epson e intitolata “The Experiential Future”, evidenzia quanto gli elementi immersivi ed esperienziali siano il futuro dei punti vendita, soprattutto quando si tratta di giovani acquirenti. Quasi otto Millennial su dieci (77%) sarebbero più propensi a fare acquisti in negozio se ci fossero attività di tipo esperienziale, seguito dal 70% di coloro che appartengono alla Generazione Z, dal 69% delle persone che fanno parte della Generazione X (nati fra il 1965 e il 1979) e dal 58% dei Baby Boomer (nati fra il 1946 e il 1964).Questi risultati mostrano che per le aziende del commercio al dettaglio è il momento di iniziare a sfruttare le potenzialità offerte da attività con contenuti esperienziali: dalla mappatura delle proiezioni agli ologrammi, dal controllo dei gesti e del movimento fino al tracciamento del viso, le tecnologie immersive possono e devono essere utilizzate dai marchi per fornire esperienze uniche capaci di stupire il cliente e approfondirne il rapporto con il brand.Neil Colquhoun, Vice Presidente CISMEA e Professional Displays di Epson Europe commenta: “Le nuove tecnologie stanno cambiando drasticamente il modo in cui i retailer comunicano con il loro pubblico – ma la tecnologia esperienziale non è più un “nice to have”, bensì una opportunità utile ed efficace per i retailer in difficoltà. I marchi devono utilizzare nuovi strumenti che potrebbero aiutarli a creare e mantenere un vantaggio competitivo. Soprattutto, devono sfruttare le potenzialità offerte dalle esperienze di shopping immersivo ed esperienziale per far rivivere i loro negozi.”

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Vendite al dettaglio in calo. Problemi?

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 luglio 2019

L’Istat ha comunicato le sue stime sulle vendite al dettaglio del mese di maggio. Piccole performance, visto che le percentuali di calo sono 0,7 in valore assoluto e 0,8 in volume. Poi ci sono le differenze per settore e tipologie di venditori, con la grande distribuzione che regge (+0,4%) (difficile pensare al contrario) e i piccoli esercizi in calo (4,8%). Per i settori, e anche in questo caso era difficile pensare al contrario, numeri molto positivi per informatica ed elettrodomestici e un po’ negativi per abbigliamento, alimentari & co.
Sostanzialmente la risposta dei consumatori regge ai vari presumibili smottamenti politici ed economici. Presumibili perché, a parte alcune valutazioni politiche negative sulle scelte economiche del nostro Parlamento e del nostro Esecutivo, è troppo presto per avere dati certi su cui poter dire con certezza che ci sono responsabilità di qua o di là. I danni o i meriti – a parte le intuizioni, le analisi e i riscontri immediati …. che spesso colgono il segno – li vedremo fra un po’ di tempo. Certo, se si prendono misure assistenziali credendo in una loro benefica ricaduta (reddito di cittadinanza e quota 100, per esempio), è probabile che, se come contraltare non ci sono politiche di consumi e produttive che ne beneficiano di conseguenza… è probabile che le cose vadano male. La politica e l’economia hanno bisogno di tempo per dimostrare i loro risultati ma alcune avvisaglie si possono individuare prima di ritrovarsi disarmati (e qui si distinguono i bravi politici e i bravi economisti).
Questa non è quell’economia del quotidiano di cui un’associazione come Aduc dovrebbe occuparsi, ma riteniamo opportuno fare alcune valutazioni per ridimensionare quella sorta di allarmismo che anche in questo caso ammanta la diffusione di questi dati. La nuova situazione non implica chissà quali sconvolgimenti delle nostre abitudini e delle nostre tendenze, ma solo un piccolo campanello d’allarme che potrebbe servire perché ogni consumatore si comporti, nella sua libera scelta, a ragion veduta e con le precauzioni del caso. Inoltre sono dati del mese di maggio, è bene tenerlo presente, ed oggi siamo a luglio: a maggio c’era ancora l’incognita delle elezioni europee che probabilmente ha reso più timorosi e indecisi i consumatori. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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44° edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Milano 20 Giugno 2018 Ore 9.30 Palazzo Turati – Sala Conferenze Via Meravigli 9b In occasione dell’evento si terrà la tavola rotonda: “Credito alle famiglie e protezione Evoluzione del mercato e dell’offerta nel nuovo contesto normativo IDD”.

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Vendite al dettaglio: si fermano i consumi

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2016

ConsumiNel terzo trimestre 2016, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, le vendite al dettaglio hanno evidenziato una situazione di stabilità rispetto al corrispondente periodo del 2015. Rispetto al trimestre precedente l’indice destagionalizzato ha invece registrato una diminuzione del -1,4% (-1,6% il dato congiunturale grezzo). La rilevazione trimestrale è realizzata da Unioncamere del Veneto in collaborazione con Confcommercio Veneto condotta su un campione di 761 imprese con almeno 3 addetti (www.venetocongiuntura.it).«I dati ondivaghi che intercettavamo dalla precedente rilevazione si sono purtroppo rivelati negativi nell’ultima trimestrale sul commercio. I consumi si sono fermati e, a leggere i numeri, tengono solo i beni di primaria necessità come l’alimentare – commenta Giuseppe Fedalto, presidente di Unioncamere Veneto –. In questo contesto trova purtroppo conferma la difficoltà dei piccoli esercizi che soffrono il confronto con le grandi strutture commerciali, tra l’altro le uniche a mantenere positivo il saldo occupazionale. Alle porte del Natale si intravede una moderata fiducia da parte degli imprenditori, anche se tradizionalmente si tratta di iniezioni sporadiche che tendono ad esaurirsi con il cessare delle festività».La dinamica delle vendite è ascrivibile alla variazione negativa del fatturato del commercio al dettaglio non alimentare (-1,1%), bilanciata dall’andamento positivo dei supermercati, ipermercati e grandi magazzini (+0,7%) e del commercio al dettaglio alimentare (+0,6%). Sotto il profilo dimensionale, le vendite hanno mostrato performance negative per gli esercizi di piccola dimensione (-1,8%) mentre le strutture di medie e grandi dimensioni hanno registrato una tendenza positiva del +0,5%. «Come avevo dichiarato in merito ai dati dello scorso trimestre, i segnali di ripresa della domanda delle famiglie emersi ad agosto non sono stati confermati in questo terzo trimestre, che vede i consumi ancora fermi al palo – dice il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon -. In questi ultimi tre mesi si consolida, insomma, un atteggiamento molto prudente sia delle famiglie che delle imprese. Contro l’immobilismo, e per ritrovare competitività, è indispensabile che le imprese, di tutti i settori economici, agiscano insieme facendo sistema e collaborando tra loro».I prezzi di vendita hanno segnato un lieve aumento (+0,1%) invertendo la tendenza del trimestre precedente (-0,1%). Per quanto riguarda i gruppi merceologici, i prezzi sono risultati in aumento per il commercio al dettaglio non alimentare (+0,5%) e per quello alimentare (+0,2%). Variazione leggermente in calo per supermercati, iper e grandi magazzini (-0,1%). A livello dimensionale leggero aumento del +0,5% per gli esercizi di piccola superficie mentre medie e grandi aree commerciali hanno registrato indicatori stabili. Gli ordinativi, dopo il -0,3% del trimestre precedente, sono tornati a crescere del +0,6%. La principale variazione positiva è ascrivibile principalmente alla dinamica dei supermercati, iper e grandi magazzini (+2,1%), seguiti dal commercio al dettaglio alimentare (+0,2%), mentre il commercio non alimentare ha registrato un trend negativo del -1,4%. Indicatori in aumento per medie e grandi superfici (+1,5%), mentre le aree commerciali più piccole hanno registrato una flessione del -2,3%. L’occupazione ha registrato un aumento del +1,6% su base annua, confermando la dinamica positiva dello scorso trimestre (+0,7%). Sono principalmente i supermercati, iper e grandi magazzini a sostenere l’occupazione (+3,3%), a fronte del commercio al dettaglio non alimentare e alimentare dove si è registrato un calo rispettivamente del -0,5% e del -0,1%. Le aree di media e grande dimensione hanno registrato un aumento del +2,8% a fronte della dinamica delle strutture di piccola dimensione che hanno segnato una variazione negativa del -1%.
In lieve miglioramento il clima di fiducia degli imprenditori per i prossimi tre mesi. Il saldo tra chi prevede un aumento e chi una diminuzione del volume d’affari torna positivo con +1,6 punti percentuali (era -17,2 p.p. del trimestre precedente). Migliora anche il saldo degli ordini che, pur rimanendo negativo, risale a -4,7 p.p. (era -22 p.p. precedente). Peggiora invece il saldo dell’occupazione che si attesta a -5,4 p.p. contro il -3,7 p.p. precedente, mentre sul versante dei prezzi di vendita gli imprenditori si aspettano un aumento del +1,6 p.p. rispetto alle previsioni in ribasso dello scorso trimestre (-5 p.p.).

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Prodotti d’investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati: il Parlamento boccia la proposta della Commissione

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 settembre 2016

parlamento europeoUn progetto di legge volto a proteggere gli investitori al dettaglio è stato respinto mercoledì dai deputati, poiché risulta cosi “imperfetto e fuorviante” che potrebbe far perdere soldi. Il testo sarà rinviato alla Commissione europea per una revisione.
I deputati hanno approvato una risoluzione che chiede modifiche alla legislazione sui “prodotti d’investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati” (PRIIPs) – un mercato del valore fino a 10.000 miliardi di euro – con 602 voti in favore, 4 contrari e 12 astensioni.Gli investitori al dettaglio, persone senza una competenza tecnica in materia che necessitano quindi di maggiore informazione, generalmente utilizzano i PPIIRs per generare fondi per pagare un mutuo o per finanziare l’istruzione dei propri figli.Il Parlamento ha sostenuto il parere della sua commissione per gli affari economici e monetari che ha proposto nuovi standard normativi tecnici (RTS), che i fornitori devono soddisfare per garantire una maggiore trasparenza e chiarezza per gli investitori, dopo aver ritenuto inadeguati gli attuali standard.La Commissione dovrà ora proporre nuovi RTS per l’attuazione della normativa PRIIPs, che entrerà in vigore il 31 dicembre 2016.

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Prezzo della Benzina ad Agosto

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2011

Agip

Image via Wikipedia

Verificando l’andamento giornaliero del Brent Dated– Dollaro/Barile nel mese di Agosto, notiamo come nonostante il ribasso delle quotazioni del barile di greggio nei primissimi giorni di Agosto (risalito invece negli ultimi giorni del mese stesso), i prezzi del carburante presso i principali distributori Italiani abbiano seguito un andamento inverso. Lo dice in un comunicato il Segretario Nazionale dell’Associazione a tutela del Cittadino Assotutela.net Pietro Bardoscia.
Entrando nel dettaglio, ad esempio dal 4 al 9 Agosto 2011 il Brent Dated ha registrato un calo del costo del greggio per Barile da 107 a 104 dollari circa, mentre nei distributori Italiani il costo della Benzina è aumentato. Cosi come riportato dal Quotidiano Energia, risulta che in data 4 Agosto 2011, presso l’Eni la Benzina era di 1,631; alla Esso 1,634; all’IP 1,639; alla Q8 1,638; alla Shell 1,639 ; alla Tamoil 1,640; alla Total Erg 1,637; mentre la Diesel all’Eni era di 1,512; alla Esso 1,514; all’IP 1,519; alla Q8 1,518, alla Shell 1,515, alla Tamoil 1,518, alla Total Erg 1,516 Invece analizzando il Brent Dated a fine mese, il costo del greggio al barile è risalito a 117 euro circa, mentre presso i vari distributori Italiani inspiegabilmente i prezzi sono scesi, come dimostrano i dati riportati dal Quotidiano Energia, con la Benzina all’ 1,606 presso l’Agip; all’1,610 per la Total Erg; all’1,612 per la Esso; 1,608 per l’IP; 1,609 per la Q8; 1,614 per la Shell; 1,615 per la Tamoil. Mentre per la Diesel risulta: 1,484 per l’Eni, 1,489 per la Total Erg, 1,487 per la Esso, 1,486 per l’IP, l’1,483 per la Q8, 1,491 per la Shell e la 1,492 per la Tamoil. Alla luce di questa analisi che, se dovesse corrispondere al vero non lascia spazio a dubbi e ad interpretazioni, ci domandiamo come possa essersi generata una cosa del genere, a nostro avviso del tutto anomala? E’ possibile che questo fenomeno sia legato alle vacanze estive? Per questo Assotutela.net – conclude Bardoscia – alla luce di questi dati, nei prossimi giorni valuterà attentamente l’ipotesi di procedere tramite i propri legali ad una denuncia contro ignoti con la speranza di verificare se nel Mese di Agosto si sia verificato un caso di Aggiotaggio. Nel frattempo chiediamo un incontro urgente con il Governo per discutere di tutto questo al fine di trovare le misure idonee a tutelare, una volta per tutte, i cittadini italiani.

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Zanda: Alemanno un fallimento come Moratti

Posted by fidest press agency su martedì, 24 maggio 2011

Dichiarazione del senatore Luigi Zanda, vicepresidente del Gruppo Pd a Palazzo Madama “Ieri mattina, in una lunga intervista, Gianni Alemanno si dilunga in consigli e suggerimenti a Letizia Moratti spiegandole nel dettaglio cosa dovrebbe fare per battere Pisapia: guarda un po’, la Moratti dovrebbe seguire proprio l’esempio di Alemanno sindaco di Roma”. Così il senatore Luigi Zanda, vicepresidente del Gruppo Pd a Palazzo Madama. “A parte che la causa della Moratti – prosegue Zanda – è chiaramente una causa persa, il tentativo di Alemanno di accreditarsi nel ruolo del buon amministratore è semplicemente ridicolo. Come i romani hanno ormai ben compreso, Alemanno (allo stesso modo della sua collega Moratti) non sa fare il sindaco e si avvia a concludere una disastrosa gestione. Moratti e Alemanno sono accomunati dal medesimo flop: due sindaci al primo mandato (tradizionalmente di successo) che non hanno alcuna chance di essere rieletti”. “In tre anni non si ricorda neanche un’opera di un qualche rilievo che sia attribuibile al lavoro (!) di Alemanno sindaco di Roma. L’unico risultato visibile della sua azione politica – conclude Zanda – è la carriera di molti personaggi a lui vicini e di loro parenti in società partecipate dal Comune. Non è un caso che da tempo a Roma si rincorrano boatos sulla tentazione di Alemanno di lasciare anticipatamente il Campidoglio”.

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6° edizione di “Una città che apprende”

Posted by fidest press agency su domenica, 13 febbraio 2011

Modica Bassa 15 febbraio alle ore 10,30 nei locali della Camera del lavoro (Piazza Corrado Rizzone, Palazzo dei Ferrovieri) si terrà la conferenza stampa di presentazione di “Una città che apprende”, l’iniziativa d’istruzione e formazione popolare per la terza età organizzata dall’Auser e dal Sindacato pensionati della CGIL e giunta al suo sesto anno di vita.   Nel corso della conferenza stampa saranno illustrati nel dettaglio i contenuti e gli obiettivi della manifestazione. Interverranno il presidente dell’Auser Sicilia Pippo Di Natale, il segretario provinciale dello SPI-CGIL Roberta Malavasi e il presidente dell’Auser provinciale Saretto La Ciura. Coordinerà il segretario distrettuale dello SPI-CGIL di Modica Piero Pisana. Quest’anno, “Una città che apprende” è incentrata sull’alfabetizzazione informatica, con un corso base di computer per anziani che si svolgerà nell’aula informatica dell’Istituto tecnico commerciale “Archimede” di Modica. Le lezioni – ed è questa la particolarità del corso – saranno tenute, oltre che da docenti d’informatica, anche da studenti dell’istituto allo scopo di creare un “ponte” tra generazioni. Le iscrizioni ai corsi sono aperte fino al 20 febbraio. Per informazioni e iscrizioni, ci si può rivolgere alla Camera del Lavoro di Modica (tel. 0932 764477).

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La bellezza femminile di Monica Frisone

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2010

Sanremo Continua sino al 29 luglio, nelle rinnovate Sale d’Arte del Nyala Suite Hotel l’affascinante e sensuale esposizione di Monica Frisone.  La pittrice genovese ha aperto “Charme féminin”, l’importante ciclo di mostre estive curato dalla dottoressa Giorgia Cassini, che verrà allestito, con cadenza mensile, nelle Sale d’Arte ideate dall’ingegner Igor Varnero, Director of Sales and Marketing del Nyala Suite Hotel.   La sorprendente pittura di Monica Frisone sta riscuotendo molto interesse. Attraverso uno stile rigoroso e la cura dei particolari, l’artista pone lo spettatore di fronte alla potente inquietudine della bellezza, all’eterea fisicità e all’erotica sensualità delle figure femminili. Le figure femminili, ricche di minuziosa attenzione per il dettaglio, rimandano perciò ad altri significati, conducendo l’osservatore ad un livello tutt’altro che fisico.
Monica Frisone (nata nel 1974 a Genova dove vive e lavora) concentra la sua attenzione sulla rilettura creativa di soggetti fotografici attraverso una marcata impronta grafica e la sperimentazione tecnica. Orario: tutti i giorni dalle ore 10 alle 19. Ingresso libero.(pride,shocking beauty)

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Visite fiscali non a carico delle ASL

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2010

La Corte Costituzionale, ha affermato che la norma statale che dispone che le visite fiscali sul personale dipendente delle pubbliche amministrazioni rientrano tra i compiti istituzionali del servizio sanitario nazionale e che i relativi oneri sono a carico delle aziende sanitarie, non è ascrivibile ad alcun titolo di competenza legislativa esclusiva dello Stato e, trattandosi di normativa di dettaglio in materia di «tutela della salute», sia in contrasto con il testo costituzionale. La pronuncia segue la questione di legittimità costituzionale promossa dalla Regione Toscana relativamente all’art. 17, comma 23, lettera e) del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 (Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini) , nella parte in cui aggiunge all’art. 71 del d.l. 25 giugno 2008, n. 112 alcuni commi,  tra cui il seguente : «5-bis. Gli accertamenti medico-legali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia effettuati dalle aziende sanitarie locali su richiesta delle Amministrazioni pubbliche interessate rientrano nei compiti istituzionali del Servizio sanitario nazionale; conseguentemente i relativi oneri restano comunque a carico delle aziende sanitarie locali», Osservava la ricorrente che le disposizioni impugnate avrebbero obbligato le Regioni a sostenere, per il tramite del fondo sanitario, l’onere delle visite fiscali ai dipendenti assenti dal servizio per malattia e che, nell’esercizio delle proprie competenze in materia di tutela della salute ed organizzazione del servizio sanitario regionale, nel 2005 aveva emanato una delibera di Giunta in base alla quale le visite fiscali richieste dai datori di lavoro pubblici per i propri dipendenti assenti per malattia venivano poste a carico dell’amministrazione richiedente, trattandosi di certificazioni mediche da effettuare non nell’interesse del lavoratore, ma del datore di lavoro per accertare la legittimità dell’assenza del dipendente. L’atto aveva anche superato il vaglio dei giudici amministrativi. ( Avv. Ennio Grassini – http://www.dirittosanitario.net )

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Vendita diretta a domicilio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2010

Il 2009 si è chiuso con un incremento del +4,3% sul 2008. E il futuro parla di web Le previsioni al terzo trimestre dello scorso anno parlavano di un incremento del 3% sul fatturato delle imprese associate Avedisco (Associazione vendite dirette servizio consumatori), ma il bilancio di fine anno è cresciuto ulteriormente: +4,3% sul 2008, con un fatturato che si è assestato a 1 miliardo e 438 milioni di euro. «Un dato molto lusinghiero -è il primo commento di Luca Pozzoli, presidente di Avedisco-, raggiunto in un anno in cui tutti gli indicatori economici sono stati negativi a causa della pesante crisi, che conferma la validità, l’attualità e la vitalità della vendita diretta a domicilio». Nel dettaglio, il settore decisamente più dinamico è stato “l’alimentare/nutrizionale” con una crescita del 12,8%, seguito dai “beni durevoli casa” (+5%), dal comparto “cosmesi e accessori moda” (+3,7%) e dei “servizi” (+2,9%). Invariato il comparto dei “beni di consumo casa”, mentre il “tessile” ha registrato una flessione del 4,9%, seguito dalla categoria “altro” (-10,6%). Settore trainante della vendita a domicilio si conferma quello dei “beni durevoli casa”, con una quota di mercato pari al 46% del totale. Anche sul fronte occupazionale sono giunte notizie positive: nel 2009, gli incaricati alla vendita sono aumentati del 7,2% rispetto all’anno precedente, superando le 255mila unità. Secondo i dati Istat, nel 2009 il valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio ha segnato, rispetto all’anno precedente, una variazione negativa del 1,6%. Le vendite della grande distribuzione sono rimaste invariate, mentre quelle dei piccoli esercizi commerciali sono diminuite. (- 2,7%). Con riferimento ai prodotti, le vendite degli alimentari hanno fatto rilevare una diminuzione annua (- 1,5%) mentre quelle dei prodotti non alimentari sono diminuite del – 1,6%. «Da sette anni cresciamo con un incremento medio del 4% -continua Pozzoli-; segno che il nostro operato è apprezzato dai consumatori e il nostro canale di vendita non è per nulla in declino come qualcuno, con l’avvento dell’e-commerce, pensava. http://www.avedisco.it.

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