Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘deutsche bank’

Rogers to Participate in Deutsche Bank’s Global Conference

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Rogers Corporation (NYSE:ROG) will be presenting at Deutsche Bank’s Global Industrials & Materials Summit, on Thursday, June 6, 2019 at 10:40 am Central time in Chicago. Bruce Hoechner, President and CEO, who will be joined by Mike Ludwig, SVP and CFO, will provide an overview of the company; discuss its competitive position and its strategies for growth.Rogers Corporation (NYSE:ROG) is a global leader in engineered materials to power, protect, and connect our world. With more than 180 years of materials science experience, Rogers delivers high-performance solutions that enable clean energy, internet connectivity, and safety and protection applications, as well as other technologies where reliability is critical. Rogers delivers Power Electronics Solutions for energy-efficient motor drives, e-Mobility and renewable energy; Elastomeric Material Solutions for sealing, vibration management and impact protection in mobile devices, transportation interiors, industrial equipment and performance apparel; and Advanced Connectivity Solutions for wireless infrastructure, automotive safety and radar systems. Headquartered in Arizona (USA), Rogers operates manufacturing facilities in the United States, China, Germany, Belgium, Hungary, and South Korea, with joint ventures and sales offices worldwide.

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Deutsche Bank: con la crisi aumentano i suoi manager milionari

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

By Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista. In Europa nel settore bancario ognuno ha i suoi guai e i suoi compiti a casa da fare. L’Italia ha i crediti inesigibili da smaltire, la Germania ha la Deutsche Bank, il colosso sempre più traballante da sistemare. A ciò si aggiungano le mine vaganti delle banche “too big to fail” negli Stati Uniti che, come più volte sottolineato, rappresentano sempre un rischio sistemico. Da qualche tempo le azioni DB sono in caduta libera: sono scese sotto i 7 euro. Valevano ancora 20 euro nel 2017. Non a caso i vari tentativi di salvataggio sono falliti. In particolare il piano di fusione con la banca tedesca numero due, la Kommerzbank, partecipata per il 15% dallo Stato. Si è dovuto prendere atto che, sommando i problemi delle due banche, non si sarebbe ottenuta una soluzione positiva. La DB è pur sempre un colosso con 200.000 clienti, mentre la Kommerzbank ne conta 180.000. Insieme sarebbero diventate la seconda banca europea per dimensioni, dopo l’inglese Hong Kong Shangai Bank Corporation. Negli ambienti bancari si stima che, per restare a galla, la DB dovrebbe licenziare almeno 20.000 dei suoi attuali 90.000 impiegati. Anche in terra germanica, invece di rivedere il modello di business e di cambiare gli orientamenti e le priorità della gestione bancaria, si preferisce, purtroppo, penalizzare il lavoro e la tradizionale sana politica del credito alle famiglie e alle imprese. Del resto, si tenga presente che entrambe le banche tedesche sono partecipate da due tra i più speculativi hedge fund americani, Cerberus e Black Rock. Si ricordi che la Deutsche Bank ha il record di derivati finanziari per oltre 43.500 miliardi di euro, un po’ di più dei livelli delle tre banche americane, la JP Morgan Chase, la Citigoup e la Goldman Sachs. Il suo ammontare di attivi pari a circa 1.600 miliardi di euro contrasta con i soli 15 miliardi di capitalizzazione: uno tra i più squilibrati rapporti al mondo!
Secondo uno studio del quotidiano francese Les Echos, incomprensibilmente essa occupa anche il primo posto nella classifica delle banche europee con il più alto numero di manager con stipendi superiori al milione di euro: ben 643! Seconda è la Barclays inglese con 542. La nostra Intesa Sanpaolo è dodicesima con 33 dirigenti milionari.
In altre parole, le banche più attive nella speculazione e, di conseguenza più a rischio, pagano profumatamente chi, di fatto, le “pilota” nelle acque più burrascose e limacciose del business finanziario. Infatti, nella BD è proprio il capo del settore investment banking a guadagnare il massimo, 8,6 milioni di euro nel 2018! Ci sfugge la razionalità di tutto ciò. Qualche anno fa sembrava che la partecipazione in DB di HNA, il conglomerato cinese dell’aviazione e della logistica, avesse portato nuovi capitali e un po’ di stabilità, diventandone, di fatto, il maggiore azionista. Ma per realizzare simili operazioni il gruppo cinese si era pesantemente indebitato tanto da giungere alla soglia del collasso, costringendolo a una progressiva ritirata.
L’uscita della HNA aveva momentaneamente aperto la strada della fusione con la Kommerzbank che, si ricordi, nel mezzo della crisi finanziaria globale, aveva già evitato la bancarotta solo per l’intervento di salvataggio del governo tedesco con oltre 16 miliardi di euro, in seguito, comunque, restituiti allo Stato. In verità, è da un decennio che la DB è continuamente sotto osservazione e sotto indagini da parte delle autorità tedesche, inglesi e soprattutto americane. Si stima che nel periodo 2015-2017 essa abbia dovuto pagare soltanto agli enti di controllo americani e inglesi ben 11,2 miliardi di dollari in multe e condanne giudiziarie per varie truffe e per altri comportamenti finanziari sanzionabili, tenuti prima e dopo la crisi del 2008.
Più recentemente negli Usa la banca tedesca è coinvolta in alcune importanti indagini. La prima è relativa a una possibile frode bancaria attribuibile a Trump. Il presidente americano e tre dei suoi figli hanno presentato alla corte di New York la richiesta di non trasmettere i dati relativi ai propri conti bancari presso la Deutsche Bank e la Capital One Financial Corporation, richiesti dal Congresso americano. La seconda ha a che fare con operazioni di riciclaggio di soldi sporchi da parte della Danske Bank, legata alla DB. Si indaga, poi, su un suo possibile ruolo nell’evasione fiscale di alcuni suoi clienti, come emerso nei famosi Panama Papers. Una cosa che disturba i tedeschi è quello che loro chiamano “Shadenfruede”, cioè il piacere di alcuni per le disgrazie altrui. E’ la stessa irritazione che si prova anche in Italia quando alcuni esponenti europei si compiacciono delle nostre difficoltà. Non è nostra intenzione discutere in questo modo dei problemi della Deutsche Bank. Al contrario, vorremmo che ci fosse un serio approccio europeo unitario nell’affrontare questi e altri problemi. L’Europa si costruisce anche con la condivisione degli intenti e degli impegni nei campi più importanti. E quello bancario certamente lo è.

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Deutsche Bank Global Financial Services Conference

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 maggio 2019

Unum Group (NYSE: UNM) announced that Mike Simonds, President & CEO, Unum US, will be representing the company at the Deutsche Bank Global Financial Services Conference, Tuesday, May 28, 2019, in New York City.Simonds is scheduled to speak at 1:10 p.m. eastern and will discuss the company’s business strategy and future growth prospects. There will be a live audio webcast of the presentation available on the Investors section of the company’s website, http://www.investors.unum.com, on the News and Events page.
Unum Group is a leading provider of financial protection benefits in the United States and the United Kingdom and the largest provider of disability income protection in the world. Its businesses are Unum US, Colonial Life, Unum UK, and Unum Poland. Unum’s portfolio includes disability, life, accident and critical illness, dental and vision coverage, which help protect millions of working people and their families in the event of an illness or injury. Unum also provides stop-loss coverage to help self-insured employers protect against unanticipated medical costs. The company reported revenues of $11.6 billion in 2018, and provided $7.2 billion in benefits.

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Deutsche Bank announced its appointment as depositary bank for NASDAQ-listed

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

American Depositary Receipt Program of UP Fintech Holding Limited UP Fintech Holding Limited (NASDAQ:TIGR) is an online brokerage firm focusing on global Chinese investors. The firm offers customers comprehensive brokerage and value-added services, including trade order placement and execution, margin financing, account management, investor education, community discussion and customer support. “The appointment of Deutsche Bank as depositary bank for UP Fintech Holding Limited’s NASDAQ-listed American Depositary Receipt program demonstrates our ongoing momentum in the Asia-Pacific region,” said Brian Studdert, Global Head of Depositary Receipts at Deutsche Bank. “We look forward to building on our strong relationship with UP Fintech to drive the program’s future growth.”In addition to specializing in administering cross-border equity structures such as New York Shares, American and Global Depositary Receipts, Deutsche Bank provides corporates, financial institutions, hedge funds and supranational agencies around the world with trustee, agency, escrow and related services. The Bank offers a very broad range of services for diverse products, from complex securitizations and project finance to syndicated loans, debt exchanges and restructurings.

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Deutsche Bank appointed as Depositary Bank for the sponsored American Depositary Receipt program of LAIX Inc.

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 ottobre 2018

Deutsche Bank announced its appointment as Depositary Bank for NYSE-listed American Depositary Receipt Program of LAIX Inc.LAIX Inc. (NYSE: LAIX) is an artificial intelligence (AI) company in China that creates and delivers products and services to popularize English learning. LAIX’s proprietary AI teacher utilizes cutting-edge deep learning and adaptive learning technologies, big data, well-established education methods and the mobile internet.“We are very pleased to have been appointed as depositary bank for LAIX’s ADR program,” said Brian Studdert, Global Head of Depositary Receipts at Deutsche Bank. “As such, we look forward to providing dedicated support and excellent client service to help drive the program’s future success.” In addition to specializing in administering cross-border equity structures such as New York Shares, American and Global Depositary Receipts, Deutsche Bank provides corporates, financial institutions, hedge funds and supranational agencies around the world with trustee, agency, escrow and related services. The Bank offers a very broad range of services for diverse products, from complex securitizations and project finance to syndicated loans, debt exchanges and restructurings.

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Deutsche Bank, fuori dall’indice Euro Stoxx 50

Posted by fidest press agency su sabato, 8 settembre 2018

Dichiarazione dell’onorevole Claudia Porchietto (Forza Italia): Deutsche Bank, la più grande banca tedesca, uscirà il prossimo 24 settembre dall’indice delle blue chip europee, l’Euro Stoxx 50, a seguito del crollo della sua capitalizzazione di mercato che quest’anno è scesa del 38% a 20,2 miliardi di euro. Lo ha confermato la stessa banca di Francoforte per la quale si tratta dell’ultimo contraccolpo di quello che è già stato un 2018 molto difficile. In un comunicato Deutsche Bank si è affrettata a precisare che il suo impegno per la ristrutturazione e il miglioramento della redditività “non sono influenzati dall’annuncio del fornitore dell’indice, promettendo che aumenterà la capitalizzazione. La competitività dell’economia tedesca si conferma non essere immune dai contraccolpi del mercato, così come periodicamente riemergono le accuse contro le politiche economiche della Merkel di essere responsabili della debolezza dell’Eurozona. La Deutsche Bank fuori dall’indice Euro Stoxx 50 che rispecchia le 50 principali blue chip europee è un segnale coincidente con l’eccedenza commerciale tedesca che spinge ulteriormente le esportazioni e rallenta le importazioni. Le lamentele sui livelli di produttività e risparmio in Germania non trovano ascolto a Berlino. La cancelliera tedesca Angela Merkel non ha tempo per fare speculazioni su quale dovrebbe essere il tasso di cambio d’equilibrio dell’euro, o per spiegare a certi politici europei perché le aziende del loro Paese se la cavano relativamente male. Invece di lamentarsi della capacità di esportazione delle aziende tedesche, gli europei farebbero meglio a preoccuparsi per il futuro delle esportazioni tedesche, che sembrano mostrare segnali di difficoltà. I dati relativi al primo trimestre del 2018 mostrano che i flussi dell’export sono calati dell’1 per cento, per la prima volta in otto anni. Se confermato il recente calo delle esportazioni tedesche non è un problema reale per la Germania. Potrebbe comportare tuttavia problemi per il resto dell’Ue, o perché le aziende tedesche dedicheranno maggiore attenzione al mercato interno, mettendo fuori gioco i rivali esteri, o perché sarebbe il segnale di tensioni nei commerci mondiali, che rendono vulnerabili molti Paesi Ue. Un saldo commerciale più basso della Germania non porterebbe benefici alle aziende dell’area Ue. Questo richiama l’attenzione su una lezione fondamentale, che molti policymakers europei rifiutano cocciutamente di recepire: un andamento positivo dell’economia tedesca è una buona notizia per quelli che sono nella posizione di soddisfare la domanda tedesca; eventuali problemi della Germania, invece, si trasformano rapidamente in una sfida per il resto dell’Unione: una sfida che molti Paesi sono incapaci di raccogliere, e ancor meno di volgere a proprio vantaggio. Lo afferma in una nota l’on. Claudia Porchietto di FI(fonte: Macchioni Communications Carpe Diem Srl)

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Cohu to Participate at the Deutsche Bank Technology Conference

Posted by fidest press agency su sabato, 8 settembre 2018

Cohu, Inc. (NASDAQ: COHU), a leading supplier of semiconductor equipment, announced that Luis A. Müller, President and CEO, and Jeffrey D. Jones, Vice President and CFO, will participate at the Deutsche Bank Technology Conference to be held at the Bellagio in Las Vegas, NV on September 13, 2018.Portfolio managers and analysts who wish to request a meeting with management should contact their Deutsche Bank representative.Interested investors can access Cohu’s slide presentation by visiting the Investor Information section on Cohu’s website at http://www.cohu.com.
Cohu is a leading supplier of semiconductor test and inspection handlers, micro-electro mechanical system (MEMS) test modules, test contactors and thermal sub-systems used by global semiconductor manufacturers and test subcontractors. http://www.cohu.com.

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Avnet to Present at Citi and Deutsche Bank Financial Conferences in September

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 agosto 2018

Avnet (Nasdaq: AVT), a leading global technology solutions provider, today announced that two of its senior executives will participate in the Citi 2018 Global Technology Conference and the Deutsche Bank 2018 Technology Conference, both of which will take place in September.
Bill Amelio, Chief Executive Officer, and Tom Liguori, Chief Financial Officer, will participate in the Citi 2018 Global Technology Conference on Wednesday, September 5. The fireside chat will start at 1:30 p.m. EDT at the New York Hilton Midtown Hotel.Tom Liguori will also present at the Deutsche Bank 2018 Technology Conference to be held at The Bellagio in Las Vegas, on Wednesday, September 12, at 4:30 p.m. PDT. Both presentations will be webcast live at https://ir.avnet.com/events-presentations. Interested parties should log on to the Avnet Investor Relations 10 minutes prior to the presentation time to register for the event.
From idea to design and from prototype to production, Avnet supports customers at each stage of a product’s lifecycle. A comprehensive portfolio of design and supply chain services makes Avnet the go-to guide for innovators who set the pace for technological change. For nearly a century, Avnet has helped its customers and suppliers around the world realize the transformative possibilities of technology. Learn more about Avnet at http://www.avnet.com. (AVT_IR)

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Il caso emblematico della Deutsche Bank

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

Parlare della situazione finanziaria della Deutsche Bank, la prima banca tedesca, ci sembra doveroso. Non tanto per ributtare oltralpe la palla dello scandalo e della polemica pretestuosa, ma per affrontare insieme una sfida difficile che tocca tutta l’Unione europea e l’intero sistema bancario e finanziario internazionale. Dall’inizio dell’anno a oggi le azioni DB hanno perso oltre il 40% del loro valore. Certo, non per l’inaffidabilità del governo tedesco. Neanche per la decisione del management di operare una riduzione dell’organico di circa 10.000 dipendenti. E nemmeno per il recente abbassamento del rating fatto dall’americana Standard & Poor’s. La vera ragione, secondo noi, è negli effetti del fallimento provocato dalla conversione della banca da commerciale a banca d’investimento speculativo. Ciò è stato candidamente ammesso da David Folkerts-Landau, l’economista capo della DB, che, in un’intervista al quotidiano economico Handelsblatt, ha affermato che dagli anni Novanta il management ha, di fatto, trasformato la banca in una specie di hedge fund speculativo di tipo anglosassone. A tutti i costi bisognava ottenere un rendimento del 25% sul capitale, “accettando di correre grossi rischi finanziari ed etici”. Fino alla fine degli anni ottanta la DB era stata la banca più impegnata nel sostegno ai grandi progetti industriali, poi, purtroppo, come hanno fatto tante altre banche, ha favorito il rischio e la speculazione rispetto all’economia reale. Tra gli analisti indipendenti alcuni dicono che, se si collega la situazione emblematica della DB alla bolla globale del debito societario, si potrebbe essere vicini a una nuova crisi di liquidità, di enormi dimensioni. Non è casuale il fatto che recentemente la Bce abbia richiesto che la banca faccia la simulazione di uno “scenario di crisi” per valutare i costi e gli effetti sistemici della repentina cessazione del reparto di investment banking. Quel reparto che opera in derivati e in altre operazioni finanziarie ad alto rischio sui mercati di Londra e di New York. Indubbiamente la DB non è una “banchetta” qualsiasi e i suoi dirigenti si affannano a dimostrare che essa può contare, sulla carta, su alcuni elementi di garanzia, quali la notevole liquidità e un tasso di solidità, il cosiddetto CET1, pari a 13,4%, ben oltre i livelli richiesti dalla Bce. Com’è noto, esso misura l’ammontare del capitale versato con le attività a rischio. Tutto ciò è vero. Infatti, non è l’intera DB a rischio default, ma è la sua componente di banca d’affari a trascinare a fondo l’intero istituto. Da oltre tre anni essa registra consistenti perdite. Anche la cultura popolare sa che una mela guasta non rimossa può far marcire l’intero cesto! Basta leggere il Rapporto annuale della Deutsche Bank del 2017. Fornisce due dati impressionanti: rispetto all’anno precedente, il 2017 ha visto perdite nel settore dei derivati pari a 124,1 miliardi di euro, mentre il valore nozionale totale dei derivati è salito da 42,9 a 48,3 trilioni di euro! E di questi quasi il 90% sarebbero i “famigerati derivati over the counter (otc)”, quelli negoziati fuori dei mercati regolamentati.
Per obiettività, comunque, non si può certo negare quanto sostengono i dirigenti attuali della DB. Secondo loro la banca è da qualche tempo oggetto di una “particolare attenzione” e anche di attacchi all’interno degli Stati Uniti, come se si volessero addebitare alla DB tutte le malefatte finanziarie perpetrate negli ultimi anni da tutte le banche “too big to fail”, in primis dalla Goldman Sachs, dalla JP Morgan, ecc. Nel settembre 2016 il Wall Street Journal riportò che il Dipartimento di Giustizia americano aveva iniziato un procedimento legale contro la DB per ottenere il risarcimento di ben 14 miliardi di dollari con l’accusa di aver utilizzato dubbie ipoteche durante la grande crisi.
Naturalmente simili notizie dovrebbero essere mantenute nel riserbo assoluto per evitare conseguenze sui mercati e per arrivare a possibili patteggiamenti. Nel caso specifico, dopo l’intervento da parte del governo tedesco, si convenne di far pagare alla DB circa la metà della somma. Intanto l’immagine della banca era già stata fortemente compromessa, tanto che oggi si parla di una sua uscita dal mercato americano. Del resto anche la Federal Reserve nel 2017 ha avviato altre 4 azioni legali nei confronti della banca tedesca con multe per 200 milioni di dollari. Oggi, poi, la Fed rincara la dose e parla di “condizioni problematiche” in cui verserebbe la DB. Se le pratiche delle grandi banche internazionali continuano a essere distorsive dei mercati, certamente il rischio di un’ulteriore crisi diventa più concreto. E’ un problema globale che dovrebbe essere affrontato con urgenza, soprattutto dall’Europa. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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La Banca Centrale Europea ha approvato il progetto di fusione di Finanza & Futuro in Deutsche Bank Spa

Posted by fidest press agency su martedì, 1 maggio 2018

Si sono svolte le riunioni degli Organi Amministrativi di Deutsche Bank SpA e di Finanza & Futuro Banca SpA, che hanno preso atto dell’approvazione da parte della Banca Centrale Europea del progetto di fusione di Finanza & Futuro Banca SpA in Deutsche Bank SpA.La fusione avverrà in forma semplificata, essendo Finanza & Futuro interamente posseduta da Deutsche Bank SpA. Il progetto di fusione verrà sottoposto all’approvazione del Consiglio di Gestione di Deutsche Bank SpA e all’Assemblea dei soci di Finanza & Futuro Banca SpA il prossimo 24 maggio.La fusione è parte di un più ampio processo di semplificazione e ottimizzazione della divisione PCC, Private & Commercial Clients, iniziato la scorsa estate con la creazione di due business proposition: “Retail & Small Business Clients”, che unisce le attività della rete di sportelli bancari, del credito al consumo DB Easy e delle partnership di distribuzione; “Advisory Clients”, che si focalizza sull’offerta di servizi di banca “Premium” e consulenza evoluta al segmento Private e PMI. I Consulenti Finanziari di Finanza & Futuro convergeranno in Advisory Clients, assieme ai Private Banker e ai Business Banker di Deutsche Bank.In quest’unica piattaforma i consulenti manterranno la propria identità e potranno, inoltre, sfruttare le sinergie con le attività di lending, credito e corporate finance del gruppo.Nei prossimi mesi, durante un tour di incontri con i Consulenti Finanziari su tutto il territorio nazionale, sarà presentato il nuovo brand e verranno illustrati i vantaggi dell’integrazione con la Business Proposition “Advisory Clients”.

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Fondazione Deutsche Bank Italia con gli studenti di Milano Fuoriclasse per una cittadinanza attiva

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Fondazione Deutsche Bank Italia sostiene Milano Fuoriclasse, il progetto dell’Associazione Polis Fuoriclasse operativo dal 2014 nella promozione di valori e pratiche di buona cittadinanza nelle scuole milanesi, con l’obiettivo di creare un legame significativo tra gli studenti e il territorio in cui vivono.
Nell’ambito del piano di iniziative previste per l’anno scolastico 2017-2018, che vede 12 classi di scuole secondarie di primo grado e un totale di circa 300 studenti coinvolti da Milano Fuoriclasse su tutto il territorio milanese, Fondazione Deutsche Bank Italia ha “adottato” 5 classi in 4 scuole medie: Toscanini, Borsi, Ciresola e Fara.
L’innovativo percorso formativo di Milano Fuoriclasse, che parte dal programma scolastico nazionale di “Cittadinanza e Costituzione”, ha l’obiettivo di far (ri)scoprire Milano ai ragazzi, sviluppando e promuovendo la conoscenza del patrimonio artistico e culturale locale, il rispetto e la tutela dell’ambiente, il senso di appartenenza al territorio, la responsabilizzazione nella gestione dei beni comuni e l’integrazione dei giovani stranieri nella città. Gli studenti saranno quindi impegnati in due principali filoni di attività, declinati in maniera differente a seconda delle classi coinvolte:
· una serie di incontri tematici itineranti alla scoperta dei segreti della città di Milano in diverse epoche storiche (medievale, rinascimentale, contemporanea), con la guida di giovani tutor volontari;
· un piano di “cittadinanza attiva” dedicato alla riqualificazione e valorizzazione del territorio e del suo patrimonio (pulizia dei parchi, rimozione dei graffiti, volontariato culturale, attività in ambito sociale).
Il sostegno al progetto “Milano Fuoriclasse” si inserisce nel più ampio impegno di Fondazione Deutsche Bank Italia nella promozione, realizzazione e gestione di progetti di responsabilità sociale in grado di produrre un impatto positivo sul territorio e sulle persone. In particolare, il progetto “Milano Fuoriclasse” è parte del programma globale Born to Be di Deutsche Bank, che incoraggia i giovani a sviluppare le proprie competenze e perseguire le proprie aspirazioni. Nel corso del 2017 Fondazione Deutsche Bank Italia ha destinato circa 500mila Euro a progetti di responsabilità sociale nel Paese, di cui oltre il 40% per Born to Be.

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Eugenio Periti è il nuovo responsabile del Private Banking di Deutsche Bank in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 febbraio 2018

Eugenio PeritiDeutsche Bank SpA annuncia la nomina di Eugenio Periti come nuovo Responsabile del Private Banking, il Canale dedicato alla gestione dei grandi patrimoni. Nel suo nuovo incarico Periti riporterà a Silvio Ruggiu, Head of Advisory Clients, la nuova business proposition che, all’interno della Divisione Private & Commercial Clients dell’Istituto, guidata da Mario Cincotto, offre servizi di banca “Premium” e consulenza evoluta al segmento Private e PMI. Eugenio Periti, 46 anni, proviene da Monte dei Paschi di Siena dove dal gennaio 2017 ricopriva il ruolo di Head of Private Banking, Family Office and Wealth Management e dove era già stato Responsabile dell’Area Private Banking.
Periti vanta una lunga esperienza nel Private di diverse primarie realtà bancarie. Entrato nel Gruppo Credem nel 1990, dove negli anni ha ricoperto vari ruoli di responsabilità, nel 2001 ha assunto l’incarico di Direttore Marketing, con delega al commerciale, di Banca C. Steinhauslin & C, realtà specializzata nel comparto Private Banking del Gruppo Montepaschi. Nel 2004, con la fusione di Banca Steinhauslin in Banca MPS, ha assunto la responsabilità della struttura di Marketing Private e successivamente del Mercato Private Banking del Gruppo bancario MPS. In Deutsche Bank Periti avrà l’obiettivo di sviluppare ulteriormente il Canale Private in Italia, puntando su un modello di servizio che, grazie alle sinergie con gli altri Canali e la diffusa expertise dell’Istituto, permette ai Private Banker una gestione attiva dei bisogni di clienti sempre più sofisticati, consapevoli delle proprie scelte d’investimento e della necessità di tutelare e far crescere il proprio patrimonio, personale e aziendale. Ed è proprio per rispondere al meglio alle nuove esigenze di questi clienti che è nata la proposition “Advisory Clients”, che unisce in un’unica piattaforma la competenza dei Consulenti Finanziari di Finanza & Futuro a quella dei Private Banker e dei Business Banker e che nei primi mesi di attività ha già raggiunto risultati molto positivi, chiudendo il 2017 con circa 600 milioni di crescita netta di nuove attività.
Eugenio Periti subentra a Sandro Daga, responsabile della divisone dal 2012 che nel corso di questi anni ha contribuito alla ridefinizione del modello di business, allo sviluppo della consulenza avanzata, alla progettazione di percorsi formativi all’avanguardia per l’aggiornamento professionale dei Private Banker, all’implementazione di novità e strumenti digitali per migliorare la gestione della clientela Private. Sandro Daga assume a pieno titolo la responsabilità della Regione Advisory ‘Milano’, un’area territoriale tra le più grandi d’Italia e cruciali nella strategia della Banca. (foto: eugenio periti)

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Le manovre della Deutsche Bank ai danni dell’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

Deutsche-Bank-Sede-Milano“Qui non si tratta di valutare le vendite e i riacquisti dei titoli del debito italiano di Deutsche Bank, che la dottoressa Cannata ha dato per certi, ma il punto nodale è che DB non è una banca come tutte le altre, ma è uno specialista del Tesoro, è un partner del Tesoro, un concessionario. Deutsche Bank insieme a un altro gruppo di banche, una ventina, è un privilegiato, diciamo così, nei rapporti con il nostro Tesoro. Alcuni di queste sono anche azioniste delle società di Rating”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, durante l’audizione di Grazia Colacicco, sostituta procuratrice della Repubblica presso il Tribunale di Milano.“Il comportamento di Deutsche Bank, quindi, non è disdicevole in sé, ma è disdicevole proprio perché la banca tedesca si trova, da specialista del Tesoro, in vantaggio rispetto ad altri grandi istituti di credito e in conflitto di interessi, perché è un partner privilegiato dell’Italia. Con i comportamenti di DB, invece, sono venute meno lealtà e correttezza.Deutsche Bank con una mano ha comprato titoli del debito sovrano italiano e con l’altra mano ha speculato contro il nostro Paese. Un comportamento anomalo: su quest’ultima ipotesi verificherà la Procura della Repubblica di Milano”.

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Deutsche Bank Appointed as Depositary Bank for the Sponsored Level III American Depositary Receipt Program

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 novembre 2017

Deutsche bankDeutsche Bank announced today its appointment as depositary bank for NYSE-listed Level III American Depositary Receipt Program of Four Seasons Education (Cayman) Inc. (NYSE: FEDU).
Four Seasons Education (Cayman) Inc. (NYSE: FEDU) is a provider of education services, primarily in mathematics, and currently has a network of 33 learning centres across five cities in China. Headquartered in Shanghai, it is currently the largest after-school mathematics education service provider for elementary school students in Shanghai in terms of gross billings and number of students.*“We are delighted to be appointed as depositary bank for Four Seasons Education’s NYSE-listed Level III ADR program,” said Brian Studdert, Global Head of Depositary Receipts at Deutsche Bank. “Our broad range of customized services will be used to assist Four Seasons Education to optimize the visibility of its ADR program.”In addition to specializing in administering cross-border equity structures such as American and Global Depositary Receipts, Deutsche Bank provides corporates, financial institutions, hedge funds and supranational agencies around the world with trustee, agency, escrow and related services. The Bank offers a very broad range of services for diverse products, from complex securitizations and project finance to syndicated loans, debt exchanges and restructurings.

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Siglato l’accordo Cedacri – Deutsche Bank

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 maggio 2017

Deutsche bankCollecchio (Parma),Il Gruppo Cedacri e Deutsche Bank SpA annunciano di aver siglato l’accordo che vede Cedacri come nuovo partner della Banca per la fornitura del Sistema Informativo. Le attività che porteranno al processo di migrazione dei sistemi informatici della Banca sulla piattaforma Cedacri hanno avuto inizio nel mese di maggio 2017. Il contratto firmato il 23 maggio 2017 prevede, in particolare, che Cedacri metta a disposizione di Deutsche Bank i sistemi per la gestione di alcuni servizi bancari retail, come ad esempio: i pagamenti, la gestione conti correnti e i prodotti di investimento.
Il Gruppo Cedacri, focalizzato sullo sviluppo di soluzioni di outsourcing, occupa una posizione di leadership nel mercato garantita da più di 150 clienti tra istituzioni finanziarie, assicurazioni e società di servizi alle quali è in grado di fornire una gamma completa e integrata di soluzioni: full outsourcing, facility management, soluzioni software e system integration, business process outsourcing. Con 50 milioni di transazioni gestite giornalmente, 33.000 utenti utilizzatori del sistema, 46.000 Mips di potenza elaborativa mainframe e 7.500 server, i data center di Cedacri si collocano ai primi posti tra i data center italiani. Il fatturato consolidato 2016 si è attestato sui 274 Mln di euro. Cedacri è certificata ISO 9001: 2008, ISO/IEC 27001: 2014, ISO/IEC 20001-1: 2011, ISAE 3402 Type Two e ISAE 3000. http://www.cedacri.it
Deutsche Bank offre servizi e prodotti di banca commerciale, banca d’investimento, transaction banking, asset e wealth management (risparmio gestito e gestione dei grandi patrimoni) ad aziende, governi ed enti pubblici, investitori istituzionali, piccole e medie imprese, famiglie e privati. Deutsche Bank è la banca leader in Germania, con un forte posizionamento in Europa e una presenza significativa nelle Americhe e nell’area Asia Pacifico. L’Italia rappresenta il suo primo mercato europeo (dopo la Germania). Con circa 4 mila dipendenti, 620 punti vendita sul territorio nazionale e 1.500 consulenti finanziari, l’Istituto è tra i più importanti gruppi internazionali presenti in Italia.

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Deutsche Bank e SACE (Gruppo CDP) insieme per l’internazionalizzazione delle imprese italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

Deutsche Bank e SACE (Gruppo CDP) hanno finalizzato un’operazione del valore complessivo di circa 9 milioni di euro, destinati a sostenere l’espansione in Messico di Fimer, azienda di Vimercate specializzataDeutsche bank nella progettazione, produzione e vendita di inverter modulari a elevatissima efficienza per impianti fotovoltaici di grandi dimensioni.
Nello specifico, SACE ha garantito due performance bond del valore complessivo di 4,3 milioni di dollari emessi da Deutsche Bank nell’interesse di Fimer per l’esecuzione delle forniture di centrali di conversione destinate a due impianti fotovoltaici in Messico.
Inoltre, Deutsche Bank ha fornito a Fimer un finanziamento di ulteriori 5 milioni di euro di liquidità per perfezionare le commesse.“Con questo progetto consolidiamo la nostra posizione di leadership nei mercati latinoamericani per la fornitura di sistemi di conversione di energia elettrica per impianti fotovoltaici cliente – spiega Ambrogio Carzaniga, Amministratore Delegato di Fimer –. Siamo grati a SACE e Deutsche Bank per il sostegno finanziario garantito al progetto vinto grazie all’elevata specializzazione e innovazione dei nostri prodotti che hanno saputo rispondere al meglio alle esigenze tecniche e tecnologiche del cliente. Fimer investe costantemente in ricerca e sviluppo e da quest’anno è pienamente operativo il nostro nuovo stabilimento a Vimercate, aumentando la nostra capacità produttiva. Con questa strategia riteniamo di aver creato le condizioni per soddisfare un mercato in crescita a livello mondale come quello del fotovoltaico ed aver interpretato al meglio il concetto di internazionalizzazione del Made in Italy”.“Siamo soddisfatti di continuare, insieme a SACE, nostro consolidato partner, ad affiancare le imprese del nostro Paese nei loro processi di crescita, non solo sul mercato domestico, ma anche all’estero – commenta Silvio Ruggiu, responsabile rete filiali di Deutsche Bank in Italia –. Pmi e internazionalizzazione sono per noi un binomio fondamentale per la sviluppo dell’Italia e per la valorizzazione delle sue eccellenze”.“Con questa operazione, prosegue il nostro impegno al fianco di Deutsche Bank nel supporto ai progetti di internazionalizzazione delle imprese italiane che, come Fimer, crescono in mercati complessi ma ad elevato potenziale come quelli latinoamericani, in cui prevediamo buone prospettive di sviluppo per le tecnologie Made in Italy” – afferma Enrica Delgrosso, responsabile Nord-Ovest di SACE che, insieme a SIMEST, costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP.Il Gruppo FIMER con sede a Vimercate (MB) è presente a livello globale con sedi in Cile, Brasile, Messico, Algeria e Congo. Fondata nel 1942 per la produzione di macchine saldatrici, grazie all’esperienza maturata sugli inverter, ha successivamente esteso il suo business anche alla Climatizzazione (2003) ed Energie Rinnovabili (2008), oggi la business unit in maggior espansione con un portafoglio di 2.7 GW in costruzione e 1.8 GW di impianti installati dei quali gestisce, in maggioranza, anche le attività di Operation & Maintenance.

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Deutsche Bank publishes 2017 SREP requirements

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

Deutsche Bank has been informed by the European Central Bank (ECB) of its decision regarding prudential minimDeutsche Bankum capital requirements for 2017, following the results of the 2016 Supervisory Review and Evaluation Process (SREP). The decision requires Deutsche Bank to maintain a phase-in Common Equity Tier 1 (CET 1) ratio of at least 9.51% on a consolidated basis, starting January 2017. This CET 1 capital requirement includes: the minimum Pillar 1 requirement (4.50%); the Pillar 2 requirement (2.75%); the capital conservation buffer (1.25%); the countercyclical buffer (currently 0.01%); and the requirement deriving from Deutsche Bank’s designation as global systemically important bank (1.00%). The new CET 1 capital ratio requirement of 9.51% for 2017 is below Deutsche Bank’s current SREP requirement of 10.76% (for 2016). It sets the level below which Deutsche Bank would be required to calculate the Maximum Distributable Amount (MDA). The MDA is used to determine restrictions on distributions in the form of dividends on CET1 capital, new variable remuneration and coupon payments to holders of Additional Tier 1 instruments. Corresponding 2017 requirements are set for Deutsche Bank’s Tier 1 capital ratio (11.01%) and Total capital ratio (13.01%). All requirements are articulated on a phase-in basis. In comparison, Deutsche Bank’s last reported consolidated capital ratios on a phase-in basis were 12.58% CET 1 capital, 14.47% Tier 1 capital and 16.15% Total capital, all as of 30 September 2016.

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Deutsche Bank e MPS: le sorellastre del sistema bancario europeo

Posted by fidest press agency su sabato, 24 dicembre 2016

Cosa hanno in comune Monte Paschi di Siena e Deutsche Bank? Sicuramente la spregiudicatezza, gli alti rischi di tenuta e la eventualità di un salvataggio pubblico. Anche se di dimensioni grandemente differenti, entrambe le banche sono un po’ il simbolo dei rispettivi sistemi bancari nazionali. MPS è la più longeva, la più antica banca al mondo, creata nel 1472,Deutsche bank e oggi allo sbando. DB, fondata 146 anni fa, è diventata sinonimo e pilastro della capacità economica tedesca fino alla sua caduta nei gorghi della peggiore speculazione.
Nonostante queste pericolose somiglianze, i consiglieri economici della Merkel, come il suo ‘aiutante di campo’ Christopher Schmidt, stranamente sono molto preoccupati del futuro di MPS. Puntano il dito su una barca in difficoltà, ma non vedono, o non vogliono vedere, la nave che rischia di andare a fondo. Eppure recentemente Der Spiegel, il principale settimanale tedesco, ha pubblicato un lunghissimo articolo sulle attività della Deutsche Bank. E’ un vero e proprio dossier, veritiero, devastante, inevitabilmente spietato. Incomincia così: ”Cupidigia, provincialismo, codardia, comportamenti maniacali, egoismo, immaturità, falsità, incompetenza, debolezza, superbia, decadenza e arroganza”. Queste sono le pesanti parole usate per spiegare l’involuzione della DB, che emergono anche nelle migliaia di pagine dei documenti e delle interviste analizzati. Il settimanale tedesco sottolinea che il collasso della prima banca tedesca è il risultato di decenni di fallimenti della sua leadership. Nel periodo tra il 1994 e il 2012 si è perso completamento il controllo della banca fino a “saccheggiarne e derubarne la sua stessa anima”. Se una volta la DB era l’icona di rispettabilità e di solidità, oggi si è trasformata in una caricatura del “Lupo di Wall Street”. “Deutsche Bank è broken” scrive Der Spiegel, sommersa da ben 7.800 denunce legali! Nel 1994 DB aveva un bilancio di 573 miliardi di euro e circa 73.000 impiegati, di cui tre quarti in Germania. Già nel 2001 gli impiegati erano diventati 95.000, solo la metà in Germania. Nel 2007 il bilancio era salito a 2.200 miliardi di euro e gli impiegati in Germania invece erano scesi ad un terzo del totale. Mentre nel 2015 il bilancio si ridusse a 1,600 miliardi di euro, gli impiegati salivano a 100.000, anche se distribuiti in 70 Paesi del mondo. Come si evince, nel processo internazionalizzazione la banca ha incominciato, purtroppo, ad imitare i comportamenti dirigenziali di stile anglo-americano. Ha completato la trasformazione da “più grande banca commerciale tedesca a banca di investimento anglo-americana”. Tanto che lo stesso l’Economist inglese a suo tempo la definì “un gigantesco hedge fund”. Con l’internazionalizzazione iniziò di fatto la fase degli eccessi, degli errori e delle malversazioni intenzionali, le cui ramificazioni legali ne stanno ancora divorando i bilanci. Si ricordi la spregiudicata scelta di operare nella speculazione in derivati finanziari di vario tipo, particolarmente in quelli legati ai mutui e alle ipoteche.
monte dei paschi di sienaE’ importante notare che, se nel 1994 la maggior parte dei profitti della DB provenivano dai servizi bancari commerciali tradizionali, già nel 2007 era la cosiddetta ‘investment division’ , cioè il dipartimento finanziario impegnato soprattutto in strumenti e operazioni ad alto rischio, che produceva ben 70% di tutti i profitti della banca. E’ questo il periodo in cui i rapporti tra DB e MPS si sono fatti più stretti per via di una serie di derivati finanziari che la banca tedesca aveva concesso alla banca italiana per coprire dei buchi di bilancio. Derivati finanziari che si sono rivelati poi delle perdite pesanti per MPS. Perdite che sono andate ad ampliare i buchi e a generare altri derivati, come il famoso ‘Santorini’. Naturalmente la DB, invece, ha fatto guadagni significativi sui derivati MPS.
Il problema è stato poi la convinzione dei grandi capi della DB di avere scoperto “il potere degli dei’ che li ha portati a trasformarla nella banca numero uno al mondo nel settore dei derivati finanziari, superando persino le grandi banche americane. Nello stesso periodo è partita anche la corsa ai bonus dei dirigenti. Ancora nel 2015, anni dopo lo scoppio della grande crisi finanziaria che per la prima volta evidenziava la anomalia degli stratosferici stipendi dei manager, ben 756 alti funzionari della DB guadagnavano oltre 1 milione di euro.
Ancora oggi la DB è rinchiusa in una sorta di “nicchia darwinista, un buffet self service per pochi, dove nessuno può essere incolpato”.
La crisi della DB è talmente profonda da convincere Der Spiegel che non si può in alcun caso escludere l’opzione più estrema, quella di un suo salvataggio pubblico da parte del governo tedesco. Con buona pace per le preoccupazioni di Berlino per una simile soluzione anche per MPS. E’evidente che farsi le pulci tra sistemi bancari, in questo caso quello tedesco e quello italiano, aumenta il discredito verso l’intero mondo bancario, minando la stessa architettura europea. Secondo noi è giunto il momento in cui i consigli di amministrazione e i manager delle varie banche dissestate vengano sottoposti al rigoroso vaglio della magistratura, unitamente ai maggiori beneficiari dei capitali elargiti. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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SACE (Gruppo Cdp) e Deutsche Bank insieme attivano le risorse del Piano Juncker

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2016

Deutsche bankDeutsche Bank e SACE (Gruppo Cdp) hanno finalizzato un accordo di collaborazione nell’ambito del “Programma 2i per l’Impresa”, sviluppato da Cassa depositi e prestiti (anche in qualità di ente nazionale di promozione del piano Juncker), SACE e Fondo Europeo per gli Investimenti (Gruppo Banca Europea per gli Investimenti) con l’obiettivo di facilitare il finanziamento di progetti volti allo sviluppo estero e all’innovazione delle imprese italiane.Grazie all’intesa, che mette a disposizione delle aziende clienti della banca 100 milioni di euro di nuovi finanziamenti, le PMI e le Small Mid Cap (fino a 250 milioni di fatturato e 499 dipendenti) che registrino un fatturato estero pari almeno al 10%, potranno rivolgersi agli sportelli di Deutsche Bank per richiedere finanziamenti, garantiti da SACE, destinati a sostenere esigenze di capitale circolante connesse a processi di espansione sui mercati esteri o finanziare investimenti in ricerca e sviluppo e internazionalizzazione.I finanziamenti, di durata compresa tra i 36 e i 96 mesi, prevedono importi a partire da 100 mila euro fino a 7,5 milioni di euro e potranno essere garantiti da SACE e FEI fino all’80%.
“Oggi internazionalizzazione e innovazione non sono più un’opzione, ma una necessità per restare competitivi, e richiedono nuove risorse e investimenti – ha dichiarato Simonetta Acri, Responsabile Rete Domestica di SACE – Con questa intesa rispondiamo a tale esigenza, supportando, insieme a Cdp e FEI (Gruppo BEI), le PMI nell’accesso alle risorse finanziarie del Piano Juncker, e rafforziamo una collaborazione di lungo corso al fianco di Deutsche Bank che ci ha già permesso di sostenere più di 120 PMI d’eccellenza, finanziando con oltre 130 milioni di euro i loro processi di crescita”.“PMI e internazionalizzazione fanno parte del nostro dna – ha aggiunto Silvio Ruggiu, responsabile rete filiali di Deutsche Bank in Italia –. Siano fortemente convinti che per lo sviluppo di un Paese sia fondamentale potere contare su un tessuto imprenditoriale innovativo e dinamico. Insieme a SACE, nostro consolidato partner, siamo impegnati da molto tempo nel supportare le imprese esportatrici, capaci di cogliere le opportunità dell’internazionalizzazione, nella crescita del loro modello di business e del loro perimetro d’azione”.

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Deutsche Bank, Deutsche Bundesbank e Weidmann

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2016

L’altro ieri il titolo di Deutsche Bank (da non confondersi con la Deutsche Bundesbank) e’ diminuito dell’7,3%. Poca cosa direbbero in molti, considerati i crolli azionari del nostro Monte de’ Paschi (detto ironicamDeutsche bankente Monte de’ Fiaschi), ma il titolo della banca tedesca ad agosto dello scorso anno valeva 30 euro e oggi 10,5 euro, e’ diminuito del 45% da inizio anno, perdipiu’ ha realizzato una perdita di 6,7 miliardi nel 2015, ha 31 miliardi di derivati incorporati nei titoli tossici, e’ stata multata dalle autorita’ statunitensi per ben 14 miliardi di dollari per i titoli tossici (ancora!) legati ai mutui e ha pagato 3,5 miliardi di euro per lo scandalo sui tassi di riferimento Euribor e Libor. Nonostante tutto questo, il presidente della Deutsche Bundesbank, la banca federale tedesca (l’equivalente della Banca d’Italia), Jens Weidmann, critica le nostre riforme e la legge di stabilita’. Ora, si immagini che il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, giudichi le attivita’ del governo tedesco. Non e’ pensabile. Eppure, Weidman, che e’ presidente della banca federale tedesca dal 2011, con i risultati di cui sopra, lo fa, forse pensa di essere un Commissario europeo, ma non lo e’. Fare bene, e solo, il proprio mestiere sembra difficile anche nel rigoroso Stato teutonico.
Abbiamo inviato questa nota all’ambasciatore tedesca Susanne Marianne Wasum-Rainer, affinche’ faccia presente al proprio Governo che il compito di Weidmann e’ quello di controllare le banche del suo Paese, se ci riesce. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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