Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Posts Tagged ‘devianza’

L’antropofago

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 ottobre 2017

l'antropofago(Saggistica Vol. 1) (Italian Edition) Kindle Edition di Riccardo Alfonso. Non è la solita storia dell’antropofago ripescata dalle barbare usanze dell’entroterra africano o della Papuasia o dalle allucinanti deviazioni di una mente malata che vive e si pasce nel culto della nostra civiltà. Da qui il tema si amplia e si articola in tante modalità in sé perverse ma pur inquadrabili in una logica esistenziale che può forse apparirci sconcertante e drammatica e per certi versi incomprensibile, ma a ragionarci intorno si può spiegare con la stessa ragione che ci illustra la vita e chiude il ciclo con la morte così come accade per tutti gli esseri viventi e per le stesse cose inanimate. La storia del cannibale diventa non più l’aspetto di una devianza culturale o legata e limitata al contingente, ma è animata dalla stessa regola di vita e ci offre uno spettacolo d’insieme che va oltre la semplice risultanza di un fatto per inquadrarsi in una visione di più ampio respiro e che c’induce a riflettere e a guardare le cose della vita con occhio più attento e indagatore.

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Roma: droga e prevenzione

Posted by fidest press agency su sabato, 9 aprile 2011

«In Italia è calato l’utilizzo della droga, ma il dato preoccupante è l’età sempre più precoce del primo utilizzo di sostanze, che nei nostri centri abbiamo rilevato essere scesa a 9 anni. Da questo punto di vista, è importante puntare su meccanismi di prevenzione fin dall’infanzia e nel contesto famigliare. Fumare o bere, in età precoce, rappresenta una prima forma di comunicazione sbagliata di un disagio sperimentato dal giovane, che nel tempo può assumere valenze sempre più preoccupanti, sfociando in altre forme di devianza: l’utilizzo di sostanze stupefacenti, l’adozione di comportamenti sessuali promiscui o lesivi auto ed etero diretti, disturbi nelle condotte alimentari, comportamenti antisociali, come gli atti di bullismo. In questo senso, la famiglia va considerata senza dubbio una risorsa. L’Agenzia Capitolina per le Tossicodipendenze vuole occuparsi anche di questa: i problemi del figlio infatti non devono essere a carico solo dei genitori fin dall’età precoce». Così il direttore dell’Agenzia Capitolina per le Tossicodipendenze di Roma Capitale, Massimo Canu, intervenendo al convegno “Roma Futura, un’idea di città” svoltosi presso la Sala Quaroni all’Eur SpA. Al convegno ha presto parte, tra gli altri, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alla famiglia, alla droga e al servizio civile, Carlo Giovanardi.  «È  riduttivo affrontare la tossicodipendenza in ambito restrittivo: è un tema che va affrontato in tutte le sue sfaccettature, considerando il concetto di “politossicodipendenza” e investendo in interventi orientati alla prevenzione, alla cura, alla promozione di stili di vita sani e al reinserimento socio-lavorativo dei tossicodipendenti», ha concluso il direttore Canu

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Antonello Caporale “Peccatori”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2009

Baldini Castoldi Dalai editore Cos’è l’Italia? Anzi: che fine ha fatto l’Italia? Chi sono questi nuovi italiani e cosa sognano, chi venerano, chi santificano. Quali regole osservano, quante volte deviano e quanti peccati commettono. «All’italiana» è una definizione così comune che oramai serve per  illustrare le vicende tristi, o soltanto buffe. Per ricordare i nostri stravizi o l’abitudine alla devianza. Per mettere in guardia (sono italiani!) o patìre insieme (siamo italiani!). Qual è la nostra colpa, e soprattutto dove è la nostra colpa. Antonello Caporale indaga al fondo della responsabilità di ciascuno, indicando i fatti e le omissioni quotidiane. Specchio infranto di una società che non coltiva passioni ma solo furbizie. La devozione al potere, la consegna del silenzio, il nuovo perbenismo. Affari e quasi sempre preghiere. La nostra nuova vita consegnata all’Imperatore, manipolata dai sondaggi, illustrata perennemente da una telecamera. Non avrai altro Dio all’infuori di me… Dieci capitoli quanti sono i comandamenti. Traditi, violati, taciuti o, in un amen, dimenticati.
Antonello Caporale vive e lavora a Roma. Per «La Repubblica», dove scrive dal 1989, cura il «breviario», pillole quotidiane di politica, e le «interviste senza rete». Sul sito web del giornale firma «Piccola Italia», vizi e stravizi del Belpaese.

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A proposito della senatrice Binetti

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2009

Lettera al direttore. Dario Franceschini ha detto che c’è un serio problema di permanenza della senatrice Binetti nel Pd. A mio modesto parere, la Binetti non doveva proprio entrare nel partito. Ed anzi penso che, come ha affermato Antonello Soro, “sarebbe stata fuori posto anche nella DC, un partito tenacemente rispettoso della laicità dello Stato”. E non solo perché poco rispettosa della laicità dello Stato, ma anche perché la senatrice, del cristianesimo non deve aver capito molto. Nel marzo del 2007, nella trasmissione “Tetris” (La7), dichiarò: “L’omosessualità  è una devianza della personalità”; mostrando chiaramente di non essere una buona cristiana, giacché  la frase, diretta pubblicamente a persone che si sentono sanissime, è una grave offesa, a prescindere dal fatto che siano sane o malate. Inoltre faceva, e fa tuttora, discriminazioni del tutto estranee al Vangelo. Il 21 febbraio dello stesso anno, la senatrice, intervistata da Cristina Cossu (“Il Sardegna”), affermò candidamente di portare il cilicio, adducendo che la pratica apparteneva alla cultura cristiana. In realtà, la pratica appartiene ad un aspetto aberrante della cultura cristiana, che contrasta con la ragione, col Vangelo  e, guarda un po’, anche col Catechismo della Chiesa cattolica (cf n. 364 e n. 2281). Colgo l’occasione per suggerire alla senatrice Binetti, sacrifici più consoni al Vangelo e alla ragione. Un esempio: rinunciare ai propri guadagni a favore dei poveri, tenendo per sé, ovviamente, lo stretto necessario per vivere. (Miriam Della Croce)

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Contro-prediche tra Europa e Islam

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2009

Di Abdelwahab Meddeb L’idea di homo islamicus è divenuta poco a poco frontiera fra verità e menzogna, spiritualità e religione, totalitarismo e libertà”. Il saggio di Meddeb si presenta quale analisi dettagliata sulla questione centrale dell’Islam: il suo urto con la storia e quell’equilibrio sottile tra identità e nazione, identità e integrazione, dialogo e democrazia. “Con quali fantasmi l’Islam ha risposto collettivamente alle contraddizioni della sua condizione storica?” Attraverso quelle luci di riflettore che si sono accese con l’attentato alle Twin Towers di New York dell’11 settembre, queste contro-prediche indagano la storia e nella storia per cercare di rispondere a quelle contraddizioni vissute nell’Islam: “Quel massacro, all’origine del quale si trova un sacrificio, rappresenta l’Islam nella sua essenza o ne costituisce una devianza, un accesso di malattia, il segno di una crisi, di un turbamento, di un disagio, di un degrado? Quella religione è intrinsecamente violenta, destinata a convertire con la costrizione e con la guerra? Esalta il sacrificio e il dono di sé, per propagare la fede e estendere la propria sfera di influenza?” L’Islam, incapace di elaborare il lutto della propria decadenza, non è mai rinato, ha creato un muro all’interno del quale si assiste alla fragilità di un sistema religioso che ignora l’unico elemento fondamentale, la libertà. “Cosicchè nel fondamentalismo islamico si verifica un effetto paradosso: la violenza, il rigorismo, l’intransigenza sembrano fondarsi sul nulla, come se l’edificio potesse crollare ad ogni istante, perché in esso l’Islam è stato incapace di concepire una propria riformulazione, ha respinto ogni forma di libertà, come se non potesse coniugare spiritualità e religione, istituzioni e democrazia, dialogo e identità”. La riflessione sulla relazione fra Islam e Occidente non può prescindere, infine, da una riflessione sui musulmani: perché l’Islam non è una categoria, un oggetto astratto, ma si incarna nella fragilità dell’essere umano e richiede di riflettere sulla sua condizione e le sue frustrazioni, i suoi sogni e i suoi incubi. (Fabiana Spani) Edizioni Cantagalli Via Massetana Romana, 12 53100  Siena 408 pagine 25 euro http://www.edizionicantagalli.com

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