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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘devianze’

Devianze, MODAVI: È emergenza, politica contrasti dipendenze patologiche

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 agosto 2022

“Secondo i dati dell’ISS, l’alcol risulta essere una delle sostanze psicoattive più usate in Europa. L’abuso di alcol è il quinto fattore di rischio per il carico di malattia globale. Sono circa 800 le persone che ogni giorno muoiono in Europa per patologie correlate all’abuso di alcool. In Italia muoiono a causa dell’alcol più di 17.000 persone ogni anno. L’Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze, nella relazione 2022, stima che siano circa 83,4 milioni gli adulti che abbiano fatto uso di sostanze illecite. Nell’ultimo anno, sono 22 milioni gli Europei che hanno consumato cannabis, 3,5 milioni i consumatori di cocaina, 1 milione gli adulti che hanno fatto uso di eroina. Questi dati ci restituiscono la gravità della situazione non solo in Italia ma nell’intera UE. Il consumo di droga e l’abuso di alcol sono fattori che influiscono negativamente non solo sulle singole persone, ma comportano importanti danni sociali ed economici a tutta la Comunità, anche in termini di spesa pubblica per la sanità. Promuovere stili di sani, soprattutto tra i giovani, significa investire su un futuro più sostenibile per tutti. Per questo, il MO.D.A.V.I. ONLUS, da sempre in prima linea nelle attività di sensibilizzazione e promozione del benessere, così come di contrasto all’uso di sostanze stupefacenti, auspica che nei programmi politici dei partiti candidati a governare la Nazione per i prossimi 5 anni questi temi trovino il giusto peso e il giusto spazio. È, infatti, dovere della politica creare le migliori condizioni di vita per i cittadini, contrastando questo genere di devianze”, così in una nota il dott. Mario Pozzi, Presidente Nazionale del MO.D.A.V.I. ONLUS

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Il quarto potere: limiti e devianze

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Mi viene da sorridere pensando che il quarto potere è attribuito ai giornalisti, in specie se guardo le vicende che accadono in Italia. Semmai dovremmo considerarlo un potere a “mezzo servizio” nella triangolare: editori, politici e sponsor pubblicitari. Vi sono dentro ma ad autonomia limitata. La libertà di stampa dovrebbe essere tutt’altra cosa. Ma cos’è questa libertà di cui tutti ne parlano ma non sempre ci è chiaro il suo significato reale? Se penso ai tanti giornalisti che sono morti ammazzati dalla criminalità organizzata per non aver taciuto non tanto sulle loro malefatte quanto sui loro rapporti sottobosco con le istituzioni, che muoiono per raccontarci in prima linea le storie di guerra, le rivolte popolari, le repressioni feroci delle dittature, ritengo che per essi vada espresso, senza riserve, tutta la stima e la considerazione che si meritano. Questo è un modo per dimostrarci che la libertà di stampa esiste e ha un prezzo che spesso non è rilevato nella giusta misura dal popolo dei lettori e più in generale dal grosso pubblico. Vi è anche un giornalismo di tutt’altra natura che convive con il mondo degli eroi, che non si abbevera alla fonte dei riscontri obiettivi, che non rispetta il dolore e la sofferenza altrui e che trasforma i carnefici in vittime e le vittime in negrieri. In questa tendenza alle “devianze” il giornalista, da una parte, entra in un gioco più grande di lui e ne rimane avviluppato forse per inesperienza, forse per la maggiore abilità dei cultori della disinformazione, forse per le logiche della pubblicità che trova negli scandali, nelle situazioni scabrose un modello di attenzione pubblica che procura più ritorni finanziari. In queste anormalità sono complici gli stessi lettori che alzano l’indice d’ascolto se un politico passa una notte brava in un night, ha una relazione omosessuale e bacia un boss della malavita pluriricercato ma, nella fattispecie, è a piede libero.
Non è giusto, ovviamente, tacere se si hanno prove concrete, ma dovremmo curarne, in ogni caso, la moderazione. Dovremmo evitare che da un episodio si faccia di tutta l’erba un fascio e spingere il lettore a credere che la classe politica sia costituita in massima parte da corrotti, corruttori e corruttibili. In questo la responsabilità non è sola del cronista, o meglio del suo modo di rappresentare certi fatti, ma anche di quelle classi sociali che una volta individuata la mela marcia, nel loro paniere, non si affrettano a toglierla di mezzo invece di approntare una difesa corporativa e leziosa e prendersela con chi ne ha pubblicata la notizia.
Dovremmo, insieme, imparare ad avere maggiore rispetto per il prossimo, a saper distinguere i diversi ruoli e a renderci conto che uno scritto può diventare un’arma impropria ma fare altrettanto male e che il ruolo del giornalista non è solo quello d’informare ma di saperlo fare con intelligenza e una buona dose di prudenza nel vagliare la bontà delle sue fonti. (Riccardo Alfonso)

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Devianze minorili: necessario supporto famiglie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2011

Per dimostrare di essere coraggioso ed essere accolto nel gruppo, un quindicenne ha accoltellato un anziano scelto a caso, in un parco pubblico. È accaduto a Rende, in provincia di Cosenza, qualche giorno fa: un evento drammatico che – ancora una volta – lascia attoniti, senza parole.  “Come genitori – ha commentato il Presidente nazionale dell’Associazione Italiana genitori, Davide Guarneri – pensiamo alla famiglia di questo ragazzo: papà e mamma sono stati determinanti nel convincerlo a presentarsi spontaneamente ai carabinieri, ma certamente sono anch’essi sbigottiti, chiedendosi dove hanno sbagliato, nell’educazione impartita al loro figlio”.  Non sempre bullismo e devianze si collocano in un contesto sociale e familiare degradato: pensiamo anche ai tanti genitori che si sentono soli, impotenti, di fronte al bombardamento di notizie, di immagini, di stimolazioni sensoriali che colpisce i nostri figli.  “Pensiamo ai messaggi quotidiani , offerti dalle contraddizioni degli adulti, che presentano potere, forza, successo, denaro come traguardi da raggiungere ad ogni costo – continua Guarneri – e chiediamo alle amministrazioni locali e alla politica di occuparsi davvero di famiglia, in una logica promozionale e non assistenziale, sostenendo l’associazionismo e la formazione dei genitori”.  Dall’Associazione Genitori emerge, come sempre, la richiesta di costruire alleanze, “alleanze fra le molte parti sane del nostro Paese, delle nostre comunità – dice ancora il Presidente – Alleanze tra famiglie, scuola, parrocchie, società sportive, associazioni. Alleanze perché si offrano ai ragazzi cultura e luoghi di riflessività, il piacere di stare insieme e il piacere di comunicare. Luoghi nei quali ci si ascolti, reciprocamente, senza pregiudizio. senza competizione per il successo”.  Le alleanze sono necessarie perché si elevi la soglia di attenzione sulla pessima qualità di molti messaggi mediatici, su programmazioni televisive nelle quali la rissa, la volgarità, la bestemmia, il vuoto assoluto rappresentano né più né meno che un prodotto commerciale, senza alcun criterio di tutela dello spettatore, tanto più quando si tratta di minori. “La sfida educativa presuppone, prima di ogni altra cosa – conclude Guarneri – un indemandabile appello alla responsabilità degli adulti”.

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