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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘di matteo’

Carceri, Radicali: abdicare alla politica di fronte all’antimafia?

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2020

“Bonafede ha subito un colpo basso da quel populismo che lui stesso ha a lungo promosso, ammesso che si possa condividere la visione distorta della magistratura di Di Matteo. La stessa visione che ha condotto alla riforma della prescrizione, alle omissioni sull’emergenza covid-19 in carcere accompagnate dall’accusa rivolta ai colleghi della sorveglianza che si sono ‘permessi’ di scarcerare alcuni detenuti in 41bis in gravi condizioni di salute. È nel modo in cui ha trattato tali questioni che troviamo le responsabilità per cui il guardasigilli dovrebbe dimettersi” dichiarano Giulia Crivellini, Tesoriera di Radicali Italiani e Raffaele Minieri, Direzione nazionale RI. “Siamo in un paese in cui ci si indigna molto di fronte alle scarcerazioni dei 41bis nelle attuali circostanze, ma non altrettanto di fronte alle condanne per tortura che il nostro paese riceve per le condizioni di illegalità in cui versano i nostri istituti di pena. Quello a cui assistiamo è uno spettacolo triste e indecoroso, risultato di una demagogia che va avanti da mesi. È sconvolgente che il ministro della Giustizia e un componente del Csm si azzuffino in televisione senza considerare il loro ruolo istituzionale e l’importanza di dare una ricostruzione completa ai cittadini. Seguendo la logica che fino all’altro giorno ha visto uniti i due, vorremmo domandare a Di Matteo se è convinto che Bonafede ritirò la sua proposta perché subì pressioni da qualcuno, e, in caso di risposta affermativa, perché non denunciò a suo tempo quanto stava avvenendo. Mentre dal Ministro vorremmo sapere se ora ha capito cosa vuol dire abdicare alla politica di fronte alle teorie dell’antimafia” proseguono Crivellini e Minieri.“Intanto speriamo che la pressione sulla magistratura di sorveglianza non si risolva nel negare giustizia e diritti ai tanti detenuti la cui scarcerazione per motivi di salute potrebbe essere strumentalizzata da un certo tipo di informazione. Concludiamo con una domanda: perché non affidare il vertice del Dap a chi da anni lavora in quell’amministrazione con coscienza ed esperienza? Perché la nomina apicale deve per forza essere di un pubblico ministero e non di chi ha esperienza e conoscenza del carcere, come un direttore di un carcere, un provveditore o un magistrato di sorveglianza?”.

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“Le affermazioni del PM Di Matteo riguardo la direzione del DAP sono sconcertanti! Si vada a fondo”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2020

Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia, sottolinea tutta la sua rabbia riguardo le notizie apprese dalla trasmissione “Non è L’Arena”, condotta dal giornalista Massimo Giletti su La7: “Apprendere – tuona Paoloni – che anche solo lontanamente il pensiero dei boss mafiosi possa aver avuto, in un qualche modo, un peso nella scelta del direttore del DAP è pazzesco!” Paoloni si riferisce alle esternazioni del PM Di Matteo, il quale, intervenuto alla trasmissione di Giletti, ha raccontato di aver avuto la proposta di assumere l’incarico di direzione del Dipartimento Amministrativo Penitenziario per essere poi ritirato non più di 48 ore dopo alla luce anche di alcune esternazioni di boss mafiosi. “Se l’intento dei boss – sottolinea Paoloni – era quello di orientare scelte a loro più favorevoli, oggi si può affermare che ci sono riusciti. Le nostre preoccupazioni sono oggi ancora maggiori, perché se fosse vero che le prese di posizione dei boss possano aver inciso, questo sarebbe un fatto di una gravità sconcertante. Soprattutto alla luce del fatto che molti di questi individui sono stati oggi scarcerati”.“Venga fatta immediata chiarezza – spiega ancora Paoloni – su quanto accaduto e sulle reali motivazioni dell’indulto travestito da Covid. Lo si deve soprattutto al sacrificio di tanti veri uomini di questo Paese che sono morti per queste battaglie!”. “Ripeto – conclude Paoloni – auspichiamo che venga fatta chiarezza subito, per non vanificare il grande sacrificio di chi ha rischiato e di tutti coloro che ancora oggi rischiano la vita per un Italia migliore. La mafia ha cambiato pelle ma c’è, ed è più forte di prima. Oggi non è più periodo di stragi, è terminata la fase del terrore. Oggi la mafia lavora in giacca a cravatta nel settore economico. E non solo, forse, visto quanto accaduto al DAP”.

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Giulia Catuogno e Vittorio Di Matteo duo

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2015

catuogno1catuognoPalermo 25 settembre alle 21,30 al Caffè del Teatro Massimo Giulia Catuogno e Vittorio Di Matteo, in concerto. Una chitarra, un pianoforte, le voci. È un duo che punta a incidere per qualità e forza dello spettacolo il mercato musicale palermitano e siculo. Un incontro tra due giovani artisti – che da sempre puntano allo sviluppo della musica inedita italiana – dove non mancherà in scaletta il pop e rock rivisitato di Ligabue, Lucio Dalla, Rino Gaetano, Sam Smith, Maroon 5, James Bay. Un abbraccio artistico tra un locale che ha deciso di puntare sul nuovo intrattenimento, guardando anche alle giovani leve della musica. (foto: catuogno)

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