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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°38

Posts Tagged ‘diabete’

Il diabete e le complicanze da non sottovalutare

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2022

Ogni 7 minuti, secondo le stime, un paziente diabetico ha un attacco cardiaco; ogni 30 minuti, un ictus; ogni 90 minuti, subisce un’amputazione a causa del diabete. Quattro persone diabetiche su 10 hanno un’insufficienza renale che può portare alla dialisi. Il diabete, malattia cronica che interessa circa 4 milioni e mezzo di persone solo in Italia – ma si stima che siano 1 milione e mezzo i pazienti non diagnosticati e almeno altri 4 milioni ad alto rischio di sviluppare la malattia – è una vera e propria malattia ‘sociale’, come spesso viene definita dall’opinione pubblica e dai media, con costi altissimi, diretti e indiretti, per tutto il sistema-Paese, anche a causa dell’impatto rilevante delle sue complicanze, in particolare quelle cardiovascolari e renali, sulla salute e sulla qualità di vita del paziente. L’informazione e la comunicazione per le persone che convivono con il diabete e i loro caregiver sono fondamentali, in questo senso, per conoscere queste complicanze e cercare di prevenirne l’insorgenza con una corretta gestione del diabete. Su questa patologia c’è molto materiale a disposizione, anche sui media, rispetto alle altre patologie, ma proliferano falsi miti, luoghi comuni e fake news, legati soprattutto a false cure, alimentazione, diete ‘miracolose’, che possono portare fuori strada i pazienti che cercano notizie, in particolare online, sul diabete. A Roma i clinici, rappresentanti delle associazioni pazienti e delle istituzioni hanno incontrato i giornalisti nel corso di formazione professionale continua “Il diabete tra luoghi comuni e falsi miti. Il ruolo chiave di informazione e comunicazione per migliorare la convivenza con la patologia e la gestione delle complicanze”, realizzato con il supporto di Boehringer Ingelheim e Eli Lilly e promosso dal Master SGP della Sapienza Università di Roma con l’obiettivo di fornire ai professionisti dell’informazione le conoscenze, gli strumenti e gli elementi per informare e comunicare correttamente sul tema del diabete e delle sue complicanze.

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Diabete: Grande successo del corso “Diabetico guida”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2022

Milano.Una delegazione Fand – Associazione italiana diabetici ha recentemente partecipato al Congresso IDF International Diabetes Federation, svoltosi a Lisbona dal 5 all’8 dicembre, presentando con grande successo e vivo interesse da parte delle altre delegazioni, giunte da diverse nazioni del mondo, il proprio corso di “Diabetico Guida”. Un corso per “diabetici qualificati”, ovvero pensato per formare profili in grado di contribuire a educare all’autocontrollo e all’autogestione del diabete e di migliorare le capacità di fornire aiuto e sostegno alle persone con diabete e ai loro familiari. Il corso della Fand si è affermato nell’ambito del congresso internazionale della IDF, di cui Fand fa parte, quale vero e proprio modello da esportare, come confermato dal tangibile interesse delle molte delegazioni presenti. A rappresentare Fand al Congresso IDF sono state la Vice Presidente Manuela Bertaggia e la Consigliera Nazionale Isabella Avantifiori. Il corso, con circa 60 frequentanti a edizione, ha già formato quasi 200 “diabetici qualificati” in tre anni, un profilo in grado di contribuire a educare all’autocontrollo e all’autogestione del diabete e di migliorare le capacità di fornire aiuto e sostegno alle persone con diabete e ai loro familiari. Il corso Diabetico Guida, giunto ad oggi alla sua terza edizione, offre un percorso di formazione strutturato in undici lezioni online da ottanta minuti ciascuna, realizzato in collaborazione con le società scientifiche SID (Società Italiana di Diabetologia) e AMD (Associazione Medici Diabetologi). Attraverso loro docenti, figure professionali di ambito sanitario, il corso certifica la preparazione dei partecipanti, rilasciando un regolare attestato sottoscritto dai formatori SID e AMD. A ogni edizione del corso, che si svolge con metodologia di apprendimento attivo e con lavoro individuale, partecipano circa 60 persone, collegate da tutta Italia, per un totale di quasi 200 formati in tre anni. «Nella mia vita associativa, che dura da 20 anni, ho partecipato a moltissimi eventi informativi, ma questo congresso è stato diverso», aggiunge Manuela Bertaggia. «Questa volta più che seguire le relazioni scientifiche, abbiamo lavorato per condividere e creare rapporti per il futuro. Condividere le best practice significa cambiare, crescere e migliorare. Il nostro obbiettivo è quello di volare sempre alto e creare progetti per migliorare la consapevolezza delle persone con diabete e questi giorni sono stati utili in tal senso. Rappresentare Fand è stato un onore e l’interesse per le nostre iniziative è stato emozionante. Arrivederci a Rio nel 2023».

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L’utilizzo delle terapie più moderne per il trattamento del diabete di tipo 2

Posted by fidest press agency su sabato, 17 dicembre 2022

Presenta dei vantaggi sia clinici che economici. Rispetto alle terapie tradizionali riducono fino al 37% il rischio di decesso e pericolosi eventi cardiovascolari come ictus, scompenso cardiaco e infarto e presentano un profilo di costo-efficacia più favorevole. È quanto ha evidenziato EFFICIENT (Effectiveness and cost-effectiveness profiles of healthcare pathways in type 2 diabetes mellitus: a real-life investigation through Italy), uno studio osservazionale retrospettivo. L’obiettivo della ricerca è stato stimare l’impatto dei diversi tipi di trattamento per i pazienti con diabete tipo 2 attraverso l’analisi degli esiti clinici ed economici. È stata condotta sui database amministrativi di due Regioni (Lombardia e Sicilia) e ha coinvolto 40.959 persone seguite tra il 2015 ed il 2020. I risultati sono stati presentati nel seminario I nuovi percorsi assistenziali per il paziente con diabete di tipo 2 tra innovazione e sostenibilità che si è svolto ieri a Roma (e promosso da Dephaforum). Il protocollo dello studio è stato approvato dal Comitato Etico dell’Università Bicocca di Milano e le analisi sono state realizzati dall’Unità di Healthcare Research and Pharmacoepidemiology dell’ateneo meneghino con EEHTA-Ceis dell’Università di Roma “Tor Vergata”. “Il diabete presenta un forte impatto sull’intera collettività in quanto ha una prevalenza pari all’oltre il 6% dell’intera popolazione italiana – sostiene il prof. Francesco Saverio Mennini, presidente della Sihta – Società italiana di Health technology assessment

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Diabete: Le cellule che curano

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2022

“Quest’anno – commenta il professor Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Medicina Interna – la SIMI ha voluto introdurre tra i temi del proprio Congresso annuale un argomento di ricerca di frontiera ovvero quello delle terapie cellulari nel campo delle patologie cardio-metaboliche. Si tratta di studi sperimentali che non hanno attualmente un’applicazione clinica ma che sono destinati a diventare una terapia del prossimo futuro. Quello che ci rende particolarmente contenti è il fatto che alcuni dei migliori centri di ricerca delle terapie cellulari si trovano in Italia e gli studiosi invitati al 123° Congresso della SIMI faranno il punto sull’attuale stato di avanzamento delle ricerche e sulle prospettive di applicazione clinica nel prossimo futuro”.Il campo delle terapie cellulari per il trattamento del diabete di tipo 1 è in rapida evoluzione e una nuova entusiasmante era è già iniziata. La speranza è di poter disporre a breve di fonti illimitate di cellule produttrici di insulina, alternative a quelle dei donatori, utilizzate da tempo per i trapianti. “Le migliori candidate per la produzione di cellule beta – ricorda il Professor Lorenzo Piemonti, direttore del DiabetesResearch Institute del San Raffaele di Milano e uno dei maggior esperti mondiali sull’argomento – sono al momento le cellule staminali umane pluripotenti, che hanno un potenziale illimitato di divisione e differenziazione. Diversi laboratori hanno sviluppato protocolli per la differenziazione delle cellule pluripotenti in cellule beta e un grande sforzo negli ultimi anni si è concentrato sullo sviluppo di prodotti cellulari con un buon profilo di sicurezza (capacità di non generare tumori) che ne consenta l’applicazione clinica”. Attualmente sono registrati 6 studi clinici che utilizzano cellule staminali pluripotenti umane per la terapia del diabete di tipo 1 e i primi pazienti nei quali sono state impiantate hanno presentato un evidente beneficio clinico. Oltre alle cellule beta da donatore, oggi si dispone di diverse fonti alternative. Le tre grandi categorie sono: cellule staminali pluripotenti, cellule provenienti da maiali transgeniche e la cosiddetta ‘complementazione della blastocisti’, in pratica la creazione di un animale ‘chimera’ nel quale viene fatto sviluppare un organo umano, da utilizzare in seguito per il trapianto.“Le cellule produttrici di insulina del maiale – commenta il professor Piemonti– sono molto interessanti perché questa insulina differisce da quella umana per un solo aminoacido; in passato peraltro veniva usata in terapia, prima che arrivasse quella umana”. Naturalmente le reazioni di rigetto contro questi tessuti di origine animale sono un problema e non facili da tenere sotto controllo; per questo sono allo studio attività di modificazione genetica degli animali per poter ottenere cellule ‘invisibili’ al nostro sistema immunitario.“Le cellule staminali pluripotenti –prosegue Piemonti – sono al momento le migliori per la terapia del diabete. Due le fonti principali ideali per caratteristiche di qualità e quantità: a) quelle che derivanti dall’embrione b) le cellule ‘riprogrammate’, frutto di una grande scoperta che ha valso a Yamanaka il premio Nobel”. Tornando dal mondo delle possibilità future alla realtà attuale, al momento sono registrati nel mondo 6 studi clinici sulle staminali pluripotenti umane (Usa e Canada) e un solo studio in Europa, registrato da un consorzio del quale fanno parte Francia, Belgio, Olanda, Svizzera ed Italia. Nel 2018 è stato impiantato con cellule progenitrici ottenute da staminali pluripotenti il primo paziente in Europa (nel 2014 negli Usa). Abbiamo dunque ‘imparato’ a produrre cellule produttrici di insulina in laboratorio e quindi in futuro potremmo non aver più bisogno di ricorrere ai donatori d’organo; da questi trial preliminari inoltre sono state ottenute le prove di principio che queste cellule sono in grado di funzionare al punto da rendere il soggetto insulino-indipendente. “La scommessa di oggi – conclude il professor Piemonti– è di poterle utilizzare senza gli immunosoppressori. A questo riguardo si stanno esplorando alcune strade: 1) mettere le cellule all’interno di un ‘contenitore’ che le isoli e le protegga dall’attacco del sistema immunitario; 2) modificarle geneticamente, rendendole invisibili al sistema immunitario (silenziando alcuni geni e inserendone altri che le rendono invisibili al sistema immunitario); 3) creare linee di cellule staminali pluripotenti da soggetti che siano come HLA identici (è come trovare nel mondo un donatore completamente compatibile) e creare una ‘banca’ di queste linee per le principali categorie di HLA”. Ma quest’ultimo punto è per ora solo wishful thinking. Un altro importante e tanto atteso capitolo della rigenerazione cellulare è quello che potrebbe portare ad una terapia cellulare per i tanti cuori ‘stanchi’ che popolano il pianeta. Allo stato attuale, le terapie cellulari cardiache, in particolare quelle arrivate alla fase della sperimentazione clinica (cellule mononucleate del midollo, progenitori endoteliali, cellule staminali mesenchimali e progenitori cardiaci adulti) sono da considerarsi ‘una scatola nera all’interno di una scatola nera’. (abstract. fonte Web http://www.simi.it, Web http://www.aristea.com)

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Diabete, combinazione metformina e Scutellaria baicalensis migliora parametri

Posted by fidest press agency su martedì, 26 luglio 2022

Uno studio ha valutato l’efficacia della somministrazione combinata di metformina, quale farmaco di sintesi e, scutellaria baicalensis (SB) quale rimedio fitoterapico, per il trattamento del diabete mellito di Tipo 2 (T2D). Oltre ai parametri ematochimici è stata valutata anche la modificazione della flora microbica intestinale. È noto che il microbiota intestinale è coinvolto nella fisiopatologia delle malattie metaboliche, incluso il T2D, e il microbiota intestinale può essere uno degli importanti bersagli terapeutici per il trattamento di questo disordine metabolico; in questo studio è stato valutato anche l’effetto sia della metformina che della SB nella composizione del microbiota intestinale. I pazienti con T2D sono stati randomizzati in gruppi di controllo e di trattamento. Tutti i soggetti sono stati assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi di sequenza: 1) SB + metformina nel periodo 1 a placebo + metformina nel periodo 2; o2) placebo + metformina nel periodo 1 a SB+ metformina nel periodo 2. I soggetti hanno ricevuto 4 capsule di SB o placebo secondo il loro gruppo di appartenenza in concomitanza con 500 mg di metformina 3 volte al giorno a 30 minuti dopo i pasti per 8 settimane di ciascun periodo di trattamento. La sessione di trattamento iniziale è stata di 8 settimane e dopo un periodo di washout di 4 settimane ciascun gruppo è passato al trattamento opposto per altre 8 settimane. L’influenza di SB e placebo sul microbiota intestinale è stata analizzata dal sistema MiSeq basato sul gene 16S rRNA. I risultati hanno dimostrato una tolleranza al glucosio inferiore nel gruppo in trattamento con SB rispetto al gruppo placebo. Allo stesso modo, l’espressione relativa dell’RNA del TNF-α è stata significativamente ridotta dopo il trattamento con SB. Il trattamento con SB ha influenzato il microbiota intestinale, in particolare Lactobacillus e Akkermansia, che hanno mostrato notevoli aumenti dopo il trattamento; rilevante è il riscontro in alcuni soggetti di livelli elevati di enzimi epatici dopo il trattamento con SB, in considerazione che la loro composizione del microbiota allo stadio basale era diversa dai soggetti i cui enzimi epatici non sono stati interessati. Abbiamo anche previsto che il metabolismo del selenocomposto (indice associato al diabete mellito di tipo 2) fosse aumentato e la degradazione del naftalene fosse diminuita dopo il trattamento con SB. In conclusione, SB con il trattamento con metformina ha migliorato la tolleranza al glucosio e l’espressione dei marker infiammatori nei pazienti ricoverati con T2D. Inoltre, considerevoli taxa batterici erano correlati con marcatori clinici, in particolare la glicemia durante test da carico orale di glucosio (OGTT). Inoltre, i dati metagenomici indicano che il metabolismo dei selenocomposti era aumentato dopo il trattamento con SB. Questi risultati suggeriscono che SB con il trattamento con metformina può migliorare il metabolismo del glucosio attraverso la modulazione del microbiota intestinale nei pazienti con T2D. By Vittorio Mascherini Medico, ricercatore CERFIT, AOU Careggi, Firenze (Fonte Farmacista33)

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Diabete in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

In Europa il diabete colpisce 62 milioni di persone. Nel 2021 ha causato oltre 1 milione di decessi, rappresentando così la quarta causa di morte. In Italia, ad oggi, sono quasi 4 milioni le persone con diabete che è la causa iniziale o concausa di oltre 80mila morti ogni anno, pari a circa 9 decessi ogni ora. Una pandemia silenziosa con importanti costi sociali e umani che è destinata a crescere, basti pensare che, nel nostro Paese, dal 2000 ad oggi i casi di diabete sono raddoppiati. Attualmente, la qualità dell’assistenza diabetologica italiana è tra le migliori a livello mondiale, ma ci sono dei margini di miglioramento, per questo è giunto il momento di investire per garantire un trattamento uguale per tutti, ovunque sul territorio.Su questi temi si è tenuto un confronto tra istituzioni, società scientifiche ed esperti clinici, in occasione del 15° Italian Diabetes Barometer Forum, dal titolo ‘Diabete e Pnrr: prima le cure’. L’evento è stato organizzato da Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation (IBDO Foundation) e dall’intergruppo parlamentare ‘Obesità e Diabete’, in collaborazione con l’università degli Studi di Roma Tor Vergata e con il contributo non condizionato di Novo Nordisk, nell’ambito del programma Driving Change in Diabetes. “Stiamo assistendo a una crisi strutturale del nostro Sistema Sanitario Nazionale legata alla tecnologia obsoleta delle strutture italiane, alle scarse risorse logistiche e agli aspetti organizzativi gestionali con evidenti problemi di accesso ai servizi, ma soprattutto di continuità nelle cure per i cittadini- ha spiegato Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene e Sanità pubblica all’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, consigliere del ministro della Salute per il coordinamento con le Istituzioni sanitarie internazionali per la pandemia da Covid-19 e past president della World Federation of Public Health Associations- È necessario essere lucidi e capire che la crisi può essere superata solo con un lavoro di squadra attraverso la collaborazione tra scienza e istituzioni e garantire così risposte ai pazienti e alla società”.”Il diabete è una malattia cronica e come tale necessita di sostegno continuo. È stato dimostrato che avere un’adeguata assistenza specialistica multiprofessionale può portare a una riduzione del 19% della mortalità per tutte le cause legate al diabete, considerando che questa malattia causa in Italia ogni anno il 3% delle morti totali, è allarmante e preoccupante sapere che solo il 30% di chi ne è affetto riceve un’assistenza adeguata- afferma Agostino Consoli, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid)”. “L’assistenza diabetologica è il fiore all’occhiello del nostro Sistema Sanitario Nazionale, ma è sempre possibile e, in seguito all’emergenza da Covid-19 necessario, potenziarla migliorando il rapporto tra l’assistito e il territorio- ha aggiunto Graziano Di Cianni, presidente dell’Associazione medici diabetologi- Dobbiamo garantire una migliore collaborazione tra strutture diabetologiche e la medicina generale, allo stesso tempo investire nella formazione nel personale e nello sviluppo di servizi di teleconsulti e teleassistenza per facilitare il continuo dialogo medico-paziente ed il confronto tra professionisti”. “Siamo convinti che si debba passare attraverso una più forte alleanza tra scienza e istituzioni e tutti i diversi livelli di governo per una efficace messa a terra delle risorse, nei tempi così stringenti che dovremo rispettare per la realizzazione del Piano. Inoltre, dovremo intervenire per assicurare che un nuovo approccio sia messo in campo, un approccio che veda al centro della politica pubblica il cittadino, il paziente e il suo domicilio, al fine di generare un autentico cambiamento nell’organizzazione delle strutture, nelle competenze e nelle professionalità che avranno l’obiettivo di prevenire e curare le persone con diabete”, ha aggiunto il deputato Roberto Pella, presidente dell’intergruppo parlamentare ‘Obesità e Diabete’ e vicepresidente vicario di Anci.

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Rapporto Diabetes Atlas dell’International Diabetes Federation

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2022

Roma giovedì 16 Giugno 2022, ore 14.00-18.00 Sala Angiolillo, Palazzo Wedekind Il 15° Italian Barometer Diabetes Report offre una fotografia della situazione del diabete a livello nazionale e con approfondimenti per ciascuna realtà regionale. L’iniziativa parte dal presupposto che la raccolta e la condivisione di informazioni possa stimolare quel dibattito necessario a promuovere la cultura del fare e quindi contribuire a ridurre il peso clinico, sociale ed economico che questa malattia rappresenta.

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Salute mentale, diabete e pandemia: al via il progetto “Non solo Covid”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Maggio 2022

La pandemia da Covid-19 ha messo a dura a prova il nostro Servizio Sanitario Nazionale, mettendone in luce limiti e criticità; nello stesso tempo, però, ha determinato proficue riflessioni sia per quanto riguarda la dialettica ospedale – territorio che per la gestione di alcune patologie. Tra gli effetti dell’emergenza sanitaria emerge, infatti, un’importante riduzione della presa in carico del paziente cronico: in particolare, la salute mentale e le malattie metaboliche sono gli ambiti che maggiormente hanno subìto una crisi assistenziale, registrando un significativo calo delle prestazioni territoriali. Allo scopo di analizzare le principali conseguenze della pandemia sulla gestione del paziente affetto da disturbi mentali o da diabete mellito e acquisire elementi pragmatici di tipo comportamentale nel campo delle cure primarie, la Scuola Veneta di Medicina Generale (SVEMG), con il contributo incondizionato di EG – STADA, ha dato vita al progetto “Non solo Covid”: 7 eventi live trasmessi sulla piattaforma Radiowebcureprimarie – https://radiowebcureprimarie.org/ – in cui saranno trattati singolarmente temi correlati alla Mental Health e al diabete grazie al contributo di Medici di Medicina Generale, farmacisti, psichiatri e diabetologi. Il ciclo di dirette ha avuto inizio mercoledì 30 marzo, alle ore 21: nel primo appuntamento in cui si è parlato di depressione come esito del disagio pandemico e si confronteranno il dottor Moreno De Rossi, Direttore UOC Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura – AULSS 3 Serenissima, il dottor Umberto De Conto, Medico di Medicina Generale – AULSS 2 Marca Trevigiana, e la Dottoressa Giulia Giovannetti, farmacista di Vicenza. Gli eventi seguiranno il seguente calendario: Il binge eating e i disturbi dell’alimentazione – 11 maggio, dalle 21 alle 21.45 1) I disturbi della personalità – 15 giugno, dalle 21 alle 21.45 2) Riprendere il collegamento tra medico di famiglia e diabetologo per riallineare l’assistenza al paziente diabetico – 14 settembre, dalle 21 alle 22.15 3) Diabete e complicanze: cosa e come recuperare? – 12 ottobre, dalle 21 alle 21.45 4) Il monitoraggio dei farmaci ai pazienti diabetici e le nuove opportunità – 16 novembre, dalle 21 alle 21.45 “La Scuola Veneta di Medicina Generale, tra le finalità definite nello Statuto, ha quella di promuovere la formazione sugli aspetti più rilevanti della presa in carico, in particolare dei pazienti con cronicità. Due anni di pandemia Covid-19 hanno ingigantito, ed esasperato, alcuni aspetti dell’assistenza sanitaria, sia ospedaliera che territoriale, già in difficoltà. Le conseguenze riguardano prevalentemente la continuità del controllo delle patologie croniche, compito prevalente per la Medicina Generale, mettendone in risalto alcune tra cui quelle oggetto del ciclo di trasmissioni realizzate dalla SVEMG con ‘radiowebcureprimarie’ (RWCP)”, spiega Bruno Franco Novelletto, Presidente e Direttore della Divisione Formazione e Ricerca della Scuola Veneta di Medicina Generale.

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Ridurre l’incidenza del diabete per diminuire il rischio di essere colpiti da ictus

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2022

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), sono circa 346 milioni le persone affette da diabete in tutto il mondo, ben 52 milioni in Europa; viene inoltre stimato che i decessi per diabete siano destinati a raddoppiare tra il 2005 e il 20301. Sono invece almeno 4 milioni gli italiani che convivono con questa patologia, circa 500.000 quelli con il diabete di tipo 1 (detto anche insulino-dipendente) e oltre 3 milioni e mezzo quelli con il diabete di tipo 2, legato all’obesità e ad uno stile di vita scorretto. In base al Rapporto 2020 di ‘Health Search’ (Istituto di Ricerca Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie SIMG), la diffusione della malattia è in continuo aumento, visto che è passata, secondo gli ultimi dati disponibili, dal 7% della popolazione del 2009 all’8% del 2018, con una percentuale più alta nei maschi (8,6%) rispetto alle donne (7%). Questo incremento è dovuto a diversi fattori, tra cui l’invecchiamento della popolazione, una diagnosi che avviene in fase precoce e un aumento della sopravvivenza dei malati.Il diabete, insieme a ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, fibrillazione atriale, oltre che al fumo e alla sedentarietà, rappresenta uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare ma è ormai annoverato anche tra i fattori di rischio per l’ictus ischemico che possono essere modificati mettendo in atto un cambiamento nel proprio stile di vita.I valori corretti di glucosio nel sangue sono di circa 65-110 mg/dl quando si è a digiuno, con un picco fino ai 140 mg/dl circa 2 ore dopo l’ultimo pasto. Se questi valori si aggirano rispettivamente tra i 110 e i 126 mg/dl o tra i 140 e i 199 mg/dl, il paziente va considerato a rischio e deve cercare di attenersi ad uno stile di vita più sano, seguendo una dieta equilibrata e svolgendo attività fisica. Se i valori superano rispettivamente i 126 mg/dl o i 199 mg/dl, è assolutamente necessario rivolgersi al medico che può indicare anche una terapia farmacologica, che deve sempre accompagnarsi ad uno stile di vita appropriato.Obiettivo di A.L.I.Ce. Italia Odv è quello di sensibilizzare le persone sull’importanza della prevenzione, che passa attraverso una modifica al proprio stile di vita e la diagnosi precoce (fare gli esami del sangue una volta all’anno per controllare i valori della glicemia e del colesterolo può evitare l’insorgenza improvvisa di patologie gravi come appunto ictus e infarti). In particolare, A.L.I.Ce. Italia consiglia di adottare misure preventive finalizzate a ridurre l’incidenza del diabete: dieta sana, ricca di frutta e verdura, povera di grassi e alcol, eliminazione di tabacco, costante e frequente attività fisica, mantenimento di un peso adeguato alla propria corporatura possono evitare l’insorgenza di una malattia pericolosa come questa e, di conseguenza, dell’ictus cerebrale.

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La diagnosi di patologie come il coronavirus, gli attacchi di cuore o il diabete possono presto appartenere al passato?

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

La diagnosi di patologie come il coronavirus, gli attacchi di cuore o il diabete possono presto appartenere al passato? Un nuovo regolamento UE richiede ai produttori di test rapidi e materiali di laboratorio di presentare tutti i prodotti per una nuova approvazione. L’impegno per le aziende medtech è così grande che molte stanno già riducendo il loro portfolio, dice Roland Meißner, CEO di nal von minden GmbH a Moers, Germania. Pertanto, è obbligatorio agire ora – prima che molti diagnostici in vitro scompaiano dal mercato! Roland Meißner risponde alle domande più importanti sul regolamento UE sulla diagnostica in vitro (IVDR) qui di seguito. Domanda. In cosa consistono esattamente i nuovi regolamenti dell’UE? Meißner: I nuovi regolamenti UE si applicano a prodotti come test rapidi, test PCR e test di laboratorio. La diagnostica in-vitro gioca un ruolo importante nelle diagnosi e viene usata quotidianamente negli studi medici e negli ospedali. I nuovi regolamenti UE per la diagnostica in-vitro (IVDR) mirano a migliorare la sicurezza dei prodotti medici nell’interesse dei cittadini. Tutti i prodotti devono essere rivisti secondo criteri più rigorosi ed essere riapprovati. Il fattore scatenante è stato uno scandalo riguardante le protesi mammarie. Come azienda di tecnologia medica, nal von minden è a favore di questi nuovi regolamenti, ma il calendario previsto non può essere rispettato. Domanda.Come si presenta il calendario attuale? Meißner: Tutti i prodotti nel campo della diagnostica in vitro devono essere nuovamente approvati entro maggio 2022. Si tratta di migliaia di prodotti che sono importanti per la diagnosi, per esempio, del diabete, dell’infarto, del cancro e di molte altre patologie. I regolamenti dell’UE non riguardano solo i produttori tedeschi, ma devono essere applicati a tutti i produttori di diagnostica in-vitro i cui prodotti sono sul mercato europeo. Domanda. Perché questo è ora un grande problema? Il maggio 2022 è ancora lontano… Meißner: Questo argomento è urgente ora, perché molti produttori di diagnostica in-vitro devono ridurre radicalmente il loro portfolio di prodotti. Poiché i produttori sono consapevoli che non c’è abbastanza tempo per far approvare di nuovo tutti i loro prodotti, stanno valutando quali prodotti ne valgono davvero la pena. Solo alla nal von minden, abbiamo oltre 100 diversi test rapidi e dispositivi nel nostro portfolio. Non possiamo presentarli tutti entro maggio 2022. Semplicemente non si può fare. Domanda: Perché non si può fare? Meißner: Negli ultimi mesi, molte aziende di tecnologia medica come nal von minden hanno messo tutta la loro energia nella lotta contro la pandemia di coronavirus. Abbiamo davvero aumentato la produzione per essere in grado di produrre il numero necessario di test rapidi per il coronavirus. Oltre a questo, non ci sono abbastanza cosiddetti “organismi notificati” per assumere il compito di approvare i prodotti in linea con i nuovi regolamenti dell’UE. Purtroppo, al momento ci sono solo 3 Organismi Notificati per tutti i produttori che cercano di vendere i loro prodotti diagnostici in vitro in Europa. Domanda: Solo 3 organismi notificati in tutta Europa? Meißner: Sì, questo è anche a causa del coronavirus. Come risultato della pandemia e delle restrizioni di viaggio connesse, nessun altro Organismo Notificato ha potuto essere approvato finora. Affinché un organismo di controllo possa essere certificato come Organismo Notificato UE, gli ispettori stessi devono venire a vedere tutto sul posto. Naturalmente ha senso assicurare che i criteri di qualità siano soddisfatti. Fino ad oggi, tuttavia, ci sono ancora solo tre Organismi Notificati per tutti i produttori di diagnostica in-vitro in Europa Domanda: Quanto tempo ci vuole per controllare un prodotto? Meißner: Per gli oltre 100 prodotti di nal von minden GmbH che devono essere registrati secondo l’IVDR, nel migliore dei casi sarebbero necessarie 100 settimane. Questo perché ogni Organismo Notificato stima almeno 1 settimana per prodotto, il che significa che non è possibile approvare tutti i prodotti entro maggio 2022. E, come ho già detto, non è una sola azienda a produrre diagnostica in vitro. Domanda: Cosa succederà ai prodotti che non saranno approvati in tempo? Meißner: Secondo i nuovi regolamenti UE per la diagnostica in vitro, i produttori non possono più produrre questi prodotti dopo maggio 2022. Solo i prodotti che sono già stati fabbricati e sono in magazzino possono continuare ad essere venduti fino alla loro data di scadenza. La chiusura di una linea di prodotti che non è stata approvata è quindi prevedibile. Ci saranno carenze di prodotti e alcuni di questi spariranno completamente dal mercato. Domanda: Perché i prodotti spariranno dal mercato? Meißner: Dato che il calendario non può essere rispettato, ogni produttore deciderà quali dei suoi prodotti sono più importanti. Di solito si tratta di prodotti che sono usati più comunemente, perché chiaramente ogni azienda ha bisogno di sopravvivere economicamente e di occuparsi dei propri dipendenti. Si tratta principalmente di prodotti diagnostici per patologie molto comuni. C’è il pericolo che i prodotti per la diagnosi di malattie rare vengano approvati solo dopo un certo periodo di tempo – o addirittura non vengano approvati affatto, perché non è più vantaggioso economicamente per l’azienda. Non bisogna dimenticare che la riapprovazione ora necessaria è anche un’enorme impresa in termini finanziari. Domanda: Sono interessate tutte le aziende in Europa? Meißner: Tutte quelle che producono diagnostica in vitro sono interessate. Più piccola è l’azienda, più presumibilmente sarà difficile. Alcuni produttori dovranno ridurre drasticamente il loro portfolio per sopravvivere economicamente. Per le società più grandi, non sarà affatto un problema. Un’estensione dell’IVDR sarà più importante per le aziende medio-piccole in Germania e in Europa. Domanda.Teoricamente, fino a quando dovrebbe essere esteso l’IVDR? Meißner: Una proroga di un anno sarebbe la cosa migliore. Questo significherebbe che le aziende avrebbero più tempo e che potrebbero essere istituiti più Organismi Notificati. Inoltre, le stesse condizioni dovrebbero essere applicate a tutte le aziende. L’anno scorso – a causa della crisi del coronavirus – il periodo di transizione per i dispositivi medici secondo il MDR (Medical Device Regulation, ad esempio i pacemaker) è stato esteso di un anno.

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Diabete e over 65

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2021

In Italia 3,27 milioni di persone dichiarano di avere il diabete e un milione sono le persone che non sanno di averlo. Il 67% dei diabetici si colloca nella fascia di età pari o superiore ai 65 anni, e circa un paziente su 5 ha età pari o superiore a 80 anni. Per tutti loro mantenere un buon controllo glicemico è la chiave che consente di vivere meglio e rappresenta il punto di partenza per prevenire alcune patologie o complicanze connesse con il diabete stesso, non soltanto per le persone con più di 65 anni. Basti pensare al fatto che al diabete è associato il 60-80% delle morti per malattie cardiovascolari. Per queste ragioni Senior Italia FederAnziani ha lanciato una campagna educazionale e di empowerment del paziente che mette a disposizione strumenti informativi e formativi utili a migliorare la gestione della malattia rendendo la persona con diabete sempre più consapevole. Questa campagna è supportata dal contributo non condizionato di Abbott.Attraverso webinar dedicati ai senior, interviste a medici e video testimonianze di pazienti, la campagna punta a sensibilizzare gli over 65 sull’importanza di sani stili di vita e del corretto monitoraggio. Le interviste ai massimi esperti del settore consentiranno di approfondire diversi temi, tra cui i benefici clinici di un controllo/monitoraggio frequente della glicemia, l’importanza della condivisione dei dati, anche da remoto, con il medico e con i familiari, le comorbidità, l’alimentazione, l’importanza dell’attività fisica e molto altro. Gli interventi degli opinion leader saranno diffusi attraverso il network di comunicazione della federazione della terza età, ovvero il Tg quotidiano Senior News, il canale YouTube (https://www.youtube.com/user/federanziani), la pagina Facebook Senior Italia, e la newsletter settimanale. Alle pillole degli esperti si aggiungeranno i racconti e le esperienze di vita delle persone che convivono ogni giorno con il diabete. I consigli e le indicazioni provenienti dalla comunità scientifica saranno inoltre riassunti in un Vademecum e saranno al centro di una serie di eventi online destinati al pubblico senior, che consentiranno a quest’ultimo di ascoltare gli esperti e di rivolgere loro domande specifiche al termine degli incontri. «In questo periodo di emergenza Covid non bisogna abbassare la guardia rispetto a un’altra pandemia silenziosa, ovvero quella del diabete. È fondamentale avere sempre a cura la propria salute e non dimenticare che il monitoraggio resta lo strumento più importante per prevenire le complicanze, e quindi per vivere meglio e più a lungo. Questo è fondamentale non solo per le persone che convivono col diabete, ma anche per lo stesso SSN, dato che una migliore gestione di una patologia tanto diffusa genera elevati risparmi in ambito socio-sanitario, in virtù delle minori ospedalizzazioni, liberando risorse che possono essere reinvestite in modo strategico» afferma Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani.

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Diabete: un grande aiuto dalla tecnologia

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

“La rivoluzione tecnologica ha comportato la progressiva sostituzione dei sistemi tradizionali di monitoraggio della glicemia con l’adozione di sensori sottocutanei per il rilevamento del glucosio capaci di monitorare la glicemia in continuo o mediante il rilevamento “flash”. Tali strumenti hanno permesso di ottenere parametri metabolici fino ad ora impensabili e molto utili per il monitoraggio della terapia quali la determinazione del “tempo in target” (percentuale di valori nell’ambito di un range predefinito), la determinazione del tempo in ipoglicemia ed in iperglicemia e, infine, il calcolo della cosiddetta “emoglobina glicosilata presunta” cioè la sua determinazione sulla base del valore medio di glicemia raggiunto. Tale rivoluzione copernicana della diabetologia è coincisa, fortuitamente, con il periodo di “lockdown” durante il quale, per opportunità e sicurezza, si consigliava ai pazienti di non andare in ospedale o presso i centri diabetologici ad eseguire i prelievi di sangue. I Diabetologi campani, quindi, hanno dovuto-potuto trasformare, in tempo record, i loro ambulatori in “ambulatori di telemedicina-telesalute” riconosciuti anche dal punto di vista formale dai funzionari della sanità campana. Attraverso lo scarico dati dei sensori si potevano seguire i profili glicemici dei pazienti e consigliare gli “aggiustamenti” terapeutici quasi in tempo reale. Inoltre, l’adozione di strumenti dotati di allarmi per le ipo/iperglicemie permetteva di migliorare non solo il controllo metabolico dei pazienti ma anche la sicurezza degli stessi. Infine, molti di questi strumenti permettono di “trasmettere in diretta” le glicemie rilevate a distanza sul cellulare del paziente, delle famiglie e di eventuali “caregiver” ha spiegato Dario Iafusco, Vice Presidente Diabete Italia e Responsabile del Centro regionale di Diabetologia Pediatrica “G. Stoppoloni” AOU “Luigi Vanvitelli”

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“Le gliflozine nel diabete e nello scompenso cardiaco”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 marzo 2021

Torino Venerdì 9 aprile alle 17.30, l’Accademia di Medicina di Torino organizza una seduta scientifica on line dal titolo “Le gliflozine nel diabete e nello scompenso cardiaco”. Introducono l’incontro Paolo Cavallo Perin, professore di Medicina Interna all’Università di Torino, e Patrizia Presbitero, primario di chirurgia interventistica presso l’Istituto Humanitas di Rozzano (MI), entrambi soci dell’Accademia di Medicina. I relatori saranno Gabriella Gruden, Professore Associato di Medicina Interna presso l’Università di Torino e Dirigente Medico presso la Medicina Interna 3U della “Città della Salute e della Scienza di Torino” e Edoardo Gronda, Primario di Cardiologia dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) Multimedica di Sesto San Giovanni (MI). Le glifozine sono una nuova classe di farmaci per il trattamento farmacologico del diabete di tipo 2. I farmaci tradizionali del diabete agiscono aumentando la secrezione di insulina da parte del pancreas e/o la sensibilità degli organi periferici all’azione dell’insulina. Le glifozine agiscono invece a livello del rene, aumentando l’eliminazione con le urine di sodio e glucosio. La perdita glucosio con le urine migliora il compenso glicemico e facilita la perdita di peso. Inoltre, l’aumentata eliminazione con le urine di sodio favorisce il controllo della pressione arteriosa. Oltre a valutare l’azione dei farmaci per il diabete sul compenso glicemico, è importante studiarne l’effetto sulle complicanze a lungo termine del diabete. Studi clinici condotti a tale scopo hanno recentemente dimostrato che questa classe di farmaci ha un inatteso effetto protettivo su rene e cuore, riducendo il rischio di eventi cardiovascolari, scompenso cardiaco e malattia renale diabetica. Tali effetti benefici delle glifozine su cuore e rene sono recentemente stati dimostrati anche in pazienti non affetti da diabete, estendendo la platea di soggetti che possono beneficiare di questo nuovo importante strumento terapeutico. Si potrà seguire l’incontro solo collegandosi al sito http://www.accademiadimedicina.unito.it.

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Diabete in Italia: trend in continua crescita da Nord a Sud

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Il diabete è in continua crescita in tutti i paesi europei. Fra il 2008 e il 2014 il numero di cittadini europei con diabete è cresciuto di 4,6 milioni, ovvero del 28 per cento in sei anni, con una crescita 24 volte maggiore rispetto a quella della popolazione nello stesso periodo. Questa crescita è evidente anche In Italia, dove Istat stima che dal 2000 al 2019 le persone con diabete siano aumentate di circa il 60 per cento, passando dal 3,8 per cento della popolazione al 5,8 per cento (ovvero oltre 3 milioni e mezzo di persone). Lo documenta la quattordicesima edizione dell’Italian Diabetes Barometer Report, che verrà presentata stasera durante il webinar patrocinato dal Ministero della Salute e dall’Intergruppo Parlamentare Obesità e Diabete “Il Diabete una malattia silente: l’impatto In Italia e nelle Regioni”.Questo incremento è spiegabile con una pluralità di motivi, tra cui l’invecchiamento della popolazione, la sedentarietà, l’obesità e in generale la scarsa attenzione a stili di vita salutari hanno un notevole impatto. Anche i continui progressi nel contrasto alle malattie croniche, quali le migliorate capacità diagnostiche accompagnate a una diagnosi in età più giovane o la capacità del sistema di cura di allungare la sopravvivenza delle persone con diabete e relative complicanze contribuiscono a questa crescita.“L’aumento della popolazione con diabete si riscontra in tutte le regioni d’Italia, ma gli incrementi non sono stati omogenei su tutto il territorio. In particolare, rispetto al 2000 le prevalenze standardizzate aumentano maggiormente nelle regioni del Nord e del Centro (escluso il Lazio), che partivano da livelli più bassi. Per il Mezzogiorno fa eccezione la Sicilia che passa dal 4,4 per cento nel 2000 al 6,9 per cento nel 2019. Le differenze regionali si mantengono particolarmente elevate nella popolazione anziana, oltre 15 punti percentuali la distanza tra Bolzano e la Calabria, dove la quota di anziani con diabete supera il 25 percento e il tasso di mortalità per diabete è superiore alla media nazionale”, dice Roberta Crialesi, Dirigente Servizio Sistema integrato salute, assistenza, previdenza e giustizia, Istat.Per quanto riguarda la mortalità, si conferma la tendenza a crescere passando dalle aree settentrionali a quelle meridionali del paese, con una certa variabilità in base alle province della stessa regione. Per esempio, in Piemonte i decessi per diabete rappresentano il 2,9 per cento dei decessi totali, una percentuale inferiore alla media nazionale che si attesta al 3,5 per cento, ma nella provincia di Vercelli il dato sale al 4,1 per cento, e in quella di Torino scende al 2,5. Analogamente, in Puglia, la cui media regionale è 4,6 per cento, si passa dal 5,6 di Taranto al 3,6 di Lecce.

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“Il Diabete è una malattia silente: l’impatto In Italia e nelle Regioni”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2021

Secondo i dati Istat 2019, nel nostro Paese sono 3,5 milioni le persone con diabete, ovvero il 5,8 per cento dell’intera popolazione, con un aumento di oltre il 60 per cento di casi dal 2000. Nonostante i progressi terapeutici, in Italia ancora più di 20.000 persone muoiono ogni anno a causa del diabete e, in questo anno segnato dalla pandemia, il diabete è una delle concause di morte rilevate più frequentemente nei decessi da SARS-CoV-2. Giunto alla quattordicesima edizione, l’Italian Barometer Diabetes Report, offre una fotografia della situazione del diabete a livello nazionale e con approfondimenti per ciascuna realtà regionale. L’iniziativa parte dal presupposto che la raccolta e la condivisione di informazioni possa stimolare quel dibattito necessario a promuovere la cultura del fare e quindi contribuire a ridurre il peso clinico, sociale ed economico che questa malattia rappresenta e potrà rappresentare.

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14th Italian Diabetes Barometer Report

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 febbraio 2021

23 febbraio 2021, ore 16.00-17.30 Ministero della Salute e dell’Intergruppo Parlamentare Obesità e Diabete. Secondo i dati Istat 2019, nel nostro Paese sono 3,5 milioni le persone con diabete, ovvero il 5,8 per cento dell’intera popolazione, con un aumento di oltre il 60 per cento di casi dal 2000. Nonostante i progressi terapeutici, in Italia ancora più di 20.000 persone muoiono ogni anno a causa del diabete e, in questo anno segnato dalla pandemia, il diabete è una delle concause di morte rilevate più frequentemente nei decessi da SARS-CoV-2. Giunto alla quattordicesima edizione, l’Italian Barometer Diabetes Report, offre una fotografia della situazione del diabete a livello nazionale e con approfondimenti per ciascuna realtà regionale. L’iniziativa parte dal presupposto che la raccolta e la condivisione di informazioni possa stimolare quel dibattito necessario a promuovere la cultura del fare e quindi contribuire a ridurre il peso clinico, sociale ed economico che questa malattia rappresenta e potrà rappresentare.

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Il 14 novembre si celebra la Giornata Mondiale del Diabete

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2020

Tutto il mondo della diabetologia italiana – dalle società scientifiche alle associazioni degli infermieri e dei pazienti – scende in campo nel corso di una web press conference ufficiale in occasione della giornata mondiale del diabete. Tema di quest’anno, fortemente dominato dalla pandemia di Covid-19, che rappresenta una minaccia ulteriore per le persone con diabete è: ‘Diabete: gli infermieri fanno la differenza’. La conferenza stampa si si è tenuta in formato virtuale con la partecipazione dei seguenti relatori:Francesco Purrello – Presidente Società Italiana di Diabetologia SID, Agostino Consoli – Presidente Eletto Società Italiana di Diabetologia SID, Paolo Di Bartolo – Presidente Associazione Medici Diabetologi AMD, Graziano Di Cianni – Vicepresidente Associazione Medici Diabetologi AMD, Carolina Larocca – Presidente Operatori Sanitari di Diabetologia Italiani OSDI, Tommaso Novo – Presidente Associazione Nazionale Infermieri Endocrinologia Diabetologia ANIED, Emilio A. Benini – Presidente Associazione Italiana Diabetici FAND, Stefano Nervo – Presidente DIABETE ITALIA.

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Il 12 novembre si celebra la Giornata Mondiale del Diabete

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

Tutto il mondo della diabetologia italiana – dalle società scientifiche alle associazioni degli infermieri e dei pazienti – scende in campo nel corso di una web press conference ufficiale in occasione della giornata mondiale del diabete. Tema di quest’anno, fortemente dominato dalla pandemia di Covid-19, che rappresenta una minaccia ulteriore per le persone con diabete è: ‘Diabete: gli infermieri fanno la differenza’. La conferenza stampa si terrà in formato virtuale Martedì 12 novembre 2019 | Ore 11,00 Saranno presenti, in qualità di relatori: Francesco Purrello – Presidente Società Italiana di Diabetologia SID Agostino Consoli – Presidente Eletto Società Italiana di Diabetologia SID Paolo Di Bartolo – Presidente Associazione Medici Diabetologi AMD Graziano Di Cianni – Vicepresidente Associazione Medici Diabetologi AMD Carolina Larocca – Presidente Operatori Sanitari di Diabetologia Italiani OSDI Tommaso Novo – Presidente Associazione Nazionale Infermieri Endocrinologia Diabetologia ANIED Emilio A. Benini – Presidente Associazione Italiana Diabetici FAND Stefano Nervo – Presidente DIABETE ITALIA

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4° premio giornalistico ‘SID-Diabete Ricerca’

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

Sono stati prorogati al 1° novembre 2020 i termini per partecipare al 4° premio giornalistico ‘SID-Diabete Ricerca’, istituito dall’Associazione ‘Diabete Ricerca’, dalla ‘Fondazione Diabete Ricerca’ e dalla ‘Società Italiana di Diabetologia’ con lo scopo di riconoscere e stimolare la corretta divulgazione scientifica di tematiche riguardanti il diabete mellito. Il premio vuole essere un omaggio allo stile e al modo di svolgere questa professione con competenza, rigore, sintesi, completezza di contenuti, chiarezza di linguaggio e capacità di divulgazione delle notizie.Il riconoscimento, dell’ammontare di €. 2.000 per ciascuna delle categorie individuate: Agenzie di stampa e carta stampata Radio-Televisioni, Web e servizi on line verrà assegnato da una giuria composta dall’Ufficio di Presidenza della Società Italiana di Diabetologia e da due giornalisti, e sarà consegnato in occasione dell’inaugurazione del 28° congresso nazionale SID a Rimini dal 2 al 5 dicembre 2020. Chi avesse già inviato gli elaborati non dovrà inviarli nuovamente.

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Gravidanze e diabete ma senza stress

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

Come superare un motivo di stress per tutte quelle donne con diabete che stanno per diventare mamme? La soluzione oggi per tutte le gravidanze complicate dal diabete nelle sue varie forme (complessivamente circa il 12-15% di tutte le gravidanze) viene dalla tecnologia grazie al 1° dispositivo approvato per le donne in gravidanza in grado di monitorare in continuo la glicemia. Un sistema semplice, accurato che senza bisogno di calibrazioni ha ricevuto il marchio CE per uso in gravidanza, e che aiuta a stabilizzare il controllo materno e a ridurre i rischi per il bambino quali la macrosomia neonatale e altre complicanze.Se ne è discusso nel corso nella 14ma edizione dell’appuntamento che ha visto riuniti clinici internazionali e nazionali per discutere gli ultimi aggiornamenti sulla gestione del diabete in gravidanza (Roma, ”14th One day on hyperglycemia in pregnancy”).

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