Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘diabetologi’

Insuline basali: le novità dal congresso dei diabetologi Usa

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 luglio 2017

Picture of woman measuring concentration of glucose in bloodDue importanti novità arrivano dalla 77ma edizione del congresso annuale dell’American Diabetes Association (Ada), appena conclusosi a San Diego. Sono stati innanzitutto presentati i risultati di Deliver 3, un nuovo studio retrospettivo e osservazionale condotto in Real-World in una popolazione a rischio di soggetti adulti ultra 65enni con diabete di tipo 2. Questi risultati hanno dimostrato che l’uso di insulina glargine 300 Unità/mL, nell’ambito del passaggio da un’altra insulina basale, riduce significativamente i casi di ipoglicemia documentata rispetto al passaggio a un’altra terapia – che comprende insulina glargine 100 Unità/mL, insulina detemir e insulina degludec – con un simile controllo glicemico. In particolare, nello studio Deliver 3, i pazienti passati alla terapia con insulina glargine 300 Unità/mL hanno registrato, dopo 6 mesi, il 57% di casi di ipoglicemia in meno rispetto a chi ha optato per un’altra insulina basale, con un controllo glicemico sovrapponibile. «I soggetti anziani con diabete di tipo 2 subiscono un impatto negativo dagli episodi di ipoglicemia e dalle loro conseguenze» ha dichiarato Jeremy Pettus, della divisione di Endocrinologia alla University of California di San Diego.«I risultati di studi osservazionali in Real-World, come il Deliver 3, possono essere di grande supporto nella scelta decisionale e possono aiutare i medici a consigliare meglio i pazienti che rientrano in questa popolazione ad alto rischio». Questi risultati sono ampiamente coerenti con i dati raccolti nello studio Deliver 2, altro studio osservazionale che ha coinvolto 1.827 soggetti adulti con diabete di tipo 2, in trattamento con insulina basale e che ha evidenziato, dopo 6 mesi, il 33% di casi di ipoglicemia in meno in una popolazione adulta con diabete di tipo 2, con un risparmio in termini di spesa sanitaria correlata stimabile in circa 2mila dollari l’anno per paziente.
All’Ada sono stati inoltre annunciati i risultati positivi di due studi di fase 3b e di fase 4 Odyssey-Dm condotti con alirocumab in pazienti con diabete. In questi studi il farmaco, somministrato in aggiunta alla massima dose tollerata di statine, ha dimostrato di essere efficace nel ridurre i livelli di colesterolo aterogeno. Entrambi gli studi hanno inoltre dimostrato che la maggior parte dei pazienti ha raggiunto il proprio obiettivo terapeutico (in termini di Ldl-c) con alirocumab 75 mg ogni due settimane, con un profilo di sicurezza complessivo comparabile a quanto già osservato nel programma di fase 3 Odyssey. «Le persone affette da diabete cronico, incluse quelle trattate con insulina, sono pazienti ad alto rischio cardiovascolare» ha commentato Lawrence Leiter, coordinatore dello studio Odyssey-Dm e direttore della Lipid Clinic al Li Ka Shing Knowledge Institute presso il St. Michael’s Hospital, Università di Toronto, Canada. «I risultati positivi dello studio Odyssey Dm-Insulin ci forniscono informazioni importanti sull’efficacia e sulla sicurezza di alirocumab in questo gruppo di pazienti ad alto rischio cardiovascolare». La maggior parte dei pazienti diabetici, infatti, sono destinati a sviluppare malattie cardiovascolari aterosclerotiche. Nonostante gli attuali standard di cura, quasi il 70% degli over 65 con diabete muore per una qualche forma di malattia cardiaca, e il 16% muore per un ictus. «La dislipidemia mista è una malattia comune nelle persone con diabete di tipo 2, causando un impatto negativo sul rischio cardiovascolare, ancora difficile da trattare con le terapie attualmente disponibili» ha aggiunto Robert Henry, coautore dello studio Odyssey Dm e direttore del Center for Metabolic Research del VA San Diego Healthcare System. «I risultati dello studio Odyssey Dm-Dyslipidemia hanno dimostrato che in pazienti con diabete e dislipidemia mista alirocumab, somministrato in aggiunta alla massima dose tollerata di statine, è in grado di ridurre significativamente il livello di colesterolo non-Hdl, dimostrandosi superiore alla terapia standard. Questo farmaco può quindi rappresentare un’altra opzione per i medici nella gestione della dislipidemia dei pazienti diabetici con malattia cardiovascolare». (Fonte farmacista33)
(foto: Diabete glucometro e farmaci)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Diabete: una partita per il singolo e la società che si deve giocare con aumentata consapevolezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

OLYMPUS DIGITAL CAMERAMantova. Il concerto di beneficenza organizzato a Mantova il 12 Gennaio al Teatro Bibiena è la prima iniziativa del 2017. A questa altre ne seguiranno per tutto l’anno. Il 2017 è un anno speciale per le persone con diabete perché ricorre il trentesimo anniversario della legge 115/1987. E’ la legge che sancisce i diritti delle persone con diabete ed è stata la prima nel mondo specificamente dedicata alla malattia. Nel corso del 2017 saranno molti gli eventi celebrativi di questo trentennale. Il concerto del 12 gennaio vedrà come protagonista il Maestro Andrea Griminelli, uno dei flautisti più famosi al mondo che, accompagnato da un pianista, suonerà brani classici e contemporanei. Il Maestro si è esibito in tutti i principali teatri del mondo e ha collaborato con grandissimi artisti italiani fra i quali Pavarotti, Bocelli e Dalla e con star internazionali fra cui Elton John, James Taylor e Sting. Il Maestro è da sempre sensibile ai bisogni di persone che soffrono e ben volentieri ha sposato in questa circostanza la causa delle persone con diabete. Sostenere la ricerca relativa ad una patologia significa offrire un futuro migliore a chi ne è affetto e a chi ne sarà affetto in futuro. La ricerca, infatti, se non immediatamente in tempi successivi, crea presupposti per un traslato clinico, sia esso un nuovo metodo di diagnosi o monitoraggio che uno strumento terapeutico.
Il diabete è sempre più diffuso: circa 4 milioni di italiani con malattia diagnosticata, 1 milione con la malattia senza esserne consapevoli, 5 milioni ad altissimo rischio di sviluppare il diabete nei prossimi anni in quanto portatori generalmente inconsapevoli di una condizione definibile pre-diabete. Leggi nazionali e regionali, il Piano Nazionale del Diabete del Ministero della Salute e molti documenti nazionali e regionali prevedono che tutte le persone con la malattia siano assistite fin dal momento della diagnosi (l’imprinting è fondamentale) anche da un team (medico, infermiere, dietista) della rete dei centri specialistici diabetologici. Una rete che tutto il mondo ci invidia, che ha dato risultati clinici migliori che in tutti gli altri paesi del mondo e che in tre distinte ricerche scientifiche condotte in Veneto, Piemonte e più recentemente in Lombardia, ha mostrato di incidere così tanto sull’andamento della malattia da ridurre del 30% la mortalità di chi ne è assistito. Le analisi derivate da questi studi permettono di stimare che siano decine di migliaia le vite salvate ogni anno dall’assistenza diabetologica nei centri specialistici. Purtroppo, e per vari motivi, le persone assistite nei centri diabetologici in Italia ormai sono meno del 50% perché se in 30 anni le persone con diabete che vivono nel Paese sono raddoppiate, la rete dei centri diabetologici non è stata arricchita di professionisti, anzi in alcune realtà regionali è stata depotenziata. Questo è difficilmente comprensibile visto che la rete diabetologica costa circa 150 milioni di euro all’anno, una somma che rappresenta solo 1% della spesa per assistere le persone con diabete ed equivalente a meno di 1/5 di quello che nel nostro Paese viene speso, quasi sempre inappropriatamente, per i farmaci usati per ridurre la secrezione acida dello stomaco. Il diabete quando bene curato, permette una vita lunga e senza grandi ostacoli al raggiungimento di qualsiasi successo. Quando però è trascurato il diabete determina danni in tutto l’organismo: occhi, reni, nervi, vasi sanguigni, cuore, cervello ma anche polmoni, ossa, articolazioni, cute, ecc. Le persone con diabete hanno anche più infezioni di quelle senza la malattia e un maggiore rischio di sviluppare tumori. Il diabete è una malattia da prendere seriamente e non un valore di glicemia alterato su un referto di laboratorio. E’ vero che spesso la malattia non dà disturbi ma se non la si cura bene quando dà segno di sé i disturbi possono essere molto importanti. I dati epidemiologici sono un campanello d’allarme che non deve suonare invano. Ogni anno fra le persone con diabete che vivono in Italia si osservano 75.000 infarti (uno ogni 7 minuti), 50.000 ictus (uno ogni 10 minuti) e 10.000 amputazioni (una ogni 52 minuti). Ogni 4 ore una persona con diabete inizia la terapia dialitica (circa 2000 all’anno). Ogni anno circa 50.000 persone con diabete sviluppano un problema importante alla vista. Ogni giorno molte decine di persone muoiono a causa del diabete: secondo l’Istat 68 ma in realtà sono molte di più perché non sempre nella scheda di morte il diabete compare come la prima causa anche se è la malattia che ha causato l’evento, spesso cardiovascolare, che ha causato il decesso. In Italia ogni anno muoiono di malattie cardiovascolari circa 220 mila persone e oltre un terzo di queste ha il diabete. Questi numeri non devono essere tenuti nascosti e danno la misura della potenziale severità della malattia e della necessità di non trascurarla per non esserne travolti, non solo dal punto di vista sanitario, umanitario ed etico ma anche dal punto di vista economico: curare una persona con diabete in Italia costa mediamente 4000 euro se si considerano i costi reali e non le tariffe virtuali, usando le quali la spesa è comunque elevata (3000 euro all’anno). Questo equivale a circa 16 miliardi di euro all’anno, ben più del 10% della spesa del SSN. Accanto a questi ci sono costi quasi equivalenti sostenuti dal sistema previdenziale (pensioni anticipate, assegni di accompagnamento e di disabilità, ecc.) e dai singoli cittadini. Una spesa immane per l’individuo, la famiglia e la società.La mancata consapevolezza di cosa comporti il diabete ostacola anche l’assegnazione di risorse alla ricerca sulla malattia. L’Italia è molto forte nella ricerca sul diabete: è terza nella graduatoria mondiale quando agenzie specializzate la valutano dai suoi prodotti scientifici (i lavori pubblicati sulle riviste internazionali) e diventa prima se il risultato è aggiustato per gli scarsi finanziamenti pubblici ricevuti. In Italia si fa ricerca sul pancreas artificiale, sui trapianti di cellule staminali, sulla genetica della malattia, sui marcatori di rischio di diabete e di complicanze, sulle enzo-bonora
Le istituzioni pubbliche (Ministeri, Regioni, Università) destinano alla ricerca sul diabete fondi modesti: in media circa 2,5 milioni di euro all’anno, pari a circa 5.000 euro all’anno per ognuno dei circa 500 ricercatori attivi nell’area del diabete in Italia (moltissimi dei quali in posizioni precarie). I cittadini fanno ancora meno: le donazioni liberali e quanto destinato con il 5xmille ammontano a poco più di 100 mila euro all’anno, con una media di circa 200 euro per ricercatore. Nulla rispetto agli oltre 100 milioni di euro che, lodevolmente, i cittadini donano alla ricerca sul cancro e ai molti milioni di euro donati ogni anno alla ricerca sulle rare malattie genetiche. La ricerca sul diabete in Italia si può legittimamente definire “orfana” del contributo volontario dei cittadini e poco sostenuta anche dalle istituzioni pubbliche. Questo è comprensibile per il fatto che esiste una mancata percezione di cosa sia il diabete e del fatto che il diabete, purtroppo, può uccidere le persone come il cancro o renderle disabili come certe malattie genetiche.
La Fondazione e l’Associazione Diabete Ricerca, entrambe espressione della Società Italiana di Diabetologia, hanno avviato una serie di iniziative per aumentare la consapevolezza sulla malattia non solo per ridurne le gravi complicanze ma anche per aumentare la raccolta di fondi per sostenere la ricerca sul diabete in Italia. Ci saranno convegni, conferenze, inserzioni sui giornali, uso massiccio dei social network, crowdfunding e una miriade di eventi (concerti, partite di calcio, ecc.) in cui raccogliere contributi anche piccoli. Molti piccoli contributi messi insieme possono costituire una fonte preziosa di finanziamento per la ricerca. Non va dimenticato che se 1 italiano su 10 donasse 1 euro per la ricerca sul diabete, i 6 milioni di euro raccolti sarebbero 60 volte più di quanto viene donato in questo momento. E’ ora di risvegliarsi da un sonno che è durato troppo a lungo e che non solo ha ridotto la potenzialità dei ricercatori dell’area del diabete che operano in Italia ma ha contribuito a declassare la malattia ad una sorta di fastidio molto diffuso ma senza particolari conseguenze per la salute, tranne pochi casi sfortunati. Purtroppo non è così e nasconderlo impedisce non solo il sostegno alla ricerca ma anche l’accesso alle cure migliori, le uniche che possono garantire una riduzione di infarti, ictus, amputazioni, insufficienza renale con necessità di dialisi, perdita della vista e tutto quello che il diabete curato male può causare. (Professor Enzo Bonora Presidente ‘Fondazione Diabete Ricerca’ onlus) (foto: Griminelli, bonora, )

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Diabetologi: come curare risparmiando “Ecco le 8 aree dove ridurre la spesa”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2015

retinopatia diabeticaContinua lo studio delle aree di intervento per la ‘spending review’ dei diabetologi ‘a casa loro’, senza aspettare la scure dei tagli lineari alla cieca. In un’analisi accurata e approfondita Enzo Bonora, presidente della Società Italiana di diabetologia (SID) indica in quali settori è possibile ottenere risparmi consistenti. “Anche noi diabetologi abbiamo delle proposte da fare – precisa il professor Bonora – concrete e, soprattutto, quantificabili.
Sono 8 le aree d’intervento che abbiamo individuato nel nostro lavoro quotidiano:
Ottimizzazione dell’autocontrollo glicemico domiciliare;
Corretta istruzione dell’esecuzione della terapia insulinica per evitare spreco di insulina con la dose test che precede l’iniezione;
Prevenzione delle lipodistrofie nei pazienti insulino-trattati;
Prevenzione delle ipoglicemie con una scelta oculata dei farmaci anti-diabetici;
Uso efficace delle varie opportunità offerte del ricco armamentario terapeutico;
Appropriatezza nella prescrizione di esami di laboratorio e strumentali (propria e indotta);
Prevenzione del ‘piede diabetico’;Riduzione della durata della degenza delle persone con diabete.Ecco dunque le 8 ‘operazioni’ che il diabetologo deve mettere in pratica per risparmiare:
Operazione ‘Strisce appropriate’ – Prescrivendo un appropriato e individualizzato numero di controlli glicemici domiciliari su base nazionale si possono risparmiare circa 30 milioni di euro ogni anno;
Operazione ‘Un click solo’ – Con 1 solo click invece che 2 click con la dose test nelle circa 500 milioni di iniezioni all’anno che vengono fatte in Italia a 750 mila diabetici si ridurrebbe il consumo di insulina di 500 milioni di unità, determinando un risparmio di circa 19 milioni di euro ogni anno;
Operazione ‘Cerca la bozza’ – Verificando l’esistenza di zone di lipodistrofia ed evitando le iniezioni in tali zone fino alla loro scomparsa si può ridurre il consumo di insulina in Italia almeno del 5% – se non oltre – pari ad una riduzione minima di 550 milioni di unità e ad un risparmio di circa 21 milioni di euro ogni anno;
Operazione ‘No ipoglicemia’ – Circa 5.000 ricoveri all’anno in Italia sono causati da sulfoniluree o glinidi su circa 15 mila accessi al Pronto Soccorso (di cui circa 7.500 preceduti da una chiamata del 118). Eliminare 7.500 uscite del 118 per ipoglicemia da sulfonilurea o glinide farebbe risparmiare circa € 3,75 milioni; inoltre eliminare 15 mila accessi al Pronto Soccorso per ipoglicemia da sulfonilurea o glinide farebbe risparmiare circa € 22,5 milioni; eliminare 5 mila ricoveri per ipoglicemia da sulfonilurea o glinide farebbe risparmiare circa altri € 15 milioni. In totale senza queste ipoglicemie nei pazienti non insulino-trattati il risparmio sarebbe circa € 41 milioni ogni anno.Operazione ‘Guarda la convenienza’ – In Italia ci sono circa 200 mila diabetici di tipo 2 che fanno terapia insulinica basal-bolus: non meno di un quarto di questi (circa 50 mila) potrebbe essere trattato con insulina basale + inibitore DPP-4 oppure inibitore SGLT-2 oppure GLP-1 RA. Il risparmio medio per ogni soggetto sarebbe di circa € 700 all’anno: in totale con una terapia di pari efficacia si potrebbe realizzare un risparmio di € 35 milioni per anno.
Operazione ‘L’esame serve davvero?’ – Riflettendo sulla opportunità o meno di prescrivere esami di laboratorio e attenendosi alle linee-guida nazionali si potrebbero risparmiare oltre € 60 milioni di euro ogni anno.
Operazione ‘Guarda prima i piedi’ – Nel corso della vita circa il 15% delle persone con diabete sviluppa un problema ai piedi. Le lesioni ai piedi più gravi sono quasi tutte evitabili con semplici norme igieniche e interventi di screening delle situazioni a rischio (spesso basterebbe aver guardato e agito con tempestività). La spesa nazionale per curare solo le lesioni più gravi ai piedi e che richiedono ricovero in ospedale ammonta a oltre € 100 milioni all’anno: dimezzare questi ricoveri guardando più spesso i piedi dei diabetici determinerebbe un risparmio di circa € 50 milioni per anno.
Operazione ‘Accorcia la degenza’ – La prescrizione da fare è solo quella… di una consulenza diabetologica! Un diabetologo ‘chiavi in mano’ costa circa 80 mila euro all’anno e può fare ogni anno circa 5 mila consulenze a diabetici ricoverati: le circa 2,4 milioni di consulenze necessarie per i circa 1,2 milioni di diabetici ricoverati in Italia (in media ed idealmente 2 consulenze per paziente per ricovero) richiederebbero circa 500 ulteriori diabetologi da immettere nella rete italiana, che costerebbero circa € 40 milioni ogni anno. Per risparmiare € 1 miliardo si devono investire € 40 milioni dei 257 milioni risparmiati dai diabetologi. “Perché non si fa?”
“Certo – conclude il presidente Bonora – i 257 milioni di euro risparmiabili vengono dalla somma delle prime 7 voci, largamente a portata di mano dei diabetologi. Per l’ultimo punto, quello dell’accorciamento delle degenze che porterebbe al maggiore risparmio, serve un investimento da parte di chi organizza la sanità delle Regioni. Ma i soldi necessari li avrebbe dai risparmi ottenuti, e gliene rimarrebbero una gran parte per altri interventi nell’area della diabetologia. E anche al di fuori di essa. Se poi veramente si mettesse in pratica l’intervento sulla durata delle degenze il risparmio sarebbe così ingente da permettere operazioni di ben più ampio respiro”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Prima donna alla guida dell’Associazione Medici Diabetologi

Posted by fidest press agency su martedì, 19 Mag 2015

Nicoletta MusacchioNicoletta Musacchio, romana di nascita e milanese di adozione, è la prima donna alla guida dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD), la più grande associazione scientifica della diabetologia italiana, a cui afferiscono oltre 2.200 diabetologi. Succede ad Antonio Ceriello che è stato Presidente dell’associazione nel biennio giugno 2013-maggio 2015, e che assume la carica di Presidente della Fondazione AMD.Il cambio della guardia è avvenuto a conclusione del XX Congresso nazionale AMD che si è chiuso nel weekend a Genova. Nel corso della manifestazione è stato anche eletto il nuovo Vicepresidente AMD, Domenico Mannino, che a sua volta succederà a Musacchio nel maggio 2017.Nicoletta Musacchio è responsabile dell’unità operativa semplice di cure croniche e diabetologia territoriale degli Istituti clinici di perfezionamento di Milano, dove coordina e organizza le attività dell’equipe territoriale aziendale che comprende 12 diabetologi, 1 dietista e 3 dietologi. Ha fatto parte del gruppo di lavoro “Chronic Care Model” dell’Istituto Superiore di Sanità contribuendo alla delineazione e strutturazione di modelli di assistenza e gestione della malattia cronica. Nel 2009 ha vinto il Premio AWARD-DAWN per il “Progetto Sinergia: esperienza di un PDTA in diabetologia centrato sulla persona”.Per l’Istituto di formazione regione Lombardia dal 1996 al 2002 è stato coordinatore dei percorsi ed attività di progettazione e docenza in educazione terapeutica in diabetologia.Presso l’Università di Ginevra ha frequentato l’unità di formazione ed insegnamento delle patologie croniche, centro di riferimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, diretta dal Prof. Jean Philippe Assal. Ha conseguito i titoli di auditor di sistemi di gestione in qualità del settore sanitario (attestato CERMET) e di formatore certificato dall’Istituto Superiore Sanità per la realizzazione del progetto nazionale IGEA (Integrazione Gestione Ed Assistenza – realizzazione PDTA).Ha fondato e diretto per 7 anni la Scuola nazionale permanente di formazione dell’AMD, che ha la certificazione ISO, e ha diretto il gruppo nazionale AMD “Percorsi assistenziali”, per lo studio di modelli organizzativi per la gestione delle malattie croniche.Domenico Mannino, 62 anni, è nato a Reggio Calabria, dove è direttore della UOC di Diabetologia ed Endocrinologia dell’Azienda Ospedaliera “Bianchi Melacrino Morelli” presso la quale ha ricoperto anche il ruolo di direttore sanitario nel 2009-10. Già Consigliere nazionale AMD negli anni 1999-2003, Direttore del gruppo di studio interassociativo AMD-SID “Diabete e gravidanza” dal 2006 al 2010, vanta una concreta esperienza anche come amministratore pubblico avendo ricoperto nel passato l’incarico di assessore al comune di Reggio Calabria. (foto: Nicoletta Musacchio)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Promuoviamo la cultura della prevenzione”

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2012

Uno stile di vita attivo, sicuro e accessibile a tutti, e scelte alimentari corrette sono la ricetta dell’Italian Wellness Alliance. Il Progetto, nato in accordo con la strategia globale dell’OMS e, in particolare, della NCD Alliance (Non-Communicable Diseases), istituzione operativa a livello internazionale, ha come obiettivo quello di contrastare la diffusione di alcune malattie come il diabete, malattie cardiovascolari, cancro e malattie respiratorie croniche. Ideare e realizzare interventi, con sostenibilità economica, che supportino l’adozione di corrette abitudini alimentari e la riduzione della sedentarietà, sono il fine ultimo per favorire e mantenere lo stato di benessere del singolo individuo, della collettività e dell’ambiente. Già in età infantile, un eccesso di peso può essere associato ad una serie di comorbidità (si può anche parlare di diabete di tipo 2) e soprattutto può costituire un fattore di rischio precoce per morbilità e mortalità nella vita adulta. A maggior ragione nel 2012, anno designato dall’Unione Europea come l’anno dell’Invecchiamento Attivo e della Solidarietà Intergenerazionale, dove la popolazione anziana predomina su quella giovanile e si contraddistingue per un’aspettativa di vita allungata: non auspicabile nella società moderna se non si associa a un concomitante miglioramento della qualità di vita. “Con la creazione dell’Italian Wellness Alliance, finalmente, anche l’Italia contribuirà alla crescita e alla diffusione della cultura della prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili (NCD), contrastandone la ormai ben nota diffusione epidemica e il significativo impatto sociale ed economico.” Ha spiegato il prof. Pierpaolo De Feo, Direttore Centro Universitario Ricerca Interdipartimentale Attività Motoria dell’ Università degli Studi di Perugia e Presidente dell’Italian Wellness Alliance. “La creazione dei presupposti per una valida collaborazione tra medici di medicina generale, diabetologi, nutrizionisti, psicologi, laureati in scienze motorie, pediatri, istituzioni scolastiche, servizi territoriali ed associazioni è alla base per la promozione di corretti stili di vita.” Ha concluso De Feo.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nuovo presidente medici diabetologi

Posted by fidest press agency su martedì, 31 Mag 2011

Carlo Bruno Giorda, torinese, 56 anni, è il nuovo Presidente dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD), la società scientifica storicamente radicata nel Servizio Sanitario Nazionale, cui fa capo la rete italiana degli oltre 650 Servizi di diabetologia e a cui aderiscono oltre 2.100 diabetologi italiani. Succede a Sandro Gentile che ha guidato l’associazione nel biennio giugno 2009-maggio 2011. Il cambio della guardia è avvenuto a conclusione del XVIII Congresso nazionale AMD che si è chiuso nel weekend a Rossano Calabro (Cosenza). Nel corso della manifestazione è stato anche eletto il nuovo Vicepresidente AMD, Antonio Ceriello, che a sua volta succederà a Giorda nel giugno 2013. Nicoletta Musacchio è il nuovo Segretario dell’associazione.
Laureato in Medicina e Chirurgia a Torino, con specializzazione in endocrinologia e malattie metaboliche e in medicina del lavoro, Carlo B. Giorda è Direttore della Struttura complessa Malattie Metaboliche e Diabetologia, ASL Torino 5. Segretario del gruppo di studio Diabete e Malattie Cardiovascolari della European Association for the Study of Diabetes (EASD D&CVD), rappresenta l’Italia nei progetti di monitoraggio del diabete dell’Unione Europea (Eudip-European Diabetes Indicators Project ed Eucid-European Core Indicators in Diabetes). E’ membro della Commissione per l’assistenza diabetologica della Regione Piemonte.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Congresso medici diabetologi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Mag 2011

Rossano Calabro (Cosenza), 25 al 28 maggio, XVIII Congresso Nazionale AMD (Associazione Medici Diabetologi) per fare il punto della scienza e della programmazione Sono oltre 270 le persone a cui ogni giorno viene diagnosticato il diabete in Italia: 1 nuova diagnosi ogni 5 minuti, per una malattia che colpisce nel nostro paese oltre 3 milioni di connazionali. Una malattia che non solo cresce in maniera allarmante, ma soprattutto che è sempre più giovane: quasi 1 persona con diabete su 5 ha oggi meno di 55 anni. Secondo i dati degli Annali AMD 2010 il 56,6% delle persone con diabete ha oltre 65 anni, il 35,4% tra 45 e 65, ma l’8% ne ha meno di 45 e se consideriamo la fascia di età sino a 55 anni, questa percentuale sale al 18,8%. E pensare che sino a pochi anni fa ci si riferiva alla forma di diabete che colpisce gli adulti – il tipo 2 – etichettandola come “diabete senile”. “Stili di vita negativi, quali una dieta scorretta e scarsa attività fisica, che provocano sovrappeso e a lungo andare l’obesità, sono tra le principali cause di questo cambiamento. Oggi non è infrequente, infatti, riscontrare il diabete di tipo 2 anche in adolescenti con troppi chili in più”, spiega Sandro Gentile, Presidente di AMD (Associazione Medici Diabetologi). Per tentare di arginare quella che è diventata una vera e propria “epidemia”, i massimi esperti nazionali e internazionali si riuniranno da domani sino a sabato 28 maggio, a Rossano Calabro, in provincia di Cosenza, in occasione del XVIII Congresso nazionale di diabetologia dell’Associazione Medici Diabetologi, l’organizzazione storicamente radicata nel Servizio Sanitario Nazionale, cui fa capo la rete italiana degli oltre 650 servizi di diabetologia. “Durante il Congresso, che prevede la partecipazione di circa 2000 diabetologi da tutta Italia e di relatori provenienti da molte parti del mondo, si discuterà del problema diabete, esaminando i progressi della ricerca medica, proponendo soluzioni dirette a migliorare l’organizzazione della cura e dell’assistenza e suggerendo modelli per contenere i costi per la sanità pubblica”, dice Giuseppe Armentano, Coordinatore del Comitato organizzatore.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Annali 2010 Medici Diabetologi

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Milano: 25 ottobre, alle ore 11,30 Circolo della Stampa, Corso Venezia 16. Gli Annali AMD, giunti alla 5^ edizione, descrivono, grazie alla lettura dei dati raccolti in oltre 500.000 persone con diabete, un sesto della popolazione diabetica italiana, rilevati in circa la metà dei 650 Servizi di diabetologia nazionali, lo spaccato reale del sistema e dello stato dell’assistenza diabetologica nel nostro paese. Rappresentano uno strumento dinamico, che dal 2004 segue nel tempo l’evolversi del livello della qualità dell’assistenza in diabetologia, con l’obiettivo di mettere a punto interventi specifici nei Centri di diabetologia, che permettano un’assistenza alle persone con diabete più efficace ed efficiente. Partecipano all’incontro: Prof. Sandro Gentile, Presidente AMD Dr. Carlo B. Giorda, Vice presidente AMD Dr. Giacomo Vespasiani, Cooordinatore Annali AMD E’ stato invitato il Ministro della Salute, prof. Ferruccio Fazio.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Con il diabete è bene agire subito

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Mag 2010

Per battere il diabete il segreto è agire subito: per una diagnosi precoce e per mettere sotto controllo la glicemia prima possibile. Sono le parole d’ordine degli specialisti dell’Associazione medici diabetologi italiani (AMD) rilanciate con l’iniziativa “Subito. Il grande progetto 2009-2013 della diabetologia italiana”, presentata alle istituzioni nel corso del convegno “Dalla cura al prendersi cura della persona”, a Roma. Gli specialisti mirano a migliorare il compenso metabolico della persona con diabete per ridurre il peso delle complicanze cardiovascolari nei 5 anni successivi alla diagnosi. “Contiamo di farlo – spiega Sandro Gentile, presidente Amd – attraverso un lavoro organico di formazione, educazione e comunicazione che non coinvolga solo i diabetologi, ma anche i medici di medicina generale, altri specialisti, associazioni di volontariato, istituzioni e mondo dell’industria, perché siamo consapevoli che solo lavorando e impegnandoci insieme possiamo rendere il nostro lavoro più efficace e più efficiente”. Il progetto permetterà, tra le altre cose, di collegare i medici di medicina generale con i 650 centri diabetici a livello nazionale, in un’opera di comunicazione formazione che porterà ad aggredire la malattia prima che i valori della glicemia diventino troppo elevati(fonte farmacista33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Mettere Ko le malattie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 marzo 2010

Lo si può fare attraverso la prevenzione. Una prevenzione basata su un messaggio veloce ed efficace che colpisca rapidamente e coinvolga cittadini, sanitari ed Istituzioni, grazie anche alle novità tecnologiche in materia di comunicazione. Questo è il tema centrale su cui ruoterà l’ottavo congresso nazionale della Siprec (Società italiana per la prevenzione cardiovascolare), in programma da giovedì a sabato a Roma. Al Congresso di Roma parteciperanno specialisti di vari settori: cardiologi, pediatri, diabetologi, neurologi, internisti, lipidologi, ipertensivologi, nefrologi medici di medicina generale, dietologi, endocrinologi, nutrizionisti, epidemiologi, medici dello sport, medici militari, infermieri, ma anche rappresentanti del mondo politico, delle Istituzioni. «Tutti chiamati – si legge in una nota della Siprec – ad affrontare le patologie cardiovascolari, per le quali, nei prossimi 10-15 anni, si prevede un’impennata di decessi». Per la Siprec è quindi necessario, attraverso una capillare campagna di prevenzione, educare la popolazione ad un corretto stile di vita fin dall’infanzia e dall’adolescenza. «La stretta relazione tra obesità (anche infantile) e malattie cardiovascolari, tra diabete mellito e queste patologie – riferisce la Siprec – è ancora non sufficientemente chiara al grande pubblico. Il diktat è quello di affrontare, educare e sradicare fin dalla tenera età pericolose quanto errate abitudini, così da evitare l’insorgere di patologie mortali. Da qui la necessità improrogabile di passare da campagne di prevenzione decennali e con programmi a lungo termine, a messaggi rapidi ed efficaci, in grado di educare alla prevenzione e a corretti stili di vita e di farlo rapidamente quanto capillarmente».(fonte doctor news)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cresce l’accoppiata diabete più obesità in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2009

Crescono le persone sovrappeso, obese o con diabete in tutto il mondo. In Italia, secondo le più recenti stime, è sovrappeso 1 persona su 3 (34,2%), obesa 1 su 10 (9,8%), diabetica 1 su 20 (5%). In pratica, sono sovrappeso circa 20 milioni di Italiani, obesi 6 milioni, diabetici oltre 3 milioni, considerando che a questi ultimi ne vanno aggiunti circa 1 milione che sono diabetici senza saperlo. Inoltre, secondo i dati degli Annali 2008 dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD), due terzi delle persone con diabete di tipo 2 sono anche obesi (BMI o indice di massa corporea superiore a 27), e meno del 20% risulta di peso normale. Tra i diabetici di tipo 1 è obeso “solo” un quarto delle persone.  “Questi numeri ci fanno capire come diabete e obesità si sostengano a vicenda, e il perchè, in combinazione fra loro, siano considerate la vera epidemia dei nostri tempi”, spiega Antonio Pontiroli, Direttore Divisione Medicina 2a, Ospedale San Paolo, Università degli Studi di Milano e Presidente dell’8° Congresso Nazionale “Diabete-Obesità”. L’associazione diabete e obesità, per la quale è stato coniato il termine diabesità, costa molto al Sistema Sanitario. Lo studio SPESA, condotto all’inizio degli anni 2000 dal Centro di Farmacoeconomia dell’Università degli Studi di Milano, indicava in circa 23 miliardi di euro il costo diretto per ospedalizzazioni e cure mediche di sovrappeso, obesità e malattie collegate. Un terzo circa di questi costi è assorbito dal diabete, che ha una progressione allarmante. “Nel 1998, il costo del diabete per le casse dello stato si stimava in circa 5 miliardi di euro, pari al 6,7% della spesa totale per la sanità”, dice Antonio Nicolucci, Capo Dipartimento Farmacologia Clinica ed Epidemiologia del Consorzio Mario Negri Sud. “Nel 2006, a fronte di un quasi raddoppio, dal 3 al 5%, del numero di persone con diabete siamo passati a oltre 8 miliardi, circa l’8% della spesa sanitaria”, continua Nicolucci. “Per il 2010, l’anno prossimo, il numero di diabetici si ipotizza in crescita al 7%, con un costo che supererà gli 11 miliardi di euro: più che raddoppiato in meno di 15 anni”, conclude. “Ma non sono evidentemente solo i costi a preoccupare”, interviene Pontiroli. “Del binomio diabete-obesità si muore, con un rischio che raddoppia ogni 5 punti di crescita di BMI: un diabetico in sovrappeso ha rischio doppio di morte nell’arco di 10 anni rispetto a un normopeso; uno obeso doppio di uno sovrappeso”, aggiunge. “Dimagrire è quindi una misura fondamentale, per curare il diabete, prevenire le complicanze e incidere positivamente sui costi della malattia. Una misura più importante anche dell’impiego dei farmaci”, dice Pontiroli.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »