Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘diagnosi’

Dalla diagnosi alle terapie: ecco il ruolo della ia

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2021

“Connubio tra conoscenze cliniche medico e capacità computazionali macchine” L’evento, dal titolo ‘Cimo, un grande passato, un futuro da protagonisti’, è stato di scena a Roma. “Per esempio- ha spiegato Barbieri- una delle situazioni che stanno stravolgendo l’approccio clinico alla malattia è l’impiego della bioinformatica e, di conseguenza, la possibilità di arrivare alla cosiddetta ‘terapia personalizzata’, cioè la terapia che non tiene solamente conto dei parametri clinici di patologia ma anche del profilo genetico del paziente, delle sue abitudini di vita e del luogo in cui vive, dell’ambiente che lo circonda. Questa è una cosa molto importante per lo sviluppo dei cosiddetti ‘farmaci intelligenti’, che andranno a intervenire su specifiche situazioni che possono essere diverse da caso a caso”. Barbieri ha poi informato che “l’intelligenza artificiale avrà un altro secondo grande impatto sulla professione medica dal punto di vista diagnostico, perché ci sono alcune specialità, come per esempio la radiologia, la cardiologia, la dermatologia e l’oncologia, in cui l’impiego di queste tecniche di intelligenza artificiale, soprattutto quelle basate sulle reti neurali, consente di avere una appropriatezza diagnostica superiore a quella del medico stesso”. “Quindi- ha proseguito- chiaramente in queste branche l’approccio degli specialisti dovrà cambiare, perché si dovrà creare una sorta di connubio tra le conoscenze cliniche del medico e le capacità computazionali delle macchine”. “Un altro ambito molto importante in cui impatterà- ha affermato- sono gli studi sperimentali, perché adesso noi partivamo da un’ipotesi creata dallo specialista, dal medico, dal clinico, dal ricercatore che doveva essere confermata con uno studio che, a sua volta, dava origine ad altre idee. I primi due passaggi vengono completamente bypassati perché, utilizzando la cosiddetta ‘Data analysis’, ossia la capacità di analizzare contemporaneamente decine di milioni di dati, è lo stesso algoritmo che ti dice in quali direzione muoverti per la ricerca”. “Un altro approccio molto importante di intelligenza artificiale- ha aggiunto- è quello relativo alle Biobanche, siano esse di tessuti o elettroniche, di segnali elettrochimici cerebrali. Queste Biobanche si svilupperanno sempre di più e, soprattutto, sarà molto più facile estrarre da esse le informazioni che si devono avere”. L’ultimo ambito su cui si è soffermato il vicepresidente vicario Cimo è stato “l’impatto sulla terapia del paziente, la medicina territoriale, perché ovviamente ci sono algoritmi che consentono di perfezionare la telemedicina, le visite a distanza e i teleconsulti. Quindi, anche in quell’ambito le cose verranno cambiate da questa nuova introduzione di algoritmi molto sofisticati”, ha concluso. (fonte Agenzia Dire)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Troppe le differenze territoriali nella diagnosi e cura delle interstiziopatie polmonari

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Sono ancora troppe le differenze territoriali nella diagnosi e cura delle interstiziopatie polmonari (Interstitial Lung Disease, ILD) nelle malattie reumatologiche autoimmuni. Sono, infatti, presenti in Italia strutture sanitarie di eccellenza alle quali però si affiancano situazioni di grandi carenze. E’ pertanto necessario prevedere delle nuove modalità di inclusione del territorio. E’ questo uno dei punti emersi in un incontro multidisciplinare del progetto RETE ILD, organizzato da ISHEO con il contributo incondizionato di Boheringer Ingelheim Italia S.p.A. Il progetto, giunto al secondo incontro nazionale, si intitola “Verso una proposta organizzativa di collaborazione multidisciplinare nella diagnosi e trattamento delle ILD in pazienti con MRA”. L’evento online ha visto la partecipazione di specialisti reumatologi, pneumologi, radiologi, internisti, e il contributo delle Associazioni ANMAR e GILS, che hanno dato voce e portato il punto di vista dei pazienti. “Il 50% degli ospedali italiani non ha una reumatologia né una pneumologia – ha affermato il prof. Antonino Mazzone, Direttore del Dipartimento Area Medica, Cronicità e Continuità Assistenziale dell’Asst Ovest Milanese di Legnano -. Identificare i centri HUB sarebbe fondamentale poiché consentirebbe di coinvolgere i centri SPOKE. È infatti necessario prevedere un sistema che permetta di includere nel dialogo i centri periferici per fornire dei riferimenti e adeguata formazione. Raggiungere il vasto territorio non può che prevedere il coinvolgimento dell’internista, figura presente in tutti gli ospedali e che rappresenta spesso il primo interlocutore per questi pazienti”. L’aspetto di inclusione del territorio è stato fortemente sottolineato anche dall’ ANMAR, Associazione Nazionale Malati Reumatici. “Il numero di pazienti reumatologici colpiti da interessamento polmonare non è irrilevante ed esistono delle complessità relative all’aspetto di diagnosi precoce – ha aggiunto Silvia Tonolo, Presidente di ANMAR -. Gli HUB dislocati sul territorio possono rappresentare dei punti di eccellenza e di riferimento che devono coinvolgere, includere e stimolare il territorio poiché è qui che ci sono i pazienti in attesa di diagnosi precoce e che hanno necessità di essere presi in carico al più presto”. Si delinea una progettualità che parte dalla definizione di criteri di individuazione dei centri che possano rappresentare dei riferimenti sul territorio, per porre in comunicazione i centri, creare delle occasioni di confronto per definire delle metodologie di approccio comuni, modelli realmente applicabili e declinabili a livello nazionale, e uniformare il linguaggio. Ad oggi è necessario partire stimolando il dibattito e allineando la comunicazione tra gli specialisti. Adottare un linguaggio comune per favorire il confronto e l’analisi multidisciplinare dei casi è un ulteriore aspetto, emerso come fondamentale per assicurare la migliore diagnosi e successiva assistenza ai pazienti. L’implementazione dei modelli di telemedicina, ulteriore aspetto emerso durante il dibattito, è fondamentale poiché questi strumenti consentirebbero di colmare nell’immediato importanti carenze territoriali, che potrebbero essere in futuro sanate attraverso l’implementazione di modelli di gestione e la formazione di figure specializzate che siano presenti in modo capillare sul territorio. Il valore di questi strumenti è riconosciuto e supportato anche dagli stessi pazienti, poiché come affermato da Ilaria Galetti, rappresentante GILS “Sarebbe sempre auspicabile la presenza di un team multidisciplinare per la presa in carico dei pazienti affetti da patologie reumatiche autoimmuni poiché coinvolgono diversi organi. Ad oggi c’è una grandissima discrepanza tra centri del nord e del sud e bisogna, quindi, “portare la conoscenza” laddove non è presente. Le piattaforme di condivisione dei dati, ad esempio, rappresentano uno strumento prezioso il cui utilizzo consentirebbe ai pazienti di ricevere una valutazione di livello senza doversi necessariamente spostare, quindi una soluzione economicamente vantaggiosa per il paziente. L’ideale sarebbe sviluppare una piattaforma in cui condividere, in maniera del tutto sicura, i dati sensibili dei pazienti che possa essere utile soprattutto ai centri più piccoli dove c’è maggiore bisogno di un confronto con colleghi esperti”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scoperta una diagnosi precoce per due malattie neurodegenerative

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2021

Esiste un dato biologico, cioè un biomarcatore, rilevabile attraverso le analisi, che possa indicarci la presenza di una malattia neurodegenerativa? La ricerca di un biomarcatore per le malattie neurodegenerative rappresenta un obbiettivo molto importante e la proteina definita “neurofilamento a catena leggera” (NFL) è un possibile candidato, almeno per quanto riguarda la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e la Demenza Frontotemporale (FTD), due malattie accomunate in una unica base patogenetica. Il NFL è stato studiato originariamente nel liquido cerebrospinale, ma le moderne tecnologie ci stanno aiutando a rilevarlo anche nel sangue, rappresentando un utile indizio di malattia, di gravità e di eventuale risposta alla terapia. I contributi degli ultimi anni sono sapientemente riassunti in una esaustiva pubblicazione apparsa su Frontiers in Neuroscience a firma Federico Verde, Markus Otto e Vincenzo Silani dell’ IRCCS Istituto Auxologico Italiano – Università degli Studi di Milano, Centro “Dino Ferrari” in collaborazione con l’ Università di Ulm in Germania. “Questa revisione critica – afferma il prof. Vincenzo Silani, Ordinario in Neurologia della Università degli Studi di Milano e Direttore della UO di Neurologia dell’ IRCCS Istituto Auxologico Italiano – rappresenta, per la completezza e competenza, un riferimento per il presente ed il futuro. Il dott. Federico Verde, ricercatore della Università degli Studi di Milano, ha raggiunto una particolare padronanza dell’ argomento dopo un periodo di intensa ricerca presso l’ Università di Ulm in in Germania ed ha potuto raffinare le tecniche di rilevamento del NFL anche grazie alla acquisizione di nuove tecnologie (“saggio di singola molecola”, Simoa). Patologie rimaste per decadi senza un biomarcatore che ne facilitasse la diagnosi, come SLA e FTD, possono ora vantare una priorità tra le malattie neurodegenerative”.“La revisione – spiega il dott. Federico Verde – è il frutto di una analisi della letteratura in un campo a cui sono stato introdotto da un maestro quale il prof. Markus Otto dell’Università tedesca di Ulm ed a cui ho potuto apportare negli ultimi anni un contributo diretto insieme con i colleghi sia tedeschi sia italiani. Il NFL fa parte di una sorta di impalcatura interna delle cellule nervose; quando queste degenerano per effetto di patologie quali la SLA e la FTD, rilasciano al loro esterno frammenti di tale impalcatura, tra i quali appunto il NFL, che pertanto possono essere rilevati e quantificati nei liquidi biologici. Ciò ci fornisce informazioni sul tipo, l’entità e la velocità della degenerazione delle cellule nervose. Le evidenze finora accumulate – continua il Dott. Verde – dimostrano che il NFL può supportare la diagnosi della SLA e della FTD, fornire informazioni utili nella prognosi e – dato di notevole importanza in prospettiva – aiutare a misurare la possibile efficacia dei trattamenti che vengono e verranno sperimentati per l’una e per l’altra malattia”.“È possibile – conclude il prof. Silani – che il NFL, affiancato ad altri biomarcatori, possa amplificare la propria specificità fornendo un riferimento insostituibile per la gestione di pazienti con patologia neurodegenerativa, entrando nel bagaglio degli esami da acquisire per il corretto inquadramento dei pazienti affetti da SLA e/o FTD”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La diagnosi di patologie come il coronavirus, gli attacchi di cuore o il diabete possono presto appartenere al passato?

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

La diagnosi di patologie come il coronavirus, gli attacchi di cuore o il diabete possono presto appartenere al passato? Un nuovo regolamento UE richiede ai produttori di test rapidi e materiali di laboratorio di presentare tutti i prodotti per una nuova approvazione. L’impegno per le aziende medtech è così grande che molte stanno già riducendo il loro portfolio, dice Roland Meißner, CEO di nal von minden GmbH a Moers, Germania. Pertanto, è obbligatorio agire ora – prima che molti diagnostici in vitro scompaiano dal mercato! Roland Meißner risponde alle domande più importanti sul regolamento UE sulla diagnostica in vitro (IVDR) qui di seguito. Domanda. In cosa consistono esattamente i nuovi regolamenti dell’UE? Meißner: I nuovi regolamenti UE si applicano a prodotti come test rapidi, test PCR e test di laboratorio. La diagnostica in-vitro gioca un ruolo importante nelle diagnosi e viene usata quotidianamente negli studi medici e negli ospedali. I nuovi regolamenti UE per la diagnostica in-vitro (IVDR) mirano a migliorare la sicurezza dei prodotti medici nell’interesse dei cittadini. Tutti i prodotti devono essere rivisti secondo criteri più rigorosi ed essere riapprovati. Il fattore scatenante è stato uno scandalo riguardante le protesi mammarie. Come azienda di tecnologia medica, nal von minden è a favore di questi nuovi regolamenti, ma il calendario previsto non può essere rispettato. Domanda.Come si presenta il calendario attuale? Meißner: Tutti i prodotti nel campo della diagnostica in vitro devono essere nuovamente approvati entro maggio 2022. Si tratta di migliaia di prodotti che sono importanti per la diagnosi, per esempio, del diabete, dell’infarto, del cancro e di molte altre patologie. I regolamenti dell’UE non riguardano solo i produttori tedeschi, ma devono essere applicati a tutti i produttori di diagnostica in-vitro i cui prodotti sono sul mercato europeo. Domanda. Perché questo è ora un grande problema? Il maggio 2022 è ancora lontano… Meißner: Questo argomento è urgente ora, perché molti produttori di diagnostica in-vitro devono ridurre radicalmente il loro portfolio di prodotti. Poiché i produttori sono consapevoli che non c’è abbastanza tempo per far approvare di nuovo tutti i loro prodotti, stanno valutando quali prodotti ne valgono davvero la pena. Solo alla nal von minden, abbiamo oltre 100 diversi test rapidi e dispositivi nel nostro portfolio. Non possiamo presentarli tutti entro maggio 2022. Semplicemente non si può fare. Domanda: Perché non si può fare? Meißner: Negli ultimi mesi, molte aziende di tecnologia medica come nal von minden hanno messo tutta la loro energia nella lotta contro la pandemia di coronavirus. Abbiamo davvero aumentato la produzione per essere in grado di produrre il numero necessario di test rapidi per il coronavirus. Oltre a questo, non ci sono abbastanza cosiddetti “organismi notificati” per assumere il compito di approvare i prodotti in linea con i nuovi regolamenti dell’UE. Purtroppo, al momento ci sono solo 3 Organismi Notificati per tutti i produttori che cercano di vendere i loro prodotti diagnostici in vitro in Europa. Domanda: Solo 3 organismi notificati in tutta Europa? Meißner: Sì, questo è anche a causa del coronavirus. Come risultato della pandemia e delle restrizioni di viaggio connesse, nessun altro Organismo Notificato ha potuto essere approvato finora. Affinché un organismo di controllo possa essere certificato come Organismo Notificato UE, gli ispettori stessi devono venire a vedere tutto sul posto. Naturalmente ha senso assicurare che i criteri di qualità siano soddisfatti. Fino ad oggi, tuttavia, ci sono ancora solo tre Organismi Notificati per tutti i produttori di diagnostica in-vitro in Europa Domanda: Quanto tempo ci vuole per controllare un prodotto? Meißner: Per gli oltre 100 prodotti di nal von minden GmbH che devono essere registrati secondo l’IVDR, nel migliore dei casi sarebbero necessarie 100 settimane. Questo perché ogni Organismo Notificato stima almeno 1 settimana per prodotto, il che significa che non è possibile approvare tutti i prodotti entro maggio 2022. E, come ho già detto, non è una sola azienda a produrre diagnostica in vitro. Domanda: Cosa succederà ai prodotti che non saranno approvati in tempo? Meißner: Secondo i nuovi regolamenti UE per la diagnostica in vitro, i produttori non possono più produrre questi prodotti dopo maggio 2022. Solo i prodotti che sono già stati fabbricati e sono in magazzino possono continuare ad essere venduti fino alla loro data di scadenza. La chiusura di una linea di prodotti che non è stata approvata è quindi prevedibile. Ci saranno carenze di prodotti e alcuni di questi spariranno completamente dal mercato. Domanda: Perché i prodotti spariranno dal mercato? Meißner: Dato che il calendario non può essere rispettato, ogni produttore deciderà quali dei suoi prodotti sono più importanti. Di solito si tratta di prodotti che sono usati più comunemente, perché chiaramente ogni azienda ha bisogno di sopravvivere economicamente e di occuparsi dei propri dipendenti. Si tratta principalmente di prodotti diagnostici per patologie molto comuni. C’è il pericolo che i prodotti per la diagnosi di malattie rare vengano approvati solo dopo un certo periodo di tempo – o addirittura non vengano approvati affatto, perché non è più vantaggioso economicamente per l’azienda. Non bisogna dimenticare che la riapprovazione ora necessaria è anche un’enorme impresa in termini finanziari. Domanda: Sono interessate tutte le aziende in Europa? Meißner: Tutte quelle che producono diagnostica in vitro sono interessate. Più piccola è l’azienda, più presumibilmente sarà difficile. Alcuni produttori dovranno ridurre drasticamente il loro portfolio per sopravvivere economicamente. Per le società più grandi, non sarà affatto un problema. Un’estensione dell’IVDR sarà più importante per le aziende medio-piccole in Germania e in Europa. Domanda.Teoricamente, fino a quando dovrebbe essere esteso l’IVDR? Meißner: Una proroga di un anno sarebbe la cosa migliore. Questo significherebbe che le aziende avrebbero più tempo e che potrebbero essere istituiti più Organismi Notificati. Inoltre, le stesse condizioni dovrebbero essere applicate a tutte le aziende. L’anno scorso – a causa della crisi del coronavirus – il periodo di transizione per i dispositivi medici secondo il MDR (Medical Device Regulation, ad esempio i pacemaker) è stato esteso di un anno.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Melanoma: Come possiamo evitare gli ostacoli ad una diagnosi precoce

Posted by fidest press agency su martedì, 25 Maggio 2021

Il melanoma, un tumore della pelle particolarmente aggressivo in fase metastatica, è in costante aumento nel nostro Paese e, nel 2020, sono stati stimati quasi 14.900 nuovi casi. Il progetto “Bersaglio Melanoma”, avviato nel 2019, ha l’obiettivo di comprendere le motivazioni che possono causare diagnosi tardive, per ridurre i casi individuati in fase avanzata aumentando così le probabilità di guarigione. “Bersaglio Melanoma” è promosso dalle associazioni di pazienti AIMAME (Associazione Italiana Malati di Melanoma e tumori della pelle), APaIM (Associazione Pazienti Italia Melanoma), Emme Rouge e Melanoma Italia Onlus (MIO), con il patrocinio di ADOI (Associazione Dermatologi-Venereologi Ospedalieri Italiani), AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), IMI (Intergruppo Melanoma Italiano) e SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia Medica, Chirurgica, Estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse).Le Associazioni dei pazienti e le società scientifiche coinvolte nel progetto hanno stilato un decalogo con le raccomandazioni per migliorare il percorso di diagnosi precoce del melanoma. Il documento sarà presentato giovedì 27 maggio alle 11 in una conferenza stampa on line con gli interventi di Giovanni Pellacani (Direttore Struttura Complessa di Dermatologia Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena), Ketty Peris (Presidente SIDeMaST), Paola Queirolo (Direttore Divisione Melanoma, Sarcoma e Tumori rari Istituto Europeo di Oncologia di Milano), Ignazio Stanganelli (Presidente IMI) e Chiara Puri Purini (Vicepresidente MIO).

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cure domiciliari Covid-19. Dal ministero scale di gravità per diagnosi e terapia

Posted by fidest press agency su martedì, 4 Maggio 2021

Coronavirus. In Veneto parte sperimentazione con farmaci a domicilio dei pazienti. Ecco come funziona No a vitamine, idrossiclorochina, eparina in soggetti che comunque riescono a staccarsi dal letto. Anticorpi monoclonali, cortisonici ed antibiotici vanno dati solo in casi particolari. Fondamentale monitorare la saturazione di ossigeno: sotto il 92% vanno valutati il ricovero o l’ossigenoterapia a casa. Così la nuova circolare “Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SarsCov2” firmata dalle Direzioni generali Prevenzione e Programmazione del ministero della Salute che aggiorna la precedente del 30 novembre 2020 e in parte la nota Aifa del 9 dicembre scorso. Posto che “sull’efficacia di alcuni approcci terapeutici permangono tuttora larghi margini d’incertezza” e che le cure ai malati ricoverati vanno monitorate in trial clinici specifici, per medici di famiglia e pediatri la circolare inquadra le condizioni in cui serve “cambiare marcia”. L’infezione può riassumersi in tre fasi: una iniziale in cui il virus nel replicarsi provoca malessere generale, febbre e tosse secca. Se il sistema immunitario dell’ospite riesce a bloccare l’infezione il decorso è benigno e va trattato con paracetamolo o Fans, a meno di chiara controindicazione all’uso; in altri casi la malattia può evolvere in polmonite interstiziale bilaterale, con sintomi respiratori che possono o auto-limitarsi o in un 15% di casi (soprattutto maschi >65 anni con malattie croniche od obesi con Bmi>30) sfociare nell’insufficienza respiratoria con “ipossiemia silente”, caratterizzata da bassi valori di ossigenazione ematica in assenza di sensazione di dispnea soggettiva, e alto rischio di stato infiammatorio in grado di produrre a livello polmonare quadri quali l’Acute Respiratory Distress Syndrome-Ards. La circolare riepiloga innanzi tutto i compiti dei medici di primo livello: segnalare alle Asl i casi sospetti dove serve il tampone; talora eseguire di persona i test indicando esiti, dati di contatto dell’assistito e condizioni di applicabilità dell’isolamento a casa; gestire a casa chi non richiede ricovero; identificare pazienti ad alto rischio, specifici parametri di peggioramento e potenziali beneficiari della terapia con anticorpi monoclonali; fare educazione sanitaria ed istruzione su uso dei presidi di monitoraggio; collaborare con infermieri sui pazienti complessi. Saturimetro e terapie. Si ricorderanno i medici che hanno portato al Tar Lazio la nota Aifa del 9 dicembre 2020 secondo la quale nei primi giorni di malattia è bene la sola “vigile attesa” con uso di Fans e paracetamolo e di eparina per i soli malati cronici allettati. Il Tar aveva sospeso la nota, di fatto evitando fosse pregiudicata la possibilità di usare a domicilio antibiotici, cortisonici, idrossiclorochina; ora il Consiglio di Stato ha rigettato la sospensiva Tar dando ragione all’Agenzia del farmaco. Oggi, la nuova circolare ministeriale ribadisce che la “vigile attesa” implica sorveglianza clinica attiva e costante monitoraggio dei parametri vitali del paziente; e suggerisce di usare la scala MEWS (Modified Early Warning Score, MEOWS per le donne in gravidanza) per misurare su 5 gradi la gravità del quadro clinico in base all’instabilità di parametri quali pressione, frequenza cardiaca e respiratoria, temperatura corporea, livello di coscienza, saturazione. Inoltre, conferma l’importanza del test cammino per la saturazione e della comunicazione di quei dati da parte del paziente. “In base alla letteratura scientifica e alle caratteristiche dei saturimetri in commercio, si ritiene di considerare come valore soglia di sicurezza per un paziente domiciliato il 92% in aria ambiente (e non il 94%). Valori di saturazione superiori, infatti, hanno assai bassa probabilità di associarsi a un quadro di polmonite interstiziale grave”. Tra i casi moderati e gravi, l’eparina va somministrata a pazienti realmente immobilizzati; a chi ha un rischio aumentato di sarcopenia va garantito appropriato apporto proteico e compatibilmente con le condizioni gli va detto di muoversi dal letto anche per evitare il ricorso eccessivo all’anticoagulante. Va raccomandata la posizione prona a riposo; e vanno proseguiti i trattamenti immunosoppressivi di patologie gravi a meno di diverso parere dello specialista curante. I corticosteroidi si danno solo a soggetti con malattia grave o a rischio di progressione verso forme severe, in presenza di un peggioramento della saturazione che richieda o ricovero in ospedale o, nell’impossibilità, ossigeno a casa. Gli antibiotici sono ammessi solo se l’infezione batterica è dimostrata da un esame microbiologico o se c’è fondato sospetto clinico. No all’idrossiclorochina la cui efficacia non è stata confermata dai trial condotti. E no ai farmaci in aerosol se ci sono conviventi in casa. Vanno evitate le benzodiazepine, specie ad alto dosaggio, per i possibili rischi di depressione respiratoria. Per vitamine ed integratori alimentari mancano prove derivanti da trial di efficacia. Gli anticorpi monoclonali, che potrebbero non essere efficaci contro le varianti inglese e sudafricana, andrebbero somministrati in ospedale per gestire eventuali reazioni avverse gravi, non oltre i 10 giorni dall’inizio dei sintomi. Bambini e telemedicina. In età pediatrica, nei bambini con febbre >38,5°C, mal di gola, cefalea, dolori articolari vanno bene paracetamolo (10-15 mg/kg/dose ogni 5-6 ore) od ibuprofene (20-30 mg/kg di peso al giorno, in tre dosi). Vanno considerati fattori di rischio di aggravamento e necessitanti ricovero l’età sotto l’anno (specie i primi 6 mesi), cardiopatie, malattie polmonari croniche, malformazioni, diabete, tumori, epilessia, patologie neurologiche, disordini metabolici, nefropatie, immunodeficienze. La telemedicina è sconsigliata nei disabili, nei malati cronici o acuti, e nei pazienti “nuovi” che al primo contatto mostrino stato di coscienza alterato, o dispnea a riposo, o PA sistolica <100. In questi casi o si visita in presenza o si avvia al ricovero ospedaliero. By Mauro Miserendino Fonte Doctor33

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La diagnosi precoce dell’Alzheimer

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

Anche se viene considerata una patologia dell’età avanzata, la malattia di Alzheimer può colpire persone relativamente giovani, al di sotto dei 65 anni di età. In questi casi diventa ancora più importante avere una diagnosi precoce. Con questo obiettivo, il Dipartimento di Fisica Medica ed Ingegneria dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), in collaborazione con la Huazhong University of Science and Technology (HUST) di Wuhan, in Cina, e con l’Università di Roma Tor Vergata, ha ora realizzato una nuova tecnica di indagine automatica delle immagini PET (Tomografia a Emissione di Positroni).Il nuovo metodo diagnostico, pubblicato sulla rivista scientifica European Journal of Nuclear Medicine and Molecular Imaging, si basa sulla cosiddetta “texture analysis”, l’esame delle caratteristiche presenti nelle varie zone di una immagine. Il gruppo di ricercatori ha concentrato la sua attenzione sulle placche di Beta-amiloide (Aβ) che si accumulano in determinate aree cerebrali. Le concentrazioni di questa proteina, considerata tipica della malattia di Alzheimer, possono essere evidenziate da un normale esame PET, le cui immagini vengono tradizionalmente esaminate dall’occhio esperto del Medico Nucleare. Ora un esame computerizzato ha permesso ai ricercatori di definire quattro caratteristiche principali capaci di distinguere in modo automatico l’Alzheimer precoce da quello che compare in età avanzata.“Questa nuova capacità di analisi delle immagini PET – dice Nicola D’Ascenzo, professore nel Dipartimento di Ingegneria Biomedica della HUST e Responsabile del Dipartimento di Fisica Medica ed Ingegneria del Neuromed – ci consente di individuare le caratteristiche tipiche dell’Alzheimer in persone relativamente giovani. Questo potrà fornire ai neurologi uno strumento in più, un vero e proprio marcatore della malattia, che li aiuterà nel diagnosticare più rapidamente la malattia in persone di età inferiore ai 65 anni, aiutando a distinguerla da altre patologie che possono avere gli stessi sintomi iniziali. E vorrei sottolineare che proprio in questi pazienti la diagnosi precoce è estremamente essenziale per pianificare gli interventi terapeutici”. La ricerca nasce nell’ambito di un progetto internazionale tra Italia e Cina, finanziato dai Ministeri degli Affari Esteri dei due Paesi (MAECI Great Relevance 2019 contributions Italy-China (Grant No. PGR00846), che punta allo sviluppo di nuovi strumenti tecnologici, software e statistici capaci rivoluzionare l’analisi delle immagini PET. (fonte: http://www.adnkronos.com)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Dispositivo con intelligenza artificiale per la diagnosi del cancro del colon-retto

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2021

È la prima volta per la ricerca italiana, la prima volta per l’americana Food and Drug Administration (FDA) e la prima volta per l’intelligenza artificiale (AI) applicata alla diagnostica precoce del tumore al colon: con dati non generati negli USA, l’FDA approva il primo dispositivo medico che usa un algoritmo dell’intelligenza artificiale validato nell’AI Center di Humanitas, per aiutare i medici a rilevare lesioni sospette per il cancro al colon, in tempo reale durante una colonscopia. Lo studio, disegnato e coordinato dal prof. Alessandro Repici, direttore del Dipartimento di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva di Humanitas e docente di Humanitas University, ha visto la partecipazione degli ospedali Regina Margherita di Roma e Valduce di Como.GI Genius, così si chiama il dispositivo endoscopico ad intelligenza artificiale applicato alla colonscopia, aiuta a rilevare il 13% in più di adenomi (polipi) o lesioni tumorali del colon generando marcatori e suoni a basso volume che segnalano al medico dove è necessaria una valutazione visiva più approfondita. «Il dispositivo, applicato alla colonscopia tradizionale, suggerisce al medico aree del colon che potrebbe non aver notato – dice il prof. Alessandro Repici – riducendo il rischio umano di non vedere lesioni sospette e aumentando la precisione diagnostica per il tumore del colon retto. Tuttavia, il device non si sostituisce allo specialista, né agli esami di laboratorio e non fornisce alcuna valutazione diagnostica, né suggerisce come gestire i polipi sospetti – sottolinea l’esperto -. Spetta al medico decidere se la lesione sia sospetta, e come procedere secondo la pratica clinica standard e le linee guida».L’agenzia FDA ha valutato la sicurezza e l’efficacia di GI Genius attraverso uno studio tutto italiano, multicentrico, prospettico, randomizzato e controllato, condotto su 700 pazienti, di cui il 35% in Humanitas, di età compresa tra 40 e 80 anni che si sottoponevano a una colonscopia per lo screening o alla sorveglianza del cancro colon-rettale, a seguito di sangue nelle feci o sintomi gastrointestinali. I partecipanti allo studio hanno effettuato colonscopia standard con il dispositivo AI o solamente colonscopia standard. «L’utilizzo dell’intelligenza artificiale applicata alla colonscopia tradizionale è stata in grado di identificare adenomi o carcinomi confermati dagli esami di laboratorio con una precisione diagnostica aumentata del 13% – sottolinea il prof. Repici. – Il lavoro sta proseguendo con ulteriori studi di approfondimento in questo ambito». Il cancro colon-rettale è il secondo tumore più frequente in Italia (il primo è cancro alla mammella)*. In genere inizia da adenomi (polipi intestinali) che si formano sulla parete del colon o da altre lesioni precancerose nel retto o nel colon (intestino crasso). La colonscopia endoscopica, esame che fa parte dello screening del cancro colon-rettale e del piano di sorveglianza, viene eseguita da medici endoscopisti per rilevare alterazioni o anomalie nel rivestimento del colon e del retto. La colonscopia comporta il passaggio di un endoscopio, ovvero un tubo sottile e flessibile con una telecamera all’estremità, attraverso il retto e per tutta la lunghezza del colon, che permette al medico esperto di visualizzare eventuali segni di cancro o lesioni precancerose.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

“Il Dolore Cronico: diagnosi e terapia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2021

Torino Giovedì 22 aprile dalle ore 18 alle 20, l’Associazione Amiche e Amici dell’Accademia di Medicina di Torino organizza una conferenza on line dal titolo “Il Dolore Cronico: diagnosi e terapia”. L’ “Association for the study of pain” (IASP), definisce il dolore come il prodotto di due componenti, la componente percettiva (o noicezione) che consente la ricezione e il trasporto al Sistema Nervoso Centrale di stimoli potenzialmente lesivi per l’organismo e quella esperienziale che è lo stato psichico collegato alla percezione di una sensazione dolorosa.Dopo i saluti da parte del Presidente dell’Accademia di Medicina, prof. Giancarlo Isaia, e della Presidente dell’Associazione, dr.ssa Gabriella Tanturri, interverrà il dott. Gianluca Isoardo, medico neurologo, Città della Salute di Torino sul tema “Classificazione IASP del Dolore Cronico”. Il dott. Alessandro Bombaci, medico neurologo, Università degli Studi di Torino, nonché Segretario dell’Associazione, affronterà l’argomento de “Il Dolore Neuropatico Cronico”. Il Dolore Neuropatico è causato da un danno o da una disfunzione del sistema nervoso periferico o centrale, piuttosto che dalla stimolazione di recettori per il dolore. Seguirà la relazione della dott.ssa Federica Laino, medico anestesista e rianimatore, Struttura Complessa Terapia del Dolore e Cure Palliative: “Il Dolore Cronico: approccio terapeutico avanzato e terapia complementare”. La dott.ssa Maria Chiara Ditto, medico reumatologo, Città della Salute di Torino approfondirà la questione de “Il Dolore Cronico nelle malattie reumatiche”. Le malattie reumatiche sono un insieme di patologie che interessano in genere le articolazioni o le strutture anatomiche adiacenti o con esse funzionalmente correlate, quali ossa, muscoli, tendini, borse, fasce, legamenti e il cui sintomo principale è rappresentato dal dolore. Il dott. Enrico Fusaro, medico reumatologo, Città della Salute di Torino, curerà le conclusioni dell’incontro.In ottemperanza alle disposizioni del DPCM relative alle misure di contenimento della pandemia, si potrà seguire l’incontro collegandosi alla pagina Facebook dell’Associazione Amiche e Amici dell’Accademia di Medicina di Torino (https://www.facebook.com/AAAMedicinaTorino).

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tumori femminili: prevenzione e diagnosi precoce

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2021

Campobasso. I tumori femminili ogni anno in Italia colpiscono 70.000 donne. Tra queste, sono circa 53.000 quelle che si ammalano di tumore al seno, di gran lunga quello più diffuso. Ma anche gli altri organi dell’apparato riproduttore femminile possono essere colpiti da un cancro. Ogni anno sono infatti 11.400 i nuovi casi di tumore all’utero e 5.300 i nuovi casi di tumore alle ovaie. I tumori femminili in molti casi si possono prevenire o comunque diagnosticare in fasi molto precoci.Ad affrontare questi temi durante la tavola “Insieme in Rosa – Prevenzione e Diagnosi precoce dei tumori femminili” saranno Celeste Condorelli, Amministratrice Delegata Gemelli Molise, Giovanna Sticca, Direttrice Sanitaria – Gemelli Molise, Francesco Cosentino, Direttore Dipartimento di Oncologia e UOC Ginecologia Oncologica, Emilio Bria, Direzione del Governo Clinico Gemelli Molise, Carmela Franchella, Presidente LILT Associazione Provinciale di Campobasso, Valeria Moffa, Direttore della Scuola Allievi Agenti di Campobasso. Modera l’incontro Valentina Fauzia, Giornalista Presidente del Gus Molise. L’incontro verrà trasmesso in diretta streaming sul sito di Gemelli Molise e sulla pagina Facebook martedì 9 marzo ore 16.30. Tutti potranno partecipare e interagire con i relatori, facendo domande attraverso i commenti social.Quali sono i tumori femminili?
Il tumore del seno è molto diffuso: colpisce una donna su 8 ed è il tumore più frequente nel sesso femminile (anche gli uomini ne possono essere colpiti, ma con un’incidenza notevolmente più bassa).
Il tumore ovarico occupa invece il nono posto tra i tumori più frequentemente diagnosticati alle donne. Si tratta di una malattia che colpisce le ovaie, ovvero gli organi responsabili nella donna della produzione degli ormoni sessuali e delle cellule riproduttive (ovociti) e riguarda circa una donna ogni 100. Questo tipo di tumore colpisce soprattutto dopo i 60 anni, mentre è piuttosto raro nelle donne giovani al di sotto dei 30 anni.
Il tumore del collo dell’utero (o tumore della cervice uterina) è stato per molto tempo il più frequente nel sesso femminile, associato a un’alta mortalità. Oggi fortunatamente si assiste a una continua diminuzione di incidenza e di mortalità grazie soprattutto all’introduzione di uno strumento estremamente efficace di diagnosi precoce, il Pap-test e alla prevenzione primaria, tramite vaccinazione. La diagnosi sempre più precoce consente infatti di utilizzare una terapia efficace e spesso risolutiva. Il cancro della cervice dell’utero è legato, nella maggior parte dei casi, all’infezione del virus del papilloma (HPV).
Il tumore dell’endometrio si colloca al sesto posto tra i tumori più frequentemente diagnosticati tra le donne. Si tratta di un tumore che colpisce soprattutto le donne anziane, con un picco di incidenza dopo i 60 anni, e che presenta tassi d’incidenza in aumento nel mondo occidentale a causa dell’allungamento della vita media e di una alimentazione troppo abbondante. (By Raffaella Marino)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Diagnosi autismo arriva in media a 7 anni, con picchi a 18

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2021

“Un’indagine condotta nel Regno Unito su un campione di 1.047 genitori ha evidenziato come la media di eta’ a cui questi bambini avevano ricevuto una diagnosi di disturbo dello spettro autistico era di 7 anni e 4 mesi, con un picco di 18 anni per il 4% e un’eta’ massima di 40 anni. Una ricerca simile, condotta su 1.420 bambini statunitensi con diagnosi di disturbi dello spettro autistico, ha rivelato che la media di eta’ alla diagnosi e’ stata di oltre 5 anni. Sono dati sorprendenti se consideriamo che siamo nel 2021 e che molto puo’ essere fatto per individuare alcuni campanelli d’allarme che ci consentirebbero di intervenire precocemente su questi disturbi. Gli insegnanti hanno un ruolo molto importante e devono essere sempre coinvolti nel processo di valutazione e di individuazione di questi segnali da portare poi alle famiglie. Dobbiamo ricordare che in adolescenza ‘il dado non e’ tratto’ e molto si puo’ fare”. A parlare e’ Rosaria Ferrara, presidente di Oisma (Osservatorio italiano studio e monitoraggio dell’autismo), intervenuta al secondo degli incontri su ‘Autismo – Proposte operative per l’intervento inclusivo a scuola’ realizzati dall’Istituto di Ortofonologia (IdO) e rivolti agli insegnanti. Inclusione/socializzazione, sviluppo di abilita’ e autonomie, sessualita’ sono gli obiettivi sui quali lavorare in adolescenza, ha spiegato Ferrara, con ragazzi con disturbi dello spettro autistico. “Sui primi due- ha precisato l’esperta- la scuola puo’ fare moltissimo. Come? Proponendo un apprendimento che sia accompagnato da emozioni positive che scolpiscono la memoria e vengono ricercate molte altre volte- ha spiegato- L’emozione e’ piu’ potente del sistema cognitivo”. La presidente di Oisma e’ passata poi a suggerire agli insegnanti una serie di strategie da utilizzare in classe per motivare positivamente i ragazzi autistici all’apprendimento: “Coinvolgerli personalmente e attivamente, fare leva sulle loro abilita’ cercando di stare al passo con la classe e proponendo attivita’ inerenti a quello che stanno facendo i compagni, ovviamente- ha tenuto a specificare- sempre stabilendo livelli di difficolta’ adeguati. Inoltre- ha aggiunto Ferrara- non dobbiamo mai dimenticare che l’apprendimento e’ stimolato in ambienti percepiti sicuri, protettivi, supportivi”. A proposito delle strategie da utilizzare in classe, la presidente di Oisma ha portato l’esempio di Angelo, un ragazzo con sindrome di Asperger per il quale si sono uniti corpo docente, terapeuta, genitori e compagni di classe con l’obiettivo di rendere la sua esperienza scolastica positiva e proficua. All’inizio delle scuole medie, i genitori e la terapeuta hanno incontrato i docenti e con loro hanno deciso di spiegare alla classe le difficolta’ e la particolare sensibilita’ sensoriale di Angelo, fatta di fastidio per certe tonalita’ della voce, disgusto per certi odori, paura per determinati rumori.Con l’aiuto di un’insegnante in particolare, i ragazzi hanno vissuto un processo di immedesimazione con il loro compagno e una volta a settimana mangiavano ‘la merenda di Angelo’, scegliendo dunque tra i pochi alimenti graditi al ragazzo. Chi decideva di mangiare qualcosa di diverso dagli alimenti ‘accettati’ viveva cosi’ l’esperienza di sentirsi ‘diverso’. Per consentire agli adolescenti con autismo di acquisire competenze e fare progressi, ha sottolineato Rosaria Ferrara, e’ inoltre molto importante “creare un’alleanza con i genitori, tenendo conto delle difficolta’ di accettazione dell’autismo dei figli adolescenti, quando ormai le atipicita’ sono molto evidenti e si entra in contatto anche con le loro possibilita’ di vita future”. Proseguendo nel suggerire metodi e strategie per interessare i ragazzi con autismo all’apprendimento, la psicologa ha suggerito di non costringerli a fare esercizi di scrittura o di matematica, ma di usare “trappole ed esche” che aggirino l’ostacolo e li portino a scrivere o contare concentrandosi su argomenti di loro interesse. Proprio su questo principio, ha raccontato la presidente dell’Osservatorio, sono nati gli atelier Oisma dedicati al Giappone e alla cucina. “Il motto con questi ragazzi- ha suggerito in conclusione- deve essere ‘se non imparo nel modo in cui mi insegni, insegnami nel modo in cui imparo'”. (fonte: agenzia stampa Dire)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

“L’intelligenza artificiale nella diagnosi medica: opportunità e pericoli”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2021

Torino Venerdì 26 febbraio alle 17.30, l’Accademia di Medicina di Torino organizza una seduta scientifica on line dal titolo “L’intelligenza artificiale nella diagnosi medica: opportunità e pericoli”. Introduce l’incontro Teresa Cammarota, vicepresidente dell’Accademia di Medicina e Primario emerito di radiologia. Il relatore sarà Daniele Regge, socio dell’Accademia e Professore Associato di Radiologia all’Università di Torino nonché Direttore della Radiodiagnostica, presso l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di Candiolo (TO). In un futuro non troppo lontano l’intelligenza artificiale concorrerà con l’uomo nello svolgimento di molte attività lavorative. Anche il medico dovrà adeguarsi, lasciando ampi spazi al contendente virtuale. Gli algoritmi matematici potrebbero competere con il medico nella interpretazione delle immagini radiologiche o nella lettura dei vetrini di anatomia patologica o ancora nella scelta della terapia migliore per ogni singolo paziente. Anche in chirurgia, i robot potrebbero sostituirsi alle braccia del chirurgo. Nella seduta scientifica si illustreranno i principi, le nuove e potenziali applicazioni dell’intelligenza artificiale nell’ambito della diagnostica. Si cercherà di capire come le nuove tecnologie cambieranno la professione del medico. Infine, come per tutte le grandi rivoluzioni, anche quella dell’intelligenza artificiale non è priva d’insidie e occorre comprendere come queste potranno essere scongiurate.In ottemperanza alle disposizioni del DPCM relative alle misure di contenimento della pandemia, si potrà seguire l’incontro solo collegandosi al sito

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nel 2020 sono previste in Italia 36mila nuove diagnosi di tumore prostatico

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2020

“Nel nostro Paese l’età media al momento della diagnosi è di 72 anni – aggiunge il prof. Corrado Franzese, Presidente Nazionale della Società Italiana Urologia Territoriale (SIUT). Nella grande maggioranza dei casi sono quindi uomini anziani interessati da altre malattie, spesso croniche, come diabete, obesità o ipertensione. È una tipologia di pazienti difficile da trattare e che necessita di particolare attenzione da parte dell’intero Sistema sanitario. L’assistenza è stata decisamente complicata dalla pandemia e il Covid-19 può avere effetti pesanti su pazienti non più giovanissimi, immunodepressi e polipatologici. Con questa nuova campagna vogliamo ribadire anche l’importanza, per chi vive con tumore alla prostata, di seguire le nuove regole imposte dal nuovo Coronavirus. Quindi invitiamo i malati, e i loro familiari, a rispettare con particolare attenzione le norme per il distanziamento sociale, indossare quando previsto la mascherina e lavarsi spesso le mani. Infine bisogna seguire scrupolosamente la terapia anticancro prescritta dal proprio medico curante”. “Dall’inizio della pandemia si parla sempre più spesso di Telemedicina – conclude il prof. Giuseppe Ludovico, Presidente Nazionale Urologi Ospedalità Gestione Privata (UrOP) -. Si tratta di uno strumento prezioso che, in ogni caso, potrà affiancarsi al rapporto medico-paziente in presenza. Quest’ultimo è necessario senz’altro nella prima fase della diagnosi della malattia oncologica e in alcuni momenti del follow-up. Le strutture sanitarie italiane, sia territoriali che ospedaliere, sono sicure e presentano percorsi separati che riducono al minimo il rischio di contagio. Dobbiamo riuscire a superare le paure e imparare a convivere con questo terribile virus. Bisogna proseguire con tutte le attività d’assistenza che il nostro Servizio Sanitario Nazionale mette in campo contro patologie di grande diffusione come il carcinoma prostatico”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La biofotonica per la diagnosi dei tumori

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2020

Si chiama PHAST, cioè “Photonics for Healthcare: multiscAle cancer diagnosiS and Therapy”, ed è un progetto europeo che mira all’impiego della biofotonica per la diagnosi dei tumori. Capofila dall’iniziativa, al via lo scorso 1° settembre, è l’Università di Parma (con il Dipartimento di Ingegneria e Architettura), che guida una partnership di 22 realtà (tra le quali anche due ospedali e otto aziende) di 7 paesi europei. Coordinatore scientifico è Daniel Milanese, docente di Scienza e Tecnologia dei Materiali all’Università di Parma.Il progetto durerà quattro anni, nell’ambito delle iniziative Marie Skłodowska-Curie Innovative Training Networks di Horizon 2020, e prevede un’istruzione e una formazione di alto livello per 15 giovani ricercatori attraverso un percorso di dottorato multidisciplinare di eccellenza.La biofotonica è un’area di studio incentrata sull’utilizzo di ottiche e fotoniche innovative in biologia, scienze della vita e biomedicina. Un aspetto particolarmente importante di questo campo è la caratterizzazione fotonica di cellule e tessuti biologici per una migliore diagnosi medica. Il progetto PHAST, finanziato dall’Unione Europea, mira a sviluppare tecnologie fotoniche avanzate multiscala per aiutare a diagnosticare i tumori in vitro e in vivo e monitorare il trattamento nell’ambito della medicina personalizzata. Inoltre, affronterà una serie di bisogni insoddisfatti della comunità medica nella prevenzione, diagnosi e cura dei tumori nel tentativo di migliorare la qualità della vita. Sito web del progetto: http://www.phast-etn.eu.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Leucemie: nasce il primo Centro in Italia per lo studio della predisposizione genetica

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2020

Un tassello importante per offrire le migliori opportunità di diagnosi e cura ai pazienti con leucemia, migliorando terapie, dosi e, soprattutto, accesso al trapianto, che ad oggi rappresenta l’unica cura definitiva contro la malattia. Con questi obiettivi nasce in Humanitas il primo centro italiano per lo studio della predisposizione genetica alle leucemie acute e croniche, in cui genetisti, ematologi, biologi molecolari e dermatologi lavorano insieme per una gestione a 360° dei pazienti.Numerose evidenze scientifiche registrate negli ultimi 5 anni, infatti, hanno dimostrato che mutazioni geniche ereditarie, ovvero presenti dalla nascita, fino a poco tempo fa considerate estremamente rare nelle leucemie, sono invece presenti fino al 10-15% dei casi (soprattutto in soggetti giovani, di età inferiore ai 50 anni). Questo ha portato l’Organizzazione Mondiale della Sanità a definire nel 2016 una nuova categoria clinica denominata “leucemie associate a predisposizione genetica ereditaria”.
L’apertura di questo Centro rappresenta un esempio concreto di come gli sforzi della ricerca possano ricadere efficacemente nella pratica clinica quotidiana a vantaggio del paziente.Il percorso prevede un primo incontro informativo sul test da effettuare e sulle possibili implicazioni dei risultati rispetto alla terapia per la leucemia. Il test viene eseguito in modo totalmente non invasivo, su un campione di sangue venoso e contemporaneamente su cellule della cute. Grazie alle tecniche di sequenziamento del DNA di nuova generazione (Next Generation Sequencing, NGS) vengono quindi studiate le mutazioni a carico di 106 geni noti per essere implicati nella predisposizione ereditaria alle leucemie. “Le leucemie acute e croniche con base genetica rappresentano il modello di riferimento per lo studio della predisposizione ai tumori del sangue. La percentuale di mutazioni genetiche associate allo sviluppo di leucemie potrebbe essere più estesa del 10-15% ad oggi noto. Per questo è necessario sviluppare tecniche diagnostiche che, anche grazie all’Intelligenza Artificiale, consentano di ampliare la conoscenza in questo settore” – conclude il prof Matteo Della Porta. Il 40% della predisposizione genetica avviene nella fascia di età anziana dove ci si aspetta lo sviluppo spontaneo della malattia. Questa predisposizione è solo il primo step della trasformazione. Per questo è opportuno fare una distinzione tra i pazienti che hanno una predisposizione fin dalla nascita e quelli che sviluppano la malattia da adulti.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Mammografia 3D ecco quando è meno efficace in diagnosi precoce

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2020

Nello screening del cancro al seno la tomosintesi mammaria digitale (DBT) supera la mammografia digitale sia come efficienza diagnostica sia in termini di riduzione delle visite di richiamo per risultati poco chiari o falsamente positivi. «La DBT, meglio nota come mammografia 3D, migliora la diagnosi precoce nella grande maggioranza delle donne sottoposte a screening mammografico. Anche se, sfortunatamente, ciò non accade nel 10% dei casi, ossia nelle donne che hanno un seno estremamente denso e che già oggi sperimentano i peggiori risultati mammografici» afferma Kathryn Lowry, professore associato di radiologia all’University of Washington School of Medicine e coautrice dell’articolo pubblicato su JAMA Network Open in cui i ricercatori hanno analizzato più di 1,5 milioni di esami al seno eseguiti su donne tra 40 e 79 anni, misurando i tumori rilevati e le visite di richiamo per gruppi di età, densità mammaria ed esame di base rispetto ai successivi. E dai risultati emerge che la DBT è meglio nelle donne sottoposte alla prima mammografia di screening, associando quel gruppo ai miglioramenti più significativi nella riduzione dei richiami e nella diagnosi di cancro. Negli esami successivi la maggior parte delle partecipanti conferma uno o entrambi i vantaggi della DBT, mentre nelle donne con seno classificato come “estremamente denso” non emergono differenze tra le due tecniche né nella percentuale di neoplasie rilevate né nel numero di richiami. «Purtroppo questo sottogruppo è noto per essere a più alto rischio sia di cancro sia di avere tumori non diagnosticati alla mammografia» riprende Lowry, aggiungendo tuttavia che, a parte le donne con seno molto denso, le prestazioni superiori di DBT rispetto alla mammografia digitale sono ampiamente dimostrate. «I nostri risultati possono aiutare operatori e pazienti a decidere come utilizzare al meglio lo screening mammografico. In altri termini, se un fornitore di servizi diagnostici ha accesso solo a una o due apparecchiature DBT, oppure se una paziente deve pagare di più di tasca propria o guidare diverse ore per raggiungere la sede dell’esame, questi dati serviranno a capire quali donne dovrebbero avere la priorità e i maggiori benefici» conclude la ricercatrice. (Fonte Doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sindrome aortica acuta, nuove linee guida per agevolare la diagnosi

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2020

Sul Canadian Medical Association Journal è stata pubblicata una nuova linea guida che potrà aiutare i medici a identificare la sindrome aortica acuta (Aas) di difficile diagnosi. «Il tasso di diagnosi errata per questa patologia arriva fino al 38% e il rischio di morte può aumentare del 2% per ogni ora di ritardo nella diagnosi» spiega Robert Ohle, della Northern Ontario School of Medicine di Sudbury, in Canada, primo autore del documento.Il pubblico di riferimento per la linea guida comprende medici di emergenza, medici di base, internisti, radiologi, chirurghi vascolari, chirurghi cardiotoracici e medici di terapia intensiva, nonché decisori e pazienti. La linea guida tratta prima di tutto della valutazione dei fattori di rischio, delle caratteristiche del dolore e dei risultati degli esami fisici per stabilire il rischio della malattia. I fattori di rischio comprendono la malattia del tessuto connettivo, la malattia della valvola aortica, una recente procedura aortica, l’aneurisma aortico e una storia familiare di Aas. Il dolore ad alto rischio comprende dolore ad insorgenza improvvisa, dolore grave o gravissimo, dolore lacerante, migrante o radiante. I risultati degli esami fisici ad alto rischio includono rigurgito aortico, deficit di polso, deficit neurologico e ipotensione o effusione pericardica. Gli esperti propongono poi una guida per la strategia diagnostica, raccomandando di non indagare su soggetti a basso rischio, ma di sottoporre persone a rischio moderato a test del D-dimero e soggetti ad alto rischio a Tac dell’aorta sincronizzata al ciclo cardiaco. I ricercatori hanno anche creato un supporto al processo decisionale che accompagna la linea guida. Le raccomandazioni possono essere adattate dai medici in base alle circostanze locali, in quanto un approccio a dimensione unica potrebbe non essere fattibile. «Il nostro documento può servire come base ed essere adattato nelle linee guida locali, regionali o nazionali. Questo perché, solo per fare un esempio, l’implementazione delle linee guida in un centro urbano con accesso 24 ore su 24 alla tomografia computerizzata può variare da quella realisticamente possibili in una situazione rurale o remota che richiede il trasferimento di un paziente con personale medico al seguito» concludono gli autori.
(fonte doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cancro cervicale: combinazione Pap test e test Hpv aumenta probabilità diagnostiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

Secondo le conclusioni di uno studio sull’American Journal of Clinical Pathology firmato da Harvey Kaufman di Quest Diagnostics e colleghi, il test per il papilloma virus umano (Hpv) e il test di Papanicolaou (Pap) da soli hanno meno probabilità di rilevare il cancro cervicale rispetto ai due esami effettuati sullo stesso campione (co-test). Gli autori hanno valutato i risultati dei co-test effettuati tra il 2010 e il 2018 da Quest Diagnostics in oltre 13 milioni di donne di età pari o superiore a 30 anni.
«I risultati del co-test che precedono un carcinoma cervicale (CxCa) o una diagnosi di precancerosi sono stati analizzati e stratificati in base ai risultati dell’esame istologico» spiega il ricercatore, precisando che 1.615 co-test hanno preceduto 1.259 diagnosi di CxCa e 11.164 co-test hanno preceduto 8.048 diagnosi di precancerosi cervicale. Il tasso di donne positive al test cui è stato successivamente diagnosticato un CxCa entro un anno è risultato maggiore per Pap rispetto a Hpv (85,1% vs 77,5%). «Garantire che le donne vengano sottoposte a screening con il metodo più affidabile migliora la diagnosi precoce di neoplasie potenziali o già presenti» riprende Kaufman, sottolineando che per quanto riguarda la cadenza temporale dello screening, le linee guida raccomandano il co-test ogni cinque anni oppure l’Hpv o il P ogni tre anni. «Tuttavia, mentre lo studio Quest del 2015 e i dati del Magee Women’s Hospital (Mgw) suggeriscono che Pap svolge un ruolo significativo nella diagnosi precoce, dall’analisi dei dati della Kaiser Permanente Northern California (Kpnc) emerge, viceversa, che il contributo del Pap è basso» scrivono gli autori. E Kaufman conclude: «È importante conciliare questi risultati, ricordando che i dati di Quest Diagnostics sono più ampi e diversificati rispetto ad altri, con il doppio dei casi di cancro confermati rispetto a Kpnc. È importante che l’analisi dei metodi di screening cervicale impieghi una popolazione eterogenea rappresentativa a livello nazionale». (fonte: Ginecologia33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Teleconsulto per la diagnosi delle neoplasie

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2020

Trovare un nodulo sospetto, ottenere la diagnosi senza muoversi da casa e in tempi rapidi, spostandosi solo al momento opportuno per effettuare l’intervento chirurgico. È questo il percorso che vuole realizzare concretamente SmartDoc, il progetto di teleconsulto che ha appena preso il via al Dipartimento di Oncologia Toracica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT), e che è stato reso possibile grazie al contributo dell’Associazione Il Tulipano Bianco APS.
Spiega Ugo Pastorino, Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica di INT. – “Oggi il nostro dovere è quello di far sì che le persone riprendano a varcare la soglia dell’ospedale, che mantengano la continuità terapeutica e assistenziale. Con il teleconsulto offriamo un’opzione in più nell’ottica di proteggere i nostri pazienti e offriamo loro la possibilità di ricevere una diagnosi rapida, di seguire l’andamento della malattia senza gli oneri che è costretto a sostenere chi arriva da un’altra Regione e senza ulteriori stress legati al timore del contagio di Coronavirus, perché rimane a casa propria”.
La visita specialistica a distanza garantisce un livello di qualità pari a quella che viene eseguita in sede e in tutta sicurezza per quanto riguarda la trasmissione dei dati.”Abbiamo installato un programma protetto che permette al paziente di inviarci gli esiti dei suoi esami, esattamente come se ci consegnasse in mano la documentazione. A fine visita, e sempre in modalità protetta, vengono inviate la diagnosi, la relazione per il medico di famiglia e le eventuali impegnative” – spiega Alessandro Pardolesi, Dirigente Medico della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica di INT e ideatore e responsabile del progetto. – “Durante la visita, se è necessario, agevoliamo le spiegazioni con dei disegni che il paziente vede in diretta, utilizzando lo stesso approccio adottato in studio. Può sembrare una banalità, ma in questo modo cade il muro che si potrebbe creare soprattutto nel momento della comunicazione della diagnosi, a vantaggio del rapporto medico-paziente. “L’emergenza coronavirus ha fatto nascere bisogni del tutto nuovi. Per questo ci siamo subito attivati per intercettarli e fornire risposte efficaci nel più breve tempo possibile. Sono così nate nuove collaborazioni con strutture ospedaliere che sono un punto di riferimento per pazienti provenienti da tutta Italia, come l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Siamo felici che il progetto SmartDoc abbia preso forma anche grazie all’attrezzatura tecnica per i teleconsulti che abbiamo fornito all’Istituto. Lavoreremo inoltre per far conoscere il nuovo servizio a tutti i potenziali utenti, attraverso un lavoro mirato di promozione”, dichiara Francesco Giordani, presidente del Tulipano Bianco APS.SmartDoc rappresenta uno strumento in più per una diagnosi precoce del tumore del polmone. Attualmente questa è la seconda neoplasia più frequente negli uomini (15%) e la terza nelle donne (12%), con dati in costante evoluzione. Il trend è in calo negli uomini (-1,6%) grazie a una disassuefazione dal fumo, e in aumento nelle donne (+2,2%) a causa di un incremento delle fumatrici. Il fumo di sigaretta rappresenta infatti il principale fattore di rischio del cancro del polmone, ed è responsabile di circa nove casi su dieci di malattia.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Giangiacomo Schiavi: Il mistero della notte, una diagnosi per Michelangelo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Collana le Onde, uscita prevista: 25 giugno. Ispirato dalla figura del grande oncologo Gianni Bonadonna, pioniere con Umberto Veronesi delle cure antitumorali in Italia e nel mondo, Giangiacomo Schiavi traccia un’indagine appassionante sull’enigma di una statua che nasconde un segreto: la storia di una lotta in nome della vita, delle donne e di una medicina più umana.
Un medico di fama internazionale, alla vigilia di un convegno di studi che chiude una carriera luminosa, decide di affrontare la sfida che lo appassiona da decenni. Da quando ha visto la statua della Notte di Michelangelo nelle Tombe Medicee a Firenze: quella donna disegnata nel marmo presenta un’anomalia, un seno asimmetrico, forse malato, che restituisce alla figura un aspetto inconsueto per la perfezione del maestro del Rinascimento.
In una lunga notte tra sogni e ricordi, il medico tira le fila della sua ossessione: con il rigore dello scienziato e l’intuito dell’investigatore, passa in rassegna le testimonianze raccolte in una intera vita da psicologi, critici d’arte, chirurghi, filosofi, per arrivare a scoprire la natura di quella traccia lasciata da Michelangelo sul corpo, altrimenti perfetto, della sua modella. In libreria dal 2 luglio

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »