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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘dialetto’

Etichette alimentari in dialetto e italiano?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2009

Il ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, voce autorevole nel settore e quindi da prendere sempre in seria considerazione qualunque cosa dica, oggi, durante la trasmissione TvKlausCondicio, ha fatto sapere di avere intenzione di rendere obbligatorio, sulle etichette alimentari, la dicitura in italiano e nello specifico dialetto, per cui -secondo il nostro ministro- dovrebbero esserci indicazioni di questo tipo: radicchio di Treviso / radicio de Treviso; focaccia ligure / fugassa; il pane biscottato campano /fresella; gli gnocchi sardi / malloreddus. Che ci siano dei produttori che per meglio specificare il proprio prodotto usano termini dialettali, non e’ una novita’: ovunque si trovano freselle e malloreddus (come li chiamano a Cagliari, mentre a Sassari gli identici gnocchetti li chiamano cicciònese… chissa’ quale dovrebbe essere obbligatorio…). Ed e’ altrettanto noto a chiunque produca usando un termine gergale per l’etichetta che, o si tratta di un marchio su cui si investono milioni per farlo conoscere, oppure ci si limita ad un mercato territorialmente ristretto. Ognuno e’ libero e valuta alla bisogna. Altro e’ cio’ che ha intenzione di fare il ministro Zaia, cioe’ l’obbligatorieta’: cioe’ tutti i produttori sono condannati o ad investire milioni sui propri marchi o ad essere aziende con mercati limitati.  Su questa storia del dialetto, se si va oltre la tradizionale boutade estiva per tenere le pagine dei giornali, si corre il rischio di farsi male. Se, come auspica il ministro Zaia, il dialetto fosse reso obbligatorio a scuola, avremo schiere di ragazzi che parleranno un italiano stentoreo, un presunto buon dialetto e continueranno ad essere gli ultimi in Europa a conoscere l’inglese. E comunque, visto che se volessero diventare produttori di alimentari sarebbero obbligati ad altrettanta etichetta in dialetto, non ne avrebbero grande nocumento linguistico, ma sicuramente dovrebbero limitarsi al mercato locale. Altro che Pmi (piccole e medie imprese) coi loro giganteschi problemi proprio perche’ Pmi, il nostro ministro auspica un’economia legata al quartiere (i dialetti sono diversi anche da quartiere a quartiere nel medesimo centro abitato). Altro che “made in Italy”, il ministro del Governo sta lavorando per il “made in Forcella”, “made in San Frediano”, “made in Testaccio”, “made in Niguarda”, “made in Mirafiori”, etc.

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“Er malato immaginario”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

MalatoRoma martedì  1 – domenica 6 settembre 2009 Ore 21,15 Anfiteatro Quercia del Tasso (Passeggiata del Gianicolo, di fronte all’Ospedale Bambin Gesù) Alfiero Alfieri in Er malato immaginario due atti comici in dialetto romanesco  riduzione di Alfiero Alfieri dal testo di Molière Con  Elena Pelazza, Gabriele Villa, Paolo Orlandelli, Patrizia Fanelli, Enzo Masci, Davide Alfieri, Raffaella Zappalà regia Alfiero Alfieri Musiche Mauro Tiberi Service Fonica e Luci Trafor Music Service Costumi Bice Minori Foto Lauretta Cardone Grafica Alan D. Baumann Biglietti: Euro 18 (interi) – Euro 12 (ridotti) – Euro 10 (gruppi di almeno 10 persone)
Alfiero Alfieri, esponente del teatro dialettale romano da oltre 50 anni, spalla di tanti noti artisti dell’avanspettacolo ed erede e attore in compagnia col grande Checco Durante, torna al suo affezionato pubblico con uno spettacolo esilarante che rinfrescherà le afose sere di fine estate. Dal primo al sei settembre, all’Anfiteatro Quercia del Tasso, storico spazio ubicato nel parco del Gianicolo, Alfieri rivestirà i panni dell’ipocondriaco Argante, ripercorrendo in chiave romanesca uno tra i più celebri testi di Molière. Er malato immaginario, riduzione in due atti comici con la regia dello stesso protagonista, propone un cast di nove attori impegnati in una serie di situazioni altamente comiche nelle quali troneggia il tipico spirito quirite del protagonista – romano sornione – ed in cui il dipanarsi di doppi sensi, equivoci e battute dialettali sprigiona un ritmo ferreo che tiene lo spettatore in uno stato di costante esaltazione.  In questo contesto, la riscrittura molieriana viene “umanizzata” e il “malato”, da ipocondriaco che era, si riconcilia con la vita trovando nella domestica l’unica donna sinceramente innamorata di lui. Una libera versione che presenta situazioni e personaggi dai risvolti altamente comici e più ispirati ad una efficacia popolaresca che borghese. (malato)

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Premio “Ischitella-Pietro Giannone”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2009

Benito Galilea, con la raccolta inedita in dialetto calabrese Ju nenti (Quel niente) è il vincitore della VI edizione del Premio nazionale di poesia in dialetto “Ischitella-Pietro Giannone” 2009. Lo ha decretato la Giuria composta da: Franzo Grande Stevens, Presidente onorario, Dante Della Terza, Presidente, Rino Caputo, Giuseppe Gaetano Castorina, Franco Trequadrini, Achille Serrao, Cosma Siani, Franca Pinto Minerva, Francesco Bellino, Vincenzo Luciani. Galilea ha preceduto Ombretta Ciurnelli (Perugia), classificatasi seconda con la raccolta in dialetto umbro Si curron le formiche (Se corrono le formiche) e Anna Elisa De Gregorio (Ancona), terza con la raccolta in dialetto anconetano ’L tempo de l’imperfetto (Il tempo dell’imperfetto). Dei finalisti, selezionati fra 34 raccolte pervenute, facevano parte anche i poeti Giuseppe Tirotto (dialetto sardo), Alfredo Panetta (dialetto calabrese), Nico Bertoncello (dialetto veneto), Franco Pinto (dialetto garganico di Manfredonia), Salvatore Gaglio (dialetto siciliano), Gaetano Capuano (dialetto siciliano), Arturo Borciani (dialetto di Reggio Emilia). La cerimonia di premiazione si terrà il 13 settembre 2009 a Ischitella (Foggia) e sarà preceduta da un reading dei poeti vincitori: Benito Galilea, Ombretta Ciurnelli e Anna Elisa De Gregorio.
Benito Galilea nato a Martone in Calabria nel 1944, vive a Roma dal 1984, dopo 16 anni a New York. Incluso in antologie e riviste letterarie, studiato nelle scuole, le sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, russo, spagnolo e latino. Ha vinto numerosi Premi letterari ed ha pubblicato le raccolte di poesie: Grappoli di luce (1975); Nel cavo di una mano, (1977); Sogno in prestito (1985); La ruga del cuore (1995); Martuni (1997); Quando la luna ospita i pensieri (1998); Altra stagione a Vincolise (2000); ’A squatra, Rosina e attri cosi (2004); U suli nto saccu, ’a luna nto panaru, (2005); Dialogo imperfetto (2005); Identità spogliata (2007); L’altro di te (2008).

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