Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘dichiarazioni’

Referendum e indebite interferenze straniere

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2016

mattarella1“Dopo le improvvide dichiarazioni dell’ambasciatore Usa in Italia, John Phillips, bene l’affermazione del nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Articolo 1 della Costituzione: la sovranità appartiene al popolo, e io aggiungerei italiano. Non appartiene alle società di rating, né al Financial Times, neanche ai nostri amici americani”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“La sovranità appartiene al popolo, quindi è bene che al prossimo referendum sia il popolo italiano, liberamente, a decidere ‘sì’ o ‘no’. Basta con queste ingerenze da parte dei poteri forti, della finanza internazionale, delle banche, anche dell’Unione europea. Li abbiamo visti già troppe volte i sorrisi complici di Merkel e Sarkozy ,allora nei confronti del presidente Berlusconi, l’imbroglio dello spread. Sentiamo lo stesso suono e lo stesso cattivo odore di complotto.Per questo bravo presidente della Repubblica nell’aver ribadito che la sovranità appartiene al popolo, non altrettanto al nostro, si fa per dire, presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che è stato zitto.Devo dire: forza Phillips, forza Morgan Stanley, forza Fitch, forza Financial Times, continuate così che il ‘no’ andrà oltre il 60%. Già tutti i sondaggi danno il ‘no’ in vantaggio, e in vantaggio incrementale. Quindi, forza poteri forti, continuate a violentare la sovranità del popolo italiano e il popolo italiano saprà rispondere”, ha concluso Brunetta.

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Renzi su rinnovabili

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

attivisti greenpeace1In relazione alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Matteo Renzi sul futuro delle rinnovabili in Italia, Greenpeace prende atto con soddisfazione dell’attenzione del governo sul tema, ma fa notare la mancanza di interlocuzione dell’esecutivo con le associazioni di rappresentanza dei produttori di energia da fonti rinnovabili. Associazioni che, evidentemente, al pari delle organizzazioni ambientaliste che da mesi chiedono un confronto in materia con il governo, non sono considerate interlocutori validi.
«Sarà ora interessante capire come verranno utilizzati i fondi che Renzi ha promesso di stanziare per incentivare nei prossimi anni le energie rinnovabili. Una cifra davvero bassa, stiamo infatti parlando di circa 450 milioni l’anno», dichiara Luca Iacoboni, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. «Inoltre ci chiediamo se il governo intenderà puntare sui grandi impianti a biomasse o se si promuoveranno politiche che aiutino i piccoli produttori di energia fotovoltaica ed eolica, come indica chiaramente la Ue».Per l’organizzazione ambientalista, quello che sembra certo è che pare invece essere inesorabilmente “evaporato” uno degli annunci fatti da Renzi durante la campagna per il referendum trivelle, ovvero il raggiungimento del 50 per cento di elettricità da fonti rinnovabili entro fine legislatura.Secondo le ultime statistiche, l’Italia è infatti tra i pochi Paesi in Europa che nel 2015 – e nei primi mesi del 2016 – ha visto contestualmente calare la propria produzione da fonti rinnovabili e aumentare quella da fonti fossili. Non solo. In Europa la posizione italiana è costantemente tra le meno ambiziose per quanto riguarda gli obiettivi legati al clima e alle energie rinnovabili. Un’ennesima conferma è arrivata proprio pochi giorni fa, quando il nostro Paese ha cercato di annacquare i limiti comunitari sulla qualità dell’aria.«I fatti e i numeri ci dicono che l’Italia in fatto di rinnovabili oggi vive di rendita grazie all’eredità del passato», continua Iacoboni. «Speriamo davvero che inizi una fase di pianificazione seria e ambiziosa, che non guardi solo alle grandi aziende ma anche ai cittadini che vogliono diventare produttori della loro energia, come sta accadendo in molte parti d’Europa e del mondo».Greenpeace è pronta a confrontarsi sulla strategia energetica dei prossimi anni, con la speranza che il governo voglia aprire le porte del dialogo anche alle associazioni di categoria e agli ambientalisti, perché questo è necessario per avviare finalmente una strategia energetica seria, che porti l’Italia fuori dall’era delle fonti fossili e assicuri a tutti noi un futuro 100 per cento rinnovabile.

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Gioco d’azzardo e giocatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2013

l 54% dei giocatori è nullatenente mentre un ulteriore 31% dichiara al fisco di guadagnare meno di 10mila euro all’anno. In pratica l’85% dei giocatori sono poveri e molti di loro hanno la social card. Un dato che strida con le giocate effettuate ogni anno di migliaia di euro dai “poveri possidenti” confrontate con le dichiarazione dei redditi presentatè.
A rivelarlo è la nuova indagine condotta dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche “Antonella Di Benedetto” di Krls Network of Business Ethics per Contribuenti.it Magazine dell’Associazione Contribuenti Italiani illustrata oggi a Bari nel corso del seminario “Riciclaggio, gioco d’azzardo ed evasione fiscale”.
“L’Italia ha il primato, in Europa, per la maggior cifra giocata al tavoli da gioco, una media quasi 2.430 euro a persona, che vengono sottratti all’economia reale, minorenni inclusi, il cui numero è passato in soli 3 anni da 860 mila unità a 4,2 milioni – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani. – L’erario si preoccupa più di fare cassa che combattere l’evasione fiscale accertando i giocatori nullatenenti”.
I giocatori in Italia sono 33,2 milioni, di cui 8,4 milioni giocano con frequenza settimanale. Il giro di affari nel 2013 potrebbe superare i 100miliardi di euro all’anno, in forte crescita rispetto ai 85 miliardi di euro del 2012, ai 78 del 2011 e agli appena 16 del 2003.
Anche il coinvolgimento di giocatori di età inferiore ai diciotto anni ha subito nel 2013 un forte incremento pari al 14,6%, ed in soli 3 anni sono passati da 860 mila unità a 4,2 milioni: a questa fascia è attribuibile il 37% di tutte le giocate.
I giocatori più incalliti sono quelli residenti in Molise con il 57%, segue la Campania con il 51% e dalla Sicilia 50,7%. In ultimo posto tro viamo quelli del Trentino Alto Adige con il 31,9%.
L’Associazione Contribuenti Italiani propone che vengano introdotte serie misure per combattere il gioco d’azzardo, l’evasione fiscale ed il riciclaggio come quella di applicare ogni anno il redditometro a tutti i giocatori previa identificazione degli stessi e di tutte le giocate, al fine di evitare non solo l’approccio dei minorenni, quanto anche il diffondersi di traffici illegali come il riciclaggio,l’usura e l’evasione fiscale, unitamente all’introduzione del divieto al gioco d’azzardo in tutti i luoghi pubblici.
Un’ulteriore proposta avanzata per combattere l’evasione fiscale e rilanciare l’economia del paese è quella di applicare su tutti i giochi legalizzati (IUG) un’imposta unica sostitutiva pari al 50% della vincita o di tassarle in dichiarazione dei redditi con l’aliquota ordinaria.
“Lo scopo delle istituzioni è quello di combattere l’evasione fiscale identificando tutti i finti poveri o nullatenenti – a fferma Vittorio Carlomagno, presidente dell’Associazione Contribuenti Italiani – non di certo quello d far cassa ad ogni costo chiudendo tutte e due gli occhi”.
Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani

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Meloni: caso Calearo

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Italiano: Giorgia Meloni al MEI 2009.

Italiano: Giorgia Meloni al MEI 2009. (Photo credit: Wikipedia)

«Le dichiarazioni di Calearo offendono l’Italia e tutti coloro che rispettano le Istituzioni e vivono la politica con impegno e senso di responsabilità. La sfacciataggine con cui ha rivendicato il suo assenteismo a Montecitorio e l’arroganza con la quale ha definito noioso il Parlamento, utile solo a percepire uno stipendio per pagare il mutuo di casa, sono atteggiamenti vergognosi. Mi appello al presidente della Camera, Gianfranco Fini, affinché richiami Calearo al rispetto del regolamento che afferma il dovere dei deputati di partecipare ai lavori della Camera. Auspico inoltre che in questa fase di rilancio della politica, si possano trovare forme e modi per prevedere una decadenza del mandato in caso di prolungate assenze non giustificate». È quanto dichiara il deputato del Pdl, Giorgia Meloni.

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Le parole del Ministro Maroni sulla TAV

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 giugno 2011

Roberto Maroni

Image via Wikipedia

“La delicata questione relativa alla TAV deve essere affrontata in modo razionale e con grande diplomazia. Si rischia, altrimenti, di ottenere l’effetto contrario all’obiettivo prefissato. E’ stata sicuramente una scelta sbagliata e contestabile quella di alzare i toni della discussione ed a buttare benzina sul fuoco sono state le parole rilasciate del Ministro dell’Interno, Roberto Maroni”. Critico il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia – dopo le dichiarazioni dall’esponente del Governo Berlusconi nel quale si affermava testualmente che ”…..Il cantiere si apre entro il 30, e l’opera si fa, se no diciamo addio alle centinaia di milioni del contributo Ue ma soprattutto ai collegamenti con l’Europa, e quindi diciamo addio al futuro”. “Inutile dire – conclude il leader del Coisp – che tutte le responsabilità relative all’ordine pubblico sui cantieri della TAV non possono essere imputate alle Forze dell’Ordine, le quali, sin dall’inizio di questa delicata vicenda l’hanno affrontata in modo esemplare. A differenza di quanto avviene nelle stanze dei bottoni, dove personaggi come il Ministro Maroni, in perfetto stile politichese, usano la lingua in modo assolutamente inadeguato”.

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Vendola: non giochiamo con le figurine

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

“Abbiamo appena vinto un round ma la strada è ancora lunga: non è il momento di giocare con le figurine”. Lo ha affermato l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani commentando l’intervista a Nichi Vendola pubblicata oggi dal Corriere della Sera. Secondo Serracchiani “le affermazioni di Vendola sulle primarie, sul superamento degli antichi schemi, sulla forma partito e sull’apertura dei partiti alla società non sono dirompenti, e infatti sono le questioni che il Pd si è posto fin dalla sua nascita, anzi sono tra le ragioni stesse per cui è nato e per cui si colloca al centro dell’opposizione. Invece di prefigurare scenari esotici e fusioni improbabili – ha sottolineato Serracchiani – pensiamo piuttosto a prepararci al confronto finale con Berlusconi”. Riferendosi alla scelta della parola ‘movimento’ utilizzata da Vendola per definire Sel, Serracchiani ha invece ribadito che “Sel è un partito a tutti gli effetti con dirigenti e militanti, strutture e organismi, rappresentanze consiliari e delegazioni nelle giunte a tutti i livelli”.

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Le “toppe” di Franco Frattini

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 maggio 2011

Franco Frattini, Italian politician

Image via Wikipedia

“Il ministro degli Esteri Franco Frattini la smetta di fare la foglia di fico del presidente del Consiglio Berlusconi, perché alla fine la toppa è peggiore del buco. La sofferenza vera è quella che il premier infligge al paese, preso come è dalle sue ossessioni mentre il paese annega in una crisi economica spaventosa. Di questo avrebbe dovuto parlare con Obama, di crisi economica, sviluppo e crescita, non certo dei suoi nuclei paranoici” così Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera, commenta le dichiarazioni del ministro degli Esteri Frattini. “Altro che assoluzioni. Se il presidente è stato assolto in alcuni casi è stato solo grazie alle leggi ad personam che si è confezionato. In un paese normale ci si difende nel processo, non dal processo” conclude Borghesi.

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Alemanno e le promesse da “marinaio”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 maggio 2011

“Ieri Alemanno ha promesso che scenderà in piazza contro la sua stessa maggioranza che, spinta dalla Lega, vuol portare i Ministeri a Milano. Lodevole intenzione, quella del sindaco di Roma, se la metterà in pratica. Ma Alemanno dovrebbe sapere che, di solito, i sindaci pensano a tenerle pulite, le piazze. Non a sventolare una finta minaccia di riempirle solo per creare un po’ di folklore politico contro la loro stessa maggioranza. Le ultime dichiarazioni di Bossi, che ribadisce l’intenzione di trasferire i Ministeri a Milano, dimostrano purtroppo che per difendere Roma da Berlusconi e da Bossi ci vuole ben altro che i bluff di Alemanno”. Lo afferma il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda.

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Gli astensionisti politici rispondono a Bersani

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2011

In riferimento alle dichiarazioni di Bersani che sugli astensionisti afferma, come riportato da alcune agenzie di stampa di ieri 22 febbraio 2011, “Noi dobbiamo tenere in considerazione quel quaranta per cento delle persone che non scelgono e non sono figli di un Dio minore”, il portavoce del movimento astensionista politico Antonio Forcillo dichiara che “gli astensionisti sono veramente lieti della premura e della considerazione loro rivolta da Bersani, e non vedono l’ora che alle parole il leader del PD faccia finalmente seguire qualche fatto, per poter riconfluire anche nel suo partito”. Per esempio, “iniziando a rinunciare alle quote di rimborso elettorale determinate dagli astensionisti che pure il suo partito, insieme agli altri privilegiati, indebitamente si appropriano e si spartiscono alla stregua di un vero e proprio bottino”. Anche perché, “data la totale assenza di controllo in questo delicato e iperprivilegiato settore, ogni italiano, e non solo gli astensionisti, vorrebbe a questo punto sapere come viene utilizzato detto ammontare (centinaia di milioni di euro l’anno) e, soprattutto in momenti di gravissima crisi come ora, che fine fa questa grande mole di denaro pubblico”.

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Fiat: su Termini Imerese Romani vaneggia

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2011

“Romani vaneggia”. Così, in una nota, Antonio Borghesi, vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, commentando le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo  economico, Paolo Romani, su Termini Imerese. “Il ministro parla di ristrutturazione aziendale ed industriale, di moltiplicazione dell’occupazione, quando fino al momento non c’è nulle più che un pezzo di carta.  E’ ancora tutto da fare  – aggiunge Borghesi –  Al ministro suggeriamo di aspettare quantomeno che si capisca cosa realmente comporti questo accordo, e questo avverrà in tempi decisamente non brevi”.

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Cordoglio per la 36° vittima

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2011

“Esprimo le mie più profonde condoglianze alla famiglia del militare morto questa mattina all’interno dell’avamposto italiano “Higlander” nell’area di Bala Murghab e gli auguri di pronta guarigione al suo collega ferito.” – Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm). – “Un’altra vittima del dovere del servizio e dello Stato. Dalle prime dichiarazioni del Ministro sembrerebbe che i fatti si siano svolti con modalità poco chiare all’interno della base italiana e mi auguro che questa volta La Russa non incorra in problemi di comunicazione con i suoi vertici militari. Mi rammarica il fatto che mentre già circolavano le prime notizie sull’accaduto nessuno abbia pensato minimamente di interrompere i festeggiamenti per il cambio del capo di stato maggiore della difesa, che in quei momenti erano in corso presso il museo storico dell’Aeronautica di Vigna di Valle. “ Precede la notizia: qui
Si chiamava Luca Sanna, 32 anni nato ad Oristano il 4 novembre del 1978 e la sua famiglia è residente a Samugheo (Oristano). Era caporalmaggiore scelto dell’ottavo reggimento alpini di Cividale del Friuli. Sanna si era sposato a metà settembre scorso a Samugheo (Oristano) con una compaesana. Dopo le nozze si erano stabiliti a Lusevera, in provincia di Udine, a circa 30 chilometri da Cividale, Era alla terza missione in Afghanistan. E’ stato colpito alla testa da un colpo d’arma da fuoco all’avamposto Highlander, a circa 10 km dalla base principale del contingente militare italiano a Bala Murghab. Non è morto subito. E’ stato trasportato alla base militare Columbus, dove è deceduto di lì a poco. Con lui vi era il secondo militare ferito al collo e al torace. Per questi si prevede un intervento neurochirurgico presso l’ospedale militare americano di Kandahar. La dinamica dell’uccisione e del ferimento del secondo militare è stata spiegata dal Ministro La Russa. Entrambi furono avvicinati da un uomo che indossava una divisa afghana. Con la scusa che aveva bisogno di aiuto, per pulire un’arma inceppata, ne ha approfittato per eseguire la sua aggressione. Subito dopo ha avuto modo di dileguarsi.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo affidando le indagini ai Ros per accertare la dinamica dell’aggressione. Al riguardo il reato ipotizzato è quello di attentato o di omicidio ai fini terroristici.

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Barbera: dichiarazioni ingiuriose

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Roma.”Non bastano le parole di condanna del Sindaco Alemanno nei confronti delle allucinanti dichiarazioni sul 25 aprile di un consigliere del suo stesso partito, Ugo Cassone, per considerare chiuso il ‘caso’. Non è, infatti, la prima volta che il suddetto esponente politico, proveniente dalle fila dell’estrema destra romana, si caratterizza per  affermazioni o iniziative che sono assolutamente incompatibili con i principi della nostra Costituzione e che offendono la coscienza civile e democratica dei cittadini italiani e romani. Forse, alcuni esponenti politici, prima di candidarsi ai ruoli istituzionali, dovrebbero dimostrare alla collettività di conoscere per lo meno la storia del proprio Paese e della loro città. E’ una vera vergogna che un membro di un organo istituzionale che rappresenta  una città che è Medaglia d’Oro alla Resistenza possa ‘sputare’ impunemente sul 25 aprile”. E’ quanto dichiara Giovanni Barbera,   esponente del Prc-Federazione della Sinistra  e presidente del Consiglio del XVII Municipio.

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Pisistrato, Pericle e… Berlusconi

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Dopo la lezione sulla Democrazia del discorso di Pericle agli ateniesi del 461 a.Ch., che ho inviato a tutti gli amici virtuali della mia rubrica, proseguo nel revival classico, ricordando loro la figura di Pisistrato,. Personaggio ambiguo, tiranno ateniese  del VI secolo a. Ch. Si tratta di una memoria storica che deve chiarirci i presupposti culturali dell’approccio alla politica da parte dell’attualissimo presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Certamente non poteva prendere ad esempio Pericle con quelle sue imprudenti dichiarazioni sulla democrazia, sull’uguaglianza, sul rispetto delle leggi, specialmente intorno all’onore dovuto ai magistrati, così, per rimanere in tema classico ecco emergere Pisistrato, il grande suggeritore, dal profondo della storia, distante 26 secoli  e rotti. Pisistrato  dopo vari tentativi riuscì a instaurare la dittatura ad Atene, con abili manovre si inserì nella politica ateniese, già allo sbando.  Ma come fece ad ottenere il consenso popolare? E qui sta l’originalità di Pisistrato. Praticamente si autolesionò, provocandosi piccole ferite insignificanti, ma sanguinolenti e si mostrò al popolo sanguinante, recitando alla perfezione la parte del ferito; attribuì l’attentato ai suoi nemici e al clima di violenze contro di lui che si era instaurato ad Atene. Il popolo, abilmente manovrato  dai servi di Pisistrato, si mosse a compassione, al punto da creare una guardia personale all’infido personaggio, composto da 300 fedelissimi, anche stavolta controllati dai servi ben remunerati di Pisistrato. Con quell’esercito personale, Pisistrato potè occupare  l’Acropoli  (il Quirinale di Atene !) e mettere in atto la sua dittatura. Ma nella democrazia ateniese esistevano gli oppositori, i quali, superando dissidi personalistici, si coalizzarono e riuscirono a scacciare Pisistrato, che fuggì in esilio in un’isola dell’arcipelago greco (l’Antigua di allora). E’ abbastanza chiaro l’insegnamento della storia? (Rosario Amico Roxas)

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Manifestazione: Le dichiarazioni di Gasparri

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

Quelle rese alla stampa in questi giorni sono irresponsabili e profondamente sbagliate» – dichiara l’on. Gianni Vernetti di Alleanza per l’Italia. «Oggi è interesse di tutto il Paese fare in modo che scenda la tensione e che vi sia un dialogo sempre aperto tra le istituzioni e i movimenti studenteschi e giovanili. L’obiettivo di Gasparri – continua Vernetti – sembra, invece, l’opposto: far crescere la tensione demonizzando centinaia di migliaia di studenti, la cui stragrande maggioranza è scesa in piazza, in questi giorni, in modo pacifico. Per questo anche ogni richiamo e analogia con gli anni Settanta è anacronistico e sbagliato. L’Italia ha bisogno di normalità – conclude l’on. Gianni Vernetti – e da un importante esponente della maggioranza di Governo ci si aspetterebbe un atteggiamento più equilibrato. Ricordo a Gasparri che siamo in Europa, viviamo una democrazia liberale e che lo stato di diritto e la difesa dei diritti umani sono gli elementi fondamentali sui quali poggia la nostra Costituzione. E gli “arresti preventivi”, non fanno certo parte della nostra cultura e tradizione giuridica».

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Arcigay: protesta per degrado del Paese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2010

Arcigay sarà impegnata, da qui a lunedì prossimo, con la sua ampia articolazione territoriale di cinquanta comitati provinciali ad esprimere nitidamente disagio, indignazione e protesta. Da Roma a Torino oggi, poi Napoli, Bergamo, Firenze, Agrigento, fino a Milano, lunedì 8 novembre per la Conferenza nazionale della Famiglia che sarà aperta proprio da Berlusconi, saranno decine le città o cittadine ove i volontari di arcigay stanno organizzeranno sit-in, conferenze, flash mob, kiss in e incontri pubblici. Sarà una risposta alle dichiarazioni omofobe  di Silvio Berlusconi, che non possono essere ridimensionate qualificandole come una battuta, perché nella loro gravità , definiscono il senso di un disprezzo nei confronti delle donne e delle persone omosessuali e manifestano un profondo  retaggio machista , carico di pregiudizi, ed inaccettabile in chiunque ma ancor più nel Capo del Governo di un Paese civile come l’Italia. Arcigay con questa mobilitazione vuole lanciare un segnale di preoccupato allarme per lo sconcertante degrado della politica nel nostro Paese; per questo imbarbarimento del linguaggio pubblico che vede nell’omofobia di quelle affermazioni il paradigma di un più generale travalicamento del senso etico del ruolo delle Istituzioni e di quella divisione dei poteri che è logorata dagli attacchi reiterati alla Magistratura, alla Stampa e a tanta parte della Società civile. Ancora una volta le donne , le persone lgbt, come anche le categorie più deboli di questo Paese: le famiglie, i lavoratori, i migranti rischiano di pagare il prezzo più alto a questo esercizio tracotante della politica. Le offese rivolte dal Presidente del Consiglio alle persone gay finiscono così per diventare il volto deforme di un oltraggio al nostro Paese a cui diciamo BASTA una volta per tutte. L’Italia, le tante persone per bene che ne costruiscono con fatica il futuro, e la comunità gay lesbica e transessuale, desiderosa soltanto di giustizia, ed eguaglianza, non meritano tanta sconcezza. (Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay)

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I clandestini e la politica in Usa

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2010

Il cognome del marito di Meg Whitman è Harsh (duro, aspro). Ecco come si potrebbe definire la linea della Whitman verso i clandestini. La Whitman, come si sa, è la candidata repubblicana a governatore dello Stato della California. La tolleranza zero delle sue dichiarazioni politiche verso i clandestini però non combacia con la pratica nella sua vita personale. La Whitman ha licenziato la sua cameriera, Nicky Diaz Santillan, dopo che lei la informò di essere clandestina. Santillan era stata assunta da Whitman nove anni fa attraverso un’agenzia alla quale aveva presentato documenti falsi. Dopo aver perduto il suo lavoro, Santillan ha deciso di denunciare la sua ex padrona perché secondo lei era stata costretta a lavorare extra e non era stata pagata.
L’annuncio della situazione ha ovviamente causato grossi grattacapi politici a Whitman. Le accuse di ipocrisia le sono piovute addosso non solo dai democratici ma anche da alcuni repubblicani che già la consideravano non abbastanza dura con i clandestini. Su questo punto la Whitman ha sostenuto una linea dura. Ciò lo ha dimostrato, secondo lei stessa, il licenziamento di Santillan non appena aveva scoperto che  la cameriera era clandestina. Whitman si è difesa dicendo che lei non aveva nessuna colpa dato che aveva assunto la Santillan mediante un’agenzia la quale era responsabile per il controllo dei documenti. Il problema per la candidata è che la legge americana dice che il datore di lavoro che paga l’impiegato deve assumersi la responsabilità per il controllo dei documenti. Nonostante il fatto che l’assunzione era avvenuta mediante l’agenzia, la Whitman pagava direttamente la cameriera. Quindi lei doveva riempire il modulo I-9 richiesto dalla legge. Non lo fece.  Sapevano Whitman ed il marito che la Santillan era nel Paese illegalmente prima di licenziarla? Sei anni fa avevano ricevuto una lettera dalla Previdenza Sociale dichiarando che vi erano possibili irregolarità nei dati personali della loro impiegata. Il marito aveva scritto una nota sulla lettera consegnandola a Santillan chiedendole di effettuare i controlli necessari. Qualcosa quindi avranno saputo, anche se non gli avranno fatto caso. La Whitman e suo marito consideravano la Santillan parte “della loro famiglia”. Quando la Santillan gli ha chiesto assistenza per regolarizzare il suo status immigratorio la hanno licenziato. Non una bella maniera di trattare un membro della famiglia. La questione dei clandestini è spinosa per tutti gli americani e specialmente in California. In un modo o nell’altro quasi tutti hanno dei contatti con i clandestini i quali accettano i lavori più umili non solo facendo le pulizie nelle case dei benestanti ma anche nei ristoranti e ovviamente nei lavori agricoli. Queste persone sono molto vulnerabili e si sforzano a non attirarsi l’attenzione delle autorità. Non è raro che vengano abusati e spesso non pagati completamente per il loro lavoro. Come ha spiegato il Cardinale Roger Mahoney di Los Angeles in un suo recente intervento, i clandestini sono accettati per i lavori ma allo stesso sono criticati per avere attraversato la frontiera illegalmente.  E come se alla frontiera ci fossero dei cartelli invitandoli ad entrare con offerte di lavoro ma allo stesso tempo sarebbero informati di non entrare nel Paese. Nel loro secondo dibattito per la poltrona di governatore della California la Whitman e Jerry Brown, il suo avversario democratico, hanno discusso a lungo la questione dei clandestini. Il dibattito è stato sponsorizzato in parte dalla rete televisiva in spagnolo Univisión. Inevitabilmente il discorso della Santillan è stato discusso. Whitman ha accusato Brown di essere lui ad avere incitato la Santillan a venire a galla per ragioni politiche. Gli ha detto che “dovrebbe vergognarsi” per avere messo in pericolo la Santillan di essere deportata. La Nicky che è emersa pubblicamente non era “quella che aveva lavorato” per lei per nove anni.  Dal canto suo Brown ha risposto per le rime accusando la Whitman di ipocrisia quando lei afferma che i datori di lavoro “devono essere responsabili” e puniti se assumono lavoratori clandestini. La Whitman, secondo Brown, non ha fatto altro che dire una cosa e fare esattamente il contrario. Alla fine del dibattito una domanda di una studentessa universitaria che non ha rivelato il nome ha chiesto l’opinione dei due candidati sul Dream Act. Questo disegno di legge aprirebbe le porte della cittadinanza americana ai figli dei clandestini residenti in America se completassero due anni di università o si arruolassero nelle forze armate americane. Whitman ha detto di essere contraria. Brown ha dichiarato invece di favorire il disegno di legge. Due visioni di come trattare gli immigrati. La prima come usa e getta, la seconda che vede l’umanità degli immigrati. (Domenico Maceri)

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Tasse e Berlusconi: parole, parole, parole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2010

Abbiamo sentito l’intervento del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla Camera dei Deputati e abbiamo prestato attenzione alle dichiarazioni sul fisco. Dunque il presidente Berlusconi vuole ridurre la pressione fiscale, disboscare l’attuale normativa in materia e lottare l’evasione fiscale. Ridurre le tasse? Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lo aveva “immaginato” nel 1994 a due sole aliquote, al 23 e al 33%. Nel frattempo sono passati 16 anni. Lo aveva ripetuto, in occasione della campagna per le  elezioni politiche del 2001, sottoscrivendo, nel corso della trasmissione televisiva “Porta a Porta” (Rai), un “contratto con gli italiani”, formalizzato dalla presenza di un notaio. E’ bene ricordare che  il sogno del ’94 non fu realizzato e il contratto del 2001 non fu rispettato, nonostante la lunga permanenza del governo Berlusconi, ben cinque anni, il piu’ duraturo nella storia della  Repubblica italiana e con una maggioranza
parlamentare mai vista prima. Aboliremo il bollo su auto, moto e ciclomotori. Lo promise il candidato a premier Silvio Berlusconi due giorni prima delle elezioni politiche del 2008. Siamo ancora in attesa. Il tutto ci ricorda la  famosa canzone di Mina: parole, parole, parole…

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Italia – Libia: due anni dal trattato

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

“A due anni dalla storica firma del Trattato di Bengasi tra l’Italia e la Libia, che ha garantito il definitivo superamento del colonialismo approdando a percorsi di sviluppo ed avanzamento vantaggiosi e proficui su entrambi i versanti è bene riflettere sugli ulteriori punti che sembrano essere stati lasciati a latere delle trattative”. E’ quanto afferma Aldo Di Biagio, deputato di Futuro e Libertà a proposito delle dichiarazioni di protesta dell’Airl, l’associazione degli italiani rimpatriati dalla Libia alla vigilia dell’arrivo del colonnello Gheddafi in Italia. “Abbiamo il dovere di ricordare – spiega Di Biagio – che a molti connazionali, costretti nel 1970 a rientrare in Italia, sono stati confiscati beni dal governo libico ed attendono ormai da anni che venga riconosciuto loro un minimo indennizzo. Al momento, questo è in attesa di essere definitivamente stanziato da un decreto attuativo dell’ accordo di Bengasi che però stenta ad essere firmato dal ministro Tremonti”. “Certamente le ingombranti uscite folcloristiche del leader libico qui in Italia sollecitano la riflessione su un percorso di riconciliazione lasciato a metà soprattutto se si tiene conto che si tratta di un contributo simbolico ben distante dai circa 3 miliardi di euro equivalenti al valore dei beni confiscati quarant’anni fa – conclude – ma che è atteso dalle centinaia di ex profughi che vanamente attendono l’epilogo di questa annosa vicenda. Sarà mia cura sollecitare proprio in queste ore la firma del decreto attuativo della legge del febbraio 2009 di ratifica del trattato fra Italia e Libia dell’agosto 2008, affinché sia possibile definitivamente fare i conti con la nostra storia”.

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Ragionando sulle dichiarazioni di Bossi

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Bossi si dichiara scettico sulla possibilità che il contrasto Fini-Berlusconi possa risolversi senza ricorrere alle elezioni anticipate. E’ quanto emerge dall’ultima sua conversazione notturna con i giornalisti in un bar di un hotel di Ponte di Legno. La prima impressione che se ne trae, di là di una sicurezza di facciata, è l’evidente preoccupazione di conservare il primato della Lega nel rapporto con Berlusconi, un alleato che gli permette di tenere centrale il ruolo del suo partito e di favorirlo nel suo progetto politico che è privilegiato sino al punto da sacrificare gli stessi interessi e l’autonomia decisoria del Pdl. E’ ovvio, quindi, che altre soluzioni come quella di un eventuale governo di transizione, post berlusconiano, è fortemente osteggiato dalla Lega anche se a guidarlo potrebbe essere l’amico Tremonti. In altre parole il garante per la Lega è e resta Berlusconi. Sostituirlo significa ricacciare la lega ad un ruolo di secondo piano se non al suo inevitabile “esaurimento”. E su tale aspetto cerca di rincarare la dose su due punti: la maggioranza siamo noi, io e Berlusconi e i miei “uomini” sono fedeli e sicuri. D’altra parte una situazione di stallo sotto l’effetto della spada di Damocle di un’opposizione interna del Pdl impedirebbe a Berlusconi di assecondare in toto i desiderati della Lega e avere “un colpo di freno per tre anni…” Questo è il momento, per la Lega di consolidarsi sul territorio prendendo possesso delle stesse leve dell’economia incominciando dalle banche del Nord. Ecco cosa serve Berlusconi per la Lega: ad ampliare la sua base elettorale e ad assumere posizioni di controllo dell’economia e della finanza del Nord e che è poi un’arma che, al tempo stesso, può condizionare la restante parte del Paese. E la partita Fini-Berlusconi si gioca proprio su questo punto, di là della cortina fumogena degli scandali e delle rivelazioni. (A.R.)

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Rissa alla camera dei deputati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2010

“In riferimento all’aggressione di cui è stato vittima il collega Barbato questa mattina nell’aula della Camera, ci tengo a precisare che ho sentito con le mie orecchie la sequela di ingiurie ed insulti che l’on. Saltamartini ha proferito nei riguardi del collega e che mai e poi mai il collega ha proferito parole triviali o di chiara allusione sessuale nei confronti della deputata del Pdl” lo dichiara l’on. Pierfelice Zazzera, commentando le dichiarazioni dell’on. Barbara Saltamartini. “La critica di Barbato era di natura meramente politica che, evidentemente, a giudicare dalla reazione smisurata e fuori controllo della deputata del Pdl, deve aver punto la Saltamartini nel vivo. Dopodiché, a completare lo scenario, sono partiti dal basso e dall’alto picchiatori scelti in giacca e cravatta, che hanno circondato Barbato e che hanno travolto persone e cose, arrivando a distruggere il pc portatile del collega Palagiano. Se non fosse stato per alcuni di noi che hanno fatto scudo intorno al collega e per il tempestivo intervento dei commessi sarebbe finita anche peggio per il collega” precisa Pieferlice Zazzera.

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