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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘didattica’

Scuola digitale: esempi virtuosi di come le scuole italiane hanno innovato la didattica

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2020

L’Istituto di Istruzione Superiore Mattei di Recanati e il centro di formazione salesiano CIOFS (Centro Italiano Opere Femminili Salesiane Formazione Professionale) rappresentano, in ambiti diversi, due esempi virtuosi di come la tecnologia si possa inserire in un piano permanente – e non solo durante una situazione di emergenza – all’interno della didattica.
Entrambi si sono avvalsi, dopo ricerche di mercato che ne hanno messo in evidenza qualità ed economicità, della collaborazione di MR Digital, player di riferimento che da oltre 60 anni affianca le scuole nei progetti di innovazione tecnologica nella didattica.La consulenza di MR Digital inizia individuando le esigenze della scuola, in seguito viene creato un percorso su misura per le scuole, studiando la strategia migliore e adattando gli strumenti e i prodotti necessari per supportarla. La consulenza non è limitata alla sola fornitura di prodotti, un aspetto fondamentale è infatti la formazione dei docenti stessi per l’ottimale utilizzo dei nuovi strumenti.
Nel caso dell’Istituto di Istruzione Superiore Mattei di Recanati, scuola operante nel settore tecnico-tecnologico (chimico, meccanico-meccantronico ed informatico-telecomunicazioni), l’esigenza principale è stata quella di identificare gli strumenti adatti per studenti e studentesse, quindi tablet che fossero facili da usare e di sicura gestione e che potessero essere collegati a monitor interattivi per facilitare la didattica collaborativa durante le lezioni.All’interno dell’istituto è stato avviato anche un programma di insegnamento di Coding e Robotica educativa, un primo approccio al pensiero computazionale, processo logico che permette di scomporre un problema in parti più piccole per trovare una soluzione .A supporto sia di studenti sia di insegnanti l’Istituto Mattei sperimenterà nel prossimo a.s. BricksLab – piattaforma di contenuti editoriali che permette di combinare video, approfondimenti e test.
Nel caso dei centri di formazione salesiano CIOFS invece l’integrazione tecnologica è partita da un percorso di formazione metodologia e didattica per gli insegnanti: un corso di aggiornamento tecnico sugli strumenti e su come utilizzarli all’interno delle lezioni. Oltre a monitor interattivi e tablet per le lezioni, infatti, le classi CIOFS hanno adottato anche i contenuti editoriali di BricksLab, piattaforma integrata con Google Classroom. “Da sempre la nostra mission è quella di supportare le scuole nel trovare la formula migliore per rinnovare la didattica. Non esiste una soluzione univoca per tutti e la nostra expertise ci permette di costruire soluzioni su misura, partendo dai bisogni di chi fa scuola.” – ha dichiarato Andrea Russo di MR Digital.

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ANCoDiS: è il tempo del vero organico dell’autonomia didattica, organizzativa e progettuale

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Al comma 5 dell’art. 1 della legge 107/2015 leggiamo “Al fine di dare piena attuazione al processo di realizzazione dell’autonomia e di riorganizzazione dell’intero sistema di istruzione, è istituito …… l’organico dell’autonomia, funzionale alle esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche come emergenti dal piano triennale dell’offerta formativa predisposto ai sensi del comma 14. I docenti dell’organico dell’autonomia concorrono alla realizzazione del piano triennale dell’offerta formativa con attività di insegnamento, di potenziamento, di sostegno, di organizzazione, di progettazione e di coordinamento.”A tutti è noto però che l’organico dell’autonomia spesso si è rivelato insufficiente o non adeguato alle “esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche” e, dunque, non idoneo a portare avanti il progetto educativo di ciascuna scuola. E’ il caso di ricordare quelle scuole – e non poche purtroppo – nelle quali le unità di potenziamento sono state utilizzate per sostituire docenti in distacco totale o parziale dall’insegnamento (sindacale, politico, assegnazione presso enti di prevenzione del disagio psicosociale, presso associazioni professionali, USR e ATP, per progetti nazionali, a supporto del sistema della formazione, prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, potenziamento dell’inclusione scolastica anche con particolare riferimento all’inclusione di alunni stranieri e di quelli con disabilità).
In queste scuole, purtroppo, le risorse impiegate a garantire il servizio didattico non sono state integrate creando inevitabili punti di debolezza nell’azione didattica e, soprattutto, organizzativa e progettuale.Noi Collaboratori dei DS impegnati quotidianamente nei nostri plessi ad organizzare il servizio scolastico oppure a trovare soluzioni a tutte le emergenze dovute all’assenza programmata o improvvisa del personale abbiamo la consapevolezza delle criticità che ci aspetteranno ancor di più nel prossimo anno scolastico e, pertanto, chiediamo i seguenti urgenti interventi:
Assegnare alle scuole le unità aggiuntive di docenti in sostituzione di quelli di potenziamento impegnati nella sostituzione annuale del docente a qualunque titolo distaccato dall’insegnamento;Abrogare nella Legge 190/2014 il comma 332 lett. c che vieta ai DS la nomina di un supplente del collaboratore scolastico per i primi sette giorni di assenza e il comma 333 che vieta di nominare un supplente per il primo giorno di assenza del docente, al fine di garantire l’attività didattica, la vigilanza e la sicurezza degli alunni in tutti gli spazi scolastici; Abrogare l’art. 329 della Legge 190/2014 che non consente l’esonero o il semiesonero a uno dei Collaboratori del DS individuato tra i soggetti di cui al comma 5, art. 25 del D. Lgs 165/2001. A tal proposito è il caso di richiamare la nota Miur del 21 settembre del 2015 che ha indicato agli USR di assegnare alle scuole posti di potenziamento corrispondenti alla disciplina insegnata dal docente Collaboratore da esonerare ma che è stata in molte istituzioni scolastiche disattesa. Sappiamo bene che la possibilità dell’esonero è prevista nel CCNL se però il DS ha nell’organico dell’autonomia un docente della stessa disciplina del suo Collaboratore; sappiamo altrettanto bene che in molte scuole secondarie di primo e secondo grado queste circostanza è nella realtà pari ad un terno al lotto. Allora si deve ripensare alla razionalizzazione del fabbisogno dei posti per il potenziamento corrispondente alla classe di concorso/tipologia di posto del Collaboratore Principale.
Non si dica, per favore, che si tratta di spesa o costo per il bilancio dello Stato.
Vogliamo che si riconosca che anche da questi interventi normativi e conseguenti investimenti sul personale deriva la qualità del funzionamento organizzativo e dell’offerta formativa se davvero vogliamo bene alla nostra scuola! By Prof. Rosolino Cicero

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17° edizione del master in didattica dell’italiano come lingua non materna

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 agosto 2020

Perugia. Mantiene negli anni un alto tasso di domanda formativa, configurandosi come uno dei più accreditati percorsi post laurea nell’ambito dell’insegnamento della lingua italiana a stranieri.Aperto a laureati di qualsiasi ambito disciplinare, il corso prevede un totale di 1500 ore di formazione, corrispondenti a 60 Crediti Formativi Universitari, per una durata di circa 9 mesi, di cui 7 a distanza e circa 2 in presenza (o anch’essi a distanza se lo stato di allerta sanitaria dovesse perdurare).Il principale obiettivo formativo del Master è quello di specializzare laureati italiani e stranieri – operanti sia nel nostro paese che all’estero – nell’insegnamento dell’italiano a studenti di altra lingua madre, nonché di formare il personale docente di qualsiasi area disciplinare a svolgere il proprio lavoro in ambiti connotati da forte multiculturalità e plurilinguismo.Al Master, che si svolgerà dal novembre 2020 al luglio 2021, sono ammessi un massimo di 50 partecipanti.Per presentare la domanda di ammissione è necessario essere in possesso del diploma di Laurea triennale di nuovo ordinamento o quadriennale, oppure di un titolo di studio conseguito all’estero e riconosciuto equivalente. Ai candidati stranieri è inoltre richiesto il possesso di una certificazione di conoscenza della lingua italiana di livello B2, ma sono esonerati dal presentarla coloro che hanno conseguito una laurea in Italia, coloro che posseggano un diploma di laurea estera con tre anni di studio dell’italiano e chi ha un titolo di Dottorato conseguito in Italia.Vi sono in palio, inoltre, 6 borse di studio a parziale copertura della quota di iscrizione.Le domande di ammissione al Master dovranno essere presentate esclusivamente attraverso la procedura online entro e non oltre le ore 12:00 di lunedì 28 settembre 2020.Il master ha ricevuto il Label Europeo da parte dell’Agenzia Nazionale LLP Leonardo da Vinci. Tale riconoscimento viene assegnato ai progetti più innovativi realizzati nell’ambito della formazione linguistica nel settore professionale.

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Didattica a distanza: emarginati 2 milioni di studenti su 8

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2020

Due milioni di studenti, degli otto complessivi italiani, sono stati raggiunti poco o per niente dall’insegnamento a distanza durante i mesi di lockdown per Covid19. È quanto emerge dall’indagine della SIRD, Società Italiana di Ricerca Didattica, su oltre 16.000 docenti italiani di ogni ordine e grado, dalla materna alla maturità.Gli studenti mai raggiunti sono l’8%, quelli solo raggiunti parzialmente sono il 18%: nell’insieme quasi uno studente su 4 durante il lockdown ha interagito poco o per nulla coi propri insegnanti. Percentuale che sale al 37% fra i bambini della primaria.La ricerca è stata condotta con questionari on line di 122 domande, cui hanno risposto 16.084 insegnanti di 1.834 Comuni (il 23% di tutti quelli italiani), in rappresentanza del 70% della popolazione studentesca, con una copertura dell’intero territorio nazionale, e da oggi è visibile sul sito di Campus Orienta Digital, http://www.salonedellostudente.it, il portale interattivo per l’orientamento allo studio e al lavoro post-diploma, nonché motore di ricerca con tutti i corsi di laurea e tutte le università italiane.

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Didattica a distanza: La parola dei professori

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

Tre mesi di scuola online, necessariamente improvvisati, spesso con strumenti di fortuna e competenze tecniche poco diffuse. Ma alla fine le cose – specie nelle scuole superiori – hanno funzionato abbastanza bene: secondo il 75% degli insegnanti tutti (o quasi tutti) gli studenti sono riusciti a seguire costantemente le lezioni online; il 62% dei docenti è riuscito a portare a termine tutto (o quasi) il programma, e il 56,8% ha considerato la DAD abbastanza efficace in relazione all’apprendimento. Ma difficoltà e problemi ce ne sono stati comunque molti da tenere in considerazione all’avvio (ancora non si sa come) del nuovo anno scolastico. I dati provengono dall’indagine online appena conclusa – realizzata da Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca IARD – su un campione nazionale di 500 insegnanti delle scuole primarie e secondarie.
Oltre l’80% delle ore svolte (rispetto al normale calendario scolastico) secondo il 36% degli insegnanti; tra il 60 e l’80% per un ulteriore 30% degli insegnanti. Solo il 5,7% dei docenti ha affermato di essere riuscito a svolgere meno del 30% delle ore previste.Il 61% è riuscito a svolgere tutto o quasi tutto il programma previsto, mentre meno del 10% ha lamentato di essere riuscito a svolgerne meno della metà.Circa la partecipazione degli studenti: “tutti o quasi” davanti al computer per il 75% degli insegnanti e meno della metà soltanto per il 5%.Le difficoltà iniziano con la “produzione di elaborati” da parte degli studenti: secondo il 61% dei prof delle superiori (ma 42,5% dei prof delle medie) tutti, o quasi tutti gli studenti hanno svolto i compiti assegnati. I risultati variano, però, a seconda del tipo di scuola: sono certamente migliori (rispetto a ore, programmi e compiti svolti, e partecipazione) nelle scuole secondarie di secondo grado (scuole superiori) rispetto alle secondarie di primo grado (scuole medie). Tornano a migliorare leggermente – specialmente la partecipazione – nelle scuole primarie (elementari).
La maggioranza degli insegnanti di tutte le scuole (56,8%) ha complessivamente considerato l’attività scolastica online (in rapporto all’apprendimento) abbastanza efficace. Poco o per nulla efficace, invece, per il 39,6% (43,3% per i prof delle scuole primarie). Ma c’è anche il 3,7% che l’ha considerata “molto efficace”.Decisamente positiva la percezione degli insegnanti sul livello di motivazione da parte degli studenti: il 60% l’ha considerata “buona”, l’11% addirittura “elevata”. “Modesta o nulla” solo per poco più di un quarto degli insegnanti intervistati.La “lamentela” maggiore (e quasi unanime) degli insegnati (90,4%) è stata di aver lavorato troppo rispetto al normale. Al di là di questo aspetto “sindacale”, tra gli handicap della didattica a distanza al primo posto c’è la mancanza di contatto con gli studenti (che diminuisce con l’aumentare del livello scolastico: 91% scuole elementari 77,6% scuole superiori). A seguire, la difficoltà a ripensare le “verifiche” in un contesto che non poteva garantire che gli studenti non ricevessero aiuti.

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Agcom: 12,7% studenti senza didattica a distanza

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

Secondo l’Agcom, il 12,7% degli studenti non ha usufruito della didattica a distanza, dati inaccettabili per una democrazia evoluta. Servono corsi di recupero estivi organizzati dalle scuole per recuperare questo gap vergognoso. Se il 20% degli studenti ha potuto frequentare i corsi soltanto in maniera saltuaria, senza poter svolgere regolarmente le lezioni relative all’anno scolastico in corso, è evidente che questo deficit va colmato prima di settembre e prima che la scuola riparta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Lo avevamo detto fin dall’inizio dell’emergenza Covid, citando dati Istat, che la didattica a distanza sarebbe stata un problema, specie al Sud e che i 70 milioni all’epoca stanziati dal Governo per l’acquisto di tablet e computer erano del tutto inadeguati. Ora la conferma arriva dai dati dell’Agcom, secondo i quali 60 studenti su 100 hanno avuto almeno un problema per la didattica a distanza e 25 su 100 hanno avuto problemi di velocità di connessione. Va inoltre considerato che non tutte le famiglie possono permettersi economicamente un abbonamento flat per una connessione internet veloce” conclude Dona.

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Didattica a distanza per “Scarabeo verde” e “Tree for future”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Si è concluso un anno scolastico che ha visto come grande protagonista la didattica a distanza. Le tantissime adesioni ricevute a inizio anno, con oltre 200 scuole, 1.034 classi e quasi 18.000 alunni coinvolti, sono state quasi del tutto confermate e gestite attraverso modalità di didattica a distanza, in aule virtuali dove i docenti e gli studenti hanno incontrato gli operatori che curano i progetti scuola. Non solo video lezioni in collegamento sulle piattaforme, ma anche kit digitali scaricabili dai docenti attraverso il manuale didattico online e una continua attività di supporto, per rispondere alle diverse esigenze dei docenti. Un’altra novità di quest’anno è stato il concorso a premi “La mia impronta conta!”, sul tema dello spreco alimentare e del water footprint
(impronta idrica) del cibo che buttiamo. In questo caso il concorso è proseguito anche da casa, innovandosi attraverso dirette Facebook. Negli ultimi mesi ATA Rifiuti Ancona ha organizzato anche altre dirette Facebook, coinvolgendo istituzioni e realtà del territorio impegnate nella gestione delle risorse e in grado di dare la loro visione su tematiche legate all’ambiente e al Pianeta, puntando su un’importante azione di comunicazione e informazione per i cittadini. I temi sono stati affrontati in modo divulgativo, attraverso interviste condotte da una giornalista e, proprio per lo strumento scelto, hanno coinvolto unampio pubblico.

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Funzione formativa attraverso la didattica in presenza

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Perugia. “L’Università realizza nel modo ottimale la sua funzione formativa attraverso la didattica in presenza. Ciò vale in particolare per l’Università per Stranieri di Perugia, quale ateneo con forte caratterizzazione internazionale e la cui missione fondante è quella della formazione e dell’insegnamento della lingua e cultura italiana. Quest’ultimo aspetto si realizza pienamente in presenza, dando la possibilità ai numerosi studenti stranieri che ogni anno vengono a Perugia di godere appieno del paese, della sua cultura e dello stile di vita che l’Italia incarna.
Lo sforzo che l’Università per Stranieri sta compiendo per garantire una didattica in presenza va anche incontro alle aspettative di Perugia, città che ha sempre vissuto come un’opportunità e un valore aggiunto la presenza di tanti studenti stranieri.
La pandemia ha costretto l’Università per Stranieri a riconvertire, in una prima fase, questa fondamentale pratica di didattica in presenza in didattica a distanza. In questo modo è stata garantita a tutti gli studenti la possibilità di seguire i corsi senza perdere ore di lezione.
L’odierna fase di riapertura, anche se prudente ed attuata nel pieno rispetto della sicurezza sanitaria, permette al momento di prevedere già da settembre 2020 forme di didattica mista, vale a dire sia in presenza sia a distanza, grazie all’utilizzo delle tecnologie. Ciò per consentire a tutti gli studenti, anche agli studenti stranieri e agli studenti fuorisede, d’iscriversi normalmente e di seguire i corsi. L’Università per Stranieri in ogni caso rimane pronta ad individuare risposte adeguate ed efficienti a possibili, future evoluzioni della situazione sanitaria”.

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Scuola: no alle bocciature per gli alunni esclusi dalla didattica a distanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2020

Giungono notizie allarmanti dal mondo della scuola. Nonostante le rassicurazioni del Ministro e le deroghe alle normali procedure emanate in apposite ordinanze del MIUR, sembrerebbe infatti che molti insegnanti minaccino di bocciare gli allievi che non si sono collegati per le videolezioni.“Una politica del tutto discriminatoria e illegittima, che siamo pronti a contrastare con ogni mezzo ed azione.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.Di fronte a un’emergenza di portata planetaria, come quella che il Paese si è trovato ad affrontare, né il mondo della scuola, né le famiglie, erano preparati a far fronte alle esigenze della didattica a distanza. Questo specialmente in presenza di casi di difficoltà economiche e di carattere infrastrutturale: per questo siamo convinti che il mancato collegamento non può e non deve diventare motivo di bocciatura ed esclusione dalle classi.Il ruolo primario di un insegnante è quello di promuovere la crescita dei ragazzi e favorirne l’integrazione all’interno del sistema sociale: escluderli dalla classe e costringerli a ripetere l’anno solo perché non in possesso dei mezzi o della connessione necessari per partecipare alla DAD è in piena contraddizione con tale principio.Per questo abbiamo scritto al Ministro, chiedendo indicazioni e provvedimenti stringenti da parte del MIUR affinché tali minacce non si concretizzino e si scongiuri una discriminazione evidente all’interno del nostro sistema scolastico. Ci aspettiamo, inoltre, che Ministro fornisca linee giuda chiare e precise per il recupero, nell’estate, destinato agli alunni esclusi dalla didattica a distanza.Raccogliamo, in tal senso, l’appello dei Maestri di Strada, che invitano a non ignorare che “esiste un numero enorme di allievi che, di fatto, non ha potuto fruire del servizio scolastico. Alcuni reputano che si tratti di un terzo degli allievi e va da sé che questa proporzione ha un enorme scarto medio tra varie zone sociali e geografiche.”
Di fronte a questa situazione condividiamo la proposta dell’associazione che prevede, per i ragazzi che sono stati privati di una occasione formativa, che questa sia loro offerta di nuovo: perché diversamente mancherebbe un pezzo nel loro processo di sviluppo.“Quello che serve è un piano straordinario di recupero ben distinto dall’inizio del nuovo anno scolastico, che si fondi su risorse finanziarie e professionali dedicate” – riporta il documento dei Maestri di Strada.
Il cooperative learning è una chiave fondamentale nell’ottica di tale recupero. Così come vitale è il ruolo di tanti insegnanti, educatori ed associazioni che operano quotidianamente per instaurare e rafforzare rapporti di fiducia e di collaborazione, che possono contribuire a riavvicinare allievi e famiglie ad un sistema scolastico che, in alcune situazioni, li ha lasciati soli nei momenti difficili.

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Soddisfazione per approvazione unanime risoluzione didattica Rai

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

“Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione unanime della risoluzione unitaria per il potenziamento dell’offerta didattica in Rai – affermano i parlamentari di FDI commissari di Vigilanza Rai, Federico Mollicone e Daniela Santanchè – in particolare, rivendichiamo le proposte su di un unico canale rivolto alla didattica, sul potenziamento dell’offerta per le classi primarie e sulla necessità di una piattaforma univoca potenziando RaiPlay, un modello che potremmo definire “RaiPlus”, che possa condensare i contenuti delle strutture Rai, in competizione con altri servizi come Netflix, sulle campagne informative per l’alfabetizzazione digitale delle nuove generazioni.”

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Didattica a distanza: il digitale è “un gioco da ragazzi”?

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

“Aiutiamoli a fare da soli” dice il metodo Montessori – uno dei sistemi educativi più conosciuti in Italia. E in questo periodo, ragazzi, insegnanti e genitori si sono trovati a dover mettere in pratica questo insegnamento molto più del solito. In tempi di emergenza sanitaria, la scuola si è dovuta adattare rapidamente e gli studenti di ogni ordine e grado hanno iniziato a barcamenarsi tra videolezioni, caricamento dei compiti sulle piattaforme online, chat, email e, in generale, con l’utilizzo di strumenti tecnologici – ancora estranei ai più piccoli (e anche a qualche grande) – come smartphone e pc. In breve, abbiamo scoperto la “didattica a distanza”. Se da un lato, per molti adattarsi al digitale non è stato – bisogna proprio dirlo – un “gioco da ragazzi”, richiedendo non solo di trovare nuovi equilibri all’interno dell’organizzazione quotidiana e della gestione del tempo ma anche di familiarizzare con sistemi di comunicazione, di studio e di relazione nuovi e inesplorati, d’altro canto, la didattica a distanza ha permesso alle scuole un’accelerazione digitale senza precedenti. In ogni caso, il rientro alla scuola frontale sembra lontano e, anche se di solito tutti se ne lamentano, all’idea di non doverci tornare fino all’anno prossimo i ragazzi sono nostalgici: il 53% di loro, infatti, dichiara che, incredibilmente, ne sente la mancanza, sia delle lezioni in aula ma, soprattutto, dei propri compagni. Questo uno dei dati emersi dal sondaggio che Wiko – brand di telefonia sempre attento a indagare i fenomeni e i trend del momento – ha realizzato all’interno della sua community Instagram, per scoprire come gli studenti italiani stanno vivendo questo nuovo rapporto tutto tecnologico con l’istruzione. Del campione intervistato, il 70% ha seguito almeno una lezione a distanza in questo periodo e il 41% è sollevato che esista questa possibilità, nonostante le difficoltà da affrontare. E pare che il 61% si trovi sempre a doverne risolvere qualcuna – un rapporto con la tecnologia ancora un po’ travagliato insomma. La rete non prende, l’audio non funziona, la video-chiamata non parte o restituisce un’eco che neanche in montagna: c’è sempre qualcosa che va storto. Gaffe involontarie comprese! Tra la mamma che si sente in call dal salotto, il fratellino che corre sullo sfondo in pigiama, il microfono rimasto involontariamente acceso: per il 45% degli utenti le figuracce sono all’ordine del giorno! L’attenzione per il look da video-lezione? Virtualmente inesistente. L’85% degli studenti preferisce mettere il primo indumento pescato dall’armadio, piuttosto che perdere tempo a curare la scelta della maglietta giusta. D’altronde, in periodo di astinenza da parrucchieri, abbiamo problemi più seri da gestire! Ma solo il 41% si arrende a seguire le lezioni direttamente in pigiama: l’importante è ricordarsi di non attivare la webcam.E dopo le lezioni, mano allo smartphone e si torna sui social network: il 67% dei rispondenti al sondaggio, infatti, li sceglie come primo strumento di intrattenimento, di ricerca di informazioni e di contatto con l’attualità, preferendoli ai telegiornali.
A settembre nessuno sa come sarà la scuola, si spera di tornare in classe come sempre ma non è detto. Se tutto tornerà normale i più festeggeranno il ritorno al banco di scuola, ma per il 60% sarà dura rinunciare a svegliarsi tardi. Che sia per questioni di produttività o di pigrizia, come biasimarli? Una cosa è certa, in pochi (40%) invidiano chi quest’anno rischia di saltare gli esami di maturità o, comunque, non potrà farli in presenza.In fondo, anche a distanza di anni, chi potrebbe mai dimenticare le emozioni della “notte prima degli esami”?

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Scuola: Un miliardo in due anni per didattica a distanza, assistenza psicologica, igiene individuale

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2020

Il Governo sta provvedendo alla ripresa dell’attività didattica in classe prevista per il prossimo mese di settembre: l’intenzione è garantire un miliardo per il biennio 2020-2021, attraverso apposito decreto con cui si intende “assicurare la ripresa dell’attività scolastica in condizioni di sicurezza e di garantire lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 in modo adeguato alla situazione epidemiologica”.Anief ritiene importante che questi fondi vengano destinati per intero, equamente distribuiti, alle necessità di ogni singolo istituto scolastico, tenendo in debito conto il numero di plessi e di locali, oltre che di alunni iscritti e di personale annesso, che ogni scuola autonoma gestisce. Nello stesso tempo, il giovane sindacato ribadisce quanto espresso la scorsa settimana in occasione della presentazione ai sindacati rappresentativi della bozza di dieci punti prodotta dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina proprio per siglare un protocollo d’intesa per l’avvio in sicurezza del nuovo anno scolastico. Marcello Pacifico (Anief): “Sarebbe importante che le parti sociali, ad iniziare dai sindacati, abbiano anche la possibilità di dialogare con il comitato scientifico di esperti del ministero dell’Istruzione, già per lo svolgimento nella massima sicurezza degli esami di Stato”.È in arrivo circa un miliardo per il ritorno in classe. L’importo iniziale per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, riferisce la stampa specializzata, è stato “incrementato di 331 milioni di euro nel 2020”, per cui si arriverà a “400 milioni per il 2020 e 600 per il 2021”. “In arrivo anche aiuti per il “sistema 0-6 anni” con un contributo complessivo di 65 milioni per chi gestisce in via continuativa i servizi educativi (come gli asili nido) e alle istituzioni scolastiche dell’infanzia non statali, come sostegno economico per la riduzione o mancano versamento delle rette. Il finanziamento ad istituto sarà di circa 50 mila euro per il 2020 e 70 mila euro per il 2021”.

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Sono aperte le iscrizioni al corso gratuito ‘La comunicazione e l’intelligenza emotiva nella didattica a distanza’

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

E’ stato promosso dall’equipe clinica e medico-psicologica dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) , in collaborazione con la task force per le emergenze educative del Ministero dell’Istruzione (MI), la Società italiana di Pediatria e il portale di informazione Diregiovani. Si articolerà in 6 videolezioni con la modalità e-learning. Il corso è rivolto ai docenti di ogni ordine e grado di scuola, con l’obiettivo di fornire riflessioni e suggerimenti per l’insegnamento sui temi della comunicazione e della competenza relativa all’intelligenza emotiva. Il tutto declinato nella didattica a distanza, al fine di sostenere e mantenere vivo il rapporto scuola-studenti e il dialogo educativo tra scuola e famiglia. È possibile anche vedere il video di presentazione del corso, realizzato dalle docenti Linda Pecoriello e Maria Chiara Pecoraro, psicoterapeute dell’età evolutiva dell’IdO, pubblicato sul canale youtube dell’Istituto(https://www.youtube.com/watch?v=v9p7us5I_7U&t=81s).
“L’iniziativa intende rispondere alle tante richieste giunte, da parte dei docenti, al servizio online attivato su tutto il territorio nazionale dall’IdO nell’ambito delle iniziative della Task force per l’emergenza educativa del MI- fanno sapere le docenti- per accogliere e sostenere la comunità scolastica che si trova a confrontarsi con un importante riadattamento della didattica”.
Nelle videolezioni si parlerà di comunicazione e di intelligenza emotiva. “Nello specifico si scopriranno gli elementi per una comunicazione efficace- aggiungono le terapeute IdO- Si potrà comprendere l’importanza della didattica per competenze e di come favorisca una visione più ampia dello studente e di quanto possa essere utile sperimentarla e metterla in atto ora per favorire la partecipazione attiva dei ragazzi”. Infine, verranno evidenziati gli aspetti della comunicazione non verbale e para-verbale per “capirne l’importanza nella didattica a distanza e porre, quindi, l’attenzione su tutto ciò che non è esplicito. Si potrà, inoltre, comprendere come l’intelligenza emotiva possa influenzare l’apprendimento nel contesto scolastico. Numerose evidenze scientifiche- rimarcano le studiose- riportano che ad alti livelli di intelligenza emotiva corrispondano risultati scolastici migliori”. Infine, verrà affrontato “un tema molto caro ai docenti, la motivazione, che soprattutto nella didattica a distanza sembra venir meno”, concludono Pecoriello e Pecoraro.

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Scuola: Costi didattica a distanza

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2020

Sta facendo molto discutere in queste ore la proposta di didattica mista avanzata dal Ministro dell’Istruzione nei giorni scorsi in un’intervista a Sky Tg 24. Un’ipotesi che, si sono affrettati a precisare dal Viale Trastevere, è solo una delle molte al vaglio del Ministero per garantire la didattica in sicurezza alla riapertura delle scuole a settembre.
Una proposta che ha sollevato una folta schiera di polemiche e opposizioni, molte delle quali condivisibili alla luce dei costi che le famiglie dovrebbero affrontare per fruire di una offerta didattica così formulata.
L’idea di integrare la didattica tradizionale con una a distanza, se da un lato senza dubbio permetterebbe di ridurre gli alunni per classe, dall’altra si scontra con le necessità delle famiglie, che, come già avvenuto in questa fase di emergenza, potrebbero in molti casi non disporre delle risorse necessarie per una baby sitter (ancor più a settembre, quando saranno molti di più i genitori rientrati al lavoro), né per dispositivi e connessione in grado di svolgere la didattica online.
Dallo studio effettuato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori emerge che, tra computer o tablet, webcam, microfono, antivirus, pacchetto di programmi base e connessione a internet una famiglia spende da 369,75 a 3.418,19 Euro (considerando abbonamento antivirus, i programmi base e i costi di connessione su base annua). Cifre che risultano proibitive per molte famiglie, specialmente quelle colpite dalle conseguenze che la pandemia sta determinando sul piano economico.
A livello regionale sono stati disposti bonus e sussidi per far fronte a tali costi, ma spesso risultano insufficienti a coprire tali importi, oltre alle difficoltà di accesso ed erogazione segnalate dalle famiglie. In tal senso è necessario e urgente garantire il diritto allo studio dei ragazzi, nel quadro di una visione complessiva volta a favorire il rientro in classe. Visione che sembra mancare all’attuale gestione che, tra continue smentite e passi indietro sta creando confusione e false aspettative, ma soprattutto, senza un reale piano per la gestione del problema, rischia di acuire le disparità e le disuguaglianze già esistenti. Bisogna individuare soluzioni sostenibili per le famiglie e per il sistema scolastico, nonché rispettose della sicurezza degli alunni e della salute pubblica. Per fare ciò è necessario un investimento straordinario ed ingente, che permetta l’assunzione del personale necessario e la rimodulazione delle classi in modo da condurre in sicurezza le lezioni. La ripartenza della didattica è un tassello fondamentale per la ripresa della vita del Paese e guardare al futuro: per questo è indispensabile adottare ogni sforzo che vada in questa direzione.

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Scuola: Didattica a distanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 maggio 2020

In queste settimane così difficili per tutto il Paese, il sindacato Anief si è più volte espresso concordando sulla necessità di mantenere viva e presente la Scuola nella vita degli studenti e delle loro famiglie. Come riporta Orizzonte Scuola, la ministra dell’istruzione, Lucia Azzolina, ha affermato che “lo studio non si annulla con il Coronavirus”; infatti, “la didattica a distanza ha avuto successo ma non dappertutto. Le valutazioni si faranno: chi aveva 8 avrà 8, chi merita 4 avrà 4 e il prossimo anno bisogna recuperarlo”. Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, ha asserito che “allo stesso tempo, però, abbiamo più volte ribadito, anche attraverso il contatto diretto con i dirigenti scolastici, la necessità di mantenere alta l’attenzione sull’imprescindibile necessità di rispettare il dettato delle norme di legge e di quelle contrattuali, anche in una situazione di emergenza come quella attuale. Questo perché siamo convinti che l’unico modo per attraversare le difficoltà che, tutti quanti, siamo chiamati oggi ad affrontare sia tenerci ben saldi all’interno del percorso tracciato dal quadro normativo vigente, pur nella necessità di provvedere a opportuni adattamenti e integrazioni indispensabili per renderlo funzionale a una situazione del tutto nuova e inaspettata”.Per l’Anief, dunque, il richiamo alla competenza del collegio docenti e delle sue diramazioni in tema di programmazione dell’attività educativa e di individuazione dei criteri di valutazione rappresenta l’unico antidoto alla deriva registrata in molti, troppi, casi che vede i dirigenti scolastici non limitarsi a suggerire (stavolta sì) modalità e metodologie di didattica a distanza, ma a imporle unilateralmente al corpo docente, operando un’inversione delle competenze delineate dagli artt. 5 e 7 del D.Lgs 297/94. Inversione, si badi bene, che non può trovare alcuna giustificazione nemmeno nel caso dell’emergenza presente, a meno che non si voglia negare validità all’intero impianto della didattica a distanza, sancendone l’assoluta eterogeneità rispetto alla didattica in senso ampio e onnicomprensivo.

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Coronavirus: Didattica a distanza, imposta anche se i docenti sono privi di strumenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Lo sostiene l’Anief, che attraverso un emendamento al Decreto Legge n. 22 sulla Scuola ha chiesto alla VII Commissione del Senato di modificare il comma 3 dell’articolo 2 dello stesso decreto già approvato dal CdM. Il sindacato ha spiegato, anche nell’audizione tenuta in questi giorni presso la stessa commissione Cultura di Palazzo Madama, che il personale docente assicura solo “ove possibile” e non sempre e “comunque” le “prestazioni didattiche nelle modalità a distanza” adottate con gli “strumenti informatici o tecnologici a disposizione” fino al termine del periodo emergenziale derivante dal pericolo di contagio del coronavirus. Inoltre, la realizzazione di sessioni formative in modalità telematica comporta degli oneri, a livello temporale e di organizzazione, molto diversi da quelli comuni, senza dimenticare le nuove modalità di prevenzione dei rischi alla salute: si tratta di tematiche che necessitano di passare per i tavoli contrattuali, anziché farle imporre direttamente dal legislatore.
Marcello Pacifico (Anief): “Pensare di rendere obbligatoria la didattica ignorando che una parte dei docenti può essere priva degli strumenti tecnologici adeguati per realizzarla è una contraddizione in termini. Ci sono tanti precari, soprattutto i più giovani, che non possono attuare questo genere di didattica perché esclusi dai benefici del bonus della carta docente: visto che lo Stato li lascia fuori dall’aggiornamento professionale annuo obbligatorio introdotto con la Legge 107/2015, negando loro i 500 euro della formazione annua con i quali il resto del personale può dotarsi di computer, tablet, microfoni e di tutta la strumentazione utile a crearsi una postazione telematica, perché ora li deve obbligare a portare avanti la DaD interamente a loro spese?”.

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Dopo la didattica a distanza confermare i contratti del personale docente, educativo e Ata

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Agevolare il recupero rapido degli apprendimenti perduti senza disperdere il lavoro svolto e garantire la continuità occupazione del personale scolastico oggi impegnato nel lavoro “agile” e nella didattica telematica, allo scopo di continuare ad affrontare il Coronavirus senza mai fermare la scuola: a chiederlo è l’Anief, con un emendamento al Decreto Legge n. 22 sulla Scuola approvato dal Governo ed ora proposto alla VII Commissione del Senato che in questa settimana riceverà in audizione 63 interventi delle parti sociali, tra cui quello dello stesso giovane sindacato.Marcello Pacifico: “Acclarata la necessità dello svolgimento del lavoro agile e della didattica online con mezzi a disposizione del personale, urge la necessità di non discriminare più i lavoratori a tempo determinato da quelli a tempo indeterminato e il personale docente da quello educativo e Ata: oltre alla conferma di tutto il personale è fondamentale che i benefici del bonus da 500 euro della formazione, derivanti dall’aggiornamento professionale annuo obbligatorio introdotto con la Legge 107/2015, vengano finalmente estesi a tutto il personale scolastico”.
Il ritorno a scuola e alle lezioni in presenza non sarà semplice: per non renderlo ancora più complicato, è bene che lo Stato provveda a confermare tutti gli incarichi del personale già assunto a termine. Al fine di evitare che, con il nuovo anno scolastico, si possa assistere alla solita “caccia” al supplente, stavolta aggravata dallo stato di emergenza che anche a settembre non si sarà purtroppo ancora esaurita.La richiesta di conferma è estesa anche ai contratti stipulati con clausola rescissoria. Nell’ipotesi della prosecuzione della didattica a distanza, la modifica chiesta dall’Anief consentirebbe di non disperdere l’esperienza, la professionalità e le buone pratiche acquisite in una fase così complessa di riorganizzazione dell’operato scolastico.

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Didattica a distanza e recuperi alunni: la competenza deve rimanere ai docenti

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

È bene che sia previsto per legge l’affidamento agli organi collegiali della scuola delle modalità di recupero degli apprendimenti degli alunni che al termine del corrente anno scolastico non sono risultati sufficienti. Lo chiede il sindacato Anief, attraverso una precisa proposta presentata alla VII Commissione del Senato per emendare il Decreto Legge n. 22 già approvato dal Consiglio dei ministri ed ora atteso dalla conversione in legge del Parlamento.Marcello Pacifico (Anief): “Non è possibile istituire attraverso un intervento legislativo l’obbligo della didattica a distanza laddove, in molti casi, il personale docente e discente non dispone di strumenti adeguati a realizzarla. Bisogna coordinare la disposizione con le norme contrattuali vigenti e nel rispetto delle delibere dei Collegi docenti nell’organizzazione della didattica”. Sebbene ci si trovi in una situazione di emergenza, non devono essere previste deroghe alle prerogative previste dalla normativa e dai contratti che affidano agli organi collegiali i modi e i tempi per recuperare gli apprendimenti non ancora acquisiti dagli allievi: a sostenerlo è il sindacato autonomo, per il quale, anche in questa fase particolare del Paese e della Scuola, il lavoro svolto dai docenti durante la sospensione della didattica deve trovare una validazione all’interno degli organi collegiali – il collegio dei docenti, i consigli di classe e di dipartimento -, al fine di poter predisporre un piano di recupero rispondente alla disponibilità e all’utilizzo da parte di ogni alunno e di ogni docente degli strumenti informatici e di quanto messo in atto per lo svolgimento della DaD, didattica a distanza.

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Coronavirus e Didattica a Distanza

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Non tutti gli insegnanti la vogliono. Ministero intervenga con urgenza. Mentre in Germania si riaprono le scuole in Italia regna ormai la certezza che non accadrà fino a settembre. E’ passato ormai più di un mese dal 4 marzo, giorno in cui la vita di grandi e piccini è cambiata radicalmente. Tutti, alunni, genitori ed insegnanti hanno dovuto ridisegnare il proprio rapporto con l’attività scolastica e non sempre con risultati soddisfacenti. Soprattutto senza risultati uniformi e a macchia di leopardo.
Ci risultano gravi iniquità e caos nella riorganizzazione della didattica a distanza (DaD), in ogni ordine e grado. In particolare ci risultano insufficienti ed inefficaci le disposizioni date dal Ministero su come garantire il diritto costituzionale all’istruzione, perché disposizioni non sovrapponibili ai contratti di lavoro degli insegnanti, insegnanti che in molti casi non intendono sostituire o adattare le modalità del proprio insegnamento con la didattica a distanza, o intendono farlo in misura largamente insufficiente.
In data 8 Marzo, con una circolare, il Ministro dell’Istruzione dava indicazioni e linee guida su come garantire i diritti degli alunni, pur nell’emergenza del momento. Indicava, già allora (!), soprattutto per gli alunni della primaria, l’importanza di abbandonare fin da subito metodi di mero invio materiali a distanza, senza contatto – seppur telematico – con l’allievo.
E ciò non solo e non tanto per garantire la trasmissione appropriata dei “contenuti” didattici da insegnare, ma – soprattutto – per mantenere attivo il “contenitore” scuola attraverso il quale il bambino mantiene in vita quei rapporti extrafamigliari, quelle abitudini quotidiane e di orari e scadenze, così fondamentali per vivere questa difficile fase della loro vita.
Orbene, a distanza di oltre quattro settimane, durante le quali tutti si sono dovuti adeguare e formare alle nuove esigenze, molti, troppi studenti della scuola primaria ricevono pochissimo supporto scolastico a distanza, poche pochissime ore di lezione, e pochi materiali di studio. Poca condivisione con la classe, sebbene ormai Google ne abbia reso non solo possibile, ma facile ed intuitiva la modalità, anche per gli insegnati di altra generazione.
Ci siamo interrogati sul perché. Abbiamo fatto qualche indagine ed abbiamo compreso che il problema sta nel contratto di lavoro degli insegnanti, che non possono, seppur nell’emergenza del momento, esser “costretti” all’utilizzo della didattica a distanza. E non certo per le intere sei ore al giorno (ossia la durata del loro impegno quotidiano da contratto in essere), ma neppure ad una sola ora di lezione al giorno.
Il risultato è che non ogni scuola (ripetiamolo il Preside non può intervenire sulle modalità di didattica, può sollecitare ma non imporre agli insegnati come insegnare) fa quello che le pare, ma ogni insegnante di ogni classe, fa quello che, in cuor suo, ritiene opportuno. Alcuni alunni della medesima scuola hanno tre video-lezioni alla settimana di 40 minuti, altri quattro ore di video-lezione la settimana, altri due ore il giorno. Altri nessuna.
Riteniamo pericoloso lasciare che una fase così delicata sia rimessa al buon cuore e alla coscienza dell’insegnate, spesso anche anagraficamente impreparato alla sfida che lo attende. Ed è importante che siano fatte invece valutazioni nazionali ed unitarie di metodo, e che siano superati rilievi e difficoltà sugli strumenti adeguati necessari a ciascun allievo, in base all’età e al percorso scolastico.
Attesa la necessaria formazione di tutti (allievi, genitori e insegnanti) sugli strumenti di DaD (G Suite, Meet e quant’altro) oggi è opportuno ed urgente, per il bene di tutti i nostri figli, che siano descritti i confini del diritto allo studio di tutti e che sia chiarita in modo inequivoco dal Ministero la necessaria presenza fisica, seppur a distanza, degli insegnanti.
I genitori sono oggi, infatti, lasciati soli a gestire materiali didattici, possono non riuscire a gestire il lavoro didattico dei figli, per ragioni di lavoro e di cultura. L’assenza di strumenti tecnologici non può e non deve esser un alibi per l’abbandono, in tutto o in parte, dei ragazzi da parte dei docenti. Consapevoli che nessun altro – non il genitore né il babysitter – potrà oggi colmare quel vuoto psicologico ed il trauma che i ragazzi ed i bambini vivono per l’interruzione dei rapporti con i compagni e con i propri maestri.
Gli insegnanti sono gli unici che potranno garantire quell’ambiente psicologico e formativo, senza il quale l’impatto umano per i nostri figli sarà ancor più marcato. Devono tutti fare la propria parte. Il Ministero li guidi e li indirizzi. E se del caso, li obblighi.
(Claudia Moretti, legale, consulente Aduc)

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Scuola: Didattica a distanza, il 90% degli studenti è soddisfatto di come lavorano i docenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

Nell’emergenza da Coronavirus, gli insegnanti italiani hanno retto l’urto alla grande. Lo dicono anche gli studenti, visto che il 90% promuove l’operato dei loro insegnanti. A scriverlo è la rivista Tuttoscuola, nell’esaminare un sondaggio realizzato da Skuola.net, che ha intervistato 15mila alunni di scuole medie e superiori, di cui si è parlato anche nello speciale di “Verso il futuro e oltre”, andato in onda lunedì 13 aprile su Radio24. Dalla trasmissione è emerso, in modo inequivocabile, che le pratiche didattiche che hanno adottato i docenti in queste ultime settimane hanno permesso ad un alto numero di studenti di potere continuare ad usufruire dell’offerta formativa, seppure con i limiti inevitabili connaturati nella tecnologia e nella mancanza di contatto umano. C’è però un 10% scarso di docenti che non riesce a svolgere didattica a distanza: secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “sono in alta percentuale supplenti. Solo che la loro non è una scelta, ma la conseguenza di chi si trova a realizzare qualcosa di impegnativo in difficoltà oggettive derivanti dalla mancanza di strumentazioni e tecnologie. Ecco perché bisogna allargare anche ai docenti precari il bonus annuale dell’aggiornamento professionale”.
L’impegno dei docenti nello svolgimento della didattica online sta producendo risultati sino a ieri impensabili: è l’elemento chiave che ha permesso alle classi di andare avanti. E lo sforzo è stato riconosciuto dagli studenti, tanto che molti di loro “ci tengono a ringraziare pubblicamente i docenti per quanto fatto di fronte all’emergenza”. Complessivamente, più di 9 studenti su 10, seppur con varie sfumature, promuovono l’operato dei propri prof e il supporto che sono riusciti a dar loro in queste difficili settimane. E circa 1 su 3 ha rivalutato in positivo l’idea che aveva di loro. Il 14% degli intervistati assegna ai propri insegnanti una valutazione molto positiva, addirittura ‘ottimo’ (dato che alle scuole medie sale al 22%), dicendo che non avrebbe potuto chiedere di meglio. Il 58% gli dà un ‘buono’ ammettendo che, nonostante i problemi emersi in corso d’opera, i professori hanno fatto il massimo per limitarli. Il 21%, invece, si ferma alla sufficienza rispolverando il vecchio adagio “potrebbe fare di più”, sentito dire tante volte sul proprio conto.Anche sulla preparazione tecnologica dei docenti, i risultati premiano il corpo insegnante: così poco avvezzi a fare lezione con il supporto di strumenti innovativi: per l’11% meritano ‘ottimo’ (col solito picco alle medie, 17%), per il 53% un ‘buono’, per il 30% ‘sufficiente’. Appena il 5% li boccia. Anche sulla gestione della didattica a distanza la promozione è pressoché totale: il 12% è pienamente soddisfatto (il 19% alle medie), il 51% è molto contento, andamento accettabile per il 30%, solo il 7% gli dà l’insufficienza. Più o meno quelli che non sono ancora riusciti ancora a partire con lo smart learning.

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