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Scuola: gli alunni vanno male per colpa della didattica sbagliata e non dei territori sfavorevoli

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Pur di fare la volata allo scellerato disegno di legge sull’autonomia differenziata, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti è disposto a dimostrare l’impossibile: è arrivato a dire che “gli esiti negativi dell’Invalsi non dipendono da differenze territoriali ma dalla didattica”. Secondo Bussetti, i numeri preoccupanti delle prove Invalsi, secondo i quali in regioni come Campania, Calabria e Sicilia oltre la metà degli studenti arriva alla maturità con l’insufficienza sia in italiano che in matematica, “confermano che il vero gap si origina già dalla scuola primaria e in alcuni casi si amplifica: non è una questione Nord-Sud ma di didattica”. Replica Marcello Pacifico (Anief): “Non si possono travisare le cose in questo modo, perché oggi un bambino che nasce nell’entroterra di una provincia minore del Sud ha molte meno possibilità di diventare un alunno brillante rispetto a un coetaneo che nasce a Trento, in Val d’Aosta o a Cuneo. Pensare che sia solo un problema di didattica, significa non volere ammettere la realtà. Ovvero che la povertà territoriale incide in modo sensibile sulla formazione delle nuove generazioni”.
Pur di non ammettere la realtà, ovvero che nelle aree del Paese più disagiate e con pochi servizi a disposizione del territorio, gli alunni raggiungono in media risultati scolastici meno soddisfacenti, sono più inclini a lasciare gli studi prima del tempo e hanno anche alte possibilità di diventare Neet, Bussetti arriva a mettere in dubbio le capacità d’insegnamento dei docenti. E tiene a far sapere all’opinione pubblica che l’amministrazione centrale sta lavorando in questa direzione.Il ministro prosegue poi affermando che si sta lavorando per migliorare le competenze didattiche dei docenti e che i risultati si vedranno con il tempo: “Abbiamo impostato un lavoro per migliorare la didattica dei nostri docenti – ha aggiunto – i risultati si vedranno col tempo. Gli insegnanti, oggi, sono chiamati a lavorare in campi diversi da quello alunno-docente, gli insegnanti sono impegnati sotto tanti profili; ci sono tante agenzie educative intorno ai nostri ragazzi”. “Nelle parole del ministro dell’Istruzione – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si coglie anche la volontà di andare a trovare nei docenti la causa del mancato raggiungimento degli obiettivi minimi da parte di tanti alunni. Vorremmo ricordare a Bussetti che anche nel Nord-Ovest dell’Italia, dove le prove Invalsi ci dicono che gli alunni raggiungono competenze su livelli allineati con gli altri Paesi avanzati, insegnano docenti del Sud, come nel Meridione”.“Nella scuola pubblica italiana – continua il sindacalista autonomo – la percentuale di insegnanti delle regioni del Sud è particolarmente elevata. In tutto il territorio nazionale, tanto è vero che la Lega tenta da anni di istituire i concorsi su base regionale e ora sta facendo di tutto per fare approvare il domicilio professionale come elemento imprescindibile per partecipare al nuovo reclutamento. Quindi, considerando che i docenti hanno la medesima estrazione culturale e metodologica, poiché gli artefici della didattica solo proprio gli insegnanti, come si fa a sostenere che il territorio non incide sui livelli di formazione acquisita?”.“Noi, come Anief, continuiamo a pensare che il contesto, il territorio, la situazione socio-economica locale e familiare, siano alla base del successo formativo della stragrande maggioranza degli studenti”.

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Scuola: Diplomati magistrale assunti con riserva a rischio continuità didattica e diritti

Posted by fidest press agency su domenica, 5 Mag 2019

Il prossimo anno scolastico si aprirà con mille problemi, ma quello della scuola dell’infanzia e primaria si prevede il più complicato di tutti: il problema deriva dalla situazione di limbo che stanno vivendo circa 50 mila maestri con diploma magistrale, a seguito delle ultime due pronunce dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che non consentono ai docenti abilitati dopo il 2012 o con un diploma abilitante d’inserirsi nelle GaE. Una parte di loro è stata addirittura immessa in ruolo con la modalità della “riserva” ed ora sta trepidando perché da un momento all’altro, a seguito di quel doppio pronunciamento dell’organo di legittimità e correttezza degli atti amministrativi nonostante otto sentenze del tenore diverso e passate in giudicato, il tribunale potrebbe emettere la sentenza di merito e farle perdere l’assunzione, per ricacciarla addirittura nelle graduatorie d’istituto. Secondo Anief, si tratta di un’ipotesi aberrante, che infatti il sindacato sta combattendo in tutte le sedi, avviando, in loro difesa, la più grande battaglia giudiziaria conosciuta dallo Stato per violazione della normativa comunitaria presso il tribunale di Roma con richieste di quote risarcitorio individuali importanti. Inoltre, il sindacato sta rivendicando la riapertura della GaE, ma anche la stabilizzazione automatica di chi ha effettuato già 36 mesi di supplenze e l’assegnazione di risarcimenti adeguati, in presenza dei abusi verso il personale precario o anche quello già di ruolo.
In attesa di comprendere come si evolverà la situazione, il tempo passa. E un altro anno scolastico sta volgendo al termine. Quindi, già si lavora per il nuovo: “dal prossimo primo settembre – scrive Orizzonte Scuola – , i diplomati magistrale ancora in GaE con riserva potranno accettare eventuali incarichi di supplenza annuale (31/08) o al termine delle attività didattiche (30/06) e l’immissione in ruolo, salvo che non arrivino prima le sentenze di merito (che dopo le due sentenze dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato sono state sempre negative)”.“Per il corrente anno scolastico, la continuità didattica è stata salvaguardata dal decreto dignità, convertito in legge n. 96/2018, che ha previsto” per i “diplomati magistrale assunti in ruolo con riserva: dopo l’esecuzione delle sentenze, il loro contratto sarà trasformato in una supplenza al 30/06/2019”; per quelli assunti “con supplenza annuale (al 31/08)”, invece, “dopo l’esecuzione delle sentenze, il loro contratto sarà trasformato in una supplenza al 30/06/2019. La nota sulle supplenze a.s. 2018/19 ha poi precisato che i diplomati magistrale con supplenza al 30/06 avrebbero mantenuto il contratto sino alla naturale scadenza (30 giugno)”. Da settembre prossimo, però, il quadro si complicherà. Perché, continua la rivista specializzata, “le sentenze di merito non ancora emesse potrebbero arrivare nel corso dell’anno scolastico (2019/20) e quindi far decadere l’eventuale supplenza o ruolo ottenuti. La suddetta legge infatti ha limitato la misura, volta a salvaguardare la continuità didattica, al solo anno scolastico 2018/19”.
Infine, è bene chiarire che tutto questo “non solo i diplomati magistrale che otterranno una supplenza o il ruolo nel 2019/20, ma anche quelli già assunti con riserva che potrebbero lasciare il posto nel corso del prossimo anno scolastico. Sarebbe auspicabile che il Miur decidesse se e come salvaguardare la continuità didattica per l’a.s. 2019/20”, conclude la rivista.

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Donazione strumentazioni didattiche ad Unicam

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

Camerino. Continuano a giungere ad Unicam manifestazioni di sostegno da parte di aziende che per varie ragioni si trovano a collaborare con l’Ateneo.
Grazie all’interessamento di Francesco Pezzuoli, Ceo dello spin off Unicam Limix, la Arrow Electronics Italia ha infatti donato all’Università di Camerino 20 board della ST Microelectronics e 20 oscilloscopi digitali della Analog Devices.“Grazie al nostro progetto Talking Hands – ha affermato Francesco Pezzuoli – abbiamo conosciuto Gabriele Braga della Arrow Electronics Italia, che ci aiutato nell’individuazione di aziende competenti per lo sviluppo di hardware di prodotti, quali la Egicon, che ci ha consentito di realizzare i primi 20 prototipi del nostro guanto. Ci hanno inoltre sostenuto durante la partecipazione alla prima fase del bando per le piccole e medie imprese nell’ambito del programma di finanziamento europeo Horizon2020 e ci supporteranno anche per la fase successiva”.La Arrow si è quindi dimostrata molto attenta non solo allo sviluppo non solo delle piccole aziende e delle startup, ma anche alle iniziative universitarie, soprattutto quelle rivolte alla ricerca condotta in collaborazione con le aziende e alle attività di didattica sperimentale.“Al di là della nostra natura commerciale B2B con presenza imponente nella realtà industriale, – sottolineano dalla Arrow – il nostro ruolo di technology platform e advisor sta diventando un vantaggio competitivo strategico che si mantiene solo investendo nella conoscenza dei giovani e delle loro idee”.“Ringrazio ancora sia la Arrow Electronic che la ST Microelectronics e la Analog Devices (ADI) – ha sottolineato Francesco Pezzuoli – per aver voluto mostrare concretamente il loro sostegno al nostro Ateneo. Essendo docente del corso di “Embedded System Architecture” posso affermare che questa attrezzatura servirà proprio per migliorare la parte di laboratorio del corso, in aggiunta alla strumentazione attualmente disponibile, e rappresenterà un ulteriore aiuto per gli studenti dei corsi di laurea in Informatica e Computer Science nelle attività laboratoriali e nell’applicazione pratica delle loro conoscenze”.

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“Il segno inciso e la didattica dell’acquaforte”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Civitanova Marche Giovedì 7 marzo 2019 alle ore 16,30 presso la sede Unitre di Civitanova Marche Istituto Superiore “Leonardo Da Vinci”, si terrà la conferenza dal titolo “Il segno inciso e la didattica dell’acquaforte”, a cura di Carlo Iacomucci. Si tratta di una breve, ma interessante, lezione didattica curata e presentata dal Maestro Iacomucci in cui verrà esposta, con l’ausilio di un contributo video, la storia e la tecnica dell’acquaforte, un procedimento antico, ma sempre prezioso ed affascinante, proprio dei grandi maestri incisori. L’incisione è una tecnica artistica che nasce e fiorisce per la sua possibilità di moltiplicare le immagini, prima dell’avvento della stampa con caratteri mobili e consiste nel disegnare o creare diversi effetti su di una matrice per poi riprodurne sulla carta l’impressione, attraverso la pressione manuale o con un torchio. E’ un atto creativo a tutti gli effetti ed è la tecnica più usata come mezzo espressivo dagli artisti di tutti i tempi, per la libera gestualità dell’operatore. E’ necessaria un’esperienza tecnica esauriente, poiché l’incisore non ha la visione e il controllo del suo lavoro dall’inizio alla fine. Per la grande forza espressiva che è capace di dare il segno incisorio, si tratta, senza dubbio, di un’arte non subordinata alla pittura.L’iniziativa di Unitre, rientra tra le numerose proposte che questa associazione, ogni anno, offre alla comunità civitanovese, attraverso un calendario ricco di eventi, di attività didattiche e culturali. Unitre è un’Associazione di Promozione Sociale senza scopo di lucro, basata sul volontariato con sedi su tutto il territorio nazionale e all’estero; per dirla con le parole del Presidente Gustavo Cuccini, Unitre è un vero e proprio “laboratorio continuo, instancabile, entusiasta, di cultura, esperienza di vita e ponte nel dialogo fra le generazioni”.Gli obiettivi primari perseguiti dall’Unitre di Civitanova, fin dal lontano 1992, sono quelli di “educare, formare ed informare”, mantenendo viva, allo stesso tempo, la volontà di aprirsi alla società ed al territorio, alimentando il confronto tra le generazioni e promuovendo ricerca, studi, iniziative sociali e culturali nell’interesse degli associati.In questo contesto culturale così stimolante, si inserisce la figura del Maestro Iacomucci, chiamato, per l’occasione, a dare una lezione didattica sull’antica arte dell’acquaforte. Carlo Iacomucci nasce a Urbino, città in cui frequenta la prestigiosa Scuola del Libro, acquisendo la formazione e l’esperienza necessaria, che lo porterà a maturare un’alta ricerca artistica e culturale, partecipando a numerose collettive e personali sia in Italia che all’estero e realizzando anche edizioni d’arte con acqueforti.Personaggio eclettico, nella sua lunga carriera artistica, si è cimentato in percorsi e stili differenti che hanno avuto, come denominatore comune, la tematica del segno attraverso i motivi ricorrenti delle gocce o tracce o segni, che rappresentano la sua inconfondibile impronta.Per finire, non può mancare un sentito e doveroso ringraziamento alla Presidente di Unitre Marisa Castagna, per la sua già nota sensibilità artistica e per il suo impegno e dedizione nel far conoscere l’arte e renderla fruibile a tutta la cittadinanza, proponendosi con un linguaggio semplice, ma efficace, in grado di suscitare interesse per le cose belle e di sensibilizzare la gente comune, perché il messaggio dell’arte è un messaggio universale. (Patrizia Minnozzi)

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Conferenza dal titolo “Il segno inciso e la didattica dell’acquaforte”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 marzo 2019

Civitanova Marche Giovedì 7 marzo 2019 alle ore 16,30 presso la sede Unitre dell’Istituto Superiore “Leonardo Da Vinci”, si terrà la conferenza dal titolo “Il segno inciso e la didattica dell’acquaforte”, a cura di Carlo Iacomucci. Si tratta di una breve, ma interessante, lezione didattica curata e presentata dal Maestro Iacomucci in cui verrà esposta, con l’ausilio di un contributo video, la storia e la tecnica dell’acquaforte, un procedimento antico, ma sempre prezioso ed affascinante, proprio dei grandi maestri incisori. L’incisione è una tecnica artistica che nasce e fiorisce per la sua possibilità di moltiplicare le immagini, prima dell’avvento della stampa con caratteri mobili e consiste nel disegnare o creare diversi effetti su di una matrice per poi riprodurne sulla carta l’impressione, attraverso la pressione manuale o con un torchio. E’ un atto creativo a tutti gli effetti ed è la tecnica più usata come mezzo espressivo dagli artisti di tutti i tempi, per la libera gestualità dell’operatore. E’ necessaria un’esperienza tecnica esauriente, poiché l’incisore non ha la visione e il controllo del suo lavoro dall’inizio alla fine. Per la grande forza espressiva che è capace di dare il segno incisorio, si tratta, senza dubbio, di un’arte non subordinata alla pittura.
L’iniziativa di Unitre, rientra tra le numerose proposte che questa associazione, ogni anno, offre alla comunità civitanovese, attraverso un calendario ricco di eventi, di attività didattiche e culturali. Unitre è un’Associazione di Promozione Sociale senza scopo di lucro, basata sul volontariato con sedi su tutto il territorio nazionale e all’estero; per dirla con le parole del Presidente Gustavo Cuccini, Unitre è un vero e proprio “laboratorio continuo, instancabile, entusiasta, di cultura, esperienza di vita e ponte nel dialogo fra le generazioni”.Gli obiettivi primari perseguiti dall’Unitre di Civitanova, fin dal lontano 1992, sono quelli di “educare, formare ed informare”, mantenendo viva, allo stesso tempo, la volontà di aprirsi alla società ed al territorio, alimentando il confronto tra le generazioni e promuovendo ricerca, studi, iniziative sociali e culturali nell’interesse degli associati.In questo contesto culturale così stimolante, si inserisce la figura del Maestro Iacomucci, chiamato, per l’occasione, a dare una lezione didattica sull’antica arte dell’acquaforte. Carlo Iacomucci nasce a Urbino, città in cui frequenta la prestigiosa Scuola del Libro, acquisendo la formazione e l’esperienza necessaria, che lo porterà a maturare un’alta ricerca artistica e culturale, partecipando a numerose collettive e personali sia in Italia che all’estero e realizzando anche edizioni d’arte con acqueforti.Personaggio eclettico, nella sua lunga carriera artistica, si è cimentato in percorsi e stili differenti che hanno avuto, come denominatore comune, la tematica del segno attraverso i motivi ricorrenti delle gocce o tracce o segni, che rappresentano la sua inconfondibile impronta.Per finire, non può mancare un sentito e doveroso ringraziamento alla Presidente di Unitre Marisa Castagna, per la sua già nota sensibilità artistica e per il suo impegno e dedizione nel far conoscere l’arte e renderla fruibile a tutta la cittadinanza, proponendosi con un linguaggio semplice, ma efficace, in grado di suscitare interesse per le cose belle e di sensibilizzare la gente comune, perché il messaggio dell’arte è un messaggio universale. (by Patrizia Minnozzi)

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Telefonini in classe: inutile proibirli ma devono essere usati per preparare e fare didattica

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

S’intervenga piuttosto insegnando anche il diritto comunitario, come abbiamo spesso chiesto in Parlamento. Così commenta il giovane sindacato le proposte di legge tese a inibire l’uso “del cellulare e di altri dispositivi elettronico-digitali nei luoghi e negli orari dell’attività didattica”, come riportato da Il Messaggero. Marcello Pacifico (Anief/Udir) ricorda come l’uso dei cellulari per fini non didattici sia interdetto nelle aule e come per i docenti siano uno strumento utile per l’interazione con il registro elettronico.
Fa discutere la proposta di legge approdata in queste ore in Commissione Cultura alla Camera che vorrebbevietare l’utilizzo dei telefoni cellulari in classe, all’interno del testo riguardante il ritorno dell’educazione civica nella scuola primaria e secondaria: la richiesta di proibizione dei “telefonini”, avanzata dal leghista Massimiliano Capitanio e da altri deputati tra cui Maria Stella Gelmini (FI), ex ministro dell’Istruzione, prevede l’inibizione “del cellulare e di altri dispositivi elettronico-digitali nei luoghi e negli orari dell’attività didattica”, a meno che non vi siano “casi particolari specifici di utilizzo”.La discussione su questo punto – scrive oggi Il Messaggero – è avviata, con la maggioranza parlamentare che intende recepire questa modifica. L’ipotesi è quella di lasciare i cellulari in presidenza e per le chiamate di emergenza far riferimento alle segreterie. Idea, già illustrata dai proponenti, che farà discutere genitori e personale docente.
La discussione appare quanto mai pertinente. A dire la sua, in giornata, è stato anche il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, secondo il quale «l’utilizzo dei device per quanto riguarda la didattica è uno strumento fondamentale e quindi sono a favore del loro uso ma soprattutto ho fiducia nei nostri studenti. Credo molto – ha continuato il Ministro – nel loro senso di responsabilità sull’uso consapevole di questi strumenti ai fini di un migliore apprendimento. Condanno invece in maniera decisa l’uso per altri fini».
Anief si trova d’accordo con il Ministro Marco Bussetti, perché è chiaro che l’utilizzo di smartphone e telefoni cellulari non può essere inibito, dal momento che risultano degli strumenti fortemente utilizzati anche per funzioni di apprendimento: “Pensare che il telefonino moderno sia utile solo per comunicare con l’esterno è lontano dalla realtà – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e Udir – noi, come sindacato, siamo favorevoli al suo utilizzo, ovviamente solo per motivi didattici, come la ricerca di dati, il supporto ad esperimenti, l’uso empirico e altro ancora”.“E lo stesso vale per gli insegnanti. Ai quali – continua Pacifico – verrebbe sottratto uno strumento ormai utilissimo per preparare e tenere lezioni. Inoltre, temiamo che chi ha presentato questa proposta non conosca la scuola e chi vi opera quotidianamente, visto che le linee telefoniche dei telefoni cellulari vengono spessissimo utilizzate dai docenti come collegamento al registro elettronico, in mancanza purtroppo di collegamenti attivi, continui e regolari all’interno degli istituti scolastici”. “Riteniamo invece utile – conclude il sindacalista – inserire l’educazione civica in tutte le classi, a patto però che si tratti di ore aggiuntive e non a discapito di altre o inserite in programmi di altre discipline in qualche modo attinenti. All’interno di questo studio è infine indispensabile che una parte del programma sia dedicato alla storia dell’Europa, come abbiamo esposto anche di recente ai parlamentari, in occasione delle audizioni tenute presso Camera e Senato”.Marcello Pacifico, vice presidente Cesi, ha espresso questi concetti a Lisbona, lo scorso dicembre, durante il convegno Accademia Europea Cesi su Horizon 2025, rivendicando nell’occasione come l’educazione civica comprenda anche elementi di diritto: “partendo dalle Carte fondamentali e dai Trattati Europei, ha già trovato un’ossatura importante nelle diverse direttive che regolano la nostra vita – ha detto il sindacalista autonomo -: occorre che le nuove generazioni conoscano la storia dell’Europa e le regole che la governano fin dal Duecento, perché mai come oggi questi contenuti si intrecciano con lo studio della storia, del pensiero, dell’economia, della società e di nostri valori comuni da rintracciare”.

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Scuola: Regionalizzazione e didattica locale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Il primo partito di maggioranza, il M5S, prende le distanze dal piano di regionalizzazione di temi importanti e centrali per i cittadini, come lavoro, istruzione, salute, tutela dell’ambiente e dell’ecosistema e di governo del territorio. Alla forte spinta che stanno producendo alcune regioni del Nord, in particolare Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, di cui si è parlato anche nell’ultimo Consiglio dei Ministri, giusto prima di Natale, per definire anche il percorso cronologico di quello che sembra un provvedimento legislativo destinato a compiersi, sono giunte in queste ultime ore le dichiarazioni contrariate da parte dell’on. Luigi Gallo (M5S), presidente della VII Commissione Cultura della Camera. Anief non può che avallare in pieno questa posizione critica: il sindacato ricorda che nel corso degli ultimi decenni, ogni tentativo di una autonomia regionale lesiva dei principi costituzionali – come ad esempio nella scuola trentina – in attuazione di questo dettato normativo è stato sempre bocciato dalla Provincia. Poi c’è il problema dei fondi, perché il passaggio del personale della scuola dallo Stato alla Regione aumenterebbe del 25% la spesa regionale che per essere coperta dovrebbe rivedere un meccanismo di federalismo fiscale che penalizzerebbe le già martoriate regioni del Sud, violando anche il principio di solidarietà e di sovranità nazionale. Per il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico, ci si adoperi piuttosto per produrre organici differenziati, sulla base di effettive esigenze territoriali, per incrementare occupazione e livelli di istruzione del Meridione, per ridurre i tassi di abbandono scolastico. Avallare la regionalizzazione non farebbe altro che incentivare il gap esistente tra località e regioni già vicine all’Europa e altre che, non certo per colpa loro, continuano ad essere fortemente distanti, non solo a livello geografico.

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Master Lumsa-IdO colma gap didattica

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 novembre 2018

Roma. In Italia la plusdotazione e’ un fenomeno ancora poco conosciuto e solo il 10% dei docenti ha ricevuto una formazione specifica. E’ quanto emerge dalla conferenza di presentazione del Master ‘Gifted . Didattica e psicopedagogia per gli alunni con alto potenziale cognitivo e plusdotazione’, che si è tenuta il 26 ottobre presso l’Aula Valori dell’Università LUMSA.Tutti i video dei docenti del master, che hanno preso parte all’evento, sono stati pubblicati sul sito dell’Istituto di Ortofonologia.
La nuova offerta formativa, che partira’ il 30 novembre, e’ promossa dalla Lumsa insieme all’Istituto di Ortofonologia (IdO), dura 8 mesi ed e’ rivolta, in particolare, ai docenti e a chi si interfaccia e lavora con i gifted.
Accanto alla normativa e ai fondamenti teorici per conoscere a fondo la complessita’ del fenomeno, ci saranno laboratori pratici, divisi per gradi, con l’obiettivo di fornire ai partecipanti gli strumenti da utilizzare nella didattica.
E’ possibile iscriversi fino al 20 novembre. Sono previste borse di studio.

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Didattica e psicopedagogia per gli alunni con alto potenziale cognitivo e plusdotazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 ottobre 2018

Roma venerdì 26 ottobre, nell’Aula Valori della Lumsa in Via di Porta Castello 44, dalle 16 alle 18.30 didattica inclusiva, normativa italiana ed europea e focus sulla gestione della classe. Affronterà queste tematiche Raffaele Ciambrone, dirigente tecnico presso la Direzione Generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione del Miur, alla presentazione del master ‘Gifted. Didattica e psicopedagogia per gli alunni con alto potenziale cognitivo e plusdotazione’.
Il corso è organizzato dall’Università Lumsa e dall’Istituto di Ortofonologia (IdO) e partirà il 15 novembre. Si rivolge ai docenti, ai dirigenti scolastici e agli educatori, e può essere pagato con la carta docente entro il 31 ottobre.
Al convegno interverranno anche le direttrici del master, Maria Cinque e Simona De Stasio (docenti Lumsa), sulle questioni ancora aperte. Gli psicoterapeuti dell’età evolutiva Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’IdO, Magda Di Renzo, responsabile del servizio di Psicoterapia dell’IdO, e Laura Sartori, coordinatrice del Progetto Alto Potenziale dell’IdO, si centreranno invece sullo screening nelle scuole e sugli aspetti emotivi dei gifted, nonché sulle strategie di integrazione e gestione del gruppo classe.
Concluderà il convegno Rossella Sonnino, dirigente scolastico dell’IC Regina Elena di Roma, con una riflessione sull’importanza della formazione ai docenti e dell’individuazione precoce a scuola. L’ingresso è libero ma con prenotazione.

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L’Università di Parma si colloca al 6° posto in Italia per la qualità della didattica

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 luglio 2018

Lo sancisce The Times Higher Education – Europe Teaching Rankings 2018”, la prestigiosa graduatoria sulle Università di tutto il mondo, pubblicata sul sito web del periodico britannico con un focus dedicato nel 2018 agli atenei europei, e in particolare alla qualità delle loro attività didattiche.
La ricerca, che ha esaminato oltre 240 atenei di 55 paesi europei (24 gli italiani), ha focalizzato la propria indagine per la prima volta sull’efficacia della didattica espressa dalle Università e sulla qualità dell’insegnamento rivolto agli studenti, nonché sui livelli di apprendimento. L’analisi è stata strutturata per rispondere a domande che sono di importanza centrale per gli studenti e le loro famiglie, nel momento in cui stanno per realizzare una delle decisioni più importanti della loro vita: a chi affidare la propria istruzione universitaria.Il Ranking THE 2018 è guidato dall’Università di Oxford, che si colloca 1° in Europa, seguita da quella di Cambridge e dalla Sorbona di Parigi.
Tra gli atenei italiani, al primo posto si posiziona Trento, seguito da Padova e – a pari merito al terzo posto – da Siena e dal Politecnico di Milano. La ricerca, che trae i propri dati da diverse fonti ed analisi parallele, ha preso in considerazione anche l’opinione di oltre 30mila studenti, ai quali è stato chiesto di esprimere la loro valutazione su qualità ed efficacia della didattica nel proprio Ateneo. Sono quindi stati utilizzati indicatori di performance raggruppati in quattro aree chiave:
Resources: capacità dell’Ateneo di tramettere con efficacia l’insegnamento
Engagement: capacità dell’Ateneo di coinvolgere gli studenti e di interagire con essi
Outcomes: capacità dell’Ateneo di generare risultati d’insegnamento appropriati
Environment: presenza di un ambiente di insegnamento e apprendimento inclusivo e coinvolgente.
La ricerca assembla argomenti quali: il supporto dei docenti allo sviluppo del pensiero critico; le caratteristiche sfidanti e stimolanti del contesto; le opportunità di interagire con i docenti; la qualità dei servizi dell’istituzione; le opportunità di sviluppare skill di supporto per gli studenti per il lavoro futuro, dopo la laurea, e così via.Da segnalare che l’area dell’Università di Parma valutata più positivamente è stata quella dell’environment, con uno score di 80 su 100.«Ci fa molto piacere, dopo l’eccellente risultato sancito dal Censis di 3° Ateneo tra i grandi a livello nazionale, essere classificati dopo pochi giorni 6° in Italia per la qualità della didattica da questo prestigioso ranking internazionale», ha commentato il Rettore Paolo Andrei. «L’impegno che stiamo profondendo, e non da oggi, per rafforzare continuamente gli strumenti tesi a migliorare le condizioni di accoglienza dei nostri studenti e a rendere sempre più efficaci i nostri processi educativi e formativi è rilevante, e coinvolge tutte le componenti dell’Ateneo: docenti, ricercatori e personale tecnico- amministrativo».L’organizzazione della Didattica dell’Ateneo di Parma è coordinata a livello centrale dalla U.O. Progettazione Didattica e Assicurazione della Qualità, che si raccorda con i Manager Didattici dei Dipartimenti al fine di assicurare l’ottimale e condivisa organizzazione di tutti i processi a sostegno del funzionamento dei percorsi formativi. Come ricorda la Pro Rettrice alla Didattica e Servizi agli studenti, Sara Rainieri, «nell’anno 2017 l’attività della U.O. è stata riconosciuta a livello nazionale con la consegna del Premio “Gear of Quality 2017” nell’ambito dell’evento promosso dal Coordinamento organizzativo nazionale dei manager didattici per la qualità».Gli sforzi dell’Università di Parma per migliorare la qualità della didattica sono anche particolarmente rilevanti sul versante dell’internazionalizzazione, grazie alla promozione di diverse iniziative offerte agli studenti dell’Ateneo per realizzare esperienze di studio all’estero, così come la realizzazione di corsi di laurea e di singoli insegnamenti erogati in lingua inglese, tesi a generare importanti opportunità di scambio con studenti internazionali.
L’attenzione dell’Ateneo verso la didattica, infine, si esprime anche nelle numerose analisi di customer satisfaction che vengono realizzate ogni anno per raccogliere l’opinione degli studenti sui singoli insegnamenti, oltre che nell’attività delle Commissioni paritetiche docenti-studenti finalizzate a garantire la qualità dei processi formativi.

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Scuola – Sostegno: l’Istat certifica il boom di ricorsi in tribunale delle famiglie per ottenere le ore di didattica specializzata negate dallo Stato

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 marzo 2018

Diventa un fenomeno comune, soprattutto nel Sud Italia, quello di vedersi riconoscere le ore settimanali stabilite dalla equipe di medici cui gli uffici scolastici non danno seguito. La tendenza in crescita è rilevata dal report pubblicato dall’Istat, in queste ore, sull’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado: se si analizzano i cambiamenti di insegnante, ben il 41,1% degli alunni nella scuola primaria e il 37,2% in quella secondaria di primo grado sono caduti in questa cattiva prassi. Nel report annuale, inoltre, si evidenzia che circa il 9% delle famiglie di alunni con disabilità della scuola primaria e il 5% della secondaria di primo grado hanno presentato negli anni un ricorso per ottenere l’aumento delle ore di sostegno: si sono rivolti al Tribunale civile o al Tar il 6,7% delle famiglie degli alunni della scuola primaria e il 4,7% di quelle della scuola secondaria di primo grado. Nell’a.s. 2016/17, gli alunni con disabilità erano circa 90 mila nella scuola primaria (pari al 3% del totale degli iscritti) e 69 mila nella scuola secondaria di I grado (il 4% del totale): in tutto, circa 3 mila in più rispetto all’anno precedente. Se si considera anche la secondaria di secondo grado i numeri diventano impressionanti: oggi, sono iscritti ad un corso di studi della scuola pubblica circa 280mila alunni, quasi il doppio dei 160mila del 2006. Eppure l’organico di diritto è bloccato al 70% del fabbisogno. E il tentativo di bloccare i posti in deroga è stata bocciata dalla Consulta nel 2010.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Oggi più che mai il diritto all’istruzione rimane ad appannaggio dei tribunali. Lo sa bene l’Anief che con l’iniziativa ‘Non un’ora di meno’ ha permesso a tanti alunni di ottenere quel sostegno che nessuno voleva dare loro. Tutto ha avuto origine con l’articolo 40 della Legge 449/1997, introdotta come provvisoria dei posti in deroga su sostegno, da assegnare con contratto a tempo determinato per garantire il diritto allo studio degli studenti con disabilità, poi reiterata nel tempo: la norma transitoria è stata infatti riproposta nel 2007, sancita nel 2010 e confermata dall’ex Ministro Maria Chiara Carrozza con la Legge 128/2013, che ha portato a 90mila unità di organico, imponendo però sempre la copertura del 30% dei posti di sostegno liberi con supplenze 30 giugno. Oggi l’organico dei docenti di sostegno è di oltre 140 mila docenti, ma più di 40 mila cattedre sempre in deroga: sono queste le ‘forze’, insufficienti, con cui i 280mila alunni con disabilità o problemi di apprendimento dovrebbero vedersi garantito il diritto allo studio. E nemmeno il decreto legislativo n. 66 della Legge 107/2015 fa giustizia. Pensare che lo Stato possa ‘risparmiare’ sui diritti dei più deboli concretizza il vero fallimento del nostro sistema pubblico di istruzione. Ecco perché insistiamo con i ricorsi, la cui crescita è stata ora registrata dall’Istat.
Famiglie, insegnanti, personale Ata, dirigenti e cittadini che intendono vederci chiaro per la mancata nomina dei docenti di sostegno o delle ore non assegnate come indicato dalle commissioni mediche dello Stato possono sempre scrivere all’indirizzo e-mail sostegno@anief.net. Il ricorso per ottenere la stabilizzazione dell’organico di sostegno con la trasformazione dei posti in deroga in posti in organico di diritto fa da corollario all’azione di sensibilizzazione che l’Anief promuove da anni gratuitamente con l’iniziativa “Sostegno, non un’ora di meno!”, attraverso cui il sindacato promuove ricorsi presso il tribunale.

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Didattica dell’italiano per laureati italiani e stranieri

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 agosto 2017

Università per Stranieri di PerugiaPerugia. C’è tempo fino all’8 settembre 2017 per iscriversi al master annuale di primo livello in Didattica dell’italiano come lingua/cultura straniera (LS) e seconda (L2) che l’Università per Stranieri di Perugia, la più antica istituzione nel settore della ricerca e dell’insegnamento della lingua e della cultura italiana a stranieri, ha istituito a partire fin dal 2004. Il corso è aperto a laureati italiani e stranieri di qualsiasi ambito disciplinare e prevede un totale di 1500 ore di studio per un ammontare di 60 CFU. Ha la durata di circa 9 mesi, da ottobre 2017 a giugno 2018, di cui 7 a distanza e 2 in presenza.
Il master ha ricevuto il Label Europeo 2007 da parte dell’Agenzia Nazionale LLP Leonardo da Vinci. Tale riconoscimento viene assegnato ai progetti più innovativi realizzati nell’ambito della formazione linguistica nel settore professionale. Il master annuale in Didattica dell’italiano è diretto dalla prof.ssa Patrizia Manili. Fanno parte del comitato esecutivo del corso la prof.ssa Lidia Costamagna, il prof. Roberto Vetrugno e la prof.ssa Nicoletta Santeusanio. Tra gli obiettivi formativi del master c’è anche quello di specializzare laureati italiani e stranieri che operano in Italia o all’estero nell’insegnamento dell’italiano a studenti di lingua nativa diversa dall’italiano; formare personale docente di qualsiasi area disciplinare, negli ambiti dell’interculturalità e dell’apprendimento/insegnamento dell’italiano lingua non materna. Gli Sbocchi occupazionali che può offrire il corso annuale vanno dal collaboratore ed esperto linguistico presso i Centri Linguistici delle Università italiane al lettore di italiano L2 presso gli Istituti Italiani di Cultura o presso università estere fino all’insegnante di lingua italiana presso istituzioni pubbliche e scuole private sia in Italia che all’estero.Per presentare domanda di ammissione è necessario essere in possesso di una Laurea triennale del nuovo ordinamento o quadriennale del previgente ordinamento, ovvero di un titolo di studio conseguito all’estero riconosciuto equivalente. Ai candidati stranieri è, inoltre, richiesto il possesso di una certificazione di conoscenza della lingua italiana di livello B2 (CELI, CILS, PLIDA, int.IT). Sono esonerati i candidati stranieri in possesso di laurea conseguita in Italia e i candidati stranieri in possesso di laurea estera che preveda lo studio triennale della lingua italiana. L’Università per Stranieri di Perugia mette a disposizione 6 borse di studio a parziale copertura della quota di iscrizione. Il bando, il piano didattico e il calendario delle attività sono consultabili nel sito web dell’Ateneo all’indirizzo http://www.unistrapg.it

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Classifica Censis: L’Università Europea di Roma ai primissimi posti nella didattica

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 luglio 2017

università europeaRoma. Il Centro Studi del Censis ha diramato le classifiche delle università italiane. Con riferimento alla didattica, l’Università Europea di Roma è stata giudicata per i corsi di Economia, Psicologia e Giurisprudenza, conseguendo, tra le università non statali, un eccellente secondo posto nella classifica generale dell’area disciplinare Psicologica, che inoltre si è attestata al primo posto con riferimento al parametro dei rapporti internazionali. Ottima anche la posizione di Giurisprudenza che vede il corso classificarsi al quinto posto generale, con menzione di merito per la progressione di carriera degli studenti (terzo posto). Buona anche la performance di Economia che sul territorio romano consegue la seconda posizione. “Si tratta di una conferma del lavoro sin qui svolto – ha commentato il Prorettore dell’Università Europea di Roma Prof. Alberto Gambino – che si è concentrato sul rigore nella selezione del corpo docente, sulla cura dello studente e sull’apertura all’internazionalizzazione, fattori oggi decisivi per formare persone e preparare professionisti in grado di essere autentici punti di riferimento nella società di domani”.

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Scuola: Il laboratorio, punto nevralgico della didattica

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2017

scuola-del-futuroDal 2012 l’Istituto d’Istruzione Superiore Carlo e Nello Rosselli di Aprilia si è dotato di un laboratorio scientifico didattico di eccellenza, proprio per adattarsi ad una richiesta sempre più esigente che l’industria richiede.
“Un laboratorio – come precisa la professoressa Simonetta Soro, docente di Chimica, impegnata nel campo della ricerca didattica – ben strutturato come il nostro e improntato sulla sicurezza incide profondamente nella didattica di tutti i giorni. In queste condizioni avendo una struttura organizzata logisticamente in termini di spazi e di tipologia di materiali è possibile lavorare facendo acquisire ai ragazzi competenza e autonomia. Una peculiarità necessaria in una scuola tecnica come la nostra, in cui teoria e pratica vengono trattati alla pari”.
Non a caso da una recente indagine è emerso che quasi l’80% dei diplomati negli istituti tecnici trova lavoro entro un anno dalla maturità. “Va ricordato – prosegue la docente – che un perito tecnico è una figura altamente professionale che valuta con consapevolezza il suo operato ed è in grado di prendere decisioni nel suo ambito. Un compromesso importantissimo che rispecchia una qualifica intermedia necessaria nel settore industriale, qualunque sia la sua specifica. Per questo l’istituto tecnico si posiziona bene creando ottime opportunità, specie nel settore chimico che, nonostante la crisi, continua a fare passi da gigante”.In conclusione oggi l’Istituto Rosselli si presenta come un modello all’avanguardia, ripensato nella didattica in chiave di sviluppo e progresso scientifico, capace di offrire tutte quelle condizioni idonee tali da permettere la formazione del sapere.
“L’attività di laboratorio – afferma Claudio Zianna di Labozeta Spa, società che ha progettato e realizzato i laboratori – diventa infatti elemento centrale attraverso le risorse del tempo, l’attualizzazione del mix degli insegnamenti, la focalizzazione sullo sviluppo delle competenze. Tutti fattori – aggiunge Zianna – che alimentano il “saper fare”, ovvero il cosiddetto Know-how e diventano inevitabilmente stimoli per sviluppare rapporti con il mondo imprenditoriale fin dai percorsi didattici. In questo caso l’innovazione didattica modifica l’uso del tempo, adegua il mix delle materie e sviluppa le competenze perchè accorcia i rapporti con il mondo esterno”.
“Dico sempre ai miei studenti – conclude la professoressa Soro – che in laboratorio si applica il metodo di Galileo; quindi l’osservazione di un fenomeno e la comprensione del suo accadimento. Partiamo quindi dal laboratorio, per poi cercare le spiegazioni, senza nessuna improvvisazione, ma con estremo rigore e studio”.

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La Federico II per Pompei

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2016

federico II pompeiNapoli lunedì 11 luglio 2016, alle 11, nell’Aula Magna Storica della Federico II, nella sede centrale in corso Umberto I, 40 una giornata di studio su ‘La Federico II per Pompei. Suburbio Occidentale: Conoscenza, Scavo, Restauro e Valorizzazione’ per illustrare e consegnare, alla presenza della stampa e della comunità scientifica, gli esiti del lavoro svolto per l’area archeologica di Pompei nell’ambito dell’Accordo-quadro tra l’Università di Napoli Federico II e la Soprintendenza Pompei per lo svolgimento di ‘Attività di ricerche e didattica finalizzate alla valorizzazione, fruizione e divulgazione del sito di Pompei’, siglato nel febbraio del 2015.
I Dipartimenti federiciani per ora coinvolti nell’Accordo sono cinque: Dipartimento di Architettura, Dipartimento di Studi Umanistici, Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura, Dipartimento di Scienze della Terra dell’Ambiente e delle Risorse, Dipartimento di Agraria.
Il lavoro, svolto in stretta collaborazione dai Dipartimenti, ha mirato a fornire alla soprintendenza di Pompei gli strumenti di conoscenza atti a definire strategie e linee di indirizzo metodologico per lo scavo, il restauro, la valorizzazione e la fruizione della città archeologica di Pompei.
La Federico II, essendo infatti un grande Ateneo multidisciplinare, è in grado di offrire quell’ampio apporto di saperi necessario ad affrontare tematiche complesse come quelle inerenti la salvaguardia della “fragile materia” antica di Pompei.
Prenderanno parte all’incontro il Rettore dell’Ateneo federiciano e Presidente della Crui, Gaetano Manfredi, il Soprintendente di Pompei, Massimo Osanna, il coordinatore scientifico dell’Accordo, Giovanna Greco, i responsabili scientifici dei cinque dipartimenti federiciani, Renata Picone, DiArc, Andrea Prota, DiST, Maurizio Fedi DiSTAR, Luigi Cicala, DSU, Gaetano Di Pasquale, Agraria.
I docenti e i giovani ricercatori coinvolti nell’Accordo saranno presenti all’incontro e parteciperanno alla tavola rotonda sulle prospettive future della ricerca, coordinata da Massimo Osanna. (foto: federico II pompei)

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Per il dodicesimo anno consecutivo Unicam è prima tra gli atenei fino a 10.000 studenti, prima tra gli atenei marchigiani e terza tra tutte le Università italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2015

Ambientamento_Camerino1Per il dodicesimo anno consecutivo, l’Università di Camerino si conferma al primo posto nella classifica degli Atenei italiani fino a 10.000 studenti, stilata come ogni anno dal Censis per il quotidiano La Repubblica e pubblicata all’interno della Grande Guida dell’Università, che uscirà in edicola il 27 luglio. Ma la soddisfazione quest’anno è duplice: infatti Unicam, con il punteggio medio di 96,2 si posiziona al terzo posto tra tutti gli Atenei italiani, dietro agli Atenei di Siena e Trento, migliorando di tre posizioni rispetto allo scorso anno. Unicam conferma il suo posto da leader anche tra gli Atenei marchigiani, davanti all’Università di Ancona che ottiene il punteggio di 93,8 e alle Università di Macerata e Urbino che hanno una media rispettivamente di 89, 6 e 86,8.
Eccellente anche il risultato ottenuto nella didattica, che vede Unicam prima a livello nazionale per il gruppo di materie scientifiche e seconda per il gruppo geo-biologico. Il risultato ottenuto conferma dunque il forte impegno dell’ateneo nel mantenere sempre elevata, nonché migliorarla, la qualità dei servizi e della didattica offerta agli studenti. Le camerinoclassifiche, stilate dopo un attento e scrupoloso esame degli atenei pubblici italiani, oltre ad analizzare ogni singola realtà accademica, hanno anche il fine di aiutare studenti e famiglie alla scelta universitaria. “Siamo ancora una volta estremamente soddisfatti – sottolinea il Rettore professor Flavio Corradini – perché il risultato ottenuto conferma il forte impegno del nostro ateneo nel mantenere sempre elevata, nonché migliorare dove è possibile, la qualità dei servizi e della didattica offerta agli studenti. Dal 15 luglio sono aperte le iscrizioni all’Università di Camerino: le valutazioni effettuate dal Censis e le classifiche che ne conseguono rappresentano un’ottima guida per tutti coloro che dovranno decidere il proprio percorso universitario, scegliere Unicam significa quindi una scelta per un futuro di qualità. Aver ottenuto questa eccellente valutazione non può far altro che confermare la validità di scegliere Unicam per il proprio percorso formativo o per quello dei propri figli. Certamente, al raggiungimento di questo risultato contribuisce anche l’elevata qualità della nostra ricerca alla quale un numero sempre maggiore di imprese si rivolge, tramite il trasferimento tecnologico, creando così una sinergia strategica per lo sviluppo del territorio marchigiano e nazionale e dei relativi sistemi produttivi.”

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Seminario “Strumenti informatici di ausilio all’organizzazione didattica”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2012

Parma 23 marzo, alle ore 14.30, presso il Centro Sant’Elisabetta dell’Ateneo (Parco Area delle Scienze 95, Campus Universitario). Organizzato dalla Facoltà di Ingegneria e dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Parma in ricordo del prof. Eduardo Calabrese.L’obiettivo dell’incontro è quello di discutere l’uso degli strumenti informatici di ausilio all’organizzazione didattica per migliorare l’efficienza del lavoro dei docenti e una più efficace partecipazione alla vita universitaria da parte degli studenti. La flessibilità che questi strumenti richiedono contrasta spesso con la rigidità delle normative accademiche e con la difficoltà di interfacciare gli strumenti ufficiali di back-office.Il seminario è l’occasione per ricordare, a un anno dalla scomparsa, il prof. Eduardo Calabrese che ha speso, con successo, molto del suo lavoro su questi temi.
I lavori si apriranno alle 14.30 con il saluto del Rettore Gino Ferretti; dopo l’intervento dell’ing. Termanini e dell’ing. Agosti, che hanno collaborato con il prof. Calabrese nella realizzazione di applicativi attualmente utilizzati in Ateneo, sono in programma gli interventi del prof. Enrico Vicario dell’Università di Firenze (“Ricerca e sperimentazione in Ingegneria del SW applicata ai processi organizzativi universitari – l’esperienza di UniFi”) e del prof. Andrea Schaerf dell’Università di Udine (“Teoria e pratica della generazione automatica di orari in ambito accademico”).
Alle 16.30 si terrà la tavola rotonda “Università digitale?”, coordinata dal prof. Cesare Stefanelli (Università di Ferrara).

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Didattica online

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2012

La sede nazionale di eTwinning, azione diretta dalla Commissione Europea per la gestione dei gemellaggi elettronici tra istituti, apre al mondo dei social network. Innovazione didattica e social network, nel nome dei gemellaggi elettronici tra scuole europee. L’Unità Nazionale eTwinning sbarca su Facebook e Twitter per garantire un’informazione web 2.0 intorno al tema degli scambi “virtuali” tra studenti di tutta Europa.
eTwinning è una piattaforma online che fornisce un servizio gratuito a tutti gli insegnanti di scuole pubbliche e parificate dei paesi membri (oltre a Croazia, Turchia, Islanda, Norvegia e Svizzera) per permettere loro di allargare i propri orizzonti didattici attraverso l’attivazione di progetti di partnership con colleghi di altri stati a cui far partecipare le proprie classi. L’obiettivo, oltre all’innovazione nelle pratiche di insegnamento, è quello di sviluppare un sentimento di coesione e conoscenza nelle nuove generazioni, per la creazione di una vera e propria cittadinanza europea. “Trattando di tecnologia online ci è sembrato un passo naturale essere presenti anche sui principali social network – ha commentato il Capo Unità eTwinning Italia Donatella Nucci -. La volontà è quella di sensibilizzare i docenti, ma anche i giovani, sull’esistenza di nuove forme di partnership che garantiscono un approccio innovativo alla didattica, conferendo, da un lato, nuovi spunti alla loro professionalità e, dall’altro, un maggior coinvolgimento degli studenti, che possono apprendere divertendosi attraverso le nuove tecnologie ed il confronto con dei coetanei europei. A questo – conclude Nucci – si aggiunge una visibilità europea dell’attività svolta in classe, grazie a numerosi seminari organizzati in territorio nazionale e straniero e le premiazioni annuali dei migliori progetti”. L’azione coinvolge circa 90.000 scuole europee, con più di 160.000 progetti finora attivati. L’Italia è uno dei paesi più attivi con circa 6.000 istituti registrati, per un totale di oltre 8.000 progetti. A livello operativo eTwinning è gestito dal consorzio di Ministeri dell’educazione europei European Schoolnet, sotto diretto mandato della Commissione Europea. L’organizzazione si basa su una rete di Unità Nazionali presenti in ciascun paese e coordinate da Bruxelles. In Italia questa ha sede a Firenze, all’interno dell’ente Ansas, ex Indire, e più precisamente dell’Agenzia Italiana per il Lifelong Learning Programme (Programma di Apprendimento Permanente), il cui obiettivo è contribuire allo sviluppo dell’Europa quale società avanzata basata sulla conoscenza, riunendo al suo interno tutte le iniziative di cooperazione europea nell’ambito dell’istruzione e della formazione dal 2007 al 2013, periodo di durata dell’azione.

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Confucio aggiorna gli insegnanti

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2012

Businessman e impiegati, tecnici e giornalisti, giovani alla ricerca di lavoro e bambini delle scuole elementari: la varietà e il numero di persone interessate a studiare la lingua e la cultura cinese sono in crescita costante, con richieste sempre più mirate sulla base delle specifiche esigenze e delle finalità di ciascuno. Questa domanda di formazione reclama docenti sempre più qualificati e aggiornati, capaci di adattare le proprie competenze a bisogni nuovi e di riflettere in modo approfondito sui

Kampung Cina #4

Kampung Cina #4 (Photo credit: chooyutshing)

metodi e gli strumenti utilizzati, a partire dai libri di testo.
Ecco perché, dopo essersi affermato come interlocutore privilegiato per chi desidera avvicinarsi alla lingua e alla cultura cinese, l’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano ha deciso di creare un Centro per la formazione e l’aggiornamento rivolto a tutti i docenti di lingua e cultura cinese attivi negli istituti della Lombardia.
Una realtà che, attraverso un programma di attività finalizzate all’aggiornamento e all’assistenza dei docenti, mira a diventare un punto di riferimento costante, qualificato, aggiornato, affidabile e facile da raggiungere per chi è chiamato a diffondere la conoscenza della Cina nel nostro territorio. Con tirocini, workshop, seminari, summer school, momenti di confronto, il Centro permetterà ai docenti di essere sempre in contatto con la Cina. E magari anche di accedere a viaggi e corsi di aggiornamento in loco gratuiti, in diversi momenti dell’anno. La prima attività organizzata dal Centro sarà il ciclo di quattro incontri dedicati ai nuovi materiali a disposizione per l’insegnamento della lingua e della cultura cinese (dai libri di testo ai materiali multimediali), alle opportunità di formazione per i docenti in Cina, ma soprattutto alla riflessione e al confronto, tra docenti, sulle metodologie, le difficoltà e i dubbi di chi insegna, oltre all’approfondimento di particolari aspetti della grammatica, entrando nel vivo degli aspetti chiave nella didattica della lingua. Il ciclo è una anticipazione della seconda edizione della Confucius Summer School, organizzata per la prima volta lo scorso anno all’Università degli Studi di Milano. La Summer School si terrà quest’anno presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca verso la fine di giugno, con relatori ìitaliani e cinesi. Gli appuntamenti del ciclo (venerdì 2 marzo, 30 marzo, 20 aprile e 25 maggio, per un totale di 20 ìore) saranno tenuti dai direttori e dai responsabili della didattica dell’Istituto Confucio dell’Università degli Studi ìdi Milano dalle 14 alle 19 presso il Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione dell’Università degli Studi di ìMilano (piazza Montanelli 1, Sesto San Giovanni, MI – MM1 Sesto Marelli).Ogni incontro sarà strutturato in due parti: dalle 14 alle 17 il docente riceverà i partecipanti interessati a porre domande o a confrontare metodi e strumenti. Dalle 17 alle 19 il docente terrà una conferenza, ciascuno su un tema diverso.
Il 2 marzo la prof. Alessandra Lavagnino parlerà della “biblioteca ideale” di ogni docente e presenterà i nuovi materiali (multimediali, testuali, cinematografici) per l’insegnamento della cultura cinese, tra cui quelli che l’Istituto Confucio ha appena ricevuto dalla Cina (una importante dotazione di testi in lingua italiana per lo studio del cinese nelle scuole).
Seguirà, il 30 marzo, l’incontro tenuto dal prof. Jin Zhigang, che presenterà i nuovi materiali per l’insegnamento della lingua cinese, i progetti di formazione per docenti organizzati in Cina e i materiali per preparare gli studenti al Business Chinese Test (BCT).
La prof. Clara Bulfoni, il 20 aprile, descriverà i metodi per preparare gli studenti a sostenere gli esami di conoscenza del cinese HSK (Hanyu shuiping kaoshi) e YCT (Young Learners Chinese Test) e le borse di studio offerte dalla Cina per gli studenti italiani, oltre a esaminare i materiali attualmente usati presso i licei lombardi.
Chiuderà il ciclo la prof. Silvia Pozzi che, il 25 maggio, parlerà con i partecipanti delle principali difficoltà nell’insegnamento del cinese agli italiani e delle possibili soluzioni, presentando inoltre una selezione di testi di letteratura cinese utili per la didattica.

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Gita didattica no Tav

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 dicembre 2011

Vista della Val di Susa dalla Sacra di San Michele

Image via Wikipedia

L’On. Stefano Esposito (PD) ha scritto una lettera al Ministro dell’Istruzione Prof. Francesco Profumo, relativamente a un fatto sconcertante che si è verificato nel pomeriggio del 23 dicembre 2011, quando gli studenti di due classi del Liceo ‘Lorenzo Federici’ di Trescore Balneario (Bergamo), in gita didattica e accompagnati da due insegnanti di religione, hanno fatto la loro comparsa in prossimità delle recinzioni del cantiere di Chiomonte, in Valle di Susa.
A fare da ‘cicerone’ agli studenti c’era Guido Fissore, consigliere comunale del Comune di Villarfocchiardo, pluridenunciato per atti illegali commessi in questi mesi contro il cantiere, insieme a un gruppo di militanti No Tav.
“A sconcertare non è il fatto che militanti No Tav mettano a disposizione anche delle scolaresche il loro zelo missionario e il loro instancabile impegno propagandistico – scrive l’On. Stefano Esposito – bensì che possa essere promossa ed autorizzata una gita didattica in un luogo dove da mesi si commettono reati, dove centinaia di agenti sono stati feriti e contusi in occasione dei ripetuti assalti ai cantieri, consentendo a personaggi responsabili di atti illegali di fare ‘lezioni’ contro lo Stato e le istituzioni europee ed italiane”.
Gli insegnanti sono stati denunciati dalle forze dell’ordine per inosservanza dell’ordinanza del Prefetto che vieta la circolazione nell’area circostante al cantiere. Aggiunge l’On. Stefano Esposito: “Portare degli studenti, peraltro minorenni, a violare un’ordinanza prefettizia e ad ascoltare ‘sermoni’ contro lo Stato non ha nulla a che vedere con l’approfondimento del fenomeno sociale e politico dell’opposizione alla Tav, ma si è trattato di una grave strumentalizzazione delle scolaresche”.

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