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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘didattica’

Didattica a distanza, come si fa?

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Il Collegio dei Docenti è sovrano anche nella somministrazione della didattica digitale integrata che, a seguito dell’ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte il 24 ottobre scorso, è stata introdotta obbligatoriamente in tutte le scuole superiori almeno per il 75% fino al prossimo 24 novembre. Il concetto, alla base delle scelte condivise e democratiche che governano la scuola pubblica, è il cuore pulsante che regola l’intero contratto integrativo sulla didattica digitale integrata “nella modalità a distanza”. Il documento, sottoscritto anche dall’Anief, ora viene raccolto dalle istituzioni scolastiche locali che fanno capo al Ministero dell’Istruzione, ad iniziare dagli Uffici scolastici regionali. Uno di questi è l’Usr Lombardia che, attraverso una nota specifica sull’argomento, ha puntualizzato lo spirito del Dpcm e delle conseguenti disposizioni: sarà il Collegio dei Docenti – precisa la nota USR Lombardia – organo tecnico per definizione, ad individuare le attività da svolgere in presenza per specifiche classi (intese come annualità) e per specifiche discipline.“La sottolineatura dell’Usr Lombardia – commenta Marcello Pacifico, leader Anief – non è altro che la consecutio di quello che abbiamo sin da subito espresso commentando l’avvenuta sottoscrizione del contratto nazionale sulla didattica digitale integrata: spetta al Collegio dei docenti il necessario aggiornamento del Piano scolastico per l’erogazione della DDI. Tale esercizio si esplica, quindi, solo attraverso il parere motivato e deliberato degli organi collegiali, avendo naturalmente pieno rispetto del contratto, inclusi i permessi per la partecipazione alle assemblee sindacali. Non spetta, dunque, al dirigente scolastico formulare il piano delle attività della DDI: il contratto da noi firmato e che regola un ambito, quello della DaD, sul quale durante il lockdown primaverile ci si era mossi senza alcun riferimento, non è un caso che richiami le recenti linee guida sulla stessa didattica digitale integrata. Le quali, tra le altre disposizioni, prevedono un minimo di 20 ore di lezioni per la scuola secondaria di secondo grado e di 15 ore per il primo ciclo, con la riduzione a 10 solo per le classi prime della scuola primaria. E sempre in tema di ore – conclude Pacifico – siamo riusciti a non fare approvare improbabili ‘banche di recupero’ di cui non c’è traccia in alcun dispositivo normativo vigente”.

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Scuola: Didattica a distanza

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Il giovane sindacato lo ricorda proprio mentre tutti gli istituti scolastici superiori si accingono ad entrare in un regime di didattica a distanza per almeno il 75% delle attività, come previsto dall’ultimo Dpcm anti-Covid firmato dal premier Giuseppe Conte: ogni scuola secondaria di secondo grado ha la possibilità di muoversi, entro i limiti delineati da Linee guida e CCNI, come più riterrà opportuno il Collegio docenti, di cui si ribadisce il ruolo di assoluta centralità nell’ambito delle migliori strategie didattiche da intraprendere.Nel contratto sottoscritto che regola la didattica digitale integrata “nella modalità a distanza”, si prevede che l’insegnante svolge l’orario di servizio completo (quello per cui è stato assunto) ma si può adottare una riduzione rispetto all’unità oraria inferiore ai 60 minuti. Ogni scuola potrà operare in autonomia, ad esempio riducendo l’unità oraria di 5 o 10 minuti. Viene inoltre data la possibilità di introdurre delle pause adeguate per i docenti impegnati nella DDI, disponendo, ad esempio, un’ora di stop ogni due di lezioni consecutive nello stesso giorno. Stessa cosa riguardo all’eventuale indicazione del numero massimo di ore che ogni docente deve svolgere giornalmente in DDI, che Anief ritiene non debba superare le tre ore quotidiane. Con l’approvazione del contratto nazionale, sottoscritto sinora da Anief e Cisl Scuola, sull’utilizzo in tutti gli istituti scolastici della didattica “nella modalità a distanza” è stata definitivamente chiarita la questione dell’orario di servizio degli insegnanti: il personale docente è comunque tenuto al rispetto del proprio orario di servizio e alle prestazioni connesse all’esercizio della professione docente, e nel contempo mantiene intatti i diritti sindacali, compresa la partecipazione alle assemblee sindacali durante l’orario di lavoro, che si potranno tenere con le stessa procedure con cui si svolgono le attività didattiche a distanza.

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Scuola Didattica a distanza: sottoscritto il contratto

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Anief approva il CCNI per disciplinare il lavoro a distanza degli insegnanti: per il sindacato era un atto importante da portare a termine per salvaguardare da subito il diritto allo studio di oltre due milioni di alunni, ma ora servono regole urgenti contrattuali anche per il personale amministrativo e l’estensione del bonus di 500 euro per il personale Ata e per i supplenti precari, attraverso appositi finanziamenti da inserire nella Legge di Bilancio. Il testo sottoscritto, per la cui attuazione serve comunque almeno il 50% dell’assenso dei sindacati coinvolti, ha accolto diverse delle proposte migliorative dell’Anief. L’impianto integrativo approvato prevede che, anziché una norma rigida, ogni istituto abbia la possibilità di muoversi, entro i limiti delineati da Linee guida e CCNI, come più riterrà opportuno il Collegio docenti, di cui si ribadisce il ruolo di assoluta centralità nell’ambito delle migliori strategie didattiche da intraprendere. La didattica a distanza per almeno il 75% dell’attività dovrebbe prendere il via domani 27 ottobre, come previsto dall’ultimo Dpcm anti-Covid firmato dal premier Giuseppe Conte. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “a partire da stamane, i Collegi dei docenti si devono fare carico di prevedere le modalità e i piani scolastici di erogazione della didattica a distanza rivolte agli studenti delle scuole secondarie per un monte orario che va dal 75% fino a quello intero settimanale. Si tratta di una opportunità importante, perché affida all’organo collegiale la responsabilità di mantenere il più possibile alto livello di offerta formativa, anche se prodotta attraverso modalità alternative a quelle canoniche in presenza”.

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Scuola: Come si assicura la didattica?

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

C’è un certo disorientamento nelle scuole italiane: negli ultimi giorni si sono accavallati provvedimenti regionali, Dpcm e indicazioni ministeriali. Tutto per fronteggiare l’ascesa di casi positivi al Covid19, anche nelle scuole la curva dei contagi si mantiene bassa. L’ultimo Dpcm anti-Covid sulle nuove misure restrittive per contrastare la nuova ondata di contagi, entrato in vigore oggi e con effetto ininterrotto fino al 24 novembre prossimo, ha infatti superato e fatto ordine sulle indicazioni regionali che obbligavano allo svolgimento di soglie diversificate di didattica a distanza, anche in presenza di percentuali ed incidenze simili di contagi. Le misure riguardanti la scuola, oltre al mantenimento delle riunioni collegiali in remoto e alla sospensione dei viaggi d’istruzione, vertono principalmente sullo svolgimento della didattica a distanza da impartire nelle scuole superiori almeno per una quota oraria del 75%. Mutazioni, invece, potranno esserci sugli orari di ingresso e uscita degli alunni, anche con turni pomeridiani. E comunque gli ingressi non possono in ogni caso avvenire prima delle ore 9. Mentre, almeno per il momento, per l’offerta scolastica relativa al primo ciclo di istruzione e l’infanzia non vi saranno variazioni.“Spetterà alle scuole, nelle prossime ore, stabilire se procedere, almeno fino al 23 novembre, con il 75% di didattica a distanza oppure se cancellare del tutto quella in presenza – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – limitando in questo modo al massimo la presenza di studenti sui mezzi di trasporti ed in questo modo non esporre loro e gli altri al pericolo del Covid. L’ultima parola sul tipo di offerta formativa a distanza sarà in ogni caso quella degli istituti: determinante diventa il parere dei Collegi dei docenti che tra oggi e domani tutte le scuole convocheranno, deliberando sulle modalità e dai piani scolastici di erogazione proprio della didattica a distanza. Nel frattempo, sentite le istituzioni preposte, sulla base delle necessità locali, gli istituti che opteranno per una parte orari in presenza, avranno anche la facoltà di mutare gli orari scolastici tradizionali realizzati nel primo mese di scuola”.

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Scuola Covid, il Cts dice sì su entrate e uscite scaglionate ma frena sulla didattica da casa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

Ingressi scaglionati nelle scuole e università ma per ora niente didattica a distanza: sono le indicazioni sulla scuola arrivate dal Comitato tecnico scientifico e che il Governo ha deciso di accogliere nel Dpcm contenente nuove misure restrittive per l’emergenza coronavirus. Il Cts si è soffermato sulla “esigenza di elevare al massimo l’attenzione sul rigoroso rispetto delle misure di prevenzione e confida sulla corretta attuazione delle seguenti valutazioni: nelle attuali condizioni epidemiologiche il CTS suggerisce di considerare l’adozione di orari scaglionati per l’ingresso in presenza degli studenti universitari e delle scuole di secondo grado”. Anief ritiene condivisibili i pareri espressi dal Comitato tecnico scientifico. A partire dalla necessità, confermata oggi dalla stessa ministra dell’Istruzione, di lasciare le scuole aperte. Senza quindi ricorrere, a meno che non sia strettamente indispensabile, alla didattica a distanza. “L’emergenza Covid – sostiene il presidente Anief Marcello Pacifico – ci impone di conciliare il diritto allo studio, ma anche di attivare tutte le strategie per preservare la salute di studenti e lavoratori. Avevamo sottoscritto a inizio agosto un protocollo, con previsione per il quale sono state anche previste delle risorse, che è bene vengano ora assegnate e spese il prima possibile”.

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Didattica a distanza: le sue ricadute nel comparto scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

È stato il DPCM del 4.3.2020 a decretare la sospensione didattica, in presenza, in tutte le istituzioni scolastiche del territorio nazionale per attuare il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Da allora dirigenti scolastici, personale ATA, insegnanti e alunni sono stati catapultati in una realtà sconosciuta o quasi. Il Ministero dell’Istruzione ha avviato la procedura della didattica a distanza (DaD): il remote learning è così diventato la quotidianità.
AlmaDiploma, con la collaborazione del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea e degli Istituti associati al sistema AlmaDiploma nell’a.s. 2019/20, ha condotto una rilevazione ad hoc via web (CAWI-Computer Assisted Web Interviewing) per comprendere meglio l’esperienza di didattica a distanza vissuta dagli studenti delle classi quarte e quinte degli Istituti superiori. L’indagine è stata avviata durante le ultime settimane dell’a.s. 2019/20, precisamente a partire dal 29 maggio 2020. Ne emerge un quadro tutto sommato positivo per quanto riguarda la capacità di adattamento e di riorganizzazione, dimostrata sia dalla scuola sia dagli insegnanti nell’affrontare la crisi pandemica e nel garantire la continuità didattica con la modalità a distanza. Tuttavia si evidenziano criticità legate ai limiti dell’apprendimento a distanza e alle relazioni interpersonali, oltre alle preoccupazioni relative al futuro occupazionale.246 gli Istituti coinvolti, con 73.286 studenti di quarta e quinta, in prevalenza liceali (57,0%), seguiti dai tecnici (33,8%) e dai professionali (9,2%). A compilare il questionario relativo alla DaD, 23.305 alunni per un tasso di compilazione pari al 31,8%.I macro esiti più significativi, qui sintetizzati, riguardano vari aspetti (per gli approfondimenti si rimanda al Report allegato “Indagine sulla Didattica a Distanza”). Uno fra tutti la disponibilità delle attrezzature informatiche (pc, tablet, portatili o smartphone) e la connessione per seguire le lezioni: quasi la totalità dei rispondenti (93,6%) dichiara di non aver ricevuto alcun tipo di supporto da parte della scuola e ha, dunque, fatto affidamento sulle sole risorse disponibili in famiglia. Così come per gli effetti della DaD in termini di carico di studio, capacità di concentrazione e efficacia dello studio. Il 79,6% degli studenti dichiara che durante la didattica a distanza i compiti sono aumentati rispetto alle lezioni tradizionali: per il 24,7% il carico degli studi non è stato sostenibile, mentre per il 54,8%, sebbene aumentato, il carico è stato comunque sostenibile. Altro importante dato le opinioni degli studenti rispetto agli insegnanti. Circa i due terzi degli studenti (67,4%) sostengono che durante il periodo di didattica a distanza gli insegnanti abbiano valutato con equità le prove e i compiti svolti. Come ci si poteva attendere, durante il periodo di didattica a distanza si sono, invece, emotivamente intensificati i rapporti con i componenti della famiglia o i conviventi: lo dichiara il 73,3% degli studenti. Guardando al futuro poco meno di un terzo degli studenti (31,6%) ritiene che sarebbe utile continuare a usare la didattica a distanza, insieme alle lezioni in aula, anche dopo l’emergenza del Covid-19. Anche se poi il 72,1% degli studenti pensa che la preparazione raggiunta attraverso le lezioni a distanza sia inferiore a quella che avrebbero avuto andando a scuola; tant’è che il 42,8% degli studenti ritiene di non avere una preparazione adeguata per affrontare il prossimo anno scolastico o l’Esame di Stato per gli studenti di quinta. Timori che si riverberano anche sul futuro occupazionale di chi li circonda: infatti il 59,7% ritiene che molte persone vicine siano preoccupate di non trovare lavoro o diventare disoccupate a causa della difficile situazione economica dovuta al Covid-19.

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Didattica digitale integrata, arriva il regolamento fino alle medie

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

In corrispondenza dell’avvio dell’anno scolastico, il ministero dell’Istruzione ha prodotto il Regolamento della didattica digitale integrata Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado: nel richiamare integralmente, nel merito, quanto già espresso all’interno del Documento per la pianificazione di cui al DM39/2020, si evidenzia che tutte le scuole, a prescindere dal grado di istruzione, dovranno dotarsi del suddetto Piano. L’elaborazione del Piano, allegato o integrato nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa, riveste dunque carattere prioritario poiché esso individua i criteri e le modalità per riprogettare l’attività 2 didattica in DDI, a livello di istituzione scolastica, tenendo in considerazione le esigenze di tutti gli alunni e gli studenti, in particolar modo degli alunni più fragili.
Ogni istituto, ottemperando ai principi del GDPR 679/2016, individuerà una Piattaforma che permetta un buon livello di servizio, ma al contempo presenti strumenti in grado di evitare il rischio di violazione del diritto alla privacy. Anche avvalendosi di personale tecnico e consulenti dell’area tecnica (amministratore di sistema), l’Istituto gestisce la sicurezza delle piattaforme e delle applicazioni DaD con settaggi opportuni nell’area riservata all’amministrazione e configurazione; tuttavia, la didattica svolta online, tramite la rete internet, rimane esposta a rischi di violazione della privacy dovuti al comportamento dei partecipanti.

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Rivoluzioni di idee: pratiche e metodologie per una didattica attiva

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

Roma Venerdì 2 ottobre MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo Via Guido Reni n 4/A Orario: dalle 15:00 alle 18:00 Format per insegnanti, educatori e operatori culturali. Un incontro di formazione per esplorare il MAXXI che con la sua architettura contemporanea ha ridefinito il tessuto urbano e sociale di un’intera area della città di Roma. A partire dall’intervento di Marta Morelli, Responsabile MAXXI Educazione, si rifletterà sulle metodologie della didattica dell’arte contemporanea, sulla funzione aggregante del museo in relazione alla città; si proseguirà con sperimentazioni pratiche e narrazioni partecipate condotte dai formatori specializzati di “Senza titolo” per coinvolgere i partecipanti in attività laboratoriali direttamente davanti alle opere in relazione ai temi trattati durante la giornata.
Tutti gli incontri saranno gratuiti per il pubblico e avverranno nel rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid in ottemperanza alla normativa vigente. Gli eventi sono gratuiti e comprendono il biglietto d’ingresso al museo qualora previsto.Prenotazione obbligatoria solo via mail: eduroma@senzatitolo.net fino ad esaurimento postiPrenotazioni da lunedì a giovedì entro le ore 18.00 http://www.senzatitolo.net

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La didattica? Meglio in presenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2020

Il 57% degli studenti vuole tornare in classe: è il risultato emerso da un’indagine di Studenti.it che ha coinvolto 18.150 ragazzi delle scuole superiori di 1° e 2° grado, per mettere a fuoco cosa pensano, come vivono questo momento, se e come cambieranno le loro abitudini. Per gli intervistati manca il contatto con i compagni e con i professori, c’è voglia di normalità. Il 66% ritiene addirittura che la didattica online sia penalizzante perché i problemi di connessione e gli strumenti informatici non sempre adeguati hanno reso faticosa e non ottimale l’interazione tra studenti e prof. La conclusione dell’anno scolastico 2019-2020 è stata anomala: solo il 30% degli intervistati ha dichiarato a Studenti.it che nella propria classe ci sono stati bocciati o rimandati. Non sembrano esserci state grandi lacune o necessità di recuperare, dunque, visto che solo il 38% degli istituti ha organizzato corsi di recupero. Nell’anno scolastico 2018-2019, invece, sono stati organizzati in tutte le scuole, a fronte di un 21% di rimandati a settembre e di un 6,8% di bocciati. Sulla questione dei banchi a rotelle, per la maggioranza dei ragazzi che hanno risposto al sondaggio di Studenti.it (86%), questi potrebbero essere fonte di un uso improprio da parte degli studenti e quindi di ulteriori problemi. Per il restante 14%, invece, i banchi singoli rappresentano una buona soluzione a garanzia del distanziamento.La maggioranza dei ragazzi, infine, non cambierà le proprie abitudini per recarsi a scuola. Secondo la ricerca di Studenti.it, il 23% troverà un modo alternativo di spostarsi rispetto al periodo pre Covid, mentre il 77% continuerà a utilizzare gli stessi mezzi di trasporto: di questi il 40% userà i mezzi pubblici, il 32% si sposterà in automobile, il 18% andrà a scuola a piedi, il 4% con il motorino, il 6% con la bicicletta o il monopattino.
Studenti.it è rimasto sempre a fianco degli studenti durante tutte le fasi dell’anno scolastico del lockdown, incrementando l’offerta con migliaia di contenuti gratuiti, dalle videolezioni con i consigli per lo studio, alle dirette social di esperti e youtuber ai podcast “Te lo spiega Studenti”, un nuovo modo di fruire gli appunti online. Nei primi sei mesi dell’anno il brand del Gruppo Mondadori ha registrato un aumento del +30% di traffico sul sito rispetto allo scorso anno (fonte: Google Analytics, media marzo-aprile-maggio), raggiungendo ad aprile, mese del completo lockdown, 5 milioni di utenti unici, +34% rispetto ad aprile 2019 (fonte: Total Audience aprile 2020), e visualizzazioni sul canale YouTube in crescita del +50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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Università Parma: Didattica in presenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2020

Come già annunciato, la ripresa delle attività didattiche dell’Università di Parma, a settembre, sarà in modalità mista (sia in presenza sia online), nell’ambito di un piano organizzativo incentrato sui principi della massima precauzione e delle pari opportunità. Per garantire la massima sicurezza delle attività in presenza, l’Ateneo ha messo a punto un sistema di prenotazione del posto in aula, in modo da assicurare il distanziamento sociale necessario e la piena fruibilità degli spazi nel rispetto delle misure anti-COVID19.Per agevolare la sicurezza, la capienza delle aule sarà ridotta al 50%, e i posti a lezione dovranno essere prenotati tramite la App UNIPR Mobile (https://www.unipr.it/mobile) o il portale “Agenda Studenti” (http://agendastudenti.unipr.it/), utilizzando le credenziali di Ateneo.Ogni studente dovrà innanzitutto configurare il proprio profilo di prenotazione selezionando il proprio corso di studio all’interno dell’offerta formativa dei 9 Dipartimenti e i relativi insegnamenti che desidera frequentare; successivamente potrà prenotare il posto in aula per ciascun insegnamento del profilo che prevede una modalità di erogazione della didattica in presenza. Per garantire la turnazione, ogni studente avrà a disposizione per ciascun insegnamento un monte ore “prenotabili”, esaurito il quale non potrà più prenotarsi. Il monte ore prenotabili di ciascun insegnamento sarà calcolato automaticamente dal sistema di prenotazione e aggiornato dinamicamente con frequenza giornaliera in maniera inversamente proporzionale al numero di studenti che hanno inserito l’insegnamento nel proprio profilo di prenotazione.È importante sottolineare che non tutti gli insegnamenti prevedono la presenza e quindi la prenotazione, poiché alcuni saranno esclusivamente on line. Nelle pagine web dei singoli Dipartimenti, al menù “Didattica”, è illustrata l’organizzazione del Dipartimento e dei corsi di studio, con informazioni specifiche sull’erogazione della didattica (in presenza o on line) nel primo semestre del prossimo anno accademico.Le prenotazioni potranno essere effettuate a partire da 6 giorni antecedenti la lezione, mentre potranno essere cancellate fino al giorno precedente. Se entro 12 ore dall’inizio della lezione ci saranno ancora posti disponibili, a quel punto, con una procedura last minute, le prenotazioni saranno aperte a tutti, anche al di là del monte ore di ogni singolo studente: potrà dunque prenotarsi anche chi ha esaurito il proprio monte ore.Il sistema di prenotazione invierà via email allo studente una ricevuta di prenotazione – carta di accesso – unica per tutte le lezioni della giornata; lo studente dovrà o stampare o portare con sé sul proprio smartphone la carta di accesso, che potrà essere verificata all’ingresso del plesso.Gli studenti dovranno prenotarsi anche per le cosiddette “lezioni zero”, le lezioni di accoglienza di ogni corso di studio, se previste in presenza; in tal caso, per poter prenotare la lezione zero, occorrerà inserire nel proprio profilo l’insegnamento dedicato “lezione zero”.Saranno comunque resi disponibili adeguati supporti (compresa l’eventuale registrazione delle lezioni) per garantire la piena fruizione dell’attività didattica anche a coloro che non potranno spostarsi dalla propria residenza a causa della eventuale emergenza sanitaria.

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Nuovi spazi per la didattica nel post COVID-19

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 agosto 2020

Parma. In vista della ripresa dell’attività didattica per il prossimo anno accademico, l’Università di Parma ha stretto un importante accordo con The Space Cinema per la disponibilità di nuovi spazi. A fronte delle misure necessarie nel post COVID-19, l’Ateneo si è attrezzato per aumentare la disponibilità di aule e spazi, per rendere possibile un riavvio delle attività in presenza in piena sicurezza. L’accordo con The Space Cinema va in questa direzione: per il primo periodo didattico 2020-21 l’Università avrà a disposizione le 7 sale del The Space Parma Centro per 703 posti complessivi (valutati con il distanziamento) e le 12 sale del The Space Campus per 1.226 posti complessivi (sempre valutati con il distanziamento): in totale dunque quasi duemila posti in più. I due cinema diventeranno poli didattici a tutti gli effetti, e saranno a servizio di tutti i Dipartimenti che gravitano lì intorno: quelli del Campus per The Space Campus, quelli vicini al centro cittadino per The Space Parma Centro. «Da settembre adotteremo una modalità “mista” di svolgimento delle attività didattiche, cioè sia in presenza sia online, nel rispetto dei principi della massima precauzione e delle pari opportunità. Proprio per garantire la massima sicurezza e il distanziamento sociale necessario, per le attività in presenza abbiamo bisogno di spazi aggiuntivi rispetto ai nostri consueti: ecco dunque l’accordo con The Space Cinema, che ha locali adeguati e in posizioni “strategiche” per i nostri Dipartimenti», spiega la Pro Rettrice alla Didattica e Servizi agli studenti Sara Rainieri, che aggiunge: «Stiamo lavorando alacremente, facendo anche squadra con il territorio, su più fronti per una ripresa ottimale della didattica “dal vivo”, tenendo sempre al centro gli studenti e le loro esigenze e il diritto allo studio come priorità assolute». «Con grande soddisfazione ci uniamo all’Università di Parma in questo accordo che permetterà agli studenti di potere usufruire dei nostri due The Space in città – ha commentato Francesco Grandinetti, General Manager del circuito, che in Italia conta in tutto 36 strutture – A testimonianza che il cinema, in particolare la sala, può essere un luogo di intrattenimento e di magia come anche un punto di incontro, scambio e condivisione per una comunità cittadina che in questo luogo si ritrova e ci si riconosce. In questo caso, la collaborazione con l’Università ci rende anche orgogliosi, oltre che contenti, per il ruolo che viene riconosciuto al cinema come parte integrante del tessuto sociale in cui Parma Campus e Parma Centro coesistono, diventando da oggi anche polo accademico di assoluto prestigio e, non è banale sottolinearlo in questo particolare momento, di assoluta garanzia di sicurezza per la salute di chi frequenterà i nostri The Space Cinema».

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Scuola digitale: esempi virtuosi di come le scuole italiane hanno innovato la didattica

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2020

L’Istituto di Istruzione Superiore Mattei di Recanati e il centro di formazione salesiano CIOFS (Centro Italiano Opere Femminili Salesiane Formazione Professionale) rappresentano, in ambiti diversi, due esempi virtuosi di come la tecnologia si possa inserire in un piano permanente – e non solo durante una situazione di emergenza – all’interno della didattica.
Entrambi si sono avvalsi, dopo ricerche di mercato che ne hanno messo in evidenza qualità ed economicità, della collaborazione di MR Digital, player di riferimento che da oltre 60 anni affianca le scuole nei progetti di innovazione tecnologica nella didattica.La consulenza di MR Digital inizia individuando le esigenze della scuola, in seguito viene creato un percorso su misura per le scuole, studiando la strategia migliore e adattando gli strumenti e i prodotti necessari per supportarla. La consulenza non è limitata alla sola fornitura di prodotti, un aspetto fondamentale è infatti la formazione dei docenti stessi per l’ottimale utilizzo dei nuovi strumenti.
Nel caso dell’Istituto di Istruzione Superiore Mattei di Recanati, scuola operante nel settore tecnico-tecnologico (chimico, meccanico-meccantronico ed informatico-telecomunicazioni), l’esigenza principale è stata quella di identificare gli strumenti adatti per studenti e studentesse, quindi tablet che fossero facili da usare e di sicura gestione e che potessero essere collegati a monitor interattivi per facilitare la didattica collaborativa durante le lezioni.All’interno dell’istituto è stato avviato anche un programma di insegnamento di Coding e Robotica educativa, un primo approccio al pensiero computazionale, processo logico che permette di scomporre un problema in parti più piccole per trovare una soluzione .A supporto sia di studenti sia di insegnanti l’Istituto Mattei sperimenterà nel prossimo a.s. BricksLab – piattaforma di contenuti editoriali che permette di combinare video, approfondimenti e test.
Nel caso dei centri di formazione salesiano CIOFS invece l’integrazione tecnologica è partita da un percorso di formazione metodologia e didattica per gli insegnanti: un corso di aggiornamento tecnico sugli strumenti e su come utilizzarli all’interno delle lezioni. Oltre a monitor interattivi e tablet per le lezioni, infatti, le classi CIOFS hanno adottato anche i contenuti editoriali di BricksLab, piattaforma integrata con Google Classroom. “Da sempre la nostra mission è quella di supportare le scuole nel trovare la formula migliore per rinnovare la didattica. Non esiste una soluzione univoca per tutti e la nostra expertise ci permette di costruire soluzioni su misura, partendo dai bisogni di chi fa scuola.” – ha dichiarato Andrea Russo di MR Digital.

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ANCoDiS: è il tempo del vero organico dell’autonomia didattica, organizzativa e progettuale

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Al comma 5 dell’art. 1 della legge 107/2015 leggiamo “Al fine di dare piena attuazione al processo di realizzazione dell’autonomia e di riorganizzazione dell’intero sistema di istruzione, è istituito …… l’organico dell’autonomia, funzionale alle esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche come emergenti dal piano triennale dell’offerta formativa predisposto ai sensi del comma 14. I docenti dell’organico dell’autonomia concorrono alla realizzazione del piano triennale dell’offerta formativa con attività di insegnamento, di potenziamento, di sostegno, di organizzazione, di progettazione e di coordinamento.”A tutti è noto però che l’organico dell’autonomia spesso si è rivelato insufficiente o non adeguato alle “esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche” e, dunque, non idoneo a portare avanti il progetto educativo di ciascuna scuola. E’ il caso di ricordare quelle scuole – e non poche purtroppo – nelle quali le unità di potenziamento sono state utilizzate per sostituire docenti in distacco totale o parziale dall’insegnamento (sindacale, politico, assegnazione presso enti di prevenzione del disagio psicosociale, presso associazioni professionali, USR e ATP, per progetti nazionali, a supporto del sistema della formazione, prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, potenziamento dell’inclusione scolastica anche con particolare riferimento all’inclusione di alunni stranieri e di quelli con disabilità).
In queste scuole, purtroppo, le risorse impiegate a garantire il servizio didattico non sono state integrate creando inevitabili punti di debolezza nell’azione didattica e, soprattutto, organizzativa e progettuale.Noi Collaboratori dei DS impegnati quotidianamente nei nostri plessi ad organizzare il servizio scolastico oppure a trovare soluzioni a tutte le emergenze dovute all’assenza programmata o improvvisa del personale abbiamo la consapevolezza delle criticità che ci aspetteranno ancor di più nel prossimo anno scolastico e, pertanto, chiediamo i seguenti urgenti interventi:
Assegnare alle scuole le unità aggiuntive di docenti in sostituzione di quelli di potenziamento impegnati nella sostituzione annuale del docente a qualunque titolo distaccato dall’insegnamento;Abrogare nella Legge 190/2014 il comma 332 lett. c che vieta ai DS la nomina di un supplente del collaboratore scolastico per i primi sette giorni di assenza e il comma 333 che vieta di nominare un supplente per il primo giorno di assenza del docente, al fine di garantire l’attività didattica, la vigilanza e la sicurezza degli alunni in tutti gli spazi scolastici; Abrogare l’art. 329 della Legge 190/2014 che non consente l’esonero o il semiesonero a uno dei Collaboratori del DS individuato tra i soggetti di cui al comma 5, art. 25 del D. Lgs 165/2001. A tal proposito è il caso di richiamare la nota Miur del 21 settembre del 2015 che ha indicato agli USR di assegnare alle scuole posti di potenziamento corrispondenti alla disciplina insegnata dal docente Collaboratore da esonerare ma che è stata in molte istituzioni scolastiche disattesa. Sappiamo bene che la possibilità dell’esonero è prevista nel CCNL se però il DS ha nell’organico dell’autonomia un docente della stessa disciplina del suo Collaboratore; sappiamo altrettanto bene che in molte scuole secondarie di primo e secondo grado queste circostanza è nella realtà pari ad un terno al lotto. Allora si deve ripensare alla razionalizzazione del fabbisogno dei posti per il potenziamento corrispondente alla classe di concorso/tipologia di posto del Collaboratore Principale.
Non si dica, per favore, che si tratta di spesa o costo per il bilancio dello Stato.
Vogliamo che si riconosca che anche da questi interventi normativi e conseguenti investimenti sul personale deriva la qualità del funzionamento organizzativo e dell’offerta formativa se davvero vogliamo bene alla nostra scuola! By Prof. Rosolino Cicero

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17° edizione del master in didattica dell’italiano come lingua non materna

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 agosto 2020

Perugia. Mantiene negli anni un alto tasso di domanda formativa, configurandosi come uno dei più accreditati percorsi post laurea nell’ambito dell’insegnamento della lingua italiana a stranieri.Aperto a laureati di qualsiasi ambito disciplinare, il corso prevede un totale di 1500 ore di formazione, corrispondenti a 60 Crediti Formativi Universitari, per una durata di circa 9 mesi, di cui 7 a distanza e circa 2 in presenza (o anch’essi a distanza se lo stato di allerta sanitaria dovesse perdurare).Il principale obiettivo formativo del Master è quello di specializzare laureati italiani e stranieri – operanti sia nel nostro paese che all’estero – nell’insegnamento dell’italiano a studenti di altra lingua madre, nonché di formare il personale docente di qualsiasi area disciplinare a svolgere il proprio lavoro in ambiti connotati da forte multiculturalità e plurilinguismo.Al Master, che si svolgerà dal novembre 2020 al luglio 2021, sono ammessi un massimo di 50 partecipanti.Per presentare la domanda di ammissione è necessario essere in possesso del diploma di Laurea triennale di nuovo ordinamento o quadriennale, oppure di un titolo di studio conseguito all’estero e riconosciuto equivalente. Ai candidati stranieri è inoltre richiesto il possesso di una certificazione di conoscenza della lingua italiana di livello B2, ma sono esonerati dal presentarla coloro che hanno conseguito una laurea in Italia, coloro che posseggano un diploma di laurea estera con tre anni di studio dell’italiano e chi ha un titolo di Dottorato conseguito in Italia.Vi sono in palio, inoltre, 6 borse di studio a parziale copertura della quota di iscrizione.Le domande di ammissione al Master dovranno essere presentate esclusivamente attraverso la procedura online entro e non oltre le ore 12:00 di lunedì 28 settembre 2020.Il master ha ricevuto il Label Europeo da parte dell’Agenzia Nazionale LLP Leonardo da Vinci. Tale riconoscimento viene assegnato ai progetti più innovativi realizzati nell’ambito della formazione linguistica nel settore professionale.

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Didattica a distanza: emarginati 2 milioni di studenti su 8

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2020

Due milioni di studenti, degli otto complessivi italiani, sono stati raggiunti poco o per niente dall’insegnamento a distanza durante i mesi di lockdown per Covid19. È quanto emerge dall’indagine della SIRD, Società Italiana di Ricerca Didattica, su oltre 16.000 docenti italiani di ogni ordine e grado, dalla materna alla maturità.Gli studenti mai raggiunti sono l’8%, quelli solo raggiunti parzialmente sono il 18%: nell’insieme quasi uno studente su 4 durante il lockdown ha interagito poco o per nulla coi propri insegnanti. Percentuale che sale al 37% fra i bambini della primaria.La ricerca è stata condotta con questionari on line di 122 domande, cui hanno risposto 16.084 insegnanti di 1.834 Comuni (il 23% di tutti quelli italiani), in rappresentanza del 70% della popolazione studentesca, con una copertura dell’intero territorio nazionale, e da oggi è visibile sul sito di Campus Orienta Digital, http://www.salonedellostudente.it, il portale interattivo per l’orientamento allo studio e al lavoro post-diploma, nonché motore di ricerca con tutti i corsi di laurea e tutte le università italiane.

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Didattica a distanza: La parola dei professori

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

Tre mesi di scuola online, necessariamente improvvisati, spesso con strumenti di fortuna e competenze tecniche poco diffuse. Ma alla fine le cose – specie nelle scuole superiori – hanno funzionato abbastanza bene: secondo il 75% degli insegnanti tutti (o quasi tutti) gli studenti sono riusciti a seguire costantemente le lezioni online; il 62% dei docenti è riuscito a portare a termine tutto (o quasi) il programma, e il 56,8% ha considerato la DAD abbastanza efficace in relazione all’apprendimento. Ma difficoltà e problemi ce ne sono stati comunque molti da tenere in considerazione all’avvio (ancora non si sa come) del nuovo anno scolastico. I dati provengono dall’indagine online appena conclusa – realizzata da Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca IARD – su un campione nazionale di 500 insegnanti delle scuole primarie e secondarie.
Oltre l’80% delle ore svolte (rispetto al normale calendario scolastico) secondo il 36% degli insegnanti; tra il 60 e l’80% per un ulteriore 30% degli insegnanti. Solo il 5,7% dei docenti ha affermato di essere riuscito a svolgere meno del 30% delle ore previste.Il 61% è riuscito a svolgere tutto o quasi tutto il programma previsto, mentre meno del 10% ha lamentato di essere riuscito a svolgerne meno della metà.Circa la partecipazione degli studenti: “tutti o quasi” davanti al computer per il 75% degli insegnanti e meno della metà soltanto per il 5%.Le difficoltà iniziano con la “produzione di elaborati” da parte degli studenti: secondo il 61% dei prof delle superiori (ma 42,5% dei prof delle medie) tutti, o quasi tutti gli studenti hanno svolto i compiti assegnati. I risultati variano, però, a seconda del tipo di scuola: sono certamente migliori (rispetto a ore, programmi e compiti svolti, e partecipazione) nelle scuole secondarie di secondo grado (scuole superiori) rispetto alle secondarie di primo grado (scuole medie). Tornano a migliorare leggermente – specialmente la partecipazione – nelle scuole primarie (elementari).
La maggioranza degli insegnanti di tutte le scuole (56,8%) ha complessivamente considerato l’attività scolastica online (in rapporto all’apprendimento) abbastanza efficace. Poco o per nulla efficace, invece, per il 39,6% (43,3% per i prof delle scuole primarie). Ma c’è anche il 3,7% che l’ha considerata “molto efficace”.Decisamente positiva la percezione degli insegnanti sul livello di motivazione da parte degli studenti: il 60% l’ha considerata “buona”, l’11% addirittura “elevata”. “Modesta o nulla” solo per poco più di un quarto degli insegnanti intervistati.La “lamentela” maggiore (e quasi unanime) degli insegnati (90,4%) è stata di aver lavorato troppo rispetto al normale. Al di là di questo aspetto “sindacale”, tra gli handicap della didattica a distanza al primo posto c’è la mancanza di contatto con gli studenti (che diminuisce con l’aumentare del livello scolastico: 91% scuole elementari 77,6% scuole superiori). A seguire, la difficoltà a ripensare le “verifiche” in un contesto che non poteva garantire che gli studenti non ricevessero aiuti.

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Agcom: 12,7% studenti senza didattica a distanza

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

Secondo l’Agcom, il 12,7% degli studenti non ha usufruito della didattica a distanza, dati inaccettabili per una democrazia evoluta. Servono corsi di recupero estivi organizzati dalle scuole per recuperare questo gap vergognoso. Se il 20% degli studenti ha potuto frequentare i corsi soltanto in maniera saltuaria, senza poter svolgere regolarmente le lezioni relative all’anno scolastico in corso, è evidente che questo deficit va colmato prima di settembre e prima che la scuola riparta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Lo avevamo detto fin dall’inizio dell’emergenza Covid, citando dati Istat, che la didattica a distanza sarebbe stata un problema, specie al Sud e che i 70 milioni all’epoca stanziati dal Governo per l’acquisto di tablet e computer erano del tutto inadeguati. Ora la conferma arriva dai dati dell’Agcom, secondo i quali 60 studenti su 100 hanno avuto almeno un problema per la didattica a distanza e 25 su 100 hanno avuto problemi di velocità di connessione. Va inoltre considerato che non tutte le famiglie possono permettersi economicamente un abbonamento flat per una connessione internet veloce” conclude Dona.

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Didattica a distanza per “Scarabeo verde” e “Tree for future”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Si è concluso un anno scolastico che ha visto come grande protagonista la didattica a distanza. Le tantissime adesioni ricevute a inizio anno, con oltre 200 scuole, 1.034 classi e quasi 18.000 alunni coinvolti, sono state quasi del tutto confermate e gestite attraverso modalità di didattica a distanza, in aule virtuali dove i docenti e gli studenti hanno incontrato gli operatori che curano i progetti scuola. Non solo video lezioni in collegamento sulle piattaforme, ma anche kit digitali scaricabili dai docenti attraverso il manuale didattico online e una continua attività di supporto, per rispondere alle diverse esigenze dei docenti. Un’altra novità di quest’anno è stato il concorso a premi “La mia impronta conta!”, sul tema dello spreco alimentare e del water footprint
(impronta idrica) del cibo che buttiamo. In questo caso il concorso è proseguito anche da casa, innovandosi attraverso dirette Facebook. Negli ultimi mesi ATA Rifiuti Ancona ha organizzato anche altre dirette Facebook, coinvolgendo istituzioni e realtà del territorio impegnate nella gestione delle risorse e in grado di dare la loro visione su tematiche legate all’ambiente e al Pianeta, puntando su un’importante azione di comunicazione e informazione per i cittadini. I temi sono stati affrontati in modo divulgativo, attraverso interviste condotte da una giornalista e, proprio per lo strumento scelto, hanno coinvolto unampio pubblico.

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Funzione formativa attraverso la didattica in presenza

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Perugia. “L’Università realizza nel modo ottimale la sua funzione formativa attraverso la didattica in presenza. Ciò vale in particolare per l’Università per Stranieri di Perugia, quale ateneo con forte caratterizzazione internazionale e la cui missione fondante è quella della formazione e dell’insegnamento della lingua e cultura italiana. Quest’ultimo aspetto si realizza pienamente in presenza, dando la possibilità ai numerosi studenti stranieri che ogni anno vengono a Perugia di godere appieno del paese, della sua cultura e dello stile di vita che l’Italia incarna.
Lo sforzo che l’Università per Stranieri sta compiendo per garantire una didattica in presenza va anche incontro alle aspettative di Perugia, città che ha sempre vissuto come un’opportunità e un valore aggiunto la presenza di tanti studenti stranieri.
La pandemia ha costretto l’Università per Stranieri a riconvertire, in una prima fase, questa fondamentale pratica di didattica in presenza in didattica a distanza. In questo modo è stata garantita a tutti gli studenti la possibilità di seguire i corsi senza perdere ore di lezione.
L’odierna fase di riapertura, anche se prudente ed attuata nel pieno rispetto della sicurezza sanitaria, permette al momento di prevedere già da settembre 2020 forme di didattica mista, vale a dire sia in presenza sia a distanza, grazie all’utilizzo delle tecnologie. Ciò per consentire a tutti gli studenti, anche agli studenti stranieri e agli studenti fuorisede, d’iscriversi normalmente e di seguire i corsi. L’Università per Stranieri in ogni caso rimane pronta ad individuare risposte adeguate ed efficienti a possibili, future evoluzioni della situazione sanitaria”.

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Scuola: no alle bocciature per gli alunni esclusi dalla didattica a distanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2020

Giungono notizie allarmanti dal mondo della scuola. Nonostante le rassicurazioni del Ministro e le deroghe alle normali procedure emanate in apposite ordinanze del MIUR, sembrerebbe infatti che molti insegnanti minaccino di bocciare gli allievi che non si sono collegati per le videolezioni.“Una politica del tutto discriminatoria e illegittima, che siamo pronti a contrastare con ogni mezzo ed azione.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.Di fronte a un’emergenza di portata planetaria, come quella che il Paese si è trovato ad affrontare, né il mondo della scuola, né le famiglie, erano preparati a far fronte alle esigenze della didattica a distanza. Questo specialmente in presenza di casi di difficoltà economiche e di carattere infrastrutturale: per questo siamo convinti che il mancato collegamento non può e non deve diventare motivo di bocciatura ed esclusione dalle classi.Il ruolo primario di un insegnante è quello di promuovere la crescita dei ragazzi e favorirne l’integrazione all’interno del sistema sociale: escluderli dalla classe e costringerli a ripetere l’anno solo perché non in possesso dei mezzi o della connessione necessari per partecipare alla DAD è in piena contraddizione con tale principio.Per questo abbiamo scritto al Ministro, chiedendo indicazioni e provvedimenti stringenti da parte del MIUR affinché tali minacce non si concretizzino e si scongiuri una discriminazione evidente all’interno del nostro sistema scolastico. Ci aspettiamo, inoltre, che Ministro fornisca linee giuda chiare e precise per il recupero, nell’estate, destinato agli alunni esclusi dalla didattica a distanza.Raccogliamo, in tal senso, l’appello dei Maestri di Strada, che invitano a non ignorare che “esiste un numero enorme di allievi che, di fatto, non ha potuto fruire del servizio scolastico. Alcuni reputano che si tratti di un terzo degli allievi e va da sé che questa proporzione ha un enorme scarto medio tra varie zone sociali e geografiche.”
Di fronte a questa situazione condividiamo la proposta dell’associazione che prevede, per i ragazzi che sono stati privati di una occasione formativa, che questa sia loro offerta di nuovo: perché diversamente mancherebbe un pezzo nel loro processo di sviluppo.“Quello che serve è un piano straordinario di recupero ben distinto dall’inizio del nuovo anno scolastico, che si fondi su risorse finanziarie e professionali dedicate” – riporta il documento dei Maestri di Strada.
Il cooperative learning è una chiave fondamentale nell’ottica di tale recupero. Così come vitale è il ruolo di tanti insegnanti, educatori ed associazioni che operano quotidianamente per instaurare e rafforzare rapporti di fiducia e di collaborazione, che possono contribuire a riavvicinare allievi e famiglie ad un sistema scolastico che, in alcune situazioni, li ha lasciati soli nei momenti difficili.

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