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Posts Tagged ‘didattica’

Master Lumsa-IdO colma gap didattica

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 novembre 2018

Roma. In Italia la plusdotazione e’ un fenomeno ancora poco conosciuto e solo il 10% dei docenti ha ricevuto una formazione specifica. E’ quanto emerge dalla conferenza di presentazione del Master ‘Gifted . Didattica e psicopedagogia per gli alunni con alto potenziale cognitivo e plusdotazione’, che si è tenuta il 26 ottobre presso l’Aula Valori dell’Università LUMSA.Tutti i video dei docenti del master, che hanno preso parte all’evento, sono stati pubblicati sul sito dell’Istituto di Ortofonologia.
La nuova offerta formativa, che partira’ il 30 novembre, e’ promossa dalla Lumsa insieme all’Istituto di Ortofonologia (IdO), dura 8 mesi ed e’ rivolta, in particolare, ai docenti e a chi si interfaccia e lavora con i gifted.
Accanto alla normativa e ai fondamenti teorici per conoscere a fondo la complessita’ del fenomeno, ci saranno laboratori pratici, divisi per gradi, con l’obiettivo di fornire ai partecipanti gli strumenti da utilizzare nella didattica.
E’ possibile iscriversi fino al 20 novembre. Sono previste borse di studio.

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Didattica e psicopedagogia per gli alunni con alto potenziale cognitivo e plusdotazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 ottobre 2018

Roma venerdì 26 ottobre, nell’Aula Valori della Lumsa in Via di Porta Castello 44, dalle 16 alle 18.30 didattica inclusiva, normativa italiana ed europea e focus sulla gestione della classe. Affronterà queste tematiche Raffaele Ciambrone, dirigente tecnico presso la Direzione Generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione del Miur, alla presentazione del master ‘Gifted. Didattica e psicopedagogia per gli alunni con alto potenziale cognitivo e plusdotazione’.
Il corso è organizzato dall’Università Lumsa e dall’Istituto di Ortofonologia (IdO) e partirà il 15 novembre. Si rivolge ai docenti, ai dirigenti scolastici e agli educatori, e può essere pagato con la carta docente entro il 31 ottobre.
Al convegno interverranno anche le direttrici del master, Maria Cinque e Simona De Stasio (docenti Lumsa), sulle questioni ancora aperte. Gli psicoterapeuti dell’età evolutiva Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’IdO, Magda Di Renzo, responsabile del servizio di Psicoterapia dell’IdO, e Laura Sartori, coordinatrice del Progetto Alto Potenziale dell’IdO, si centreranno invece sullo screening nelle scuole e sugli aspetti emotivi dei gifted, nonché sulle strategie di integrazione e gestione del gruppo classe.
Concluderà il convegno Rossella Sonnino, dirigente scolastico dell’IC Regina Elena di Roma, con una riflessione sull’importanza della formazione ai docenti e dell’individuazione precoce a scuola. L’ingresso è libero ma con prenotazione.

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L’Università di Parma si colloca al 6° posto in Italia per la qualità della didattica

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 luglio 2018

Lo sancisce The Times Higher Education – Europe Teaching Rankings 2018”, la prestigiosa graduatoria sulle Università di tutto il mondo, pubblicata sul sito web del periodico britannico con un focus dedicato nel 2018 agli atenei europei, e in particolare alla qualità delle loro attività didattiche.
La ricerca, che ha esaminato oltre 240 atenei di 55 paesi europei (24 gli italiani), ha focalizzato la propria indagine per la prima volta sull’efficacia della didattica espressa dalle Università e sulla qualità dell’insegnamento rivolto agli studenti, nonché sui livelli di apprendimento. L’analisi è stata strutturata per rispondere a domande che sono di importanza centrale per gli studenti e le loro famiglie, nel momento in cui stanno per realizzare una delle decisioni più importanti della loro vita: a chi affidare la propria istruzione universitaria.Il Ranking THE 2018 è guidato dall’Università di Oxford, che si colloca 1° in Europa, seguita da quella di Cambridge e dalla Sorbona di Parigi.
Tra gli atenei italiani, al primo posto si posiziona Trento, seguito da Padova e – a pari merito al terzo posto – da Siena e dal Politecnico di Milano. La ricerca, che trae i propri dati da diverse fonti ed analisi parallele, ha preso in considerazione anche l’opinione di oltre 30mila studenti, ai quali è stato chiesto di esprimere la loro valutazione su qualità ed efficacia della didattica nel proprio Ateneo. Sono quindi stati utilizzati indicatori di performance raggruppati in quattro aree chiave:
Resources: capacità dell’Ateneo di tramettere con efficacia l’insegnamento
Engagement: capacità dell’Ateneo di coinvolgere gli studenti e di interagire con essi
Outcomes: capacità dell’Ateneo di generare risultati d’insegnamento appropriati
Environment: presenza di un ambiente di insegnamento e apprendimento inclusivo e coinvolgente.
La ricerca assembla argomenti quali: il supporto dei docenti allo sviluppo del pensiero critico; le caratteristiche sfidanti e stimolanti del contesto; le opportunità di interagire con i docenti; la qualità dei servizi dell’istituzione; le opportunità di sviluppare skill di supporto per gli studenti per il lavoro futuro, dopo la laurea, e così via.Da segnalare che l’area dell’Università di Parma valutata più positivamente è stata quella dell’environment, con uno score di 80 su 100.«Ci fa molto piacere, dopo l’eccellente risultato sancito dal Censis di 3° Ateneo tra i grandi a livello nazionale, essere classificati dopo pochi giorni 6° in Italia per la qualità della didattica da questo prestigioso ranking internazionale», ha commentato il Rettore Paolo Andrei. «L’impegno che stiamo profondendo, e non da oggi, per rafforzare continuamente gli strumenti tesi a migliorare le condizioni di accoglienza dei nostri studenti e a rendere sempre più efficaci i nostri processi educativi e formativi è rilevante, e coinvolge tutte le componenti dell’Ateneo: docenti, ricercatori e personale tecnico- amministrativo».L’organizzazione della Didattica dell’Ateneo di Parma è coordinata a livello centrale dalla U.O. Progettazione Didattica e Assicurazione della Qualità, che si raccorda con i Manager Didattici dei Dipartimenti al fine di assicurare l’ottimale e condivisa organizzazione di tutti i processi a sostegno del funzionamento dei percorsi formativi. Come ricorda la Pro Rettrice alla Didattica e Servizi agli studenti, Sara Rainieri, «nell’anno 2017 l’attività della U.O. è stata riconosciuta a livello nazionale con la consegna del Premio “Gear of Quality 2017” nell’ambito dell’evento promosso dal Coordinamento organizzativo nazionale dei manager didattici per la qualità».Gli sforzi dell’Università di Parma per migliorare la qualità della didattica sono anche particolarmente rilevanti sul versante dell’internazionalizzazione, grazie alla promozione di diverse iniziative offerte agli studenti dell’Ateneo per realizzare esperienze di studio all’estero, così come la realizzazione di corsi di laurea e di singoli insegnamenti erogati in lingua inglese, tesi a generare importanti opportunità di scambio con studenti internazionali.
L’attenzione dell’Ateneo verso la didattica, infine, si esprime anche nelle numerose analisi di customer satisfaction che vengono realizzate ogni anno per raccogliere l’opinione degli studenti sui singoli insegnamenti, oltre che nell’attività delle Commissioni paritetiche docenti-studenti finalizzate a garantire la qualità dei processi formativi.

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Scuola – Sostegno: l’Istat certifica il boom di ricorsi in tribunale delle famiglie per ottenere le ore di didattica specializzata negate dallo Stato

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 marzo 2018

Diventa un fenomeno comune, soprattutto nel Sud Italia, quello di vedersi riconoscere le ore settimanali stabilite dalla equipe di medici cui gli uffici scolastici non danno seguito. La tendenza in crescita è rilevata dal report pubblicato dall’Istat, in queste ore, sull’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado: se si analizzano i cambiamenti di insegnante, ben il 41,1% degli alunni nella scuola primaria e il 37,2% in quella secondaria di primo grado sono caduti in questa cattiva prassi. Nel report annuale, inoltre, si evidenzia che circa il 9% delle famiglie di alunni con disabilità della scuola primaria e il 5% della secondaria di primo grado hanno presentato negli anni un ricorso per ottenere l’aumento delle ore di sostegno: si sono rivolti al Tribunale civile o al Tar il 6,7% delle famiglie degli alunni della scuola primaria e il 4,7% di quelle della scuola secondaria di primo grado. Nell’a.s. 2016/17, gli alunni con disabilità erano circa 90 mila nella scuola primaria (pari al 3% del totale degli iscritti) e 69 mila nella scuola secondaria di I grado (il 4% del totale): in tutto, circa 3 mila in più rispetto all’anno precedente. Se si considera anche la secondaria di secondo grado i numeri diventano impressionanti: oggi, sono iscritti ad un corso di studi della scuola pubblica circa 280mila alunni, quasi il doppio dei 160mila del 2006. Eppure l’organico di diritto è bloccato al 70% del fabbisogno. E il tentativo di bloccare i posti in deroga è stata bocciata dalla Consulta nel 2010.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Oggi più che mai il diritto all’istruzione rimane ad appannaggio dei tribunali. Lo sa bene l’Anief che con l’iniziativa ‘Non un’ora di meno’ ha permesso a tanti alunni di ottenere quel sostegno che nessuno voleva dare loro. Tutto ha avuto origine con l’articolo 40 della Legge 449/1997, introdotta come provvisoria dei posti in deroga su sostegno, da assegnare con contratto a tempo determinato per garantire il diritto allo studio degli studenti con disabilità, poi reiterata nel tempo: la norma transitoria è stata infatti riproposta nel 2007, sancita nel 2010 e confermata dall’ex Ministro Maria Chiara Carrozza con la Legge 128/2013, che ha portato a 90mila unità di organico, imponendo però sempre la copertura del 30% dei posti di sostegno liberi con supplenze 30 giugno. Oggi l’organico dei docenti di sostegno è di oltre 140 mila docenti, ma più di 40 mila cattedre sempre in deroga: sono queste le ‘forze’, insufficienti, con cui i 280mila alunni con disabilità o problemi di apprendimento dovrebbero vedersi garantito il diritto allo studio. E nemmeno il decreto legislativo n. 66 della Legge 107/2015 fa giustizia. Pensare che lo Stato possa ‘risparmiare’ sui diritti dei più deboli concretizza il vero fallimento del nostro sistema pubblico di istruzione. Ecco perché insistiamo con i ricorsi, la cui crescita è stata ora registrata dall’Istat.
Famiglie, insegnanti, personale Ata, dirigenti e cittadini che intendono vederci chiaro per la mancata nomina dei docenti di sostegno o delle ore non assegnate come indicato dalle commissioni mediche dello Stato possono sempre scrivere all’indirizzo e-mail sostegno@anief.net. Il ricorso per ottenere la stabilizzazione dell’organico di sostegno con la trasformazione dei posti in deroga in posti in organico di diritto fa da corollario all’azione di sensibilizzazione che l’Anief promuove da anni gratuitamente con l’iniziativa “Sostegno, non un’ora di meno!”, attraverso cui il sindacato promuove ricorsi presso il tribunale.

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Didattica dell’italiano per laureati italiani e stranieri

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 agosto 2017

Università per Stranieri di PerugiaPerugia. C’è tempo fino all’8 settembre 2017 per iscriversi al master annuale di primo livello in Didattica dell’italiano come lingua/cultura straniera (LS) e seconda (L2) che l’Università per Stranieri di Perugia, la più antica istituzione nel settore della ricerca e dell’insegnamento della lingua e della cultura italiana a stranieri, ha istituito a partire fin dal 2004. Il corso è aperto a laureati italiani e stranieri di qualsiasi ambito disciplinare e prevede un totale di 1500 ore di studio per un ammontare di 60 CFU. Ha la durata di circa 9 mesi, da ottobre 2017 a giugno 2018, di cui 7 a distanza e 2 in presenza.
Il master ha ricevuto il Label Europeo 2007 da parte dell’Agenzia Nazionale LLP Leonardo da Vinci. Tale riconoscimento viene assegnato ai progetti più innovativi realizzati nell’ambito della formazione linguistica nel settore professionale. Il master annuale in Didattica dell’italiano è diretto dalla prof.ssa Patrizia Manili. Fanno parte del comitato esecutivo del corso la prof.ssa Lidia Costamagna, il prof. Roberto Vetrugno e la prof.ssa Nicoletta Santeusanio. Tra gli obiettivi formativi del master c’è anche quello di specializzare laureati italiani e stranieri che operano in Italia o all’estero nell’insegnamento dell’italiano a studenti di lingua nativa diversa dall’italiano; formare personale docente di qualsiasi area disciplinare, negli ambiti dell’interculturalità e dell’apprendimento/insegnamento dell’italiano lingua non materna. Gli Sbocchi occupazionali che può offrire il corso annuale vanno dal collaboratore ed esperto linguistico presso i Centri Linguistici delle Università italiane al lettore di italiano L2 presso gli Istituti Italiani di Cultura o presso università estere fino all’insegnante di lingua italiana presso istituzioni pubbliche e scuole private sia in Italia che all’estero.Per presentare domanda di ammissione è necessario essere in possesso di una Laurea triennale del nuovo ordinamento o quadriennale del previgente ordinamento, ovvero di un titolo di studio conseguito all’estero riconosciuto equivalente. Ai candidati stranieri è, inoltre, richiesto il possesso di una certificazione di conoscenza della lingua italiana di livello B2 (CELI, CILS, PLIDA, int.IT). Sono esonerati i candidati stranieri in possesso di laurea conseguita in Italia e i candidati stranieri in possesso di laurea estera che preveda lo studio triennale della lingua italiana. L’Università per Stranieri di Perugia mette a disposizione 6 borse di studio a parziale copertura della quota di iscrizione. Il bando, il piano didattico e il calendario delle attività sono consultabili nel sito web dell’Ateneo all’indirizzo http://www.unistrapg.it

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Classifica Censis: L’Università Europea di Roma ai primissimi posti nella didattica

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 luglio 2017

università europeaRoma. Il Centro Studi del Censis ha diramato le classifiche delle università italiane. Con riferimento alla didattica, l’Università Europea di Roma è stata giudicata per i corsi di Economia, Psicologia e Giurisprudenza, conseguendo, tra le università non statali, un eccellente secondo posto nella classifica generale dell’area disciplinare Psicologica, che inoltre si è attestata al primo posto con riferimento al parametro dei rapporti internazionali. Ottima anche la posizione di Giurisprudenza che vede il corso classificarsi al quinto posto generale, con menzione di merito per la progressione di carriera degli studenti (terzo posto). Buona anche la performance di Economia che sul territorio romano consegue la seconda posizione. “Si tratta di una conferma del lavoro sin qui svolto – ha commentato il Prorettore dell’Università Europea di Roma Prof. Alberto Gambino – che si è concentrato sul rigore nella selezione del corpo docente, sulla cura dello studente e sull’apertura all’internazionalizzazione, fattori oggi decisivi per formare persone e preparare professionisti in grado di essere autentici punti di riferimento nella società di domani”.

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Scuola: Il laboratorio, punto nevralgico della didattica

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2017

scuola-del-futuroDal 2012 l’Istituto d’Istruzione Superiore Carlo e Nello Rosselli di Aprilia si è dotato di un laboratorio scientifico didattico di eccellenza, proprio per adattarsi ad una richiesta sempre più esigente che l’industria richiede.
“Un laboratorio – come precisa la professoressa Simonetta Soro, docente di Chimica, impegnata nel campo della ricerca didattica – ben strutturato come il nostro e improntato sulla sicurezza incide profondamente nella didattica di tutti i giorni. In queste condizioni avendo una struttura organizzata logisticamente in termini di spazi e di tipologia di materiali è possibile lavorare facendo acquisire ai ragazzi competenza e autonomia. Una peculiarità necessaria in una scuola tecnica come la nostra, in cui teoria e pratica vengono trattati alla pari”.
Non a caso da una recente indagine è emerso che quasi l’80% dei diplomati negli istituti tecnici trova lavoro entro un anno dalla maturità. “Va ricordato – prosegue la docente – che un perito tecnico è una figura altamente professionale che valuta con consapevolezza il suo operato ed è in grado di prendere decisioni nel suo ambito. Un compromesso importantissimo che rispecchia una qualifica intermedia necessaria nel settore industriale, qualunque sia la sua specifica. Per questo l’istituto tecnico si posiziona bene creando ottime opportunità, specie nel settore chimico che, nonostante la crisi, continua a fare passi da gigante”.In conclusione oggi l’Istituto Rosselli si presenta come un modello all’avanguardia, ripensato nella didattica in chiave di sviluppo e progresso scientifico, capace di offrire tutte quelle condizioni idonee tali da permettere la formazione del sapere.
“L’attività di laboratorio – afferma Claudio Zianna di Labozeta Spa, società che ha progettato e realizzato i laboratori – diventa infatti elemento centrale attraverso le risorse del tempo, l’attualizzazione del mix degli insegnamenti, la focalizzazione sullo sviluppo delle competenze. Tutti fattori – aggiunge Zianna – che alimentano il “saper fare”, ovvero il cosiddetto Know-how e diventano inevitabilmente stimoli per sviluppare rapporti con il mondo imprenditoriale fin dai percorsi didattici. In questo caso l’innovazione didattica modifica l’uso del tempo, adegua il mix delle materie e sviluppa le competenze perchè accorcia i rapporti con il mondo esterno”.
“Dico sempre ai miei studenti – conclude la professoressa Soro – che in laboratorio si applica il metodo di Galileo; quindi l’osservazione di un fenomeno e la comprensione del suo accadimento. Partiamo quindi dal laboratorio, per poi cercare le spiegazioni, senza nessuna improvvisazione, ma con estremo rigore e studio”.

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La Federico II per Pompei

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2016

federico II pompeiNapoli lunedì 11 luglio 2016, alle 11, nell’Aula Magna Storica della Federico II, nella sede centrale in corso Umberto I, 40 una giornata di studio su ‘La Federico II per Pompei. Suburbio Occidentale: Conoscenza, Scavo, Restauro e Valorizzazione’ per illustrare e consegnare, alla presenza della stampa e della comunità scientifica, gli esiti del lavoro svolto per l’area archeologica di Pompei nell’ambito dell’Accordo-quadro tra l’Università di Napoli Federico II e la Soprintendenza Pompei per lo svolgimento di ‘Attività di ricerche e didattica finalizzate alla valorizzazione, fruizione e divulgazione del sito di Pompei’, siglato nel febbraio del 2015.
I Dipartimenti federiciani per ora coinvolti nell’Accordo sono cinque: Dipartimento di Architettura, Dipartimento di Studi Umanistici, Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura, Dipartimento di Scienze della Terra dell’Ambiente e delle Risorse, Dipartimento di Agraria.
Il lavoro, svolto in stretta collaborazione dai Dipartimenti, ha mirato a fornire alla soprintendenza di Pompei gli strumenti di conoscenza atti a definire strategie e linee di indirizzo metodologico per lo scavo, il restauro, la valorizzazione e la fruizione della città archeologica di Pompei.
La Federico II, essendo infatti un grande Ateneo multidisciplinare, è in grado di offrire quell’ampio apporto di saperi necessario ad affrontare tematiche complesse come quelle inerenti la salvaguardia della “fragile materia” antica di Pompei.
Prenderanno parte all’incontro il Rettore dell’Ateneo federiciano e Presidente della Crui, Gaetano Manfredi, il Soprintendente di Pompei, Massimo Osanna, il coordinatore scientifico dell’Accordo, Giovanna Greco, i responsabili scientifici dei cinque dipartimenti federiciani, Renata Picone, DiArc, Andrea Prota, DiST, Maurizio Fedi DiSTAR, Luigi Cicala, DSU, Gaetano Di Pasquale, Agraria.
I docenti e i giovani ricercatori coinvolti nell’Accordo saranno presenti all’incontro e parteciperanno alla tavola rotonda sulle prospettive future della ricerca, coordinata da Massimo Osanna. (foto: federico II pompei)

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Per il dodicesimo anno consecutivo Unicam è prima tra gli atenei fino a 10.000 studenti, prima tra gli atenei marchigiani e terza tra tutte le Università italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2015

Ambientamento_Camerino1Per il dodicesimo anno consecutivo, l’Università di Camerino si conferma al primo posto nella classifica degli Atenei italiani fino a 10.000 studenti, stilata come ogni anno dal Censis per il quotidiano La Repubblica e pubblicata all’interno della Grande Guida dell’Università, che uscirà in edicola il 27 luglio. Ma la soddisfazione quest’anno è duplice: infatti Unicam, con il punteggio medio di 96,2 si posiziona al terzo posto tra tutti gli Atenei italiani, dietro agli Atenei di Siena e Trento, migliorando di tre posizioni rispetto allo scorso anno. Unicam conferma il suo posto da leader anche tra gli Atenei marchigiani, davanti all’Università di Ancona che ottiene il punteggio di 93,8 e alle Università di Macerata e Urbino che hanno una media rispettivamente di 89, 6 e 86,8.
Eccellente anche il risultato ottenuto nella didattica, che vede Unicam prima a livello nazionale per il gruppo di materie scientifiche e seconda per il gruppo geo-biologico. Il risultato ottenuto conferma dunque il forte impegno dell’ateneo nel mantenere sempre elevata, nonché migliorarla, la qualità dei servizi e della didattica offerta agli studenti. Le camerinoclassifiche, stilate dopo un attento e scrupoloso esame degli atenei pubblici italiani, oltre ad analizzare ogni singola realtà accademica, hanno anche il fine di aiutare studenti e famiglie alla scelta universitaria. “Siamo ancora una volta estremamente soddisfatti – sottolinea il Rettore professor Flavio Corradini – perché il risultato ottenuto conferma il forte impegno del nostro ateneo nel mantenere sempre elevata, nonché migliorare dove è possibile, la qualità dei servizi e della didattica offerta agli studenti. Dal 15 luglio sono aperte le iscrizioni all’Università di Camerino: le valutazioni effettuate dal Censis e le classifiche che ne conseguono rappresentano un’ottima guida per tutti coloro che dovranno decidere il proprio percorso universitario, scegliere Unicam significa quindi una scelta per un futuro di qualità. Aver ottenuto questa eccellente valutazione non può far altro che confermare la validità di scegliere Unicam per il proprio percorso formativo o per quello dei propri figli. Certamente, al raggiungimento di questo risultato contribuisce anche l’elevata qualità della nostra ricerca alla quale un numero sempre maggiore di imprese si rivolge, tramite il trasferimento tecnologico, creando così una sinergia strategica per lo sviluppo del territorio marchigiano e nazionale e dei relativi sistemi produttivi.”

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Seminario “Strumenti informatici di ausilio all’organizzazione didattica”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2012

Parma 23 marzo, alle ore 14.30, presso il Centro Sant’Elisabetta dell’Ateneo (Parco Area delle Scienze 95, Campus Universitario). Organizzato dalla Facoltà di Ingegneria e dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Parma in ricordo del prof. Eduardo Calabrese.L’obiettivo dell’incontro è quello di discutere l’uso degli strumenti informatici di ausilio all’organizzazione didattica per migliorare l’efficienza del lavoro dei docenti e una più efficace partecipazione alla vita universitaria da parte degli studenti. La flessibilità che questi strumenti richiedono contrasta spesso con la rigidità delle normative accademiche e con la difficoltà di interfacciare gli strumenti ufficiali di back-office.Il seminario è l’occasione per ricordare, a un anno dalla scomparsa, il prof. Eduardo Calabrese che ha speso, con successo, molto del suo lavoro su questi temi.
I lavori si apriranno alle 14.30 con il saluto del Rettore Gino Ferretti; dopo l’intervento dell’ing. Termanini e dell’ing. Agosti, che hanno collaborato con il prof. Calabrese nella realizzazione di applicativi attualmente utilizzati in Ateneo, sono in programma gli interventi del prof. Enrico Vicario dell’Università di Firenze (“Ricerca e sperimentazione in Ingegneria del SW applicata ai processi organizzativi universitari – l’esperienza di UniFi”) e del prof. Andrea Schaerf dell’Università di Udine (“Teoria e pratica della generazione automatica di orari in ambito accademico”).
Alle 16.30 si terrà la tavola rotonda “Università digitale?”, coordinata dal prof. Cesare Stefanelli (Università di Ferrara).

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Didattica online

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2012

La sede nazionale di eTwinning, azione diretta dalla Commissione Europea per la gestione dei gemellaggi elettronici tra istituti, apre al mondo dei social network. Innovazione didattica e social network, nel nome dei gemellaggi elettronici tra scuole europee. L’Unità Nazionale eTwinning sbarca su Facebook e Twitter per garantire un’informazione web 2.0 intorno al tema degli scambi “virtuali” tra studenti di tutta Europa.
eTwinning è una piattaforma online che fornisce un servizio gratuito a tutti gli insegnanti di scuole pubbliche e parificate dei paesi membri (oltre a Croazia, Turchia, Islanda, Norvegia e Svizzera) per permettere loro di allargare i propri orizzonti didattici attraverso l’attivazione di progetti di partnership con colleghi di altri stati a cui far partecipare le proprie classi. L’obiettivo, oltre all’innovazione nelle pratiche di insegnamento, è quello di sviluppare un sentimento di coesione e conoscenza nelle nuove generazioni, per la creazione di una vera e propria cittadinanza europea. “Trattando di tecnologia online ci è sembrato un passo naturale essere presenti anche sui principali social network – ha commentato il Capo Unità eTwinning Italia Donatella Nucci -. La volontà è quella di sensibilizzare i docenti, ma anche i giovani, sull’esistenza di nuove forme di partnership che garantiscono un approccio innovativo alla didattica, conferendo, da un lato, nuovi spunti alla loro professionalità e, dall’altro, un maggior coinvolgimento degli studenti, che possono apprendere divertendosi attraverso le nuove tecnologie ed il confronto con dei coetanei europei. A questo – conclude Nucci – si aggiunge una visibilità europea dell’attività svolta in classe, grazie a numerosi seminari organizzati in territorio nazionale e straniero e le premiazioni annuali dei migliori progetti”. L’azione coinvolge circa 90.000 scuole europee, con più di 160.000 progetti finora attivati. L’Italia è uno dei paesi più attivi con circa 6.000 istituti registrati, per un totale di oltre 8.000 progetti. A livello operativo eTwinning è gestito dal consorzio di Ministeri dell’educazione europei European Schoolnet, sotto diretto mandato della Commissione Europea. L’organizzazione si basa su una rete di Unità Nazionali presenti in ciascun paese e coordinate da Bruxelles. In Italia questa ha sede a Firenze, all’interno dell’ente Ansas, ex Indire, e più precisamente dell’Agenzia Italiana per il Lifelong Learning Programme (Programma di Apprendimento Permanente), il cui obiettivo è contribuire allo sviluppo dell’Europa quale società avanzata basata sulla conoscenza, riunendo al suo interno tutte le iniziative di cooperazione europea nell’ambito dell’istruzione e della formazione dal 2007 al 2013, periodo di durata dell’azione.

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Confucio aggiorna gli insegnanti

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2012

Businessman e impiegati, tecnici e giornalisti, giovani alla ricerca di lavoro e bambini delle scuole elementari: la varietà e il numero di persone interessate a studiare la lingua e la cultura cinese sono in crescita costante, con richieste sempre più mirate sulla base delle specifiche esigenze e delle finalità di ciascuno. Questa domanda di formazione reclama docenti sempre più qualificati e aggiornati, capaci di adattare le proprie competenze a bisogni nuovi e di riflettere in modo approfondito sui

Kampung Cina #4

Kampung Cina #4 (Photo credit: chooyutshing)

metodi e gli strumenti utilizzati, a partire dai libri di testo.
Ecco perché, dopo essersi affermato come interlocutore privilegiato per chi desidera avvicinarsi alla lingua e alla cultura cinese, l’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano ha deciso di creare un Centro per la formazione e l’aggiornamento rivolto a tutti i docenti di lingua e cultura cinese attivi negli istituti della Lombardia.
Una realtà che, attraverso un programma di attività finalizzate all’aggiornamento e all’assistenza dei docenti, mira a diventare un punto di riferimento costante, qualificato, aggiornato, affidabile e facile da raggiungere per chi è chiamato a diffondere la conoscenza della Cina nel nostro territorio. Con tirocini, workshop, seminari, summer school, momenti di confronto, il Centro permetterà ai docenti di essere sempre in contatto con la Cina. E magari anche di accedere a viaggi e corsi di aggiornamento in loco gratuiti, in diversi momenti dell’anno. La prima attività organizzata dal Centro sarà il ciclo di quattro incontri dedicati ai nuovi materiali a disposizione per l’insegnamento della lingua e della cultura cinese (dai libri di testo ai materiali multimediali), alle opportunità di formazione per i docenti in Cina, ma soprattutto alla riflessione e al confronto, tra docenti, sulle metodologie, le difficoltà e i dubbi di chi insegna, oltre all’approfondimento di particolari aspetti della grammatica, entrando nel vivo degli aspetti chiave nella didattica della lingua. Il ciclo è una anticipazione della seconda edizione della Confucius Summer School, organizzata per la prima volta lo scorso anno all’Università degli Studi di Milano. La Summer School si terrà quest’anno presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca verso la fine di giugno, con relatori ìitaliani e cinesi. Gli appuntamenti del ciclo (venerdì 2 marzo, 30 marzo, 20 aprile e 25 maggio, per un totale di 20 ìore) saranno tenuti dai direttori e dai responsabili della didattica dell’Istituto Confucio dell’Università degli Studi ìdi Milano dalle 14 alle 19 presso il Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione dell’Università degli Studi di ìMilano (piazza Montanelli 1, Sesto San Giovanni, MI – MM1 Sesto Marelli).Ogni incontro sarà strutturato in due parti: dalle 14 alle 17 il docente riceverà i partecipanti interessati a porre domande o a confrontare metodi e strumenti. Dalle 17 alle 19 il docente terrà una conferenza, ciascuno su un tema diverso.
Il 2 marzo la prof. Alessandra Lavagnino parlerà della “biblioteca ideale” di ogni docente e presenterà i nuovi materiali (multimediali, testuali, cinematografici) per l’insegnamento della cultura cinese, tra cui quelli che l’Istituto Confucio ha appena ricevuto dalla Cina (una importante dotazione di testi in lingua italiana per lo studio del cinese nelle scuole).
Seguirà, il 30 marzo, l’incontro tenuto dal prof. Jin Zhigang, che presenterà i nuovi materiali per l’insegnamento della lingua cinese, i progetti di formazione per docenti organizzati in Cina e i materiali per preparare gli studenti al Business Chinese Test (BCT).
La prof. Clara Bulfoni, il 20 aprile, descriverà i metodi per preparare gli studenti a sostenere gli esami di conoscenza del cinese HSK (Hanyu shuiping kaoshi) e YCT (Young Learners Chinese Test) e le borse di studio offerte dalla Cina per gli studenti italiani, oltre a esaminare i materiali attualmente usati presso i licei lombardi.
Chiuderà il ciclo la prof. Silvia Pozzi che, il 25 maggio, parlerà con i partecipanti delle principali difficoltà nell’insegnamento del cinese agli italiani e delle possibili soluzioni, presentando inoltre una selezione di testi di letteratura cinese utili per la didattica.

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Gita didattica no Tav

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 dicembre 2011

Vista della Val di Susa dalla Sacra di San Michele

Image via Wikipedia

L’On. Stefano Esposito (PD) ha scritto una lettera al Ministro dell’Istruzione Prof. Francesco Profumo, relativamente a un fatto sconcertante che si è verificato nel pomeriggio del 23 dicembre 2011, quando gli studenti di due classi del Liceo ‘Lorenzo Federici’ di Trescore Balneario (Bergamo), in gita didattica e accompagnati da due insegnanti di religione, hanno fatto la loro comparsa in prossimità delle recinzioni del cantiere di Chiomonte, in Valle di Susa.
A fare da ‘cicerone’ agli studenti c’era Guido Fissore, consigliere comunale del Comune di Villarfocchiardo, pluridenunciato per atti illegali commessi in questi mesi contro il cantiere, insieme a un gruppo di militanti No Tav.
“A sconcertare non è il fatto che militanti No Tav mettano a disposizione anche delle scolaresche il loro zelo missionario e il loro instancabile impegno propagandistico – scrive l’On. Stefano Esposito – bensì che possa essere promossa ed autorizzata una gita didattica in un luogo dove da mesi si commettono reati, dove centinaia di agenti sono stati feriti e contusi in occasione dei ripetuti assalti ai cantieri, consentendo a personaggi responsabili di atti illegali di fare ‘lezioni’ contro lo Stato e le istituzioni europee ed italiane”.
Gli insegnanti sono stati denunciati dalle forze dell’ordine per inosservanza dell’ordinanza del Prefetto che vieta la circolazione nell’area circostante al cantiere. Aggiunge l’On. Stefano Esposito: “Portare degli studenti, peraltro minorenni, a violare un’ordinanza prefettizia e ad ascoltare ‘sermoni’ contro lo Stato non ha nulla a che vedere con l’approfondimento del fenomeno sociale e politico dell’opposizione alla Tav, ma si è trattato di una grave strumentalizzazione delle scolaresche”.

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Incentivi alle università

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2011

Parma. Ripartizione per il 2010 degli incentivi assegnati ogni anno dal Ministero dell’Università e della Ricerca agli Atenei statali con l’obiettivo di premiare la qualità della ricerca e della didattica delle Università italiane.  L’Università di Parma riceverà per il 2010 circa 14 milioni e 700mila euro, il 2% della quota totale, con un aumento del 13%, quindi di circa un milione e 700mila euro in più rispetto al 2009. Gli incentivi assegnati dal Ministero, che quest’anno ammontano complessivamente a 720 milioni di euro (nel 2009 sono stati 520 milioni), sono basati su indicatori di qualità nei campi della ricerca, che pesa per il 66%, e della didattica, su cui è distribuito il rimanente 34%. Per la ricerca vengono valutati la percentuale di docenti che hanno avuto valutazione positiva nei programmi di ricerca nazionale, il successo nella raccolta di fondi internazionali e la partecipazione ai progetti per giovani ricercatori, oltre ai giudizi del CIVR (Comitato per la Valutazione della Ricerca) che però risalgono al 2001-2003. Per la didattica i parametri sono il numero di studenti attivi e il numero di crediti acquisiti nel 2009.

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Università: subito la riforma

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2010

Roma: “Gli studenti, quelli veri, che hanno subito fino ad ora le occupazioni ed i blocchi della didattica di baroni e centri sociali hanno perso la pazienza: esigiamo l’immediata calendarizzazione parlamentare della Riforma dell’università per ridare merito, efficienza e trasparenza al sistema accademico “ dichiara Andrea Volpi, coordinatore nazionale di Azione Universitaria, a margine della manifestazione che oggi vede un centinaio di studenti protestare a Roma Tre contro i blocchi della didattica ed a favore della riforma. “Del resto – continua Volpi – i fatti hanno palesato la malafede di chi si opponeva alla riforma paventando fantomatiche privatizzazioni o tagli al diritto allo studio: nulla di tutto ciò è accaduto e gli unici attacchi ai diritti degli studenti sono arrivati da quei presidi e professori che hanno pensato bene di interrompere lezioni ed esami, senza nemmeno avere la dignità di rinunciare a parte dello stipendio. La misura è davvero colma, né l’università italiana né gli studenti universitari sono più disposti a vedere rimandata se non addirittura affossata dalla casta trasversale dei baroni la riforma più rivoluzionaria degli ultimi decenni“ “Per tutti questi motivi e per veder realizzate le rivendicazioni della destra studentesca degli ultimi decenni Azione Universitaria ha promosso e aderito convintamente alla lettera aperta che il gruppo di centrodestra in Consiglio Nazionale degli Studenti Universitaria ha inviato al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed al Presidente della Camera Gianfranco Fini e ha anche creato un gruppo su facebook, ormai fonte primaria di diffusione di notizie e campagne, per far si che anche altri rappresentanti firmino la lettera. Il gruppo, dal titolo molto eloquente “Riforma subito: Lettera Aperta a Fini e Berlusconi”, ha già superato i 1.000 iscritti “ conclude il giovane leader degli universitari che fanno riferimento al PdL. (manifestazione)

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Didattica dell’Ateneo

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2010

Pavia Università. Aula Magna dell’Università gremita di ricercatori, docenti, studenti e rappresentanti del personale tecnico e amministrativo per la terza conferenza di Ateneo, riunita dal Rettore Angiolino Stella per approfondire le problematiche connesse all’organizzazione della didattica dell’Ateneo e al ruolo delle diverse componenti della docenza. Dopo gli interventi del Rettore e del prorettore alla didattica Gianni Francioni, che ha auspicato “un patto di solidarietà tra tutte le componenti dell’ateneo”, si sono susseguiti 22 interventi tesi a illustrare principalmente la posizione dei ricercatori rispetto al ddl Gelmini, anche alla luce della delibera approvata dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione di Pavia, oltre che della Mozione della CRUI. “Scopo della conferenza di Ateneo – commenta il Rettore Angiolino Stella – era ascoltare tutte le componenti e fare il punto sulla situazione. Direi che lo scopo è pienamente raggiunto. Ascoltati tutti gli interventi, mi sento di ribadire che è davvero importante affrontare tutti uniti questo momento, tenendo conto sia delle motivate richieste dei ricercatori a tempo indeterminato, sia dell’insieme dei problemi emersi negli ultimi tempi. Alle critiche mosse da alcuni al ddl Gelmini si sono aggiunte chiare manifestazioni di volontà tese a far sì che l’Università di Pavia non venga meno, né in questa fase né in futuro, alla propria mission di alta formazione e di Research University. Tutto questo sarà oggetto di discussione, per arrivare alle opportune decisioni nel prossimo Senato Accademico”.

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Blocchi della didattica e degli esami

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2010

“Le nostre fonti in alcuni Atenei italiani riferiscono di blocchi della didattica e delle sessioni di esame, estremi atti di prevaricazione messi in atto da professori senza scrupoli pronti a calpestare i diritti degli studenti nel tentativo di contrastare una riforma che finalmente li inchioda ai loro doveri ed alle loro responsabilità di pubblici dipendenti “ così Andrea Volpi, leader di Azione Universitaria – movimento studentesco vicino al PDL – commenta i blocchi delle attività in alcune università denunciati dagli studenti. “Impedire agli studenti di sostenere un’intera sessione di esami – aggiunge Volpi – significa non solo violare il diritto allo studio sancito nella nostra costituzione, ma soprattutto porre un forte ostacolo nel percorso formativo degli studenti, spesso Fuori Sede e lavoratori, che tra mille sacrifici personali e delle loro famiglie pagano tasse onerose spesso in cambio di servizi insufficienti: per questo invitiamo i Rettori a garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche e laddove i diritti degli studenti non vengano tutelati non esiteremo a sporgere regolare denuncia per interruzione di pubblico servizio “

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Elezioni universitarie

Posted by fidest press agency su sabato, 8 maggio 2010

12 e 13 maggio si terranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, organo consultivo del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca che esprime pareri e proposte sul sistema universitario, dimostratosi finora molto importante per indirizzare le Riforme della didattica, del Diritto allo Studio, della Governance, della valutazione e dell’accesso alle professioni. “Nei dieci anni di esistenza del Consiglio, abbiamo ottenuto degli ottimi risultati per gli studenti contribuendo alla creazione di un nuovo modello di Università, che sta divenendo più competitiva, più efficiente, più meritocratica, più trasparente, meno baronale, nepostica ed ideologizzata. Dopo l’importante contributo alla contro-riforma della didattica D.M. 270/2004 che ha superato molti difetti del “sinistrorso” 3+2 e che sta producendo ora i suoi effetti positivi con il recupero della qualità degli insegnamenti e la cessazione delle proteste studentesche dopo quasi 8 anni di barricate, a breve si manifesteranno gli esiti del nostro contributo alla nuova Riforma Gelmini (in discussione in Parlamento) che porterà alla timbratura del cartellino dei professori per certificare la presenza negli orari destinati alla didattica e al ricevimento degli studenti. La nostre visione si rispecchia pienamente anche nella ridistribuzione degli incentivi economici agli Atenei più virtuosi e nella chiusura dei Corsi di Laurea con pochi iscritti, tenuti aperti solo per pagare lo stipendio ad alcuni professori…”. Così Andrea Volpi, attuale capogruppo del Centro Destra al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.

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Il “tetto” del 30% agli alunni stranieri nelle classi?

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2010

La nota del Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini relativa al tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi pone l’accento su una complessa realtà che la scuola non può eludere, ma è, nel contempo, da considerare in un’ampia e globale visione: la realtà degli studenti stranieri, infatti, coinvolge anche le politiche familiari e quelle sociali, le scelte delle amministrazioni locali e tutto il privato sociale che, con competenza e dedizione, si occupa da molti anni di un fenomeno inarrestabile che ha origini ben oltre le nostre frontiere.  La forte presenza di stranieri nella scuola italiana è un insieme di opportunità e di problematicità e, e non è certo utile, né risolutivo, un atteggiamento di chiusura: “vogliamo leggere nelle scelte del Ministro l’invito ad una qualificazione della didattica e degli interventi di accoglienza degli stranieri nelle scuole” – dichiara il Presidente nazionale dell’A.Ge. – Associazione Italiana Genitori – “nella consapevolezza che l’istruzione, la formazione e l’educazione sono, per tutti, una leva di sviluppo, di riscatto, di crescita.”  Le competenze degli organi collegiali d’istituto e quelle dell’autonomia delle scuole già affidano alle scuole il compito di determinare i criteri per la formazione delle classi, nonché di individuare attività integrative ed extrascolastiche ai fini del sostegno e del recupero di  svantaggi: pertanto – precisa Guarneri – “il tetto stabilito (che può e dovrà inevitabilmente essere sottoposto a numerose deroghe locali) non potrà essere concretamente attuato senza precise scelte delle scuole che, mirando a non realizzare classi ghetto, stabiliscano anche le diverse fasi necessarie per una vera integrazione, quali le pratiche di accoglienza, la valorizzazione del plurilinguismo come opportunità per tutti gli alunni, oltre che per gli stranieri, la relazione con le famiglie, il coinvolgimento degli enti locali e dell’associazionismo, la formazione dei docenti anche nella conoscenza delle lingue”.  L’A.Ge. ritiene che queste decisioni debbano essere parte di un’azione complessiva del Ministero e delle scuole, che, conclude il Presidente Guarneri, “dovrà anche prevedere lo stanziamento di risorse economiche per la qualificazione dei docenti e la riduzione del numero di alunni per classe. Il tetto del 30%, infatti, fissato in altri provvedimenti contemporaneamente all’aumento del numero di alunni, non modifica il carico delle eventuali difficoltà didattiche. Come genitori, soprattutto pensando ai minori, non potremmo accettare che i provvedimenti sugli alunni stranieri siano frutto di una mentalità difensiva o, peggio, oppositiva: l’accoglienza di ogni diversità, nella scuola, consente alla scuola intera di qualificarsi per potere accogliere meglio tutti.” La conoscenza reciproca e l’integrazione fra culture si poggia anche sul sostegno alle famiglie e sulla promozione di incontri e associazioni di genitori tra e con genitori stranieri. L’AGe, da parte sua, sta già accogliendo in molte realtà locali genitori stranieri ed ha dato vita, inoltre, nella città di Fano, ad una associazione di genitori extracomunitari, che si riconosce nello statuto dell’associazione nazionale”

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Università e riforma Gelmini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2009

“Gli ultimi posti nelle classifiche sulla qualità della didattica, i bilanci in rosso della maggior parte degli Atenei italiani e una riforma innovatrice che mette al primo posto rigore e merito non sono argomenti validi per scoraggiare un movimento allo sbando, senza proposte, scaricato prima dagli studenti e poi dai Rettori, buono solo per un museo di quel 68 che non c’è più “ così Andrea Volpi e Giovanni Donzelli, rispettivamente capogruppo del centrodestra nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari e Presidente Nazionale di Azione Universitaria, commentano la contestazione odierna dell’Onda sotto il Ministero di Viale Trastevere.  “L’ Università senza una riforma rivoluzionaria e audace come questa – aggiungono Volpi e Donzelli – sarebbe davvero sul punto di non ritorno, impantanata tra dissesti di bilancio, sprechi e parentopoli. Grazie al decreto Gelmini non avremo più Rettori a vita, sedi e corsi inutili, bilanci fuori controllo e poco trasparenti, ma soprattutto chi sbaglia sarà commissariato e chi spende male avrà meno soldi: quale garanzia migliore per il futuro universitario? Finalmente vengono recepite e diventano legge alcune delle istanze che rivendichiamo da decenni come una migliore selezione nella scelta dei docenti e maggiori opportunità per gli studenti meritevoli, con la componente studentesca finalmente al centro dell’attenzione, più presente nei Consigli di Amministrazione e influente nelle elezioni dei Rettori.” “Efficienza, semplificazione e programmazione rappresentano la giusta via per rilanciare l’accademia e restituire dignità alla cultura italiana. Auspichiamo che nel passaggio in Parlamento il decreto Gelmini non sia stravolto, anzi ci batteremo per ottenere che i professori timbrino il cartellino e per fare in modo che il Governo stanzi, anche attraverso le risorse provenienti dallo scudo fiscale, maggiori fondi per la mobilità e per le borse di studio” conclude Volpi a nome della destra universitaria.

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