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Posts Tagged ‘didattica’

Didattica: Ca’ Foscari forma i docenti nelle scuole del Veneto

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 aprile 2022

L’Università Ca’ Foscari Venezia fa rete con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto per supportare i docenti delle scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado nel gestire l’accoglienza e l’integrazione scolastica di studenti e studentesse ucraine e provenienti da altri Paesi europei ed extra-europei. In programma due webinar sulla “Didattica in situazioni di emergenza”, in diretta streaming sul canale YouTube dell’Ufficio Scolastico Regionale. Coordinatore del progetto è Fabio Caon, professore associato di Didattica delle lingue e di Comunicazione interculturale a Ca’ Foscari e direttore del Laboratorio di Comunicazione Interculturale e didattica (LABCOM) del Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati, con alle spalle anni di insegnamento dell’italiano L2 nelle scuole.I due momenti formativi si focalizzeranno sulle situazioni reali, con ampio spazio per l’interazione e le domande dei partecipanti. Il primo appuntamento, Insegnare l’Italiano L2 in situazioni di emergenza: tra lingua e intercultura, si terrà giovedì 28 aprile 2022 ore 15.00 – 17.00. Insieme a Caon ci sarà la dottoranda cafoscarina Annalisa Brichese. Il secondo, Gestire l’emergenza dal punto di vista psicologico e relazionale, lunedì 2 maggio ore 15.00 – 17.00, vedrà anche la partecipazione di due psicologi del centro Paradoxa di Treviso, Andrea Sales e Angelica Fedalto. In questo momento, con oltre undicimila nuovi arrivi in Veneto dall’Ucraina (dati Regione del Veneto), l’emergenza riguarda in particolare bambini e bambine, ragazzi e ragazze, che arrivano da quel territorio. Ma i contenuti della formazione potranno essere adattati a qualsiasi caso che comprenda nuovi inserimenti scolastici.

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Un certificato di compatibilità alla didattica integrata

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2022

Una nuova spada di Damocle incombe sull’assistenza sanitaria ai cittadini erogata dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, un pasticcio burocratico che rischia di scaricare sui medici un ulteriore carico di adempimenti a causa di una certificazione incomprensibile nella ratio quanto nella sua attuazione pratica.Il problema è che il ministero dell’Istruzione ha diramato la circolare 410 che, in coda al punto 2, riporta esattamente e letteralmente quanto disposto dal comma 4 dell’articolo 9 del DL N° 24 del 24 marzo 2022. «Posta in questo modo – spiegano il segretario generale di Fimmg Silvestro Scotti e il presidente nazionale di Fimp Antonio D’Avino – la circolare dispone che gli alunni delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado e del sistema di istruzione e formazione professionale che sono in isolamento in seguito alla positività al Covid, possono seguire l’attività scolastica nella modalità della didattica digitale integrata. La cosa incomprensibile è che lo stesso comma stabilisce che questo può avvenire “su richiesta della famiglia o dello studente, se maggiorenne, accompagnata da specifica certificazione medica attestante le condizioni di salute dell’alunno medesimo e la piena compatibilità delle stesse con la partecipazione alla didattica digitale integrata”.Al medico di famiglia o al pediatra di libera scelta non spetterebbe inoltre l’attestazione della positività all’infezione da Sars-Cov-2 (del resto inutile, visto che si parla di “alunni in isolamento in seguito all’infezione”), quanto alla “compatibilità delle condizioni di salute di questi alunni in isolamento con la partecipazione alla DDI”. Dunque, una misura che non riguarda la Salute Pubblica o il contenimento della diffusione del contagio epidemico (già salvaguardati dalla misura dell’isolamento domiciliare), bensì la compatibilità delle condizioni cliniche dell’alunno in isolamento domiciliare con la partecipazione alla didattica digitale integrata. «Difficile, per usare un eufemismo, comprendere la ratio sulla base della quale il medico dovrebbe certificare questa compatibilità» prosegue Scotti. «Forse l’unica è quella di giustificare l’assenza dello studente, anche se in realtà lo studente o la famiglia possono tranquillamente non richiedere la partecipazione alle lezioni integrate».Critico anche il profilo economico per le famiglie, che sarebbero esposte ad una spesa ingente per ottenere una certificazione medica che appare francamente inutile, e che avrebbe come unico effetto quello di sovraccaricare con carte e ulteriore burocrazia i medici chiamati a certificare. Per tutte queste ragioni la Fimmg e la Fimp hanno scritto al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e per conoscenza al ministro della Salute Roberto Speranza, oltre che alla FNOMCeO, per chiedere una indispensabile revisione del testo del comma 4 dell’articolo 9 DL 24 marzo 2022. «Dobbiamo evitare che ancora una volta a pagarne le spese siano i medici e i cittadini – conclude Silvestro Scotti – i primi costretti a sacrificare tempo alle visite dei propri assistiti, e i cittadini, costretti ad attese estenuanti e spese del tutto inutili».

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Innovazione didattica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2022

Nora, l’assistente virtuale ideato da Heres.ai (https://heres.ai/) e scelto da Mondadori Education e Rizzoli Education per HUB Scuola, la piattaforma per la didattica digitale più grande d’Italia, arricchisce l’offerta del libro di testo e favorisce una didattica sempre più stimolante e versatile, diventata ormai necessaria in ambito scolastico e formativo. L’obiettivo dell’agente conversazionale – chatbot – è infatti rendere lo svolgimento delle attività su HUB Scuola semplice e veloce: un tutor virtuale a cui potranno fare affidamento più di due milioni di studenti e genitori iscritti, ma anche tutti i docenti che utilizzano la piattaforma per la didattica, per essere guidati nelle fasi del loro lavoro: dall’attivazione dei libri alla scoperta delle applicazioni di lettura HUB Kids e HUB Young progettate per ragazzi della Scuola Primaria e della Scuola Secondaria.Nora nasce per assistere e fornire una guida a studenti e docenti nelle diverse fasi del loro lavoro all’interno di HUB Scuola: dalle istruzioni per la registrazione all’attivazione dei volumi, l’esperienza di navigazione sulla piattaforma si adatta al livello di interazione del fruitore con un grado di personalizzazione del servizio che non può più lasciare indietro nessuno.“La personalizzazione delle conversazioni e dei percorsi tracciabili all’interno di HUB Scuola sono la chiave che porta i nostri chatbot evoluti a rendere l’esperienza di navigazione degli utenti semplice e intuitiva per tutti, con un approccio Human-AI in cui l’essere umano è al centro del processo”, spiega Andrea Gabrielli, Amministratore delegato di Heres.ai.Nora, infatti, non si limita a rispondere alle domande poste tramite il linguaggio naturale, ma propone percorsi guidati a livello visivo per risolvere velocemente le richieste di studenti e docenti che così possono esaurire in pochi click i loro intenti. Un approccio che aggiunge all’esperienza conversazionale un’interazione diretta con il sito ospitante, attraverso la comparsa di pop-up e aree segnalate.Il funzionamento del chatbot si basa sull’implementazione di sofisticati algoritmi di supervised machine learning che perfezionano continuamente la performance del sistema virtuale, ricevendo aggiornamenti continui, alimentati dalle conversazioni con gli utenti. L’interazione diretta con il sito è favorita dalle innovative interfacce grafiche sviluppate dal team tecnico di Heres.ai e dalla funzione di dispatch-event che, in determinati punti del flusso conversazionale, invia al sito dei comandi specifici che innescano un determinato comportamento sulla piattaforma, come l’evidenziazione di un campo o l’apertura di un pop-up.200.950 conversazioni, con una media di 718 scambi al giorno, più di 65.800 gli studenti coinvolti, 19.800 i docenti e 11.440 i ticket gestiti sono i numeri rilevati dalla data di rilascio del sistema virtuale, il 6 maggio 2021, fino al 10 febbraio 2022.

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Scuola: L’Anief chiede l’attivazione della Didattica a Distanza

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2022

La richiesta del sindacato rappresentativo Anief affonda le radici nel “Protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di COVID 19” del 14 agosto 2021, con il quale il ministero dell’Istruzione ha convenuto “sulla necessità che ciascuna istituzione scolastica proceda con il coinvolgimento del relativo responsabile del servizio di prevenzione e protezione e del medico competente e nel rispetto delle competenze del RLS, ad integrare il documento di valutazione rischi di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. Lo stesso D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. prevede all’art. 17 che la valutazione dei rischi sia effettuata, come funzione non delegabile, dal datore di lavoro a cui il dirigente scolastico è assimilato.I numerosi appelli all’attivazione della didattica a distanza lanciati dai lavoratori, da una quota degli studenti nonché da una parte importante della dirigenza della scuola, con tanto di petizione di 3 mila dirigenti scolastici, in questi ultimi giorni sono legati all’evidenza che le valutazioni del rischio biologico sono state effettuate e che le condizioni per il rientro in sicurezza nei luoghi di lavoro non ci sono.Il repentino aumento dei casi di contagio anche tra le persone vaccinate, il basso tasso di vaccinazione della popolazione adolescente, i difficili controlli sulle capienze dei trasporti pubblici, l’impossibilità di garantire il distanziamento fisico nei locali scolastici per i mancati investimenti negli organici, le indicazioni del parere del Comitato Tecnico Scientifico, espresse nel verbale n. 31 del 25 giugno 2021, che ha trasformato il “metro tra le rime buccali” del protocollo 2020-21 nella meno vincolante attuale formulazione “qualora logisticamente possibile”, ha portato l’ANIEF a non firmare il protocollo scuola 2021-22: tutto questo suggerirebbe il rinvio delle lezioni in presenza con conseguente attivazione delle modalità in remoto sia delle mansioni legate alla didattica per il personale docente, sia dei servizi alla comunità scolastica da parte del personale Ata. Non è un caso che diversi governatori regionali, al pari di numerosi sindaci, abbiano rinviato di alcuni giorni la riapertura delle scuole inizialmente prevista per il giorno 7 gennaio.

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Scuole tra apertura e didattica a distanza

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2022

L’ipotesi di rimandare la riapertura effettiva delle scuole con soluzione di didattica a distanza, almeno per due settimane , se da una parte soddisfa la richiesta di molti genitori preoccupati come primi titolari della salute, e dell’educazione dei propri figli , dall’altra certifica la politica del fallimento, per non aver inciso significativamente nel segmento istruzione /educazione, fondamentale per la ripartenza nel nostro Paese. In modo reiterato, è stato mortificato l’obiettivo di intervenire in modo diretto e strutturale, su pochi punti essenziali che avrebbero risolto i nodi principali a partire dai sistemi di areazione nelle classi, ancora “pollaio”, sul nodo trasporti, su azioni significative atte a favorire patti territoriali tra comuni e regioni, sostenendo bambini e ragazzi iscritti alle scuole pubbliche paritarie, luoghi peraltro dotati di grandi aule e spazi da offrire, prioritariamente per quelli con situazioni svantaggiate, che hanno dovuto rinunciare alle scuole frequentate da anni, causa i gravi disagi economici dovuti all’emergenza pandemica e per la triste chiusura di tantissimi istituti, segnale di grave impoverimento culturale per la nostra Italia. La problematica del tracciamento contagi, poteva essere risolta subito, già quando l’Istituto Superiore di Sanità aveva dichiarato sicuri, i tamponi salivari, che come Associazione Non si Tocca la Famiglia, avevamo invocato fossero gratuiti per tutti a scuola . Evidentemente gli interessi economici che girano intorno alla pandemia non prevedono soluzioni gratuite per i cittadini, ma sempre condizionate a costi aggiuntivi e poco rispettose anche delle modalità non di rado invasive, di tamponi rapidi a pagamento in centri analisi specializzati e nelle farmacie. È deludente pensare che al terzo anno di pandemia il preoccupante abbandono scolastico, e il basso livello di apprendimento certificato anche dall’Invalsi, oltre che il disagio psichiatrico dovuto all’isolamento reiterato per milioni di giovanissimi, non abbia spinto ad attivare con estrema urgenza, tutte le misure indicate più volte dalle associazioni di genitori . Lo afferma Giusy D’amico presidente dell’associazione Non Si Tocca la Famiglia, chiedendo che vengano urgentemente predisposti tamponi salivari gratuiti per tutti ogni settimana nelle scuole, solo così potranno essere evitate inutili quarantene e sgradevoli discriminazioni tra bambini/ragazzi, vaccinati e non, dal momento che il vaccino non è obbligatorio, e come provato non previene il contagio per sé stessi, e per gli altri, e che in base al Comunicato stampa dell’autorità del Garante del 23 settembre 2021 per la tutela dei dati personali ad oggi “non è consentito conoscere lo stato vaccinale degli studenti del primo e secondo ciclo di istruzione né è richiesto il possesso o l’esibizione della certificazione verde”. Si auspica che nel rispetto di tutte le misure di sicurezza, dalla garanzie di mascherine e controlli accurati , aereazione e disinfezione locali, siano consentite lezioni in presenza per gli alunni con handicap, con bisogni educativi speciali e disturbi specifici dell’apprendimento, non possiamo permettere che il prezzo più alto, siano i più fragili a pagarlo.

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Scuola, Gelli: “Didattica in presenza sia priorità per il Governo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 agosto 2021

“La riapertura dell’anno scolastico con il ripristino della didattica in presenza deve essere un’assoluta priorità per il Governo. I disastrosi risultati dello scorso anno non lasciano alternative, i ragazzi devono tornare a scuola. Per farlo è però necessario porre in essere tutte quelle azioni fondamentali per garantire la piena sicurezza a studenti e personale docente e non. A cominciare dalle vaccinazioni, con l’obiettivo di raggiungere un’elevata copertura vaccinale. Per raggiungere questo risultato non è escluso che si debba prendere in considerazione l’obbligo per il personale scolastico, così come già fatto per quello sanitario. Ma prima di arrivare a questo è necessario avere un quadro chiaro delle coperture vaccinali nelle varie regioni. Diversi territori stanno comunicando dati molto diversi da quelli riportati nel report settimanale del Governo. Si faccia subito chiarezza in modo da prendere il prima possibile tutte le misure necessarie per il rientro a scuola. Non c’è tempo da perdere”. Così Federico Gelli, presidente della Fondazione Italia in Salute.www.gallitorrini.com

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Scuola: Didattica digitale integrata

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, – ha partecipato all’audizione informale con i rappresentanti dei Gruppi parlamentari delle Commissioni 7ª e 12ª del Senato in merito all’impatto della didattica digitale integrata (DDI) sui processi di apprendimento e sul benessere psicofisico degli studenti. In proposito ha affermato che il sindacato “ha condotto un’analisi con l’intento di migliorare la didattica a distanza. Purtroppo abbiamo rilevato dei dati negativi: 8% degli studenti non ha fatto didattica a distanza, quindi questo ha aumentato le divergenze, facendo registrare una carenza per quanto riguarda gli strumenti e la formazione, portano disagi anche alle famiglie. Bisogna pensare alla didattica digitale integrata non come a un farmaco, ma come a un integratore alimentare che può solo giovare anche a una didattica in presenza, che possiamo continuare a prendere quando l’emergenza da Covid-19 sarà rientrata. Il problema è anche legato all’impossibilità di accedere, per i precari, alla card adibita proprio alla possibilità di fornirsi di connettività e strumenti informatici. Nel complesso sugli studenti l’impatto è stato devastante, è necessario dare supporto a insegnanti e alunni. Bisogna tornare alla didattica in presenza ma bisogna capire come operare con le scuole aperte, perché non ci sono ancora gli strumenti adeguati e il prossimo anno non ci sarà nemmeno l’organico Covid; dobbiamo fare i conti ancora con le classi pollaio. Dobbiamo riflettere su come sono aperte queste scuole”, ha concluso Pacifico.

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Scuola: Didattica digitale integrata

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

L’impatto della didattica digitale integrata sui processi di apprendimento e sul benessere psicofisico degli studenti arrivano tra i banchi del Senato: tra le sigle audite oggi anche Anief, giovane sindacato che dalla sua nascita è in prima linea per la difesa dei lavoratori della scuola e per il successo formativo delle nostre studentesse e dei nostri studenti, pilastro di un paese che deve rinascere. Durante il suo intervento, Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha affermato che “la scuola in presenza è il fondamento di un ambiente sociale oltre che di apprendimento che basa la sua essenza sulla didattica in presenza. L’uso prolungato ed esclusivo della DaD, che stiamo vivendo ora, causerà dei problemi relazionali a lungo termine i cui effetti non sono prevedibili”.“Pertanto – ha continuato Pacifico – la progettualità a lungo termine deve essere necessariamente organizzata in modo tale da prevedere anche delle scelte di prevenzione a tali disagi”. A questo scopo, il sindacato ha presentato un documento molto dettagliato che prendeva in esame i diversi segmenti scolastici, dalla scuola dell’infanzia fino ai centri per adulti.“Riteniamo fondamentale il tema delle risorse per la formazione dei docenti – ha detto Stefano Cavallini, segretario generale Anief – Questo è un capitolo sul quale molto deve ancora essere approvato. Incredibilmente, nella scuola italiana ancora oggi si consumano discriminazioni intollerabili tra docenti in ruolo e colleghi precari. Basti ricordare il non riconoscere anche ai docenti a tempo determinato il diritto alla Carta del docente, introdotta dal governo Renzi con Legge “Buona Scuola”, grazie alla quale ogni docente (solo se in ruolo, però) può contare su un fondo annuale di 500 euro per l’aggiornamento e la formazione, utile anche per acquistare strumentazione digitale”. “Abbiamo presentato diverse proposte specifiche – ha commentato Andrea Messina, segretario generale Anief – fra le quali l’assegnazione di computer in comodato d’uso attraverso convezioni con società o ditte, anziché spendere soldi per la dismissione dei personal computer. Tale attività dovrebbe essere organizzata direttamente dal ministero dell’Istruzione. Ma sarebbe anche fondamentale ripensare gli spazi nelle scuole e nelle città attraverso la realizzazione immediata di collegamenti in fibra ultrarapida in tutta Italia con Wifi free access point. E pure contrattualizzare i docenti precari come tutor in orario extrascolastico, con servizio ovviamente valido a tutti gli effetti di legge, così da garantire agli studenti il diritto allo studio anche in locali scolastici qualora sprovvisti di mezzi propri sufficienti”.

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“Università di Camerino e Cisco insieme per garantire continuità a didattica e servizi

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2021

Camerino Cisco e Università di Camerino sono liete di annunciare la loro collaborazione che le ha viste impegnate per garantire continuità di didattica e servizi utilizzando la piattaforma Cisco Webex per far fronte all’emergenza pandemica Covid-19 e permettere agli studenti di continuare a studiare e laurearsi, portando avanti completamente “online” tutte le attività. L’ateneo aveva già adottato Cisco Webex Meeting dal 2016 a seguito del sisma che aveva colpito il centro Italia con un progetto diventato caso di eccellenza a livello internazionale. In questi ultimi mesi l’utilizzo della piattaforma è stato esteso a tutte le sedi dell’Ateneo, che si trovano a Matelica, San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno. Circa 7.000 studenti con i loro 280docenti, impegnati in 27 corsi di laurea e i 230 dipendenti dell’area amministrativa e tecnica hanno fatto affidamento sugli strumenti di video-collaborazione e condivisione disponibili nella piattaforma.L’università ha anche fatto ampiamente uso di Events, il modulo di Cisco Webex, che ha permesso all’Università di Camerino di gestire gli eventi online, realizzando anche virtualmente alcuni Open Day di orientamento e, primo tra gli Atenei italiani, il Career Day per laureati, tenutosi completamente on line, con oltre sessanta aziende collegate in contemporanea per colloqui con studenti e apertura posizioni. L’utilizzo di Events ha inoltre permesso di continuare l’attività di seminari e incontri rivolti al grande pubblico, particolarmente importante per un Ateneo che individua nella terza missione un cardine fondamentale del proprio piano strategico di sviluppo. Grazie a Cisco Webex è stato possibile inoltre svolgere la “International Winter School on Blockchain technologies and applications”, della sezione di informatica d’Ateneo, che ha visto la partecipazione attiva da remoto di 30 studenti di dottorato e professionisti ICT collegati da tutto il mondo. Tramite la piattaforma, i partecipanti hanno potuto intervenire e cooperare per acquisire competenze utili a progettare, configurare, implementare e eseguire applicazioni basate su blockchain.
“La prossima sfida da affrontare sarà trasformare l’esperienza di didattica mista che abbiamo attuato, in una esperienza “standard” altamente integrata, ancora più efficace, completa e sicura per i nostri studenti” spiega il prof. Luciano Barboni, Prorettore con delega alla didattica dell’Università di Camerino.Grazie all’integrazione tra Cisco Webex e la piattaforma di e-learning dell’università gestita dal team di Unicam e-learning basata su tecnologie open source Moodle, è stato possibile attivare in modo efficace e controllato l’attività di esami online: la vera novità portata dall’emergenza Covid-19, in quanto in precedenza essi si erano svolti sempre esclusivamente in presenza. Sfruttando le funzionalità delle due piattaforme si è gestito il riconoscimento degli studenti, l’invio di questionari e materiali e si sono svolti gli esami orali, tenendo da marzo in poi ben 175 sessioni di esame, sia per gli iscritti ai corsi universitari sia per i docenti di scuola superiore iscritti al percorso di accreditamento necessario per la partecipazione ai concorsi pubblici. In totale, si sono svolti 10.000 esami interamente online.

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Scuola: Quasi tre alunni su quattro in didattica a distanza

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2021

Da lunedì 8 marzo oltre 6 milioni di studenti seguiranno le lezioni da casa, se i governatori regionali disporranno la sospensione delle attività in presenza dove vi siano più di 250 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. E’ la conseguenza di quanto disposto dal nuovo Dpcm in vigore dal prossimo 6 marzo, che prevede scuole chiuse nelle zone rosse e possibilità per i governatori di chiuderle in quelle arancioni e gialle. La proiezione del numero di alunni costretti alla didattica a distanza, curata da Tuttoscuola, potrebbe portare quindi a un raddoppio rispetto agli oltre 3 milioni di alunni che dallo scorso 1° marzo risultano in DaD per effetto di precedenti ordinanze regionali e disposizione del Ministero della Salute. Circa tre quarti (il 73%) degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie saranno impegnati nella didattica a distanza. Una “scuola diffusa” nelle case di circa 6 milioni di famiglie italiane.Tuttoscuola, prendendo a riferimento gli ultimi dati messi a disposizione dalla Fondazione Gimbe (che ha rilevato l’incidenza di casi positivi per 100.000 abitanti sul territorio nazionale), ha calcolato, regione per regione, il numero di alunni per ordine e grado di scuola che per la collocazione in zona rossa o in territori con elevato indice di contagi potrebbero tornare a seguire le lezioni da casa.
Ne scaturisce una mappatura del numero di studenti che dall’8 marzo faranno lezione a scuola o da casa, sia per area geografica, sia per grado di scuola. Nello specifico, secondo i calcoli di Tuttoscuola, potrebbero essere dunque 6 milioni e 235mila (più di 7 su 10) gli alunni di scuole statali e paritarie su un totale di 8milioni e 506mila costretti a seguire le lezioni a distanza. I dati comprendono anche circa 957 mila bambini di scuola dell’infanzia.Le regioni interessate da questa chiusura totale che andrebbero ad aggiungersi alle situazioni già note sono la Lombardia con 1.401.813 alunni in DaD, la Campania con 944.993, l’Emilia Romagna con 620.423, la Puglia con 585.344, il Piemonte con 573.231, la Toscana con 504.616, le Marche con 212.161, la Liguria con 189.785, il Friuli VG con 156.003 e l’Umbria con 119.177. A queste vanno aggiunti alcuni comuni laziali tra cui anche la provincia di Frosinone.Si potrebbe salvare da questa chiusura totale il Lazio (indice di contagio a 235) che, esclusi Frosinone e altri comuni, potrebbe mantenere 626.190 alunni con didattica in presenza, la Sicilia (indice a 145) con 615.891 alunni a scuola, il Veneto (indice 207) con 573.694, la Calabria (indice a 121) con 233.209 a scuola, la Val d’Aosta (indice 90) con 15.552 in presenza e la Sardegna (indice 71) con 207.286 alunni in zona bianca.In presenza (con la consueta alternanza del 50% per gli studenti delle superiori) vi sarebbero 2.271.803 alunni in presenza a scuola (il 26,7%) e 6.234.962 (73,3%) in DAD.Con riferimento ai diversi settori scolastici, seguirebbero le attività didattiche a scuola 435.971 bambini delle scuole dell’infanzia a scuola (il 31,3%), 818.458 alunni della primaria (il 31,4%), 537.644 alunni della scuola secondaria di I grado (il 31,4%) e parzialmente in alternanza 479.730 studenti delle superiori (il 17,2%).

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Il Nuovo Bianchi e la didattica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2021

Il Nuovo Bianchi è una scuola di apertura culturale e sociale in quanto porta avanti un progetto di bilinguismo con la metodologia CLIL, promuovendo soprattutto l’apprendimento della lingua madre, della lingua inglese e con la possibilità di approcciarsi anche alla lingua francese, diventando così anche trilingue, grazie alla convenzione stipulata con l’Istituto Francese a Napoli “Grenoble”. L’obiettivo è quello di integrare l’alunno all’interno di una società multilingue e fornirgli così le giuste competenze per confrontarsi con un mondo sempre più globalizzato ed interconnesso.
La Scuola Primaria si caratterizza, non solo per progetti formativi in connessione con Istituzioni italiane, europee e internazionali (EDA), ma anche per percorsi di Educazione Ambientale e per la attenzione particolare data alla musica attraverso il Progetto “PianoFlash”.

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Scuola: Momento delicato, per le superiori dad e didattica in presenza pure a febbraio

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2021

“Per le scuole superiori è probabile che la linea di condotta” mista didattica in presenza e a distanza “continui ancora a febbraio. Il momento è delicato”: ne è convinto il leader dell’Anief. “L’autonomia che viene data alle singole regioni – ha ricordato – spesso non coincide” con risposte univoche “rispetto all’andamento epidemiologico”, senza dimenticare che pure “le sentenze della magistratura vanno a impedire una linea di condotta comune su tutto il territorio nazionale. Ci sono poi delle regioni dove in base alle decisioni del tribunale amministrativo si sono aperte o chiuse le scuole anche nei gradi inferiori come media e primaria. Bisognerebbe ricordare che il diritto all’istruzione è di tutti gli alunni”. “Come sindacato – ha continuato il leader del giovane sindacato – abbiamo provato, con la sottoscrizione del contratto integrativo sulla didattica integrata, a dare delle regole certe: da ipotesi è diventato vero e proprio contratto sottoscritto dalle organizzazioni sindacali e dal Ministero dell’Istruzione. Tuttavia, da solo, questo contratto serve soltanto per cercare di gestire questo momento pandemico in cui il diritto all’istruzione potrebbe essere compromesso”.Certamente, ha continuato il presidente dell’Anief, “la didattica a distanza non può sostituire la didattica in presenza e ci vogliono delle regole certe per garantire il diritto all’istruzione in questo periodo. Nel frattempo bisogna lavorare per essere ascoltati dal Governo”.Il sindacalista autonomo ha infine detto che “se non si perseguirà questa strada difficilmente riusciremo a uscire dalla crisi della pandemia, mantenendo il diritto all’istruzione e il diritto alla salute. Come non riusciremo a migliorare gli apprendimenti dei nostri studenti”: il rischio è di ritrovarci con “una generazione che sarà totalmente persa”.

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Covid-19: L’attività didattica ed educativa nelle scuole

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2021

L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con il loro utilizzo. La didattica per le scuole secondarie di secondo grado si svolgerà interamente a distanza sino al 9 gennaio; a partire dall’11 gennaio e sino al 16 gennaio dovrà essere garantita al 50% della popolazione studentesca la didattica in presenza, tranne che nelle regioni che si trovano in “zona rossa” (vedi oltre), nelle quali la didattica sarà svolta interamente a distanza. Rimane garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per garantire l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata; • I corsi di formazione pubblici e privati possono svolgersi solo in modalità a distanza. Sono consentiti i corsi di formazione specifica in medicina generale nonché le attività didattico-formative degli Istituti di formazione dei Ministeri dell’Interno, della Difesa, dell’Economia e delle finanze e della Giustizia. I corsi per i medici in formazione specialistica e le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e medica possono in ogni caso proseguire anche in modalità non in presenza. Sono consentiti i corsi abilitanti e le prove teoriche e pratiche effettuate dagli uffici della motorizzazione civile e dalle autoscuole, e tutti i corsi abilitanti o comunque autorizzati o finanziati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, gli esami di qualifica dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale, nonché i corsi di formazione da effettuarsi in materia di salute e sicurezza, nel rispetto delle nor- me dettate dall’INAIL; • Le riunioni degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado possono essere svolte solo con modalità a distanza. Gli enti gestori provvedono ad assicurare la pulizia degli ambienti e gli adempimenti amministrativi e contabili concernenti i servizi educativi per l’infanzia. L’ente proprietario dell’immobile può autorizzare, in raccordo con le istituzioni scolastiche, l’ente gestore ad utilizzarne gli spazi per l’organizzazione e lo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, non scolastiche né formali. Le attività dovranno essere svolte con l’ausilio di personale qualificato, e con obbligo a carico dei gestori di adottare appositi protocolli di sicurezza conformi alle linee guida nazionali193 e di procedere alle attività di pulizia e igienizzazione necessarie. Alle medesime condizioni, possono essere utilizzati anche centri sportivi pubblici o privati; • sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché le attività di tirocinio, da svolgersi nei casi in cui sia possibile garantire il rispetto delle prescrizioni sanitarie e di sicurezza vigenti; • le università, sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento, predispongono, in base all’andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle at-tività curriculari che tengano conto dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria; le attività formative e curricolari si svolgono a distanza, possono svolgersi in presenza le sole attività formative e curricolari degli insegnamenti relativi al primo anno dei corsi di studio nonché quelle dei laboratori, nel rispetto delle linee gui- da fissate dal Ministero dell’Università e della Ricerca194 nonché sulla base del protocollo per la gestione di casi confermati e sospetti di Covid-19195; a beneficio degli studenti che non riescano a partecipare alle attività didattiche o curriculari delle università e delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreuti- ca, le Università o Istituzioni dovranno, ove possibile, garantire le attività in modalità a distanza, tenendo conto anche delle specifiche esigenze degli studenti con disabilità; inoltre dovranno assicurare, laddove necessario, il recupero delle attività formative e curriculari non svolte, e non dovranno considerare le assenze maturate ai fini della eventuale ammissione ad esami finali nonché ai fini delle relative valutazioni; • è sospeso lo svolgimento dei concorsi pubblici e privati e di quelli di abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, e ad esclusione dei concorsi per il personale del servizio sanitario nazionale, ivi compresi, ove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo e di quelli per il personale della protezione civile. Le Commissioni d’esame possono procedere alla correzione delle prove scritte concollegamento da remoto. a cura di Salvatore Curiale – Istituto Nazionale Malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS – Roma – © INMI

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Scuole: Ripresa dell’attività didattica

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 gennaio 2021

Giorni fa si è svolta la riunione del tavolo operativo (OOSS Scuola, USR e Regione) relativa alle problematiche della riapertura delle scuole, il prossimo 7 gennaio 2021. Le OOSS hanno unanimemente rappresentato le proprie preoccupazioni e la propria contrarietà alle modalità decise unilateralmente dai Prefetti per la ripresa dell’attività didattica in presenza per la scuola superiore, anche alla luce dei dati epidemiologici registrati in questi giorni e delle dichiarazioni dell’Assessore Regionale alla Sanità, D’Amato, rese alla stampa non più tardi questa mattina.Sebbene tutte le sigle sindacali siano accomunate dalla convinzione che la didattica digitale non possa costituire l’ordinaria modalità di funzionamento del sistema scolastico, tuttavia non sono state create, in questi mesi, idonee condizioni di sicurezza, né per il personale, né per gli studenti, in modo tale che la riapertura finisce per costituire, nella situazione attuale, un grande azzardo, non solo e non tanto per la Scuola in sé considerata, ma per quanto essa implica e coinvolge in termini sociali. Peraltro, le OOSS non possono non rilevare che l’assessore alla Sanità, la cui presenza al tavolo operativo regionale per la Scuola è stata più volte, ma vanamente sollecitata, avrebbe colto oggi un’occasione importante se avesse accettato l’ennesimo invito, e avesse illustrato direttamente ai rappresentanti della Scuola le ragioni che, a suo parere, sconsigliano la ripresa in presenza.Pur apprezzando l’impegno delle altre parti presenti al tavolo, ossia l’Ufficio Scolastico Regionale, nella persona del Direttore Generale, Pinneri, l’Assessore all’Istruzione, Claudio Di Berardino, e l’Assessorato ai trasporti, rappresentato da un suo dirigente, l’ing. Passani, le OO.SS. ribadiscono le proprie perplessità, e, anzi, esprimono il timore che la riapertura, non adeguatamente preparata, possa essere seguita da una repentina chiusura, che suonerebbe come una grave sconfitta amministrativa, politica e sociale.Per tale motivo si è richiesto perlomeno di posticipare l’inizio delle attività in presenza di qualche giorno, per permettere alle singole scuole di riorganizzarsi nel modo più adeguato, nonché di consentire l’ingresso in fascia unica almeno fin quando sarà mantenuta la percentuale in presenza del 50% degli studenti.Si è, comunque, convenuto su quanto segue: Le scuole saranno invitate a deliberare le riduzioni di orario previste dalla normativa vigente (art. 28 CCNL Scuola 2007 e atti amministrativi da esso richiamati), senza necessità di recupero a carico di insegnanti ed alunni; Si invertono le percentuali di accesso a scuola: il 60% degli alunni entrerà nella prima fascia oraria (ore 8:00) e il 40% nella seconda (ore 10:00), riducendo nella massima misura possibile i disagi della nuova organizzazione scolastica; Su proposta delle OO.SS.ci sarà da parte dell’Assessore all’istruzione la valutazione di un possibile slittamento all’11 gennaio p.v. dell’attività didattica in presenza; Ci sarà un nuovo incontro di monitoraggio del tavolo regionale, fissato entro la prima settimana dopo il riavvio dell’attività didattica in presenza; Inoltre, in merito alla richiesta avanzata dalle OO.SS. di un fondo aggiuntivo di risorse per gli eventuali straordinari da parte del personale ATA, l’USR Lazio ha risposto che è stato previsto tra MI e conferenza Stato/Regioni l’attribuzione di risorse per tale scopo. Le OOSS, nel prendere atto di quanto, nei limiti della loro possibilità di intervento,gli interlocutori hanno proposto, ribadiscono le proprie richieste relative a: Politica sanitaria attiva nelle scuole (contact tracing, accesso prioritario ai tamponi, vaccinazione prioritaria del personale scolastico, dopo quello medico, protocolli sanitari uniformi in tutte le ASL); Rimodulazione complessiva degli orari delle attività produttive, parallelamente agli orari scolastici; Attenzione al segmento di età 0 – 6 e al ciclo primario, con un monitoraggio che verifichi quali siano le condizioni vigenti, dopo quattro mesi di attività scolastica in presenza. Su questi obiettivi, le OOSS continuano a sollecitare le istituzioni regionali.

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Scuola: La psicologa Elisa Caponetti analizza la didattica a distanza

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2021

L’apprendimento cognitivo è influenzato dalle emozioni. Esiste infatti una stretta connessione tra la vita emozionale degli alunni e la loro capacità di acquisire nuove competenze e conoscenze e ciò in quanto entrambi sono processi che si generano nella nostra mente. La scuola rappresenta quindi un luogo privilegiato in cui poter osservare e valutare le dinamiche emotive e cognitive che si attivano nei processi evolutivi. L’emergenza Covid ha stravolto in maniera drastica e immediata le abitudini di tutti noi, modificando in modo radicale e fulmineo il nostro quotidiano. Se ciò è vero per gli adulti, questo si è verificato con ancora maggior dirompenza sulle vite dei bambini e dei ragazzi, costretti a doversi adattare ad un quotidiano a loro fino a quel momento sconosciuto.L’impossibilità, per molti studenti, di poter andare a scuola e l’imposizione di doversi adeguare alla cosiddetta DAD (didattica a distanza) dall’oggi al domani, non è stato vissuto come un evento positivo dalla stragrande maggioranza dei minori. I ragazzi, a partire dal mese di marzo, sono stati così catapultati in una nuova dimensione fatta di assenza di socializzazione e isolamento domiciliare. La socializzazione, le consuetudini quotidiane, i compagni di scuola, contribuiscono massicciamente allo sviluppo emotivo e sociale.D’improvviso gli studentisono stati sconnessi dal mondo reale e si sono ritrovati costantemente connessi a quello virtuale. Il rapporto umano è stato delegato alla modalità virtuale, generando così conseguenze sia a livello emotivo che cognitivo e soprattutto nell’alterazione di un proprio stato di benessere.Inizialmente, si era invece verificata in molti, una reazione positiva. Il lockdown ha consentito ai bambini di stare insieme a mamma e papà 24 ore su 24 potendo così ricevere attenzioni esclusive da entrambi i genitori. Ma questo è stato vero soprattutto per i più piccoli. Per gli studenti adolescenti, le cose sono state ben più complicate. Soprattutto in questa fascia d’età, il contatto umano è imprescindibile e non può essere sostituito o compensato dalla tecnologia. Con la didattica a distanza si è creato un nuovo modo di fare insegnamento e apprendimento. Se da un lato si è cercato di preservare la continuità scolastica, dall’altro, l’utilizzo dischermi di pc, smartphone e tablet hanno reso più difficile cogliere l’empatia e l’espressività dei volti, che filtrano le emozioni alterando con facilità la realtà. E così la vita reale si è trasformata velocemente in virtuale. Spesso poi ci sono state criticità aggiuntive date da assenza di privacy, soprattutto nei casi in cui l’abitazione dello studente è di dimensioni ridotte o se la famiglia è numerosa.Le conseguenze seguite al drastico cambiamento imposto dalla DAD, nella maggior parte dei casi, sono state molteplici e sovente hanno arrecato serie ripercussioni a livello cognitivo, emotivo, relazionale ed educativo.Ovviamente, ogni singolo caso è specifico, in quanto ogni situazione presenta esiti di benessere e malessere diversificati. Ciò nonostante, si stanno riscontrando comportamenti disadattivi molto comuni insieme ad una rilevante conseguente instabilità emotiva.Se andiamo ad approfondire la sintomatologia riscontrata, vediamo che è stata estremamente variegata: occhi arrossati, stress, paure crescenti di vario tipo, depressione, ansia, crisi di panico, frustrazione, senso d’impotenza e inquietudine. Ma anche, svilimento, profondo senso di inadeguatezza e solitudine. Estremamente comune poi l’insorgenza di insonnia e mal di schiena a causa della postura adottata per dover stare tanto tempo seduti di fronte ad uno schermo. L’isolamento forzato ha purtroppo inoltre prodotto seri rischi comportamentali. Affianco a tutto ciò, va segnalato lo sviluppo di dipendenze a cui siamo stati tutti più esposti a rischio, a maggior ragione ciò è valso per i soggetti con maggiori precedenti fragilità. In particolare, si è diffusa l’addiction alimentare e la dipendenza da pc, smartphone e strumenti tecnologici.E’ vero però che in un momento in cui ci siamo sentiti privati di tutto, un modo per restare connessi è stato proprio grazie ai nostri inseparabili apparecchi tecnologici per cui durante questa pandemia rappresentano un’apparente salvezza!

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Scuola: didattica a distanza

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 dicembre 2020

La Dad, tramutata in Didattica digitale integrata, fa ormai parte dell’offerta formativa delle scuole. Solo che scade il 31 dicembre, salvo proroga, la possibilità di utilizzare il bonus disponibile per i docenti di ruolo delle scuole statali per l’acquisto di hardware per la didattica a distanza: ne dà notizia la stampa specializzata ricordando che la Carta del docente continua a non essere prevista “per i precari, che però possono prendere in comodato d’uso i pc per la didattica a distanza”. Questo significa che quasi un terzo degli 850 mila docenti italiani non usufruisce delle tecnologie a supporto della didattica. E poi sono esclusi oltre 200 mila amministrativi, tecnici e ausiliari. Come se non bastasse, dal 1° gennaio 2020 nemmeno i docenti di ruolo potranno accedere ai dispositivi per DAD.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “il fatto che si disponga il comodato d’uso anche per i precari la dice lunga sull’esigenza di rispondere ad un vuoto normativo imposto con la Legge 107 del 2015, che nel legiferare l’aggiornamento permanente del personale ha dimenticato ‘pezzi’ di professionalità scolastiche. Oltre ai docenti precari, non sono stati inclusi gli amministrativi, i tecnici e i collaboratori scolastici, e persino gli educatori. Come se costoro non necessitassero di aggiornarsi e di crescere professionalmente. Ma negargli oggi, in tempo di Covid, l’accesso ai 500 euro annui diventa ancora più illogico, perché l’utilizzo di attrezzatura e dispositivi digitali interattivi è indispensabile per attuare la Dad o lo smart working. Inoltre, l’accesso allargato ai dispositivi elettronici è ovvio che andrebbe prorogato almeno fino al termine dello stato d’emergenza epidemiologica”. Anief conferma l’opportunità di ricorrere al Giudice del Lavoro contro l’esclusione dalla carta docente, così da fare ottenere a tutti i dipendenti in servizio nella scuola pubblica, senza alcuna distinzione, precari compresi, l’accesso al bonus per l’aggiornamento annuale di 500 euro che continua ad essere concesso solo ai docenti di ruolo.

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A scuola lezioni fino al 30 giugno?

Posted by fidest press agency su martedì, 22 dicembre 2020

Il Governo intende proporre alle Regioni un allungamento del calendario scolastico motivandolo col recupero dei giorni trascorsi con la didattica a distanza ipotizzando lezioni con turni pomeridiani sino al 30 giugno 2021: lo si apprende da fonti governative, dopo l’incontro tenuto stamani tra le due parti. I dirigenti del sindacato Udir sono fermamente convinti che tutte le parti coinvolte dovrebbero essere consultate prima di intraprendere una decisione così importante, con ricadute rilevanti sulle operazioni di fine anno scolastico e sugli Esami di Stato.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, “se la volontà delle parti dovesse essere confermata, si tratterebbe di una procedura attuata senza confronto con le parti sociali, come se la Dad e la Didattica digitale integrata non fossero delle modalità didattiche. Sappiamo bene che le cose non stanno così”.Realizzare la Didattica a distanza significa fare scuola a tutti gli effetti: è una modalità organizzativa delle lezioni sicuramente alternativa, attraverso la quale gli studenti possono comunque proseguire il proprio iter formativo, con approcci diversi ed anche innovativi.I dirigenti scolastici hanno colto la sfida sin dallo scorso mese di marzo: hanno assicurato ed assicurano, nei momenti di chiusura delle attività in presenza, le opportunità per poter crescere culturalmente ai propri studenti organizzando on line il servizio scolastico, come anche i rapporti scuola famiglia.Udir ricorda che i dirigenti a capo degli istituti si sono adoperati, utilizzando tutti finanziamenti disponibili, affinché fossero offerti in comodato d’uso gli strumenti informatici a tutti coloro, in particolare gli studenti, che ne avevano bisogno. Si recupera in questo modo una prestazione non fornita o un servizio non offerto, per cui non ha alcun senso o fondamento giuridico parlare di un recupero delle prestazioni con l’allungamento del calendario scolastico: secondo il giovane sindacato dei dirigenti scolastici cosa vi sia da recuperare rimane un mistero tutto da scoprire.

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Istruzione: Incontro Sidels sulla didattica a distanza

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

All’indomani dell’incontro on line “Didattica a distanza, tra discrezionalità del dirigente, diritti dei docenti ed efficacia del dialogo educativo” organizzato da Sidels – Società italiana di diritto e legislazione scolastica che nasce dall’iniziativa di un gruppo di 40 avvocati di tutta Italia che ha avuto l’idea di mettere su un’associazione specialistica dedicata alla materia del diritto e della legislazione scolastica – Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, fa il punto della situazione e un plauso all’iniziativa. L’evento telematico è stato moderato da Dino Caudullo, presidente Sidels. Sono intervenuti, nella prima parte dell’incontro, il giornalista Lucio Ficara, l’avvocatessa Anna Chiara Vimborsati, l’avvocato Fabio Rossi e l’avvocato Walter Miceli dell’Ufficio legale Anief. Nella seconda parte hanno preso la parola i rappresentanti delle sigle firmatarie del contatto sulla dad: il segretario nazionale della Cisl scuola Attilio Varengo, la segretaria nazionale Graziamaria Pistorino della Flc Cgil e il segretario generale Anief Marco Giordano.

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Durante il lockdwon i docenti hanno fatto didattica a distanza per 8 ore a settimanali

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

È stato di circa 8 ore, secondo lo studio Indire che ha analizzato le risposte di 3.700 docenti italiani – nel dettaglio, si tratta di 3.195 donne e 579 uomini – tramite in questionario online, così distribuiti per ordine di scuola: il 10% appartenente alla scuola dell’infanzia; il 29,8% alla scuola primaria; il 21,8% alla scuola secondaria di primo grado e il 38,4% alla scuola secondaria di secondo grado. Il report descrive le modalità di trasposizione della didattica tradizionale frontale nella dad, per attuare la quale emergono principalmente due pratiche preminenti quali le lezioni in video-conferenza e l’assegnazione di risorse per lo studio e gli esercizi. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha affermato che “i dati in nostro possesso, ricavati da sondaggi tramite le RSU e i TAS, ci dicono che le ore di attività sincrona sono molte di più. Se consideriamo il periodo da settembre ad oggi poi, tutte le scuole e i colleghi si sono adeguati alle linee guida sulla DDI, prendendo come orario minimo quello indicato, ma erogandone almeno il 30% in più”.

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Didattica a distanza

Posted by fidest press agency su domenica, 13 dicembre 2020

Alla luce dei DPCM che si sono susseguiti recentemente più di 2 milioni di studenti italiani hanno dovuto rinunciare ancora una volta alla didattica in presenza. Una rimozione della componente sociale dalla vita scolastica di bambini e adolescenti che secondo diversi studi internazionali sta causando negli alunni un drastico calo della soglia di attenzione e delle motivazioni. Secondo una recente indagine effettuata da Barnes & Noble Education su 432 studenti americani, pubblicata da University Business, ben il 64% ha espresso delle preoccupazioni in merito alla didattica online, temendo di non riuscire a rimanere concentrati e motivati sul lungo periodo. Feedback negativi e disagi diffusi peraltro confermati dal nuovo report di Cognia, organizzazione non governativa che rappresenta 36mila istituzioni e 5 milioni di educatori negli Stati Uniti, che ha raccolto le risposte di più di 74mila tra studenti, genitori e professori di 23 paesi: da questa indagine è emerso che 8 studenti su 10 sostengono di avere una mole di lavoro più pesante con la didattica distanza rispetto a quella in presenza e che il 61% di loro si dimostra preoccupato di non essere pronto per il prossimo anno di scuola. Ma non è tutto: il 71% di bambini e ragazzi si sente spesso solo e più di 4 genitori su 10 hanno notato una mancanza di routine sane nei loro figli, che potrebbero aiutare a ridurre l’ansia e a mantenerli più motivati e concentrati. È quanto emerge da un approfondimento condotto sulle testate internazionali da Espresso Communication per Vitavigor, storico marchio dei grissini di Milano, coinvolgendo un panel di esperti del settore food. Secondo gli esperti un aiuto può arrivare dall’alimentazione, ottima alleata per stimolare la concentrazione: avere delle buone abitudini alimentari può giovare sia al corpo sia alla mente. Per questo è fondamentale imparare a dare il giusto valore al cibo, soprattutto agli spuntini, che, se consumati in maniera corretta, consentono di evitare i cali energetici che si possono verificare a metà mattina e metà pomeriggio. “Mantenere la concentrazione quando si studia non è mai facile, specialmente se non si ha la possibilità di uscire di casa per svagarsi fra una lezione e l’altra – afferma Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor – In questo momento più che mai, bambini e ragazzi hanno bisogno di mantenersi in forze psicofisiche per affrontare la giornata scolastica al meglio. I grissini, come ad esempio i VitaPop, i nostri nuovi snack, nella loro versione integrale possono essere lo snack ideale a soddisfare questa esigenza: uno spuntino adatto a tutti, leggero, gustoso e con un alto contenuto nutrizionale bilanciato, per ripartire ogni giorno con una marcia in più. Perfetti da sgranocchiare sia durante la mattinata sia durante il pomeriggio, sono l’accompagnamento ideale per merende dolci e salate. Come tutta la linea Vitavigor, i VitaPop sono acquistabili sul nostro e-commerce e quindi disponibili in tutta Italia”.

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