Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘difesa’

“Il Governo italiano prenda subito posizione a difesa dello Stato di Israele”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 maggio 2020

Lo dichiara il Questore della Camera e membro della commissione affari esteri Edmondo Cirielli (FdI): “Le gravi minacce della Guida suprema iraniana Ali Khamenei sono molto pericolose e non possono essere sottovalutate . Così come preoccupano le intimidazioni dei Pasdaran iraniani che vorrebbero “liberare” Gerusalemme eliminando quello che definiscono “virus Israele”. Parole – sottolinea Cirielli – che confermano una minaccia concreta verso una Nazione con cui l’Italia deve dimostrare non solo a chiacchiere ma con atti concreti la storica amicizia. Il ministro Di Maio e il presidente Conte condannino quanto sta accadendo in Medio Oriente. Bisogna schierarsi immediatamente per ribadire il diritto all’esistenza del popolo israeliano ed intervenire prima che sia troppo tardi e siano compromesse le possibilità di pace ” conclude Cirielli

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Difesa: Cgil Cisl Uil Pa, chiarezza su progetti di ristrutturazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

“Prendiamo atto della dichiarata attenzione del Ministro della Difesa alle problematiche del Dicastero e della sua disponibilità all’ascolto. Peraltro, è proprio la drammaticità della condizione economica e sociale a far risaltare le incognite sul futuro degli insediamenti industriali e logistici della Difesa”. Lo dichiarano, in una nota, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, replicando alle dichiarazioni diffuse dal Sottosegretario di Stato, Angelo Tofalo.”Per questo – proseguono i sindacati – è necessario che l’impegno straordinario sia accompagnato dalla concreta partecipazione di tutti gli interpreti in campo, a partire dal personale civile, le cui criticità permangono tuttora irrisolte. Una visione organica chiara nelle sue finalità, definita nei progetti di sviluppo industriale ed occupazionale, condivisa dagli attori istituzionali e dalle rappresentanze sindacali, è la condizione indispensabile per far ripartire un comparto vitale per l’economia del paese. Il confronto con il vertice politico del Ministero non può attendere, e deve essere coerente con i tempi dell’emergenza che lo stesso Governo ha assunto nel metodo di dialogo con le parti sociali”, concludono Fp Cgil Cisl Fp e Uil Pa.

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Difesa dei minori e degli anziani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Dichiarazioni della Presidente Camera Nazionale Avvocati per la Famiglia e i Minorenni, Avv. Maria Giovanna Ruo:”I diritti fondamentali non sono in quarantena, ma il tutto deve essere interpretato con equilibrio e buonsenso. La relazione con entrambi i genitori è un diritto fondamentale dei figli minorenni: in questo momento sono soprattutto i genitori stessi che debbono garantirlo cooperando. Ad es. se debbo andare a fare la spesa, invece che portarmi i bambini a fare la fila, è meglio che vadano con il papà. E che casomai insieme evitiamo troppi spostamenti accorpando giorni e pernotti. Questo il senso del nostro decalogo diretto ai genitori, cui è richiesta una rinnovata disponibilità nei confronti dei figli”

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Difesa dei minori e degli anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

“I diritti fondamentali non sono in quarantena, ma il tutto deve essere interpretato con equilibrio e buonsenso. La relazione con entrambi i genitori è un diritto fondamentale dei figli minorenni: in questo momento sono soprattutto i genitori stessi che debbono garantirlo cooperando. Ad es. se debbo andare a fare la spesa, invece che portarmi i bambini a fare la fila, è meglio che vadano con il papà. E che casomai insieme evitiamo troppi spostamenti accorpando giorni e pernotti. Questo il senso del nostro decalogo diretto ai genitori, cui è richiesta una rinnovata disponibilità nei confronti dei figli” “I diritti fondamentali non sono in quarantena, e tutto deve essere interpretato con equilibrio e buonsenso. Gli anziani in struttura soffrono di solitudine; le famiglie sono angosciate dalla mancanza di notizie; gli operatori sono decimati e privi di volontari che li aiutino. Allora si cerchi di evitare estremizzazioni e di cooperare. Gli anziani anche se non hanno strumenti multimediali possono guardare i loro familiari e interloquire attraverso smart phone aiutati per pochi minuti dagli operatori. Basta anche poco, ma ciò aiuta a tranquillizzare gli uni e gli altri, e tutela il loro fondamentale diritto alla relazione” Ai seguenti link le schede che sono state ideate per migliorare la divulgazione, ma la stessa Presidente Ruo è a disposizione per inviare qualche contributo o rilasciare un’intervista al telefono.

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Difesa degli asset strategici

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

Il ragionamento che sta facendo il governo francese sulla difesa degli asset strategici “non può’ che riguardare anche il governo italiano”. Lo ha detto Antonio Misiani, viceministro dell’Economia, a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24 . “Lo faremo, – ha risposto ad una domanda sulla difesa delle aziende italiane strategiche – il governo ha già gli strumenti, come la golden power. Stiamo valutando a livello di presidenza del consiglio e Mef come rafforzare questi strumenti e difendere le aziende strategiche”. E alla domanda se c’è l’ipotesi di estendere il potere di veto alla scalata ad altre aziende fuori dal perimetro dello Stato il viceministro ha risposto a Radio 24: “C’è una riflessione in corso”.Antonio Misiani (vice Mef) a 24Mattino su Radio 24: Coronavirus, “tempo di semplificare investimenti Governi ogni colore non ce l’hanno fatta, per noi ora è obbligo” Con il prossimo decreto anti-coronavirus atteso ad aprile, il governo deve “porre le basi per la ripartenza del Paese. Ci sono decine di miliardi gia’ stanziati per gli investimenti pubblici che sono una delle chiavi di ripartenza. E’ il tempo di una drastica opera di semplificazione delle regole e delle procedure e di accelerazione degli investimenti che i governi di ogni colore, per i piu’ vari motivi, non sono riusciti a fare e che ora noi abbiamo invece l’obbligo di fare”. Così Antonio Misiani, viceministro dell’Economia, a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24.
La crisi innescata dal coronavirus, “più ampia e più profonda di quella del 2008/2009, obbliga a ripensare anche la politica industriale e la filiera produttiva, arginando il fenomeno delle esternalizzazioni”. Cosi Antonio Misiani, viceministro dell’Economia, a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24 che fa l’esempio dei Dispositivi di protezione individuale (come le mascherine, ndr). “La produzione in questi anni è stata esternalizzata per motivi di costo come molte altre – dice Misiani a Radio 24 – non è più accettabile che produzioni strategiche noi le dobbiamo importare con tutte le difficoltà che stiamo vivendo in questi giorni in cui ognuno di noi è impegnato per telefono a sbloccare carichi alle dogane e parlare con stati stranieri per far arrivare tute e mascherine”.

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La difesa della Corte Suprema: Roberts duro con Schumer, morbido con Trump

Posted by fidest press agency su domenica, 15 marzo 2020

By Domenico Maceri. “Dichiarazioni minacciose di questo tipo da alti funzionari del governo non sono solo fuori posto, sono pericolose”. Questa le parole del giudice John Roberts, presidente della Corte Suprema americana, mentre difendeva la magistratura dagli attacchi politici. Ci si aspetterebbe si trattasse di una reazione agli attacchi massacranti di Donald Trump e i suoi tweet velenosi verso giudici a lui poco graditi. Il bersaglio di Roberts era invece diretto a Chuck Schumer, senatore di New York, leader della minoranza democratica nella Camera Alta. Schumer aveva in precedenza attaccato direttamente due giudici, Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh, dicendo in un rally davanti alla Corte Suprema che le loro possibili e orribili “decisioni comporteranno serie conseguenze”. Schumer avvertiva i due giudici sulla loro possibile decisione di limitare o persino vietare la legge sull’aborto che la Corte Suprema prenderà in considerazione fra breve.Schumer ha capito di avere esagerato e quindi ha chiesto scusa. Ciononostante, il battibecco fra Roberts e Schumer ci conferma il clima di antagonismo verso il sistema giudiziario che continua sempre più a essere politicizzato. Allo stesso tempo però mette a nudo la debole difesa di Roberts della Corte Suprema dagli assalti del 45esimo presidente.Il mese scorso, il presidente Donald Trump, ha attaccato Amy Berman Jackson, giudice federale, la quale si apprestava a emettere una sentenza su Roger Stone, ex collaboratore di Trump. Schumer aveva implorato Roberts di difendere la giudice dai feroci attacchi dell’inquilino della Casa Bianca. Va ricordato che Stone era stato riconosciuto colpevole di falsa testimonianza e intralcio alla giustizia da una giuria federale. Prima che la giudice pronunciasse la sua sentenza, Trump era intervenuto, asserendo, senza nessuna prova, che Stone era stato trattato male e che meritava un nuovo processo. Trump aveva inoltre attaccato la presidente della giuria accusandola di parzialità che macchia il sistema giudiziario. Roberts però rimase silenzioso in questo caso come spesso fa quando Trump lancia le sue frecciate a funzionari del sistema giudiziario ogniqualvolta i tribunali e giudici gli vanno contro in tanti dei suoi casi legali.Che Roberts intervenga richiamando Schumer va riconosciuto e rispettato. Ma il presidente della Corte Suprema usa due pesi e due misure quando si tratta del 45esimo presidente. Eccetto in casi rarissimi, Roberts tace, lasciando correre gli assalti alla magistratura perpetrati da Trump. Uno di questi casi eccezionali si è avuto nel 2018 quando il 45esimo presidente attaccò il giudice federale Jon S. Tigar, il quale aveva sospeso un ordine di Trump di accoglienza zero ai migranti. Trump lo aveva etichettato un “giudice di Obama” perché era stato nominato dall’ex presidente. Roberts corresse Trump asserendo che non “esistono giudici di Obama, di Trump, di Bush, di Clinton” e che tutti i giudici sono imparziali a prescindere di chi li avrà nominati.Il rimprovero a Trump da parte di Roberts però è stato raro. Nella campagna presidenziale del 2016 l’allora candidato Trump aveva persino attaccato personalmente Roberts, il quale, nonostante un record molto conservatore, aveva votato nel 2012 con l’ala liberal della Corte Suprema per mantenere la legalità dell’Obamacare, la riforma sulla sanità approvata dall’allora presidente. Roberts rimase silenzioso anche in quel caso lì.Nel caso di Barack Obama però Roberts non ha taciuto. Nel 2010, il presidente della Corte Suprema ha etichettato di “molto preoccupante” un commento del primo presidente afro-americano su una decisione della Corte Suprema. Obama criticò aspramente la decisione “Citizens United v. FEC” la quale permette spese illimitate da corporation o altri gruppi nelle campagne politiche. In effetti aprì le porte a spese politiche che favoriscono i ricchi, aumentando il potere delle lobby e i loro contributi finanziari ai candidati, specialmente a quelli del Partito Repubblicano, legati come si sa alle classi benestanti.La selettività di Roberts nella sua difesa del sistema giudiziario si è anche vista nel caso degli attacchi di Trump a due giudici della Corte Suprema considerati liberal, Ruth Bader Ginsburg e Sonia Sotomayor. Secondo l’attuale inquilino della Casa Bianca queste due giudici dovrebbero ricusarsi da tutti i casi relativi alla sua amministrazione perché hanno dimostrato pregiudizi verso di lui. Silenzio di tomba di Roberts al riguardo di questi attacchi.Il compito di Roberts non è ovviamente facile. Da una parte deve preoccuparsi del proprio lavoro di giudice ma come presidente di tutta la Corte Suprema ritiene giusto che si presenti anche come difensore della reputazione e soprattutto della legittimità delle decisioni giudiziarie. Le sue difese della Corte però ci fanno credere che la sua imparzialità di difensore del gruppo dei nove giudici della Corte Suprema lascia a desiderare. Il suo compito è ovviamente reso quasi impossibile dai feroci e costanti attacchi dall’attuale presidente che richiederebbe moltissima energia e tempo per neutralizzarli. Ovviamente Trump potrebbe dimostrare rispetto verso il sistema giudiziario ma non lo ha fatto da candidato né da presidente e nulla ci fa credere che cambierà. Schumer da parte sua, essendosi reso conto di avere sbagliato, ha offerto le sue scuse, le quali non sono state accettate dalla leadership repubblicana al Senato. Due di loro, il senatore John Barrasso del Wyoming e Josh Hawley del Missouri, grandi sostenitori di Trump e anche loro completamente silenziosi sugli attacchi di Trump alla magistratura, credono che Schumer meriti di essere censurato dal Senato per il suo linguaggio aggressivo sui giudici. Barrasso, Hawley e i loro colleghi repubblicani, come Roberts in molti casi, ignorano però il linguaggio molto più aggressivo e minaccioso del 45esimo presidente. Forse Trump ha ragione: esistono giudici di Obama e anche quelli di Trump. Roberts sembra molto più vicino al secondo gruppo. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Workshop “Tecnologie per Sicurezza e Difesa”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2020

Bruxelles. 31 Marzo / 1 Aprile 2020 Sala Conferenze ENEA. GreenHillAdvisory promuove un Business Workshop a Bruxelles, dedicato alle Aziende Italiane di Hightech attive nei Settori della Sicurezza, Intelligence e Difesa, finalizzato alla presentazione dei Programmi Europei di Finanziamento e delle modalità di Procurement della Nato e dell’Occar.Tecnologie Avanzate come i Big data, l’Intelligenza Artificiale, la Cybersecurity, il Quantum Technology e la Rilevazione Satellitare, sono ormai centrali nei Piani Europei di Sicurezza e Difesa.Il Workshop è un’ occasione per:
conoscere le opportunità di finanziamento offerte dai Programmi Europei in ambito civile e militare
conoscere le procedure e le strategie per partecipare alla Gare della Nato e dell’Occar
sviluppare networking nei confronti delle Istituzioni presenti all’incontro: Parlamento Europeo, Commissione Europea / DG Industry, Space and Defence / DG Grow, European Defence Agency, European Space Agency, Nato, Rappresentanze Italiane presso la Ue e la Nato, Rappresentanze Militari.

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Contraffazioni e difesa del “Made in Italy”

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

La lotta contro la contraffazione è un pilastro fondamentale nella difesa del made in Italy e della nostra agricoltura, in special modo ora che assistiamo a un inasprimento delle guerre commerciali a livello mondiale – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Il rispristino di barriere alle esportazioni, infatti, incoraggia operatori senza scrupoli a immettere sui mercati esteri prodotti che fanno leva sulla riconosciuta qualità dei marchi italiani per trarre in inganno il consumatore. Ma il problema è anche italiano.
Il rinnovato impegno espresso dalla ministra per le Politiche agricole Teresa Bellanova durante la sua visita in Sicilia, ci fa sperare che la questione resti prioritaria nell’agenda del Governo in questo 2020. In gioco non c’è solo la sostenibilità delle imprese che subiscono le contraffazioni, ma anche la salute e la fiducia dei consumatori in Italia e nel mondo – prosegue Tiso. Resta aperto il nodo delle risorse, nonostante i nuovi finanziamenti previsti nel decreto Milleproroghe a favore degli ispettorati.Il fenomeno ha dimensioni rilevanti. Secondo il rapporto dell’Ispettorato centrale repressione frodi (Icqrf) del ministero delle Politiche agricole, nel 2019 le irregolarità hanno riguardato il 17,5% degli operatori e l’11,4% dei prodotti, mentre il 10% dei campioni analizzati sono risultati irregolari. La merce sequestrata, grazie a oltre 55mila controlli, ha raggiunto circa 72 milioni di chilogrammi per un valore di oltre 301 milioni di euro.Queste cifre confermano che la minaccia della contraffazione è ancora diffusa e che bisogna mantenere alta la guardia. L’innovazione può essere un’importante arma per contrastare il fenomeno. Tecnologie come la blockchain, ad esempio, possono contribuire a migliorare la trasparenza e la tutela del marchio di origine a vantaggio del consumatore e delle imprese italiane.

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Libia. Rauti (FdI): FdI preoccupata per difesa e sicurezza nazionale

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

“Fratelli d’Italia è preoccupata per la difesa e la sicurezza nazionale, perchè dal ministro Di Maio non sono giunte risposte chiare sulla nuova missione europea che sostituirà l’operazione ‘Sophia’ ma soltanto generici ‘vedremo’ e ‘faremo notare’. Inoltre, stigmatizziamo il silenzio sulla nostra reiterata richiesta di un blocco navale, quella ‘interdizione marittima’ che, peraltro, lo stesso Di Maio aveva invocato prima della Conferenza di Berlino”. A dirlo il vicepresidente vicario del gruppo di Fratelli d’Italia al Senato e componente della Commissione Difesa, Isabella Rauti, nel corso del question time con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.”La nuova missione annunciata dimostra che, se si possono schierare navi per garantire l’embargo sulle armi, si può farlo anche per attuare il blocco navale impedendo così agli scafisti e ai barconi della morte di partire. Rimane però il problema di chi guiderà la nuova missione, che probabilmente sarà molto più utile alla Francia che all’Italia, e quali saranno i parametri di riferimento per misurare il rischio di ‘pull factor’, stabilendo quale sia la ‘soglia’ di un’ondata migratoria. Il rischio che intravediamo è quello di un aumento incontrollato dei flussi migratori, degli sbarchi in Italia, oltre quello di abbassare la guardia nell’azione di contrasto ai trafficanti di esseri umani. Temi su cui il governo non ha dato finora risposte serie e si è limitato ad enfatizzare gli ‘Accordi di Malta’ come una soluzione, mentre ad oggi non c’è nessun accordo europeo sugli sbarchi e sulla distribuzione dei migranti”, conclude la senatrice Rauti.

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“Sistemi Tecnologici per la Difesa”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

Roma Lunedì 17 Febbraio, Ore 10.00 / 12.30 Via Ardito Desio 60 Workshop Tecnico -Tecnopolo Tiburtino GreenHillAdvisory promuove, in collaborazione con la Rete Aten.Is, un incontro finalizzato a presentare le opportunità offerte dal Comparto Italiano della Difesa alle Aziende di HighTech, attraverso il Piano Nazionale di Ricerca Militare-PNRM e le modalità di Public Procurement.
Le Applicazioni Tecnologiche Avanzate, come Big Data, A.I, Cybersecurity, Quantum Technology, sono infatti centrali in tutti i Programmi di ricerca e investimento per la Sicurezza, l’Intelligence e la Difesa. Nell’incontro saranno approfonditi gli aspetti strategici e procedurali per partecipare al PNRM e diventare fornitori di tecnologie per il Sistema della Difesa.

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Greenpeace: Un anno a difesa di persone e ambiente

Posted by fidest press agency su martedì, 31 dicembre 2019

Il 2019 inizia per Greenpeace con la partecipazione al Carnevale di Viareggio dove i volontari hanno sfilato davanti a un carro rappresentante una gigantesca balena morente, di oltre 20 metri, sommersa dalla plastica monouso.
L’uso di plastica usa e getta è cresciuto notevolmente negli anni tanto da rappresentare il 40 per cento della produzione globale di plastica. Per questo Greenpeace è tornata in mare in primavera con una spedizione di ricerca sulla microplastica nel Tirreno e alla foce di fiumi come Tevere e Sarno, insieme a ricercatori del CNR di Genova e dell’Università Politecnica delle Marche.Il nostro mare è colpito anche dai cambiamenti climatici. Per andare a studiare cosa sta succedendo abbiamo deciso di lavorare insieme ai ricercatori dell’Università di Genova e in autunno abbiamo posizionato una prima stazione pilota nel mare dell’Isola d’Elba per misurare le variazioni delle temperature lungo la colonna d’acqua.Quest’anno attivisti di Greenpeace sono entrati in azione di fronte al Ministero delle Politiche Agricole, con un gigantesco maiale che emette fumo dal naso per simboleggiare il contributo degli allevamenti intensivi alla formazione di gas serra, e rilascia un getto di acqua scura: i liquami, che inquinano suolo, acqua e aria. La crescente produzione di carne è responsabile, ad oggi, del 14 per cento delle emissioni di gas serra in Europa; un contributo pari a quello del settore dei trasporti, finora non affrontato adeguatamente dalle politiche nazionali e internazionali.
Ci sono state poi le iniziative internazionali per salvare gli oceani, con il popolare attore Javièr Bardem al nostro fianco, e quelle per proteggere le foreste e i Popoli che in esse vivono. In occasione del Sinodo sull’Amazzonia leader e rappresentanti di alcuni Popoli Indigeni sono arrivati a Roma per incontrare il Papa, grazie alla campagna “Sangue indigeno: non una goccia di più”, e denunciare le sistematiche violazioni dei loro diritti in Brasile. Greenpeace li ha aiutati a farsi sentire sia attraverso i media che facilitando incontri istituzionali.A giugno attivisti di Greenpeace sono entrati in azione con i gommoni davanti alla piattaforma di estrazione “Prezioso”, situata nello Stretto di Sicilia, ricordando al governo italiano che non sta facendo abbastanza per affrontare l’emergenza climatica. Il cambiamento dovrebbe partire anche da chi continua a sostenere gli investimenti nel carbone – la fonte energetica con le più alte emissioni di CO2 – come Assicurazioni Generali: spettacolari le proteste a Trieste e a Roma. Riuscirà il Pianeta a rimanere sotto la soglia di innalzamento della temperatura globale di 1,5 gradi? Non c’è molto tempo da perdere. A ricordare alla politica che deve impegnarsi di più per combattere i cambiamenti climatici sono stati quest’anno anche i giovani dei “Fridays for Future” con i loro scioperi globali per il clima e proteste pacifiche come quella di fronte alla sede dell’Eni a Roma.«La voce dei giovani e dei giovanissimi partita “dal basso”, in modo democratico, sincero e appassionato, va ascoltata. La loro energia è d’ispirazione per tutti noi», dichiara Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia. «Giunti alla fine di un anno così impegnativo per Greenpeace voglio ringraziare di cuore chi ci ha sostenuto con convinzione. Nel 2020, anno cruciale per il clima e il Pianeta, continueremo a combattere le nostre battaglie con ancora maggiore determinazione».

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Difesa: Polo mantenimento di Piacenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

”Le assunzioni annunciate dal sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi per il Polo di Mantenimento Pesante Nord di Piacenza, sono un piccolo passo avanti anche se non consentiranno di superare quelle criticità ammesse dallo stesso Ministero. Ora, occorre lavorare per incrementare il numero degli assunti perché diversamente rischiamo di perdere un patrimonio umano di conoscenze e capacità tecniche, sia tra il personale militare che tra quello civile, e di doverci affidare totalmente all’industria militare privata”. Lo dichiara il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Tommaso Foti commentando la risposta del sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi che oggi in commissione Difesa ha risposto ad una interrogazione di Fratelli d’Italia a firma Tommaso Foti, Salvatore Deidda e Wanda Ferro. I parlamentari di FDI hanno inoltre annunciato che saranno prossimamente a Piacenza ?per visitare il Polo di Mantenimento e sono gli autori di una proposta di legge di modifica della legge 244 che, nei fatti, limita inopinatamente la possibilità di ulteriori assunzioni.

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Nuova circolare della Difesa sui diritti sindacali

Posted by fidest press agency su martedì, 27 agosto 2019

Il Sindacato Aeronautica Militare – SIAM – apprezza la volontà del Ministro della Difesa di voler accogliere alcune istanze pervenute in occasione dell’incontro del 17 luglio scorso, a cui la nostra associazione ha partecipato e nel corso del quale si chiedevano ulteriori delucidazioni sull’agibilità delle associazioni sindacali del personale militare.Con rammarico constatiamo che le uniche reali novità di quest’ultima circolare, sono limitate a due aspetti: il primo è che finalmente, ed una volta per tutte, è stato chiarito che l’attività sindacale può essere svolta all’interno dei reparti militari, con buona pace di qualche Comandante che ha pensato bene di impartire disposizioni che vanno esattamente in direzione contraria; il secondo è che le Amministrazioni dovranno costituire al più presto appositi uffici preposti ad interagire con le associazioni Sindacali. Ora certamente non si può più far finta che tali associazioni non esistano, come qualcuno fino ad oggi ha tentato di fare.Purtroppo, però, dobbiamo altresì constatare che dopo ben cinque circolari emanate, il quadro in cui i rappresentanti sindacali dovranno muoversi continua ad essere confuso e irto di insidie per chi vorrà impegnarsi in questa attività.Infatti persiste l’orientamento dell’Amministrazione Difesa a non considerare l’attività sindacale come attività di servizio in netta contraddizione con tutti gli orientamenti della giurisprudenza nazionale ed internazionalmente in materia e, soprattutto, ignorando deliberatamente quanto disposto dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 120 del 2018 nella quale è stabilito che: “il vuoto normativo possa essere colmato con la disciplina dettata per i diversi organismi della rappresentanza militare”, definendo infatti un’analogia con le modalità di funzionamento con i vari Cocer, Coir e Cobar, che come è noto svolgono la loro attività ampiamente in orario di servizio. Questo orientamento di chiusura arriva a configurare il paradosso per cui, in caso di incontro con le diverse autorità di vertice i rappresentanti sindacali sono in licenza o permesso, mentre le prime sono in servizio.Evidentemente il vertice militare più che ad un interlocutore credibile e rispettato mira a creare una sorta di circolo dopolavoro ferroviario o, peggio, un circolo del gioco delle bocce.La medesima circolare impone paletti perentori come l’obbligo di sottoscrivere le deleghe per gli iscritti, cosa di per sé non negativa se non fosse che questo strumento consente ai Comandanti di avere una schedatura di tutto il personale iscritto in un momento particolare di assenza di norme di salvaguardia a tutela dell’attività sindacale. Ciò potrebbe creare i presupposti per permettere loro di influenzare la libera adesione ad un sindacato.Infine continuiamo a trovare irragionevole il voler relegare i rapporti con le diverse realtà sindacali solo a livello di vertice precludendo ogni forma di comunicazione a livello locale. L’attività sindacale ha un suo preciso significato proprio nella quotidianità lavorativa di ciascuno e relegarla ad un mero confronto sui massimi sistemi con gli Stati Maggiori significa volerla escludere proprio laddove è più necessaria, ovvero dove si creano le più comuni situazioni di attrito, dove è più frequente l’abuso da parte di autorità troppo spesso inclini a cercar scorciatoie a danno del personale solo per far quadrare i conti e salvare la propria carriera.Il Sindacato Aeronautica Militare, esprime tutto il suo disappunto e delusione per questa ennesima occasione persa da parte dell’amministrazione Difesa, soprattutto in considerazione del fatto che potrebbe essere l’ultima circolare a causa del quadro politico incerto che si sta delineando.Il Diritto Sindacale è una conquista dell’umanità, non a caso è inserito tra i principi che stanno alle fondamenta dell’Unione Europea. Continuare a minarne il libero esercizio significa mettersi dalla parte di chi vuole vincere facile impedendo agli avversari e alle controparti più deboli di scendere in campo. per difendere i propri legittimi interessi.Noi crediamo fermamente nella giustezza delle nostre convinzioni e nella solidarietà nei confronti di tutti quei colleghi che necessitano di supporto, assistenza e tutela quotidiana. Perché i diritti, mai e poi mai possono avere fasce orarie o soggetti avverso cui non possono essere reclamati.Lo dichiara il Segretario Generale del SIAM Paolo Melis

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In difesa del Columbus Day

Posted by fidest press agency su sabato, 17 agosto 2019

“Esprimo forte preoccupazione per l’iniziativa della National Education Association (NEA) che, in una sua risoluzione, auspica la sostituzione del Columbus Day con l’Indigenous People Day ed, allo stesso tempo, esprimo il mio pieno sostegno alle iniziative poste in essere dall’Italian American One Voice Coalition e dallo AIAE per affermare il pieno diritto della Comunità italiana a celebrare il Giorno di Colombo!” Lo dichiara l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata eletta nella Circoscrizione estero – Ripartizione Nord e Centro America, ricordando il suo impegno per la difesa del Columbus Day fatta anche nell’Aula di Montecitorio con la presentazione di una mozione per sollecitare il Governo italiano ad agire per difendere l’eredità culturale italiana in America.

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E’ a rischio la difesa in tribunale di coloro che denunciano reati di mafia

Posted by fidest press agency su sabato, 20 luglio 2019

Il Comitato di Solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, istituito presso il ministero dell’Interno, avrebbe infatti sospeso il pagamento degli avvocati difensori che per legge avviene dal Fondo di rotazione in favore delle vittime di mafia istituito nel 1999, sulla base di un controverso parere dell’Avvocatura. E’ quanto denuncia il senatore Franco Mirabelli, vicepresidente dei senatori del Pd e capogruppo dem nella commissione Antimafia, che sulla questione ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Interno Salvini.”Per sostenere le vittime di mafia che denunciano – spiega Mirabelli – la legge ha previsto la possibilità per loro di ottenere la liquidazione anticipata dal Fondo sia del risarcimento dei danni, sia delle spese legali per la loro difesa nel processo penale, come stabiliti in sentenza, garantendo così tempi più celeri in relazione alla particolare situazione economica in cui versano. E’ da gennaio, tuttavia, che il Comitato di Solidarietà ha sospeso il pagamento degli avvocatori difensori, che lavorano per associazioni come il Comitato Addiopizzo e la Federazione delle associazioni antiracket ed antiusura italiane, sulla base di un parere che aveva richiesto all’Avvocatura di Stato. L’impossibilità per gli avvocati che si occupano prevalentemente di difesa delle vittime di mafia di ottenere il pagamento dallo Stato implicherà per loro la necessità di richiedere alle vittime stesse l’onorario e le spese. Questo avrà un impatto anche sulle denunce e sull’attività delle associazioni antimafia. Per questo, con l’interrogazione chiedo a Salvini: è a conoscenza di questi fatti gravi? Cosa intende fare?”.

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Difesa: sen. Rojc, da Pd voto favorevole a missioni internazionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 giugno 2019

“Le missioni internazionali favoriscono il mantenimento della pace e la sicurezza e sono un fattore permanente della politica di difesa del nostro paese”. Così la senatrice del Pd Tatjana Rojc intervenendo oggi in sede di Commissioni riunite Difesa e Affari esteri del Senato in merito al rifinanziamento delle missioni internazionali che vedono coinvolta l’Italia in ambito Onu, Ue e Nato.“Il Partito democratico valuta positivamente – ha spiegato Rojc – il fatto che il quadro della nostra proiezione internazionale, come articolato nei provvedimenti, sia orientato su una linea di stretta continuità dettata dai pilastri che caratterizzano storicamente l’azione dell’Italia, quali l’impegno nel processo di integrazione europea e la fedeltà all’alleanza nordatlantica, la vocazione mediterranea, la difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Per il Partito democratico – ha aggiunto la parlamentare del Pd – questi sono principi non negoziabili, e quindi hanno il nostro appoggio convinto”.
Rojc, annunciando il voto favorevole del Pd alle autorizzazioni, ha chiesto al Governo “più sostegno alle Forze armate e maggiore tempestività, trasparenza e condivisione nel processo decisionale su una materia delicata come la politica estera e di difesa”. “Dobbiamo far valere – ha rimarcato la senatrice – un principio di responsabilità: la partecipazione alle missioni internazionali o il mantenimento del nostro strumento militare, non sono spese superflue o, peggio, sprechi. Questa impostazione è sbagliata e pericolosa e contribuisce a creare opinioni del tutto distorte su funzione e finalità delle missioni internazionali nel mondo globalizzato e interdipendente di oggi e sulla stessa percezione della sicurezza”. Rojc ha infine ricordato che “temi come il turnover del personale e l’appropriata dotazione di mezzi sono strettamente legati a una valutazione sull’efficacia del nostro strumento di difesa nelle missioni internazionali”.

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Difesa: Sindacati a Trenta, basta promesse, 30 maggio sarà mobilitazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

“I lavoratori civili della Difesa sono stanchi delle incertezze del Ministro Trenta. Basta con le promesse, via alla giornata nazionale di protesta giovedì 30 maggio”. Ad annunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal Unsa, aggiungendo che: “Dopo l’avvio dello stato di agitazione dei dipendenti civili della Difesa, e in vista della manifestazione nazionale di sabato 8 giugno a Roma ‘Il Futuro È Servizi Pubblici’, abbiamo ritenuto di organizzare per giovedì assemblee e presidi unitari di protesta nei maggiori enti della Difesa e sotto tutte le prefetture per testimoniare il nostro fermo dissenso nei confronti dell’inerzia istituzionale fin qui palesata dal Ministro Trenta verso il personale civile della Difesa”.A un anno dall’insediamento del vertice politico per i sindacati “non una delle criticità discusse con il ministro Trenta è stata risolta”, ovvero: “Il superamento dei vincoli imposti dalla legge 244/2012; un urgente piano straordinario di almeno 5.000 assunzioni nel triennio 2019/2021; il recupero del divario economico esistente (certificato attorno al 30% in meno) tra la retribuzione accessoria attribuita ai lavoratori civili della Difesa e quella percepita dai colleghi impiegati in altri Ministeri e amministrazioni; lo sblocco delle progressioni tra le aree funzionali del personale civile; la definizione del Ccni parte normativa; il legittimo riconoscimento dei benefici previsti per i lavori insalubri e polverifici espletati nel corso degli anni; la ricollocazione su base volontaria in altri Ministeri o pubbliche amministrazioni del personale ex militare transitato nei ruoli civili della Difesa; la risoluzione di problemi legati alla pessima gestione delle buste paga del personale civile, che fa della Difesa un unicum negativo in tutta la Pa”. Per i sindacati è giunto, quindi, “il momento di dire basta alle promesse non mantenute e alle solite vuote dichiarazioni di disponibilità del Ministro Trenta, è tempo che il Ministro della Difesa assuma per intero le responsabilità che derivano dal ruolo istituzionale di fronte ai propri 27 mila dipendenti e alle loro famiglie, e realizzi senza ulteriore ritardo gli impegni che ha assunto nei loro confronti”. Per queste ragioni il 30 maggio appuntamento con la mobilitazione dei lavoratori civili della Difesa “Basta Promesse”.

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Difesa: Sindacati a Trenta, lavoratori stanchi, al via protesta

Posted by fidest press agency su sabato, 18 maggio 2019

Roma. “I lavoratori civili del Ministero della Difesa sono stanchi di assistere al teatrino messo su dal Ministro Trenta. Avviamo quindi da subito iniziative nazionali di protesta”. Ad annunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal Unsa, nel sottolineare come: “Ieri sera al dicastero della Difesa è stata nostro malgrado registrata l’ennesima imbarazzante puntata nella quale gli attori protagonisti, dopo mesi di chiacchiere e presunte disponibilità al dialogo che non hanno prodotto alcuna soluzione tangibile agli annosi problemi denunciati dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori civili, hanno finalmente gettato la maschera, rivelando la propria reale ed inconsistente natura”.
Per i quattro sindacati, che insieme rappresentano quasi l’85% del personale civile della difesa, “l’aver consapevolmente scelto di caratterizzare, prima di abbandonare nuovamente e per l’ennesima volta i lavori, l’apertura della riunione con un vero e proprio tentativo di forzatura delle regole stabilite dalle norme di legge vigenti e dai contratti collettivi nazionali di lavoro sulla titolarità della rappresentanza sindacale ammessa al tavolo, che per i sindacati è certificata dall’adesione volontaria e dai voti espressi dai lavoratori, cercando addirittura di legittimare e ammettere nella discussione la posizione scritta assunta da presunti componenti di un ignoto comitato in violazione delle più elementari regole democratiche, introducendo ulteriori elementi di divisione tra le parti, costituisce il segno per noi invalicabile di una inadeguatezza istituzionale del Ministro Trenta e che dovrebbe far molto riflettere il Presidente del Consiglio”.”Abbiamo atteso per quasi un anno che alle parole spesso abusate seguissero i fatti, perché da allora non una delle criticità più volte denunciate dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori ad oggi è stata ancora risolta, e sono tante. È tempo che il Ministro della Difesa assuma per intero le responsabilità che derivano dall’esercizio del ruolo istituzionale affidato di fronte ai propri 27.000 dipendenti e alle loro famiglie. Per quanto ci riguarda la misura è colma e, nel dichiarare l’immediato avvio delle stato di agitazione nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori civili della difesa, ci riserviamo di comunicare già a partire dai prossimi giorni le forme di protesta e manifestazione di pubblico dissenso che insieme decideremo di attuare a Roma e su tutto il territorio nazionale”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal Unsa.

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Campagna nazionale per la difesa del Sistema Sanitario pubblico

Posted by fidest press agency su martedì, 7 maggio 2019

Roma venerdì 10 maggio dalle 10 alle 13 presidio al Ministero della Salute l’USB Pensionati – Federazione del Sociale apre la campagna nazionale per la difesa del Sistema Sanitario pubblico. L’iniziativa è promossa in concomitanza con lo sciopero nazionale del Pubblico Impiego, a sottolineare lo stretto legame tra stato sociale, diritti universali e condizioni di lavoro dei dipendenti pubblici per una Pubblica Amministrazione efficiente.
Al continuo processo di privatizzazione si va sostituendo la progressiva destrutturazione del sistema sanitario pubblico: definanziamento, patto per la salute e federalismo differenziato, sono gli strumenti operativi del governo per attuare questo progetto.La costruzione di un nuovo modello di sanità procede verso un’assistenza di tipo mutualistico attraverso fondi e polizze sanitarie, welfare aziendale, volti a fornire ulteriori risorse al privato. Questo determina una differenziazione territoriale dell’esercizio del diritto alla salute, tra l’altro già in atto, a cui si aggiunge una condizione economica che modula tale diritto.Sottrarre i lavoratori dipendenti, attraverso il welfare aziendale, al sistema pubblico vuol dire impoverirlo relegandolo a sistema sanitario dei poveri, di scarsa qualità e con carattere di beneficienza con volontariato e terzo settore come attori principali.
L’approvvigionamento dei farmaci è sempre più problematico e di qualità sempre più equivoca, vedi i continui ritiri o limitazione dell’uso di farmaci di larga diffusione.
Le strutture sanitarie sono sempre più inavvicinabili sia per il taglio dei posti letto e la chiusura di interi ospedali sia per la difficoltà di reperire risorse sia per la carenza strutturale di personale, tra l’altro in età avanzata o in condizioni di precarietà permanente o esternalizzazioni ormai fuori dalla legittimità.Tutto questo avviene sotto i nostri occhi, diventa indispensabile aprire una vera e propria vertenza sociale, non solo in difesa del sistema sanitario pubblico, ma per la sua ricostruzione sia delle funzioni che del livello operativo e delle strutture con personale adeguato.Per questo abbiamo promosso una campagna nazionale che proponiamo per il diritto costituzionale alla salute a all’assistenza, diritto universale per tutti e per tutte le esigenze socio – sanitarie.

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Europee: Combattiamo insieme per difesa vita e famiglia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 aprile 2019

“Ringrazio Giorgia Meloni e partecipo con grande affetto a questo importante momento di Fratelli d’Italia nell’ottica delle elezioni europee. Voglio mandarvi questo messaggio: stiamo uniti e combattiamo insieme per sostenere i grandi valori della vita, della famiglia e della libertà educativa. Qualche giorno fa, in Parlamento c’è stata una proposta di Fratelli d’Italia che tentava di dare una risposta parlamentare a tutti o a molti aspetti a noi cari. Da parte della maggioranza è arrivato uno stop, un voto negativo e la cosa ci amareggia e ci dispiace molto ma questo non è altro che la condizione attuale di un governo che ci rappresenta solo in parte”.Lo ha detto il presidente del Family Day, Massimo Gandolfini, in un video messaggio inviato a Giorgia Meloni per la conferenza programmatica di Fratelli d’Italia in corso al Lingotto di Torino.“È per questo che anche le elezioni europee hanno una grande valore e spero che queste istanze antropologiche e morali, alle quali noi crediamo fermamente e per le quali sappiamo bene che l’intera tradizione e storia di Fratelli d’Italia è perfettamente concorde, possano riuscire vincenti, in maniera che finalmente si possa dare vita ad una coalizione di governo, di maggioranza, che rispetti questi temi fondanti della società”.

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