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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘difesa’

Poliziotto si difende sparando e viene messo sotto accusa: è la legge

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2021

“La legge parla chiaro. La magistratura inquirente che ha messo sotto accusa il poliziotto che ha sparato un colpo contro il ghanese armato di coltello sta minacciando lo Stato di diritto. L’uso delle armi da parte di un pubblico ufficiale è previsto e autorizzato quando “vi è costretto dalla necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza all’Autorità e comunque di impedire la consumazione dei delitti di strage, di naufragio, sommersione, disastro aviatorio, disastro ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano armata e sequestro di persona”. È l’articolo 53 del codice penale. A questo punto, lo si abolisca. Non si può consentire che un servitore dello Stato venga messo sotto accusa perché compie il proprio dovere normativamente previsto. Ci piacerebbe oltretutto che Ministro degli Interni e Capo della Polizia si complimentassero pubblicamente con l’agente che ha fatto il proprio dovere per fermare l’aggressore”.E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi. E la Presidente Meloni soggiunge: “«Quello che sta accadendo all’agente della Polizia di Stato è del tutto surreale. Dopo che è partita l’indagine a suo carico per “atto dovuto”, cade anche l’accusa di tentato omicidio per il ghanese ferito. L’atto dovuto non è indagare un poliziotto che fa il suo lavoro. L’atto dovuto è quello compiuto dal poliziotto, così come sarebbe dovuta essere la tutela dello Stato nei suoi confronti. Massima solidarietà all’agente. Ha protetto la comunità: andrebbe premiato, invece di essere sottoposto a tutto ciò». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. “Il caso dell’agente indagato a Roma – dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni – per i fatti della stazione Termini che dovrà anticipare le spese legali, mentre il cittadino straniero autore dell’aggressione col coltello avrà le spese legali pagate dallo Stato, è un paradosso che va assolutamente risolto per non demotivare ulteriormente le nostre forze dell’ordine nell’esercizio del proprio lavoro”.”Il ministro dell’Interno – sottolinea Balboni – non ha fatto altro che confermare con la sua risposta che siamo in netto ritardo per la dotazione del taser alle forze di Polizia. Non basta aver confermato che le procedure in corso faranno alla fine arrivare queste armi e anche le body cam agli agenti, perché intanto chi continua a stare in prima linea sono sempre loro”.”L’ampio risalto che ha avuto il caso dell’uomo di nazionalità ghanese che, nei pressi dell’uscita della stazione Termini di Roma, brandendo un coltello da cucina e visibilmente alterato, ha terrorizzato i passanti, minacciandoli, costringendo l’agente di Polizia a sparargli alle gambe per neutralizzarlo – conclude Balboni – ha riproposto il tema della dotazione del taser in modo prepotente. Il ministro Lamorgese ha fornito una risposta che ci lascia solo parzialmente soddisfatti ma ciò che è più grave ha taciuto su quali iniziative intende assumere per evitare che l’iscrizione nel registro degli indagati di agenti che fanno il loro dovere possa provocare ulteriore demotivazione del personale in servizio, già duramente provato dalla scarsezza dei mezzi a disposizione”.

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“Difendiamo i prodotti italiani. Presto iniziative in tutte le piazze d’Italia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 maggio 2021

Parte – o meglio, riparte – da Viterbo la battaglia di Fratelli d’Italia contro il NutriScore, il sistema di etichettatura “a semaforo” dei prodotti alimentari che l’Unione Europea vorrebbe rendere obbligatoria in tutti gli stati membri.L’iniziativa è stata presentata questa mattina dal senatore e responsabile nazionale del Dipartimento Agricoltura FdI, Luca De Carlo, dal deputato Mauro Rotelli, e dai responsabili del settore agricoltura di Fratelli d’Italia della Regione Lazio e della Provincia di Viterbo, rispettivamente Roberto Bedini e Pietro Narduzzi.A ribadire la posizione del partito è stato il senatore De Carlo: “Già a febbraio dello scorso anno alla Camera presentammo una mozione per impegnare il Parlamento a dirsi fermamente contrario a questo sistema. Stava passando sotto silenzio l’avanzata di questo provvedimento che sarebbe una vera mazzata per le produzioni italiane, riconosciute un’eccellenza a livello mondiale e proprio per questo osteggiate e temute dalle altre nazioni e dalle multinazionali”. Ad avvalorare queste parole, De Carlo ha poi ribadito come l’italian sounding – l’imitazione di prodotti italiani tramite ad esempio nomi storpiati, riferimenti geografici o immagini di monumenti e luoghi della nostra nazione – costi all’Italia circa 100 miliardi di euro all’anno e come l’agricoltura italiana sia al sesto posto mondiale tra quelle più sostenibili: “È universalmente riconosciuto come dietro a un prodotto con bandiera italiana ci sia grande qualità, frutto di anni di attenzione, di lavoro e di ricerca. Ora le grandi multinazionali vorrebbero punire tutto questo, a vantaggio di cibi che sanno poco di terra e molto di laboratorio e che possono essere facilmente costruiti per rientrare nei parametri del semaforo verde di NutriScore, che peraltro è altamente discriminatorio perchè non considera le diverse necessità e abitudini alimentari di un italiano rispetto a quelle di un cittadino del Nord Europa; se ne stanno accorgendo anche in Spagna, nazione tra le primi sostenitrici di questo sistema”. “Noi siamo per la biodiversità ambientale e umana, per il coniugare tradizione e innovazione”, ha concluso De Carlo. “Per questo, da qui partirà una campagna contro il NutriScore che toccherà tutte le piazze d’Italia per far capire ai cittadini quali sono i rischi per la nostra agricoltura, per la nostra tradizione e per la nostra economia. Dobbiamo far capire l’importanza di salvaguardare il prodotto italiano, anche in sede europea”.

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Pa: Fp Cgil, doverosa iniziativa Brunetta su contratto Sicurezza e Difesa

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 maggio 2021

“L’iniziativa del Ministro Brunetta, che ha deciso di convocare per il 14 maggio i Ministri di Giustizia, Interno, Difesa ed Economia e Finanze per un incontro in sede politica con lo scopo di reperire ulteriori risorse per il rinnovo del contratto del comparto Sicurezza e Difesa, è doverosa e va nella direzione da noi auspicata, rappresentando un punto cruciale per la prosecuzione del confronto”. Questo il commento della Fp Cgil dopo l’annuncio del Ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, in merito al rinnovo del contratto del comparto Sicurezza e Difesa.Le risorse stanziate fino ad oggi, prosegue il sindacato, “non ci consentono di definire il contratto nella sua interezza. Servono infatti risorse economiche per continuare la rivalutazione delle retribuzioni tabellari, solo avviata con il contratto 2016/2018 dopo 10 anni di blocco, e poi quelle per riconoscere finalmente la previdenza complementare alle donne e agli uomini in divisa, a oltre vent’anni dall’introduzione del sistema contributivo. Va poi completata la revisione delle indennità, il trattamento di missione, l’istituto del buono pasto e della retribuzione delle prestazioni di lavoro straordinario. Tutti obiettivi che con le risorse della legge di bilancio 2021 non sono realizzabili”.In più, rimarca il sindacato, “il contratto della Polizia Penitenziaria dovrà rinnovare la parte normativa, affrontando temi da troppo tempo trascurati, come la genitorialità, la formazione, il diritto allo studio, le ferie solidali, il congedo per le donne vittima di violenza, le libertà sindacali, la tutela per le gravi patologie e i diritti delle unioni civili. Per non dimenticare poi il tema della sicurezza, in particolare il contrasto al fenomeno suicidario, e quello della disparità di genere. L’incontro del 14 maggio diventa di fondamentale importanza, poiché se i ministri interessati non trovano le risorse necessarie sarà impossibile garantire la giusta attenzione che le donne e gli uomini in divisa meritano, soprattutto dopo essere stati in prima linea anche durante la pandemia”, conclude la Fp Cgil.

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Rampelli: In difesa della lingua italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 8 maggio 2021

“Plaudiamo all’iniziativa del Comune di Soncino che, a seguito di una mozione presentata dalla consigliera di Fratelli d’Italia Federica Brizio e approvata, ha sostituito le parole scritte in inglese, contenute negli atti amministrativi, in lingua italiana. Ritengo sia una battaglia di civiltà, tant’è che dall’inizio del mio mandato di vicepresidente della Camera ho richiesto agli uffici che gli atti ufficiali siano espressi in italiano, compresi quelli che arrivano da Palazzo Chigi e dai ministeri. E proprio nella giornata dedicata a Dante Alighieri, di cui quest’anno si celebra il settimo centenario della morte, abbiamo presentato due proposte di legge – una costituzionale e l’altra ordinaria – per inserire la tutela della lingua italiana in Costituzione. Fa piacere che di recente anche il presidente Draghi si sia lamentato per l’abuso della lingua inglese atti che legge pubblicamente e nel nostro vocabolario. Noi lo denunciamo da anni. La lingua italiana va tutelata e valorizzata, è veicolo della nostra identità e della nostra cultura. Sollecito nuovamente il Governo a esprimere nella nostra lingua madre visto che la comprensibilità degli atti è lo strumento fondamentale della democrazia. Il presidente Draghi, che si è già mostrato sensibile al tema, imprima una svolta anche stilistica al governo che presiede”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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La salute del mondo passa dalla difesa dei più fragili

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2021

Domenica 31 gennaio AIFO celebra la 68^ Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra (GML). La Giornata si svolge dal 1954 nell’ultima domenica di gennaio, su iniziativa di Raoul Follereau, benefattore e profeta dei malati di lebbra, per denunciare l’emarginazione in cui vivevano milioni di persone. Oggi la lebbra è stata ridimensionata, grazie ai progressi della medicina, ma colpisce ancora oltre 200.000 persone all’anno, lasciando in molte di loro i segni della disabilità, circa 3 milioni circa secondo l’OMS. Ciò rende, il più delle volte, queste persone emarginate da paure e pregiudizi che non sono stati ancora del tutto sconfitti.La lebbra, benché oggi sia perfettamente curabile, si sviluppa ancora in regioni povere e dove è carente la sanità di base in grado di prevenire il contagio e l’insorgere della malattia. Non a caso India e Brasile, che da soli rappresentano il 70 % dei casi di lebbra nel mondo, sono anche i due paesi che, dopo gli Stati Uniti, hanno più casi e decessi a causa del Covid-19.AIFO, da sessant’anni attiva nella cooperazione socio sanitaria nel mondo, ha imparato molto dalla lebbra, impegnandosi nella cura delle persone, nel promuovere la medicina di base, nel rafforzare le comunità affinché possano prendere in mano il proprio destino. L’obiettivo è l’inclusione sociale delle persone emarginate, anche a causa di una disabilità, o minacciate di violenze (ad esempio le donne, i gruppi minoritari o discriminati) attraverso pratiche economiche (come i gruppi di auto aiuto) e sociali (come l’educazione e la formazione professionale).Non a caso nei paesi dove è presente, con l’insorgere della pandemia, AIFO si è trovata subito in prima linea per fare informazione, per diffondere i mezzi di prevenzione e per sostenere materialmente le persone più fragili davanti allo sconvolgimento delle condizioni economiche provocate dalle misure per contenere i contagi.AIFO prosegue in questo modo il lavoro che l’ha vista impegnata in altre emergenze sanitarie, come l’Ebola, al sostegno della fondamentale sanità di base. AIFO gestisce in questo momento 52 progetti di aiuto sanitario. Ogni anno cura più di 320.000 ammalati, dei quali oltre 250.000 colpiti dalla lebbra. https://www.aifo.it/diffondi-in-rete-la-gml/

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Difesa. Rauti (FdI): Italia non investe e punta a ribasso. Risorse modeste e inadeguate

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2020

“Mentre la Turchia punta – notizia confermata oggi da tutte le agenzie stampa – sulla produzione dei droni per potenziare l’export e la capacità sul campo nonché per perseguire gli scopi di difesa del suo territorio e di quello dei suoi alleati, l’Italia non investe e gioca al ribasso. Purtroppo , infatti, nel Documento Programmatico pluriennale di Difesa (DPP) 2020/22 non ci sono , ad esempio, progetti avanzati contro gli aereomobili a pilotaggio remoto (APR) e per i progetti presenti , relativi a 14 sistemi di contrasto ai mini droni , i finanziamenti sono appena sufficienti per supportarne i primi 7. Complessivamente le risorse previste rappresentano soltanto un primo simbolico e modestissimo passo e certamente non bastano a fronteggiare una minaccia crescente e che si evolve così velocemente . L’industria nazionale della Difesa dovrebbe , invece, essere impiegata e finanziata massicciamente per progetti e prototipi adeguati a contrastare questo tipo di minaccia, rappresentata dall’impiego malevolo dei droni . Un metodo spregiudicato di fare la guerra – come dimostrato in alcuni scenari , quali la Siria e l’Armenia e non solo- nei quali l’impiego degli APR ha condizionato le sorti dei conflitti a vantaggio dei loro possessori e relativi alleati. È preoccupante la proliferazione dei mini droni – favorita anche dal basso costo di realizzazione – e la difficoltà per le armi contraeree – pensate per jet veloci – di individuarli. Lo spazio aereo si profila sempre più come futuro ambiente operativo ed è necessario investire subito per il potenziamento degli strumenti di difesa e per la tutela della sicurezza , in un’ottica di integrazione interforze”. Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Isabella Rauti, capogruppo in Commissione Difesa.

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Difesa: servono più investimenti per cogliere sfide dominio cibernetico e spaziale

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2020

“Oggi nel corso dell’Audizione informale del Capo di Stato maggiore della Difesa, gen. Enzo Vecciarelli, nell’ambito dell’esame del Documento programmatico pluriennale per la Difesa (DPP) per il triennio 2020-2022 ho sottolineato che per Fratelli d’Italia i finanziamenti sono inadeguati, soprattutto per la parte degli investimenti e resta il problema del disallineamento nel budget nazionale della Difesa, rispetto al target della Nato del 2 per cento del Pil per i Paesi membri dell’Alleanza. Inoltre, necessita attenzione particolare per il fronte del dominio cibernetico e quello spaziale, vera frontiera delle future contese geopolitiche; il nostro Paese dovrebbe dotarsi di un numero maggiore di satelliti per l’osservazione della terra ed attrezzarsi nella direzione di disporre in futuro di costellazioni, anche di sistemi ottici, in grado di contribuire alla superiorità e competitività informativa, garanzia di sovranità nazionale”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia nella Commissione Difesa del Senato, Isabella Rauti.

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Oggi la vita da chi viene difesa?

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2020

Il tutto parte, come si sa, allorché il gamete materno si unisce a quello paterno. Da questa anfimissi nasce una vita nuova. E da questa vita spuntano i problemi esistenziali. Se il diritto alla vita è assicurato lo è anche quello al vivere? Ma se l’essere umano è celebrato come l’infinitesima particola di Dio perché il suo cammino deve essere costellata da infinite difficoltà? Mi si dice per metterlo alla prova. E qui rilevo la prima contraddizione. Non è Dio colui che ha sconfitto il tempo? Ciò significa che egli già sa come gli umani si comportano dal primo vagito all’ultimo respiro. E ancora si obietta: la sofferenza non è altro che un apologo sulla ricerca di Dio. Ma le mie perplessità continuano a frullarmi in testa. Perché, mi chiedo, la sapienza deve giungere all’uomo dopo difficoltà estreme, cammini tortuosi, speranze e disillusioni? Perché noi viventi siamo indotti ad affrontare una lotta incessante e un desiderio illimitato e sfrenato di conquistare posizioni preminenti anche a costo di schiavizzare persone singole, o addirittura intere popolazioni? E tutto questo perché? Forse per sentirci dire che la realtà va oltre la vita? Il pagano Epicuro dichiarava con cinico distacco che “quando ci sono io non c’è la morte, e quando c’è la morte non ci sono io”. Dopo secoli gli fa il verso un cardinale spagnolo del Cinquecento che fece scolpire sul suo sepolcro nella basilica di Santa Sabina sull’Aventino: “Ut moriens viveret, vixit ut morituruus” (Per morire vivo, visse e morì). Così la “meditatio mortis” diventa un inno alla vita, ma una vita che incomincia dopo la morte. Non per niente il cristiano sogna le delizie del Paradiso dantesco e il musulmano nel regno dei beati con una moltitudine di vergini che l’attendono. E allora perché siamo qui se il nostro regno è altrove? (Riccardo Alfonso)

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Si è conclusa la spedizione “Difendiamo il mare” di Greenpeace Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

La barca Bamboo della Fondazione Exodus di don Mazzi, partita il 16 luglio da Porto Santo Stefano, è rientrata all’isola dell’Elba con a bordo i ricercatori dell’Istituto Tethys impegnati con Greenpeace in attività di monitoraggio dei cetacei tra Mar Ligure, nord della Corsica e Isola d’Elba.L’area del Santuario dei Cetacei si conferma di valore unico per i cetacei del Mediterraneo. Durante i cinque giorni di monitoraggio con il supporto scientifico dell’Istituto Tethys, sono stati osservati 128 animali appartenenti a quattro specie diverse: balenottera comune, tursiope, stenella striata e grampo. L’impatto delle attività umane è però evidente: durante gli avvistamenti sia di tursiopi che di balenottere comuni sono stati studiati, tramite foto identificazione, individui con pinne dorsali amputate a causa dell’interazione con attività umane, probabilmente pesca o imbarcazioni. Nell’area è stato osservato un elevato traffico marittimo e la costante presenza di plastica in mare.Dieci gli avvistamenti di stenelle, piccoli delfini pelagici, osservati in gruppi con una media di circa dieci esemplari; tre gli avvistamenti di tursiopi, delfini con abitudine più costiere, osservati in gruppi fino a 25 individui; in entrambe le specie è stata osservata la presenza di piccoli tra cui due nati da poche settimane. Di particolare interesse scientifico l’avvistamento di grampi, specie stabilmente presente per 25 anni nella zona occidentale del Santuario e per la quale si è osservato un drammatico declino negli ultimi 6 anni, e di un gruppo di tre balenottere comuni, il secondo animale più grande al mondo, che qui migra in estate per alimentarsi. Si stima ne siano rimasti solo tremila esemplari in tutto il bacino del Mediterraneo.
“Il Santuario dei cetacei è un’area di cruciale importanza per la sopravvivenza di balene e delfini del Mar Mediterraneo. La zona è infatti uno dei più importanti siti di alimentazione del Mediterraneo per molte specie di cetacei, oltre che di riproduzione per alcune di loro, grazie all’elevata produttività presente in particolare nel periodo estivo. Purtroppo, nonostante sia un’area protetta, la pressione dovuta alle attività umane è fortissima. In questo contesto, la ricerca a lungo termine è fondamentale per capire lo stato di conservazione dei cetacei e la risposta ai cambiamenti ambientali e antropici al fine di sviluppare misure di tutela che mitighino l’impatto delle attività che più minacciano questi animali, come il sovrasfruttamento della risorsa ittica, l’intenso traffico marittimo, le collisioni con le grandi imbarcazioni, le catture accidentali nelle reti, l’inquinamento” dichiara Marina Costa dell’Istituto Tethys.Secondo un rapporto pubblicato da Greenpeace la scorsa settimana la pressione dell’uomo su balene e delfini è altissima (uno su quattro dei cetacei spiaggiati lungo le coste italiane muore per cause imputabili all’uomo), come conferma sia il monitoraggio appena condotto con l’Istituto Tethys che le tristi vicende dei capodogli intrappolati in reti spadare illegali al largo delle Eolie nelle scorse settimane e la balena “Codamozza”, con la coda completamente mozzata, avvistata l’ultima volta proprio nel Santuario e di cui si teme una triste fine. Con il monitoraggio dei cetacei si conclude la spedizione di Greenpeace “Difendiamo il mare”, che ha navigato nel Tirreno centro-settentrionale per monitorare lo stato del mare e dei suoi abitanti minacciati dalle attività umane, dall’inquinamento da plastica ai cambiamenti climatici.

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Difesa: Missioni internazionali

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

“Le palesi contraddizioni interne alla maggioranza e delle loro singole forze politiche hanno portato ad un evidente ritardo sulle missioni internazionali che ci hanno fatto perdere il controllo sullo scenario libico. Siamo arrivati al secondo semestre del 2020 e dobbiamo affrontare le decisioni sul primo semestre. Basta con la demagogia e alle parole cui non seguono i fatti, l’Italia è impegnata in 41 missioni internazionali con 8613 militari impegnati di cui 5 nuove, fra le qualI quelle in Sahel, nel Mar della Guinea contro la pirateria e la missione Irini me Mediterraneo Orientale, che ha già mostrato il suo fallimento nell’impedire il traffico di armi nello scacchiere libico come purtroppo avevano previsto quando chiedevano altre regole di ingaggio e soprattutto che vi fosse anche una forza di interposizione sul terreno . Non si può svilire così il nostro impegno militare all’estero, che si dispiega in 41 missioni con oltre ottomila militari! Per questo pensando a loro, che servono la Patria, Fratelli d’Italia come sempre si esprime a favore delle missioni ma nel contempo denuncia le ambiguità e la ipocrisia delle forze di maggioranza astenendosi su un odg compromissorio. Questo governo purtroppo è in uno stato confusionale anche su questa campo decisivo: aumenta l’impegno dei nostri militari nel mondo senza però una visione strategica come purtroppo emerge da quanto accaduto in Libia dove si profila la peggiore sconfitta della storia dell’Italia repubblicana”.E’ quanto ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, nel suo intervento in dichiarazione di voto sulle missioni militari internazionali dell’Italia.

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“Il Governo italiano prenda subito posizione a difesa dello Stato di Israele”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 maggio 2020

Lo dichiara il Questore della Camera e membro della commissione affari esteri Edmondo Cirielli (FdI): “Le gravi minacce della Guida suprema iraniana Ali Khamenei sono molto pericolose e non possono essere sottovalutate . Così come preoccupano le intimidazioni dei Pasdaran iraniani che vorrebbero “liberare” Gerusalemme eliminando quello che definiscono “virus Israele”. Parole – sottolinea Cirielli – che confermano una minaccia concreta verso una Nazione con cui l’Italia deve dimostrare non solo a chiacchiere ma con atti concreti la storica amicizia. Il ministro Di Maio e il presidente Conte condannino quanto sta accadendo in Medio Oriente. Bisogna schierarsi immediatamente per ribadire il diritto all’esistenza del popolo israeliano ed intervenire prima che sia troppo tardi e siano compromesse le possibilità di pace ” conclude Cirielli

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Difesa: Cgil Cisl Uil Pa, chiarezza su progetti di ristrutturazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

“Prendiamo atto della dichiarata attenzione del Ministro della Difesa alle problematiche del Dicastero e della sua disponibilità all’ascolto. Peraltro, è proprio la drammaticità della condizione economica e sociale a far risaltare le incognite sul futuro degli insediamenti industriali e logistici della Difesa”. Lo dichiarano, in una nota, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, replicando alle dichiarazioni diffuse dal Sottosegretario di Stato, Angelo Tofalo.”Per questo – proseguono i sindacati – è necessario che l’impegno straordinario sia accompagnato dalla concreta partecipazione di tutti gli interpreti in campo, a partire dal personale civile, le cui criticità permangono tuttora irrisolte. Una visione organica chiara nelle sue finalità, definita nei progetti di sviluppo industriale ed occupazionale, condivisa dagli attori istituzionali e dalle rappresentanze sindacali, è la condizione indispensabile per far ripartire un comparto vitale per l’economia del paese. Il confronto con il vertice politico del Ministero non può attendere, e deve essere coerente con i tempi dell’emergenza che lo stesso Governo ha assunto nel metodo di dialogo con le parti sociali”, concludono Fp Cgil Cisl Fp e Uil Pa.

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Difesa dei minori e degli anziani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Dichiarazioni della Presidente Camera Nazionale Avvocati per la Famiglia e i Minorenni, Avv. Maria Giovanna Ruo:”I diritti fondamentali non sono in quarantena, ma il tutto deve essere interpretato con equilibrio e buonsenso. La relazione con entrambi i genitori è un diritto fondamentale dei figli minorenni: in questo momento sono soprattutto i genitori stessi che debbono garantirlo cooperando. Ad es. se debbo andare a fare la spesa, invece che portarmi i bambini a fare la fila, è meglio che vadano con il papà. E che casomai insieme evitiamo troppi spostamenti accorpando giorni e pernotti. Questo il senso del nostro decalogo diretto ai genitori, cui è richiesta una rinnovata disponibilità nei confronti dei figli”

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Difesa dei minori e degli anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

“I diritti fondamentali non sono in quarantena, ma il tutto deve essere interpretato con equilibrio e buonsenso. La relazione con entrambi i genitori è un diritto fondamentale dei figli minorenni: in questo momento sono soprattutto i genitori stessi che debbono garantirlo cooperando. Ad es. se debbo andare a fare la spesa, invece che portarmi i bambini a fare la fila, è meglio che vadano con il papà. E che casomai insieme evitiamo troppi spostamenti accorpando giorni e pernotti. Questo il senso del nostro decalogo diretto ai genitori, cui è richiesta una rinnovata disponibilità nei confronti dei figli” “I diritti fondamentali non sono in quarantena, e tutto deve essere interpretato con equilibrio e buonsenso. Gli anziani in struttura soffrono di solitudine; le famiglie sono angosciate dalla mancanza di notizie; gli operatori sono decimati e privi di volontari che li aiutino. Allora si cerchi di evitare estremizzazioni e di cooperare. Gli anziani anche se non hanno strumenti multimediali possono guardare i loro familiari e interloquire attraverso smart phone aiutati per pochi minuti dagli operatori. Basta anche poco, ma ciò aiuta a tranquillizzare gli uni e gli altri, e tutela il loro fondamentale diritto alla relazione” Ai seguenti link le schede che sono state ideate per migliorare la divulgazione, ma la stessa Presidente Ruo è a disposizione per inviare qualche contributo o rilasciare un’intervista al telefono.

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Difesa degli asset strategici

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

Il ragionamento che sta facendo il governo francese sulla difesa degli asset strategici “non può’ che riguardare anche il governo italiano”. Lo ha detto Antonio Misiani, viceministro dell’Economia, a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24 . “Lo faremo, – ha risposto ad una domanda sulla difesa delle aziende italiane strategiche – il governo ha già gli strumenti, come la golden power. Stiamo valutando a livello di presidenza del consiglio e Mef come rafforzare questi strumenti e difendere le aziende strategiche”. E alla domanda se c’è l’ipotesi di estendere il potere di veto alla scalata ad altre aziende fuori dal perimetro dello Stato il viceministro ha risposto a Radio 24: “C’è una riflessione in corso”.Antonio Misiani (vice Mef) a 24Mattino su Radio 24: Coronavirus, “tempo di semplificare investimenti Governi ogni colore non ce l’hanno fatta, per noi ora è obbligo” Con il prossimo decreto anti-coronavirus atteso ad aprile, il governo deve “porre le basi per la ripartenza del Paese. Ci sono decine di miliardi gia’ stanziati per gli investimenti pubblici che sono una delle chiavi di ripartenza. E’ il tempo di una drastica opera di semplificazione delle regole e delle procedure e di accelerazione degli investimenti che i governi di ogni colore, per i piu’ vari motivi, non sono riusciti a fare e che ora noi abbiamo invece l’obbligo di fare”. Così Antonio Misiani, viceministro dell’Economia, a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24.
La crisi innescata dal coronavirus, “più ampia e più profonda di quella del 2008/2009, obbliga a ripensare anche la politica industriale e la filiera produttiva, arginando il fenomeno delle esternalizzazioni”. Cosi Antonio Misiani, viceministro dell’Economia, a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24 che fa l’esempio dei Dispositivi di protezione individuale (come le mascherine, ndr). “La produzione in questi anni è stata esternalizzata per motivi di costo come molte altre – dice Misiani a Radio 24 – non è più accettabile che produzioni strategiche noi le dobbiamo importare con tutte le difficoltà che stiamo vivendo in questi giorni in cui ognuno di noi è impegnato per telefono a sbloccare carichi alle dogane e parlare con stati stranieri per far arrivare tute e mascherine”.

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La difesa della Corte Suprema: Roberts duro con Schumer, morbido con Trump

Posted by fidest press agency su domenica, 15 marzo 2020

By Domenico Maceri. “Dichiarazioni minacciose di questo tipo da alti funzionari del governo non sono solo fuori posto, sono pericolose”. Questa le parole del giudice John Roberts, presidente della Corte Suprema americana, mentre difendeva la magistratura dagli attacchi politici. Ci si aspetterebbe si trattasse di una reazione agli attacchi massacranti di Donald Trump e i suoi tweet velenosi verso giudici a lui poco graditi. Il bersaglio di Roberts era invece diretto a Chuck Schumer, senatore di New York, leader della minoranza democratica nella Camera Alta. Schumer aveva in precedenza attaccato direttamente due giudici, Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh, dicendo in un rally davanti alla Corte Suprema che le loro possibili e orribili “decisioni comporteranno serie conseguenze”. Schumer avvertiva i due giudici sulla loro possibile decisione di limitare o persino vietare la legge sull’aborto che la Corte Suprema prenderà in considerazione fra breve.Schumer ha capito di avere esagerato e quindi ha chiesto scusa. Ciononostante, il battibecco fra Roberts e Schumer ci conferma il clima di antagonismo verso il sistema giudiziario che continua sempre più a essere politicizzato. Allo stesso tempo però mette a nudo la debole difesa di Roberts della Corte Suprema dagli assalti del 45esimo presidente.Il mese scorso, il presidente Donald Trump, ha attaccato Amy Berman Jackson, giudice federale, la quale si apprestava a emettere una sentenza su Roger Stone, ex collaboratore di Trump. Schumer aveva implorato Roberts di difendere la giudice dai feroci attacchi dell’inquilino della Casa Bianca. Va ricordato che Stone era stato riconosciuto colpevole di falsa testimonianza e intralcio alla giustizia da una giuria federale. Prima che la giudice pronunciasse la sua sentenza, Trump era intervenuto, asserendo, senza nessuna prova, che Stone era stato trattato male e che meritava un nuovo processo. Trump aveva inoltre attaccato la presidente della giuria accusandola di parzialità che macchia il sistema giudiziario. Roberts però rimase silenzioso in questo caso come spesso fa quando Trump lancia le sue frecciate a funzionari del sistema giudiziario ogniqualvolta i tribunali e giudici gli vanno contro in tanti dei suoi casi legali.Che Roberts intervenga richiamando Schumer va riconosciuto e rispettato. Ma il presidente della Corte Suprema usa due pesi e due misure quando si tratta del 45esimo presidente. Eccetto in casi rarissimi, Roberts tace, lasciando correre gli assalti alla magistratura perpetrati da Trump. Uno di questi casi eccezionali si è avuto nel 2018 quando il 45esimo presidente attaccò il giudice federale Jon S. Tigar, il quale aveva sospeso un ordine di Trump di accoglienza zero ai migranti. Trump lo aveva etichettato un “giudice di Obama” perché era stato nominato dall’ex presidente. Roberts corresse Trump asserendo che non “esistono giudici di Obama, di Trump, di Bush, di Clinton” e che tutti i giudici sono imparziali a prescindere di chi li avrà nominati.Il rimprovero a Trump da parte di Roberts però è stato raro. Nella campagna presidenziale del 2016 l’allora candidato Trump aveva persino attaccato personalmente Roberts, il quale, nonostante un record molto conservatore, aveva votato nel 2012 con l’ala liberal della Corte Suprema per mantenere la legalità dell’Obamacare, la riforma sulla sanità approvata dall’allora presidente. Roberts rimase silenzioso anche in quel caso lì.Nel caso di Barack Obama però Roberts non ha taciuto. Nel 2010, il presidente della Corte Suprema ha etichettato di “molto preoccupante” un commento del primo presidente afro-americano su una decisione della Corte Suprema. Obama criticò aspramente la decisione “Citizens United v. FEC” la quale permette spese illimitate da corporation o altri gruppi nelle campagne politiche. In effetti aprì le porte a spese politiche che favoriscono i ricchi, aumentando il potere delle lobby e i loro contributi finanziari ai candidati, specialmente a quelli del Partito Repubblicano, legati come si sa alle classi benestanti.La selettività di Roberts nella sua difesa del sistema giudiziario si è anche vista nel caso degli attacchi di Trump a due giudici della Corte Suprema considerati liberal, Ruth Bader Ginsburg e Sonia Sotomayor. Secondo l’attuale inquilino della Casa Bianca queste due giudici dovrebbero ricusarsi da tutti i casi relativi alla sua amministrazione perché hanno dimostrato pregiudizi verso di lui. Silenzio di tomba di Roberts al riguardo di questi attacchi.Il compito di Roberts non è ovviamente facile. Da una parte deve preoccuparsi del proprio lavoro di giudice ma come presidente di tutta la Corte Suprema ritiene giusto che si presenti anche come difensore della reputazione e soprattutto della legittimità delle decisioni giudiziarie. Le sue difese della Corte però ci fanno credere che la sua imparzialità di difensore del gruppo dei nove giudici della Corte Suprema lascia a desiderare. Il suo compito è ovviamente reso quasi impossibile dai feroci e costanti attacchi dall’attuale presidente che richiederebbe moltissima energia e tempo per neutralizzarli. Ovviamente Trump potrebbe dimostrare rispetto verso il sistema giudiziario ma non lo ha fatto da candidato né da presidente e nulla ci fa credere che cambierà. Schumer da parte sua, essendosi reso conto di avere sbagliato, ha offerto le sue scuse, le quali non sono state accettate dalla leadership repubblicana al Senato. Due di loro, il senatore John Barrasso del Wyoming e Josh Hawley del Missouri, grandi sostenitori di Trump e anche loro completamente silenziosi sugli attacchi di Trump alla magistratura, credono che Schumer meriti di essere censurato dal Senato per il suo linguaggio aggressivo sui giudici. Barrasso, Hawley e i loro colleghi repubblicani, come Roberts in molti casi, ignorano però il linguaggio molto più aggressivo e minaccioso del 45esimo presidente. Forse Trump ha ragione: esistono giudici di Obama e anche quelli di Trump. Roberts sembra molto più vicino al secondo gruppo. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Workshop “Tecnologie per Sicurezza e Difesa”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2020

Bruxelles. 31 Marzo / 1 Aprile 2020 Sala Conferenze ENEA. GreenHillAdvisory promuove un Business Workshop a Bruxelles, dedicato alle Aziende Italiane di Hightech attive nei Settori della Sicurezza, Intelligence e Difesa, finalizzato alla presentazione dei Programmi Europei di Finanziamento e delle modalità di Procurement della Nato e dell’Occar.Tecnologie Avanzate come i Big data, l’Intelligenza Artificiale, la Cybersecurity, il Quantum Technology e la Rilevazione Satellitare, sono ormai centrali nei Piani Europei di Sicurezza e Difesa.Il Workshop è un’ occasione per:
conoscere le opportunità di finanziamento offerte dai Programmi Europei in ambito civile e militare
conoscere le procedure e le strategie per partecipare alla Gare della Nato e dell’Occar
sviluppare networking nei confronti delle Istituzioni presenti all’incontro: Parlamento Europeo, Commissione Europea / DG Industry, Space and Defence / DG Grow, European Defence Agency, European Space Agency, Nato, Rappresentanze Italiane presso la Ue e la Nato, Rappresentanze Militari.

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Contraffazioni e difesa del “Made in Italy”

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

La lotta contro la contraffazione è un pilastro fondamentale nella difesa del made in Italy e della nostra agricoltura, in special modo ora che assistiamo a un inasprimento delle guerre commerciali a livello mondiale – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Il rispristino di barriere alle esportazioni, infatti, incoraggia operatori senza scrupoli a immettere sui mercati esteri prodotti che fanno leva sulla riconosciuta qualità dei marchi italiani per trarre in inganno il consumatore. Ma il problema è anche italiano.
Il rinnovato impegno espresso dalla ministra per le Politiche agricole Teresa Bellanova durante la sua visita in Sicilia, ci fa sperare che la questione resti prioritaria nell’agenda del Governo in questo 2020. In gioco non c’è solo la sostenibilità delle imprese che subiscono le contraffazioni, ma anche la salute e la fiducia dei consumatori in Italia e nel mondo – prosegue Tiso. Resta aperto il nodo delle risorse, nonostante i nuovi finanziamenti previsti nel decreto Milleproroghe a favore degli ispettorati.Il fenomeno ha dimensioni rilevanti. Secondo il rapporto dell’Ispettorato centrale repressione frodi (Icqrf) del ministero delle Politiche agricole, nel 2019 le irregolarità hanno riguardato il 17,5% degli operatori e l’11,4% dei prodotti, mentre il 10% dei campioni analizzati sono risultati irregolari. La merce sequestrata, grazie a oltre 55mila controlli, ha raggiunto circa 72 milioni di chilogrammi per un valore di oltre 301 milioni di euro.Queste cifre confermano che la minaccia della contraffazione è ancora diffusa e che bisogna mantenere alta la guardia. L’innovazione può essere un’importante arma per contrastare il fenomeno. Tecnologie come la blockchain, ad esempio, possono contribuire a migliorare la trasparenza e la tutela del marchio di origine a vantaggio del consumatore e delle imprese italiane.

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Libia. Rauti (FdI): FdI preoccupata per difesa e sicurezza nazionale

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

“Fratelli d’Italia è preoccupata per la difesa e la sicurezza nazionale, perchè dal ministro Di Maio non sono giunte risposte chiare sulla nuova missione europea che sostituirà l’operazione ‘Sophia’ ma soltanto generici ‘vedremo’ e ‘faremo notare’. Inoltre, stigmatizziamo il silenzio sulla nostra reiterata richiesta di un blocco navale, quella ‘interdizione marittima’ che, peraltro, lo stesso Di Maio aveva invocato prima della Conferenza di Berlino”. A dirlo il vicepresidente vicario del gruppo di Fratelli d’Italia al Senato e componente della Commissione Difesa, Isabella Rauti, nel corso del question time con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.”La nuova missione annunciata dimostra che, se si possono schierare navi per garantire l’embargo sulle armi, si può farlo anche per attuare il blocco navale impedendo così agli scafisti e ai barconi della morte di partire. Rimane però il problema di chi guiderà la nuova missione, che probabilmente sarà molto più utile alla Francia che all’Italia, e quali saranno i parametri di riferimento per misurare il rischio di ‘pull factor’, stabilendo quale sia la ‘soglia’ di un’ondata migratoria. Il rischio che intravediamo è quello di un aumento incontrollato dei flussi migratori, degli sbarchi in Italia, oltre quello di abbassare la guardia nell’azione di contrasto ai trafficanti di esseri umani. Temi su cui il governo non ha dato finora risposte serie e si è limitato ad enfatizzare gli ‘Accordi di Malta’ come una soluzione, mentre ad oggi non c’è nessun accordo europeo sugli sbarchi e sulla distribuzione dei migranti”, conclude la senatrice Rauti.

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“Sistemi Tecnologici per la Difesa”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

Roma Lunedì 17 Febbraio, Ore 10.00 / 12.30 Via Ardito Desio 60 Workshop Tecnico -Tecnopolo Tiburtino GreenHillAdvisory promuove, in collaborazione con la Rete Aten.Is, un incontro finalizzato a presentare le opportunità offerte dal Comparto Italiano della Difesa alle Aziende di HighTech, attraverso il Piano Nazionale di Ricerca Militare-PNRM e le modalità di Public Procurement.
Le Applicazioni Tecnologiche Avanzate, come Big Data, A.I, Cybersecurity, Quantum Technology, sono infatti centrali in tutti i Programmi di ricerca e investimento per la Sicurezza, l’Intelligence e la Difesa. Nell’incontro saranno approfonditi gli aspetti strategici e procedurali per partecipare al PNRM e diventare fornitori di tecnologie per il Sistema della Difesa.

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