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Posts Tagged ‘difesa’

Covid-19, i geloni associati all’infezione sono causati dalle difese dell’organismo

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2021

Secondo uno studio pubblicato sul British Journal of Dermatology, la patologia cutanea simile ai geloni stagionali associata all’infezione da Covid (CLL, nella sigla inglese per chilblain-like lesions) sarebbe causata da specifici meccanismi messi in atto dall’organismo per combattere il virus. «Durante la pandemia di COVID-19 è stata segnalata con una certa frequenza la presenza di lesioni simili ai geloni, potenzialmente correlata all’infezione da SARS-CoV-2, ma la sua fisiopatologia di base non è chiara» afferma Laure Frumholtz, dell’Hôpital Saint-Louis di Parigi, prima autrice dello studio.Frumholtz e colleghi hanno cercato di comprendere l’attivazione del sistema endoteliale e immunitario della pelle e del sangue nella CLL confrontando i dati di pazienti con questo problema con quelli di controlli sani e di persone con geloni stagionali, definiti come geloni sporadici indotti dal freddo. Lo studio ha coinvolto 50 pazienti con CLL. L’analisi dei dati ha mostrato che i modelli istologici erano simili e le firme trascrittomiche si sovrapponevano nei pazienti con CLL e in quelli con geloni stagionali, e che in entrambi si notava una polarizzazione dell’interferone di tipo I e una firma del gene citotossico-natural killer. La CLL era caratterizzata da una maggiore deposizione tissutale di IgA e da un’attivazione trascrittomica più significativa dei fattori del complemento e dell’angiogenesi rispetto ai geloni stagionali. Gli esperti hanno osservato nella CLL una risposta immunitaria sistemica associata agli anticorpi citoplasmatici antineutrofili IgA nel 73% dei pazienti, oltre a un’elevata firma ematica dell’interferone di tipo I rispetto ai controlli sani. Infine, utilizzando biomarcatori ematici correlati alla disfunzione e all’attivazione endoteliali e all’angiogenesi o alla mobilizzazione delle cellule progenitrici endoteliali, gli autori hanno confermato la disfunzione endoteliale nella CLL. «I nostri risultati supportano l’ipotesi che nella CLL si presenti un loop di attivazione con alterazione endoteliale e infiltrazione immunitaria di cellule citotossiche e di tipo I IFN-polarizzate che portano a manifestazioni cliniche» concludono gli esperti. (fonte Doctor33)

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Difesa informatica: i deputati chiedono una politica comune UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2021

In una risoluzione adottata giovedì, i deputati affermano che una politica comune di ciberdifesa e una cooperazione a livello UE per la creazione di capacità informatiche militari comuni sono elementi essenziali per lo sviluppo di un’Unione europea della difesa. Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione del 2021, la Presidente della Commissione ha sottolineato la necessità di una politica dell’UE in materia di ciberdifesa. Secondo i deputati, è essenziale superare l’attuale frammentazione e complessità dell’architettura informatica globale all’interno dell’UE e sviluppare una visione comune per raggiungere la sicurezza e la stabilità nel ciberspazio.Il Parlamento raccomanda quindi l’istituzione di un’unità congiunta per il ciberspazio per superare la mancanza di condivisione delle informazioni tra le istituzioni, gli organi e le agenzie UE e garantire una rete di informazione sicura e rapida.Il testo è stato approvato con 591 voti favorevoli, 65 contrari e 26astensioni.Indipendenza tecnologica, innovazione e investimenti. Sottolineando il frequente carattere “a duplice uso” (civile e militare) delle capacità informatiche, i deputati accolgono con favore il piano d’azione della Commissione sulle sinergie tra l’industria civile, della difesa e dello spazio. Diversamente da altri settori militari, l’infrastruttura utilizzata per “creare” il ciberspazio è per gran parte gestita da entità commerciali con sede principalmente al di fuori dell’UE e ciò comporta una dipendenza industriale e tecnologica da terzi. L’UE dovrebbe potenziare la propria sovranità tecnologica, stimolare l’innovazione e investire maggiormente nelle capacità di difesa informatica e nel personale.Inoltre, i deputati reputano fondamentale la cooperazione informatica UE-NATO e chiedono risposte congiunte e coordinate agli attacchi informatici, incluse sanzioni contro gli attori ostili. I deputati sono poi preoccupati per il comportamento sistemico aggressivo dimostrato in particolare da Cina, Russia e Corea del Nord, compresi numerosi attacchi informatici contro istituzioni governative e aziende private.Nella risoluzione si fa infine riferimento allo scandalo dello spyware Pegasus come esempio di un atto di spionaggio che ha colpito un gran numero di giornalisti, attivisti dei diritti umani, rappresentanti eletti e altri cittadini dell’UE.Il relatore Urmas Paet (Renew, ET) ha affermato: “Negli ultimi anni c’è stata una continua crescita delle operazioni informatiche dolose. L’Unione e i Paesi UE devono rafforzare le loro capacità di difesa per rispondere con successo a queste minacce informatiche. Pertanto, è di fondamentale importanza rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri dell’UE e le istituzioni, la NATO, gli Stati Uniti e gli altri partner strategici”.

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Contratti: Fp Cgil, in trattativa rinnovo Sicurezza e Difesa

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2021

“Abbiamo iniziato ad entrare nel merito di alcuni istituti che riguardano la parte normativa del contratto di lavoro e non possiamo che cogliere con favore il fatto che alcune delle proposte presenti nella piattaforma presentata dalla Fp Cgil siano state accolte dalla parte pubblica, ma c’è ancora molta strada da fare e per questo abbiamo ribadito la necessità di inserire ulteriori integrazioni su temi di fondamentale importanza“. Questo il commento della Fp Cgil al termine della riunione di oggi sul rinnovo del contratto del personale del comparto Sicurezza e Difesa. “Grazie alle nostre pressanti richieste – prosegue la Fp Cgil – finalmente entrano a far parte della discussione tutele fondamentali per le donne vittime di violenza di genere, per i genitori che hanno necessità di assistere i figli, per quelli che necessitano di fruire del congedo e dei riposi solidali e per i lavoratori che vengono trasferiti d’ufficio. Abbiamo inoltre chiesto ulteriori integrazioni su temi che continuano ad essere ignorati dalla controparte e che riteniamo imprescindibili, come i diritti per le unioni civili, equiparati a quelli previsti per il matrimonio, per la parità di genere e per il sostegno alla famiglia. Auspichiamo di poter chiudere l’accordo nel minor tempo possibile per consentire ai lavoratori di questo comparto di ricevere i meritati aumenti salariali, ma per fare questo serve un’accelerazione della parte pubblica nell’elaborazione delle proposte e nella quantificazione dei costi delle stesse”, conclude la Fp Cgil.

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Contratti: Fp Cgil, serve complessivo rinnovo per Sicurezza e Difesa

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

“Vogliamo il rinnovo di un contratto definito in tutte le sue parti: quella delle relazioni sindacali, quella normativa e, infine, quella economica. Rispetto al passato rinnovo oggi non abbiamo limiti temporali oggettivi e bisogna essere consapevoli che la parte economica deve essere il risultato delle scelte che faremo sulla parte normativa”. Questo il commento della Fp Cgil al termine della riunione di oggi sul rinnovo del contratto di lavoro del personale non dirigente del comparto sicurezza e difesa.“Le relazioni sindacali – spiega il sindacato – dovranno dare il segno tangibile di un rinnovato valore del confronto tra le parti, come sancito nel patto del 10 marzo, aumentando la democrazia e la partecipazione. Dobbiamo dare voce ai lavoratori in divisa, consentendogli di eleggere a suffragio universale i propri rappresentanti all’interno di ciascuna unità operativa e dando la possibilità di poter revocare la propria adesione al sindacato in qualunque momento. Come dobbiamo fornire strumenti per prevenire il fenomeno del burn out e quello dei suicidi, ad esempio con comitati paritetici che possano fare analisi, studi di fattibilità e proposte che possano migliorare il benessere organizzativo sui posti di lavoro. Dobbiamo inoltre rafforzare la contrattazione decentrata e il ruolo del dirigente sindacale in ogni istituto penitenziario”.Nella parte normativa, prosegue la Fp Cgil, “dobbiamo adeguare a questo mondo del lavoro quelli che sono i diritti di cittadinanza evoluti nel tempo: le unioni civili, la parità di genere, le ferie solidali, i congedi per le donne vittime di violenza e per la genitorialità. Per non dimenticare il tema del patrocinio per la tutela legale, della copertura assicurativa Inail e della previdenza complementare, che dovrà essere esigibile dal primo gennaio 2022 anche per i lavoratori di questo comparto”.Affrontati questi capitoli, continua il sindacato, “possiamo ragionare sulla parte economica, che è il risultato delle scelte che si fanno sulla parte normativa. Voler discutere oggi di quanto spendiamo sul salario fondamentale e quanto sull’accessorio significherebbe non consentire di utilizzare il contratto per risolvere i problemi dei lavoratori. Dobbiamo verificare se le risorse economiche appostate sono sufficienti per consentire gli adeguamenti tabellari, la modifica degli istituti previsti, la revisione del sistema indennitario e per regolamentare la retribuzione del lavoro straordinario. Tempo e covid non devono condizionare questa trattativa, dobbiamo fare un confronto vero e approfondito”, conclude la Fp Cgil.

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Contratto comparto sicurezza e difesa

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Nel previsto incontro che si è tenuto nella mattinata odierna la delegazione della parte pubblica ha fornito una indicazione delle somme stanziate e degli aumenti medi per il personale di ciascuna delle amministrazioni del comparto Sicurezza e Difesa. La rappresentanza sindacale ha invero osservato che in assenza del dato disaggregato sulle singole poste disponibili non sarebbe stato possibile svolgere riflessioni finalizzate a ragionare della eventuale ripartizione sulle singole voci retributive, ed ha pertanto chiesto che in occasione del prossimo incontro siano preventivamente fornite le tabelle elaborate dai tecnici dei dicasteri di riferimento. È comunque emerso con chiarezza che le risorse stanziate non consentano di poter immaginare che l’imprescindibile adeguamento del trattamento economico fondamentale possa essere accompagnato ad una altrettanto indifferibile revisione del complessivo impianto normativo che dovrebbe, in linea di principio, assicurare il riconoscimento della specificità al personale del Comparto Sicurezza e Difesa. Specificità che si traduce in maggiore operatività al servizio dei cittadini. Un settore che, negli oltre dieci anni trascorsi dall’ultimo effettivo confronto negoziale che aveva portato alla definizione di un comunque perfettibile accordo sui fondamentali istituti accessori, registra non solo un notevole divario tra l’assetto normativo ordinamentale e le radicalmente mutate condizioni di lavoro del settore, ma pure un inaccettabile disallineamento con fondamentali istituti tra gli stessi addetti al Comparto e quelli di cui beneficiano i lavoratori di altri comparti del pubblico impiego. Una situazione che richiede, prima ancora dell’inserimento dei nuovi indispensabili istituti a tutela della genitorialità, della salute, di quella legale ed erariale, un intervento perequativo di tutti gli istituti che oggi, anche per la differente interpretazione che forniscono le Amministrazioni di appartenenza, trovano una diversa applicazione con gravi sperequazioni. Parliamo insomma di indennità accessorie ingessate ai livelli fissati nel 2008, che non possono essere ritenute compatibili con gli accresciuti carichi di lavoro ed esposizione al rischio professionale incontrato dagli operatori nella quotidianità, anche per il sistematico ricorso allo straordinario, con il quale si cerca di tamponare l’emorragia degli organici imponendo carichi di lavoro usurante al personale, per giunta pagando l’ora di straordinario meno del lavoro ordinario accumulando ritardi di anni per la liquidazione delle somme dovute o, come nel caso del personale militare, negando totalmente il pagamento con norme che ancora prevedono la cancellazione del credito maturato per le ore effettuate. La riflessione partecipata alla parte pubblica è stata corroborata anche dalla constatazione di una sostanziale assenza di fondamentali tutele, tra cui quelle sanitarie e legali, e del disconoscimento dei diritti di genitorialità che, diversamente dagli altri pubblici dipendenti, il personale del Comparto Sicurezza e Difesa si vede sistematicamente negare dalla rigidità interpretativa delle amministrazioni di riferimento. E tutto questo a tacere dello sconcertante ritardo nell’attuazione della previdenza complementare che in prospettiva produrrà irreparabili penalizzazioni nel trattamento pensionistico. Uno sconfortante contesto che induce a ritenere prioritaria e pregiudiziale la discussione intorno alle questioni squisitamente normative, anche per poter incrementare la parte economica attraverso meccanismi di defiscalizzazione degli accessori, atteso che in assenza del raggiungimento dell’intesa sulle quali non vi sono margini per poter immaginare di sottoscrivere l’accordo sulla parte meramente retributiva. In chiusura è stato ribadito che pur volendo arrivare il prima possibile ad una ipotesi di accordo, l’obiettivo primario che le OO.SS. e i CoCer perseguono è la tutela reale del personale rappresentato sottolineando come ciò può avvenire solo attraverso gli istituti normativi rivendicati. Ecco perché questo contratto deve essere considerato il contratto soprattutto normativo che deve chiudere al meglio la necessaria stagione dei diritti e delle tutele che le donne e gli uomini in uniforme attendono tra troppi anni.La parte pubblica, nel sottolineare di aver preso atto di tutte le questioni rappresentate e della necessità di entrare nello specifico di ognuna, ha aggiornato la riunione a venerdì 30 p.v. che avverrà prima con le OO.SS. delle Forze di polizia civili, poi con i CoCer di quelle militari e a seguire con quelli delle Forze Armate.

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Poliziotto si difende sparando e viene messo sotto accusa: è la legge

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2021

“La legge parla chiaro. La magistratura inquirente che ha messo sotto accusa il poliziotto che ha sparato un colpo contro il ghanese armato di coltello sta minacciando lo Stato di diritto. L’uso delle armi da parte di un pubblico ufficiale è previsto e autorizzato quando “vi è costretto dalla necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza all’Autorità e comunque di impedire la consumazione dei delitti di strage, di naufragio, sommersione, disastro aviatorio, disastro ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano armata e sequestro di persona”. È l’articolo 53 del codice penale. A questo punto, lo si abolisca. Non si può consentire che un servitore dello Stato venga messo sotto accusa perché compie il proprio dovere normativamente previsto. Ci piacerebbe oltretutto che Ministro degli Interni e Capo della Polizia si complimentassero pubblicamente con l’agente che ha fatto il proprio dovere per fermare l’aggressore”.E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi. E la Presidente Meloni soggiunge: “«Quello che sta accadendo all’agente della Polizia di Stato è del tutto surreale. Dopo che è partita l’indagine a suo carico per “atto dovuto”, cade anche l’accusa di tentato omicidio per il ghanese ferito. L’atto dovuto non è indagare un poliziotto che fa il suo lavoro. L’atto dovuto è quello compiuto dal poliziotto, così come sarebbe dovuta essere la tutela dello Stato nei suoi confronti. Massima solidarietà all’agente. Ha protetto la comunità: andrebbe premiato, invece di essere sottoposto a tutto ciò». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. “Il caso dell’agente indagato a Roma – dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni – per i fatti della stazione Termini che dovrà anticipare le spese legali, mentre il cittadino straniero autore dell’aggressione col coltello avrà le spese legali pagate dallo Stato, è un paradosso che va assolutamente risolto per non demotivare ulteriormente le nostre forze dell’ordine nell’esercizio del proprio lavoro”.”Il ministro dell’Interno – sottolinea Balboni – non ha fatto altro che confermare con la sua risposta che siamo in netto ritardo per la dotazione del taser alle forze di Polizia. Non basta aver confermato che le procedure in corso faranno alla fine arrivare queste armi e anche le body cam agli agenti, perché intanto chi continua a stare in prima linea sono sempre loro”.”L’ampio risalto che ha avuto il caso dell’uomo di nazionalità ghanese che, nei pressi dell’uscita della stazione Termini di Roma, brandendo un coltello da cucina e visibilmente alterato, ha terrorizzato i passanti, minacciandoli, costringendo l’agente di Polizia a sparargli alle gambe per neutralizzarlo – conclude Balboni – ha riproposto il tema della dotazione del taser in modo prepotente. Il ministro Lamorgese ha fornito una risposta che ci lascia solo parzialmente soddisfatti ma ciò che è più grave ha taciuto su quali iniziative intende assumere per evitare che l’iscrizione nel registro degli indagati di agenti che fanno il loro dovere possa provocare ulteriore demotivazione del personale in servizio, già duramente provato dalla scarsezza dei mezzi a disposizione”.

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“Difendiamo i prodotti italiani. Presto iniziative in tutte le piazze d’Italia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Maggio 2021

Parte – o meglio, riparte – da Viterbo la battaglia di Fratelli d’Italia contro il NutriScore, il sistema di etichettatura “a semaforo” dei prodotti alimentari che l’Unione Europea vorrebbe rendere obbligatoria in tutti gli stati membri.L’iniziativa è stata presentata questa mattina dal senatore e responsabile nazionale del Dipartimento Agricoltura FdI, Luca De Carlo, dal deputato Mauro Rotelli, e dai responsabili del settore agricoltura di Fratelli d’Italia della Regione Lazio e della Provincia di Viterbo, rispettivamente Roberto Bedini e Pietro Narduzzi.A ribadire la posizione del partito è stato il senatore De Carlo: “Già a febbraio dello scorso anno alla Camera presentammo una mozione per impegnare il Parlamento a dirsi fermamente contrario a questo sistema. Stava passando sotto silenzio l’avanzata di questo provvedimento che sarebbe una vera mazzata per le produzioni italiane, riconosciute un’eccellenza a livello mondiale e proprio per questo osteggiate e temute dalle altre nazioni e dalle multinazionali”. Ad avvalorare queste parole, De Carlo ha poi ribadito come l’italian sounding – l’imitazione di prodotti italiani tramite ad esempio nomi storpiati, riferimenti geografici o immagini di monumenti e luoghi della nostra nazione – costi all’Italia circa 100 miliardi di euro all’anno e come l’agricoltura italiana sia al sesto posto mondiale tra quelle più sostenibili: “È universalmente riconosciuto come dietro a un prodotto con bandiera italiana ci sia grande qualità, frutto di anni di attenzione, di lavoro e di ricerca. Ora le grandi multinazionali vorrebbero punire tutto questo, a vantaggio di cibi che sanno poco di terra e molto di laboratorio e che possono essere facilmente costruiti per rientrare nei parametri del semaforo verde di NutriScore, che peraltro è altamente discriminatorio perchè non considera le diverse necessità e abitudini alimentari di un italiano rispetto a quelle di un cittadino del Nord Europa; se ne stanno accorgendo anche in Spagna, nazione tra le primi sostenitrici di questo sistema”. “Noi siamo per la biodiversità ambientale e umana, per il coniugare tradizione e innovazione”, ha concluso De Carlo. “Per questo, da qui partirà una campagna contro il NutriScore che toccherà tutte le piazze d’Italia per far capire ai cittadini quali sono i rischi per la nostra agricoltura, per la nostra tradizione e per la nostra economia. Dobbiamo far capire l’importanza di salvaguardare il prodotto italiano, anche in sede europea”.

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Pa: Fp Cgil, doverosa iniziativa Brunetta su contratto Sicurezza e Difesa

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 Maggio 2021

“L’iniziativa del Ministro Brunetta, che ha deciso di convocare per il 14 maggio i Ministri di Giustizia, Interno, Difesa ed Economia e Finanze per un incontro in sede politica con lo scopo di reperire ulteriori risorse per il rinnovo del contratto del comparto Sicurezza e Difesa, è doverosa e va nella direzione da noi auspicata, rappresentando un punto cruciale per la prosecuzione del confronto”. Questo il commento della Fp Cgil dopo l’annuncio del Ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, in merito al rinnovo del contratto del comparto Sicurezza e Difesa.Le risorse stanziate fino ad oggi, prosegue il sindacato, “non ci consentono di definire il contratto nella sua interezza. Servono infatti risorse economiche per continuare la rivalutazione delle retribuzioni tabellari, solo avviata con il contratto 2016/2018 dopo 10 anni di blocco, e poi quelle per riconoscere finalmente la previdenza complementare alle donne e agli uomini in divisa, a oltre vent’anni dall’introduzione del sistema contributivo. Va poi completata la revisione delle indennità, il trattamento di missione, l’istituto del buono pasto e della retribuzione delle prestazioni di lavoro straordinario. Tutti obiettivi che con le risorse della legge di bilancio 2021 non sono realizzabili”.In più, rimarca il sindacato, “il contratto della Polizia Penitenziaria dovrà rinnovare la parte normativa, affrontando temi da troppo tempo trascurati, come la genitorialità, la formazione, il diritto allo studio, le ferie solidali, il congedo per le donne vittima di violenza, le libertà sindacali, la tutela per le gravi patologie e i diritti delle unioni civili. Per non dimenticare poi il tema della sicurezza, in particolare il contrasto al fenomeno suicidario, e quello della disparità di genere. L’incontro del 14 maggio diventa di fondamentale importanza, poiché se i ministri interessati non trovano le risorse necessarie sarà impossibile garantire la giusta attenzione che le donne e gli uomini in divisa meritano, soprattutto dopo essere stati in prima linea anche durante la pandemia”, conclude la Fp Cgil.

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Rampelli: In difesa della lingua italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 8 Maggio 2021

“Plaudiamo all’iniziativa del Comune di Soncino che, a seguito di una mozione presentata dalla consigliera di Fratelli d’Italia Federica Brizio e approvata, ha sostituito le parole scritte in inglese, contenute negli atti amministrativi, in lingua italiana. Ritengo sia una battaglia di civiltà, tant’è che dall’inizio del mio mandato di vicepresidente della Camera ho richiesto agli uffici che gli atti ufficiali siano espressi in italiano, compresi quelli che arrivano da Palazzo Chigi e dai ministeri. E proprio nella giornata dedicata a Dante Alighieri, di cui quest’anno si celebra il settimo centenario della morte, abbiamo presentato due proposte di legge – una costituzionale e l’altra ordinaria – per inserire la tutela della lingua italiana in Costituzione. Fa piacere che di recente anche il presidente Draghi si sia lamentato per l’abuso della lingua inglese atti che legge pubblicamente e nel nostro vocabolario. Noi lo denunciamo da anni. La lingua italiana va tutelata e valorizzata, è veicolo della nostra identità e della nostra cultura. Sollecito nuovamente il Governo a esprimere nella nostra lingua madre visto che la comprensibilità degli atti è lo strumento fondamentale della democrazia. Il presidente Draghi, che si è già mostrato sensibile al tema, imprima una svolta anche stilistica al governo che presiede”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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La salute del mondo passa dalla difesa dei più fragili

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2021

Domenica 31 gennaio AIFO celebra la 68^ Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra (GML). La Giornata si svolge dal 1954 nell’ultima domenica di gennaio, su iniziativa di Raoul Follereau, benefattore e profeta dei malati di lebbra, per denunciare l’emarginazione in cui vivevano milioni di persone. Oggi la lebbra è stata ridimensionata, grazie ai progressi della medicina, ma colpisce ancora oltre 200.000 persone all’anno, lasciando in molte di loro i segni della disabilità, circa 3 milioni circa secondo l’OMS. Ciò rende, il più delle volte, queste persone emarginate da paure e pregiudizi che non sono stati ancora del tutto sconfitti.La lebbra, benché oggi sia perfettamente curabile, si sviluppa ancora in regioni povere e dove è carente la sanità di base in grado di prevenire il contagio e l’insorgere della malattia. Non a caso India e Brasile, che da soli rappresentano il 70 % dei casi di lebbra nel mondo, sono anche i due paesi che, dopo gli Stati Uniti, hanno più casi e decessi a causa del Covid-19.AIFO, da sessant’anni attiva nella cooperazione socio sanitaria nel mondo, ha imparato molto dalla lebbra, impegnandosi nella cura delle persone, nel promuovere la medicina di base, nel rafforzare le comunità affinché possano prendere in mano il proprio destino. L’obiettivo è l’inclusione sociale delle persone emarginate, anche a causa di una disabilità, o minacciate di violenze (ad esempio le donne, i gruppi minoritari o discriminati) attraverso pratiche economiche (come i gruppi di auto aiuto) e sociali (come l’educazione e la formazione professionale).Non a caso nei paesi dove è presente, con l’insorgere della pandemia, AIFO si è trovata subito in prima linea per fare informazione, per diffondere i mezzi di prevenzione e per sostenere materialmente le persone più fragili davanti allo sconvolgimento delle condizioni economiche provocate dalle misure per contenere i contagi.AIFO prosegue in questo modo il lavoro che l’ha vista impegnata in altre emergenze sanitarie, come l’Ebola, al sostegno della fondamentale sanità di base. AIFO gestisce in questo momento 52 progetti di aiuto sanitario. Ogni anno cura più di 320.000 ammalati, dei quali oltre 250.000 colpiti dalla lebbra. https://www.aifo.it/diffondi-in-rete-la-gml/

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Difesa. Rauti (FdI): Italia non investe e punta a ribasso. Risorse modeste e inadeguate

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2020

“Mentre la Turchia punta – notizia confermata oggi da tutte le agenzie stampa – sulla produzione dei droni per potenziare l’export e la capacità sul campo nonché per perseguire gli scopi di difesa del suo territorio e di quello dei suoi alleati, l’Italia non investe e gioca al ribasso. Purtroppo , infatti, nel Documento Programmatico pluriennale di Difesa (DPP) 2020/22 non ci sono , ad esempio, progetti avanzati contro gli aereomobili a pilotaggio remoto (APR) e per i progetti presenti , relativi a 14 sistemi di contrasto ai mini droni , i finanziamenti sono appena sufficienti per supportarne i primi 7. Complessivamente le risorse previste rappresentano soltanto un primo simbolico e modestissimo passo e certamente non bastano a fronteggiare una minaccia crescente e che si evolve così velocemente . L’industria nazionale della Difesa dovrebbe , invece, essere impiegata e finanziata massicciamente per progetti e prototipi adeguati a contrastare questo tipo di minaccia, rappresentata dall’impiego malevolo dei droni . Un metodo spregiudicato di fare la guerra – come dimostrato in alcuni scenari , quali la Siria e l’Armenia e non solo- nei quali l’impiego degli APR ha condizionato le sorti dei conflitti a vantaggio dei loro possessori e relativi alleati. È preoccupante la proliferazione dei mini droni – favorita anche dal basso costo di realizzazione – e la difficoltà per le armi contraeree – pensate per jet veloci – di individuarli. Lo spazio aereo si profila sempre più come futuro ambiente operativo ed è necessario investire subito per il potenziamento degli strumenti di difesa e per la tutela della sicurezza , in un’ottica di integrazione interforze”. Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Isabella Rauti, capogruppo in Commissione Difesa.

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Difesa: servono più investimenti per cogliere sfide dominio cibernetico e spaziale

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2020

“Oggi nel corso dell’Audizione informale del Capo di Stato maggiore della Difesa, gen. Enzo Vecciarelli, nell’ambito dell’esame del Documento programmatico pluriennale per la Difesa (DPP) per il triennio 2020-2022 ho sottolineato che per Fratelli d’Italia i finanziamenti sono inadeguati, soprattutto per la parte degli investimenti e resta il problema del disallineamento nel budget nazionale della Difesa, rispetto al target della Nato del 2 per cento del Pil per i Paesi membri dell’Alleanza. Inoltre, necessita attenzione particolare per il fronte del dominio cibernetico e quello spaziale, vera frontiera delle future contese geopolitiche; il nostro Paese dovrebbe dotarsi di un numero maggiore di satelliti per l’osservazione della terra ed attrezzarsi nella direzione di disporre in futuro di costellazioni, anche di sistemi ottici, in grado di contribuire alla superiorità e competitività informativa, garanzia di sovranità nazionale”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia nella Commissione Difesa del Senato, Isabella Rauti.

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Oggi la vita da chi viene difesa?

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2020

Il tutto parte, come si sa, allorché il gamete materno si unisce a quello paterno. Da questa anfimissi nasce una vita nuova. E da questa vita spuntano i problemi esistenziali. Se il diritto alla vita è assicurato lo è anche quello al vivere? Ma se l’essere umano è celebrato come l’infinitesima particola di Dio perché il suo cammino deve essere costellata da infinite difficoltà? Mi si dice per metterlo alla prova. E qui rilevo la prima contraddizione. Non è Dio colui che ha sconfitto il tempo? Ciò significa che egli già sa come gli umani si comportano dal primo vagito all’ultimo respiro. E ancora si obietta: la sofferenza non è altro che un apologo sulla ricerca di Dio. Ma le mie perplessità continuano a frullarmi in testa. Perché, mi chiedo, la sapienza deve giungere all’uomo dopo difficoltà estreme, cammini tortuosi, speranze e disillusioni? Perché noi viventi siamo indotti ad affrontare una lotta incessante e un desiderio illimitato e sfrenato di conquistare posizioni preminenti anche a costo di schiavizzare persone singole, o addirittura intere popolazioni? E tutto questo perché? Forse per sentirci dire che la realtà va oltre la vita? Il pagano Epicuro dichiarava con cinico distacco che “quando ci sono io non c’è la morte, e quando c’è la morte non ci sono io”. Dopo secoli gli fa il verso un cardinale spagnolo del Cinquecento che fece scolpire sul suo sepolcro nella basilica di Santa Sabina sull’Aventino: “Ut moriens viveret, vixit ut morituruus” (Per morire vivo, visse e morì). Così la “meditatio mortis” diventa un inno alla vita, ma una vita che incomincia dopo la morte. Non per niente il cristiano sogna le delizie del Paradiso dantesco e il musulmano nel regno dei beati con una moltitudine di vergini che l’attendono. E allora perché siamo qui se il nostro regno è altrove? (Riccardo Alfonso)

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Si è conclusa la spedizione “Difendiamo il mare” di Greenpeace Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

La barca Bamboo della Fondazione Exodus di don Mazzi, partita il 16 luglio da Porto Santo Stefano, è rientrata all’isola dell’Elba con a bordo i ricercatori dell’Istituto Tethys impegnati con Greenpeace in attività di monitoraggio dei cetacei tra Mar Ligure, nord della Corsica e Isola d’Elba.L’area del Santuario dei Cetacei si conferma di valore unico per i cetacei del Mediterraneo. Durante i cinque giorni di monitoraggio con il supporto scientifico dell’Istituto Tethys, sono stati osservati 128 animali appartenenti a quattro specie diverse: balenottera comune, tursiope, stenella striata e grampo. L’impatto delle attività umane è però evidente: durante gli avvistamenti sia di tursiopi che di balenottere comuni sono stati studiati, tramite foto identificazione, individui con pinne dorsali amputate a causa dell’interazione con attività umane, probabilmente pesca o imbarcazioni. Nell’area è stato osservato un elevato traffico marittimo e la costante presenza di plastica in mare.Dieci gli avvistamenti di stenelle, piccoli delfini pelagici, osservati in gruppi con una media di circa dieci esemplari; tre gli avvistamenti di tursiopi, delfini con abitudine più costiere, osservati in gruppi fino a 25 individui; in entrambe le specie è stata osservata la presenza di piccoli tra cui due nati da poche settimane. Di particolare interesse scientifico l’avvistamento di grampi, specie stabilmente presente per 25 anni nella zona occidentale del Santuario e per la quale si è osservato un drammatico declino negli ultimi 6 anni, e di un gruppo di tre balenottere comuni, il secondo animale più grande al mondo, che qui migra in estate per alimentarsi. Si stima ne siano rimasti solo tremila esemplari in tutto il bacino del Mediterraneo.
“Il Santuario dei cetacei è un’area di cruciale importanza per la sopravvivenza di balene e delfini del Mar Mediterraneo. La zona è infatti uno dei più importanti siti di alimentazione del Mediterraneo per molte specie di cetacei, oltre che di riproduzione per alcune di loro, grazie all’elevata produttività presente in particolare nel periodo estivo. Purtroppo, nonostante sia un’area protetta, la pressione dovuta alle attività umane è fortissima. In questo contesto, la ricerca a lungo termine è fondamentale per capire lo stato di conservazione dei cetacei e la risposta ai cambiamenti ambientali e antropici al fine di sviluppare misure di tutela che mitighino l’impatto delle attività che più minacciano questi animali, come il sovrasfruttamento della risorsa ittica, l’intenso traffico marittimo, le collisioni con le grandi imbarcazioni, le catture accidentali nelle reti, l’inquinamento” dichiara Marina Costa dell’Istituto Tethys.Secondo un rapporto pubblicato da Greenpeace la scorsa settimana la pressione dell’uomo su balene e delfini è altissima (uno su quattro dei cetacei spiaggiati lungo le coste italiane muore per cause imputabili all’uomo), come conferma sia il monitoraggio appena condotto con l’Istituto Tethys che le tristi vicende dei capodogli intrappolati in reti spadare illegali al largo delle Eolie nelle scorse settimane e la balena “Codamozza”, con la coda completamente mozzata, avvistata l’ultima volta proprio nel Santuario e di cui si teme una triste fine. Con il monitoraggio dei cetacei si conclude la spedizione di Greenpeace “Difendiamo il mare”, che ha navigato nel Tirreno centro-settentrionale per monitorare lo stato del mare e dei suoi abitanti minacciati dalle attività umane, dall’inquinamento da plastica ai cambiamenti climatici.

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Difesa: Missioni internazionali

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

“Le palesi contraddizioni interne alla maggioranza e delle loro singole forze politiche hanno portato ad un evidente ritardo sulle missioni internazionali che ci hanno fatto perdere il controllo sullo scenario libico. Siamo arrivati al secondo semestre del 2020 e dobbiamo affrontare le decisioni sul primo semestre. Basta con la demagogia e alle parole cui non seguono i fatti, l’Italia è impegnata in 41 missioni internazionali con 8613 militari impegnati di cui 5 nuove, fra le qualI quelle in Sahel, nel Mar della Guinea contro la pirateria e la missione Irini me Mediterraneo Orientale, che ha già mostrato il suo fallimento nell’impedire il traffico di armi nello scacchiere libico come purtroppo avevano previsto quando chiedevano altre regole di ingaggio e soprattutto che vi fosse anche una forza di interposizione sul terreno . Non si può svilire così il nostro impegno militare all’estero, che si dispiega in 41 missioni con oltre ottomila militari! Per questo pensando a loro, che servono la Patria, Fratelli d’Italia come sempre si esprime a favore delle missioni ma nel contempo denuncia le ambiguità e la ipocrisia delle forze di maggioranza astenendosi su un odg compromissorio. Questo governo purtroppo è in uno stato confusionale anche su questa campo decisivo: aumenta l’impegno dei nostri militari nel mondo senza però una visione strategica come purtroppo emerge da quanto accaduto in Libia dove si profila la peggiore sconfitta della storia dell’Italia repubblicana”.E’ quanto ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, nel suo intervento in dichiarazione di voto sulle missioni militari internazionali dell’Italia.

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“Il Governo italiano prenda subito posizione a difesa dello Stato di Israele”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 Maggio 2020

Lo dichiara il Questore della Camera e membro della commissione affari esteri Edmondo Cirielli (FdI): “Le gravi minacce della Guida suprema iraniana Ali Khamenei sono molto pericolose e non possono essere sottovalutate . Così come preoccupano le intimidazioni dei Pasdaran iraniani che vorrebbero “liberare” Gerusalemme eliminando quello che definiscono “virus Israele”. Parole – sottolinea Cirielli – che confermano una minaccia concreta verso una Nazione con cui l’Italia deve dimostrare non solo a chiacchiere ma con atti concreti la storica amicizia. Il ministro Di Maio e il presidente Conte condannino quanto sta accadendo in Medio Oriente. Bisogna schierarsi immediatamente per ribadire il diritto all’esistenza del popolo israeliano ed intervenire prima che sia troppo tardi e siano compromesse le possibilità di pace ” conclude Cirielli

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Difesa: Cgil Cisl Uil Pa, chiarezza su progetti di ristrutturazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 Maggio 2020

“Prendiamo atto della dichiarata attenzione del Ministro della Difesa alle problematiche del Dicastero e della sua disponibilità all’ascolto. Peraltro, è proprio la drammaticità della condizione economica e sociale a far risaltare le incognite sul futuro degli insediamenti industriali e logistici della Difesa”. Lo dichiarano, in una nota, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, replicando alle dichiarazioni diffuse dal Sottosegretario di Stato, Angelo Tofalo.”Per questo – proseguono i sindacati – è necessario che l’impegno straordinario sia accompagnato dalla concreta partecipazione di tutti gli interpreti in campo, a partire dal personale civile, le cui criticità permangono tuttora irrisolte. Una visione organica chiara nelle sue finalità, definita nei progetti di sviluppo industriale ed occupazionale, condivisa dagli attori istituzionali e dalle rappresentanze sindacali, è la condizione indispensabile per far ripartire un comparto vitale per l’economia del paese. Il confronto con il vertice politico del Ministero non può attendere, e deve essere coerente con i tempi dell’emergenza che lo stesso Governo ha assunto nel metodo di dialogo con le parti sociali”, concludono Fp Cgil Cisl Fp e Uil Pa.

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Difesa dei minori e degli anziani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Dichiarazioni della Presidente Camera Nazionale Avvocati per la Famiglia e i Minorenni, Avv. Maria Giovanna Ruo:”I diritti fondamentali non sono in quarantena, ma il tutto deve essere interpretato con equilibrio e buonsenso. La relazione con entrambi i genitori è un diritto fondamentale dei figli minorenni: in questo momento sono soprattutto i genitori stessi che debbono garantirlo cooperando. Ad es. se debbo andare a fare la spesa, invece che portarmi i bambini a fare la fila, è meglio che vadano con il papà. E che casomai insieme evitiamo troppi spostamenti accorpando giorni e pernotti. Questo il senso del nostro decalogo diretto ai genitori, cui è richiesta una rinnovata disponibilità nei confronti dei figli”

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Difesa dei minori e degli anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

“I diritti fondamentali non sono in quarantena, ma il tutto deve essere interpretato con equilibrio e buonsenso. La relazione con entrambi i genitori è un diritto fondamentale dei figli minorenni: in questo momento sono soprattutto i genitori stessi che debbono garantirlo cooperando. Ad es. se debbo andare a fare la spesa, invece che portarmi i bambini a fare la fila, è meglio che vadano con il papà. E che casomai insieme evitiamo troppi spostamenti accorpando giorni e pernotti. Questo il senso del nostro decalogo diretto ai genitori, cui è richiesta una rinnovata disponibilità nei confronti dei figli” “I diritti fondamentali non sono in quarantena, e tutto deve essere interpretato con equilibrio e buonsenso. Gli anziani in struttura soffrono di solitudine; le famiglie sono angosciate dalla mancanza di notizie; gli operatori sono decimati e privi di volontari che li aiutino. Allora si cerchi di evitare estremizzazioni e di cooperare. Gli anziani anche se non hanno strumenti multimediali possono guardare i loro familiari e interloquire attraverso smart phone aiutati per pochi minuti dagli operatori. Basta anche poco, ma ciò aiuta a tranquillizzare gli uni e gli altri, e tutela il loro fondamentale diritto alla relazione” Ai seguenti link le schede che sono state ideate per migliorare la divulgazione, ma la stessa Presidente Ruo è a disposizione per inviare qualche contributo o rilasciare un’intervista al telefono.

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Difesa degli asset strategici

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

Il ragionamento che sta facendo il governo francese sulla difesa degli asset strategici “non può’ che riguardare anche il governo italiano”. Lo ha detto Antonio Misiani, viceministro dell’Economia, a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24 . “Lo faremo, – ha risposto ad una domanda sulla difesa delle aziende italiane strategiche – il governo ha già gli strumenti, come la golden power. Stiamo valutando a livello di presidenza del consiglio e Mef come rafforzare questi strumenti e difendere le aziende strategiche”. E alla domanda se c’è l’ipotesi di estendere il potere di veto alla scalata ad altre aziende fuori dal perimetro dello Stato il viceministro ha risposto a Radio 24: “C’è una riflessione in corso”.Antonio Misiani (vice Mef) a 24Mattino su Radio 24: Coronavirus, “tempo di semplificare investimenti Governi ogni colore non ce l’hanno fatta, per noi ora è obbligo” Con il prossimo decreto anti-coronavirus atteso ad aprile, il governo deve “porre le basi per la ripartenza del Paese. Ci sono decine di miliardi gia’ stanziati per gli investimenti pubblici che sono una delle chiavi di ripartenza. E’ il tempo di una drastica opera di semplificazione delle regole e delle procedure e di accelerazione degli investimenti che i governi di ogni colore, per i piu’ vari motivi, non sono riusciti a fare e che ora noi abbiamo invece l’obbligo di fare”. Così Antonio Misiani, viceministro dell’Economia, a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24.
La crisi innescata dal coronavirus, “più ampia e più profonda di quella del 2008/2009, obbliga a ripensare anche la politica industriale e la filiera produttiva, arginando il fenomeno delle esternalizzazioni”. Cosi Antonio Misiani, viceministro dell’Economia, a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24 che fa l’esempio dei Dispositivi di protezione individuale (come le mascherine, ndr). “La produzione in questi anni è stata esternalizzata per motivi di costo come molte altre – dice Misiani a Radio 24 – non è più accettabile che produzioni strategiche noi le dobbiamo importare con tutte le difficoltà che stiamo vivendo in questi giorni in cui ognuno di noi è impegnato per telefono a sbloccare carichi alle dogane e parlare con stati stranieri per far arrivare tute e mascherine”.

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