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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘difesa’

Difesa: Polo mantenimento di Piacenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

”Le assunzioni annunciate dal sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi per il Polo di Mantenimento Pesante Nord di Piacenza, sono un piccolo passo avanti anche se non consentiranno di superare quelle criticità ammesse dallo stesso Ministero. Ora, occorre lavorare per incrementare il numero degli assunti perché diversamente rischiamo di perdere un patrimonio umano di conoscenze e capacità tecniche, sia tra il personale militare che tra quello civile, e di doverci affidare totalmente all’industria militare privata”. Lo dichiara il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Tommaso Foti commentando la risposta del sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi che oggi in commissione Difesa ha risposto ad una interrogazione di Fratelli d’Italia a firma Tommaso Foti, Salvatore Deidda e Wanda Ferro. I parlamentari di FDI hanno inoltre annunciato che saranno prossimamente a Piacenza ?per visitare il Polo di Mantenimento e sono gli autori di una proposta di legge di modifica della legge 244 che, nei fatti, limita inopinatamente la possibilità di ulteriori assunzioni.

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Nuova circolare della Difesa sui diritti sindacali

Posted by fidest press agency su martedì, 27 agosto 2019

Il Sindacato Aeronautica Militare – SIAM – apprezza la volontà del Ministro della Difesa di voler accogliere alcune istanze pervenute in occasione dell’incontro del 17 luglio scorso, a cui la nostra associazione ha partecipato e nel corso del quale si chiedevano ulteriori delucidazioni sull’agibilità delle associazioni sindacali del personale militare.Con rammarico constatiamo che le uniche reali novità di quest’ultima circolare, sono limitate a due aspetti: il primo è che finalmente, ed una volta per tutte, è stato chiarito che l’attività sindacale può essere svolta all’interno dei reparti militari, con buona pace di qualche Comandante che ha pensato bene di impartire disposizioni che vanno esattamente in direzione contraria; il secondo è che le Amministrazioni dovranno costituire al più presto appositi uffici preposti ad interagire con le associazioni Sindacali. Ora certamente non si può più far finta che tali associazioni non esistano, come qualcuno fino ad oggi ha tentato di fare.Purtroppo, però, dobbiamo altresì constatare che dopo ben cinque circolari emanate, il quadro in cui i rappresentanti sindacali dovranno muoversi continua ad essere confuso e irto di insidie per chi vorrà impegnarsi in questa attività.Infatti persiste l’orientamento dell’Amministrazione Difesa a non considerare l’attività sindacale come attività di servizio in netta contraddizione con tutti gli orientamenti della giurisprudenza nazionale ed internazionalmente in materia e, soprattutto, ignorando deliberatamente quanto disposto dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 120 del 2018 nella quale è stabilito che: “il vuoto normativo possa essere colmato con la disciplina dettata per i diversi organismi della rappresentanza militare”, definendo infatti un’analogia con le modalità di funzionamento con i vari Cocer, Coir e Cobar, che come è noto svolgono la loro attività ampiamente in orario di servizio. Questo orientamento di chiusura arriva a configurare il paradosso per cui, in caso di incontro con le diverse autorità di vertice i rappresentanti sindacali sono in licenza o permesso, mentre le prime sono in servizio.Evidentemente il vertice militare più che ad un interlocutore credibile e rispettato mira a creare una sorta di circolo dopolavoro ferroviario o, peggio, un circolo del gioco delle bocce.La medesima circolare impone paletti perentori come l’obbligo di sottoscrivere le deleghe per gli iscritti, cosa di per sé non negativa se non fosse che questo strumento consente ai Comandanti di avere una schedatura di tutto il personale iscritto in un momento particolare di assenza di norme di salvaguardia a tutela dell’attività sindacale. Ciò potrebbe creare i presupposti per permettere loro di influenzare la libera adesione ad un sindacato.Infine continuiamo a trovare irragionevole il voler relegare i rapporti con le diverse realtà sindacali solo a livello di vertice precludendo ogni forma di comunicazione a livello locale. L’attività sindacale ha un suo preciso significato proprio nella quotidianità lavorativa di ciascuno e relegarla ad un mero confronto sui massimi sistemi con gli Stati Maggiori significa volerla escludere proprio laddove è più necessaria, ovvero dove si creano le più comuni situazioni di attrito, dove è più frequente l’abuso da parte di autorità troppo spesso inclini a cercar scorciatoie a danno del personale solo per far quadrare i conti e salvare la propria carriera.Il Sindacato Aeronautica Militare, esprime tutto il suo disappunto e delusione per questa ennesima occasione persa da parte dell’amministrazione Difesa, soprattutto in considerazione del fatto che potrebbe essere l’ultima circolare a causa del quadro politico incerto che si sta delineando.Il Diritto Sindacale è una conquista dell’umanità, non a caso è inserito tra i principi che stanno alle fondamenta dell’Unione Europea. Continuare a minarne il libero esercizio significa mettersi dalla parte di chi vuole vincere facile impedendo agli avversari e alle controparti più deboli di scendere in campo. per difendere i propri legittimi interessi.Noi crediamo fermamente nella giustezza delle nostre convinzioni e nella solidarietà nei confronti di tutti quei colleghi che necessitano di supporto, assistenza e tutela quotidiana. Perché i diritti, mai e poi mai possono avere fasce orarie o soggetti avverso cui non possono essere reclamati.Lo dichiara il Segretario Generale del SIAM Paolo Melis

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In difesa del Columbus Day

Posted by fidest press agency su sabato, 17 agosto 2019

“Esprimo forte preoccupazione per l’iniziativa della National Education Association (NEA) che, in una sua risoluzione, auspica la sostituzione del Columbus Day con l’Indigenous People Day ed, allo stesso tempo, esprimo il mio pieno sostegno alle iniziative poste in essere dall’Italian American One Voice Coalition e dallo AIAE per affermare il pieno diritto della Comunità italiana a celebrare il Giorno di Colombo!” Lo dichiara l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata eletta nella Circoscrizione estero – Ripartizione Nord e Centro America, ricordando il suo impegno per la difesa del Columbus Day fatta anche nell’Aula di Montecitorio con la presentazione di una mozione per sollecitare il Governo italiano ad agire per difendere l’eredità culturale italiana in America.

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E’ a rischio la difesa in tribunale di coloro che denunciano reati di mafia

Posted by fidest press agency su sabato, 20 luglio 2019

Il Comitato di Solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, istituito presso il ministero dell’Interno, avrebbe infatti sospeso il pagamento degli avvocati difensori che per legge avviene dal Fondo di rotazione in favore delle vittime di mafia istituito nel 1999, sulla base di un controverso parere dell’Avvocatura. E’ quanto denuncia il senatore Franco Mirabelli, vicepresidente dei senatori del Pd e capogruppo dem nella commissione Antimafia, che sulla questione ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Interno Salvini.”Per sostenere le vittime di mafia che denunciano – spiega Mirabelli – la legge ha previsto la possibilità per loro di ottenere la liquidazione anticipata dal Fondo sia del risarcimento dei danni, sia delle spese legali per la loro difesa nel processo penale, come stabiliti in sentenza, garantendo così tempi più celeri in relazione alla particolare situazione economica in cui versano. E’ da gennaio, tuttavia, che il Comitato di Solidarietà ha sospeso il pagamento degli avvocatori difensori, che lavorano per associazioni come il Comitato Addiopizzo e la Federazione delle associazioni antiracket ed antiusura italiane, sulla base di un parere che aveva richiesto all’Avvocatura di Stato. L’impossibilità per gli avvocati che si occupano prevalentemente di difesa delle vittime di mafia di ottenere il pagamento dallo Stato implicherà per loro la necessità di richiedere alle vittime stesse l’onorario e le spese. Questo avrà un impatto anche sulle denunce e sull’attività delle associazioni antimafia. Per questo, con l’interrogazione chiedo a Salvini: è a conoscenza di questi fatti gravi? Cosa intende fare?”.

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Difesa: sen. Rojc, da Pd voto favorevole a missioni internazionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 giugno 2019

“Le missioni internazionali favoriscono il mantenimento della pace e la sicurezza e sono un fattore permanente della politica di difesa del nostro paese”. Così la senatrice del Pd Tatjana Rojc intervenendo oggi in sede di Commissioni riunite Difesa e Affari esteri del Senato in merito al rifinanziamento delle missioni internazionali che vedono coinvolta l’Italia in ambito Onu, Ue e Nato.“Il Partito democratico valuta positivamente – ha spiegato Rojc – il fatto che il quadro della nostra proiezione internazionale, come articolato nei provvedimenti, sia orientato su una linea di stretta continuità dettata dai pilastri che caratterizzano storicamente l’azione dell’Italia, quali l’impegno nel processo di integrazione europea e la fedeltà all’alleanza nordatlantica, la vocazione mediterranea, la difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Per il Partito democratico – ha aggiunto la parlamentare del Pd – questi sono principi non negoziabili, e quindi hanno il nostro appoggio convinto”.
Rojc, annunciando il voto favorevole del Pd alle autorizzazioni, ha chiesto al Governo “più sostegno alle Forze armate e maggiore tempestività, trasparenza e condivisione nel processo decisionale su una materia delicata come la politica estera e di difesa”. “Dobbiamo far valere – ha rimarcato la senatrice – un principio di responsabilità: la partecipazione alle missioni internazionali o il mantenimento del nostro strumento militare, non sono spese superflue o, peggio, sprechi. Questa impostazione è sbagliata e pericolosa e contribuisce a creare opinioni del tutto distorte su funzione e finalità delle missioni internazionali nel mondo globalizzato e interdipendente di oggi e sulla stessa percezione della sicurezza”. Rojc ha infine ricordato che “temi come il turnover del personale e l’appropriata dotazione di mezzi sono strettamente legati a una valutazione sull’efficacia del nostro strumento di difesa nelle missioni internazionali”.

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Difesa: Sindacati a Trenta, basta promesse, 30 maggio sarà mobilitazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 Mag 2019

“I lavoratori civili della Difesa sono stanchi delle incertezze del Ministro Trenta. Basta con le promesse, via alla giornata nazionale di protesta giovedì 30 maggio”. Ad annunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal Unsa, aggiungendo che: “Dopo l’avvio dello stato di agitazione dei dipendenti civili della Difesa, e in vista della manifestazione nazionale di sabato 8 giugno a Roma ‘Il Futuro È Servizi Pubblici’, abbiamo ritenuto di organizzare per giovedì assemblee e presidi unitari di protesta nei maggiori enti della Difesa e sotto tutte le prefetture per testimoniare il nostro fermo dissenso nei confronti dell’inerzia istituzionale fin qui palesata dal Ministro Trenta verso il personale civile della Difesa”.A un anno dall’insediamento del vertice politico per i sindacati “non una delle criticità discusse con il ministro Trenta è stata risolta”, ovvero: “Il superamento dei vincoli imposti dalla legge 244/2012; un urgente piano straordinario di almeno 5.000 assunzioni nel triennio 2019/2021; il recupero del divario economico esistente (certificato attorno al 30% in meno) tra la retribuzione accessoria attribuita ai lavoratori civili della Difesa e quella percepita dai colleghi impiegati in altri Ministeri e amministrazioni; lo sblocco delle progressioni tra le aree funzionali del personale civile; la definizione del Ccni parte normativa; il legittimo riconoscimento dei benefici previsti per i lavori insalubri e polverifici espletati nel corso degli anni; la ricollocazione su base volontaria in altri Ministeri o pubbliche amministrazioni del personale ex militare transitato nei ruoli civili della Difesa; la risoluzione di problemi legati alla pessima gestione delle buste paga del personale civile, che fa della Difesa un unicum negativo in tutta la Pa”. Per i sindacati è giunto, quindi, “il momento di dire basta alle promesse non mantenute e alle solite vuote dichiarazioni di disponibilità del Ministro Trenta, è tempo che il Ministro della Difesa assuma per intero le responsabilità che derivano dal ruolo istituzionale di fronte ai propri 27 mila dipendenti e alle loro famiglie, e realizzi senza ulteriore ritardo gli impegni che ha assunto nei loro confronti”. Per queste ragioni il 30 maggio appuntamento con la mobilitazione dei lavoratori civili della Difesa “Basta Promesse”.

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Difesa: Sindacati a Trenta, lavoratori stanchi, al via protesta

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

Roma. “I lavoratori civili del Ministero della Difesa sono stanchi di assistere al teatrino messo su dal Ministro Trenta. Avviamo quindi da subito iniziative nazionali di protesta”. Ad annunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal Unsa, nel sottolineare come: “Ieri sera al dicastero della Difesa è stata nostro malgrado registrata l’ennesima imbarazzante puntata nella quale gli attori protagonisti, dopo mesi di chiacchiere e presunte disponibilità al dialogo che non hanno prodotto alcuna soluzione tangibile agli annosi problemi denunciati dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori civili, hanno finalmente gettato la maschera, rivelando la propria reale ed inconsistente natura”.
Per i quattro sindacati, che insieme rappresentano quasi l’85% del personale civile della difesa, “l’aver consapevolmente scelto di caratterizzare, prima di abbandonare nuovamente e per l’ennesima volta i lavori, l’apertura della riunione con un vero e proprio tentativo di forzatura delle regole stabilite dalle norme di legge vigenti e dai contratti collettivi nazionali di lavoro sulla titolarità della rappresentanza sindacale ammessa al tavolo, che per i sindacati è certificata dall’adesione volontaria e dai voti espressi dai lavoratori, cercando addirittura di legittimare e ammettere nella discussione la posizione scritta assunta da presunti componenti di un ignoto comitato in violazione delle più elementari regole democratiche, introducendo ulteriori elementi di divisione tra le parti, costituisce il segno per noi invalicabile di una inadeguatezza istituzionale del Ministro Trenta e che dovrebbe far molto riflettere il Presidente del Consiglio”.”Abbiamo atteso per quasi un anno che alle parole spesso abusate seguissero i fatti, perché da allora non una delle criticità più volte denunciate dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori ad oggi è stata ancora risolta, e sono tante. È tempo che il Ministro della Difesa assuma per intero le responsabilità che derivano dall’esercizio del ruolo istituzionale affidato di fronte ai propri 27.000 dipendenti e alle loro famiglie. Per quanto ci riguarda la misura è colma e, nel dichiarare l’immediato avvio delle stato di agitazione nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori civili della difesa, ci riserviamo di comunicare già a partire dai prossimi giorni le forme di protesta e manifestazione di pubblico dissenso che insieme decideremo di attuare a Roma e su tutto il territorio nazionale”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal Unsa.

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Campagna nazionale per la difesa del Sistema Sanitario pubblico

Posted by fidest press agency su martedì, 7 Mag 2019

Roma venerdì 10 maggio dalle 10 alle 13 presidio al Ministero della Salute l’USB Pensionati – Federazione del Sociale apre la campagna nazionale per la difesa del Sistema Sanitario pubblico. L’iniziativa è promossa in concomitanza con lo sciopero nazionale del Pubblico Impiego, a sottolineare lo stretto legame tra stato sociale, diritti universali e condizioni di lavoro dei dipendenti pubblici per una Pubblica Amministrazione efficiente.
Al continuo processo di privatizzazione si va sostituendo la progressiva destrutturazione del sistema sanitario pubblico: definanziamento, patto per la salute e federalismo differenziato, sono gli strumenti operativi del governo per attuare questo progetto.La costruzione di un nuovo modello di sanità procede verso un’assistenza di tipo mutualistico attraverso fondi e polizze sanitarie, welfare aziendale, volti a fornire ulteriori risorse al privato. Questo determina una differenziazione territoriale dell’esercizio del diritto alla salute, tra l’altro già in atto, a cui si aggiunge una condizione economica che modula tale diritto.Sottrarre i lavoratori dipendenti, attraverso il welfare aziendale, al sistema pubblico vuol dire impoverirlo relegandolo a sistema sanitario dei poveri, di scarsa qualità e con carattere di beneficienza con volontariato e terzo settore come attori principali.
L’approvvigionamento dei farmaci è sempre più problematico e di qualità sempre più equivoca, vedi i continui ritiri o limitazione dell’uso di farmaci di larga diffusione.
Le strutture sanitarie sono sempre più inavvicinabili sia per il taglio dei posti letto e la chiusura di interi ospedali sia per la difficoltà di reperire risorse sia per la carenza strutturale di personale, tra l’altro in età avanzata o in condizioni di precarietà permanente o esternalizzazioni ormai fuori dalla legittimità.Tutto questo avviene sotto i nostri occhi, diventa indispensabile aprire una vera e propria vertenza sociale, non solo in difesa del sistema sanitario pubblico, ma per la sua ricostruzione sia delle funzioni che del livello operativo e delle strutture con personale adeguato.Per questo abbiamo promosso una campagna nazionale che proponiamo per il diritto costituzionale alla salute a all’assistenza, diritto universale per tutti e per tutte le esigenze socio – sanitarie.

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Europee: Combattiamo insieme per difesa vita e famiglia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 aprile 2019

“Ringrazio Giorgia Meloni e partecipo con grande affetto a questo importante momento di Fratelli d’Italia nell’ottica delle elezioni europee. Voglio mandarvi questo messaggio: stiamo uniti e combattiamo insieme per sostenere i grandi valori della vita, della famiglia e della libertà educativa. Qualche giorno fa, in Parlamento c’è stata una proposta di Fratelli d’Italia che tentava di dare una risposta parlamentare a tutti o a molti aspetti a noi cari. Da parte della maggioranza è arrivato uno stop, un voto negativo e la cosa ci amareggia e ci dispiace molto ma questo non è altro che la condizione attuale di un governo che ci rappresenta solo in parte”.Lo ha detto il presidente del Family Day, Massimo Gandolfini, in un video messaggio inviato a Giorgia Meloni per la conferenza programmatica di Fratelli d’Italia in corso al Lingotto di Torino.“È per questo che anche le elezioni europee hanno una grande valore e spero che queste istanze antropologiche e morali, alle quali noi crediamo fermamente e per le quali sappiamo bene che l’intera tradizione e storia di Fratelli d’Italia è perfettamente concorde, possano riuscire vincenti, in maniera che finalmente si possa dare vita ad una coalizione di governo, di maggioranza, che rispetti questi temi fondanti della società”.

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Difesa: Più alloggi per i militari

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

“Settanta milioni per il prossimo quadriennio per affrontare le emergenze abitative e strutturali per il benessere militare ma, soprattutto, nei primi 6 mesi del 2019 saranno resi disponibili in Alto Adige 180 nuovi alloggi per il personale della Difesa, oltre ai 35 appartamenti appena ristrutturati. Complessivamente, il Protocollo d’Intesa con la Provincia di Bolzano prevede la realizzazione di 390 nuovi alloggi per militari e la ristrutturazione di ulteriori 53. In Trentino-Alto Adige vi sono 800 alloggi di proprietà del Demanio militare, di cui 287 in attesa di lavori di manutenzione”.Lo ha comunicato il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta al capogruppo di FDI in commissione Difesa Salvatore Deidda rispondendo ad un’interrogazione e all’appello che il parlamentare aveva lanciato da Bolzano con il consigliere regionale Alessandro Urzì.
“A Bolzano, lo scorso ottobre – dichiara Deidda – abbiamo ascoltato tanti uomini e donne delle nostre Forze Armate e lanciato un appello al Ministro della Difesa ed allo Stato maggiore, con interrogazioni ed interventi durante le Audizioni. Le Forze Armate sono patrimonio comune e non devono essere oggetto di scontro, si lavora per trovare insieme le giuste soluzioni. Come nel caso della questione alloggi in Trentino Alto Adige.”
“La richiesta di soluzioni abitative per il personale della Difesa – ha dichiarato il consigliere Urzì- in una provincia con un altissimo costo della vita è un dovere da parte delle Istituzioni pubbliche. Spicca il dato relativo agli alloggi che ristrutturati potrebbero rappresentare un’importante risposta alle attuali esigenze del personale militare. Apprezzabile in ogni caso è la sensibilità mostrata al tema”.

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Difesa: Insopportabile il conguaglio fiscale applicato ai dipendenti civili della Difesa

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Roma 26 Febbraio, dalle ore 9.30 alle ore 11.30 avanti la sede del Ministero della Difesa le lavoratrici e dei lavoratori civili della difesa, comunicano di aver programmato un sit in di protesta per il prelievo. “Prendiamo atto – è scritto nel loro comunicato – dell’inadeguatezza dell’amministrazione nei confronti degli organismi interni ed esterni che governano le competenze economiche dei dipendenti civili della Difesa, che consentiranno – secondo quanto comunicato – di rateizzare solo la parte residua dell’importo dovuto con l’ulteriore conguaglio applicato nella mensilità di marzo. Fp Cgil Uil Pa Cisl Fp e Confsal Unsa si dichiarano insoddisfatte della risposta, e nel denunciare la gravità della condizione economica imposta a migliaia di famiglie rimaste di fatto senza alcun sostentamento nel mese di febbraio a causa del prelievo forzoso applicato alle retribuzioni.

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Dodici mesi all’insegna di battaglie nonviolente e lotte in difesa del Pianeta

Posted by fidest press agency su domenica, 30 dicembre 2018

Un anno iniziato con una spedizione scientifica di tre mesi in Antartico, per accendere i riflettori sulla bellezza e la fragilità di un’area minacciata dalle attività umane e dai cambiamenti climatici. Anche se lo scorso novembre la Commissione per la conservazione delle risorse marine dell’Antartide ha rigettato la proposta, sostenuta anche da Greenpeace, per l’istituzione del santuario marino più grande del mondo nel Mare di Weddel, la tutela del Polo Sud resta un importante obiettivo per l’organizzazione ambientalista.Al pari della tutela di ecosistemi come le foreste pluviali. Tra le importanti vittorie ottenute nell’arco di quest’anno da Greenpeace, c’è infatti la pubblicazione da parte di Wilmar, uno dei più grandi produttori di olio di palma al mondo, di un piano d’azione dettagliato per mappare e monitorare i propri fornitori, per contrastare la deforestazione nel Sud est asiatico.
Dodici mesi dedicati alla difesa degli oceani, con la lotta all’inquinamento da plastica e importanti risultati fronte pesca sostenibile, come l’impegno chiaro e ambizioso del colosso del mercato europeo Bolton Food, primo in Italia con il marchio Rio Mare, per ridurre gli impatti ambientali della pesca al tonno che finisce nei propri prodotti.
Un anno, infine, che ha visto i leader del Pianeta incontrarsi a dicembre in Polonia, nell’ambito della COP24, senza riuscire a fissare obiettivi mirati ad aumentare ambizioni e azioni di contrasto ai cambiamenti climatici. Passi concreti per abbandonare il carbone e difendere il clima che ha invece compiuto Generali, uno dei maggiori gruppi assicurativi europei, dopo un anno di intensa campagna condotta da Greenpeace e Re:Common, supportate da decine di migliaia di persone che hanno aderito al loro appello.«Quello che si sta per concludere è stato un anno pieno di traguardi, novità, manifestazioni, speranze, azioni», dichiara Alessandro Giannì, Direttore delle Campagne di Greenpeace Italia. «Ci sono state anche delle delusioni, ma non saranno certo queste ultime a fermarci. Se questo 2018 è stato così intenso, combattivo e proficuo è grazie a chi ci sostiene con convinzione. Ed è questa la forza che ci spinge ad affrontare il 2019 con rinnovata energia, per continuare a denunciare i crimini ambientali con ancora maggiore determinazione», conclude Giannì.

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Pa: Sorrentino (Fp Cgil), priorità sono occupazione, contratti e difesa pubblico

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Dalla relazione di Serena Sorrentino, segretaria generale uscente della Fp Cgil Nazionale, nel corso del suo intervento introduttivo al congresso della categoria che rappresenta i lavoratori dei servizi pubblici della Cgil da oggi a sabato a Perugia sono stati toccati i seguenti aspetti: “Un piano straordinario di assunzioni che vada oltre lo sbocco del turn over al 100%. Il rinnovo dei contratti, tutti, sia pubblici che privati. La difesa del pubblico contro un arretramento sotto le spinte alle esternalizzazioni e alle privatizzazioni”. Una relazione che ha ruotato sulla centralità del pubblico, “perché non solo è meglio ma perché è di tutti”, e che ha tirato in ballo un esecutivo “che al momento si qualifica per essere il governo del meno welfare e più armi e che sui temi del lavoro non ha dato alcuna discontinuità”. A partire dal ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, “che vuole, come ci ha detto, dipendenti saltellanti, vorremmo dire che non è stato rispettoso annunciare una riforma che porterà il suo nome, e il cui contenuto non è noto, a pochi giorni dal nostro incontro. Contestiamo l’idea di riportare alle leggi temi che avevamo riportato alla contrattazione e sottolineiamo le nostre priorità, che continuano ad essere un piano straordinario occupazione, il rinnovo dei contratti e nuovo ordinamento professionale”.
Sull’occupazione, infatti, chiamando in causa il ministro della Pa, Sorrentino ha affermato: “Siamo alla sindrome ‘annuncite’. Noi abbiamo stimato l’entità della semplice fuoriuscita: 450 mila nei prossimi tre anni, 600 mila nei prossimi cinque, senza contare gli effetti di quota 100. Ma col solo sblocco del turn over al 100% copriremo solo le carenze di organico, senza allargare il perimetro pubblico. Serve un piano straordinario per il lavoro”. Come nel caso dei Centri per l’impiego e la prossima introduzione del reddito di cittadinanza. “Al ministro del Lavoro Luigi Di Maio – ha affermato Sorrentino – vorremmo dire che vanno assunte non mille ma oltre diecimila unità nei Centri per l’impiego perché le politiche attive sono pratiche innovative sulle quali investire. Così come vorremmo che dicesse che la priorità del paese deve essere la lotta al lavoro nero e al sommerso, aprendo una discussione sul solo della vigilanza ispettiva e sull’ispettorato del lavoro”.Quanto al ministro della Salute, Giulia Grillo, Sorrentino ha sottolineato: “Aspettiamo ci convochi perché la priorità non è solo il rinnovo del contratto dei medici ma occuparsi seriamente della sanità pubblica operando per un adeguato finanziamento, così come sul piano fabbisogni che serve per dare avvio ad un’azione di reclutamento in sanità di cui abbiamo uno straordinario bisogno”. Tornando su Bongiorno, Sorrentino ha puntato il dito contro una riforma che “a dispetto di quanto da lei sostenuto, porterà il suo nome e di cui non conosciamo i contenuti se non quelli annunciati sui giornali pochi giorni dopo il nostro incontro durante il quale non aveva fatto alcun accenno. Noi contrastiamo l’idea di un ritorno alla legge di temi che abbiamo riportato alla contrattazione. A noi serve una riforma che porti competenza ed efficienza e al momento non leggiamo alcun segnale di cambiamento”. Non è mancato infine un passaggio dedicato ai settori privati, dal rinnovo del contratto della cooperazione sociale e della sanità privata, così come al tema accoglienza e integrazione all’indomani del voto sul dl sicurezza: “A Salvini diciamo il decreto va ritirato immediatamente, bisogna difendere le politiche di asilo e di accoglienza. Difendere il lavoro e i lavoratori, che in questi anni hanno garantito un’accoglienza dignitosa”, ha concluso Sorrentino.

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Difesa: Promesse assunzioni personale ma ancora nessuna traccia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 novembre 2018

Roma. “La ministra Trenta rispetti gli impegni assunti o saremo costretti a dichiarare lo stato di agitazione nazionale del personale civile del Ministero della Difesa, a cui far seguire una possibile mobilitazione”. È quanto fanno sapere Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal Unsa nel rivendicare un confronto con la titolare del dicastero della Difesa, Elisabetta Trenta, che abbia al centro la trattazione di alcune rilevanti questioni da affrontare al più presto, la più importante delle quali, scrivono, “quella relativa ai drammatici bisogni assunzionali manifestati in particolare dall’area operativa e tecnico industriale della Difesa, di cui la stessa ministra si fece carico nell’ambito dell’intervento successivamente prodotto avanti le Commissioni difesa di Camera e Senato in seduta comune”.Il piano straordinario di fabbisogno di personale civile messo a punto dalla Difesa, unitamente a quello ordinario, fanno sapere i sindacati, “mirava a conseguire l’assunzione di oltre 2.000 dipendenti: una notizia da noi accolta con grande soddisfazione, viste anche le numerose denunce avanzate nel corso degli ultimi anni in tal senso, a partire dall’esigenza di dare attuazione ad un programma volto alla soluzione delle a nose problematiche che stanno riducendo drammaticamente la capacità produttiva industriale dello Stato nella Difesa”.Invece, rilevano le sigle sindacali, “con nostra grande sorpresa constatiamo come non ci sia alcuna traccia di reale impegno, nei provvedimenti licenziati dal governo, sugli stanziamenti economici destinati alle assunzioni di personale civile nel Ministero della Difesa, mentre trovano piena soddisfazione i piani assunzionali presentati da altri Ministeri e Pubbliche Amministrazioni”. Per queste ragioni, rivendicando un incontro a breve, i sindacati affermano: “Diciamo alla ministra che confidavamo in ben altro risultato. Vengono ancora una volta tradite le aspettative ingenerate dall’assunzione di impegni precisi e circostanziata al tavolo di confronto da parte del vertice politico del dicastero della Difesa che i lavoratori non sono disposti a tollerare senza manifestare pubblicamente il proprio forte e condivisibile dissenso”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal Unsa.

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Il governo e la difesa del clima

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 novembre 2018

Greenpeace rivolge al governo italiano un urgente invito a fare chiarezza: l’organizzazione ambientalista chiede che venga espressa la posizione ufficiale dell’esecutivo in materia di cambiamenti climatici, e definito il livello di impegno del nostro Paese su questo fronte. Una chiarezza tanto più urgente visto che, tra meno di un mese, si aprirà in Polonia, a Katowice, la COP24, un’importante riunione della Conferenza ONU sul Clima.«Chi c’è al governo del Paese oggi? Abbiamo bisogno di saperlo, urgentemente», chiede Giuseppe Onufrio, Direttore Esecutivo di Greenpeace Italia. «Si tratta di una classe di governo che guarda al cambiamento climatico come un’assoluta priorità, su cui impegnare le energie del Paese, o di una compagine di scettici, o peggio di negazionisti, che persino dinanzi a tragedie come quelle di questi giorni non sa trovare una parola chiara per individuare le cause e definire impegni coerenti verso le soluzioni?».L’organizzazione ambientalista ricorda che la Lega di Matteo Salvini ha più volte negli anni espresso posizioni negazioniste in materia di cambiamenti climatici: votando una mozione in Parlamento, secondo cui il rapporto tra aumento delle temperature medie del Pianeta e concentrazione di gas serra non sarebbe ”affatto chiarito”; votando contro la ratifica dell’Accordo di Parigi all’Europarlamento (nel 2016); elogiando (per bocca dello stesso Salvini) il Trump che ritira gli Stati Uniti dallo stesso accordo sul clima; organizzando persino convegni per smentire ciò su cui oltre il 97 per cento della comunità scientifica internazionale concorda da anni.Greenpeace fa inoltre notare che molti temi all’ordine del giorno – sui cui negli anni passati il M5S, e in alcuni casi anche la Lega, avevano espresso posizioni nettissime (come Tap, trivelle, CETA) – sono chiaramente interconnessi e andrebbero affrontati prioritariamente nel quadro di una strategia di difesa del clima.«Questo non è un dibattito teorico o da salotto: parliamo di una minaccia che grava sulla vita delle persone, come sull’ambiente», continua Onufrio. «Salvini dica chiaramente e pubblicamente cosa pensa dei cambiamenti climatici e cosa pensa di fare sia per le misure di adattamento che per ridurre le emissioni, e lo faccia presto. Altrettanto faccia il Movimento 5 Stelle, che per anni a questo tema ha dedicato grande attenzione: le posizioni espresse in passato e le improvvide parole di queste ore del ministro dell’Interno non sono neppure causa di imbarazzo?», conclude.

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Modificare la costituzione per difendere la sovranità italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 4 novembre 2018

“In Commissione Affari Costituzionali è iniziato l’iter della proposta di legge di Fratelli d’Italia che consente, attraverso una serie di modifiche costituzionali, di difendere la nostra sovranità nel rapporto con l’Unione Europea. Grazie alle modifiche che fece la sinistra nel 2001, oggi l’Italia è completamente assoggettata e asservita a qualsiasi starnuto dell’Unione europea e non ai principi delle Istituzioni europee. Noi invece vogliamo una Costituzione che consenta di difendere l’interesse nazionale italiano nel momento in cui le norme delle Istituzioni europee dovessero andare contro quell’interesse. Vedremo come andrà il voto e come si comporteranno le forze di maggioranza. Intanto il Pd che, sul tema dell’asservimento alle Istituzioni europee, è cintura nera ha preso subito la parola per dire che non è d’accordo”. Lo dice il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un video pubblicato su Facebook insieme ai deputati di FdI componenti della Commissione Affari costituzionali, Emanuele Prisco e Giovanni Donzelli.

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Difesa del patrimonio culturale italiano

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 ottobre 2018

“Fratelli d’Italia da sempre si è schierata a difesa del patrimonio culturale nazionale, simbolo dell’identità e della millenaria civiltà italiana. Tuttavia ha mostrato perplessità sulla scelta di recuperare la pdl Orlando-Franceschini già superata dalla Convenzione di Nicosia la cui ratifica costringerà il Parlamento a tornare sulla questione. In commissione e in aula abbiamo offerto diverse proposte emendative che sono state recepite dalla maggioranza ed inserite nel testo. Sono stati inoltre approvati tre odg di FDI che impegnano il governo ad istituire un Fondo nazionale per la tutela e la conservazione dei beni culturali, per dotare di maggiori risorse il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e per valutare interventi che riconoscano autonoma tutela ai centri storici al di là della politica meramente vincolistica. Da parte di Fratelli d’Italia dunque c’è una parziale soddisfazione per l’approvazione del testo ma siamo convinti che si sarebbe potuto fare di meglio”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati di fratelli d’Italia Carolina Varchi e Ciro Maschio.

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Difesa e razionalizzazione spese militari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

(GRNET.IT) Nella nota stampa diffusa dal Consiglio dei Ministri sul “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019 – 2021 (disegno di legge)”, al punto 14 è prevista una “Riduzione delle spese militari pari ai fondi necessari per la riforma dei Centri per l’impiego”.
GrNet.it, il sito di news su Sicurezza e Difesa, interpellando fonti della Difesa, ha appreso che “Non si tratta nello specifico di tagli, bensì di razionalizzazione della spesa, perché andremo a sospendere l’implementazione di alcuni programmi, in particolare quello NH elicotteri, per un recupero di risorse pari a circa 370 milioni nel 2018/2019. Si tratta di programmi che la Difesa condivide col Mise”.
“Dopo di che – viene specificato – ci sarà sì un taglio, quello del “Pentagono italiano” per un valore di 1,2 miliardi di euro risparmiati sul pluriennale. Nello specifico, recupereremo circa 50 milioni di euro nel 2018/2019. Del famoso Pentagono lasceremo solo gli alloggi militari, che saranno realizzati. Infine la sospensione del programma CAMM ER. Il risparmio complessivo sarà appunto di circa 500miloni”.I missili CAMM ER (Common Anti-air Modular Missile Extended Range) appartengono alla famiglia dei sistemi missilistici CAMM, la prossima generazione di missili per la difesa aerea.
Il Pentagono italiano fu progettato dal precedente ministro della Difesa Roberta Pinotti, e prevedeva la costruzione a Centocelle di infrastrutture dove ospitare i vertici di tutte le forze armate, ipotizzando di conseguenza un risparmio nella gestione, oltre alla possibilità di immettere sul mercato immobili di pregio. “Né oggi né mai sarà toccato un solo euro degli stipendi dei militari e tutto ciò che riteniamo strategico per il paese” viene infine sottolineato dalla Difesa. (GRNET.IT)

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Mattarella in difesa di insegnanti e dirigenti scolastici vittime di genitori e figli bulli

Posted by fidest press agency su sabato, 22 settembre 2018

Purtroppo non possiamo che constatare un clima negativo, sia culturale che politico, di un Paese che si ostina, contro ogni evidenza, a dipingere i dirigenti scolastici come nemici del Collegio docenti o del personale Ata, come potenziali corrotti e corruttori che grazie all’autonomia scolastica penserebbero a interessi personali. Attaccati talvolta, verbalmente e fisicamente, da genitori violenti. Così non va bene: condividiamo a pieno il pensiero del presidente Mattarella e continuiamo a sperare ancora nella costruzione di una scuola migliore. Durante l’inaugurazione dell’anno scolastico, davanti a una platea di mille studenti a Porto Ferraio all’isola d’Elba, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato largamente di uno dei problemi che affligge le nostre scuole: scorrendo i dati, è emerso che in Italia un ragazzino su due è vittima di episodi di bullismo. Si è soffermato sul fatto che la società ha subito qualche tipo di strappo che è necessario ricucire, e al più presto: “Alcuni gravi episodi di violenza – genitori che hanno aggredito gli insegnanti dei propri figli – rappresentano un segnale d’allarme che non va sottovalutato. Il genitore-bullo non è meno distruttivo dello studente-bullo, il cui rifiuto cresce sempre di più nell’animo degli studenti, a scuola e nel web”. Purtroppo gli atti di violenza contro insegnanti e dirigenti scolastici ricoprono una lista numerosissima: i casi alla fine dell’anno scolastico aumentano, con “l’esposizione dei giudizi finali e l’ira dei genitori per bocciature o voti inaspettati che si riversa sugli insegnanti”. Proprio all’inizio dell’anno scolastico, il presidente ha voluto lanciare un appello affinché ciò non si ripeta più e, a difesa di docenti e DS, ha fatto riferimento anche alle tante aggressioni verbali, certamente non meno violente. Il giovane sindacato, nato con l’intento di tutelare i dirigenti scolastici, ha più volte denunciato ciò che appare una crepa, oramai, ben definita: ha infatti mostrato come “quasi la metà (esattamente 15 su 33) delle aggressioni note è stata opera di genitori”. Del fenomeno della violenza gratuita contro i docenti e dirigenti scolastici si sono interessati Anief e Udir che, qualche mese fa, hanno pure organizzato una giornata di discussione. Tutti i relatori – esperti, rappresentanti dei lavoratori, delle famiglie, dei discenti nonché dei dirigenti scolastici – si sono trovati d’accordo su un punto: l’escalation di violenza si deve anche e soprattutto allo scadimento dell’autorevolezza della figura del maestro e dell’insegnante agli occhi delle famiglie e dell’opinione pubblica.Marcello Pacifico ha più volte affermato che “la scuola è una di quelle poche istituzioni che agiscono in modo diretto per il rispetto delle regole, la trasmissione della cultura e per rimarcare i valori cardini costituzionali dello Stato che vanno trasmessi sempre e a prescindere. Le famiglie e gli studenti che non gradiscono questo genere di messaggi, votati alla legalità e alla trasmissione di valori in tale direzione, si lasciano andare ad atteggiamenti intimidatori che sempre più spesso si tramutano in aggressioni fisiche”.Il sindacalista autonomo sottolinea, altresì, come “siamo arrivati al punto che professori e presidi vengono percepiti come nemici dello Stato e, di conseguenza, delle persone. Contrariamente a ciò che si pensa siamo tutti al servizio dello Stato, del cittadino e, quando si parla di scuola, ci dobbiamo impegnare per garantire un servizio fondamentale per la nostra società. Viviamo in una società che ha perso i valori e si crede di poter rivendicare un diritto in questa maniera. Ma è questo ciò che vogliamo? Certamente no. Siamo fermamente convinti che l’educazione e la formazione, armi contro la violenza, debbano passare per le aule scolastiche sì, ma anche e soprattutto germogliare all’interno delle famiglie, embrione della società civile”.

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Difesa: Sindacati, firmato contratto integrativo personale civile

Posted by fidest press agency su martedì, 7 agosto 2018

Firmato il contratto integrativo economico al Ministero della Difesa, al via il pagamento del fondo straordinario di 21 milioni di euro per il personale civile. A darne notizia sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa e Confsal Unsa che hanno firmato oggi presso la Direzione Generale del Personale Civile il contratto integrativo economico al Ministero della Difesa, concernente anche la ripartizione delle somme del fondo risorse decentrate.Tra le altre voci, fanno sapere i sindacati, “si esprime una particolare soddisfazione per il pagamento del fondo di 21 milioni di euro da ripartire fra il personale civile sulla base della performance organizzativa del Ministero. Un grande risultato quest’ultimo, fortemente voluto e ottenuto dal Sindacato Confederale anche grazie al sostegno garantito dal Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, che, sensibilizzata a tale proposito nel corso dell’incontro avuto lo scorso 19 Luglio, ha prontamente incaricato i propri uffici di diretta collaborazione al fine di individuare tutte le possibili soluzioni ritenute idonee a risolvere i problemi di natura procedurale che avevano fino a quel momento impedito la positiva risoluzione della questione”.
Infine, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa e Confsal Unsa, “altro importante risultato conseguito con il Contratto integrativo é il completamento nel triennio 2016-2018 delle progressioni nelle aree di quasi tutti i dipendenti della Difesa e, già a partire dal prossimo mese di settembre, chiederemo di avviare le necessarie verifiche tecniche presso il Ministro con l’obiettivo di pervenire quanto prima alle progressioni tra le aree funzionali”.

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