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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Processi immunitari difettosi

Posted by fidest press agency su sabato, 10 settembre 2016

ricercaSono trascorsi pochi anni da quando nei laboratori di Harvard il team di ricercatori diretto dal Professore Charles Serhan ha individuato le molecole che regolano la fase conclusiva di un processo infiammatorio acuto, riparando i tessuti danneggiati e ripristinando quindi lo stato di buona salute del nostro organismo. Da allora lo studio delle “resolvine” è andato avanti, per capire sempre meglio il loro funzionamento. Ma solo tre anni fa un ricercatore italiano ha bussato alla porta del Professore Serhan a Boston con un’idea nuova: “L’ipotesi che proposi in quell’occasione – racconta Valerio Chiurchiù, ricercatore della Fondazione Santa Lucia Irccs e dell’Università Campus Bio-Medico di Roma – fu di verificare la possibile efficacia delle resolvine non solo nel chiudere a tempo debito un normale processo infiammatorio, ma anche nel correggere quei processi immunitari difettosi che portano ad uno stato infiammatorio cronico e perfino all’autoaggressione dei propri tessuti, come nel caso di diverse malattie infiammatorie croniche o autoimmuni”.I risultati dello studio, nato da quel primo colloquio a Boston, sono stati pubblicati ora da “Science Translational Medicine” e hanno dimostrato l’effettiva capacità delle “resolvine” di ristabilire un corretto equilibrio del sistema immunitario in modelli di laboratorio. “Ora stiamo iniziando a replicare gli esperimenti su campioni ematici di pazienti affetti da sclerosi multipla – spiega il dottor Chiurchiù – Se registreremo analoghi risultati, saremo in grado di proseguire con studi che, dalla fase uno in laboratorio fino alla fase tre su soggetti umani, potrebbero condurre in tre anni allo sviluppo di un nuovo protocollo terapeutico”.Il trattamento di sclerosi multipla, artrite reumatoide, lupus eritematoso e più in generale di malattie provocate da stati infiammatori cronici e disfunzioni del sistema immunitario potrebbero giovare degli effetti delle “resolvine”. “I risultati ottenuti – commenta il Professor Serhan, Direttore del Centro di Terapie Sperimentali all’Università di Harvard – permetteranno ora a noi e ad altri ricercatori di tradurre i risultati degli studi con mediatori lipidici della risoluzione dell’infiammazione (pro-resolving mediators) in nuovi trattamenti e nuove strategie terapeutiche.”Ma come si esplica esattamente l’azione delle resolvine sul sistema immunitario? “Nelle infiammazioni che non si risolvono o che risultano incontrollate e sono alla base di tutte le più comuni malattie infiammatorie croniche o autoimmuni – spiega il dottor Chiurchiù – il problema principale è dato dai linfociti. Si verifica infatti un’alterazione dell’equilibrio tra i linfociti chiamati a distruggere le cellule estranee all’organismo, come ad esempio i Th1 e i Th17, e i linfociti regolatori “Treg” che inibiscono l’azione dei primi alla fine dell’azione immunitaria, impedendo reazioni eccessive una volta che il danno è stato eliminato. Gli esperimenti che abbiamo condotto hanno dimostrato che se iniettiamo resolvine in un sistema che presenta questo squilibrio, dopo poco tempo l’attività dei linfociti autoreattivi viene soppressa, mentre quella dei linfociti regolatori viene potenziata, spostando così l’equilibrio a favore delle cellule buone”.Una carenza di resolvine nell’organismo potrebbe quindi confermarsi in futuro un fattore coinvolto nella genesi d’infiammazioni croniche e malattie autoimmuni. “Se così fosse – prosegue il dottor Chiurchiù – le resolvine potrebbero non solo risultare utili per lo sviluppo di nuove terapie, ma anche come marcatori biologici per la prevenzione di questo tipo di patologie”.
I risultati dello studio confermano anche gli effetti benefici di una dieta ricca di Omega 3. Le resolvine sono prodotte infatti dal nostro organismo attraverso il metabolismo degli acidi grassi Omega 3. “Sono molecole importanti – sottolinea il dottor Chiurchiù – che per la loro origine dal metabolismo degli Omega 3 evidenziano ancora una volta l’importanza di un’alimentazione ricca di pesce”. Questo fa ben sperare anche per i tempi di sviluppo di una loro possibile applicazione farmaceutica. Essendo infatti molecole presenti nel metabolismo di un organismo sano, non si presenta il pericolo di effetti collaterali nel caso di un loro uso terapeutico.Lo studio Proresolving lipid mediators resolvin D1, resolvin D2, and maresin 1 are critical in modulating T cell responses è stato pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine (DOI: 10.1126/scitranslmed.aaf7483) a firma degli autori: Valerio Chiurchiù, Alessandro Leuti, Jesmond Dalli, Anders Jacobsson, Luca Battistini, Mauro Maccarrone, Charles N Serhan. Ha ricevuto anche il supporto economico della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM) e dei National Institutes of Health (NIH).(foto: ricerca)

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Feste: consigli per il dopo acquisti

Posted by fidest press agency su domenica, 28 dicembre 2014

regalo-natalePuò accadere che un regalo di Natale non funzioni bene oppure sia della misura sbagliata. Ma il venditore rifiuta di sostituirli o di restituire quanto pagato (non si cambia nulla, manda il telefonino a riparare al centro assistenza, ecc.). Allora, vediamo quali sono i diritti del consumatore per quanto riguarda la garanzia (nel caso in cui il prodotto non funzioni come dovrebbe) ed il diritto di recesso (cosiddetto diritto di ripensamento).
Se un bene e’ guasto o non corrisponde a cio’ che e’ descritto sulla confezione, ci si potra’ avvalere di una di queste forme di garanzia:
– Garanzia legale a carico del venditore. Il venditore, a sua scelta, dovra’ riparare o sostituire il bene entro “tempi congrui”, da pattuire insieme al consumatore. Se la riparazione o la sostituzione non fossero possibili, si ha diritto alla restituzione dei soldi. Questa garanzia e’ valida 2 anni, ma il difetto deve essere segnalato al venditore entro 2 mesi dalla scoperta.
– Garanzia del produttore. Questa e’ una garanzia contrattuale, e per sapere cio’ che ci e’ dovuto dal produttore e quindi dai suoi centri di assistenza, si dovra’ leggere attentamente il contratto di garanzia acquistato insieme al bene (di solito, lo si trova all’interno della confezione). Se invece si vuole esercitare il diritto di recesso (o ripensamento), la legge distingue tra i seguenti casi:
– Per gli acquisti fatti in negozio, la legge non prevede alcun diritto di recesso. In altre parole, una volta acquistato il bene, non si puo’ pretendere che il venditore lo cambi, a meno che non fosse stato pattuito al momento dell’acquisto.
– Per gli acquisti fatti a distanza (via Internet, telefono, ecc.) o fuori dai locali commerciali (per posta, a domicilio, negli alberghi, ecc.), la legge da’ diritto al recesso entro 14 giorni dall’acquisto oppure dal giorno in cui si riceve il bene. Solitamente, le modalita’ di recesso sono previste nel contratto di acquisto. Per sicurezza, e’ comunque consigliabile esercitare il recesso con una lettera raccomandata a/r ed eventualmente rispedire il bene tramite assicurata.Qualora il produttore o il venditore non rispettino questi diritti, sara’ necessario richiedere il dovuto tramite una lettera raccomandata a/r di messa in mora e fare una segnalazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato . Eventualmente, si dovra’ ricorrere al giudice di pace per ottenere il dovuto. (fonte aduc)

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Prodotti più sicuri per i consumatori europei

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2011

Ai consumatori deve essere garantita miglior protezione da prodotti difettosi e potenzialmente pericolosi, secondo una risoluzione approvata martedì, che rappresenta il contributo dei deputati alla preparazione della prossima proposta legislativa della Commissione, prevista per fine anno, per nuove regole sulla sicurezza dei prodotti. I deputati ritengono che sia vitale, per lottare efficacemente contro la presenza nel mercato comune di prodotti difettosi, migliorare i controlli alle frontiere, in particolare nei porti. Nel testo approvato, i deputati chiedono alla Commissione e ai governi nazionali di introdurre sanzioni più severe contro le importazioni da paesi terzi che violano le norme di sicurezza. Inoltre, i deputati domandano maggior attenzione alle vendite online, in aumento, in particolare per le vendite di quei prodotti che possono causare danni diretti al consumatore, come i prodotti farmaceutici e alimentari.I deputati propongono anche di introdurre l’obbligo per le aziende produttrici di verificare la possibilità di rischi alla sicurezza e alla salute già nella fase di progettazione del prodotto e di creare una banca dati pubblica sulla sicurezza dei prodotti, che includa una piattaforma per le denunce, possibilmente basata su sistemi regionali e nazionali già esistenti.

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