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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘differenza’

Crisi: la differenza tra Italia e U.S.A.

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 settembre 2018

Due situazioni sono note da anni. La prima è che gli U.S.A. hanno fondato la crescita della propria economia sui soldi degli investitori stranieri e che l’Italia ha preso i soldi dei risparmiatori domestici, istituzionali e forestieri per arricchire gli speculatori. Nel primo caso l’America ha consolidato nel mondo la sua leadership e la sua capacità di competere con le economie emergenti mentre l’Italia ha gonfiato a dismisura il suo debito primario senza lasciare al sistema paese una solida eredità. Tutto questo oggi è stato ignorato e si vuole anche trovare l’alibi affermando che la crisi è planetaria e che siamo in buona compagnia con quel colosso che si chiama Stati Uniti o con l’Argentina fuori controllo e via di questo passo.
Vogliamo in questo modo continuare a prenderci in giro o a trovare una scusa per spremere ancora di più chi ha dato sempre molto per ricevere poco e per continuare a favorire quelli che molto hanno ricevuto per offrire poco?
Gli osservatori economici mondiali sono qualcosa di diverso dalle borse, notoriamente emotive e volatili, e il loro giudizio sull’Italia è di merito. In pratica si dice ai nostri governanti: smettetela di pensare ai vostri personali vantaggi e guardate alla crescita del paese. Mettete mano alle riforme realisticamente e non solo con gli annunci. Riformare il welfare, la sanità, la scuola, il lavoro, la giustizia, il fisco, la politica non significa maggiori spese ma, semmai, risparmiare poiché si mette ordine al sistema, si evitano sprechi, e si razionalizzano le risorse disponibili. (servizio fidest)

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Fare disinformazione

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2018

Oggi è un tema ricorrente come se la nostra generazione, e non altre, sia la genitrice di questa “devianza sulla strada della verità”. Niente di più errato.
Posso dire, invece, che la disinformazione sia stata un’arte coltivata a dovere in ogni generazione di umani e oggi ne possiamo riscontrare talune storture nella storia che ci è stata tramandata e, nonostante ciò, pretendiamo a un popolo di discenti di prenderla per buona.
Così sono stati creati i mostri e gli adoni nei millenni passati e così facciamo passare per buoni i cattivi e i cattivi per onesti, per buona pace di tutti.
Oggi, tuttavia, c’è una grossa differenza. Per la prima volta abbiamo l’opportunità di vederci meglio nelle pieghe delle segrete cose ma a condizione che sappiamo ben sfruttare l’arma a doppio taglio che si chiama informazione.
Oggi le notizie si sono centuplicare, rispetto ad alcuni anni fa, e i mezzi per diramarle si sono espansi. Ha incominciato la carta stampata per poi aggiungersi, via via, la cinematografia, la radio, la televisione, la multimedialità, internet e non certo ultimi gli smartphone.
Oggi i giornali e i settimanali li troviamo sia in edicola sia sul piccolo schermo televisivo e su internet. Sfornano tante notizie che tra queste, quasi per caso, ritroviamo quella verità che altri hanno accuratamente camuffato in qualcosa di diverso. E’ un trucco antico da prestigiatore che sa essere ancora credibile per chi scompone la verità in tanti quarti per poi ricomporla con un venticinque o un 50% di altro.
Così quel quarto o mezza verità fanno da spalla al resto che ne è estraneo per dare l’impressione, a chi legge o ascolta, che, dopo di tutto, il fatto è credibile al 100%.
Questo trucchetto riesce spesso perché la gente ha un grande bisogno di credere, di avere fiducia in qualcuno o in qualcosa e basta poco per accontentarla. Poi vi è un aspetto non trascurabile: quello legato alla memoria. Il passato spesso lo immergiamo nella nebbia più fitta accontentandoci di navigare a vista con ricordi ed esperienze sfumati. Un’altra tecnica è quella del meno peggio: si dice tutti i politici sono ladroni e allora perché non affidare al capo dei ladroni le casse dello Stato? Ruba lui ma si spera che almeno non faccia rubare agli altri. C’è solo un rischio per questi imbonitori di turno: a forza di disinformare si possono dichiarare proprio quelle verità che vorrebbero tenere celate.
E noi le aspettiamo al varco ben felici di leggere quell’odiata verità (veritas odium parit) proprio dalla bocca del bugiardo incallito. (Riccardo Alfonso)

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Crisi: la differenza tra Italia e U.S.A.

Posted by fidest press agency su domenica, 24 settembre 2017

washingtonDue situazioni sono note da anni. La prima è che gli U.S.A. hanno fondato la crescita della propria economia sui soldi degli investitori stranieri e che l’Italia ha preso i soldi dei risparmiatori domestici, istituzionali e forestieri per arricchire gli speculatori. Nel primo caso l’America ha consolidato nel mondo la sua leadership e la sua capacità di competere con le economie emergenti mentre l’Italia ha gonfiato a dismisura il suo debito primario senza lasciare al sistema paese una solida eredità. Tutto questo oggi è stato ignorato e si vuole anche trovare l’alibi affermando che la crisi è planetaria e che siamo in buona compagnia con quel colosso che si chiama Stati Uniti. Vogliamo in questo modo continuare a prenderci in giro o a trovare una scusa per spremere ancora di più chi ha dato sempre molto per ricevere poco e per continuare a favorire quelli che molto hanno ricevuto per offrire poco?
Gli osservatori economici mondiali sono qualcosa di diverso dalle borse, notoriamente emotive e volatili, e il loro giudizio sull’Italia è di merito. In pratica si dice ai nostri governanti: smettetela di pensare ai vostri personali vantaggi e guardate alla crescita del paese. Mettete mano alle riforme realisticamente e non solo con gli annunci. Riformare il welfare, la sanità, la scuola, il lavoro, la giustizia, il fisco, la politica non significa maggiori spese ma, semmai, risparmiare poiché si mette ordine al sistema, si evitano sprechi, e si razionalizzano le risorse disponibili. Ma a chi le diciamo queste cose? Come si dice? Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. (Riccardo Alfonso)

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La scuola della differenza/ La differenza della scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2017

Roma Mercoledì 22 Febbraio 2017, ore 15:00 Dipartimento Scienze della Formazione, Aula 35 Piazza della Repubblica 10 Con questo seminario si vuole ricordare La scuola della differenza che si è tenuta dal 2003 al 2015 a Lecce con il contributo di Roma Tre, Master in Pari opportunità della delegata del rettore per le Pari opportunità, Francesca Brezzi. Testimonianze e progetti per il futuro.

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Differenza tra sessi

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2015

Paola-Binetti“Lo scorso 8 marzo un gruppo di femministe radicali ha chiesto ufficialmente all’ONU la fine del secolare movimento di emancipazione della donna, chiedendo che il movimento femminista venga inglobato, insieme alle associazioni Lgbtq, nel quadro teorico e pratico del “sistema gender”. Sono convinte che solo mediante l’annullamento “ideologico” del corpo sessuato si potrà giungere ad una vera uguaglianza con l’uomo. Ritengono giusto procedere allo sviluppo della propria realizzazione personale e sociale, senza che questa venga bloccata in nome dell’identità sessuale. La differenza sessuale, insomma, sarebbe solo una definizione naturalistica senza alcuno spessore culturale e va eliminata per non ricadere in vecchi stereotipi “. Lo ricorda Paola Binetti, deputata di Area Popolare, parlando ad un incontro con un folto gruppo di docenti, oggi a Milano.”L’idea sembra convincente anche ad alcune femministe di area cattolica, che non si accorgono però che in questo modo sono già dentro il progetto teorico del “gender”, che non si limita a difendere la parità di diritti e doveri sancita dalla Costituzione, ma arriva a negare la realtà biologica, con cui tutti ci misuriamo ogni giorno, specialmente quando ci ammaliamo, e tocchiamo con mano le nostre specifiche differenze, osservabili e misurabili con mille parametri oggettivi. Ma è soprattutto nel campo della affettività e della sessualità quando il concetto di differenza rivela tutta la sua esigenza di complementarietà” ha aggiunto.”I docenti educhino i ragazzi all’osservazione oggettiva della loro corporeità oltre che alla loro soggettività psicologia, aiutandoli a fare una sintesi efficace per capire chi sono e cosa vogliono, senza paura di dover riconoscere che i generi sono due, e che la loro complementarietà è essenziale per descrivere e per capire la realtà, anche quella affettiva e sentimentale. Docenti di scienze e di lettere, di filosofia e di religione, creino gruppi interdisciplinari seri per capire chi è l’uomo è non rinunzino a mostrare somiglianze e differenze specifiche anche nella prospettiva del far famiglia secondo i canoni del l’ecologia umana. Si tratta di un modo diretto e risoluto per ribadire che la differenza fra i sessi, la maternità e la famiglia sono ancora e sempre in tutto il mondo princìpi antropologici di grande spessore culturale, capaci di segnare il carattere di ogni civiltà. Diverse per leggi e costumi, ma ugualmente decise a contrastare le derive nichiliste di ideologia fragili e violente” conclude.

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Crisi: la differenza tra Italia e U.S.A.

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 giugno 2013

Due situazioni sono note da anni. La prima è che gli U.S.A. hanno fondato la crescita della propria economia sui soldi degli investitori stranieri e che l’Italia ha preso i soldi dei risparmiatori dome-stici, istituzionali e forestieri per arricchire gli specu-latori. Nel primo caso l’America ha consolidato nel mondo la sua leadership e la sua capacità di competere con le economie emergenti mentre l’Italia ha gonfiato a dismisura il suo debito primario senza lasciare al sistema paese una solida eredità. Tutto questo oggi è stato ignorato e si vuole anche trovare l’alibi affermando che la crisi è planetaria e che siamo in buona compagnia con quel colosso che si chiama Stati Uniti.
Vogliamo in questo modo continuare a prenderci in giro o a trovare una scusa per spremere ancora di più chi ha dato sempre molto per ricevere poco e per continuare a favorire quelli che molto hanno ricevuto per offrire poco?
E’ quanto già è accaduto, tra l’indifferenza generale, con l’approvazione della finanziaria e che oggi i suoi effetti perversi si vogliono anticipare di un anno con la complicità delle parti sociali.
Gli osservatori economici mondiali sono qualcosa di diverso dalle borse, notoriamente emotive e volatili, e il loro giudizio sull’Italia è di merito. In pratica si dice ai nostri governanti: smettetela di pensare ai vostri personali vantaggi e guardate alla crescita del paese. Mettete mano alle riforme realisticamente e non solo con gli annunci. Riformare il welfare, la sanità, la scuola, il lavoro, la giustizia, il fisco, la politica non significa maggiori spese ma, semmai, risparmiare poiché si mette ordine al sistema, si evitano sprechi, e si razionalizzano le risorse disponibili. Penso al governo nato nel 2008 con una maggioranza notevole e che avrebbe potuto mettere mano alle riforme con sufficiente autorevolezza e invece si è perso dietro le leggi ad personam per salvare il suo presidente dai guai giudiziari che lo vedono protagonista senza solu-zione di continuità.
Così se Berlusconi negli anni ’90 è passato per chi ha fatto nascere una grande speranza tra gli italiani oggi sta passando per un peso e un costo insopportabili. Basti pensare che se quanto oggi ci impongono la banca europea e l’Ue lo avessimo fatto due tre anni fa non ci troveremmo a dover pagare ulteriori 30 miliardi di euro sul costo dei nostri debiti. Il nostro governo ora che c’è letta ma con la palla di piombo della presenza berlusconiana continua ad essere inadatto a domare la crisi e tutti, se avessero un pizzico di dignità, dovrebbero trarne le conseguenze senza lasciarci nel girone degli ignavi.(Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Simposio internazionale di religione

Posted by fidest press agency su domenica, 4 marzo 2012

The City of Marrakech

Image via Wikipedia

Si è svolto a Marrakech il 24-26 febbraio. L’evento, indetto dalla Guerrand-Hermes Foundation for Peace (GHFP) e dalla United Nations Alliance of Civilizations, ha incoraggiato una discussione su come i giovani possono essere educati alla religione e alla spiritualità, per affrontare problemi attuali come l’ingiustizia economica e il degrado ambientale.«Il mondo sta oggi affrontando una serie di sfide che non hanno precedenti», ha detto Scherto Gill, segretaria generale del GHFP e promotrice del simposio. «nello stesso tempo, abbiamo anche enormi opportunità di unità e convivenza fra gli uomini in una reciproca solidarietà globale, in una grande comunità globale che lavora per il bene comune».Per affrontare le sfide e cogliere le opportunità, ha detto la dottoressa Gill, il mondo deve ridefinire i suoi concetti di «prosperità dell’uomo» allontanandosi da un modello di crescita puramente economica e adotandone uno che includa i concetti della giustizia e della spiritualità e la comprensione di una comunità allargata.«Il significato, la connessione e l’etica derivano dalla dimensione spirituale dell’uomo», ha detto la dottoressa. «Perciò è urgente che l’educazione sviluppi una più profonda consapevolezza delle dimensioni spirituali della nostra vita».I partecipanti hanno detto che il simposio ha suscitato molte riflessioni ed è stato molto ispirante. Fra loro, Jocelyn Armstrong, una docente che vive in Nuova Zelanda, ha detto che il simposio le ha fatto capire l’importanza di assumere un atteggiamento olistico verso l’educazione religiosa.«Si possono discutere in classe temi come l’onestà e l’integrità e poi vedere come le religioni incoraggiano queste virtù», ha detto, «o come le religioni considerano l’ambiente».Diane Evans, cappellano dell’Hereford Sixth Form College nel Regno Unito, ha detto che spesso manca una buona conoscenza delle credenze delle religioni. «Più frequenti gli incontri per discutere su come migliorare l’educazione religiosa, maggiore la speranza di costruire programmi capaci di allentare molte tensioni», ha detto.Le deliberazioni sono state ispirate da 20 documenti presentati dai partecipanti, fra i quali c’era anche un documento di lavoro della Baha’i International Community (BIC) che parla di come integrare nell’educazione i concetti di religione e di «prosperità dell’uomo».«Si è così giunti a discutere le differenze fra educazione religiosa e educazione spirituale», ha detto il rappresentante della BIC, Ming Hwee Chong. «Solo attraverso l’educazione», ha detto, «il potenziale latente in ogni essere umano può svilupparsi, esprimersi e infine servire al bene del’individuo e della sua comunità».

 

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Premio MYmovies

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2011

Venezia. Grazie a un mese di votazioni online i lettori di MYmovies e il pubblico del Premio Kinéo hanno potuto votare tra le 10 opere in nomination per il Premio MYmovies Miglior Opera Prima.
Il premio, l’opera in vetro di Murano “Gli amanti” dell’artista Giuliano Tosi, è stato assegnato al regista Aureliano Amadei per il suo 20 Sigarette storia dell’unico civile sopravvissuto alla strage di Nassiriya del 2003. L’annuncio del vincitore è stato dato in occasione della conferenza stampa della 9.edizione del Premio Kinéo “Diamanti al Cinema”. La Cerimonia di premiazione (su invito) – ore 21.45, Lancia Café, Hotel Excelsior Lido Resort – sarà presentata da Laura e Silvia Squizzato e si aprirà con l’atteso red carpet dei protagonisti. A seguire un after dinner party.

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(Fidest) Crisi: la differenza tra Italia e U.S.A.

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 agosto 2011

Due situazioni sono da anni note. La prima che gli U.S.A. hanno fondato la crescita della propria economia sui soldi degli investitori stranieri e che l’Italia ha preso i soldi dei risparmiatori domestici, istituzionali e forestieri per arricchire gli speculatori. Nel primo caso l’America ha consolidato nel mondo la sua leadership e la sua capacità di competere con le economie emergenti mentre l’Italia ha gonfiato a dismisura il suo debito primario senza lasciare al sistema paese una solida eredità. Tutto questo oggi è stato ignorato e si vuole anche trovare l’alibi affermando che la crisi è planetaria e che siamo in buona compagnia con quel colosso che si chiama Stati Uniti.
Vogliamo in questo modo continuare a prenderci in giro o a trovare una scusa per spremere ancora di più chi ha dato sempre molto per ricevere poco e per continuare a favorire quelli che molto hanno ricevuto per offrire poco? E’ quanto già è accaduto, tra l’indifferenza generale, con l’approvazione della finanziaria e che oggi i suoi effetti perversi si vogliono anticipare di un anno con la complicità delle parti sociali.
Gli osservatori economici mondiali sono qualcosa di diverso dalle borse, notoriamente emotive e volatili, e il loro giudizio sull’Italia è di merito. In pratica si dice ai nostri governanti: smettetela di pensare ai vostri personali vantaggi e guardate alla crescita del paese. Mettete mano alle riforme realisticamente e non solo con gli annunci. Riformare il welfare, la sanità, la scuola, il lavoro, la giustizia, il fisco, la politica non significa maggiori spese ma, semmai, risparmiare poiché si mette ordine al sistema, si evitano sprechi, e si razionalizzano le risorse disponibili. E questo governo nato nel 2008 con una maggioranza notevole avrebbe potuto mettere mano alle riforme con sufficiente autorevolezza ed invece si è perso dietro le leggi ad personam per salvare il suo presidente dai guai giudiziari che lo vedono protagonista senza soluzione di continuità. Così se Berlusconi negli anni ’90 è passato per chi ha fatto nascere una grande speranza tra gli italiani oggi sta passando per un peso e un costo insopportabili. Basti pensare che se quanto oggi ci impongono la banca europea e l’Ue lo avessimo fatto 3-4 mesi fa non ci troveremmo a dover pagare ulteriori 30 miliardi di euro sul costo dei nostri debiti. Il nostro appare sempre più un governo inadatto a domare la crisi e tutti, se hanno un pizzico di dignità, dovrebbero trarne le conseguenze senza lasciarci nel girone degli ignavi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Differenza tra Celiachia e Gluten Sensitivity

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2011

Un’importante studio internazionale realizzato dall’Università del Maryland School of Medicine di Baltimora in collaborazione con la Seconda Università degli Studi di Napoli è stato pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica BMC Medicine. La ricerca per la prima volta ha caratterizzato le differenze che esistono a livello molecolare e di risposta immunitaria fra due condizioni entrambe attivate dall’ingestione di glutine: la celiachia e la “Gluten Sensitivity”. Mentre nella celiachia si attiva un meccanismo di tipo autoimmune fortemente condizionato da una risposta adattativa del sistema immunitario la Gluten Sensitivity sembra coinvolgere maggiormente un meccanismo immunitario innato senza interessamento della funzione della barriera intestinale.«La Gluten Sensitivity è un’entità clinica osservata sempre più spesso negli ambulatori dello specialista – commenta il Professor Carlo Catassi, Professore Associato di Pediatria, Università Politecnica delle Marche, Ancona e coordinatore del Comitato Scientifico Dr. Schär. – Si tratta di un disturbo per il quale non esiste un nome in lingua italiana tanto è recente l’inquadramento clinico. Viene diagnosticato in pazienti per lo più adulti che presentano disturbi intestinali o a carico di altri apparati. Queste persone in passato venivano spesso etichettate come affette da disturbo funzionale o colon irritabile. Impressionanti sono le dimensioni del fenomeno, visto che dati recenti suggeriscono che la frequenza della Gluten Sensitivity si attesti intorno al 6% della popolazione mentre quella della celiachia, pur essendo assolutamente rilevante, è attorno all’1%. E’ singolare che ancora oggi per la celiachia – sottolinea Carlo Catassi – si parli con costanza di iceberg ad indicare che la maggioranza dei casi sono sommersi perché sfuggono alla diagnosi. In riferimento alla Gluten Sensitivity questo iceberg assume delle dimensioni ancora più macroscopiche. I casi di Gluten Sensitivity sfuggono quindi ad un inquadramento diagnostico ed alla possibilità di una cura efficace. In questo senso lo studio realizzato dal Professor Alessio Fasano dell’Università del Maryland in collaborazione con gli esperti napoletani, tra cui la Dott.ssa Anna Sapone prima firma del paper scientifico, va senza dubbio nella giusta direzione poiché identifica i primi marcatori molecolari che distinguono la Gluten Sensitivity dalla celiachia. » Lo studio pubblicato in prima pagina su BMC Medicine e l’abstract: http://www.biomedcentral.com/bmcmed/

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Scontro sulla scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 1 marzo 2011

Siamo ancora di fronte ad un’altra inutile, se non dannosa, polemica sulla scuola. In questo momento, tipicamente italiano, di coltelli affilati e di animi surriscaldati tutto può  servire per essere lanciato contro gli altri, anche la scuola e la sua importanza: opponendo i genitori ai docenti, la scuola statale alla non statale (senza comprendere la grande differenza istituzionale tra privata e paritaria, in tutte le sue diverse sfumature), la scuola ideologica a quella che educa e così via. Intanto, parafrasando Cronin, gli studenti (e le famiglie) stanno a guardare…  Sul fatto che la scuola sia uno dei beni più preziosi di una nazione, visto che solo attraverso la formazione dei nostri figli costruiamo il futuro di civiltà, dovremmo essere tutti, davvero tutti, d’accordo. Che la famiglia debba essere il principale luogo di formazione educativa delle giovani generazioni, dovrebbe essere altrettanto condiviso. Che l’impegno socio politico a favore di scuola e famiglia debba essere attento e accurato anche perché possano efficacemente riconoscersi e collaborare, dovrebbe essere pacifico, al di là di ogni posizione.  Sulla scuola, i “luoghi comuni” e banali, che come A.Ge. vogliamo fortemente avversare, sono numerosi: “gli insegnanti lavorano poco e male”, “i genitori non partecipano”, “la famiglia non educa più”, “una volta la scuola funzionava”…  La scuola ha seguito, anche con notevole sofferenza e capacità  di adeguamento, i 150 anni della nostra unità. È arrivata sino a noi oggi, senza dubbio con alcune difficoltà, anche per il rapido mutare degli scenari intorno ad essa e del mandato sociale che le si conferisce: ha bisogno di sostegno e aiuto, non di sterili contrapposizioni.Perciò sosteniamo e legittimiamo tutti i buoni insegnanti ed educatori, ovunque essi svolgano la loro professione. Perciò, come genitori, da sempre chiediamo serietà, impegno e trasparenza ad ogni scuola e ad ogni insegnante, senza timore di segnalare le difformità, i problemi.  In Italia ci sono, da sempre, genitori impegnati, affettuosi e attenti; ci sono insegnanti motivati e preparati, dirigenti e scuole che funzionano, studenti che studiano…ma, ovviamente, fanno meno notizia di ciò che non va. C’è sicuramente un grande bisogno di miglioramento, che verrà solo se tutti collaboreremo, non se ci lanciamo in faccia accuse più o meno fondate. Siamo noi adulti a dover dimostrare di essere maturi, se vogliamo poi favorire questa maturità  nei giovani. È giunto il tempo di smettere di scontrarsi sulla e per la scuola. È giunto quello di collaborare, perché stiamo perdendo punti nella competizione mondiale che vede crescere fortemente popoli che, fino a poco tempo fa, consideravamo meno sviluppati di noi.Vincerà questa, e tutte le altre possibili dispute, chi saprà coagulare le migliori forze della nazione intorno ad un progetto comune, per la soluzione dei reali problemi che affliggono questo settore.Da più di quarant’anni la nostra associazione, che unisce genitori di tutta la nazione,  afferma questi principi e questi valori del bene comune, attraversando fasi politiche, ministri e governi che passano: l’A.Ge. resta.  Il confronto con le scelte scolastiche europee e internazionali, l’introduzione di un serio sistema di valutazione della qualità scuola, la piena realizzazione dell’autonomia delle scuole, la revisione e il rilancio della partecipazione dei genitori, il dialogo serio sulla sfida educativa sono gli snodi ineludibili intorno ai quali davvero si può oggi parlare di scuola.

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Valore alla differenza di genere in medicina

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 febbraio 2011

Assicurare a ogni individuo, uomo o donna, la terapia più efficace e appropriata, è uno degli obiettivi della Medicina di Genere, che oggi in Italia compie un importante passo in avanti verso il miglioramento della salute di tutti: è stato presentato a Roma, nel corso di un media tutorial, Gender Attention, il primo studio osservazionale sponsorizzato nell’ambito della Medicina di Genere, promosso da Novartis, che valuterà la differente incidenza di effetti collaterali tra uomini e donne affetti da psoriasi in trattamento farmacologico con ciclosporina. In occasione del lancio dello studio, proprio per far crescere nella popolazione la consapevolezza sull’importanza del determinante genere, arriva sul web un video, realizzato con il Patrocinio scientifico del GISeG – Gruppo Italiano Salute e Genere, e firmato da Alberto Ferrari, regista della serie tv Distretto di Polizia, per promuovere la conoscenza della Medicina di Genere: il video è visibile su http://www.medicinagenere.org e su YouTube.

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Differenza tra Crocefisso e crocefisso

Posted by fidest press agency su sabato, 18 dicembre 2010

Lettera al direttore. Benedetto XVI ha ringraziato il governo italiano “per quanto ha fatto contro il “tentativo di eliminare il crocifisso dai luoghi pubblici”. Giusto che il Papa prenda posizione a favore del crocifisso nei luoghi pubblici. Che altro dovrebbe fare? Eppure qualcos’altro da fare ci sarebbe. Ad esempio si dovrebbe far notare ai fedeli la differenza tra il termine con la lettera maiuscola (Crocifisso) e quello con la lettera minuscola (crocifisso). E’ importante. Il primo si porta nel cuore, il secondo sul cuore, vale a dire sul petto. Il primo si trova in Chiesa, e quando i fedeli lo vedono lì, pensano al sacrificio del Cristo e lo ringraziano e lo pregano. Il secondo si appende alle pareti delle aule, dove si studia, ma dove alle volte si bestemmia, dove spesso (non alle volte) si maltratta il più debole; e si appende alle pareti dei tribunali, dove spesso entrano peccatori mai pentiti. La presenza del primo nelle Chiese non dà fastidio a nessuno (almeno nel nostro Paese), la presenza del secondo nei luoghi pubblici può dare fastidio a qualcuno. L’assenza del primo nelle Chiese, significherebbe l’assenza del cristianesimo. L’assenza del secondo sul petto o nei luoghi pubblici non significherebbe nella maniera più assoluta l’assenza del cristianesimo. E’ importante. (Francesca Ribeiro)

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Le due facce di Bruno Vespa

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

Lettera al direttore. Gentile dott. Bruno Vespa, giovedì sera non sono stato costretto, come altre volte, a cambiare immediatamente canale; non l’ho visto, infatti, languidamente abbracciato al plastico di una casa, né ho visto la fotografia di una minorenne uccisa, né qualche presunto strumento di morte tra le sue mani. Si parlava di un argomento serio, degno di un giornalista serio: il mistero sul silenzio di Pio XII nei riguardi dei crimini nazisti. Suppongo che gli ascolti siano stati inferiori a quelli delle serate precedenti, ed io capisco che gli ascolti siano importanti per un conduttore televisivo, ma vuol mettere la differenza tra il Vespa dell’altra sera e il Vespa di Cogne e di Avetrana?  Lei è persona ormai conosciutissima, scrive libri, riesce a  condurre anche trasmissioni serie, ad invitare Paolo Mieli, anziché i soliti “opinionisti” annoiati, che bisogno ha quindi di qualche ascolto in più? Perché insistere sui fattacci di cronaca nera? Conviene alla sua immagine? Magari, dimenticando la sua devozione a Berlusconi, su una tragedia converrebbe che lei, aquilano, ogni tanto tornasse: quella della sua città abbandonata. Calerebbe l’audience? Pazienza. Ne varrebbe la pena, giacché potrebbe derivarne un bene per gli aquilani. Ma le serate dedicate all’orrore a chi fanno bene? (Attilio Doni)

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La tecnologia che fa la differenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2010

Oggi, rispetto a qualche anno fa, si può dire, la nuova rivoluzione non è meccanica ma elettronica nel senso che un sistema di pc ci permette di fare molte più operazioni in tempo reale di quanto non si richiedevano ad uno stuolo di tecnici. Questo scenario è ben più visibile  nei grandi gruppi industriali  che impongono lo loro scelte agli altri attori della catena del valore, obbligandoli di fatto a innovarsi tecnologicamente. E’ un concetto che parte dal core processing e si dilata nel settore della comunicazione e di scambio delle informazioni. Si può, in tal modo, essere più competitivi offrendo un miglior servizio ai clienti, nel controllo sull’avanzamento produttivo, nel tracking delle consegne, e così via. D’altra parte è persino superfluo rilevare quanto sia importante tenere sotto controllo il processo distributivo. Il problema non è solo quello di non sapere esattamente quanto e cosa si è venduto, ma anche quello,  per le grandi marche, di non essere in grado di controllare il mercato degli outlet, da cui lo sforzo, negli ultimi anni di aprire punti di vendita diretta  da parte dei produttori. La stessa relazione tra l’azienda ed il mercato costituisce un’area che la tecnologia può farne la differenza e che gli esperti chiamano  business intelligence.  Esso si amplia sino all’utilizzo delle tecnologie per la mobilità (ad esempio usando i nuovi telefoni cellulari per veicolare capillarmente  informazioni al consumatore). D’altra parte la ricerca di una maggiore conoscenza dei comportamenti di acquisto presuppone una maggiore integrazione tra retail e industria.

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No incentivi auto

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2010

Il mercato dell’auto è oggi un mercato di mera sostituzione, con un parco di 34 milioni di veicoli e con un ricambio annuo di 2 milioni di auto nuove e di 3 milioni di auto usate. L’incentivo può solo anticipare gli acquisti, ma non sposta i dati strutturali, con la differenza che ogni incentivo è un costo a carico del contribuente. Costo che oggi soprattutto con la recessione non può essere più riproponibile perché ogni 6 mesi ci ritroveremmo con lo stesso problema come le precedenti esperienze. Quale dunque un’ipotesi alternativa? È quella di rispondere – dichiara Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum – ad una domanda potenziale di mobilità urbana con un’auto c.d. tender, cioè un veicolo di dimensioni molto contenute (non oltre 2,5 metri) a basso impatto ambientale (leggi elettrica) in grado di sostituire gli attuali veicoli di 4-5 metri e/o con 2000 di cilindrata. Una risposta questa dell’auto tender in grado di svolgere una funzione specifica nelle realtà urbane, rispondere ad un mercato sorgente e coprire quella flessione di domanda dei veicoli tradizionali. Non serve quindi riproporre ancora incentivi – continua Giordano – con nuovi oneri sui contribuenti. Servono scelte politiche e industriali innovative sostenute da un quadro istituzionale capace di riprogettare scelte industriali che guardano al futuro. Le risorse pubbliche ove disponibili vanno indirizzate al miglioramento del trasporto pubblico pendolare e urbano, soprattutto in alcune città dove si è ormai alla paralisi a seguito anche dei continui incentivi al trasporto privato.

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Mondiali: la Spagna in semifinale

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2010

A fare la differenza è il gol di David Villa. Le furie rosse hanno piegato per 1-0 il Paraguay. Il tutto è avvenuto sul finire della gara. Per l’esattezza all’83°. Questo ha evitato il ricorso dei gol per lo spareggio. In tal modo la Spagna si troverà per la corsa finale a sfidare la Germania vincitrice per 4-0 sull’Argentina di Maradona. Martedì prossimo avremo Olanda-Uruguay e il giorno dopo Spagna Germania.

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Sintomi gastrointestinali se diabete non controllato

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2010

Uno studio caso-controllo coreano chiarisce il nesso tra diabete di tipo 2 e comparsa di disturbi gastrointestinali. Un buon controllo della glicemia – sostengono inoltre i ricercatori – potrebbe rendere reversibili i sintomi digestivi. L’indagine, firmata da Jeong Hwan Kim e collaboratori della Konkuk University School of Medicine di Seoul (Corea del Sud), è stata condotta su 190 pazienti diabetici e altrettanti controlli. Il primo dato è che i sintomi gastrointestinali sono presenti in 137 pazienti diabetici (72%) e in 116 controlli (62%). Nel gruppo diabete i disturbi sono a carico del tratto gastrointestinale superiore (43%) ma soprattutto inferiore (58%). Ponendo però a confronto questi risultati con quelli emersi nel gruppo di controllo, la differenza statistica tra i due gruppi raggiunge la significatività solo per quanto riguarda i sintomi del tratto gastrointestinale superiore (p=0.02): previo aggiustamento per età, sesso, consumo di alcol e fumo, il rischio nei diabetici è 1,68 volte maggiore rispetto ai controlli. Interessante per la pratica clinica un ulteriore risultato segnalato dagli autori: fra i pazienti diabetici, l’analisi di regressione logistica mostra che il livello di HbA1c è l’unico fattore di rischio indipendente per i sintomi del primo tratto gastrointestinale (OR 2.01) (fonte doctornews)

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100 città in Italia e 600 negli Usa

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2010

31 gennaio nel mondo. Più di 100 le città italiane che si ‘alzeranno in piedi’ per celebrare la Giornata (Campania, Lazio, Toscana, Marche le regioni più attive), in Europa è la Polonia che guida la lista (30 città presenti e quasi 100 le celebrazioni del vecchio continente). A fare la differenza è stato il network mondiale delle Adorazioni Perpetue negli Stati Uniti d’America, dove sono più di 600 le città coinvolte in oltre 40 stati. Sarà Washington, capitale degli States, ad avere il maggior numero di celebrazioni: circa 25 solo nella città più importante d’America.  Presente anche la Russia (con una Celebrazione nel cuore di Mosca nelle prime ore della giornata), e l’Asia con l’Africa (circa 200 le missioni coinvolte, dalle Apostole del Sacro Cuore di Gesù, ai Missionari del Preziosissimo Sangue fino alle Suore missionarie della Consolata e numerose comunità dei Salesiani).
A Gerusalemme celebra il Custode di Terra Santa Alle ore 10.30 della mattina anche il Custode di Terra Santa, Padre Pierbattista Pizzaballa, celebrerà l’Eucarestia nell’Istituto salesiano di Ratisbonne, anche in concomitanza con la festa di San Giovanni Bosco che si celebra questa domenica.
A Roma appuntamento all’Angelus con Papa Benedetto  Per la città di Roma l’appuntamento centrale sarà quello dell’Angelus a Piazza San Pietro, nel quale si troveranno anche i giovani della Maratona per la pace, iniziativa programmata dall’Azione Cattolica Ragazzi che ha deciso di partecipare a questa Seconda Giornata Internazionale, coinvolgendo anche tutti i giovani del movimento Azione Cattolica Internazionale. Appuntamento quindi in piazza San Pietro già dalle ore 10.30. Saranno distribuite migliaia di bandierine della pace e saranno presenti numerosi striscioni per la pace. Inoltre, sempre a Roma, in occasione del  Seminario Nazionale del Settore Giovani  di Azione Cattolica –   con 200 partecipanti da tutte le regioni – la celebrazione eucaristica di domenica 31 sarà  con il cuore rivolto a Gerusalemme, alle ore 8 alla Domus Mariae.
Social Network:  Il fermento principale a questa seconda giornata, si è avuto attraverso il ‘social network’ di Facebook, dove sono presenti numerosi gruppi, in varie lingue, dal tema ‘We Want Peace for the Holy Land’. Tra le curiosità e le collaborazioni, da sottolineare l’enorme quantità di cartoline per la ‘pace’ – con l’immagine ed una frase di Papa Benedetto – inviate grazie al portale ‘Pope2You’, sia il “palloncino della pace”, applicazione web che ha raggiunto circa 800 luoghi della rete mondiale. Sempre nel mondo virtuale di ‘facebook’ i giovani coinvolti stanno in queste ore invitando i propri amici e conoscenti a sostituire la propria foto sul profilo personale, con una immagine della Giornata di Pace in Terra Santa.  Su You Tube è stato invece diffuso il video di promozione della Giornata http://www.youtube.com/papaboys113 .
Il sito dei Papaboys ha realizzato uno speciale con l’aggiornamento costante di tutte le Celebrazioni che avverrà ininterrottamente, con tutte le città del mondo, in modo che chiunque possa raggiungere una delle Celebrazioni previste per prendere parte, con il cuore, direttamente di persona e con lo spirito alla Giornata per la Pace. http://www.papaboys.it/eventi/read.asp?id=50

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Class action: va modificata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2009

Con il 1° gennaio l’attesa azione collettiva per la quale ci siamo battuti entra in vigore. Purtroppo a differenza degli altri Paesi dove con questo strumento è stato possibile contrastare i raggiri, le truffe o le pratiche commerciali scorrette garantendo ai consumatori vittime un adeguato risarcimento, non sarà così in Italia. Il testo approvato dal Parlamento che entrerà in vigore il 1° gennaio è una normativa inefficace, inutilizzabile sia nel caso della speculazione sulla pasta, che dei ritardi dei treni o degli addebiti in bolletta per servizi non richiesti, e neanche nel caso degli aumenti delle commissioni venuti alla luce con l’indagine dell’Antitrust. Essa, infatti, presuppone l’esistenza di interessi identici e prevede costose spese di pubblicità per chi l’attiva, difficoltà nel presentare le proprie richieste di risarcimento e soprattutto risarcimenti simbolici. A questo punto per essere risarciti meglio la tradizionale strada del ricorso al giudice di pace o un ricorso plurimo.
L’azione collettiva rischia di creare attese di risarcimento che saranno disattese. Per questo è indispensabile modificare alcune norme. Senza la loro modifica essa resterà uno strumento inutilizzato. Anche il ricorso al giudice di pace sarà più problematico. Non solo per i ricorsi contro le multe ove è prevista una tassa di 40 euro, ma anche se si tratta di contratti assicurativi, contratti bancari e finanziari, condominio, salute. Per il ricorso di questi ultimi un decreto all’esame in Parlamento traccia la strada della conciliazione obbligatoria presso gli organismi privati di conciliazione, come l’unica percorribile. Ciò significa per il consumatore andare incontro ad un costo certo, ma a nessuna certezza di soluzione. Il consumatore dovrà sostenere, quindi, un doppio costo: prima nell’accesso privato alla giustizia tramite gli organismi di conciliazione e poi al giudice di pace. Adiconsum è favorevole alle procedure conciliative, ma queste debbono essere volontarie e non obbligatorie. Si aggiunga che il decreto all’esame del Parlamento è in violazione della stessa legge delega che non prevede la conciliazione obbligatoria.

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