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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘differenziata’

Roma Capitale. L’alternativa al termovalorizzatore è la discarica non la raccolta differenziata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

Roma. Bello sentirci raccontare favole: ci aiutano nel sonno e, alla fine, hanno anche una morale, un principio etico a cui attenersi.Questo nei bambini; negli adulti, invece, la favola, soprattutto se raccontata da chi ci governa, serve ad addormentare i cervelli.
Una di queste favole è che la raccolta differenziata dei rifiuti completa il ciclo del trattamento, sicchè possiamo produrre e riciclare in continuazione.In realtà nel trattamento dei rifiuti rimane una parte non riciclabile e il loro destino è la discarica o il termovalorizzatore. La discarica è una “buca” nella quale sono gettati i rifiuti, poi ricoperti di terra e lì rimangono.Il termovalorizzatore è un impianto che brucia i rifiuti, produce calore o energia elettrica. In questo modo si possono riscaldare le abitazioni o fornire energia elettrica. Parigi, Berlino, Londra, Vienna, Copenhagen hanno gli inceneritori.Roma, no.Più i rifiuti si riciclano e si portano al termovalorizzatore meno ci sono rifiuti in discarica, che è sempre più difficile individuare per la forte urbanizzazione del territorio.Occorre scegliere: riciclo e discarica o riciclo e termovalorizzazione.Chi dice altro racconta favole, tanto belle da addormentare i cervelli e, a Roma, la sindaca Virginia Raggi è una maestra affabulatrice. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Scuola – Regionalizzazione: ingiustificato spostamento di risorse verso le regioni ad autonomia differenziata

Posted by fidest press agency su sabato, 6 luglio 2019

Con un documento indirizzato al premier Giuseppe Conte, reso pubblico in queste ore, gli esperti di leggi dello Stato hanno palesato il fondato rischio, in fase di approvazione dell’importante provvedimento di legge, di aggiramento del dibattito parlamentare da parte del Governo: per il Dipartimento, non basta l’accordo tra Stato e Regioni per dar via all’applicazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione. Gli schemi di intesa sulle ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nelle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna hanno necessità di un passaggio legislativo. “Nel delineare il relativo procedimento in sede di prima applicazione – si legge nel documento indirizzato al premier -, appare necessario garantire il ruolo del Parlamento, assicurando nelle diverse fasi procedurali un adeguato coinvolgimento dell’organo parlamentare, la cui funzione legislativa risulterebbe direttamente incisa dalle scelte operate nell’ambito delle intese”. Il pericolo è quindi che Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, promotrici del progetto, possano riuscire ad ottenere più finanziamenti a discapito delle altre regioni con già meno servizi e risorse. Il Dipartimento del CdM ricorda che la “modalità di determinazione delle risorse prevede, infatti, che la spesa destinata alla Regione per l’esercizio delle ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia non possa essere inferiore al valore medio nazionale pro-capite della spesa statale per l’esercizio delle stesse”. Poi esemplifica: “se una Regione virtuosa ha una spesa storica nella materia trasferita pari al 70 per cento di quella media nazionale, e se si ipotizza che la relativa popolazione è pari al 10 per cento di quella nazionale, l’attribuzione di risorse non secondo il criterio storico, ma in base alla media nazionale, farebbe salire quest’ultima del 3 per cento (perché si perderebbe un risparmio del 30 per cento riferito al 3 per cento della popolazione)”. La conclusione è che “risulta dunque agevole comprendere come un tal modo di procedere implicherebbe un ingiustificato spostamento di risorse verso le regioni ad autonomia differenziata, con conseguente deprivazione delle altre (doverosamente postulandosi l’invarianza di spesa complessiva)”. Le ragioni del “Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri” sono in linea con quelle espresse dall’Anief. Secondo il giovane sindacato, infatti, il vero punto dolente non è il principio dell’autonomia differenziata che è affermato a chiare lettere in Costituzione e che ha una sua logica e un suo perché di esistere nel disegno costituzionale, ma la capacità dell’attuale (e non solo) classe politica di attuarlo senza creare gravi ferite a uno Stato di diritto già abbastanza fragile quale quello italiano. Basti pensare alle critiche fortissime all’attuale assetto del titolo V, parte II della Costituzione, come delineato dalla legge cost. n.3/2001, ritenuto da più parti imperfetto e da modificare.
Fa bene, il “Dipartimento per gli affari giuridici e amministrativi” ad asserire che con il riconoscimento di forme e condizioni di autonomia differenziata, si assiste a uno smantellamento del comma 3 dell’art. 117, considerato che esse possono transitare nella competenza delle Regioni. Di fatto si avrebbe nella realtà una complessa geometria delle competenze per ognuna delle regioni, cosiddette ordinarie, ridefinite sulla base di ulteriori attribuzioni.

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Scuola: Autonomia differenziata

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Lombardia e Veneto spingono per la gestione “fatta in casa” di diversi servizi pubblici, ad iniziare da quello scolastico. Solo che per realizzarlo il Governo dovrebbe drasticamente tagliare diversi fondi oggi assegnati agli istituti del Sud del Paese già in difficoltà. Marcello Pacifico (Anief): Con il via libera al modello imposto dalla Lega, sulla scia di quello adottato già nelle province a statuto speciale di Trento e Bolzano, tornato in auge dopo le elezioni europee di domenica scorsa, stravinte dal Carroccio, si andrebbe a realizzare una secessione mascherata da una Costituzione violata in diversi punti. Una chimera la promessa di stipendi maggiori sul modello trentino perché lo Stato, dopo aver prosciugato il Meridione, non avrebbe ulteriori risorse. Anief è pronta a rivolgersi alla Consulta. Il modello a cui la Lega si ispira per introdurre la regionalizzazione scolastica, applicando l’articolo 116 della Costituzione per oltre 70 anni non adottato (chissà perché), potrebbe coinvolgere subito almeno un lavoratore della scuola su quattro. A questi dipendenti, che lavoreranno diverse ore in più a settimane, è vero che potrebbe arrivare ad assegnare circa 200 euro in più, intervenendo sul contratto integrativo, ma “per ottenere i fondi, nonostante le assicurazioni della ministra leghista Erika Stefani, non si potrà che attingere alle risorse generali togliendo disponibilità e servizi alle altre diciotto regioni, a partire dalle scuole del Sud”, ha sottolineato qualche settimana fa La Repubblica. Le anticipazioni riguardano anche il destino di questo personale: “Nelle tre regioni del Nord che chiedono l’autonomia differenziata — ma l’Emilia vuole più poteri solo sull’istruzione tecnico-professionale – lavora il 23 per cento dei docenti: sono 176 mila. Solo Lombardia e Veneto hanno chiesto le graduatorie parallele su base volontaria: significa che entro un anno dall’approvazione della legge un docente, un preside, un amministrativo potranno chiedere di essere trasferiti alla nuova scuola regionale”.
È questo l’obiettivo della Lega. Ed è questo modello a cui i vertici del partito vogliono arrivare in breve tempo. A ribadirlo è stato il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, indicando, a caldo, i provvedimenti sui quali l’Esecutivo deve ora accelerare, subito dopo avere appreso l’esito positivo delle elezioni europee. Alle parole di Salvini si aggiungono quelle recenti pronunciate da un alto esponente leghista, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, per il quale l’autonomia è un’opportunità che porterebbe maggiori risorse. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “il processo di autonomia differenziata condurrà verso la scuola ‘spezzatino’: si verrebbe a creare un sistema scolastico spezzettato, non più dettato da una linea nazionale unitaria dei percorsi formativi. Il tutto verrebbe gestito da governatori che spesso in passato hanno pensato a gestire importanti fondi più per benefici personali che per il bene del servizio che si deve realizzare”.

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Corrette modalità di conferimento dei rifiuti

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

vasiaIl Comune di Vasia della Provincia di Imperia in Liguria, con la collaborazione di Farelogico S.a.s. e del Centro di Innovazione Ambientale del Centro di Formazione “G. Pastore” di Imperia, ha attivato un progetto di comunicazione sulle corrette modalità di conferimento dei rifiuti; progetto dedicato non solo alla cittadinanza ma anche alle utenze non domestiche e a tutte le associazioni che operano sul territorio. Nella sede delle opere parrocchiali di Vasia è stato organizzato il primo incontro, aperto vasia1a tutti, in cui il Dott. Mario Casella ha presentato l’intera campagna di comunicazione: “Nessun progetto di raccolta differenziata avrà successo” spiega Casella, ”senza la piena collaborazione dell’Amministrazione e della cittadinanza. Ecco perché incontri come quello svolto ieri sera sono molto importanti e per questo ringrazio il Sindaco, l’intera giunta e tutti i partecipanti”. Ieri, infatti, grazie anche alla collaborazione della biologa Monica Previati, sono state presentate non solo le corrette modalità di conferimento dei rifiuti, con particolare attenzione all’organico, ma anche le motivazioni per cui oggi non è più possibile esimersi dal fare la raccolta differenziata. “Economicamente, ecologicamente e moralmente”, sostiene il Sindaco Mauro Casale, “non possiamo più continuare ad ignorare il problema dei rifiuti. Ecco perché insieme alla giunta abbiamo deciso di attivare questo programma di comunicazione che prevede l’organizzazione di banchetti informativi nelle piazze, corsi di compostaggio domestico, apericena ecologici e incontri con la cittadinanza (alcune date: Vasia, al mattino del 9 aprile; Pianavia al pomeriggio del 30 aprile; Pantasina il pomeriggio del 7 maggio) per diffondere tutte le informazioni necessarie per attuare la raccolta differenziata. Come Comune siamo inoltre intenzionati a video sorvegliare tutti i punti di raccolta per poter segnalare possibili negligenze e, là dove necessario, multarle”.
“Fare la raccolta differenziata deve diventare una nuova tradizione”, conclude Casella con quello che sarà uno degli slogan della campagna informativa del Comune di Vasia e di altri Comuni della zona, con un titolo molto evocativo: spremiladifferenziata. (by Christian Flammia)

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Legambiente: differenziata a Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2012

Legambiente Lazio ha inviato una diffida al Sindaco Gianni Alemanno al fine di attivare subito la raccolta differenziata dell’organico attraverso il sistema del porta a porta esteso a tutta la città. Un nuovo atto d’accusa di Legambiente, pubblicato sulle pagine della cronaca romana del quotidiano La Repubblica, per dare un contributo alla discussione nel momento in cui al Ministero dell’Ambiente si discute dell’emergenza discarica e di un piano che possa fronteggiare la chiusura di Malagrotta. “L’organico costituisce il 33% dei rifiuti solidi urbani -spiega Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-, dunque immaginiamoci quanto potrebbe diminuire la quantità di rifiuti gettati in discarica se nella Capitale si procedesse alla raccolta degli scarti organici per poi lavorarli e trasformarli in compost, cioè in fertilizzante.” “Premesso che sin dal 1997 -si legge nella diffida di Legambiente Lazio- il cosiddetto decreto Ronchi ha previsto l’obbligo di differenziare i rifiuti solidi urbani per tipologia di materiale da parte dei comuni e sancito i seguenti obiettivi di raccolta differenziata: 15% entro due anni dalla data di entrata in vigore, 25% entro quattro anni dalla data di entrata in vigore, 35% a partire dal sesto anno successivo alla entrata in vigore del decreto e premesso che la legge finanziaria del 2007 ha introdotto nuovi obiettivi: almeno il 40% entro fine 2007, almeno il 50% entro fine 2009, almeno il 60% entro fine 2011. Che l’articolo 264 del Testo unico ambientale del decreto legislativo 152/2006 definiva ulteriori obbiettivi percentuali relativi alla raccolta differenziata: almeno il 60% entro il 31 dicembre 2011, almeno il 65% entro il 31 dicembre 2012. Ciononostante nella città di Roma non è attivo per i cittadini un servizio universale per la raccolta differenziata della frazione organica. Secondo gli ultimi dati dell’azienda Ama, a Roma la raccolta differenziata si attesterebbe al 25,2% del totale dei rifiuti prodotti nel 2011, quindi ben lontano dagli obiettivi di legge.” Tutti i cittadini possono firmare la diffida, inviare segnalazioni e partecipare al “porta a porta autogestito”: tutte le info sul sito http://www.legambientelazio.it Finora il sistema della raccolta porta a porta, umido compreso, è attivo a Colli Aniene, Decima, Massimina dove funziona molto bene, Trastevere, Villaggio Olimpico, Aventino, San Saba, Testaccio, centro storico, Torrino sud. L’organico viene invece raccolto attraverso l’assurdo sistema duale nei quartieri Laurentino, Tuscolano, Prati Fiscali, Aurelio, Marconi, AppioTuscolano e nel consorzio Olgiata.

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Roma: raccolta differenziata rifiuti

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2011

«Come testimoniano i dati diffusi oggi dall’Ispra, sulla raccolta differenziata dei rifiuti abbiamo raggiunto risultati senza precedenti. Non solo, a gennaio abbiamo superato la soglia del 24.1% di raccolta differenziata, e grazie all’attivazione del sistema misto-duale, abbiamo aumentato del 1.300% il bacino di cittadini coinvolti. Si tratta dati che non hanno precedenti nel territorio romano: complessivamente, infatti, avviamo al riuso 403mila tonnellate di rifiuti, pari all’intera raccolta differenziata di Genova, Napoli e Perugia. Non solo, Roma si conferma la più virtuosa delle città laziali, producendo il 71% della raccolta differenziata dell’intera Regione, a fronte di una produzione totale di rifiuti che incide, invece, sul dato complessivo regionale per il 52%. Su questo fronte continuiamo ad andare molto spediti. Il piano di estensione della raccolta differenziata messo a punto dal Dipartimento ambiente di Roma Capitale, prevede di coinvolgere entro fine anno 665mila cittadini, raggiungendo la quota del 25%.» Lo dichiara Marco Visconti, assessore all’ambiente di Roma Capitale.

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Napoli: rifiuti

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2011

Elisabetta Zamparutti, deputata Radicale in Commissione Ambiente, sull’ultimo decreto rifiuti Campania, ha dichiarato: “Il decreto rifiuti è deludente perché non affronta il problema di fondo dell’emergenza rifiuti a Napoli che è l’organizzazione di un efficiente ciclo dei rifiuti che superi il binomio discariche – inceneritori attraverso un aumento della raccolta differenziata. Non si capisce perché la differenziata raggiunga percentuali importanti a Salerno, Benevento ed Avellino e a Napoli questo non sia possibile.” La parlamentare radicale ha poi continuato: “Ha ragione il procuratore Lepore quando dice che questa emergenza fa comodo, non solo alla camorra, ma soprattutto alla politica che può così gestire soldi senza controlli o con controlli più blandi. Tant’è che – ha continuato la Zamparutti – nel decreto si propone (art 2) l’ampliamento dei poteri dei commissari nominati dal governatore campano per i siti di conferimento locali.” Elisabetta Zamparutti ha concluso dicendo: “Come Radicali, con Aldo Loris Rossi, abbiamo proposto e le riproporremo soluzioni puntuali e semplici, quali la separazione dei rifiuti secchi da quelli umidi, stoccando nei siti Asi gli imballaggi inerti, che costituiscono il 60 per cento del volume totale della massa dell’immondizia napoletana. Basterebbe ascoltarci per interrompere un capolavoro di ingegneria criminale che dura ormai da decenni e dal quale non si intravede la fine.

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Napoli, De Magistris e i provvedimenti ambientali

Posted by fidest press agency su sabato, 4 giugno 2011

Luigi de Magistris, nuovo sindaco di Napoli, ha fatto dell’ambiente il punto nodale della sua politica. Attraverso una serie di interventi, in primis sulla raccolta dei rifiuti, si è guadagnato il consenso dei napoletani. Il primo cittadino si dichiara contrario agli inceneritori e opta per una raccolta differenziata porta a porta in grado di raggiungere il 66%, fiducioso della buona volontà dei suoi concittadini. Il viceresponsabile per l’Ambiente dell’Italia dei Diritti, Marco Ristori, si è espresso in merito alla questione, sostenendo la politica di de Magistris: “La normativa europea relativa ai rifiuti – spiega Ristori -, si snoda attraverso tre punti focali: una differenziazione più rigida al fine di dare un giro di vite agli ultras dell’incenerimento, per una più corretta azione di riciclaggio; una categorica prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti; infine un tassativo riciclaggio della materia raccolta. Se de Magistris dovesse riuscire nel suo intento, a mio parere leggermente utopico, allora merita tutta la nostra stima”. Confermati inoltre gli impianti di compostaggio e le isole ecologiche. La tassa sui rifiuti riguarderà soltanto l’indifferenziata e sarà incentivato il consumo di acqua di rubinetto attraverso la costruzione di fontane pubbliche di acqua microfiltrata e gassata. Per ridurre gli sprechi alimentari, si provvederà alla distribuzione ai bisognosi di quei generi primari di consumo prossimi alla scadenza. Sempre per la salvaguardia ambientale, sarà limitato l’uso della carta tra amministrazione pubblica e cittadini. “Ovvio che per far sparire i termovalorizzatori – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro -, occorreranno parecchi anni. Apprezzo il suo atteggiamento positivo e fiducioso, io sono più scettico e dubbioso, ma lo appoggio pienamente. Napoli è una bellissima città e una task force ecologica sarebbe un rinascimento per i partenopei”.

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Raccolta differenziata

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2011

“Una filiera in grado di ridurre l’impatto ambientale riutilizzando i rifiuti e creando nuovi mestieri”. Lo ha dichiarato Nicola Di Raffaele, Top Manager dell’Enam Spa , società a capitale pubblico che gestisce il servizio di igiene urbana nella città di Pomigliano d’Arco, illustrando alla stampa il nuovo sistema di raccolta differenziata che partirà in città dal 4 Aprile. “ Potremmo arrivare dunque anche alla creazione di nuove attività professionali in grado di recuperare i rifiuti riutilizzabili. Di certo ci poniamo l’obiettivo – ha proseguito Di Raffaele – di raggiungere il 50% di differenziata entro il primo semestre del 2011”. Ed è pronta “ la task – force interna messa in campo dall’azienda solo ed esclusivamente sul fronte differenziata – ha continuato Di Raffaele – per creare un ottimo sistema di raccolta , per spiegare di casa in casa, di scuola in scuola, di edificio in edificio , di strada in strada , come funzionerà il servizio” . Scuole, fabbriche, edifici , istituzioni, piazze, strade , a Pomigliano d’Arco la differenziata sarà veramente di casa con una comunicazione che andrà dall’adulto al bambino.“ Stando al Rapporto sulla gestione dei rifiuti elaborato dall’ ISPRA/Ministero dell’Ambiente, e riferito al 2008, in Emilia Romagna – ha ricordato Enzo Pirone della Fondazione Willy Brandt ( FWB) che curerà l’intera campagna di comunicazione – la produzione di rifiuti solidi urbani è stata di 2.951.000 tonnellate contro i 2.723.326 della regione Campania. Ma mentre in Emilia Romagna la raccolta differenziata supera abbondantemente il 40% in Campania essa è attestata intorno al 19%. Questo anche perché in Emilia Romagna il ciclo integrato dei rifiuti si avvale di ben 28 discariche controllate, 8 inceneritori con recupero energetico, 18 impianti di compostaggio,  e 12 impianti di trattamento meccanico biologico a differenza della Campania dove il sistema impiantistico fa acqua da tutte le parti. Dunque raccolta differenziata a tutto campo. “Pomigliano d’Arco può essere un punto di riferimento per il rilancio campano – ha proseguito Enzo Pirone – ed il modello al cui ci rifaremo sarà quello di Capannori, paese di 45.000 abitanti in provincia di Lucca che, nel 2005 partì da un 37 % di differenziata raggiungendo il 71% nel 2009 e prossimo all’80%. In questo paese , il risparmio ottenuto dal mancato smaltimento in discarica dei rifiuti indifferenziati ha permesso di acquistare i contenitori e i sacchetti per le famiglie, di organizzare campagne informative per le scuole e i cittadini e soprattutto l’assunzione di circa 40 nuovi operatori. Ma hanno ottenuto anche importanti vantaggi ambientali perché solo considerando i dati relativi al 2009 con la raccolta della carta hanno risparmiato l’abbattimento di oltre 100.000 alberi, un mancato consumo di 2,5milioni di litri d’acqua e grazie al riciclaggio di vetro , plastica e lattine si è ottenuta la mancata emissione di CO2 nell’atmosfera pari a 1.272 tonnellate”.  Ecco “a Pomigliano vogliamo fare questo – ha dichiarato Nicola Di Raffaele – e raggiungere standard, livelli di differenziata alti, riducendo l’impatto ambientale e creando nuova economia. Dunque dobbiamo dare la possibilità ai cittadini di comprendere che bisogna aumentare la vita utile dei beni durevoli in modo da ridurre i rifiuti a monte. E va assolutamente intensificata, rispettata, incrementata la raccolta differenziata. Tolleranza zero se ne necessario anche con un foto-reportage settimanale e sanzionando chi non rispetta orari e luoghi”. La campagna di comunicazione ideata dalla Fondazione Willy Brandt, vedrà protagoniste soprattutto le famiglie e le scuole.

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Al Nord raccolta differenziata

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 ottobre 2010

“Questi dati non fanno altro che confermare come le regioni del nord d’Italia siano quasi sempre in anticipo rispetto a quelle del sud, anche se in alcuni comuni del Mezzogiorno con bassa densità di popolazione si stanno riscontrando forti miglioramenti a difesa del territorio”. Questo è il primo commento rilasciato dal responsabile per l’Ambiente dell’Italia dei Diritti, Alberto Maria Vedova, a proposito dei dati pubblicati da Federambiente relativamente alle città italiane più ‘virtuose’ nella raccolta differenziata dei rifiuti. Dall’indagine condotta risulta, per esempio, che a Venezia vengono destinati nelle cave solo il 3% degli scarti, a Bologna il 19%, mentre a Roma la quota sale all’80%. A livello regionale, invece, in testa per il riciclo del materiale ci sono Lombardia ed Emilia Romagna, mentre detengono il primato per la percentuale più alta di spazzatura in discarica Campania e Sicilia.  L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro prende poi spunto dal positivo obiettivo raggiunto dal comune di Villanova d’Albenga in provincia di Savona, dovuto al recente primato assegnatogli da Legambiente grazie al superamento della soglia del 45%, della raccolta differenziata: “Esempi come questo ci mostrano come sia doveroso guardare alla buona esperienza prodotta a livello locale, nei quartieri di città o nei piccoli comuni. La strada per espandere tali abitudini anche al resto d’Italia è indubbiamente tortuosa – conclude Vedova – ma non impossibile”.

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Chiara Valdambrini: Raccolta Differenziata

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 ottobre 2010

Genova fino al 25/10/2010 Palazzo Ducale, Piazza Matteotti 44/46r Ellequadro Documenti
a cura di Tiziana Leopizzi  In occasione dell’apertura di START 2O1O il 3O settembre Ellequadro Documenti presenta la prima mostra personale della giovane artista genovese Chiara Valdambrini. L’appuntamento nasce dalla sintonia tra Ellequadro Documenti, che concentra la propria attenzione su artisti eclettici e versatili, e Chiara Valdambrini che appunto spazia dalle arti visive al teatro, sperimentando differenti tecniche, dalla pittura, al collage, alle performance.
La mostra ‘Raccolta differenziata’ sottolinea da un lato, il ruolo del collezionista nelle sue piu’ variegate tipologie e curiosità e, dall’altro, propone una riflessione sulla nostra società consumistica, suggerendo in alternativa il riuso e il riciclo delle risorse nel concetto di salvaguardia dell’ecosistema.
Nata nel 1984 a Genova, città dove vive e lavora, si diploma nel 2OO8 presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Dal 2OO1 porta avanti progetti legati al teatro sperimentale. Vincitrice del premio Tamron Generation, concorso nazionale di fotografia. (valdambrini)

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Raccolta differenziata ad Ariccia

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2010

La raccolta differenziata ad Ariccia sta entrando, quale buona pratica anche di tutela ambientale, nelle abitudini dei cittadini. Partita lo scorso novembre su una parte del territorio ed estesa a tutta la città a marzo, nel complesso la raccolta differenziata ad Ariccia è arrivata al 65%. Questo significa che solo il 35% finisce in discarica come rifiuto indifferenziato, il resto va nei consorzi di filiera per essere riciclato.  “È indubbiamente un buon risultato – afferma l’assessore ai Servizi a Rete Tiziano Schiaffini – raggiunto grazie all’impegno degli ariccini che stanno credendo in questo importante progetto di tutela ambientale. Ma non dobbiamo fermarci, dobbiamo migliorare diminuendo il conferimento in discarica. Anche come Amministrazione, in sinergia con il gestore del servizio Asp-Ambiente, stiamo aumentando gli sforzi per effettuare un servizio sempre più efficiente e capillare”. Su questa linea è previsto per domani 16 luglio alle 15,00 presso la Casa delle Associazioni l’incontro con i commercianti ed i ristoratori del Centro di Ariccia per presentare loro le novità riguardanti la raccolta porta a porta per le attività commerciali stesse. Novità  volte proprio a garantire una maggiore efficienza del servizio e che prevedono nello specifico la raccolta di tutte le tipologie di rifiuto tutti i giorni in orario notturno (00,30-6,30) per tutte le utenze commerciali del Centro Storico e per le fraschette. L’esposizione dei rifiuto (escluse le fraschette) unicamente dopo la chiusura degli esercizi stessi per consentire lo svolgimento delle operazioni di raccolta in orario notturno (00,30-6,30). Per le fraschette invece l’esposizione dei rifiuti dovrà essere effettuata unicamente al momento della chiusura dell’esercizio ovvero alle ore 00,30. Per quanto riguarda le utenze domestiche del Centro storico si concorda per un passaggio di raccolta ulteriore rispetto a quello attuale; in particolare oltre al passaggio della mattina fascia oraria 05,00-07,00 verrà effettuato un passaggio quotidiano nella fascia oraria 09,30-10,30. Tutte queste misure sono volte a garantire, con la piena collaborazione di commercianti e residenti, anche maggiore pulizia e decoro al Borgo berniniano. Nuove modalità di raccolta che inizieranno il prossimo lunedì  19 luglio. (Daniele Ricca) (ass. alla manutenzione)

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Ambiente, Ecolight apre a pile ed accumulatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2009

Il consorzio per la gestione dei Raee ha istituito la divisione dedicata al corretto recupero delle batterie. Dal 26 settembre per i produttori la raccolta differenziata sarà un obbligo È nata la nuova divisione “Pile ed Accumulatori” di Ecolight. Il consorzio leader nella gestione di tutti i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) ha costituito al proprio interno una nuova sezione dedicata alla raccolta e allo smaltimento delle pile e degli accumulatori per dare una risposta efficace ed efficiente agli obblighi che la nuova normativa prevede per i produttori, gli importatori e i distributori. Dal prossimo 26 settembre infatti le batterie, quelle portatili, montate sui veicoli e industriali, dovranno seguire un percorso di raccolta e smaltimento dedicato. L’obiettivo dichiarato per i prossimi tre anni è recuperare una pila ogni quattro; traguardo destinato a raddoppiare tra sette anni. La scelta di entrare in questo nuovo settore è arrivata dalla decisione di offrire alle aziende consorziate un solo interlocutore per quanto riguarda sia i Raee, sia le batterie. «Avere un unico referente è un aiuto in più nell’affrontare e risolvere il prossimo obbligo normativo», sottolinea Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight. «L’obiettivo di rispondere alle esigenze che la normativa impone sarà raggiunto disegnando una rete di raccolta che terrà presenti due elementi fondamentali: la capillarità del servizio di raccolta e il contenimento dei costi. Stimiamo che nel primo anno ci possa essere una raccolta pari al 10-15% di tutte le batterie immesse». Raccolta che, secondo quanto prevede la normativa, dovrà raggiungere il 25% entro i prossimi tre anni, per diventare il 45% nel 2016.
Ecolight – Costituito nel 2004, è uno dei maggiori sistemi collettivi per la gestione dei Raee. Il consorzio Ecolight, che raccoglie oltre mille aziende, è il terzo a livello nazionale per quantità di immesso e il primo per numero di consorziati. È stato inoltre il primo sistema collettivo in Italia ad avere le certificazioni di qualità ISO 9001 e ISO 14001. Rappresentando più del 90 per cento del settore, è punto di riferimento per la grande distribuzione (Gdo) e per i produttori di apparecchi di illuminazione. Tratta tutte le tipologie di Raee. http://www.ecolightitaly.it.

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Raccolta differenziata

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2009

Roma è sporca e i romani sono incivili. “Io rispondo, – osserva l’avv. Marco Polizzi -: forse…. Che non siano educati, i romani, sembrerebbe un dato di fatto. Ma di chi è la colpa? Prendiamo la raccolta differenziata ad esempio: i Romani non hanno la cultura della raccolta differenziata, ok. Ma perché nessuno gliel’ha insegnata? Passeggio per Roma e vedo sacchi dell’immondizia per terra, abbandonati a se stessi, vetro al posto della carta, sacchi contenenti tutto, ma proprio tutto. Per non parlare poi dei giardini. I bidoncini sono sempre pieni fino all’orlo. Certo alla luce dei servizi di Striscia, un cittadino potrebbe pensare che non serva a niente differenziare i rifiuti dato che a volte l’Ama scarica tutto insieme…L’Avv.Marco Polizzi, a nome dell’associazione Primoconsumo, ha voluto muovere una richiesta al servizio di igiene della capitale: “Rivolgo la mia richiesta al Comune di Roma per quanto riguarda la nostra città. Una campagna di sensibilizzazione e di avvicinamento alla cultura della raccolta differenziata. Perche non creare, sulla base delle cartoniadi (camagna nazionale sul riciclo con 50.000 euro di premi), una campagna simile tra le varie circoscrizioni romane? Per esempio la circoscrizione che fa più raccolta differenziata nell’arco di un dato tempo potrebbe vincere un premio in denaro da spendere per la manutenzione del territorio che controlla….” (n.r. non concordiamo sull’idea che taluni si sono fatta che i romani non hanno una “cultura differenziata”. Lo devono al fatto che i cassonetti messi a loro disposizione sono sempre pieni e li costringono a dover far uso di quelli indifferenziati, sempre che sia possibile farlo, dato che sono regolarmente pieni, anzi stracolmi e nauseabondi in quanto nessuno si cura di pulirli)

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