Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘diffusione’

Campionatura sulla reale diffusione del virus in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

A 10 mesi di distanza, gli ex Presidenti dell’ISTAT Giorgio Alleva e Alberto Zuliani tornano a richiedere dalle pagine del Corriere della Sera una campionatura sulla reale diffusione del virus in Italia. Associazione Luca Coscioni, attiva a livello internazionale a tutela del diritto alla Scienza e alla Salute, aveva da subito rilanciato quella richiesta sollecitando una risposta da parte del Governo, che però non è mai arrivata. Alleva e Zuliani chiedono oggi ‘un campione probabilistico quindicinale anche di poche migliaia di unità’, che avrebbe un valore informativo di grande utilità a un costo relativamente molto basso. Potrebbe dare grande forza ai numeri e al dibattito corrente, fornire fondamento migliore alle decisioni delle istituzioni preposte e impegnare a un rispetto più convinto i destinatari, cittadini e imprese. Come Associazione Luca Coscioni chiediamo al Governo e al Parlamento di ascoltare i due scienziati e di prendere urgentemente i provvedimenti necessari per realizzare il monitoraggio.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Covid-19: Basso rischio di diffusione da bambino a bambino e rara la trasmissione da bambino ad adulto

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2020

A tranquillizzare insegnanti e genitori in occasione della riapertura del nuovo anno scolastico è l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) che in un articolo pubblicato su JAMA Pediatrics1 mette in evidenza come nei bambini la suscettibilità all’infezione da SARS-CoV-2 sia dimezzata rispetto agli adulti e come essi non ricoprano un ruolo di rilievo nella circolazione del nuovo coronavirus.
A fotografare l’impatto psicofisico che la chiusura della scuola ha avuto sui bambini e ragazzi è un’indagine tutta italiana condotta su un campione di 2.064 studenti tra gli 11 e 19 anni. Angoscia e tristezza sono stati causati da un sentimento di solitudine avvertito dal 42,5% degli intervistati di sesso femminile e dal 32,5% di sesso maschile, per un totale del 75% dei casi. Altro fattore che ha tinto di grigio le giornate di bambini e adolescenti è stata la mancanza di senso di comunità, tipicamente generato dalla scuola, emersa nel 42,5% dei casi (26,5% femmine; 16% maschi) e lo stop delle attività sportive svolte a scuola nel 20% dei casi (6,7% femmine; 13,4% maschi). L’abbassamento del tono dell’umore non pare, invece, essere legato al virus: solo il 4%, infatti, ha dichiarato di sentirsi triste per paura della malattia.Inoltre, il 48,7% delle femmine ha riferito di piangere durante il giorno (13,4% nei maschi). Non solo tristezza: ansia e agitazione hanno colpito quasi il 40% degli intervistati (24.6% femmine; 14,6% maschi) a causa della separazione dai propri compagni, mentre oltre il 27% ha sviluppato sintomi di ansia per timore di non riuscire a stare dietro allo studio. La chiusura delle scuole ha, inoltre, provocato disturbi del sonno: a dormire meno il 43% delle femmine, mentre la percentuale di maschi che ha fatto le ore piccole si attesta al 24%. Il senso di affaticamento era più significativamente frequente nelle femmine (49%) rispetto ai maschi (35,3%) e nel gruppo di 14-19 anni.Disturbi emotivi di rilievo, dunque, quelli causati dalla chiusura della scuola a bambini e adolescenti, ancor di più se di sesso femminile. Da ultimo, il 51,5% delle femmine e il 44,7% dei maschi desidererebbe parlare di COVID-19 con un medico, informazione importante anche per i programmi formativi scolastici su tematiche relative alla salute.Secondo l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive gli istituti scolastici possono e devono rimanere aperti in virtù dello scarso ruolo del bambino nella trasmissione della malattia, sebbene con il mantenimento di tutte le misure igieniche e di distanza fisica per la prevenzione delle infezioni respiratorie e un monitoraggio epidemiologico continuo della circolazione di SARS-CoV-2.
Quanto all’uso delle mascherine, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fornito alcune precise indicazioni: da zero a 5 anni non deve essere indossata e la motivazione è da ricercarsi nel ruolo minore del bambino piccolo nella diffusione della malattia e nella sua scarsa capacità di utilizzare in modo appropriato una mascherina; da 6 a 11 si valuta a seconda della situazione epidemiologica scolastica o cittadina e, quindi, se è presente una trasmissione diffusa di SARS-CoV-2 nell’area in cui risiede il bambino. Ai bambini di età pari o superiore a 12 anni è richiesto di indossare la mascherina come agli adulti, in particolare quando non possono garantire una distanza di almeno 1 metro dagli altri. In ogni caso, è importante assicurarsi che la mascherina sia della misura giusta per coprire naso e bocca, non toccarne la parte anteriore e non tirarla sotto il mento o nella bocca. Una volta sfilata dal volto, la mascherina deve essere riposta in una borsa o in un contenitore e non deve essere condivisa con altri o gettata per terra. È importante che insegnanti e genitori educhino il bambino che utilizza la mascherina e ne correggano comportamenti errati ogni qualvolta sia necessario.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il ruolo dei bambini nella diffusione dell’epidemia da coronavirus

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

In questo momento di ripresa delle attività spesso ci si chiede quando potranno riaprire le scuole, dati i disagi che la chiusura provoca nei bambini e anche nell’organizzazione quotidiana degli adulti. I bambini sembrano meno colpiti dal virus, ma gli esperti si stanno concentrando su quale ruolo essi possano avere nell’andamento della pandemia.
Due recenti studi offrono prove convincenti sul fatto che i bambini possano trasmettere il virus, anche se nessuno dei due ha dato una dimostrazione definitiva.Nel primo studio, pubblicato su Science, i ricercatori guidati da Marco Ajelli, della Fondazione Bruno Kessler a Trento, hanno analizzato i dati provenienti dalle due città cinesi di Wuhan e Shanghai. Gli esperti hanno creato una matrice di contatto di 636 persone a Wuhan e 557 persone a Shanghai, chiedendo loro di ricordare tutti quelli con cui avessero avuto contatti il giorno prima della chiamata e l’età di ciascun contatto, ripetendo la chiamata durante il lockdown e dopo la riapertura. Ebbene, gli autori hanno scoperto che i bambini erano sensibili all’infezione da coronavirus circa un terzo di quanto lo fossero gli adulti. Tuttavia, dopo l’apertura delle scuole, si sono resi conto che i bambini avevano circa tre volte più contatti degli adulti e quindi tre volte più opportunità di infettarsi, portando il rischio alla pari degli adulti stessi. Sulla base dei loro dati, i ricercatori hanno stimato che la chiusura delle scuole non è sufficiente di per sé a fermare un focolaio, ma può ridurre l’aumento di circa il 40-60% e rallentare il decorso dell’epidemia. «La nostra simulazione mostra che se si riaprono le scuole si avrà un grande aumento del numero di riproduzione, che è esattamente quello che non vogliamo» conclude Ajelli.Il secondo studio, condotto da un gruppo di ricercatori tedeschi capeggiato da Terry C. Jones, coordinato da Christian Drosten e pubblicato sul web prima della peer review, ha testato bambini e adulti e ha scoperto che i bambini positivi hanno almeno lo stesso livello di virus degli adulti, e quindi, presumibilmente, sono altrettanto contagiosi. Gli esperti hanno analizzato un gruppo di 47 bambini infetti di età compresa tra uno e 11 anni, dei quali solo 15 erano sintomatici, e hanno osservato che i bambini asintomatici presentavano cariche virali altrettanto alte o più alte rispetto ai pari o agli adulti sintomatici. «Sono un po’ riluttante a dire ai politici che ora possiamo riaprire le scuole e gli asili» conclude Drosten.Ci sono però anche pareri differenti, come quello a cui sono giunti i ricercatori del governo olandese, in uno studio pubblicato sul sito del National Institute for Public Health and the Environment, Ministry of Health, Welfare and Sport, dei Paesi Bassi. In questo caso la conclusione è stata che i pazienti sotto i 20 anni svolgono un ruolo molto più piccolo nella diffusione rispetto agli adulti e agli anziani, ma dubbi sulla validità dello studio sono stati sollevati da diverse parti del mondo scientifico. Un chiarimento potrebbe arrivare da un nuovo studio del National Institutes of Health, il progetto Heros, che seguirà 6.000 persone di 2.000 famiglie e raccoglierà informazioni su quali bambini vengono infettati dal virus e sull’eventuale trasmissione ad altri membri della famiglia.Tutti gli esperti, comunque, concordano sulla necessità di decidere al più presto nuovi modi di frequentare la scuola per prepararsi alla riapertura, basandosi sui principi del distanziamento sociale. (fonte Doctor33)

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Comportamenti in risposta alla diffusione del Covid-19

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

Comunicare il VIrus e le sue Dinamiche (COVID). Un progetto di ricerca della Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia sui fattori che influenzano la tendenza delle persone a seguire le attuali raccomandazioni sul distanziamento sociale.#iorestoacasa è ormai un messaggio universale che va ben oltre la sua originale funzione di hashtag in una campagna di sensibilizzazione al rischio di contagio da COVID-19. È sufficiente accendere la televisione, o aprire internet, per scoprire quanto esso sia diventato il collante delle tantissime e diverse facce di un’esperienza collettiva nella quale notizie, credenze ed emozioni relative al contagio da coronavirus si mescolano con grande rapidità, testimoniando solidarietà, partecipazione e impegno sociale, ma anche polemiche e dibattiti sulla gestione dell’emergenza a più livelli.Nonostante l’importante ruolo delle Istituzioni nell’orientare l’opinione pubblica, è chiaro che modi e tempi della risoluzione dell’emergenza dipenderanno in larga misura dai comportamenti delle singole persone, e dal modo in cui fattori individuali e sociali interagiscono nel guidare le loro scelte in un contesto di grande incertezza.Su queste basi, La Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, in collaborazione con la Libera Università di Bolzano, ha promosso un’indagine che consiste in un questionario anonimo scuolaiuss2019.limequery.com/975542?lang=it (compilazione solo su PC e tablet) che mira a valutare l’influenza di diversi fattori individuali e sociali sui comportamenti adottati in questo periodo in relazione alle misure per il contenimento della diffusione del COVID-19.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Coronavirus, ricerca: il particolato atmosferico accelera la diffusione dell’infezione

Posted by fidest press agency su sabato, 21 marzo 2020

Una solida letteratura scientifica descrive il ruolo del particolato atmosferico quale efficace “carrier”, ovvero vettore di trasporto e diffusione per molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus. Il particolato atmosferico, inoltre, costituisce un substrato che può permettere al virus di rimanere nell’aria in condizioni vitali per un certo tempo, nell’ordine di ore o giorni.Un gruppo di ricercatori ha esaminato i dati pubblicati sui siti delle ARPA – le Agenzie regionali per la protezione ambientale – relativi a tutte le centraline di rilevamento attive sul territorio nazionale, registrando il numero di episodi di superamento dei limiti di legge (50 microg/m3 di concentrazione media giornaliera) nelle province italiane. Parallelamente, sono stati analizzati i casi di contagio da COVID-19 riportati sul sito della Protezione Civile. Dall’analisi si è evidenziata una relazione tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di PM10 registrati nel periodo tra il 10 e il 29 febbraio e il numero di casi infetti da COVID-19 aggiornati al 3 marzo (considerando un ritardo temporale intermedio relativo al periodo 10-29 febbraio di 14 giorni, approssimativamente pari al tempo di incubazione del virus fino alla identificazione della infezione contratta).In Pianura padana si sono osservate le curve di espansione dell’infezione che hanno mostrato accelerazioni anomale, in evidente coincidenza, a distanza di 2 settimane, con le più elevate concentrazioni di particolato atmosferico, che hanno esercitato un’azione di boost, cioè di impulso alla diffusione virulenta dell’epidemia, come sottolinea Leonardo Setti dell’Università di Bologna: “Le alte concentrazioni di polveri registrate nel mese di febbraio in Pianura padana hanno prodotto un’accelerazione alla diffusione del COVID-19. L’effetto è più evidente in quelle province dove ci sono stati i primi focolai”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Coronavirus. Balboni (FdI): obiettivo è rallentare diffusione

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2020

“L’obiettivo principale deve essere quello di rallentare la diffusione del virus attraverso misure straordinarie. Fratelli d’Italia fin dall’inizio aveva ammonito che il blocco dei voli dalla Cina non sarebbe bastato, ma che serviva mettere in quarantena chi arrivava dalla zona infetta. Siamo stati accusati di essere razzisti e adesso ci confrontiamo con una linea di diffusione allarmante che, se non arrestata, porterà a 10mila contagiati tra una settimana. Dobbiamo, quindi, intervenire altrimenti il nostro Servizio Sanitario Nazionale sarà al collasso. Bisogna coinvolgere l’esercito, i volontari, la Protezione civile per un piano straordinario che garantisca posti letto, l’acquisto dei macchinari per la ventilazione assistita e più in generale di strutture adeguate per ogni Regione. Prevedere, inoltre, piani di disinfestazione quotidiani, specie per i pendolari a cui dovrebbe essere consentito l’utilizzo della propria autovettura con la revoca temporanea alle limitazioni del traffico. E infine l’immigrazione clandestina che negli ultimi mesi è aumentata del mille per cento. Gli sbarchi continuano grazie alle Ong che fanno da taxi agli scafisti e ai trafficanti di essere umani, che non sono profughi ma rappresentano potenziali pericolosi veicoli di contagio. Preoccupiamoci perciò di quanto sta accadendo in Italia”. Lo ha detto il senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni, nel corso del suo intervento in Aula sul decreto legge recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Politica/Politics, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Come ridurre la diffusione dell’influenza: i consigli degli esperti

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

1. Alimentarsi in modo corretto per garantire la giusta quantità di vitamine e sali minerali. Si consiglia di consumare almeno 3 porzioni di frutta e 2 di verdura fresca al giorno, in particolare kiwi, agrumi, frutti di bosco, peperoni, pomodori (meglio se crudi), broccoli, cavolo e verza.
2. Utilizzare aglio e cipolla nella preparazione dei cibi. Questi alimenti, infatti, oltre ad essere ricchi di vitamine e sali minerali, hanno proprietà antisettiche, fluidificano ed aiutano a eliminare il catarro.
3. Condire le pietanze con il limone al posto (o in aggiunta) dell’aceto oppure pasteggiare con una spremuta di agrumi. Questi frutti, grazie al contenuto di vitamina C, facilitano l’assorbimento del ferro presente in altri alimenti che, a sua volta, potenzia le difese naturali contro raffreddore, mal di gola e tosse.
4. Ricordare che le spezie svolgono un’azione vasodilatatrice che favorisce la sudorazione e la conseguente stabilizzazione della temperatura corporea. In particolare, curry, paprica e peperoncino sono fonti naturali di un importante principio attivo antinfiammatorio: l’acido acetilsalicilico.
5. Anche il brodo e altre bevande, se sufficientemente caldi, creano vasodilatazione e quindi apportano beneficio alle vie aeree superiori irritate, creando un effetto fluidificante su muco e catarro.
6. Non dimenticare l’importanza di integrare i liquidi. Occorre bere acqua e bevande salutari come l’infuso di rosa canina, che contiene vitamine, zinco, flavonoidi e tannini, oppure tisane tiepide dolcificate con miele.
7. Aprire le finestre più volte al giorno per almeno 15 minuti per favorire un buon ricambio di aria, ricordando che il ristagno e l’umidità favoriscono la proliferazione batterica. L’umidità dovrebbe assestarsi intorno al 50-60% perché un microclima troppo secco favorisce l’ingresso di germi e batteri nelle vie aeree, mentre troppo umido ne aumenta la proliferazione.
8. Mantenere un’ottima igiene del corpo, lavandosi spesso le mani. Scegliere con cura l’abbigliamento, vestendosi a strati ed evitando capi troppo pesanti poiché provocano abbondante sudorazione. Via libera alla lana sulla pelle, che offre un ottimo isolamento termico.
9. Fare attenzione agli sbalzi di temperatura. La differenza tra la temperatura interna ed esterna non dovrebbe mai superare i 10-15 gradi.
10. Evitare i luoghi troppo affollati, dove si moltiplicano le occasioni di contagio.
L’alimentazione è fondamentale, poiché migliora le difese immunitarie soprattutto grazie alle vitamine e agli antiossidanti contenuti in frutta e verdura e ai fermenti lattici vivi che si trovano in latte fermentato e yogurt”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nei Paesi tropicali le malattie dermatologiche sono tra le più diffuse

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 ottobre 2019

Un’indagine di SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse) ha permesso di osservare solo in Etiopia circa 76.000 casi dal 2015 ad oggi. Lupus eritematoso sistemico, dermatomiosite, sclerodermia, psoriasi, dermatite atopica, dermatite da contatto e vitiligine sono molto frequenti. Alta è soprattutto l’incidenza delle malattie su base genetica facilitata dalla pratica dei matrimoni tra consanguinei, come lo xeroderma pigmentoso. Condizioni di estrema povertà favoriscono inoltre la diffusione di patologie infettive come micosi superficiali e profonde, filariasi, oncerchiasi, leishmaniasi, lebbra, tubercolosi cutanea e Aids. E il rischio di neoplasie della pelle non è ridotto: frequenti le manifestazioni di melanoma con localizzazione plantare, carcinoma baso-cellulare e squamo-cellulare. Un problema concreto che va affrontato perché l’assenza o il ritardo nella diagnosi può compromettere irrimediabilmente la salute di chi ne è affetto, con esiti in alcuni casi fatali. A una situazione di criticità va inoltre aggiunto che le patologie della pelle in questi Paesi assumono connotati specifici, diversi da quelli occidentali, che ne rendono più difficile il riconoscimento. Per dare una risposta concreta e fornire a giovani medici l’occasione di misurarsi con situazioni di difficoltà e affinare le competenze diagnostiche, SIDeMaST ha erogato 4 borse di studio, destinate agli specializzandi in dermatologia e venereologia delle Università italiane che partiranno per il Paese africano.
I giovani specializzandi impareranno in Etiopia a riconoscere tempestivamente le lesioni cutanee spia di patologie internistiche, infettive o di natura neoplastica e a coglierne le peculiarità. “In queste popolazioni ad esempio – spiega il prof. Aldo Morrone, direttore scientifico dell’Istituto San Gallicano (IRCCS) di Roma – l’eritema non è rosso, ma brunastro o blu ardesiaco. È necessario quindi affinare lo sguardo per riconoscerlo”. “Inoltre – continua Morrone – la pelle scura non protegge dalle radiazioni ultraviolette, come abitualmente si tende a pensare. È necessario, perciò, abituarsi a riconoscere i segnali di allarme e sfatare questa errata credenza, alimentata dalla scarsa presenza di medici, specialisti e infermieri sul territorio, che non ha reso possibile un rilievo epidemiologico accurato”. I vincitori delle borse di studio, supportati dagli specialisti nel settore, opereranno per oltre un mese, presso vari ospedali universitari nella regione del Tigrè, in Etiopia, al confine con l’Eritrea, dove SIDeMaST è presente da oltre 30anni per attività di ricerca scientifica e assistenza sanitaria.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La diffusione delle paure e lo sviluppo delle tendenze totalitarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 agosto 2019

Un mio illustre maestro mi faceva notare che tutti i fattori che alimentano la diffusione delle paure e lo sviluppo delle tendenze totalitarie finiscono con il provocare il declino dei sistemi democratici. E soggiungeva: “Dobbiamo renderci conto che l’individuo nel mondo occidentale subisce l’indebolirsi di quei “sistemi di protezione” costituiti dalla cultura e dalla politica e in particolare subisce lo svilirsi della funzione dello Stato.”
Se poi ci caliamo nella realtà italiana le tendenze mi appaiono illuminanti. Una paura, ovviamente, che si fonda sulla mancanza di certezze. Se avessimo, ad esempio, un sistema capace di dirimere le varie controversie sia in sede civile, penale e amministrativa in tempi brevi e comminando sanzioni e pene certe e definitive potremmo tranquillizzare i cittadini sulla possibilità che siano ben protetti. Non solo. Quante volte mi sento dire dei furti in casa, degli scippi, dei borseggi dei raggiri truffaldini e che, una volta denunciati, non succede nulla. La pratica nel giro di qualche giorno viene archiviata. In questo frangente chiunque ha la netta sensazione di essere ignorato come per dire è poca cosa e che non abbiamo tempo per indagare. Proprio per questo motivo facemmo una proposta che meritò quanto la esponemmo, agli addetti ai lavori, solo una un’alzata di ciglio ma nulla di più. Noi avevamo messo a punto un progetto nel quale avevamo pensato di coinvolgere le associazioni d’arma: carabinieri, finanzieri, poliziotti. Il loro compito, svolto su base volontaria, sarebbe stato quello di raccogliere le denunce per i piccoli reati, catalogarli, analizzarli, cercare impronte e quanto altro e inserirli in un database per compararli con gli altri casi a livello locale e nazionale. In ogni caso si sarebbe trattato di un lavoro a “tavolino” e di supporto agli inquirenti ma sotto il profilo psicologico di grande importanza in quanto la vittima non si sarebbe sentita trascurata dallo Stato. A questo punto mi sorge un dubbio: Non è che la paura fa comodo a chi pensa di farne l’uso indicato dal mio mentore? (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’Italia davanti alla Corte di giustizia di Lussemburgo per non aver applicato le misure comunitarie per arrestare la diffusione della Xylella Fastidiosa

Posted by fidest press agency su sabato, 19 maggio 2018

La Xylella Fastidiosa (subsp. Pauca), è un batterio, che vive e si riproduce all’interno dei vasi linfatici degli ulivi e che, ostruendoli, ne provoca il disseccamento.
“L’agente causale della malattia è Xylella Fastidiosa, una conclusione che abbiamo accettato come non più discutibile”. “I dati disponibili sull’effetto di una pluralità di interventi agrotecnici e di condizioni ambientali sono a dir poco scarsi. “Le conseguenze della presenza del batterio in Puglia, come anche in Corsica e nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, rappresentano un grave pericolo per l’Europa”.
Questo il parere dell’Accademia dei Lincei sull’infezione degli ulivi provocata dalla Xylella, in Puglia.Per evitare il diffondersi dell’infezione, le normative prevedono l’abbattimento degli alberi infetti e di quelli vicini. Una misura drastica, purtroppo, ma necessaria.
I primi focolai scoperti risalgono al 2013, e da allora l’infezione si è spostata coinvolgendo altre zone della Puglia. Il danno è ingente, sia economico, per la diminuzione della produzione di olio, che in alcune aree ha raggiunto il 100%, sia paesaggistico.Sull’abbattimento degli ulivi si è creato un vasto movimento di opposizione, formata da associazioni, partiti e istituzioni, contrari alla loro eradicazione Il risultato è stato che l’infezione si è spostata, dal luogo originario, a Nord per 140 km e a Sud per 40 km, e gli ulivi che volevano essere salvati dalla eradicazione sono stati attaccati dalla Xylella e sono morti. Si poteva fare qualcosa? Sì, attuando le procedure internazionali in materia fitosanitaria, come ricorda la Commissione europea. Per anni non si è fatto nulla, cullandosi nell’illusione che le sole pratiche agricole potessero fermare l’infezione. I ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari, già 5 anni fa, avevano individuato la causa dell’essicamento degli ulivi, ma non sono stati ascoltati, anzi sono stati indagati dalla magistratura! Certo fa male al cuore veder recidere alberi, nel caso gli ulivi, magari secolari ma, o si presta ascolto alla sfera affettiva, agli impulsi e alle emozioni o si crede alla ricerca scientifica, al metodo scientifico. Chi ha responsabilità istituzionali, come il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, non può permettersi di seguire le propensioni, che vanno per la maggiore, degli elettori. Non si curano le malattie neurodegenerative con il metodo Stamina, né i tumori con il metodo Di Bella, né gli ulivi ammalati da Xylella con lo zappettamento del terreno. E’ il metodo scientifico che ci porta alla conoscenza della realtà. Purtroppo, nel nostro Paese, sembra che Galileo sia ancora uno sconosciuto. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

Posted in Diritti/Human rights, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Convegno internazionale dedicato alla diffusione della lingua italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 6 maggio 2018

Un convegno internazionale per fare il punto sui ruoli dell’Italia nel mondo continentale e mediterraneo si è concluso a Palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri di Perugia. Si è trattato di un incontro internazionale con il gotha delle scienze linguistiche e storiche per dibattere sulle migrazioni della lingua e sui nuovi studi sull’italiano fuori d’Italia. Ad aprire le due giornate di studio, ideate e organizzate dalla professoressa Francesca Malagnini, docente di Linguistica italiana alla Stranieri di Perugia, una riflessione sulla certificazione della lingua italiana di qualità (CLIQ) e sulle buone pratiche del sistema cui hanno preso parte, tra gli altri, il rettore della Stranieri, prof. Giovanni Paciullo, il viceministro degli Affari esteri Mario Giro e il segretario generale della Società Dante Alighieri, Alessandro Masi.
«Voglio sottolineare in questa sede – ha detto il rettore Giovanni Paciullo – il ruolo determinante che il prof. Francesco Bruni ha avuto nella costruzione di quest’Università non soltanto per lo spessore del contributo scientifico – nel 1992 infatti è stato presidente del comitato tecnico della Facoltà di lingua e cultura italiana – e come comunità accademica gli siamo grati. Sottolineo uno dei tanti contributi di questo studioso per richiamare l’importanza della lingua italiana, delle parole italiane fuori dall’Italia, della loro diffusione per ambiti molto più ampi che un po’ la retorica del luogo comune ha spesso voluto ridurre ad ambiti ristretti. Questo convegno non soltanto un incontro di una qualificatissima comunità scientifica, ma è un privilegio di figure eminenti, riferimenti storici di una ricerca che ha orientato tutta la comunità accademica internazionale. La tematica di oggi abbraccia un ambito d’interesse vastissimo e vi siamo grati che quest’approfondimento possa avvenire in questo ateneo che ha scelto come missione quella che è la traccia del vostro approfondimento». «È importante partecipare a questo congresso sulla lingua italiana – ha dichiarato il viceministro agli Affari esteri Mario Giro – perché penso ci sia bisogno di riflettere e di lavorare di più su questi argomenti. Da quando mi sono interessato del settore cultura all’estero ho trovato nella lingua un vero vettore di internazionalizzazione del paese. Quindi sono convinto che sia possibile aprire un mercato e in questo senso parlo di business della lingua. Dalle nostre osservazioni abbiamo notato che c’è molta richiesta all’estero di cultura e di insegnamento soprattutto dalla nuova classe media. Proporre il modello dei licei italiani potrebbe essere sicuramente un business di successo. In questo contesto la certificazione diventa però importantissima perché bisogna avere la certezza della qualità. La CLIQ (certificazione lingua italiana di qualità), deve essere generalizzata ed estesa come un sistema che dà certezza di qualità». Per il segretario generale della Società Dante Alighieri, Alessandro Masi il convegno sull’italiano fuori dall’Italia «è un incontro fondamentale perché tende a fare il punto della situazione che in parte è codificata e in parte è in piena evoluzione. I dati che abbiamo a disposizione di italofoni fuori dal nostro paese – ha aggiunto – si aggirano intorno ai due milioni e l’italiano diventa la quarta lingua più studiata al mondo per motivi culturali ma quello che ancora non abbiamo registrato è il movimento in ascesa che c’è verso il nostro paese per motivi di studio. Questo incontro di storici e linguisti – ha continuato Masi – è un bilanciamento tra politica della cultura e politica della politica, tutto quello che sarà il nostro futuro dovrà dipendere da questo settore specifico e dalle scelte che saranno compiute proprio per sviluppare questo settore vitale non soltanto per la cultura ma anche per il commercio e per la nostra industria culturale italiana. Il caposaldo della cultura del merito, la certificazione – e qui ringrazio Giuliana Grego Bolli sempre attenta a questi temi – è una conquista recente come la scelta della CLIQ di unire i 4 maggiori certificatori nazionali con un’unica sigla è stato un passo notevole nella politica linguistica italiana». (Antonello Lamanna)

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Malattie infettive, pubblicate linee guida Usa per ridurre la diffusione negli sport di squadra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

medico sportivoLo sport fa bene ai giovani, ma una scarsa attenzione all’igiene può farlo diventare dannoso. È questo il messaggio che l’Accademia americana di pediatria (AAP) lancia sulla rivista Pediatrics descrivendo le infezioni, i trattamenti e i fattori di rischio particolarmente diffusi negli sport di contatto come il calcio e il wrestling. «Far parte di una squadra è divertente, sano e fisicamente impegnativo per i ragazzi, che tuttavia devono capire l’importanza dell’igiene» afferma Dele Davis, coautore dell’articolo e membro del Comitato AAP sulle malattie infettive. «Oltre a fare la doccia e lavarsi le mani, i giovani atleti dovrebbero evitare di condividere bottiglie d’acqua, asciugamani, paradenti e altri oggetti personali» scrivono gli autori, sottolineando l’importanza di essere aggiornati con il calendario vaccinale e ricordando che gran parte delle infezioni correlate all’attività sportiva è diffusa dal contatto con la pelle, dall’alimentazione contaminata o dall’acqua, dalle goccioline respiratorie o da particelle aerotrasportate che trasmesse in palestre o spogliatoi. «È compito degli allenatori elaborare un piano per la corretta pulizia degli impianti sportivi e delle attrezzature» riprendono gli esperti, precisando che i microrganismi e i virus più comuni trasmessi dal contatto con la pelle sono: lo Staphyloccus aureus resistente alla meticillina (MRSA), lo Streptococco Gruppo A; l’Herpes simplex, la Tinea capitis, la Tinea pedis o piede d’atleta; la scabbia e i pidocchi. Non vanno poi dimenticate le infezioni trasmesse per via aerea, come varicella, morbillo e parotite. Per minimizzare i rischi, l’AAP raccomanda:
1) insegnare ai ragazzi a mantenere un’adeguata igiene personale e a non condividere bevande o prodotti personali come i rasoi da barba;
2) sviluppare procedure per la pulizia e l’igienizzazione degli ambienti sportivi utilizzando linee guida come quelle pubblicate dall’American College of Sports Medicine;
3) prestare particolare attenzione alla corretta gestione dei fluidi corporei o di eventuali emorragie, proprio come gli ospedali si sono concentrati sulla prevenzione delle infezioni nosocomiali;
4) eseguire regolari controlli medici degli atleti durante gli allenamenti e le competizioni. (fonte: doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Diritto d’autore e mercato unico digitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 maggio 2017

salone del libroGli editori europei accolgono con favore la dichiarazione congiunta dei Ministri della Cultura francese e italiano sul diritto d’autore nel mercato unico digitale. L’impegno dei Ministri della Cultura francese e italiano, Audrey Azoulay e Dario Franceschini, a sostegno di una posizione equilibrata e innovativa sul diritto d’autore nel mercato unico digitale, è stato confermato dalla dichiarazione comune che hanno firmato ieri a Parigi. L’annuncio dei Ministri segue la dichiarazione simile firmata da Francia e Spagna lo scorso 20 febbraio al termine del XXV vertice franco-spagnolo a Malaga e dimostra un orientamento comune da parte di molti Paesi europei.
Il Presidente della Federation of European Publishers (FEP), Henrique Mota, ha commentato: “Gli editori europei accolgono con favore che Paesi importanti nell’Unione europea, come l’Italia e la Francia, si uniscano ad autori ed editori a sostegno del diritto d’autore nell’era digitale, visto come base giuridica per il sostegno alla creatività e un presupposto del pluralismo, della diversità culturale oltre che fonte vitale delle industrie culturali europee. La FEP e le diverse associazioni editori europee che la compongono auspicano che altri Paesi dell’Unione Europea si aggiungano alla dichiarazione e invitano Francia e Italia a promuovere questi principi nei confronti degli altri Stati”.
“Questa dichiarazione congiunta – ha confermato Federico Motta, Presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) – chiarisce che il diritto d’autore è il fattore chiave che consente l’innovazione nei contenuti digitali e difendere il diritto d’autore significa anche sostenere lo sviluppo del mercato unico digitale e della libertà d’espressione”.
Il Presidente del Syndicat national de l’édition (SNE), Vincent Montagne, ha aggiunto che “è molto importante promuovere soluzioni fondate su licenze, specie queste rispondono alle esigenze degli utenti e danno dimostrazione di funzionare bene”.
“Apprezziamo molto – ha concluso Henrique Mota – questa posizione comune, che affronta i temi più importanti discussi a livello europeo: l’importanza della remunerazione sia per gli autori sia per gli editori, il ruolo degli intermediari online, il modo in cui le licenze possono consentire lo sviluppo digitale meglio delle eccezioni al diritto d’autore”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Roma contro la diffusione della zanzara tigre

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

zanzara tigreLa sindaca Virginia Raggi ha firmato un’ordinanza finalizzata a contrastare la diffusione della zanzara tigre. Tale ordinanza elenca i prodotti da non utilizzare e i comportamenti idonei a scongiurare la costituzione di habitat volti a favorire la proliferazione di questo insetto. Inoltre, delinea in modo chiaro gli ambiti in cui è possibile effettuare attività di disinfestazione, previa comunicazione al Dipartimento Tutela Ambientale. L’emanazione di questo atto testimonia il grado di attenzione posto dal M5S al rispetto dell’ambiente e alla salute dei cittadini. Alla sua stesura hanno partecipato la Commissione Ambiente, la Direzione Tutela Ambientale e Benessere Animali, l’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale e varie associazioni del territorio romano.Oltre a ciò, stiamo lavorando all’elaborazione di un regolamento sulle attività di disinfestazione nel territorio cittadino, unico esempio di normativa urbana in materia a livello nazionale”. Lo dichiara, in una nota stampa, il presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, Daniele Diaco.

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Contrastare la diffusione delle ‘bufale’ e del linguaggio d’odio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 gennaio 2017

Boldrini laura“Articolo21 aderisce e rilancia la proposta avanzata da Roberto Natale, già presidente Fnsi e oggi portavoce della presidente della Camera Laura Boldrini, per contrastare la diffusione delle ‘bufale’ e del linguaggio d’odio a partire dalle giovani generazioni.”
Lo dichiarano Barbara Scaramucci ed Elisa Marincola, rispettivamente presidente e portavoce dell’associazione per la libertà di espressione. “Dobbiamo impegnarci personalmente – continua il comunicato – ad avviare un confronto diretto con i ragazzi, attraverso progetti comuni con le scuole, avvio di luoghi, prima di tutto digitali, di dialogo e organizzazione di cicli di incontri. Non si tratta solo di portare il giornalismo in aula, bisogna innanzitutto, come sottolineato da Natale nell’editoriale pubblicato sul nostro sito, ascoltare e capire il loro approccio alla rete e la richiesta di informazione che i più giovani esprimono. “Noi mettiamo a disposizione la rete delle nostre associate e dei nostri associati, composta non solo da giornalisti ma anche da studiosi, artisti, scrittori, attivisti, con differenti e ricche esperienze alle spalle, ma anche con età diverse e quindi capacità diverse di parlare e ascoltare. Chiediamo a Miur e Fnsi di attivare quel protocollo d’intesa, a titolo gratuito, firmato un anno fa dal segretario generale Lorusso e dall’allora ministra Giannini, e avviamo un programma che sia duraturo e sistematico e non mero strumento di propaganda: in gioco c’è la credibilità di tutto il sistema democratico.”

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Iniziative di carattere formativo per la diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2016

firma-protocolloL’Università degli Studi Roma Tre e la Società Dante Alighieri e hanno firmato un protocollo d’intesa per lo svolgimento congiunto di attività di ricerca tecnico-scientifiche e iniziative di carattere formativo per la diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo.Con la firma dell’accordo, il rettore di Roma Tre, Mario Panizza, e il presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi, hanno stabilito gli ambiti di azione primari che prevedono una collaborazione finalizzata alla promozione e diffusione della conoscenza della lingua italiana nel mondo, la realizzazione di programmi per l’apprendimento a distanza della lingua italiana, la formulazione di materiali didattici e di supporti all’insegnamento dell’italiano e la realizzazione di attività scientifiche e culturali.«La firma della convenzione quadro con la Società Dante Alighieri rientra tra le attività del nostro ateneo che mirano a promuovere la conoscenza e la diffusione della lingua e cultura italiana del mondo», ha commentato il rettore Mario Panizza dopo la firma. «Roma Tre, come soggetto certificatore di qualità della conoscenza della lingua italiana, sta elaborando una serie di azioni da svolgere all’estero insieme agli altri soggetti certificatori: Società Dante Alighieri, Università per stranieri di Perugia e di Siena e consorzio Cliq. Inizieremo proprio dall’integrazione delle forme di didattica a distanza elaborate dal nostro ateneo nelle modalità d’insegnamento della lingua italiana praticate dai Comitati della Dante Alighieri nel mondo».Grazie a un progetto di cooperazione promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale con l’Istituto Italo-Latino Americano, l’Università Roma Tre sta già lavorando alla creazione una Cattedra telematica di lingua e cultura Italiana presso la Facultad de Lenguas Extranjeras della Universidad de La Habana, progetto che, grazie alla convenzione, potrà avvalersi della sede cubana della Dante Alighieri.A conclusione dell’incontro il presidente Andrea Riccardi ha dichiarato: «Grazie alla firma di questo protocollo rinsalderemo quella sinergia che è già presente all’interno della CLIQ della quale sia la Dante sia Roma Tre sono membri; in tema di insegnamento della lingua italiana puntiamo entrambi all’eccellenza, consapevoli che solo nella qualità essa potrà fare da volano per lo sviluppo della cultura e della presenza del nostro Paese all’estero». (foto: firma protocollo)

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Limitare la diffusione dei patogeni pericolosi

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2015

farmaciSecondo i dati dell’ECDC- European Centre for Disease Prevention and Control, nel consumo di antibiotici l’Italia è al quinto posto in Europa e tra i paesi a più elevato tasso di microrganismi resistenti. Un primato nella classifica che per una volta non rappresenta un dato positivo. Assumiamo il 50% in più di antibiotici rispetto alla Gran Bretagna, quasi il doppio rispetto a Germania due volte e mezzo rispetto all’Olanda: Siamo anche al, e siamo al primo posto nel consumo di iniettabili (pari al 3% di tutte le forme somministrate).
“L’ultimo Rapporto OSMED 2014 dell’AIFA rivela che l’impiego inappropriato di antibiotici supera il 30% in tutte le condizioni cliniche studiate all’interno della popolazione adulta in carico al MMG” spiega preoccupata la Professoressa Cristina Puggioli, Direttore della U.O.Farmacia Clinica del Policlinico S.Orsola di Bologna e Presidente del 3° Congresso Sifact.I ceppi multi-resistenti, i più pericolosi dei quali sono riuniti sotto l’acronimo ESKAPE, sono responsabili di circa 23mila decessi l’anno negli Stati Uniti e 25mila in Europa e i numeri non fanno che aumentare, sia in termini di casi, sia di decessi, sia di costi diretti ed indiretti. L’uso troppo disinvolto e spesso indiscriminato di antibiotici è solo uno dei fattori che contribuisce a sostenere il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, che in qualche modo rappresenta uno dei prezzi che l’evoluzione della medicina deve pagare. Infatti se i progressi delle tecniche chirurgiche, lo sviluppo della trapiantologia, l’uso esteso dei medical devices, le tante nuove molecole innovative hanno reso curabili molte patologie in passato intrattabili ed aumentato la sopravvivenza della popolazione, hanno anche ampliato significativamentele popolazioni di pazienti fragili, maggiormente proni al rischio infettivo, sia in ospedale sia in comunità, determinando di conseguenza un incrementato utilizzo di molecole antimicrobiche.Tale concatenazione di eventi è particolarmente rilevante e drammatica in ambito nosocomiale: su 9 milioni e mezzo di ricoveri l’anno nel nostro Paese si contano tra le 500 e le 700mila infezioni con un costo umano di 5-7mila vittime (dati Dip. Sanità Pubblica Univ. Di Firenze).“Il problema è che contro i super batteri l’armamentario farmacologico si sta riducendo troppo rapidamente. La velocità di selezione di stipiti multi-resistenti è purtroppo più veloce di quella con cui la ricerca scientifica porta allo sviluppo di molecole innovative. Poiché il rischio di ritrovarci in un’era post-antibiotica è reale, diventa fondamentale condividere interventi a diversi livelli . Infatti la strategia di riferimento non può essere solo quella di sviluppare ed impiegare armi più potenti ma altresì di prevenire la circolazione di tali patogeni e ridurre il rischio di selezione correlato ad eccessivo utilizzo di antibiotici” afferma il Professor Pierluigi Viale ordinario presso Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche all’Università di Bologna.“In tale contesto i programmi di Infection Control e di Antimicrobial Stewardship devono diventare della assolute priorità per ogni organizzazione sanitaria. Rappresentano sfide tanto difficili quanto irrinunciabili, ma che non possono prescindere dall’evidenza che un terzo delle infezioni ospedaliere sono prevenibili con idonei comportamenti così come i margini di miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva degli antimicrobico siano significativamente ampi. Con riferimento a quest’ultimo aspetto è necessario che ogni singolo medico cambi la propria visione della terapia antimicrobica, accettando che il contratto terapeutico relativo alla prescrizione di tali farmaci non vede come protagonisti solo il medico ed il suo paziente, come avviene normalmente, ma anche tutto l’ecosistema in cui il paziente vive, che non deve essere esposto ad eccesso di esposizione”.La stewardship antimicrobica è stata definita dalle linee guida della Società Americana di Malattie Infettive “un matrimonio tra le necessità del singolo medico e quelle dell’intero sistema sanitario” , e certamente tale descrizione ne sposa perfettamente le finalità, incentrate sul concetto di istituire idonee politiche prescrittive, per tutti i livelli assistenziali per i quali sia necessario utilizzare un antimicrobico.Non esiste una stewardship antimicrobica universale , ma ogni progetto deve essere tagliato su misura rispetto alle finalità ed alle necessità dell’ organizzazione sanitaria di riferimento, con obiettivi e modalità di effettuazione variabili in rapporto al livello di incongruità percepito, all’entità dei consumi sui quali si ritiene di intervenire ed alle disponibilità di personale da dedicare.
Possono essere messe in atto azioni restrittive, con limitazione all’accesso a specifiche molecole, ovvero azioni persuasive con coinvolgimento attivo dei singoli prescrittori in progetti di implementazione culturale, ma certamente la creazione di gruppi di lavoro multidisciplinari in cui infettivologi, farmacisti e microbiologi collaborino con pari livello di responsabilità è un presupposto imprescindibile per garantire efficacia e stabilità dei risultati raggiunti.
Molte speranze ed intriganti ipotesi di lavoro circondano l’attuale fase di rinascimento tecnologico e metodologico della diagnosi microbiologica che, messa in mani adeguate, potrebbe rappresentare uno strumento di elevata potenzialità clinica e gestionale. Tuttavia regnano ancora molte incertezze riguardo le corrette metodologie da perseguire. Il dibattito scientifico su cosa sia meglio tra progetti “coercitivi” o “persuasivi” è aperto e mancano ancora studi con tempi di follow-up sufficienti a verificare l’effetto a lungo tempo dei progetti di stewardship rispetto all’evoluzione delle resistenze ed alla capacità di mantenere nel tempo i risultati ottenuti nelle fasi iniziali.
Siamo in sintesi di fronte ad un nuovo inizio, all’alba di una nuova concezione della terapia antimicrobica e dobbiamo accettare le inevitabili incertezze e difficoltà operative, ma non dobbiamo avere dubbi che la cultura e la passione sapranno guidarci al meglio. Una sessione del Congresso Sifact sarà dedicata esattamente a questa problematica.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Non dimentichiamo le malattie dei poveri”

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2015

malattia poveriCommento di Tommy Simmons – fondatore di Amref Italia – dopo i Premi Nobel per la Medicina.L’assegnazione del Premio Nobel per la Medicina a William C. Campbell, Satoshi Omura e Youyou Tu è un importante, seppur tardivo, riconoscimento a tre scienziati le cui ricerche hanno beneficiato soprattutto i poveri. Amref – che da quasi 60 anni lavora per la salute dell’Africa – si augura che i Nobel assegnati siano un chiaro segnale per porre rimedio a tante altre malattie dimenticate. Terribilmente scordate perché non rappresentano un’opportunità di mercato. Nell’universo dei poveri, dove spesso si vive alla giornata, dove i tassi di alfabetizzazione ed occupazione formale non offrono alternative o vie di fuga, malattie come quelle su cui hanno acceso i riflettori i Premi Nobel, sono ancora tristemente diffuse e ancora continuano a mietere vittime e ad accentuare la povertà. In termini numerici, la scoperta dell’artemisina da parte di Youyou Tu nell’ambito dei suoi studi sui benefici della medicina tradizionale cinese, negli ultimi decenni ha posto rimedio alle crescenti resistenze del parassita della malaria ai farmaci in uso, salvando un numero incalcolabile di vite e contribuendo ad arginare una crescente epidemia globale. La scoperta di Campbell e Omura, seppure meno eclatante agli occhi dell’opinione pubblica mondiale, si è rivelata fondamentale per tutte le vittime prima incurabili di malattie, largamente sconosciute in Europa ma flagellanti in Africa, come la “cecità dei fiumi” e l’elefantiasi. Una malattia che nel medesimo contesto porta a terribili rigonfiamenti delle gambe, e negli uomini ai testicoli, con dolori e deformazioni tali da rendere impossibile la deambulazione. (malattia poveri)

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Eliminare il denaro contante

Posted by fidest press agency su martedì, 22 novembre 2011

Forex Money for International Curency

Image by epSos.de via Flickr

La bravissima giornalista Milena Gabanelli, nei giorni scorsi, ha lanciato l’idea di tassare il denaro contante per incentivare i pagamenti elettronici. La proposta è stata ripresa da diversi media ed anche alcune trasmissioni televisive (ieri sera, per citare l’ultima, da “L’Infedele” di Gad Lerner su La7). Lo scalpore che proposte come questa generano (a Settembre proponemmo qualcosa di simile, solo più articolato: “Una riforma radicale del fisco”  http://www.aduc.it/articolo/riforma+radicale+fisco_19516.php) derivano in larga parte dalla scarsa conoscenza della materia che talvolta affligge gli stessi sostenitori. I benefici che deriverebbero dalla totale eliminazione del denaro contante sono talmente enormi che sembra superfluo soffermarcisi troppo. Il denaro contante è la linfa nella quale prospera ogni forma di criminalità e di illegalità: dalle mafie alla criminalità comune, dalla corruzione all’evasione fiscale. Le obiezioni che solitamente si muovono all’eliminazione del denaro contante riguardano la sfera della libertà individuale e quella della privacy. Entrambe sono totalmente prive di fondamento a patto che i sistemi di pagamento elettronico vengano accuratamente progettati sfruttando le tecnologie moderne. In primo luogo è necessario ricordare che la maggioranza del denaro esistete nel mondo è già elettronico. Il denaro fisico (monete e banconote) rappresenta meno del 5% della massa monetaria in circolazione che è composta, per la gran parte, da “bit” residenti nei computer delle banche. Il denaro fisico circola molto più velocemente del denaro elettronico e questo è causato essenzialmente dalla tecnologia che solo fino a pochi anni fa non era in grado di produrre un portafoglio elettronico affidabile che potesse sostituire quello fisico. Oggi non è più così. Oggi la tecnologia consente di produrre dei portafogli elettronici che consentono di scambiarsi moneta elettronica nella massima sicurezza e nel rispetto della privacy. Portafogli che dovrebbero essere “caricati” dal proprio conto corrente (idealmente anche attraverso i “Bancomat”) e che potrebbero trasferire sul portafoglio elettronico ricevente null’altro che l’importo, esattamente come accade per la moneta fisica. Successivamente i portafogli elettronici dovrebbero trasferire la moneta elettronica sul proprio conto corrente. La tecnologia lo consente, si tratta solo di volerlo realizzare. Ovviamente questi portafogli elettronici sono adatti per i micropagamenti (il ristorante, il bar, il venditore ambulante, ecc.) mentre per i grandi pagamenti si dovrebbero continuare ad utilizzare i sistemi di trasferimento del denaro elettronico già oggi utilizzati e che prevedono la tracciabilità. Naturalmente i limiti relativi agli importi trasferibili dovrebbero essere configurabili dagli utenti (il portafoglio per il giovane adolescente è diverso da quello del negoziante) seguendo dei regolamenti imposti dallo stato (così come oggi lo stato regolamenta molti dettagli sui trasferimenti elettronici). Eliminare il contante per i micro-pagamenti è il prerequisito per l’eliminazione totale del denaro contante e quindi dell’impiego del contante per la criminalità e l’illegalità di ogni sorta. Eliminare il contante è possibile, manca la volontà politica, e si comprende il perché. La ragione, però, non risiede solo nei fortissimi interessi che questa riforma va a ledere.Manca anche la presa di coscienza da parte di quella maggioranza della popolazione che ricaverebbe un vantaggio superiore rispetto a qualsiasi altra riforma economica immaginabile.
Ancora non c’è una maggioranza favorevole all’abolizione del denaro contante perché non c’è ancora sufficiente conoscenza della materia. Si dovrebbe necessariamente procedere per gradi, favorendo in tutti i modi la produzione diffusione dei portafogli elettronici. Solo dopo una capillare diffusione dei portafogli elettronici (a carico delle banche centrali, al pari del denaro contante) si potrebbe procedere con la tassazione dello stesso denaro contante.
Le due cose combinate porterebbero finalmente all’eliminazione del denaro contante in maniera quasi automatica e con essi sparirebbe la maggior parte della criminalità e dell’illegalità. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la Tutele del Risparmio)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | 2 Comments »

Intesa San Paolo – provincia Torino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

La Provincia di Torino ha sottoscritto con Banca IntesaSanPaolo due importanti Protocolli “Dialogo Banca-Impresa” e “Reti 2020”, individuati come strategie di contrasto al difficile momento che attraversano le imprese del territorio. Le firme per la promozione e diffusione del “Dialogo Banca-Impresa”, strumento per facilitare i rapporti impresa-banca, sono state apposte oggi dal Presidente della Provincia Antonio Saitta, dal Direttore Regionale di IntesaSanPaolo per il Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria Adriano Maestri, dai Presidenti di tutte le associazioni imprenditoriali del territorio (Ascom, Api, Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria Canavese, Lega Cooperative Piemonte e Unione Industriale di Torino) e dall’Ordine dei Commercialisti. Si tratta di un’iniziativa volta ad agevolare il dialogo nel processo della valutazione creditizia delle Pmi, tramite la conoscenza condivisa del business ed il confronto fra banca e impresa sul territorio. Intesa Sanpaolo ha predisposto per le imprese il “Diagnostico”, un software che consente di valutare la propria situazione economica-finanziaria e la sostenibilità delle proprie scelte imprenditoriali, proponendo un’autovalutazione dell’attività aziendale, che tiene conto sia degli elementi quantitativi che delle caratteristiche di natura qualitativa dell’impresa. Inoltre IntesaSanpaolo e le Associazioni mettono a disposizione dei referenti locali, che garantiranno la necessaria vicinanza alle imprese e saranno un immediato punto di riferimento per l’attuazione dell’accordo. Provincia e IntesaSanPaolo hanno inoltre firmato l’accordo che supporta l’iniziativa “Reti 2020”, grazie al quale le imprese che si aggregano in rete avranno a disposizione 250.000 euro di contributi a fondo perduto stanziati dalla Provincia.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »