Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘digitale terrestre’

Eventi live sul canale La7

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2011

SES ASTRA, una società di SES (Euronext di Parigi e Luxembourg Stock Exchange: SESG), annuncia che Telecom Italia Media Broadcasting utilizzerà la capacità della posizione orbitale a 23.5° Est dell’operatore satellitare lussemburghese per offrire al pubblico italiano eventi live sul canale televisivo LA7. La soluzione satellitare adottata da TIMB è un servizio che SES ASTRA offre al mercato italiano per il delicato passaggio al digitale terrestre. Telecom Italia Media Broadcasting potrà contare sulle capacità del satellite ASTRA 3B, che copre tutto il territorio italiano, fornendo un servizio accessibile ai maggiori operatori SNG.Il servizio di contribuzione nasce dall’esigenza di collegare, in banda dedicata, il centro di produzione dell’editore con le zone dove hanno sede questi eventi. La soluzione di SES ASTRA per TIMB consentirà la trasmissione in diretta su LA7 di eventi live come concerti, manifestazioni culturali o sportive, utilizzando le potenzialità e i vantaggi del satellite. Pietro Guerrieri, General Manager di SES ASTRA Italia, commenta: “Questa ulteriore collaborazione conferma il successo della nostra strategia di posizionarci quale fornitore di soluzioni satellitari a 360 gradi sul mercato italiano. Siamo particolarmente fieri della nuova collaborazione con un broadcaster di rilevanza nazionale quale Telecom Italia Media Broadcasting; questo accordo dimostra quanto la nostra offerta, destinata ai grandi e piccoli broadcaster e agli operatori SNG, sia competitiva e vantaggiosa.”  SES ASTRA è il sistema satellitare Direct-to-Home (DTH) leader in Europa. La flotta di satelliti attualmente comprende 17 satelliti. Il sistema di satelliti nella sua globalità offre servizi a più di 135 milioni di case via DTH e via cavo, e trasmette più di 2.500 canali televisivi e radiofonici analogici e digitali. Inoltre, SES ASTRA offre servizi multimedia via satellite, connessione Internet e servizi di telecomunicazione a grandi aziende ed enti governativi. Con oltre 200 canali in alta definizione (HD) oggi disponibili via satellite, SES ASTRA rappresenta la più importante piattaforma di broadcasting HDTV in Europa. Le posizioni orbitali di ASTRA sono 19.2° Est, 28.2° Est, 23.5° Est, 5° Est e 31.5° Est. http://www.ses-astra.comSES (Euronext di Parigi e Luxembourg Stock Exchange: SESG) è proprietaria al 100% di SES ASTRA e SES WORLD SKIES ed ha anche partecipazioni in Ciel in Canada, in QuetzSat in Messico e nella start-up che offre infrastruttura satellitare O3b Networks. SES offre soluzioni innovative per la comunicazione satellitare attraverso una flotta di 44 satelliti in tutto il globo. Ulteriori informazioni sono disponibili al sito: http://www.ses.com

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Digitale terrestre

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2010

Switch-off nord Italia: Adiconsum contraria al rinvio Adiconsum ha scritto al Presidente Corrado Calabrò per chiedere conferma o smentita delle voci sul rinvio dei prossimi switch-off nel Nord Italia. Sembra, infatti, che la recente delibera adottata dall’Autorità relativa al piano nazionale di assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione televisiva in tecnica digitale, richieda, per la sua attuazione pratica, l’istituzione di tavoli tecnici territoriali e quindi di un periodo lungo che di fatto renderà impossibile il rispetto delle date degli switch-off già annunciati alla popolazione del Nord Italia.
Adiconsum ritiene che Agcom debba fare tutti gli sforzi necessari, anche con un eventuale lavoro supplementare nel periodo estivo, per far rispettare il calendario dei prossimi switch-off, visto che ci troviamo di fronte ad un cambio tecnologico epocale che non può sopportare modifiche di programma, senza ripercussioni su tutti i componenti della filiera della tv digitale. Anche Agcom, a suo tempo, ha deliberato le date di switch off. Pertanto con la delibera sull’assegnazione delle frequenze avrebbe dovuto tener presente i tempi necessari per l’attuazione, senza creare modifiche al calendario.
A tale scopo Adiconsum chiede l’urgente convocazione del tavolo permanente con le associazioni consumatori, per conoscere le decisioni prese e concordare le eventuali azioni da intraprendere a tutela dei consumatori/utenti.

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Sky sul digitale terrestre

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 luglio 2010

Il consenso a trasmettere sin da subito sul digitale terrestre arrivato dall’Europa è una buona notizia per gli italiani. Sky Italia è l’unico polo televisivo di rilievo (anche per fatturato) che è in reale concorrenza con il duopolio Rai-Mediaset, quest’ultimo in mano diretta o indiretta alla partitocrazia italiana. Un unicum che sperava di mantenere il dominio assoluto anche dopo la moltiplicazione dei canali, determinata dal passaggio al digitale terrestre. La tv di Rupert Murdoch non è la panacea dei mali dell’informazione televisiva italiana (dove le risorse pubblicitarie e del canone confluiscono nelle casse del duopolio in percentuali bulgare), tantomeno è esente da condotte commerciali poco ortodosse, ma è l’unico editore che, per ora, in Italia ha orientato la propria attività al fare soldi fornendo un servizio, non ad assecondare le esigenze di politici e partiti. (fonte aduc)

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Digitale terrestre: un flop annunciato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2009

Dal 16 novembre Roma è ufficialmente la prima capitale Europea passata al digitale, nonché la prima senza televisione; si, perché con il segnale che passa dall’analogico al digitale, Adoc sta raccogliendo le lamentele dei romani in difficoltà: alcuni canali sono spariti e il segnale in molte zone e’ debole o inesistente. I primi a farne le spese sono gli anziani, che oltre a non capire la sintonizzazione dei canali e a scontrarsi con la moltiplicazione dei telecomandi in casa, non riconoscono e non ritrovano più i loro palinsesti televisivi. Dopo infiniti rimandi, il digitale terrestre incontra più difficoltà del previsto e che, alla fine, rischia di rivelarsi per quello che è: una tecnologia obsoleta, costosa, limitata. La Capitale e’ stata abbandonata a sé stessa. Il 25% dei televisori non ha ancora il decoder a causa della confusione che permane tutt’oggi su di essi: quelli comprati a minor prezzo non danno garanzie di affidabilità, alcuni non hanno nemmeno gli standard europei e quindi non riescono a captare le frequenze Vhf, su cui trasmette la Rai, la sintonizzazione dei canali non è semplice e molte antenne vanno sostituite o ri-orientate, e comunque liberate dei vecchi filtri. Marco Polizzi, presidente di PrimoConsumo, afferma: “L’avvento del Digitale Terrestre ha portato problemi di investimenti (impiantarlo costa: bisogna comprare nuove frequenze, alimentare i trasmettitori, programmare nuovi decoder interattivi…); problemi economici (per mantenere attivi i trasmettitori ci vuole un enorme impiego di energia in un paese dove l’energia si compra a caro prezzo; per i consumatori inoltre sono spese su spese: nuovi decoder, nuovi televisori, costi di antennisti, elettricisti, smaltimento rifiuti particolari…); problemi ecologici (l’abbandono dei vecchi televisori nei cassonetti o nei parchi, in aggiunta al già considerevole inquinamento elettromagnetico). Tutto ciò ha portato –fin’ora- solo all’aumento degli abbonamenti alle piattaforme digitali private, ma che ne è della famosa “TV più bella, più interattiva, a misura di telespettatore” che hanno promesso ai consumatori?

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Dıgıtale terrestre: Nuovi costi in arrivo

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2009

Roma “Altro che rivoluzione tecnologica. Il passaggio dall’analogico al digitale si sta rivelando un vero e proprio disastro. Numerosi i romani che stanno infatti riscontrando problemi di ricezione del segnale e che per questo dovranno affidarsi al satellite. Nuovi costi in arrivo, dunque, con le antenne da cambiare”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando il debutto dello switch off nella Capitale. “Se per i più fortunati è bastato armeggiare per risintonizzare tutti i canali -sottolinea Dona- per molti altri non è così facile. Purtroppo, il segnale digitale non arriva bene in tutte le zone della città e molti canali, sia Rai che Mediaset, sono spariti dalle tv di chi li aveva già sintonizzati”. “Non è pensabile -conclude il Segretario generale- che lo switch off si trasformi in una truffa ai danni dei cittadini, specie di quelli più deboli come gli anziani costretti ancora una volta a fare i conti con decoder da risintonizzare, e in qualche caso, a rimettere mano al portafogli”.

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Soldà sul black out del digitale terrestre

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2009

Secondo l’inondazione di spot trasmessi in coda a numerosi programmi televisivi, il passaggio dal sistema analogico al digitale terrestre comporta un aumento dell’offerta televisiva e della qualità delle immagini. Purtroppo a 24 ore dallo switch-off migliaia di utenti non hanno avuto modo di constatare tale evoluzione. Aumentano di ora in ora, infatti, i reclami per l’assenza del segnale anche per i canali tradizionali Rai e Mediaset. A tal proposito il vicepresidente dell’Italia dei Diritti Roberto Soldà commenta: “Ogni famiglia laziale è stata informata e ripetutamente coinvolta nel cambiamento tecnologico. Il tutto in senso negativo. Il problema colpisce maggiormente gli anziani, – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – che utilizzano il tubo catodico come principale mezzo di evasione, e che sono stati costretti a sborsare del denaro per un televisore di nuova generazione o per un decoder, in un momento delicato di crisi economica. Non è chiaro –  conclude Soldà –  se la causa di tutto ciò sia un’inopportuna fretta nel proporre ai cittadini nuove piattaforme anche a pagamento oppure un ennesimo esempio di inefficienza organizzativa”.

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Digitale terrestre e switch off all’amatriciana

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2009

Roma. Siamo la prima capitale d’Europa ad avere il digitale terrestre, si sentiva e leggeva nei giorni scorsi. Peccato che Berlino, che ci risulta essere la capitale della Germania, lo abbia già dal 2003. Se non compri il decoder non vedi più niente, si leggeva ma coloro che sono abbonati a Sky continuano a vedere Rai e Mediaset, a parte alcune trasmissioni criptate. Non ci sono particolari problemi, fanno sapere fonti del ministero dello Sviluppo Economico, ma a noi risulta il contrario tra problemi tecnici e disservizi vari. Insomma questo passaggio e’ all’insegna del pressapochismo e della disinformazione. Da tener presente che l’utente, oltre a comperare un decoder, a farsi sistemare l’antenna o, addirittura, acquistare un nuovo televisore, continua a pagare l’imposta (chiamata abbonamento) alla Rai. Eppure avevamo sentito dire che siamo la sesta potenza europea. A noi sembra essere sempre piu’ il Paese di Arlecchino e Pulcinella. E, visto che l’evento hainteressato il Lazio (eccetto Viterbo), potremmo ben dire che c’è stato uno switch off all’amatriciana (condimento per la pasta formato da pomodori, guanciale e pecorino originario del comune laziale di Amatrice).

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Digitale terrestre e decoder unico

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2009

Roma è passata definitivamente al digitale terrestre. È la più grande area metropolitana d’Europa a compiere questo “salto tecnologico”, anticipando città come Londra, Parigi e Madrid, che effettueranno lo stesso passaggio tra il 2010 e il 2012. Tra il 16 e il 30 novembre 2009 il segnale analogico non sarà più ricevibile per cinque milioni di cittadini di 363 comuni del Lazio (3,4 milioni solo nella capitale). Nel frattempo, è stata avviata dall’AGCOM (Autorità Garante per le Garanzie delle Comunicazioni) un’istruttoria volta ad accertare le tipologie dei set top box sul mercato, la loro conformità degli accordi di cessione delle licenze e alla normativa di settore. Obiettivo dell’AGCOM è individuare tutte le iniziative utili all’adozione di un “decoder unico”, in relazione all’evoluzione tecnologica e di mercato in corso, con l’obiettivo di tutelare più efficacemente gli interessi degli utenti nel rispetto del quadro comunitario. La televisione digitale terrestre offrirà ai cittadini una più ampia possibilità di fruizione di programmi gratuiti e una maggiore qualità audio e video. Rispetto agli attuali 10 analogici, saranno 34 i canali nazionali gratuiti trasmessi dal digitale terrestre. La linea d’indirizzo è stata di procedere gradualmente al passaggio al digitale del Paese attraverso un calendario suddiviso per aree, condiviso con le Regioni italiane e stabilito per legge dal Governo. Per facilitare il passaggio è stato attivato dal ministero dello Sviluppo economico – Settore comunicazioni un sito web e un Numero Verde 800.022.000 – attivo dal lunedì al sabato, escluso i giorni festivi, dalle ore 8:00 alle ore 20:00 ed eccezionamente nei giorni 16, 17, 18 e 19 novembre attivo fino alle ore 23:00.

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Digitale terrestre a Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2009

Il Campidoglio ricorda a tutti i cittadini che nella città di Roma è imminente lo “switch off”, ovvero il definitivo passaggio al nuovo sistema di ricezione del segnale televisivo mediante il digitale terrestre. Entro lunedì 16 novembre ogni apparecchio tv dovrà essere collegato ad un decoder, per continuare a ricevere tutti i programmi.  Le conversioni del segnale saranno effettuate gradualmente a partire dalle  ore 10,00. E’ altresì possibile, come indicato anche dal Ministero delle Comunicazioni, che nei giorni del passaggio si possano verificare problemi nella ricezione per la riorganizzazione delle frequenze televisive e non si prendono alcuni canali.  Nell’ambito del progetto DigitaleChiaro, Adiconsum realizzerà nella giornata di lunedì 16 novembre, un corner “Help Decoder” a Roma alla Stazione Termini (lato Mura Serviane). I cittadini che hanno problemi ad installare il proprio decoder o a capirne il funzionamento possono portarlo presso l’Help Decoder di Adiconsum e ricevere assistenza gratuita dalle ore 11.00 alle ore 18.00.I dati Auditel di ottobre dimostrano in soli 4 mesi è triplicato il numero di cittadini romani che utilizzano il digitale terrestre, che ha superato l’uso del vecchio analogico. E’ il primo caso in un’area che sta per affrontare lo Switch Off definitivo. Per l’acquisto del decoder è previsto anche un contributo statale di 50 euro destinato a chi ha più di 65 anni, reddito annuo pari o inferiore a 10.000 euro e abbonamento Rai pagato.  Per informazioni è possibile chiamare il numero verde 800-022000 o consultare i siti http://www.decoder.comunicazioni.it e http://www.laziodigitale.tv.

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La rivoluzione televisiva

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2009

“La rivoluzione del digitale terrestre sta creando non poche difficoltà ai cittadini. Dopo i primi disagi per l’acquisto dei decoder, sono diverse le segnalazioni che stanno pervenendo alla nostra Unione da parte di chi esprime preoccupazione per lo switch off del sistema televisivo tradizionale”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, ricordando che a partire dal prossimo 16 novembre si concluderà l’era analogica per la Capitale e la televisione potrà essere vista solo attraverso una parabola a pagamento o un decoder. ”Per rispondere ai numerosi dubbi e quesiti sollevati dai cittadini -prosegue Dona- abbiamo pubblicato sul nostro sito http://www.consumatori.it un vademecum ricco di informazioni e consigli”. ”Inoltre, al fine di agevolare il passaggio al digitale terrestre fornendo maggiori dettagli agli utenti -conclude Dona- ricordiamo che il Ministero dello Sviluppo Economico ha messo a disposizione il numero verde 800.022.000”.

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Digitale terrestre

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2009

La Provincia di Torino prende ufficialmente posizione sulla vicenda della trasmissione televisiva in modalità digitale terrestre, sollecitando il Governo ad operare per risolvere i notevoli problemi di ricezione dei programmi della Rai e delle emittenti locali, soprattutto nelle zone collinari e montane. “Abbiamo compiuto un passo ufficiale, – annunciano il Presidente Antonio Saitta e l’Assessore alla Montagna, Marco Balagna – nella convinzione che occorra salvaguardare il pluralismo delle voci che si esprimono nel panorama dell’informazione radiotelevisiva locale. Anche noi, come gli amministratori dei Comuni e delle Comunità Montane riuniti nell’UNCEM, siamo fortemente preoccupati per i problemi di ricezione dei canali Rai che si riscontrano un po’ in tutte le nostre vallate. L’accesso al servizio radiotelevisivo pubblico è un diritto di tutti i cittadini che pagano regolarmente il canone, così come è un diritto delle emittenti private che fanno informazione sul territorio poter raggiungere l’utenza sinora servita, essendo anch’esse concessionarie di un servizio pubblico”. In una lettera che il Presidente Saitta ha scritto al Vice-Ministro dello Svilippo Economico, Paolo Romani (con delega alle Comunicazioni), si sottolinea che “non pochi cittadini si sono rivolti agli amministratori locali per segnalare le difficoltà di ricezione dei segnali televisivi della Rai e delle emittenti locali. Se i disagi segnalati dai cittadini piemontesi fossero solo dovuti al lasso di tempo necessario per assestare il nuovo sistema di trasmissione e ricezione, il problema sarebbe tutto sommato di facile soluzione. Il sottoscritto ed altri colleghi Presidenti di Province piemontesi sono stati però interpellati dagli editori di alcune tv locali, i quali si sono sentiti penalizzati nell’assegnazione dei canali di trasmissione, non potendo al momento garantire la copertura dell’intero territorio precedentemente servito con il segnale analogico”. Il Presidente della Provincia ricorda inoltre che le emittenti locali hanno sostenuto investimenti straordinari, per garantire la ricezione del proprio segnale in analogico e in digitale terrestre sull’intero territorio piemontese, nella consapevolezza di svolgere, con i loro programmi di informazione e di intrattenimento, un servizio pubblico che affianca quello della Rai. “Le emittenti private più qualificate si sostengono solo grazie alle entrate pubblicitarie. – sottolinea Saitta nella missiva al Vice-Ministro Romani – Per i loro editori diventa veramente difficile affrontare ulteriori ed ingenti investimenti per garantire la copertura dell’intero territorio, senza la collaborazione e la comprensione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico in sede di assegnazione delle frequenze”.

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3 decoder per ogni televisore?

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2009

Adiconsum aveva ragione. Per anni abbiamo denunciato il disagio patito da migliaia di famiglie costrette a ricorrere a Sky per vedere i canali Rai del servizio universale. Oggi, per ammissione dello stesso presidente Balestrieri, ne conosciamo con esattezza il numero: sono oltre 3 milioni. Questo significa che oltre 3 milioni di famiglie non saranno in grado di vedere la tv digitale terrestre. La nuova Tivùsat, frutto dell’intesa tra Rai, Mediaset e Telecom, costringerà queste 3 milioni di famiglie all’acquisto di un decoder dedicato con un costo di 100-150 euro per televisore. Tivùsat si aggiunge a Sky, Contotv e al digitale terrestre. In altre parole, se uno vuol vedere i vari canali satellitari avrà bisogno di tre decoder per ogni tv. Questa situazione è scandalosa! Le delibere dell’Agcom prevedono un unico decoder, ma gli interessi e il business stanno violando apertamente le regole con pesanti conseguenze in termini di costi e disagi per le famiglie. Adiconsum all’Agcom: 1.  È indispensabile il rispetto della delibera (216/00CONS) sulle specifiche del decoder unico che permetterebbe ai possessori di decoder satellitari di vedere i programmi sia a pagamento che gratuiti senza dover acquistare ulteriori decoder. 2.  Garantire la vendita e la distribuzione solo di decoder satellitari compatibili alla visione di tutte le trasmissioni da satellite sia in chiaro che criptate.

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Digitale terrestre. La bufala dei contributi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2009

Dare a chi non ne ha bisogno. Questa e’ la logica con cui il Governo, ovvero il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, affronta il problema dei contributi per l’acquisto del decoder per il  passaggio al digitale terrestre della televisione. Per l’acquisto dei decoder e’ previsto un contributo (sconto sull’acquisto) di 50 euro per gli abbonati Rai che abbiamo compiuto i 65 anni e che hanno un reddito lordo pari o inferiore a 10mila euro l’anno. Il trucco c’e’ perche’ il contributo e’ previsto solo per l’acquisto di un decoder interattivo e non per quello zapper. Il primo e’ quello dotato di lettore smart card per vedere anche i canali a pagamento e’ piu’ costoso (70-100 euro), il secondo capta solo i canali gratuiti ed e’ meno caro (30 euro). Ovvio che le persone anziane, con un reddito basso, preferiscano continuare a vedere i canali gratuiti (si fa per dire perche’ pagano il canone!) e non, anche, quelli a pagamento dell’interattivo, il cui decoder, ripetiamo ha un costo maggiore. Queste modalita’ di contributo non fanno che danneggiare proprio le persone piu’ anziane e meno abbienti, alla faccia delle proclamazioni governative di aiuti ai piu’ poveri e vecchi. Tra l’altro, il contributo statale avrebbe coperto integralmente il costo dello zapper, con un minor esborso per le casse erariali, 30 euro invece di 50 euro, o con una estensione maggiore della popolazione interessata. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Digitale terrestre: la spesa per famiglia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2009

“La rivoluzione del digitale terrestre rischia di pesare sulle tasche delle famiglie italiane molto più di 30 euro, ossia l’equivalente del costo di un modello base di decoder digitale. Senza parlare dei disagi che può causare, soprattutto tra le persone anziane”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, in merito al cosiddetto switch over, che dalla scorsa notte ha fatto sparire dai nostri comuni televisori analogici (a Roma e in gran parte del Lazio) Rai 2 e Rete4. “Innanzitutto -spiega Dona- chi acquista un decoder deve sapere che ne esistono due tipi e che, a seconda della scelta, il costo cambia. Per il modello base, chiamato Zapper (per intenderci quello per la ricezione di Rai 2 e Rete 4), il prezzo si aggira intorno ai 30 euro, mentre per il secondo modello, chiamato MHP o decoder interattivo (in grado di ricevere i programmi a pagamento), il costo aumenta di molto, fino a raddoppiare”. “Inoltre -prosegue il Segretario generale- non va dimenticato che anche se l’acquisto di uno Zapper non supera i 30 euro, c’è da moltiplicare questo costo per tutti i televisori che si hanno in casa, poiché per ogni TV c’è bisogno di un decoder, il che fa aumentare ulteriormente la somma da sborsare”. “Al problema dei costi -precisa Dona- vanno poi aggiunti i diversi disagi che l’installazione può causare, dato che il 69% degli italiani non ha mai usato il digitale terrestre, a partire dalle persone anziane, i principali fruitori della ‘vecchia’ TV generalista. A ciò si aggiunga che in diversi casi, una volta installato il decoder, ci si trova a dover sintonizzare nuovamente i canali”.  “Ulteriore disagio -conclude Dona- può infine derivare dal dover riposizionare l’antenna sul tetto, poiché un minimo errore nel direzionamento può causare l’impossibilità di vedere la TV, con la triste conseguenza di dover ricorrere all’antennista, il cui intervento ha un costo ulteriore”.

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Digitale: ora rischiano le tv locali

Posted by fidest press agency su sabato, 23 Maggio 2009

“L’avvio del digitale terrestre  richiede un intervento concreto del Ministero delle comunicazioni e dello Sviluppo economico per evitare che le Tv locali ne escano indebolite e di fatto azzerate”: lo hanno detto oggi in un incontro con le testate locali piemontesi il Segretario regionale del PD Gianfranco MORGANDO e l’On. Giorgio MERLO, Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai.  “In Piemonte una serie di problemi tecnici devono essere affrontati e risolti prima della transizione definitiva dal sistema analogico a quello digitale previsto per il prossimo settembre. Ci sono asset industriali e livelli occupazionali da tutelare. Ci sono attività imprenditoriali storiche da salvaguardare. Occorre definire una road map dei problemi e degli inconvenienti tecnici riscontrabili sul territorio, dei possibili interventi che si richiederanno sugli impianti ripetitori per evitare che qualche Tv perda il segnale, o lo veda interferito da altri, o che gruppi di cittadini possa subire gravi disagi. Non si può procedere all’insegna del ‘fare presto e ad ogni costo’ che sembra essere la parola d’ordine dei Ministeri competenti. In particolare nella nostra Regione occorre pretendere che il Ministero renda pubblica questa road map con indicazione dettagliata dei problemi tecnici che si verificheranno affinché non ci siano rischi di oscuramento per nessuno. Insomma, in Piemonte l’avvio del digitale non può significare una riduzione del pluralismo né una potenziale crisi per le testate locali che restano una garanzia di professionalità, di ricchezza culturale ed informativa. Noi vigileremo e staneremo il Governo affinché intervenga per evitare il rischio di chiusura di molte testate giornalistiche locali”.

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Digitale terrestre, via libera a 5 nuove reti

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2009

Con la delibera dell’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) approvata l’8 aprile 2009 viene definito il percorso per il definitivo spegnimento delle reti analogiche (switch off), previsto per la fine del 2012, la conversione delle reti digitali esistenti e l’incremento dell’offerta delle frequenze disponibili per nuovi operatori. Le 21 reti disponibili in digitale verranno divise in otto reti destinate alla conversione di quelle analogiche; altre otto alla conversione delle reti digitali esistenti; le cinque reti rimanenti, invece, andranno sul mercato, stimolando la concorrenza nell’offerta, considerata anche la disponibilità della capacità di trasmissione (ogni frequenza è in grado di trasportare da quattro a sei/sette programmi). Nello specifico, la delibera stabilisce che: 8 reti saranno destinate alla conversione delle attuali reti analogiche. Gli operatori nazionali esistenti avranno assegnata capacità di trasmissione sufficiente per la trasmissione dei programmi a definizione standard ed ad alta definizione. 8 reti digitali saranno dedicate alla conversione in tecnica singola frequenza delle attuali reti digitali esistenti che oggi utilizzano il sistema meno efficiente della multifrequenza. Ciascun operatore avrà diritto alla conversione delle reti digitali attualmente operanti; all’esito della conversione dell’attuale sistema televisivo nazionale risulterà disponibile un dividendo nazionale di 5 reti. Le 5 nuove reti consentiranno l’entrata in onda di nuove emittenti non ancora presenti sul mercato. Dal dicembre 2003 è iniziata nel nostro Paese l’era della televisione digitale terrestre. In precedenza la diffusione televisiva terrestre avveniva esclusivamente in modalità analogica. La Sardegna è la prima regione italiana ad aver concluso il passaggio definitivo al digitale terrestre lo scorso 31 Ottobre. Il prossimo obiettivo è la Val D’Aosta. La transizione al digitale terrestre coinvolgerà progressivamente tutte le Regioni italiane.

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Digitale terrestre nelle province di Torino e Cuneo

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2009

“E’ urgente conoscere le reali intenzioni del Governo per valutare l’esatta situazione della copertura nelle province di Torino e Cuneo in vista del passaggio al digitale terrestre di Rai Due e Rete 4 anticipato al 20 maggio 2009 e quali interventi sono previsti per quelle aree che risultino non coperte dal servizio, in considerazione del ruolo di utenti svolto dai cittadini che, a fronte di un canone regolarmente versato alla Rai, pretendono di poter usufruire  di una prestazione adeguata, specie quando questa viene tecnologicamente imposta”: questa la richiesta contenuta in un’Interrogazione al Ministro dello Sviluppo economico presentata dall’On. Giorgio MERLO (Vice Presidente Commissione Vigilanza RAI) e sottoscritta dai Parlamentari piemontesi del PD Massimo FIORIO, Mario LOVELLI ed Anna ROSSOMANDO. Il Governo, infatti, con decreto firmato dal Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, il 10 settembre scorso ha presentato il calendario per il passaggio definitivo dell’Italia alla televisione digitale  terrestre, prevedendo una progressiva transizione al digitale delle varie regioni italiane, divise in 16 aree, a partire dal secondo semestre del 2009 fino al secondo semestre del 2012. Il protocollo d’intesa stipulato il 1 dicembre 2007 da Regione, Ministero delle Comunicazioni e Associazione DGTVi contempla, in Piemonte, il passaggio anticipato al digitale terrestre per le province di Torino e Cuneo, per le quali il 20 maggio 2009 è prevista la transizione al DTT di Rai Due e Rete 4, mentre per tutte le altre reti ciò avverrà tra settembre e ottobre 2009. Spiega l’On. Giorgio MERLO: “per ora la copertura del segnale risulta essere discreta in Torino città, mentre la stessa situazione non si verifica per la provincia di Torino e, in maniera ancor più significativa, per quella di Cuneo. L’assenza di copertura colpisce soprattutto le piccole realtà locali, che risultano essere ancora una volta penalizzate rispetto al resto del territorio con enormi ricadute negative per ampi settori delle popolazioni interessate”.

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