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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘digitali’

Osservatorio delle Competenze Digitali 2018

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 novembre 2018

Milano, 3 dicembre 2018 – ore 9.30 Assolombarda, via Pantano, 9 – Auditorium Gio Ponti. Innovazione tecnologica e digitalizzazione vanno ben oltre alla creazione di nuove professioni: modificano e trasformano le professioni di sempre, caratterizzandole per un crescente contenuto di conoscenze e competenze digitali.
La quarta edizione dell’Osservatorio delle Competenze Digitali (2018) estende il quadro dell’analisi dalle professioni ICT a tutte le professioni proprio per capire lo stato di digitalizzazione delle competenze richieste a tutti i livelli e in tutte le aree funzionali di un’organizzazione (non solo in quella dei sistemi informativi).
Le maggiori associazioni dell’ICT, insieme all’Agenzia per l’Italia Digitale e al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca hanno collaborato fianco a fianco per estendere, nella continuità, il campo di analisi e le proposte di policy associati a questo progetto unitario, che pone al centro della riflessione il tema della Cultura Digitale e il suo ruolo nel sistema formativo e imprenditoriale italiano.Programma
Ore 10:00 Apertura dei lavori Franco Patini, Comitato scientifico osservatorio competenze digitali
Ore 10:10 Competenze, professioni e formazione ICT Mario Mezzanzanica, Università Milano Bicocca Marco Ferretti, Università di Pavia, CINI
Ore 10:40 Formazione e competenze come asset strategico Confronto fra domanda e offerta delle skill nel mondo ICT. Laureati ICT: come attrarre e preparare un maggior numero di esperti ICT Stefano Brandinali, CIO Prysmian Group Marco Gay, Presidente Anitec-Assinform
Percorsi di studio ICT: come rinnovarli e migliorarne la qualità Alessandro Bertoli, CIO SorgeniaGiuseppe Mastronardi, Presidente AICA
Mercato del lavoro ICT: come avvicinare domanda e offerta di esperti ICT Fabio Degli Esposti, CIO Sea Milano Giorgio Rapari, Presidente Assintel
Aggiornamento permanente: come agevolare la conversione di competenze ICT Michela Bambara, CIO Falck Renewables Simone Puksic, Presidente Assinter
Ore 11:50 Intervento Carlo Bonomi, Presidente Assolombarda
Ore 12:05 Progetto Fondirigenti-DREAMY Digital REadiness Assessment MaturitY model
Sergio Terzi, Mip Politecnico di Milano
Ore 12:10 Intervento Teresa Alvaro, Direttore Generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale*
Ore 12:25 Intervento Luca Attias, Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale
Ore 12:40 Fine lavori

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Turisti sempre più digitali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

La commistione tra online e offline è sempre più forte e sta cambiando volto al settore del turismo. Fra le prime realtà italiane a capirlo c’è stata CartOrange: l’azienda, oltre ad aver introdotto in Italia la figura del consulente di viaggio che segue il cliente con proposte e servizi interamente su misura, e quindi fa della relazione umana il suo plus, ha sempre puntato anche sull’innovazione digitale e oggi questa scelta la premia. +18% è l’aumento previsto per il giro d’affari 2018 dell’azienda, +15% quello dei passeggeri. L’amministratore delegato Gianpaolo Romano ha parlato del caso CartOrange nell’ultima edizione di TTG Incontri, alla presentazione della Ricerca 2018 dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano, che CartOrange supporta.
Il risultato è positivo non solo per i parametri economici, ma anche in termini di soddisfazione dei clienti: su Feedaty, soggetto terzo che certifica le recensioni online, il 99% dei feedback è positivo e l’81% ha un rating pari a 5 su 5. «E questo è per noi il parametro più importante, perché è un parametro strategico» commenta Romano.Il cuore di CartOrange sono gli oltre 450 consulenti di viaggio che incontrano i clienti a domicilio e confezionano viaggi personalizzati. Ogni dettaglio è curato su misura e sono arricchiti con esperienze, anche “a tema” (aspetto sempre più richiesto) di tipo culturale, culinario, sportivo, eccetera. «Più cresce il digitale e più c’è bisogno di relazione umana – sottolinea Romano – perché in un mondo in cui offerte e possibilità si moltiplicano, il servizio diventa un aspetto centrale. Con la loro esperienza i nostri consulenti sanno interpretare i desideri dei clienti e confezionare viaggi memorabili. I canali online (sito, social, community, chat e servizi di messaggistica) sono il punto di partenza per instaurare una relazione che poi diventa personale: ed è qui che diviene insostituibile per i clienti».
Clienti che, come evidenzia la Ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale del Turismo del Politecnico di Milano, oggi utilizzano internet in modo pervasivo: l’86% usa la rete per prenotare, l’83% per cercare informazioni. E mentre viaggia, l’86% usa almeno un’app, mentre al ritorno a casa il 33% condivide l’esperienza in rete e il 36% scrive una recensione. «Sono numeri – conclude Romano – che nessuna azienda può ignorare. Il mondo retail cresce quando vede il digitale come un alleato». (www.cartorange.com)

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Open Innovation per la sicurezza e la sostenibilità nell’era delle tecnologie digitali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 maggio 2018

Roma 31 maggio 2018 ore 9,30 Sala Multimediale Uninettuno Piazza Grazioli, 16. ore 9,30 Benvenuto Prof. Maria Amata Garito Rettore dell’Università Telematica Internazionale UNINETTUNO
9,40 – Giancarlo De Matthaeis – Labozeta S.p.a. – Tecnologie e strumenti di industria 4.0 per la tutela della persona
10,00 – Luigi Campanella – Sapienza Università di Roma – La Scienza: da promotore a garante della società
10,20 – Pietro Pistolese – già ministero della Salute – La sicurezza tra educazione e norme
10,40 – Serlio Selli – Cromatos – L’applicazione del Reach: un esempio nell’industria italiana
11,30 – Pietro Paris -. Ispra -REACH: riferimento mondiale per una chimica sostenibile
11,50 – Stefano Sorge – Aster S.p.a. – Specializzazione Smart Gis delle reti idriche
12,10 – Alfredo Nulli – Pure Storage – Come estrarre valore dalle informazioni nell’economica digitale
12,30 – Gianni Morelli – Società Chimica Italiana – La chimica ed il calcolatore: la lezione di Enrico Fermi nell’era dei Big Data. Segue discussione. Modera: Prof. Luigi Campanella
L’evento sarà trasmesso anche in live streaming sul portale Uninettuno e sulla pagina Facebook.
“L’università telematica, come sede degli eventi del progetto, rappresenta una novità sotto due differenti aspetti: la comunicazione avviene praticamente e soltanto attraverso tecnologie informatiche e deve quindi adeguarsi ad un linguaggio che non prevede in linea di massima il contatto diretto tra comunicatore e utente; l’altro aspetto riguarda l’importanza in una università telematica delle prerogative dello sviluppo industriale (Industria 4.0), che affidano proprio alle tecnologie informatiche non soltanto la comunicazione, ma soprattutto l’organizzazione e il dialogo verso l’interno e verso l’esterno “. E’ quanto dichiara Luigi Campanella, coordinatore scientifico di Labozeta S.p.a.

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Geopolitiche dei media digitali. Contenuti, reti e modelli di business

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 maggio 2017

Roma Lunedì 8 Maggio 2017, ore 16:00 / 10 Maggio 2017 Dipartimento di Scienze Politiche, Aula 1D Via Chiabrera 199 Due lezioni di Glauco Benigni sui media globali Glauco Benigni è analista ed esperto di media globali, giornalista, scrittore e presidente e fondatore del WAC (Web Activist Community). Ha lavorato venti anni a “La Repubblica” e quindici anni in Rai. Tra i suoi libri: Re Media (1989), Apocalypse Murdoch (2003), YouTube. La storia (2008), Gli angeli custodi del Papa (2004) e Web nostrum. Lettera aperta ai nativi digitali (2015).

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I pagamenti digitali tramite app fanno crescere le aziende

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

mercato digitaleMilano, Italia – 28 febbraio 2017 Le aziende che crescono più in fretta sono spesso quelle che accettano pagamenti via mobile. E’ ciò che emerge da un’indagine – appena pubblicata – condotta su un totale di 2.300 aziende e consumatori in tutto il mondo. Lo studio intitolato “Future of Money”, condotto per NTT DATA e Ingenico ePayments da Oxford Economics e Charney Research ha rilevato che il 42% delle aziende che hanno una crescita annuale del fatturato superiore all’11% propone una app che supporta acquisti e pagamenti, mentre solo il 32% di chi cresce più lentamente ne dispone.
“Un terzo dei consumatori pensa che il mobile diventerà la forma di pagamento dominante nei prossimi 10 anni e al tempo stesso ben il 70% è preoccupato per il furto di dati. Le società devono quindi prepararsi a questo grande cambiamento, che in Europa avrà come acceleratore la normativa PSD2 che entrerà in vigore da gennaio 2018” afferma Mauro Giorgi, SVP Financial Services NTT DATA Italia “Vincente sarà chi avrà la migliore Customer Experience. A Malta con la soluzione Myney, abbiamo dimostrato il vantaggio competitivo ottenibile dall’innovazione nei pagamenti”
I pagamenti via mobile sono anche associati a una rapida crescita dei profitti. La ricerca, che ha esaminato 2000 clienti e 300 dirigenti d’impresa in 10 regioni del mondo ha rivelato che il 43% delle imprese i cui profitti crescono dell’11% o più offrono una app per i pagamenti. Invece, solo il 34% delle aziende con una crescita dei profitti inferiore offre app di questo tipo. Tra le società con una crescita nulla o negativa dei profitti, solo l’8% offre la possibilità di pagamento tramite app.
Seppur con un divario leggermente meno accentuato, il 51% delle aziende a crescita rapida vende beni e servizi online, mentre solo il 47% di quelle a crescita lenta lo fa.
Questi risultati sottolineano la necessità per le aziende di fare dell’innovazione dei pagamenti un parte integrante della loro strategia di crescita” ha dichiarato Peter Olynick, Retail Banking Senior Practice Lead di NTT DATA Consulting in America “le imprese dovrebbero operare per fornire un’esperienza di pagamento fluida offrendo prodotti e processi innovativi. Tali sforzi incideranno positivamente sulla soddisfazione del consumatore, faciliteranno il commercio al di là delle frontiere nazionali e renderanno l’esperienza dello shopping più efficiente”.

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Le nuove professioni digitali nell’universo IT

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

matteo-biancanidi Matteo Biancani, Sales Director di Interoute Italia. Mercato del lavoro, professioni digitali e formazione delle nuove generazioni: in questo periodo storico in continua evoluzione, l’universo IT e il mondo delle TLC si stanno interrogando sulle modalità con le quali impiego professionale da una parte, e nuove tecnologie dall’altra, possano fare sintesi in modo efficiente ed efficace.
Secondo i dati del World Economic Forum, entro il 2020 sette milioni di posti di lavoro nel mondo andranno persi, rimpiazzati da robot e intelligenza artificiale, a fronte dei quali se ne creeranno però due milioni di nuovi e diversi. Un cambiamento epocale che riguarderà ogni settore e ogni lavoratore, specialmente tra i più giovani. Le imprese infatti, nei prossimi anni, considereranno come prioritarie competenze digitali ritenute fino a oggi secondarie, nel valutare le potenzialità dei nuovi profili professionali da assumere. Dal cybersecurity specialist al business intelligent analyst, dal data scientist al data specialist: sono numerose, le figure digitali in crescita. In particolare, nel mondo IT, un ruolo sempre più apprezzato e ricercato è quello del cloud architect. Negli ultimi anni le imprese sono passate dal chiedersi che cosa sia il cloud computing, al domandarsi, piuttosto, quali e quanti possano essere i benefici nel passaggio ai progetti cloud-based. Il cloud architect nasce proprio in questo contesto: è una figura professionale ben specializzata, che ha lo scopo specifico di far capire come il cloud computing possa entrare in un’azienda, in che modo possa modificare lo status quo delle risorse IT già presenti e quale valore aggiunto possa offrire al business. Figura dalla vasta gamma di competenze, il cloud architect è, sostanzialmente, un architetto impegnato nella gestione dei sistemi informatici distributivi che lavora in ambiti specifici: può occuparsi di cloud pubblico o di cloud privato, può operare all’interno dell’orchestrator di un data center o come specialist nelle procedure di programmazione API. Assume un ruolo professionale che ben si discosta quindi dalla figura classica di architetto conosciuto nella sua accezione più tradizionale, perché per essere un buon cloud architect è necessario prima di tutto possedere delle skill IT ben precise. In primo luogo, è data per appurata una forte conoscenza dei principi di enterprise computing, sia dal punto di vista teorico che pratico. Inoltre, fondamentale è possedere una profonda e aggiornata conoscenza dei set offerti dai principali provider cloud, presenti oggi sul mercato. Infine sono considerati un valore aggiunto, sia la comprensione delle soluzioni di on-premises virtualisation, sia una particolare familiarità con la metodologia di sviluppo DevOps per i software. Il profilo professionale del cloud architect è in continua evoluzione, così come nel pieno della sua crescita è il contesto in cui opera. Il suo ruolo è quello di progettare e costruire ambienti cloud scalabili e resilienti, che si adattino il più possibile alle esigenze di business di un’impresa. E sono sempre di più le aziende che oggi hanno la necessità di migrare i propri dati all’interno di un public cloud: un’esigenza che al momento viene soddisfatta attraverso consulenze esterne, che vedono coinvolti singoli professionisti in progetti mirati e a breve termine. Lo scenario, però, sta cambiando. E il prossimo passo per le aziende potrebbe essere quello di assumere a tempo pieno figure professionali come i cloud architect o i cloud engineer, coinvolgendoli nel proprio organico in progetti più strutturali. Le sorti professionali della figura del cloud architect, comunque, non dipendono esclusivamente dalle aziende: molto è legato anche alla formazione dei singoli profili. Un buon cloud architect non deve solamente avere un’accurata conoscenza dei sistemi di cloud computing e delle soluzioni IT più importanti, bensì possedere anche una buona comprensione del back-end e delle sue risorse a basso livello: dalle reti allo storage, fino all’hypervisor, con l’obiettivo di poter fornire alle aziende delle soluzioni sicure, capaci di mitigare i rischi associati alle infrastrutture cloud.
Il ruolo del cloud architect è quindi fondamentale dal punto di vista della sicurezza infrastrutturale così come della riduzione dei costi, ma non solo. Si tratta infatti di una figura professionale particolarmente dinamica, in costante cambiamento, sempre attenta ad adeguarsi all’evoluzione dei sistemi tecnologici. È a tutti gli effetti un facilitatore del complesso processo di trasformazione digitale, che le imprese stanno vivendo. Un esempio che rappresenta al meglio quest’ultima caratteristica è certamente lo spostamento di attenzione, da parte delle aziende, dalle risorse di back-end (come l’hypervisor e l’infrastruttura di rete) alle piattaforme di tipo API-driven. Una trasformazione che vede la figura del cloud architect centrale, perché in grado di gestire direttamente e con maggiore competenza le transazioni end-to-end della piattaforma. (foto: matteo biancani)

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Nuova norma UE sul copyright, rischio mortale per i piccoli editori digitali

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 febbraio 2017

libriProteggere i contenuti originali dagli habitués del copia-incolla con una tassa sui link. Sembra andare in questa direzione la riforma europea sul copyright. Una direzione che «molto piace ai grandi editori, ma che finirà per danneggiare la piccola editoria digitale», denuncia il vice presidente di ANSO – Associazione Nazionale Stampa Online – Matteo Rainisio. «Facciamo quindi un appello ai nostri parlamentari europei affinché si impegnino a tutela delle migliaia di realtà presenti in Italia e che spesso rappresentano voci importanti dell’informazione locale e non solo».La questione è emersa nel recente appuntamento organizzato dallo European Internet Forum al quale Rainisio ha partecipato e che ha raccolto tutte le principali aziende IT, dal settore editoria (Sky, Guardian) a quello del commercio elettronico e non (ebay, Apple), dello streaming (Netflix, Amazon), oltre le principali compagnie telefoniche europee, la BEUC la principale associazione europea dei consumatori europei, decine di parlamentari e lobbysti (nel senso di americano del termine). All’ordine del giorno la riforma europea per il mondo del web. «Una risoluzione che dovrebbe essere approvata entro la fine del 2017 e che andrà a ridisegnare le regole del mercato europeo in materia di e-commerce, diritto d’autore e responsabilità di provider e gestori telefonici sulle azioni dei propri utenti/clienti», spiega il vicepresidente di ANSO.Dal punto di vista del mondo dell’editoria, l’articolo 11 della risoluzione, che una volta approvata dovrà essere applicata in tutti gli stati membri, ha il lodevole scopo di voler proteggere e valorizzare notizie e contenuti foto e video prodotte dalle testate presenti nel panorama europeo dal saccheggio che quotidianamente si verifica da parte di aggregatori e siti dediti al copia-incolla. «Per far questo però viene prevista l’introduzione dell’Ancillary Copyright o neighbouring rights che obbligherà chi condivide/linka/riproduce anche in forma parziale il contenuto a remunerare chi lo ha prodotto», precisa Rainisio. «L’introduzione di questi diritti piace molto ai grandi editori, ma finirà per danneggiare l’intero ecosistema della piccola editoria digitale in Italia e in Europa». Del resto, aggiunge, «dove una legge simile è in vigore – vedi Germania e Spagna -, i risultati hanno portato al fallimento di centinaia di start up editoriali. Addirittura, per com’è scritta oggi, la norma potrebbe imporre una vera e propria tassa sul link, anche a quelli condivisi su twitter. L’adozione di questo sistema obbligherebbe quindi i piccoli editori di tutta Europa a dover rinunciare al traffico proveniente da servizi come Google news o Facebook, aprendo così la strada ad una tassazione sui link presenti nei motori di ricerca. Ovviamente le aziende, come fatto in Spagna dove si è giunti alla chiusura del servizio di Google news, piuttosto che pagare vieteranno la condivisione di articoli danneggiando così i piccoli editori che perderanno un’autentica linfa vitale, mentre i grandi potranno da un lato guadagnare per i link, godere di una minore concorrenza e quindi di un aumento del traffico a discapito dei piccoli editori che invece, in molti casi, saranno costretti a spegnere i server».Di questo argomento, come spesso accade per tutto quello che riguarda l’iter legislativo del Parlamento Europeo, si parla poco. Il testo al momento è in Commissione e probabilmente approderà in Parlamento europeo solamente dopo l’estate per la votazione definitiva. «È quindi importante che i nostri eurodeputati si muovano fin da subito per difendere un patrimonio editoriale fatto di tante piccole realtà che quotidianamente raccontano online un dato territorio», è l’appello del presidente di ANSO Marco Giovannelli. «Sono voci che con questa riforma rischiano di scomparire, impoverendo il mondo dell’informazione e impoverendo un territorio».(foto: editoria)

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Compagnie aeree: Enormi opportunità di crescita grazie a tecnologie digitali e prodotti ausiliari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 gennaio 2017

aereoLa rapida crescita del settore del trasporto aereo globale è stata smorzata dal calo delle entrate relative ai trasporti cargo e dei profitti relativi ai passeggeri, portando le compagnie aeree a focalizzarsi sul miglioramento delle rendite legate ai servizi accessori. Se da una parte hanno provato a raggiungere l’efficienza operativa e dei costi impiegando soluzioni digitali, tipicamente parte di un programma di trasformazione digitale più ampio, la crescita delle entrate è stata principalmente il risultato del marketing innovativo di prodotti ausiliari attraenti.“La trasformazione digitale si sta affermando come una forza dirompente nel settore aeronautico e le compagnie aeree investono in soluzioni di business intelligence, progetti di digital marketing e in una modernizzazione complessiva dell’infrastruttura IT”, afferma Priyanka Chimakurthi, analista di Frost & Sullivan. “Concetti e standard del settore come le piattaforme di gestione della fidelizzazione intelligenti e la New Distribution Capability (NDC) IATA hanno il potenziale di alterare le dinamiche in questo settore altamente competitivo.” Sebbene le compagnie aeree si stiano muovendo rapidamente verso la digitalizzazione, la complessiva imprevedibilità dei prezzi del petrolio influenza fortemente le loro strategie. Inoltre, il settore continua ad essere governato da un quadro normativo rigido ed è altamente ciclico e vulnerabile alle tendenze economiche globali. Per accedere gratuitamente a maggiori informazioni su questo studio e registrarsi per un Growth Strategy Dialogue, un rapporto interattivo gratuito con gli esperti di Frost & Sullivan, si prega di visitare: https://goo.gl/lMaeeP <https://goo.gl/lMaeeP utm_campaign=PR_AZ_ITA_Airlines_ 24.1.16&utm_medium =email&utm_source=Eloqua&utm_content=CFRSU000002132514>

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Libro: Le Nuove Professioni Digitali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2015

svolta digitale“Nonostante la trasformazione digitale stia investendo il mercato del lavoro portando numerose professioni a rischio estinzione, altrettante stanno nascendo. Diversi studi mostrano come il rapporto sia a segno positivo. Per cogliere le opportunità dell’innovazione online però, bisogna innanzitutto sviluppare attitudini e qualità inedite: le cosiddette digital soft skills”. Questo il pensiero di Giulio Xhaet, co-fondatore di Made in Digital, docente e coordinatore didattico per la Business School del Sole24Ore. Ne Le Nuove Professioni Digitali, si affrontano di petto alcune domande decisive per gli aspiranti esperti di digitale: su quali abilità dovremmo investire per un percorso di formazione e di carriera?
Il libro fa chiarezza sugli aspetti distintivi e le peculiarità di ogni professione, individuando per ogni figura gli obiettivi da presidiare, l’operato di una giornata tipo, consigliando i migliori percorsi di formazione con cui sviluppare il proprio talento, in Italia o all’estero.Si procede così alla scoperta di alcuni tra i lavori più richiesti dal mercato: dai creatori e curatori di contenuto, ai gestori di Social Media e Community online, dai Digital PR ai Digital Advertiser, dai Web Analyst e gli specialisti di Social Reputation, per chiudere con gli esperti di visibilità sui motori di ricerca (SEO) e i Data Scientist, in grado di guidare le scelte strategiche attraverso l’interpretazione dei dati Ginevra Fidora, social media strategist per La Fabbrica, consulente digital communication e co-autrice del libro, spiega: “Questo lavoro segna anche una rivincita per gli umanisti e le cosiddette lauree deboli. Non troverete righe di codice da studiare in questo libro, bensì strategie e strumenti adatti a comunicatori, creativi, marketer. Insomma, insieme al codice informatico, anche il codice umanistico della rete gode di ottima salute”.Infatti, anche se in tutto il mondo si rileva la necessità di irrobustire l’insegnamento sulle materie cosiddette S.T.E.M., le aziende dimostrano un bisogno crescente di storyteller, scienziati sociali, addirittura psicologi e filosofi.Peculiarità de Le Nuove Professioni Digitali è di essere un lavoro collaborativo.
Ideato e curato da Giulio Xhaet e Ginevra Fidora, è stato sviluppato con il contributo di alcuni tra i più promettenti professionisti italiani.
Giulio Xhaet. Si occupa di strategie digitali e progetti di formazione innovativi da diversi anni. Co-fondatore di Made in Digital e autore de Le Nuove Professioni del Web. È coordinatore e docente per la Business School del Sole24Ore, consulente strategico in Adecco Training, e ha svolto il ruolo di coordinatore didattico per la Ninja Academy. La sua missione è quella di aiutare aziende e professionisti nel trovare la propria “Digital Way”.
Ginevra Fidora. Consulente digital communication & social media strategist per La Fabbrica. È coordinatrice di diversi corsi e docente di community management, digital advertising e strategie di marketing digitale presso istituti di alta formazione in tutta Italia, tra cui IED, Formaper, Sole24Ore Business School.

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Consumi energetici

Posted by fidest press agency su martedì, 6 agosto 2013

Cavi a bassa dispersione, un progetto per il fotovoltaico e un altro per il riutilizzo del calore, ma soprattutto un sistema di free cooling che, con l’uso dell’aria esterna, già oggi permette di tenere spenti i tradizionali sistemi di condizionamento per oltre 290 giorni all’anno. Questi gli accorgimenti adottati da InAsset, azienda di Pasian di Prato (UD) che gestisce un data center di 1.800mq che fornisce servizi di hosting, housing, backup e disaster recovery per centinaia di aziende clienti. «Stiamo attuando un processo per ottenere la qualifica di Green Data Center -conferma il direttore tecnico di InAsset Michele Petrazzo- e il primo passo è stato proprio implementare un sistema di raffreddamento dei locali che, quando le condizioni ambientali lo permettono, capta e tratta l’aria esterna per mantenere la temperatura adatta al funzionamento dei macchinari. L’uso del free cooling è massiccio: più di 7.000 ore l’anno, l’80% del tempo».Pochi lo sanno, ma il risparmio energetico è una questione importantissima per chi gestisce un data center, grande o piccolo. «Le macchine sono in funzione 24 ore su 24 -spiega il vicepresidente e amministratore delegato Manuel Pascolat-, l’alimentazione energetica dev’essere garantita per il 100% del tempo e in più le apparecchiature disperdono grandi quantità di calore, perciò i locali in cui si trovano devono essere costantemente raffrescati per garantire l’attività». Considerando che oggi al mondo esistono 7,5 milioni di data center, che queste strutture rappresentano ormai l’1% dei consumi energetici dell’umanità e che questi numeri sono in continua crescita, sono evidenti i problemi di costi e di impatto ambientale che derivano dall’utilizzo sempre più massiccio delle tecnologie digitali, il cui cuore operativo è rappresentato appunto dai data center.L’estate, in particolare, è il periodo in cui i data center si trasformano in mostri energivori, ma le soluzioni per risparmiare e minimizzare l’impatto ambientale esistono. Continua sempre Pascolat: «Oltre a predisporre il sistema di free cooling, InAsset ha recentemente ricablato le sue strutture con una disposizione dei cavi ottimizzata per la dispersione di calore. Inoltre abbiamo un progetto per alimentare il data center con un impianto fotovoltaico e per riutilizzare negli uffici il calore prodotto dai macchinari». Tutti investimenti che permetteranno all’azienda di risparmiare e soprattutto evitare di produrre 105 tonnellate all’anno di CO2 e che qualificheranno la struttura di Pasian di Prato come “Green Data Center”.InAsset Srl è fra i maggiori operatori nel settore telecomunicazioni del Friuli Venezia Giulia. La sua infrastruttura principale è il data center di 1.800 mq a Pasian di Prato (UD), che fornisce servizi di hosting, housing, backup, disaster recovery e co-location su misura per le aziende. Con i marchi NordExt e Wipex, InAsset fornisce connettività a banda larga in fibra ottica e wireless in diverse zone della regione.

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Offerta legale dei contenuti digitali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2013

“Bene l’approvazione da parte di AGCOM della bozza di regolamento in materia di diritto d’autore online: questo potrebbe cambiare la storia dello sviluppo dell’economia digitale nel nostro Paese”: il presidente di Confindustria Cultura Italia (CCI) Marco Polillo saluta così la notizia del nuovo schema di provvedimento che ora andrà in consultazione pubblica. “Nelle prossime ore studieremo il testo e forniremo puntuali valutazioni nella fase di consultazione pubblica – ha proseguito Polillo –. Mi sembra tuttavia che lo schema contenga tutti i presupposti per operare una seria, efficace e non invasiva azione di contrasto alla pirateria on line che consentirebbe l’inizio di una nuova era nello sviluppo dell’offerta legale di contenuti digitali”.

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Scuola dei nativi digitali

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 maggio 2012

Roma 25 e 26 maggio 2012 (Tempio di Adriano, piazza di Pietra), la prima Conferenza nazionale del PD per la scuola dei nativi digitali. E’ un importante appuntamento politico al quale prenderanno parte il Segretario nazionale del Pd Pier Luigi Bersani e il Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca Francesco Profumo, il presidente del gruppo Pd alla Camera Dario Franceschini, i capigruppo Pd delle Commissioni Cultutra e Istruzione Manuela Ghizzoni e Antonio Rusconi, gli ex ministri Giuseppe Fioroni e Luigi Berlinguer, il Presidente del Forum Istruzione PD Giovanni Bachelet e molti altri parlamentari. Ospite d’onore sarà Marc Prensky, esperto internazionale di tecnologie digitali e modelli di apprendimento: sua la lectio magistralis di venerdì 25. Con lui, ci sarà anche Gerard van Wolferen, capo del programma di ricerca in Design Creativo per l’Inclusione presso la l’Università di Utrecht “School of the Arts”.

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Summit italiano sui media digitali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2012

In Italia il PIL digitale si aggira intorno al 2%, un terzo rispetto a Germania e Francia. L’advertising vale circa 1,1 miliardo di euro, una quota del 13% contro il 20% della gran parte dei Paesi europei. L’e-commerce pesa solo il 2% del retail: il mercato italiano (8 miliardi) è un sesto rispetto a quello inglese (oltre 51 miliardi), un quarto di quello tedesco (34 miliardi) e meno della metà di quello francese (20 miliardi). Solo il 4% delle PMI italiane vendono online, mentre la media dell’Unione Europea è del 12%. Il ritardo sullo sviluppo della banda larga costa all’Italia circa l’1% del PIL. Anche per quanto riguarda il venture capital – che in ogni altro Paese del mondo rappresenta il motore principale di investimento per l’innovazione e per la crescita economica e occupazionale – l’Italia è al fanalino di coda. Ad oggi l’investimento di capitale di rischio in Italia è il più basso in Europa e corrisponde a un sesto della media europea, che a sua volta è un sesto
degli USA. La penetrazione della rete fra i cittadini in Italia invece fa registrare un gap delle
audience e degli molto minore rispetto agli altri indicatori economici. L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di telefoni cellulari e con la maggior diffusione di dispositivi mobile: il 30% degli italiani possiede uno smartphone, percentuale che raggiunge il 47% nei giovani. Il 63% delle famiglie italiane sono connesse (in Europa sono il 73%), e circa il 50% della popolazione usa regolarmente internet dal PC. (Dati Audiweb, DAG, IAB, Politecnico di Milano, AGCOM). Digital Magics http://www.digitalmagics.com Digital Magics è l’incubatore industriale italiano di iniziative online fondato da Enrico Gasperini.
L’attività di Digital Magics si focalizza sullo startup di modelli di business dinamici e innovativi, gestendone la seed stage: la prima fase di creazione della nuova azienda, inclusi i primi test verso i consumatori e il successivo periodo di maturazione, accompagnando le imprese nelle fasi successive di finanziamento e di crescita. Il modello Digital Magics è unico in Italia e si basa sul Digital Magics LAB: il team che identifica, analizza e lancia le nuove iniziative, fornendo alle startup servizi finanziari, amministrativi, strategici, logistici, tecnologici e di marketing oltre a un supporto di business management in grado di accelerare lo sviluppo dell’impresa. Dalla sua fondazione nel 2004, Digital Magics ha contribuito ad avviare 30 startup, che oggi presidiano le principali aree del mercato online italiano, e ha investito circa 10 milioni di capitale proprio, di cui 5 milioni derivanti dalle exit.

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La prima soluzione che protegge dagli attacchi APT

Posted by fidest press agency su sabato, 12 maggio 2012

Le Advanced Persistent Threat sono azioni coordinate e silenti che ricostruiscono le informazioni di accesso ai sistemi colpiti, impossessandosi di preziosi dati come credenziali, password e codici bancari
Gli attacchi “Advanced Persistent Threat (APT)” sono attualmente una delle sfide più complesse per le grandi aziende e gli enti pubblici. Dalle minacce di Operation Aurora su Google fino a Night Dragon, LURID e persino il caso che ha colpito la RSA, questi attacchi sono particolarmente mirati, furtivi e sofisticati, al punto da riuscire a ingannare i tradizionali strumenti di sicurezza.Trend Micro Deep Discovery è la soluzione più completa della propria categoria, progettata appositamente per contrastare la crescente minaccia degli attacchi APT. Deep Discovery non solo mette a disposizione i tool adeguati a rilevare i malware zero-day e le attività di malintenzionati. sull’intera rete e durante tutte le fasi che caratterizzano un attacco, ma è stata anche studiata per fornire strumenti di analisi approfondita grazie ai quali le imprese possono prevenire attacchi futuri.Un attacco APT è normalmente composto da una serie di elementi. Di solito ha inizio con la raccolta di informazioni, finalizzata alla creazione e all’esecuzione di una minaccia basata su tecniche di social engineering, spesso sotto forma di un allegato email pericoloso. Successivamente, vi è la fase di intrusione nella rete, di movimento “laterale” all’interno dell’organizzazione e di data discovery e di estrazione illecita dei dati dai sistemi. Durante tutte queste fasi, attraverso la creazione di backdoor e di canali di comunicazione di tipo command & control, gli attaccanti sono in grado di controllare da remoto i sistemi compromessi.Deep Discovery agisce focalizzandosi sui contenuti pericolosi, sulle comunicazioni sospette e sul comportamento d’attacco umano, dando alle imprese la possibilità di rilevare e quindi bloccare le minacce APT:
· CONTENUTI: la Smart Protection Network di Trend Micro supporta Deep Discovery con i propri strumenti per il rilevamento delle minacce zero-day e del malware avanzato, garantendo una quantità molto limitata di falsi positivi e scansionando oltre 45 miliardi di file ogni giorno.
· COMUNICAZIONI: Deep Discovery utilizza anche il motore di reputazione della Smart Protection Network e le funzionalità di blacklisting per identificare e bloccare i canali command & control, utilizzati dagli hacker per comunicare con il malware introdotto sui sistemi target.
· COMPORTAMENTO: grazie a un lavoro di analisi molto accurato, i ricercatori Trend Micro hanno potuto definire un insieme di regole comportamentali tenendo conto dei classici segnali di un attacco APT, come ad esempio ripetuti errori di login ed estrazione illecita dei dati, elementi che permettono a Deep Discovery di rilevare una possibile intrusione.
“Le APT sono minacce progettate per restare nascoste. Le imprese necessitano quindi di una soluzione in grado di fornire la più estesa e completa analisi possibile sulla rete, che integri funzioni di rilevamento delle minacce e intelligence strategica sulle attività d’attacco umane”, ha spiegato Gastone Nencini, Senior Technical Manager di Trend Micro Italy. “Deep Discovery integra tutto questo, perché dispone delle informazioni raccolte da migliaia di ricercatori in tutto il mondo e dai miliardi di eventi giornalieri esaminati dalla Smart Protection Network”
Trend Micro Incorporated, leader globale nella sicurezza per il cloud, crea un mondo sicuro nel quale scambiare informazioni digitali, fornendo a imprese e utenti privati soluzioni per la sicurezza dei contenuti Internet e la gestione delle minacce. Pioniere nella sicurezza server con un’esperienza ultra ventennale, Trend Micro propone un’offerta completa per la sicurezza a livello client, server e cloud in grado di soddisfare le esigenze di clienti e partner, bloccare le nuove minacce con rapidità e proteggere i dati all’interno di ambienti fisici, virtualizzati e cloud. Basati sull’infrastruttura in-the-cloud Smart Protection Network™ di Trend Micro, le tecnologie, i prodotti e servizi per la sicurezza bloccano le minacce là dove emergono, su Internet, e sono supportati da oltre 1.000 esperti di threat intelligence di tutto il mondo. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito http://www.trendmicro.it

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Roma online

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2011

Le più suggestive e belle immagini del patrimonio artistico e monumentale di Roma saranno disponibili on line. Si tratta dell’archivio fotografico, realizzato da Zètema per conto della Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale, del quale la Giunta capitolina – su proposta dell’assessore alle Politiche Culturali, Dino Gasperini – ha deliberato la pubblicazione e la commercializzazione on line sul sito di Musei in Comunehttp://www.museiincomuneroma.it/. L’archivio comprende oltre 400mila immagini digitali la cui consultazione, ed eventuale acquisto, oggi è possibile solo presso le sedi museali. Fra queste, ne verranno scelte 2.700, realizzate dal 2000 in poi per progetti di editoria museale, che verranno rese disponibili, a partire da metà maggio, per la consultazione e l’acquistoon line. La gestione del servizio di vendita sul web è stata affidata alla stessa Zètema mentre le tariffe di vendita, approvate dal Campidoglio, avranno come parametro i prezzi applicati, per analoghe iniziative, dal Ministero dei Beni e Attività Culturali. Gli introiti saranno destinati ad attività di valorizzazione del patrimonio della Sovraintendenza. «Le immagini che sarà possibile acquistare in rete – spiega l’assessore alle Politiche culturali, Dino Gasperini – potranno essere utilizzate per i più diversi prodotti grafici: si va dalle semplici cartoline, a volantini e biglietti di auguri, fino abrochure, uso per il web, depliant e opuscoli, per arrivare ai manifesti e alle immagini destinate a quotidiani specializzati. In questo modo non solo porteremo all’attenzione di un pubblico più vasto immagini di Roma che non siano solo il Colosseo o il Campidoglio ma potremo ottenere un reddito che ci consentirà di valorizzare ulteriormente il patrimonio archeologico, storico, artistico e museale della Capitale».

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Gli orti della Campania diventano digitali

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Pontecagnano (Sa). 19 ottobre 2010, alle ore 15.00, presso il Cinema Nuovo (piazza Pio X) I. Il progetto “NONNET: orti urbani digitali” parte a Pontecagnano, Eboli e Succivo. Al via anche la partnership nazionale Legambiente-Mondo Digitale per un uso consapevole della tecnologia contro lo spreco e per il riciclo.
“NONNET: orti urbani digitali” è il piano regionale di sensibilizzazione e formazione ambientale attraverso l’uso del computer all’interno degli orti della Campania che coinvolge anziani e studenti. Il progetto, promosso da Legambiente Campania e Fondazione Mondo Digitale, verrà presentato il di  Parteciperanno istituzioni, associazioni, scuole  e anziani.
L’iniziativa rientra nel piano di riqualificazione territoriale “1000 orti per la Campania” già avviato da Legambiente, che prevede l’assegnazione gratuita degli orti di città ai cittadini pensionati che li coltivano insieme agli studenti delle scuole. Con gli orti digitali non solo coltivazione ma anche formazione ambientale sul web. Presso gli orti verranno attivate le Ortoline, spazi on line dedicati allo scambio di esperienze e stili di vita, alla consultazione di buone pratiche di coltivazione. Dopo aver imparato a coltivare i prodotti biologici anziani e giovani tutor potranno condividere on line le tecniche di coltivazione più innovative in una community per l’ambiente e raccontare la loro esperienza con video, podcast e Ortoradio (veri e propri servizi radiofonici realizzati dai ragazzi). Gli anziani impareranno ad usare il computer, la posta elettronica, i principali programmi informatici con il modello di apprendimento intergenerazionale “Nonni su Internet” che la Fondazione Mondo Digitale promuove con successo da otto edizioni.
L’iniziativa verrà lanciata in tre realtà capofila: a Pontecagnano ed Eboli in provincia di Salerno e a Succivo, in provincia di Caserta. Alla fine di ogni percorso i ragazzi realizzeranno, con il contributo dell’AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) e la supervisione di agronomi esperti, il manuale di educazione ambientale per trasformare le competenze acquisite sul campo in conoscenze da condividere. Durante l’evento verrà annunciata anche la nuova partnership, a livello nazionale, tra Fondazione Mondo Digitale e Legambiente, nata per promuovere un uso consapevole della tecnologia che combatta lo spreco, educhi al corretto smaltimento e promuova il riciclo e il riuso.

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Cartacei o digitali, l’importante è leggerli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2010

Mentre imperversa il dibattito sulla sostituzione dei libri cartacei con gli ultimi gadget tecnologici dei colossi informatici, il web ci mostra che non c’è vera crisi nella voglia di leggere anche se le donne dedicano più tempo alla lettura rispetto ai maschi e manifestano una più forte tendenza a raccogliere e condividere informazioni sui libri in rete. Libriblog.com (url:http://www.libriblog.com), blog dedicato al mondo dei libri può confermare il dato rilevando che tra i propri utenti e tra i fan su facebook,le donne risultano molto più attive degli uomini e li battono con un 90% circa contro il 10%.  Che ci fossero delle differenze numeriche tra lettori e lettrici è più volte emerso dagli studi ed analisi di Istituti nazionali ed internazionali di ricerca .  Infatti, sebbene ci sia stata una piccola flessione nella lettura dei libri (FonteCensis 2009 – 8° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione), che è passata dal 59,4% del 2007 al 56,5% nel 2009, non mancano segnali positivi in quanto tra i giovani il numero dei lettori aumenta , passando dal 74,1% al 75,4%. Non sembrano esserci stati sostanziali variazioni nella composizione del pubblico dei lettori, in base ai dati ISTAT (Indagine multiscopo sulla lettura di libri in Italia, 10 maggio 2007) la quota di lettori è superiore al 70% dagli 11 ai 24 anni, con un punto di massimo tra i 15-17enni (76,3%), e diminuisce all’aumentare dell’età. Le differenze di genere sono presenti nelle età giovani e centrali (da 11 a 64 anni) e raggiungono il massimo tra 18 e 24 anni, con una differenza di 20 punti percentuali a favore delle donne. Un dato singolare evidenziato da Libriblog è che, nonostante siano i giovani quelli che hanno maggiore dimestichezza con internet e siano risultati in crescita in termini di propensione alla lettura, la maggior parte degli accessi e dei contributi al blog risulta provenire da persone che hanno più di 25 anni (83% circa).

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A Roma la prima scuola digitale

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2009

«Le tecnologie digitali entrano nel sistema didattico: nella capitale arriva la prima “Connected Classroom”, un progetto pilota che sarà testato presso la scuola media inferiore Anna Frank. L’obiettivo, in linea con il Piano E-Government 2012 volto alla digitalizzazione delle scuole, è quello di ampliare la possibilità di interazione tra docenti, alunni e genitori attraverso la multimedialità, estendendo così i confini dell’aula oltre le mura scolastiche». Lo dichiara in una nota l’assessore ai Servizi tecnologici e Reti informatiche Enrico Cavallari. «A costo zero per la pubblica amministrazione, la Dell Spa metterà a disposizione dell’istituto romano, tra i primi in Europa a testare questa novità tecnologica, sia l’hardware (netbook progettati per uso scolastico, carrelli multifunzione per alloggiare i netbook, lavagne interattive e proiettori) che servizi, software e formazione – aggiunge Cavallari -. Attraverso la Connected Classroom i docenti avranno a disposizione gli strumenti necessari per far evolvere l’insegnamento e l’apprendimento; gli educatori, inoltre, saranno costantemente connessi con gli studenti e i loro genitori in modo da condividere le informazioni in maniera semplice, veloce e in qualunque momento». «Utilizzando tecnologie tattili – conclude Cavallari – gli studenti potranno anche lavorare insieme su lavagne interattive multi-input per creare storyboard animati ed esplorare mondi virtuali in 3D, sviluppare lavori digitali di arte e musica con il semplice tocco delle dita, utilizzare le webcam integrate per parlare con ragazzi di tutto il mondo».

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Verso l’ebook?

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2009

E-book sì, ma i numeri sono ancora piccoli e – al momento – i contenuti più adatti sembrano quelli legati allo studio e al lavoro: è quanto emerge dalla terza indagine per l’Osservatorio permanente contenuti digitali, presentata oggi a Milano, che ha fotografato in modo trasversale i diversi modi in cui il pubblico accede ai contenuti digitali attraverso le tecnologie in base a uno studio qualitativo etnografico e quantitativo su un campione di 8.500 individui del paner consumer di Nielsen rappresentativo della popolazione italiana (la sintesi dell’indagine è in allegato, così come le curiosità).  Solo un italiano su dieci (il 10%) pensa che in futuro i libri elettronici (da leggere su uno schermo) si affiancheranno con successo a quelli tradizionali. I contenuti più adatti sembrano quelli legati allo studio e al lavoro: il 14% di chi possiede un Pc sembrerebbe propenso a utilizzarlo per leggere un libro di studio/lavoro. Questa percentuale scende al 6% se si parla di contenuti di svago/intrattenimento. Più limitato il gradimento per l’e-book sul cellulare (4% per studio e lavoro, 2% per libri di svago). Un italiano su tre afferma che potrebbe fare tranquillamente a meno di leggere libri (è il 34%, stabile rispetto al 2008). I giovani che la pensano così sono anche di più: il 37% (erano il 32% nel 2008). Non è però solo un problema di libri, farebbero a meno di praticamente di tutti i contenuti culturali. Nel 2007 la ricerca su Google di “forum letteratura” produceva 1.680.000 risultati, oggi 1.470.000. Alle stesse date i risultati per “forum calcio” sono passati da 1.940.000 a 4.850.000. Diminuiscono i lettori e diminuiscono anche gli acquirenti – I lettori di un libro nei 12 mesi precedenti sono il 56% degli italiani (con più di 14 anni – pari a 29 milioni di individui). Erano nel 2008 il 60% (31 milioni di individui). Le cose non vanno meglio sul fronte acquisti: solo il 45% (era il 48% nel 2008) ha acquistato almeno un libro nel corso dell’anno.
L’Osservatorio permanente sui contenuti digitali è stato creato nel 2007 da AIDRO, AIE, ANICA, FIMI, PMI, UNIVIDEO, principali Associazioni che operano nella produzione e gestione dei contenuti, e Cinecittà Luce, in collaborazione con la società Nielsen.

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Comunicare con i giovani

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Lido di Venezia 10 settembre, dalle 16.00 alle 17.00 Area eventi Garden Movie Village – La 66a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica ospita la terza edizione di DIGITAL EXPO al Lido di Venezia. Ars Europa, in sinergia con l’Ufficio a Milano del Parlamento Europeo, presenta la docufiction con inserti in 3D, “Robert Schuman, spirito d’Europa”. Realizzata utilizzando il principio della contaminazione di linguaggi, che unisce il 3D alle riprese tradizionali con la videocamera e agli spezzoni tratti da filmati d’epoca, quest’opera è destinata principalmente alla comunicazione per gli adolescenti e i giovani poiché si rifà alle immagini dei videogiochi per playstation e computer. Coniugando il supporto informatico tridimensionale con l’aspetto educativo e didattico si pone a pieno diritto tra le opere di edutainment. Si tratta della prima realizzazione di un progetto culturale e artistico curato da Ars Europa che prevede una collana di video dedicati ai Padri dell’Europa per presentare al grande pubblico e specialmente ai più giovani la storia dell’Europa moderna con tecnologie all’avanguardia nella produzione audiovisiva.  Digital Expo è l’appuntamento della comunità digitale che opera nel campo delle produzioni cinematografiche e audiovisive (documentari, video, spot, animazioni digitali, ecc.) e delle tecnologie digitali.

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