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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

Posts Tagged ‘digitali’

Progetto “Crescere Cittadini Digitali”

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2020

Samsung Electronics Italia, azienda che da sempre si dedica allo sviluppo di progetti nell’ambito della formazione sui temi del digitale per diverse fasce della popolazione italiana, dalle nuove generazioni ai più senior, annuncia il il progetto “Crescere Cittadini Digitali” che si concretizza in una serie di attività, previste per le prossime settimane e mesi, a partire dall’omonima guida di Educazione Civica Digitale per gli studenti delle scuole secondarie di primo grado. Con questo progetto, Samsung vuole supportare i giovani italiani, così come i loro genitori ed insegnanti, a crescere come cittadini digitali più consapevoli, in grado di valorizzare al meglio la propria presenza in rete e sui social, restando attenti e coscienti sulle insidie che si nascondono nelle pieghe del web. L’iniziativa è stata presentata oggi durante una conferenza stampa virtuale alla quale hanno presenziato il Viceministro dell’Istruzione Anna Ascani e l’On. Massimiliano Capitanio (componente della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, nonché promotore e primo firmatario della legge che ha reintrodotto l’insegnamento dell’Educazione Civica nelle scuole in tutti i gradi dell’istruzione, a partire dalla scuola dell’Infanzia fino alla scuola secondaria di II grado).Nelle prossime settimane e mesi, Samsung diffonderà i contenuti della guida “Crescere Cittadini Digitali” in tutte le scuole secondarie di primo grado italiane, e sono già in programma diverse lezioni di educazione civica digitale nelle scuole, per le quali l’azienda si farà accompagnare da un gruppo di esperti scelti per le varie materie trattate nella guida.Per maggiori informazioni sul progetto “Crescere Cittadini Digitali”: http://www.samsung.com/it/campaign/crescere-cittadini-digitali/

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Competenze digitali e formazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2020

Il mondo digitale corre più veloce della luce ed è difficile stare al passo con i tempi? Da oggi sviluppare e potenziare le competenze digitali (digital skills), e non solo, sarà più semplice grazie a “Job Digital Lab – La formazione che ti rimette in gioco”, il programma formativo innovativo nato dalla collaborazione tra ING Italia e Fondazione Mondo Digitale. Obiettivo: raggiungere 5.000 persone su tutto il territorio nazionale. Il percorso, che parte oggi e proseguirà fino a luglio 2021, prevede attività di training a cura dei professionisti di Fondazione Mondo Digitale dedicate a chi è in cerca di lavoro e vuole arricchire le opportunità di inserimento o reinserimento professionale. In particolare: Alfabetizzazione Digitale: per approfondire gli strumenti e l’uso consapevole delle piattaforme social più diffuse e dei servizi online; Digital Academy: sessioni di formazione specialistica pensate per i lavori del futuro, soprattutto negli ambiti in cui le competenze digitali sono fondamentali, quali comunicazione, marketing digitale, turismo, moda e design, robotica e domotica, gaming e virtual reality, rigenerazione urbana, salute, mobilità; Social Community Days: per dare ai partecipanti concrete occasioni di confronto con professionisti e con le loro esperienze di vita e di lavoro; StartLab al femminile: il percorso di accompagnamento all’impresa dedicato alle donne con idee imprenditoriali e alle loro startup. La formazione si rivolgerà a tutti coloro che vogliono rimettersi in gioco e darsi nuove opportunità, a NEET (Young people Neither in Employment or in Education or Training), over 50 disoccupati o inoccupati, donne con idee imprenditoriali. In Italia solo il 20% dei lavoratori partecipa infatti ad attività di formazione, la metà rispetto alla media Ocse, e la percentuale scende al 9,5% per gli adulti con competenze basse e al 5,4% per i disoccupati di lunga durata (dati OECD 2019). Il fatto che poche persone abbiano possibilità di formazione permanente incide quindi negativamente sul tasso di occupabilità e sulla competitività delle aziende. Spesso, infatti, si registra un divario (mismatch) tra competenze dei lavoratori, bisogni del mercato e processi di trasformazione digitale. “Job Digital Lab – La formazione che ti rimette in gioco” è stato presentato oggi con un evento digitale interattivo con la partecipazione di Enrico Pagliarini, giornalista di Radio 24, Mirta Michilli, Direttore Generale della Fondazione Mondo Digitale, e Alessio Miranda, Country Manager di ING Italia, che attraverso il role modelling ha raccontato in prima persona la propria esperienza e ha risposto, insieme ad un gruppo di professionisti ING, alle domande dei partecipanti su come rimettersi in gioco. “Le competenze digitali sono e saranno sempre più importati per ognuno di noi – commenta Alessio Miranda, Country Manager di ING in Italia – La situazione di emergenza che stiamo vivendo ha reso ancora più evidente la loro centralità nella vita quotidiana e in quella professionale, trasformando il nostro modo di vivere, lavorare e di relazionarci. In ING vogliamo giocare un ruolo in questa evoluzione sia nei confronti dei clienti, sia verso i colleghi interni e anche verso la società. Con questo progetto investiamo in quanto di più prezioso ci possa essere: la formazione e lo sviluppo delle persone. Vogliamo dare loro gli strumenti per essere un passo avanti e per rimettersi in gioco in un mondo che evolve e cambia rapidamente e in cui nessuno deve restare indietro”. “Lavoriamo da sempre con reti collaborative ibride che distinguono i processi di innovazione sociale, – ha commentato Mirta Michilli, Direttore Generale di FMD – ma è la prima volta che avviamo una collaborazione con una banca digitale innovativa per sperimentare nuove strategie formative sempre più inclusive. Con Job Digital Lab la formazione diventa un collante a presa rapida, comunitario e d’impresa, capace di aggregare, fare comunità e coinvolgere tutti nella catena di valore. Sperimenteremo anche la ‘formazione continua di vicinanza’, accessibile da uno smartphone. Una sfida cruciale in tempo di emergenza”. Al suo termine il programma prevede il coinvolgimento diretto dei Centri di Orientamento al lavoro, Centri per l’impiego e agenzie di recruiting per facilitare l’ingresso e il reinserimento dei partecipanti nel mondo del lavoro.

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Scuola: Le competenze digitali di alunni e docenti lasciano a desiderare

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

Dalla relazione “Education & Training Monitor 2020″ emerge che nei paesi dell’UE non solo parte degli studenti, ma anche delle percentuali non indifferenti di insegnanti della scuola secondaria di primo grado risultano raramente formati in modo adeguato sull’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Ne deriva “la forte necessità di formazione nell’utilizzo delle competenze digitali per l’insegnamento”. Quanto agli investimenti nell’istruzione, secondo i dati della relazione di monitoraggio, gli Stati membri dell’UE hanno mantenuto la spesa pubblica per l’istruzione intorno al 10% della spesa pubblica totale. L’Italia, purtroppo, è indietro rispetto a questa media. Nell’Unione europea le competenze digitali di oltre il 15% della popolazione studentesca non sono adeguate. E anche quelle dei docenti, soprattutto nella scuola media. Lo ha rilevato la Commissione europea attraverso la relazione annuale di monitoraggio del settore dell’istruzione e della formazione: la relazione, che fa un raffronto tra Paesi, con 27 relazioni approfondite per paese, analizza l’evoluzione dell’istruzione e della formazione nell’UE e nei suoi Stati membri e presenta le strategie che possono aiutarli a soddisfare le esigenze del mercato del lavoro e della società. La relazione “Education & Training Monitor 2020″, di cui Indire riassume i contenuti, ha approfondito le modalità di insegnamento e di apprendimento nell’era digitale: ambiti che la crisi del coronavirus ha esaltato, ribadendo l’importanza delle soluzioni digitali per la didattica. Ma ha anche fatto emergere le carenze esistenti. “Contrariamente alla percezione diffusa che i giovani di oggi appartengano a una generazione di “nativi digitali”, i risultati dell’indagine indicano che molti non sviluppano competenze digitali sufficienti”, ha sintetizzato la rivista specializzata Orizzonte Scuola.In attesa che l’Unione Europea stanzi i fondi del Recovery Fund e l’Italia li destini anche a questo scopo, il giovane sindacato ricorda che la nota 2002 del 9 novembre 2020, concordata tra Ministero dell’istruzione, ANIEF e le altre oo.ss. firmatarie del CCNI, ha fornito alle scuole le indicazioni operative e i chiarimenti per la corretta gestione della didattica digitale integrata.

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“Freelance digitali” il volume di Barbara Reverberi

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Un mondo del lavoro che cambia crea un “prima” e un “dopo”. Per chi aveva un lavoro e non lo ha più, lo sta cercando, o ha realizzato che i paradigmi sono mutati e anche l’attività che svolgeva e garantiva una remunerazione va ripensata. In questo tempo di ridefinizioni, revisioni, ri-organizzazioni, assume particolare rilevanza “Freelance digitali” il volume curato da Barbara Reverberi e inserito nella nuovissima “Digital generation”, la collana scritta da grandi professionisti italiani del settore, coordinata da Gaetano Romeo e pubblicata da Maggioli Editore. L’autrice è giornalista, mamma e freelance dal 2012, dopo anni da lavoratrice dipendente in qualità di ufficio stampa presso la Fondazione Benedetta D’Intino della famiglia Mondadori e poi con un contratto a tempo determinato alla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. In 250 pagine, con i contributi di colleghi ed esperti del digitale, Barbara Reverberi guida, passo dopo passo, chi vuole fare la scelta di diventare freelance e non sa da dove iniziare: aprire la partita Iva, ritagliarsi un ambito operativo specifico coltivando competenze e conoscenze con un aggiornamento continuo, fare personal branding sui social networks, puntare sul Valore della professionalità nell’offrire servizi a nuovi potenziali clienti. Con una consapevolezza, che è diventato l’hashtag che caratterizza il Freelance Network Italia, di cui è fondatrice: #Insiemeèmeglio.Il volume, scritto in maniera agile e modulare, per consentirne una migliore fruizione e leggibilità analizza chi è il freelance, quali sono le opportunità del digitale, come gestire in modo responsabile la parte fiscale, quali strumenti utilizzare per promuoversi, fare personal branding e, soprattutto, come evitare di “sentirsi solo”. Secondo i dati Excelsior-Anpal la Digital Transformation produrrà circa 267mila nuovi occupati nel 2020. Chi vuole trovare lavoro o migliorare la propria posizione, deve quindi guardare attentamente alla rivoluzione digitale che comprende le professioni dell’ICT (Information & Communication Technology) e numerose nuove professioni con competenze digitali di tipo matematico e informatico, che vanno dall’analisi dei dati alla sicurezza informatica, dall’intelligenza artificiale all’analisi di mercato. La domanda delle nuove professioni prevede, oltre a figure come Data scientist, Cloud computing expert, Cyber security expert, anche i Social media manager ed esperti che sappiano affrontare questioni legali e tributarie. Chi sono, allora, i freelance digitali? Non solo giornalisti collaboratori, fotografi, fotoreporter, addetti stampa e chi svolge attività di pubbliche relazioni ma anche tutti coloro che svolgono professioni legate al Web (photo editor, illustratori, grafici, copywriter, videomaker) fino ad arrivare a fundraiser, avvocati, designer, formatori, architetti, artisti, geometri, psicoterapeuti e commercialisti. Tutte quelle figure professionali che devono reinventarsi e vivere la rivoluzione digitale, come un’occasione per fare un salto. Figure professionali che sono entrate a far parte anche di Freelance Network Italia, fondato da Barbara Reverberi come gruppo nato spontaneamente dopo un suo intervento a un corso di formazione per giornalisti del 2017, a Milano, che si intitolava “Voglio (devo) fare il freelance”.

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Una prospettiva sostenibile per le infrastrutture digitali”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2020

A cura di Benjamin Kelly, Analista senior, Ricerca globale e Antonio Botija, Responsabile originazione e investimenti, Investimenti infrastrutturali di Columbia Threadneedle Investments. Quando pensiamo alle infrastrutture, la nostra mente va immediatamente alle reti di trasporto, agli edifici o ai sistemi fognari, idrici ed elettrici: tutti elementi fisici o architettonici. Tuttavia, in un mondo le cui certezze sono state stravolte dall’epidemia di Covid-19, anche il settore delle infrastrutture sta cambiando faccia. Le crisi hanno la tendenza ad accelerare i trend preesistenti: l’economia della condivisione ha spiccato il volo all’indomani della crisi finanziaria globale, e la bolla delle dot.com ha inaugurato un’era di innovazione duratura. Anche il mondo post-Covid sarà forgiato dall’avvento di nuove tecnologie ed aziende, che consentiranno alle persone di lavorare, rilassarsi e mangiare “a distanza” (nell’immediato perlopiù da casa), e che abiliteranno il passaggio dalla modalità offline a quella online in tutti i settori e le fasce demografiche. Il Covid-19, dunque, sta rendendo più urgente il bisogno di una trasformazione digitale, laddove il digitale va considerato come un settore infrastrutturale a pieno titolo. Pur essendo più piccolo e meno diversificato, il mercato B2B era un’area in crescita, ma il minore ruolo del lavoro d’ufficio rischia di gettare ombre sulle prospettive a breve termine di questo settore.In aggiunta a tutto questo, è in corso il fenomeno della migrazione dei dati sul cloud. Dunque, la domanda è certa e gli elementi infrastrutturali sono già presenti, ma al momento la loro capacità di far fronte alla domanda è insufficiente. Il rapido ritmo di cambiamento registrato da questo settore negli ultimi 20 anni ha reso obsolete le reti costruite il secolo scorso.Inoltre, benché come già menzionato in nove paesi la fibra ottica ad alta velocità costituisca già il 50% o più delle connessioni internet fisse, nei 37 paesi studiati dall’OCSE la percentuale di fibra rispetto alla banda larga complessiva non è andata oltre il 27% (giugno 2019), in rialzo dal 24% di un anno prima. La trasformazione che si rende necessaria richiede ingenti quantitativi di capitali, creando opportunità per gli investitori. Ciò richiederà una combinazione di fondi pubblici e privati. In fondo, si tratta di beni con una lunga vita operativa che offrono servizi essenziali, con cash flow elevati (clienti che stipulano contratti continuativi) e in grado di generare crescita di lungo termine durante le fasi ribassiste o stazionarie dei mercati, come quella attuale. Questo è un aspetto fondamentale per gli investitori istituzionali ma anche per altre tipologie di investitori.Un’altra promessa dell’investimento in infrastrutture digitali è data dall’opportunità di investire in maniera significativa nella sostenibilità. Tuttavia, la crescita della domanda continua ad essere compensata dalla maggiore efficienza dei server e delle infrastrutture dei centri dati . Viste le previsioni relative alla futura crescita della domanda, i centri dati costruiti sul presupposto della sostenibilità sono una necessità, non un lusso.Le società stanno integrando attivamente i fattori di sostenibilità nelle decisioni che prendono in materia di infrastrutture digitali. Gli azionisti, ovviamente, hanno la capacità di incidere su tali scelte e sulle fonti energetiche utilizzate dalle aziende. Un’altra parte fondamentale del dialogo sulla sostenibilità viene dagli stessi centri dati e dalle loro sedi e attività operative. Se la pandemia di Covid-19 ci ha insegnato qualcosa, è che ciò che prima potevamo ritenere inconcepibile è ora decisamente fattibile, economicamente efficiente ed ecologicamente giusto. Il futuro del lavoro si preannuncia molto diverso dal passato, e le infrastrutture digitali giocheranno un ruolo cruciale in questo cambiamento.

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Oncologi italiani sempre più social e digitali

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2020

Gli oncologi italiani utilizzano sempre di più i social, anche per aggiornamento professionale, mentre, per l’interazione con il paziente preferiscono altri strumenti, anche in un periodo come questo che, per l’emergenza Covid, ha visto una riduzione delle visite di controllo e screening “face to face”. È quanto emerso nella seconda edizione dell’evento MEMO 2.0 20 (Merck Oncology Meeting Emotional Experience), promosso da Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, e tenutosi quest’anno, per la prima volta, in modalità completamente virtuale nei giorni 11 e 12 settembre.Nel corso di una delle sessioni interattive della prima giornata, gli oltre 100 oncologi collegati hanno partecipato a un sondaggio sulla loro propensione all’utilizzo dei social media e di altre risorse digitali nell’ambito della loro professione. Ne è emerso un quadro molto interessante, che rivela una figura specialistica in evoluzione: il 90% dei rispondenti ha un profilo social attivo, e, tra questi, più della metà utilizza i social per aggiornamento professionale e per condividere informazioni riguardanti la propria attività scientifica. Il social più utilizzato con queste finalità è ovviamente LinkedIn, ma anche Twitter, in misura minore, viene considerato una fonte utile.Gli oncologi intervistati hanno riconosciuto ai social anche un valore in termini di condivisione dell’esperienza da parte dei pazienti: sorprendentemente la maggior parte di loro ha valutato positivamente il fenomeno emrgente dei cancer blogger. I social media sono invece poco utilizzati nella comunicazione medico-paziente: nonostante il 59% dei rispondenti attivi sui social abbiano affermato di essere stati contattato dai propri pazienti tramite social, la larghissima maggioranza (76%) non avvia un’interazione con essi.La gestione dell’interazione col paziente viene affidata prevalentemente al “face-to-face” o, in caso di soluzioni a distanza, prevalgono modalità come il contatto telefonico o il video-consulto.“Gli intervistati hanno riconosciuto il valore delle soluzioni di telemedicina, e non solo dal punto di vista funzionale – spiega Alberto Maestri, Digital Transformation Advisor, che ha presentato l’indagine nel corso dell’evento. Il 58% dei rispondenti ha infatti confermato che questi strumenti non penalizzano affatto l’interazione col paziente dal punto di vista dell’empatia, anche quando confrontati alla classica visita face-to-face”.Proprio queste nuove modalità di consulto hanno consentito di ridurre sensibilmente l’impatto dell’emergenza Covid-19 sull’attività dei reparti di oncologia italiani, come illustrato da Antonio Messina, a capo del business farmaceutico di Merck in Italia nel suo discorso di apertura al MEMO. “Un recente studio pubblicato sull’European Journal of Cancer ha dimostrato come il 70% dei nostri reparti di oncologia abbia ridotto di poco o nulla l’attività durante il lockdown – conferma Messina. Certo, tanto resta da fare: se l’assistenza ha rallentato di meno, il numero degli screening pare aver subito una significativa riduzione anche nel nostro Paese. Questo non deve succedere: sappiamo tutti come i ritardi nelle diagnosi riducano sensibilimente le possibilità di curare i tumori efficacemente. In questo, ancora una volta, un grosso aiuto potrà venire dalla rete e dalla tecnologia digitale. L’oncologia italiana è ben consapevole di ciò, e oltremodo attiva, come hanno dimostrato le tante esperienze e best practices presentate nel corso delle due giornate del MEMO. Da parte nostra, confermiamo il nostro impegno nel favorire il confronto e la diffusione del sapere scientifico, anche in un periodo così difficile, attraverso formati innovativi: MEMO 2.0 20 è stata la nostra prima esperienza di meeting 100% virtuale, e di certo non sarà l’ultima”.

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“Digitalizzazione e acquisizione delle competenze digitali”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2020

Sono due facce di una stessa medaglia, due strade che vanno percorse in parallelo. Per noi che siamo nati grazie alla rete, favorendo così un contatto immediato e capillare con i cittadini, questo è uno dei temi identitari che sentiamo a noi più vicini.
Anche per questo abbiamo, da subito, fatto di tutto per farli rientrare tra le priorità del nostro Paese, e con il Decreto di adozione della “Strategia Nazionale per le competenze digitali”, cui ha lavorato in particolare la Ministra Paola Pisano, abbiamo realizzato un piano per combattere il digital divide, aumentare gli specialisti Ict e promuovere lo sviluppo delle competenze fondamentali.Penso che la formazione digitale, di cui non possiamo più fare a meno, non possa essere considerata qualcosa di “nuovo”, ma parte integrante di un percorso, come le materie umanistiche, scientifiche o come le lingue straniere, accompagnando i nostri ragazzi sin dai primi anni di istruzione obbligatoria.Il nostro Paese, purtroppo, per anni è rimasto indietro su questo tema, adesso, invece, in pochi mesi, abbiamo assistito a un’importante accelerazione dei processi. E questo ha portato con sé anche una maggiore consapevolezza su quanto la tecnologia possa aiutare l’uomo a vivere meglio. Finalmente inizia a non essere più vista come un “nemico” da combattere, ma come un alleato.Proprio su questo tema, oggi, Giovanni Lo Storto ha scritto un bel contributo, sottolineando l’importanza strategica dell’acquisizione delle competenze digitali, soprattutto in una fase di “riprogrammazione”, come quella che stiamo vivendo.La pandemia ha cambiato molto, di noi e delle nostre abitudini, da tutto ciò che accade dobbiamo prendere gli aspetti positivi. E la nostra grande sfida è quella di rendere questo Paese più moderno, sostenibile, tecnologico ed efficiente. I presupposti ci sono tutti, e le linee guida del Recovery Plan, che stiamo finalizzando in queste ore, lo dicono chiaramente. I progetti in cantiere ci consentiranno di intervenire per colmare quel divario, sociale e digitale, che, come ha ricordato il Presidente Mattarella, in alcuni contesti è stato accentuato proprio dalla pandemia. Stiamo finalmente cambiando il Paese”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Trasformazione digitale con le reti 5G

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2020

A cura di Sylvie Séjournet e Anjali Bastianpillai. La diffusione delle reti 5G fornirà un ulteriore stimolo. Già in espansione negli Stati Uniti, in Cina, in Corea e in altri mercati sviluppati, il 5G è in grado di trasmettere i dati a velocità molto superiori rispetto alle reti attuali e di gestire volumi di informazioni molto maggiori, consumando al contempo molta meno batteria. E poiché le esigenze digitali durante il lockdown hanno messo a dura prova la capacità attuale, è probabile che l’espansione del 5G procederà ora più rapidamente del previsto. Ciò, a sua volta, alimenterà l’espansione dell’Internet delle cose (Internet of Things, IoT), aprendo così un universo di possibilità digitali pressoché illimitato.Nell’ambiente domestico, ad esempio, questo potrebbe significare piantagioni di pomodori che chiedono acqua, tetti che segnalano indebolimenti dopo fenomeni atmosferici estremi, giubbotti che comunicano ai genitori la posizione aggiornata del figlio, bidoni della spazzatura che chiedono di essere svuotati e confezioni di latte che comunicano la data di scadenza. Muovendosi per la città, la diffusione dell’IoT potrebbe invece significare ricevere un avviso sui parcheggi disponibili, dati secondo per secondo sul traffico circostante per i veicoli autonomi, avvisi sulla qualità dell’aria locale e molto altro. La migliore connettività sosterrà la crescita tecnologica su diversi fronti, di cui tre in particolare. Tutti e tre erano già in forte crescita prima, ma con la pandemia hanno ampliato enormemente la loro base di clienti e, ora che più persone hanno sperimentato ciò che è possibile fare, pensiamo che questo solido trend proseguirà.In primo luogo, c’è l’e-commerce: il lockdown ha spinto milioni di persone a ricorrere allo shopping online per i generi alimentari e altre merci, e prevediamo che molte di loro rimarranno conquistate dalla comodità e dai prezzi competitivi e continueranno a effettuare online almeno parte dei loro acquisti. PayPal, per esempio, ha registrato una media di 250.000 nuovi account al giorno nel mese di aprile.Il software come servizio (Software as a Service, SaaS) è un altro segmento destinato a sperimentare una forte crescita. Esso comprende la tecnologia necessaria per le piattaforme di work from home, nonché per l’istruzione online, l’archiviazione su cloud e le teleconferenze. Anche una volta che tutte le misure di lockdown saranno completamente rimosse, a nostro avviso, sia le aziende sia i dipendenti preferiranno prassi di lavoro più flessibili rispetto a prima della pandemia. Anche l’istruzione cambierà: l’Università di Cambridge, ad esempio, ha già fatto sapere che le lezioni continueranno online almeno fino all’estate del 2021.
La vita digitale è un’altra area chiave. Dopo il lavoro viene lo svago e il lockdown ha dimostrato come buona parte delle nostre attività di svago e di socializzazione possano essere svolte con l’ausilio di dispositivi digitali. In quest’ambito, le consegne di generi alimentari e cibi pronti, i servizi di video-streaming e i giochi online potrebbero essere i principali beneficiari. Anche la telemedicina sta assistendo a un boom: nei soli Stati Uniti entro la fine dell’anno saranno effettuate 900 milioni di visite a distanza, un dato in crescita del 64% rispetto al 2019 secondo il gruppo di ricerca sulla salute Frost and Sullivan.Quindi, per quanto le misure di lockdown siano temporanee, hanno dimostrato quanto sia elevato il progresso raggiungibile nel mondo digitale e, soprattutto, in quanto poco tempo. E tanto più la digitalizzazione avanzerà, tanti più dati si avranno per migliorare l’esperienza e il processo di digitalizzazione. L’intelligenza artificiale farà sempre più parte della nostra vita quotidiana con i suoi servizi digitali basati su algoritmi ultrasofisticati.

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Pagamenti digitali in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2020

Il COVID-19 ha costretto molte persone a cambiare significativamente il modo in cui vivono, lavorano e comunicano. Questo ha inevitabilmente influenzato anche le modalità con cui le persone pagano – non solo per beni e servizi, ma anche come inviano denaro ad amici e parenti – secondo la ricerca “Lost in Transaction” di Paysafe, piattaforma leader nel settore dei pagamenti.Quasi un terzo (27%) dei consumatori italiani ha dichiarato di aver trasferito denaro ad amici o parenti una o due volte durante il primo mese di lockdown. Un ulteriore 15% degli italiani ha effettuato più di due trasferimenti nello stesso periodo, con l’1% che è arrivato a farlo almeno 11 volte. Tuttavia non hanno utilizzato mezzi fisici per farlo, dal momento che il 43% delle persone in Italia afferma di aver ridotto la gestione dei contanti a causa della crisi sanitaria.Di conseguenza, il trasferimento di denaro online e i servizi di portafoglio digitale come Skrill stanno diventando il canale scelto dai consumatori. Con la necessità di trasferimenti di denaro internazionali destinati ad aumentare a causa delle restrizioni globali nella circolazione, il 31% degli intervistati in Italia ha dichiarato di aver utilizzato i portafogli digitali come il modo più rapido, efficace e conveniente per trasferire denaro all’estero da quando è iniziato il lockdown. Solo l’11% degli italiani ha dichiarato che avrebbe utilizzato un metodo di pagamento fisico per inviare denaro all’estero durante la pandemia.
La ricerca di Paysafe ha evidenziato ulteriori modalità con cui COVID-19 ha stimolato un cambiamento digitale nel modo in cui i consumatori acquistano e pagano, con il 44% degli italiani che ha affermato che ridurrà l’utilizzo di contanti in futuro. In effetti, quasi la metà (46%) degli intervistati italiani al sondaggio afferma che farà più acquisti online, anche quando i lockdown saranno stati completamente revocati.

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Planet lancia un servizio integrato di pagamenti digitali per le aziende europee

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2020

La società di pagamenti Planet ha lanciato un servizio integrato di pagamenti digitali per i Partner che operano in tutta Europa nei settori Hospitality e Food&Beverage. La nuova soluzione fornisce tutti i servizi – inclusi l’acquiring e l’elaborazione delle transazioni – in un’unica piattaforma, garantendo ai Partner nuovi ricavi grazie ai servizi ad alto valore aggiunto per la gestione dei pagamenti. Il servizio viene fornito da Planet a seguito dell’approvazione della chiusura dell’acquisizione di 3C Payment da parte della Financial Conduct Authority (FCA).Scegliendo Planet, i Partner beneficiano di una gamma completa di servizi di pagamento per l’Hospitatily che copre acquiring, accettazione, elaborazione dei dati attraverso il gateway, reportistica e intelligence. Il nuovo servizio garantisce metodi di pagamento contactless digitali più veloci e sicuri, trasmettendo agli ospiti la serenità necessaria per fare i propri acquisti. Albergatori e ristoranti saranno in grado di offrire un’esperienza di pagamento migliore anche per gli ospiti cinesi, poiché il servizio di acquiring include anche Alipay e WeChat Pay. Grazie al servizio di pagamenti integrato, i Partner possono ottimizzare i costi consolidando gli accordi precedentemente stipulati con più fornitori. Una soluzione che li aiuta a rispondere a condizioni commerciali globali sempre più complesse e a beneficiare di ulteriori servizi ad alto valore aggiunto, tra cui gli insights derivanti dall’elaborazione dei dati acquisiti e la conversione dinamica di valuta, permettendo loro di aumentare le entrate derivanti dalla gestione dei pagamenti. La soluzione sfrutta il gateway 3C Payment – completamente integrato con i sistemi operativi e di prenotazione aziendali – e fornisce servizi sicuri su più canali in loco, online o via mobile. Il sistema risulta ancora più efficiente grazie alle funzionalità offerte dal nuovo terminale portatile di pagamento PAX A920, utilizzabile sia alla reception che al tavolo. I nuovi e innovativi servizi digitali possono anche supportare i Partner del settore Hospitality nel miglioramento dell’elaborazione delle transazioni su tutti i touchpoint, dal fisico all’online, aumentando la sicurezza in un mondo post lockdown. Nel Food&Beverage, grazie al gateway digitale 3C e la tecnologia wallet, possono fornire servizi di prenotazione e pagamento, elaborati in-app, limitando così l’interazione con il personale e gli altri commensali.La soluzione di pagamento Planet per il settore Hospitality, consente di costruire un profilo completo degli ospiti per comprendere meglio le loro abitudini d’acquisto. Una volta elaborate, queste informazioni vengono mandate ai Partner, permettendogli d’implementare attività di marketing personalizzate e loyalty program per gli ospiti.Steve O’Donovan, Chief Payments Officer di Planet ha dichiarato: “Dopo l’annuncio dell’acquisizione, abbiamo riscosso un positivo interesse da parte delle principali catene globali di hotel e ristorazione. Abbiamo infatti già sviluppato la prima di una serie di nuove entusiasmanti proposte per i nostri Partner.Il nostro servizio integrato di pagamenti per l’Hospitality consente ad albergatori e ristoratori di migliorare l’esperienza dei propri ospiti, aumentare i profitti, e allo stesso tempo, beneficiare dell’efficienza della gestione di un’unica piattaforma di pagamento”.
“Dopo l’approvazione della FCA e la successiva finalizzazione dell’accordo con 3C Payment, la nostra attenzione si concentra ora sull’integrazione delle attività. Ciò significa lavorare con i nostri nuovi colleghi di 3C Payment per aiutare i Partner dei settori Retail, Hospitality, Food & Beverage e Self-Service, ad offrire ai loro clienti un’esperienza di pagamento eccezionale e a far crescere i loro ricavi con un’ampia gamma di prodotti e servizi”.Grazie ai 30 anni di esperienza nel Retail, Planet sta integrando i servizi di 3C Payment in una piattaforma di pagamenti digitali per i retailer europei. Da questo nascerà una soluzione costruita appositamente per il settore. Ciò include l’acquiring completo, l’accettazione dei pagamenti dei digital wallet, la conversione di valuta e i rimborsi iva, il tutto elaborato attraverso un unico terminale di pagamento di nuova generazione. L’introduzione sul mercato della soluzione integrata per il Retail è prevista per settembre 2020. L’acquisizione di 3C Payment da parte di Planet, annunciata il 18 giugno 2020, è stata ora formalmente approvata dalla Financial Conduct Authority (FCA) nel Regno Unito, permettendo la finalizzazione dell’operazione.

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Nuovo report “Disuguaglianze digitali”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2020

L’emergenza coronavirus ha messo a nudo nuove esigenze per il paese, soprattutto per le famiglie con figli. In particolare, quelle legate alla digitalizzazione del paese. Si è misurata tutta la distanza tra chi aveva a disposizione gli strumenti per comunicare, lavorare, studiare, potendo reagire al momento di crisi, e chi no.È così diventato evidente che lo sviluppo dell’agenda digitale sarà sempre più legato al contrasto alla povertà educativa. Il divario digitale si va infatti a sommare ai fattori di disuguaglianza già esistenti. Attraverso i dati a livello locale, siamo andati a mappare la profondità di questi divari sui territori da diversi punti di vista: dalle disparità di accesso alla banda larga tra aree interne e città, alla presenza di dispositivi digitali nelle scuole.La sfida per una digitalizzazione inclusiva non riguarda non solo i divari tecnologici. Tocca disuguaglianze sociali profonde, per cui serve una strategia di lungo periodo, sinergica con quella per il contrasto della povertà
educativa.

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Il Louvre Abu Dhabi presenta le nuove esperienze digitali da sperimentare da casa

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

Il Louvre Abu Dhabi arricchisce la propria offerta digitale, fornendo l’accesso gratuito a svariati contenuti attraverso tour virtuali, video, audio e attività online. Grazie a questa iniziativa il museo rimarrà accessibile al pubblico di tutto il mondo, che potrà continuare ad ammirare le sue mostre e le opere d’arte.“Nonostante il Louvre Abu Dhabi rimanga temporaneamente chiuso, non si ferma la nostra missione di condividere il racconto delle connessioni culturali simbolo del museo”, afferma Manuel Rabaté, Direttore del Louvre Abu Dhabi. “Guardare all’arte anche in un periodo particolarmente difficile può risultare talvolta stimolante e gratificante. Per questo il Louvre Abu Dhabi ha sviluppato e arricchito la sua offerta digitale, fornendo accesso a maggiori contenuti e migliorando l’esperienza per il pubblico, che potrà così godersi un tour virtuale della mostra più recente o sperimentare le attività online che animano la nostra collezione comodamente da casa. Continueremo a raccontare le storie del nostro museo, nella speranza che offrano conforto, pace e ispirazione”.

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Testate digitali, da Google un fondo di emergenza ANSO

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

Un sostegno all’informazione digitale. Gli associati ANSO – Associazione Nazionale Stampa Online – hanno la possibilità di accedere al fondo di emergenza per le piccole e medie testate digitali messo a disposizione da Google. Il gigante di Mountain View, attraverso il progetto Google News Initiative (GNI), ha predisposto uno strumento per sostenere quanti fanno informazione digitale per le loro piccole comunità. Le domande possono essere presentate a partire da mercoledì 15 aprile, e fino al prossimo 29 aprile, attraverso la piattaforma all’indirizzo: https://newsinitiative.withgoogle.com/journalism-emergency-relief-fund.
Se l’informazione digitale ai tempi del coronavirus ha aperto e sta aprendo nuovi scenari, confermando l’importanza non solamente delle piccole realtà editoriali che operano sul territorio, ma anche del digitale, l’emergenza sanitaria sta mettendo in difficoltà queste stesse piccole realtà che garantiscono questo tipo di informazione. «Le testate in questo periodo non hanno smesso di fornire i propri servizi con la consapevolezza di essere un settore strategico per il Paese», prosegue il presidente di ANSO. «Le nostre aziende editoriali sono un po’ come le Pmi della manifattura: piccole imprese composte da giornalisti, tecnici, grafici, personale amministrativo e addetti alla vendita di servizi. La fonte maggiore dei nostri ricavi proviene dalla pubblicità e con l’arrivo della pandemia tutto il mercato si è fermato. Malgrado questo abbiamo continuato e continuiamo a lavorare».Il fondo di emergenza istituito da Google è aperto a organizzazioni giornalistiche locali di piccole e medie dimensioni con una presenza digitale e una dimensione della redazione compresa tra 2 e 100 giornalisti. La finestra per la presentazione delle domande è di due settimane. Le redazioni possono infatti presentare domanda a partire da oggi 15 aprile e fino alle 23:59 (fuso orario del Pacifico) del prossimo 29 aprile. I moduli di domanda richiedono informazioni di base sulla pubblicazione / organizzazione e sull’uso previsto dei fondi. Per rendere i fondi disponibili il più rapidamente possibile, le domande verranno analizzate e le decisioni condivise su base continuativa.

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Libri di testo e piattaforme digitali

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

Mentre si profila un significativo prolungamento dello stop alle lezioni in classe, gli editori scolastici confermano il loro impegno a supporto di alunni, famiglie, docenti, dirigenti scolastici. “Mai come oggi – spiega il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Ricardo Franco Levi – i libri di testo e i loro supporti digitali sono garanzia di continuità didattica. Oggi siamo in prima linea nei piani per la didattica a distanza con strumenti che sono stati dall’inizio dell’emergenza a disposizione delle famiglie, senza costi aggiuntivi”.Già oggi, infatti, sono numerose le piattaforme per la didattica a distanza messe a disposizione gratuita delle scuole di ogni ordine e grado e che, con al centro il libro di testo, vera colonna portante del nostro sistema di educazione, permettono la continuità didattica: migliaia di contenuti digitali, videolezioni, webinar e altro ancora, materiali tutti che hanno consentito – grazie al lavoro infaticabile e insostituibile di docenti e dirigenti – di dare concreta attuazione al diritto allo studio di bambine e bambini, ragazze e ragazzi.“Siamo stati a fianco delle famiglie – spiega Giovanni Bonfanti, vicepresidente di AIE e presidente del gruppo Educativo – in momenti drammatici, attraverso le donazioni per le scuole e le famiglie nelle zone terremotate, o colpite nel crollo del ponte di Genova, e lo siamo anche oggi con l’emergenza Coronavirus”. In questo contesto, è importante garantire il processo di adeguamento dei testi scolastici confermando anche quest’anno il normale procedere delle nuove adozioni, anche a garanzia della libertà di insegnamento dei docenti: “La conferma, anche in un anno così difficile, delle nuove adozioni – prosegue Giovanni Bonfanti– consoliderebbe l’impegno nell’educazione delle case editrici che danno lavoro, direttamente e indirettamente, a migliaia di persone e che contribuiscono ad attuare e a rendere effettivo il diritto allo studio, intervenendo significativamente nella formazione del “capitale umano”, cioè i nostri figli, i cittadini di domani”.
“Chiediamo di poter continuare a svolgere questo lavoro di accompagnamento delle scuole e delle famiglie – conclude Bonfanti -. Allo Stato invece il compito di tutelare i bilanci familiari con opportune politiche di sostegno, quali la tanto auspicata detrazione fiscale per l’acquisto dei libri di testo e il rifinanziamento del fondo per l’acquisto dei libri di testo per le famiglie bisognose, fermo al 1998 e da quella data mai rivalutato”.

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La metodologia di progettazione e sviluppo di progetti digitali di Enhancers è nativamente smart

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

Tutti gli strumenti di collaborazione a distanza fanno da sempre parte del lavoro quotidiano della realtà fondata nel 2011 a Torino, tra i precursori dello User experience (UX) design in Italia.Enhancers, oggi, ha due basi in Italia, a Torino e Bologna, 50 dipendenti, un fatturato con una crescita costante con tassi del 30-40% anno su anno. Nel 2019 il team ha accolto 16 nuove persone, inquadrate con diverse forme di collaborazione, e prevede di aggiungere 8 nuovi collaboratori nei prossimi mesi, sia designer e sia sviluppatori.«In un momento difficile come questo l’industria del digitale è tra le poche a reggere l’urto, anzi, vede moltiplicarsi le opportunità di innovazione e crescita. Da protagonisti del settore intendiamo trasferire questo valore anche al territorio, creando lavoro e nuovi mercati», afferma Luca Troisi, fondatore e CEO di Enhancers.Enhancers è permanentemente in modalità smart working anche quando i team sono fisicamente presenti. La comunicazione interna e con i clienti avviene, oltre che via mail e telefono, con Hangouts Meet per le videoconferenze e Chat per le conversazioni per iscritto. I progetti vengono condivisi con Miro, una piattaforma on line per il co-design e l’Agile e i materiali sono nel cloud su Google Drive, accessibili a tutto il team. I prototipi digitali sono realizzati e inviati con InVIsion. La storia del progetto è documentata con Confluence e Jira e la consegna del progetto per lo sviluppo è, infine, gestita a distanza con Zeplin.Enhancers progetta esperienze d’uso significative per gli utenti e sviluppa prodotti digitali innovativi che fanno leva sulle tecnologie per creare valore per le persone e le aziende. Tra i clienti, le principali banche italiane, colossi della Smart Home come il gruppo Haier Europe, proprietario per esempio dei marchi Candy e Hoover e brand capofila del made in Italy come Illy.

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Piattaforme digitali a supporto della didattica

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Sono ben 55 le piattaforme e circa 2milioni i contenuti digitali che l’editoria universitaria e professionale sta offrendo sul mercato per accompagnare la didattica e la ricerca universitaria in questo momento difficile. È quanto emerge dalla rilevazione condotta dall’Associazione Italiana Editori (AIE) su 27 editori universitari che hanno partecipato al “Censimento delle risorse digitali disponibili per le biblioteche degli atenei italiani”, con accessi da remoto per docenti e studenti: il panorama comprende ricche collezioni di libri e riviste digitali di singoli editori, di aggregatori e di piattaforme di prestito digitale (e-lending).Complessivamente sono circa 2 milioni i contenuti digitali, non solo in italiano, di ogni ambito disciplinare, messi a disposizione da aziende del nostro paese. A ciò si aggiungono le piattaforme didattiche e le integrazioni digitali dei libri di studio che sono particolarmente preziose nella didattica a distanza (a questo link tutte le piattaforme censite): “Anche in un periodo così difficile per le loro aziende, gli editori mostrano una straordinaria disponibilità nei confronti dei lettori e del mondo dell’istruzione in particolare – ha commentato il presidente dell’AIE, Ricardo Franco Levi – É in questa ottica che abbiamo lanciato questa iniziativa per censire l’offerta digitale italiana per le università”.”Gli editori universitari – ha sottolineato il presidente del Gruppo accademico-professionale dell’Associazione, Andrea Angiolini – in contatto costante con la commissione biblioteche della Crui, stanno cercando di supportare al meglio la didattica delle università: la definizione chiara dell’offerta editoriale in formato digitale è una componente centrale di questo impegno. A questo si aggiunge lo sforzo per assicurare un’offerta sempre più ampia di contenuti e servizi, insieme a condizioni di accesso adeguate alle circostanze”.

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Concorso per progetti digitali innovativi rivolti al mondo delle risorse umane

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

INAZ, in collaborazione con dPixel e Sellalab, lancia un’iniziativa per sostenere le realtà in grado di innovare il mondo delle HR-TECH: si tratta di una competizione aperta a team di sviluppatori software, esperti IT, startup e piccole e medie imprese attive nel panorama della digital transformation, chiamate a progettare soluzioni rivolte al mondo dell’organizzazione e gestione del personale. Inaz è alla ricerca di progetti innovativi e ambiziosi in ambito Intelligenza Artificiale (AI) e Realtà Virtuale (VR) con l’obiettivo di gestire meglio dipendenti e collaboratori delle aziende, di favorirne il benessere e la soddisfazione e di facilitare i processi che interessano gli uffici e le direzioni del personale.«Siamo convinti – afferma Linda Gilli, presidente e amministratore delegato di Inaz – che le HR del futuro vedranno affiancati due elementi fondamentali: il fattore umano e l’intelligenza artificiale che insieme interagiranno per migliorare i processi e le organizzazioni. Al contempo, siamo consapevoli di come elementi come soddisfazione, motivazione e coinvolgimento siano indispensabili per far lavorare le persone al meglio; per questo noi di INAZ sviluppiamo applicativi e servizi per le HR che tengano sempre le persone al centro del processo, utilizzando le migliori tecnologie».Il team che con il proprio progetto vincerà la competizione riceverà un premio fino a 10.000€ e la possibilità di collaborare con INAZ per lanciare il proprio progetto sul mercato. I team e saranno affiancati dallo SWAT Team di INAZ composto da Product Manager, Business Developer, AI Expert, VR Expert, Data Solution Engineer, Data Scientist e Data Analyst, che sarà a loro disposizione per rispondere a quesiti tecnici e offrire supporto per comprendere al meglio le opportunità di integrazione con INAZ.Come si svolge – Possono partecipare alla competition team provenienti da aziende, startup o professionisti singoli che presenteranno la propria idea compilando la candidatura on line entro il 15 aprile su http://dpixel.it/inaz. Le idee raccolte verranno valutate e selezionate in funzione del loro potenziale di mercato, del loro contributo innovativo nel mondo delle HR-Tech e del reale potenziale di sviluppo. I progetti selezionati passeranno agli step successivi dove verranno affinati con il supporto di Inaz, fino alla proclamazione finale dei vincitori.

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Utilizzo di soluzioni digitali

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

E’ un tema presente, oggi più che mai, nella lista delle priorità delle principali aziende e Pubbliche Amministrazioni italiane. Cresce, infatti, la consapevolezza che l’introduzione delle nuove tecnologie (dai dispositivi mobili agli oggetti intelligenti, dalla dematerializzazione dei documenti alla robotica, dai database distribuiti alla realtà aumentata) offre un’importante opportunità di semplificazione dei processi, generando al contempo sia un recupero di produttività sia un sensibile miglioramento dell’efficacia, creando un differenziale competitivo di lungo periodo.In questo scenario le startup hanno – e avranno, sempre più – un ruolo primario nelle evoluzioni di aziende e supply chain: il tema dell’open innovation è oggi nell’agenda degli amministratori delegati delle aziende di ogni dimensione e settore, consapevoli che le startup costituiscono un’ulteriore importante risorsa per compiere una vera trasformazione digitale. L’iniziativa DAFNE Open Innovation, volta a individuare le principali startup attive nel mondo della salute, è stata lanciata dal Consorzio proprio con l’obiettivo di supportare la filiera Healthcare e le aziende dell’ecosistema.L’iniziativa, svolta in collaborazione con PoliHub Innovation District & Startup Accelerator – l’incubatore del Politecnico di Milano gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano – ha visto l’analisi delle startup e scaleup presenti all’interno del network e l’identificazione successiva di 16 realtà.
Tra queste, le prime 10 sono state sottoposte all’analisi del Consiglio di Amministrazione del Consorzio, che le ha valutate sulla base di 3 dimensioni: innovatività della realtà, applicabilità dell’innovazione e impatto sulla filiera. Le 6 startup ritenute più interessanti sono: Arox, Artiness, BiomimX, InnovaCarbon, Merylo e Shippeo. Nelle prossime settimane queste realtà verranno ulteriormente analizzate per decretare le prime 3 finaliste, che potranno presentare le loro soluzioni in occasione del Convegno Nazionale del Consorzio, “Digital For Health”, che si terrà il prossimo 20 febbraio 2020 presso l’Auditorium G. Testori di Palazzo Lombardia a Milano. La startup vincitrice otterrà un premio in denaro di 5.000 € e un voucher del valore di 10.000 € in servizi erogati da PoliHub, oltre a una giornata di mentoring e coaching con i vertici di alcune aziende del Consorzio. Appuntamento quindi al 20 febbraio per scoprire i vincitori.

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Maxi furto di identità digitali

Posted by fidest press agency su domenica, 16 febbraio 2020

A cura di Gabriele Zanoni, EMEA Solutions Architect di FireEye “In base alla nostra esperienza questo tipo di eventi hanno un lungo strascico in quanto abilitano potenzialmente gli attaccanti ad accedere ad informazioni private, impersonare le vittime e condurre campagne di phishing molto mirate. Qui parliamo di 100 miliardi di indirizzi email online del Governo, Protezione Civile, giudici e forze dell’ordine.Spesso vediamo attaccanti vendere o distribuire liste di nomi utenti e password che possono poi essere riutilizzati per altri attacchi. Il mese scorso ad esempio l’FBI in collaborazione con le forze Tedesche, Olandesi e Inglesi hanno sequestrato il sito WeLeakInfo.com che vendeva accessi a dati ottenuti anche tramite la compromissione di siti web.Ci aspettiamo che gli aggressori continuino a mantenere alto il loro interesse per quello che tecnicamente chiamiamo “credential stuffing” cioè appunto il riuso di credenziali per forzare i sistemi dove le vittime usavano la stessa combinazione di utente e password.Le aziende e i singoli utenti posso ridurre gli impatti di queste divulgazioni attraverso accorgimenti come l’utilizzo di password forti, evitare il riuso delle stesse password, abilitare i sistemi di secondo fattore di autenticazione ove disponibili (e.g. token) e monitorare con attenzione le attività di login sui i sistemi in azienda e in Cloud”. ( Fonte: ommento di FireEye)

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Il 72% dei consumatori digitali del Nordest acquista prodotti e servizi all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 8 dicembre 2019

Un terzo degli acquirenti digitali del Nordest acquista prodotti online inizialmente condivisi sui social media e 7 consumatori digitali su 10 comprano da siti e piattaforme internazionali. I consumatori digitali del Nordest si distinguono per la loro sensibilità green, riservando particolare attenzione alla sostenibilità dei prodotti e delle confezioni con cui questi vengono spediti. Pasti a domicilio, abbigliamento e libri sono tra i prodotti più acquistati dagli acquirenti del Nordest attraverso piattaforme digitali[1]. Il 18% delle imprese online in Italia è del Nordest: la maggior parte rappresentate da Veneto (7%) ed Emilia Romagna (7%), seguite da Friuli-Venezia Giulia (2%) e Trentino-Alto Adige (2%).Queste alcune delle evidenze emerse oggi in occasione della prima edizione di Netcomm Forum Nord-Est, il primo appuntamento con l’evento di riferimento per la trasformazione digitale delle imprese locali, organizzato da Netcomm, il Consorzio del commercio digitale in Italia, in collaborazione con Fiera di Padova.“Il Nordest ha tassi di crescita intorno al 20% annuo, sia nei volumi d’affari delle vendite online sia delle imprese coinvolte, ben superiore a quello medio nazionale. Un territorio fertile, dunque, dove le prospettive di trasformazione digitale rappresentano una grande opportunità anche per il resto del Paese, in cui quest’anno gli acquisti online hanno sfiorato i 31,6 miliardi di euro, con una crescita del 15%.” Commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, il Consorzio del commercio digitale in Italia. “Attraverso questa prima edizione di Netcomm Forum Nord-Est abbiamo voluto sensibilizzare manager e professionisti al necessario e inevitabile percorso di evoluzione digitale che le pmi del territorio devono intraprendere per poter stare al passo con le sfide internazionali, in termini di offerta e competitività. Il digitale è una grande opportunità e se le imprese sapranno fare rete tra loro, investendo nelle tecnologie e nelle competenze necessarie, potranno lavorare insieme per un modello di business sempre più competitivo in una prospettiva internazionale.”
“Il commercio on line, sia b2b sia b2c è un canale oramai fondamentale per ogni azienda e le case history presentate nel corso di questo Forum lo hanno evidenziato chiaramente – sottolinea il direttore generale di Fiera di Padova Luca Veronesi – Il compito di una Fiera al passo con i tempi è mettere a disposizione delle imprese non solo spazi espositivi ma anche servizi informativi ed educativi ad alto valore aggiunto. Questa prima edizione di Netcomm Forum è uno di questi: approfondire e aggiornare con relatori di altissimo profilo le proprie conoscenze sul commercio on line è una opportunità che abbiamo offerto insieme a Netcomm a tutti gli imprenditori del Nord Est, perché Fiera di Padova ha l’obiettivo di essere riconosciuta sempre più come un luogo dove ogni iniziativa ruota attorno all’innovazione, alla conoscenza e allo scambio di esperienze.”Netcomm Forum Nord-Est ha rappresentato il primo spin-off geografico del consolidato appuntamento di Netcomm Forum, arrivato proprio quest’anno alla sua quattordicesima edizione a Milano, con oltre 250 imprese espositrici e registrando un record di oltre 17 mila presenze.Sono intervenuti, nel corso della giornata, Roberto Liscia, Presidente di Netcomm; Silvia Elia Legal Advisor and Policy Affairs di Netcomm; Giulio Finzi, Senior Partner di Netcomm Services; Valentina Pontiggia, Direttore Osservatorio eCommerce B2c, Politecnico di Milano; Fabrizio Dughiero, dell’Università di Padova; Simone Ranucci Brandimarte, Co-fondatore e presidente del Gruppo DigiTouch; Gianluca Borsotti, CEO & Founder di Mister Worker; Daniele Bruttini Founder, Quomi Srl; Simona Casarotto Responsabile della Comunicazione, SUN68; Giulia Chiari Head of Partnership, AliExpress; Paolo Costa Digital Manager, Sacchi Elettroforniture SpA; Maurizio Menniti Responsabile e-commerce e web marketing, UYN; Stefano Branduardi Marketing Director, MailUp; Franco Conzato Direttore, Nuovo Centro Estero Veneto e Promex, Azienda Speciale CCIAA di Padova; Mariagrazia Flaibani, Digital Marketing Director Worldwide di Electrolux; Antonella Girone, eCommerce and Digital Marketing Manager di Salewa; Rita Polarolo, Responsabile del programma Amazon – Made in Italy, Amazon; Paola Trecarichi Senior Head di HiPay Italia
Tra le eccellenze tecnologiche del territorio, hanno partecipato all’evento Uqido, software house padovana attiva nella realtà virtuale e aumentata, nel machine learning, nell’IoT e nell’intelligenza artificiale; e Fattoretto, agenzia veneta tra le più riconosciute nel panorama italiano, specializzata in consulenza SEO e Digital PR per e-commerce.

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