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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘digitalizzazione’

Enti locali: “Con digitalizzazione si riduce spesa corrente”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 maggio 2019

Roma – “Esistono Comuni che, con la digitalizzazione, sono riusciti a ridurre la spesa corrente del proprio ente usando tecnologie e piattaforme messe a disposizione dallo Stato, facendo spendere ai cittadini molti meno soldi. Un esempio che cito spesso è quello del Comune di Milano, cui mi onoro di consegnare questo Premio. Trasparenza, tecnologia ed etica sono cose che vanno nella direzione della tutela dei conti pubblici.I Comuni si aiutano favorendo il dialogo e la collaborazione, purtroppo ci sono Amministrazioni che subiscono il peso della colpa di qualcun altro e lo Stato non può voltargli le spalle, perché dietro i Comuni ci sono i cittadini.
Come Governo stiamo facendo un grande lavoro sulla digitalizzazione, a 360 gradi. Lo facciamo, perché c’è la consapevolezza che togliendo dei passaggi intermedi e semplificando, si eliminano gli interessi personali e si lascia l’etica al primo posto”.
Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, intervenendo, alle Scuderie del Quirinale, alla consegna del Premio Nazionale per la diffusione della Trasparenza e dell’Etica nella Pubblica Amministrazione.

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Blockchain Castelli: “Con investimenti in tecnologia si aumenta competitività”

Posted by fidest press agency su domenica, 5 maggio 2019

San Mauro Torinese – “Per troppo tempo lo Stato non è riuscito a mantenere il passo sui temi della digitalizzazione e l’Unione Europea non è stata capace di fare politiche comuni, questo ci ha portato alla perdita di risorse e competitività. Questo è un Governo che sta cercando di recuperare ciò che non è stato fatto, e presto avremo l’opportunità di incidere in modo determinante anche in Europa.
Investire in tecnologia serve ad aumentare la competitività e ridurre i costi. Con la blockchain ci troviamo di fronte ad una rivoluzione tecnologica che potrebbe cambiare, radicalmente, il nostro futuro. Per questo dobbiamo essere pronti.
Per aiutare il Made in Italy, come Governo abbiamo creato, assieme a Cassa Depositi e Prestiti, un fondo statale e previsto il riconoscimento dei registri che usano questa tecnologia. Iniziative che viaggiano in parallelo con il Fondo per l’innovazione annunciato qualche giorno fa dal Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio.
Ancora una volta stiamo lavorando in sinergia con il mondo dell’impresa per far ripartire l’economia reale”.Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, a margine dell’iniziativa “BlockChain for Business – La rivoluzione tecnologica che cambierà il futuro delle aziende”, promossa da Italian Digital Revolution – AIDR.

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Per l’80% delle imprese italiane la priorità è la digitalizzazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

La digitalizzazione come opportunità unica per invertire la curva che porta in basso l’Italia sul fronte della produttività, facendo rimanere al palo il nostro Paese non solo nei confronti della Germania o della Francia, ma anche di paesi come la Spagna. È questa la visione che accomuna i direttori risorse umane delle imprese italiane: l’80,77% infatti mette la digitalizzazione fra le priorità dell’azienda, insieme a esigenze pragmatiche come incremento della produttività e riduzione dei costi (indicati fra le tre opzioni possibili rispettivamente dal 65,38% e dal 57,69% degli intervistati). È quanto emerge dalla ricerca The future of HR in the digital era, realizzata da Business International in collaborazione con Osservatorio Imprese Lavoro INAZ, intervistando un centinaio di HR executives e dirigenti di aziende medio-grandi. Il report 2018 completo, di cui è stata presentata un’anteprima lo scorso novembre a Roma in occasione di HR Business Conference, è ora disponibile sul sito dell’Osservatorio Impresa Lavoro Inaz.
La ricerca, che comprende anche una serie di interviste a manager e specialisti del personale, è tesa a indicare gli elementi chiave della roadmap della trasformazione digitale nel nostro paese in ambito HR. «Se è vero che scontiamo ancora uno scarto importante rispetto all’Europa, è anche vero che le imprese manifestano una forte voglia di guardare al futuro – commenta Linda Gilli, presidente e amministratore delegato di Inaz –. È il digitale infatti a rendere possibili tutte le iniziative sulle quali oggi ci si concentra in ambito HR per lavorare meglio, in modo più produttivo e con modalità di organizzazione che rispondono alle sfide di oggi. Per esempio lo smartworking (il 38% degli intervistati prevede di introdurlo in azienda), lo sviluppo del welfare aziendale (su cui si concentrerà il 31% degli intervistati), nuove modalità di performance management e misurazione dei risultati, ma anche formazione continua, employee retention e talent acquisition». La funzione HR è inoltre consapevole di doversi digitalizzare essa stessa (54% delle risposte alla richiesta di indicare tre obiettivi di investimento) e di avere bisogno di nuove competenze specifiche (una necessità avvertita dal 53,85% degli intervistati).

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Gli sforzi degli istituti bancari devono concentrarsi sulla “digitalizzazione per valore”

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 agosto 2018

La meta è chiara, ma le rotte sono diverse. È quello che accade nel processo di digitalizzazione del sistema bancario, un obiettivo che accomuna, appunto, gli istituti di credito di tutte le latitudini ma che procede con velocità e strategie diverse da paese a paese. Lo scenario mondiale di questa evoluzione è fotografato nel rapporto “Global Retail Banking 2018: The Power of Personalization” di The Boston Consulting Group. Secondo la ricerca, il processo in atto nelle banche commerciali sta già portando quasi ovunque a raggiungere un primo obiettivo, quello del risparmio nei costi di gestione, attraverso l’implementazione dei servizi online o da mobile; oggi però gli sforzi degli istituti devono concentrarsi sulla “digitalizzazione per valore”, ovvero sull’uso delle tecnologie per migliorare l’esperienza dei clienti, personalizzare i servizi per ciascun profilo e infine aumentarne la fidelizzazione.Le opportunità della digitalizzazione movimentano ulteriormente un contesto già ricco di sfide per gli istituti di credito, alle prese con tassi di interesse ai minimi, una sempre maggiore concorrenza sul territorio e regolamentazioni più severe e molto diversificate. La realtà, tuttavia, non lascia alternative, se è vero che già oggi, nelle aree più sviluppate del pianeta, quattro interazioni su cinque tra cliente e banca e tre transazioni su cinque (depositi, pagamenti su prestiti, trasferimenti…) avvengono tramite strumenti digitali. Questo ha favorito, come detto, la possibilità di snellire il personale in filiale e abbattere i costi, ma non ha ancora portato a una conversione automatica dei nuovi punti di contatto (dalle app per smartphone o sui social network) in vendite digitali. Le banche classificate Q1 (di “primo livello) hanno registrato nell’ultimo anno circa il 34% delle vendite in digitale (dato invariato rispetto all’anno precedente, e già questo non è un segnale incoraggiante), ma quelle Q4, per esempio, ricavano dal digitale solo il 10%.Il problema non è da poco, perché – ricorda il rapporto di BCG – le banche retail sono responsabili di circa metà dei ricavi globali delle banche nel mondo. Uno scenario che, da qui al 2021, non dovrebbe subire significative modifiche, se si esclude che entro quel termine il settore bancario dei paesi asiatici avrà superato quello del Nord America come ricavi dal retail. Il totale dei ricavi raggiungerà probabilmente i 2,54 trilioni di dollari mentre la crescita media prevista si attesta sul 5,3% annuo, ma con differenze significative tra le aree asiatiche (qui l’incremento atteso è dell’8%, spinto anche dall’inclusione finanziaria di soggetti finora rimasti del tutto fuori dal sistema) e i deboli aumenti nell’Europa occidentale.Nell’analizzare la trasformazione in atto nei diversi paesi, lo studio BCG ha individuato alcune strategie comuni che le banche dovrebbero mettere in atto per accelerare la digitalizzazione dei propri processi. L’esigenza più evidente è quella di rendere più fruibile e immediato l’accesso a tutti i prodotti, compresi mutui, prestiti personali, piani di risparmio. Nello stesso tempo non può più essere rimandata l’implementazione delle più moderne tecnologie per la raccolta omnicanale di big data, la loro analisi, la profilazione automatica del cliente, la qualifica immediata delle richieste che l’utente pone al sistema e dunque della direzione verso la quale indirizzarle. È qui che emerge in tutto il suo valore l’aspetto della personalizzazione. Il sondaggio BCG dimostra quanto un’esperienza personalizzata sia decisiva per i clienti: il 54% degli intervistati ha dichiarato che la motivazione per decidere di diventare cliente di una nuova banca è stato proprio un dettaglio nel servizio che ha personalizzato la sua esperienza con quell’istituto. Per lo stesso motivo il 68% degli intervistati ha dichiarato di aver approfondito i legami con la propria banca, acquistando prodotti o servizi aggiuntivi, e, specularmente, il 41% di chi ha lasciato la sua vecchia banca ha affermato di averlo fatto per non aver ricevuto un trattamento sufficientemente customizzato. La personalizzazione dunque oggi non può limitarsi a comprendere i bisogni e le esigenze del cliente, ma richiede un intervento ancora più tempestivo, che anticipi al cliente quei vantaggi di cui ha bisogno prima ancora che li chieda, che configuri le interfacce web o mobile con le proposte più in linea con i suoi comportamenti e le azioni che compie più frequentemente, che utilizzi le informazioni per proporre le pianificazioni più adeguate e cogliere i primi segnali delle intenzioni di abbandonare l’istituto. Un insieme di operazioni, insomma, rese possibili attraverso il coinvolgimento di tutta la catena del valore della banca, l’integrazione di robot e software di intelligenza artificiale con l’esperienza umana, e l’applicazione su larga scala per garantirne la sostenibilità economica. (fonte: http://www.dicomunicazione.it)

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Roma: Necessaria digitalizzazione su larga scala degli archivi in materia edilizia

Posted by fidest press agency su sabato, 9 settembre 2017

computerRoma. «Qualche mese fa l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Luca Montuori, aveva giustamente rilanciato il progetto di una digitalizzazione su larga scala degli archivi in materia edilizia. Ora, purtroppo, sembra che quell’idea, più che condivisibile, sia stata accantonata, visto che per accelerare l’evasione delle pratiche di condono viene ipotizzato un massiccio ricorso all’autocertificazione. In pratica, quei cittadini che hanno commesso un abuso se lo vedranno sanato in base a una dichiarazione da loro stessi prodotta: una sanatoria al quadrato». Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA, azienda specializzata nella regolarizzazione di patrimoni immobiliari.«La situazione dell’ufficio condono di Roma è decisamente complessa e non è un caso che rimangano da evadere ancora circa 200.000 istanze delle 600.000 presentate. Ma non è certo con una deregolamentazione a tappeto che si risolve la questione. Trattandosi di una materia estremamente delicata, una dichiarazione da parte del cittadino non può mai sostituire il lavoro di verifica degli uffici tecnici comunali: il rischio è quello di vedere aumentata l’opacità di un sistema che avrebbe invece bisogno di un salto di qualità proprio sotto il profilo della trasparenza delle procedure.Alle amministrazioni – spiega Simoncini – fa ovviamente gola recuperare gli introiti che deriverebbero dalla lavorazione delle pratiche di condono, soprattutto in una fase in cui gli enti locali faticano tremendamente a reperire risorse finanziarie: a Roma mancano all’appello circa 800 milioni di euro tra oneri concessori, oblazioni, diritti di istruttoria e di segreteria. Ma vanno fatte scelte ponderate e innovative: in Italia appena un Comune su dieci possiede un archivio digitale in materia di condono edilizio, ma per metterlo in piedi basterebbe far pagare a ciascun cittadino che ha presentato domanda una manciata di euro per procedere alla scansione della documentazione prodotta. Anche perché, lavorare le pratiche inevase permetterebbe di avere ingenti risorse da destinare alla messa in sicurezza del territorio e alla demolizione di quanto edificato in spregio delle regole e del buon senso».

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“La funzione pubblica della digitalizzazione: scenari e prospettive”

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

camera deputati2Roma martedì 2 maggio, a partire dalle ore 17, presso la Biblioteca della Camera dei deputati (Palazzo San Macuto, Sala del Refettorio) in via del Seminario 76.
L’incontro, organizzato dall’associazione Italian Digital Revolution con la partnership di “Echopress”, “Service-Tech”, “Sielte”, “Venice.com” e il patrocinio dell’Agenzia per l’Italia digitale, dell’assessorato alla Roma semplice e della fondazione “I Sud del mondo”, si propone di analizzare i mutamenti che stanno rivoluzionando i rapporti fra cittadini e pubblica amministrazione, il nuovo quadro normativo, il Codice dell’amministrazione digitale, i progetti contenuti nell’Agenda digitale italiana, l’avvento della banda larga, l’anagrafe unica e la dematerializzazione.
Negli ultimi anni si è infatti assistito a un processo di definizione dell’assetto della PA digitale anche se, secondo gli ultimi dati elaborati dal DESI (il Digital economy and society index, l’indice elaborato dalla Commissione europea per valutare il livello di avanzamento degli Stati membri dell’UE verso un’economia e una società digitali), l’Italia in questo ambito è ancora in ritardo rispetto alla media dell’Unione, insieme a Polonia, Croazia, Grecia, Bulgaria e Romania. Così, se da un lato si registrano “buoni risultati per quanto riguarda l’erogazione online dei servizi pubblici e gli open data”, da un altro il nostro paese “presenta uno dei livelli più bassi di utilizzo dei servizi di e-government”. Difatti solo il 16% degli utenti entra in contatto con la pubblica amministrazione tramite piattaforme digitali. Una percentuale dimezzata rispetto alla media continentale e addirittura in calo rispetto al 2015 (quando era al 18%).
Al dibattito, moderato da Carlo Mochi Sismondi, presidente di Forum PA, interverranno Federica Chiavaroli, sottosegretario alla Giustizia; Gianpiero D’Alia, presidente della Commissione parlamentare per le Questioni regionali; Stefano Graziano, consigliere regionale della Campania; Flavia Marzano, assessore alla Roma semplice; Francesco Verbaro, presidente di Formatemp (il Fondo per la formazione dei lavoratori temporanei); Carlo Flamment, CEO Lattanzio ICT Lab (società del gruppo Lattanzio per i servizi di consulenza nel settore informatico); Alessandro Bacci, direttore Affari istituzionali, Personale e Sistemi informatici della Regione Lazio; Gianluca Maria Esposito, professore ordinario di diritto amministrativo dell’università di Salerno; Davide D’Amico, dirigente del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Arturo Siniscalchi, dirigente area produzione di Formez PA.

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Digitalizzazione delle PMI in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 26 febbraio 2017

sanità-digitaleRecenti dati Istat confermano che l’Italia è ancora il Paese europeo con il più alto numero di PMI, che rappresentano il 95% del totale delle unità produttive. Un’indagine Doxa per Groupon ha analizzato un campione di 900 PMI italiane, equamente diviso tra imprese che almeno una volta hanno utilizzato Groupon per promuovere la loro attività commerciale (quindi sicuramente vicine al mondo web, da qui chiamate PMI 100% Online) e imprese che invece non hanno mai collaborato (forse ugualmente digitali ma lontane dal mondo del couponing, da qui in avanti chiamate PMI).Obiettivo della ricerca è indagare la situazione attuale sulla digitalizzazione delle PMI in Italia, con anche un confronto rispetto alla stessa indagine condotta 4 anni fa.
Rispetto al 2013, il livello medio di coinvolgimento delle PMI nel digital marketing è più che raddoppiato nel 2017 (dal 27% al 58%) ed è diminuita la quota di chi non utilizza strumenti digitali (dal 44% al 24%). Diminuisce anche la percentuale di chi non ha una strategia di marketing (dal 26% al 17%) e aumenta del 20% la percentuale di chi adotta un mix di mezzi digitali e tradizionali.Attualmente la maggioranza delle PMI italiane ritiene che il web marketing giochi un ruolo importante per lo sviluppo del proprio business; la percentuale è cresciuta del 30% arrivando a quota 56% nel 2017. Il web è invece fondamentale per l’81% delle PMI 100% Online che dimostrano una maggiore familiarità con le nuove tecnologie digitali.Rimane però invariata negli anni la percentuale di piccole medie aziende che hanno un proprio sito aziendale: pari sempre e solo al 63%. Il ruolo del web sugli acquisti non è infatti completamente compreso: solo il 50% delle PMI ritengono che il web influenzi fortemente i consumatori nel processo d’acquisto di prodotti e servizi (mentre tale percezione è condivisa dal 70% delle PMI 100% Online).
E qual è la consapevolezza delle PMI rispetto al mondo mobile? Le PMI comprendono il ruolo del mobile, tanto che l’81% ha previsto l’ottimizzazione del sito per essere visto correttamente da cellulare e tablet e il 79% considera cruciale il tema della geo-localizzazione. La percentuale ovviamente cresce per le PMI 100% Online tra le quali risulta che 9 su 10 sono sensibili all’argomento. I pesi sono diversi anche di fronte alla domanda sull’aggiornamento del sito: il 60% delle PMI 100% Online aggiorna il sito almeno 1 volta al mese, contro il 44% della media generale. Le ragioni per le quali non viene aggiornato il sito sono il timore di costi troppo elevati, la convinzione che non sia così strategico per il proprio business e la consapevolezza di non essere in grado di farlo.
In generale l’indagine registra che tra i Partner Groupon (PMI 100% Online) c’è una piena consapevolezza non solo dei benefici, ma anche delle reali prospettive di sviluppo che derivano dalla presenza online di un’impresa. Consapevolezza che inizia a prendere piede anche tra gli altri imprenditori. A guidare la classifica dei benefici continua ad esserci l’arrivo di nuovi clienti (94% PMI 100% Online vs 87% PMI Online attive), seguita da una questione prettamente di immagine (90% vs 87%) e dalla volontà di andare incontro alle esigenze dei consumatori che ormai fanno tutto con lo smartphone (90% vs 84%).

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Il Governo rimanda la digitalizzazione delle PA: “Rafforzerà le inerzie di un sistema lento”

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2016

digitalisationCon il rientro dalla pausa estiva, la digitalizzazione del “Sistema Italia” ha preso una bella “botta analogica”. È stato infatti rinviato, con metodi alquanto strani da parte del Governo, l’obbligo per tutte le Pubbliche Amministrazioni, di produrre tutti i documenti in formato digitale a partire dal 12 Agosto 2016. Quello che è accaduto è che tale obbligo per le PA, è stato spostato ufficialmente al 14 Gennaio 2017, secondo quanto riportato dal nuovo CAD 3.0 ( Codice dell’Amministrazione Digitale) D.L. del 26 agosto 2016, n. 179, recante “Modifiche ed integrazioni al Codice dell’amministrazione digitale”. Obbligo peraltro definito dal DPCM del 13 Novembre 2014 sulle “Regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici nonché di formazione e conservazione dei documenti informatici delle pubbliche amministrazioni”. Ma bisogna fare molta attenzione: le regole tecniche di formazione dei documenti informatici continuano a valere e anche quanto dichiarato dal DPCM resta assolutamente valido. Una rivoluzione quindi che viene prorogata e che sicuramente rafforzerà le inerzie di un sistema lento nel recepire i cambiamenti. Il Nuovo CAD unitamente ad una buona dose di errori, introduce alcune novità e recepisce in maniera diretta quanto espresso e richiesto dal Regolamento eIDAS. Per esempio una nuova definizione di documento informatico: CAD 82/2005: documento informatico è la rappresentazione informatica di atti fatti o dati giuridicamente rilevanti; CAD 179/2016: la lettera p è sostituita dalla seguente: il documento informatico è il documento elettronico che contiene la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti; Reg. EIDAS: «documento elettronico», qualsiasi contenuto conservato in forma elettronica, in particolare testo o registrazione sonora, visiva o audiovisiva; “Una rivoluzione che non può semplicemente “accadere”, ma che deve iniziare. Impossibile pensare che la carta non ci sia più da un giorno x in avanti sia esso ad Agosto o a Dicembre. Serve un progetto per andare verso il digitale e purtroppo, forse perché in Italia, serve un obbligo normativo da cui partire per cui non si è pronti a partire da quella data, ma da quella data inizio ad organizzarmi per essere a norma” spiega Nicola Savino, esperto della gestione documentale, conservazione sostitutiva, fatturazione elettronica e compliance digitale. “Già oggi ci sono dei documenti che la Pubblica Amministrazione deve produrre in digitale: a parte l’area contabile e la fattura elettronica, tutti i casi di PA che hanno rapporti con la sanità dove c’è il fascicolo sanitario elettronico, che ha enormi vantaggi rispetto alla cartella clinica su carta. Certo non si può pensare che il digitale sia a costo zero: bisogna creare e formare competenze digitali, ripensare i modelli organizzativi, tramite una re-ingegnerizzazione dei processi. Dico spesso che è più importante de-materializzare un processo che un documento. Nonostante le proroghe ed i rinvii, si può partire. Basta volerlo. Su questo noi di Seen Solution, abbiamo creato un White Paper molto utile che resta ovviamente valido e che offre la possibilità davvero di toccare con mano cosa deve fare una PA per digitalizzarsi a norma. Un documento ideale anche per le software house che vogliono avere una guida utile per i loro clienti PA” conclude Nicola Savino. Il White Paper si trova online gratuitamente all’indirizzo http://www.digitalizzazionepa.it. Per chi volesse essere seguito nel giusto modo, anche dopo l’emanazione delle nuove regole tecniche, ci si può rivolgere ai professionisti della digitalizzazione all’indirizzo http://www.seensolution.com. – SEEN Solution Srl, fondata, nell’anno 2009,per volontà dall’Ing. Nicola Savino, rappresenta un brand di riferimento nazionale per molte pubbliche amministrazioni, multinazionali, PMI e software house in materia di digitalizzazione a norma. SEEN SOLUTION S.R.L. è un’azienda che è basata sui processi e mai su singoli prodotti, in quanto fornisce consulenza, sviluppo e supporto continuo a 360° su tutto il mondo, della Innovazione Digitale a Norma e Compliance con le normative e gli standard italiani ed europei. Come System Solution Integrator, si occupa di creare soluzioni ad hoc e fornire la giusta consulenza direzionale al Cliente finale per integrare i sistemi informativi aziendali con il processo digitale. Il CEO e presidente di SEEN SOLUTION è l’ing. Nicola Savino, esperto di rilevanza nazionale sulle tematiche della gestione documentale, conservazione sostitutiva, fatturazione elettronica e compliance digitale. http://www.seensolution.com (foto: digitalizzazione)

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Nasce l’associazione “Italian Digital Revolution”

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 maggio 2016

mercato digitaleRoma mercoledì 4 maggio con inizio alle ore 15, presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati in piazza Montecitorio si terrà il convegno“L’Italia è pronta alla rivoluzione digitale?” Scopo dell’incontro, presentare gli obiettivi dell’associazione “Italian Digital Revolution” (AIDR), organizzatrice dell’evento, e proporre soluzioni per il futuro per quanto concerne il programma di digitalizzazione del paese, dall’istruzione alla salute, alla politica, al lavoro.Al dibattito, moderato da Marco Sabene, giornalista di Rai Radio uno, interverranno il presidente dell’associazione, Mauro Nicastri, dirigente dell’Agenzia per l’Italia Digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri; il vice presidente Arturo Siniscalchi, dirigente di Formez PA, e i soci fondatori dell’AIDR Valentina Nucera (medico) e Sergio Alberto Codella (avvocato). Seguirà una tavola rotonda con gli interventi dei parlamentari Antonio Palmieri (Forza Italia), Enza Bruno Bossio (Partito democratico) e Mattia Fantinati (Movimento 5 stelle). Chiuderanno l’incontro i sottosegretari Simona Vicari (Infrastrutture e Trasporti) e Federica Chiavaroli (Giustizia). I lavori termineranno alle ore 17.

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Digital disruption: gli executive si aspettano che 4 incumbent su 10 perderanno la loro posizione entro i prossimi cinque anni

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2015

vimercateVimercate (MB), Gli effetti della digital distruption hanno il potenziale di cambiare le carte in tavola per gli incumbent e modificare radicalmente i mercati, più velocemente di qualsiasi altra forza nella storia: lo evidenzia un nuovo report reso noto oggi dal Global Center for Digital Business Transformation (DBT Center), una iniziativa creata da Cisco e dall’International Institute of Management Development (IMD) di Losanna, Svizzera.Questo studio, intitolato Digital Vortex: How Digital Disruption is Redefining Industries, è il primo report rilasciato dal DBT Center. Lo stato attuale della digital disruption e le prospettive per i diversi settori economici sono stati analizzati con un questionario somministrato a 941 business leader di 12 settori in 13 paesi: Italia, Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Giappone, Messico, Russia, Regno Unito e Stati Uniti.Dai risultati emerge che la digital disruption farà perdere la propria posizione a circa il 40% degli operatori incumbent in ognuno dei 12 settori analizzati, entro i prossimi cinque anni. Nonostante ciò, il 45% delle aziende non credono che la digital disruption sia un fenomeno che meriti di essere portato all’attenzione del board di direzione. “Ogni paese, ogni città, ogni impresa dovrà diventare digitale per competere e resistere nella nuova economia digitale” ha dichiarato Martin McPhee, senior vice president, Cisco Consulting Services. Il Global Center for Digital Business Transformation, che si occupa sia di digital disruption sia di formazione, rappresenterà per gli executive chiamati a occuparsene una piattaforma per comprendere perché affrontare il viaggio verso la digitalizzazione, come farlo, quali strumenti sono necessari per questo percorso e – in ultima analisi – per la sostenibilità nel tempo delle organizzazioni in cui operano”La gran parte degli executive che hanno partecipato allo studio considerano la digitalizzazione un fenomeno positivo per il business e per la società. Infatti, il 75% di loro crede che la digital disruption sia una forma di progresso, il 72% dichiara che consente di dare più valore ai clienti ed il 66% ritiene che aumenti il potenziale delle persone. Allo stesso tempo, il 43% non riconosce i rischi della digital disruption, oppure non li ha affrontati in modo sufficiente. Solo il 25% descrive il proprio approccio alla digital disruption come “proattivo”.Fra i dodici settori presi in considerazione, il settore Prodotti e Servizi Tecnologici mostra il maggior potenziale di cambiamento nei prossimi cinque anni. In generale, il report evidenzia che i settori “data-driven” sono ai primi posti di questa lista: Media & Entertainment, Telecomunicazioni, Servizi Finanziari, Retail. Secondo lo studio, questi sono i settori che si basano maggiormente sulla Rete per “scambiare” valore digitale – con dati, transazioni, etc.Le forze motrici della distruption sono nuove start-up ben dotate di finanziamenti, concorrenti più proattivi rispetto al digitale e – sempre più – il “fondersi” di settori diversi, favorito dal fatto che la digitalizzazione dà più liberta di espansione in nuovi mercati. In media, i manager delle aziende incumbent in tutti e dodici i settori presi in considerazione hanno ammesso di aspettarsi cambiamenti sostanziali a causa della digital disruption, compresi cambiamenti di market share entro i prossimi cinque anni. Nonostante ciò, lo studio evidenzia che quasi un terzo degli incumbent ha un approccio attendista.“Non sono solo i modelli di business a cambiare: cambiano anche le catene del valore e le offerte di prodotto. La digitalizzazione non sta solo trasformando i vari settori, sta sempre più sfumando i confini fra di essi” ha commentato Michael Wade, Director del DBT Center e Professore di Innovation and Strategy in IMD. “Man mano che i diversi settori si avvicinano al “centro” del vortice digitale, le componenti fisiche – nella misura in cui ostacolano il vantaggio competitivo – si disperdono. Gli innovatori di maggior successo utilizzano un approccio “combinatorio” alla disruption: molteplici fonti di valore – costi, epserienza, piattaforma – sono fuse insieme per creare nuovi modelli di business dirompenti e ottenere guadagni esponenziali”.Il termine “Digital Vortex” descrive la forza trainante creata dalla digitalizzazione in tutti i settori, ed il modo in cui le aziende sono inevitabilmente portate verso il centro di questo fenonemo. La ricerca Digital Vortex indaga le sfide e le opportunità della digital disruption ed è un importante primo passo del DBT Center in un percorso che durerà cinque anni, coinvolgendo l’IMD, Cisco ed un ecosistema di altre organizzazioni partner.

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Digitalizzazione dei libri scolastici

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 marzo 2012

“Se le notizie di stampa riportate sono corrette siamo stupefatti rispetto alle dichiarazioni rilasciate oggi dal Ministro Profumo sulla digitalizzazione dei libri scolastici”. E’ di grande sorpresa la reazione del presidente del gruppo Educativo dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Michele Lessona dopo le dichiarazioni rilasciate sui costi degli ebook scolastici rispetto ai testi cartacei.

Česky: Olomouc, LIBRI 2008

Česky: Olomouc, LIBRI 2008 (Photo credit: Wikipedia)

“Il Ministro fa delle affermazioni non fondate perché, evidentemente, non conosce ancora la materia. – ha proseguito Lessona – .Non è vero che la carta pesa per il 60% del costo di un libro e non è vero che le spese delle famiglie per i testi scolastici oscillano fra i 300 e i 400 euro: vada a vedere i tetti di spesa per la scuola secondaria di primo grado – si chiama così ora la scuola media – e verifichi gli sforamenti oltre al 10% consentito. Si accorgerà che siamo nell’ordine di qualche punto percentuale oltre il tetto di spesa e che ci aggiriamo sulla metà della cifra da lui indicata”.
“Vorrei inoltre far presente al Ministro – ha continuato – che il tetto di spesa non coincide con la spesa delle famiglie per i libri scolastici perché esiste l’usato che con il blocco delle adozioni è aumentato in modo significativo e arriva in certi casi a coprire oltre il 50%”.
“E’ insomma irreale pensare che con la digitalizzazione dei libri il prezzo scenda al 90% dell’attuale prezzo di vendita – ha concluso Lessona – Questo vale per qualsiasi Paese al mondo. Siamo stupiti davvero per le dichiarazioni del Ministro, a maggior ragione dopo il confronto proficuo di tre giorni fa in audizione con il MIUR proprio sui libri digitali”.

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Innovazione tecnologica

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2011

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi questo pomeriggio alla Farnesina, il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta e il ministro degli Affari Esteri Franco Frattini hanno illustrato due nuovi progetti di digitalizzazione che hanno lo scopo di migliorare ulteriormente i servizi offerti a cittadini e imprese, in particolare all’estero. Le due nuove iniziative rientrano nel programma di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione avviato negli ultimi mesi dal titolare di Palazzo Vidoni, in particolare nei settori della scuola e della giustizia. Il primo progetto consiste nell’avvenuta integrazione tra ViviFacile (la piattaforma che consente ai cittadini di dialogare con la PA via Internet o cellulare) e i servizi dell’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri e nasce dalla proposta del ministro Brunetta – formulata in occasione di una visita alla Farnesina del maggio 2010 – di facilitare l’accesso e la registrazione ai servizi attraverso il Portale ViviFacile. Entro la fine dell’anno l’integrazione tra le due piattaforme verrà ulteriormente rafforzata con un restyling dell’interfaccia di accesso ai servizi dell’Unità di Crisi, con la realizzazione di un’applicazione per dispositivi mobili (iPhone, iPad e altri palmari e tablet) e con l’utilizzazione dei servizi di messaggistica gratuita del Portale ViviFacile per alcune tipologie di avviso agli utenti dei servizi dell’Unità di Crisi. Il secondo progetto presentato riguarda invece il servizio “cloud” per la rete diplomatico-consolare. L’idea per questa iniziativa nasce in occasione della recente visita in Cina dello stesso ministro Brunetta. Utilizzando SPC (sistema pubblico di connettività) e RIPA (rete internazionale della PA) – e quindi aumentando il valore di questo sistema di reti pubbliche – sarà infatti possibile creare una “nuvola” di condivisione delle risorse della Farnesina che assicurerà importanti benefici: aumentare l’efficacia dei servizi ai cittadini e alle imprese; ridurre i costi di gestione; accrescere la velocità e l’efficienza nello scambio di dati e informazioni; razionalizzare le risorse in dotazione; aumentare la sicurezza, anche in termini di disaster recovery. Il progetto è basato sulla tecnologia “Private Cloud”, che consente di soddisfare le politiche di sicurezza del Ministero degli Affari Esteri per la protezione dei sistemi e dei dati.

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Digitalizzazione tribunale di Isernia

Posted by fidest press agency su domenica, 15 maggio 2011

Isernia 16 maggio il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, nell’ambito del Piano Straordinario del Governo per la digitalizzazione della giustizia, inaugurerà il progetto di innovazione digitale presso il Tribunale di Isernia (Piazza Tedeschi, 50). All’incontro prenderanno parte il presidente del Tribunale Guido Ghionni, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale Paolo Albano, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Isernia Ugo de Vivo e il presidente della Corte d’Appello di Campobasso f.f. Rossana Iesulauro. Questo progetto si inserisce nel Piano Straordinario recentemente presentato a Palazzo Chigi dai Ministri Brunetta e Alfano e dà seguito al protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso marzo tra il Ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione, il Tribunale di Isernia, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Isernia, in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Isernia.
Alle ore 12 è previsto un incontro con i giornalisti che avrà inizio con una visita alle postazioni hi-tech poste al secondo piano del Palazzo di Giustizia-Procura della Repubblica (stanza n.15) nel corso della quale saranno effettuate le dimostrazioni pratiche di alcuni servizi, tra cui la scansione degli atti di un fascicolo della Procura della Repubblica con la conseguente trasmissione del fascicolo virtuale alla cancelleria penale dibattimentale. La sperimentazione quindi proseguirà presso gli uffici della cancelleria dibattimentale (terzo piano), da cui da quel momento si potrà accedere al fascicolo virtuale e si provvederà al relativo aggiornamento, inserendo liste testi depositate, verbali di udienza, ed altri dati. Tale aggiornamento consentirà alla cancelleria del dibattimento ed alle segreterie dei P.M., attraverso la cartella informatica condivisa, una rapida consultazione dei fascicoli, e ai difensori di ottenere copia degli atti su supporto informatizzato oppure per via e-mail. Sempre in fase di sperimentazione un avvocato provvederà a richiedere copia di atti del fascicolo virtuale generato su supporto informatico. Alla simulazione delle procedure informatizzate seguirà una conferenza stampa del Ministro Brunetta.

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Digitalizzazione scuole comunali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 maggio 2011

Roma. «Banda larga, computer di ultima generazione, comunicazioni voce e video via Internet, forum e spazi web per ogni nido e materna. Il Campidoglio ha dato il via a ‘La scuola digitale’, il progetto in collaborazione con Fastweb dedicato all’informatizzazione di tutte le 509 scuole comunali (200 nidi e 309 scuole dell’infanzia)». Lo dichiara, in una nota, l’assessore ai Servizi tecnologici e Reti informatiche di Roma Capitale, Enrico Cavallari, esprimendo soddisfazione per l’annuncio del ministro Brunetta relativo all’istallazione del wi-fi negli istituti scolastici. «La digitalizzazione della scuola rappresenta un nuovo e importante passo in avanti nel processo di innovazione che sta investendo tutti i settori del Campidoglio in linea con il piano nazionale e-government 2012 – spiega Cavallari – Trasformare la scuola in versione hi-tech significa portare le infrastrutture che ci permettono di utilizzare la banda larga, requisito essenziale per snellire la comunicazione tra istituto, famiglia e l’amministrazione, a vantaggio di una interazione più efficiente, rapida e dinamica». «Attraverso l’informatizzazione totale dei nidi e delle scuole dell’infanzia che avverrà nel giro di un anno tutte le famiglie avranno la possibilità di monitorare e partecipare in maniera diretta e immediata alla vita scolastica dei propri figli tramite appositi spazi web, le bacheche digitali e i colloqui via pc con gli insegnanti, fermo restando l’insostituibile rapporto umano tra le persone. La scuola digitale vuole portare un servizio in più tanto alla cittadinanza quanto al personale scolastico: quest’ultimo – conclude Cavallari – avrà infatti l’amministrazione a portata di “click” nonché la possibilità di accedere ad una serie di servizi via web dedicati come la fruizione di documenti digitali di settore».

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“Apollo 3 – Puglia decoder digitale”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2011

E’ un progetto promosso da “Utelit consum” e cofinanziato dalla Regione Puglia. Il passaggio alla nuova tecnologia del digitale terrestre su tutto il territorio nazionale è ormai in fase di completamento e solo in alcune Regioni è ancora attivo il segnale analogico in attesa della definitiva realizzazione dell’operazione di digitalizzazione. La Puglia è una di queste e proprio per questo l’associazione presieduta da Rocco Monaco si è fatta promotrice di un progetto il cui obbiettivo è quello di informare in maniera capillare i fruitori della televisione, soprattutto le fasce tecnologicamente meno “esperte” (come anziani e socialmente deboli), circa le funzioni e l’utilizzo del decoder digitale terrestre. A tal fine lo “Enrico Fermi”, Ente di formazione pugliese, con esperti del settore multimediale, istruirà i giovani studenti delle Scuole superiori che ne faranno richiesta su come affrontare il passaggio al digitale. La peculiarità di tale progetto consiste nell’andare incontro alle esigenze dei Consumatori in un ottica di personalizzazione del rapporto tra questi e le Amministrazioni comunali della Puglia che vorranno sposare a pieno titolo il progetto ed aderirvi (in modo completamente gratuito grazie ad un Cofinanziamento dello stesso da parte delle Regione Puglia – Servizio Attività Economiche Consumatori), come segno di maggiore percettività ad un programma contraddistinto da un gran valore sia sociale che culturale. In merito, poi, alla definizione delle date previste per lo switch-off a livello nazionale, si è riunito, a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il Comitato Nazionale Italia Digitale (organismo presieduto dal Ministro alle Comunicazioni Paolo Romani). Tra i partecipanti erano presenti Rai , Mediaset, Retecapri, la 7, la Regione Puglia, i rappresentanti delle Associazioni di categoria tra cui il Presidente nazionale di “Utelit consum” (Rocco Monaco)

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Nuovo portale degli italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2011

Con il nuovo Portale degli Italiani l’assistenza diretta al cittadino compie un ulteriore importante passo in avanti integrando la professionalità dei circa 200 esperti di Linea Amica con un nuovo investimento tecnologico nel motore di ricerca elaborato da DigitPA, con la task force su trasparenza e semplificazione del Dipartimento della Funzione Pubblica e con i servizi di e-gov promossi dal Dipartimento per la Digitalizzazione e l’Innovazione tecnologica. Il risultato finale è un’interfaccia web che realizza una convergenza dei punti di accesso della PA, rappresentando così un’offerta multimediale di servizi e assistenza al cittadino unica in Europa. Il portale è ispirato infatti ai principi europei di trasparenza, multicanalità, accessibilità, usabilità e soddisfazione degli utenti. Grazie al nuovo Portale si può accedere alla Pubblica Amministrazione da un’unica “porta virtuale” per usufruire in modo semplice e veloce dei servizi messi a disposizione. È possibile infatti: utilizzare il motore di ricerca della PA italiana, http://www.italia.gov.it (che individua su oltre 1000 siti pubblici validati le informazioni che riguardano la Pubblica Amministrazione); chiedere assistenza (via email o chiamando gli operatori di Linea Amica tramite Skype al numero verde 803.001 direttamente dal proprio PC o via chat); leggere le informazioni contenute nell’Enciclopedia che raccoglie le Domande e Risposte più frequenti suddivise per area tematica. E ancora: conoscere i diritti che ogni cittadino può esigere e imparare a metterli in pratica; accedere ai servizi su web e scaricare la modulistica necessaria; valutare la PA attraverso “Mettiamoci la Faccia” (il sistema di rilevazione tramite emoticon della soddisfazione dei cittadini per i servizi ricevuti) e MiaPA (il social check-in della Pubblica Amministrazione che permette con l’uso di uno smartphone di trovare l’ufficio pubblico più vicino, esprimere la propria valutazione e lasciare un commento sul servizio ricevuto). È possibile inoltre: segnalare disservizi, suggerire soluzioni per semplificare le procedure della PA e partecipare alle discussioni attraverso i forum; informarsi costantemente sulle ultime notizie di pubblica utilità, consultandole nei formati testo e audio e accedere ai video della PA; sfogliare le Pagine della PA, una rubrica con oltre 1700 numeri verdi; consultare le Mappe della PA, che permettono di localizzare gli uffici pubblici. Tutto questo consente anche di verificare la trasparenza della PA, di monitorarne il funzionamento, e di controllare il modo in cui vengono utilizzate le risorse pubbliche, ad esempio l’uso delle “auto blu”. Il sito è stato realizzato dal Dipartimento della Funzione Pubblica, dal Dipartimento per la Digitalizzazione e l’Innovazione tecnologica, dal Formez PA e da DigitPA, e nasce dall’esigenza di riunire e rafforzare l’insieme dei servizi della PA finora disponibili on line. Tutte le informazioni e i dati presenti sul Portale degli Italiani potranno essere usate e riutilizzate dai cittadini, dalle imprese e da tutti i soggetti interessati, grazie a una licenza creata da FormezPA.

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Digitalizzazione della giustizia

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2011

Dichiarazione del ministro Renato Brunetta: “Il giornalista Paolo Pagliaro dimostra di avere una concezione distorta del giornalismo. Allo scopo di puntellare la faziosa e traballante tesi di una nostra mancata azione sul fronte della digitalizzazione della giustizia, non ha esitato infatti a ricorrere a due agenzie di stampa e allo spezzone di una conferenza stampa del 2009. Consulti meglio il sito del Governo: scoprirà che in questi tre anni abbiamo realizzato un lavoro senza precedenti in questo settore, così come certificato dalla Relazione sullo stato della Giustizia che il collega Alfano ha presentato al Senato e alla Camera lo scorso gennaio. E’ grave che Pagliaro s’intestardisca a ignorare i risultati importantissimi ottenuti in diversi tribunali italiani (su tutti quelli di Milano, Roma e Venezia), premessa necessaria per la costruzione di quel Piano straordinario “Giustizia digitale” a cui in un mese hanno già formalmente aderito 467 Uffici giudiziari su 476. Ma è ancor più intollerabile che così facendo abbia negato ai suoi telespettatori la conoscenza della realtà, accreditando ai loro occhi l’immagine di un Governo inconcludente e poco serio. Riconfermo quindi il mio giudizio: il servizio di Pagliaro andato in onda due sere fa a “Otto e mezzo” è un esempio di giornalismo mistificatorio e intellettualmente disonesto”.

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Digitalizzazione della giustizia

Posted by fidest press agency su sabato, 9 aprile 2011

Continua a riscuotere successo il Piano straordinario per la digitalizzazione della giustizia varato nelle scorse settimane dal Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta e dal Ministro della Giustizia Angelino Alfano. Su un totale di 476 uffici giudiziari, ben 454 hanno infatti manifestato fin da subito l’interesse a partecipare all’iniziativa. In particolare, gli ultimi dati disponibili indicano come, a oggi, 303 uffici giudiziari (corrispondenti al 63% del totale) abbiano aderito formalmente al Piano, inviando una scheda di adesione che descrive i contenuti dell’intervento, e come ulteriori 151 uffici siano impegnati in queste ore nella compilazione delle rispettive schede di adesione. Sono invece 11 gli uffici che, secondo le ultime rilevazioni, stanno valutando se aderire o meno all’iniziativa. In alcune sedi giudiziarie sono già in corso attività che, anticipando quanto previsto dal Piano, rappresentano di fatto un banco di prova dei progetti e delle operazioni da diffondere nelle prossime settimane: l’Ufficio giudiziario di Macerata, dove da questa settimana è operativa la gestione documentale di atti giudiziari; gli uffici della Toscana, dove è stato firmato un protocollo di intesa con la Regione.  Il progetto che, oltre alla partecipazione dei due Ministeri e di DigitPA, coinvolge per gli aspetti di formazione e assistenza tecnica anche Invitalia, la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione e il Formez PA, entrerà a pieno regime nel mese di maggio con l’avvio della distribuzione degli apparati per la gestione delle notifiche e degli atti nelle realtà di dimensione minore. Fin dalla prossima settimana saranno avviati i confronti tecnici presso gli Uffici giudiziari dei Comuni capoluogo, al fine di assicurare un decollo rapido.

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Digitalizzazione dei processi penali

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2011

Macerata 4 aprile Tribunale di Macerata (Via Pesaro, 6). il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta inaugurerà il progetto di digitalizzazione dei processi penali. All’iniziativa parteciperanno il presidente del Tribunale Alessandro Iacoboni, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale Mario Paciaroni, il presidente dell’Ordine degli avvocati e il presidente della Camera penale di Macerata. Questo progetto si inserisce nel Piano Straordinario per la digitalizzazione della giustizia recentemente presentato a Palazzo Chigi dai Ministri Brunetta e Alfano e dà seguito al Protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso novembre tra il Ministero per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione, il Tribunale di Macerata, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e la Camera penale di Macerata. Alle ore 11,30 è previsto un incontro con i giornalisti (VI piano del Tribunale, spazio antistante l’Ufficio di Presidenza) nel corso del quale saranno effettuate, da una postazione operativa di cancelleria, le dimostrazioni pratiche di alcuni servizi, tra cui: la trasmissione da parte della Procura e la ricezione da parte del Tribunale di un fascicolo penale digitalizzato; la trasmissione di copia degli atti a un difensore che ne abbia fatta richiesta via e-mail; la comunicazione di una copia autentica, sottoscritta con firma digitale, di una sentenza al P.M. e al P.G. mediante l’utilizzo della posta elettronica certificata. Seguirà alle ore 12, presso l’Aula 1 del Tribunale, una conferenza stampa alla quale interverranno anche dirigenti del Ministero della Giustizia, magistrati e avvocati.

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Brunetta su Radio uno

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

Stasera, martedì 22 marzo, dalle ore 20.10 alle ore 20.25 il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta sarà in collegamento telefonico in diretta con “Zapping” su Radio Uno, intervistato da Aldo Forbice sul Piano straordinario di digitalizzazione della giustizia.

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