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Professionisti e dilettanti allo sbaraglio in politica

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Da quando vi è stato l’exploit dei pentastellati che nel 2013 hanno portato in parlamento un nutrito gruppo di persone per lo più inesperte negli affari di politica, i loro oppositori si sono riempiti la bocca di ironiche e persino velenose allusioni sulla loro impreparazione. Da allora ad oggi, e a dispetto delle Cassandre di turno, è spuntata una nuova classe politica che se non ci fosse stato l’apporto prezioso del movimento difficilmente avrebbe avuto la possibilità di candidarsi e ascendere alle cariche istituzionali. Diciamo si sono fatti le ossa e gli scranni possono averli scaldati alla pari dei loro dotti colleghi ma non hanno perso la passione per la conoscenza, l’approfondimento e la voglia di fare. Altre leve, in quest’ultima tornata elettorale, si sono aggiunte ai rieletti e non possiamo dire che si stanno adagiando sugli allori. Nonostante ciò i soloni della politica, che trasudano anni di frequentazioni del palazzo e ne conoscono gli angoli più riposti in specie quelli oscuri dove è possibile tramare e non per costruire l’avvenire del paese secondo “coscienza e virtù”, non mancano di lanciare strali velenosi alle reclute e a instillare nell’opinione pubblica il sospetto che sono dei dilettanti allo sbaraglio.
Io che dal 1960 in poi ho conosciuto i tempi della politica e pur non ricoprendo incarichi importanti ho avuto contatti con politici del taglio di Fanfani, Marcora, De Mita, Almirante, Berlinguer e molti altri mi sono reso conto che i loro indubbi successi personali furono anche favoriti dai loro collaboratori e più in generale da una classe politica che in massima parte veniva “addestrata” sia mediante le scuole di partito sia con la praticaccia nell’amministrare gli enti locali.
Cosa è cambiato da allora ad oggi? Senza dubbio l’afflato ideologico. Si pensava di più al partito e meno ai vantaggi personali che potevano derivarne in chiave economica e sociale. C’è stato persino chi, come Berlusconi, che manifestava, una volta passato alla politica in prima persona, una certa diffidenza, per non dire disprezzo per i “politici di carriera”. Questo, a mio avviso, lo doveva al fatto che aveva conosciuto l’aspetto meno nobile del politico, quello incline ai compromessi di bassa lega, venale e “inciuciaro”. Quello che aveva smarrita la sua carica ideologica e associava il mestiere di politico all’arrampicatore sociale con la logica del fine giustifica i mezzi per realizzare facili arricchimenti. Chi era, per lui l’elettore? Un poveraccio da infinocchiare a dovere, una specie di vuoto a perdere e solo utile per raccogliere voti e con tutte le altre sfumature del caso.
Ora se seguo lo stesso ragionamento di chi considera il politico solo un arrampicatore “economico” devo desumere che i pentastellati sono diventati per costui una sorta di mosca bianca e spiegabile unicamente con il fatto che c’è in giro tanta rabbia che si è trasformata in un voto di protesta e nulla più. Con il tempo, egli pensa, rientreranno buoni, buoni e con la coda fra le gambe all’ovile. E’ proprio così? Ho i miei dubbi. E’ che a nostra insaputa sono nati due partiti dalle ceneri dei precedenti: quello di chi è e quello del chi ha. E se pensiamo che la ricchezza dei 45 uomini più ricchi del mondo è pari a quella posseduta da 3 miliardi di persone il chi è e il chi ha si spiega benissimo. Ora confidiamo che questo nascituro cresca in fretta per presentare il conto ai cresi di turno. (Riccardo Alfonso)

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Banche: dilettanti allo sbaraglio

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

monte dei paschi di siena“C’è una consapevolezza molto amara: che il nostro Paese ha affrontato tardi e male la crisi bancaria. Crisi bancaria che è arrivata, dopo il 2013, con particolare virulenza, in Italia e che ha toccato alcune banche patologicamente già provate, cioè banche mal gestite, soprattutto popolari ma non solo, pensiamo a Monte dei Paschi”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ai microfoni di “Radio Anch’io”, su Radio Uno. “L’altra consapevolezza amara è che il governo Renzi ha fatto tanta confusione, ha prodotto norme contradittorie, scritte male, in un mare di conflitti d’interessi del presidente del Consiglio e dei suoi principali ministri.Perché non è un caso che il grande interessamento del governo, di Renzi e di Boschi, era non tanto sul sistema bancario, sul mezzo milione di famiglie buttate sul lastrico dalla loro improntitudine, ma era soprattutto su una sola banca: Banca Etruria, la banca di cui era vice presidente il padre della ministra Boschi.Ecco, questo lascia un grande amaro in bocca. Potevamo fare prima, potevamo fare meglio, potevamo tutelare meglio famiglie e imprese: il governo ha fatto un caos della malora.
Il governo Renzi ha prodotto solo confusione perché fatto, questo è un mio giudizio politico, di buoni a nulla ma capaci di tutto”.

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Dilettanti allo sbaraglio: 300mila traumi sportivi in estate

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2015

Sport a Miss Italia nel Mondo (1)Giornate lunghe e soleggiate, tempo libero, voglia di riparare i danni dell’inattività invernale, la ricetta perfetta per decidere di indossare le scarpette e cimentarsi negli sport più disparati. Di solito con grande entusiasmo e in maniera spesso troppo intensa, senza che il fisico sia stato preparato. Per non parlare dell’offerta irresistibile di hotel, villaggi vacanze e campi estivi che portano una ampia fascia della popolazione a cimentarsi in attività sportive di ogni genere. Con l’idea che l’attività fisica possa fare solo bene e che è caldeggiata anche dai medici. Ecco quindi un esercito di persone che, completamente impreparate dal punto di vista atletico accettano la sfida: arrivare alla fine della bella stagione sani e salvi. “Certo non ne sono consapevoli” spiega il Dottor Andrea Grasso, Specialista in Ortopedia e Responsabile del Trauma Sport Center della Casa di Cura Villa Valeria “ma è quello che succede nella realtà: l’Istituto Superiore di Sanità ha stimato in 300mila l’anno gli infortuni sportivi nei mesi estivi che necessitano di cure mediche. A parte le fratture, parliamo di traumi alle articolazioni e muscolari, stiramenti, contratture sino alla rottura dei tendini I distretti più frequentemente coinvolti sono la spalla per il 40% dei casi, il ginocchio nel 25%, poi schiena, gomiti e mani nel 20% e il 15% altre parti.
Incidenti in agguato che hanno molteplici cause: “gli sport estivi sono numerosissimi e le persone si cimentano senza una adeguata preparazione” prosegue il dottor Grasso “oppure si sottopongono a pratiche pericolose come i tuffi, le cadute da biciclette, mountan bike e motociclette che sono i killer delle ginocchia. Nel beach volley invece sono frequenti le rotture tendinee a causa delle cadute sulla sabbia. Menzione speciale agli sport acquatici: “surf, moto d’acqua e sci nautico, spesso proposti nei villaggi vacanze sono sport a rischio trauma, a farne le spese la spalla che spesso necessita di un approccio chirurgico mentre il tennis deve essere praticato con cautela negli over 60 che rischiano di ‘vincere’ dolorose borsiti ed epicondiliti’.
Il ciclismo è probabilmente lo sport più diffuso al mondo, e talora si tende a sottovalutare la propria preparazione o i rischi: le biciclette che hanno il pedale che blocca il piede sono quelle che spesso determinano la rottura della clavicola e traumi degli arti superiori e la rottura dei tendini perché il ciclista ‘atterrano’ con tutto il corpo, non riuscendo ad attutire l’impatto col terreno. Poi ci sono traumi gravissimi: i tuffi mantengono il primato dei traumi spinali con esiti cronici e disabilità ma anche quelli dal trampolino possono determinare seri traumi della spalla. Anche attività apparentemente innocue possono essere insidiose: per lo jogging non basta acquistare un paio di scarpe da corsa (ma la gente corre spesso con scarpe di ogni tipo, spesso inadatte) ma andrebbe considerato il terreno dove si svolgerà l’attività: una cosa è la pista di atletica o la ciclabile, un’altra la campagna o la sabbia. Il risultato di una scarpa inappropriata sono microtraumi che spesso danno problemi nel medio termine, ad esempio quando in autunno il soggetto inizia a soffrire di fasciti e lombalgie, dovute ad una attività intensa. Per limitare questi rischi, oltre all’acquisto di scarpe adatte, c’è la prassi di scaldare i muscoli prima l’attività con almeno 15 minuti di stretching e di eseguire un defaticamento alla fine, lo fanno veramente in pochi. Questo per evitare che il muscolo rimanga contratto e possa andare incontro a strappi. Le cicatrici che si creano nei muscoli infatti non provocano solo dolore ma predispongono a lesioni successive. Particolare attenzione va posta alle fratture articolari delle ossa corte come la testa dell’omero: sappiamo infatti che questo tipo di traumi porta ad una forma di artrosi, quindi spieghiamo agli atleti che si rivolgono alle nostre strutture ad esempio per conseguire l’idoneità sportiva che non sempre l’organismo torna alla situazione iniziale, ma che alcuni esiti sono a lungo termine e necessitano di una fase di riabilitazione per evitare complicanze future”.
I bambini paradossalmente sono quelli che rischiano meno: le loro ossa e le articolazioni sono ancora estremamente elastiche e assorbono meglio i traumi, ma va fatta grande attenzione agli sport da contatto come il rugby e ai tuffi in zone di acqua bassa. Sport come la pallavolo e il basket invece hanno come target le mani. Cionondimeno su 38 milioni di bambini e ragazzi americani che fanno sport, si contano 2,6 milioni di accessi al pronto soccorso ogni anno.
Coloro che fanno sport tutto l’anno sono al sicuro da questi rischi? “Di certo un soggetto allenato assorbe meglio eventuali urti e cadute e quindi l’esito può essere meno grave ma nessuno è al riparo, specialmente se si scelgono attività ad alto impatto muscolare e articolare” spiega il dottor Grasso “Anche gli agonisti e i professionisti sono soggetti ad infortuni ed è per questo che abbiamo sviluppato un vero e proprio Trauma Center nella nostra struttura”.
L’attività motoria è un pilastro fondamentale della salute e della longevità e dovrebbe essere parte dello stile di vita di ciascuno ma con alcune cautele: calzature adatte, adattamento progressivo all’esercizio con una preparazione che preveda un allenamento di circa 30 minuti per 3 volte alla settimana e l’immancabile stretching di riscaldamento prima dello sport. (D.ssa Johann Rossi Mason)

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Governo ed elezioni: Dilettanti allo sbaraglio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2010

Dilettanti allo sbaraglio. Cosi’ potremmo definire le persone coinvolte nella presentazione delle liste elettorali per le regionali, agli onori della cronaca di questi giorni. Cinque anni fa si sapeva che nel 2010 si sarebbero svolte le elezioni regionali; le liste si potevano presentare anche nei giorni precedenti a quello finale; la raccolta delle firme non dovrebbe presentare problemi per un partito “di massa” con migliaia di consiglieri comunali e provinciali a disposizione come autenticatori. Insomma c’erano tutte le condizioni per fare le cose per bene. Invece e’ successo il putiferio. Nel Lazio sembra che la questione della presentazione della lista del PdL sia dovuta ad una divergenza sulla presenza di alcuni candidati. Gia’, ma le liste sottoscritte dagli elettori non dovrebbero essere definite nel momento della sottoscrizione? O si hanno fogli separati per l’elenco dei candidati e quello dell’autenticatore, successivamente uniti da un timbro e da una graffetta? Che dire di un governo che interviene con un atto legislativo di emergenza per sanare tali situazioni? Rileviamo, tra l’altro, che, per il momento, tale atto e’ stato del tutto inutile in Lombardia e per la lista Polverini nel Lazio, riammesse dopo i ricorsi. C’è da chiedersi come agisce questo governo e i partiti che lo sostengono. Se non riescono a presentare liste elettorali per un appuntamento noto da tempo, come possono ben governare?

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