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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘diluvio’

Le gambe del presidente del consiglio

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2011

Mi riferisco, sia chiaro, all’aspetto politico della persona. A quanti in Italia e altrove mi chiedono cosa mai hanno fatto gli italiani per ritrovarsi l’attuale Presidente del Consiglio io rispondo che lo è perchè si regge su due piedi. E alle perplessità dei miei interlocutori mi precipito ad affermare che non si tratta di trampoli ma di una taglia normale. Sono le gambe di chi ha avuto in dote un sex-appeal di comunicatore che per molti significa che “da quella bocca può dire di tutto perché chi lo ascolta la prende per oro colato. Ad aiutarlo, ovviamente, si aggiunge la circostanza che non ha contradditori. In effetti ne ha avuto uno: Romano Prodi ma ad eliminarlo ci hanno pensato bene i suoi compagni di cordata. E non una volta sola, bensì due. Ora si dice che queste due gambe stanno traballando: è l’età che avanza? E’ che, a forza di dire le stesse cose, la musica diventa sorda anche per orecchie che si accontentano di tutto. Resta, ovviamente, l’altra gamba e qui la cosa si fa più seria. Da 17 anni il nostro Presidente non fa che dire che dopo di lui è il diluvio, in senso politico, s’intende. E come non dargli ragione? Lui è stato capace non solo di avere una maggioranza parlamentare consistente ma è riuscito persino, sia pure perdendo qualche pezzo, a rimodellarsi una opposizione interna per i momenti di carestia. Così Casini, Fini e Rutelli e qualche eminenza grigia che veleggia nei dintorni rappresentano il suo asso nella manica per farvi ricorso nel momento in cui il “popolo sovrano” dovesse dargli forfè. E il centro sinistra? Continuano a discutere e punzecchiarsi in attesa di sfoderare gli spadoni per contendersi la leadership: e chi ci troviamo in prima fila? Bersani, Vendola, Di Pietro e ad un paio di incollature Amato, D’alema, Letta et similia. Ovvero politici stagionati e per lo più in area di decantazione. Oggi, se i recenti umori elettorali vogliono dire qualcosa, si vince con gli outsider. Lo insegnano Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli. Possibile che in un paese d’inventori, di artisti, di poeti, di scrittori, non si riesce a far sortire un personaggio nuovo, gagliardo e con gambe tutte sue che sa comunicare ma anche usare un linguaggio diverso, più aperto e più franco e con una buona dose di onestà intellettuale e di serietà professionale come lo è oggi un Mario Draghi che è salito ai vertici della Banca europea meritando la stima e la considerazione di tutti, avversari compresi. In un certo senso è un uomo nuovo. Ma quanti ce ne sono come lui e che non riescono ad emergere perché soffocati dai trampolieri di turno? Cerchiamoli e sosteniamoli perché dovremmo essere stufi degli imbonitori da strapazzo e da quella vena di rassegnazione e di cinismo che ci marchia a fuoco. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Dopo Berlusconi? Il diluvio

Posted by fidest press agency su domenica, 24 aprile 2011

Da tempo, oramai, e con una cadenza periodica, ritorna ad affacciarsi l’idea che nell’Italia politica non ci sia futuro senza Berlusconi. Lo ha detto di recente Ferrara direttore de Il Foglio”  e passi, considerato che è ben nota la sua vicinanza ideologica al noto personaggio. Ma lo hanno detto anche eminenti figure dell’opposizione anche se in maniera meno esplicita come Amato e D’Alema. La verità è che non sono lontani dal vero stante l’attuale situazione che governa le opposizioni. Con l’Udc e Fli di Fini  abbiamo avuto, infatti, un’altra opposizione, ma non certo un fronte unitario che fosse in grado di sommare tutte le forze di opposizione. Tutt’altro. Con un certo cinismo dovremmo osservare che Berlusconi è riuscito all’interno delle sue forze di costruirsi sia una maggioranza sia un’opposizione e così facendo ha spezzato il fronte degli avversari riducendone l’efficacia e consolidando di fatto il suo status. Non solo. Si è identificato nel suo partito come un leader carismatico e un solido e insostituibile punto di riferimento. Senza di lui tutto crolla e persino i suoi potenziali eredi ne escono scornati prima del tempo. Tremonti, ad esempio, era ben visto alla successione ma alla prova dei fatti è stato indicato come colui che farebbe perdere voti al partito. Poi si aggiungono i voti dispersi come quelli della sinistra sempre più litigiosa e in odore scismatico, ad ogni congresso o consiglio nazionale. Possibile che non si rendano conto del danno che stanno provocando a se stessi e di riflesso al paese? Nelle ultime europee tutte le varie frange della sinistra raccolsero il 7% del voto elettorale ma non ebbero un seggio per il semplice fatto che erano divise. Che bella soddisfazione! C’è da trarne vanto!  E non si creda che nel segreto dell’urna questa riflessione non la faccia l’elettore e turandosi il naso di certo vota ma lo fa per il certo, per quanto triste, e non per l’incerto dal quale non potrà trarne sicuramente un beneficio se non una instabilità della politica dai risvolti tempestosi. E così sia. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Berlusconi: Dopo di me il diluvio…!

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2010

E’ il motto ispiratore del cavaliere che gli ha ispirato la richiesta di voto anticipato solo per quella delle Camere dove in atto è più fragile, conservando gelosamente la maggioranza nella seconda Camera. Ciò significa cercare l’ingovernabilità e sulla ipotesi di ingovernabilità concentrare la campagna elettorale. Se ciò si avverasse, infatti, una vittoria delle opposizioni nella Camera dei deputati sarebbe una “vittoria di Pirro, escludendosi la governabilità a causa di una diversa maggioranza al Senato Se già scrissi l’urlo del cavaliere lanciato da Seul  “muore Sansone….!” paventando una guerra civile, oggi mostra la sua vera faccia, che è quella del disinteresse delle sorti della nazione a fronte dei suoi personali interessi. Se dovesse perdere, come da più parti si prevede, il cavaliere opterebbe per una scelta di ingovernabilità piuttosto che cedere le redini e lo scudo. Il sogno proibito di scalata al Colle , minaccia di svanire, così come svaniscono i sogni disordinati, quando ci si addormenta dopo una solenne sbornia.  Un antico e saggio proverbio suggerisce, quando si è deciso di prendere una sbornia, di farlo con vino buono; il cavaliere non conosce tale suggerimento; la sua è una sbornia di vino cattivo. (Rosario Amico Roxas)

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