Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘dimissioni’

Vuoi vedere che la piattaforma chiederà a Di Maio di non dimettersi?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

“La grave crisi che sta travolgendo il M5S coinvolge tutti, non è solo ‘cosa loro’… Il fatto che Di Maio interpelli l’oracolo Rousseau invece di prendere atto del più democratico giudizio del popolo italiano che gli ha sottratto ben 6 milioni di voti in un anno, svela in anticipo l’esito della consultazione digitale: vuoi vedere che la piattaforma chiederà a Di Maio di non dimettersi? La casta degli iscritti Rousseau conta più del popolo italiano, alla faccia della democrazia e della Costituzione”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Sanità: Dimissioni prof. Ricciardi e il futuro dell’ISS

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 dicembre 2018

Dopo mesi di inspiegabile silenzio da parte del ministro Grillo sull’Istituto Superiore di Sanità, organo tecnico scientifico del Ministero, è urgente per l’Unione Sindacale di Base che a seguito delle odierne dimissioni del presidente Walter Ricciardi, si apra il confronto con il ministro sul futuro dell’Ente. Sarebbe grave se non vi fosse da parte del ministro la disponibilità ad ascoltare il personale per comprendere le problematiche legate al ruolo e alla funzione dell’ISS, soprattutto in funzione della difesa della propria terzietà.USB ha già richiesto allo staff del ministro che l’iter di nomina del nuovo presidente sia celere e trasparente, e, diversamente dal caso ISTAT, che la figura di alto valore che prenderà il posto del prof. Ricciardi dia priorità alla funzione dell’ISS al servizio della committenza sociale nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. USB, primo sindacato dell’Ente, è pronta a chiamare i lavoratori alla mobilitazione qualora dovesse essere messa a rischio la terzietà dell’ISS rispetto alla politica e al settore privato.

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Inps: Boeri si deve dimettere

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

di Francesco D’Uva. Il presidente dell’INPS è venuto in audizione nella Commissione Parlamentare a fare politica. È venuto a dire degli 8 mila posti di lavoro in meno senza spiegare bene come ha fatto questa stima. Sappiamo che già il Ministro dell’Economia ha detto che non è una stima attendibile e se non fosse sufficiente quella del Ministero, c’è anche la stima degli uffici tecnici della Camera. Hanno voluto dire che questi dati non sono assolutamente collegabili al Decreto Dignità, quindi non possiamo fare altro che prendere atto che il presidente Boeri vuole fare politica. Gli auguriamo di farla, ma al di fuori dell’INPS e non dentro un’istituzione che deve essere terza e non deve certo dare tali opinioni su questa tematica, BOERI SI DEVE DIMETTERE!. (fonte: blog delle stelle)

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Si chiedono le dimissioni di Mattarella

Posted by fidest press agency su martedì, 29 maggio 2018

«Da oggi Fratelli d’Italia inizia a raccogliere, con banchetti in tutta Italia e con una petizione online, le firme per chiedere le dimissioni del Presidente Mattarella e per introdurre il presidenzialismo perché l’elezione diretta del Capo dello Stato è la più grande riforma che possiamo fare. Se il Capo dello Stato vuole scegliere i ministri, allora lo devono votare gli italiani. È la prima regola. Solo così sarà rispettato il voto dei cittadini». È quanto ha annunciato il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ad Imperia nel corso di un incontro per le elezioni amministrative.

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Atac: dimissioni del direttore generale Rota

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 luglio 2017

atac trasporti romaIl sindacato Usb ci fa pervenire il seguente comunicato: “Le dimissioni del direttore generale Rota sono una buona notizia, soprattutto alla luce delle vergognose dichiarazioni rese note ieri, nelle quali ancora una volta gli autisti sono stati presentati come i responsabili del dissesto dell’azienda. Le accuse di assenteismo si basano sulla solita cattiva abitudine di sommare impropriamente i dati delle malattie, assolutamente nella media, con quelli dei congedi parentali o in base alla legge 104: un giochino utile a mettere in cattiva luce i lavoratori e a mettere al riparo le responsabilità dei dirigenti. La tesi rimbalzata sui media secondo cui diversi autisti lavorerebbero soltanto tre ore è insopportabile: tutti gli autisti e i macchinisti sono vincolati ad un orario di lavoro settimanale di 36 ore e questo è l’unico dato che conta, accanto poi alle tante ore di straordinario accumulate per una evidente carenza di personale operativo.
Che ATAC abbia accumulato un forte debito è notizia che Rota conosce da prima di assumere l’incarico ed è impensabile che si possa realisticamente rientrare da quel debito continuando ad assicurare il servizio alla città di Roma. Rota sa bene che nessun privato accetterà mai di assumere quel debito e che la privatizzazione dell’azienda non salverà la collettività dal dover ripagare un debito che, come sappiamo, è stato dovuto in larga parte alle ruberie di dirigenti, partiti e aziende private (biglietti clonati, prezzi esagerati per pezzi di ricambio, ecc.). La buona notizia è invece che ATAC ormai non funziona più in perdita ma a Rota questo non basta!Assistiamo da mesi ad una pesantissima campagna contro i lavoratori e per la privatizzazione di ATAC, con i radicali ed ora anche il Pd in prima fila a sostenere il “referendum delle bugie”, quello che chiede di passare la palla ai privati tacendo che più del 20% delle corse è già da molti anni in mano ai privati con effetti disastrosi. In questa campagna anche Rota ha voluto dare il suo contributo, peraltro ben retribuito. Le sue dimissioni sono una buona notizia. Giù le mani dall’ATAC, bene comune di Roma.”

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Massimo Colomban lascia la giunta Raggi?

Posted by fidest press agency su domenica, 25 giugno 2017

campidoglio“Prosegue il fuggi fuggi dal Campidoglio e dalla corte di Virginia Raggi. Apprendiamo dai quotidiani che l’Assessore alle Partecipate, Massimo Colomban, fedelissimo della premiata ditta Grillo-Casaleggio, a settembre lascerà la giunta. Ufficialmente per aver completato la sua mission di risanamento della governance delle partecipate, in realtà per aver sostanzialmente fallito. Come può farci credere, l’assessore Colomban, di aver portato a termine il suo compito dopo nemmeno un anno di lavoro? Cosa si nasconde dietro la sua decisione di lasciare il Campidoglio? C’è qualcosa – come spesso accade quando c’è di mezzo la Sindaca – che ancora non sappiamo? (n.r. abbiamo lasciato nel titolo del nostro lancio un punto interrogativo perchè non è la prima volta che le notizie riguardo la giunta Raggi sono state poi smentite o rettificate.)

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Dimissioni ospedaliere, le nuove schede armonizzate con le regole europee. Ecco che cosa cambia

Posted by fidest press agency su martedì, 14 febbraio 2017

ospedale-san-camilloLe schede di dimissione ospedaliera si “europeizzano”. Dal 1° gennaio di quest’anno le regioni e Pa sono tenute a inviare al Ministero della Salute le Sdo dei pazienti secondo regole diverse, che agevolano il confronto dei dati prodotti in Italia con quelli esteri, e dei dati di un’Asl o una regione con quelli prodotti nell’altra regione, così che il governo possa meglio programmare norme per l’equilibrio del settore sanitario e di governo della spesa. Lo afferma il Decreto 7 dicembre 2016 del Ministero della Salute, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 7/2 (serie generale 31). Il nuovo provvedimento adegua le precedenti regole del 2000 all’avvenuto recepimento (dlgs 38 del marzo 2014) della direttiva “transfrontalieri”, che regola l’assistenza ai pazienti provenienti da altre aree dell’Unione Europea. Rispetto agli obiettivi che le SDO si ponevano a dicembre 1991 quando un decreto ministeriale le istituì, e nel 2000 quando furono rimesse a punto, il nuovo decreto mira a consentire un più agevole rilevamento nelle regioni degli standard di qualità e sicurezza della rete degli ospedali pubblici e privati accreditati (anche gli Irccs ora dovranno spedire le schede mensilmente) e dei volumi e degli esiti delle cure erogate. Ulteriore obiettivo: adeguare nel tempo i contenuti informatici resi disponibili per l’analisi dei tecnici ministeriali.
Si rinnovano i contenuti delle due sezioni di cui si compone la scheda. La prima contiene codice istituto di cura; numero progressivo della scheda; dati anagrafici e di residenza del paziente e livello di istruzione. La seconda sezione riporta indicazioni su regime di ricovero; data di prenotazione e di ricovero con ora; classe di priorità, UO di ammissione; costo della degenza; dati patologici e trasferimenti interni o da altri ospedali; data di dimissione o morte; modalità di dimissione; riscontro autoptico; dati ricovero diurno, diagnosi principale e secondarie di dimissione, identificativo di chirurgo e anestesista dell’intervento principale con check list della sala operatoria ma anche identificativi per gli interventi secondari; rilevazione del dolore; stadiazione condensata; PA, creatinina serica e frazione eiezione. Ogni SDO “costituisce parte integrante della cartella clinica, di cui assume le medesime valenze di carattere medico-legale”. Ogni 15 del mese regioni e province autonome devono inviare al Nuovo Sistema Informativo Sanitario del Ministero della Salute le sole info della sezione II, salvo integrazioni da spedire il 31 marzo dell’anno dopo. Alla spedizione, tutti i dati vanno distinti in due tracciati: informazioni anagrafiche e informazioni relative al ricovero. I dati sensibili vanno criptati applicando una procedura descritta nel disciplinare tecnico allegato al decreto. Dal 1° gennaio 2018 l’invio delle schede è condizione perché le regioni accedano al finanziamento integrativo a carico dello Stato.
Accanto a indicazioni sul corretto collegamento informatico con il Ministero e sui criteri d’autenticazione per chi, utente del sistema Nsis, tratta dati sensibili, nel disciplinare vi sono informazioni pratiche. Ogni cartella clinica deve avere un suo identificativo “stabile”, che non cambia se il paziente è spostato da un reparto all’altro, ma solo se muta il regime di ricovero: ad esempio, se da diurno passa ad ordinario o da acuto a lungodegenza. In caso di ricovero diurno, la cartella clinica, e la corrispondente SDO, devono raccogliere la storia e la documentazione del paziente relative all’intero ciclo di trattamento; ogni singolo accesso giornaliero del paziente è conteggiato come giornata di degenza e la data di dimissione corrisponde alla data dell’ultimo contatto con l’istituto di cura in cui si è svolto il ciclo assistenziale. (by Mauro Miserendino da Doctor33)

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Campidoglio: assessora Muraro rassegna dimissioni

Posted by fidest press agency su martedì, 13 dicembre 2016

paola-muraroL’assessora alla Sostenibilità ambientale di Roma Capitale Paola Muraro si dimette dall’incarico, rimettendo le sue deleghe nella mani della sindaca, Virginia Raggi. “Oggi, tramite il mio legale, la Procura di Roma mi ha notificato un avviso di garanzia in riferimento all’articolo 256 del Testo unico sull’ambiente. Contestualmente sono stata informata che verrò ascoltata dalla Procura il prossimo 21 dicembre. Sono tranquilla e convinta di riuscire a dimostrare la mia totale estraneità ai fatti. Tuttavia, per senso di responsabilità istituzionale e per rispetto verso questa amministrazione, ho deciso di dimettermi in attesa di chiarire la mia posizione”, ha spiegato l’assessora Muraro”.”In nome della trasparenza comunichiamo tempestivamente la notifica ricevuta da Paola Muraro, rispettando pienamente quanto abbiamo sempre assicurato ai cittadini – ha sottolineato la sindaca, Virginia Raggi – Attendiamo con fiducia che l’assessora chiarisca nel dettaglio la sua posizione e, nel frattempo, sarò io ad assumere le sue deleghe”.

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Caso Renzi: Dimissioni o continuità?

Posted by fidest press agency su martedì, 13 dicembre 2016

matteo renzidi Vincenzo Olita. Ci risiamo, per molti analisti, se il Paese vive una crisi politica e il referendum costituzionale è stato sconfitto la responsabilità è del neoliberismo selvaggio e delle ricette liberali del governo che” hanno prodotto milioni di nuovo poveri “.
Il binomio liberismo-disastro renziano lo si rintraccia in ogni settore, comparto e risvolto dell’azione governativa.
Insomma Renzi come una sorta di nuova Thatcher, purtroppo così non è stato a meno che non si vogliano confondere accettabili intendimenti e buoni annunci riformatori con contenuti il più delle volte irrilevanti, come la buona scuola, la riforma della P.A., il job act o accattivanti, in puro stile grillino, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento di costi, innocue soppressioni.
La sconfitta del governo è anche nella dicotomia tra buone intenzioni e incapacità di esercitare una leadership convincente e coerente, capace di aggregare un gruppo dirigente e non yes men, incauti sul piano culturale oltre che politico.
Come non ricordare le costanti affermazioni dell’on. Simona Bonafè e della ministra Boschi sul progetto di riforma costituzionale: “E’ così perchè ce lo chiede la gente”, siamo andati vicino al “Gott mit uns”. Come sorvolare sull’ insipiente ruolo dei ministri Giannini, Lorenzin, Poletti, Guidi, Galletti, tanto per non citarne altri? Questo è il passato, ma il futuro è ancora nelle mani di Renzi e nella sua personale capacità di analisi.Amici e consiglieri avrebbero dovuto prospettare il danno di immagine e di credibilità provocato da dimissioni, seguite immediatamente da un palese ed esuberante attivismo politico. Amici disinteressati e capaci consiglieri, in queste ore, dovrebbero suggerire un accettabile tasso di discontinuità nella compagine governativa. Amici e consiglieri sinceri dovrebbero sconsigliare l’ingresso nel governo di signori “chi? ” Pera, Urbani, Saverio Romano; al riguardo siamo il Paese in cui basta rilasciare una fantasiosa intervista per ritrovarsi leader di mai nascenti formazioni politiche, Parisi e Passera, Pisapia e Sala, Pizzarotti e Tosi insegnano. Ma se amici e consiglieri validi scarseggiano, Renzi il suo futuro politico dovrà salvaguardarlo da solo, ci riuscirà se saprà dare spessore e concretezza alle sue dimissioni lontano da interessate sirene, altrimenti, con una strategia di continuità ad ampio spettro, la sua rivincita politica sarà irrimediabilmente compromessa. (fonte Società Libera http://www.societalibera.org)

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Renzi: Giano bifronte

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

boccia“Le dimissioni di Renzi da premier? Io, un po’ di tempo fa, avevo capito che se fosse andato male il referendum, lui avrebbe lasciato la politica, e mi pare fosse anche in compagnia”. Così Francesco Boccia, deputato PD, oggi al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. Lei come prese quella decisione? “Io gli dissi che non era necessario, gli dissi: se ammetti di aver fatto un errore puoi tornare indietro, fai il semplice iscritto, porti l’acqua…” Domenica però si è dimesso. “Da premier si. Ma le uniche dimissioni, che ha il dovere di dare sul piano politico, sono quelle di segretario politico del PD. Era premier in quanto segretario del PD – ha detto Boccia a Rai Radio1 -, altrimenti non avrebbe fatto il Presidente del Consiglio”. Ma lei è l’unico del PD a fare questa richiesta. “Penso che sarà inevitabile che nelle prossime ore aumenterà. Domani c’è la direzione PD e se ne parlerà”. E se domani Renzi non si dimetterà? “Vorrà dire che è rimasto attaccato alla poltrona”. Insieme a Renzi, chi dovrebbe dimettersi nel PD? “Credo che lui e tutto il gruppo dirigente che ci ha portato sugli scogli debbano liberare il partito per consentire al PD di confrontarsi. Se Renzi vorrà ricandidarsi, come ogni iscritto, si fa il prossimo congresso”. Quindi, se non vorrà ricandidarsi, Renzi potrebbe anche non dimettersi? “In questo caso potrebbe gestire il passaggio verso il congresso, che si dovrà tenere presto, a gennaio o febbraio”, ha concluso a Un Giorno da Pecora il deputato PD. (foto: boccia)

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Gli editori si dimettono dall’Aie

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2016

editoriIl modo in cui è stato gestito l’affaire Salone del libro ha creato un forte malcontento da parte di molti editori soci. Indipendentemente dal risultato (crediamo sia sbagliato voler contrapporre a una grande fiera italiana un evento concorrenziale laddove invece bisognerebbe moltiplicare, e non dividere, le occasioni di avvicinamento alla lettura, che è tra i fini statutari dell’associazione: quindi ben venga un’altra fiera ma perché in concorrenza e negli stessi giorni?), ciò che ci ha lasciato perplessi è il modo in cui la decisione è stata presa, senza una seria, reale e approfondita consultazione di tutti i soci.
Non ci riconosciamo né in questa scelta dell’associazione né tantomeno nella modalità di determinarla, non ci sentiamo insomma rappresentati da questa Associazione, pertanto diamo qui le nostre dimissioni dall’AIE con effetto immediato.
Ci auguriamo che, trattandosi di un’associazione che ha l’ambizione di rappresentare un’ampia parte del mercato editoriale italiano (il sito istituzionale parla del 90%: forse facendo riferimento ai fatturati e non certo alla reale pluralità dei soggetti operanti nel settore), ma il cui maldestro operato in questo frangente ha come primo effetto tangibile il venir meno di un numero consistente di soci e al tempo stesso il malcontento di altri soci che restano iscritti, la Presidenza dell’AIE voglia riconsiderare le sue posizioni e i suoi atteggiamenti, al fine di diventare davvero un soggetto rappresentativo, efficace e in cui tutti gli editori – pur con la naturale diversità, tema certo a noi molto caro – possano sentirsi ascoltati e riconoscersi. (foto: editori)

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David Cameron ha appena annunciato le proprie dimissioni da capo del Governo britannico

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

londraIl risultato del referendum sul Brexit, con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, sconvolge da subito gli equilibri politici in Uk. Un finale che ha preso alla sprovvista analisti finanziari e bookmaker: questi ultimi, riferisce Agipronews, davano in vantaggio fino a poche ore dalla chiusura dei seggi il “remain”, la permanenza in Ue, a quota 1,20, con il “leave” a 3,80. Esito inatteso per il referendum, mentre adesso appare scontata la nomina di Boris Johnson come prossimo leader dei conservatori, proposta a 1,30. Quote a favore di “Bojo” anche come prossimo premier: le offerte sulle lavagne britanniche per l’ex sindaco di Londra sono a 1,70, a grande distanza tutti gli altri, a partire da Theresa May, fino ad oggi Segretario di Stato per l’Interno, proposta a 4,00 come prossimo leader dei Tories e a 3,50 come Premier. Arduo vedere come prossimo capo di governo un esponete laburista: su Jeremy Corbin si punta a 7,00. Ancora più difficile che la maggioranza, nonostante l’esito del referendum, vada al capo degli “euroscettici” britannici, Nigle Farage: il leader del partito Ukip come prossimo premier, al momento, è una scommessa da 34 volte la posta. PG/Agipro

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Sicilia: Crocetta deve dimettersi

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2015

Fabio_Rampelli_daticamera“Crocetta deve dimettersi. Chi chiama a far parte della sua giunta, nella posizione più importante e delicata quale l’assessorato alla sanità, Lucia Borsellino, figlia di un eroe italiano ucciso dalla mafia con la sua scorta, ne deve seguire il destino.Sarebbe troppo facile, in caso contrario, strumentalizzare simboli sacri della storia italiana. Non credo che qualcuno abbia costretto Crocetta a questa nomina, ma se scegli Lucia Borsellino devi garantirgli autonomia e agibilità e proteggerle le spalle. Non m’interessa sapere se la famosa intercettazione esista o no, è del tutto irrilevante. La storia del governatore siciliano è finita con le dimissioni di Lucia Borsellino e le sue lacrime imbarazzanti nell’intervista a La 7 non cambiano questo banale principio e la lettera delle sue irrevocabili dimissioni sono un chiaro atto di accusa a un governatore e a una giunta incapaci di voltare davvero pagina. Vada a casa il prima possibile, si fosse dimesso ieri, nel giorno del 23mo anniversario della morte di Paolo Borsellino ci avrebbe fatto perfino bella figura”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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La Polverini alla fine si dimette

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 settembre 2012

English: Renata Polverini, italian trade union...

English: Renata Polverini, italian trade unionist. Italiano: Renata Polverini, sindacalista italiana. (Photo credit: Wikipedia)

ll tira e molla che è andato avanti per più di dieci giorni della governatora del lazio Renata Polverini ha dato a molti l’impressione che le sue dimissioni fossero diventate una sorta di leggenda metropolitana. Lo ha creduto anche il nostro amico Rosario, un attento osservatore della politica italiana e che vantiamo tra i nostri commentatori più qualitifati, ma per nostra fortuna si è sbagliato. Il caso Lazio è di quelli che gridano vendetta. Non ci riguarda, ovviamente, l’aspetto giudiziario ma quello politico, o meglio il malcostume imperante della politica che oggi si esprime con la sigla di un partito, ma non mi meraviglierei se altri movimenti politici ne venissero coinvolti, Ha un bel dire la Polverini che questo allegro andazzo delle finanze regionali sa di antico. Mi limito, per smentirla, ad un solo punto. La precedente amministrazione Marrazzo aveva disposto un milione di euro per finanziare i gruppi politici presenti in regione. In due anni e con nove delibere questa cifra ha raggiunto i 14 milioni di euro. E ancora più sconcertante è il fatto che per tentare di risanare le esangui casse della Regione si sia fatto ricorso alla più iniqua delle manovre con l’addizionale Irpef che è andata a colpire soprattutto i reddi medio-bassi e per dirla tutta i pensionati e i lavoratori monoreddito, i cassa integrati, i precari. Se tanto mi da tanto gli elettori della regione dovrebbero annotarsi questo particolare per votare contro un partito di faccendieri che si sono arricchiti a spese dei poveri. Non dico che nel Pdl non vi siano dei galantuonini come ve ne sono negli altri partiti, ma di certo anch’essi ne escono con le ossa rotte perchè non possono dire “non lo sapevamo” come intende farci credere anche la Polverini. Se invece di distribuire un milione di euro si passa a ben quattordini la scia che lascia non è certo invisibile. E’ che gli italiani sono segli “gnoccoloni” altrimenti avrebbero preso a forconate questi signori che invece di vergognarsi per le loro malefatte ne hanno tratto vanto pubblicamente e il loro dire rilanciato dalla grancassa dei media. Ma la mia reprimenda la faccio agli elettori perchè da almeno venti anni a questa parte avrebbero potuto fare delle scelte più attente ed invece si sono lasciati ubriacare sai soliti imbonitori. Usque tandem… Vedremo con il primo test regionale siciliano se il popolo italiano si è rinsavito o no. Ma sr guardo al passato consentitemi di nutrire seri dubbi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

I

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Nicole Minetti? La “cicciolina” del Pdl

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2012

“Nicole Minetti? L’Italia ha messo in Parlamento anche Cicciolina, e la Minetti può avere quel tipo di elettorato lì, che si riconosce in quello stile, nel suo modo di lavorare. Rappresenta un tipo di elettore che guarda all’estetica”. Lo dice il senatore del Pdl Mario mantovani, coordinatore del Pdl in Lombardia, alla Zanzara su Radio 24, facendo un parallelo tra Nicole Minetti e l’ex pornostar Cicciolina, che entrò in Parlamento coi radicali. “D’altra parte – aggiunge Mantovani – a Monza Cicciolina si è presentata, dunque chiunque può presentarsi per cercare i voti. Nel futuro anche la Minetti se vuole dovrà prendersi i voti. Credo che i suoi elettori non siano il mio genere, ma il Pdl è un partito di ampie vedute”. Poi Mantovani difende la Minetti dagli attacchi di alcuni esponenti del Pdl, tra cui Guido Crosetto che si era detto pronto a fare una colletta per le dimissioni del consigliere regionale: “Io non provo nessun imbarazzo per la sua presenza e non credo ci faccia perdere voti. Crosetto sbaglia. Anzi ora organizzo una cena così si conoscono meglio e fanno pace”. “La Minetti – dice ancora Mantovani a Radio 24 – è un capro espiatorio. E’ una brava consigliera regionale, sempre presente, una che fa delle proposte. Non capisco questo accanimento nei suoi confronti”.(Maria Luisa Chioda)

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Pazienti in dimissione

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2012

Milano

Cernusco sul Naviglio (Italy) - Naviglio Marte...

Cernusco sul Naviglio (Italy) - Naviglio Martesana Italiano: Naviglio Martesana a Cernusco sul Naviglio (MI) (Photo credit: Wikipedia)

. Il Centro di riabilitazione psichiatrica Sant’Ambrogio Fatebenefratelli di Cernusco sul Naviglio (MI), a partire dal 16 aprile 2012 metterà a disposizione dei residenti della Regione Lombardia la nuova Comunità Riabilitativa ad Alta Assistenza – CRA “Fra Raimondo Fabello”, per l’accoglienza di 16 pazienti in dimissione dall’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG) di riferimento. Il servizio vuole essere di supporto al progetto di chiusura degli OPG, offrendo agli ospiti in dimissione l’accompagnamento al reinserimento territoriale nelle varie forme: in casa o in una struttura residenziale più “leggera” per la prosecuzione del programma riabilitativo. L’offerta riguarda persone che sono al termine del loro percorso istituzionale e devono affrontare la dimissione e il reinserimento nella società, momento molto critico e gravato da forte ambivalenza. Risponde inoltre al bisogno di sostanziare le nuove disposizioni legislative in materia con risposte pratiche, che consentano l’avvio effettivo di percorsi di reinserimento e graduale restituzione sociale per persone per cui non sussista più l’attualità di pericolosità sociale, ma necessitino ancora di un ambito riabilitativo sufficientemente assistito.Si tratta di persone che hanno spesso alle spalle situazioni familiari difficili o comunque non in grado di offrire sostegno e che non hanno una rete sociale che possa sostenerli in modo adeguato, cessato il contenimento, repressivo ma anche di supporto, che l’istituzione ha garantito loro, spesso per periodi molto protratti. Il programma riabilitativo si rivolgerà soprattutto alla dimensione dell’ “abitare” e delle attività della vita quotidiana a cui tutti gli Ospiti saranno chiamati a collaborare, nella misura delle loro capacità: verrà promossa la partecipazione e la condivisione in modo che tutti si sentano responsabili della vita nella comunità. La richiesta di ammissione da parte del DSM della sola Regione Lombardia va condivisa dalla Direzione dell’OPG di provenienza ed autorizzata dall’ASL di competenza.
Il Centro Sant’Ambrogio della Provincia Lombardo-Veneta Fatebenefratelli – Ordine di San Giovanni di Dio, presenza storica di Cernuasco sul Naviglio (MI) opera nell’assistenza psichiatrica dal 1939. In armonia con la missione dell’Ordine dei Fatebenefratelli, che consiste nell’attribuire piena centralità al valore della persona umana, il Centro è in grado di offrire percorsi curativi, riabilitativi e di reinserimento sociale differenziati secondo le diverse patologie in un ambiente che consenta l’autonomia delle persone, la loro capacità di apprendere dall’esperienza, che faciliti momenti di relazione con gli altri sviluppando una dimensione di domesticità.

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Crisi: Berlusconi si dimetta

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

“La telefonata di Angela Merkel a Berlusconi dimostra quanta poca considerazione ci sia per il nostro governo e per la sua credibilità”. Lo dice in una nota Antonio Borghesi, vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera. “Se vuol davvero salvare il Paese Berlusconi annunci le sue dimissioni – aggiunge Borghesi – subito dopo l’approvazione della manovra. Le opposizioni non potranno che favorire una rapida conclusione del suo percorso parlamentare”.

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Berlusconi non si ricandida?

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

Passo indietro di Berlusconi, se decidesse davvero di cedere il testimone e non candidarsi come premier alle prossime politiche, confermerebbe l’esattezza della previsione di coloro i quali un anno fa hanno deciso di intraprendere il progetto di futuro e libertà, dimettendosi persino da incarichi governativi. Se fosse vero questo bagno di umiltà del premier, col quale abbandonerebbe gli approcci zaristici, sarebbe, quindi, auspicabile un nuovo confronto politico basato su un dialogo onesto e costruttivo tra tutte le forze moderate e riformiste di centrodestra. Lo dichiara l’on. Enzo Raisi, responsabile immagine e propaganda di FLI. (n.r. sappiamo che dopo qualche ora dopo l’uscita di Repubblica con l’intervista a Berlusconi nella quale confidava di voler rinunciare alla prossima candidatura è giunta tempestiva la smentita. Era tanto per celiare!)

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Calderoli e le dimissioni di Fini

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2011

Le dichiarazioni del ministro Calderoli rendono ancora più manifesto il ruolo di braccio armato del berlusconismo svolto dalla Lega. Si pensa così di mascherare lo stato terminale di un governo sorretto da una maggioranza inadeguata perché nervosa, fragilissima e spaccata. È paradossale che, nel momento in cui ci si assume davanti al presidente della Repubblica l’impegno a svelenire il clima, dall’altra parte si continui ad attaccare con una nuova e pretestuosa  richiesta di dimissioni del presidente Fini. È del tutto evidente che la fragilità della maggioranza non può essere esorcizzata con la continua creazione e ricreazione di un nemico di comodo. Lo dichiara l’on. Roberto Menia, coordinatore nazionale di FLI.

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Per dimissioni Bondi: di Nuovo?

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2011

“Le dimissioni dell’archeologo Andrea Carandini dalla presidenza del Consiglio superiore dei Beni Culturali sono l’ultima vergogna, dopo i crolli di Pompei e i silenzi del Ministro Bondi, di un governo assassino che sta annientando la cultura nel nostro Paese. Come più volte denunciato dall’Italia dei Valori – dichiara l’On. Pierfelice Zazzera (IDV), capogruppo della Commissione cultura della Camera – lo stesso Carandini accusa il Governo di essere responsabile della morte della Cultura in Italia riducendo del 70% le risorse ai beni culturali, condannando l’intero settore. Il governo si rende responsabile della violazione della Costituzione che prevede la tutela dei beni monumentali e che invece attraverso la riduzione di fondi e di personale ne sta determinando l’estinzione. Questa situazione è resa ancora più grave dal fatto che da alcuni mesi il ministro Bondi è assente dal Ministero, che pertanto risulta privo di una guida politica, se mai ce l’ha avuta. Ormai il Ministero, secondo quanto dichiarato da Carandini, è alla deriva e non sembra vicina la decisione di sostituire un ministro che ha fallito ammettendo apertamente la propria incapacità. Quanto accaduto – conclude Zazzera – è di una gravità estrema, pertanto presenterò al più presto un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo un atto di responsabilità verso il Paese e la cultura, e che, prima che crolli l’intero patrimonio monumentale del nostro paese quanto meno si ricorra a rimuovere il ministro all’inesistente, Sandro Bondi.”

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