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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘dipendenti’

Due terzi dei dipendenti italiani lavorano senza straordinari retribuiti

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

Il 30% degli italiani lavora tra le 6 e le 10 ore a settimana senza retribuzione. Questo uno dei dati che emerge dalla nuova ricerca di ADP “Workforce View in Europe”. Lo studio, che ha intervistato oltre 10.000 lavoratori europei e 1.400 in Italia, ha rilevato che gli impiegati europei lavorano in media quasi cinque ore (4 ore e 47 minuti) a settimana senza essere pagati.
ADP ha intervistato lavoratori in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Regno Unito, chiedendo quali sono le problematiche più attuali che devono affrontare sul posto di lavoro. La tematica dell’equilibrio tra lavoro e vita privata è al centro dell’attenzione da molti anni, eppure i risultati suggeriscono che i datori di lavoro ripongono ancora aspettative irrealistiche sui lavoratori, facendoli lavorare più a lungo del tempo previsto dal contratto e senza essere retribuiti.
Il 30% degli italiani ha dichiarato di lavorare “gratis” almeno 6-10 a settimana, un numero che su base mensile diventa di 24-40 ore, praticamente 3/5 giorni di lavoro in più al mese regalati. Il 20% dei lavoratori è più fortunato: solo 5 o meno ore in più a settimana. Vi è però anche un 7,3% che ha dichiarato di arrivare alle 11-15 ore in più a settimana, un numero davvero importante.Non vi sono particolari differenze tra i sessi, sia il 60% degli uomini che delle donne ha dichiarato di “regalare” ore di lavoro alla propria azienda.È la fascia 25-34 anni quella che fa più straordinari (66%), quella degli over 55 quella che ne fa di meno (55%).
Virginia Magliulo, General Manager Southern Europe Adp, ha commentato: “Nonostante l’importanza del benessere dei dipendenti sia stata più volte dimostrata, sembra che molti datori di lavoro non stiano neppure retribuendo equamente i dipendenti per le ore lavorate. È una tendenza preoccupante che rischia di esporre gli impiegati alla sindrome da stress lavorativo e a una diminuzione della motivazione, con impatti negativi a lungo termine sulla produttività e sulle prestazioni complessive”.

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Dati Mef: per la 2° volta imprenditori battono dipendenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Secondo i dati resi noti dal Mef, i redditi da lavoro dipendente e da pensione rappresentano circa l’84% del reddito complessivo dichiarato.”E’ la solita vergogna! Da troppo tempo l’evasione è uscita dall’agenda politica e dalle campagne elettorali. Lo scorso anno la percentuale era pari all’82%, ora peggiora di ben due punti, attestandosi all’84%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Positivo, invece, che per la seconda volta di seguito il reddito medio degli imprenditori superi quello dei lavoratori dipendenti. Anche se il traguardo è solo simbolico, il differenziale sale dai 400 euro dell’anno precedente a ben 1.550 euro. Gli imprenditori, infatti, dichiarano 22.110 contro i 20.560 euro dei dipendenti” prosegue Dona.”Anche se è vero che gli imprenditori, come ribadito dal Mef, essendo titolari di ditte individuali, non sono i datori di lavoro dei dipendenti, resta il fatto che il dato in passato aveva suscitato indignazione, visto che un reddito troppo basso degli imprenditori rappresenta comunque un evidente problema di evasione. Si è avuto, invece, un rialzo annuo di 1.030 euro, da 21.080 a 22.110″ conclude Dona.

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Difesa: Insopportabile il conguaglio fiscale applicato ai dipendenti civili della Difesa

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Roma 26 Febbraio, dalle ore 9.30 alle ore 11.30 avanti la sede del Ministero della Difesa le lavoratrici e dei lavoratori civili della difesa, comunicano di aver programmato un sit in di protesta per il prelievo. “Prendiamo atto – è scritto nel loro comunicato – dell’inadeguatezza dell’amministrazione nei confronti degli organismi interni ed esterni che governano le competenze economiche dei dipendenti civili della Difesa, che consentiranno – secondo quanto comunicato – di rateizzare solo la parte residua dell’importo dovuto con l’ulteriore conguaglio applicato nella mensilità di marzo. Fp Cgil Uil Pa Cisl Fp e Confsal Unsa si dichiarano insoddisfatte della risposta, e nel denunciare la gravità della condizione economica imposta a migliaia di famiglie rimaste di fatto senza alcun sostentamento nel mese di febbraio a causa del prelievo forzoso applicato alle retribuzioni.

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Circa 3 dipendenti su 4 stanno pianificando di trovare un nuovo lavoro nel 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 febbraio 2019

È quanto emerge da un recente sondaggio online condotto da Hays, azienda leader nel recruitment specializzato, che ha coinvolto circa 4.500 persone a livello internazionale.
Hays ha chiesto ai partecipanti se avessero intenzione di cambiare impiego nel corso del 2019 e il 78,1% degli intervistati ha risposto affermativamente. Tra coloro che si sono dichiarati alla ricerca di un nuovo lavoro, il 24% si è detto deciso a dare una svolta alla propria carriera perché ferma da diverso tempo nello stesso ruolo. Il 21%, invece, lamenta una mancanza di formazione e/o crescita professionale presso l’attuale luogo di lavoro.
Tra gli intervistati che non sono alla ricerca attiva di impiego, invece, 3 su 10 (32,5%) hanno affermato che prenderebbero in considerazione nuove opportunità professionali se venisse offerto loro un incremento in termini di salario o di benefit. Il 25,8% cambierebbe lavoro solo in vista di una migliore crescita professionale, mentre il 22,9% lo farebbe solo se il ruolo proposto fosse più dinamico e stimolante di quello attuale.“Dal sondaggio emerge chiaramente che il 2019 sarà un anno di svolta per un gran numero di professionisti – ha commentato Alistair Cox, CEO di Hays -. Molti di loro vogliono cambiare lavoro perché quello attuale non li soddisfa più o non permette loro di crescere professionalmente e questo è un segnale importante per le imprese. Manager e responsabili delle risorse umane dovranno impegnarsi e investire se desiderano fidelizzare i talenti migliori, dando loro la possibilità di cimentarsi in ruoli diversi all’interno dell’azienda e offrendo loro interessanti opportunità di carriera”.

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L’INGV immette nei ruoli 149 dipendenti precari

Posted by fidest press agency su sabato, 22 dicembre 2018

Il 18 dicembre la Commissione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) incaricata di espletare la procedura per il superamento del precariato ha concluso i suoi lavori con l’esame delle 149 istanze ammesse alla partecipazione.
“Si è compiuto così l’atto formale che dà il via libera alla stabilizzazione di parte del personale che da anni lavora con impegno e dedizione, sempre con contratti a termine”, spiega Maria Siclari, Direttore Generale dell’INGV.”Dei 149 candidati alla procedura di stabilizzazione, 33 hanno conseguito nel frattempo l’immissione in ruolo tramite concorsi pubblici”, prosegue Siclari, “pertanto, i restanti 116 candidati rientrano pienamente nel budget assunzionale derivante dalle assegnazioni ex DPCM 11/4/2018, integrate dal cofinanziamento INGV disposto dal Consiglio d’Amministrazione”.I 116 candidati sono stati tutti convocati venerdì 21 dicembre, presso la Sala Conferenze dell’INGV di Roma, per sottoscrivere il contratto a tempo indeterminato che decorrerà dal 28 dicembre 2018.“Questa è la conclusione di un lungo percorso che ha visto la partecipazione di tanti attori che vogliamo qui ringraziare”, sottolinea Carlo Doglioni, Presidente dell’INGV, “primi fra tutti lo stesso personale precario, il Consiglio di Amministrazione, il Collegio dei Direttori, le Organizzazioni Sindacali, il personale amministrativo e i Commissari dei concorsi: tutti si sono impegnati per raggiungere entro il 2018 il tanto atteso ed essenziale obiettivo di chiudere la pagina del precariato storico e iniziare un nuovo costruttivo percorso dell’Istituto che veda la serenità lavorativa come presupposto fondamentale di una sempre maggiore produttività scientifica”.

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Gruppo Alitalia e cassa integrazione dipendenti

Posted by fidest press agency su domenica, 4 novembre 2018

L’Unione Sindacale di Base non ha sottoscritto l’accordo di proroga della cassa integrazione straordinaria per il Gruppo Alitalia Sai in A.S., dopo aver espresso in ogni sede le proprie perplessità sul ricorso alla cigs in un momento tanto incerto per le sorti della compagnia aerea.Soltanto la dichiarazione arrivata nella tarda serata di mercoledì 31 ottobre da parte del ministro del Lavoro Luigi Di Maio, che ha ribadito gli impegni sul rilancio aziendale e sull’occupazione, ha indotto USB ad aggiornare la procedura a martedì 6 novembre.
USB aveva chiesto fin dalle prime battute della trattativa la sospensione della procedura in attesa del previsto – e più volte richiesto – incontro con il governo sulle prospettive future dell’azienda e dei suoi dipendenti, più che mai necessaria a valle dell’offerta presentata dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, aggiuntasi a quella di Easyjet e seguita dalla manifestazione d’interesse di Delta Airlines.
USB Lavoro Privato ribadisce per l’ennesima volta la richiesta di massima chiarezza e di tutti gli approfondimenti necessari sugli scenari futuri, sui quali conferma la richiesta di intervento pubblico per il rilancio di Alitalia a salvaguardia dell’industria e del futuro di migliaia di lavoratori.

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Reddito di cittadinanza tutela disoccupati, ma chi salva i dipendenti pubblici?

Posted by fidest press agency su martedì, 2 ottobre 2018

Nella manovra di bilancio, accanto al reddito di cittadinanza e a quota 100, Anief chiede di trovare subito altri 4 miliardi per non perdere i mini-aumenti in busta paga appena ricevuti dagli Statali che percepiscono fino a 26 mila euro. E complessivamente 30 miliardi per allineare tutti gli stipendi pubblici all’inflazione, cresciuta di 20 punti negli ultimi dodici anni. Secondo il presidente nazionale, Marcello Pacifico, non ci si può preoccupare soltanto di chi non lavora o di chi accede alla pensione sociale. Stiamo parlando di buste paga nette sui 1.500 euro e in media per loro l’assegno di pensione potrebbe non superare i 750-800 euro: una somma simile a quella che oggi, attraverso il reddito di cittadinanza, si vuole destinare a chi non ha lavorato.

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Autostrade: pubblicata convenzione

Posted by fidest press agency su martedì, 28 agosto 2018

La società Autostrade per l’Italia ha pubblicato on line il testo della convezione in essere con il ministero delle Infrastrutture e trasporti, con tutti gli allegati. L’operazione trasparenza! Tutte le convenzioni andrebbero pubblicate. Quanto al merito, con la pubblicazione della Convenzione e dell’allegato E si conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che la formula adottata per l’adeguamento delle tariffe va rivista al più presto, essendo decisamente troppo generosa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non solo viene consentita la remunerazione degli investimenti, cosa ovviamente giusta, ma nella formula tariffaria si conteggia anche il tasso di inflazione programmato” prosegue Dona. “Insomma, per lo Stato i gestori delle autostrade hanno diritto per legge alla rivalutazione della tariffa in base all’inflazione, ma non i dipendenti ed i pensionati, che devono attendere sentenze della Consulta per veder riconosciuto, peraltro molto parzialmente, quanto hanno perso in termini di adeguamento al costo della vita in questi anni di crisi” conclude Dona.

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Pagine di medicina: La medicina con le sue variabili dipendenti

Posted by fidest press agency su sabato, 25 agosto 2018

Vi è un genere di conoscenza medica fondata sulla riflessione e sull’intento di preparare i potenziali lettori a valutare i fatti prima delle suggestioni, delle mode e a prepararli alla consapevolezza che la più efficace cura dobbiamo trovarla in noi stessi nel comprendere ciò che non va nel nostro organismo e di renderci conto che alla base dei nostri mali vi può essere un regime alimentare sbagliato, dei comportamenti non virtuosi, come l’eccessiva sedentarietà, e un uso inappropriato di taluni farmaci assunti non da prescrizione medica ma dal si dice delle comari. Esiste poi un “effetto placebo” non solo per l’uso delle medicine ma anche per il rapporto fiduciario che noi intratteniamo con il nostro medico di famiglia.
A tutto questo si aggiunge la figura del cronista che partecipa ai convegni e ai congressi medici e che ha il delicato compito di riportare gli studi, le ricerche e le relazioni degli esperti su un determinato ambito medico. D’altra parte in tali meeting vi è lo sforzo corale di chi cerca di puntare verso nuove frontiere nella terapia di talune malattie nell’intento, se non proprio di debellarle, di limitarne i danni e gli stessi effetti collaterali a volte tanto insidiosi da colpire altri organi del corpo fondamentalmente sani. A questo riguardo la mia esperienza mi porta a riconoscere spesso nel relatore, negli stessi ricercatori, non solo il genuino entusiasmo per una sperimentazione che ha superato la prova dei vari controlli che sono stati messi a punto, ma anche il legittimo dubbio che di là della bontà del farmaco prodotto vi possa sempre essere una intolleranza strisciante che finisca con l’appalesarsi tardivamente e che il suo uso, alla lunga, diventi controproducente. (Riccardo Alfonso)

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Roma: sciopero dipendenti Ama

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 maggio 2018

Domenica 13 Maggio le lavoratrici e i lavoratori di AMA sciopereranno per tutta la giornata contro un’organizzazione del lavoro che obbliga centinaia di lavoratori a lavorare la domenica da anni senza la possibilità di usufruire in quel giorno ferie riposi. Con questo sciopero vogliamo riaffermare che la domenica è giorno di riposo festivo per tutti i lavoratori e le lavoratrici.Lavorare la domenica significa disperdere parte della propria vita sociale e familiare: i figli che crescono, le compagne/i di vita che aspettano, eventi famigliari che si è costretti a trascurare.La scelta di imporre il lavoro domenicale non risponde a criteri di efficentamento del servizio, ma ha solo una funzione di immagine.Dall’introduzione dell’obbligo del lavoro domenicale il servizio nella città non è certo migliorato: lo stato di degrado in cui versa la città, e che peggiora giorno dopo giorno, è da ascrivere alle politiche scellerate che in questi anni le varie amministrazioni comunali, provinciali e regionali hanno portato avanti con subalternità ai privati e con una totale mancanza di investimenti negli impianti e mezzi. I lavoratori e le lavoratrici di AMA che ogni giorno prestano la loro opera in condizioni difficili, vedi i luoghi insalubri degli impianti, vedi la mancanza di mezzi oppure i cassonetti fatiscenti, sono stanchi di pagare per colpe la disorganizzazione del lavoro e rivendicano il diritto a condizioni lavorative decenti, e a godere della domenica come giorno di riposo come tanti altri lavoratori.
Domenica 13 Maggio le lavoratrici e i lavoratori di Ama incontreranno i cittadini, i comitati
di quartiere, le associazioni dalle ore 10 alle 13 in Piazza SS. Apostoli. (fonte: COBAS del Lavoro Privato)

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A Gate-away.com offre un’ora di Pilates a settimana ai suoi dipendenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 aprile 2018

“Mens sana in corpore sano” è un motto latino citato spesso a memoria ma poco applicato in Italia. La Gate-away.com – il portale immobiliare in Italia dedicato esclusivamente ad acquirenti internazionali – si è posto l’obiettivo contribuire al benessere psicofisico dei suoi dipendenti offrendogli un’ora di Pilates a settimana. Ogni giovedì, durante la pausa pranzo -che verrà prolungata di 45 minuti – il team al completo potrà beneficiare dell’attività fisica.
“Una ricerca dell’Università di Stoccolma del 2014 riconosce che fare sport durante la giornata lavorativa genera benefici per il singolo e per l’azienda – commenta Annalisa Angellotti, vice General Manager – Ma questo non ce lo devono di certo ricordare gli svedesi, perché ce l’ha insegnato Giovenale nelle Satire e ne siamo convinti anche noi della Gate-away.com. Per questo motivo abbiamo deciso di offrire ai nostri dipendenti l’ora di Pilates”.Ci sono ormai diversi studi che affermano l’importanza dell’attività sportiva sovvenzionata dalle aziende Se nel paese scandinavo è una pratica in voga già da fine anni ’80 – e in alcuni casi diventa addirittura un obbligo contrattuale – secondo l’Università di Bristol ciò migliorerebbe la concentrazione sul lavoro dei dipendenti del 21%, mentre per uno studio dell’America College of Sports Medicine si verificherebbe addirittura un incremento produttivo del 15%. “Inoltre – conclude l’Angellotti – lo sport aziendale, così l’abbiamo chiamato, migliora l’umore e fa crescere l’affiatamento del team. E per noi questo ultimo punto è fondamentale, per creare una squadra di lavoro stimolata a appagata. I nostri dipendenti hanno accolto entusiasti la nostra proposta e addirittura uno di loro ci ha suggerito di stampare le maglie con il logo dell’azienda e il motto: Get fit everyday thanks to Gate-away”. Ciò ha contribuito a creare, durante l’ora di Pilates, un clima allegro”.

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Personale: Campidoglio, entro l’anno assunti 583 nuovi dipendenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

campidoglioRoma. Entro la fine del 2017 verranno assunti 583 nuovi dipendenti di Roma Capitale. È quanto prevede il nuovo Piano assunzionale 2017-2019 che la Giunta capitolina si appresta a varare. Prima della fine dell’anno saliranno quindi a 2.424 i lavoratori assunti a partire da giugno 2016, ovvero dall’insediamento dell’Amministrazione Raggi: 638 insegnanti, 574 educatori, 1.212 tra amministrativi e tecnici. “In un momento di crisi e scarsità delle risorse disponibili, l’operazione che stiamo portando avanti non ha eguali in Italia. Negli anni vi è stata una mancata pianificazione delle politiche del personale che ha provocato una grave carenza di organico. Noi abbiamo cambiato registro e, con le prossime assunzioni, assicuriamo l’inserimento di nuove professionalità e il necessario turnover. Da una parte rispettiamo il principio giuridico per il quale vanno assunti tutti i vincitori di concorso, che attendono da troppi anni. Dall’altro, seguendo il criterio del buon andamento dell’amministrazione, reperiamo le professionalità necessarie per garantire i servizi alla città: l’assunzione di 100 lavoratori da destinare all’ufficio giardini, praticamente azzerato dalle precedenti amministrazioni, va proprio in questa direzione”, dichiara la sindaca di Roma Capitale, Virginia Raggi. Nell’arco dei prossimi mesi, dunque, sarà completato il piano assunzionale previsto per il solo 2017, che prevede l’ingresso in Campidoglio dei seguenti profili professionali selezionati mediante il cosiddetto “concorsone” del 2010: 100 funzionari amministrativi; 86 istruttori dei servizi culturali, turistici e sportivi; 76 architetti; 72 istruttori amministrativi; 15 bibliotecari; 14 esperti di servizi informatici e telematici; 12 funzionari dei processi comunicativi e informativi; 10 dietisti; 5 avvocati e 2 funzionari per l’orientamento al lavoro. A questi si aggiungono 30 dipendenti assunti con procedure di mobilità (assistenti sociali e geometri), 60 tra le categorie protette (ex L. 68/99), 100 operatori dei servizi ambientali dai centri per l’impiego.Entro il 2018 è previsto l’esaurimento delle assunzioni dei vincitori del cosiddetto “concorsone”: fra questi anche 300 istruttori della polizia locale, ai quali se ne aggiungeranno altri 314 nel 2019 scelti fra gli idonei in graduatoria.“Tali assunzioni sono state possibili grazie ai risparmi effettuati dall’attuale Amministrazione capitolina, derivanti dal taglio dei dirigenti esterni e dei comandi da altre amministrazioni. Siamo impegnati a individuare nuove risorse per implementare questo piano assunzionale e colmare le conclamate carenze d’organico Ci auguriamo che anche il Governo prenda atto della mancanza di fondi a cui Roma Capitale e gli altri enti locali hanno dovuto far fronte negli ultimi anni, e preveda gli investimenti necessari a favorire la possibilità di attingere alle graduatorie degli idonei del personale tecnico amministrativo e, in materia di sicurezza, favorire un massiccio turnover nei ranghi della polizia locale”, spiega il delegato al Personale e alle relazioni sindacali di Roma Capitale, Antonio De Santis.

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Campidoglio, firmato nuovo Contratto decentrato dei dipendenti capitolini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 luglio 2017

campidoglioÈ stato firmato ufficialmente il nuovo Contratto collettivo decentrato integrativo dei dipendenti capitolini. “Oggi viene sancito, anche formalmente, l’avvio di una nuova stagione nei rapporti con il personale capitolino – dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi – superando l’atto unilaterale per valorizzare la partecipazione dei lavoratori all’organizzazione del lavoro, per riconoscere i loro diritti e per premiare la loro professionalità in funzione dei servizi offerti ai cittadini. Roma Capitale si conferma dunque come modello di confronto sul futuro del pubblico impiego a livello nazionale”.Il delegato della sindaca al Personale Antonio De Santis e il Direttore del Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane del Campidoglio Angelo Ottavianelli hanno siglato con le organizzazioni sindacali di categoria (Cgil, Cisl, Uil, Csa, Diccap e Usb) il nuovo Contratto che fa decadere formalmente, a decorrere dal 1 luglio 2017, l’atto unilaterale approvato dalla precedente amministrazione nel 2014.La sottoscrizione da parte di Roma Capitale è stata autorizzata dalla Giunta Capitolina con una delibera approvata venerdì scorso, che recepisce i termini del pre-accordo siglato con i rappresentanti sindacali dei lavoratori lo scorso 4 maggio. Con tale provvedimento si autorizza anche l’integrazione delle risorse necessarie al Fondo per il salario accessorio per l’anno 2017.”È una giornata importante per noi tutti – afferma De Santis – che comprova la capacità dell’Amministrazione di superare le difficoltà giuridiche ed economiche ereditate dal passato e che hanno ostacolato, negli ultimi anni, il godimento di legittimi diritti da parte dei dipendenti capitolini. Dopo aver sbloccato il pagamento del salario accessorio e aver raggiunto l’intesa sul nuovo contratto decentrato oggi archiviamo definitivamente l’atto unilaterale, condividendo con i sindacati la visione di una macchina amministrativa che ha come unico obiettivo la valorizzazione del personale correlata al potenziamento dei servizi alla città”.In occasione della firma del contratto, la sala commissioni del Dipartimento Risorse Umane, che tradizionalmente ospita le trattative sindacali e dove è stato siglato il documento, è stata intitolata alla memoria della dirigente sindacale Nicoletta Calcagni, scomparsa pochi mesi fa.

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Alitalia: Scegliere tra 38,5 milioni di contribuenti italiani e 12.500 dipendenti della compagnia aerea

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

alitaliaOccorre scegliere se tutelare i 38,5 milioni di contribuenti italiani o proteggere i 12.500 dipendenti dell’Alitalia. I costi che il contribuente ha dovuto subire per Alitalia ammontano a 7,4 miliardi di euro. Lo scorso anno Alitalia ha avuto un “buco” di 400 milioni, quest’anno viaggia con 1,5 milioni al giorno e non si vede la fine del pozzo. Nel 2008 il governo Berlusconi per consentire “l’italianità dell’Alitalia”, addossò al contribuente le perdite della compagnia; parte dei dipendenti fu messa in cassa integrazione e mobilità fino a 9 anni (!), con trattamento economico, per il personale navigante, arrivato all’80% dello stipendio, percentuale sostanzialmente pagata con la tassa sui biglietti aerei, cioe’ da noi. Si vuole replicare? Alcune compagnie aeree si sono integrate: British Airways ha assorbito Iberia; Lufthansa ha inglobato Swissair, Sabena e Austrian; Air France ha assimilato Klm. L’Alitalia e’ rimasta con il cerino in mano, neanche più “compagnia di bandiera”, visto che è partecipata al 49% da Etihad (Emirati Arabi Uniti) e per il restante da CAI. Insomma, chi propone di nazionalizzare l’Alitalia vuole rifilare al contribuente l’ennesimo bidone. Attenzione ai bidonisti! (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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P.A: stipendi dipendenti, persi 4.049 euro da 2010

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

ministero-finanzeSecondo i dati resi noti oggi dall’Ocse, se il costo del lavoro medio in Italia è maggiore della media Ocse, il reddito netto in busta paga è molto più basso.
“Gli italiani sono sottopagati rispetto agli altri paesi sviluppati. Questo ci dicono i dati Ocse di oggi. Inoltre, ci confermano che quanto il Governo sta per stanziare nel Def per il pubblico impiego, con un aumento contrattuale medio di 85 euro, è a dir poco insufficiente” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori
“Se i dipendenti pubblici, per via del blocco della contrattazione, hanno perso in media, dal 2010 al 2015, 899 in termini nominali, considerando anche l’aumento del costo della vita, la cifra sale a 4049 euro in termini reali” prosegue Dona.
“I dipendenti pubblici più danneggiati sono i dipendenti delle amministrazioni locali. Se dal 2010 al 2015 hanno avuto una riduzione secca di 1.351 euro, considerando l’andamento dei prezzi la perdita sale a 4.641 euro” conclude Dona.

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Rinnovo del contratto, per i dipendenti pubblici si va verso 85 euro di aumento-miseria

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

palazzo chigiLa Legge di Stabilità prevede 1,48 miliardi di euro per il 2017 e 1,39 a decorrere dal 2018, mentre di miliardi ne servirebbero ben 11 e, per un incremento equo, servirebbero 170 euro. Questi ultimi da corrispondere dal 1° settembre 2015: esattamente il doppio di quanto propongono ora amministrazione pubblica e sindacati. Se si volessero adeguare, poi, le buste paga dei lavoratori pubblici a quelle dei privati, la somma dovrebbe lievitare del 20 per cento: si tradurrebbe, quindi, in 340 euro di aumento per una copertura di 44 miliardi complessivi. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): si sta chiudendo su un accordo che prevede l’assegnazione di un salario che non copre nemmeno l’inflazione, come certificato nelle scorse settimane dalla Corte dei Conti. E si aggira pure la sentenza della Consulta (sulle pensioni quali retribuzioni differite), di un anno e mezzo fa, che ne impone, per analogia, la perequazione automatica al di là della firma del contratto: come indicato anche dalla Consulta, un anno fa, che ha reputato illegittimo il blocco dei contratti e degli stipendi pubblici.

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Rai: compensi star

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 luglio 2016

Rai: sede di romaIl presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha presentato due interrogazioni al presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico, in merito alla pubblicazione dei compensi non solo dei dirigenti e giornalisti ma anche dei conduttori e delle star Rai e in merito al tetto massimo per i compensi dei dirigenti pubblici fissato, a norma di legge, in 240 mila euro annui.
“La Rai – scrive il capogruppo azzurro – ha adottato il Piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale che prevede la pubblicazione sul sito dell’azienda dei curricula e dei compensi lordi, comunque denominati, percepiti dai componenti degli organi di amministrazione e controllo, nonché dai dirigenti di ogni livello, ivi compresi quelli non dipendenti della società, e comunque dai soggetti, diversi dai titolari di contratti di natura artistica, che ricevano un trattamento economico annuo omnicomprensivo a carico della società pari o superiore ad euro 200.000. Dal Piano per la trasparenza resta, a tutt’oggi, esclusa la pubblicazione degli alti emolumenti corrisposti alle cosiddette star televisive. A questo riguardo si citano alcuni compensi noti attraverso indiscrezioni di stampa: il giornalista Bruno Vespa percepirebbe 2 milioni di euro; Fabio Fazio, 5 milioni di euro in tre anni; l’attrice comica Luciana Littizzetto, 20 mila euro a puntata, per 10 minuti di intervento; il conduttore Carlo Conti guadagnerebbe circa 1 milione e mezzo all’anno”.
Renato Brunetta chiede quali “misure intendano porre in essere i vertici Rai, al fine di rendere noti ufficialmente i compensi percepiti anche dai collaboratori a qualunque titolo impiegati in Rai, compresi tutti i conduttori, i giornalisti, e le cosiddette star della tv, applicando, così, in maniera integrale i principi di total disclosure affermati dalle numerose disposizioni di legge richiamate in premessa, alle quali la Rai deve sottostare”.
Nella seconda interrogazione il presidente dei deputati di Forza Italia sottolinea come “l’articolo 13 del decreto legge 24 aprile 2014 n. 66, ‘Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale’, convertito in legge n. 89 del 23 giugno 2014 (cosiddetto decreto Irpef) ha stabilito in 240 mila euro annui il limite massimo ai compensi degli amministratori con deleghe e alle retribuzioni dei dipendenti delle società controllate dalle pubbliche amministrazioni a partire dal 1° maggio 2014”.
Nonostante le disposizioni di legge e un ordine del giorno alla riforma della governance Rai presentato da Forza Italia e accolto dal governo, ad oggi, i vertici Rai e numerosi dirigenti e giornalisti della tv pubblica percepiscono un compenso ben superiore al tetto di 240 mila euro previsto per legge. Il capogruppo azzurro chiede “quali iniziative di propria competenza intendano assumere i vertici Rai al fine di rendere operativo il tetto massimo per i compensi dei dirigenti pubblici fissato, a norma di legge, in 240 mila euro annui”.

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ASR: no a tagli salario accessorio dipendenti Consiglio regionale

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

GiornalistiL’Associazione stampa romana condivide pienamente le posizioni espresse dalla Cgil Fp Roma e Lazio e da Uil Fpl Roma e Lazio al tavolo negoziale del Consiglio regionale del Lazio sulla ripartizione del fondo per il trattamento accessorio del personale ed esprime preoccupazione per il mancato accordo tra le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto degli enti locali e la delegazione trattante di parte pubblica. Nel rispetto delle decisioni prese dall’assemblea dei lavoratori del 19 luglio scorso, Cgil Fp Roma e Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio avevano proposto al tavolo negoziale una proroga delle posizioni organizzative e di alta professionalità e delle indennità di produttività collettiva negli attuali importi.Tale proroga consentirebbe di fare rientrare la discussione sulsalario accessorio nella trattativa per il rinnovo del nuovo contratto decentrato integrativo che, stando ai termini fissati dall’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Lazio, dovrà concludersi con lasottoscrizione entro il 30 novembre prossimo. L’Amministrazione invece si è irrigidita, proponendo un’inaccettabile riduzione dell’indennità di produttività della categoria D (da10 mila a 9200 euro).L’Associazionestampa romana auspica un ripensamento da parte della delegazione trattante diparte pubblica, affinché sia allontanata l’ipotesi di ulteriori tagli iniqui alle retribuzioni di una parte consistente dei lavoratori e dei colleghi giornalisti dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale del Lazio già penalizzati in passato. (Lazzaro Pappagallo Segretario Associazione Stampa Romana Inviato da: giornalistioggi)

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Coinvolgimento dei dipendenti europei

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2015

europa-261011-cOracle ha reso noti i primi risultati della ricerca Oracle Simply Talent, che ha preso in esame il tema del coinvolgimento dei dipendenti in molti paesi europei. La ricerca rivela che sono i colleghi, e non i manager, il fattore chiave per creare un maggiore engagement sul luogo di lavoro. C’è anche un dato preoccupante: secondo gli interpellati, proprio le Risorse Umane sono la funzione meno in grado di produrre un impatto positivo sul loro coinvolgimento. Questo studio mette al centro dell’attenzione i modi in cui chi gestisce il personale può farsi carico del coinvolgimento dei dipendenti, contribuendo così a costruire una migliore cultura aziendale, capace di migliorare i risultati di business. Lo studio Oracle Simply Talent, che ha lo scopo di capire i fattori chiave per favorire il coinvolgimento dei dipendenti e i suoi vantaggi, ha raccolto informazioni da 1.511 dipendenti di grandi aziende europee. Il sondaggio rivela, a sorpresa, che il 42% degli intervistati attribuisce ai colleghi il maggiore impatto positivo sul proprio livello di coinvolgimento sul luogo di lavoro; una percentuale ben più elevata di quanti lo attribuiscono ai proprio manager diretti (21%) o ai manager della business unit di appartenenza (7%). Solo il 3% del campione afferma che è la funzione Risorse Umane a creare l’impatto più positivo per loro.Al contrario, quando si tratta di stabilire chi abbia un’influenza negativa, i dipendenti delle aziende europee individuano i principali responsabili nella senior leadership (19%) e nei manager a cui riportano direttamente (11%).Loïc Le Guisquet, President for Europe, Middle East and Africa (EMEA) and Asia Pacific regions di Oracle ha commentato: “Questi dati dovrebbero preoccupare i team HR dal momento che indicano come le Risorse Umane non riescano a creare coinvolgimento agli occhi dei dipendenti. Se è così, quale speranza può esservi che le Risorse Umane possano avere un impatto positivo sull’ambiente di lavoro e sulla cultura aziendale? Questo studio dovrebbe suonare come un campanello d’allarme, affinché le direzioni HR dimostrino in modo chiaro e visibile a tutti il valore che apportano alle loro aziende e ai dipendenti”.Secondo lo studio Oracle, solo poco più di un terzo (35%) dei dipendenti in Europa occidentale si sente coinvolto sul luogo di lavoro per la maggior parte del tempo. Essi ritengono tuttavia importante che le loro aziende affrontino il tema nel modo giusto, indicando fra i principali vantaggi del coinvolgimento l’aumento della produttività (56%), una minor probabilità di voler cercare un nuovo posto di lavoro (37%) e una maggiore capacità di fornire alla propria azienda idee creative sugli elementi da migliorare (35%).I vantaggi dell’engagement si estendono, secondo gli interpellati, anche al servizio ai clienti: il 30% degli intervistati afferma di essere più disposto a fornire un miglior servizio al cliente quando si sente coinvolto. Ciò suggerisce il fatto che le aziende che riescono a coinvolgere al meglio il proprio personale possono guadagnare moltissimo in termini di performance di business.Lo studio Oracle mette in luce anche il punto di vista dei dipendenti su come la funzione Risorse Umane e in generale il management aziendale potrebbe farli sentire più coinvolti sul lavoro. Secondo gli interpellati, la principale priorità del management dovrebbe essere il riconoscimento dei risultati (53%), seguito dall’aiutare i dipendenti a capire quale sia il contributo che ciascuno di essi fornisce all’azienda (35%) e dal dare loro l’opportunità di partecipare a progetti interessanti (34%). Preoccupa invece notare come circa un terzo (32%) dei dipendenti in Europa occidentale segnali la mancanza di riconoscimento dell’eccellenza individuale da parte delle aziende – un dato che indica un disallineamento tra dirigenza e personale in merito a ciò che costituisce un buon management. Tale disallineamento è evidenziato anche da altri risultati della ricerca: il 57% dei dipendenti afferma infatti di desiderare che il proprio management assuma uno stile maggiormente proattivo, mentre il 56% preferirebbe un approccio manageriale più personalizzato che riconosca l’individualità – due metodi che non sono implementati nelle rispettive aziende. Solo il 26% del campione lavora in aziende caratterizzate da uno stile manageriale che offre maggiore proattività.La generazione più giovane (i Millennials) è in particolare quella che desidererebbe discutere più regolarmente della propria carriera con i manager di cui sono alle dirette dipendenze. In questo segmento d’età si trova la maggior parte di lavoratori che già ha questa possibilità (44%), ma vi si trova anche la più alta percentuale di persone (79%) che non riesce ad avere un confronto regolare sulla propria carriera.Questo segmento demografico contiene la maggior parte di dipendenti (44%) che ha, in generale, questa possibilità, ma è anche il gruppo con la più alta percentuale (79%) di personale che non riesce a discutere con regolarità della propria carriera come invece vorrebbe.
Attualmente, solo il 29% dei dipendenti ritiene che la propria azienda sia proattiva nel coinvolgimento del personale; il 42% invece dichiara di lavorare in aziende che aspettano che sia il dipendente a fare il primo passo per affrontare una determinata questione. Solo il 33% è convinto che la propria azienda capisca i dipendenti e li tratti come “individui”, mentre il 56% giudica media, scarsa o molto scarsa la capacità dei dirigenti della loro funzione di fornire un feedback regolare. Solo l’11% ha un datore di lavoro che comunica con il personale mediante regolari (una volta al mese o più) sondaggi sul tema del coinvolgimento.Loïc Le Guisquet ha concluso: “I dipendenti percepiscono un gap tra ciò che li coinvolge davvero e l’approccio del management nei loro confronti: per la funzione Risorse Umane, questa è una splendida opportunità di prendere in mano in prima persona questo tema all’interno delle loro organizzazioni. Visto che la motivazione arriva dai colleghi, si può rafforzare questa influenza positiva creando piattaforme di collaborazione, condivisione, strumenti social. Allo stesso modo, si possono soddisfare meglio anche le aspettative del personale – in particolare dei più giovani – riguardo alla necessità di ricevere feedback e riconoscimento in modo più regolare: i team HR possono farlo adottando tecnologie che aiutino il management ad avere una visione sempre aggiornata del profilo e delle attività dei loro dipendenti, così da stimolare dinamiche di relazione più personalizzate e soddisfacenti”.

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Dipendenti comunali di Roma: Buste paga decurtate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 gennaio 2015

campidoglioLa vicenda del salario accessorio dei dipendenti capitolini, nelle mani del Sindaco Marino e del Vice Sindaco Nieri, ha assunto connotazioni inaccettabili. Lo dichiara in una nota il Segretario Generale UIL FPL Giovanni Torluccio.. Dai primi mesi del 2014, senza mai cercare soluzioni realmente condivise con le organizzazioni sindacali, sul capo dei lavoratori è stata fatta gravare la mannaia di un atto unilaterale senza alcuna condivisione con le parti sociali. Mentre alcuni Comuni hanno avuto il buon senso di sospendere le delibere emesse fino a sottoscrizione di un nuovo contratto condiviso, la massima concessione del Sindaco Marino e del suo staff si è concretizzata nella concessione di un mese di dilazione applicativa, che si è rivelato del tutto inutile.Ora arrivano – continua Torluccio-le prime conseguenze dell’atto unilaterale, ossia drastici tagli nelle buste paga di Gennaio dei dipendenti capitolini, che si aggirano tra i 150 e i 250 euro. E’ evidente il mancato rispetto degli impegni pubblici assunti relativamente al mantenimento dei livelli salariali .Il falso buonismo di Marino e Nieri rivela tutte le incongruenze denunciate dalla UIL FPL, a partire dal pretesto delle indagini del MEF come punto obbligato di partenza nella definizione della nuova disciplina contrattuale. “Per quale motivo- prosegue Torluccio- se tutto si genera dai rilievi posti dal MEF, ancora non si è proceduto ad alcun ridimensionamento dei compensi d’oro degli alti dirigenti dell’ente? Eppure proprio lo stesso MEF aveva posto l’indice su questi stipendi. Attendiamo ancora risposte.Nel frattempo – conclude- il Segretario Generale Uil Fpl- si continua a far ricadere sui lavoratori, con stipendi medi di 1200 euro, le responsabità e le inefficienze dell’Amministrazione Capitolina, incapace di adottare misure concrete volte ad abbattere i tanti sprechi e sperperi, risultato della cattiva gestione della macchina amministrativa.

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