Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘dipendenza’

Elimina gli alcolici dalla tua giornata e non ti viene il cancro: Si! No! Forse?

Posted by fidest press agency su sabato, 27 aprile 2019

L’alcol è una sostanza edonica, ma nel creare piacere può indurre dipendenza e certamente danno a vari organi e apparati. Se questo è vero per tutti, è altrettanto vero che per i giovani rappresenta un rischio ancora maggiore, poiché i ragazzi lo metabolizzano male, ne abusano spesso senza neanche rendersene conto, si abituano ad un approccio alle bevande alcoliche che può durare tutta una vita, lo usano per ‘sballare’ senza spendere granché e senza avere rapporti con l’illegalità. Spesso, sobri o ubriachi, inconsapevoli, si mettono alla guida di veicoli e muoiono (o fanno morire). Per tutte queste e per altre tante ragioni non può esistere uso di alcol fra i giovani. Non può essere altresì promosso l’uso indiscriminato di alcol in tutte le altre popolazioni (adulti e anziani). Ciò detto, vanno tuttavia fatte alcune considerazioni su recenti articoli della letteratura scientifica che già di per sè presentano un grosso bias fra il titolo e il contenuto. “L’alcol fa venire il cancro, l’alcol è un cancerogeno primario, anche un bicchiere di vino ne aumenta il rischio”… Questo dicono i titoli di recenti articoli. Tuttavia, leggendo gli stessi lavori, si evince che l’associazione forte è, anche a basse dosi di alcol, solo per cancro della mammella dopo la menopausa, della prostata (su cui tuttavia incide la presenza di insulino-resistenza) e forse del melanoma (su cui pesa come fattore confondente l’esposizione a raggi solari). Addirittura si documenta effetto protettivo dell’alcol per tumore vescicale, renale, ovarico e linfomi. Se la ricerca bibliografica sui fattori determinanti il cancro viene fatta per dieta e ambiente, emergono strettissime associazioni causa-effetto per eccesso di carboidrati, obesità e diabete, ridotta attività fisica, fumo, esposizione a contaminanti alimentari utilizzati nell’industria o nell’agricoltura (nitrosamine, idrocarburi policiclici, cadmio, arsenico, policromobufenili, diossine, pesticidi, interferenti endocrini, e altri ancora), contatto con sostanze utilizzate nel lavoro industriale (ad esempio collanti o clorofenoli nelle lavanderie o nei ristoranti, distruttori endocrini derivanti da una non corretta gestione dei rifiuti, e così via). Più recentemente, particolare importanza nella patogenesi dei tumori viene data all’uso di sostanze anabolizzanti-dopanti nelle palestre. Tutto ciò ha fatto sì che l’American Institute for Cancer Research nel 2018 (Alcoholic drinks and the risk of cancer, CUP, Continuous Update Project analysing research on cancer prevention and survival, World Cancer Research Fund), dopo attenta revisione della letteratura, abbia rivisto le proprie posizioni rispetto al 2007. Un primo problema metodologico posto dagli autori è la valutazione del contenuto alcolico di un drink (unità di misura con cui si valuta il consumo di alcolici). Ad esempio, in Gran Bretagna il vino è servito in un bicchiere di 250 ml contro i 125 ml generalmente considerato in Italia! L’altro discorso metodologico riguarda i ‘confounders’ quali appunto tutti quei fattori intrinseci (metabolici, ormonali, genetici, eccetera) o estrinseci (altre abitudini voluttuarie, dieta, esposizioni ambientali e lavorative, sede di residenza e altro ancora) che certamente possono influenzare l’insorgenza di cancro. Gli autori concludono sulla stretta associazione tra alcol e cancro-tumore mammella in epoca pre-menopausale e, carcinoma squamoso dell’esofago (nessuna relazione con adeno-carcinoma). Per fegato, colon e stomaco bisogna superare dai 30 ai 45 grammi di alcol/die per avere una significativa associazione, e per il pancreas non vi è alcun dato conclusivo. Infine un lavoro di marzo 2019 (Int J Cancer 2019), in cui sono stati valutati come fattori di rischio per tumore il fumo, l’alcol, l’indice di massa corporea, la dieta, l’attività fisica, il digiuno prolungato, le infezioni e le polluzioni ambientali, mostra come circa il 35 per cento di nuovi casi di tumore nell’adulto siano collegati all’associazione di più fattori, fra cui particolarmente la ridotta attività fisica e il fumo.“Quello che ci preme sottolineare, afferma il presidente della Sige Domenico Alvaro, professore di gastroenterologia dell’università ‘la Sapienza di Roma’ – é il ruolo delle società scientifiche e, nel caso in oggetto, della Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige) nella interpretazione e diffusione delle novità scientifiche riguardanti la salute dell’uomo”.

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Emergenza dipendenze e vuoto politico

Posted by fidest press agency su martedì, 5 giugno 2018

Luciano Squillaci, presidente FICT, a margine dell’incontro con i rappresentanti degli oltre 600 servizi per le dipendenze gestite dai Centri FICT a Bologna, ha affermato: “Il sistema dei servizi sulle dipendenze sta brancolando in un pericoloso vuoto legislativo e politico, mentre le droghe vecchie e nuove dilagano. Nelle dipendenze gli interlocutori politici ormai mancano in modo strutturale da oltre 7 anni. Qui non rischiamo più di perdere la partita contro le dipendenze: oggi rischiamo di non scendere proprio in campo! Un rischio che in parte è già realtà.”Squillaci menziona poi alcuni dati, “gli unici “ufficiali” che abbiamo – afferma – sono quelli delle ultime relazioni al Parlamento ed oggi li mettiamo a confronto con i dati dell’Osservatorio FICT: c’è una discrasia tra i dati del consumo e le risposte effettive che il sistema dei servizi pubblici e privato sociale riescono a dare. Secondo i dati del 2015, sappiamo che circa 460 mila persone in Italia hanno bisogno di trattamento terapeutico per una dipendenza, ma solo 140 mila vengono effettivamente trattati dai servizi e di questi 120 mila usano eroina come sostanza primaria. Parliamo di servizi in generale, perché poi in particolare agli enti del privato sociale, almeno per le vie “ufficiali”, arriva solo il 10% dell’utenza.
La FICT, come del resto molte altre realtà del privato sociale, lavora da oltre 10 anni con servizi specifici che mirano a rispondere ai bisogni legati a dipendenze alle quali un sistema ingessato, rimasto alla normativa degli anni 90, non riesce a raggiungere. E così nel 2017, dai dati dell’Osservatorio FICT, nei nostri servizi territoriali i Centri della Federazione hanno raggiunto oltre 56.547 mila persone con problemi di dipendenza da nuove sostanze di abuso, da farmaci, fino alle dipendenze cosiddette comportamentali, senza sostanza, prima su tutte il gioco d’azzardo.””Purtroppo però sono servizi che nessuno riconosce, perché la macchina legislativa, nel frattempo, non si è aggiornata al repentino mutamento delle dipendenze”. “Il sistema ufficiale, oggi, spiega Squillaci, riesce a rispondere solo alle dipendenze “classiche”, accogliendo una parte minoritaria del fenomeno.” Non solo, problemi di budget rendono anche difficoltoso il diritto alla cura: i dati del 2016 infatti ci mostrano come su 143 mila tossicodipendenti in carico presso i Servizi pubblici solo 15.563 hanno la possibilità di accedere alle comunità terapeutiche, ovvero circa l’11%. Dati che coincidono con le rilevazioni della FICT che ha contato nel 2017 circa 4.900 utenti presi in carico dai propri Centri attraverso i Servizi pubblici, circa il 30% di tutti gli utenti inviati nelle comunità. Numeri senza dubbio alti, rispetto al totale (un terzo delle prese in carico private), ma che rappresentano niente di fronte agli oltre 50mila contatti presi in carico su dipendenze altre.

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Droga e prevenzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

«Le informazioni che emergono dal rapporto Espad-Cnr, secondo cui gli studenti delle scuole superiori italiane continuano ad essere particolarmente interessati dal consumo di droghe nonostante un’incoraggiante diminuzione nell’uso di sostanze psicotrope illegali, confermano l’opportunità della scelta di Roma Capitale di puntare forte sulla prevenzione fin dall’età precoce per poter sconfiggere definitivamente questa piaga, che impedisce loro di vivere la bellezza della loro età e di costruire il proprio futuro come un’opera d’arte».È quanto dichiara l’assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale Gianluigi De Palo con delega all’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, commentando i dati dell’indagine del Cnr sul consumo di droghe tra gli studenti italiani nel 2011, diffusi ieri.«Negli ultimi tre anni – prosegue l’Assessore capitolino – gli studi hanno evidenziato un calo costante dei consumi di sostanze stupefacenti e alcoliche, soprattutto nelle giovani generazioni. Segno che è appunto la prevenzione, l’informazione in contesti educativi e scolastici e la promozione di stili di vita sani già nei bambini e nei ragazzi che può fare la differenza per il futuro dei nostri figli».«I ragazzi – sottolinea Luigi Maccaro, presidente dell’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze – devono capire, sin dalla più tenera età, che tutte le sostanze stupefacenti sono gravemente dannose per la loro salute psico-fisica e che ne impediscono una presenza positiva e armonica nella società. Bisogna interrogarsi seriamente sulla qualità degli ambienti che frequentano i nostri figli. Alcuni di loro sono particolarmente vulnerabili, per mille ragioni, e hanno bisogno di azioni di prevenzione sostenute e mantenute nel tempo. Per questo, è indispensabile supportare e rinforzare il ruolo e la responsabilità di famiglia e scuola, le agenzie educative più importanti, dove la maggior parte dei ragazzi può vivere una proposta educativa densa di significati e fortemente formativa. Ed è necessario che ci sia condivisione del progetto educativo, coerenza di messaggi e sintonia di azione tra le varie agenzie educative».«I dati della ricerca Cnr indicano – conclude De Palo – che lo scorso anno più del 20% degli studenti ha fatto uso di cannabis, il 2,7% di cocaina e l’1,2% di eroina. Numeri che ci dicono che c’è ancora molto da fare e che non dobbiamo abbassare la guardia. Attraverso le proposte del Nuovo Quadro dei Servizi cittadino, Roma Capitale ha voluto confermare i servizi importanti per chi cerca di uscire dal tunnel della dipendenza rafforzando nel contempo tutte quelle iniziative utili per estirpare alla radice il problema, prima ancora che si verifichi. Siamo convinti che avere a cuore il futuro dei nostri giovani significa impegnarsi nel presente per tenerli lontani dall’abisso della tossicodipendenza».

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Mobbing e risarcimento

Posted by fidest press agency su martedì, 13 dicembre 2011

Lo ha stabilito il Tribunale di Milano che, con una sentenza del 24 ottobre 2011, ha riconosciuto il danno patrimoniale e non patrimoniale a un lavoratore che era stato mobbizzato. Il Giudice respingendo le doglianze datoriali ha sentenziato che “ Il lavoratore mobbizzato ha diritto al risarcimento del danno anche per i lievi disturbi provocati dall’ansia e dalla depressione. Non è necessario ai fini del ristoro il fatto che il dipendente non abbia avuto bisogno di una cura farmacologica “. In seguito allo stress subito sul luogo di lavoro l’uomo aveva sofferto per più di un anno di ansia e depressione. A favore di tale impostazione aveva quindi chiesto che gli venisse liquidata anche questa voce di danno al di là del fatto che il problema era stato transitorio e che aveva richiesto solo una brevissima psicoterapia senza l’assunzione di psicofarmaci. In ogni caso, il Tribunale, rilevando la gravità da parte del datore di lavoro di tal tipo di comportamenti certamente lesivi di beni costituzionalmente protetti, ha ritenuto che il disturbo dell’adattamento provocato dal demansionamento e dal licenziamento illegittimo andava risarcito. Secondo Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” e fondatore dello “Sportello Dei Diritti”, tale sentenza certamente una decisione esemplare che potrà invogliare i lavoratori vittime di abusi sul posto di lavoro e costituisce precedente persuasivo e da monito per tutti i datori di lavoro perché possano pensarci non una, ma cento volte prima di umiliare e vessare il proprio dipendente.

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Trattamento dipendenza da alcol

Posted by fidest press agency su domenica, 15 maggio 2011

Roma 16 maggio 2011 ore 11:00 Hotel Hassler Piazza Trinità dei Monti, 6 Conferenza Stampa che illustrerà le opportunità di trattamento per la dipendenza dall’alcool, una malattia che si può e si deve curare. Grazie alla terapia adeguata, oggi è possibile ridurre il craving – ossia il desiderio incoercibile di bere – e diminuire l’incidenza, la severità e la frequenza delle ricadute. Nel corso della conferenza stampa si darà ampio spazio all’alcolismo, malattia che solo nel nostro Paese colpisce 1 milione e mezzo di persone, saranno resi noti, inoltre, i dati epidemiologici in Italia ed in Europa. Intervengono:
• Professor Mauro Ceccanti, Professore Associato Cattedra di Metodologia Clinica e Semeiotica Medica Responsabile del Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio
• Professor Alfio Lucchini, Psichiatra, Direttore Dipartimento Dipendenze ASL Milano 2 e Presidente nazionale FeDerSerD
Modera: Alessio Vinci, giornalista Mediaset

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La dipendenza sessuale

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Quando il sesso può uccidere Esponenzialmente in crescita negli ultimi anni, la dipendenza sessuale si caratterizza per un progressivo allontanamento dalla realtà, al punto da giungere a vivere una doppia vita. Chi ne soffre sostituisce una relazione malata con il sesso al rapporto sano con le altre persone. di Cesare Guerreschi Edizioni San Paolo  144 pagine € 13,00

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Giochi d’azzardo in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2011

“L’Italia ha il primato, in Europa, per la maggior cifra giocata al tavolo, una media quasi 2.180 euro che vengono sottratti, all’economia reale, minorenni inclusi, il cui numero è passato da 860 mila unità a 2,8 milioni.”Nel 2010 si è registrato un aumento delle perdite legate alla dipendenza da giochi e scommesse del 15,3%. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedent e sono stati lasciati sul tavolo da gioco circa 720 mln in più. E nei primi 2 mesi del 2011 si registra un balzo addirittura del 4,4%, con un tendenziale annuo che potrebbe arrivare al 20%. In Italia, il solo gioco legalizzato coinvolge circa 31,2 MLN di persone, di cui 7,6 MLN con frequenza settimanale, e sviluppa un fatturato di circa 56,8 MLD di euro. Anche il coinvolgimento dei minorenni è aumentato passando da 860 mila unità a 2,8 milioni. Secondo l’indagine che verrà pubblicata su “Contribuenti.it Magazine”, nel nostro Paese, il consumo e l’abuso di alcol e droghe viene visto come un problema sociale per la collettività e di salute per il singolo, mentre la dipendenza da gioco non viene riconosciuta dallo Stato, e chissà perché, come una malattia sebbene a livello psichiatrico, invece, venga catalogata come una vera e propria patologia. L’Associazione Contribuenti Italiani chiede misure restrittive nei confronti del gioco legalizzato vietandolo in tutti i luoghi pubblici, sulla scia del divieto delle sigarette, la diminuzione dell’offerta di lotterie, il divieto del gioco d’azzardo online, l’aumento della tassazione sulle vincite al fine di renderle meno appetibili, introducendo un’imposta unica sostitutiva su tutti i giochi legalizzati (IUG) pari al 50% della vincita. “Lo scopo delle istituzioni è quello di educare i cittadini, proteggere la loro salute, mentale e fisica – afferma Vittorio Carlomagno, presidente dell’Associazione Contribuenti Italiani – non di certo quello di indurli a giocare al poker o ad indebitarsi con persone senza scrupoli. Senza contare che sono non pochi i giocatori fanno uso di sostanze stupefacenti o si prostituiscono per racimolare i soldi. Per un reale rilancio dell’economia e per accompagnare il paese dall’uscita della crisi economica – conclude Carlomagno – i risparmi degli italiani dovrebbero entrare in circolazione nel mercato attraverso canali legali e produttivi e non lasciare che le perdite al gioco diventino prima fonte di entrate nelle casse statali.”

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Rischio dipendenza da gioco

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2011

In tempo di crisi economica ed occupazionale il nuovo “investimento” degli italiani pare diventato quello del gioco, ammonta a 60 miliardi di euro il giro di affari relativo a giochi, lotterie, gratta e vinci e simili registrato nell’ultimo anno, quasi 1.000 euro annui giocati da ciascun italiano. Le asfittiche casse statali possono contare su un tesoretto di oltre 10 miliardi e si prevede per il 2011 una crescita del 30% del giro di affari per l’inserimento di nuovi giochi online. A fronte di una così diffusa estensione del fenomeno gioco, evidenziata anche dal rapporto Italia 2011 di Eurispes, l’associazione di consumatori “Primo Consumo”, componente del Comitato scientifico della Fondazione Unigioco, impegnata nel contrastare gli aspetti illegali e patologici del gioco stesso, allo scopo di creare una solida e genuina “cultura del gioco” e di farne un punto centrale nel processo di produzione culturale del Paese, sollecita alle forze politico-istituzionali l’attenta monitorizzazione del fenomeno anche attraverso campagne di educazione e prevenzione dai rischi derivanti da un uso maniacale e spregiudicato del gioco in ogni sua forma. In particolare all’interno del mondo scolastico dove i giovani guardano al gioco ed alle scommesse, spesso anche illegali, come ad un facile arricchimento, lasciandosi travolgere dal vortice della dipendenza arrivando anche a delinquere per procurarsi il denaro da giocare. Un ritorno al sano e consapevole uso moderato del gioco dovrebbe ripartire proprio dalle fasce più giovani e deboli presenti negli istituti scolastici primari e secondari. Potrebbe essere utilizzata un piccola parte degli enormi proventi incassati dallo Stato, o della quota fiscale a carico delle concessionarie, per avviare delle campagne di sensibilizzazione, anche questa può definirsi a pieno titolo pubblicità progresso.  (Primoconsumo – Associazione interattiva cittadini e consumatori)

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Un gene che predispone al fumo e al tumore?

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 agosto 2010

Alcune varianti geniche connesse al rischio di tumori polmonari sono comuni nella popolazione generale. Queste stesse varianti potrebbero essere connesse anche alla dipendenza da nicotina. Benchè il fumo contribuisca in modo sostanziale al rischio di tumore polmonare, anche una componente genetica vi contribuisce: una regione sul cromosoma 15 che codifica per una subunità del recettore della nicotina è connessa al rischio di tumore polmonare. Studi indipendenti sono giunti a conclusioni rimarchevolmente simili, benchè i ricercatori non siano in accordo sul ruolo di mediazione del fumo sul rischio di malattia: è rassicurante che tutti gli studi indichino questa zona sul cromosoma 15. Il timore del fatto che alcuni studi associativi possano essere gravati da risultati falsi positivi ha alimentato alcuni scetticismi, ma dati gli elevati standard che sono stati raggiunti e mantenuti, le prove dell’associazione fra alcuni loci genetici e determinate malattie complesse può essere oggi considerato inequivocabile. (Nature. 2008; 452: 537-8, 633-7 e 638-42)

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Metilfenidato per curare dipendenza da cocaina

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2010

Il metilfenidato (Ritalin) ha ottenuto buoni risultati in uno studio coordinato dallo psichiatra Chian-shan Ray Li, dell’università di Yale (Usa) e pubblicato su Pnas, nel trattamento della dipendenza da cocaina. I ricercatori statunitensi hanno somministrato il medicinale o un placebo a un gruppo di volontari con problemi di dipendenza dalla sostanza e, successivamente, è stato loro chiesto di svolgere alcuni compiti al computer, studiati per testare il controllo degli impulsi. Quelli che avevano utilizzato il metilfenidato hanno dimostrato maggiori capacità di controllo rispetto al gruppo di controllo. Secondo lo psichiatra, il farmaco migliora le possibilità di inibire gli impulsi nei cocainomani e potrebbe quindi rappresentare una nuova terapia, in particolare nelle persone in cui la dipendenza dalla droga e legata ad una perdita di controllo. (fonte farmacista33)

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Energia e class action

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2009

Parte oggi quella che il ministro allo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha definito una “piccola rivoluzione nella politica energetica, industriale e dei consumatori”, la cosiddetta legge sviluppo. Vediamo due particolari su energia e class action. Energia La nuova strategia energetica nazionale: un mix elettrico con il 50% di fonti fossili (contro l’attuale 83%), il 25% di rinnovabili dall’attuale 18%, il 25% di nucleare. Le prime due percentuali le aspettiamo al varco tra qualche anno. Il nucleare sarebbe scelto anche per diminuire la nostra dipendenza energetica dall’estero, ma la tecnologia nucleare e’ di importazione, cioe’ estera (Francia), il combustibile (uranio) e’ estero (il 58% delle riserve sono in Canada, Australia e Kazakhstan), e la Francia con il suo 78% di produzione elettrica nucleare importa piu’ petrolio dell’Italia. Inoltre: * dove si metteranno queste centrali? Forse qualche Sindaco compiacente per servilismo di parte verra’ trovato, ma le popolazioni resteranno inermi o accadra’ peggio di quanto accaduto per gli inceneritori di rifiuti? * dove andranno a finire le scorie radioattive (1) che’ nessuno al mondo sa dove metterle? Infine la produzione elettrica rappresenta il 18% del nostro fabbisogno energetico complessivo, l’82% del fabbisogno energetico va essenzialmente ai trasporti. Il che significa che per 4/5 di fabbisogno energetico dovremo ancora far riferimento al petrolio e derivati, il 25% del 18% fa 4,5%, che e’ la quota riservata alla produzione di energia elettrica dal nucleare sul fabbisogno energetico complessivo. Una percentuale cosi’ bassa non sarebbe meglio ottenerla con l’ottimizzazione della produzione e potenziando le energie rinnovabili? Class action L’azione giudiziaria collettiva dovrebbe entrare in vigore il prossimo 1 gennaio e ancora non si sa come sara’ articolata. E sara’ possibile per illeciti commessi a partire dal 15 agosto, data posticipata rispetto al 1 luglio (che gia’ era un’ulteriore posticipazione) per evitare azioni contro Alitalia e i suoi disastri a fine luglio. Siamo sicuri che non ci sara’ una nuova posticipazione visto che Alitalia e’ sempre li’ come prima e le tante Alitalia popolano il nostro assetto economico disastrato?

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Proposta di legge ambito sicurezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2009

E’ ad iniziativa dell’on.leMaurizio Turco per la: «Modifica all’articolo 6 della legge 1° aprile 1981, n. 121, concernente la dotazione di personale del Dipartimento della pubblica sicurezza, e delega al Governo in materia di ridefinizione della dipendenza gerarchica e delle funzioni dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza» (2639);

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Il Girosolidale in Irlanda

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2009

Le avventure solidali in bicicletta continuano in Europa, tre messinesi il sociologo Francesco Tomasello dipendente del centro di solidarietà F.A.R.O. di Messina, Alfio Minissale, Vincenzo Greco, percorrono 962 km per promuovere il life style del Girosolidale:” sii protagonista della vita ,vivila allo stato puro, stop alle dipendenze”. A seguirli in ammiraglia il siracusano Giovanni Sebastiano Briguglio, sette i giorni di marcia dal 5 luglio partendo da Dublino con arrivo a Malahide la prima tappa , a seguire Malahide – Killashandra di 163 km , terza tappa di 165km arrivo a GALWAY; quarta tappa Bruff(LIMERICK) di 212km, quinta tappa di 157km arrivo nelle coste di Tramore a COORK; sesta tappa fino a Kilcool(WICKLOW)di 190km, ultima tappa del tour of Ireland di 35 km si arriva in aeroporto di DUBLINO, dove finisce il tour de force dei ragazzi del girosolidale.com. Lungo il percorso come di consueto sono state distribuite le cartoline di prevenzione promozionale contro l’uso di tutte le droghe , con il solito slogan “Molta piccola gente che in molti posti del mondo fa piccoli passi ,può cambiare il volto di questa Terra”stop alle dipendenze.Il giro solidale tornerà  ad agosto per il giro del Trentino Alto Adige ,dove al termine vedrà il completamento del giro di tutte le regioni d’Italia.

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Scontro Brunetta – dirigenti medici

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2009

Il Presidente della CIMO-ASMD (sigla sindacale maggiormente rappresentativa dei medici dirigenti dipendenti del SSN ed aderenti alla Confedir-Mit), Stefano Biasioli, attraverso un comunicato stampa ha appena smentito il Ministro Brunetta sul pensionamento coatto dei medici con 40 anni di versamenti contribuitivi, mentre l’intersindacale medica ha, contestualmente, smentito la dichiarazione del Ministro secondo cui la protesta era “messa in atto solo da alcune sigle sindacali dei medici”. No signor Ministro! La protesta emessa in atto contro di Lei è stata organizzata dalla quasi totalità dei sindacati medici della dipendenza con esclusione di qualche frangia che si vuole fortemente beneficiare escludendola dalla norma dei 40 anni contributivi al pari dei suoi colleghi professori universitari e dei magistrati!  Nei due casi di specie o Lei in buona fede, non conosce, nella Sua qualità di Ministro della Funzione Pubblica, la rappresentatività della dirigenza medico-dipendente, ed il tentativo da parte di “non si sa chi” di reintrodurre la regola del pensionamento dopo 40 anni contributivi, oppure ne è al corrente ma finge di “ignorarlo”  In entrambi i casi la sola via dignitosa che le rimane, Signor Ministro, è a senso unico: le dimissioni. (Prof. Michel Poerio  Segretario Nazionale Organizzativo Confedir PA)

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