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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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Le “opere uniche” di Marta Czok

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Siena 24 novembre al 31 dicembre la galleria Beaux Arts di Siena (via Montanini, 38) propone la personale le “opere uniche” di Marta Czok. Una galleria di dipinti che raccontano la quotidianità rivelandone lo straordinario
Uno sguardo attento che scruta la quotidianità rivelandone la straordinarietà. Apre il prossimo sabato 24 novembre a Siena, presso la galleria Beaux Arts (via Montanini, 38), la personale della pittrice Marta Czok, artista internazionale che propone nella città del Palio le sue “Opere uniche”.
Con curiosità e ironia la Czok presenta un universo di personaggi che tessono un inedito racconto antropologico dove smascherando abitudini, paradossi, piccoli grandi giochi di ruolo, si incontrano vincitori e vinti protagonisti di quel teatro incessante che è la vita.Colori preziosi e delicati si vestono di un’insolita luce per delineare volumetrie armoniche: la mano di Marta Czok è quella di un grande maestro capace di annullare il tempo e trasportare in una dimensione onirica seppur concretissima. Nelle sue opere si fondono linguaggi e suggestioni differenti, che spaziano dalla ieraticità dell’arte medioevale alle suggestioni contemporanee tipiche dell’illustrazione, del fumetto e anche della caricatura. Un modo di intendere la pittura come viaggio che non lascia indifferenti. “Tutto quello che sono – commenta Marta Czok – è nei miei dipinti quindi non sento il bisogno di apparire o parlare come un’artista. Immagino che sotto sotto sono una rivoluzionaria e la mia battaglia è contro il ridicolo abuso di potere, che sia per mano dello Stato o della Chiesa, ed è tutto nei miei dipinti, anche se a volte lo inserisco in un modo delicato, cauto.”
Marta Czok, di origini polacche, è nata a Beirut (Libano) nel 1947, e cresciuta a Londra. Negli ultimi 35 anni ha esibito le sue opere in Europa e in America partecipando a innumerevoli mostre e realizzando progetti che hanno affrontato temi particolari come l’olocausto.Sempre senza retorica, ma con onesta e rigorosa dedizione alla realtà.La mostra, ad ingresso libero, resterà aperta fino al prossimo 31 dicembre. Orario: lunedì dalle ore 16 alle ore 19.30 dal martedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 13 e dalle 16 alle 19.30 – domenica chiuso.

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Storia di pittori volume terzo

Posted by fidest press agency su sabato, 26 agosto 2017

storia pittori3(Italian Edition) Kindle Edition. Questa terza parte si apre con due dipinti di Paul Gauguin. E’ uno dei protagonisti della fase artistica che è stata definita post-impressionismo.
Ho colto in questa figura d’artista il desiderio di quanti cercano d’evadere dalla società e dai suoi problemi per ritornare alle origini, per ricongiungersi con l’essenza delle cose, per ritrovarvi i suoi palpiti vitali.
E’ una speranza che non trova, purtroppo, appagamento ma non demorde. Egli continua a vivere con quello spirito che lo portò a girovagare per mezzo mondo e a soffermarsi, soprattutto, nelle isole del Pacifico del Sud dove avvertì un qualcosa che avrebbe potuto rinfocolare quella sua aspettativa per un mondo più vicino alla natura e ai palpiti generati dalla sua prorompente ricchezza di colori.
E sui colori che si fonda la ricerca di Gauguin e, soprattutto sul modo come interpretarli passando attraverso le variegate e complesse correnti della pittura francese del XIX secolo. Incominciò dall’impressionismo del gruppo dei Fauves, Seguì il suo importante contributo alla pittura simbolista che si sviluppò in Francia ed oltre, in polemica con il naturalismo letterario di Zola e Flaubert e con il realismo pittorico di Courbet, Manet e degli impressionisti. Il suo contributo avvenne attraverso la formazione del gruppo detto “scuola di Pont-Aven”. Fu realizzata una pittura dai toni intimistici che rifiutava la copia dal vero e l’imitazione della visione naturalistica.
Di lui si può dire, nella parte finale della sua esistenza, che contribuì decisamente al formarsi di quell’interesse per l’arte dei neri e dei popoli primitivi, che tanta parte ebbe nell’origine e nello sviluppo del cubismo; dalle idee e dalla sua pittura muovono i fauves. Nel concepire la pittura come diretta espressione del mondo interiore dell’artista, aprì la via non solo all’espressionismo, ma anche alle correnti non-fi-gurative o astratte.
“Supponiamo – preludia il Baudelaire alle riflessioni sul colore – un bel luogo dove tutto verdeggia, rosseggia, splene s sfoga in grande libertà, dove ogni cosa, differentemente colorita secondo la propria costituzione molecolare, mutata di attimo in attimo dà i movimenti dell’ombra e della luce, agitata dal lavoro interiore del calorico si trova in perpetua vibrazione per cui la linea trema e si completa la legge del moto eterno e universale.”
E soggiunge: “Una immensità, azzurra talora, frequentemente vere, si stende fino ai confini del cielo. E’ il mare. Gli alberi sono verdi, le aiuole verdi, il muschio verde. Il verde serpeggia nei tronchi, gli steli non maturi sono verdi. Il verde è lo sfondo della natura perché il verde si unisce facilmente con gli altri toni. Ciò che mi colpisce subito, è che dovunque, rosolacci, papaveri, pappagalli, ecc. il rosso canta la gloria del verde, il nero quanto si presenta è raffigurato da uno zero solitario e insignificante. L’azzurro, cioè cielo, è interrotto da lievi fiocchi bianchi e da cumoli grigi che temperano felicemente la malinconica sua durezza, e come il vapore del tempo, inverno o estate, bagna, addolcisce e inghiottisce i contorni, la natura somiglia a un grido che, mosso da vertiginosa celerità, ci sembra grigio, sebbene riassuma in sé tutti i colori. La linfa sale, e miscuglio di principi, sboccia in toni mescolati mentre gli alberi, le rocce, i graniti si guardano nelle acque e vi depositano il proprio riflesso, ogni cosa trasparente impedisce il passaggio netto alle luci e ai colori vicini e lontani. Man mano che l’astro del giorno ascende, i toni mutano di valore, ma rispettando sempre le loro simpatie e i loro odi naturali, continuano a vivere in armonie per concessioni reciproche. Le ombre si spostano lentamente e mettono in fuga dinanzi a sé o estinguono i toni quanto più la luce, spostandosi a sua volta, consente il presentarsi di nuovi colori. (foto: storia pittori3)

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Con i vostri occhi, con le nostre mani: Una mostra di dipinti e disegni

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

mostraRoma Fino al 27 giugno 2017 sarà possibile visitare all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) la mostra “Con i vostri occhi, con le nostre mani”. L’esposizione, con ingresso libero, raccoglie dipinti e disegni, frutto dell’incontro tra giovani in difficoltà e studenti dell’Università Europea di Roma. Il progetto formativo dell’Università Europea di Roma prevede l’inserimento di attività di responsabilità sociale nel curriculum degli studi, con l’obiettivo di sensibilizzare lo studente all’esercizio attivo della solidarietà e alla coscienza del valore sociale dell’impegno professionale. A tal fine vengono stipulate convenzioni con enti, associazioni e organizzazioni “no profit”.Questa mostra di dipinti e disegni è nata in collaborazione con l’associazione culturale “Il Cantiere”, nata a Roma trentun anni fa.
“Il Cantiere” è un’associazione senza fini di lucro, con fini formativi e informativi di integrazione, prevenzione e inserimento sociale rivolta ai giovani e alle loro problematiche, che insieme a studenti universitari lavorano alle stesse attività. Ciò produce un reciproco effetto trainante, in un lavoro creativo ed espressivo, di ampio respiro solidale e umano.Particolarmente interessante è il risultato di questa mostra, diretta dal maestro Giuseppe Brunetti, come prodotto di un lavoro comune, che coniuga creatività, cultura e solidarietà.La mostra, con ingresso libero, si potrà visitare fino al 27 giugno 2017, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30 e il sabato, dalle 8.30 alle 13.30, all’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190. (foto: mostra)

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Il rinascimento giapponese: la natura nei dipinti su paravento dal XV al XVII secolo

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

Firenze 26 settembre 2017 – 7 gennaio 2018 Uffizi, Aula Magliabechiana a cura di Rossella Menegazzo In occasione del 150° anniversario dell’Amicizia tra Italia e Giappone.
Attraverso una selezione di circa quaranta grandi pitture di paesaggio e natura nel classico formato del paravento scorrevole, la mostra intende evidenziare il periodo d’oro della produzione artistica giapponese concentrata tra l’epoca Muromachi e l’inizio dell’epoca Edo (XV – XVII secolo). In particolare emergono le due grandi tendenze che hanno segnato l’intera produzione pittorica nipponica affermando quegli ideali estetici che ancora oggi riconosciamo al Giappone: da una parte la pittura monocroma ed evocativa, fatta di vuoti e linee essenziali e veloci, vicina alla tradizione cinese e legata alla filosofia zen che la classe guerriera sposa a partire già dall’epoca Kamakura e che decorava templi e residenze samuraiche; dall’altra la pittura autoctona, con fondi oro e campiture di colore piatte, più esplicita e di facile intendimento, adatta a decorare grandi spazi abitativi come residenze aristocratiche e borghesi e castelli. Da una parte opere di paesaggio legate a nomi come quello di Hasegawa Tōhaku, Kaihō Yūshō, Unkoku Tōgan con le loro atmosfere rarefatte e simboliche, dall’altra nomi della tradizione Kanō e Tosa con soggetti di fiori e uccelli, delle quattro stagioni, di luoghi divenuti celebri grazie alla letteratura e alla poesia, rappresentati con colori brillanti secondo le modalità dello yamatoe. La bellezza e la mutevolezza della natura espresse nelle dimensioni importanti di uno o più spesso due paraventi, a due o sei ante, comunicano il profondo legame che lega il popolo giapponese al mondo vegetale e animale, facendone parte integrante secondo il sentimento religioso panteistico shintoista alla base di tutta la cultura letteraria e visiva del Giappone. Prima grande esposizione di paraventi in Europa, provenienti da musei, templi e dall’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone, la mostra chiude le attività legate alla commemorazione del 150° anniversario dell’amicizia tra Italia e Giappone ed è organizzata in collaborazione con l’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone e con il supporto dell’Ambasciata del Giappone in Italia.

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Mostra Daniele da Volterra. I dipinti d’Elci

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 febbraio 2017

danieleRoma giovedì 16 febbraio 2017, ore 11.00 Galleria Corsini via della Lungara 10. Un’occasione unica dal 17 febbraio al 7 maggio per ammirare i due dipinti, Elia nel deserto e la Madonna con il Bambino, san Giovannino e santa Barbara, considerati dalla critica come capolavori assoluti, raramente esposti al pubblico, custoditi da oltre un secolo nella collezione privata senese dei Conti Pannocchieschi d’Elci. I dipinti d’Elci, la mostra a cura di Barbara Agosti e Vittoria Romani incentrata su due delle rare opere mobili conservate di Daniele da Volterra, l’artista che più fu vicino a Michelangelo nella sua esperienza creativa e umana. (foto: daniele)

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Gino Baglieri: Dipinti

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2017

gino-baglieriMantova dal 14 gennaio al 2 febbraio 2017 Inaugurazione: Sabato 14 gennaio, ore 17.00. Sarà presente l’artista Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso festivi via Ippolito Nievo 10 Galleria “Arianna Sartori” mostra: Gino Baglieri.
Dopo l’interessante mostra tenuta nel 2013 alla Galleria Arianna Sartori di Mantova, ritorna l’artista Gino Baglieri con un nuovo ciclo di opere. “Qualche decennio fa Gino Baglieri sarebbe stato ritenuto un pittore sociale o, perlomeno, si sarebbe sottolineata in lui la tendenza a diventare tale. In realtà, oggi si è indotti a considerare la pittura come un fatto autonomo, che prescinde da specifici impegni di ordine socio-politico. Invece, nel pittore siciliano, un impegno di codesto genere sicuramente sussiste. Più che un colore partitico, però, il suo è un fatto ideologico, non contaminato dagli inevitabili compromessi che l’esercizio del potere, o l’ispirazione ad esercitarlo, comportano. La sua da un lato è una denuncia senza riserve, dall’ altro è una dichiarazione di una nostalgia per quelli che, un tempo, erano considerati i sentimenti più nobili e legittimi. Solo che il più delle volte egli li esprime con rabbia, quasi volesse celare la dolcezza ch’essi potrebbero provocare in lui qualora si fosse ancora in grado di resuscitarli a quella vita, serena quanto circoscritta, che si identifica in un traguardo d’arrivo, per chi non nutrisse ambizioni smodate.
Queste opinioni, per certo verso contrastanti, ci derivano dall’osservazione non superficiale dell’opera sua che, a sua volta, stupisce per certe apparenti contraddizioni.
Sapere ch’egli è autodidatta, sconcerta chi ne esamina i disegni, così sicuri proprio per quel che concerne le difficoltà d’ordine accademico superate con una disinvoltura che gli permette, poi, d’imprimere ai suoi personaggi quel tanto di deformazione che li caratterizza, li interpreta più a fondo, ne scopre l’animo al di là dell’involucro formale.
Nella pittura, invece, bisognerebbe non sapere affatto ch’egli non ha frequentato regolari scuole d’arte: infatti, conoscendo il suo percorso, si sarebbe indotti a credere che certe abbreviature, talune stesure del colore approssimative e trasandate (almeno all’apparenza), derivino proprio da carenze tecniche. invece è esattamente l’opposto: così forte è il suo istinto, così attenta è la sua naturale capacità di cogliere i valori pittorici nella loro reale essenza, ch’egli si può permettere di violare quelle regole che non ha mai studiato ma di cui ha intuito il peso, per giungere a risultati di sorprendente efficacia espressiva.
Che poi in lui vi sia costante un senso di ribellione, anche là dove il soggetto potrebbe invece far pensare a un senso nostalgico suscitato dagli affetti familiari, appare evidente dalla concitazione del suo pennello, dalla decisione dei contrasti, dal persin aspro rifrangersi delle luci. Tutte cose che solo un pittore nel pieno possesso degli strumenti tecnici e linguistici di quell’ arte può possedere con altrettanta sicurezza.
Non a caso Comiso, la sua città natale, ha prodotto artisti e letterati di assai alta estrazione (da Fiume a Gesualdo Bufalino, per andare in ordine di tempo) e non a caso egli vive in quella Vittoria – siamo sempre in provincia di Ragusa – dove l’arte vien tenuta in gran conto (Giovanni Conservo, lo scultore figlio d’arte, è la riprova, come pure lo scultore Di Modica che eseguì il Toro posto davanti a Wall Street a New York). Ma poiché Baglieri pensa con la sua testa, fa di testa sua anche la propria pittura: e in essa pone il suo modo d’essere che è ricco di sentimento e, magari, di nostalgia, ma che non cessa mai di essere aggressivo. Aggressivo non per insultare gli altri, ma per convincerli a diventare più umani, più comprensivi, alla fin fine più buoni. Non è facile e lui lo sa. Per questo lo prende, a tratti, il bisogno di gridare più forte e di denunciare a gran voce le storture di una società e di un’epoca. Poi, però, si placa guardando la campagna, il cielo e non importa se è nuvoloso perché la luce, sulla sua terra, è sempre intensa e gli permette di convertire in pennellate secche e spezzate quel tanto di tumultuoso che si agita in lui.
Il pittore sociale, che con qualche ingenuità scopriva le sue intenzioni qualche anno fa, si è raffinato, si è fatto meno polemico e più essenziale, il narratore ha acquisito maggiore scioltezza e abilità.
Sono affiorati, dai fondi lividi e ossessivi, anche quegli atleti che nel parossismo della velocità (umana, non delle macchine soltanto) esprimono un’esigenza insita nella vita d’oggi, sono comparse le visioni di un crepuscolo non decadentistico che rinvigoriscono le sue esigenze d’affetto: di darlo, oltre che di riceverlo.
Un artista, dunque, Gino Baglieri, da tener d’occhio per quello che è oggi e per quello che potrà essere domani. Ma da considerare con molta serietà, poiché il suo impegno non ha nulla di provvisorio e le sue capacità si temprano quotidianamente in quella sacra fucina che è il lavoro”. (by Mario Monteverdi)La mostra resterà aperta al pubblico fino al prossimo 2 febbraio 2017. (foto: Gino Baglieri)

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Mostra Rodolfo Villaplana

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2016

rodolfo-villaplanaRoma 30 settembre – 12 novembre 2016 Opening: venerdì 30 settembre 2016, ore 17-20,30 Orari apertura: martedì – venerdì h. 15-20; sabato h. 11-13 / 15,30-19,30. Chiuso lunedì e festivi; altri orari su appuntamento. Ingresso libero. MAC Maja Arte Contemporanea, via di Monserrato 30 Rodolfo Villaplana presenta 8 ½ A cura di: Daina Maja Titonel. La mostra 8 ½, è ispirata all’omonima pellicola di Federico Fellini.Negli otto dipinti in mostra, eseguiti nel 2016, l’artista venezuelano si concentra soprattutto sui personaggi femminili del film che danno il titolo a cinque ritratti: “Luisa”, la moglie borghese; “Carla”, la sensuale amante; “Saraghina”, la prostituta procace, “drago orrendo e splendido” – come la definisce lo stesso Fellini; “Claudia”, di un’incontaminata eterea bellezza; “Gloria”, la giovane e provocante amante dell’amico Mezzabotta.”Le donne ritratte in questa mostra sono un racconto per immagini di archetipi femminili portati al loro limite”, spiega Villaplana, che aggiunge a proposito del capolavoro felliniano: “L’autore vive nel suo mondo di creatore e non sa distinguere tra realtà e fantasia. Da qui la scena finale del film” – che ispira un altro dipinto in mostra – “dove realtà e finzione si mescolano sotto il ritmo frenetico della musica in un trionfo viscerale ed estetico che celebra la vita e la creazione, dandoci ad intendere che l’arte può ridurre la distanza tra la dimensione onirica e la realtà”.Completano l’esposizione i ritratti di Guido Anselmi (Marcello Mastroianni) e Federico Fellini (“Claudia sono io”) che ironicamente si propone come una delle protagoniste del suo film. Il risultato è un beffardo scherno del maschilismo tipicamente mediterraneo degli anni Sessanta in contrapposizione alla fiammante libertà e alla nuova posizione della donna nella società italiana di quegli anni.Rodolfo Villaplana, nato a Valencia (Venezuela) nel 1975, dal 2002 vive tra Montepulciano e Londra, dove in ottobre inaugura, contemporaneamente alla personale romana, un’esposizione curata da Thierry Morel, che a proposito della sua pittura osserva: “Le sue pennellate sono coraggiose; non cedono a facili compromessi, scavando in maniera quasi brutale nel corpo e nello sguardo, fino a coglierne l’anima. Le sue pennellate brusche e terrose vogliono superare i limiti dell’immagine bidimensionale con la loro corposità. […] Un misterioso processo artistico di costruzione e decostruzione, ma anche di aggiunte e, talvolta, falsificazioni […] sfida lo sguardo dello spettatore, lasciandolo contemporaneamente ammaliato e sconcertato dalla crudezza delle immagini che ha di fronte.”La MAC partecipa con questa mostra alla prima edizione della “Rome Art Week” (24 – 29 ottobre 2016). (foto: Rodolfo Villaplana)

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Una mostra di dipinti e disegni, risultato dell’incontro tra giovani in difficoltà e studenti dell’Università Europea di Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 28 Mag 2016

mostra università europeaRoma Fino al 15 giugno 2016 sarà possibile visitare all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) la mostra “Con i vostri occhi, con le nostre mani”.L’esposizione, con ingresso libero, raccoglie dipinti e disegni, frutto dell’incontro tra giovani in difficoltà e studenti dell’Università Europea di Roma.
Il progetto formativo dell’Università Europea di Roma prevede l’inserimento di attività di responsabilità sociale nel curriculum degli studi, con l’obiettivo di sensibilizzare lo studente all’esercizio attivo della solidarietà e alla coscienza del valore sociale dell’impegno professionale. A tal fine vengono stipulate convenzioni con enti, associazioni e organizzazioni “no profit”.
Questa mostra di dipinti e disegni è nata in collaborazione con l’associazione culturale “Il Cantiere”, che quest’anno ha compiuto trent’anni di attività. “Il Cantiere” è un’associazione senza fini di lucro, con fini formativi e informativi di integrazione, prevenzione e inserimento sociale rivolta ai giovani e alle loro problematiche, che insieme a studenti universitari lavorano alle stesse attività. Ciò produce un reciproco effetto trainante, in un lavoro creativo ed espressivo, di ampio respiro solidale e umano.
Particolarmente interessante è il risultato di questa mostra, diretta dal maestro Giuseppe Brunetti, come prodotto di un lavoro comune, che coniuga creatività, cultura e solidarietà.
La mostra, con ingresso libero, si potrà visitare fino al 15 giugno 2016, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30 e il sabato, dalle 8.30 alle 13.30, all’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190. L’università è chiusa la domenica e nei giorni festivi. (foto: mostra università europea)

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Presentati ad Expo i mercati siciliani nelle opere del pittore Dimitri Salonia

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2015

salonia expoSono stati presentati ad Expo presso il Cluster Bio Mediterraneo Sicilia i mercati siciliani, illustrati nelle opere del pittore messinese di fama internazionale Dimitri Salonia. L’artista, attraverso le sue opere, riproduce l’atmosfera dei tipici mercati siciliani, con i suoi suoni e colori e cerca di diffondere nel mondo gli autentici sapori della Sicilia. Salonia insieme alla pittrice Lidia Monachino sono i rappresentanti della Scuola Coloristica Siciliana e realizzeranno nei prossimi ad Expo una grande tela sui mercati rionali siciliani, che sarà donata alla Regione Sicilia. Inoltre, è stato illustrato un progetto artistico per far risorgere almeno dal punto di vista sociale la ‘Vucciria’, mercato storico di Palermo, ormai quasi del tutto abbandonato.
Salonia, che da decenni rappresenta nelle sue opere i mercati e il cibo da strada della Sicilia, durante la conferenza stampa ha spiegato:” Le mie opere sono una rappresentazione rituale che permette di creare un’anima sociale, con i pastelli ho registrato il calore variopinto del suono delle sue voci, il brillio variopinto e gioioso del cibo ”. L’artista commosso aggiunge:” Ho dipinto il colore acceso delle grida di “banniata” e quello arrabbiato della concorrenza, ho visto con l’anima e con i sensi il rosso dei teloni e il grigio della pioggia, trafitti da un raggio di sole ”.
La mostra ” I mercati siciliani e l’arte: tradizioni della cultura culinaria del cibo da strada. Risvolti sociali ed etnoantropologici ” resterà all’ Esposizione Universale fino all’undici ottobre, dopo Expo partirà per un tour mondiale che toccherà la Russia, il Giappone, la Germania, gli Emirati Arabi, gli Stati Uniti e la Cina. (foto salonia)

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Tornano alla Camera due quadri rubati

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2011

Firenze. Due dipinti ottagonali della stessa mano, un anonimo artista del XVIII secolo, raffiguranti il ratto di Europa e una donna nuda con satiri e amorini, sono stati restituiti alla Camera di Commercio di Firenze dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma. Erano stati sottratti nel 2001 dalla villa Monna Giovannella di Bagno a Ripoli, allora proprietà camerale già in uso alla Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze, che fu poi venduta dalla Camera di Commercio nel 2008. I due quadretti (cm. 56×69) sono stati riconosciuti dagli uomini del Reparto Operativo Sezione Antiquariato dei Carabinieri, proprio perché inventariati tra i beni mobili della Camera di Commercio. La Camera di Commercio vuole ringraziare formalmente il Nucleo Tutela del Patrimonio dei Carabinieri per l’azione costante e puntuale a difesa del “museo diffuso” del territorio. (ord)

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Mostra personale di Ernestine Repsch

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2011

Roma 18 aprile 2011 ore 18.30 Galleria Tondinelli- Complesso Monumentale di San Carlino alle Quattro Fontane -Via Quattro Fontane, 128/a Durata: 18 aprile- 6 maggio 2011 (dal lunedì al venerdì 10.30-12.00 e 16.00-19.00. Sabato su appuntamento) La mostra vedrà esposte per la prima volta a Roma circa 20 opere, dipinti, sculture, un’installazione, dell’artista tedesca operante a Schlangenbad vicino a Wiesbaden. Ernestine Repsch ha studiato presso la rinomata Hochschule für Gestalten in Offenbach. Per molti anni ha insegnato disegno presso la Hochschule Rhein-Main in Wiesbaden. Ernestine Repsch ha intitolato la sua ultima serie di opere figurative “Transkopeon” o “Vistas trasparente”. In questa serie di lavori presenti in mostra, espone tre diversi tipi di immagini con un uso creativo dei materiali: il formato prevalentemente di grandi dimensioni “Body Gestures”, il piccolo formato della serie “Priyanka” e gli oggetti fatti di film trasparenti all’interno di una cornice di legno. Transkopeon significa “Trasparenza”. Lo spettatore può anche scoprire che “i differenti livelli, gli sfondi, l’ambiguità, la sospensione” possono descrivere le sue reazioni alle opere. Questi effetti sono creati dall’artista attraverso una combinazione insolita di, lamine di materiali e tulle, e nella serie “Priyanka” – attraverso le aree di colore con vernice e catrame. L’uso del foglio come supporto e anche l’uso di vernice e catrame consente una creazione dinamica, spontanea ed espressiva della linea. Al di là del contorno della figura si apre un mondo libero e trasparente, l’osservatore è invitato a compilare i dati usando la sua immaginazione. La serie “Body Gestures” mostra figure aggraziate e vigorose, a volte a riposo e, a volte in posizioni dinamiche, la trasparenza della forma e del colore, la stratificazione dei materiali da un effetto tridimensionale, che stimola e attiva l’occhio di chi guarda. La serie “Priyanka” è costituita da fogli di piccole dimensioni, sono come delle scene dipinte. I motivi sono immagini istantanee di una ballerina in uno spettacolo di Danza Moderna. Con le sculture “Foil Objects” le forme appaiono attraverso strisce e strati di tulle. Queste opere sembrano scenografie in miniatura, c’è una tensione affascinante tra l’aspirazione alla trasparenza e la struttura formale del telaio. http://www.galleriatondinelli.it  (ernestine)

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Tu Sei: di Graziella Gangi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2011

Roma dal 18 al 31 marzo 2011 Caffè Letterario via Ostiense 95 L’Associazione Culturale ArteOltre, in collaborazione con il Caffè Letterario di Roma presenta, la mostra “TU SEI” dedicata alla produzione dell’artista Graziella Gangi, torinese di nascita, siciliana d’adozione. A cura di Alessandra Fina e Claudia Pettinari, l’esposizione è una ricerca che indaga sul “reale iconico” in cui l’immagine, da rappresentazione simbolica si trasforma in vivida e potente realtà e l’icona, da simbolo, diventa trascrizione artistica di “ciò che essa è”.  Graziella Gangi è alla ricerca costante di questa identità vera e autentica palesemente espressa nelle sue opere in cui il corpo – del dipinto, del pittore e dell’osservatore – va  oltre la religione, ricostituisce la propria integrità, ricerca la propria nudità, rispecchiandosi nella luce vivente di cui il dipinto stesso splende. Quello che l’artista illustra è un corpo libero da un contesto cartesiano arbitrario di sensi e significati. E’ un corpo integro, consapevole, che raccoglie, metabolizza e restituisce ciò che trova attorno a sé. Il Corpo è il suo proprio luogo, il suo proprio istante. E’ icona della creazione, dove nascita, vita e morte sono condizioni di trasformazione e comunicazione. Il tempo di preparazione per compiere un’opera è vissuto dall’artista come una sorta di meditazione che avviene a livello poli-sensoriale. Sempre presente l’amore e il rispetto per la natura anche nella scelta dei materiali quali strumenti per dare vita a questi suggestivi dipinti.

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Lavori recenti: Roberto Coda Zabetta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

Pan  Palazzo delle Arti Napoli 2 – 25 aprile 2011 Inaugurazione 2 aprile ore 18.00  Anteprima per la stampa 1 aprile ore 11.30  a cura di Maria Savarese, Igor Zanti e Claudio Composti  Dopo lo straordinario successo di Nuvole Sacre nello scorso luglio al Palazzo Reale di Milano, Roberto Coda Zabetta espone al PAN | Palazzo delle Arti Napoli Lavori Recenti, mostra a cura di Maria Savarese, Igor Zanti e Claudio Composti. Pittore e scultore, l’artista biellese, sin dal suo esordio sulla scena espositiva nazionale con un ciclo di lavori sui bambini morti nel genocidio in Ruanda, e con un altro sulla discriminazione razziale subita dagli albini africani, ha come oggetto della sua riflessione artistica il tema della sofferenza umana. Nei primi anni del Duemila inizia a produrre opere pittoriche di grandi dimensioni, in cui il volto umano diviene protagonista della sua ricerca, attraverso pennellate dense e materiche. Nei lavori esposti lo scorso luglio a Milano, Coda Zabetta si confronta, invece, con la tremenda catastrofe provocata dall’esplosione della bomba atomica di Hiroshima: una riflessione sul destino  degli uomini quando, attraverso l’uso ed abuso della scienza e della tecnica, tentano di valicare i limiti della propria coscienza, generando tragedie. I Lavori Recenti di Coda Zabetta presentati al PAN sono la naturale evoluzione creativa del progetto milanese. Al Palazzo delle Arti di Napoli saranno esposti quindici dipinti, smalti su tela e per la prima volta la scultura, sia di medie che di grandi dimensioni, realizzata mischiando materiali poveri, ad altri tecnologicamente più evoluti: dalla gommapiuma, all’acciaio, fino alla resina.Completerà il percorso espositivo un video inedito girato da Ferdinando Vicentini Orgnani e Alessandra Minini sulla vita dell’ artista. In occasione dell’anteprima stampa sarà presentato il catalogo pubblicato da PAPARO Edizioni, con testi critici di Claudio Composti, Maria Savarese, Igor Zanti.  Roberto Coda Zabetta nasce a Biella nel 1975.

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Mostra dedicata a Giorgio Morandi

Posted by fidest press agency su domenica, 13 febbraio 2011

Firenze dal 2 aprile al 31 maggio 2011, Galleria Frediano Farsetti. La Galleria intende incrementare la sua attività espositiva, affiancando alla sede di Cortina d’Ampezzo un nuovo spazio, all’interno del Palazzo Adami-Lami, un prestigioso edificio storico di Firenze, sul Lungarno Guicciardini, di fronte a Palazzo Corsini, a due passi da via Tornabuoni e Ponte Vecchio.
La mostra inaugurale, sarà dedicata a Giorgio Morandi: un’ampia antologica che comprende circa cinquanta dipinti, che ripercorrono tutto l’arco della sua produzione artistica. La scelta dell’artista bolognese non è casuale, ma si inserisce perfettamente nel progetto artistico e culturale, che la galleria Farsetti ha seguito in questi decenni.
Una rassegna così  ampia e vasta, a carattere prevalentemente didattico, può costituire un’ottima occasione per chi desidera conoscere l’opera dell’artista bolognese, ma anche un’opportunità per un approfondimento critico, grazie alla possibilità di ammirare e studiare, dal vero, dipinti che provengono da collezioni private e che, proprio per questo, sono difficilmente accessibili al pubblico.
Giorgio Morandi nasce a Bologna il 20 luglio 1890. Nel 1913 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna: studia con molta attenzione l’arte antica e quella a lui contemporanea, confrontandosi con le esperienze dei principali esponenti delle avanguardie europee. Ha contatti con Ardengo Soffici e conosce Osvaldo Licini; visita la Biennale di Venezia e altre esposizioni a Roma e Firenze. Giorgio Morandi muore a Bologna il 18 giugno 1964.

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Roma: I 100 pittori di via Margutta

Posted by fidest press agency su domenica, 12 dicembre 2010

Roma 16 dicembre 2010, Consueta strenna natalizia dei celebri pennelli di Via Margutta che, in occasione delle tanto attese festività, hanno scelto, ancora una volta, di aprire i cavalletti e dar vita a una delle mostre pittoriche più famose e seguite della Capitale.  L’edizione numero 86 della celebre rassegna – patrocinata dal Comune di Roma, dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio – prenderà il via il 16 dicembre prossimo e, come di solito, trasformerà la strada dell’arte in un immenso e colorato ambiente espositivo in cui sarà possibile ammirare opere diverse tra cui dipinti a olio e acquerelli, ma anche lavori grafici e tante sculture, questa volta rese ancora più significative dalle luci e dai suoni del Natale.   Per l’intera durata della manifestazione, che si concluderà il prossimo 19 dicembre, grazie alla presenza di questi artisti, il cuore pulsante della Capitale diventerà una galleria a cielo aperto con esposte più di 3.000 lavori tra dipinti a olio, disegni, tele, sculture e acquerelli di genere e materiale diverso.  Accanto a tele e pennelli, poi, nella giornata di chiusura della mostra, appariranno anche panettoni, torroni, dolci natalizi e tanto spumante per festeggiare e brindare – insieme al pubblico e ai tanti estimatori che da sempre seguono gli artisti dell’Associazione – all’arrivo del Natale e per salutare l’anno che ci sta per lasciare e quello in arrivo.  “Siamo veramente orgogliosi – ha detto Alberto Vespaziani, da quasi 40 anni Presidente dell’Associazione Cento Pittori Via Margutta – di essere riusciti, ancora una volta, a creare una bella occasione che ci consentirà non soltanto di incontrare il nostro pubblico ma anche di rivolgere a quanti da sempre ci seguono con affetto e stima i migliori auguri per un buon Natale e un nuovo 2011”.  “Per tutti noi – ha aggiunto poi Vespaziani – l’anno che sta per concludersi si è rivelato oltremodo ricco di soddisfazioni. Al consueto successo registrato dalle nostre mostre in Via Margutta, manifestazioni che hanno confermato il ruolo di protagonista della vita culturale della città per l’associazione che presiedo, si è infatti aggiunto quello ottenuto dalle esposizioni organizzate in zone meno centrali della Capitale. Questo progetto, fortemente appoggiato anche dall’attuale Amministrazione capitolina, se da una parte consente di diffondere ulteriormente la notorietà raggiunta nel tempo dalla strada dell’arte, dall’altra ci permette di raggiungere in maniera più diretta i tanti cittadini che non abitano nel cuore di Roma, cosicché possano assaporare anche loro l’atmosfera che si respira in Via Margutta e vivere la piacevole sensazione di sentirsi circondati dai tele e cavalletti degli artisti”.  Ai caratteristici cavalletti, impreziositi dall’atmosfera del Natale, oltre 100 pittori, rigorosamente selezionati e provenienti da ogni parte del mondo, tutti caratterizzati da un proprio linguaggio espressivo e da una propria tecnica artistica che va dalla figurazione all’astrattismo, passando anche per la ritrattistica, il paesaggismo, il simbolismo e il surrealismo.   La kermesse, che nel tempo è divenuta un appuntamento irrinunciabile per appassionati d’arte romani e stranieri, oltre a permettere, soprattutto ai volti meno noti, di uscire allo scoperto per affermarsi, sarà interessante occasione per analizzare e studiare i fermenti artistici che si sviluppano di continuo e per raccogliere i diversi messaggi che ogni espositore intende “consegnare” alla collettività.  La mostra rimarrà aperta tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 21.00 (ingresso gratuito). (cavalletto, quadri)

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Mostra di Massimo Innocenti “Naturae”

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2010

Firenze sabato 6 novembre 2010 alle ore 18.00 si inaugurerà presso la Galleria Tannaz. L’artista, ci dice Massimo Innocenti, deve essere nuovamente <<capace di guardare e di fermarsi di fronte a un paesaggio, di soffermarsi lungo le sponde di un fiume ed ascoltare>>. L’invito all’ascolto equivale qui al desiderio di staccarsi dal frastuono metropolitano e di ritornare ai suoni naturali e al silenzio che l’artista esige nel dialogo con gli aspetti più semplici della vita e delle cose. La trilogia di dipinti intitolata al Lago, realizzata in tre formati differenti, ne è un esempio eloquente: l’aria brumosa e pacata si diffonde lentamente sulla superficie lacustre suscitando sentimenti di sottile malinconia; così anche i dipinti asimmetrici incentrati sulla Casa, evocazione rarefatta di un luogo lontano e denso di presagi che ci riconduce alle memorie autobiografiche dell’artista. Il dittico Gemelli, dove gli alberi costeggiano una strada nascosta e isolata che sembra simboleggiare la via per un altrove ‘esistenziale’, ci appare a sua volta immerso in una calma luminosa ma al tempo stesso misteriosamente umbratile. L’ambivalenza delle atmosfere che il pittore riesce a evocare con viva partecipazione e maestria rappresenta forse uno degli aspetti più coinvolgenti del suo lavoro. Quiete e tempesta, avvallamenti e prominenze, luce e oscurità sembrano i corrispettivi simbolici delle dicotomie insite nella natura umana, come morte e istinto vitale, desiderio e assenza, amore e odio. E così pure la selva di sentimenti contrastanti che nei dipinti di Massimo scivolano in una dimensione visionaria per poi risalire verso una visione più lucida, come un faro nella notte, come la serenità che scioglie il tormento. Di questi contrasti possiamo individuare una traccia perfino nella resa formale dei dipinti, ora traslucidi ora densi di materia, e composti da pennellate ora impulsive e gestuali ora ordinate e composte. Anche i formati, dal più grande al più piccolo, sembrano partecipare di questa visione composita dell’ambiente naturale, quasi fossero interpreti delle numerose sfumature che possono intercorrere tra una rappresentazione epica della natura e una sua immagine tra le più umili e familiari. (Da uno spunto critico di Angela Sanna)

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Restauro dipinti della cappella della Passione

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2010

Roma, 21 ottobre alle ore 12.00 Palazzo Venezia – Sala Altoviti Via del Plebiscito 118 verrà presentato alla stampa lo straordinario progetto di restauro dei dipinti della Cappella della Passione in S. Maria in Aquiro, promosso dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma, diretta da Rossella Vodret, dalla Associazione per Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma e finanziato con il contributo degli Antiquari che parteciperanno all’edizione 2012 della mostra a Palazzo Venezia.
La chiesa, situata a Piazza Capranica a Roma, vanta origini antichissime probabilmente antecedenti l’VIII secolo, viste le notizie dei restauri promossi a quell’epoca da Gregorio III (731-741). Affidato nel 1540, da papa Paolo III, alla Confraternita degli Orfani, l’edificio venne ricostruito, tra la fine del Cinquecento e il primo ventennio del Seicento, da Francesco da Volterra e successivamente da Filippo Breccioli e Carlo Maderno per ordine del cardinale Antonio Maria Salviati. I tre dipinti, oggetto dei restauri, sono conservati nella cappella della Passione di proprietà, nel Seicento, di Marco Antonio Pizzichetti, oleario in Piazza Capranica.
Le tele, raffiguranti rispettivamente l’Incoronazione di spine nel laterale di sinistra, la Flagellazione nel laterale di destra e infine la Pietà sull’altare, sono da lungo tempo al centro di un intricato dibattito attributivo risolto solo in parte dal ritrovamento documentario relativo alla realizzazione del quadro con la  Pietà  da parte di un misterioso “Maestro Jacomo”, che fra il gennaio 1634 e marzo 1635 viene pagato 60 scudi. Di certo, alla luce di una maggiore qualità pittorica riscontrabile nell’Incoronazione di spine,  i  restauri avranno il merito di districare, sul piano esecutivo, almeno la complicata questione delle mani differenti.
In contemporanea al restauro delle tre tele, a completamento della splendida iniziativa promossa dall’Associazione per Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e del Polo Museale della Città di Roma ha programmato il completamento dell’impresa attraverso il restauro delle pitture murali e dunque dell’intera cappella della Passione.

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Achille De Tommaso: “Cloud Painting”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 ottobre 2010

Cremona. Dal 31 ottobre al 13 novembre 2010 Spazio Arte” Mostra Personale di Pittura Orari di apertura: sabato ore 10,30-19,30; martedì-venerdì e domenica 16,30-19,30; Lunedì chiuso Ingresso libero Presso: Galleria “Immagini– Spazio Arte” di Cremona. L’enigma della materia e il suo divenire “arte” è al centro degli studi artistici di Achille De Tommaso, affermato imprenditore europeo ed apprezzato artista italiano.. Le sue opere pittoriche traducono in suggestioni cromatiche e in ancestrali itinerari materici l’antico dialogo tra Scienza e Arte, a lungo dibattuto a livello internazionale, che ora diviene fulcro tematico del percorso espositivo. Nell’ambito della ricerca artistica Achille De Tommaso predilige conciliare la natura con il progresso dell’uomo, dunque sviluppa una propria visione dell’evoluzione umana sulla base di una fiera fusione tra materia e colore. In questo scenario teorico e creativo, la ratio è condotta ad un confronto diretto con la sfera emozionale dell’arte, un aspetto che il fruitore coglie pienamente osservando le opere dell’artista milanese.
Nel medesimo periodo della mostra di Cremona, dal 30 ottobre al 13 novembre due opere di De Tommaso saranno esposte anche a Torino nella seconda sala del Salotto dell’Arte per la quarta rassegna collettiva “Sentimental Eros”.

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Vito Vaccaro: Sculture e dipinti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 ottobre 2010

Mantova dal 9 ore 18.00 (al 21 ottobre 2010) Galleria “Arianna Sartori” via Ippolito Nievo, 10 (Palermo 1887 – Milano 1960). Catalogo Mazzotta in Galleria. Orario di apertura: 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi.
Trattasi dell’autentico recupero di questo eclettico maestro della prima metà del secolo scorso. In galleria sono esposte alcune sculture in bronzo, dipinti ad olio e acquerelli rimasti a lungo devotamente custoditi presso l’archivio di famiglia a Milano e riproposta, dopo la mostra milanese del 2009 curata da Domenico Montalto. Il Prof. Vito Vaccaro è stato professore di disegno nella R. Scuola Tecnica e nel R. Istituto di Mantova e nel luglio 1920 ha realizzato una mostra personale al Circolo Cittadino di Mantova. La mostra è supportata da un importante volume biografico, stampato da Mazzotta edizioni con testi critici di Domenico Montalto e una testimonianza di Marcello Cesa-Bianchi, che, come prima pubblicazione dedicata all’artista, rappresenta un primo palinsesto attendibile, attraverso la documentazione di un congruo numero di opere, sia plastiche sia grafiche sia pittoriche.
Fra verismo e classicismo. Accademia e modernità nell’opera di Vito Vaccaro.

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Caravaggio in Piemonte

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

Castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo dal 2 ottobre al 30 gennaio la Fondazione Cosso esporrà la tela raffigurante l’“Ecce Homo”, unica opera attribuita a Caravaggio presente sul territorio piemontese. La mostra sarà inaugurata sabato 2 ottobre, con apertura al pubblico alle 15.   La tela sarà accompagnata da copie coeve da originali di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (1571-1610), giunte in Piemonte tra il XVII e il XX secolo, omaggi all’opera del grande maestro lombardo. Tutti i dipinti presenti in mostra saranno corredati da indagini radiografiche al fine di permettere ai visitatori un raffronto diretto tra l’operare di Caravaggio e quello, ben diverso, dei suoi seguaci e copisti. L’intera esposizione sarà accompagnata da accurati apparati espografici che offriranno ai visitatori approfondimenti didattici.
Com’è ormai tradizione per le mostre organizzate al Castello di Miradolo dalla Fondazione Cosso, la Provincia di Torino metterà a disposizione un bus-navetta gratuito su prenotazione il sabato e la domenica, a partire dal 9 ottobre. Il bus partirà alle 14,30 da piazza CLN e farà ritorno a Torino alle 18,30.  Per informazioni: Fondazione Cosso, telefono 0121-376545, email info@fondazionecosso.it
Tra gli storici dell’arte il dibattito sull’autenticità degli Ecce Homo noti è ancora acceso. Pico Cellini e Maurizio Marini hanno sempre sostenuto l’autografia della versione di New York, mentre Gianni Papi di quella di Arenzano. Gli studi radiografici condotti dal GRADOC (Gruppo di Ricerca, Analisi e Documentazione per l’opera di Caravaggio) hanno portato la massima esperta italiana di Caravaggio, Mina Gregori ad affermare l’autenticità della copia torinese per le caratteristiche uniche della pittura di Caravaggio che emergono dalle analisi ai raggi X. I risultati presentati in mostra al Castello di Miradolo sono stati anticipati nella mostra tenuta a Düsseldorf, “Caravaggio. Originale und Kopien im Spiegel der Forschung” (settembre 2006 – gennaio 2007), e nel convegno “Caravaggio e l’Europa” tenuto a Milano nel 2006 (Silvana Editoriale, 2009).
Molti degli studi radiografici che verranno presentati al Castello di Miradolo sono frutto del progetto di ricerca realizzato dal GRADOC finalizzato alla comparazione radiografica di opere originali di Caravaggio con copie coeve, delle stesse dimensioni.
L’esposizione organizzata dalla Fondazione Cosso è curata da Paola Caretta e Daniela Magnetti, con la collaborazione di storici dell’arte della Soprintendenza ai Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte. Il catalogo sarà edito da Umberto Allemandi Editore con contributi di Mina Gregori, Alessandra Cabella, Paola Caretta, Daniela Magnetti, Paolo Nesta, Paolo Sapori, Paola Ruffino e Rossana Vitiello. (ecce homo)

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