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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘dipinto’

“La Germania restituisca a Firenze il dipinto rubato dai nazisti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

“Un appello alla Germania, per il 2019: Ci auguriamo che nel corso di quest’anno possa essere finalmente restituito alle Gallerie degli Uffizi di Firenze il celebre Vaso di Fiori del pittore olandese Jan van Huysum, rubato da soldati nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale e, attualmente, nella disponibilità di una famiglia tedesca che, dopo tutto questo tempo, non l’ha ancora reso al museo, nonostante le numerose richieste da parte dello Stato italiano”. A lanciare l’appello, diffondendolo anche attraverso internet (sul sito degli Uffizi e sui profili social del complesso museale), è oggi, primo giorno dell’anno, lo stesso direttore tedesco degli Uffizi, Eike Schmidt. Il dipinto in questione è un capolavoro di Jan van Huysum (Amsterdam 1682-1749), pittore di nature morte di grandissima fama: si tratta di un olio su tela, cm 47 x 35, appartenente alle collezioni di Palazzo Pitti fin dal 1824, quando fu acquistato dal granduca lorenese Leopoldo II per la Galleria Palatina appena fondata. Per oltre un secolo restò esposto nella sala dei Putti, insieme ad altre nature morte olandesi realizzate dai massimi artisti del ‘600 e ‘700, tra i quali Rachel Ruysch e Willem van Aelst; nel 1940, quando all’inizio della guerra la reggia fu evacuata, il quadro venne portato nella villa medicea di Poggio a Caiano. Nel 1943 fu spostato nella villa Bossi Pucci, sempre a Firenze, fino a quando militi dell’esercito tedesco in ritirata lo prelevarono insieme ad altre opere per trasferirlo a Castel Giovio, in provincia di Bolzano. La cassa in cui si trovava il Vaso di Fiori di Palazzo Pitti venne aperta: l’opera trafugata finì in Germania, dove se ne persero le tracce.
Ricomparve solo decenni dopo, nel 1991, poco dopo la riunificazione tedesca: da allora, vari intermediari hanno tentato più volte di mettersi in contatto con le autorità in Italia chiedendone un riscatto. Una richiesta di tale assurdità che recentemente, dopo l’ultima oltraggiosa offerta, la procura di Firenze ha aperto un’indagine: il quadro infatti è già di proprietà dello Stato Italiano, e pertanto non è alienabile né acquistabile.
“A causa di questa vicenda che intacca il patrimonio delle Gallerie degli Uffizi, le ferite della seconda Guerra Mondiale e del terrore nazista non sono ancora rimarginate. La Germania dovrebbe abolire la prescrizione per le opere rubate durante il conflitto e fare in modo che esse possano tornare ai loro legittimi proprietari”, osserva Schmidt, sottolineando che “per la Germania esiste comunque un dovere morale di restituire quest’opera al nostro museo: e mi auguro che lo Stato tedesco possa farlo quanto prima, insieme, ovviamente, ad ogni opera d’arte depredata dall’esercito nazista”.Una riproduzione in bianco e nero del Vaso di Fiori di van Huysum (realizzata da Alinari), è da oggi simbolicamente esposta nella Sala dei Putti a Palazzo Pitti, corredata da cartelli con la scritta “rubato” in tre lingue, italiano, inglese e tedesco, ed una didascalia esplicativa che ricorda come a sottrarla alla sua naturale postazione furono soldati della Wehrmacht. “Saremo ben lieti di rimuovere questa memoria fotografica – conclude Schmidt – quando agli Uffizi sarà restituito l’originale”.

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Mostra: Oltre l’immagine

Posted by fidest press agency su martedì, 29 maggio 2018

Mantova Venerdì 1° giugno, ore 18.00 in via Nievo 10, alla presenza degli artisti, inaugurazione della mostra aperta al pubblico a cura di Arianna Sartori con opere di Elsa Dembech – Domenico Pompa Miriam Pracchi – Mario Vitale e resterà aperta sino al 30 giugno (Orario dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30 Chiuso Festivi). Come nasce psicologicamente un dipinto? Da quali meandri profondi della mente dell’artista hanno origine le immagini che vediamo?In mostra primi piani di giovani, boschi alberati e città aggrovigliate, non è semplicemente il frutto di una tendenza “disimpegnata” della pittura contemporanea; non è un mero espletamento di necessità esibizionistica, ma è indiscutibile che dietro a tutte queste soluzioni visive esistono percorsi profondi di conoscenza e di ascolto dei propri bisogni comunicativi. I temi dei legami all’uomo, all’equilibrio, all’identità dei luoghi sono infatti i vertici di osservazione, scelti dagli artisti, per parlare nelle proprie opere. Temi cruciali delle vicissitudini di ciascuno di noi.

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Inedito dipinto del primo Cinquecento raffigurante la Madonna con il Bambino Gesù

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 aprile 2018

Torino Venerdì 11 maggio 2018 – ore 12.00 (dal 12 maggio – 16 luglio 2018) Palazzo Madama – Camera delle Guardie Piazza Castello presentazione di un inedito dipinto del primo Cinquecento raffigurante la Madonna con il Bambino Gesù. L’opera viene esposta in anteprima assoluta al pubblico dopo un lungo e complesso restauro promosso dalla Fabbrica di San Pietro col sostegno di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking.
Il dipinto è un olio su tavola e fu commissionato nel gennaio del 1519 a un “Dipintore”, del quale purtroppo non è tramandato il nome e per il quale non c’è al momento un’attribuzione sicura. Conosciamo, invece, il committente, la moglie di tal Pietro Pedreto, che fece realizzare il dipinto per la chiesa di San Giacomo Scossacavalli in Roma. L’edificio sorgeva nei pressi della basilica vaticana, ma fu demolito nel 1937, insieme a tutte le case circostanti della cosiddetta “Spina di Borgo”, per realizzare la monumentale Via della Conciliazione che dal Tevere conduce a Piazza San Pietro.In seguito alla demolizione della chiesa di San Giacomo, il dipinto fu trasferito nei depositi della Fabbrica di San Pietro e abbiamo notizia di primi tentativi di restauro nel XVII e poi nel XVIII secolo. Solo nel 2016 venne avviato il non facile restauro, affidando l’incarico a due valenti professionisti romani: Lorenza D’Alessandro per la parte pittorica e Giorgio Capriotti per il supporto ligneo. L’intervento è stato lungo e impegnativo, perché il dipinto era fortemente danneggiato, soprattutto sul busto della Vergine e nella metà inferiore, con cadute irreversibili di colore dovute molto probabilmente all’immersione nell’acqua del Tevere che era straripato allagando tutta la chiesa all’antivigilia di Natale del 1598. Le cronache raccontano che l’acqua si arrestò improvvisamente sotto le labbra della Vergine, lasciando il segno della piena. Quella storica traccia si può ancora riconoscere in una scura linea orizzontale che attraversa il dipinto, e il danno è ancora più evidente nella parte inferiore, dove la pittura è andata totalmente perduta.Nell’allestimento ideato per Palazzo Madama dall’architetto Roberto Pulitani, del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, oltre al dipinto vengono presentate riproduzioni di fotografie e documenti che descrivono non solo il complesso intervento di restauro in tutte le sue fasi, ma anche la storia della chiesa andata distrutta e del contesto urbanistico ove essa sorgeva.La chiesa di San Giacomo era infatti sede dell’Arciconfraternita del Santissimo Corpo di Cristo, che ebbe come confratelli più di venti cardinali – tra i quali i futuri papi Innocenzo IX e Paolo V – e numerose alte cariche della curia romana, con personaggi illustri come Domenico Fontana e Pierluigi da Palestrina. Il restaurato dipinto della Madonna col bambino era allocato sopra l’altare della prima cappella a destra entrando. Qui certamente lo vide Raffaello, che abitava in un palazzetto di fronte a questa chiesa, e anche il pittore Perin del Vaga, che dimorò anch’egli in Borgo Nuovo in una casa vicino all’abitazione del maestro urbinate, del quale fu allievo e collaboratore. Nel 1521 un anonimo artista di Parma realizzò per la Madonna di Scossacavalli un tabernacolo, che serviva anche da “macchina processionale” quando la venerata immagine mariana veniva solennemente portata in processione, come nell’anno 1522 per scongiurare la peste che aveva colpito la popolazione di Roma. Nella cappella ad essa dedicata, detta anche “Cappella della Beata Vergine delle donne”, il dipinto fu oggetto d’intensa devozione, testimoniata sulla tavola dalla presenza di numerosi fori e abrasioni dovuti alla pratica devozionale di fissare con chiodi corone, collane, gioielli ed ex voto.
La mostra di Palazzo Madama costituisce un’occasione unica e irripetibile per ammirare il dipinto, prima che torni definitivamente in Vaticano, nel mese che per la religione cattolica è tradizionalmente dedicato alla Madonna. Dal Medio Evo a oggi, maggio è il mese della primavera e delle rose, fiore mistico, dedicato alla Santissima Vergine, a Torino particolarmente venerata nell’icona di Maria Consolata, patrona della Città insieme a San Giovanni Battista. La mostra rappresenta dunque un appuntamento imperdibile non solo per gli appassionati di arte, ma anche per tutti i devoti che a Torino avranno l’opportunità di conoscere la storia di questa straordinaria icona.
Orario: lun-dom 10.00-18.00, chiuso il martedì. La biglietteria chiude 1 ora prima

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Dipinto di Johann Paul Schor, ultima importante acquisizione fatta dalle Gallerie degli Uffizi

Posted by fidest press agency su sabato, 10 febbraio 2018

Johann Paul SchorFirenze “Spettacolare e raro” – così il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt ha definito il grande dipinto di Johan Paul Schor, datato 1664, appena acquistato dalle Gallerie degli Uffizi. – “La tela mostra un centinaio di figure vestite in abiti dorati che sfilano per il carnevale del 1664 insieme alle antiche maschere della commedia dell’arte. Il corteo accompagna gioiosamente un monumentale carro trionfale – capolavoro dello stesso Schor, documentato dalle fonti – e una carrozza che ospita personaggi dell’aristocrazia romana. Facendoci rivivere i fasti del barocco nell’Urbe, l’artista immortala e contestualizza un capolavoro effimero e pertanto ora perduto, appunto un monumentale carro trionfale dorato, e inoltre ritrae se stesso in basso a destra, nell’atto di mostrare orgogliosamente il foglio con la firma: Gio. Paul Schor de Insprvh fat(to) il carro e il quadro anno 1664. Il quadro quindi si inserisce anche nella raccolta di autoritratti iniziata proprio in quegli anni da Leopoldo de’ Medici, lo straordinario collezionista che celebriamo ancora fino al 25 febbraio con una grande mostra a Palazzo Pitti. Da ricordare che Schor, originario di Innsbruck in Austria, raggiunse fama internazionale a Roma, dove risiedette dal 1640 fino alla morte nel 1679: egli pertanto rappresenta in maniera emblematica la dimensione veramente europea della scena artistica italiana nel periodo barocco. Anche per questo motivo, l’acquisto del dipinto sottolinea la statura nazionale ed europea delle collezioni delle Gallerie degli Uffizi.” Aggiunge la Curatrice della Pittura del Seicento Maria Matilde Simari: “Lo scenografo e artista austriaco – che in Italia veniva chiamato Giovanni Paolo Todesco (1615 -1679) – ha dato in questo dipinto una originale testimonianza della sua straripante fantasia barocca. Schor era capace di concepire scenografie urbane di straordinaria inventiva, ma anche di eseguire pregevoli pitture ad affresco e su tela, oltre a progettare arredi e oggetti di uso quotidiano. Fu un assiduo collaboratore di Gian Lorenzo Bernini che in questo maestro nordico trovò affinità nella realizzazione di macchine e apparati esuberanti che espressero al massimo grado il gusto tipico del loro periodo storico.” Conclude la Curatrice della pittura del Settecento, degli Arazzi, dei Mobili e delle Carrozze Alessandra Griffo: “La destinazione prevista in apertura del nuovo Museo delle Carrozze di Palazzo Pitti valorizzerà appieno il significato e la particolarità iconografica del dipinto che corrispondeva a una specialità dell’artista. Al tema delle carrozze esaminate in dettaglio per le loro potenzialità decorative e rappresentative si riconducono infatti numerosi fogli di Johann Paul Schor e del suo ambito, patrimonio del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e di altre collezioni internazionali.” (foto: Johann Paul Schor)

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In esposizione il capolavoro di Rembrandt

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2011

Portrait of Saskia van Uylenburg, ca. 1635

Image via Wikipedia

Musei Capitolini di Roma 23 giugno 2011 sarà ospetato il capolavoro di Rembrandt van Rjin (1606 – 1669) Donna alla toletta. Il 1633 è l’anno in cui l’artista si fidanza con Saskia van Uylenburgh ed è probabile che il quadro sia da collegare al matrimonio tra i due, già stabilito al momento dell’esecuzione: Saskia e Rembrandt si sposeranno ad Amsterdam il 22 giugno 1634. Il soggetto del dipinto è una eroina del Vecchio Testamento, probabilmente Ester o Giuditta, anche se la critica è più favorevole a pensare che si tratti di Giuditta. In entrambi i casi sono comunque due giovani donne che con fede e con coraggio salvano il proprio popolo, in guerra contro un nemico agguerrito e soverchiante. Questa circostanza è stata messa in relazione con la situazione dello Stato olandese, che nello stesso periodo difende con tenacia e sacrifici la propria indipendenza di fronte alle truppe spagnole. All’epoca del quadro, Rembrandt, di cui i musei romani non possiedono nessuna opera, ha circa ventisette anni e si sta affermando nel panorama pittorico. In questo periodo la sua bottega di Amsterdam inizia a diventare il principale punto di riferimento per la ricerca artistica, in grado di soddisfare le esigenze della ricca e composta borghesia olandese. La Donna alla toeletta, dipinta su tela di lino, si caratterizza per gli effetti di luce e per l’eleganza della veste.

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Arte moderna e contemporanea

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 aprile 2011

 Milano, Palazzo Clerici – Via Clerici 5 24 & 25 May 2011 Circa 200 opere d‟arte moderna e contemporanea saranno offerte il 24 e il 25 maggio nelle aste  milanesi di Christie’s a palazzo Clerici. Il top lot è un importante dipinto di Giorgio de Chirico del 1932-34 intitolato Ruines étranges (Contemplatori di rovine) e proposto con una stima di €400.000-600.000 (illustrato sopra). Il ricco catalogo include inoltre lavori creati dai principali maestri italiani del Novecento: da Lucio Fontana a Giuseppe Capogrossi, da Michelangelo Pistoletto a Enrico Castellani e Gino De Dominicis. Renato Pennisi e Giulio Sangiuliano, Co-Direttori del Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea di Christie’s Italia: “Questa primavera Christie’s presenterà a Milano una vasta scelta di opere degli  artisti italiani più significativi del XX secolo. Siamo particolarmente soddisfatti di offrire all’asta i ‘Contemplatori di rovine’, una bellissima tela, al contempo metafisica e surrealista, dipinta da Giorgio de Chirico nei primi anni Trenta. Possiamo inoltre contare su altre ricche sezioni, tra le quali si distinguono per la varietà e l’ampiezza quelle dedicate al grande Lucio Fontana, al Dopoguerra e agli ultimi decenni del ‘900”.

Christie’s è la casa d‟aste leader mondiale del mercato dell’arte. Nel 2010 il totale delle vendite all’asta e di quelle private  è stato pari a 3.3 miliardi di sterline (5.0 miliardi di dollari). Il nome e le sedi di Christie’s sono indice di straordinarie opere d‟arte, servizio senza eguali, grande esperienza e prestigio internazionale. Fondata nel 1766 da James Christie, Christie’s ha curato le aste più famose durante i secoli diciottesimo, diciannovesimo e ventesimo, ed è oggi considerata

una vetrina ideale per quanto esiste al mondo di esclusivo e bello. Christie’s offre ogni anno più di 450 aste che spaziano  in oltre 80 categorie, dalle belle arti e le arti decorative, alla gioielleria, fotografia, oggetti da collezione, vini e altro. I prezzi partono da un minimo di 200 dollari e arrivano a superare i 100 milioni di dollari. Christie’s ha 53 uffici in 32 Paesi  e 10 sale d’asta in diverse parti del mondo comprese le città di Londra, New York, Parigi, Ginevra, Milano, Amsterdam,  Dubai e Hong Kong. Recentemente, Christie’s ha guidato il mercato dell’arte attuando importanti iniziative di espansione  verso mercati emergenti quali Russia, Cina, India ed Emirati Arabi Uniti, con vendite ed esposizioni di successo a Pechino, Dubai e Mumbai.

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“Il Paesaggio (dipinto)”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

Roma inaugurazione 16 dicembre ore 18  via della Vetrina, 21 Galleria V.M.21 artecontemporaneaUn paesaggio che vive attraverso l’uso e attraverso la percezione. Un paesaggio che mostra le sue qualità geometriche, compositive e materiche.  I quadri di Jernej Forbici raccontano di idilli e di paesaggi perduti, della bellezza del mondo e del fallimento umano.
Maddalena Mauri rappresenta la relazione che ha con la sua visione del passaggio, di cui fa circolare il suo presente e il suo immaginario, quasi come certi poeti dell’ottocento che guardarono popolarsi, attraverso i loro occhi, un intero paesaggio e successivamente lo videro svanire.
Nicolas Pallavicini è un pittore vero, uno dei pochi contemporanei a credere seriamente e con grande responsabilità alla forma quadro.
“Queste tele non rappresentano nessun paesaggio, ma sono della stessa natura di esso. E’ il colore, che come materia, si organizza in paesaggio, così come, è lo sguardo ad organizzare la natura in paesaggio. L’artista unisce la potenza espressiva dell’astrattismo a un tema e lavora in controsenso, lasciando che in alcuni momenti sia il paesaggio a rivelare la natura intrinseca della pittura e in altri sia la pittura a rivelare la natura del paesaggio”.

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La Natività di Filippo Lippi a Milano

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2010

Milano fino al 30/1/2010 Corso di Porta Ticinese, 95 Museo Diocesano Ottava edizione di Un capolavoro per Milano È la Natività con San Giorgio e San Vincenzo Ferrer di Filippo Lippi (Firenze, 1406 – Spoleto, 1469) l’opera scelta per la ottava edizione dell’iniziativa culturale “Un Capolavoro per Milano”, promossa dal Museo Diocesano di Milano e da Anima Sgr. Il Museo Diocesano di Milano ospiterà il dipinto (158×168 cm), proveniente dal Museo Civico di Prato, attualmente chiuso per restauri, dal 16 novembre 2010 al 30 gennaio 2011.  Si tratta di una delle opere piu’ interessanti della bottega di Filippo Lippi a Prato, realizzata presumibilmente attorno al 1456. Oltre alle figure sullo sfondo (angeli, pastori e musici), la tavola rappresenta la Sacra Famiglia con San Giorgio e San Vincenzo Ferrer. Inizialmente, Lippi aveva pensato di limitare l’opera al gruppo centrale, conferendo alla pittura una forma ogivale ma, in seguito, aggiunse alla composizione le figure dei due santi, probabilmente a seguito di una nuova richiesta dai committenti.  Accompagna la mostra un catalogo Silvana Editoriale, a cura di Paolo Biscottini. http://www.adartem.it (natività)

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L’Amante romana

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2010

di J. L. Martín Nogales In un antico palazzo di campagna nei pressi di Londra, un intraprendente antiquario ritrova, nascosto nel doppiofondo di un vecchio armadio, un dipinto identico alla Venere allo specchio di Velázquez. Il giovane esperto d’arte Martín viene incaricato di scoprire tutto quello che può sulla tela: è originale o si tratta di un falso? Che cosa si nasconde dietro a quel dipinto così enigmatico? Seguendo i passi del pittore del XVII secolo, Martín si sposterà dalla National Gallery al Palazzo Reale di Madrid, dagli archivi del Vaticano ai giardini romani di Villa Medici, in una ricerca che, passo dopo passo, gli farà scoprire incredibili analogie tra la sua realtà e quella dell’artista del quadro. Un romanzo al tempo stesso commovente e dal ritmo incalzante, nel quale la storia di una donna misteriosa prende forma, tra amore e disinganno, in un mondo fatto di intrighi e tradimenti. Pagine 258 Euro 18,00 Codice 23741J EAN 978-88-425-4371-8

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Leonardo da Vinci: “Tavola di Acerenza”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2010

Chieti (CH) Venerdì 7 maggio 2010, ore 10:30 Museo universitario “G. d’Annunzio” Piazza Trento e Trieste, 1 – conferenza stampa.  All’incontro parteciperanno: Prof. Luigi Capasso – Direttore del Centro Universitario Museale dell’Ateneo “G. d’Annunzio”; Dott. Nicola Barbatelli – Direttore del Museo delle Antiche Genti di Lucania – Vaglio Basilicata; Colonnello Gianfranco De Fulvio – Comandante del Reparto Dattiloscopia Preventiva del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche – Roma; Avv. Giuseppe Pio Musacchio – Sindaco di Vaglio Basilicata; Dott. Luciano Di Tizio – Giornalista, coordinatore del convegno “Leonardo da Vinci: Presunto autoritratto Lucano, gli studi” che si svolgerà sabato 8 maggio 2010 (ore 10:00) presso l’Auditorium del Museo universitario; Dott.ssa Simona Petaccia – Giornalista, Responsabile Ufficio Stampa dell’evento.  L’evento sarà incentrato sull’esposizione da venerdì 7 a martedì 11 maggio 2010, presso il Museo universitario dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti – Pescara del “Presunto autoritratto lucano” di Leonardo da Vinci, anche noto come “Tavola di Acerenza”: dipinto ad olio su tavola (mezza pialla) di cm 60×44, riscoperto nel 2009 da Nicola Barbatelli. Il quadro, abitualmente custodito all’interno di una teca blindata (sorvegliata a vista) nel Museo delle Antiche Genti di Lucania a Vaglio Basilicata, è stato presentato in più occasioni al grande pubblico e, nello scorso febbraio, esposto anche nel Kadriorg Art Museum di Tallinn (Estonia) grazie a un’iniziativa coordinata tra il Ministero degli Affari Esteri e l’Ambasciata Italiana di quel Paese.  In occasione della mostra a Chieti, saranno illustrati i risultati delle indagini tecnico-scientifiche volte a chiarire se ci fu sull’opera la presenza della mano del Genio fiorentino.

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Mostra: Rare Pitture

Posted by fidest press agency su sabato, 27 marzo 2010

Carpi (Modena) fino al 20/6/2010 Museo Diocesano Palazzo dei Pio – Piazza Martiri. La mostra, intitolata Rare pitture. Ludovico Carracci, Guercino e l’arte nel Seicento a Carpi, presentata il 24 marzo nello showroom milanese di Blumarine, propone fino al prossimo 20 giugno una quarantina di opere, provenienti da istituzioni pubbliche e private locali ma anche straniere (Notre Dame e Louvre di Parigi) alle quali si aggiunge un percorso di visita in alcuni edifici sacri della città. San Bernardino libera Carpi da un esercito nemico di Ludovico Carracci e’ ad esempio un’opera di fama che vicende alterne di vendite, requisizioni, soppressioni hanno allontanato dalla città per la quale era stato dipinto per la cattedrale di Notre Dame di Parigi dove attualmente e’ conservato: per la prima volta questa opera torna a Carpi.
Il Palazzo dei Pio, sede principale della mostra, ha undici secoli di vita ed e’ stato riaperto alla città dopo lunghi lavori di restauro lo scorso anno, simbolo stesso di Carpi.
Il Museo Diocesano d’arte sacra Rodolfo Pio di Savoia ha sede nella chiesa di Sant’Ignazio di Loyola, luogo prestigioso per monumentalità architettonica di epoca barocca. (Immagine: Ludovico Carracci, La vergine appare a San Giacinto, 1594, Musee di Louvre, Paris)

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Nino Pedone: San Giorgio dei Genovesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2010

Palermo fino a domenica 14 febbraio 2010, è allestita, presso la Chiesa di San Giorgio dei Genovesi la personale di Nino Pedone, pittore palermitano e celebre restauratore,  a cura di Aurelio Pes. É una pittura che si manifesta per sintesi, quella del palermitano Nino Pedone, uno stratificare materia con aggiunte infinitesimali e lungamente meditate. In quanti hanno osservato presso il seicentesco Oratorio del Rosario in Santa Cita, stabilmente insediato sotto “La Battaglia di Lepanto” di Giacomo Serpotta, uno splendido dipinto?  Il quadro esposto è proprio di Nino Pedone, “La consegna di Gesù delle chiavi a San Pietro”.  Di bianco e di azzurro sono le cromie che dilatano l’infinito, alla scoperta delle molteplici proiezioni possibili. Le figure ritratte da Nino Pedone sono come “gettate a vivere”, tutt’altro che sospese o alienate. Si muovono, consapevoli della gravità della dimensione reale, ma semplicemente, scelgono altro, come se fossero fuori dal mondo o dal modo a noi visibile. La loro esistenza è rischiarata dalla luce interiore, dalla spiritualità, dal conforto del trascendentale. L’anima, un concetto che oggi sembra andato in disuso.   In concomitanza alla mostra palermitana e con le stesse date, si inaugura presso la Galleria Brianza Arte di Lissone (via Fratelli Bandiera 17, Monza), un’appendice della mostra palermitana con l’esposizione di una ventina di quadri di Nino Pedone.
Nino Pedone è nato a Palermo nel 1940. Contemporaneamente all’insegnamento si è sempre occupato di restauro. I suoi studi storico artistici associati ad una profonda conoscenza dell’opera lo hanno reso un abile restauratore e un conoscitore d’arte ricercato per le sue perizie e per le sue valutazioni artistiche. La sua abilità di pittore è proseguita incessantemente nella sua ricerca sul bianco. (Pedone)

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Teatro: “Solaris, toccata e fuga”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2010

Roma 10 e venerdì 15 gennaio 2010 ore 21.00 al Teatro Testaccio via Romolo Gessi, 8  presenta  “Solaris, toccata e fuga” drammaturgia Angela Antonini e Paola Traverso con Angela Antonini “Mise en Espace”, Massimo D’orzi  “Linguaggio indecifrabile, geroglifico egizio”, tuttavia il solo unico vero linguaggio è quello della donna protagonista di Solaris, il grande capolavoro della letteratura del Novecento, che sfida la logica scientifica, razionale, positivista degli scienziati debolmente innamorati della vita, l’indifferenza di coloro che osservano il mondo freddamente, per cancellarne i colori, per abbassarne i volumi. Libera composizione di drammaturgie che appartengono a differenti scritture e poeti per tentare una rappresentazione – quasi un dipinto-  dell’uomo davanti alla forma nuova, mondo non ancora conquistato, sole rosso che si avvicina. Realtà sfuggente di sensazioni vaghe indefinite incarnate da un corpo di donna che, inafferrabile, appare e scompare ogni volta che l’uomo sfida le tenebre e chiude gli occhi. Lungo le rive del testo di Solaris incontriamo Ariel di Shakespeare, Madeleine de L’indifferente di Proust, la Ragazza di Antonioni, il girasole impazzito di Montale, Calipso di Omero, la femminetta di Leopardi, Viola di Calvino, toccata e fuga di immagini che raccontano dell’illusione del poeta quando cede al pensiero di un amore possibile.
Angela Antonini Interprete originale, spesso autrice dell’atto performativo che la vede in scena, fonda la sua personale ricerca su un’idea di teatro che rifiuta la linea cupa del teatro contemporaneo che concentra le proprie energie unicamente sul linguaggio dimenticandosi del contenuto che si ripete ogni volta che si apre un sipario: la perversione della specie umana e la follia come unico risultato delle passioni umane.
Massimo D’orzi Regista.  Esordisce giovanissimo in teatro portando in scena autori del Novecento quali Sartre (Morti senza tomba), A. Miller (Una specie di storia d’amore) e Joyce (Esuli).  Attualmente sta lavorando alla docu-fiction Ombre di luce ambientato all’interno dell’Università La Sapienza di Roma, e al documentario su uno dei più grandi musicisti della musica popolare brasiliana: Guinga.

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Caravaggio Restauro Aperto

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2009

Roma 7 ottobre 2009, ore 11.30  Camera dei Deputati: “Punto Camera”  piazza del Parlamento 19. La Camera dei Deputati ospita presso il “Punto Camera”  il restauro del dipinto di Caravaggio “Adorazione dei pastori”, giunta a Montecitorio dal Museo Regionale di Messina e grazie al contributo di Fastweb sarà possibile vedere l’opera e assistere al restauro (prenotazione obbligatoria: http://www.fastweb.it). L’opera sarà restaurata da Valeria Merlini e Daniela Storti, sotto la direzione di Gioacchino Barbera  e dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro. Al termine della conferenza visita guidata all’opera.

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San Sebastiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2009

san sebastianoBologna fino al 29/11/2009 Strada Maggiore 44, Museo Davia Bargellini Una fedele copia da Annibale Carracci a cura di Silvia Battistini  Nell’ambito delle manifestazioni organizzate dai Musei Civici d’Arte Antica di Bologna per celebrare il quarto centenario della morte di Annibale Carracci, il Museo Davia Bargellini propone una piccola esposizione con l’intento di valorizzare un quadro presente in museo, antica copia del San Sebastiano che oggi e’ conservato alla Gemäldegalerie di Dresda.  Il dipinto presente nella collezione del Museo Davia Bargellini e’ documentato già alla metà del Seicento nelle collezioni della famiglia Davia e una perizia dell’inizio del XVIII secolo lo ricorda come uscito dalla bottega dei Carracci, dipinto da due bravi allievi, che diventeranno illustri artisti: Guido Reni e Francesco Albani. La mostra, oltre a ricostruire la vicenda attributiva e collezionistica di questa pregevole tela, analizzerà il ruolo che veniva attribuito alle copie dagli artisti e dai collezionisti di un tempo, attraverso l’esposizione di due quadri del tardo Seicento, che riproducono due opere perdute di Annibale Carracci. (san Sebastiano)

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17a Edizione Festival Ultrapadum

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

PressendaFederica Gili -Campospinoso (PV) Palazzo Arnaboldi 6 Settembre ore 16  “Canzoni di Gioventù” con il Pressenda Modern Ensemble Ingresso libero  Al termine del concerto si terrà la degustazione di vini e prodotti tipici   Sotto la direzione del maestro Paolo Paglia, il Pressenda Modern Ensemble, composto dalle voci di Federica Gili e Maurizio Dore proporrà alcune delle più belle e famose canzoni italiane del Dopoguerra, come Mille lire al mese, Mamma mi ci vuole il fidanzato, Parlami d’amore Mariù, Ho un sassolino nella scarpa, Ba ba baciami piccina, Bellezze in bicicletta, Maramao perché sei morto, Un Bacio a mezzanotte, Tu vuo’ fa’ l’americano, Mambo italiano, Carina, Buona sera signorina, Nel blu dipinto di blu. L’Orchestra Giovanni Francesco Pressenda ha una lunga storia ed esperienza alle spalle. Nasce ad Alba nel 1984 con il nome di Orchestra Stabile di Alba e con la missione di divulgare la cultura musicale sul proprio territorio. Pur cambiando nome nei suoi 25 anni di attività, ha volutamente mantenuto il suffisso di Orchestra Stabile di Alba proprio in virtù della continuità di lavoro a cui è stata data fondamentale importanza. Attualmente Paolo Paglia è il direttore dell’Orchestra Stabile di Alba Giovanni Francesco Pressenda. Ha diretto in prestigiose sale in Italia e all’estero tra cui: il Teatro comunale di Bologna, La “Sala Greppi” a Bergamo, il Teatro di Lugo di Romagna, il Teatro di Carpi, il Teatro Chiabrera di Savona, il teatro Cavour di Imperia, il “Piccolo Regio”di Torino, a la Castelada de Nice (Fr) nella sala concerti di Olten e Soloturn (Ch).
Campospinoso appare per la prima volta nel 1250 nell’elenco delle terre del dominio pavese. Apparteneva alla squadra e poi al feudo di Broni, di cui seguì sempre le sorti; appartenne perciò ai Beccaria e, in seguito alla confisca di metà di questo feudo (vedi Cigognola) fu assegnato con il vicino Albaredo ai Visconti Scaramuzza (1531). Successivamente fu venduto agli effettivi feudatari di Broni, gli Arrigoni di Milano, in mano ai quali restò fino all’abolizione del feudalesimo (1797). Nel 1928 a Campospinoso fu unito il comune di Albaredo Arnaboldi, e prese il nome di . http://www.festivalultrapadum.com. (pressenda, federica gili)

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Le stanze della regina madre

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2009

Roma fino al 7 giugno 2009 Via Zanardelli, 1 Napoli 1836. Le stanze della regina madre Nella collezione della casa museo di Mario Praz è esposto un dipinto di Vincenzo Abbati (Napoli 1803-1866) che rappresenta Maria Isabella di Borbone, Infanta di Spagna, vedova di Francesco I Re delle due Sicilie e madre di Ferdinando II. Il dipinto la mostra in uno dei salotti della sua Villa a Capodimonte, Villa Gallo poi Del Balzo, nell’anno 1836. La possibilità di accostare al dipinto dell’Abbati gran parte dei mobili e degli arredi in esso riprodotto, grazie alla disponibilità dei discendenti del Del Balzo, ci consente di ricostruire nella saletta espositiva del museo Praz uno di quegli ambienti di gusto tipicamente prazziano dove il limite tra la realtà e la sua riproduzione sembra annullarsi in un gioco di rimandi speculari, analogo a quello istituito dallo stesso Praz in molti degli ambienti della sua stessa casa, con i dipinti e gli oggetti in essa conservati.

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