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Posts Tagged ‘diploma magistrale’

Scuola: Maestri con diploma magistrale, la Cassazione non annulla la plenaria del Consiglio di Stato

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

Le Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione hanno respinto il ricorso del gruppo di maestri diplomati fino al 2002, confermando la sentenza del Consiglio di Stato, che a fine 2017 ha escluso dalle graduatorie a esaurimento per le scuole materne ed elementari gli insegnanti in possesso del solo diploma magistrale che non avessero partecipato alle sessioni di abilitazione o ai concorsi. Secondo la suprema Corte, la decisione “rimane entro l’ambito di interpretazione e ricostruzione di una complessa normativa”. Il sindacato Anief, che prima e più di tutti, si è opposto all’estromissione dei maestri con diploma magistrale dalle GaE e degli oltre 7 mila docenti di fatto licenziati dopo essere stati immessi in ruolo, non si fermerà certo qui. Impugnerà, uno per uno, tutti i provvedimenti di licenziamento che il Miur dovesse attuare nei confronti proprio dei docenti immessi in ruolo “con riserva” e che hanno svolto l’anno di straordinariato con esito positivo. Anief, inoltre, mentre attende entro il 2020 l’esito del reclamo collettivo già presentato al Consiglio d’Europa e dichiarato ammissibile da un anno, chiederà ai giudici amministrativi di sollevare il caso dei diplomati magistrale di fronte alla Corte di Giustizia Europea, così come è già avvenuto con la sentenza “Mascolo” che nel 2014 ha condannato l’Italia per abusiva reiterazione dei contratti a termine.Entro il mese di settembre, infine, il sindacato, appena inserito nell’alveo dei rappresentativi e titolati a sedere ai tavoli della contrattazione nazionale, valuterà la possibilità di presentare una class action per risarcire i docenti dai danni prodotti nei loro confronti e far dichiarare la responsabilità risarcitoria dello Stato italiano, colpevole di aver ingannato per anni i docenti con diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 negando la validità abilitante del loro titolo.
L’Anief, unico sindacato che da sempre si è schierato al fianco di questa particolare categoria di docenti abilitati e da sempre chiede a gran voce la riapertura delle GaE, le graduatorie ad esaurimento, per sanare questa e altre illegittimità compiute a discapito dei tanti docenti abilitati esclusi dall’accesso al “doppio canale” di reclutamento, non si dà per vinta e conferma l’intenzione di procedere presso i competenti Tribunali del Lavoro per impugnare ogni singolo licenziamento che dovesse intervenire nei confronti dei docenti immessi in ruolo “con riserva” che hanno superato l’anno di prova.

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Maestri con diploma magistrale, arriva la ciambella di salvataggio bis

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2019

Per il secondo anno consecutivo, il Governo va incontro ai docenti con diploma magistrale abilitante conseguito fino al 2002: nel pacchetto “Misure di straordinaria necessità ed urgenza nei settori dell’istruzione, università e ricerca” che il Consiglio dei Ministri esaminerà entro fine luglio, c’è anche un dispositivo con cui si conferma il provvidenziale provvedimento dell’anno scolastico che si sta concludendo. Per Anief è una disposizione necessaria, che abbiamo chiesto in tempi non sospetti; il minimo che l’Esecutivo possa fare per rendere giustizia a tanti maestri messi ai margini da decisioni a dir poco discutibili. È chiaro che non basta, se non a tamponare la situazione per l’immediato. Quello che serve per risolvere una volta per tutte la questione è riaprire le GaE ed in subordine utilizzare la seconda fascia d’istituto laddove sono esaurite tutte le altre graduatorie, oltre che stabilizzare tutti gli idonei dei vari concorsi svolti, anche in altre regioni rispetto a quella dove si è svolta la procedura. Senza il ripristino di un reale doppio canale di reclutamento, qualsiasi tentativo di copertura delle tante cattedre vacanti e di cancellazione del precariato è destinato a soccombere.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “va bene il paracadute per la riconferma dei posti anche per l’anno prossimo per i tanti diplomati magistrale ancora precari, tuttavia senza l’approvazione di un decreto urgente, che liberi i docenti precari abilitati dalla gabbia in cui sono stati collocati dall’amministrazione dopo il 2012, con il ripristino di un vero doppio canale di reclutamento, aperto anche a tutti i supplenti con titolo che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio, si fa solo il male della scuola. Chi la governa non si rende conto che con questo andare ci si allontana da quanto sostiene l’Unione Europea, e che il cammino del reclutamento fatto di concorsi, una volta ordinari, una volta riservati, sta solo producendo liste di attesa infinite. Mentre i posti vacanti si moltiplicano”.Non c’è pace per i maestri con diploma magistrale conseguito fino al 2002: dopo i confermati e incredibili ‘no’ del Consiglio di Stato, il Governo sta facendo di tutto per evitare di farli uscire dal circuito delle supplenze annuali e creare un danno immane per le scuole, la didattica e gli alunni del primo ciclo scolastico. Si sta così predisponendo la proroga bis della conferma dei contratti sottoscritti ad inizio anno scolastico. È andata così per quello in corso, andrà così anche per il prossimo. Perché anche se dovesse arrivare “una sentenza di merito negativa”, ricorda la rivista specializzata Orizzonte Scuola, “la norma permette di completare l’anno scolastico con contratto fino al 30 giugno 2020, per salvaguardare la continuità didattica. Il termine “proroga” va intesa in questo senso, proroga di un contratto ricevuto nell’a.s. 2019/20 e che poi viene revocato in seguito alla sentenza”. La vicenda degli oltre 50 mila diplomati magistrale defenestrati dalle GaE “si è arenata in attesa della decisione della Corte di Cassazione, dopo le pronunce negative dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che per tre volte si è espressa in maniera negativa sull’inserimento dei docenti con diploma magistrale nelle Graduatorie ad esaurimento, dopo una certa data. E dunque anche in questo caso è necessario – come lo scorso anno con il Decreto Dignità – di un intervento del Parlamento per non lasciare le classi scoperte nel corso dell’anno scolastico”. Sempre in attesa di “un concorso straordinario bis, riservato a diplomati magistrale e laureati in Scienze della formazione primaria con un anno di servizio nella scuola statale”.

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Maestri con diploma magistrale e laurea in Scienze della formazione primaria: in arrivo il concorso straordinario bis

Posted by fidest press agency su domenica, 16 giugno 2019

Il Governo starebbe seriamente pensando ad un secondo concorso riservato per salvare i diplomati magistrale dalla mannaia del Consiglio di Stato che li ha estromessi dalle GaE oltre che per assorbire i tantissimi laureati in Scienze della formazione primaria che campeggiano nelle graduatorie: si tratta di un progetto, riservato a personale docente abilitato all’insegnamento, del quale si è fatto portavoce il Senatore Mario Pittoni (Lega), presidente della VII Commissione di Palazzo Madama, anticipando ieri sera la volontà di affrontare la questione dei docenti di Infanzia e Primaria sul proprio profilo Facebook. Marcello Pacifico (Anief): L’idea di ridurre il servizio ci può trovare d’accordo, ma l’accesso va allargato: nel precedente concorso, ci sono state troppe categorie di esclusi. Se si vuole davvero ridurre il contenzioso, bisogna prima approvare delle leggi ben fatte e non discriminanti. La proposta sembra già a buon punto: al momento – scrive oggi Orizzonte Scuola – è in cantiere, ma potrebbe vedere la luce nelle prossime settimane. Scorrendo la bozza, si scopre che la disposizione consiste in un emendamento che modifica l’articolo 4, comma 1-quinquies del Decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito nella legge del 9 agosto 2018, n. 96, recante “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”. Stiamo parlando del concorso riservato per i diplomati magistrale prima inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento dopo il provvedimento giurisdizionale e poi estromessi dopo la doppia sentenza negativa del Consiglio di Stato. In quel decreto dello scorso anno si avviava un concorso a cattedra riservato e semplificato per quel personale docente del primo ciclo con due anni di servizio specifico anche non continuativo, su posto comune o sostegno, nel corso dell’ultimo ottennio. Il nuovo emendamento punterebbe invece a bandire un concorso bis per i docenti che siano forniti del titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito presso i corsi di laurea in scienze della formazione primaria o di analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, oppure attraverso il conseguimento del diploma magistrale con valore di abilitazione o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia, entro l’anno scolastico 2001/2002. La novità, rispetto allo scorso anno, è che dovranno aver svolto, sempre nel corso degli ultimi otto anni scolastici, almeno una annualità di servizio specifico, anche non continuativo, su posto comune o di sostegno, presso le istituzioni scolastiche statali. Coloro che parteciperanno alla procedura e saranno ritenuti idonei si ritroveranno inclusi in una graduatoria di merito dalla quale saranno attribuiti, anche per le immissioni in ruolo, i posti residui allo scorrimento delle graduatorie relative al concorso riservato del decreto 87. Secondo il sindacato Anief, il dimezzamento degli anni di servizio per l’accesso al concorso riservato per diplomati magistrale e laureati in Scienze della formazione primaria, in assoluto, sarebbe anche una buona notizia: la novità viene però decisamente depotenziata dal momento in cui il concorso continuerà a preclude l’accesso a tantissimi docenti.

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Scuola: Maestri con diploma magistrale, a maggio il concorso ordinario per 16 mila posti ma non servirà a molto

Posted by fidest press agency su martedì, 2 aprile 2019

Sarà bandito entro due mesi, metterà a disposizione 16 mila posti con assunzioni a settembre 2020. Ma il prossimo anno scolastico inizierà con cattedre scoperte per via del licenziamento di 40 mila maestre al 30 giugno, mentre 7 mila di ruolo potrebbero andare a casa se non vincono il concorso riservato anche se il sindacato Anief promette battaglia nei tribunali. Bussetti sarà l’unico responsabile. I dettagli sono stati rivelati dal Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, nel corso di una video intervista alla Repubblica rilasciata nei giorni scorsi. I posti sono aumentati, rileva oggi la rivista Orizzonte Scuola, perché erano 10.183 nella bozza presentata a novembre. Si prevede un numero di adesioni altissimo. Nel frattempo, il prossimo anno scolastico una cattedra su due continuerà ad andare a supplenza. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, si tratta di un processo derivante anche dalla decisione presa dagli Uffici Scolastici di procedere ai depennamenti dalle GaE, per dare seguito alle sentenze di merito già emanate, conseguenti alla sentenza del Consiglio di Stato delle scorse settimane, in vista del nuovo aggiornamento che partirà a breve. In questo quadro, diventano ancora più importanti i pareri della Cassazione, che sulla questione si è riunita il 12 marzo, della Corte Costituzionale sulla legittimità del concorso straordinario bandito con DDG n. 85 del 1° febbraio 2018 per i professori abilitati della secondaria, con riflessi inevitabili sul primo ciclo; ma anche la risposta del Consiglio d’Europa sul reclamo collettivo da noi presentato sull’abuso delle supplenze pur in presenza di posti vacanti. Comincia a prendere forma la selezione dei maestri da immettere in ruolo: il concorso avrà validità biennale, e sarà bandito solo in quelle regioni in cui le graduatorie del concorso 2016 presentano pochi aspiranti al ruolo. I requisiti di accesso saranno quelli del conseguimento del diploma magistrale – entro l’a.s.2001/02 – oppure la laurea in Scienze della Formazione o analogo titolo estero equipollente. Per i posti di insegnamento sul sostegno sarà richiesta la specializzazione. Non sarà invece indispensabile il servizio di insegnamento ai fini dell’accesso. La domanda che tutti gli aspiranti maestri si pongono è la seguente: quanti candidati parteciperanno al concorso? Al momento, l’unica certezza è che saranno tantissimi: un numero decisamente maggiore i posti messi a bando. Perché, potenzialmente, ai diplomati magistrale espulsi dalle GaE dal Consiglio di Stato si aggiungeranno i laureati in Scienze della Formazione e tutti i precari in possesso di un titolo analogo. Considerando la mancata richiesta di un minimo di giorni di supplenze, è prevedibile che le richieste di accesso al test preselettivo, pressoché scontato, toccheranno numeri stratosferici. E che quindi il problema del precariato sarà tutt’altro che superato. “Nel frattempo – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si sarà svolto il concorso straordinario riservato allo stesso ciclo scolastico, introdotto con il DDG n. 1456 del 9 novembre 2018. Ma anche quella procedura, non selettiva ma che metterà in fila tutti i precari con un numero minimo di annualità di servizio alle spalle, non metterà in ruolo un numero adeguato di docenti precari. Intanto, considerando che siamo sul finire dell’anno scolastico, il pericolo fondato è che nel prossimo mese di settembre i posti vacanti che andranno coperti da personale non di ruolo raggiungeranno livelli mai visti: prevediamo che una cattedra del primo ciclo su due sarà priva del titolare”. “Intanto – continua Pacifico – continua la battaglia di Anief per la riapertura della GaE, per la stabilizzazione automatica di chi ha effettato già 36 mesi di supplenze e sulla necessità di far scattare risarcimenti adeguati, in presenza di utilizzo reiterato di contratti a termine pur essendovi invece i presupposti per l’assunzione a tempo indeterminato. Per tutelare chi sarà licenziato sia supplente sia di ruolo con la più grande battaglia giudiziaria conosciuta dallo Stato italiano che citeremo, pure in giudizio per violazione della normativa comunitaria presso il tribunale di Roma con richieste di risarcimenti milionari”.

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Scuola: Maestri con diploma magistrale fuori dalle GaE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Se per il Ministro dell’Istruzione è tutto a posto grazie al concorso straordinario attualmente in corso, il sindacato spiega come non si sia risolto nulla perché non è stato affrontato il problema delle supplenze avute dalle GaE che dopo il 30 giugno prossimo metterà a rischio l’inizio del nuovo anno scolastico. Ci saranno, invece, di certo migliaia di ricorsi risarcitori contro lo Stato italiano se la Corte di Cassazione, riunita il 12 marzo scorso, non dovesse annullare la sentenza della Plenaria. Per non parlare della decisione attesa del Consiglio d’Europa sul reclamo collettivo presentato dall’Anief sull’abuso sistematico del precariato da parte del Miur e dei ricorsi ai giudici del lavoro per confermare l’anno di prova a chi l’ha superato dopo esser stato assunto con riserva. Marcello Pacifico (Anief): Non ci arrenderemo fino a quando non passerà l’inserimento dei maestri abilitati nelle GaE, la stabilizzazione automatica di tutto coloro che hanno svolto 36 mesi di supplenze su posto vacante. Nel frattempo, continuiamo a chiedere risarcimenti adeguati per la mancata immissione in ruolo.
Il concorso, secondo Bussetti, sarebbe stato nuovamente legittimato dalla decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che il 27 febbraio 2019 ha nuovamente ribadito il no all’inserimento dei diplomati magistrale con titolo conseguito entro l’a.s. 2001/02 nelle Graduatorie ad esaurimento, annualmente utilizzate per il 50% dei ruoli. Di conseguenza, scrive Orizzonte Scuola, in questi giorni gli Uffici Scolastici stanno procedendo ai depennamenti dalle GaE in relazione alle sentenze di merito già emanate, in vista del nuovo aggiornamento che partirà tra qualche settimana, contro cui Anief offre patrocinio legale presso i tribunali del lavoro.
Anief conferma, invece, che la partita sui diplomati magistrale rimane ancora aperta. “Anche perché – spiega il suo presidente nazionale Marcello Pacifico – oltre al parere della Cassazione e della Corte Costituzionale, per riflesso, si attende la decisione del Consiglio d’Europa, che tra non molto dirà la sua sul reclamo collettivo presentato dal nostro sindacato sull’abuso sistematico del precariato pur in presenza di chiare direttive dell’Unione Europea introdotte proprio per prevenirne la pratica da parte dei datori dei lavoro e, come purtroppo avviene come prassi in Italia, per mano dello stesso Stato”.
“Quello a cui puntiamo – continua il presidente Anief – è la stabilizzazione automatica per tutto coloro che hanno svolto 36 mesi di supplenze, in presenza di posti vacanti e disponibili. Nel frattempo, continuiamo a chiedere risarcimenti adeguati, sempre a seguito dell’ingiustificabile abuso dei contratti a termine, pur in presenza di cattedre libere. Parallelamente, continua la nostra azione sindacale sul fronte politico, chiedendo a Governo e Parlamento una soluzione idonea a salvare i maestri con diploma magistrale: governanti e parlamentari non possono continuare a tenere la testa nella sabbia. Estrometterli dalle GaE, infatti, significa produrre un licenziamento di massa, un’esclusione dal sistema d’istruzione, con effetti non solo individuali-familiari, ma anche sociali e sul servizio pubblico scolastico”, conclude Pacifico.

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Al vaglio di Palazzo Chigi il decreto sulle maestre con diploma magistrale

Posted by fidest press agency su sabato, 30 giugno 2018

Il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha detto, a proposito delle maestre diplomate, che il Miur rispetterà “la sentenza del Consiglio di Stato che le toglie dalle Graduatorie a esaurimento”. Anief non ha intenzione di giudicare un decreto ancora non reso pubblico e sul quale si possono fare ad oggi solo delle deduzioni, ma ritiene opportuno far sapere pubblicamente che è pronta a emendare il testo in Parlamento e a ricorrere in tribunale, qualora le GaE non dovessero essere aperte a tutto il personale abilitato. E lo stesso vale se il Miur non confermerà negli incarichi i supplenti e i docenti assunti in ruolo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Qualsiasi operazione è stata decisa dovrà comunque garantire la parità di trattamento di tutto il personale che è stato dichiarato idoneo dallo Stato italiano ad insegnare, non importa in che ordine e grado di scuole. Ad iniziare dai maestri con diploma magistrale. Perché non possono essere licenziati ora, al 30 giugno, quei docenti che il prossimo anno scolastico potrebbero non lavorare più. Si stabilizzi, piuttosto, chi ha maturato 36 mesi di servizio, si utilizzi il doppio canale del concorso, da cui devono essere assunti tutti i docenti vincitori di concorso e idonei, sulla metà dei posti liberi, e, per l’altra metà, dalle ex graduatorie permanenti che a tale scopo, ma non solo, devono essere riaperte subito. Ogni soluzione diversa, che non ottemperi alle indicazioni di Bruxelles, che ho ricordato qualche giorno fa davanti al Parlamento europeo, ci costringerà ad attivare il più grande contenzioso che la storia della scuola italiana abbia mai conosciuto: ricorreranno in tribunale 200 mila persone e questo deve essere evitato.

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Scuola – Maestri con diploma magistrale entrano nelle graduatorie a dispetto del Consiglio di Stato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2018

Contraddicendo quanto espresso dall’Adunanza Plenaria lo scorso 20 dicembre, ci sono dei casi in cui i precari sono stati comunque legittimamente collocati nelle Graduatorie ed esaurimento. Gli ultimi riguardano quattro sentenza del tribunale di Vicenza: 389, 391, 150 e 134 del 2016 passate in giudicato e che l’USP di pertinenza ha accolto. Tali sentenze hanno accertato il diritto dei ricorrenti di presentare domanda in inserimento nella III fascia delle graduatorie ad esaurimento dell’ambito territoriale di Vicenza. Le sentenze non sono state appellate e pertanto sono passate in giudicato. Ciò ha portato all’inserimento nelle GaE di 21 diplomati magistrale nella III fascia di infanzia e primaria sulla base del punteggio maturato.
Anief, che ha sempre denunciato le contraddizioni insite nella sentenza dell’Adunanza Plenaria, ha deciso di opporsi alla posizione del Consiglio di Stato, soprattutto perché a supporto della posizione presa vi sono forti motivazioni giuridiche: a tale scopo, è stato presentato reclamo collettivo al Consiglio d’Europa, e poi inviato un parere pro veritate al Miur e all’Avvocatura dello Stato, redatto dall’ex presidente della sezione Lavoro della Cassazione Michele De Luca, che ha confermato la validità dell’assunzione a tempo indeterminato dei docenti individuati con o senza clausola rescissoria, con superamento dell’anno di prova. Infine, è previsto uno sciopero nazionale in programma venerdì prossimo: mentre si proclameranno i nuovi parlamentari, si nomineranno gli uffici di presidenza e di commissione delle Camere, per l’avvio della XVIII legislatura, a Roma si raduneranno migliaia di maestre e di maestri, di insegnanti e Ata, per sfilare in corteo dalle ore 9 alle 14 da Piazzale Ostiense a Viale Trastevere, per poi manifestare sotto il Miur.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Le sentenze di inserimento nelle GaE non appellate non sono delle dimenticanze, ma un segnale che su questo ricorso il settore giudiziario è in uno stato di incertezza. Lo testimoniano anche le espressioni dei giudici interne allo stesso Consiglio di Stato, precedenti all’Adunanza Plenaria pubblicata il 20 dicembre scorso, ma anche successive: a partire dalla sentenza n. 217/2018 con la quale il 16 gennaio scorso la VI Sezione del Consiglio di Stato ha aperto le porte delle GaE ad alcuni diplomati magistrale. Del resto anche l’opinione pubblica si è schierata con le decine di migliaia di maestri precari che da anni permettono a un servizio di vitale importanza, quello scolastico, di funzionare. Per non parlare delle istituzioni, degli enti locali e del mondo della politica. A questo punto, non rimane che adottare la soluzione urgente di tipo legislativo, promossa da settimane dall’Anief: riaprire le GaE a tutti gli abilitati, maestri con diploma magistrale compresi, peraltro già assunti a tempo indeterminato e determinato.

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