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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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Direttiva europea sul divieto della plastica

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

La direttiva prevede che tutti gli Stati membri dovranno vietare, entro il 2021, l’uso di prodotti plastici monouso più frequentemente rinvenuti in mare come posate (forchette, coltelli, cucchiai e bacchette), piatti, cannucce, cotton fioc in plastica non biodegradabili, bastoncini di plastica per palloncini, tazze in polistirolo espanso e contenitori per alimenti. Gli Stati membri dovranno, inoltre, garantire che almeno il 50% degli attrezzi da pesca contenenti plastica, smarriti o abbandonati, venga raccolto ogni anno, con un obiettivo di riciclaggio almeno del 15% entro il 2025. Tutte misure che serviranno a ridurre la mole dei rifiuti di plastica in mare del 50% entro il 2025 e dell’80% entro il 2030.Per Marevivo è necessario vietare anche i bicchieri di plastica. Si tratta di prodotti usa e getta che si ritrovano spesso in spiaggia e rappresentano circa il 20% dei rifiuti marini. L’associazione ritiene fondamentale che il Governo inserisca, nell’atto di recepimento della direttiva comunitaria, anche il divieto dell’uso dei bicchieri di plastica, così come già previsto per altri prodotti. Un’integrazione che consentirebbe al nostro Paese di essere all’avanguardia e che sarà di certo considerata positivamente dalla Commissione Europea.«Ho scelto di sostenere questa associazione – dichiara Andy Bianchedi, Cavaliere del mare di Marevivo – perché ne condivido le finalità e le modalità che portano ad azioni con risultati concreti. Mi sto battendo insieme a Marevivo per l’eliminazione della plastica monouso, supportando la campagna #StopSingleUsePlastic. Non si spiega perché i bicchieri non siano stati inseriti nella normativa, solo in Italia ne consumiamo tra i 6 e i 7 miliardi all’anno, è assurdo pensare di continuare così. Occorre vietare anche i bicchieri, la Direttiva europea è ancora migliorabile».

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Copyright: “una convinta approvazione della direttiva”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 marzo 2019

Bruxelles L’industria culturale e creativa italiana, in tutte le sue componenti, si muove unita per dire SI alla direttiva copyright, in agenda nella seduta dell’Europarlamento a fine marzo. E chiede agli europarlamentari italiani – con una lettera congiunta (in allegato) – “una convinta approvazione della Direttiva comunitaria che favorirà lo sviluppo dei contenuti nell’era digitale nel rispetto del diritto d’autore. (…) Un voto importante a tutela del nostro DNA di italiani ed europei, creatori e coltivatori di emozioni”.
Ben diciannove le associazioni firmatarie, rappresentative di tutte le componenti industriali e creative del settore culturale: 100autori – Associazione dell’Autorialità Cinetelevisiva, AFI – Associazione Fonografici Italiani, AIE – Associazione Italiana Editori, ALI – Associazione Italiana Librai, ANAC- Associazione Anazionale Autori Cinematografici, ANART – Associazione Nazionale Autori Radiotelevisivi e Teatrali, ANEM – Associazione Nazionale Editori Musicali, ANES – Associazione Nazionale Editoria di Settore, CCI – Confindustria Cultura Italia, Confindustria Radio TV – Associazione dei media televisivi e radiofonici italiani, EMUSA – Editori Musicali Associati, Federazione Autori, FEM – Federazione Editori Musicali, Federazione Carta e Grafica, FIMI – Federazione Industria Musicale Italiana, INDICAM – Istituto Centro Marca per la lotta alla contraffazione, Nuovo IMAIE – Nuovo Istituto Mutualistico per la Tutela dei diritti degli artisti interpreti ed esecutori, PMI – Produttori Musicali Indipendenti, Writers Guild Italia – Sindacato degli scrittori di cinema, tv e web.“L’Italia creativa – proseguono le associazioni – produce 48 miliardi di euro di fatturato, dà lavoro a un milione di persone e rappresenta un patrimonio di eccellenza per il nostro Paese e per l’Europa. (…) L’Italia vanta un passato creativo e culturale prestigioso, unico al mondo. Un patrimonio conservato e nutrito da autori, registi, interpreti, giornalisti, fotografi, editori, scrittori, musicisti, grafici, librai, artisti, bibliotecari, pittori, redattori, fonici, addetti alle luci, costumisti, e dalle centinaia di altre figure professionali che, con talento e passione, quotidianamente operano nelle industrie creative e culturali e che, con la rivoluzione digitale, necessitano di particolare attenzione e tutela. (…) La Direttiva sostanzialmente (…) aggiorna la normativa vigente al mutato contesto tecnologico ed economico-sociale, per dare una giusta remunerazione al lavoro di autori, artisti, imprese e del milione di persone che vi lavorano. In altre parole: rafforza autori, imprese e lavoratori europei nei confronti di giganti del web d’Oltreoceano e aumenta le garanzie degli utenti finali nei confronti di entrambi”.“La creatività è il cuore e il cervello di questo Paese, che deve pensare al proprio futuro e tornare ad essere messaggero di arte e bellezza in Europa e nel mondo. Ci appelliamo a Voi – concludono – affinché siate testimoni orgogliosi di questo patrimonio”.

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Direttiva copyright: FIEG, Riffeser “Apprezzamento per il voto”

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 settembre 2018

Strasburgo. “Esprimo il mio apprezzamento per l’esito del voto di Strasburgo sulla Direttiva copyright e ringrazio gli europarlamentari per il senso di responsabilità dimostrato. È un passaggio importante, che consente a questa legge di proseguire il suo iter di approvazione verso una più efficace difesa del diritto d’autore nello spazio digitale contemporaneo.”
Così il Presidente della FIEG, Andrea Riffeser Monti, commenta l’approvazione da parte del Parlamento europeo della proposta della Commissione europea di riforma del diritto d’autore che introduce il principio di remunerazione degli editori e dei giornalisti per la distribuzione in Internet degli articoli di giornale. “È l’affermazione di un principio a tutela dei valori democratici europei di una stampa libera e indipendente e a garanzia della centralità del suo ruolo nella società contemporanea.” Da Strasburgo, il Presidente dell’ENPA, Carlo Perrone, evidenzia come la riforma oggi approvata dal Parlamento europeo “preserverà l’indipendenza dei giornali per le generazioni future. Non riguarda, quindi, solo la modernizzazione del diritto d’autore ma la sua funzione fondamentale nelle nostre democrazie.” “Proteggere i prodotti editoriali significa rafforzare il valore delle imprese – prosegue Riffeser – “Tutelare le genialità di ciascuno, potenziare la capacità di innovare, sperimentare nuove forme di comunicazione. Oggi il Parlamento europeo ha dato un segnale chiaro di riconoscimento della informazione professionale come presidio di informazione affidabile e verificata, unico argine ai rischi di una deriva della diffusione delle fake news.”
“Continueremo a collaborare con le istituzioni europee nella delicata fase dei negoziati – conclude Riffeser Monti – con l’obiettivo di realizzare in tempi rapidi una riforma equilibrata e aderente al mutato contesto tecnologico e digitale. Una riforma che, ne siamo certi, incoraggerà forme di cooperazione virtuosa tra i titolari di diritti sui contenuti editoriali e i fornitori di servizi innovativi che riproducono ed elaborano i contenuti protetti da tali diritti.”

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Direttiva di riforma del copyright

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 settembre 2018

Bruxelles Il 12 settembre a Strasburgo il Parlamento Europeo voterà sulla direttiva di riforma del copyright. Con una lettera aperta pubblicata a partire da oggi sui giornali italiani, la FIEG-Federazione Italiana Editori Giornali e l’ENPA, l’associazione degli editori europei, chiedono ai Parlamentari europei di votare a favore dell’introduzione di un “diritto connesso” per gli editori di giornali, così come previsto dall’articolo 11 della proposta di Direttiva Ue sul diritto d’autore nel mercato unico digitale.L’introduzione di un diritto connesso tutelerebbe l’informazione professionale, libera e indipendente in Italia e in Europa, consentendo a tutte le aziende editoriali, indipendentemente dalla loro dimensione, di ottenere la giusta remunerazione per il proprio lavoro. All’appello degli editori italiani ed europei si uniscono le associazioni dei giornalisti europei e l’intera filiera dei produttori di contenuti, schierati a difesa del diritto d’autore online e della centralità della stampa nella società civile.

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Parlamento europeo: Direttiva sul diritto d’autore

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Bruxelles. “Abbiamo il timore che l’eventuale approvazione della Direttiva sul copyright in discussione a Bruxelles al Parlamento europeo non solo non salverà i bilanci dei grandi editori (dai quali, invece, sarebbe forse lecito aspettarsi un cambiamento dei modelli di business che venga incontro alle esigenze dell’utenza), ma anche che possa limitare oltre misura la facilità di accesso alle informazioni online soprattutto a discapito dei consumatori (oltre che dei piccoli editori indipendenti e delle start up)”. Con queste parole Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, annuncia di aver scritto agli eurodeputati che voteranno il prossimo 21 giugno la Direttiva sul diritto d’autore nel mercato digitale.
Le preoccupazioni maggiori riguardano nello specifico gli articoli 11 e 13 della Direttiva, i quali rischiano di comportare la chiusura degli aggregatori (come già avvenuto in Spagna con Google News, ma anche con realtà come Planeta Ludico, NiagaRank, InfoAliment e Multifriki), andando paradossalmente a colpire il pluralismo e la diffusione delle notizie, nonché (con l’articolo 13) di obbligare le piattaforme di condivisione online ad attivare filtri preventivi, trasformandole in censori.“La nostra associazione -commenta Dona- sta studiando da mesi il problema con la campagna #pocheparole che fa riferimento alle poche parole di uno snippet (la breve descrizione che accompagna un link con la funzione anticiparne il contenuto): il tema è capire se gli strumenti proposti da Bruxelles segnano una strada giusta per garantire, da una parte, una informazione di qualità e, dall’altra, la facilità di accesso alle news. Nelle scorse settimane abbiamo diffuso un test per indagare sul grado di consapevolezza dei consumatori dal quale è emerso che l’86% dei consumatori digitali non ha mai sentito parlare della proposta di Direttiva o comunque non ne conosce neanche vagamente i contenuti. Un altro dato che merita approfondimento è che il 93% dei consumatori italiani ritiene internet un canale fondamentale di informazione e un italiano su due (il 49%) lo riconosce come il proprio strumento di informazione principale (scarica il report completo). Il dato è confermato anche dalla video inchiesta che abbiamo realizzato indagando sulle abitudini di reperimento e condivisione delle informazioni dei consumatori (guarda il video) ai quali abbiamo anche chiesto di fare un appello ai deputati europei (guarda il video). Alla luce di questi dati, emerge chiaramente l’importanza del web come strumento di informazione, unitamente alla necessità degli utenti di poter accedere alle notizie in forma intermediata e di poterle condividere per restare aggiornati”. “Ci appelliamo quindi al senso di responsabilità di chi voterà questa Direttiva -conclude l’avvocato Dona- chiedendo ai parlamentari, ai quali abbiamo mandato i risultati della nostra indagine, di salvaguardare la libertà della Rete e il diritto dei consumatori ad un’informazione libera e accessibile”.

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Applicazione della direttiva Bolkestein

Posted by fidest press agency su sabato, 26 Mag 2018

Fratelli d’Italia ha depositato alla Camera una proposta di legge per risolvere definitivamente l’annosa questione delle concessioni demaniali ad uso turistico-ricreativo che negli ultimi anni, sotto la scure di una errata applicazione della direttiva Bolkestein, ha generato allarme e bloccato gli investimenti in un settore che conta più di 30mila aziende balneari con il loro indotto nonché un numero significativo di imprese di altro genere, dai porticcioli turistici ai cantieri navali che spesso operano su aree demaniali.”Con questa proposta – spiegano i deputati Riccardo Zucconi e Carlo Fidanza, primi firmatari insieme alla Presidente del partito Giorgia Meloni e al Capogruppo Fabio Rampelli – intendiamo fare né più né meno di quello che hanno fatto altre nazioni europee, che hanno tutelato le loro imprese senza incorrere in sanzioni comunitarie. Proponiamo quindi di estendere la durata delle concessioni in essere di 75 anni, proprio come hanno fatto in Spagna. Prevediamo inoltre un regime di evidenza pubblica soltanto per le nuove concessioni, che potranno avere una durata tra i 20 e i 30 anni determinata dai comuni”. “Fratelli d’Italia – concludono gli esponenti di FdI – è al fianco delle imprese e del lavoro italiano, che devono essere difesi dagli appetiti di multinazionali e capitali poco trasparenti. Se c’è la volontà politica questo testo può essere approvato in poche settimane senza particolari problemi ed essere successivamente difeso in sede Ue dal governo che verrà, ponendo così fine ad una annosa questione che sta minando un settore trainante del nostro turismo”.

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Direttiva pagamenti e novità per le carte: nuova scheda pratica di Aduc

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 febbraio 2018

A Gennaio 2018 è entrato in vigore il decreto di recepimento della Direttiva europea “Psd2” (payment services directive) che ha aggiornato le regole relative ai sevizi di pagamento, conti e carte in ambito europeo nella cosiddetta “area SEPA” (area pagamenti unica europea), adeguando inoltre le normative italiane al regolamento europeo che disciplina il tetto delle commissioni sui pagamenti con carte.
Alcune regole sono state semplicemente riscritte con aggiornamenti non sostanziali, altre sono nuove.Tra quelle nuove rileviamo le più importanti:
– l’obbligo per gli emittenti di carte di pagamento di preavvisare i clienti prima della loro iscrizione al CAI -la cenrale d’allarme interbancaria- a causa per esempio di un debito relativo all’utilizzo di una carta di credito o di una carta revolving non andato a buon fine, dando loro la possibilità di pagare evitando l’iscrizione;
– abbassamento da 150 a 50 euro della franchigia di “responsabilità” nel caso di utilizzo indebito della carta di pagamento a seguito di furto o smarrimento, stante la regolare segnalazione del fatto alla banca o altro istituto di emissione con blocco dello strumento. Si tratta in pratica della massima perdita sopportabile dal cliente nel caso ovviamente in cui non venga ravvisato un suo comportamento fraudolento o incauto in termini di conservazione della carta stessa (o dei suoi codici di utilizzo).
– nuovi limiti alle commissioni interbancarie sulle carte di debito e prepagate: per ogni singolo utilizzo commissione non superiore a 5 centesimi di euro in combinazione con una percentuale massima dello 0,2% del valore dell’operazione.Per i micropagamenti -di importo inferiore a 5 euro- da Aprile 2018 dovranno essere applicate commissioni inferiori rispetto alle altre operazioni di pagamento.Altre novità arriveranno in futuro, dopo l’adozione di decreti tecnici con ampi termini di adeguamento per le banche. Si tratta di un nuovo metodo di identificazione del cliente più stringente -detta “autenticazione forte” e della possibilità di affidare singoli ordini di pagamento o accessi alle informazioni sui propri conti a prestatori di servizi di pagamento diversi da quello presso il quale si ha il conto corrente.Si fa presente in ultimo che i clienti titolari di contratti attivi al Gennaio 2018 -precisamente al 13/1/18- dovranno essere preavvisati dalla propria banca -o altro istituto di pagamento- relativamente alle novità introdotte a seguito del recepimento della nuova Direttiva entro il 12 Marzo 2018, con una comunicazione scritta o effettuata mediante altro supporto durevole accettato preventivamente.
Il cliente, lo ricordiamo, ha conseguentemente il diritto di recedere senza spese dal contratto entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione, con applicazione in sede di liquidazione del rapporto delle condizioni preesistenti. ( Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Sentenza della Corte di Giustizia europea sugli OGM

Posted by fidest press agency su domenica, 17 settembre 2017

corte di giustizia europeaLa sentenza della Corte di Giustizia europea sugli OGM fa riferimento a un quadro giuridico ormai superato. Così Greenpeace commenta la sentenza emessa oggi.
Dalla fine del 2015, con le modifiche alla Direttiva europea che regola gli OGM, l’Italia fa parte ufficialmente della maggioranza dei Paesi UE che ha vietato la coltivazione di mais OGM sul territorio nazionale. “Applicare il principio di precauzione è quanto ci si aspetta da governanti responsabili, e per questo è da lodare il decreto interministeriale italiano che, basandosi appunto su questo principio, vietò il rilascio in ambiente di mais OGM MON810, prevenendo così la contaminazione certa di ambiente e coltivazioni convenzionali e biologiche” commenta Federica Ferrario, responsabile agricoltura sostenibile Greenpeace Italia. “Il principio di precauzione è uno dei cardini dell’Unione europea. Ha come scopo quello di garantire un alto livello di protezione dell’ambiente grazie a delle prese di posizione preventive in caso di rischio. Non di danno conclamato, ma appunto di rischio. Per questo ci viene invidiato in tutto il mondo”. Le tossine Bt prodotte dal mais OGM sono potenzialmente in grado di danneggiare non solo i parassiti del mais, ma anche altri insetti non bersaglio, tra cui farfalle, coccinelle e, se i residui raggiungono corsi d’acqua, anche organismi acquatici. Nei Paesi in cui delle piante Bt vengono coltivate, i parassiti diventano a loro volta resistenti alle tossine Bt, con conseguenti “perdite economiche sostanziali per gli agricoltori”, secondo un’analisi delle coltivazioni di OGM pubblicata dall’Accademia nazionale statunitense delle Scienze.

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Orari lavoro medici, direttiva Ue elusa. In aumento i ricorsi

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

medicinadifensivaIl 25 novembre 2015 entrava in vigore la direttiva europea sugli orari di lavoro che imponeva all’Italia negli ospedali pubblici i riposi obbligatori di 11 ore tra un turno di lavoro e l’altro. A un anno, gli ospedali sotto organico reggono grazie al lavoro fuori turno e le Asl spendono per gli straordinari. Le segnalazioni di violazioni alla normativa Ue crescono. Il pool di avvocati Consulcesi, che organizza le azioni giudiziarie verso lo stato, ne ha ricevute oltre 7 mila. E anche se per il 2017 il governo afferma che sbloccherà il turnover per stabilizzare i precari e varerà nuove assunzioni, in corsia nulla è cambiato. Un sondaggio di Anaao Lombardia conferma che il 40% dei medici non riposa le 11 ore tra un turno e l’altro nelle 24 ore e il 30% lavora oltre le 48 ore settimanali. «Mi fa piacere che i colleghi si muovano. E’ una situazione indecente», commenta Enrico Reginato, presidente della Fems, Federazione Europea dei Medici Specialisti, che per primo segnalò la questione-Italia alla Commissione di Bruxelles. «E’ chiaro che i ricorsi non avranno risposte definitive in tempi brevi e finiranno in Cassazione: lo vediamo per una situazione analoga, la mancata applicazione della direttiva europea agli ex specializzandi negli anni Ottanta. L’Avvocatura dello Stato, cavillando cavillando, ha allungato processi che dovevano neppure essere fatti, fino a far scattare la Legge Pinto, che impone allo Stato di risarcire il cittadino per l’eccessiva durata dei processi (e dopo i processi, ora partiranno richieste di altri risarcimenti). Ma si tratta di difendere un diritto del medico, e anche del paziente. Del resto, l’Europa non è stata fulminea nell’intervenire; l’Italia poi si è presa un anno per adeguare le piante organiche e non lo ha fatto; ora è passato un altro anno. Io ho inviato un nuovo sollecito alla Commissione Ue segnalando la norma lucana, poi respinta, che non riconosceva la direttiva e l’inerzia del governo».
Le aziende sanitarie affermano di far fatica a pagare anche gli straordinari… «A quanto vedo, gli ospedali sono a un bivio. Il contratto prevede 34 ore settimanali più 4 di formazione che vengono giocoforza sacrificate all’assistenza. La direttiva Ue dice che si può arrivare a 48 ore a settimana. Le dieci ore di differenza vanno retribuite come straordinari. O recuperate, ma se un’azienda non ha organico sufficiente come fa?»
Dottor Reginato, che farebbe se fosse l’Aran per raddrizzare le cose? «L’Aran è un’agenzia negoziale che gioca con le carte che le dà il Governo. Se quest’ultimo non sblocca il turnover e non rivede la distribuzione dei finanziamenti le cose non cambieranno. Oggi si parla tanto di referendum che cambierà la sanità, ma a 20 anni dalla legge Bindi occorrerebbe una nuova riforma, che tra l’altro combattesse la corruzione. Non siamo il paese Ue più spendaccione, la Germania ha 8 letti per mille abitanti e noi stiamo scendendo sotto i 3, diventa difficile ricoverare; però devo anche segnalare che paesi come il Portogallo in tempi grami hanno migliorato la loro sanità, diminuito la mortalità infantile, dando più peso ai medici. In Italia ci sono margini di efficienza se combattiamo certi fattori “ambientali”, non se diamo meno spazi ai sanitari».
Perché se è l’azienda sanitaria a violare la legge il ricorso si promuove contro lo Stato? «Lo Stato dovrebbe dare alle regioni e alle aziende sanitarie i mezzi e le normative per assumere. Ad ogni modo, sempre prendendo ad esempio le sentenze della Cassazione sulla direttiva Ue relativa alle specializzazioni, i Magistrati hanno attribuito allo Stato in senso lato -fosse la Presidenza del Consiglio o il Ministero o l’Università- la responsabilità di rispondere alle istanze dei medici italiani. Sempre di soldi pubblici si tratta. Mettersi in sicurezza prima costerebbe molto meno che risarcire». (Mauro Miserendino fonte doctor33)

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Direttiva anti-evasione: PE chiede un tasso effettivo d’imposta del 15% su reddito estero delle società

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2016

TasseStrasburgo martedì 7 giugno Votazione: mercoledì 8 giugnIl Parlamento voterà sula proposta della Commissione per una direttiva anti-evasione mercoledì, dopo il dibattito del giorno precedente. La proposta, sulla quale i deputati sono solo consultati, vuole colmare le lacune giuridiche sfruttate dagli evasori per aggirare le imposte sulle società. I deputati dovrebbero chiedere limiti più rigorosi sulle detrazioni per i pagamenti degli interessi e un tasso effettivo di imposta sulle società del 15% sul reddito estero.La direttiva anti-evasione riflette il piano d’azione dell’OCSE per limitare l’erosione della base imponibile e lo spostamento dell’utile e segue le raccomandazioni fatte dal Parlamento lo scorso novembre (rapporto TAXE 1) e dicembre con le raccomandazioni giuridiche redatte da Anneliese Dodds (S&D, UK) e Luděk Niedermayer (PPE, CZ).Secondo questo principio, le imposte dovrebbero essere pagate nel luogo in cui sono realizzati i profitti e dovrebbero esserci misure giuridicamente vincolanti per bloccare i metodi più comunemente utilizzati dalle aziende per l’evasione fiscale. Il Parlamento propone inoltre definizioni di termini come “organizzazione stabile”, “paradisi fiscali”, “sostanza economica minima”, “prezzi di cessione” e altre finora suscettibili di interpretazioni diverse.

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Banche:direttiva Ue mutui

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2016

salva bancheNella riunione del CNCU, l’organo rappresentativo delle associazioni dei consumatori, l’Unione Nazionale Consumatori chiederà al ministero dello Sviluppo Economico di aprire un confronto di merito sulla nuova direttiva Ue sui mutui con il ministero dell’Economia e con tutti gli altri soggetti in campo, in particolare Abi e, ovviamente, le altre associazioni di consumatori.
“Un confronto che finora è incredibilmente mancato, nonostante fosse ormai una procedura consolidata dal 2007, dall’accordo per eliminare le penali sull’estinzione anticipata sui mutui a quello per la sospensione delle rate per le famiglie in difficoltà” ha dichiarato il Prof. Stefano Cherti, consulente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Un tavolo che va aperto ancor di più in questa occasione, considerato che lo schema di decreto legislativo per l’attuazione della direttiva 2014/17/UE, oltre a recepirla solo parzialmente, presenta innumerevoli punti critici” ha proseguito Cherti.
In particolare, l’associazione evidenzia, tra gli altri, la gravità del terzo comma dell’art. 120-quinquiesdecies, secondo il quale “le parti del contratto possono convenire espressamente, al momento della conclusione del contratto di credito o successivamente, che in caso di inadempimento del consumatore la restituzione o il trasferimento del bene immobile oggetto di garanzia reale o dei proventi della vendita del medesimo bene comporta l’estinzione del debito, fermo restando il diritto del consumatore all’eccedenza”.
“E’ grave e pericoloso sia che ci possa essere una modifica successiva alla conclusione del contratto, in barba al principio cardine pacta sunt servanda, sia che si parli di inadempimento del consumatore, senza specificarne la gravità, ad esempio se con riferimento all’art. 1455 del codice civile, ossia un inadempimento che non ha scarsa importanza per la banca o all’art. 40 del Testo unico bancario, ossia dopo che ci sia stato un ritardato pagamento di almeno sette volte, anche non consecutive” ha proseguito Cherti.
“Fare passi indietro nell’unico campo nel quale, grazie alle lenzuolate Bersani, c’è stata un’effettiva liberalizzazione, sarebbe un autogol clamoroso” ha concluso Cherti.

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Direttiva europea sui medicinali falsificati

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 Mag 2015

medicinalifalsificatiLa Direttiva sui Medicinali Falsificati (FMD) è una nuova legislazione Europea in fase di introduzione, con lo scopo di proteggere i pazienti dai medicinali contraffatti. La FMD obbliga tutti i 28 Stati Membri UE, ad applicare un sistema per individuare i medicinali falsificati; avere confezioni di farmaci con codici serializzati, sigilli a prova di manomissione e che la loro autenticità sia verificata prima della dispensazione ai pazienti.La portata di questa sfida è notevole e sarà obbligatorio per legge. Oltre 6.000 aziende farmaceutiche saranno impregnate a serializzare e apporre sigilli antimanomissione a circa 10 miliardi di confezioni di medicinali soggetti a prescrizione che vengono erogate ogni anno in tutta Europa.Saranno circa 175.000 le farmacie pubbliche e altri migliaia di punti di consegna nei 28 Stati Europei che dovranno disporre di un sistema per verificare l’autenticità dei farmaci. I Grossisti avranno anche un sistema di monitoraggio dei farmaci basati su un’analisi del rischio.Il sistema deve essere espresso in lingua locale, e pienamente operativo entro la fine del 2018.Gli stakeholder di ciascun Stato Membro avranno una decisione importante da prendere su chi nominare come loro fornitore locale di questo servizio.Un esempio importante è il sistema Aegate, che è già in funzione in Belgio, Grecia e Italia e scansisce i codici serializzati dei farmaci fin dal 2007, così come nei Paesi Bassi e nel Regno Unito nel 2015. È attualmente operativo in oltre 18.000 farmacie del vecchio continente. Ad oggi, il sistema ha analizzato oltre 3,3 miliardi di confezioni di medicinali tra branded e farmaci generici, e mandato segnalazioni su oltre 2,4 milioni di potenziali problemi relativi alla salvaguardia dei pazienti.
A proposito di Aegate
Con una storia documentata di circa 3 miliardi di farmaci scansiti ad oggi, con un tasso medio di 200.000 transazioni l’ora nelle 18.000 farmacie attraverso l’Europa, Aegate è il principale leader di mercato attivo nella verifica dei farmaci. Reach, Assure e Protect sono i servizi di Aegate, per soddisfare le esigenze di tutti gli stakeholder. Supportato a livello internazionale egualmente dai produttori e dai farmacisti, Aegate è una società europea con sedi in tutta Europa. La nostra missione è quella di proteggere i pazienti dai farmaci contraffatti, richiamati o scaduti. (foto fonte. corriere adriatico.it)

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Conti bancari di base per tutti

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 aprile 2014

Con la nuova legge approvata martedì dal Parlamento, chiunque risieda legalmente nell’UE avrà il diritto di aprire un conto bancario di base e a nessuno potrà essere negato tale diritto sulla base della nazionalità o del luogo di residenza. Questa normativa dovrebbe inoltre garantire che le spese e le regole per tutti i conti bancari siano trasparenti e comparabili e rendere più facile passare da un conto corrente a un altro che offre condizioni migliori.”Questa direttiva ha l’obiettivo permettere agli utenti di utilizzare servizi di pagamento comuni. Garantire l’accesso ai conti di base per tutti i consumatori, compresi i migranti e i cittadini in mobilità, stimolerà la modernizzazione economica, faciliterà la libera circolazione e aiuterà i più svantaggiati “, ha dichiarato il relatore Jürgen Klute (GUE/NGL, DE). Il testo è stato approvato con 603 voti favorevoli, 21  voti contrari e 51 astensioni. Il Parlamento ha chiesto che i conti bancari di base siano offerti da tutti, o almeno da un numero di istituti di credito in tutti gli Stati UE tale da garantire sia un facile accesso per tutti, sia la competitività delle offerte. Tali offerte non dovranno essere limitate alle banche che forniscono esclusivamente servizi online.Chiunque risieda legalmente nell’UE, anche senza fissa dimora, potrà aprire un conto di base. Tuttavia, gli Stati membri potrebbero richiedere ai futuri clienti di indicare il loro interesse e la finalità dell’apertura del conto, a condizione che rispettino pienamente i diritti fondamentali del cliente e che l’esercizio di tale diritto non risulti eccessivamente complicato o gravoso per il consumatore.La legge garantisce che chiunque apra un conto bancario sia in grado di capirne le commissioni e tassi d’interessi e di confrontare le offerte: questa informazione deve essere chiara e standardizzata in tutta l’UE. In ogni Stato membro dell’UE, dovrà essere creato almeno un sito web indipendente che permetta di confrontare i tassi d’interesse e le tariffe applicate dalle banche, che dovranno inoltre informare i propri clienti sulla possibilità di aprire conti bancari di base.

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I deputati spingono per un caricabatterie comune per tutti i telefoni cellulari

Posted by fidest press agency su sabato, 15 marzo 2014

cellulariI deputati, approvando giovedì un aggiornamento delle leggi UE sulle apparecchiature radio, hanno chiesto che sia sviluppato un caricabatterie comune per tutti i telefoni cellulari venduti in UE, così da ridurre gli sprechi, i costi e i problemi per gli utenti. Questo progetto legislativo è già stato informalmente concordato con il Consiglio dei Ministri.”La legislazione modernizzata sulle apparecchiature radio è uno strumento efficace per evitare interferenze tra diversi dispositivi radio. Sono particolarmente lieto che abbiamo concordato l’introduzione di un caricabatterie comune. Ciò accomuna sia gli interessi dei consumatori sia dell’ambiente. Il caricabatterie comune metterà fine al caos e ridurrà le 51 mila tonnellate annue di rifiuti elettronici”, ha detto la relatrice Barbara Weiler (S&D, DE).Il progetto di direttiva stabilisce norme armonizzate per l’immissione sul mercato di apparecchiature radio, compresi telefoni cellulari, telecomandi apri-auto e modem. Le norme mirano a tenere il passo con il crescente numero e varietà di dispositivi radio e a garantire che i dispositivi non interferiscano l’uno con l’altro rispettando così i requisiti essenziali su sicurezza e salute.I deputati hanno chiesto un rinnovato sforzo per sviluppare un caricabatterie comune a talune categorie di apparecchiature radio, in particolare ai telefoni cellulari, per semplificarne l’uso e ridurre inulti sprechi e costi.

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Direttiva tabacco: Parlamento approva norme per dissuadere i giovani dal fumare

Posted by fidest press agency su sabato, 1 marzo 2014

sigaretteIl Parlamento europeo ha votato a favore del progetto di legge per l’aggiornamento della direttiva europea sul tabacco. L’obiettivo è di rendere meno attraente il fumo per i giovani. Un accordo informale era già stato trovato con i ministeri della Salute. Secondo le nuove regole, la foto con le avvertenze sugli effetti alla salute dovrà coprire il 65% del pacchetto. Le sigarette elettroniche saranno regolate come medicinali se vendute come prodotti per aiutare a smettere di fumare, o come prodotti di tabacco in caso contrario.”Questo è il risultato di anni di lavoro in un contesto di intensa attività di lobbying da parte dell’industria del tabacco e dei suoi gruppi. Le nuove misure sono un grande passo avanti per il controllo del tabacco e aiuteranno a prevenire che una nuova generazione di fumatori sia reclutata. Sappiamo che si tratta di ragazzi – non adulti – che iniziano a fumare: la stragrande maggioranza dei fumatori inizia prima del loro 18 ° compleanno” ha spiegato la relatrice Linda McAvan (S&D, UK). La relazione è stata approvata con 514 voti a favore, 66 contrari e 58 astensioni.L’attuale legislazione richiede che le avvertenze per la salute coprano almeno il 30% della superficie frontale del pacchetto e il 40% della parte anteriore. Il nuovo testo stabilisce di aumentare l’area fino al 65%, davanti e dietro, e che tali avvertimenti siano sotto forma d’immagine – cosa che non accade nella maggior parte degli Stati membri al momento. I pacchetti con meno di 20 sigarette, che sono meno costosi e quindi più accessibile ai ragazzi, sarebbero vietate in quei pochi paesi dove sono ancora consentite.Come chiesto dai deputati, il mercato delle sigarette elettroniche deve essere regolato. Le sigarette elettroniche saranno trattate come medicinali se vendute come prodotti che aiutano a smettere di fumare, oppure come prodotti di tabacco in caso contrario. Nell’ultimo caso, la concentrazione di tabacco non deve superare i 20 mg/ml.Le sigarette elettroniche ricaricabili saranno consentite. Queste dovranno inoltre avere delle misure di sicurezza per i bambini e delle avvertenze per la salute. Saranno anche sottomesse alle stesse restrizioni pubblicitarie degli altri prodotti contenenti tabacco.Il testo vieta anche gli aromi per le sigarette e il tabacco da arrotolare. Le sigarette aromatizzate al mentolo saranno vietate dal 2020. Gli aromi saranno permessi per il tabacco per pipe ad acqua.Alcuni additivi che sono particolarmente dannosi per la salute saranno vietati e le autorità di regolamentazione avranno nuovi poteri per richiedere all’industria del tabacco di effettuare studi supplementari su una lista di additivi che sarà predisposta. Gli additivi necessari alla produzione di tabacco, come lo zucchero, saranno autorizzati.Dodici anni dopo l’entrata in vigore dell’attuale direttiva, fumare rimane la causa di morte principale e più evitabile. Nell’Unione europea muoiono 700.000 persone l’anno. Negli anni passati, le misure per disincentivare il fumo hanno contribuito a ridurre la percentuale di fumatori dal 40% nell’UE15 (2002) al 28% nell’UE27 (2012).

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Il Parlamento sostiene il sistema di chiamata di emergenza salvavita per le auto

Posted by fidest press agency su sabato, 1 marzo 2014

auto d'epocaIn base al disegno di legge votato dai deputati mercoledì, i dispositivi di chiamata di emergenza che allertano automaticamente i servizi di soccorso in caso di incidenti stradali dovranno essere installati su tutti i nuovi modelli di auto e furgoni leggeri entro ottobre 2015. Nel 2012, sono stati registrati 28.000 vittime e un milione e mezzo di feriti a causa di incidenti stradali avvenuti nell’UE.”L’implementazione di un sistema pubblico europeo di chiamate di emergenza rappresenta un risultato significativo per la sicurezza degli utenti della strada in Europa. Ogni anno, circa 2.500 vite potrebbero essere salvate in Europa, così come, nella maggior parte dei casi, la gravità delle lesioni potrebbe essere considerevolmente ridotta. Il sistema di chiamata di emergenza salvavita per le auto sarà gratuito e a beneficio di qualsiasi conducente in Europa, indipendentemente dal veicolo utilizzato” ha affermato la relatrice Olga Sehnalová (S&D, CZ).
In caso di incidenti stradali gravi, il sistema “eCall” di bordo utilizza il numero telefonico 112 per allertare automaticamente i servizi di emergenza. Esso indica la posizione esatta per permettere di raggiungere più rapidamente il luogo dell’incidente, salvare vite umane e ridurre la gravità delle lesioni.Il disegno di legge indica ai fabbricanti di autoveicoli ottobre 2015 come termine ultimo per installare i dispositivi “eCall” su tutti i nuovi modelli di auto e furgoni leggeri. Tuttavia, per soddisfare la richiesta delle industrie di concedere più tempo per sviluppare e testare il sistema, i deputati hanno concesso la possibilità di posticipare il termine stabilito.
Trasmettere i dati rilevanti per le operazioni di soccorso, ma non per la tracciabilitàNel disegno di legge, i deputati sottolineano la questione della protezione dei dati per garantire che i veicoli munti di sistema eCall non siano tracciabili o soggetti a un controllo costante.
Quando una chiamata di emergenza è inoltrata in seguito a un incidente stradale, i dati automaticamente inviati ai centri di emergenza dovrebbero essere limitati al tipo di attivazione, alla classe del veicolo, al tipo di combustibile utilizzato, al momento dell’incidente, alla posizione esatta del veicolo, alla direzione di viaggio e al numero di cinture di sicurezza allacciate, dice un emendamento approvato dal Parlamento.

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Tabacco: avvertenze ingrandite, aromi vietati, e-sigarette regolate

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 ottobre 2013

Un disegno di legge per rendere i prodotti del tabacco meno attraenti per i giovani ha ricevuto martedì il sostegno del Parlamento. Secondo i deputati, le avvertenze sanitarie dovrebbero coprire il 65% di ogni pacchetto, le sigarette fruttate o al mentolo e le confezioni con meno di 20 sigarette dovrebbero essere vietate, mentre le sigarette elettroniche dovrebbero essere trattate come medicinali solo nel caso siano presentate come aventi proprietà curative.”Sappiamo che si tratta di bambini, non di adulti, che iniziano a fumare. E nonostante la tendenza al ribasso nella maggior parte degli stati membri dei fumatori adulti, i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano preoccupanti tendenze al rialzo in un certo numero dei nostri stati membri per i giovani fumatori”, ha detto relatrice Linda McAvan (S & D, UK). “Dobbiamo fermare le aziende produttrici di tabacco che rivolgono ai giovani una serie di prodotti ingannevoli e dobbiamo fare in modo che i pacchetti di sigarette abbiano avvertimenti efficaci. In Canada, le grandi avvertenze illustrate sono state introdotte nel 2001 e il fumo nei giovani è dimezzato”, ha aggiunto.
In base alla legislazione vigente in materia di avvertenze sanitarie, per i pacchetti di sigarette almeno il 30% della parte anteriore della confezione e il 40% posteriore deve essere riservato per le informazioni sanitarie. I deputati vogliono aumentarne la superficie al 65% e far apparire la marca sempre sul fondo della confezione. Inoltre, i pacchetti di meno di 20 sigarette dovrebbero essere banditi, affermano i deputati.L’Aula ha regolato la vendita delle sigarette elettroniche. Tali prodotti dovrebbero: non superare i 30 mg/l di nicotina, contenere le avvertenze sanitarie, essere vietati ai minori di 18 anni e soggetti alle stesse restrizioni sulla pubblicità esistenti per i prodotti di tabacco. I deputati non hanno invece chiesto che la sigaretta elettronica sia sempre sottoposta alla legislazione europea sui medicinali: l’obbligo di autorizzazione preventiva scatta solo qualora il prodotto sia presentato come avente proprietà curative o preventive.
I deputati europei si sono opposti all’uso di additivi e aromi nel tabacco poiché rendono il prodotto più attraente. L’uso degli aromi, mentolo incluso, dovrebbe essere proibito, chiedono i deputati. Gli additivi essenziali nella produzione, quali lo zucchero, saranno consentiti, cosi come altre sostanze che sono state incluse in un elenco che ne determina anche le concentrazioni specifiche. Per ottenere l’autorizzazione per un additivo, i produttori dovrebbero presentare una domanda alla Commissione.Per ridurre il numero dei prodotti del tabacco illeciti immessi sul mercato, gli Stati membri dovrebbero garantire che le unità di pacchetti e gli imballaggi di trasporto siano identificati da un contrassegno per tracciarne il percorso di spedizione dal primo produttore al dettagliante, sostengono gli eurodeputati.Dodici anni dopo l’entrata in vigore della presente direttiva, il fumo rimane la principale causa di morte che può essere evitata e sono circa 700.000 le persone che ne muoiono ogni anno. Grazie alle misure adottate nel corso degli anni per ridurre il numero dei fumatori, il tasso di morte è passato dal 40% nell’UE a 15 del 2002 al 28% nell’UE a 27 nel 2012.Il progetto di legge è stato adottato con 560 voti a favore, 92 astensioni e 32 contrari. L’Aula ha conferito alla relatrice un mandato per cominciare i negoziati con il Consiglio.Una volta approvata definitivamente la legislazione, gli Stati membri avranno 18 mesi dalla sua entrata in vigore per tradurre la direttiva nel diritto nazionale e 36 mesi per le disposizioni di additivi. I prodotti del tabacco non conformi alla direttiva saranno ammessi sul mercato per 24 mesi, 36 mesi nel caso delle sigarette elettroniche.

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Direttiva Ue per i pagamenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 ottobre 2011

Cassa Depositi E Prestiti

Image by Matthewbrandonmiller via Flickr

La Commissione Bilancio della Camera ha cancellato, con il parere della maggioranza, la Direttiva 2011/7/Ue sui ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali, inserita nella legge comunitaria 2011. Inutile dire che si tratta di un atto gravissimo, contro il quale ci siamo opposti, che avrà effetti devastanti sulla sorte di moltissime imprese di medie e piccole dimensioni”. E’ quanto afferma, in una nota, Renato Cambursano, capogruppo Idv in Commissione Bilancio alla Camera.
“La Direttiva – prosegue Cambursano – della quale solo ieri il commissario Tajani si vantava, prevede l’obbligo, anche per il nostro Paese, che il pagamento delle transazioni commerciali tra imprese avvenga entro i 60 giorni successivi all’emissioni delle relative fatture con riconoscimento dei relativi interessi. Per quanto riguarda le transazioni fra imprese e pubbliche amministrazioni poi, la direttiva prevede che il pagamento delle fatture avvenga entra 30 giorni e che vengano riconosciuti i dovuti interessi. I debiti delle Pubbliche Amministrazioni ammontano a circa 70 miliardi. Una situazione che sta mettendo in gravi difficoltà una miriade di piccole e medie imprese che, schiacciate dai debiti, rischiano il fallimento”. Ancora: “Il 15 febbraio scorso ho presentato una proposta di legge con la quale prevedevo l’istituzione di un fondo per consentire alla Cassa Depositi e Prestiti di anticipare il pagamento dei crediti vantati dalle piccole e medie imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione. E proprio ieri il vicepresidente della Commissione Europea, l’on. Tajani, del gruppo Ppe-Pdl, a un’assemblea nazionale degli imprenditori, davanti alla Marcegaglia, ha ricordato di aver inviato una lettera ufficiale al presidente del Consiglio, al ministro dell’Economia e a quello dello Sviluppo Economico, per sollecitare il governo ad anticipare al primo gennaio 2012, anziché al 16 marzo 2013, l’effettiva efficacia della Direttiva Comunitaria citata. Come al solito siamo agli annunci ai quali non fanno seguito i fatti”.

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Immigrazione: direttiva rimpatri

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

In occasione della discussione parlamentare, iniziata alla Camera, sulla conversione del decreto legge per il recepimento della Direttiva recante norme e procedure comuni sul rimpatrio degli stranieri il cui soggiorno e’ irregolare (c.d. “Direttiva Rimpatri”), l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) raccomanda di mantenere o introdurre disposizioni più favorevoli alle persone interessate, nel rispetto degli obblighi internazionali sui diritti umani e sull’asilo. L’UNHCR valuta positivamente l’introduzione nell’ordinamento italiano, nel contesto del recepimento della Direttiva Rimpatri, del rimpatrio volontario assistito cui possono accedere anche persone in situazione irregolare e persone colpite da provvedimento di respingimento o espulsione. Desta invece forte preoccupazione l’estensione della durata massima del trattenimento nei centri di identificazione ed espulsione (cie) fino a 18 mesi, senza che siano previsti un rafforzamento delle garanzie e dei diritti dei soggetti trattenuti, né un adeguamento delle condizioni dei cie e dei relativi servizi. Pertanto, l’UNHCR raccomanda di limitare la durata massima del periodo di trattenimento e, in ogni caso, di prevedere maggiori garanzie per le persone trattenute. In particolare, come previsto dalla Direttiva, si sollecita il rilascio immediato nel caso in cui il trattenimento non sia giustificato in assenza di ragionevoli prospettive di eseguire l’allontanamento. Inoltre, l’Alto Commissariato sostiene con forza l’introduzione di un esplicito riferimento al principio di non respingimento (non-refoulement), richiamato dalla Direttiva stessa in diversi punti. Per quanto concerne il divieto di reingresso nel territorio nazionale, applicato al momento dell’avvenuta espulsione, la Direttiva Rimpatri stabilisce che esso non debba pregiudicare per il futuro la possibilità di chiedere asilo. Pertanto, l’UNHCR ritiene essenziale prevedere misure che garantiscano ai richiedenti asilo l’accesso al territorio ed alla relativa procedura di riconoscimento, in particolare nel caso in cui un individuo diventi bisognoso di protezione internazionale a causa di sopravvenuti cambiamenti della situazione personale o del paese di provenienza. Infine, l’UNHCR raccomanda che i principi normativi e le garanzie introdotte dalla Direttiva Rimpatri siano rispettati per qualsiasi provvedimento di allontanamento dal territorio, quindi anche nell’ambito delle procedure di respingimento realizzate in frontiera.

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Nuova direttiva giocattoli

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2011

La Corte di Cassazione ha pubblicato una relazione sulle disposizioni rilevanti per il settore penale derivanti dal d.lgs. 54/2011, che ha dato attuazione alla direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli. Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” le differenze tra il nuovo decreto e il precedente (decreto leg.vo n. 313 del 27 settembre 1991, che recepiva la direttiva 88/378/CEE) sono ampie e numerose. Ma non si tratta solo di differenze “quantitative”. Basti pensare che la parte che il nuovo decreto dedica ai giochi “gustativi” ed “olfattivi” è totalmente assente nel vecchio testo. Il D. Lgs. 11 aprile 2011, n. 54, reca l’ “Attuazione della direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli” (G.U. n. 96 del 27 aprile 2011). Il testo, composto di trentacinque articoli e di cinque allegati, non entrerà in vigore dopo il consueto periodo di vacatio legis, ma quasi del tutto in data 20 luglio 2011, in base alla previsione dell’art. 33.1 Il nuovo decreto legislativo reca, infatti, norme di attuazione della direttiva 2009/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2009 sulla sicurezza dei giocattoli che, a decorrere dal 20 luglio 2011, andrà ad abrogare la direttiva 88/378/CE, recepita con il vigente D.Lgs. 27 settembre 1991, n. 313 che, per espressa previsione dell’art. 33 del D.Lgs. n. 54 del 2011, e’ abrogato a decorrere dal 20 luglio 2011.La direttiva 2009/48/CE presenta numerosi aspetti innovativi.
Tra le principali novità relative all’aggiornamento e al completamento dei requisiti di sicurezza per fronteggiare nuove problematiche connesse al progresso tecnologico, si segnala la particolare attenzione all’impiego delle sostanze chimiche presenti nei giocattoli, che devono essere conformi alla normativa comunitaria sui prodotti chimici (compreso il Reg. n. 1907/2006 – REACH) e l’introduzione di norme specifiche per le sostanze pericolose, in particolare classificate come cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione (CMR), nonché per le sostanze allergeniche e taluni metalli, al fine di garantire un elevato livello di protezione dei bambini da rischi causati dalla presenza di tali sostanze nei giocattoli.
Le proprietà chimiche che debbono possedere i giocattoli venduti nell’Unione europea sono descritte nell’allegato II della direttiva.
La revisione concerne anche le proprietà elettriche e fisico–meccaniche dei giocattoli, che per poter essere posti in commercio dovranno essere realizzati in modo di prevenire il rischio di asfissia che dovrà essere scongiurato indistintamente per tutti i piccoli utilizzatori.
Sarà infatti vietata la vendita di giocattoli che potenzialmente possano causare soffocamento indipendentemente dall’età.
Inoltre la direttiva integra gli attuali obblighi di chiarezza e leggibilità nelle indicazioni da apporre sui giocattoli con ulteriori precisazioni che evidenzino restrizioni relative agli utilizzatori.
Infine nella nuova direttiva sono contenute disposizioni relative ai giocattoli contenuti in prodotti alimentari, per i quali si introduce il nuovo requisito della separazione dall’alimento mediante opportuno imballaggio, nonché il divieto di commercializzazione di giocattoli legati indissolubilmente all’alimento tanto da richiederne il consumo per accedere al giocattolo stesso.

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