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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘dirigenti scolastici’

Scuola: Per Udir è assurdo chiedere le impronte digitali ai dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

Udir già a gennaio aveva presentato un emendamento al Decreto Concretezza in cui si chiedeva l’esclusione dell’Area e del Comparto Istruzione e Ricerca dai sistemi di verifica biometrica dell’identità e video sorveglianza degli accessi. Come riporta la stampa specializzata, adesso la misura viene prevista per i dirigenti scolastici, a dimostrazione del fatto che non si ha ben chiara la modalità di lavoro dei presidi, così come della quantità di lavoro che gli stessi svolgono quotidianamente. Marcello Pacifico (Udir): Eravamo dispiaciuti qualche mese fa del fatto che il ministro Bongiorno non avesse voluto escludere del tutto la scuola italiana dal provvedimento sulle impronte digitali, poiché abbiamo più volte segnalato come sia totalmente impossibile assentarsi per i lavoratori della scuola, ma lo siamo ancora di più adesso che leggiamo queste nuove. Di certo, portiamo avanti la nostra battaglia Le presidenze in Italia sono 8mila, articolate in 42mila plessi, alcuni di più di mille alunni, la maggior parte invece di piccole dimensioni e sparsi su più comuni, a decine di chilometri l’uno dall’altro. In questo quadro, va a posizionarsi il DS, che si reca nei vari istituti frequentemente, sia per garantire e sorvegliare, affinché il servizio venga correttamente erogato, che per presiedere gli organi collegiali e le altre attività di programmazione e progetti in essere; infine, è tenuto a spostarsi abitualmente per i necessari e costanti sopralluoghi, poiché, in quanto datore di lavoro, è tenuto alla verifica dell’idoneità dei locali e delle misure di sicurezza adottate.Per non parlare della scuola come istituzione che, per espressa previsione di legge, richiede al dirigente scolastico di interfacciarsi con gli enti locali, gli uffici tecnici, le università e le agenzie formative in genere, i rappresentanti datoriali e dei lavoratori anche per le attività di alternanza scuola lavoro, altre a doversi recare in Tribunale, presso gli uffici periferici dell’INPS, INAIL, l’Agenzia delle Entrate, ecc. Chi scrive certi provvedimenti è informato del fatto che i DS sono i dirigenti con il più alto numero di dipendenti di tutta la PA e che sono unici tra tutti i corrispondenti colleghi di seconda fascia ad organizzare e rispondere di un servizio pubblico destinato giornalmente a mille/duemila cittadini, e che, infine, hanno il maggior quantitativo di responsabilità e di adempimenti amministrativi, ma senza middle management e un adeguato riconoscimento del loro status, ancora discriminato rispetto agli altri?

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Scuola: Concorso Dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 febbraio 2019

Accolte le richieste di Udir di semplificare la nuova procedura per chi supera le prove. Il giovane sindacato nei prossimi giorni pubblicherà le date degli incontri regionali gratuiti per superare l’orale e diventare dirigente. Sì della Camera alla legge di conversione del Decreto Legge semplificazioni, n. 135/2018, e approvazione in via definitiva del provvedimento nel testo licenziato con modificazioni dal Senato. Non ha subito modificazioni, rispetto al testo iniziale, l’art. 10, che prevede la conclusione del concorso per dirigenti scolastici con la prova orale, cassando la fase successiva della formazione e tirocinio, già prevista dal bando. Così facendo l’iter del concorso potrà arrestarsi in tempo utile per le nomine dei vincitori al 1° settembre 2019. Udir, che aveva presentato specifici emendamenti in audizione al Senato, plaude al testo della maggioranza giallo-verde.

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Dirigenti scolastici, a rischio una presidenza su dieci se non passa un emendamento al decreto semplificazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 gennaio 2019

E’ stato proposto dall’opposizione per via della prossima udienza della Consulta prevista il 2 aprile sulla legittimità del corso concorso che ha immesso in ruolo 500 ddss. Risulta necessario sanare la posizione dei ricorrenti contro le procedure concorsuali del 2011 per diventare capo d’istituto, nell’interesse di risolvere il contenzioso pendente presso il giudice delle leggi. L’unico modo per tutelare le immissioni in ruolo dei presidi assunti non è certo quello di pensare una nuova procedura riservata, magari con accesso diretto all’orale. A questo punto, rimane sempre più in bilico la posizione dei 500 nuovi dirigenti assunti a seguito delle procedure riservate disposte dal D. M. n. 499 del 20 luglio 2015. Marcello Pacifico (Anief-Udir): In questo modo si va a ledere l’uguaglianza di trattamento e si va a complicare ancora di più il già alto numero di istituti senza dirigente scolastico e assegnati in reggenza. Se si vuole evitare il rischio della bocciatura dalla Consulta, l’unica soluzione da attuare rimane l’approvazione degli emendamenti presentati dell’opposizione.
Il Parlamento potrebbe risolvere l’annosa vicenda dei ricorrenti al Concorso 2011 per Dirigente Scolastico, estendendo la procedura riservata, e facendo cadere le differenze di trattamento sancite dalla norma sotto scrutinio: i commi da 87 a 90, che hanno previsto la possibilità solo per alcune categorie di concorrenti delle procedure concorsuali 2004, 2006 e 2011, di partecipare a una procedura riservata. Si chiede, quindi, di non adottare decisioni pilastesche che possano compromettere pure l’assunzione di circa 500 nuovi dirigenti, disposta a seguito delle procedure riservate disposte dal D. M. n. 499 del 20 luglio 2015.Quella strada, decisa durante la precedente legislatura, ha infatti portato ad una palese disparità di trattamento nei confronti dei ricorrenti al bando del 2011 consentendo l’immissione nei ruoli dei dirigenti scolastici, previa procedura riservata, ai soli ricorrenti delle procedure concorsuali 2004 e 2006 e ai quei candidati che pure avevano ottenuto una sentenza favorevole almeno nel primo grado di giudizio alla data di entrata in vigore della legge 107/2015.È possibilista Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e Udir: “Ci aspettiamo che a dirimere la questione, anziché le aule di giustizia, sia il Parlamento, attraverso l’indizione di una soluzione di accesso ai corsi formativi analoga a quella già approvata per rispettare il principio di uguaglianza e salvaguardare realmente la posizione dei presidi già assunti. A questo punto, appare opportuno più che mai approvare gli emendamenti (10.4, 10.10, 10.11, 10.12), come già ribadito, presentati dai senatori dell’opposizione (Forza Italia, Liberi e Uguali, Fratelli d’Italia) Luigi Vitali, Roberto Berardi, Dario Damiani, Alessandrina Lonardo, Loredana De Petris, Vasco Errani, Pietro Grasso, Francesco Laforgia: la loro azione è atta a tutelare la nomina in ruolo dei 500 dirigenti scolastici che hanno superato l’iter concorsuale riservato di cui alla legge 107/2015 e la partecipazione di tutti gli altri ricorrenti avverso il bando del 2011 che si sono rivolti alla Consulta. La soluzione, che metterebbe un freno al potenziale contenzioso, passa per l’approvazione dell’emendamento che ripristinerebbe la giustizia prima del pronunciamento della Consulta tra qualche mese.

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Scuola: Selezione dei dirigenti scolastici da destinare all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

Udir informa che sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 gennaio 2019 è stato pubblicato il bando per la “Selezione dei dirigenti scolastici da destinare all’estero” (Decreto n. 2020): infatti il Miur ha indetto un concorso pubblico, per titoli e colloquio, che porterà all’assunzione di DS da destinare all’estero. Il colloquio, obbligatorio, è comprensivo dell’accertamento linguistico. La domanda va inviata per via telematica, attraverso il sistema POLIS, dalle ore 9.00 del 12 gennaio 2019 fino alle ore 23.59 del 28 gennaio 2019.Alla selezione possono partecipare i DS delle “istituzioni scolastiche ed educative statali assunti con contratto a tempo indeterminato che all’atto della domanda abbiano maturato, dopo il periodo di prova, un servizio effettivo di almeno tre anni in territorio metropolitano nel ruolo di appartenenza”. Ai fini del bando, l’anno scolastico in corso non viene conteggiato. È necessario avere una certificazione linguistica non inferiore al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento (QCER) per le aree linguistiche: inglese, francese, tedesco e spagnolo – la laurea magistrale in lingua è considerata corrispondente al livello C1. Bisogna aver partecipato anche ad attività formative, organizzate da soggetti accreditati dal Miur, su tematiche afferenti all’intercultura, all’internazionalizzazione o al management. Non sono ammessi alla selezione coloro che nell’arco dell’intera carriera abbiano già svolto due periodi all’estero ciascuno dei quali di sei anni scolastici consecutivi, inclusi gli anni in cui ha luogo l’effettiva assunzione in servizio, e i due periodi non siano separati da almeno sei anni scolastici di effettivo servizio nel territorio nazionale e coloro che non possano assicurare alla data di pubblicazione della procedura di selezione a normativa vigente la permanenza in servizio all’estero per sei anni scolastici a decorrere dal 2019/2020. Di anno in anno, in occasione dell’individuazione dei candidati per la destinazione all’estero, saranno successivamente depennati dalla graduatoria coloro che non potranno assicurare la permanenza all’estero per i successivi sei anni. Per essere ammessi al colloquio bisogna totalizzare 25 punti nella valutazione dei titoli culturali, di servizio e professionali; la valutazione finale sarà espressa in centesimi.

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Scuola: Equo trattamento dei dirigenti scolastici rispetto agli altri dirigenti

Posted by fidest press agency su sabato, 29 dicembre 2018

Il giovane sindacato, che da due anni lotta a fianco dei DS per i loro diritti, è pronto per uno nuovo ricco di attività, atte al superamento delle problematiche legate alla categoria. Se una parte, infatti, i dirigenti scolastici sono oberati dal lavoro che portano avanti, instancabilmente, ogni giorno, dall’altro devono fare i conti con un sistema che a volte si dimentica di valorizzare il loro ruolo e la delicatissima posizione che ricoprono. Udir continua a impegnarsi per i capi d’istituto, anche attraverso vari emendamenti presentati di recente, e parallelamente si appresta a tornare in campo, visitando le scuole italiane dove sta portando, dall’inizio dell’anno scolastico, le Giornate di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali.Una cosa è certa: passano i mesi, i sindacati rappresentativi accolgono con plauso le apparenti conquiste, ma le problematiche inerenti alla professione dei dirigenti scolastici non danno segnali di risoluzione. Infatti, il Governo ha negato la perequazione dal 2016, l’adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale dal 2019 e degli stipendi all’inflazione e ci si chiede: ma gli aumenti che fine hanno fatto? Il sindacato aveva già denunciato la riduzione delle risorse da destinare ai dirigenti scolastici, con il Fondo di categoria ridimensionato della metà in due anni; inoltre, se Udir accoglie con favore il comma 1 dell’art. 10 del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, che semplifica le procedure d’assunzione per i candidati che hanno superato le prove dell’ultimo concorso per dirigenti scolastici indetto per il 2017, crede opportuno versare nel FUN i 16,52 milioni di risparmi previsti al comma 2 per evitare questo vistoso decremento delle retribuzioni, al netto dell’esito del contenzioso seriale presso il tribunale del lavoro per il ripristino del versamento della RIA dei presidi andati in quiescenza dal 1 settembre 2012, a far fede dall’a. s. 2015/2016.Udir ricorda come sia ancora possibile ricorrere in tribunale per recuperare le somme non corrisposte.

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Scuola: Legge di Stabilità: pacco amaro per i dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 dicembre 2018

Con l’accordo degli altri sindacati, il Governo nega la perequazione dal 2016, l’adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale dal 2019 e degli stipendi all’inflazione, mentre potrebbero scomparire chiamata diretta, organico in rete, ambiti territoriali. Ancora una volta presidi sotto mirino. Marcello Pacifico (Udir): Altro che aumenti, qui tutti rischiano di voler tornare a fare i docenti. Il sindacato, nell’augurare Buone Feste, dà appuntamento al nuovo anno con le Giornate di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali.Sta per concludersi l’anno in corso e Udir, giovane sindacato a fianco dei DS, ricorda come sia stato un anno fatto di battaglie, affinché la categoria si riappropri del proprio status e del giusto riconoscimento. Infatti, alla luce del Contratto, Udir ha lanciato l’allarme circa la riduzione delle risorse da destinare ai dirigenti scolastici, con il Fondo di categoria ridimensionato della metà in due anni. Con sempre maggiori responsabilità, sia civili che penali, e più istituti da dirigere, a causa anche del fenomeno della reggenza, i dirigenti scolastici in servizio, circa 6.500 al netto degli ultimi pensionamenti, devono fare i conti anche con continui tagli: come retribuzione di risultato per il solo effetto della decurtazione dei 10 milioni di euro rispetto all’anno precedente, avranno un assegno ridotto di 1.538 lordi al netto degli aumenti contrattuali disposti con il CCNL 2016-2018 d’area. Il sindacato non depone di certo le armi e continua a cercare soluzioni certe: se Udir accoglie con favore il comma 1 dell’art. 10 del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, che semplifica le procedure d’assunzione per i candidati che hanno superato le prove dell’ultimo concorso per dirigenti scolastici indetto per il 2017, ritiene, di contro, opportuno che siano versati nel FUN i 16,52 milioni di risparmi previsti al comma 2 per evitare questo vistoso decremento delle retribuzioni, al netto dell’esito del contenzioso seriale presso il tribunale del lavoro per il ripristino del versamento della RIA dei presidi andati in quiescenza dal 1 settembre 2012, a far fede dall’a. s. 2015/2016.
Marcello Pacifico, presidente nazione Udir, afferma come sia poco chiara la soddisfazione dei sindacati rappresentativi: “Davvero abbiamo difficoltà serie nell’intendere i toni entusiastici. A noi la musica sembra ben diversa. Conti alla mano, altro che aumenti: qui tutti rischiano di voler tornare a fare i docenti. Invitiamo i dirigenti scolastici a ricorrere presso i tribunali, dove certamente potranno ottenere quanto negato. Nell’augurare a tutti serene e buone feste, vi diamo appuntamento ai prossimi seminari firmati Udir, ancora in giro per gli istituti italiani, con l’intento di cambiare in meglio il sistema scolastico”.

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Concorso dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 dicembre 2018

Saranno dichiarati vincitori tutti i primi 2.900 candidati che supereranno le prove scritte e orali dopo la valutazione dei titoli. E verranno assunti dal 1° settembre 2018, in 2.425, come da decreto autorizzatorio. Giallo sulla cancellazione del corso-concorso per la cattiva scrittura della norma e sulla sorte del contenzioso pendente presso la Consulta e dei 440 presidi già assunti. Anief presenterà al giudice delle leggi istanza di discussione urgente del ricorso e chiede al Governo un emendamento per risolvere la questione dei ricorrenti 2011 rimasti esclusi dal corso sanatoria.

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Dirigenti scolastici: News sulla firma del contratto

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Come noto, è di queste ore la notizia della firma del contratto dei DS: Udir, alla luce dell’analisi dei dati noti, afferma che l’equiparazione dei 9 mila euro di differenza tra la retribuzione di posizione parte fissa tra le diverse aree della dirigenza confluita nell’area dell’istruzione e della ricerca ci sarà dal 2020. Rilanciando i suoi ricorsi, che portano realmente al recupero delle somme spettanti, si appresta a incontrare i dirigenti scolastici a Rende, il 17 dicembre, per un seminario formativo e informativo.

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Dirigenti scolastici, mancano in 2 mila scuole

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Il Governo ha accolto un importante ordine del giorno, che lo impegna a risolvere la vicenda dei ricorrenti al Concorso 2011 per Dirigente Scolastico attraverso l’avvio di una procedura riservata: la raccomandazione accolta dalla Camera è dell’on. Mauro D’Attis, di Forza Italia, che ha portato in Aula la questione dell’esclusione dei tanti docenti che nel 2011 avevano partecipato al concorso per dirigente scolastico ma sono stati esclusi in modo illegittimo, collegandola alla carenza dei presidi in Italia che ha raggiunto le 2 mila unità. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’uguaglianza di trattamento non si può ledere, perché per le procedure passate la soluzione fu accordata. Anief presenterà al Senato emendamenti in merito attraverso la legge di stabilità.

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Dirigenti scolastici: MEF non autorizza il Fun per l’anno in corso e si rinvia la trattativa per la firma del contratto

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

Udir lo aveva annunciato da tempo: non si può pretendere, dopo dieci anni di blocco e un’infrazione salita di 12 punti, in presenza di una sperequazione marcata da presidi e nuovi DS assunti dopo il 2001, e tra dirigenti scolastici e della ricerca e dell’Università confluiti nella stessa area dal 2016, di far firmare un contratto su sanzioni disciplinari, assenze e ferie quando la parte economica è fondamentale. Il giovane sindacato ricorda anche che il recente decreto concretezza all’articolo 3 sconfessa quanto da sempre sostenuto dal MEF sulla necessità di bloccare il salario accessorio dei dirigenti insieme al tabellare. Conseguenza della conversione in legge della norma per lo studio legale sarebbe il diretto versamento dei dirigenti andati in quiescenza dal 1 settembre 2012 nel Fun di quest’anno che non si riesce a quantificare. Sarà questa la ragione del blocco? L’alternativa è il ricorso in tribunale per avere giustizia.

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Decreto concretezza: Udir chiede di ripristinare il FUN del salario accessorio dei dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

Lo stesso risulta di un terzo tagliato negli ultimi sette anni, anche per effetto del mancato versamento della RIA dei presidi andati in quiescenza. Ad ogni modo, dal 2019 la situazione deve cambiare per non impoverire più dei professionisti dello Stato che sono pagati già meno degli altri dirigenti e degli stessi ex presidi che svolgono il loro medesimo lavoro. In caso contrario dovremo far partire i ricorsi annunciati al tribunale del lavoro per ottenere giustizia e quanto dovuto.
Il presidente nazionale Udir Marcello Pacifico ha presentato una memoria all’XI Commissione del Senato commentando gli interventi da apportare attraverso il decreto Concretezza, collegato alla legge di Stabilità, il DDL S. 920. Infatti, “Articolo 3 e salario accessorio”, sull’adeguamento dei “fondi destinati al trattamento economico accessorio si valuta positivamente quanto previsto dalla norma che pone, finalmente, chiarezza rispetto al divieto prescritto dal decreto legislativo n. 75/17”. Ma “si chiede di applicarla anche per l’ormai trascorsa stagione contrattuale 2016/18 con una particolare attenzione alla ricostituzione del FUN dei dirigenti scolastici rispetto al versamento della RIA andati in pensione dal 1settembre 2015”. Inoltre “lo sblocco del salario accessorio deve essere accompagnato da una nuova regola nel settore pubblico che in analogia a quando deciso dalle parti negoziali nel settore privato porti al salario minimo dei dipendenti pubblici ancorato all’inflazione. Tale norma, peraltro, appare alla base dell’intervento previsto nel disegno di legge di stabilità che sblocca dal 2019 l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale”.Udir, quindi, chiede finalmente l’adeguato riconoscimento, anche economico, per una categoria che di fatto continua a sobbarcarsi importanti responsabilità, più gravose spesse volte di quelle che hanno gli altri dirigenti dell’amministrazione pubblica, ma sempre con una retribuzione non equa. Il giovane sindacato lancia nuovamente il suo appello: in caso di ulteriore silenzio, si dice pronto ad adire le vie legali.

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Contratto dirigenti scolastici: il 28 novembre forse la firma

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

Dai resoconti sindacali dell’ultimo incontro Aran, pare che il 28 novembre ci potrebbe essere la firma del contratto, perché l’Aran ha accettato la richiesta dei sindacati: la perequazione sulla retribuzione di posizione/quota fissa da subito, a partire dal 2018. Le risorse per la retribuzione fissa, i 96 milioni della Legge di Bilancio, vanno a regime nel 2020: si tratta quindi di assicurarsene l’utilizzo per intero già nell’ambito di questo contratto.Il problema è: dove reperire le risorse che mancano, in attesa che si arrivi al 2020? A questo punto subentra il MIUR che deve quantificare il FUN 2017/2018 e 2018/2019 e certificare lo “storno” di una parte delle risorse oggi utilizzate per la retribuzione variabile ed accessoria, spostandole sulla retribuzione di posizione/quota fissa.
Questo discorso vale per la retribuzione fissa, ma, come abbiamo più volte sottolineato, la retribuzione variabile e accessoria in questo contratto non esiste e il silenzio dei sindacati è assordante. Sembra che tutte le finestre siano chiuse, ma il contratto almeno di una cosa si dovrà occupare: la costituzione del FUN per tutto l’arco della vigenza contrattuale ed oltre, a partire quindi dall’anno scolastico 2015/2016 fino a quello 2020/2021, dato che gli ultimi stanziamenti della Legge di Bilancio riguardano l’anno 2020. Bisogna ricordare che l’importo della retribuzione di posizione/quota fissa viene deciso dal CCNL, ma il pagamento avviene per il tramite del FUN, per cui inevitabilmente nel contratto bisognerà parlare almeno delle nuove risorse da conferire al FUN dei diversi anni scolastici.
Ma secondo Udir i sindacati devono battere su un punto: riportare la determinazione del FUN nell’ambito della contrattazione integrativa nazionale, come era nei primi due contratti, in modo da evitare le sorprese che il MIUR e il MEF ci hanno riservato negli ultimi anni. Ma a quanto deve ammontare il FUN, a partire dall’a.s. 2015/2016? Per capire di cosa stiamo parlando, facciamo riferimento all’Intesa del 30 settembre 2010 stipulata in applicazione del CCNL 2006/2009; riprendiamo la tabella analitica che costituisce il FUN relativo all’a.s. 20102011 nella forma di una sommatoria di tutto quanto è entrato nel Fun a varie riprese.
In sintesi, Udir chiede ai sindacati di firmare un contratto che accetti o avalli i tagli del MEF/MIUR, perché si andrebbe a legittimare quelli che ad oggi sono tagli unilaterali operati illegittimamente. Nell’attesa dunque di avere un contratto che renda giustizia all’operato dei dirigenti scolastici, il sindacato invita a ricorrere per ottenere in tribunale quanto dovuto.

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Dirigenti scolastici: Udir presenta la sua piattaforma per il rinnovo del CCNL 2016/18 in dieci punti

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 novembre 2018

Organici, reggenze, dimensionamento, concorsi riservati e ordinari, mobilità, formazione e bornout, sicurezza, valutazione, retribuzione e Fun, Ria e perequazione esterna: sono questi i temi affrontati dal giovane sindacato che ha messo la dirigenza della scuola, con la proposta di diversi emendamenti che ha chiesto di presentare all’Atto della Camera 1334 in discussione in questo momento presso la V Commissione Bilancio, al centro del dibattito parlamentare sulla nuova Legge di stabilità 2019 e che ora vuole mettere all’attenzione dei soggetti convocati al tavolo negoziale, dopo l’incontro della Confedir con il ministro Bongiorno in cui si è confrontato sull’aspetto della contrattazione nella pubblica amministrazione, nell’ottica di un incremento costante. Il sindacato, sempre dalla parte dei DS, ha in queste ore predisposto una piattaforma contrattuale dirigenti scolastici 2016/18, con una premessa rivolta a delineare il ruolo dei DS. Udir, infatti, nasce allo scopo di porre la giusta attenzione sulla categoria dei dirigenti scolastici, inquadrati già nella dirigenza dello Stato con il D. Lgs. 59/1997. Nell’elaborazione della piattaforma sindacale per il rinnovo del contratto dei DS, Udir è partita dalla considerazione che la funzione dirigenziale si sostanzia nella gestione unitaria delle scuole attraverso un’ampia e proficua relazione con gli Organi collegiali. L’esercizio della funzione dirigenziale deve essere, necessariamente, connotata da legittimi margini di autonomia e da conseguenti poteri esclusivi. La categoria dei Dirigenti Scolastici dal D. Lgs. 59/1997 è stata progressivamente illusa di potere essere assimilata ed equiparata alla dirigenza amministrativa. Udir ritiene, quindi, che sia necessario ridefinire le funzioni del DS all’interno degli Organi collegiali in termini di partecipazione, presidenza ed assunzione di decisioni con corrispondenti responsabilità. L’obiettivo è quello di valorizzare la professionalità del dirigente in un contesto di sostegno e supporto delle prerogative del personale scolastico tutto. Gli obiettivi che si prefigge il giovane sindacato sono:
Riduzione delle reggenze e ripristino di 4 mila presidenze,
Mettere fine a un dimensionamento lontano dalle esigenze del territorio,
Nuovo corso riservato a presidi incaricati e a ricorrenti concorso 2011 per salvare 400 presidente,
Immediata immissione nei ruoli del DS dei candidati vincitori del concorso 2018,
Riconduzione alla parte normativa della mobilità interregionale dei Dirigenti Scolastici; della definizione e dell’aggiornamento delle funzioni dirigenziali e le corrispondenti posizioni; dei criteri di individuazione delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro e stress da lavoro correlato; dei criteri e delle modalità dei procedimenti di valutazione dei Dirigenti Scolastici.
Sulla Sicurezza, riscrittura di una norma specifica sulle responsabilità del DS rispetto al proprietario dell’immobile, sui poteri di spesa e d’integrazione dell’istituzione scolastica,
Sulla Valutazione, si chiede di riportare la valutazione dei dirigenti scolastici nell’alveo contrattuale con la sospensione della direttiva 36/2016 e la valutazione del portfolio nella retribuzione di risultato; definire contrattualmente la correlazione tra esiti della valutazione e la retribuzione di risultato, a parità di risorse uguali per tutte le aree della dirigenza afferenti allo stesso livello,
Sullo Stress da lavoro correlato, risulta necessario organizzare corsi di formazione specifici sul bornout e sullo stress da lavoro correlato sia per quanto concerne l’attività del dirigente scolastico sia la salute del personale scolastico, in particolare dei docenti-
Per la parte retributiva, bisogna versare nel FUN la RIA dei dirigenti andati in quiescenza dal 1 settembre 2012 e ripristinare un terzo delle risorse tagliate al FUN dal 1 settembre 2012,Realizzare la perequazione esterna relativa alla retribuzione di posizione parte fissa dal 1 settembre 2016 tra le diverse ex area della dirigenza confluite nella nuova area dell’istruzione e della ricerca, allineando, comunque, lo stipendio tabellare all’aumento del costo della vita registrato durante il blocco del contratto. Udir si batte anche per introdurre, come da emendamento, il salario minimo garantito nel triennio 2016/2018; infatti, rispetto al blocco contrattuale avvenuto tra il 2008 e il 2016 e la progressiva perdita d’acquisto dei salari dei dipendenti pubblici in contrasto con gli articoli 36 e 39 della Costituzione, si dispone il riallineamento degli stipendi attraverso l’integrale recupero, in percentuale, del tasso di inflazione reale certificato dall’Istat, superiore al 12%.

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Scuola: Sicurezza e responsabilità dei dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 novembre 2018

Udir, sin dalla sua fondazione, si batte affinché la giustizia entri all’interno della scuola: uno dei punti cardini della sua battaglia è la Sicurezza. Il dirigente scolastico ha il compito di garantire la sicurezza all’interno del proprio istituto, tutelando da un lato l’integrità psico-fisica dell’alunno e vigilando dall’altro sui soggetti a cui è demandato il compito di garantire la sicurezza, adottando misure atte a prevenire eventuali rischi all’interno delle istituzioni scolastiche. Ma certamente, come il sindacato ha avuto più volte modo di affermare, sulla testa del DS non possono ricadere colpe di cui non ha responsabilità. Infatti, alla luce delle numerose criticità emerse sul tema della sicurezza a scuola, è inderogabile esentare i dirigenti scolastici italiani da qualsiasi responsabilità, onere civile, amministrativo e penale derivanti dai danni strutturali degli edifici scolastici da loro diretti, laddove abbiano tempestivamente richiesto alle autorità locali proprietarie dell’immobile l’intervento, sia strutturale che di manutenzione, utile ad assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso.L’emendamento si focalizza sull’individuazione del datore di lavoro che risulta essere “il proprietario dell’immobile nel Dirigente tecnico all’uopo individuato, con delega vincolata ad apposito potere di spesa attraverso uno specifico capitolo del bilancio dell’ente locale rappresentato” che risulta anche essere “l’unico responsabile della manutenzione ordinaria e straordinaria dell’Istituzione scolastica, ai sensi dell’art. 18, comma 3, del presente Decreto nonché dell’art. 3, della legge 11 gennaio 1996, n. 23, in attuazione dell’articolo 14, comma 1, lettera i), della legge 8 giugno 1990, n. 142”. Dunque, nel caso di pericolo grave, immediato e imprevedibile, il DS “ha la facoltà di inibire porzioni di spazi didattici sino anche a l’intera Istituzione scolastica ed educativa, senza incorrere in pregiudizio alcuno, in quanto ogni lavoratore deve essere protetto da qualsiasi conseguenza dannosa come sancito all’art. 44 del presente Decreto”: la disposizione va comunicata al Proprietario dell’immobile nonché al Prefetto quale garante della salvaguardia della sicurezza e dell’incolumità”. Per tale suo agire, il DS non può essere sanzionato “per reato d’interdizione di pubblico servizio né le giornate lavorative didatticamente perse devono essere recuperate per il raggiungimento della soglia dei duecento giorni di lezione”. Il proprietario, dal canto suo, “è obbligato ad intervenire repentinamente per dare conferma o rettifica della disposizione presa dal Dirigente Scolastico”.Inoltre, prima di ogni anno scolastico, il proprietario è tenuto, mediante l’Ufficio tecnico preposto, a eseguire sopralluoghi all’interno e all’esterno di ogni plesso scolastico di pertinenza “per verificare le condizioni di fruibilità ed agibilità dei locali ad uso scolastico, relazionando formalmente al Dirigente scolastico e contestualmente certificando il regolare avvio delle attività didattiche nel rispetto delle norme di cui al presente decreto” ed è obbligato alla redazione e all’aggiornamento periodico del “Documento di Valutazione dei Rischi di cui all’art. 28 per tutti i plessi di pertinenza, da trasmettere al Dirigente Scolastico per gli adempimenti consequenziali di vigilanza a salvaguardia dell’utenza e dei fruitori a qualunque titolo”.Dal canto suo, il dirigente scolastico “ha l’obbligo di comunicare i provvedimenti inibitori e interdettivi, di propria competenza, al Proprietario dell’immobile e al Prefetto” e di individuare “un Servizio di prevenzione e protezione idoneo per ogni istituzione rappresentata, nominando tra il proprio personale un numero di addetti e preposti tali da esser sempre presenti in ogni momento di attività didattica lavorativa”. Tale servizio è composto da: “un R.S.P.P. in possesso dei titoli formativi così come sanciti dall’Accordo definito dalla Conferenza Stato Regioni Rep. Atti n. 128 del 7 luglio 2016; un A.S.P.P. interno per ogni plesso operante nella medesima struttura afferente all’Istituzione e distinto dal responsabile di Plesso che è individuato come Preposto; una squadra di addetti antincendio ed una di addetti al primo soccorso entrambe non inferiori a tre per plesso, il cui numero può aumentare a seconda del numero di piani, delle dimensioni della struttura e degli spazi esterni”. Tali figure devono essere individuate tra il personale docente e Ata dell’istituto o all’esterno.

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Scuola: Contratto dirigenti scolastici, si va verso la chiusura al ribasso

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 settembre 2018

C’è un autentico macigno: le risorse non bastano! Servirebbero circa 90 milioni di euro lordo stato, ma in totale sono 72 milioni: ne mancano circa 18. L’unica soluzione è attingere dal FUN 2017/2018 e 2018/2019: le somme andrebbero stornate ed utilizzate per la retribuzione di posizione/quota fissa. Così facendo, ci sarà una riduzione drastica della retribuzione di posizione/quota variabile e della retribuzione di risultato rispetto a quelle oggi vigenti. Nel frattempo entreranno in servizio i vincitori del concorso attualmente in svolgimento: i dirigenti scolastici aumenteranno e la torta andrà divisa tra una platea più ampia rispetto a quella odierna. I sindacati degli ex presidi stanno facendo un’operazione d’immagine, ma la “sostanza” appare posizionata più in basso dell’apparenza. La questione, in definitiva, è: i sindacati hanno intenzione di chiedere al Miur e all’ARN la restituzione dei tagli illegittimi operati negli ultimi anni, almeno a partire dal 1 gennaio 2018? C’è un autentico macigno: le risorse non bastano! Servirebbero circa 90 milioni di euro lordo stato, ma in totale sono 72 milioni: ne mancano circa 18. L’unica soluzione è attingere dal FUN 2017/2018 e 2018/2019: le somme andrebbero stornate ed utilizzate per la retribuzione di posizione/quota fissa. Così facendo, ci sarà una riduzione drastica della retribuzione di posizione/quota variabile e della retribuzione di risultato rispetto a quelle oggi vigenti. Nel frattempo entreranno in servizio i vincitori del concorso attualmente in svolgimento: i dirigenti scolastici aumenteranno e la torta andrà divisa tra una platea più ampia rispetto a quella odierna. I sindacati degli ex presidi stanno facendo un’operazione d’immagine, ma la “sostanza” appare posizionata più in basso dell’apparenza. La questione, in definitiva, è: i sindacati hanno intenzione di chiedere al Miur e all’ARN la restituzione dei tagli illegittimi operati negli ultimi anni, almeno a partire dal 1 gennaio 2018?

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Vaccini: i dirigenti scolastici devono seguire le indicazioni del Governo

Posted by fidest press agency su domenica, 2 settembre 2018

Bisogna accettare la circolare ministeriale: i DS non sono responsabili delle dichiarazioni mendaci delle autocertificazioni dei genitori, ma se non la rispettano saranno passibili di provvedimenti da parte delle autorità competenti. Bene la visione dell’On. Villani: è necessario seguire le direttive del ministero dell’istruzione; infatti, la circolare in questione, modificando solo in parte la norma, non inficia la tutela della salute pubblica ma consentirà ai bambini di frequentare le scuole senza la paura di essere allontanati. Il giovane sindacato si è molto speso per il delicato problema delle vaccinazioni: rispetto alla notizia di uno dei maggiori sindacati della dirigenza scolastica che afferma come i DS non rispetteranno le indicazioni fornite nella circolare Miur-Ministero della Salute, in quanto nella medesima si indica che, in merito all’obbligo vaccinale, sarà sufficiente l’autocertificazione da parte dei genitori, mentre nelle legge Lorenzin era prevista la presentazione della documentazione dell’ASL, Udir sposa in toto il pensiero del portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati, Virginia Villani.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “visto che l’inosservanza della circolare potrà esporre i singoli dirigenti scolastici al rischio di conseguenze sotto il profilo disciplinare, non è certamente nostra intenzione farli inciampare in questo pericolo. Noi siamo per il rispetto della Circolare. Per quanto riguarda poi la problematica degli alunni immunodepressi o non vaccinabili per motivi di salute, come è stato detto, si troverà una soluzione insieme con le famiglie. Il diritto allo studio è sacrosanto come quello alla salute: è possibile tutelarli entrambi, seguendo le direttive”.

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Dirigenti scolastici: il ministro Bussetti pensa a un nuovo dimensionamento per diminuire le reggenze, Udir non ci sta

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

Il Ministro Marco Busseti parla di accorpamenti e riduzione del numero dei dirigenti scolastici. Udir si oppone fermamente: negli ultimi quindici anni sono state ridotte le presidenze di un terzo. Già così dirigere una scuola autonoma, in media con cinque-sei plessi quasi sempre sopra i 150 dipendenti e un migliaio di alunni, è estremamente difficile. Piuttosto che ridurre le sedi bisogna sbloccare le assunzioni con nuovi corsi riservati, per esempio, da estendere anche ai ricorrenti 2011 per evitare il licenziamento dei neo-assunti. Marcello Pacifico (presidente nazionale Udir): Di certo noi non saremo della partita e lotteremo con tutte le nostre forze, affinché la scuola diventi comunità educante, distribuita sul territorio, avvantaggiata dai giusti investimenti e dalla corretta organizzazione. Ci muoveremo sulla base di quello che serve al paese per avere generazioni correttamente istruite. Su questa via da percorrere il Ministro ci troverà sempre al proprio fianco: in caso contrario, continueremo a difendere fino alla fine il diritto dei nostri giovani di avere la scuola che serve e non quella che le briciole dei vari governi permettono di fare.

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Dirigenti scolastici, tra 6 giorni parte il concorso che finirà tra un anno

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

Il 23 luglio si svolgerà la prova preselettiva nazionale, primo atto che entro un anno dovrebbe decidere quali degli oltre 36 mila partecipanti meritano di passare dalla docenza alla dirigenza scolastica. In mezzo, prima che si concludano le operazioni dell’atteso concorso e la formazione degli idonei, per la prima volta condotta dallo stesso Miur, da affrontare un altro anno scolastico. Il quale si caratterizzerà per un numero di reggenze record: alle attuali 1.400 scuole autonome senza capo d’istituto, si aggiungeranno almeno altri 300 pensionamenti, che però non potranno essere coperti con il turn over perché le graduatorie dei vecchi idonei sono nel frattempo pressoché esaurite. Ecco perché sarebbe utile riaprire, col decreto ‘Dignità’, presto all’esame delle Camere per essere convertito in legge, il corso riservato ai ricorrenti della selezione 2011: centinaia di docenti incredibilmente esclusi da una norma della Legge 107/2015 che, nel prevedere la procedura riservata per il reclutamento, vi ha ammesso i ricorrenti del concorso 2004 o quelli del 2011 solo se destinatari di un provvedimento di primo grado favorevole. L’Anief ha chiesto, invece, di estendere l’accesso al concorso riservato a tutti i ricorrenti. Del caso si occuperà la Corte Costituzionale il prossimo 20 novembre
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Ecco perché chiediamo una modifica al Decreto Legge “Dignità”, al fine di ammettere al corso-concorso riservato i ricorrenti del 2011, in modo da neutralizzare pure un eventuale provvedimento che renderebbe illegittima l’assunzione disposta a seguito delle procedure riservate disposte dal D. M. n. 499 del 20 luglio 2015. Ma questa modifica deve giungere subito, prima che la Consulta si pronunci sulla legittimità della legge 107/15 e porti al licenziamento dei 500 dirigenti assunti. L’emendamento che sarà preparato dal nostro ufficio legislativo risolverebbe anche il problema delle reggenze e della mancata copertura delle attuali 1.400 sedi, a cui aggiungerne almeno 300 per effetto dei prossimi pensionamenti. La domanda da porsi, quindi, è solo una: Cui prodest in autunno, trovarsi con una scuola su quattro scoperta? È un’operazione che darebbe giustizia a tanti candidati presidi rimasti fuori senza motivo e scongiurerebbe anche il rischio di lasciare allo sbando migliaia di scuole, che si ritroverebbero con un preside costretto a dividersi tra più istituti autonomi e un alto numero di plessi distanti anche decine e decine di chilometri uno dall’altro.

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A settembre si riparte con 2mila scuole senza preside

Posted by fidest press agency su sabato, 14 luglio 2018

Nel 2019 la situazione migliorerà, ha assicurato il Ministro, grazie al “nuovo concorso sui dirigenti scolastici, che si svolgerà nelle prossime settimane: oltre ad essere un’occasione di sviluppo di carriera per i docenti interessati a svolgere un nuovo ruolo, permetterà di riportare alla normalità i carichi di lavoro di quelli già in servizio”. Anche per l’Anief, ben venga la selezione per nuovi presidi, ma Bussetti ha dimenticato di dire che ci sono 500 dirigenti scolastici che rischiano il licenziamento per colpa di una norma sulla Buona Scuola che ha discriminato tanti colleghi docenti aspiranti allo stesso ruolo superiore: la Legge 107/15 potrebbe avere peccato di illegittimità nel prevedere una procedura riservata per il reclutamento rivolto ai soli ricorrenti del concorso 2004 o a quelli del 2011 se destinatari di un provvedimento di primo grado favorevole. A verificare questa ipotesi, che secondo l’Anief è verosimile, sarà la Corte Costituzionale il prossimo 20 novembre. Per questo motivo Anief chiede una modifica al Decreto Legge “Dignità”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Serve subito un corso-concorso per i ricorrenti 2011, proprio per non rischiare seriamente di travolgere la precedente procedura selettiva attraverso il prossimo parere della Consulta. In questo caso, coprire le 1.700 reggenze attuali, che supereranno quota 2mila a settembre a seguito dei pensionamenti e del mancato turn over, si rivelerà un’operazione inefficace, perché comunque rimarranno da coprire tanti posti che nel frattempo i giudici di rango superiore avranno di nuovo liberato. Noi abbiamo fatto di tutto per evitare che il contenzioso arrivasse alla Consulta, salvaguardando le immissioni in ruolo avvenute senza pregiudicare l’indizione del nuovo concorso, ma i nostri docenti ricorrenti hanno pieno diritto di ottenere una sessione di concorso a loro riservata. Se questo non si farà, ancora una volta la colpa sarà tutta di un’amministrazione centrale che non sa adeguare le norme alle richieste legittime di chi opera nella scuola.

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Dirigenti scolastici: prima di valutarli bisogna pagarli adeguatamente

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 luglio 2018

Non si placa la protesta contro una valutazione del lavoro degli ex presidi che continuano a prendere lo stesso stipendio da dieci anni e che anzi potrebbero prendere la metà degli aumenti degli altri dipendenti pubblici per il 2018, quando per loro dalla legge di Stabilità è stato finanziato un +1,45 rispetto al +3,48 dato agli altri. Marcello Pacifico (presidente nazionale Udir): A queste condizioni per noi è davvero inutile la valutazione: prima di pensare alle pagelle, perché non dare ai dirigenti una retribuzione corrispondente al loro operato? Davvero il ministro spera di risolvere la situazione dei DS in questa maniera? I nostri presidi sono sempre super controllati ma in cambio non ottengono nulla, se non maggiori mansioni e responsabilità: sono carichi di oneri, ma fermi nei loro stipendi. Dunque, prima si pensi davvero a risolvere questo problema.

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