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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘dirigenti scolastici’

Dirigenti scolastici: Firmato il CCNL per gli 8 mila presidi

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

Gli stipendi salgono a luglio a 4.826,13 euro, comprensivi di tabellare, Ivc e parte fissa della retribuzione di risultato. Tutti gli assunti dal 2016 prenderanno 11.046,34 euro di arretrati. Scompare definitivamente l’indennità di dirigenza al 50% dei collaboratori vicari, mentre la perequazione esterna parte a rilento: persi 21.597 euro che si potranno recuperare ricorrendo con Udir al giudice del lavoro. Marcello Pacifico (Udir): Ora siamo pronti a ricorrere anche al Tar contro il Miur per riallineare i Fun e ridistribuire altre 5 mila euro pro capite annui a partire dall’ultimo triennio grazie allo sblocco del salario accessorio.Certamente, dopo un decennio di blocco stipendiale, è ossigeno quello che respirano i dirigenti scolastici in servizio che si vedono lo stipendio tabellare salire da 41.968 euro annui del 2016 a 46.134,81 euro del 2019 e la retribuzione di posizione parte fissa da 3.168,68 euro a 12.365,11 euro per lo stesso periodo, a cui aggiungere fino a 46.134,81 euro di retribuzione di posizione, parte variabile, reggenze e retribuzione di risultato (rispetto a 34.195,86 euro precedenti).Ma resta l’amarezza per la firma di un accordo che ancora una volta discrimina i dirigenti della scuola dai dirigenti Afam e dell’università e della ricerca per lo stesso triennio 2016-2018, perché i presidi prenderanno, comunque 9.196 euro in meno per il 2016, per il 2017 e 6.205 euro in meno per il 2018. Per questo, Udir ha confermato al proprio ufficio legale la volontà già annunciata di impugnare l’articolo 39 del contratto appena firmato dalle altre organizzazioni sindacali. Se l’azione legale avrà successo al giudice del lavoro, i dd.ss. recupereranno altri 22 mila di arretrati.Ma la denuncia del sindacato non si ferma qui, perché dopo l’approvazione della legge 14/2019, il salario accessorio anche dei dirigenti per il triennio 2016/2019 dovrà essere sbloccato, e conseguentemente, riversata la Ria dei presidi andati in quiescenza dal 2012 ad oggi nel Fun. Ciò determina anche un conseguente aggiornamento del Cir firmato per il triennio 2016/2018 per un ammontare di circa ulteriori 5 mila euro a testa per anno. Per questa ragione Udir ha aggiornato il modello di diffida per ricorrere entro un mese al Tar Lazio e avere ragione della rideterminazione del FUN e ottenere le cifre mancanti.Giallo sulla valutazione dei dirigenti, invece, argomento che viene rimandato a uno specifico confronto, mentre i vicari sono abbandonati a loro stessi, perdendo definitivamente quella indennità al 50% di reggenza che fino a dieci anni fa ricevevano.Per Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, “è un accordo che nasce dalla protesta che il nostro giovane sindacato ha portato avanti fin dal sua fondazione, ma che non ci convince perché ancora è lunga la strada della perequazione tra le aree della dirigenza a parità di fascia di complessità.

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Dirigenti scolastici:Lunedì 8 luglio convocati i sindacati per un rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

Per il rinnovo del contratto dei capi d’istituto la lunga attesa è finita. A distanza di quasi un anno e mezzo dalla sottoscrizione contrattuale di docenti e personale Ata, i sindacati dei presidi sono stati convocati all’Aran per la firma definitiva del CCNL 2016/18 dei dirigenti Area Istruzione e Ricerca: la convocazione è stata collocata all’inizio della prossima settimana, lunedì 8 luglio alle ore 17.00. Le cifre che sono state stanziate risultano tuttavia largamente insufficienti. Il sindacato Udir conferma l’intenzione, annunciata da alcune settimane, di ricorrere al giudice per opporsi alla sottoscrizione di un contratto di categoria ingiusto ed economicamente inadeguato: l’obiettivo è far riconoscere ai dirigenti scolastici italiani degli aumenti tali da collocarli finalmente in linea con i compensi percepiti dagli altri dirigenti dello Stato.
Gli incrementi stipendiali previsti per i nostri dirigenti scolastici non sono minimamente sufficienti. A quantificarli, oggi, è la rivista Orizzonte Scuola: corrispondono all’aumento di 154,9 euro lordi al mese, che netti saranno circa 100, per quanto riguarda l’equiparazione della parte fissa, a cui si aggiunge l’aumento di 440 euro provenienti dalla Legge di bilancio riguardanti le risorse fisse, per cui l’aumento dal 2020 sarà di 540 euro al mese.Secondo Udir, quello che si sta sottoscrivendo, è l’ennesimo contratto che non tiene conto della complessità del ruolo della dirigenza di categoria. Mentre i sindacati maggiori si pavoneggeranno per il risultato raggiunto, al dirigente scolastico, che nella migliore delle ipotesi ha oggi da gestire non meno di quattro-cinque sedi, è stata data, tramite il decreto Concretezza, la polpetta avvelenata dell’obbligo della rivelazione biometrica: una disposizione assurda per dei dirigenti che operano non meno di dodici ore al giorno e continuano a percepire la metà dello stipendio di un collega che opera in altre strutture pubbliche, dove peraltro il carico di lavoro e di orario è decisamente inferiore.
“Mediamente – ricorda Marcello Pacifico, presidente Udir – oggi un dirigente scolastico è a capo di moltissimi dipendenti, tra docenti e Ata, e deve gestire migliaia di alunni, con le rispettive famiglie. Inoltre, le responsabilità penali sul fronte della sicurezza – pur non avendo alcun potere di spesa – si sono allargate a macchia d’olio, per non parlare delle competenze moltiplicate, a seguito dell’applicazione della scuola dell’autonomia e dell’adozione dei decreti legislativi della Legge 107 del 2015”.“Gli aumenti che si vanno a sottoscrivere, dopo un lunghissimo periodo di vacanza contrattuale, corrispondono a degli ‘spiccioli’, che non tengono conto di tante indennità né della perequazione esterna: la verità, che nessuno dice tranne Udir, è che ai dirigenti scolastici italiani devono essere assegnati ventimila euro in più all’anno se si vuole davvero parlare di equiparazione agli altri dirigenti dello Stato”, conclude Pacifico.

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Dirigenti scolastici – Bussetti: “A settembre assumeremo i nuovi presidi”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

A proposito del Concorso DS annullato dal Tar, si è espresso il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, che ha affermato: «A settembre assumeremo i nuovi presidi». Infatti, ha chiesto al Consiglio di Stato una sospensiva d’urgenza della sentenza, poiché “l’incompatibilità di tre commissari non può inficiare tutto”. Udir è d’accordo e ribadisce che è stato convocato in audizione il 10 luglio in Consiglio di Stato; infatti il sindacato ha chiesto la sospensione della sentenza di annullamento del concorso
Il ministro Marco Bussetti, intervenuto al Corriere delle Sera, ha dichiarato che farà “di tutto per assumerli, penso a quanto hanno lavorato e studiato per il concorso. Abbiamo presentato l’appello al Consiglio di Stato e chiesto anche la sospensiva di questa sentenza in via di urgenza. Se la nostra richiesta sarà accolta, procederemo ad approvare la graduatoria e ad assumere dal primo settembre i nuovi presidi nelle scuole”. A proposito delle irregolarità che hanno portato all’annullamento, ha affermato che “i commissari autocertificano che non hanno incompatibilità, poi gli uffici ministeriali controllano a campione. A nostro avviso i tre casi rilevati dal Tar non possono invalidare la procedura. Agli uffici Miur risulta che le due commissarie che secondo il Tar avrebbero fatto formazione nell’anno precedente in realtà non hanno svolto alcuna attività incompatibile secondo la disciplina vigente”. Per quanto riguarda la presenza di un sindaco poi, dice che “abbiamo controllato: dalle prime verifiche non risultano candidati residenti nel comune di Alvignano tra i partecipanti al concorso. Dunque verrebbe meno ogni possibilità anche teorica di aver inficiato i risultati”.Udir è d’accordo con le parole di Bussetti: intanto, ricorda, mercoledì 10 luglio il sindacato sarà convocato in audizione in Consiglio di Stato. Alle ore 12 infatti – RG n. 5742/2019 – si discuterà della sospensione degli effetti della pronuncia del Tar Lazio circa l’annullamento del concorso DS. L’avvocato Sergio Galleano, per conto dei ricorrenti iscritti al sindacato, ha notificato il ricorso e ha chiesto un decreto monocratico per sospendere gli effetti della pronuncia del Tar Lazio.Secondo il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, “questo concorso è stato pensato per risolvere molti problemi legati alla dirigenza scolastica, in primis quello della reggenza. Con l’annullamento della procedura concorsuale si andrà a peggiorare la situazione. Noi speriamo che non venga sconvolto l’anno scolastico per demeriti non ascrivibili ai tanti candidati che hanno superato la prova pre-selettiva. Abbiamo fatto di tutto per dare certezze alle famiglie e ai candidati. Siamo fiduciosi e confermiamo la Scuola Estiva a Tivoli, dal 12 al 14 luglio, affinché i DS siano pronti, dal 1° settembre, al nuovo ruolo”.

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Dirigenti scolastici: “Nel contratto manca l’adeguamento alla legge”

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

Nel corso di un’intervista rilasciata a Teleborsa, Marcello Pacifico, presidente nazionale di Udir, giovane sindacato che tutela la categoria dei dirigenti scolastici, ha fatto il punto della situazione sul contratto. Pronto un ricorso al giudice del lavoro.
A breve ci dovrebbe essere la firma del contratto DS. Udir ha più volte sottolineato le criticità. In occasione dell’intervista rilasciata a Teleborsa, il presidente nazionale del giovane sindacato, Marcello Pacifico, ha evidenziato come nel contratto manchino delle parti fondamentali, a partire all’adeguamento “alla legge semplificazione approvata qualche mese fa”.Infatti, il sindacalista ha affermato che la citata legge semplificazione, n. 12 del 11 febbraio 2019, riporta che “il salario accessorio di tutti, anche dei dirigenti scolastici, deve essere sbloccato nel momento in cui si firma un contratto”. In pratica, nell’ipotesi che è stata siglata non c’è traccia del predetto sbocco e “questo comporterà purtroppo che i dirigenti scolastici perderanno dai 6 mila agli 8 mila euro all’anno, poiché nel Fondo Unico Nazionale non verranno versati gli assegni ad personam dei presidi andati in pensione e, quindi, questo porterà meno risorse per i dirigenti scolastici”.Ma Udir ha anche analizzato un altro aspetto, “quello della mancata perequazione piena delle diverse aree dell’istruzione, della ricerca e dell’università confluite nella stessa area della dirigenza a partire dall’anno 2016, che porta a stipendi diversi tra dirigenti che per contratto sono inquadrati nella stessa area. Questo significa altri 8 mila euro in meno al dirigente scolastico”. Dunque con questo contratto i ds perdono 16 mila euro: Udir ha dichiarato quindi che, non appena sarà siglato il contratto, si rivolgerà ai giudici del lavoro per chiedere il giusto riconoscimento della professione.

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Dirigenti scolastici: si arrivi al più presto a una data per la sottoscrizione del contratto

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 maggio 2019

Udir rilancia la richiesta di un gruppo di senatori, della VII Commissione, fatta al ministro Marco Bussetti e alla ministra Giulia Bongiorno, di sapere quale sia l’effettivo stato dell’iter di rinnovo del contratto collettivo nazionale. Marcello Pacifico (Udir): Sono trascorsi 5 mesi. Siamo pronti a impugnarlo.
Ricordiamo che a metà dicembre scorso tra l’Aran e le organizzazioni sindacali rappresentative dell’area dirigenziale istruzione, AFAM, università e ricerca è stata sottoscritta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per il triennio 2016-2018; il precedente contratto collettivo è scaduto, il 31 dicembre 2009. Alla luce di tutto ciò, un gruppo di senatori della VII Commissione ha chiesto, al ministro dell’Istruzione e a quello della PA, quale sia l’effettivo stato dell’iter di rinnovo del contratto collettivo nazionale; quali siano state le ragioni per le quali, dopo oltre 4 mesi dalla sottoscrizione dell’ipotesi di rinnovo del contratto, ancora non si sia potuto procedere alla stipula definitiva e quali dovessero, malauguratamente, ancora permanere; quali passi abbiano finora compiuto i Ministri in indirizzo sia di informativa che di sollecito, tesi a rimuovere i ritardi sicuramente inusuali fin qui maturati; se non ritengano opportuno dare un’indicazione relativa a una data certa per la stipula definitiva del contratto, accompagnata dall’impegno a garantirne il rispetto.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma come “5 mesi rappresentino un lasso di tempo abbastanza ampio che deve necessariamente scaturire in una data in cui procedere con la stipula definitiva del contratto. Un’ulteriore attesa non farebbe che bloccare un iter già di suo in ritardo, visto che il precedente contratto collettivo, relativo al quadriennio 2006-2009, stipulato il 15 luglio 2010, è scaduto il 31 dicembre 2009 e sono trascorsi 9 anni dall’ultimo rinnovo. Ad ogni modo, impegneremo questo contratto, perché non tiene conto dei rilievi normativi introdotti dal decreto legge semplificazioni sullo sblocco del salario accessorio per il triennio contrattuale nella voce specifica della Ria da caricare nel FUN e della completa perequazione della retribuzione di posizione di parte fissa a partire dal 2016”, ha concluso il presidente Pacifico.

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Udir proclama, per il prossimo 17 maggio, lo sciopero dei dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su domenica, 28 aprile 2019

A nulla serve l’intesa raggiunta fra i rappresentanti del governo e alcuni sindacati della scuola, perché impercettibili e vaghi sono stati, nel corso del dialogo fra le parti, i riferimenti alla condizione, sempre più difficile, dei dirigenti scolastici.Per bloccare la mobilitazione servivano ben altri impegni. Ad esempio un auspicabile passo indietro sul fronte delle impronte digitali e delle rilevazioni biometriche per accertare la presenza dei presidi sul luogo di lavoro: mossa inutile, offensiva, anche antieuropea, su cui ha espresso dubbi anche il Garante per la protezione dei dati personali, e che produrrebbe un inutile aggravio per l’erario. Oppure sarebbe stata necessaria qualche mossa più concreta per garantire l’oggettività nei criteri di valutazione per i dirigenti scolastici, o una semplificazione delle procedure di reclutamento, come richiesto anche da Udir, in una recente audizione in Senato.Sono ancora molte le criticità che non sembrano essere state nemmeno sfiorate nel dialogo e nell’intesa raggiunti dal governo e da alcune sigle sindacali del mondo della scuola: dal FUN per lo scorso anno scolastico privo di Ria dei dirigenti andati in pensione alla mancata perequazione interna con le altre aree della dirigenza dal 2016. Oltretutto, nonostante le rassicurazioni verbali, non ci sono risposte sul fronte delle retribuzioni – tema caro al giovane sindacato dei dirigenti scolastici – tanto più che non è all’ordine del giorno l’aggiornamento del DEF a cui poi dovrà riferirsi la prossima legge di stabilità 2020.

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Scuola: Per Udir è assurdo chiedere le impronte digitali ai dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

Udir già a gennaio aveva presentato un emendamento al Decreto Concretezza in cui si chiedeva l’esclusione dell’Area e del Comparto Istruzione e Ricerca dai sistemi di verifica biometrica dell’identità e video sorveglianza degli accessi. Come riporta la stampa specializzata, adesso la misura viene prevista per i dirigenti scolastici, a dimostrazione del fatto che non si ha ben chiara la modalità di lavoro dei presidi, così come della quantità di lavoro che gli stessi svolgono quotidianamente. Marcello Pacifico (Udir): Eravamo dispiaciuti qualche mese fa del fatto che il ministro Bongiorno non avesse voluto escludere del tutto la scuola italiana dal provvedimento sulle impronte digitali, poiché abbiamo più volte segnalato come sia totalmente impossibile assentarsi per i lavoratori della scuola, ma lo siamo ancora di più adesso che leggiamo queste nuove. Di certo, portiamo avanti la nostra battaglia Le presidenze in Italia sono 8mila, articolate in 42mila plessi, alcuni di più di mille alunni, la maggior parte invece di piccole dimensioni e sparsi su più comuni, a decine di chilometri l’uno dall’altro. In questo quadro, va a posizionarsi il DS, che si reca nei vari istituti frequentemente, sia per garantire e sorvegliare, affinché il servizio venga correttamente erogato, che per presiedere gli organi collegiali e le altre attività di programmazione e progetti in essere; infine, è tenuto a spostarsi abitualmente per i necessari e costanti sopralluoghi, poiché, in quanto datore di lavoro, è tenuto alla verifica dell’idoneità dei locali e delle misure di sicurezza adottate.Per non parlare della scuola come istituzione che, per espressa previsione di legge, richiede al dirigente scolastico di interfacciarsi con gli enti locali, gli uffici tecnici, le università e le agenzie formative in genere, i rappresentanti datoriali e dei lavoratori anche per le attività di alternanza scuola lavoro, altre a doversi recare in Tribunale, presso gli uffici periferici dell’INPS, INAIL, l’Agenzia delle Entrate, ecc. Chi scrive certi provvedimenti è informato del fatto che i DS sono i dirigenti con il più alto numero di dipendenti di tutta la PA e che sono unici tra tutti i corrispondenti colleghi di seconda fascia ad organizzare e rispondere di un servizio pubblico destinato giornalmente a mille/duemila cittadini, e che, infine, hanno il maggior quantitativo di responsabilità e di adempimenti amministrativi, ma senza middle management e un adeguato riconoscimento del loro status, ancora discriminato rispetto agli altri?

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Scuola: Concorso Dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 febbraio 2019

Accolte le richieste di Udir di semplificare la nuova procedura per chi supera le prove. Il giovane sindacato nei prossimi giorni pubblicherà le date degli incontri regionali gratuiti per superare l’orale e diventare dirigente. Sì della Camera alla legge di conversione del Decreto Legge semplificazioni, n. 135/2018, e approvazione in via definitiva del provvedimento nel testo licenziato con modificazioni dal Senato. Non ha subito modificazioni, rispetto al testo iniziale, l’art. 10, che prevede la conclusione del concorso per dirigenti scolastici con la prova orale, cassando la fase successiva della formazione e tirocinio, già prevista dal bando. Così facendo l’iter del concorso potrà arrestarsi in tempo utile per le nomine dei vincitori al 1° settembre 2019. Udir, che aveva presentato specifici emendamenti in audizione al Senato, plaude al testo della maggioranza giallo-verde.

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Dirigenti scolastici, a rischio una presidenza su dieci se non passa un emendamento al decreto semplificazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 gennaio 2019

E’ stato proposto dall’opposizione per via della prossima udienza della Consulta prevista il 2 aprile sulla legittimità del corso concorso che ha immesso in ruolo 500 ddss. Risulta necessario sanare la posizione dei ricorrenti contro le procedure concorsuali del 2011 per diventare capo d’istituto, nell’interesse di risolvere il contenzioso pendente presso il giudice delle leggi. L’unico modo per tutelare le immissioni in ruolo dei presidi assunti non è certo quello di pensare una nuova procedura riservata, magari con accesso diretto all’orale. A questo punto, rimane sempre più in bilico la posizione dei 500 nuovi dirigenti assunti a seguito delle procedure riservate disposte dal D. M. n. 499 del 20 luglio 2015. Marcello Pacifico (Anief-Udir): In questo modo si va a ledere l’uguaglianza di trattamento e si va a complicare ancora di più il già alto numero di istituti senza dirigente scolastico e assegnati in reggenza. Se si vuole evitare il rischio della bocciatura dalla Consulta, l’unica soluzione da attuare rimane l’approvazione degli emendamenti presentati dell’opposizione.
Il Parlamento potrebbe risolvere l’annosa vicenda dei ricorrenti al Concorso 2011 per Dirigente Scolastico, estendendo la procedura riservata, e facendo cadere le differenze di trattamento sancite dalla norma sotto scrutinio: i commi da 87 a 90, che hanno previsto la possibilità solo per alcune categorie di concorrenti delle procedure concorsuali 2004, 2006 e 2011, di partecipare a una procedura riservata. Si chiede, quindi, di non adottare decisioni pilastesche che possano compromettere pure l’assunzione di circa 500 nuovi dirigenti, disposta a seguito delle procedure riservate disposte dal D. M. n. 499 del 20 luglio 2015.Quella strada, decisa durante la precedente legislatura, ha infatti portato ad una palese disparità di trattamento nei confronti dei ricorrenti al bando del 2011 consentendo l’immissione nei ruoli dei dirigenti scolastici, previa procedura riservata, ai soli ricorrenti delle procedure concorsuali 2004 e 2006 e ai quei candidati che pure avevano ottenuto una sentenza favorevole almeno nel primo grado di giudizio alla data di entrata in vigore della legge 107/2015.È possibilista Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e Udir: “Ci aspettiamo che a dirimere la questione, anziché le aule di giustizia, sia il Parlamento, attraverso l’indizione di una soluzione di accesso ai corsi formativi analoga a quella già approvata per rispettare il principio di uguaglianza e salvaguardare realmente la posizione dei presidi già assunti. A questo punto, appare opportuno più che mai approvare gli emendamenti (10.4, 10.10, 10.11, 10.12), come già ribadito, presentati dai senatori dell’opposizione (Forza Italia, Liberi e Uguali, Fratelli d’Italia) Luigi Vitali, Roberto Berardi, Dario Damiani, Alessandrina Lonardo, Loredana De Petris, Vasco Errani, Pietro Grasso, Francesco Laforgia: la loro azione è atta a tutelare la nomina in ruolo dei 500 dirigenti scolastici che hanno superato l’iter concorsuale riservato di cui alla legge 107/2015 e la partecipazione di tutti gli altri ricorrenti avverso il bando del 2011 che si sono rivolti alla Consulta. La soluzione, che metterebbe un freno al potenziale contenzioso, passa per l’approvazione dell’emendamento che ripristinerebbe la giustizia prima del pronunciamento della Consulta tra qualche mese.

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Scuola: Selezione dei dirigenti scolastici da destinare all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

Udir informa che sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 gennaio 2019 è stato pubblicato il bando per la “Selezione dei dirigenti scolastici da destinare all’estero” (Decreto n. 2020): infatti il Miur ha indetto un concorso pubblico, per titoli e colloquio, che porterà all’assunzione di DS da destinare all’estero. Il colloquio, obbligatorio, è comprensivo dell’accertamento linguistico. La domanda va inviata per via telematica, attraverso il sistema POLIS, dalle ore 9.00 del 12 gennaio 2019 fino alle ore 23.59 del 28 gennaio 2019.Alla selezione possono partecipare i DS delle “istituzioni scolastiche ed educative statali assunti con contratto a tempo indeterminato che all’atto della domanda abbiano maturato, dopo il periodo di prova, un servizio effettivo di almeno tre anni in territorio metropolitano nel ruolo di appartenenza”. Ai fini del bando, l’anno scolastico in corso non viene conteggiato. È necessario avere una certificazione linguistica non inferiore al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento (QCER) per le aree linguistiche: inglese, francese, tedesco e spagnolo – la laurea magistrale in lingua è considerata corrispondente al livello C1. Bisogna aver partecipato anche ad attività formative, organizzate da soggetti accreditati dal Miur, su tematiche afferenti all’intercultura, all’internazionalizzazione o al management. Non sono ammessi alla selezione coloro che nell’arco dell’intera carriera abbiano già svolto due periodi all’estero ciascuno dei quali di sei anni scolastici consecutivi, inclusi gli anni in cui ha luogo l’effettiva assunzione in servizio, e i due periodi non siano separati da almeno sei anni scolastici di effettivo servizio nel territorio nazionale e coloro che non possano assicurare alla data di pubblicazione della procedura di selezione a normativa vigente la permanenza in servizio all’estero per sei anni scolastici a decorrere dal 2019/2020. Di anno in anno, in occasione dell’individuazione dei candidati per la destinazione all’estero, saranno successivamente depennati dalla graduatoria coloro che non potranno assicurare la permanenza all’estero per i successivi sei anni. Per essere ammessi al colloquio bisogna totalizzare 25 punti nella valutazione dei titoli culturali, di servizio e professionali; la valutazione finale sarà espressa in centesimi.

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Scuola: Equo trattamento dei dirigenti scolastici rispetto agli altri dirigenti

Posted by fidest press agency su sabato, 29 dicembre 2018

Il giovane sindacato, che da due anni lotta a fianco dei DS per i loro diritti, è pronto per uno nuovo ricco di attività, atte al superamento delle problematiche legate alla categoria. Se una parte, infatti, i dirigenti scolastici sono oberati dal lavoro che portano avanti, instancabilmente, ogni giorno, dall’altro devono fare i conti con un sistema che a volte si dimentica di valorizzare il loro ruolo e la delicatissima posizione che ricoprono. Udir continua a impegnarsi per i capi d’istituto, anche attraverso vari emendamenti presentati di recente, e parallelamente si appresta a tornare in campo, visitando le scuole italiane dove sta portando, dall’inizio dell’anno scolastico, le Giornate di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali.Una cosa è certa: passano i mesi, i sindacati rappresentativi accolgono con plauso le apparenti conquiste, ma le problematiche inerenti alla professione dei dirigenti scolastici non danno segnali di risoluzione. Infatti, il Governo ha negato la perequazione dal 2016, l’adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale dal 2019 e degli stipendi all’inflazione e ci si chiede: ma gli aumenti che fine hanno fatto? Il sindacato aveva già denunciato la riduzione delle risorse da destinare ai dirigenti scolastici, con il Fondo di categoria ridimensionato della metà in due anni; inoltre, se Udir accoglie con favore il comma 1 dell’art. 10 del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, che semplifica le procedure d’assunzione per i candidati che hanno superato le prove dell’ultimo concorso per dirigenti scolastici indetto per il 2017, crede opportuno versare nel FUN i 16,52 milioni di risparmi previsti al comma 2 per evitare questo vistoso decremento delle retribuzioni, al netto dell’esito del contenzioso seriale presso il tribunale del lavoro per il ripristino del versamento della RIA dei presidi andati in quiescenza dal 1 settembre 2012, a far fede dall’a. s. 2015/2016.Udir ricorda come sia ancora possibile ricorrere in tribunale per recuperare le somme non corrisposte.

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Scuola: Legge di Stabilità: pacco amaro per i dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 dicembre 2018

Con l’accordo degli altri sindacati, il Governo nega la perequazione dal 2016, l’adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale dal 2019 e degli stipendi all’inflazione, mentre potrebbero scomparire chiamata diretta, organico in rete, ambiti territoriali. Ancora una volta presidi sotto mirino. Marcello Pacifico (Udir): Altro che aumenti, qui tutti rischiano di voler tornare a fare i docenti. Il sindacato, nell’augurare Buone Feste, dà appuntamento al nuovo anno con le Giornate di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali.Sta per concludersi l’anno in corso e Udir, giovane sindacato a fianco dei DS, ricorda come sia stato un anno fatto di battaglie, affinché la categoria si riappropri del proprio status e del giusto riconoscimento. Infatti, alla luce del Contratto, Udir ha lanciato l’allarme circa la riduzione delle risorse da destinare ai dirigenti scolastici, con il Fondo di categoria ridimensionato della metà in due anni. Con sempre maggiori responsabilità, sia civili che penali, e più istituti da dirigere, a causa anche del fenomeno della reggenza, i dirigenti scolastici in servizio, circa 6.500 al netto degli ultimi pensionamenti, devono fare i conti anche con continui tagli: come retribuzione di risultato per il solo effetto della decurtazione dei 10 milioni di euro rispetto all’anno precedente, avranno un assegno ridotto di 1.538 lordi al netto degli aumenti contrattuali disposti con il CCNL 2016-2018 d’area. Il sindacato non depone di certo le armi e continua a cercare soluzioni certe: se Udir accoglie con favore il comma 1 dell’art. 10 del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, che semplifica le procedure d’assunzione per i candidati che hanno superato le prove dell’ultimo concorso per dirigenti scolastici indetto per il 2017, ritiene, di contro, opportuno che siano versati nel FUN i 16,52 milioni di risparmi previsti al comma 2 per evitare questo vistoso decremento delle retribuzioni, al netto dell’esito del contenzioso seriale presso il tribunale del lavoro per il ripristino del versamento della RIA dei presidi andati in quiescenza dal 1 settembre 2012, a far fede dall’a. s. 2015/2016.
Marcello Pacifico, presidente nazione Udir, afferma come sia poco chiara la soddisfazione dei sindacati rappresentativi: “Davvero abbiamo difficoltà serie nell’intendere i toni entusiastici. A noi la musica sembra ben diversa. Conti alla mano, altro che aumenti: qui tutti rischiano di voler tornare a fare i docenti. Invitiamo i dirigenti scolastici a ricorrere presso i tribunali, dove certamente potranno ottenere quanto negato. Nell’augurare a tutti serene e buone feste, vi diamo appuntamento ai prossimi seminari firmati Udir, ancora in giro per gli istituti italiani, con l’intento di cambiare in meglio il sistema scolastico”.

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Concorso dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 dicembre 2018

Saranno dichiarati vincitori tutti i primi 2.900 candidati che supereranno le prove scritte e orali dopo la valutazione dei titoli. E verranno assunti dal 1° settembre 2018, in 2.425, come da decreto autorizzatorio. Giallo sulla cancellazione del corso-concorso per la cattiva scrittura della norma e sulla sorte del contenzioso pendente presso la Consulta e dei 440 presidi già assunti. Anief presenterà al giudice delle leggi istanza di discussione urgente del ricorso e chiede al Governo un emendamento per risolvere la questione dei ricorrenti 2011 rimasti esclusi dal corso sanatoria.

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Dirigenti scolastici: News sulla firma del contratto

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Come noto, è di queste ore la notizia della firma del contratto dei DS: Udir, alla luce dell’analisi dei dati noti, afferma che l’equiparazione dei 9 mila euro di differenza tra la retribuzione di posizione parte fissa tra le diverse aree della dirigenza confluita nell’area dell’istruzione e della ricerca ci sarà dal 2020. Rilanciando i suoi ricorsi, che portano realmente al recupero delle somme spettanti, si appresta a incontrare i dirigenti scolastici a Rende, il 17 dicembre, per un seminario formativo e informativo.

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Dirigenti scolastici, mancano in 2 mila scuole

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Il Governo ha accolto un importante ordine del giorno, che lo impegna a risolvere la vicenda dei ricorrenti al Concorso 2011 per Dirigente Scolastico attraverso l’avvio di una procedura riservata: la raccomandazione accolta dalla Camera è dell’on. Mauro D’Attis, di Forza Italia, che ha portato in Aula la questione dell’esclusione dei tanti docenti che nel 2011 avevano partecipato al concorso per dirigente scolastico ma sono stati esclusi in modo illegittimo, collegandola alla carenza dei presidi in Italia che ha raggiunto le 2 mila unità. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’uguaglianza di trattamento non si può ledere, perché per le procedure passate la soluzione fu accordata. Anief presenterà al Senato emendamenti in merito attraverso la legge di stabilità.

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Dirigenti scolastici: MEF non autorizza il Fun per l’anno in corso e si rinvia la trattativa per la firma del contratto

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

Udir lo aveva annunciato da tempo: non si può pretendere, dopo dieci anni di blocco e un’infrazione salita di 12 punti, in presenza di una sperequazione marcata da presidi e nuovi DS assunti dopo il 2001, e tra dirigenti scolastici e della ricerca e dell’Università confluiti nella stessa area dal 2016, di far firmare un contratto su sanzioni disciplinari, assenze e ferie quando la parte economica è fondamentale. Il giovane sindacato ricorda anche che il recente decreto concretezza all’articolo 3 sconfessa quanto da sempre sostenuto dal MEF sulla necessità di bloccare il salario accessorio dei dirigenti insieme al tabellare. Conseguenza della conversione in legge della norma per lo studio legale sarebbe il diretto versamento dei dirigenti andati in quiescenza dal 1 settembre 2012 nel Fun di quest’anno che non si riesce a quantificare. Sarà questa la ragione del blocco? L’alternativa è il ricorso in tribunale per avere giustizia.

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Decreto concretezza: Udir chiede di ripristinare il FUN del salario accessorio dei dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

Lo stesso risulta di un terzo tagliato negli ultimi sette anni, anche per effetto del mancato versamento della RIA dei presidi andati in quiescenza. Ad ogni modo, dal 2019 la situazione deve cambiare per non impoverire più dei professionisti dello Stato che sono pagati già meno degli altri dirigenti e degli stessi ex presidi che svolgono il loro medesimo lavoro. In caso contrario dovremo far partire i ricorsi annunciati al tribunale del lavoro per ottenere giustizia e quanto dovuto.
Il presidente nazionale Udir Marcello Pacifico ha presentato una memoria all’XI Commissione del Senato commentando gli interventi da apportare attraverso il decreto Concretezza, collegato alla legge di Stabilità, il DDL S. 920. Infatti, “Articolo 3 e salario accessorio”, sull’adeguamento dei “fondi destinati al trattamento economico accessorio si valuta positivamente quanto previsto dalla norma che pone, finalmente, chiarezza rispetto al divieto prescritto dal decreto legislativo n. 75/17”. Ma “si chiede di applicarla anche per l’ormai trascorsa stagione contrattuale 2016/18 con una particolare attenzione alla ricostituzione del FUN dei dirigenti scolastici rispetto al versamento della RIA andati in pensione dal 1settembre 2015”. Inoltre “lo sblocco del salario accessorio deve essere accompagnato da una nuova regola nel settore pubblico che in analogia a quando deciso dalle parti negoziali nel settore privato porti al salario minimo dei dipendenti pubblici ancorato all’inflazione. Tale norma, peraltro, appare alla base dell’intervento previsto nel disegno di legge di stabilità che sblocca dal 2019 l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale”.Udir, quindi, chiede finalmente l’adeguato riconoscimento, anche economico, per una categoria che di fatto continua a sobbarcarsi importanti responsabilità, più gravose spesse volte di quelle che hanno gli altri dirigenti dell’amministrazione pubblica, ma sempre con una retribuzione non equa. Il giovane sindacato lancia nuovamente il suo appello: in caso di ulteriore silenzio, si dice pronto ad adire le vie legali.

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Contratto dirigenti scolastici: il 28 novembre forse la firma

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

Dai resoconti sindacali dell’ultimo incontro Aran, pare che il 28 novembre ci potrebbe essere la firma del contratto, perché l’Aran ha accettato la richiesta dei sindacati: la perequazione sulla retribuzione di posizione/quota fissa da subito, a partire dal 2018. Le risorse per la retribuzione fissa, i 96 milioni della Legge di Bilancio, vanno a regime nel 2020: si tratta quindi di assicurarsene l’utilizzo per intero già nell’ambito di questo contratto.Il problema è: dove reperire le risorse che mancano, in attesa che si arrivi al 2020? A questo punto subentra il MIUR che deve quantificare il FUN 2017/2018 e 2018/2019 e certificare lo “storno” di una parte delle risorse oggi utilizzate per la retribuzione variabile ed accessoria, spostandole sulla retribuzione di posizione/quota fissa.
Questo discorso vale per la retribuzione fissa, ma, come abbiamo più volte sottolineato, la retribuzione variabile e accessoria in questo contratto non esiste e il silenzio dei sindacati è assordante. Sembra che tutte le finestre siano chiuse, ma il contratto almeno di una cosa si dovrà occupare: la costituzione del FUN per tutto l’arco della vigenza contrattuale ed oltre, a partire quindi dall’anno scolastico 2015/2016 fino a quello 2020/2021, dato che gli ultimi stanziamenti della Legge di Bilancio riguardano l’anno 2020. Bisogna ricordare che l’importo della retribuzione di posizione/quota fissa viene deciso dal CCNL, ma il pagamento avviene per il tramite del FUN, per cui inevitabilmente nel contratto bisognerà parlare almeno delle nuove risorse da conferire al FUN dei diversi anni scolastici.
Ma secondo Udir i sindacati devono battere su un punto: riportare la determinazione del FUN nell’ambito della contrattazione integrativa nazionale, come era nei primi due contratti, in modo da evitare le sorprese che il MIUR e il MEF ci hanno riservato negli ultimi anni. Ma a quanto deve ammontare il FUN, a partire dall’a.s. 2015/2016? Per capire di cosa stiamo parlando, facciamo riferimento all’Intesa del 30 settembre 2010 stipulata in applicazione del CCNL 2006/2009; riprendiamo la tabella analitica che costituisce il FUN relativo all’a.s. 20102011 nella forma di una sommatoria di tutto quanto è entrato nel Fun a varie riprese.
In sintesi, Udir chiede ai sindacati di firmare un contratto che accetti o avalli i tagli del MEF/MIUR, perché si andrebbe a legittimare quelli che ad oggi sono tagli unilaterali operati illegittimamente. Nell’attesa dunque di avere un contratto che renda giustizia all’operato dei dirigenti scolastici, il sindacato invita a ricorrere per ottenere in tribunale quanto dovuto.

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Dirigenti scolastici: Udir presenta la sua piattaforma per il rinnovo del CCNL 2016/18 in dieci punti

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 novembre 2018

Organici, reggenze, dimensionamento, concorsi riservati e ordinari, mobilità, formazione e bornout, sicurezza, valutazione, retribuzione e Fun, Ria e perequazione esterna: sono questi i temi affrontati dal giovane sindacato che ha messo la dirigenza della scuola, con la proposta di diversi emendamenti che ha chiesto di presentare all’Atto della Camera 1334 in discussione in questo momento presso la V Commissione Bilancio, al centro del dibattito parlamentare sulla nuova Legge di stabilità 2019 e che ora vuole mettere all’attenzione dei soggetti convocati al tavolo negoziale, dopo l’incontro della Confedir con il ministro Bongiorno in cui si è confrontato sull’aspetto della contrattazione nella pubblica amministrazione, nell’ottica di un incremento costante. Il sindacato, sempre dalla parte dei DS, ha in queste ore predisposto una piattaforma contrattuale dirigenti scolastici 2016/18, con una premessa rivolta a delineare il ruolo dei DS. Udir, infatti, nasce allo scopo di porre la giusta attenzione sulla categoria dei dirigenti scolastici, inquadrati già nella dirigenza dello Stato con il D. Lgs. 59/1997. Nell’elaborazione della piattaforma sindacale per il rinnovo del contratto dei DS, Udir è partita dalla considerazione che la funzione dirigenziale si sostanzia nella gestione unitaria delle scuole attraverso un’ampia e proficua relazione con gli Organi collegiali. L’esercizio della funzione dirigenziale deve essere, necessariamente, connotata da legittimi margini di autonomia e da conseguenti poteri esclusivi. La categoria dei Dirigenti Scolastici dal D. Lgs. 59/1997 è stata progressivamente illusa di potere essere assimilata ed equiparata alla dirigenza amministrativa. Udir ritiene, quindi, che sia necessario ridefinire le funzioni del DS all’interno degli Organi collegiali in termini di partecipazione, presidenza ed assunzione di decisioni con corrispondenti responsabilità. L’obiettivo è quello di valorizzare la professionalità del dirigente in un contesto di sostegno e supporto delle prerogative del personale scolastico tutto. Gli obiettivi che si prefigge il giovane sindacato sono:
Riduzione delle reggenze e ripristino di 4 mila presidenze,
Mettere fine a un dimensionamento lontano dalle esigenze del territorio,
Nuovo corso riservato a presidi incaricati e a ricorrenti concorso 2011 per salvare 400 presidente,
Immediata immissione nei ruoli del DS dei candidati vincitori del concorso 2018,
Riconduzione alla parte normativa della mobilità interregionale dei Dirigenti Scolastici; della definizione e dell’aggiornamento delle funzioni dirigenziali e le corrispondenti posizioni; dei criteri di individuazione delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro e stress da lavoro correlato; dei criteri e delle modalità dei procedimenti di valutazione dei Dirigenti Scolastici.
Sulla Sicurezza, riscrittura di una norma specifica sulle responsabilità del DS rispetto al proprietario dell’immobile, sui poteri di spesa e d’integrazione dell’istituzione scolastica,
Sulla Valutazione, si chiede di riportare la valutazione dei dirigenti scolastici nell’alveo contrattuale con la sospensione della direttiva 36/2016 e la valutazione del portfolio nella retribuzione di risultato; definire contrattualmente la correlazione tra esiti della valutazione e la retribuzione di risultato, a parità di risorse uguali per tutte le aree della dirigenza afferenti allo stesso livello,
Sullo Stress da lavoro correlato, risulta necessario organizzare corsi di formazione specifici sul bornout e sullo stress da lavoro correlato sia per quanto concerne l’attività del dirigente scolastico sia la salute del personale scolastico, in particolare dei docenti-
Per la parte retributiva, bisogna versare nel FUN la RIA dei dirigenti andati in quiescenza dal 1 settembre 2012 e ripristinare un terzo delle risorse tagliate al FUN dal 1 settembre 2012,Realizzare la perequazione esterna relativa alla retribuzione di posizione parte fissa dal 1 settembre 2016 tra le diverse ex area della dirigenza confluite nella nuova area dell’istruzione e della ricerca, allineando, comunque, lo stipendio tabellare all’aumento del costo della vita registrato durante il blocco del contratto. Udir si batte anche per introdurre, come da emendamento, il salario minimo garantito nel triennio 2016/2018; infatti, rispetto al blocco contrattuale avvenuto tra il 2008 e il 2016 e la progressiva perdita d’acquisto dei salari dei dipendenti pubblici in contrasto con gli articoli 36 e 39 della Costituzione, si dispone il riallineamento degli stipendi attraverso l’integrale recupero, in percentuale, del tasso di inflazione reale certificato dall’Istat, superiore al 12%.

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Scuola: Sicurezza e responsabilità dei dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 novembre 2018

Udir, sin dalla sua fondazione, si batte affinché la giustizia entri all’interno della scuola: uno dei punti cardini della sua battaglia è la Sicurezza. Il dirigente scolastico ha il compito di garantire la sicurezza all’interno del proprio istituto, tutelando da un lato l’integrità psico-fisica dell’alunno e vigilando dall’altro sui soggetti a cui è demandato il compito di garantire la sicurezza, adottando misure atte a prevenire eventuali rischi all’interno delle istituzioni scolastiche. Ma certamente, come il sindacato ha avuto più volte modo di affermare, sulla testa del DS non possono ricadere colpe di cui non ha responsabilità. Infatti, alla luce delle numerose criticità emerse sul tema della sicurezza a scuola, è inderogabile esentare i dirigenti scolastici italiani da qualsiasi responsabilità, onere civile, amministrativo e penale derivanti dai danni strutturali degli edifici scolastici da loro diretti, laddove abbiano tempestivamente richiesto alle autorità locali proprietarie dell’immobile l’intervento, sia strutturale che di manutenzione, utile ad assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso.L’emendamento si focalizza sull’individuazione del datore di lavoro che risulta essere “il proprietario dell’immobile nel Dirigente tecnico all’uopo individuato, con delega vincolata ad apposito potere di spesa attraverso uno specifico capitolo del bilancio dell’ente locale rappresentato” che risulta anche essere “l’unico responsabile della manutenzione ordinaria e straordinaria dell’Istituzione scolastica, ai sensi dell’art. 18, comma 3, del presente Decreto nonché dell’art. 3, della legge 11 gennaio 1996, n. 23, in attuazione dell’articolo 14, comma 1, lettera i), della legge 8 giugno 1990, n. 142”. Dunque, nel caso di pericolo grave, immediato e imprevedibile, il DS “ha la facoltà di inibire porzioni di spazi didattici sino anche a l’intera Istituzione scolastica ed educativa, senza incorrere in pregiudizio alcuno, in quanto ogni lavoratore deve essere protetto da qualsiasi conseguenza dannosa come sancito all’art. 44 del presente Decreto”: la disposizione va comunicata al Proprietario dell’immobile nonché al Prefetto quale garante della salvaguardia della sicurezza e dell’incolumità”. Per tale suo agire, il DS non può essere sanzionato “per reato d’interdizione di pubblico servizio né le giornate lavorative didatticamente perse devono essere recuperate per il raggiungimento della soglia dei duecento giorni di lezione”. Il proprietario, dal canto suo, “è obbligato ad intervenire repentinamente per dare conferma o rettifica della disposizione presa dal Dirigente Scolastico”.Inoltre, prima di ogni anno scolastico, il proprietario è tenuto, mediante l’Ufficio tecnico preposto, a eseguire sopralluoghi all’interno e all’esterno di ogni plesso scolastico di pertinenza “per verificare le condizioni di fruibilità ed agibilità dei locali ad uso scolastico, relazionando formalmente al Dirigente scolastico e contestualmente certificando il regolare avvio delle attività didattiche nel rispetto delle norme di cui al presente decreto” ed è obbligato alla redazione e all’aggiornamento periodico del “Documento di Valutazione dei Rischi di cui all’art. 28 per tutti i plessi di pertinenza, da trasmettere al Dirigente Scolastico per gli adempimenti consequenziali di vigilanza a salvaguardia dell’utenza e dei fruitori a qualunque titolo”.Dal canto suo, il dirigente scolastico “ha l’obbligo di comunicare i provvedimenti inibitori e interdettivi, di propria competenza, al Proprietario dell’immobile e al Prefetto” e di individuare “un Servizio di prevenzione e protezione idoneo per ogni istituzione rappresentata, nominando tra il proprio personale un numero di addetti e preposti tali da esser sempre presenti in ogni momento di attività didattica lavorativa”. Tale servizio è composto da: “un R.S.P.P. in possesso dei titoli formativi così come sanciti dall’Accordo definito dalla Conferenza Stato Regioni Rep. Atti n. 128 del 7 luglio 2016; un A.S.P.P. interno per ogni plesso operante nella medesima struttura afferente all’Istituzione e distinto dal responsabile di Plesso che è individuato come Preposto; una squadra di addetti antincendio ed una di addetti al primo soccorso entrambe non inferiori a tre per plesso, il cui numero può aumentare a seconda del numero di piani, delle dimensioni della struttura e degli spazi esterni”. Tali figure devono essere individuate tra il personale docente e Ata dell’istituto o all’esterno.

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