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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 25

Posts Tagged ‘dirigenti’

Contratti: Fp Cgil, firma definitiva per 130 mila medici e dirigenti Ssn

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 dicembre 2019

Sottoscritto oggi definitivamente il nuovo contratto nazionale dei circa 130 mila medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale. Dopo l’intesa raggiunta il 24 luglio, le consultazioni e il via libera definitivo da parte del Consiglio dei ministri dello scorso 21 novembre, oggi sindacati e Aran hanno firmato in via definitiva il contratto. “Dopo 10 anni di attesa e molte difficoltà nella contrattazione – afferma il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi – siamo riusciti a restituire un contratto a 130 mila professionisti che, con le poche risorse disponibili, ristruttura tutto il sistema degli incarichi, coniugando il riconoscimento delle carriere professionali all’offerta di salute per la cittadinanza”. Per Filippi, “ora sono fondamentali le risorse per il prossimo contratto, relativo al triennio 19/21, in discussione nella legge di Bilancio, ma soprattutto è indispensabile quel piano assunzionale straordinario che la Cgil richiede da mesi, necessario per salvare i servizi sanitari. Le soluzioni trovate nel Patto della salute appena sottoscritto, non sono sufficienti a colmare la grave emorragia di personale che abbiamo subito in questi anni”, conclude il dirigente sindacale.

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Dirigenti scolastici: Sindacati rappresentativi e Miur a confronto sulla sicurezza il 29 ottobre

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 ottobre 2019

Ciò accadrà alla vigilia del sit-in e della protesta cui ha aderito Udir lanciata autonomamente da più di 600 presidi non più disposti a lavorare ogni giorno con il rischio di essere sospesi dal servizio, come è accaduto alla ds Franca Principe per delle responsabilità di cui devono essere esonerati, perché non hanno il potere di spesa per gli interventi sulla messa in sicurezza degli edifici, come chiedono anche due proposte di legge del PD e del M5S al vaglio del Parlamento. Marcello Pacifico (Udir): È arrivato il momento di modificare la norma (TU, d.lgs. 81/08) nella legge di Bilancio. La politica intervenga subito senza più chiacchiere, perché la vita degli studenti e dei lavoratori deve essere tutelata
Ancora malumore tra i dirigenti scolastici: dopo anni in cui sono stati lasciati soli in balia delle responsabilità e di più di 105 capi d’accusa, molti di essi hanno apposto un secco “No” e credono sia giunta l’ora che lo Stato li tuteli maggiormente. Infatti, “dirigenti scolastici provenienti da tutte le parti di Italia si sono mobilitati per la questione sicurezza strutturale degli edifici scolastici. Infatti, il 30 ottobre 2019 si sono dati appuntamento all’Istituto Da Vinci di Roma per raggiungere il Miur per un sit-in che dovrebbe portarli ad incontrare se non il Ministro Lorenzo Fioramonti almeno uno o più sottosegretari. Chiedono tutela, contro delle norme che non solo considerano ingiuste ma anche pericolose per chi frequenta le scuole”. Si ricorda che protesta si è innescata in seguito alla “sentenza di condanna della Cassazione di una loro collega, ritenuta responsabile proprio in quanto preside della caduta di un ragazzo da un lucernario durante gli esami di Maturità del 2011 nella sua scuola. Quel giorno una bidella aveva lasciato aperta la porta che portava nella zona pericolosa ma comunque è stata riconosciuta anche una responsabilità «oggettiva» della dirigente”. Dunque “la clamorosa decisione della Corte ha spinto i dirigenti di tutta Italia a chiedere una riflessione al ministero sulle responsabilità per ciò che riguarda le scuole e soprattutto lo stato degli edifici scolastici”.

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Dirigenti scolastici: Udir sul caso: “Mancano Dsga, si corra ai ripari”

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Il sindacato dei ds in difesa dei Dirigenti Scolastici di tutta Italia che in questi giorni si trovano alle prese con la mancanza del Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi. È basilare un intervento urgente: “Non è permesso nessun tipo di lassismo. Impossibile avviare in modo corretto le attività di segreteria e contabili”. Un intervento urgente, ma risolutivo delle criticità in cui versano le tantissime istituzioni scolastiche di tutta Italia e con un aggravio particolare in Sicilia. Intervento in assenza del quale «si metteranno in atto tutte le misure per garantire la sicurezza dei dirigenti» Lo chiede, in una lettera aperta all’Assessorato regionale all’Istruzione e al Miur, il sindacato dei ds UDIR, sottolineando come «la mancanza della figura del DSGA comporti l’impossibilità da parte delle scuole di avviare le attività di segreteria e contabili in modo corretto». A fianco dei ds c’è il giovane sindacato che, fin dalla sua fondazione, ha difeso i diritti dei dirigenti scolastici. La mancata sostituzione dei DSGA presso le varie istituzioni scolastiche siciliane e non solo, causata dalla difficile situazione politica e da una serie di evidenti errori amministrativi, necessita di un pronto e immediato intervento. Sapendo del problema dovuto alla carenza di DSGA e ai pensionamenti imminenti appare assurdo che il Miur abbia avviato il concorso solo nel maggio 2019, tuttora in itinere, e in cui non sono stati svolti a ora nemmeno gli scritti. Ancora più paradossale che lo stesso Miur non abbia fatto un concorso interno e riservato per coloro che già svolgevano il ruolo con l’incarico annuale, attività che avrebbe grandemente ridotto l’attuale catastrofe. E ora, nonostante errori di cui qualcuno dovrebbe rispondere, il Miur e gli uffici regionali cercano di scrollarsi di dosso le responsabilità di questa tragedia. Udir non ci sta e ha prontamente scritto, stigmatizzando questo fatto, chiedendo un intervento immediato e risolutivo. “La tempistica della quotidianità scolastica – si legge nella missiva – non permette nessun tipo di lassismo, anche in considerazione della particolare situazione amministrativa in cui incorre attualmente l’USR. Non è ipotizzabile che i dirigenti scolatici si facciano carico di responsabilità che esorbitano dalla funzione, così come non è ammissibile che i predetti vengano onerati di compiti in realtà spettanti ad altri soggetti”. Pertanto, appare evidente come la mancanza della figura del Dsga comporti l’impossibilità da parte delle scuole di avviare le attività di segreteria e contabili in modo corretto.

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Pa: Fp Cgil, riparte trattativa contratto dirigenti e professionisti Stato

Posted by fidest press agency su domenica, 8 settembre 2019

“Riparte la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dell’area della dirigenza e dei professionisti delle Funzioni centrali dello Stato. Restano nodi importanti da sciogliere, prossimo incontro mercoledì”. A farlo sapere è il segretario nazionale della Fp Cgil, Florindo Oliverio, aggiungendo che: “Il nuovo presidente di Aran, Antonio Naddeo, ha ribadito la volontà di accelerare la trattativa con l’obiettivo di firmare il contratto dopo oltre un anno di confronto con stop-and-go non attribuibili alla responsabilità del sindacato confederale ma ai tatticismi che hanno caratterizzato, fin qui, l’azione di Aran e dei sindacati autonomi e professionali”. Per questo, prosegue il dirigente sindacale, “abbiamo ribadito che per noi è fondamentale rinnovare il contratto per valorizzare ruolo e funzione della dirigenza pubblica e dei professionisti. È questa la condizione per migliorare la qualità dei servizi della Pa e renderla visibilmente utile a cittadini e imprese”. Nel dettaglio della trattativa, aggiunge Oliverio, “restano però nodi importanti da sciogliere. Innanzitutto va cancellata la previsione di definire l’orario di lavoro per lavoratori che devono poter rispondere alle rispettive amministrazioni della funzione che svolgono e della capacità di raggiungere gli obiettivi loro assegnati”. Così come, continua, “vanno date risposte chiare e visibili ai professionisti degli enti pubblici non economici che chiedono una maggiore valorizzazione della professione, maggiore trasparenza nell’affidamento degli incarichi. Resta ancora da completare la proposta di Aran sulla parte economica. Quello che non potremmo accettare è una distribuzione delle risorse disponibili non equilibrata tra tutte le categorie di dirigenti e professionisti che rientrano nel campo di applicazione di questo contratto. Al termine dell’incontro il presidente di Aran ha aggiornato la riunione a mercoledì 11 settembre a partire dalle 10”, conclude Oliverio.

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Scuola – concorso Ds: pubblicata tabella assegnazione alle regioni dei vincitori

Posted by fidest press agency su domenica, 11 agosto 2019

È stata pubblicata l’assegnazione ai ruoli regionali dei vincitori del concorso per dirigenti scolastici; come riporta Orizzonte Scuola, i vincitori sono stati assegnati alle Regioni in base all’ordine di graduatoria e delle preferenze espresse, nel limite dei posti vacanti e disponibili in ciascun Ufficio Scolastico Regionale per l’anno scolastico 2019/2020. Infatti, “dei 1.984 vincitori assegnati, 1.147 sono stati destinati alla prima Regione scelta, 262 alla seconda e 146 alla terza”. I criteri proposti dal Miur per l’assegnazione della sede sono: posizione occupata nella graduatoria di merito; attitudini e capacità professionali che si possono desumere da esperienze e competenze pregresse, qualora legate all’incarico dirigenziale.Tra il 12 e il 13 agosto vi sarà l’interpello per la scelta delle sedi con l’invio di una e-mail a tutti i vincitori con accettazione/rinuncia e modello per indicare le scuole, secondo preferenza. L’assegnazione dovrebbe avvenire entro il 19 agosto. Durante le fasi di assegnazione, “i direttori degli Uffici Scolastici Regionali devono tener conto delle precedenze previste dalla legge 104/92, quindi si atterranno a quanto previsto dagli articoli 21 e 33, commi 5, 6 e 7, della citata legge, in base alla quale i beneficiari dei predetti articoli hanno la precedenza nella scelta della sede”.

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Concorso dirigenti scolastici: Miur apre ai 520 idonei

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2019

Ma serve un provvedimento normativo, pertanto, se non sarà inserito un articolo ad hoc nel prossimo decreto legge sulla scuola, il giovane sindacato conferma la necessità di ricorrere entro 60 giorni dalla pubblicazione della graduatoria definitiva di merito, come avvenuto per il concorso docenti 2016, al fine di poter essere assunti nei ruoli di dirigenti scolastici negli anni successivi oltre le prime 2.900 posizioni.
Anief dunque ricorre: è possibile preaderire fino al 5 agosto. Il ricorso sarà presentato presso il Tar del Lazio per ottenere il superamento dello sbarramento dei 2.900 posti per i vincitori e per ottenere la possibilità, per tutti gli idonei, di essere individuati quali vincitori del concorso per scorrimento delle graduatorie. Si ricorda che il ricorso è riservato ai docenti che hanno superato tutte le prove del concorso DS.

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Concorso DS: Il 2 luglio il Tar deciderà sulla richiesta di annullamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

A seguito della calendarizzazione presso il TAR del Lazio di uno dei tanti ricorsi volti ad “annullare” il concorso per Dirigenti Scolastici, il prossimo 2 luglio, e che potrebbe portare a una sentenza breve di accoglimento, l’Ufficio Legale Udir ritiene necessario tutelare i propri iscritti vincitori e promuovere azione legale “ad opponendum” per intervenire in giudizio e richiedere il rigetto del ricorso in modo da salvaguardare le posizioni dei tanti candidati che hanno superato le prove scritte e in questi giorni si sono sottoposti o si stanno sottoponendo alle prove orali. L’adesione entro il prossimo 11 giugno, al ricorso gratuito promosso da Udir, è necessaria per contestare le censure mosse e salvaguardare l’intera procedura.

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Scuola:Quei numeri che non tornano sulle assunzioni di dirigenti, docenti, Ata e Dsga

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 maggio 2019

Sarebbero più di 80 mila quelle avviate dal ministro Marco Brussetti, ma per il presidente Marcello Pacifico del sindacato autonomo Anief – non invitato dal Miur al tavolo sul precariato, nonostante abbia vinto le ultime elezioni RSU raggiungendo la rappresentatività – i posti potrebbero essere il doppio se soltanto si adeguasse l’organico di fatto all’organico di diritto, mentre più di 50 mila cattedre sono andate vacanti durante le immissioni in ruolo degli ultimi due anni per via della mancata riapertura delle GaE, che tiene fuori dal reclutamento i precari storici. “Concorsi, assunzioni e sicurezza a scuola certificata” sono i provvedimenti sui quali il Governo sta lavorando e i cui risultati “arriveranno a breve”: a dirlo, al Giornale di Como, durante una visita negli istituti di Cantù e Mariano, è stato il ministro dell’Istruzione, tornando quindi a confermare l’intenzione del dicastero di Viale Trastevere di investire nel nuovo reclutamento, attraverso l’indizione di nuove procedure concorsuali. Marcello Pacifico (Anief) risponde a caldo: è vanagloria pensare che l’intesa prodotta alla vigilia del 25 aprile a Palazzo Chigi, con un’apertura ai concorsi riservati, selettivi e un numero di posti ridotto rispetto alle necessità effettive, possa risolvere il problema del precariato e degli oltre 120 mila posti andati a supplenza quest’anno e destinati ad aumentare ulteriormente. Servono procedure straordinarie, come l’inserimento annuale nelle ex graduatorie permanenti di tutti i docenti abilitati, l’avvio del vero doppio canale e l’organizzazione di snelli e gratuiti corsi abilitanti per i docenti con oltre 36 mesi di servizio svolto, l’adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto. Per amministrativi, tecnici e collaboratori occorre invece un piano di assunzioni straordinario, come quello adottato per i lavoratori socialmente utili, oltre che l’avvio dei passaggi professionali verticali previsto dalla legge; mentre per i Dsga, la selezione, giunta dopo 20 anni, ha ignorato gli assistenti facenti funzione, chiamati a svolgere una inutile prova preselettiva, a giugno, al pari di altri 100 mila candidati dopo anni di onorato servizio. A che punto sono i concorsi pubblici nella scuola? A seguito delle dichiarazioni del ministro dell’Istruzione, a fare il punto della situazione, riepilogando le procedure concorsuali previste o in corso di svolgimento, è stata Orizzonte Scuola: la rivista specializzata ha ricordato che è intenzione del Miur attivare un “concorsone” per la scuola secondaria con 48.536 posti, di cui 8.491 sul sostegno (tanti ne sono stati chiesti al Ministero dell’Economia e delle Finanze) da distribuire tra i partecipanti con titolo (non figurerà più l’abilitazione all’insegnamento tra i titoli di accesso); poi c’è il concorso ordinario per i maestri della scuola dell’infanzia e primaria, il cui decreto è già stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, con 16.000 posti in palio.

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Valutazione dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

È stato siglato l’accordo tra il Miur e le associazioni sindacali rappresentative in merito al procedimento di valutazione dei dirigenti scolastici per l’a.s. 2018/2019. Dal documento si evince che è stato concordato come il procedimento di valutazione dei DS relativo all’anno scolastico 2018/2019 è privo di ricadute sulla retribuzione di risultato; le attività connesse al processo di valutazione predisposte per l’a.s. 2018/2019 e le relative risultanze sono finalizzate ad una significativa revisione del procedimento di valutazione dei DS, da operarsi in sede di confronto, che tenga anche in adeguata considerazione le condizioni di contesto in cui operano i DS; in questa fase transitoria, la partecipazione alla valutazione da parte dei DS è da intendersi non prescrittiva e quindi la mancata partecipazione esclude l’espressione della valutazione di prima istanza da parte dei Nuclei di valutazione nonché l’adozione di qualsiasi provvedimento di valutazione finale da parte dei direttori del Uffici scolastici regionale; l’amministrazione s’impegna, appena sottoscritto in via definitiva il Ccnl di area, ad avviare tempestivamente il confronto sulla procedura e sulle modalità della valutazione dei DS per il triennio scolastico 2019/2022.Udir ha portato l’argomento spesso in primo piano, sottolineando la non equiparazione tra i dirigenti scolastici e i dirigenti confluiti nella stessa area: tra i punti, spicca anche la differente valutazione che senza dubbio non dà il giusto riconoscimento al ruolo del DS. Tra le proposte del giovane sindacato c’è proprio quella, tra l’altro a costo zero, che riguarda la valutazione: infatti i dirigenti scolastici, dal 2016, sono confluiti in un’unica area dirigenziale; mentre prima avevano un’area specifica, l’area V, adesso sono inseriti insieme ai dirigenti delle Università e della Ricerca e dell’Afam. Inspiegabilmente per i DS è in piedi una procedura di valutazione molto complessa, diversa da quella di tutti gli altri dirigenti, che aggrava pure il loro lavoro. Reputiamo inoltre che tale iter sia discriminante, oltre ad avere un costo per l’amministrazione, di cui non ci si spiega il senso.Udir ha pure presentato un emendamento, che tratta lo stesso tema, al ddl Semplificazione AC 1550 e AS 989: “la norma intende adottare, nel rispetto delle competenze specifiche individuate dal legislatore sul ruolo e le responsabilità del dirigente scolastico, le stesse modalità di valutazione riservate agli altri dirigenti confluiti nella stessa area dell’istruzione e della ricerca”.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “il confronto programmato dall’accordo sottoscritto da Miur e sindacati fa ben sperare; infatti è arrivato il momento di dare alla categoria dei DS, oberata di responsabilità e mansioni, i giusti riconoscimenti”. L’accordo firmato segue le richieste di emendamento presentate in Parlamento a seguito dell’audizione del giovane sindacato e della Confedir con cui si è chiesto la sospensione della procedura. Non si arriva a uno stop, ma alla presa d’atto che i presidi non saranno più obbligati alla compilazione del portfolio e della necessità di un cambiamento. Inoltre, “siamo pronti a vigliare sull’applicazione della norma contrattuale in attesa di diventare rappresentativi”, conclude il presidente Udir Marcello Pacifico.
Il sindacato continua l’attività formativa attraverso le Giornata di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali e i Seminari diventare Dirigente.

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Scuola: Nuovo Contratto DS

Posted by fidest press agency su domenica, 28 ottobre 2018

I sindacati rappresentativi si sono incontrati ancora una volta pochi giorni fa per parlare di trasferimenti, deleghe, rotazione degli incarichi e valutazione. Dopo il riconoscimento per il giovane sindacato, poiché passa la linea di Udir di affrontare con serietà il tema dello stress da lavoro correlato dopo la denuncia fatta nei seminari “Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali”, continua la sua battaglia a fianco dei dirigenti scolastici. Il contratto dei dirigenti della scuola del 2010 è esecrando, soprattutto perché le OO.SS. firmatarie accettarono una clausola inaudita: la determinazione dei fondi per la retribuzione di posizione e di risultato usciva dalle materie di contrattazione integrativa. Davvero incredibile: non si era mai visto un sindacato che, per statuto deve tutelare i lavoratori, rinuncia a una sua prerogativa, peraltro presente nei contratti precedenti, riguardante la retribuzione. Ma c’è anche di più: nel CCNL dell’Area VII, firmato nello stesso mese e anno, restava in vigore l’art 4. del precedente CCNL marzo 2008, in cui si era statuito che sono oggetto di contrattazione integrativa “b) determinazione dei compensi per incarichi aggiuntivi; c) determinazione dei fondi di posizione e di risultato; d) graduazione delle funzioni dirigenziali; e) criteri per la concessione dei congedi di cui all’art.24, comma 4, del presente CCNL; f) criteri per il conferimento e il mutamento degli incarichi […]”. Quindi, solo per i dirigenti scolastici i sindacati firmatari del loro contratto, CGIL, CISL, UIL, SNALS e ANP, rinunciarono alla cruciale possibilità di contrattare i fondi per la retribuzione accessoria. Nel contratto dell’Area VII invece no, poiché i sindacati firmatari con l’Aran e il Ministero lasciarono tutto invariato. Il risultato è che il FUN dei dirigenti scolastici ha subito tagli di ogni tipo, portando a una perdita netta di oltre 17 mila euro negli ultimi 10 anni; inoltre, ci sono anche tagli sulla RIA dei dirigenti cessati dal servizio, tagli per le reggenze in crescita esponenziale che sottraggono importanti risorse alla retribuzione accessoria, tagli per estemporanee decisioni del MEF. Risultato: dirigenti della scuola con stipendi diminuiti, oggetto di decreti della RTS per trattenute sullo stipendio, e responsabilità e adempimenti inversamente proporzionali alla retribuzione.
Veniamo a un secondo punto: come si legge nell’art. 4 citato, i sindacati per l’Area VII continuarono a detenere il diritto di contrattare i criteri per il conferimento e il mutamento degli incarichi. Per l’Area V furono invece definiti alcuni criteri, piuttosto vaghi, per il solo mutamento di incarico ( art. 9) e CGIL CISL UIL SNALS e ANP per il conferimento degli incarichi abbandonarono i dirigenti scolastici alla mercé dei Direttori Regionali, liberi di conferirlo sostanzialmente a propria discrezione, solo sulla base delle generiche previsioni del D. Lgs 165/2001: “Gli incarichi dirigenziali sono conferiti a tempo determinato; l’affidamento e l’avvicendamento degli incarichi, per le tipologie previste dalle norme vigenti, avvengono nel rispetto di quanto previsto dal D. lgs. n.165/2001”; inoltre, l’abrogazione del comma 6 dell’art. 11 del CCNL 2006, priorità nel conferimento degli incarichi alla provincia di residenza del DS, ha completato la nefasta opera di rinuncia alla tutela degli interessi dei lavoratori, con le conseguenze che tutti conosciamo. Anche solo per le materie oggetto di contrattazione e per i criteri di conferimento degli incarichi, l’omogeneità con gli altri dirigenti è dunque più che auspicabile, per avere finalmente pari diritti e identica dignità.

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Contratto dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su sabato, 6 ottobre 2018

Il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, alla luce di quanto discusso durante la riunione Aran, in un’intervista incentrata sul contratto DS, si sofferma sulle lotte portate avanti come sindacato che spera non vengano vanificate da una firma che non tutela gli ex presidi.“L’ultimo incontro svoltosi all’Aran vede ancora una volta dimenticate tutte le battaglie che sono state portate avanti e recriminate dai sindacati rappresentativi della dirigenza scolastica nell’ultimo anno, proprio prima della certificazione della rappresentatività. La prima grande battaglia era quella della perequazione interna, della Ria, cioè di quell’assegno che ad oggi viene dato ai presidi assunti prima del 2001, e non ai dirigenti scolastici assunti dopo il 2001: nessuno ne fa cenno, ma per Udir è una battaglia fondamentale senza la quale non è possibile andare a firmare il contratto. La stessa cosa avviene per la perequazione esterna, dove addirittura negli ultimi incontri sembra che manchino dei fondi e bisogna andare ad attingere ai fondi della legge 107 e addirittura per gli anni successivi non è garantito nemmeno quel minimo previsto dalla legge, cioè quella progressiva ridistribuzione delle risorse, al punto tale da aumentare di 8mila euro complessivi la retribuzione di posizione di parte fissa dei dirigenti così come quella degli altri dirigenti delle altre ex aree, dell’area per esempio VII. Tutto questo per Udir è intollerabile perché se ciò è stato stabilito per contratto, nel contratto si deveno prevedere sin dal 2016 questi 8 mila euro o non le briciole, oppure ancora un forse per il futuro. E su questo, la perequazione esterna, non ci si può fermare nemmeno qui, perché ancora una volta, rispetto allo stipendio finale degli altri dirigenti della pubblica amministrazione, i dirigenti scolastici nientemeno percepiscono la metà. Queste per noi sono delle battaglie fondamentali e chiediamo ai sindacati di non svendere il contratto dei dirigenti scolastici; in tutto questo non si parla più delle risorse per gli aumenti contrattuali che sono oltretutto a rischio poiché, se non vengono rifinanziati nella Legge di Stabilità, rischiano anche per il prossimo anno di svanire”.

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Dirigenti scolastici e retribuzione

Posted by fidest press agency su domenica, 30 settembre 2018

Sono quattro gli incontri in Aran tra Miur e sindacati dell’Area Istruzione e Ricerca. Presentata una bozza su alcuni punti comuni della parte giuridica tra i dirigenti della ricerca, della scuola e dell’università confluiti sulla stessa area, ma rimane la volontà di non garantire né la piena perequazione esterna relativamente alla parte economica, né quella parziale prevista dalla legge per assenza dei fondi. Si pensa di utilizzare i 35 mln del FUN che andrebbero a decurtare però i soldi per le reggenze e per le altre voci della retribuzione. Assente, inoltre, nonostante le promesse ogni riferimento alla perequazione interna (RIA) tra gli ex presidi e i dd.ss. assunti dopo il 2001. A queste condizioni, inutile firmare.
Udir ha dedicato ampio spazio alle questione del contratto DS negli ultimi mesi. In particolare, sono sotto attacco i 35 milioni strutturali stanziati dalla legge 107/2015 per remunerare il maggior impegno e le enormi responsabilità dei dirigenti. L’Aran propone invece di destinare a questo contratto per la equiparazione della retribuzione di posizione /parte fissa i 4/12 dei 35 milioni dell’esercizio di Bilancio 2018, dato che la restante parte serve per finanziare il FUN 2017/2018, non ancora quantificato. Ma la legge di Bilancio è chiara: impone di utilizzare tutte le risorse disponibili per l’equiparazione della parte fissa. È altrettanto acclarato, però, che se per far questo si prendono i soldi dal FUN, diminuirà la retribuzione quota variabile e risultato (sulla retribuzione di risultato si avrebbero alcune centinaia di euro annuali). L’altro problema, definito “tecnico” ma in realtà ancora tutto politico, risiede nella possibilità di prevedere già in questo contratto la disponibilità delle somme stanziate dalla legge 205/2017 per il 2019 (41 milioni lordo Stato) e 2020 (96 milioni in totale a regime). L’Aran richiama a questi problemi “tecnici” per non contrattualizzarli da subito e propone una “dichiarazione di intenti” nel contratto relativa a queste cifre. Ma proclami del genere si ascoltano da troppo tempo. Dunque Udir rilancia e continua a dichiararsi pronta a trasformare le diffide messe a disposizione dei colleghi per ottenere tale parziale equiparazione già dal 2016 in ricorsi al giudice del lavoro se verrà firmato il contratto così come è. È giunta l’ora di dire basta: Udir afferma che i soldi della legge di Bilancio per il 2018 vanno conteggiati in questo contratto e incrementati nella prossima legge di stabilità per cominciare a garantire anche la parziale parità di trattamento economico tra i dirigenti della stessa area. Altrimenti, seguendo la linea Aran e quella delle OO.SS. rappresentative, è facile immaginare come finirà: per questo triennio contrattuale ci sono solo 37 milioni + 4/12 dei 35 ex legge 107, sottratti alle altre voci del Fun, totale circa 48 milioni che oggi ammonterebbero a circa 6mila euro lordo stato per ogni dirigente.Occorre negoziare adesso tutti i fondi stanziati, ancorché concretamente esigibili nel 2019 e nel 2020. E fare di più: chiedere che nell’imminente legge di Bilancio 2019 siano stanziati i fondi necessari per l’equiparazione totale, non armonizzante e progressiva, fin da gennaio 2019. È l’ora, dopo oltre 18 anni, di esigere realmente l’equiparazione, ponendo fine a un vergognoso sfruttamento. E respingendo le tesi consolatorie che già alcuni sindacati adombrano (l’aumento sulla parte fissa poi però non è suscettibile di modifiche in peggio: è pensionabile, si avrebbero aumenti dal 1 gennaio 2018 ma solo per il 2019 diminuirebbe la parte variabile). Sono promesse e batoste economiche a cui abbiamo già assistito negli ultimi 5 anni: davvero i DS appoggeranno i sindacati che le propongono? Certamente no.

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Oltre la metà (57%) dei circa 106 mila dirigenti di imprese italiane ha più di 50 anni

Posted by fidest press agency su domenica, 23 settembre 2018

La punta più alta nel Molise (73%) mentre in Lombardia e Trentino Alto Adige sono mediamente più giovani. È quanto emerge da un’analisi di DAS, compagnia di Generali Italia specializzata nella tutela legale, che ha studiato una nuova soluzione (Difesa Manager) per fornire assistenza legale nei procedimenti penali, civili e amministrativi in cui possono essere coinvolti i dirigenti nell’esercizio delle loro funzioni.
Dopo il Molise, secondo quanto rilevato da DAS, Sardegna (69%), Umbria e Valle d’Aosta (67% ciascuna) sono le regioni con la percentuale più alta di dirigenti over 50. Al contrario i dirigenti che non superano i 49 anni sono più numerosi in Lombardia (47%) e Trentino Alto Adige (43%). Seguono le Marche (42%) e, con una quota del 40% ciascuna, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Piemonte.Dall’analisi di DAS si evince che meno dell’1% (0,89%) dei lavoratori dipendenti delle imprese italiane sono manager, con una concentrazione più elevata in Lombardia (1,6%, quasi 48 mila), Lazio (1,1%, oltre 16 mila) e Piemonte (1,04, poco meno di 10 mila), più bassa in Calabria (0,12%), Basilicata e Molise (0,13 ciascuno).DAS ha rilevato che quasi la metà (45%) dei dirigenti lavora in Lombardia e poco più del 15% nel Lazio. La loro presenza è significativa anche in Emilia-Romagna (9%) e Veneto (7%). Nel nostro Paese solo il 15% dei dirigenti è di sesso femminile, la percentuale sale al 19% in Basilicata e si attesta al 17% in Lombardia e nel Lazio.
Su 220 sentenze esaminate, relative ad azioni civili di responsabilità verso gli amministratori, riferite al periodo 2003 – 2013, quasi il 44% ha riguardato casi di “violazione della diligenza” e circa il 33% “irregolarità contabili”. Poco più di 1 sentenza su 4 (28%) ha avuto per oggetto casi di “prosecuzione dell’attività dopo la perdita del capitale sociale” e circa il 16% casi di conflitto di interessi. Meno rilevanza hanno avuto gli “atti eccedenti l’oggetto sociale o i poteri” (circa il 6% delle sentenze). Nel 40% delle sentenze è stata riconosciuta la responsabilità degli amministratori Difesa Manager è la copertura assicurativa di tutela legale specifica per le figure apicali delle aziende. Offre l’assistenza legale necessaria per difendersi di fronte a procedimenti penali, civili e amministrativi.Sotto il profilo penale la polizza copre sia i procedimenti penali di natura colposa (ad esempio per un infortunio a un dipendente dell’azienda), sia quelli di natura dolosa (a esempio per presunti reati societari quali le false comunicazioni sociali a danno di creditori); in quest’ultimo caso, però, il rimborso delle spese è garantito purché non vi sia una sentenza definitiva di condanna.La garanzia opera anche di fronte a procedimenti derivanti da violazioni del nuovo regolamento europeo della privacy noto come “GDPR”.La copertura prevede il rimborso di tutte le spese legali e processuali anche nel caso si debba difendere da una richiesta di risarcimento per danni, o la si debba promuovere contro terzi.DAS ha esteso la copertura non solo ai rappresentanti legali delle aziende, ai membri degli organi collegiali delle società (consiglio di amministrazione, collegio sindacale, organismo di vigilanza) ma anche ai procuratori speciali, ai quadri e a tutti coloro che in azienda sono responsabili della privacy o del servizio di protezione e prevenzione.La soluzione proposta offre massimali variabili, fino a 200.000 euro per singolo sinistro.

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Scuola: nel 2020 gli stipendi dei dirigenti scolastici di alcune regioni diventeranno più bassi degli attuali

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

A regime, tra un paio d’anni, nonostante gli aumenti contrattuali sulla retribuzione fissa, in alcune regioni i capi d’istituto si ritroveranno con dei compensi complessivi più bassi rispetto all’inizio della vigenza contrattuale. I più penalizzati saranno quelli dell’Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Piemonte, dove l’arrivo di nuovi dirigenti scolastici porterà una consistente riduzione delle somme da assegnare individualmente: per le voci legate alla retribuzione variabile ed accessoria, si prevedono perdite superiori ai 10mila euro a preside. Non è da meno la retribuzione di risultato: questa “voce” non rientra nello stipendio mensile, viene pagata in un’unica soluzione annuale, per cui i dirigenti scolastici rischiano di non accorgersi nemmeno dei pesanti tagli già fatti e di quelli in arrivo. Sempre in Emilia Romagna, già nel 2016/2017 il budget e la media pro capite sono diminuiti drasticamente (dai 4mila ai 7mila euro, a seconda della fascia di appartenenza) e a regime diminuiranno ancora. In entrambi i casi, gli aumenti contrattuali non ce la faranno a compensare le perdite.Marcello Pacifico (presidente Udir): La perdita sulla retribuzione variabile ed accessoria porta ad un risultato veramente assurdo; la colpa non è di certo dei dirigenti scolastici, ma va ricondotta sia alla superficialità di certi sindacati sia alle regioni che hanno realizzato piani di dimensionamento. A completare il quadro ultra negativo c’è anche il fatto che l’amministrazione centrale continua a bandire concorsi con una cadenza lunghissima. Il problema è iniziato nel 2010: ne sanno qualcosa i colleghi della Campania. E ora è esploso in altre regioni. Da questo ‘gioco’ delle tre carte, i dirigenti scolastici si ritroveranno una diminuzione dello stipendio complessivo, sempre considerando che si attuerà in modo differenziato a seconda delle fasce di collocazione.

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Dirigenti scolastici, la spending review non è finita: stipendi tagliati di 350 euro

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

ministero-pubblica-istruzioneI soldi promessi ai presidi nell’immediato sono stati utilizzati per il decreto vaccini; la Legge di Stabilità 2016 prevede che il Fondo unico nazionale non può superare l’ammontare dell’a.s. 2015/2016 e in caso di riduzione del numero dei dirigenti scolastici in servizio il Fun va diminuito in proporzione, così con l’arrivo dei prossimi vincitori del concorso è destinato ad assottigliarsi ancora; un altro pezzo di stipendio si deve alla mancata Retribuzione individuale di anzianità dal 2011, mentre dal prossimo anno verrà meno la quota una tantum giunta dalla Buona Scuola. In tutto, fanno 350 euro in meno a dirigente scolastico, con quelli del Lazio penalizzati più di tutti perché nel frattempo devono pure restituire degli arretrati. Con il rinnovo del contratto, se va bene, se ne recupereranno appena 85. Ecco perché conviene fare ricorso. Marcello Pacifico (Confedir-Udir): i tagli arrivano proprio mentre la categoria si aspettava di recepire arretrati e aumenti. Infatti, devono ancora essere rideterminati tutti i finanziamenti regionali, e recuperati con il ricorso gratuito Udir assieme a tutti gli arretrati e contro il taglio del Fun. Per questo, nessun contratto può essere firmato se non si ottiene la perequazione interna (RIA) ed esterna alle altre aree dirigenziali degli enti locali e centrali. E nemmeno se non si recupera il costo dell’inflazione (salita 14%). Anche su sicurezza (D.lgs. 81/08) e valutazione (L. 107/15) non ci siamo. Poi, ci sono le reggenze impraticabili e sottopagate, le segreterie ridotte all’osso, i rischi civili e penali sempre maggiori, le competenze allargate a dismisura senza nessun riscontro o supporto degno di questo nome. Udir attraverso apposito ricorso intende recuperare tutti gli arretrati sinora non percepiti. Inoltre, il sindacato ha deciso di avviare ricorso al Tar Lazio anche per l’incremento del Fondo Unico nazionale. La giovane organizzazione sindacale, che opera a tutela dei dirigenti scolastici, è pronta anche a impugnare tutti iContratti Integrativi Regionali che saranno sottoscritti.Aderisci al ricorso gratuito. Udir mette, infine, a disposizione specificimodelli di diffida, puntando al recupero di una serie di ‘voci’ e diritti sino a oggi negati: Recuperi Erariali, Trattenuta TFR/TFS, Trattenuta ENAM, Indennità di vacanza contrattuale, RIA, FUN.

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Scuola Concorso dirigenti: test scritto a settembre

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 luglio 2017

scuolaLa pubblicazione del bando è legata all’approvazione del Regolamento che, dopo le modifiche apportate e volute dalla Funzione Pubblica e dal MEF, ha ripreso l’iter consueto passando al vaglio di: CSPI, Consiglio di Stato e Funzione Pubblica. Con la prova preselettiva che si potrebbe svolgere subito dopo l’estate. Ma qualora si allunghino ancora i tempi, nel 2018 avremo 2.300 reggenze: un problema enorme per la conduzione regolare delle scuole, oltre che per i milioni di alunni, ma anche di tutto il personale, che le vivono e frequentano ogni giorno. Come rimane da risolvere il problema dell’esclusione del personale titolato ma non di ruolo: a sostenere che l’assunzione a tempo indeterminato non è indispensabile per partecipare alle prove è stato, tre anni fa, il Tar Lazio che, con la sentenza 5011/2014, mai sospesa dal Consiglio di Stato, ha ammesso senza indugi i candidati alla precedente selezione ottenuta sempre dai legali Anief. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): pensare di tirare su dei paletti, superati dal tempo, anche quando i giudici e l’Europa sostengono da tempo il contrario, non fa altro che elevare in modo esponenziale il numero di contenziosi che i lavoratori attivano con l’amministrazione centrale. Ricordo che a favore della partecipazione dei precari ai concorsi pubblici si è espressa anche la Corte di Giustizia europea con il procedimento C-177/10 dell’8 settembre 2011. Fare finta di niente, continuare a fare ostruzionismo, è l’atteggiamento peggiore che si possa tenere. E i motivi verranno spiegati in tribunale.
È già attivo il ricorso contro l’esclusione illegittima dal concorso per dirigenti scolastici. Nel frattempo, Eurosofia ha avviato da tempo corsiin presenzaea distanzaper prepararsi alle prove del concorso a preside.

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Concorso dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su domenica, 2 luglio 2017

corte costituzionaleL’ordinanza 3008/17 rimette in Corte costituzionale la legge 107/15 e sospende il relativo decreto ministeriale. Sarebbero più di 3mila i docenti esclusi dall’ultima sanatoria che voleva evitare proprio la rinnovazione delle prove concorsuali contestate nel 2004 e 2011. Anief invita tutti i ricorrenti che hanno contestato il DDG 13.07.11, senza sentenza definitiva al 13 luglio 2015, a costituirsi, gratuitamente, in giudizio presso la Consulta per ottenere l’ammissione a un nuovo corso riservato. Per aderire al ricorso,clicca qui.Scadenza 14 luglio 2017. In principio il Miur ha bandito due concorsi per selezionare i dirigenti scolastici: il primo bandito nel 2004 e il secondo nel 2011. Il primo concorso bandito nel 2004 è subito oggetto di diversi contenziosi presso il Tribunale amministrativo che portano alla rinnovazione di alcune delle prove svolte; due anni dopo, nel 2006, a loro volta contestate. A distanza di tempo, il contenzioso continua nonostante sia approvata una legge nel 2010 e sia bandito un nuovo concorso nel 2011 che, a sua volta, è contestato al punto di costringere ancora il Parlamento a intervenire con l’introduzione dei commi 87-90 della legge n. 107 del 13 luglio 2015: si autorizza una nuova sanatoria per tutti coloro che hanno un ricorso pendente avverso il Decreto che bandiva il concorso del 2004 o del 2006 – anche senza tener conto dell’esito provvisorio, e per chi ha vinto o è risultato idoneo al concorso di cui al DDG che bandiva il concorso 2011, ma le cui graduatorie di merito sono state annullate in sede giurisdizionale.

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Scuola – Concorso dirigenti: il bando non arriva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneTuttoscuola: senza nomine il 2018-19 sarebbe un anno horribilis ancor più dell’anno prossimo, gravato da un numero crescente d’istituti affidati al preside di altre scuole. Se le sedi vacanti al prossimo settembre si possono stimare intorno a 1.500, dall’anno successivo potrebbero sfiorare le 2.000, a cui vanno aggiunte le 334 sedi sottodimensionate che, per legge, non dispongono del dirigente titolare e sono anch’esse affidate in reggenza. Del ritardo sembra compiacersi il ‘Ministero dell’economia e finanze, perché, conti alla mano, deve pagare per una sede vacante soltanto l’indennità di reggenza, mentre per una sede coperta dal concorso dovrà pagare la retribuzione da DS del vincitore nonché lo stipendio di un altro docente chiamato a ricoprire il posto lasciato vacante dal neo DS’. Appello Anief: si è ancora in tempo per modificare il regolamento.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non si può gestire la scuola senza un minimo di programmazione. Se, a breve, una scuola su quattro si ritroverà senza preside e una su due con lo stesso dirigente scolastico, non possiamo nasconderci dietro a un dito. Si provveda, quindi, ad allestire un concorso pubblico con un adeguato numero di posti. Così come si permetta di superare l’immissione in ruolo come requisito imprescindibile per l’immissione in ruolo come dirigente. Dalla nostra parte abbiamo anche la sentenza della Corte di Giustizia europea sul procedimento C-177/10 dell’8 settembre 2011: una pronuncia che, assieme alle espressioni dello stesso tenore del Tar, peserà, ne siamo certi, nelle valutazioni dei giudici. È ancora possibile aderire al ricorso contro l’esclusione illegittima dal concorso per dirigenti scolastici. Nel frattempo, Eurosofia ha avviato da tempo corsiin presenzaea distanzaper prepararsi alle prove concorsuali usufruendo di vantaggiose convenzioni e vantaggi.

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Scuola: Concorso dirigenti imminente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 giugno 2017

scuolaAnief condivide la proposta che l’A.N.Co.Di.S. si accinge a portare dopodomani alla Ministra Valeria Fedeli per l’assegnazione urgente di quasi 2mila posti da preside: deve essere stabilito un adeguato punteggio per gli anni svolti per la collaborazione e il servizio reso deve avere il riconoscimento di stage formativo. Per l’assegnazione delle nuove dirigenze scolastiche si preveda quindi un concorso con il 50% dei posti annualmente vacanti e il 50% da assegnare tramite graduatorie degli incarichi di Presidenza: una sorta di doppio canale, come si fa per le Gae dei docenti, con possibilità di accedere a un corso-concorso per chi ha svolto almeno 36 mesi di incarico. Il sindacato ritiene particolarmente importante valorizzare tutti quei docenti che negli anni si sono spesi per il bene delle loro scuole, acquisendo competenze e professionalità.Con l’occasione, Anief torna a chiedere la partecipazione al prossimo concorso dei docenti precari che hanno alle loro spalle cinque anni di servizio e siano in possesso del titolo di ammissione, quale è la laurea. A questo proposito, il sindacato ricorda ancora una volta al Miur che la sentenza del Tar Lazio, la 5011/2014 del Tar del Lazio, mai sospesa dal Consiglio di Stato, ha ammesso i candidati alla precedente selezione: è ancora possibile aderire al ricorso contro l’esclusione illegittima dal concorso per dirigenti scolastici. Nel frattempo, Eurosofia ha avviato da tempo corsiin presenzaea distanzaper prepararsi alle prove. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non si comprende perché in Italia spesso le espressioni dei giudici non trovino seguito nei regolamenti e nei concorsi pubblici. Considerando che gli ultimi 200 idonei della selezione del 2011 sono stati assunti lo scorso settembre, viene da chiedersi cosa frena ancora il Ministero dell’Istruzione ad accordare la nostra richiesta. Come quella di riservare una parte dei posti vacanti a chi ha già dimostrato nelle scuole di avere doti organizzative e di gestione delle risorse umane. In caso contrario, stiamo valutando la possibilità di avviare un ricorso apposito per questi docenti-collaboratori.

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Concorso dirigenti scolastici, sì alla valutazione del servizio nella paritaria ma ancora esclusi illegittimamente i precari

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

ministero-pubblica-istruzioneIn base alle anticipazioni sullo schema definitivo elaborato dal Miur per la selezione nazionale per almeno 1.500 presidi, rimangono dunque fuori dal concorso tutti i docenti non di ruolo che hanno pur svolto cinque anni di servizio in possesso del titolo di ammissione, nonostante vi sia una sentenza del Tar Lazio, mai sospesa dal Consiglio di Stato, che abbia ammesso i candidati alla precedente selezione ottenuta dai legali Anief che è pronta a farli partecipare ancora con un nuovo ricorso. Se vuoi aderire, vai al seguente link. Ragione, inoltre, ha avuto il giovane sindacato a far dichiarare nelle domande di mobilità, graduatorie interne d’istituto, e di ricostruzione di carriera lo stesso servizio della paritaria che ora si vorrebbe valutare. Nel frattempo, Eurosofia ha avviato da tempo corsi in presenza e a distanza per prepararsi alle prove concorsuali con specifiche convenzioni.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): con la sentenza 5011/2014 del Tar del Lazio, i giudici amministrativi hanno confermato che per partecipare al concorso per dirigenti non può essere considerato titolo imprescindibile la già avvenuta immissione in ruolo. Ciò significa che non è necessario essere assunti a tempo indeterminato. Non si comprende questo ostracismo, ancora di più perché occorrono mai come oggi tanti bravi dirigenti, che non possono essere esclusi a priori, per un cavillo, visto che vi sono circa 1.400 reggenze e che gli ultimi 200 idonei della selezione del 2011 sono stati assunti all’inizio di quest’anno scolastico.

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