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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘dirigenti’

Lettera aperta ai dirigenti, al personale scolastico, agli studenti del presidente Anief-Udir, Marcello Pacifico

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2020

Cari/e colleghi, alunni/e, il 14 settembre 2020 rappresenta una data da ricordare per l’inizio delle lezioni in alcune delle nostre scuole dopo mesi di chiusura in cui il Paese finalmente si è interrogato sull’importanza del lavoro che ogni giorno svolge
più di un milione di insegnanti, educatori, amministrativi, presidi per garantire il diritto all’istruzione di 8 milioni
di studenti. La scuola deve ripartire, è responsabilità di ognuno di noi, ci ricorda papa Francesco oggi, e nel ripartire deve
avere chiaro un nuovo patto educativo tra le famiglie e tutta la comunità educante con una particolare attenzione
alla cura della salute, delle relazioni sociali, di chi è rimasto indietro, di chi è più debole, di chi è fragile, del
nostro ambiente. Il distanziamento sociale rimane uno degli strumenti più forti anche se più alieni all’uomo, che Aristotele ha
definito proprio animale sociale, per combattere la diffusione del Covid-19 dentro e fuori le aule, nonostante i
protocolli di sicurezza presi sulle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico e le Linee Guida dell’istituto
superiore della sanità. Sono consapevole che la paura è tanta, i dubbi maggiori, ma non dobbiamo uccidere la speranza, anzi
dobbiamo rafforzare la nostra prospettiva per una sfida che ci deve vedere tutti attenti e uniti nel culto della
tutela della salute ma anche del desiderio della cultura. Nei mesi duri della chiusura, moltissimi insegnanti hanno
cercato di restare in contatto con i propri studenti pur non essendo formati a una didattica a distanza che in
alcuni casi ha persino allargato le distanze sociali. Dobbiamo fare di tutto per non ritornare a quei mesi, perché la tecnologia ci deve aiutare a migliorare gli strumenti di diffusione del sapere ma non potrà mai sostituire la mediazione didattica in presenza e il suo ruolo nell’educazione delle nuove generazioni. Sono certo che tutti ci impegneremo perché la curiosità guidi ancora i nostri figli e con essi li porti alla ricerca di una società più giusta e migliore; in fondo, come a Federico II piaceva sempre ricordare al figlio Corrado, si gubernare populos in studium velle. Compito del Governo, del Parlamento, del Sindacato è alimentare questo sogno, sorreggere questo impegno, vincere questa sfida che dovrà dotare l’istruzione e la ricerca nei prossimi anni al centro degli investimenti contratti con l’Europa per la ripartenza questa volta del Paese. Dobbiamo stabilizzare i precari e assumere tutti i vincitori dei concorsi, dobbiamo abolire le classi pollaio, dobbiamo recuperare i diecimila plessi dismessi, utilizzare organici certi su tutti i posti vacanti specialmente su quelli di sostegno. Abbiamo il dovere, in poche parole, di dare un futuro all’Italia nella sua vocazione europea, terra di tolleranza, di creatività, di diritto, di cultura. Il nostro obiettivo è quello di ricostruire insieme una scuola più giusta che sia fondata sul rispetto del diritto nazionale e comunitario’. Buon inizio delle lezioni Marcello Pacifico (n.r. E noi ci associamo)

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Scuola: Appello dirigenti Udir alla ministra Azzolina: bisogna definire le nostre responsabilità sul ritorno in classe

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

A due settimane dal nuovo anno scolastico e poco meno di un mese dall’inizio delle lezioni rimangono diverse difficoltà da superare per la riapertura delle scuole: una delle più importanti riguarda le delimitazioni delle responsabilità in capo ai presidi, che con le lezioni in presenza da attuare in fase di emergenza epidemiologica potrebbero andare a determinare grossi problemi. “I dirigenti scolastici di tutta Italia iscritti a Udir – ha detto oggi Marcello Pacifico, presidente Udir, nel corso di una intervista a Italia Stampa – chiedono alla ministra dell’Istruzione un intervento urgente, affinché si chiarisca una volta per tutte quali siano le loro responsabilità, nel momento in cui il Protocollo di sicurezza non potrebbe essere rispettato per salvaguardare il distanziamento fisico”.Si avvicina la riapertura delle scuole e i dirigenti scolastici chiedono chiarezza sulle loro responsabilità. “Questo accade – dichiara Marcello Pacifico, leader del sindacato Udir – nel momento in cui purtroppo sta per rialzarsi, tornando sui livelli di fine maggio. I dirigenti scolastici hanno chiesto classi in più, aule, locali. E hanno chiesto anche tanto personale. Ma hanno chiesto anche tanto personale aggiuntivo anche se non sanno quando e come utilizzarlo. Anche se fosse confermata la quota di 76 mila posti in più bisognerà comunque confrontarsi con le singole situazioni per mantenere un distanziamento sociale di cui i presidi non possono essere ritenuti responsabili”.“Ecco perché, a questo punto, nel decreto legge 104 di agosto Udir chiede un intervento chiarificatore sul Testo unico sulla sicurezza, in particolar modo sulla necessità di riaprire le scuole e su quali siano le responsabilità del dirigente scolastico nel momento in cui non può ottemperare alle prescrizioni del Comitato tecnico scientifico che in questi giorni tornerà a riunirsi”, conclude Marcello Pacifico.Nella fattispecie, il giovane sindacato a tutela dei dirigenti scolastici, assieme ad un chiarimento sul Testo unico sulla sicurezza sulla responsabilità dei presidi, torna a chiedere uno “scudo” ad hoc per tutelare i capi d’istituto, i quali continuano ad essere considerati datori di lavoro sempre più atipici, poiché privi di tanti poteri di spesa sulla prevenzione e sulle misure legate alla salute del personale scolastico e studentesco, ma direttamente responsabili – anche dal punto di vista penale – qualora subentrassero “incidenti di percorso” anche non attinenti al loro operato.

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Mobilità dei dirigenti scolastici, approfondimento Udir

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

Proprio la settimana scorsa è stato presentato un emendamento che chiede lo sblocco della mobilità al Decreto scuola D.L. 22 del 8 aprile 2020 in esame al Senato. Vai al Testo degli emendamenti L’esilio lavorativo è una condizione da non augurare a nessuno. Soprattutto quando è ingiustificato e dura da troppo tempo, senza che si intravedano possibilità di poter tornare a casa, dai propri affetti, nella propria regione, senza più spese per soggiorni e viaggi, vedendo decurtato il proprio stipendio anche di oltre 12mila euro all’anno.Molto preoccupante risulta invece la situazione che si va prospettando, relativa alla mobilità dei dirigenti scolastici, nei prossimi 10 anni. La mobilità dei dd.ss. in servizio fuori della propria regione sarà ostacolata infatti da almeno tre fattori: il vincolo triennale di assegnazione alla propria sede, sancito dal contratto di lavoro sottoscritto; il limite massimo del 30% delle sedi disponibili da riservare alla mobilità interregionale, e la sincronia con cui i dirigenti scolastici si troveranno a chiedere la mobilità interregionale.Gli USR renderanno disponibili solo poche sedi nelle diverse regioni, anche meno del 30% massimo definito nel CCNL, mentre invece aumenterà il numero di dirigenti scolastici che chiederanno già da quest’anno la mobilità. Il combinato dei vari fattori rischia di rendere di fatto impossibile e bloccata per lungo tempo la mobilità interregionale per la maggior parte dei dirigenti scolastici, sia quelli da poco immessi in ruolo fuori regione con il concorso del 2017, sia quelli del concorso del 2011, sia quelli immessi ai sensi dei commi 87 e 88 della legge 107/2015. Questa giusta e umana possibilità, per quanto prevista nel contratto, sarà per loro di fatto preclusa.Per scongiurare il blocco completo della mobilità interregionale nei prossimi anni e impedire la disapplicazione di ogni criterio di merito con l’attuale procedura che di fatto penalizza i dirigenti scolastici assunti da tempo (oramai alla fine del quinto anno di dirigenza) e i neoassunti, Udir propone di adottare, a partire dall’anno scolastico 2020/2021, la mobilità straordinaria su tutte le sedi disponibili prima delle nuove immissioni in ruolo e l’abolizione del tetto del 30% e di qualsiasi limitazione al numero delle sedi disponibili per la mobilità interregionale, tenendo anche conto dell’anzianità di servizio maturata nel ruolo di dirigente e le modalità di assunzione attraverso un concorso nazionale.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, risponde così all’appello accorato del “Coordinamento Ds itineranti” prendendo in carico il gravoso peso di problemi, economici, affettivi e psicologici che tali DS sono costretti a subire, tenuto conto che l’operato del sindacato UDIR si basa sulla “tutela del diritto”, come principio basilare.UDIR si è già occupato di mobilità, presentando diversi emendamenti e Disegni di Legge sia alla Camera che al Senato, spingendo gli USR a modificare le proprie azioni come nel caso dell’USR Campania che a seguito dei solleciti, da quest’anno, ha messo a mobilità interregionale il 30% dei posti a fronte dell’8% dell’anno prima. Ma questo è stato solo un primo risultato e l’UDIR, con il presidente Marcello Pacifico, porrà in essere tutte le azioni utili al raggiungimento dell’obiettivo: vedere rientrare i DS nelle proprie regioni di residenza e di vita, di nuovo insieme ai propri cari e senza pazzesche spese che incidono sul regime economico delle proprie famiglie.Saremmo ben lieti di poter affrontare la tematica accanto a voi e con voi, e a tal fine chiediamo di poter avere un contatto diretto con il “Coordinamento DS itineranti” e con tutti i movimenti di dirigenti scolastici in interregionalità, per creare un fronte comune, acquisendo insieme la forza necessaria.

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Mobilità dei dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Il sindacato Udir ha presentato alla VII commissione del Senato dieci proposte di modifica del decreto legge. Tra le proposte, quella relativa alla Sblocco della mobilità interregionale e mobilità straordinaria DS. Vai al testo degli emendamenti. Udir ha inviato dieci proposte di modifica del Decreto Scuola presentato dal Ministro Azzolina, attualmente all’esame della VII Commissione del Senato: dalla revisione dei criteri per la valutazione degli scrutini a quelli per gli esami di stato, dalla tutela della salute del personale e degli studenti alla piena valorizzazione dell’attività di didattica a distanza, a un piano straordinario di mobilità dei dirigenti prima delle prossime immissioni in ruolo.Come ha affermato il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, in un’intervista ai microfoni di Teleborsa, “l’emergenza deve valorizzare il ruolo dell’autonomia e il lavoro svolto da tutta la comunità educante. I dirigenti scolastici ritengono che non si debba ‘sminuire’ il ruolo degli organi collegiali, che possono riunirsi a distanza”.Per quanto riguarda la mobilità, Pacifico ha lanciato un “appello anche a favore dei dirigenti scolastici neoassunti, che dovrebbero rimanere nelle sedi assegnate e vacanti per almeno 5 anni. È giusto che anche questi rientrino in quel piano di mobilità straordinaria valido per tutti i dirigenti scolastici in base all’anzianità di servizio”.La misura proposta da Udir si pone “l’obiettivo di sbloccare la grave situazione di disagio a cui sono soggetti numerosi Dirigenti Scolastici collocati fuori regione e di evitare l’ulteriore stallo della mobilità interregionale a cui sarebbero soggetti molti dei dd.ss. vincitori del concorso 2017 e collocati fuori regione, nonché i dirigenti scolastici in ruolo da anni e assegnati fuori della propria regione, tenuto conto anche dell’ultima selezione avvenuta su graduatorie nazionali per i dirigenti scolastici neo-assunti, al fine di facilitare il rientro nella regione di appartenenza a fronte di nuovi posti resi vacanti”.

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Dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

E’ stato approvato l’emendamento richiesto da Anief e Udir sullo scorrimento della graduatoria degli idonei. In 500 potranno essere assunti in caso di posti vacanti e disponibili nei prossimi anni per aver superato l’ultimo concorso. Lo prevede una modifica al Mille-proroghe approvato in Commissione richiesto da Italia Viva e suggerito dai due giovani sindacati del personale del comparto e della dirigenza pubblica. I legali di Anief avevano presentato un ricorso al Tar Lazio di cui chiederanno la cessazione della materia del contendere all’atto dell’approvazione definitiva della legge L’approvazione di un emendamento che rende possibile lo scorrimento delle graduatorie di merito dei concorsi, permettendo l’assunzione di circa 500 dirigenti scolastici altrimenti non assunti pur essendo risultati idonei. Ecco – come riportato dalla stampa specializzata – cosa è andato in scena di significativo in sede di discussione del decreto Mille-proroghe 2020. Anief e Udir si erano, in tal senso, spesi indicando le strade da percorrere per raggiungere questo traguardo.

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Contratti: Fp Cgil, firma definitiva per 130 mila medici e dirigenti Ssn

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 dicembre 2019

Sottoscritto oggi definitivamente il nuovo contratto nazionale dei circa 130 mila medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale. Dopo l’intesa raggiunta il 24 luglio, le consultazioni e il via libera definitivo da parte del Consiglio dei ministri dello scorso 21 novembre, oggi sindacati e Aran hanno firmato in via definitiva il contratto. “Dopo 10 anni di attesa e molte difficoltà nella contrattazione – afferma il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi – siamo riusciti a restituire un contratto a 130 mila professionisti che, con le poche risorse disponibili, ristruttura tutto il sistema degli incarichi, coniugando il riconoscimento delle carriere professionali all’offerta di salute per la cittadinanza”. Per Filippi, “ora sono fondamentali le risorse per il prossimo contratto, relativo al triennio 19/21, in discussione nella legge di Bilancio, ma soprattutto è indispensabile quel piano assunzionale straordinario che la Cgil richiede da mesi, necessario per salvare i servizi sanitari. Le soluzioni trovate nel Patto della salute appena sottoscritto, non sono sufficienti a colmare la grave emorragia di personale che abbiamo subito in questi anni”, conclude il dirigente sindacale.

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Dirigenti scolastici: Sindacati rappresentativi e Miur a confronto sulla sicurezza il 29 ottobre

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 ottobre 2019

Ciò accadrà alla vigilia del sit-in e della protesta cui ha aderito Udir lanciata autonomamente da più di 600 presidi non più disposti a lavorare ogni giorno con il rischio di essere sospesi dal servizio, come è accaduto alla ds Franca Principe per delle responsabilità di cui devono essere esonerati, perché non hanno il potere di spesa per gli interventi sulla messa in sicurezza degli edifici, come chiedono anche due proposte di legge del PD e del M5S al vaglio del Parlamento. Marcello Pacifico (Udir): È arrivato il momento di modificare la norma (TU, d.lgs. 81/08) nella legge di Bilancio. La politica intervenga subito senza più chiacchiere, perché la vita degli studenti e dei lavoratori deve essere tutelata
Ancora malumore tra i dirigenti scolastici: dopo anni in cui sono stati lasciati soli in balia delle responsabilità e di più di 105 capi d’accusa, molti di essi hanno apposto un secco “No” e credono sia giunta l’ora che lo Stato li tuteli maggiormente. Infatti, “dirigenti scolastici provenienti da tutte le parti di Italia si sono mobilitati per la questione sicurezza strutturale degli edifici scolastici. Infatti, il 30 ottobre 2019 si sono dati appuntamento all’Istituto Da Vinci di Roma per raggiungere il Miur per un sit-in che dovrebbe portarli ad incontrare se non il Ministro Lorenzo Fioramonti almeno uno o più sottosegretari. Chiedono tutela, contro delle norme che non solo considerano ingiuste ma anche pericolose per chi frequenta le scuole”. Si ricorda che protesta si è innescata in seguito alla “sentenza di condanna della Cassazione di una loro collega, ritenuta responsabile proprio in quanto preside della caduta di un ragazzo da un lucernario durante gli esami di Maturità del 2011 nella sua scuola. Quel giorno una bidella aveva lasciato aperta la porta che portava nella zona pericolosa ma comunque è stata riconosciuta anche una responsabilità «oggettiva» della dirigente”. Dunque “la clamorosa decisione della Corte ha spinto i dirigenti di tutta Italia a chiedere una riflessione al ministero sulle responsabilità per ciò che riguarda le scuole e soprattutto lo stato degli edifici scolastici”.

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Dirigenti scolastici: Udir sul caso: “Mancano Dsga, si corra ai ripari”

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Il sindacato dei ds in difesa dei Dirigenti Scolastici di tutta Italia che in questi giorni si trovano alle prese con la mancanza del Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi. È basilare un intervento urgente: “Non è permesso nessun tipo di lassismo. Impossibile avviare in modo corretto le attività di segreteria e contabili”. Un intervento urgente, ma risolutivo delle criticità in cui versano le tantissime istituzioni scolastiche di tutta Italia e con un aggravio particolare in Sicilia. Intervento in assenza del quale «si metteranno in atto tutte le misure per garantire la sicurezza dei dirigenti» Lo chiede, in una lettera aperta all’Assessorato regionale all’Istruzione e al Miur, il sindacato dei ds UDIR, sottolineando come «la mancanza della figura del DSGA comporti l’impossibilità da parte delle scuole di avviare le attività di segreteria e contabili in modo corretto». A fianco dei ds c’è il giovane sindacato che, fin dalla sua fondazione, ha difeso i diritti dei dirigenti scolastici. La mancata sostituzione dei DSGA presso le varie istituzioni scolastiche siciliane e non solo, causata dalla difficile situazione politica e da una serie di evidenti errori amministrativi, necessita di un pronto e immediato intervento. Sapendo del problema dovuto alla carenza di DSGA e ai pensionamenti imminenti appare assurdo che il Miur abbia avviato il concorso solo nel maggio 2019, tuttora in itinere, e in cui non sono stati svolti a ora nemmeno gli scritti. Ancora più paradossale che lo stesso Miur non abbia fatto un concorso interno e riservato per coloro che già svolgevano il ruolo con l’incarico annuale, attività che avrebbe grandemente ridotto l’attuale catastrofe. E ora, nonostante errori di cui qualcuno dovrebbe rispondere, il Miur e gli uffici regionali cercano di scrollarsi di dosso le responsabilità di questa tragedia. Udir non ci sta e ha prontamente scritto, stigmatizzando questo fatto, chiedendo un intervento immediato e risolutivo. “La tempistica della quotidianità scolastica – si legge nella missiva – non permette nessun tipo di lassismo, anche in considerazione della particolare situazione amministrativa in cui incorre attualmente l’USR. Non è ipotizzabile che i dirigenti scolatici si facciano carico di responsabilità che esorbitano dalla funzione, così come non è ammissibile che i predetti vengano onerati di compiti in realtà spettanti ad altri soggetti”. Pertanto, appare evidente come la mancanza della figura del Dsga comporti l’impossibilità da parte delle scuole di avviare le attività di segreteria e contabili in modo corretto.

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Pa: Fp Cgil, riparte trattativa contratto dirigenti e professionisti Stato

Posted by fidest press agency su domenica, 8 settembre 2019

“Riparte la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dell’area della dirigenza e dei professionisti delle Funzioni centrali dello Stato. Restano nodi importanti da sciogliere, prossimo incontro mercoledì”. A farlo sapere è il segretario nazionale della Fp Cgil, Florindo Oliverio, aggiungendo che: “Il nuovo presidente di Aran, Antonio Naddeo, ha ribadito la volontà di accelerare la trattativa con l’obiettivo di firmare il contratto dopo oltre un anno di confronto con stop-and-go non attribuibili alla responsabilità del sindacato confederale ma ai tatticismi che hanno caratterizzato, fin qui, l’azione di Aran e dei sindacati autonomi e professionali”. Per questo, prosegue il dirigente sindacale, “abbiamo ribadito che per noi è fondamentale rinnovare il contratto per valorizzare ruolo e funzione della dirigenza pubblica e dei professionisti. È questa la condizione per migliorare la qualità dei servizi della Pa e renderla visibilmente utile a cittadini e imprese”. Nel dettaglio della trattativa, aggiunge Oliverio, “restano però nodi importanti da sciogliere. Innanzitutto va cancellata la previsione di definire l’orario di lavoro per lavoratori che devono poter rispondere alle rispettive amministrazioni della funzione che svolgono e della capacità di raggiungere gli obiettivi loro assegnati”. Così come, continua, “vanno date risposte chiare e visibili ai professionisti degli enti pubblici non economici che chiedono una maggiore valorizzazione della professione, maggiore trasparenza nell’affidamento degli incarichi. Resta ancora da completare la proposta di Aran sulla parte economica. Quello che non potremmo accettare è una distribuzione delle risorse disponibili non equilibrata tra tutte le categorie di dirigenti e professionisti che rientrano nel campo di applicazione di questo contratto. Al termine dell’incontro il presidente di Aran ha aggiornato la riunione a mercoledì 11 settembre a partire dalle 10”, conclude Oliverio.

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Scuola – concorso Ds: pubblicata tabella assegnazione alle regioni dei vincitori

Posted by fidest press agency su domenica, 11 agosto 2019

È stata pubblicata l’assegnazione ai ruoli regionali dei vincitori del concorso per dirigenti scolastici; come riporta Orizzonte Scuola, i vincitori sono stati assegnati alle Regioni in base all’ordine di graduatoria e delle preferenze espresse, nel limite dei posti vacanti e disponibili in ciascun Ufficio Scolastico Regionale per l’anno scolastico 2019/2020. Infatti, “dei 1.984 vincitori assegnati, 1.147 sono stati destinati alla prima Regione scelta, 262 alla seconda e 146 alla terza”. I criteri proposti dal Miur per l’assegnazione della sede sono: posizione occupata nella graduatoria di merito; attitudini e capacità professionali che si possono desumere da esperienze e competenze pregresse, qualora legate all’incarico dirigenziale.Tra il 12 e il 13 agosto vi sarà l’interpello per la scelta delle sedi con l’invio di una e-mail a tutti i vincitori con accettazione/rinuncia e modello per indicare le scuole, secondo preferenza. L’assegnazione dovrebbe avvenire entro il 19 agosto. Durante le fasi di assegnazione, “i direttori degli Uffici Scolastici Regionali devono tener conto delle precedenze previste dalla legge 104/92, quindi si atterranno a quanto previsto dagli articoli 21 e 33, commi 5, 6 e 7, della citata legge, in base alla quale i beneficiari dei predetti articoli hanno la precedenza nella scelta della sede”.

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Concorso dirigenti scolastici: Miur apre ai 520 idonei

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2019

Ma serve un provvedimento normativo, pertanto, se non sarà inserito un articolo ad hoc nel prossimo decreto legge sulla scuola, il giovane sindacato conferma la necessità di ricorrere entro 60 giorni dalla pubblicazione della graduatoria definitiva di merito, come avvenuto per il concorso docenti 2016, al fine di poter essere assunti nei ruoli di dirigenti scolastici negli anni successivi oltre le prime 2.900 posizioni.
Anief dunque ricorre: è possibile preaderire fino al 5 agosto. Il ricorso sarà presentato presso il Tar del Lazio per ottenere il superamento dello sbarramento dei 2.900 posti per i vincitori e per ottenere la possibilità, per tutti gli idonei, di essere individuati quali vincitori del concorso per scorrimento delle graduatorie. Si ricorda che il ricorso è riservato ai docenti che hanno superato tutte le prove del concorso DS.

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Concorso DS: Il 2 luglio il Tar deciderà sulla richiesta di annullamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

A seguito della calendarizzazione presso il TAR del Lazio di uno dei tanti ricorsi volti ad “annullare” il concorso per Dirigenti Scolastici, il prossimo 2 luglio, e che potrebbe portare a una sentenza breve di accoglimento, l’Ufficio Legale Udir ritiene necessario tutelare i propri iscritti vincitori e promuovere azione legale “ad opponendum” per intervenire in giudizio e richiedere il rigetto del ricorso in modo da salvaguardare le posizioni dei tanti candidati che hanno superato le prove scritte e in questi giorni si sono sottoposti o si stanno sottoponendo alle prove orali. L’adesione entro il prossimo 11 giugno, al ricorso gratuito promosso da Udir, è necessaria per contestare le censure mosse e salvaguardare l’intera procedura.

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Scuola:Quei numeri che non tornano sulle assunzioni di dirigenti, docenti, Ata e Dsga

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 maggio 2019

Sarebbero più di 80 mila quelle avviate dal ministro Marco Brussetti, ma per il presidente Marcello Pacifico del sindacato autonomo Anief – non invitato dal Miur al tavolo sul precariato, nonostante abbia vinto le ultime elezioni RSU raggiungendo la rappresentatività – i posti potrebbero essere il doppio se soltanto si adeguasse l’organico di fatto all’organico di diritto, mentre più di 50 mila cattedre sono andate vacanti durante le immissioni in ruolo degli ultimi due anni per via della mancata riapertura delle GaE, che tiene fuori dal reclutamento i precari storici. “Concorsi, assunzioni e sicurezza a scuola certificata” sono i provvedimenti sui quali il Governo sta lavorando e i cui risultati “arriveranno a breve”: a dirlo, al Giornale di Como, durante una visita negli istituti di Cantù e Mariano, è stato il ministro dell’Istruzione, tornando quindi a confermare l’intenzione del dicastero di Viale Trastevere di investire nel nuovo reclutamento, attraverso l’indizione di nuove procedure concorsuali. Marcello Pacifico (Anief) risponde a caldo: è vanagloria pensare che l’intesa prodotta alla vigilia del 25 aprile a Palazzo Chigi, con un’apertura ai concorsi riservati, selettivi e un numero di posti ridotto rispetto alle necessità effettive, possa risolvere il problema del precariato e degli oltre 120 mila posti andati a supplenza quest’anno e destinati ad aumentare ulteriormente. Servono procedure straordinarie, come l’inserimento annuale nelle ex graduatorie permanenti di tutti i docenti abilitati, l’avvio del vero doppio canale e l’organizzazione di snelli e gratuiti corsi abilitanti per i docenti con oltre 36 mesi di servizio svolto, l’adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto. Per amministrativi, tecnici e collaboratori occorre invece un piano di assunzioni straordinario, come quello adottato per i lavoratori socialmente utili, oltre che l’avvio dei passaggi professionali verticali previsto dalla legge; mentre per i Dsga, la selezione, giunta dopo 20 anni, ha ignorato gli assistenti facenti funzione, chiamati a svolgere una inutile prova preselettiva, a giugno, al pari di altri 100 mila candidati dopo anni di onorato servizio. A che punto sono i concorsi pubblici nella scuola? A seguito delle dichiarazioni del ministro dell’Istruzione, a fare il punto della situazione, riepilogando le procedure concorsuali previste o in corso di svolgimento, è stata Orizzonte Scuola: la rivista specializzata ha ricordato che è intenzione del Miur attivare un “concorsone” per la scuola secondaria con 48.536 posti, di cui 8.491 sul sostegno (tanti ne sono stati chiesti al Ministero dell’Economia e delle Finanze) da distribuire tra i partecipanti con titolo (non figurerà più l’abilitazione all’insegnamento tra i titoli di accesso); poi c’è il concorso ordinario per i maestri della scuola dell’infanzia e primaria, il cui decreto è già stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, con 16.000 posti in palio.

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Valutazione dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

È stato siglato l’accordo tra il Miur e le associazioni sindacali rappresentative in merito al procedimento di valutazione dei dirigenti scolastici per l’a.s. 2018/2019. Dal documento si evince che è stato concordato come il procedimento di valutazione dei DS relativo all’anno scolastico 2018/2019 è privo di ricadute sulla retribuzione di risultato; le attività connesse al processo di valutazione predisposte per l’a.s. 2018/2019 e le relative risultanze sono finalizzate ad una significativa revisione del procedimento di valutazione dei DS, da operarsi in sede di confronto, che tenga anche in adeguata considerazione le condizioni di contesto in cui operano i DS; in questa fase transitoria, la partecipazione alla valutazione da parte dei DS è da intendersi non prescrittiva e quindi la mancata partecipazione esclude l’espressione della valutazione di prima istanza da parte dei Nuclei di valutazione nonché l’adozione di qualsiasi provvedimento di valutazione finale da parte dei direttori del Uffici scolastici regionale; l’amministrazione s’impegna, appena sottoscritto in via definitiva il Ccnl di area, ad avviare tempestivamente il confronto sulla procedura e sulle modalità della valutazione dei DS per il triennio scolastico 2019/2022.Udir ha portato l’argomento spesso in primo piano, sottolineando la non equiparazione tra i dirigenti scolastici e i dirigenti confluiti nella stessa area: tra i punti, spicca anche la differente valutazione che senza dubbio non dà il giusto riconoscimento al ruolo del DS. Tra le proposte del giovane sindacato c’è proprio quella, tra l’altro a costo zero, che riguarda la valutazione: infatti i dirigenti scolastici, dal 2016, sono confluiti in un’unica area dirigenziale; mentre prima avevano un’area specifica, l’area V, adesso sono inseriti insieme ai dirigenti delle Università e della Ricerca e dell’Afam. Inspiegabilmente per i DS è in piedi una procedura di valutazione molto complessa, diversa da quella di tutti gli altri dirigenti, che aggrava pure il loro lavoro. Reputiamo inoltre che tale iter sia discriminante, oltre ad avere un costo per l’amministrazione, di cui non ci si spiega il senso.Udir ha pure presentato un emendamento, che tratta lo stesso tema, al ddl Semplificazione AC 1550 e AS 989: “la norma intende adottare, nel rispetto delle competenze specifiche individuate dal legislatore sul ruolo e le responsabilità del dirigente scolastico, le stesse modalità di valutazione riservate agli altri dirigenti confluiti nella stessa area dell’istruzione e della ricerca”.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “il confronto programmato dall’accordo sottoscritto da Miur e sindacati fa ben sperare; infatti è arrivato il momento di dare alla categoria dei DS, oberata di responsabilità e mansioni, i giusti riconoscimenti”. L’accordo firmato segue le richieste di emendamento presentate in Parlamento a seguito dell’audizione del giovane sindacato e della Confedir con cui si è chiesto la sospensione della procedura. Non si arriva a uno stop, ma alla presa d’atto che i presidi non saranno più obbligati alla compilazione del portfolio e della necessità di un cambiamento. Inoltre, “siamo pronti a vigliare sull’applicazione della norma contrattuale in attesa di diventare rappresentativi”, conclude il presidente Udir Marcello Pacifico.
Il sindacato continua l’attività formativa attraverso le Giornata di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali e i Seminari diventare Dirigente.

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Scuola: Nuovo Contratto DS

Posted by fidest press agency su domenica, 28 ottobre 2018

I sindacati rappresentativi si sono incontrati ancora una volta pochi giorni fa per parlare di trasferimenti, deleghe, rotazione degli incarichi e valutazione. Dopo il riconoscimento per il giovane sindacato, poiché passa la linea di Udir di affrontare con serietà il tema dello stress da lavoro correlato dopo la denuncia fatta nei seminari “Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali”, continua la sua battaglia a fianco dei dirigenti scolastici. Il contratto dei dirigenti della scuola del 2010 è esecrando, soprattutto perché le OO.SS. firmatarie accettarono una clausola inaudita: la determinazione dei fondi per la retribuzione di posizione e di risultato usciva dalle materie di contrattazione integrativa. Davvero incredibile: non si era mai visto un sindacato che, per statuto deve tutelare i lavoratori, rinuncia a una sua prerogativa, peraltro presente nei contratti precedenti, riguardante la retribuzione. Ma c’è anche di più: nel CCNL dell’Area VII, firmato nello stesso mese e anno, restava in vigore l’art 4. del precedente CCNL marzo 2008, in cui si era statuito che sono oggetto di contrattazione integrativa “b) determinazione dei compensi per incarichi aggiuntivi; c) determinazione dei fondi di posizione e di risultato; d) graduazione delle funzioni dirigenziali; e) criteri per la concessione dei congedi di cui all’art.24, comma 4, del presente CCNL; f) criteri per il conferimento e il mutamento degli incarichi […]”. Quindi, solo per i dirigenti scolastici i sindacati firmatari del loro contratto, CGIL, CISL, UIL, SNALS e ANP, rinunciarono alla cruciale possibilità di contrattare i fondi per la retribuzione accessoria. Nel contratto dell’Area VII invece no, poiché i sindacati firmatari con l’Aran e il Ministero lasciarono tutto invariato. Il risultato è che il FUN dei dirigenti scolastici ha subito tagli di ogni tipo, portando a una perdita netta di oltre 17 mila euro negli ultimi 10 anni; inoltre, ci sono anche tagli sulla RIA dei dirigenti cessati dal servizio, tagli per le reggenze in crescita esponenziale che sottraggono importanti risorse alla retribuzione accessoria, tagli per estemporanee decisioni del MEF. Risultato: dirigenti della scuola con stipendi diminuiti, oggetto di decreti della RTS per trattenute sullo stipendio, e responsabilità e adempimenti inversamente proporzionali alla retribuzione.
Veniamo a un secondo punto: come si legge nell’art. 4 citato, i sindacati per l’Area VII continuarono a detenere il diritto di contrattare i criteri per il conferimento e il mutamento degli incarichi. Per l’Area V furono invece definiti alcuni criteri, piuttosto vaghi, per il solo mutamento di incarico ( art. 9) e CGIL CISL UIL SNALS e ANP per il conferimento degli incarichi abbandonarono i dirigenti scolastici alla mercé dei Direttori Regionali, liberi di conferirlo sostanzialmente a propria discrezione, solo sulla base delle generiche previsioni del D. Lgs 165/2001: “Gli incarichi dirigenziali sono conferiti a tempo determinato; l’affidamento e l’avvicendamento degli incarichi, per le tipologie previste dalle norme vigenti, avvengono nel rispetto di quanto previsto dal D. lgs. n.165/2001”; inoltre, l’abrogazione del comma 6 dell’art. 11 del CCNL 2006, priorità nel conferimento degli incarichi alla provincia di residenza del DS, ha completato la nefasta opera di rinuncia alla tutela degli interessi dei lavoratori, con le conseguenze che tutti conosciamo. Anche solo per le materie oggetto di contrattazione e per i criteri di conferimento degli incarichi, l’omogeneità con gli altri dirigenti è dunque più che auspicabile, per avere finalmente pari diritti e identica dignità.

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Contratto dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su sabato, 6 ottobre 2018

Il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, alla luce di quanto discusso durante la riunione Aran, in un’intervista incentrata sul contratto DS, si sofferma sulle lotte portate avanti come sindacato che spera non vengano vanificate da una firma che non tutela gli ex presidi.“L’ultimo incontro svoltosi all’Aran vede ancora una volta dimenticate tutte le battaglie che sono state portate avanti e recriminate dai sindacati rappresentativi della dirigenza scolastica nell’ultimo anno, proprio prima della certificazione della rappresentatività. La prima grande battaglia era quella della perequazione interna, della Ria, cioè di quell’assegno che ad oggi viene dato ai presidi assunti prima del 2001, e non ai dirigenti scolastici assunti dopo il 2001: nessuno ne fa cenno, ma per Udir è una battaglia fondamentale senza la quale non è possibile andare a firmare il contratto. La stessa cosa avviene per la perequazione esterna, dove addirittura negli ultimi incontri sembra che manchino dei fondi e bisogna andare ad attingere ai fondi della legge 107 e addirittura per gli anni successivi non è garantito nemmeno quel minimo previsto dalla legge, cioè quella progressiva ridistribuzione delle risorse, al punto tale da aumentare di 8mila euro complessivi la retribuzione di posizione di parte fissa dei dirigenti così come quella degli altri dirigenti delle altre ex aree, dell’area per esempio VII. Tutto questo per Udir è intollerabile perché se ciò è stato stabilito per contratto, nel contratto si deveno prevedere sin dal 2016 questi 8 mila euro o non le briciole, oppure ancora un forse per il futuro. E su questo, la perequazione esterna, non ci si può fermare nemmeno qui, perché ancora una volta, rispetto allo stipendio finale degli altri dirigenti della pubblica amministrazione, i dirigenti scolastici nientemeno percepiscono la metà. Queste per noi sono delle battaglie fondamentali e chiediamo ai sindacati di non svendere il contratto dei dirigenti scolastici; in tutto questo non si parla più delle risorse per gli aumenti contrattuali che sono oltretutto a rischio poiché, se non vengono rifinanziati nella Legge di Stabilità, rischiano anche per il prossimo anno di svanire”.

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Dirigenti scolastici e retribuzione

Posted by fidest press agency su domenica, 30 settembre 2018

Sono quattro gli incontri in Aran tra Miur e sindacati dell’Area Istruzione e Ricerca. Presentata una bozza su alcuni punti comuni della parte giuridica tra i dirigenti della ricerca, della scuola e dell’università confluiti sulla stessa area, ma rimane la volontà di non garantire né la piena perequazione esterna relativamente alla parte economica, né quella parziale prevista dalla legge per assenza dei fondi. Si pensa di utilizzare i 35 mln del FUN che andrebbero a decurtare però i soldi per le reggenze e per le altre voci della retribuzione. Assente, inoltre, nonostante le promesse ogni riferimento alla perequazione interna (RIA) tra gli ex presidi e i dd.ss. assunti dopo il 2001. A queste condizioni, inutile firmare.
Udir ha dedicato ampio spazio alle questione del contratto DS negli ultimi mesi. In particolare, sono sotto attacco i 35 milioni strutturali stanziati dalla legge 107/2015 per remunerare il maggior impegno e le enormi responsabilità dei dirigenti. L’Aran propone invece di destinare a questo contratto per la equiparazione della retribuzione di posizione /parte fissa i 4/12 dei 35 milioni dell’esercizio di Bilancio 2018, dato che la restante parte serve per finanziare il FUN 2017/2018, non ancora quantificato. Ma la legge di Bilancio è chiara: impone di utilizzare tutte le risorse disponibili per l’equiparazione della parte fissa. È altrettanto acclarato, però, che se per far questo si prendono i soldi dal FUN, diminuirà la retribuzione quota variabile e risultato (sulla retribuzione di risultato si avrebbero alcune centinaia di euro annuali). L’altro problema, definito “tecnico” ma in realtà ancora tutto politico, risiede nella possibilità di prevedere già in questo contratto la disponibilità delle somme stanziate dalla legge 205/2017 per il 2019 (41 milioni lordo Stato) e 2020 (96 milioni in totale a regime). L’Aran richiama a questi problemi “tecnici” per non contrattualizzarli da subito e propone una “dichiarazione di intenti” nel contratto relativa a queste cifre. Ma proclami del genere si ascoltano da troppo tempo. Dunque Udir rilancia e continua a dichiararsi pronta a trasformare le diffide messe a disposizione dei colleghi per ottenere tale parziale equiparazione già dal 2016 in ricorsi al giudice del lavoro se verrà firmato il contratto così come è. È giunta l’ora di dire basta: Udir afferma che i soldi della legge di Bilancio per il 2018 vanno conteggiati in questo contratto e incrementati nella prossima legge di stabilità per cominciare a garantire anche la parziale parità di trattamento economico tra i dirigenti della stessa area. Altrimenti, seguendo la linea Aran e quella delle OO.SS. rappresentative, è facile immaginare come finirà: per questo triennio contrattuale ci sono solo 37 milioni + 4/12 dei 35 ex legge 107, sottratti alle altre voci del Fun, totale circa 48 milioni che oggi ammonterebbero a circa 6mila euro lordo stato per ogni dirigente.Occorre negoziare adesso tutti i fondi stanziati, ancorché concretamente esigibili nel 2019 e nel 2020. E fare di più: chiedere che nell’imminente legge di Bilancio 2019 siano stanziati i fondi necessari per l’equiparazione totale, non armonizzante e progressiva, fin da gennaio 2019. È l’ora, dopo oltre 18 anni, di esigere realmente l’equiparazione, ponendo fine a un vergognoso sfruttamento. E respingendo le tesi consolatorie che già alcuni sindacati adombrano (l’aumento sulla parte fissa poi però non è suscettibile di modifiche in peggio: è pensionabile, si avrebbero aumenti dal 1 gennaio 2018 ma solo per il 2019 diminuirebbe la parte variabile). Sono promesse e batoste economiche a cui abbiamo già assistito negli ultimi 5 anni: davvero i DS appoggeranno i sindacati che le propongono? Certamente no.

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Oltre la metà (57%) dei circa 106 mila dirigenti di imprese italiane ha più di 50 anni

Posted by fidest press agency su domenica, 23 settembre 2018

La punta più alta nel Molise (73%) mentre in Lombardia e Trentino Alto Adige sono mediamente più giovani. È quanto emerge da un’analisi di DAS, compagnia di Generali Italia specializzata nella tutela legale, che ha studiato una nuova soluzione (Difesa Manager) per fornire assistenza legale nei procedimenti penali, civili e amministrativi in cui possono essere coinvolti i dirigenti nell’esercizio delle loro funzioni.
Dopo il Molise, secondo quanto rilevato da DAS, Sardegna (69%), Umbria e Valle d’Aosta (67% ciascuna) sono le regioni con la percentuale più alta di dirigenti over 50. Al contrario i dirigenti che non superano i 49 anni sono più numerosi in Lombardia (47%) e Trentino Alto Adige (43%). Seguono le Marche (42%) e, con una quota del 40% ciascuna, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Piemonte.Dall’analisi di DAS si evince che meno dell’1% (0,89%) dei lavoratori dipendenti delle imprese italiane sono manager, con una concentrazione più elevata in Lombardia (1,6%, quasi 48 mila), Lazio (1,1%, oltre 16 mila) e Piemonte (1,04, poco meno di 10 mila), più bassa in Calabria (0,12%), Basilicata e Molise (0,13 ciascuno).DAS ha rilevato che quasi la metà (45%) dei dirigenti lavora in Lombardia e poco più del 15% nel Lazio. La loro presenza è significativa anche in Emilia-Romagna (9%) e Veneto (7%). Nel nostro Paese solo il 15% dei dirigenti è di sesso femminile, la percentuale sale al 19% in Basilicata e si attesta al 17% in Lombardia e nel Lazio.
Su 220 sentenze esaminate, relative ad azioni civili di responsabilità verso gli amministratori, riferite al periodo 2003 – 2013, quasi il 44% ha riguardato casi di “violazione della diligenza” e circa il 33% “irregolarità contabili”. Poco più di 1 sentenza su 4 (28%) ha avuto per oggetto casi di “prosecuzione dell’attività dopo la perdita del capitale sociale” e circa il 16% casi di conflitto di interessi. Meno rilevanza hanno avuto gli “atti eccedenti l’oggetto sociale o i poteri” (circa il 6% delle sentenze). Nel 40% delle sentenze è stata riconosciuta la responsabilità degli amministratori Difesa Manager è la copertura assicurativa di tutela legale specifica per le figure apicali delle aziende. Offre l’assistenza legale necessaria per difendersi di fronte a procedimenti penali, civili e amministrativi.Sotto il profilo penale la polizza copre sia i procedimenti penali di natura colposa (ad esempio per un infortunio a un dipendente dell’azienda), sia quelli di natura dolosa (a esempio per presunti reati societari quali le false comunicazioni sociali a danno di creditori); in quest’ultimo caso, però, il rimborso delle spese è garantito purché non vi sia una sentenza definitiva di condanna.La garanzia opera anche di fronte a procedimenti derivanti da violazioni del nuovo regolamento europeo della privacy noto come “GDPR”.La copertura prevede il rimborso di tutte le spese legali e processuali anche nel caso si debba difendere da una richiesta di risarcimento per danni, o la si debba promuovere contro terzi.DAS ha esteso la copertura non solo ai rappresentanti legali delle aziende, ai membri degli organi collegiali delle società (consiglio di amministrazione, collegio sindacale, organismo di vigilanza) ma anche ai procuratori speciali, ai quadri e a tutti coloro che in azienda sono responsabili della privacy o del servizio di protezione e prevenzione.La soluzione proposta offre massimali variabili, fino a 200.000 euro per singolo sinistro.

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Scuola: nel 2020 gli stipendi dei dirigenti scolastici di alcune regioni diventeranno più bassi degli attuali

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

A regime, tra un paio d’anni, nonostante gli aumenti contrattuali sulla retribuzione fissa, in alcune regioni i capi d’istituto si ritroveranno con dei compensi complessivi più bassi rispetto all’inizio della vigenza contrattuale. I più penalizzati saranno quelli dell’Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Piemonte, dove l’arrivo di nuovi dirigenti scolastici porterà una consistente riduzione delle somme da assegnare individualmente: per le voci legate alla retribuzione variabile ed accessoria, si prevedono perdite superiori ai 10mila euro a preside. Non è da meno la retribuzione di risultato: questa “voce” non rientra nello stipendio mensile, viene pagata in un’unica soluzione annuale, per cui i dirigenti scolastici rischiano di non accorgersi nemmeno dei pesanti tagli già fatti e di quelli in arrivo. Sempre in Emilia Romagna, già nel 2016/2017 il budget e la media pro capite sono diminuiti drasticamente (dai 4mila ai 7mila euro, a seconda della fascia di appartenenza) e a regime diminuiranno ancora. In entrambi i casi, gli aumenti contrattuali non ce la faranno a compensare le perdite.Marcello Pacifico (presidente Udir): La perdita sulla retribuzione variabile ed accessoria porta ad un risultato veramente assurdo; la colpa non è di certo dei dirigenti scolastici, ma va ricondotta sia alla superficialità di certi sindacati sia alle regioni che hanno realizzato piani di dimensionamento. A completare il quadro ultra negativo c’è anche il fatto che l’amministrazione centrale continua a bandire concorsi con una cadenza lunghissima. Il problema è iniziato nel 2010: ne sanno qualcosa i colleghi della Campania. E ora è esploso in altre regioni. Da questo ‘gioco’ delle tre carte, i dirigenti scolastici si ritroveranno una diminuzione dello stipendio complessivo, sempre considerando che si attuerà in modo differenziato a seconda delle fasce di collocazione.

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Dirigenti scolastici, la spending review non è finita: stipendi tagliati di 350 euro

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

ministero-pubblica-istruzioneI soldi promessi ai presidi nell’immediato sono stati utilizzati per il decreto vaccini; la Legge di Stabilità 2016 prevede che il Fondo unico nazionale non può superare l’ammontare dell’a.s. 2015/2016 e in caso di riduzione del numero dei dirigenti scolastici in servizio il Fun va diminuito in proporzione, così con l’arrivo dei prossimi vincitori del concorso è destinato ad assottigliarsi ancora; un altro pezzo di stipendio si deve alla mancata Retribuzione individuale di anzianità dal 2011, mentre dal prossimo anno verrà meno la quota una tantum giunta dalla Buona Scuola. In tutto, fanno 350 euro in meno a dirigente scolastico, con quelli del Lazio penalizzati più di tutti perché nel frattempo devono pure restituire degli arretrati. Con il rinnovo del contratto, se va bene, se ne recupereranno appena 85. Ecco perché conviene fare ricorso. Marcello Pacifico (Confedir-Udir): i tagli arrivano proprio mentre la categoria si aspettava di recepire arretrati e aumenti. Infatti, devono ancora essere rideterminati tutti i finanziamenti regionali, e recuperati con il ricorso gratuito Udir assieme a tutti gli arretrati e contro il taglio del Fun. Per questo, nessun contratto può essere firmato se non si ottiene la perequazione interna (RIA) ed esterna alle altre aree dirigenziali degli enti locali e centrali. E nemmeno se non si recupera il costo dell’inflazione (salita 14%). Anche su sicurezza (D.lgs. 81/08) e valutazione (L. 107/15) non ci siamo. Poi, ci sono le reggenze impraticabili e sottopagate, le segreterie ridotte all’osso, i rischi civili e penali sempre maggiori, le competenze allargate a dismisura senza nessun riscontro o supporto degno di questo nome. Udir attraverso apposito ricorso intende recuperare tutti gli arretrati sinora non percepiti. Inoltre, il sindacato ha deciso di avviare ricorso al Tar Lazio anche per l’incremento del Fondo Unico nazionale. La giovane organizzazione sindacale, che opera a tutela dei dirigenti scolastici, è pronta anche a impugnare tutti iContratti Integrativi Regionali che saranno sottoscritti.Aderisci al ricorso gratuito. Udir mette, infine, a disposizione specificimodelli di diffida, puntando al recupero di una serie di ‘voci’ e diritti sino a oggi negati: Recuperi Erariali, Trattenuta TFR/TFS, Trattenuta ENAM, Indennità di vacanza contrattuale, RIA, FUN.

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