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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘diritti’

I 12 diritti imprescindibili del bambino

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2021

Ogni bambino ha diritto alla propria identità, ad avere una famiglia a crescere in un luogo sicuro, che tuteli il suo benessere psico-fisico, ad essere vaccinato e curato in caso di malattia, ad essere istruito, ascoltato e tutelato contro ogni forma di violenza. I pediatri di famiglia del nostro Paese lanciano la Carta dei Diritti del Bambino. Ad oltre 30 anni dalla ratifica italiana della Convenzione di New York sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ha elaborato un nuovo documento presentato oggi nella giornata inaugurale del XV Congresso Nazionale dal titolo Nuvole, vento, pioggia… l’arcobaleno! e che si svolge a Baveno (VB) fino a sabato prossimo. Questo nuovo documento ora verrà distribuito alle Istituzioni nazionali e regionali, negli ambulatori medici e diventerà un punto di riferimento per la tutela degli adolescenti. In occasione del suo Congresso Scientifico la FIMP rilancia il sistema di visite basato sui Bilanci di Salute, vero pilastro delle strategie di prevenzione e promozione della salute e dei corretti stili di vita. Viene quindi presentata la campagna “Bilanci per la Vita”, promossa dalla FIMP e che prevede un mini sito bilanciperlavita.it/ che offre con informazioni utili e certificate per i genitori e una forte attività sul profilo Facebook collegato di FIMP (con approfondimenti, video interviste ad esperti e consigli sui controlli dello sviluppo neuromotorio). Sabato 9 ottobre si svolgeranno in tre città italiane (Milano, Roma e Matera) delle attività di promozione e sensibilizzazione dedicate alle famiglie volti a sensibilizzare i genitori nel seguire gli appuntamenti dei Bilanci di Salute presso il proprio pediatra di famiglia con volantinaggio davanti ai supermercati. “I bilanci di salute prevedono una serie di controlli a intervalli regolari che hanno l’obiettivo di sviluppare un processo di osservazione longitudinale dello sviluppo del bambino – conclude Doria -. Vengono affrontati in modo particolare, ad esempio, i temi dell’alimentazione per la prevenzione dell’obesità e sono valutati gli aspetti neuroevolutivi per il precoce riconoscimento dei disturbi del neurosviluppo e delle malattie neuromuscolari. I Bilanci poi costituiscono una fondamentale occasione di monitoraggio complessivo del benessere della popolazione pediatrica anche perchè costituiscono momenti utili di dialogo con i genitori. Per questo abbiamo deciso di promuovere una campagna nazionale di sensibilizzazione sia on line che in presenza e che metta al centro il benessere dei bambini. Nelle prossime settimane avvieremo altre iniziative per coinvolgere un numero sempre maggiore di famiglie”.

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Sono inutili i diritti conquistati dai lavoratori o è un falso la Costituzione fondata su lavoro?

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2021

Una fabbrica di proprietà straniera che di recente ha licenziato 422 persone e deciso di chiudere. Licenziamento contro il quale sono in corso diverse iniziative di pressione, sulla proprietà e sulle istituzioni.Viviamo per scelta in un Paese capitalistico e sarebbe assurdo negare ai capitalisti il loro diritto di esser tali, anche di chiudere un’azienda che non capitalizza.Nel contempo viviamo in un Paese tra i più avanzati al mondo, in un contesto europeo che ha al primo posto l’armonizzazione sociale tra libertà economiche e lavoro.C’è qualcosa che non torna, per chi investe capitali e per chi presta la propria opera. Dimostrato dalla nostalgia per la catena di montaggio e l’impotenza di lavoratori e sindacati di fronte a queste prevedibili dinamiche. Quello che facciamo, noi e i nostri Stati, è per vivere meglio, più sereni, non abbruttirsi e soffrire pur di avere un reddito. Al primo posto ci deve essere DIGNITA’. Quindi non “nostalgia” per la catena di montaggio e non inerzia istituzionale verso Gkn e milioni di altri simili problemi.Quanto opera lo Stato e l’Ue per questa dignità? Vincenzo Donvito, Aduc

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La società dei diritti è ancora presente?

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2021

La seconda metà dello scorso secolo ha maturato in Italia un tempo pieno di tensioni ma anche provvido di successi sul piano dei diritti dei lavoratori e sull’evoluzione dei costumi. Un po’ meno, purtroppo, sul piano culturale e politico. I primi scricchiolii furono avvertiti da politici del taglio di Fanfani, Moro, Berlinguer e dalla destra Almirante quando posero in rilievo la questione morale e il rischio della degenerazione della corruzione e del malaffare a partire dagli appartenenti ai partiti, all’associazionismo e al mondo degli affari. Vi concorse, probabilmente, la congiuntura internazionale che intese allentare le maglie dei controlli e delle censure dovendo reggere da una parte e dall’altra l’urto dei due blocchi contrapposti: Urss e capitalismo occidentale. Il dopo è storia dei nostri giorni. I governi che da allora si sono succeduti non hanno saputo porre mano alla creazione di un sistema di contenimento del rilassamento dei costumi preferendo gestire l’esistente e concorrendo persino ad aggravare la stagione dei corrotti, corruttori e corrompibili dando loro l’impressione di essere immuni ai rigori della legge e di avere l’opportunità di prendersi beffa dell’opinione pubblica rallentando i suoi rigori morali. Così accade che se colti sul fatto ci sarebbe stata sempre la salvifica prescrizione favorita dalla cronica lentezza dell’iter giudiziario scremato su tre livelli di pareri. Così stanno cadendo uno dopo l’altro i valori della coesione sociale, di una società egualitaria, del rispetto per la legalità, della tutela dei ceti più deboli e dei comportamenti virtuosi. A questo punto non si può governare un paese perché mancano le certezze sul piano delle garanzie individuali e collettive e le stesse istituzioni hanno perso il rispetto che ad esse è dovuto per l’incapacità di chi le gestisce di farsene un garante in obiettività e fermezza e, soprattutto, nel tenersi al di sopra degli interessi di parte. E qui non è in gioco solo la stagione dei diritti ma la stessa democrazia. (Riccardo Alfonso)

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XXII edizione del Master in “Relazioni Internazionali e Protezione dei Diritti Umani”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

13 ottobre 2021 – 30 aprile 2022 Alla SIOI la formazione di esperti in Relazioni Internazionali e Protezione dei Diritti Umani. Le opportunità di lavoro nelle Organizzazioni Internazionali, nelle Istituzioni europee, nelle ONG, italiane e straniere, e nelle Imprese nazionali e multinazionali, sono molteplici, così come numerosi sono gli aspetti da curare per costruire il proprio profilo e prepararsi ad intraprendere una carriera internazionale e diplomatica. Il programma del Master in Relazioni Internazionali e Protezione Internazionale dei Diritti Umani consente di acquisire conoscenze e abilità nelle questioni più rilevanti relative alla diplomazia internazionale, politica ed economica, al fine di formare esperti in grado di analizzare e agire sui problemi e i cambiamenti politico-istituzionali in ambito internazionale. I settori di applicazione delle conoscenze acquisite riguardano l’area del Diritto e dell’Organizzazione internazionale, della Politica Economica, della Teoria e Storia delle Relazioni Internazionali e della Protezione Internazionale dei Diritti Umani. Una formazione specifica completata ed arricchita dal tirocinio curriculare, parte integrante del Master, che consente di fare un’esperienza “sul campo” presso Enti a vocazione internazionale, come il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), o presso le principali Organizzazioni internazionali, ONG, e Camere di commercio, sia in Italia che all’estero.Le lezioni si svolgeranno in modalità web live dal 13 ottobre 2021 al 14 gennaio 2022 e in modalità blended (online e in presenza) dal 19 gennaio al 4 marzo 2022, il mercoledì, il giovedì ed il venerdì dalle 9.30 alle 13.15. Nel mese di marzo sono previste le prove finali del Master e le discussioni delle tesi si svolgeranno entro il 30 aprile 2022. http://www.sioi.org

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Sostegno – Straordinaria sentenza ottenuta dall’Anief

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

La novità normativa su cui il TAR Lazio è stato chiamato a decidere dai legali Anief circa la sua interpretazione è l’art. 10 del d.lgs. n. 66/2017, che prevede, nello specifico, che l’individuazione e l’assegnazione delle ore di sostegno debba avvenire, da parte del dirigente scolastico, “[…] sulla base del PEI di ciascun alunno, raccolte le osservazioni e i pareri del GLI, sentito il GIT, tenendo conto delle risorse didattiche, strumentali, strutturali presenti nella scuola, nonché della presenza di altre misure di sostegno, al fine di realizzare un ambiente di apprendimento favorevole allo sviluppo dell’autonomia delle bambine e dei bambini, delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti con accertata condizione di disabilita’ in eta’ evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica […]”, mentre il quadro legislativo previgente in materia, vedeva quale unica fonte di attribuzione delle ore di sostegno proprio il P.E.I., residuando in capo al dirigente scolastico un potere amministrativo interamente vincolato in sede di successiva adozione del decreto di assegnazione delle misure di sostegno spettanti all’alunno disabile.Lo stesso TAR del Lazio, dunque, con la sentenza emanata oggi, rileva come proprio l’articolo 10 del d.lgs. n. 66/2017, sembri “attribuire al dirigente scolastico il potere/dovere di individuare ed assegnare le ore di sostegno senza vincolarlo ai contenuti del P.E.I., che sembra piuttosto dover rappresentare una base di partenza e non un punto di arrivo. La norma, quantomeno dal punto di vista squisitamente letterale, pare prevedere un procedimento di individuazione e di assegnazione delle ore di assistenza agli alunni affetti da disabilità “a formazione progressiva” che, prendendo le mosse dal P.E.I. (come confermato dalla locuzione “sulla base del […]”), consentirebbe al dirigente scolastico, previa acquisizione del parere reso da due organi collegiali (G.L.I. e G.I.T.), di assegnare le ore di sostegno sulla scorta anche di ulteriori apprezzamenti discrezionali con riferimento al complesso delle risorse didattiche, strumentali e strutturali della scuola, nonché sulla presenza di altre, e non meglio precisate, misure di sostegno”. Ma lo stesso Tribunale Amministrativo per il Lazio, tiene a precisare che “Volendo assecondare la succitata scansione procedimentale sancita dalla lettera della riforma normativa de qua, invero, sia la presenza di ben due pareri postumi rispetto al P.E.I., rilasciati da organi di natura territoriale e diversi rispetto al G.L.O., sia il residuare di uno spazio per valutazioni discrezionali riservate al dirigente scolastico, sono elementi che finiscono per far vacillare l’ormai assodata intangibilità dei contenuti del P.E.I., al punto che lo stesso rischierebbe di essere declassato a mero atto endoprocedimentale, espressione di un potere amministrativo ancora in fieri”.

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Docenti di sostegno, Anief presenta il reclamo collettivo al Comitato europeo dei Diritti Sociali

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

È stato presentato al Comitato europeo dei Diritti Sociali il reclamo collettivo del giovane sindacato a seguito delle plurime violazioni della Carta Sociale Europea commesse dallo Stato italiano riguardo lo scarso numero posti di sostegno attivati in organico di diritto, il conseguente irrisorio numero di posti utili per le immissioni in ruolo e le scarse possibilità di accesso a procedure di specializzazione da parte dei precari. Marcello Pacifico (Anief): “Insegnanti di sostegno e alunni con disabilità sono vittime di un sistema contorto volto a ‘risparmiare’ proprio su un settore così delicato dell’Istruzione pubblica. Il nostro sindacato non può più tollerare una simile situazione, per questo abbiamo denunciato al Comitato Europeo l’irregolarità del nostro sistema nazionale, richiedendo il suo intervento”.Dopo il reclamo collettivo n. 146/2017 già accolto dallo stesso Comitato europeo dei Diritti Sociali per la tutela dei diritti dei docenti con 36 mesi di servizio e quello n. 159/2018 presentato in favore dei docenti con diploma magistrale abilitante di cui è ormai prossimo l’esito, l’Anief si rivolge nuovamente al CEDS per sottoporre al vaglio del Comitato la disastrosa condizione in cui versa il sostegno didattico agli alunni con disabilità in Italia. Nel reclamo appena depositato, infatti, il giovane sindacato ha tenuto a evidenziare l’ormai congenita situazione di precarietà di gran parte dei docenti di sostegno (ben 104.000 ossia oltre il 56% dell’organico complessivo), la mancanza della necessaria specializzazione didattica per oltre il 79% degli insegnanti precari impegnati nelle attività didattiche di sostegno dovuta anche ai numeri esigui di posti attivati per i percorsi di specializzazione in molte zone d’Italia, il mantenimento di 82.509 posti di sostegno nel così detto “organico di fatto”, ossia nell’organico utilizzabile soltanto per conferire contratti con scadenza al 30 giugno causando, conseguentemente una discontinuità didattica particolarmente corposa e che danneggia annualmente ben 170 mila alunni con disabilità (il 59% del totale). È stato segnalato, inoltre, l’inevitabile ricorso allo strumento del contenzioso giudiziario, da parte delle famiglie, per ottenere ogni anno l’attribuzione del corretto monte ore con l’insegnante di sostegno.

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I diritti umani su Radio Onda UER

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 Maggio 2021

I diritti umani saranno il tema di una serie di trasmissioni di Radio Onda UER, la web radio di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma.“La nostra giovane emittente è nata con l’obiettivo di dedicare molto spazio ai temi sociali”, spiega Carlo Climati, coordinatore di Radio Onda UER. “Questo fa parte dello spirito dell’Università Europea di Roma, che cerca di unire il percorso accademico alla formazione umana della persona. Per questa ragione abbiamo scelto di occuparci dei diritti umani, con una particolare attenzione alle storie degli ultimi, degli invisibili, di quelli che non hanno voce”.Fra gli argomenti previsti per le prime trasmissioni ci sono la libertà religiosa, la cultura dell’incontro, l’accoglienza delle persone migranti, la tratta degli esseri umani e la pena di morte.“Racconteremo anche la vita dei tanti martiri dei diritti umani, come Monsignor Romero e Padre Rutilio Grande”, continua a spiegare Carlo Climati. “Ma anche storie dei giorni nostri, come quella di Padre Stan Swamy, sacerdote gesuita di 84 anni che si trova attualmente in carcere, in India, nonostante le sue gravi condizioni di salute. È importante conoscere le storie di chi dona la vita per un ideale di giustizia e di uguaglianza, ispirato al messaggio del Vangelo.Impegnarsi per i propri ideali e stare dalla parte degli ultimi è una scelta difficile che, spesso, può condurre sulla strada del dolore della sofferenza. Ma è anche un segno di speranza, che ci spinge a credere nel domani e a non arrenderci di fronte alla violenza e ai tentativi di creare nuove forme di schiavitù nel mondo”.Le trasmissioni sui diritti umani si potranno ascoltare e scaricare on line sulla pagina web di Radio Onda UER: https://www.universitaeuropeadiroma.it/formazioneintegrale/radio-onda-uer/

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Scuola d’estate: Personale Ata dimenticato ancora, calpestati i diritti di oltre 200mila lavoratori

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2021

È stata pubblicata la Nota del Ministero dell’Istruzione prot. N. 9707 del 27 aprile 2021 per la realizzazione dei percorsi formativi volti al potenziamento delle competenze per l’aggregazione e la socializzazione delle studentesse e degli studenti nell’emergenza Covid19 con un’attuazione del Programma Operativo Nazionale PON e POC “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento “2014- 2020, finanziato con FSE e FDR. Il personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola non è stato preso in considerazione. Considerato che tali attività si svolgeranno prevalentemente in orario antimeridiano, viene da sé che il personale Ata avrà l’obbligo di provvedere alle pulizie straordinarie cosi come gli amministrativi di rendicontare PON e POC e cosi pure gli assistenti tecnici per l’area laboratoriale di appartenenza di supportare la componente docente e non dimentichiamo l’apporto che dovrà dare il Dsga dall’inizio del progetto fino alla rendicontazione. Tuttavia, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici nell’inquadramento normativo giuridico del CCNL attualmente vigente non hanno alcun obbligo contrattuale nel programma operativo PON e POC.Il sindacato ricorda che l’individuazione del personale interno è incentrata sulla disponibilità degli stessi lavoratori a essere impegnato sui PON tramite un avviso interno della scuola che dovrà essere pubblicato all’albo dell’Istituto e sul sito internet dell’istituzione scolastica, per almeno sette giorni. Ma la designazione può avvenire anche nell’ambito della proposta del Piano di Lavoro annuale del Dsga approvato dal Dirigente scolastico. Comunque anche che i PON sono facoltativi e quindi debbano essere sempre retribuiti e la retribuzione è materia di contrattazione d’istituto.Va poi ricordato che tali progetti PON cadono proprio nel periodo estivo, durante il quale il personale scolastico dovrebbe caricare le proprie energie psicofisiche, considerato che, è stato un anno pesante per tutti. Infine, è bene anche sottolineare che ad oggi non è prevista nessuna proroga ai contratti sui posti Covid: circa 50mila Ata termineranno il loro servizio il prossimo 10 giugno.

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Il Parlamento rafforza i diritti dei passeggeri del trasporto ferroviario

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2021

Il PE ha approvato giovedì in via definitiva l’accordo con i Paesi UE sulla revisione del regolamento sui diritti dei passeggeri ferroviari. Le nuove disposizioni garantiranno itinerari alternativi e assistenza per i passeggeri in caso di ritardi o cancellazioni. Miglioreranno l’accesso e l’assistenza per le persone con mobilità ridotta e ci sarà più spazo per le biciclette nelle carrozze.Nel caso di un ritardo di oltre 60 minuti, i passeggeri avranno il diritto di scegliere tra il rimborso totale del costo del biglietto e la continuazione o il reinstradamento verso la destinazione finale senza oneri aggiuntivi e a condizioni simili. I passeggeri dovranno poter viaggiare nella stessa classe del loro biglietto originale. Se l’operatore ferroviario non comunica le opzioni disponibili al passeggero entro 100 minuti dall’orario di partenza, quest’ultimo potrà ricorrere di propria iniziativa a una forma alternativa di trasporto pubblico terrestre e l’impresa ferroviaria sarà tenuta a rimborsargli le spese del caso.Gli obblighi in materia di itinerari alternativi si applicheranno anche in casi di forza maggiore. Se necessario, dovranno essere forniti pasti e bevande e rimborsate le spese di alloggio.Il nuovo regolamento chiarirà anche il concetto di forza maggiore, che esenterebbe le compagnie ferroviarie dal risarcimento per ritardo o cancellazione. Oltre a condizioni meteorologiche estreme e catastrofi naturali, le nuove regole includono ora crisi sanitarie gravi e attacchi terroristici. Gli scioperi del personale ferroviario non saranno contemplati da questa esenzione.I viaggiatori a mobilità ridotta avranno una maggiore flessibilità nell’organizzazione del viaggio, in quanto dovranno informare l’operatore dei propri programmi di viaggio solo con 24 ore di anticipo (secondo le norme attuali devono comunicarlo con 48 ore di anticipo).Se è richiesto un accompagnatore, questo viaggerà gratuitamente. Ai viaggiatori a mobilità ridotta che utilizzano un cane da assistenza dovrà essere garantito che l’animale possa viaggiare con loro.Nell’intento di fornire una mobilità più sostenibile e alternative confortevoli, tutti i treni dovranno essere dotati di appositi spazi e rastrelliere per le biciclette, con almeno quattro posti per biciclette su ogni treno.Il testo è considerato approvato senza votazione perché’ non sono stati presentati emendamenti, secondo la procedura legislativa ordinaria in seconda lettura.La regolamentazione riveduta si applicherà in linea di principio a tutti i viaggi e servizi ferroviari internazionali e nazionali in tutta l’UE, con la possibilità per gli Stati membri di esentare i servizi ferroviari nazionali per un periodo limitato. Le norme entreranno in vigore 20 giorni dopo la loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Inizieranno ad applicarsi due anni dopo, ad eccezione deli obblighi relativi agli spazi per le biciclette, che saranno applicabili quattro anni dopo l’entrata in vigore del regolamento.

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Anief: “Stessi diritti per i lavoratori della scuola precari e di ruolo”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 marzo 2021

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, durante il seminario sulla legislazione scolastica di oggi, organizzato per le province di Perugia e Terni, ha sottolineato come sia importante riconoscere anche ai precari i diritti dei lavoratori della scuola stabilizzati. Il leader del sindacato ha affermato che “anche il personale precario docente e il personale amministrativo hanno diritto alla card per poter svolgere la propria attività pure a distanza. In realtà bisogna fare in modo che con il rinnovo del contratto tutto il personale a tempo determinato abbia gli stessi diritti del personale di ruolo in termini di ferie, malattie, permessi, retribuzione e carriera”.

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Rendere le imprese responsabili per le violazioni dei diritti umani e ambientali

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2021

Il Parlamento apre la strada a una nuova legge UE che renderebbe le imprese responsabili di atti contro i diritti umani e gli standard ambientali all’interno, ungo l’intera catena di valore.In una risoluzione di iniziativa legislativa, il Parlamento chiede l’adozione urgente di una legge UE per far sì che le aziende siano ritenute responsabili e tenute a rispondere degli effetti negativi delle proprie decisioni sui diritti umani, sull’ambiente e sulla buona governance che causano o cui contribuiscono nella loro catena del valore. Si chiede anche che le vittime di tali azioni abbiano accesso a mezzi di ricorso.La Commissione ha annunciato che presenterà la sua proposta legislativa in materia entro la fine dell’anno.Le norme vincolanti UE sulla dovuta diligenza (due diligence in inglese) obbligherebbero le imprese a individuare, valutare e prevenire gli effetti negativi potenziali o effettivi che possono comportare le loro attività, e quelle delle loro catene del valore (tutte le operazioni, le relazioni commerciali dirette o indirette e le catene di investimento), e che potrebbero violare i diritti umani (compresi i diritti sociali, sindacali e del lavoro), danneggiare l’ambiente (contribuendo al cambiamento climatico o alla deforestazione, per esempio) e la buona governance (come la corruzione e le tangenti).I deputati sottolineano che gli obblighi di dovuta diligenza sono principalmente uno strumento preventivo, che richiede alle aziende di adottare misure proporzionate e commisurate in base alla probabilità e alla gravità dei loro impatti negativi potenziali o effettivi e alla loro situazione specifica, in particolare al loro settore di attività, alle dimensioni e alla lunghezza della loro catena del valore, alle dimensioni dell’impresa, nonché alla sua capacità, alle sue risorse e alla sua affluenza.Le imprese che vogliono accedere al mercato unico europeo, comprese quelle con sede al di fuori dell’UE, dovrebbero dimostrare il rispetto degli obblighi di dovuta diligenza in materia di ambiente e diritti umani.Il Parlamento chiede misure aggiuntive, tra cui il divieto di importare prodotti legati a gravi violazioni dei diritti umani come il lavoro forzato o minorile. Gli accordi internazionali dell’UE dovrebbero includere questi obiettivi nei loro capitoli sul commercio e lo sviluppo sostenibile.I deputati chiedono inoltre alla Commissione di effettuare un esame approfondito delle imprese con sede nello Xinjiang che esportano prodotti nell’Unione al fine di individuare potenziali violazioni dei diritti umani, in particolare legate alla repressione degli uiguri.Al fine di garantire un effettivo risarcimento per le vittime, le imprese dovrebbero essere ritenute responsabili delle loro azioni secondo le leggi nazionali ed essere sanzionate per i danni che le imprese sotto il loro controllo hanno causato o contribuito a causare, a meno che non possano dimostrare di aver adottato tutte le misure ragionevoli per prevenire tali danni.Inoltre, i diritti delle vittime o delle parti interessate nei paesi terzi – che sono particolarmente vulnerabili – sarebbero protetti in maniera più efficace da un accesso effettivo ai mezzi di ricorso, in quanto sarebbero in grado di portare le aziende in tribunale secondo il diritto dell’UE. Per creare condizioni di parità, il futuro quadro legislativo sugli obblighi di dovuta diligenza dovrebbe avere una portata ampia e includere tutte le grandi imprese soggette al diritto di uno Stato membro o stabilite nel territorio dell’Unione, comprese quelle che forniscono prodotti e servizi finanziari. Le regole dovrebbero applicarsi anche alle piccole e medie imprese quotate in borsa e a quelle ad alto rischio, che dovrebbero ricevere assistenza tecnica per conformarsi ai requisiti.

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Scuola: Diritto allo studio, teniamo i ragazzi in classe fino a 18 anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2021

“Per garantire il diritto allo studio bisogna ripensare l’obbligo scolastico. È necessario avere più classi, più sedi, più plessi e più organici a partire dalla stabilizzazione dei 70mila colleghi chiamati dall’organico Covid”: a pronunciare queste parole è stato stamani Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, nel corso del seminario sulla Legislazione scolastica organizzato per la provincia di Ragusa. I concetti inerenti all’importanza dell’istruzione per tutti gli studenti del Paese sono stati espressi ieri dal leader dell’Anief, nel corso dell’intervento al Senato al manifesto dell’autonomia didattica presentato dagli ex ministri Luigi Berlinguer e Valeria Fedeli. Pacifico ha affermato che “è arrivato il momento di avviare una riflessione: anticipare l’obbligo scolastico. Cominciamo dunque ad aggredire questa nostra difficoltà rispetto all’Europa. Abbiamo 10 punti di percentuale di deficit nel percorso 0-6 per i nostri bambini. È lì che prendono corpo le prime disuguaglianze”.

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Il pilastro europeo dei diritti sociali deve essere attuato in partenariato ‎ con gli enti locali e regionali

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2021

Bruxelles. Le regioni e le città sono pronte a fare la loro parte nella costruzione di un’Europa sociale forte che garantisca transizioni e una ripresa giuste dopo la crisi della pandemia di COVID-19. Il piano d’azione per l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali presentato oggi dalla Commissione europea fissa tre ambiziosi obiettivi principali che dovrebbero guidare le decisioni politiche degli Stati membri e delle loro regioni in vista del conseguimento degli obiettivi del pilastro, anche attraverso il pieno utilizzo dei diversi fondi dell’UE per sbloccare gli investimenti sociali.I nuovi obiettivi prevedono che entro il 2030 almeno il 78% della popolazione dell’UE di età compresa tra i 20 e i 64 anni abbia un lavoro, almeno il 60% di tutti gli adulti partecipi ad attività di formazione ogni anno e il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale diminuisca di almeno 15 milioni. La Commissione ha inoltre presentato una raccomandazione relativa a un sostegno attivo ed efficace all’occupazione (EASE) che mira a fornire orientamenti per il passaggio dalle misure di emergenza a posti di lavoro sostenibili e adeguati alle esigenze future.La presidenza portoghese del Consiglio dell’UE ha chiesto al CdR di elaborare un parere sull’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali secondo una prospettiva locale e regionale. La sua adozione è prevista per la sessione plenaria di maggio, pochi giorni prima del vertice sociale dell’UE che si terrà a Porto il 7-8 maggio.Sebbene la Commissione proponga una versione riveduta del quadro di valutazione della situazione sociale per sostenere la realizzazione degli obiettivi del pilastro, il CdR teme che si misurino solo i progressi compiuti a livello nazionale e deplora la mancanza di indicatori relativi alle disparità regionali nell’attuale proposta. Il primo quadro di valutazione della situazione sociale regionale elaborato dal CdR nel 2019 ha evidenziato notevoli differenze all’interno dei singoli Stati membri. Il CdR è fermamente convinto che il monitoraggio regionale sia necessario per garantire che il pilastro sociale sia attuato a tutti i livelli e che gli investimenti regionali siano orientati alla realizzazione dei principi del pilastro.

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Myanmar and the respect of human rights

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Caritas Internationalis expresses alarm over the impact of the escalating violence in Myanmar on the already fragile humanitarian situation and asks to secure safe humanitarian access to deliver life-saving assistance. In a statement to the UN’s Human Rights Council on February 12, the 162-member confederation echoed the voice of its local humanitarian partners and of the local Catholic Church and expressed “grave concern about the ability of aid organisations to reach people in need.” Read the statement here. Caritas has worked in Myanmar for more than 30 years – helping communities in emergencies and providing support in areas such as education, HIV-AIDS, peacebuilding and human mobility – and expresses serious concern over restricted access to vulnerable communities since a political crisis erupted in the country on 1st February. The situation is even more critical and dangerous situation during the COVID-19 pandemic.Caritas Internationalis particularly welcomes the resolution adopted by the Human Rights Council that requests relevant UN Human Rights mechanisms and experts to monitor the situation in the country and take additional steps to address the current crisis. Addressing the UN’s Human Rights Council, Caritas also urges all parties to secure unhindered and safe humanitarian access to deliver life-saving assistance, resume pandemic response, and to refrain from using violence and to restore the rule of law and principles of democracy.“The only way out of this crisis in Myanmar is through dialogue and by respecting human rights and human dignity,” says Aloysius John, secretary general of Caritas Internationalis.“Caritas calls on the international community to stand in solidarity with the people of Myanmar and to support efforts for a peaceful resolution in the country, which promotes reconciliation and harmony, to echo Pope Francis’ recent call.”

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Essere europeisti vuol dire promuovere i diritti

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 febbraio 2021

“In questi giorni di grande apprensione, in cui attendiamo che il governo ritrovi una stabilità, leggiamo con preoccupazione il gioco di veti che alcune forze politiche stanno ponendo al premier incaricato Mario Draghi per contrattare l’appoggio nelle aule parlamentari”: lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: “In particolare ci sorprende chi, come l’Udc, annuncia di voler sostenere un governo europeista chiedendo lo stop dell’iter parlamentare della legge contro l’omotransfobia, già approvata alla Camera, e che è un provvedimento acquisito da tempo e ormai consolidato in gran parte dei Paesi che costituiscono l’Unione europea. Non solo: sorprende il modo spudorato con cui nella nostra Repubblica coloro che sono investiti del potere legislativo, contrattino quel potere con l’esecutivo, facendo carta straccia della divisione dei poteri, e della loro reciproca autonomia, che è asse fondante del nostro assetto costituzionale. Il nostro auspicio sta saldamente ancorato, al contrario, alla nostra Costituzione: ci aspettiamo infatti che il Parlamento, anche in un contesto di maggioranza ampia a sostegno di un governo tecnico, rivendichi l’autonomia del potere legislativo e prosegua nell’’iter di approvazione di provvedimenti di cui i nostri tessuti sociali hanno un grande bisogno, a partire dalla legge contro l’omotransfobia. Rivolgiamo in particolare questo appello alle forze che sostenevano la vecchia maggioranza (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Leu e Italia Viva) e che ancora possono mettere assieme i numeri per raggiungere il traguardo dell’approvazione definitiva. Ma non solo: in tema di europeismo, in particolare oggi che l’europeismo sembra diventato la bandiera di molti se non di tutti, ci teniamo a ricordare che l’Europa è quella dell’uguaglianza, dei diritti, quella che include le differenze e sostiene l’autodeterminazione dei cittadini e delle cittadine. La stessa Ursula Von der Leyen lo ha chiarito senza mezzi termini: non c’è spazio per la discriminazione delle persone lgbti+ nell’Unione europea. Quindi: non esiste europeismo che possa porre veti sulle leggi che promuovono i diritti umani, civili e sociali delle persone. A questo proposito, vogliamo portare all’attenzione del premier incaricato il fatto che le coppie di gay e lesbiche con figli vivono ancora oggi in Italia una grave condizione di invisibilità, sulla quale infierisce la crisi che stiamo attraversando e che andrà presumibilmente aggravandosi nei mesi a venire. Quei figli e quelle figlie sono cittadini e cittadine dell’Europa e non possono vivere in una dimensione di diritto a metà per l’opposizione di chi si dice europeista ma in realtà dell’Europa ha eletto a modelli Polonia e Ungheria, cioè Paesi che attraversano una buia stagione liberticida, che coinvolge le donne e le persone lgbti. L’Italia non può e non deve seguire quell’esempio: su questo siamo pronti anche subito a tornare nelle piazze.”, conclude Piazzoni.

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Il PE è preoccupato per il deterioramento dei diritti fondamentali nell’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2020

Bruxelles. Giovedì scorso il Parlamento ha adottato la relazione 2018-2019 sullo stato dei diritti fondamentali nell’UE, individuando diverse aree problematiche.I deputati condannano fermamente gli sforzi compiuti in alcuni Paesi UE per indebolire la separazione dei poteri e l’indipendenza della magistratura e ribadiscono la necessità di un meccanismo dell’UE sulla democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali.Evidenziano poi gli attacchi alla libertà, all’indipendenza e al pluralismo dei media, sottolineando il ruolo democratico di giornalisti e informatori. Inoltre, invitano gli Stati membri ad astenersi dall’adottare leggi che limitano la libertà di riunione e a porre fine agli interventi sproporzionati e violenti da parte delle forze dell’ordine. I gruppi vulnerabili (in particolare le donne, le persone con disabilità, gli anziani, i bambini, i migranti, i Rom e le persone LGBTI+), sono stati colpiti in modo sproporzionato dai tagli alla spesa pubblica. Perciò, i deputati chiedono politiche che tengano conto dei diritti umani, economici e sociali, richiamando l’attenzione anche sull’importanza di una transizione ambientale equa che protegga la povertà infantile e i giovani esclusi dall’accesso agli alloggi.Nel testo si condanna il “regresso organizzato” nei confronti dell’uguaglianza di genere e dei diritti delle donne, compresi la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti e si ribadisce il diritto a metodi contraccettivi moderni e all’aborto sicuro e legale.Viene anche condannato vivamente l’allarmante numero di femminicidi nell’Unione europea e la segregazione etnica delle donne rom nelle strutture di assistenza sanitaria materna. Questa pratica discriminatoria deve essere immediatamente vietata. Inoltre, devono essere garantiti dei mezzi di ricorso efficaci e tempestivi per tutti i sopravvissuti a sterilizzazioni forzate. Il Parlamento è profondamente preoccupato dalle notizie secondo cui i richiedenti asilo stanno subendo violente pressioni e per la situazione umanitaria negli hotspot. L’intimidazione, gli arresti e i procedimenti penali contro organizzazioni e individui per aver fornito assistenza umanitaria ai migranti devono cessare. Gli Stati membri sono esortati a istituire corridoi umanitari verso l’UE e a introdurre la possibilità di richiedere visti umanitari per i richiedenti asilo. I discorsi di odio e le diverse forme di razzismo si stanno normalizzando, non solo da parte degli estremisti ma anche da alcuni rappresentanti di governo o leader politici. I deputati chiedono ai Paesi UE di imporre un divieto effettivo ai gruppi neofascisti e neonazisti e condannano tutti gli attacchi contro i cristiani, chiedendo equità di trattamento in Europa e nel mondo dopo gli attacchi nei luoghi di culto cristiani.Inoltre, il Parlamento: sottolinea il legame tra corruzione e violazione dei diritti fondamentali in vari settori quali l’indipendenza della magistratura, la libertà dei media, la libertà di espressione dei giornalisti e degli informatori, le strutture detentive, l’accesso ai diritti sociali, o la tratta di esseri umani; è preoccupato per la crescente riduzione dello spazio per una società civile indipendente; sottolinea i rischi connessi all’uso dell’Intelligenza Artificiale e al diritto alla protezione dei dati personali, e chiede standard comuni UE sulle regole in materia di detenzione, in linea il diritto internazionale. Il testo è stato adottato con 330 voti favorevoli, 298 contrari e 65 astensioni.

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Indice Internazionale sulla tutela dei diritti di proprietà: Italia 47°

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2020

E’ stato presentato l’International Property Rights Index 2020 (Indice Internazionale sulla tutela dei Diritti di Proprietà). Lo studio, realizzato dalla Property Rights Alliance di cui fa parte il think tank Competere.eu, misura la tutela della proprietà in oltre 129 Paesi, rappresentanti il 98 per cento del PIL mondiale ed il 94 per cento della popolazione. L’Italia peggiora ulteriormente la propria posizione da 46° a 47°, tra le peggiori nella UE, troppo distante dagli altri Paesi del G7 e dopo il Sud Africa e l’Uruguay, con un punteggio finale di 6.2 su 10. Il distacco con i vertici della classifica è significativo. Finlandia, Svizzera, Singapore, Nuova Zelanda e Giappone, che occupano i vertici, hanno tutte un punteggio superiore a 8. I Paesi del G7 mediamente hanno ottenuto un punteggio medio pari a 7.7. L’indice si compone di 3 voci principali che riguardano il “sistema politico e giuridico”, la “tutela dei diritti fisici” e la “tutela dei diritti intellettuali”. L’Italia è insufficiente nella prima voce, soprattutto per quanto riguarda la stabilità politica e l’efficienza e l’efficacia della giustizia civile, oltre agli alti livelli di corruzione percepiti, mentre raggiunge una risicata sufficienza nelle altre due. Altri punti deboli sono la tutela del copyright e la capacità di accesso al credito i cui punteggi sono molto bassi (intorno a 3.1).Nell’edizione 2020 particolare peso nel giudizio finale è stato dato alla parità di genere. In molte nazioni questo obiettivo è ancora lontano dall’essere raggiunto e questo condiziona anche la tutela della proprietà intellettuale e fisica. Inoltre, dove la parità tra i sessi e gli individui non è pienamente raggiunta vengono rallentati i processi di innovazione e sviluppo. Il problema deve essere affrontato in modo prioritario sostengono gli esperti di Competere.eu insieme alle potenziali conseguenze della pandemia Covid-19. La premessa all’Indice della curatrice Sary Levy-Carciente mette l’accento anche sulla necessità di rafforzare la tutela dei diritti di proprietà durante eventi emergenziali come la pandemia. I governi devono lavorare per garantire che la proprietà sia difesa – si pensi anche alla necessità di produrre vaccini e nuove terapie – per far sì che la ripresa economica e sociale sia ancora più forte.

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I consumatori europei potranno difendere collettivamente i propri diritti

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2020

Le nuove norme introducono un modello armonizzato di azione rappresentativa che fornisce ai consumatori una protezione da danni collettivi e dal rischio di azioni legali abusive.I Paesi UE dovranno instaurare almeno un meccanismo procedurale che consenta agli enti legittimati (quali associazioni dei consumatori o organismi pubblici) di intentare azioni rappresentative di natura inibitoria (cessazione o divieto) o risarcitoria (compensazione). L’obiettivo della normativa è migliorare il funzionamento del mercato interno ponendo fine a pratiche illegali e facilitando l’accesso alla giustizia per i consumatori.L’azione rappresentativa europea consentirà a enti legittimati (quali le associazioni dei consumatori), e non a studi legali, di rappresentare gruppi di consumatori e intentare azioni rappresentative.L’avvio di azioni giudiziarie transfrontaliere è subordinato al rispetto degli stessi criteri in tutta l’UE da parte degli enti legittimati.Tali enti dovranno dar prova di un certo livello di stabilità e poter rispondere della propria attività pubblica, oltre a dimostrare l’assenza di scopo di lucro. Per quanto riguarda le azioni nazionali, gli enti dovranno rispettare i criteri previsti dalla normativa nazionale. Gli enti legittimati sono tenuti a mettere in atto procedure volte a scongiurare influenze esterne o l’insorgere di conflitti di interesse, in particolare se finanziati da terzi.Le regole prevedono inoltre salvaguardie da azioni legali abusive grazie al principio “chi perde paga”, secondo cui la parte soccombente è tenuta a rimborsare alla parte vittoriosa le spese legali sostenute.Sarà consentito intentare azioni collettive contro professionisti per presunte violazioni di leggi UE in numerosi settori, quali la protezione dei dati personali, i viaggi e il turismo, i servizi finanziari, l’energia e le telecomunicazioni.Infine, la direttiva tiene conto delle violazioni interrottesi prima che l’azione rappresentativa sia stata intentata o conclusa, al fine di vietare tale pratica e scongiurarne il ripetersi. Il testo legislativo è stato approvato in seconda lettura (senza votazione).

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Antitrust: al via campagna informazione diritti consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha annunciato una campagna di informazione #convienesaperlo, per far conoscere ai cittadini i diritti dei consumatori, una campagna finanziata dal Ministero dello Sviluppo Economico con il Fondo per le iniziative a vantaggio dei consumatori.”Nonostante il ruolo meritorio dell’Autorità, ci chiediamo a quale titolo l’Antitrust debba fare campagne informative, considerata la cronica mancanza di personale che non le consente, talvolta, di rispondere tempestivamente alle segnalazioni dei cittadini e delle associazioni di consumatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Quanto al merito della campagna di comunicazione corriamo il rischio che si veicoli un messaggio quantomeno impreciso e cioè che l’Antitrust si occupi ‘direttamente’ di tutelare i consumatori, quando in realtà le meritorie azioni dell’Autorità impattano certo positivamente sul mercato, ma non possono entrare nel merito della singola controversia tra consumatori e imprese” prosegue Dona.“Per queste ragioni abbiamo deciso di scrivere al Mise” conclude Dona

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Treni: Ue, accordo su diritti passeggeri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2020

Secondo il Consiglio e il Parlamento Ue vi è oggi un accordo per nuove tutele sui ritardi dei treni.”Bene, sembra una buona notizia. Esamineremo, comunque, il testo per verificare se ci sono davvero significativi miglioramenti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Purtroppo i viaggiatori dei treni sono poco tutelati. Servono anche maggiori poteri sanzionatori da parte delle Authority di riferimento. Inoltre, è ora che i pendolari non siano considerati dei viaggiatori di serie B rispetto a chi viaggia con l’alta velocità. Basti pensare al fatto che viaggiano sempre in piedi come sardine, senza avere un indennizzo nel caso non trovino un posto a sedere” conclude Dona.

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