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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Posts Tagged ‘diritti’

III Edizione della Spring School Ambiente e Diritti Globali-Crisi delle risorse, conflitti e disastri ambientali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2022

Roma 9 – 13 maggio 2022 In modalità web live. L’emergenza globale di questi anni ha messo in luce, in modo crescente, l’impatto umano sul Pianeta e la necessità di un cambiamento in materia di protezione dell’ambiente. È sempre più evidente l’urgenza di decisioni importanti su fattori determinanti – crisi climatica, inquinamento, deforestazione, densità di popolazione, risorse energetiche – che tanto hanno a che fare con la salute umana, i conflitti armati e i fenomeni migratori. Dalla necessità di una riflessione su queste tematiche è nata la Spring School della SIOI e di Greenpeace Italia, giunta alla III edizione, con l’obiettivo di fornire approfondimenti su questioni ambientali di portata globale e sulle loro conseguenze sul piano socio-economico, indicando possibili soluzioni in termini di politiche nazionali e internazionali e opzioni tecnologiche.Il Corso – rivolto a coloro che, per interesse professionale o personale, siano interessati ad approfondire questi temi – è online e organizzato in modalità live, permettendo quindi una interazione diretta tra partecipanti e docenti. Sono previsti 5 incontri, da lunedì 9 a venerdì 13 maggio 2022, dalle ore 14:00 alle ore 17:00, che tratteranno i seguenti argomenti:La comunicazione del rischio ambientale Ambiente e comunicazione. Strategie di engagement e di mobilitazione, il caso di Greenpeace Effetto serra effetto guerra: il cambiamento del clima e i suoi effetti nell’area Mediterranea Clima: esiti e prospettive nel negoziato internazionale Proteggere il clima o le fonti fossili? Negoziati internazionali e protezione degli oceani Plastica in mare: il parere della ricerca Plastica e prodotti monouso: normativa nazionale, comunitaria e interessi economici Deforestazione. Ambiente e diritti dei Popoli nativi Difendere i diritti umani: perché si muore per la propria terra L’insostenibile produzione del nostro cibo Pandemia e Ambiente

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Trasporti: Art avvia indagine su diritti utenti autostrade

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2022

L’Autorità dei Trasporti ha avviato un’indagine conoscitiva per raccogliere ogni elemento utile ad avviare un procedimento di definizione del contenuto minimo degli specifici diritti, anche di natura risarcitoria, che gli utenti possono esigere nei confronti dei concessionari autostradali e dei gestori delle aree di servizio.”Bene, ottima notizia! Questi diritti degli utenti avrebbero dovuto essere fissati già nelle concessioni, quando si sono svenduti monopoli pubblici per trasformali in monopoli privati” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Invece l’unica cosa che fu garantita fu la remunerazione degli investimenti, con i gestori delle autostrade che avevano diritto per legge alla rivalutazione della tariffa in base all’inflazione, a differenza di dipendenti e pensionati. Poi per fortuna, grazie all’Authority dei Trasporti, a partire dal 2019 si è almeno impedito alle concessionarie di inserire voci improprie per giustificare gli aumenti dei pedaggi autostradali. Ora speriamo in un altro passo a difesa dei diritti calpestati degli automobilisti, considerati polli da spennare” conclude Dona.

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Scuola: I diritti dei precari devono essere garantiti

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2022

Ce lo chiede l’Unione europea, ma questo non accade, né quando sono lasciati supplenti ben oltre i 36 mesi massimi previsti dalla stessa UE, né quando entrano in ruolo. A dirlo è stato oggi in diretta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief durante una “Interrogazione sulla mobilità 2022/23” trasmessa sui canali social della Voce della scuola live. Il sindacalista ha ricordato che “purtroppo i precari continuano ad essere vessati, sia in fase di ricostruzione di carriera, con i servizi da precario non considerati per intero e recuperati attraverso il giudice, sia quando chiedono accesso alla mobilità ma gli viene negata pur essendoci i posti per avvicinarli agli affetti: i neo assunti a tempo indeterminato, ad esempio, non possono fare domanda di trasferimento dopo l’anno di prova e quindi rimanere lontano dalle famiglie”. Per questo e tanti altri motivi, ha spiegato il leader dell’Anief, “il contratto che gestisce la mobilità del personale scolastico va cambiato; perché dietro le persone ci sono le storie e le esigenze delle famiglie. Basti pensare ai docenti ‘immobilizzati’, che vorrebbero in molti casi fare un passaggio di ruolo ed invece rimangono bloccati lontano da casa anche per diversi anni”.

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Diritti fondamentali. La lezione di Amato

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2022

Diritti fondamentali sono quelli sanciti in Corte Costituzionale, quella a cui ci si riferisce per capire se norme e leggi sono come dovrebbero essere. Si presume quindi che i giudici nominati in questa Corte abbiano contezza sviluppata di funzione e importanza. Ieri abbiamo assistito ad una conferenza stampa dell’attuale presidente Giuliano Amato, politico e giurista di lungo corso, che ci ha spiegato perché ha bocciato i referendum eutanasia, cannabis e alcuni sulla giustizia. Sul merito c’è ampio confronto didattico, visto che dopo la Corte Costituzionale non c’è altra Corte a cui appellarsi e, al massimo, potrà servire per una prossima volta. Nel web di Aduc, e non solo, se ne parla ampiamente, visto che siamo stati tra i promotori del referendum eutanasia e sostenitori di quelli cannabis e giustizia. Qui ci preme rilevare lo stupore, il dispiacere e il disappunto che – cittadini e associazione di cittadini – ci avvampa dopo questa conferenza stampa. Le motivazioni di queste sentenze non sono state ancora pubblicate e, quindi, nello specifico merito si può discutere come ad un bar per sentito dire, anche se in questo caso il barista che ha avviato la discussione ha l’autorevolezza del presidente Giuliano Amato. Nel merito c’è stata stamane una conferenza stampa dei comitati promotori che hanno spiegato gli errori di Giuliano Amato. Nel metodo, prendiamo atto del nuovo corso che il neo-presidente Amato ha deciso di imprimere alla Corte: interlocuzione politica. Trasformando l’organismo di garanzia che lui presiede in organizzazione politica che, leggendo a suo modo la realtà ed esulando dai “freddi” dati normativi, ha stabilito di non essere organismo di verifica dei requisiti sottoposti dagli elettori, ma di decisione rispetto a propri orientamenti politici. Decisione che nell’agorà politica che caratterizza la nostra società, matura non solo riferendosi alle leggi, ma al sentito dire, al chiacchiericcio, alla pubblicità, alla presunta autorevolezza di chi dice bau e di chi dice miao. E noi che avevamo manifestato piacere civico alla nomina di Giuliano Amato a presidente della Corte… ci siamo sbagliati, siamo stati troppo tempestivi, abbiamo dato per scontato che l’autorevolezza della Corte potesse essere indenne ai metodi di politici di lungo corso navigati e cresciuti nelle ultime tragiche repubbliche di questi ultimi decenni. (abstract) François-Marie Arouet http://www.aduc.it

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Il 2021 dei diritti dei consumatori. Importanti passi avanti

Posted by fidest press agency su domenica, 2 gennaio 2022

Difficile riassumere in contesto pandemico dove la quasi totalità dei provvedimenti normativi sono contributi/aiuti dello Stato. Elenco lunghissimo. La differenza tra provvedimenti emergenziali e cambiamenti dei diritti è talvolta difficile da valutare. Una cosa però è certa: i diritti che nel 2021 sono cambiati sono di ampliamento, perfezionamento e non regressione degli stessi: una maturazione dello Stato verso diritti e libertà individuali economiche e sociali: consumatori e utenti considerati sempre più come soggetti di diritti e non sudditi o clienti. Maturazione che crediamo sia dovuta molto allo stimolo e agli impegni dell’Unione europea, su istituzioni e singoli legislatori. Mentre terminiamo il 2021 con grande incognita su bollette e approvvigionamenti energetici, ecco alcuni esempi di ampliamento dei diritti: Disabili e mobilità. Le nuove norme del codice della strada facilitano e incentivano la mobilità dei disabili Disabili e tlc. Oltre che a ciechi e sordi, le agevolazioni sono anche per deambulanti invalidi. Nuovo codice delle tlc. Banda larga per tutti: il provvedimento più importante è quello previsto dall’art.94: “Su tutto il territorio nazionale i consumatori hanno diritto ad accedere a un prezzo accessibile, tenuto conto delle specifiche circostanze nazionali, a un adeguato servizio di accesso a internet a banda larga e a servizi di comunicazione vocale, che siano disponibili, al livello qualitativo specificato, ivi inclusa la connessione sottostante, in postazione fissa, da parte di almeno un operatore”. Sono inoltre previste: norme stringenti di trasparenza contrattuale delle offerte tra cui, per esempio, informazioni annuali su tariffe migliori rispetto al proprio profilo; durate dei contratti e diritto di recesso più trasparenti e non vessatori. Insomma consumatori e utenti – nonostante in nome loro talvolta si esaltino consumismo e stupidità commerciale e pubblicitaria – sono protagonisti. Non per sostituirsi all’essere umano e al cittadino, ma per valorizzarli economicamente.Soddisfatti? Vigili, attori, informati e proponenti.

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Carceri. Evoluzione dei diritti e delle pene o ritorno ai secoli passati. Detenuti o merci?

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

La notizia lascia quantomeno perplessi: “Danimarca. Il Governo trasferisce 300 detenuti in Kosovo”. Il pensiero, oltre ai detenuti Usa di oggi a Guantanamo, torna alle tradotte che nei secoli scorsi i vari Paesi europei (Francia e Regno Unito in testa) facevano verso i loro territori coloniali. Secoli scorsi su cui storia e civiltà avevano posto la parola “fine”… ma sembra che non sia così.La versione 2021 è moderna. Un tempo erano territori conquistati con il colonialismo: militari, sacerdoti, imprenditori avventurieri che vi si trasferivano. Oggi denaro, business. Carceri all’epoca e carceri oggi. La differenza: un tempo le popolazioni inermi venivano sottomesse più o meno con violenza e non potevano dire nulla sulle colonie penali che venivano costruite sui loro territori, oggi i governi (democraticamente eletti come in Kosovo) di queste popolazioni aprono le porte delle loro carceri. Dato comune: la miseria di chi “accoglie” questi detenuti, colonie a suo tempo, Kosovo (sic!) oggi. Avevamo creduto che la miseria umana fosse stata superata, ma evidentemente quella economica ha il potere di farla tornare.Perché il dato umano è terrificante. Non conosciamo le carceri del Kosovo, ma crediamo che non siano rinomate come quelle danesi (e scandinave in generale) per la loro umanità/civiltà nel trattare la popolazione detenuta… civiltà che però ci viene detto, nel caso danese, avere due serie, la A e la Z. Siccome il presupposto per essere nella categoria “Z” è di dover essere espulsi dalla Danimarca dopo aver scontato la pena, va da sé che il detenuto in categoria “A” è un privilegiato (4). Quindi il nostro regno scandinavo discrimina (razzismo?) rispetto alla cittadinanza dei detenuti. Crediamo che in Danimarca esistano anche i diritti dei detenuti che – ovviamente rispetto alla pena da scontare – hanno uno standard al di sotto del quale le leggi non dovrebbero consentire di andare. Non ci addentriamo nel sistema giuridico e carcerario danese, non ne abbiamo competenze e, sostanzialmente, ci interessa poco in questo caso. Siamo però interessati ai diritti umanistabiliti dagli accordi internazionali, anche per i detenuti, e ci domandiamo: i detenuti sono merci o esseri umani? Può la Danimarca trasferirli al pari di merci senza considerare i loro diritti comunque acquisiti in quanto giudicati su un territorio di un paese che fa parte dell’Unione Europea, e che ha sottoscritto tutti gli accordi possibili ed immaginabili contro le tratte degli esseri umani e i loro trattamenti in carcere?Cercheremo risposte nelle sedi opportune. Intanto prendiamo atto, con dolore, che nel XXI secolo, l’evoluzione dei diritti e delle pene sta comportando il ritorno ai secoli passati. COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC http://www.aduc.it

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Scuola e diritti sociali: tavola rotonda Anief-Cisal-Cesi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2021

I temi “caldi” della scuola dibattuti con i rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari, in un’apposita tavola rotonda, proprio nei giorni decisivi per l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2022. Il confronto, dal titolo “La Scuola italiana e il pilastro europeo dei diritti sociali”, si svolgerà venerdì 17 dicembre alle 14.30, e toccherà diversi punti nevralgici del nostro sistema scolastico: dalla mancata parità di trattamento tra personale precario e di ruolo al reclutamento che non decolla, dalla mobilità bloccata alle retribuzioni pressoché dimezzate. Tutte tematiche già affrontare da Anief e Cisal con una serie di partecipati Talk Pulser, realizzati assieme all’Accademia Cesi e finanziati dalla Commissione europea.Saranno diversi i deputati che hanno assicurato la loro presenza all’incontro di venerdì prossimo: tra questi, gli onorevoli Valentina Aprea (Forza Italia), Gabriele Toccafondi (Italia Viva), Carmela Bucalo (Fratelli d’Italia), Patrizia Prestipino (Partito Democratico), Angela Colmellere (Lega), Nicola Fratoianni (Sinistra ecologia e libertà), Luigi Gallo (Movimento 5 Stelle).Tutti coloro che vorranno assistere all’evento in diretta, con i deputati della Camera e il presidente Anief Marcello Pacifico, potranno farlo collegandosi nella pagina facebook di Anief. “La nostra scuola – ha detto il leader dell’Anief – va migliorata, sia come didattica sia come trattamento dei suoi lavoratori, che non possono continuare ad essere considerati come decenni fa: le norme che regolano i diritti, le assunzioni, i trasferimenti, l’entità degli stipendi, e molto altro, vanno allineate ai tempi e alle indicazioni di Bruxelles. Non possiamo perdere altro tempo. Ogni mese che passa, l’Unione europea si allontana sempre più dal nostro modo di pensare e fare la scuola. L’appuntamento servirà anche ad illustrare a chi è deputato ad approvare nuove leggi che è ora di cambiare e che non siamo membri dell’Ue solo sulla carta”, ha concluso Pacifico.

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“L’impegno per il riconoscimento dei diritti del personale dei Corpi Forestali regionali continua anche in Legge di Bilancio

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2021

È stato, infatti, depositato un emendamento del MoVimento 5 Stelle per riconoscere il trattamento previdenziale, ora previsto solo per le altre Forze di Polizia, anche per i dipendenti dei Corpi Forestali delle Regioni a statuto speciale (Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta) e delle Province autonome di Trento e Bolzano. I Corpi Forestali regionali svolgono i compiti previsti per i Carabinieri forestali e i Vigili del Fuoco, per i compiti relativi all’antincendio boschivo, nelle regioni a statuto ordinario”. Lo dichiarano i deputati Alberto Manca e Dedalo Pignatone, esponenti M5S in commissione Agricoltura e promotori dell’emendamento che riprende la proposta di legge che ha iniziato il suo percorso nelle commissioni Affari Costituzionali e Difesa della Camera.“Con questo emendamento – spiegano – modifichiamo l’articolo 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183, che prevede che gli organici dei Corpi Forestali delle Regioni a statuto speciale siano equiparati alle altre Forze di Polizia e armonizza la disciplina ai requisiti per l’accesso al pensionamento e, infine, individua le risorse finanziarie necessarie all’equiparazione proposta. Gli agenti forestali, infatti, svolgono le medesime funzioni di altre Forze di polizia importanti per la prevenzione e la repressione dei reati, la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”. “Ci auguriamo che vi sia la convergenza di tutti gli esponenti politici delle Regioni a statuto speciale per difendere i diritti di questi lavoratori” concludono Manca e Pignatone.

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Diritti d’autore fino al 50% del prezzo di copertina

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 novembre 2021

Attualmente in Italia le royalties per chi scrive — quando ci sono — vanno dal 4 al 10% del prezzo di copertina, una percentuale molto bassa non solo in numeri assoluti, ma soprattutto in percentuale sulla vendita delle opere. La ragione principale è il costo di filiera, che lascia poco spazio a editori e autori. In questo contesto, bookabook, la prima casa editrice italiana che seleziona i libri da pubblicare attraverso il crowdfunding, ha creato un modello di business in grado di garantire agli autori compensi economici nettamente superiori alla media del mercato italiano: a questi ultimi è destinato fino al 50% del prezzo di copertina, offrendo loro una soddisfazione economica decisamente maggiore. “Possiamo offrire royalties alte perché abbiamo investito molto sul nostro e-commerce”, commenta Tomaso Greco, editore e co-fondatore di bookabook. “Oggi quasi tutti gli editori vendono in libreria e online, ma pochissimi hanno fatto seri investimenti su un canale di vendita proprietario”.Proprio per questo, attualmente bookabook è in grado di garantire agli autori per ogni copia venduta sul sito bookabook.it il 50% per ogni ebook e il 25% per ogni libro cartaceo, mentre restano del 10% le royalties per i libri venduti nel circuito distributivo. “Siamo partiti dal nostro sito — aggiunge Greco — perché è dove abbiamo il rapporto diretto con i lettori e dove non scontiamo costi di filiera”.Particolare attenzione è comunque rivolta alle librerie. “La strategia di diffusione delle nostre novità passa naturalmente e soprattutto per le librerie, che non consideriamo solamente come punti vendita, ma come presidi culturali sul territorio, dove i lettori incontrano i libri, gli autori e costruiscono relazioni”, conclude Greco.Le royalties garantite dalla casa editrice si attestano su livelli più alti persino rispetto a quelle offerte dalle piattaforme di self-publishing. Basti pensare che Amazon KDP offre royalties tra il 40% e il 60%, ma sul prezzo di copertina meno i costi di stampa, mentre la maggior parte delle altre piattaforme non non supera il 30% del prezzo di copertina. Senza contare che nel self-publishing tutti gli eventuali costi sono a carico dell’autore — dall’editing alla revisione fino al marketing — mentre bookabook, in quanto editore, se ne fa carico direttamente.

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I 12 diritti imprescindibili del bambino

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2021

Ogni bambino ha diritto alla propria identità, ad avere una famiglia a crescere in un luogo sicuro, che tuteli il suo benessere psico-fisico, ad essere vaccinato e curato in caso di malattia, ad essere istruito, ascoltato e tutelato contro ogni forma di violenza. I pediatri di famiglia del nostro Paese lanciano la Carta dei Diritti del Bambino. Ad oltre 30 anni dalla ratifica italiana della Convenzione di New York sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ha elaborato un nuovo documento presentato oggi nella giornata inaugurale del XV Congresso Nazionale dal titolo Nuvole, vento, pioggia… l’arcobaleno! e che si svolge a Baveno (VB) fino a sabato prossimo. Questo nuovo documento ora verrà distribuito alle Istituzioni nazionali e regionali, negli ambulatori medici e diventerà un punto di riferimento per la tutela degli adolescenti. In occasione del suo Congresso Scientifico la FIMP rilancia il sistema di visite basato sui Bilanci di Salute, vero pilastro delle strategie di prevenzione e promozione della salute e dei corretti stili di vita. Viene quindi presentata la campagna “Bilanci per la Vita”, promossa dalla FIMP e che prevede un mini sito bilanciperlavita.it/ che offre con informazioni utili e certificate per i genitori e una forte attività sul profilo Facebook collegato di FIMP (con approfondimenti, video interviste ad esperti e consigli sui controlli dello sviluppo neuromotorio). Sabato 9 ottobre si svolgeranno in tre città italiane (Milano, Roma e Matera) delle attività di promozione e sensibilizzazione dedicate alle famiglie volti a sensibilizzare i genitori nel seguire gli appuntamenti dei Bilanci di Salute presso il proprio pediatra di famiglia con volantinaggio davanti ai supermercati. “I bilanci di salute prevedono una serie di controlli a intervalli regolari che hanno l’obiettivo di sviluppare un processo di osservazione longitudinale dello sviluppo del bambino – conclude Doria -. Vengono affrontati in modo particolare, ad esempio, i temi dell’alimentazione per la prevenzione dell’obesità e sono valutati gli aspetti neuroevolutivi per il precoce riconoscimento dei disturbi del neurosviluppo e delle malattie neuromuscolari. I Bilanci poi costituiscono una fondamentale occasione di monitoraggio complessivo del benessere della popolazione pediatrica anche perchè costituiscono momenti utili di dialogo con i genitori. Per questo abbiamo deciso di promuovere una campagna nazionale di sensibilizzazione sia on line che in presenza e che metta al centro il benessere dei bambini. Nelle prossime settimane avvieremo altre iniziative per coinvolgere un numero sempre maggiore di famiglie”.

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Sono inutili i diritti conquistati dai lavoratori o è un falso la Costituzione fondata su lavoro?

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2021

Una fabbrica di proprietà straniera che di recente ha licenziato 422 persone e deciso di chiudere. Licenziamento contro il quale sono in corso diverse iniziative di pressione, sulla proprietà e sulle istituzioni.Viviamo per scelta in un Paese capitalistico e sarebbe assurdo negare ai capitalisti il loro diritto di esser tali, anche di chiudere un’azienda che non capitalizza.Nel contempo viviamo in un Paese tra i più avanzati al mondo, in un contesto europeo che ha al primo posto l’armonizzazione sociale tra libertà economiche e lavoro.C’è qualcosa che non torna, per chi investe capitali e per chi presta la propria opera. Dimostrato dalla nostalgia per la catena di montaggio e l’impotenza di lavoratori e sindacati di fronte a queste prevedibili dinamiche. Quello che facciamo, noi e i nostri Stati, è per vivere meglio, più sereni, non abbruttirsi e soffrire pur di avere un reddito. Al primo posto ci deve essere DIGNITA’. Quindi non “nostalgia” per la catena di montaggio e non inerzia istituzionale verso Gkn e milioni di altri simili problemi.Quanto opera lo Stato e l’Ue per questa dignità? Vincenzo Donvito, Aduc

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La società dei diritti è ancora presente?

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2021

La seconda metà dello scorso secolo ha maturato in Italia un tempo pieno di tensioni ma anche provvido di successi sul piano dei diritti dei lavoratori e sull’evoluzione dei costumi. Un po’ meno, purtroppo, sul piano culturale e politico. I primi scricchiolii furono avvertiti da politici del taglio di Fanfani, Moro, Berlinguer e dalla destra Almirante quando posero in rilievo la questione morale e il rischio della degenerazione della corruzione e del malaffare a partire dagli appartenenti ai partiti, all’associazionismo e al mondo degli affari. Vi concorse, probabilmente, la congiuntura internazionale che intese allentare le maglie dei controlli e delle censure dovendo reggere da una parte e dall’altra l’urto dei due blocchi contrapposti: Urss e capitalismo occidentale. Il dopo è storia dei nostri giorni. I governi che da allora si sono succeduti non hanno saputo porre mano alla creazione di un sistema di contenimento del rilassamento dei costumi preferendo gestire l’esistente e concorrendo persino ad aggravare la stagione dei corrotti, corruttori e corrompibili dando loro l’impressione di essere immuni ai rigori della legge e di avere l’opportunità di prendersi beffa dell’opinione pubblica rallentando i suoi rigori morali. Così accade che se colti sul fatto ci sarebbe stata sempre la salvifica prescrizione favorita dalla cronica lentezza dell’iter giudiziario scremato su tre livelli di pareri. Così stanno cadendo uno dopo l’altro i valori della coesione sociale, di una società egualitaria, del rispetto per la legalità, della tutela dei ceti più deboli e dei comportamenti virtuosi. A questo punto non si può governare un paese perché mancano le certezze sul piano delle garanzie individuali e collettive e le stesse istituzioni hanno perso il rispetto che ad esse è dovuto per l’incapacità di chi le gestisce di farsene un garante in obiettività e fermezza e, soprattutto, nel tenersi al di sopra degli interessi di parte. E qui non è in gioco solo la stagione dei diritti ma la stessa democrazia. (Riccardo Alfonso)

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XXII edizione del Master in “Relazioni Internazionali e Protezione dei Diritti Umani”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

13 ottobre 2021 – 30 aprile 2022 Alla SIOI la formazione di esperti in Relazioni Internazionali e Protezione dei Diritti Umani. Le opportunità di lavoro nelle Organizzazioni Internazionali, nelle Istituzioni europee, nelle ONG, italiane e straniere, e nelle Imprese nazionali e multinazionali, sono molteplici, così come numerosi sono gli aspetti da curare per costruire il proprio profilo e prepararsi ad intraprendere una carriera internazionale e diplomatica. Il programma del Master in Relazioni Internazionali e Protezione Internazionale dei Diritti Umani consente di acquisire conoscenze e abilità nelle questioni più rilevanti relative alla diplomazia internazionale, politica ed economica, al fine di formare esperti in grado di analizzare e agire sui problemi e i cambiamenti politico-istituzionali in ambito internazionale. I settori di applicazione delle conoscenze acquisite riguardano l’area del Diritto e dell’Organizzazione internazionale, della Politica Economica, della Teoria e Storia delle Relazioni Internazionali e della Protezione Internazionale dei Diritti Umani. Una formazione specifica completata ed arricchita dal tirocinio curriculare, parte integrante del Master, che consente di fare un’esperienza “sul campo” presso Enti a vocazione internazionale, come il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), o presso le principali Organizzazioni internazionali, ONG, e Camere di commercio, sia in Italia che all’estero.Le lezioni si svolgeranno in modalità web live dal 13 ottobre 2021 al 14 gennaio 2022 e in modalità blended (online e in presenza) dal 19 gennaio al 4 marzo 2022, il mercoledì, il giovedì ed il venerdì dalle 9.30 alle 13.15. Nel mese di marzo sono previste le prove finali del Master e le discussioni delle tesi si svolgeranno entro il 30 aprile 2022. http://www.sioi.org

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Sostegno – Straordinaria sentenza ottenuta dall’Anief

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

La novità normativa su cui il TAR Lazio è stato chiamato a decidere dai legali Anief circa la sua interpretazione è l’art. 10 del d.lgs. n. 66/2017, che prevede, nello specifico, che l’individuazione e l’assegnazione delle ore di sostegno debba avvenire, da parte del dirigente scolastico, “[…] sulla base del PEI di ciascun alunno, raccolte le osservazioni e i pareri del GLI, sentito il GIT, tenendo conto delle risorse didattiche, strumentali, strutturali presenti nella scuola, nonché della presenza di altre misure di sostegno, al fine di realizzare un ambiente di apprendimento favorevole allo sviluppo dell’autonomia delle bambine e dei bambini, delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti con accertata condizione di disabilita’ in eta’ evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica […]”, mentre il quadro legislativo previgente in materia, vedeva quale unica fonte di attribuzione delle ore di sostegno proprio il P.E.I., residuando in capo al dirigente scolastico un potere amministrativo interamente vincolato in sede di successiva adozione del decreto di assegnazione delle misure di sostegno spettanti all’alunno disabile.Lo stesso TAR del Lazio, dunque, con la sentenza emanata oggi, rileva come proprio l’articolo 10 del d.lgs. n. 66/2017, sembri “attribuire al dirigente scolastico il potere/dovere di individuare ed assegnare le ore di sostegno senza vincolarlo ai contenuti del P.E.I., che sembra piuttosto dover rappresentare una base di partenza e non un punto di arrivo. La norma, quantomeno dal punto di vista squisitamente letterale, pare prevedere un procedimento di individuazione e di assegnazione delle ore di assistenza agli alunni affetti da disabilità “a formazione progressiva” che, prendendo le mosse dal P.E.I. (come confermato dalla locuzione “sulla base del […]”), consentirebbe al dirigente scolastico, previa acquisizione del parere reso da due organi collegiali (G.L.I. e G.I.T.), di assegnare le ore di sostegno sulla scorta anche di ulteriori apprezzamenti discrezionali con riferimento al complesso delle risorse didattiche, strumentali e strutturali della scuola, nonché sulla presenza di altre, e non meglio precisate, misure di sostegno”. Ma lo stesso Tribunale Amministrativo per il Lazio, tiene a precisare che “Volendo assecondare la succitata scansione procedimentale sancita dalla lettera della riforma normativa de qua, invero, sia la presenza di ben due pareri postumi rispetto al P.E.I., rilasciati da organi di natura territoriale e diversi rispetto al G.L.O., sia il residuare di uno spazio per valutazioni discrezionali riservate al dirigente scolastico, sono elementi che finiscono per far vacillare l’ormai assodata intangibilità dei contenuti del P.E.I., al punto che lo stesso rischierebbe di essere declassato a mero atto endoprocedimentale, espressione di un potere amministrativo ancora in fieri”.

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Docenti di sostegno, Anief presenta il reclamo collettivo al Comitato europeo dei Diritti Sociali

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

È stato presentato al Comitato europeo dei Diritti Sociali il reclamo collettivo del giovane sindacato a seguito delle plurime violazioni della Carta Sociale Europea commesse dallo Stato italiano riguardo lo scarso numero posti di sostegno attivati in organico di diritto, il conseguente irrisorio numero di posti utili per le immissioni in ruolo e le scarse possibilità di accesso a procedure di specializzazione da parte dei precari. Marcello Pacifico (Anief): “Insegnanti di sostegno e alunni con disabilità sono vittime di un sistema contorto volto a ‘risparmiare’ proprio su un settore così delicato dell’Istruzione pubblica. Il nostro sindacato non può più tollerare una simile situazione, per questo abbiamo denunciato al Comitato Europeo l’irregolarità del nostro sistema nazionale, richiedendo il suo intervento”.Dopo il reclamo collettivo n. 146/2017 già accolto dallo stesso Comitato europeo dei Diritti Sociali per la tutela dei diritti dei docenti con 36 mesi di servizio e quello n. 159/2018 presentato in favore dei docenti con diploma magistrale abilitante di cui è ormai prossimo l’esito, l’Anief si rivolge nuovamente al CEDS per sottoporre al vaglio del Comitato la disastrosa condizione in cui versa il sostegno didattico agli alunni con disabilità in Italia. Nel reclamo appena depositato, infatti, il giovane sindacato ha tenuto a evidenziare l’ormai congenita situazione di precarietà di gran parte dei docenti di sostegno (ben 104.000 ossia oltre il 56% dell’organico complessivo), la mancanza della necessaria specializzazione didattica per oltre il 79% degli insegnanti precari impegnati nelle attività didattiche di sostegno dovuta anche ai numeri esigui di posti attivati per i percorsi di specializzazione in molte zone d’Italia, il mantenimento di 82.509 posti di sostegno nel così detto “organico di fatto”, ossia nell’organico utilizzabile soltanto per conferire contratti con scadenza al 30 giugno causando, conseguentemente una discontinuità didattica particolarmente corposa e che danneggia annualmente ben 170 mila alunni con disabilità (il 59% del totale). È stato segnalato, inoltre, l’inevitabile ricorso allo strumento del contenzioso giudiziario, da parte delle famiglie, per ottenere ogni anno l’attribuzione del corretto monte ore con l’insegnante di sostegno.

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I diritti umani su Radio Onda UER

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 Maggio 2021

I diritti umani saranno il tema di una serie di trasmissioni di Radio Onda UER, la web radio di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma.“La nostra giovane emittente è nata con l’obiettivo di dedicare molto spazio ai temi sociali”, spiega Carlo Climati, coordinatore di Radio Onda UER. “Questo fa parte dello spirito dell’Università Europea di Roma, che cerca di unire il percorso accademico alla formazione umana della persona. Per questa ragione abbiamo scelto di occuparci dei diritti umani, con una particolare attenzione alle storie degli ultimi, degli invisibili, di quelli che non hanno voce”.Fra gli argomenti previsti per le prime trasmissioni ci sono la libertà religiosa, la cultura dell’incontro, l’accoglienza delle persone migranti, la tratta degli esseri umani e la pena di morte.“Racconteremo anche la vita dei tanti martiri dei diritti umani, come Monsignor Romero e Padre Rutilio Grande”, continua a spiegare Carlo Climati. “Ma anche storie dei giorni nostri, come quella di Padre Stan Swamy, sacerdote gesuita di 84 anni che si trova attualmente in carcere, in India, nonostante le sue gravi condizioni di salute. È importante conoscere le storie di chi dona la vita per un ideale di giustizia e di uguaglianza, ispirato al messaggio del Vangelo.Impegnarsi per i propri ideali e stare dalla parte degli ultimi è una scelta difficile che, spesso, può condurre sulla strada del dolore della sofferenza. Ma è anche un segno di speranza, che ci spinge a credere nel domani e a non arrenderci di fronte alla violenza e ai tentativi di creare nuove forme di schiavitù nel mondo”.Le trasmissioni sui diritti umani si potranno ascoltare e scaricare on line sulla pagina web di Radio Onda UER: https://www.universitaeuropeadiroma.it/formazioneintegrale/radio-onda-uer/

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Scuola d’estate: Personale Ata dimenticato ancora, calpestati i diritti di oltre 200mila lavoratori

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2021

È stata pubblicata la Nota del Ministero dell’Istruzione prot. N. 9707 del 27 aprile 2021 per la realizzazione dei percorsi formativi volti al potenziamento delle competenze per l’aggregazione e la socializzazione delle studentesse e degli studenti nell’emergenza Covid19 con un’attuazione del Programma Operativo Nazionale PON e POC “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento “2014- 2020, finanziato con FSE e FDR. Il personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola non è stato preso in considerazione. Considerato che tali attività si svolgeranno prevalentemente in orario antimeridiano, viene da sé che il personale Ata avrà l’obbligo di provvedere alle pulizie straordinarie cosi come gli amministrativi di rendicontare PON e POC e cosi pure gli assistenti tecnici per l’area laboratoriale di appartenenza di supportare la componente docente e non dimentichiamo l’apporto che dovrà dare il Dsga dall’inizio del progetto fino alla rendicontazione. Tuttavia, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici nell’inquadramento normativo giuridico del CCNL attualmente vigente non hanno alcun obbligo contrattuale nel programma operativo PON e POC.Il sindacato ricorda che l’individuazione del personale interno è incentrata sulla disponibilità degli stessi lavoratori a essere impegnato sui PON tramite un avviso interno della scuola che dovrà essere pubblicato all’albo dell’Istituto e sul sito internet dell’istituzione scolastica, per almeno sette giorni. Ma la designazione può avvenire anche nell’ambito della proposta del Piano di Lavoro annuale del Dsga approvato dal Dirigente scolastico. Comunque anche che i PON sono facoltativi e quindi debbano essere sempre retribuiti e la retribuzione è materia di contrattazione d’istituto.Va poi ricordato che tali progetti PON cadono proprio nel periodo estivo, durante il quale il personale scolastico dovrebbe caricare le proprie energie psicofisiche, considerato che, è stato un anno pesante per tutti. Infine, è bene anche sottolineare che ad oggi non è prevista nessuna proroga ai contratti sui posti Covid: circa 50mila Ata termineranno il loro servizio il prossimo 10 giugno.

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Il Parlamento rafforza i diritti dei passeggeri del trasporto ferroviario

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2021

Il PE ha approvato giovedì in via definitiva l’accordo con i Paesi UE sulla revisione del regolamento sui diritti dei passeggeri ferroviari. Le nuove disposizioni garantiranno itinerari alternativi e assistenza per i passeggeri in caso di ritardi o cancellazioni. Miglioreranno l’accesso e l’assistenza per le persone con mobilità ridotta e ci sarà più spazo per le biciclette nelle carrozze.Nel caso di un ritardo di oltre 60 minuti, i passeggeri avranno il diritto di scegliere tra il rimborso totale del costo del biglietto e la continuazione o il reinstradamento verso la destinazione finale senza oneri aggiuntivi e a condizioni simili. I passeggeri dovranno poter viaggiare nella stessa classe del loro biglietto originale. Se l’operatore ferroviario non comunica le opzioni disponibili al passeggero entro 100 minuti dall’orario di partenza, quest’ultimo potrà ricorrere di propria iniziativa a una forma alternativa di trasporto pubblico terrestre e l’impresa ferroviaria sarà tenuta a rimborsargli le spese del caso.Gli obblighi in materia di itinerari alternativi si applicheranno anche in casi di forza maggiore. Se necessario, dovranno essere forniti pasti e bevande e rimborsate le spese di alloggio.Il nuovo regolamento chiarirà anche il concetto di forza maggiore, che esenterebbe le compagnie ferroviarie dal risarcimento per ritardo o cancellazione. Oltre a condizioni meteorologiche estreme e catastrofi naturali, le nuove regole includono ora crisi sanitarie gravi e attacchi terroristici. Gli scioperi del personale ferroviario non saranno contemplati da questa esenzione.I viaggiatori a mobilità ridotta avranno una maggiore flessibilità nell’organizzazione del viaggio, in quanto dovranno informare l’operatore dei propri programmi di viaggio solo con 24 ore di anticipo (secondo le norme attuali devono comunicarlo con 48 ore di anticipo).Se è richiesto un accompagnatore, questo viaggerà gratuitamente. Ai viaggiatori a mobilità ridotta che utilizzano un cane da assistenza dovrà essere garantito che l’animale possa viaggiare con loro.Nell’intento di fornire una mobilità più sostenibile e alternative confortevoli, tutti i treni dovranno essere dotati di appositi spazi e rastrelliere per le biciclette, con almeno quattro posti per biciclette su ogni treno.Il testo è considerato approvato senza votazione perché’ non sono stati presentati emendamenti, secondo la procedura legislativa ordinaria in seconda lettura.La regolamentazione riveduta si applicherà in linea di principio a tutti i viaggi e servizi ferroviari internazionali e nazionali in tutta l’UE, con la possibilità per gli Stati membri di esentare i servizi ferroviari nazionali per un periodo limitato. Le norme entreranno in vigore 20 giorni dopo la loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Inizieranno ad applicarsi due anni dopo, ad eccezione deli obblighi relativi agli spazi per le biciclette, che saranno applicabili quattro anni dopo l’entrata in vigore del regolamento.

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Anief: “Stessi diritti per i lavoratori della scuola precari e di ruolo”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 marzo 2021

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, durante il seminario sulla legislazione scolastica di oggi, organizzato per le province di Perugia e Terni, ha sottolineato come sia importante riconoscere anche ai precari i diritti dei lavoratori della scuola stabilizzati. Il leader del sindacato ha affermato che “anche il personale precario docente e il personale amministrativo hanno diritto alla card per poter svolgere la propria attività pure a distanza. In realtà bisogna fare in modo che con il rinnovo del contratto tutto il personale a tempo determinato abbia gli stessi diritti del personale di ruolo in termini di ferie, malattie, permessi, retribuzione e carriera”.

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Rendere le imprese responsabili per le violazioni dei diritti umani e ambientali

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2021

Il Parlamento apre la strada a una nuova legge UE che renderebbe le imprese responsabili di atti contro i diritti umani e gli standard ambientali all’interno, ungo l’intera catena di valore.In una risoluzione di iniziativa legislativa, il Parlamento chiede l’adozione urgente di una legge UE per far sì che le aziende siano ritenute responsabili e tenute a rispondere degli effetti negativi delle proprie decisioni sui diritti umani, sull’ambiente e sulla buona governance che causano o cui contribuiscono nella loro catena del valore. Si chiede anche che le vittime di tali azioni abbiano accesso a mezzi di ricorso.La Commissione ha annunciato che presenterà la sua proposta legislativa in materia entro la fine dell’anno.Le norme vincolanti UE sulla dovuta diligenza (due diligence in inglese) obbligherebbero le imprese a individuare, valutare e prevenire gli effetti negativi potenziali o effettivi che possono comportare le loro attività, e quelle delle loro catene del valore (tutte le operazioni, le relazioni commerciali dirette o indirette e le catene di investimento), e che potrebbero violare i diritti umani (compresi i diritti sociali, sindacali e del lavoro), danneggiare l’ambiente (contribuendo al cambiamento climatico o alla deforestazione, per esempio) e la buona governance (come la corruzione e le tangenti).I deputati sottolineano che gli obblighi di dovuta diligenza sono principalmente uno strumento preventivo, che richiede alle aziende di adottare misure proporzionate e commisurate in base alla probabilità e alla gravità dei loro impatti negativi potenziali o effettivi e alla loro situazione specifica, in particolare al loro settore di attività, alle dimensioni e alla lunghezza della loro catena del valore, alle dimensioni dell’impresa, nonché alla sua capacità, alle sue risorse e alla sua affluenza.Le imprese che vogliono accedere al mercato unico europeo, comprese quelle con sede al di fuori dell’UE, dovrebbero dimostrare il rispetto degli obblighi di dovuta diligenza in materia di ambiente e diritti umani.Il Parlamento chiede misure aggiuntive, tra cui il divieto di importare prodotti legati a gravi violazioni dei diritti umani come il lavoro forzato o minorile. Gli accordi internazionali dell’UE dovrebbero includere questi obiettivi nei loro capitoli sul commercio e lo sviluppo sostenibile.I deputati chiedono inoltre alla Commissione di effettuare un esame approfondito delle imprese con sede nello Xinjiang che esportano prodotti nell’Unione al fine di individuare potenziali violazioni dei diritti umani, in particolare legate alla repressione degli uiguri.Al fine di garantire un effettivo risarcimento per le vittime, le imprese dovrebbero essere ritenute responsabili delle loro azioni secondo le leggi nazionali ed essere sanzionate per i danni che le imprese sotto il loro controllo hanno causato o contribuito a causare, a meno che non possano dimostrare di aver adottato tutte le misure ragionevoli per prevenire tali danni.Inoltre, i diritti delle vittime o delle parti interessate nei paesi terzi – che sono particolarmente vulnerabili – sarebbero protetti in maniera più efficace da un accesso effettivo ai mezzi di ricorso, in quanto sarebbero in grado di portare le aziende in tribunale secondo il diritto dell’UE. Per creare condizioni di parità, il futuro quadro legislativo sugli obblighi di dovuta diligenza dovrebbe avere una portata ampia e includere tutte le grandi imprese soggette al diritto di uno Stato membro o stabilite nel territorio dell’Unione, comprese quelle che forniscono prodotti e servizi finanziari. Le regole dovrebbero applicarsi anche alle piccole e medie imprese quotate in borsa e a quelle ad alto rischio, che dovrebbero ricevere assistenza tecnica per conformarsi ai requisiti.

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