Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 255

Posts Tagged ‘diritti’

I due diritti irrinunciabili: quello della vita e quello del vivere

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

Non ho accettato, in altri termini, che si potesse esaltare il diritto alla vita e una volta acquisito l’essere umano fosse stato abbandonato a se stesso. È rimasto povero e condizionato dalla povertà della sua famiglia, dall’ambiente in cui vive, da una cultura tutta improntata sull’idea che occorre accettare la propria condizione sociale e rassegnarsi a subirla, nell’arco di tutta la propria esistenza, lunga o breve che fosse.
Abbiamo imparato a fare della carità ma non a essere solidali con chi vive in ristrettezze.
Abbiamo imparato a essere sprezzanti e a sentirci superiori anche se chi è solo un tantino socialmente a noi inferiore.
Abbiamo imparato a osteggiare chi ha una professione di fede dissimile dalla propria, ha il colore della pelle diversa e provengono da luoghi, dove la povertà è estrema. Così facendo abbiamo tramandato ai nostri figli e nipoti dei messaggi sbagliati e inculcati in essi il privilegio di casta.
Pensavo che con l’avanzamento della conoscenza, con la mobilità delle persone e la possibilità di conoscerle e poterle apprezzare per quelle che sono, si potesse ottenere un cambiamento radicale nei nostri atteggiamenti. Mi sbaglio. Il razzismo, l’antisemitismo, l’odio di casta se una società, cosiddetta evoluta, riesce ad ammantarli di venature ipocrite che evitano gesti plateali e persino violenti, vi sono, invece, paesi, dove si manifestano senza pudori e le stesse autorità fanno ben poco per spegnere quest’incendio. Ho provato personalmente cosa ha significato tutto ciò. Mi è accaduto da emigrante, in Australia, dove spesso fui esposto a giudizi sommari per il solo fatto che ero un italiano. È un condizionamento che risale a un’educazione sbagliata e si avvalgono di stantii luoghi comuni: il rumeno violento, l’africano pericoloso e via di questo passo. Pochi, però, ci spiegano che questa violenza è fisiologica come lo è per l’autoctono. Come dire? Chi non ha peccato lanci per primo la pietra. (Riccardo Alfonso)

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Rifiuti: Fp Cgil, sviluppo settore con diritti e tutele al lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

“Puntare allo sviluppo del settore dell’igiene ambientale, per proiettarlo in termini di sostenibilità nel futuro, garantendo un efficace ed efficiente servizio ai cittadini e diritti e tutele alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti”. Così la Fp Cgil commenta il memorandum avviso comune condiviso congiuntamente tra sindacati e controparti per invitare la politica ad affrontare insieme le attuali criticità del sistema di raccolta, trattamento e valorizzazione dei rifiuti, anche per restare in linea con i nuovi obiettivi proposti dalle quattro direttive europee sull’economia circolare.Gli assi individuati dal memorandum, spiega la Funzione Pubblica Cgil, “che vanno da un nuovo quadro normativo per il settore ad adeguati investimenti, specie nel Mezzogiorno, insieme a politiche del lavoro che abbiano al centro il tema della tutela della salute e della sicurezza degli addetti, sono gli elementi imprescindibili per traghettare nel futuro il settore, intercettando crescita e sviluppo. Le lavoratrici e i lavoratori interessati, come ampiamente dimostrato nel corso dei mesi dell’emergenza pandemica, sono un pilastro del settore. Valorizzare il servizio offerto e tutelare la loro salute e sicurezza, devono e dovranno essere, in linea con il memorandum, elementi centrali all’interno del prossimo contratto. Quest’ultimo dovrà essere unificato tra pubblico e privato, anche e soprattutto per evitare il ricorso a contratti spuri e forme di dumping contrattuale. È il lavoro, insieme agli investimenti e al nuovo quadro normativo, che può e deve contribuire a intercettare sviluppo e crescita per il settore dell’igiene ambientale”, conclude.

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La Federazione Russa ignora ripetutamente i diritti dei popoli indigeni

Posted by fidest press agency su domenica, 31 maggio 2020

I popoli indigeni cercano di proteggere la loro terra dalla distruzione ambientale causata dalla ricerca e dall’estrazione di materie prime. Questa è una spina nel fianco dei servizi segreti russi: in un’intervista all’agenzia di stampa TASS, il vicecapo dei servizi segreti, il generale Vladimir Kulishov, si è lamentato ieri dei “sostenitori stranieri” dei popoli indigeni e dei ricercatori polari. L’accusa che ogni protesta contro il governo russo sia controllata da agenti stranieri è un classico della propaganda di Putin. I popoli indigeni della Russia hanno tutto il diritto di difendere il loro territorio e il loro stile di vita contro gliinteressi di sfruttamento delle industrie estrattive. Kulishov è a capo delle autorità di controllo delle frontiere e della guardia costiera, che sono sotto il controllo dei servizi segreti FSB. Nella fase finale della seconda guerra cecena, combattuta dal 1999 al 2009, è stato a capo del FSB in Cecenia (2006-2008). È accusato di innumerevoli crimini contro la popolazione civile. Nell’agosto 2008 è diventato vicedirettore dell’FSB per tutta la Russia e vicepresidente del Comitato nazionale antiterrorismo. Dal 2013 è responsabile della guardia costiera e della sorveglianza delle frontiere. Ha già ricevuto diverse medaglie militari per il suo lavoro. Ha il grado di generale dell’esercito perché l’FSB è affiliato all’esercito. Le organizzazioni non governative in Russia, che ricevono donazionidall’estero, devono registrarsi come “Agenti stranieri” dal 2012. Da allora la legge in materia è stata più volte inasprita. Per le organizzazioni interessate, la registrazione comporta una notevole limitazione delle loro attività. Fare completamente a meno delle donazioni dall’estero di solito non è un’opzione, tanto che molte organizzazioni hanno dovuto chiudere.

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Appello per il rispetto dei diritti umani dei detenuti

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2020

“Durante questa crisi globale, i detenuti appartengono a una delle categorie più vulnerabili rispetto a un possibile contagio – dichiara l’eurodeputato Marco Zullo del Movimento 5 Stelle – per questo motivo nei giorni scorsi mi sono fatto promotore di una lettera aperta firmata da 17 Premi Sakharov (il premio Sakharov è il premio assegnato ogni anno dal Parlamento Europeo a uno o più difensori dei diritti umani che si siano particolarmente distinti per le proprie battaglie) e da numerosi altri eurodeputati. Nella lettera, denunciamo queste gravi violazioni e chiediamo l’immediato rilascio dei prigionieri politici detenuti”.Prosegue Zullo “le carceri sono luoghi in cui spesso il sovraffollamento, la mancanza di ricambio d’aria e la promiscuità rendono particolarmente difficile la rigida applicazione delle prescrizioni sanitarie, quando non anche il mantenimento delle più basilari norme igieniche. Se ciò è tristemente vero per l’Italia – come denuncia il XVI Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione presentato ieri e come abbiamo denunciato più volte anche noi in passato – è ancor più vero per quei Paesi in via di sviluppo in cui le condizioni carcerarie si caratterizzano anche per l’assenza di acqua corrente, di cibo salubre e per condizioni di detenzione spesso inumane e degradanti, quando non anche per il compimento di veri e propri atti di tortura”.“Ho accolto con soddisfazione le notizie relative alle misure deflattive prese da alcuni Paesi – continua l’eurodeputato – in linea con le raccomandazioni delle Nazioni Unite. È tuttavia deprecabile che in molti casi da queste misure siano stati scientemente esclusi gli oppositori politici e i difensori dei diritti umani, a volte con l’intento positivo di esporli a un maggior rischio di contagio. Ciò avviene in spregio alle disposizioni su “COVID-19 e detenuti” congiuntamente emanate dall’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite e dall’OMS e in violazione della Convenzione ONU contro la tortura e altri trattamenti inumani e degradanti. Oggi più che mai è importante tenere alta l’attenzione dei media e della società su queste gravi violazioni dei diritti umani. Durante una pandemia che colpisce indiscriminatamente uomini e donne di ogni nazionalità ed estrazione sociale, non possiamo rischiare di dimenticarci dei soggetti vulnerabili”, così in una nota l’europarlamentare Marco Zullo.

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USB Commercio lancia la campagna di rivendicazione dei diritti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

Usb Commercio lancia la campagna nazionale di lotta per riprenderci i nostri diritti, a partire da un’organizzazione del lavoro completamente diversa da quella attuale, perché da questa dipendono il riconoscimento del giusto salario, la possibilità di nuove assunzioni e il rispetto delle norme su salute e sicurezza.Rifiutiamo turni spezzati e flessibilità che destrutturano la vita quotidiana dei lavoratori, andando ben oltre le otto, sei o quattro ore ufficialmente registrate.L’orario è talmente frammentato che in molti casi i part time vengono spalmati su tutta la giornata, obbligando i dipendenti a vivere sul posto di lavoro. I luoghi di lavoro si allontanano sempre più sia per le cessioni continue da parte delle aziende, che vendono lavoratori come scatolette di tonno. Sia per l’inadeguatezza dei salari che non permettono più di scegliere liberamente la propria abitazione, costringendo i lavoratori a lunghi viaggi da pendolari.Non possiamo più accettare un continuo ricorso a varie forme di straordinario, per lo più non riconosciute e non pagate come tali per coprire la cronica mancanza di personale. I lavoratori devono essere tutti internalizzati e stabilizzati e dove necessario, procedere con nuove assunzioni.In questo mese di zone rosse e contingentamenti, le sporadiche e, ancora insufficienti, chiusure giornaliere anticipate, così come il fermo delle attività durante la domenica o i festivi, mostrano come la vendita non sia un’attività essenziale. I consumatori, informati delle chiusure, riescono ad organizzarsi senza resse o allarmismi, come Usb sostiene da anni, nessun vertiginoso calo degli acquisti si è verificato.Ad oggi, i lavoratori, oltre ai rischi specifici alle proprie mansioni, mai monitorati in modo sufficiente dalle aziende e dagli enti preposti, devono fare i conti anche con il rischio di contagio da Coronavirus e lo stress da lavoro correlato che ne consegue. Sono già centinaia i dipendenti ammalatisi nello svolgimento delle loro mansioni e non potranno che aumentare se non vengono attuate tutte le misure di prevenzione e protezione.Proprio l’attuale organizzazione del lavoro, che Usb si propone di smantellare, con turnazioni sempre più pressanti, carichi di lavoro estenuanti e mancanza di adeguati DPI e formazione porta il settore al 5 posto fra i lavori più a rischio con più di cento lavoratori uccisi ogni anno. Non chiediamo favori, vogliamo i nostri diritti.

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Lo statuto dei diritti dei lavoratori

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 maggio 2020

“Uscire dall’emergenza, cambiando il modello di sviluppo e facendo partecipare i lavoratori che ci hanno salvato”. È l’appello lanciato dal segretario generale della Cgil Maurizio Landini. Che a 50 anni dall’approvazione dello Statuto dei Lavoratori, ha avanzato la necessità di “un nuovo Statuto per garantire a tutte le persone che lavorano, a prescindere dal rapporto di lavoro, gli stessi diritti e le stesse tutele” (Collettiva). Rileggere e rivedere oggi quello Statuto del 20 maggio 1970, soprattutto alla luce della crisi in corso, serve proprio a interrogarsi sui cambiamenti che attraversano il mondo del lavoro, scrive il ricercatore Luca Cigna. L’emergenza sanitaria ha riportato in superficie molte delle contraddizioni della nostra struttura occupazionale. Ci siamo accorti che i lavoratori dei servizi essenziali, che non si sono mai fermati, sono anche quelli più esposti alla precarietà, dalla logistica alla grande distribuzione, dai servizi sanitari alla filiera alimentare. Non solo. Reinterpretare lo Statuto assume grande rilevanza in un contesto in cui i confini tra lavoro retribuito e non retribuito si fanno sempre più sfumati: da un lato, il lavoro non è più sufficiente a garantire un reddito adeguato, dall’altro lato il lavoro sommerso risulta concentrato anche in quegli stessi settori, dall’agricoltura al lavoro domestico, che hanno rivelato tutta la loro centralità in un momento di crisi.

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Agcom garantisca diritti connessi autori ed editori

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

“Riteniamo positiva l’introduzione nel Dl Rilancio di alcune importanti misure, già proposte da FDI, per l’editoria come, fra le altre, il regime straordinario di fosfatizzazione delle rese al 95%, il credito d’imposta per l’acquisto della carta e il contributo una tantum alle edicole. Un primo segnale ma non basta: è necessario, ora, introdurre nell’infrastruttura di sostegno al settore editoriale misure straordinarie, quale l’aumento della dotazione fino a 400 milioni del Fondo per il pluralismo e l’informazione, per cui presenteremo emendamenti al decreto “Rilancio” e che stiamo sostenendo già al decreto “Liquidità”, dove abbiamo presentato infatti emendamenti per garantire l’aumento del Fondo per il pluralismo fino a 400 milioni – dichiara il capogruppo FDI in commissione Editoria, deputato Federico Mollicone – inoltre, nell’audizione del presidente Agcom Cardani abbiamo rimarcato la necessità di strumenti nuovi per il contrasto alla pirateria online e la necessità del recepimento immediato della direttiva copyright e l’espressa indicazione che, in caso di mancato accordo entro un termine predisposto, ci sia un intervento dell’Autorità di settore per la definizione delle condizioni, anche economiche, dell’uso dei contenuti da parte delle piattaforme digitali. È stata inoltre occasione per chiedere al presidente Cardani  se “Pagella politica”, sito che si occupa di fact-checking coinvolto in una sperimentazione di Agcom con Facebook e nella task force sulle fake news, non abbia un un bassissimo grado di indipendenza e un chiaro orientamento politico e, per questo, non debba essere sostituito come strumento nella sperimentazione. Infine, sulla delibera che ha sanzionato la Rai, abbiamo chiesto se le considerazioni di merito sulla qualità editoriale dei servizi del TG2 non fossero lesive della libertà di espressione ed abbiano superato il perimetro dei poteri dell’Autorità.”

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Decreto Rilancio: Save the Children, qualche passo avanti per i diritti dei bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

“Per la prima volta dall’avvio della crisi, i diritti dei bambini sono considerati nel Decreto Rilancio che accoglie alcune delle richieste che abbiamo avanzato in questo periodo e che sono riassunte nel manifesto Riscriviamo il futuro lanciato nei giorni scorsi. I bambini e gli adolescenti, soprattutto nei territori più svantaggiati del nostro Paese, sono stati colpiti da una doppia crisi, quella economica e quella educativa, ed è da loro che occorre ripartire per riscrivere il loro futuro e quello dell’Italia. Per dare concretezza e operatività alle prime misure previste dal Decreto, ribadiamo tuttavia l’importanza di definire un piano straordinario organico per l’infanzia e l’adolescenza, in modo da tutelare in maniera efficace i minori che rischiano di pagare il prezzo più alto della crisi”, ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children a commento del Decreto Rilancio appena varato dal Governo.Tra gli aspetti del Decreto che meritano di essere sottolineati, l’impegno per la riapertura delle scuole, con investimenti per acquisto materiali, adeguamento spazi, innovazione didattica e misure di prevenzione sanitaria. “È positivo l’impegno per snellire e velocizzare l’assegnazione delle risorse dell’edilizia scolastica agli enti locali e, di conseguenza, la possibile apertura dei cantieri estivi per la messa in sicurezza. La sicurezza degli edifici scolastici è un tema critico per l’Italia ben prima dell’emergenza sanitaria, e in Parlamento è depositata una proposta di legge promossa da Cittadianzattiva e Save the Children che è necessario portare rapidamente in approvazione”, ha proseguito Raffaela Milano.Negli interventi di contrasto alla povertà educativa, è inoltre necessario considerare anche i molti adolescenti vulnerabili già usciti dal percorso scolastico e che quindi non lavorano né studiano. Un fenomeno che in Italia riguarda quasi 1 giovane su 4 e che al Sud raggiunge punte del 38% in Sicilia e del 35% in Calabria. Per offrire educazione, opportunità e speranza a 100 mila bambini che vivono nei contesti più deprivati del Paese, Save the Children ha lanciato la campagna Riscriviamo il futuro, nell’ambito della quale l’Organizzazione ha diffuso un Manifesto – a cui hanno già aderito oltre 2,230 persone, tra cui più di cento nomi noti del mondo della cultura e dello spettacolo, della musica e del giornalismo, dell’impresa e dello sport e a cui è possibile aderire sul sito http://www.savethechildren.it/riscriviamoilfuturo – per chiedere al Governo, al Parlamento, alle Regioni e a tutte le istituzioni locali, di riscrivere il futuro dell’Italia a partire dai bambini.

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App è sistema di allerta che non lede i diritti

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 maggio 2020

Roma. Dopo giorni in cui “facili profeti hanno straparlato sui giornali, cio’ che si legge e’ in linea con quanto da sempre e’ stato predicato, e che sostanzialmente e’ stato confermato nei minimi dettagli da parte dell’Autorita’ garante per la protezione dei dati personali”. A poche ore dal decreto del Consiglio dei ministri che ufficializza la app ‘Immuni’, il professor Giovanni Comande’, membro della Task force Tecnologie anti Covid-19, responsabile della valutazione privacy del software, non nasconde la sua soddisfazione e si toglie, in una dichiarazione all’agenzia Dire, un sassolino dalla scarpa pensando a chi “se avesse letto i documenti avrebbe evitato di perder tempo e di confondere gli italiani, che e’ la cosa piu’ grave”. “In queste settimane – aggiunge il professore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – del diritto della protezione dei dati personali si e’ parlato come di un diritto vassallo che deve essere sottomesso alla salute e ad altri diritti. Io lo intendo come un diritto umile, nel senso che non pretende priorita’, ma che serve a garantire gli altri diritti ed e’ per questo ineliminabile. Con la Task force- conclude Comande’- siamo riusciti a far passare un criterio molto semplice: la salute e’ tutelata attraverso la privacy e quindi ci si puo’ fidare. La app e’ impregnata di solidarieta’, e’ sicura e potra’ aiutarci”. “Per come la vedo io- puntualizza infine l’esperto- anche l’uso dell’espressione contact tracing se si seguono le indicazioni del Comitato europeo dei Garanti privacy e’ fuorviante: dovremmo parlare di un sistema di allerta delle persone che possano essere entrate in contatto con il virus. Tutto il resto segue. Il contact tracing evoca tutt’altro”.

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Cura Italia e diritti dei viaggiatori

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

“L’Unione europea è l’unica regione al mondo in cui i cittadini sono completamente tutelati da un insieme di diritti dei passeggeri”: con queste parole, pochi mesi fa la Commissaria per i trasporti Adina Vălean commentava i risultati di un sondaggio Eurobarometro e la Commissione Europea, al dilagare della pandemia in corso, ribadiva in una nota che la proposta di un voucher per quanti avessero subito la cancellazione del viaggio, non avrebbe potuto influire sul diritto al rimborso. Affermazioni perfettamente in linea con l’imponente impianto di tutele faticosamente implementato negli anni da regolamenti e direttive, che oggi, tuttavia, sembra subire una consistente violazione. Ma in Italia niente più scelta tra voucher o rimborso: “il voucher assolve i correlativi obblighi di rimborso e non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario” recita l’articolo 88 bis in fase di approvazione alla Camera.“L’impossibilità di rifiutare il voucher comporterà per i cittadini, già duramente colpiti dalle drammatiche ripercussioni economiche della pandemia, l’obbligo di vincolare quanto versato per un viaggio non fruito, per giunta senza alcuna garanzia nel caso in cui i tour operator, le compagnie aeree o le strutture ricettive dovessero andare incontro all’ insolvenza. “Mantenere l’alternativa tra voucher e rimborso, prolungarne la scadenza, ad oggi di un solo anno, e prevedere una garanzia di rimborsabilità adeguata potrebbe ristabilire l’equilibrio tra le parti e realizzare concretamente quanto il principio di solidarietà impone in gravi situazioni quali quella attuale”, continua Pisanò.Eppure nessuno di questi strumenti sembra esser stato preso in considerazione. Una gestione sana e una tutela forte dei diritti, anche mediante la garanzia di rimborsi certi, possono rafforzare la fiducia dei consumatori e favorire una ripartenza dell’economia anche nel settore turistico. Ma “le modifiche apportate al Cura Italia”, conclude Monika Nardo, consulente legale dell’ufficio di Bolzano, “pongono un grande ostacolo ai viaggiatori italiani: la dichiarazione di norma di applicazione necessaria pregiudica ulteriormente la posizione del consumatore, già privato dei suoi diritti, poiché ove possibile, non gli permetterebbe di beneficiare delle più favorevoli disposizioni adottate dagli altri Stati membri. In Irlanda, così come in Germania, per esempio, i vettori aerei sono tenuti al rimborso anche se il volo è stato cancellato a causa del Covid- 19”.“Non si può non considerare che le famiglie italiane sono anch’esse colpite dalla crisi, con perdita del posto di lavoro, cassa integrazione, diminuita redditività delle loro attività economiche e che, pertanto, non potranno permettersi un viaggio in un prossimo futuro. Auspichiamo, pertanto, che le aziende possano andare incontro alle specifiche esigenze del consumatore, vero motore dell’economia, e valutare le modalità di rimborso caso per caso”, concludono le esperte del CEC che nelle ultime settimane ha assistito concretamente più di 2.000 cittadini che si sono rivolti al Centro per ricevere tutela in merito ai loro diritti di viaggiatori.

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Pandemia e diritti umani

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

La pandemia impone l’adozione di provvedimenti che restringono o limitano temporaneamente diritti fondamentali (a cominciare da quello di circolazione e di riunione) al fine di contenere la diffusione del COVID19 e di tutelare “la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività” (art. 32 della Costituzione italiana).Quanto sta accadendo nell’Ungheria di Orbán dimostra che l’emergenza sanitaria può anche essere l’occasione per realizzare quella “democrazia illiberale” che è da tempo nei programmi di sovranisti e nazionalisti.In considerazione dell’obbligo di ciascun paese di assicurare il rispetto delle condizioni prescritte dal diritto internazionale in caso di stato di necessità, la Fondazione Basso, insieme ad altre realtà italiane e internazionali, ha sottoscritto la lettera che la rete “In Difesa Di – Per i diritti umani e chi li difende” ha inviato al CIDU (Comitato Interministeriale per i Diritti Umani).In essa si richiede di notificare alle Nazioni Unite le misure approvate per far fronte all’emergenza e di attivare un sistema di monitoraggio sulle deroghe ai diritti umani fondamentali.
Il nostro Paese, in quanto membro del Consiglio ONU per i diritti umani, è inoltre tenuto ad adoperarsi affinché la situazione di emergenza non sia presa a pretesto da alcuni governi per restringere o sopprimere il godimento dei diritti umani.
La Fondazione Basso, da sempre attenta al rispetto dei diritti umani e dei popoli, è impegnata alla massima vigilanza a difesa dei diritti e della democrazia. “Siamo tutti sulla stessa barca” si sente ripetere spesso in queste settimane. È una metafora efficace sia per indicare che viviamo tutti su un pianeta da curare e manutenere molto più di quanto (non) abbiamo fatto finora, sia per contrastare gli egoismi nazionalisti e le cecità sovraniste che la paura e l’impotenza alimentano ed amplificano, con danni ulteriori e spesso irreparabili alla “stessa barca”. Tuttavia si tratta di una metafora che nasconde molti problemi. Non sempre la barca è proprio la stessa (c’è una bella differenza tra un gommone e uno yacht) e comunque, quando si attraversa una tempesta, chi è al coperto in cabina è in una situazione ben diversa da chi è seduto sul bordo della barca. Vi segnaliamo l’articolo “Il Covid-19 e le disuguaglianze economiche” pubblicato sulla rivista Questione Giustizia del prof. Maurizio Franzini, ordinario di Politica economica alla “Sapienza”, che analizza con rigore intellettuale e passione civile l’incidenza della attuale pandemia sulle situazioni concrete di disuguaglianza, che già gravavano su una parte non trascurabile della nostra società e che la crisi sanitaria e economica aggraverà senza una una profonda revisione critica delle scelte di fondo finora adottate in Italia, in Europa e nel mondo. (by Franco Ippolito – fonte: Fondazione Lelio e Lisli Basso – ONLUS)

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Emergenza Sanitaria e Diritti Inviolabili dell’Uomo

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

COVID-19: il Comitato europeo delle regioni lancerà una piattaforma per sostenere le comunità regionali e locali in tutta Europa,
Una piattaforma di scambio contribuirà a condividere le esigenze e le soluzioni, rafforzerà il sostegno reciproco e fungerà da meccanismo di feedback per consentire una verifica effettiva delle misure dell’UE a livello locale e regionale. Il CdR metterà a disposizione delle comunità locali informazioni pratiche e regolari sulle azioni dell’UE.Il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha messo a punto un piano d’azione per sostenere e assistere gli enti locali e regionali in prima linea nella lotta alla pandemia di coronavirus. Il piano, in cinque punti, comprende l’avvio di una piattaforma di scambio per aiutare i leader locali e regionali a condividere le loro esigenze e soluzioni e rafforzare il sostegno reciproco tra le comunità locali in tutta Europa. Esso inoltre metterà i membri del CdR in condizione di esprimere le loro posizioni sulle azioni dell’UE già attuate, consentendo una verifica pratica sul campo delle politiche. Il CdR fornirà informazioni pratiche e regolari sulle misure dell’UE, con particolare attenzione per le opportunità di finanziamento.Il piano d’azione, approvato dalla Conferenza dei Presidenti del CdR*, invita le istituzioni dell’UE a promuovere il sostegno dell’UE ai leader locali attraverso un meccanismo dell’UE per le emergenze sanitarie, volto tra l’altro a coordinare la distribuzione di apparecchiature mediche essenziali in tutta l’UE. Per affrontare le esigenze sanitarie, sociali ed economiche dei cittadini, i leader locali e regionali devono proteggere le loro economie. Il piano d’azione chiede un sostegno finanziario per le imprese locali e le persone colpite dalla disoccupazione, e fa appello al sostegno dell’UE per strategie di ripresa regionale tagliate su misura, attualmente elaborate da molte regioni dell’UE per stabilizzare l’economia.Commentando l’approvazione del piano d’azione, il Presidente del Comitato europeo delle regioni Apostolos Tsitsikostas, ha affermato : ” I membri del CdR e tutti i leader locali e regionali dell’UE stanno facendo sforzi straordinari per contrastare la pandemia . In questi tempi difficili dobbiamo essere uniti e agire responsabilmente. Numerosi presidenti di regioni e sindaci mi hanno chiesto di istituire una piattaforma di scambio che consenta ai membri del CdR e ai leader locali e regionali dell’UE di condividere le loro esigenze, le loro posizioni e le loro idee, e di elaborare soluzioni comuni. Il piano d’azione consentirà inoltre di trattare in maniera più mirata le esigenze sanitarie delle comunità locali e di affrontare gli aspetti sociali ed economici della pandemia, e il loro impatto sugli enti locali e regionali “.A seguito dell’emergenza sanitaria da COVID-19 sono state imposte limitazioni alla libertà di circolazione, di domicilio, di riunione, di pratica della propria religione, di riservatezza, di iniziativa economica, di scelta del trattamento sanitario, giustificate dall’esigenza di assicurare il primario diritto alla vita mediante il contenimento del contagio.La lettura delle opinioni circolanti sul web e di molti articoli di stampa induce la Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo a porre l’attenzione su alcuni aspetti rilevantissimi per la previsione ed attuazione degli strumenti per contrastare l’emergenza sanitaria.Prima di tutto occorre ricordare il rilievo riconosciuto ai diritti inviolabili dell’Uomo dall’art. 2 della nostra Costituzione, declinati nelle loro espressioni dalla Corte Costituzionale in numerose pronunce, la cui limitazione è consentita solo in presenza di conflitto con altri interessi costituzionalmente protetti. In tali casi si impone l’esigenza di un “ragionevole bilanciamento” degli uni con gli altri il quale, tuttavia, non può mai pregiudicare la “garanzia di un nucleo irriducibile del diritto” protetto dalla Carta Costituzionale “come ambito inviolabile della dignità umana”, che impone di impedire la costituzione di situazioni prive di tutela (C.Cost. n. 252/2001).
La tutela del diritto alla salute è riconosciuta dall’art. 32 Cost. come diritto inviolabile della persona umana, prima ancora che interesse della collettività, il quale deve essere realizzato positivamente dal legislatore mediante una non irragionevole opera di bilanciamento fra i valori costituzionali e di commisurazione degli obiettivi così determinati alle risorse esistenti, il cui nucleo irriducibile consiste nell’assicurare cure gratuite agli indigenti.Quanto ai trattamenti sanitari obbligatori, la Corte ha chiarito che essi possono essere imposti solo dalla necessità di salvaguardare contemporaneamente la salute individuale e la salute collettiva, nel senso che l’eventuale conflitto tra la libertà individuale e l’interesse alla salute collettiva può essere risolto a favore di quest’ultimo solo nei casi in cui la sua tutela coincida con la tutela della salute dell’individuo, ferma restando l’esigenza di salvaguardare la dignità della persona, che comprende anche il diritto alla riservatezza sul proprio stato di salute ed al mantenimento della vita lavorativa e di relazione compatibile con tale stato.In questa cornice di principi, l’adozione di misure restrittive della libertà personale deve essere rigorosamente e razionalmente giustificata dalle esigenze di tutela della salute collettiva dai contagi. Rigore e razionalità impongono che, nell’ambito delle determinazioni sulle modalità applicative e sugli strumenti di controllo e repressione degli abusi, la scelta di uno strumento, tra le diverse opzioni possibili, ricada su quello implicante il minore impatto sui diritti in conflitto tutelati dalla Costituzione.Alcune misure tra quelle proposte, se adottate indiscriminatamente, potrebbero comportare la totale compromissione di ogni garanzia dei diritti violati, a volte senza neppure assicurare con certezza il controllo e la tutela della salute collettiva: si pensi all’installazione di applicazioni o trojan sui cellulari per verificare la posizione dei cittadini, senza alcuna comunicazione preventiva, né garanzie sulla loro eliminazione al termine del periodo di emergenza come ha evidenziato il Un ostacolo alla riduzione dei rischi e delle conseguenti misure per fronteggiarli è rappresentato, ora come nei secoli scorsi, dalla necessità di una seria condivisione internazionale di dati, programmi, strumenti e risorse per le emergenze sanitarie. L’accordo tra Firenze e Genova per la peste del 1652 durò pochi anni; il tentativo di accordo della Prima conferenza sanitaria internazionale del 1851 sul colera fu un fiasco totale; ancora oggi i moniti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ed i protocolli per fronteggiare situazioni di pandemia sono rimasti lettera morta per un tempo sufficiente a procurare la diffusione del virus in tutto il pianeta.
Solo una vera solidarietà umana potrà assicurare in futuro il contenimento dei contagi senza le disastrose conseguenze economiche che già si prospettano e che, come nelle epidemie dei secoli passati, avranno come conseguenza certa l’impoverimento di buona parte della popolazione. Anna Maria Pitzolu (Componente esecutivo Lidu – Lega Italiana dei diritti dell’uomo)

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Covid-19: I diritti dei viaggiatori ai tempi del coronavirus

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Noto che fino al 3 aprile p.v., vigerà il divieto di spostamento delle persone su tutto il territorio nazionale salvo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.Alla luce di questa disposizione, tutti i viaggi prenotati per motivi turistici con partenza/esecuzione fino al 3 aprile possono essere annullati senza incorrere nel pagamento di penali. Che si tratti di servizi di trasporto che di soggiorni in strutture ricettive, è possibile chiedere il rimborso del prezzo versato (anche mediante emissione di un buono). È consigliabile mettersi tempestivamente in contatto con il prestatore del servizio o con l‘agenzia viaggi o portale di prenotazione laddove il servizio è stato acquistato per il loro tramite.

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La Commissione pubblica orientamenti sui diritti dei passeggeri

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

In seguito alle misure adottate dai governi nazionali, comprese restrizioni di viaggio e controlli alle frontiere, gli orientamenti mirano a rassicurare i passeggeri in merito alla tutela dei loro diritti.La Commissaria per i Trasporti Adina Vălean ha dichiarato: “Alla luce del gran numero di annullamenti e dei ritardi cui sono confrontati i passeggeri e gli operatori dei trasporti a causa della pandemia di COVID-19, la Commissione vuole garantire certezza giuridica sulle modalità di applicazione dei diritti dei passeggeri nell’UE. In caso di cancellazione, il fornitore del servizio di trasporto deve rimborsare i passeggeri o proporre loro una soluzione di trasporto alternativa. Se è il passeggero a decidere di annullare il viaggio, il rimborso dipende dalla tipologia di biglietto e le compagnie possono offrire un buono da utilizzare per un acquisto successivo. Gli orientamenti pubblicati oggi forniranno la certezza giuridica necessaria su come applicare i diritti dei passeggeri in modo coordinato in tutta l’UE. Continuiamo a monitorare la situazione, che è in continua evoluzione, e adotteremo ulteriori misure, se necessario.”Gli orientamenti dovrebbero anche contribuire a ridurre i costi per il settore dei trasporti, gravemente colpito dall’epidemia. Riguardano i diritti dei passeggeri del trasporto aereo, ferroviario, stradale, marittimo e per vie navigabili interne e gli obblighi corrispondenti dei vettori.

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I sindacati militari uniti per rivendicare i propri diritti!

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2020

By Paolo Melis. I sindacati militari si uniscono per approvare il manifesto dei diritti sindacali di tutti i militari, ecco il Comunicato congiunto: ” In risposta alle forze politiche che ci hanno descritto divisi ed incapaci di indicare delle soluzioni condivise da inserire nella legge sui sindacati oggi in discussione in Commissione Difesa della Camera.Ora non ci sono più alibi, se la politica sceglierà di ignorare questo messaggio forte, si toglierà definitivamente la maschera e dimostrerà che le sue uniche attenzioni erano rivolte a tutelare la classe dirigente della Difesa. Insieme a loro perdono la faccia quelle sigle che per meri interessi di bottega non hanno neanche voluto partecipare a questa iniziativa, nella speranza di accreditarsi con i vertici militari come i sindacati più allineati e mansueti. Che ne penseranno i loro iscritti?

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Il bene comune

Posted by fidest press agency su martedì, 14 gennaio 2020

E’ stato scritto: “il bene comune di una nazione passa anche attraverso la fatica del pensare, l’urgenza dell’interrogare, la necessità del dialogare in modo critico e costruttivo con la cultura pluralista che ci avvolge”. Se volgiamo questo pensiero alla politica, che intendiamo circoscrivere a quella italiana, ci rendiamo conto di quanto sia distante nella realtà quotidiana questo semplice ma incisivo precetto. Nella migliore delle ipotesi ci imbattiamo in una classe elettorale protesa alla ricerca di “stabilità” individuabile con le “parole” ma non sempre costituenti una premessa per ottenere un conseguente effetto. In questo frangente diventiamo facili vittime di un imbonitore di turno e la grancassa dei media rende l’eco più immaginifico smarrendo in tal modo il senso del reale. In tale contesto ci rendiamo sempre più consapevoli che la crisi non sta nel sistema ma nella misura in cui abbiamo smarrito il senso della vita, del vivere in comunità, nella perdita dei valori dove il profitto prevale alla solidarietà, dove il male diventa una necessità e ci ritroviamo con lo homo homini lupus che per Rousseau significa “l’uomo è un lupo divoratore per ogni altro uomo”. In tutto questo ripiegamento agli usi barbari è possibile un rinsavimento? La risposta è dentro di noi restituendo al pensiero e alla ragione la possibilità di valutare e meditare e di renderci conto che esistono due soli grandi diritti: quello alla vita e al vivere e non possiamo garantire il primo senza rispettare il secondo. (Riccardo Alfonso)

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Governo: Adelante, Pedro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 gennaio 2020

“Adelante Pedro, con juicio” (avanti Pietro, con giudizio). E’ la frase che il cancelliere Ferrer rivolge al cocchiere, mentre la carrozza passa tra una folla ostile di manifestanti. E’ tratta da i “Promessi sposi”, di Alessandro Manzoni (1785-1873). Viene alla memoria questa frase, leggendo l’intervista a un giornale del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Per il futuro, però, sentiamo solo “adelante”, il “juicio” non lo vediamo, soprattutto dopo un anno e mezzo di governo Conte1 e Conte2. Vediamo.
Economia: nel primo semestre del governo Conte1, il Pil è sceso sotto zero, dopo che era stato positivo con il governo precedente (Gentiloni). Per il 2019, Conte aveva previsto un aumento del Pil a + 1,5%. Si è schiantato a +0,2%. Per il 2020 è previsto lo zero virgola qualcosa, cioè la stagnazione.
Debito pubblico: è aumentato nel 2019 e aumenterà nel 2020. Per chiarire: il debito pubblico è a carico degli italiani.
Diritti: con il governo Conte1 è stata abolita la prescrizione dopo il primo grado di giudizio: una aberrazione giuridica. Eppure, Conte è professore di Diritto. Chissà cosa insegnava ai suoi studenti.
Rappresentanza: con il governo Conte1 è stata votata la riduzione della rappresentanza parlamentare, quella espressa dal popolo. Eppure, Conte si era definito “l’avvocato del popolo”. Meglio non farsi difendere da simile avvocato.
Politica estera: con il governo Conte1 Conte2 è inesistente e quindi irrilevante, per cui nessuno ci consulta più, né i governi europei né quello degli Stati Uniti.
Politica industriale: ci sono 150 tavoli aperti per le crisi aziendali. Si torna agli interventi statali su Ilva, Alitalia e banche, il che significa soldi pubblici, cioè nostri. Che dire? E’ un governo di passanti. Più che “Adelante” è fermo e senza “juicio”. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Roma sempre più città dei consumi, sempre meno dei diritti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 dicembre 2019

Anche quest’anno, all’approssimarsi delle feste natalizie, le aziende partecipate di Roma vengono chiamate dall’amministrazione comunale a garantire un potenziamento dei servizi che puntualmente ricade sulla pelle dei lavoratori. Così, dimenticandosi vergognosamente del lavoro gravoso che svolgono quotidianamente, gli viene chiesto di lavorare di più.Come nel caso di Atac, che in accordo col Comune, ha deciso di intensificare il servizio di alcune linee dirette al centro per favorire lo shopping natalizio o come Ama, che ha predisposto un piano prioritario per le attività di pulizia delle strade del Centro Storico.Poco importa se durante tutto l’anno i pendolari e gli abitanti delle periferie ci impiegano ore per recarsi al lavoro, a causa delle corse che saltano. Importa ancor meno che le periferie siano sommerse dai rifiuti tutto l’anno, per mancanza di mezzi di raccolta e di operatori ecologici.Come sembra non interessare affatto che il tasso di disoccupazione nella città ha impoverito a tal punto le famiglie che tutto possono fare, tranne che permettersi il lusso di spendere la tredicesima per fare acquisti nelle vie del centro. Resta al contrario, il record tutto romano delle tasse comunali tra le più alte del Paese, nonostante il continuo calo della qualità e dell’efficienza dei servizi pubblici. Una città sempre più governata dai consumi e sempre meno dai diritti degli utenti e dei lavoratori che va nettamente nella direzione opposta alla piattaforma “IO NON CENTRO” che USB ha consegnato alla sindaca Raggi. Un Piano strutturale di rilancio per la Capitale, che non parte dal soddisfacimento del profitto di pochi ma dai reali bisogni degli abitanti delle periferie. Più servizi, più case e più occupazione. Sono queste le priorità che dovrebbe avere a cuore l’attuale amministrazione.

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Giovani migranti: relazione dell’Agenzia europea per i diritti fondamentali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

«L’UE e i suoi Stati membri si impegnano a fondo per affrontare il fenomeno migratorio in tutta Europa, facendo fronte a gravi problemi di integrazione per i nuovi arrivati, soprattutto i giovani. Ma questi problemi non sono insormontabili», dichiara Michael O’Flaherty, direttore della FRA. «Diversi esempi illustrano in che modo le decisioni politiche ponderate e intelligenti possono essere determinanti per superare gli ostacoli. I responsabili politici in Italia e a livello di UE devono puntare su tali strategie per consentire ai giovani di questa generazione di diventare membri a pieno titolo della nostra società.»Basandosi su interviste a oltre 160 rifugiati e 400 operatori in prima linea, la relazione della FRA dal titolo «Integration of young refugees [Integrazione dei giovani rifugiati nell’UE individua gravi lacune negli attuali approcci all’integrazione dei giovani rifugiati di età compresa tra i 16 e i 24 anni. L’Agenzia ha documentato la lunghezza della procedura di asilo in Italia, dove alcuni dei richiedenti asilo intervistati hanno dovuto fare la fila per mesi presso la questura solo per compilare un unico modulo. I ricercatori hanno incontrato dei richiedenti asilo di 16 anni ai quali è stato vietato l’accesso alle scuole secondarie perché non parlavano italiano e che sono stati ridiretti alle scuole per adulti (CPIA). E a un altro bambino, il quale aveva perso una gamba, è stato detto che non era possibile ottenere il permesso di soggiorno durante il ricovero ospedaliero e che avrebbe potuto beneficiare di una protesi solo pagandola di tasca propria.
Dal 2015 al 2018 quasi 2 milioni di persone hanno ricevuto protezione internazionale nell’UE. Il diritto dell’UE è chiaro e gli Stati membri hanno il dovere di proteggere i rifugiati. È disponibile anche un finanziamento dell’UE a sostegno della loro integrazione. Tuttavia, la situazione sul campo è estremamente eterogenea negli Stati membri.
Questi problemi si aggravano maggiormente quando i giovani rifugiati compiono 18 anni e le reti di sostegno a cui si affidavano in precedenza scompaiono, talvolta da un giorno all’altro.

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Presidente Sassoli: abbiamo bisogno di una nuova agenda per i diritti dei bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

Durante la cerimonia speciale in occasione del trentesimo anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha chiesto che la protezione dei bambini venga posta al centro dell’agenda di lavoro della nuova Commissione europea.Il presidente ha tenuto il discorso di apertura insieme a Sua Maestà Mathilde, la Regina del Belgio, e prima dell’esibizione del cantante spagnolo e ambasciatore UNICEF David Bisbal. Sottolineando il significato della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, il Presidente Sassoli ha dichiarato: “La Convenzione ha contribuito a garantire che i bambini non fossero più considerati proprietà dei loro genitori o di qualsiasi altra autorità. La Convenzione sui diritti dell’infanzia rimane il trattato maggiormente ratificato nella storia del mondo e ha contribuito a trasformare la vita di milioni di persone. “Tuttavia, nell’era della globalizzazione e del progresso digitale, è inaccettabile che ogni anno muoiano più di sei milioni di bambini di età inferiore ai 15 anni, la maggior parte per cause prevenibili. Se non agiamo in fretta, prima del 2030 moriranno oltre 55 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni.
“L’Unione europea deve svolgere il proprio ruolo nella difesa dei diritti dei minori in tutto il mondo. È inconcepibile che oltre 152 milioni di bambini siano privati ​​della loro infanzia e della loro istruzione perché costretti a lavorare. Per non parlare di quanti subiscono le peggiori forme di sfruttamento, come la schiavitù, la prostituzione o l’arruolamento come soldati nei conflitti. Dobbiamo fare tutto il possibile per porre fine a questo abuso.”Il Parlamento europeo ha chiesto la promozione e la protezione dei diritti dei minori attraverso la politica estera dell’UE e ha chiesto alla Commissione di proporre una strategia e un piano d’azione per il raggiungimento di tale obiettivo. Inoltre, il Parlamento ha nominato un coordinatore speciale per i diritti dei minori, la vicepresidente On. Ewa Kopacz, per massimizzare maggiormente il suo operato. “Incoraggio tutti i bambini presenti qui oggi nell’emiciclo ad intervenire, e di farlo ogni volta che ne avranno l’opportunità nella vita. Il diritto di espressione e partecipazione è la chiave della Convenzione. Usatelo come lo usate in difesa del clima. Noi adulti abbiamo l’obbligo morale, legale e politico di ascoltare le vostre preoccupazioni e di agire”.

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