Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

Posts Tagged ‘diritti’

Per i diritti del personale della scuola il 2022 è stato un anno record

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2023

Lo Stato è stato condannato a pagare, dai tribunali di lavoro, tra i 9 e i 10 milioni di euro, per risarcire docenti e Ata a seguito di mancanze che il ministero dell’Istruzione si è ostinato a perpetrare, a costo di andare contro direttive e norme dell’Unione europea. Sino circa mille le sentenze ottenute dai legali che operano per Anief, che hanno prodotto 9 mila euro, in media, di risarcimento a ogni associato precario o di ruolo iscritto al giovane sindacato. È esemplare quanto accaduto nella settimana pre-natalizia: vengono recuperati 150 mila euro, solo a Cuneo è stato risarcito un docente con 27.567 euro pari a 10-12 mensilità. È lungo l’elenco delle cause promosse da Anief attraverso ricorsi ad hoc: si va dall’abuso dei contratti a termine al recupero degli scatti di anzianità per i supplenti; dalle mensilità estive non pagate pure se i contratti riguardano posti liberi ai risarcimenti per ferie non godute e non monetizzate; dal salario accessorio (RDP per i docenti e CIA per il personale Ata), alle ricostruzioni di carriera, al gradone professionale, alla carta docenti estesa ai precari. Vanno annoverati poi 5 mila nuove cause iscritte al ruolo nel 2022, più 12 mila nuove richieste di adesione ai ricorsi promossi gratuitamente dal sindacato, sempre nell’anno che si sta per concludere. Sono pari al 100% le vittorie ottenute con sentenza definitiva.

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Diritti umani in Palestina

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 dicembre 2022

Roma Venerdì 13 gennaio 2023, ore 10 Sala Zuccari, Palazzo Giustiniani Via della Dogana Vecchia, 29. Presentazione.In Italia del primo rapporto della Relatrice speciale delle Nazioni Unite, Francesca Albanese Organizzato da Altreconomia in collaborazione con il senatore Tino Magni (Alleanza Verdi e Sinistra) e Amnesty International Italia. Il 13 gennaio 2023 verrà presentato in Italia il primo Rapporto di Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati dal 1967.L’appuntamento di venerdì 13 gennaio, alle ore 10, presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma (Via della Dogana Vecchia, 29, registrazione qui), è promosso dalla rivista Altreconomia in collaborazione con il senatore Tino Magni dell’Alleanza Verdi e Sinistra e con Amnesty International Italia. “Per oltre 55 anni l’occupazione militare israeliana ha impedito la realizzazione del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese nel territorio che Israele occupa dal 1967, comprendente Cisgiordania, Gerusalemme e Gaza, violando ogni componente di tale diritto e perseguendo intenzionalmente la ‘de-palestinizzazione’ del territorio occupato”, ha dichiarato Albanese nel presentare il suo Rapporto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a fine ottobre 2022. Il documentato Rapporto della Relatrice speciale ha rilevato come l’occupazione israeliana violi la sovranità territoriale palestinese sequestrando, annettendo, frammentando il territorio occupato, e trasferendovi la propria popolazione civile nel territorio occupato e mantenendovi una presenza militare per 55 anni. “L’occupazione mette in pericolo l’esistenza culturale del popolo palestinese cancellando o appropriandosi dei simboli che esprimono l’identità palestinese e viola la capacità dei palestinesi di organizzarsi come popolo, libero dalla dominazione e dal controllo alieno, reprimendo l’attività politica, la difesa e qualsiasi forma di attivismo e dissenso”, si legge nel Rapporto. Alla presentazione del Rapporto interverranno -oltre ad Albanese e al senatore Magni- Alon Confino, storico, direttore dell’Institute for Holocaust, Genocide, and Memory Studies e professore di Storia e studi giudaici presso l’Università del Massachusetts Amherst, Nicola Perugini, antropologo, docente di Relazioni Internazionali all’Università di Edimburgo, e Tina Marinari, coordinatrice campagne di Amnesty International Italia e curatrice nel nostro Paese della campagna “Individui a rischio”, “No alla pena di morte” e le crisi internazionali, oltre alle tematiche sui diritti delle donne. A moderare i lavori sarà la giornalista Anna Maria Selini, esperta di Palestina e diritti umani. Introduce Duccio Facchini, direttore della rivista Altreconomia. La Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani conta 90 posti. Per partecipare in presenza è necessario registrarsi tramite questo form https://forms.gle/h6jn4ecL5xCE6SdU9 entro e non oltre il 10 gennaio 2023. La Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani conta 90 posti. Per partecipare in presenza è necessario registrarsi tramite questo form https://forms.gle/h6jn4ecL5xCE6SdU9 entro e non oltre il 10 gennaio 2023. I lavori del convegno saranno trasmessi in diretta streaming al link https://webtv.senato.it e sul canale YouTube del Senato https://www.youtube.com/user/SenatoItaliano. Fonte: http://www.altreconomia.it.

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Cooperazione: ASeS-Cia, creare rete per diritti civili e sociali a partire dall’Africa

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2022

Creare una rete internazionale che attivi azioni virtuose non solo di carattere umanitario, ma anche a garanzia dei diritti sociali e civili, a cominciare dall’Africa. Ѐ questo l’obiettivo rinnovato oggi, a Roma, da ASeS – Agricoltori Solidarietà e Sviluppo, Ong di Cia-Agricoltori Italiani, attraverso il convegno dal titolo “Sicurezza, stabilità e sviluppo: l’impegno dell’Italia con l’Africa” che ha visto riuniti tra i più importanti rappresentanti di organizzazioni e istituzioni attive nel settore. Un incontro di rilievo alla presenza di Maria Tripodi, sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale; Cristiano Fini, presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani; Cinzia Pagni, presidente ASeS-Cia; Karima Bounemra Ben Soltane, Director of the African Institute for Development and Economic Planning (IDEP); Javier Fiz Pérez, vicepresidente Core Values, co/presidente Mercati Emergenti SME Connect EU. Università Europea di Roma; Mario Enrico Pè, professore di Genetica Agraria del Centro di Scienze delle Piante Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Fabrizio Lobasso, Min. Plen. vicedirettore Centrale per l’Africa Subsahariana – MAECI. A rilanciare il confronto e nuove riflessioni, il documento strategico “Partenariato con l’Africa” pubblicato lo scorso anno dal ministero degli affari Esteri italiano e della Cooperazione internazionale e il sostegno di ASeS-Cia al progetto di integrazione economica multilaterale dell’Unione Africana, avviato nel 2021 e denominato “African Continental Free Trade Area” con l’intento di contribuire a creare un mercato unico continentale per la circolazione di merce e servizi. Al convegno ha partecipato anche il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e arcivescovo di Bologna che in un video messaggio ha affermato: “Tanti sforzi sono stati fatti e altrettanti sono richiesti. Imprese e banche devono lavorare insieme in modalità sistemica, anche per affrontare le difficoltà. Dobbiamo fare tesoro della nostra esperienza consolidata in Africa -ha aggiunto- e fare in modo che le imprese, soprattutto quelle medio-piccole, possano investire per uno sviluppo il più possibile rapido e sostenibile. Perché gli interventi siano finalizzati ed efficaci occorre conoscere l’Africa, le sue differenze e potenzialità. Tra i possibili ambiti di lavoro, quello agricolo è fondamentale: le nostre imprese possono aprire grandi possibilità”. Fonte: http://www.cia.it

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Iran. Kelany (FdI): bene ferma condanna governo Meloni. In atto gravissime violazioni diritti umani

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

“L’esecuzione di ieri del giovane ventitreenne Moshen Shekari, che si era unito alle manifestazioni contro il governo degli Ayatollah in Iran, è sconcertante. Bene ha fatto il presidente Meloni a condannare fermamente l’episodio che è di una gravità inaudita e che mette in luce le gravissime violazioni dei diritti umani che si stanno consumando In Iran per mano del Governo islamista. Da oltre due mesi le proteste montano incessanti e secondo le organizzazioni non governative starebbero rischiando la pena capitale altre 28 persone. La popolazione è duramente colpita dalla polizia morale, alle donne, soprattutto di minoranze etniche, come le curde, viene sparato al petto, in volto e sui genitali. Diamo incondizionato sostegno alle donne ed ai giovani iraniani nella loro lotta per la libertà e contro l’oscurantismo integralista”.

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Famiglie, individui e diritti. L’uguaglianza è per tutti o solo per se stessi? Il caso Meloni

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2022

La recente polemica sul fatto che la premier Giorgia Meloni si sia portata al vertice dei G20 a Bali anche la piccola figliola, è sintomatico di come funziona il confronto e la proposta politica nel nostro Paese. Confronto. Non sappiamo chi abbia contestato il viaggio della piccola con la mamma, ma abbiamo solo letto dichiarazioni e dichiarazioni di persone indignate. Ci domandiamo: esisteva il problema, a parte la probabile e limitatissima stupidità di chi l’avrebbe sollevato e che se fosse stato ignorato nessuno se ne sarebbe accorto? Non è che è stata occasione per parlare del nulla e, soprattutto, perché le vittime (fan del governo Meloni e le persone – soprattutto donne – non maschiliste), hanno colto al balzo l’occasione per ergersi a paladini dei deboli? Questo tipo di riflessione non è marginale perché, se la scorporiamo dallo specifico – applicata a qualunque argomento, anche economico ed istituzionale – ci si rende conto che spesso si parla per parlarsi addosso, creandosi mostri che non esistono e alimentandoli solo per valorizzare le proprie opinioni e, sostanzialmente, mettersi in mostra per il proprio presunto benaltrismo.Proposta politica. Impeccabile il disappunto della premier quando ha fatto sapere che lei decide per conto proprio il rapporto con la propria famiglia. Non impeccabile se scorporato dal contesto. Pensiamo alle persone Lgbtq a cui sono vietati matrimoni e figli nel contesto legale dello stesso matrimonio. Il diritto di queste persone a decidere il “rapporto con la propria famiglia” è inferiore a quello della mamma Meloni, visto che il nostro premier ha più volte reiterato la propria contrarietà all’equiparazione della famiglia lgbtq con quella cosiddetta tradizionale? Pensiamo a chi assume droghe ancora illegali e al fatto che queste sostanze riguardano solo chi le assume, il rapporto col proprio corpo e il proprio contesto, persone che invece per acquisirle devono rivolgersi a delinquenti trafficanti e spacciatori. Anche questa, questione su cui la nostra premier “non transige” dal suo proibizionismo. Il nostro è un messaggio, oltre che di costume/cultura, al legislatore, ché ne faccia tesoro quando si troverà a decidere su specifiche proposte di legge presentate e presentande in materia di parità ed uguaglianza di diritti individuali. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Libertà, diritti umani ed economie. Le differenze

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2022

Galoppando la rivoluzione iraniana con immagini e storie che stracciano la censura giungendo fino a noi Paesi liberi, la domanda è: oltre a dire che queste donne e uomini sono bravi e coraggiosi, oltre a piangere perchè ogni giorno qualcuno viene ammazzato… che si fa? Il presidente francese Emmanuele Macron ha incontrato una delegazione di dissidenti iraniani. Il primo ministro canadese Justin Trudeau è sceso per strada coi manifestanti nelle città del suo Paese. In Usa, mentre pensavano ad altro, qualche manifestazioni a New York c’è stata. La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, si è fatta ufficialmente sentire. A Berlino c’è stata una delle maggiori manifestazioni europee. Personaggi politici e del mondo dello spettacolo e dell’arte si prestano a rilanciare i vari messaggi. Qualcosa ovviamente ci è sfuggito. In Italia? A parte isolate e gloriose, quanto numericamente limitate, manifestazioni delle comunità iraniane, dei radicali e di qualcun altro… il governo che ha fatto? Si è vantato di avere un corpo diplomatico in grado di liberare l’italiana che era stata arrestata in Iran e, nel frattempo, rompendo una scelta politica che andava avanti da tempo dopo l’assassinio di Reggeni in Egitto, ha incontrato il dittatore/presidente di quel Paese, Abdel Fattah al-Sisi: una conferma di quanto ogni giorno ci dicono tutti gli esponenti del governo, che bisogna rafforzare e migliorare la nostra nazione in Patria e nel mondo, punto. Intanto le iraniane e gli iraniani continuano a farsi macellare e, per quanto ci riguarda, non c’é timore di ingerenza in affari interni di altri Paesi che possa reggere di fronte alla sterminio in atto. Abbiamo una visione politica e umana diversa dal nostro governo e più vicina a quelle istituzioni nel mondo che hanno cominciato a ricordare i loro stessi principi fondanti, che sembrano essere sempre più lontani da quelli che si vogliono imporre sul nostro territorio (frizione Italia/Francia per i migranti docet). E per chi non avesse ancora capito: è la politica che muove l’economia, anche quella che arriva nelle nostre case. Gas e Putin sono stati e sono violenta lezione. Il risveglio dell’oppio in Afghanistan (che, illegale, si vende nelle nostre strade) ci ha ricordato che quanto accade lì non può non riguardarci. L’oscenità della coppa del mondo del calcio nel Qatar… sembra inesistente a fronte di una palla che rotola nei campi di calcio pieni del sangue di chi li ha costruiti. Il petrolio e le merci italiane in Iran sembrano più importanti del sangue che scorre e della libertà. Tutto a posto in un regime che mette al primo posto la nazione Italia, abbiamo dubbi che sia altrettanto per le coscienze e l’economia di ognuno. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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I due diritti irrinunciabili: quello della vita e quello del vivere

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2022

Non ho accettato, in altri termini, che si potesse esaltare il diritto alla vita e una volta acquisito l’essere umano fosse stato abbandonato a se stesso. È rimasto povero e condizionato dalla povertà della sua famiglia, dall’ambiente in cui vive, da una cultura tutta improntata sull’idea che occorre accettare la propria condizione sociale e rassegnarsi a subirla, nell’arco di tutta la propria esistenza, lunga o breve che fosse. Abbiamo imparato a fare della carità ma non a essere solidali con chi vive in ristrettezze. Abbiamo imparato a essere sprezzanti e a sentirci superiori anche se chi è solo un tantino socialmente a noi inferiore. Abbiamo imparato a osteggiare chi ha una professione di fede dissimile dalla propria, ha il colore della pelle diversa e provengono da luoghi, dove la povertà è estrema. Così facendo abbiamo tramandato ai nostri figli e nipoti dei messaggi sbagliati e inculcati in essi il privilegio di casta. Pensavo che con l’avanzamento della conoscenza, con la mobilità delle persone e la possibilità di conoscerle e poterle apprezzare per quelle che sono, si potesse ottenere un cambiamento radicale nei nostri atteggiamenti. Mi sbaglio. Il razzismo, l’antisemitismo, l’odio di casta se una società, cosiddetta evoluta, riesce ad ammantarli di venature ipocrite che evitano gesti plateali e persino violenti, vi sono, invece, paesi, dove si manifestano senza pudori e le stesse autorità fanno ben poco per spegnere quest’incendio. Ho provato personalmente cosa ha significato tutto ciò. Mi è accaduto da emigrante, in Australia, dove spesso fui esposto a giudizi sommari per il solo fatto che ero un italiano. È un condizionamento che risale a un’educazione sbagliata e si avvalgono di stantii luoghi comuni: il rumeno violento, l’africano pericoloso e via di questo passo. Pochi, però, ci spiegano che questa violenza è fisiologica come lo è per l’autoctono. Come dire? Chi non ha peccato lanci per primo la pietra. (Riccardo Alfonso)

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Privacy Week: Per parlare di diritti digitali

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2022

Milano 26-30 settembre Presso gli spazi di Cariplo Factory Milano (Via Bergognone, 34), e quelli di American School of Milan (Via Karl Marx, 14) e in streaming online.Il presente non è mai stato tanto digitale e allo stesso tempo tanto poco consapevole del digitale. Da un lato, l’approdo online dei servizi, del lavoro e dei consumi, la nascita delle criptovalute, degli NFT e del Metaverso ci vogliono sempre più collegati. Dall’altro, l’Europa sta per dotarsi di nuove leggi per la cittadinanza digitale, di norme che regolano l’applicazione dell’intelligenza artificiale, che mettono a fuoco le responsabilità delle piattaforme digitali, che delineano il perimetro della moderazione dei contenuti online. In questo contesto, cittadini e aziende devono ragionare ora su rischi e opportunità dell’innovazione, per navigare il cambiamento rispettando e tutelando i bisogni e diritti di ciascuno. Questi saranno i temi al centro della seconda edizione della Privacy Week, la rassegna patrocinata del Garante per la protezione dei dati personali e da AssoSoftware. Ad organizzarla sono i co-founder di Privacy Network (Andrea Baldrati, Diego Dimalta, Matteo Navacci), organizzazione non-profit italiana che affronta le sfide dell’innovazione tecnologica per garantire il rispetto della privacy e dei diritti umani, insieme ad /‘Aut/, studio creativo di produzione eventi, con il patrocinio del Garante della Privacy (Garante per la protezione dei dati personali). Lo scopo dell’iniziativa è quello di informare le persone sul grande cambiamento che sono chiamate ad affrontare nell’era del digitale e di comprendere insieme l’impatto che avrà sulla quotidianità e sulla privacy di tutti. Nella convinzione che, come spiega Andrea Baldrati, avvocato, co-fondatore e presidente dell’Associazione Privacy Network, “una società tecnologica e libera si regge sulla responsabilità di tutti, legislatori, aziende e singoli utenti. Tematiche come cybersecurity e privacy devono essere capite e presidiate in tutti i contesti: al lavoro, a scuola, in famiglia.”La Privacy Week sarà anche un momento per capire come si posiziona l’Italia rispetto a queste tematiche. Infatti, tra gli ospiti interverranno Ginevra Cerrina Feroni e Guido Scorza, rispettivamente Vice Presidente e Componente del Collegio dell’Autorità Garante per la Protezione dei dati personali. Per arrivare preparati al dibattito e capire cosa ci aspetta dopo le elezioni del 25 settembre, Privacy Network ha anche condotto un’analisi, laica e apolitica, di come i partiti affrontano e affronteranno queste tematiche. Sul palco della Privacy Week parleranno manager d’impresa, avvocati, filosofi, giornalisti, giuristi, politici e professionisti del settore che discuteranno in modo accessibile di privacy, cybersecurity, gamification, cyberwar, piattaforme e big data, AI, NFT, cryptocurrency e nuovi diritti di cittadinanza digitale. Gli incontri forniranno gli strumenti utili ad agire sul presente per dare forma al futuro, a comprendere come le persone possano restare al centro di questi cambiamenti assicurandosi che i propri diritti vengano rispettati. (abstract)

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Il caso Mihajlovic e i diritti sul lavoro dei pazienti con tumore

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2022

Le Associazioni del Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” esprimono la massima solidarietà a Sinisa Mihajlovic, allenatore di calcio licenziato da parte del Bologna FC. Una notizia non particolarmente rilevante o eccezionale nell’ambito sportivo: ma Sinisa Mihajlovic non è solo un campione, ex-giocatore e allenatore di calcio, è anche un paziente con tumore, che dal 2019 lotta contro la leucemia.Mihajlovic in questi due anni e mezzo ha scelto di continuare ad allenare, di continuare a lavorare, come scelgono di fare tanti pazienti con tumore; ha voluto condividere il suo percorso e la sua storia, senza nascondere nulla, sensibilizzando l’opinione pubblica sul contributo che possono continuare a dare alla società i pazienti oncologici e oncoematologici, anche durante le cure. Un percorso che ora è arrivato, purtroppo, allo stesso epilogo che hanno tante altre storie di pazienti che lottano contro il cancro: il licenziamento da parte del datore di lavoro.Senza entrare nel merito delle motivazioni tecniche e sportive che hanno portato la società ad esonerare l’allenatore dal suo incarico, ci auguriamo che la storia di Sinisa Mihajlovic possa accendere i riflettori sui diritti sul lavoro e sul problema del reinserimento sociale e lavorativo delle persone che convivono con un tumore: un tema sempre più rilevante, con la progressiva cronicizzazione delle patologie tumorali, ma spesso ignorato nel dibattito politico e sottovalutato dall’opinione pubblica.Un tema sul quale il Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” è impegnato da tempo, contribuendo, grazie al sostegno dell’Intergruppo Parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro”, a portare alla discussione in Parlamento di 5 disegni di legge, trasversali a tutti i gruppi parlamentari, sulla conservazione del posto di lavoro (periodo di comporto) e sui permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche e onco-ematologiche, invalidanti e croniche.Un percorso che ha subito una battuta d’arresto con la caduta del Governo, ma che deve assolutamente proseguire anche nella prossima legislatura, con il varo di un Testo Unico sulla tutela dei diritti dei pazienti sul posto di lavoro.

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Diritti consumatori ed elezioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2022

Si va a votare a settembre. Noi avremmo preferito che il governo di Mario Draghi avesse continuato, non tanto perché eravamo sostenitori a prescindere, ma ché ci è sembrato il meno peggio tra i tanti delle ultime decine di anni, soprattutto per la sua propensione europeista. Ma, non si può avere tutto e, del resto, i partiti che lo fiduciavano erano molto diversi fra loro, con molto, ma proprio molto opportunismo caso per caso.Non chiediamo ai concorrenti la lista delle promesse. Non ci fidiamo di nessuno. In questa fase, nostri interlocutori non sono coloro che si apprestano ad avere il consenso elettorale, ma chi dovrebbe esprimere questo consenso, gli elettori.Chiediamo agli elettori di prestare attenzione, già in questa fase di formazione delle liste, a coloro che, nell’ultimo governo e negli anni precedenti, hanno operato con risultato (quindi bando alle chiacchiere), per gli interessi degli utenti e dei consumatori. E soprattutto che lo abbiano fatto non violando le leggi base del nostro patto civico ed economico: concorrenza, libero mercato, mutualità, rispetto e affermazione dei diritti individuali. L’elenco è lungo e ci sono anche questioni che, per esempio, sono tra quelle considerate causa della caduta del governo . Un elenco che svilupperemo nel tempo da qui alla consultazione di fine settembre, sì che ogni elettore posa avere strumenti di valutazione.In questa fase di partenza della “campagna elettorale” crediamo sia opportuno che il cittadino utente e consumatore, nonché elettore, faccia mente locale e tesoro del proprio potere. Il voto che esprimeremo per il rinnovo di Camera e Senato è il massimo potere in assoluto, individuale ed istituzionale del nostre regime democratico. Ogni elettore non dovrebbe essere passivamente in attesa di vedere programmi e volti di chi si offre per rappresentarci, per poi scegliere, ma dovrebbe contribuire a partire dal proprio bagaglio di informazioni, e in base a questo “attivamente partecipare” con stimoli di vario tipo alla formazione delle liste.Sia chiaro. Non siamo nati ieri. Non ci aspettiamo niente di particolarmente rivoluzionario da questa “partecipazione attiva”. Conosciamo i nostri interlocutori istituzionali, che hanno confermato ciò che sono in come e perché è stato sfiduciato il governo Draghi. Ma il pessimismo del giudizio non deve necessariamente compromettere la speranza e l’impegno per un mondo diverso.Perché sia chiaro, soprattutto per le legioni di persone che stano già valutando di non partecipare al voto… il mondo non si cambia da sé e, nonostante i deliri dei metodi putiniani di fare politica, non ci sono Bastiglie o palazzi d’Inverno da assaltare e far diventare propri, ma “solo” da far funzionare la democrazia. Vincenzo Donvito Maxia: http://www.aduc.it

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Diritti umani: Stupri usati come arma di guerra

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2022

“Fratelli d’Italia vota convintamente a favore della mozione di supporto alla Corte penale internazionale per ciò che concerne la violenza alle donne nelle guerre”.Lo afferma in aula in dichiarazione di voto la senatrice di Fratelli d’Italia Isabella Rauti, vice capogruppo vicario e responsabile del Dipartimento di FdI Pari Opportunità, Famiglia e valori non negoziabili. “Questa mozione – sottolinea Rauti – si inserisce in un perimetro giurisdizionale internazionale robusto, che va dalla Convenzione di Ginevra allo Statuto di Roma, passando per le due risoluzioni specifiche dell’Onu, la 1325 e la 1820”. “Le violenze sessuali sono sempre meno ‘una conseguenza della guerra’ – come si è detto per troppo tempo – e sempre più un’arma utilizzata a fini di terrore politico, di sradicamento di un gruppo, di un disegno di genocidio e di una volontà di epurazione etnica”.”Lo stupro è quindi un’arma di guerra – osserva Rauti – lo è stato storicamente e continua ad esserlo nei conflitti post-moderni. Le donne come bottino, dal Ratto delle Sabine alle ‘marocchinate’ della Ciociaria, dagli stupri in Sudan, in Sierra Leone, in Ruanda, in Liberia, in Congo e in Bosnia Erzegovina; dalle studentesse nigeriane rapite da Boko Haram alle vittime dell’Isis ed ora in Ucraina . Oggi come sempre, da secoli. La differenza è che ora il nodo ‘donne e conflitti armati’ non è più “un affare di donne” ma una questione definitivamente inserita nelle politiche di sicurezza umana, con un forte impatto anche sul diritto internazionale, sull’emancipazione femminile e sulle missioni di pace”. “Lo stupro – conclude Rauti – è una tattica sistematica per destabilizzare, terrorizzare, umiliare e costringere all’abbandono del territorio, per questo la violenza sui vinti e sugli invasi, qualunque sia il contesto, va condannata in quanto atto che viola i diritti umani fondamentali”.

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Diritti civili e individuali. Unione europea punto di riferimento mondiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2022

Dopo il voto della Corte Suprema Usa che oggi ha abolito il diritto costituzionale all’aborto e il voto del Bundestag tedesco che ha abolito il divieto alla promozione dell’interruzione di gravidanza, il mondo dei diritti civili e dei diritti individuali ha fatto una svolta storica. Il mondo anglosassone – Usa e Uk in testa – sono sempre stati punti di riferimento per questi diritti. Dalle loro legislazioni le generazioni politiche della seconda metà del secolo scorso hanno tratto ispirazione per affermare altrettanti diritti nei singoli Paesi. Oggi non è più così. Il riferimento è diventata l’Unione europea… non ancora unanime in materia (vedi Polonia) ma l’istituzione sovranazionale che governa le nostre economie e i nostri diritti è il maggior punto di elaborazione e riferimento per i diritti individuali. Gli Usa, vedi anche quanto accade per le armi, hanno diversi problemi e cercano di risolverli solo guardando a se sessi, facendo mancare al mondo intero quel punto di riferimento che sono stati per anni sulle libertà individuai. L’Uk, dopo la Brexit, ha scelto di isolarsi e correre per conto proprio riferendosi al limitato mondo del Commonwealth che, tra l’altro, non è più quello che continuano a credere i brexiter che oggi governano quel Paese.Altri diritti individuali, come quello alla migrazione, pur con tutte le problematiche che ci sono in Ue, nell’Unione siamo molto più avanti e liberali rispetto alle restrittive e disumane politiche britanniche e statunitensi.Da oggi, anche per l’aborto, spetta all’Ue la promozione e la governance mondiale dei diritti dell’individuo, dei diritti civili e dei diritti umani. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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III Edizione della Spring School Ambiente e Diritti Globali-Crisi delle risorse, conflitti e disastri ambientali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2022

Roma 9 – 13 maggio 2022 In modalità web live. L’emergenza globale di questi anni ha messo in luce, in modo crescente, l’impatto umano sul Pianeta e la necessità di un cambiamento in materia di protezione dell’ambiente. È sempre più evidente l’urgenza di decisioni importanti su fattori determinanti – crisi climatica, inquinamento, deforestazione, densità di popolazione, risorse energetiche – che tanto hanno a che fare con la salute umana, i conflitti armati e i fenomeni migratori. Dalla necessità di una riflessione su queste tematiche è nata la Spring School della SIOI e di Greenpeace Italia, giunta alla III edizione, con l’obiettivo di fornire approfondimenti su questioni ambientali di portata globale e sulle loro conseguenze sul piano socio-economico, indicando possibili soluzioni in termini di politiche nazionali e internazionali e opzioni tecnologiche.Il Corso – rivolto a coloro che, per interesse professionale o personale, siano interessati ad approfondire questi temi – è online e organizzato in modalità live, permettendo quindi una interazione diretta tra partecipanti e docenti. Sono previsti 5 incontri, da lunedì 9 a venerdì 13 maggio 2022, dalle ore 14:00 alle ore 17:00, che tratteranno i seguenti argomenti:La comunicazione del rischio ambientale Ambiente e comunicazione. Strategie di engagement e di mobilitazione, il caso di Greenpeace Effetto serra effetto guerra: il cambiamento del clima e i suoi effetti nell’area Mediterranea Clima: esiti e prospettive nel negoziato internazionale Proteggere il clima o le fonti fossili? Negoziati internazionali e protezione degli oceani Plastica in mare: il parere della ricerca Plastica e prodotti monouso: normativa nazionale, comunitaria e interessi economici Deforestazione. Ambiente e diritti dei Popoli nativi Difendere i diritti umani: perché si muore per la propria terra L’insostenibile produzione del nostro cibo Pandemia e Ambiente

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Trasporti: Art avvia indagine su diritti utenti autostrade

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2022

L’Autorità dei Trasporti ha avviato un’indagine conoscitiva per raccogliere ogni elemento utile ad avviare un procedimento di definizione del contenuto minimo degli specifici diritti, anche di natura risarcitoria, che gli utenti possono esigere nei confronti dei concessionari autostradali e dei gestori delle aree di servizio.”Bene, ottima notizia! Questi diritti degli utenti avrebbero dovuto essere fissati già nelle concessioni, quando si sono svenduti monopoli pubblici per trasformali in monopoli privati” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Invece l’unica cosa che fu garantita fu la remunerazione degli investimenti, con i gestori delle autostrade che avevano diritto per legge alla rivalutazione della tariffa in base all’inflazione, a differenza di dipendenti e pensionati. Poi per fortuna, grazie all’Authority dei Trasporti, a partire dal 2019 si è almeno impedito alle concessionarie di inserire voci improprie per giustificare gli aumenti dei pedaggi autostradali. Ora speriamo in un altro passo a difesa dei diritti calpestati degli automobilisti, considerati polli da spennare” conclude Dona.

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Scuola: I diritti dei precari devono essere garantiti

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2022

Ce lo chiede l’Unione europea, ma questo non accade, né quando sono lasciati supplenti ben oltre i 36 mesi massimi previsti dalla stessa UE, né quando entrano in ruolo. A dirlo è stato oggi in diretta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief durante una “Interrogazione sulla mobilità 2022/23” trasmessa sui canali social della Voce della scuola live. Il sindacalista ha ricordato che “purtroppo i precari continuano ad essere vessati, sia in fase di ricostruzione di carriera, con i servizi da precario non considerati per intero e recuperati attraverso il giudice, sia quando chiedono accesso alla mobilità ma gli viene negata pur essendoci i posti per avvicinarli agli affetti: i neo assunti a tempo indeterminato, ad esempio, non possono fare domanda di trasferimento dopo l’anno di prova e quindi rimanere lontano dalle famiglie”. Per questo e tanti altri motivi, ha spiegato il leader dell’Anief, “il contratto che gestisce la mobilità del personale scolastico va cambiato; perché dietro le persone ci sono le storie e le esigenze delle famiglie. Basti pensare ai docenti ‘immobilizzati’, che vorrebbero in molti casi fare un passaggio di ruolo ed invece rimangono bloccati lontano da casa anche per diversi anni”.

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Diritti fondamentali. La lezione di Amato

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2022

Diritti fondamentali sono quelli sanciti in Corte Costituzionale, quella a cui ci si riferisce per capire se norme e leggi sono come dovrebbero essere. Si presume quindi che i giudici nominati in questa Corte abbiano contezza sviluppata di funzione e importanza. Ieri abbiamo assistito ad una conferenza stampa dell’attuale presidente Giuliano Amato, politico e giurista di lungo corso, che ci ha spiegato perché ha bocciato i referendum eutanasia, cannabis e alcuni sulla giustizia. Sul merito c’è ampio confronto didattico, visto che dopo la Corte Costituzionale non c’è altra Corte a cui appellarsi e, al massimo, potrà servire per una prossima volta. Nel web di Aduc, e non solo, se ne parla ampiamente, visto che siamo stati tra i promotori del referendum eutanasia e sostenitori di quelli cannabis e giustizia. Qui ci preme rilevare lo stupore, il dispiacere e il disappunto che – cittadini e associazione di cittadini – ci avvampa dopo questa conferenza stampa. Le motivazioni di queste sentenze non sono state ancora pubblicate e, quindi, nello specifico merito si può discutere come ad un bar per sentito dire, anche se in questo caso il barista che ha avviato la discussione ha l’autorevolezza del presidente Giuliano Amato. Nel merito c’è stata stamane una conferenza stampa dei comitati promotori che hanno spiegato gli errori di Giuliano Amato. Nel metodo, prendiamo atto del nuovo corso che il neo-presidente Amato ha deciso di imprimere alla Corte: interlocuzione politica. Trasformando l’organismo di garanzia che lui presiede in organizzazione politica che, leggendo a suo modo la realtà ed esulando dai “freddi” dati normativi, ha stabilito di non essere organismo di verifica dei requisiti sottoposti dagli elettori, ma di decisione rispetto a propri orientamenti politici. Decisione che nell’agorà politica che caratterizza la nostra società, matura non solo riferendosi alle leggi, ma al sentito dire, al chiacchiericcio, alla pubblicità, alla presunta autorevolezza di chi dice bau e di chi dice miao. E noi che avevamo manifestato piacere civico alla nomina di Giuliano Amato a presidente della Corte… ci siamo sbagliati, siamo stati troppo tempestivi, abbiamo dato per scontato che l’autorevolezza della Corte potesse essere indenne ai metodi di politici di lungo corso navigati e cresciuti nelle ultime tragiche repubbliche di questi ultimi decenni. (abstract) François-Marie Arouet http://www.aduc.it

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Il 2021 dei diritti dei consumatori. Importanti passi avanti

Posted by fidest press agency su domenica, 2 gennaio 2022

Difficile riassumere in contesto pandemico dove la quasi totalità dei provvedimenti normativi sono contributi/aiuti dello Stato. Elenco lunghissimo. La differenza tra provvedimenti emergenziali e cambiamenti dei diritti è talvolta difficile da valutare. Una cosa però è certa: i diritti che nel 2021 sono cambiati sono di ampliamento, perfezionamento e non regressione degli stessi: una maturazione dello Stato verso diritti e libertà individuali economiche e sociali: consumatori e utenti considerati sempre più come soggetti di diritti e non sudditi o clienti. Maturazione che crediamo sia dovuta molto allo stimolo e agli impegni dell’Unione europea, su istituzioni e singoli legislatori. Mentre terminiamo il 2021 con grande incognita su bollette e approvvigionamenti energetici, ecco alcuni esempi di ampliamento dei diritti: Disabili e mobilità. Le nuove norme del codice della strada facilitano e incentivano la mobilità dei disabili Disabili e tlc. Oltre che a ciechi e sordi, le agevolazioni sono anche per deambulanti invalidi. Nuovo codice delle tlc. Banda larga per tutti: il provvedimento più importante è quello previsto dall’art.94: “Su tutto il territorio nazionale i consumatori hanno diritto ad accedere a un prezzo accessibile, tenuto conto delle specifiche circostanze nazionali, a un adeguato servizio di accesso a internet a banda larga e a servizi di comunicazione vocale, che siano disponibili, al livello qualitativo specificato, ivi inclusa la connessione sottostante, in postazione fissa, da parte di almeno un operatore”. Sono inoltre previste: norme stringenti di trasparenza contrattuale delle offerte tra cui, per esempio, informazioni annuali su tariffe migliori rispetto al proprio profilo; durate dei contratti e diritto di recesso più trasparenti e non vessatori. Insomma consumatori e utenti – nonostante in nome loro talvolta si esaltino consumismo e stupidità commerciale e pubblicitaria – sono protagonisti. Non per sostituirsi all’essere umano e al cittadino, ma per valorizzarli economicamente.Soddisfatti? Vigili, attori, informati e proponenti.

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Carceri. Evoluzione dei diritti e delle pene o ritorno ai secoli passati. Detenuti o merci?

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

La notizia lascia quantomeno perplessi: “Danimarca. Il Governo trasferisce 300 detenuti in Kosovo”. Il pensiero, oltre ai detenuti Usa di oggi a Guantanamo, torna alle tradotte che nei secoli scorsi i vari Paesi europei (Francia e Regno Unito in testa) facevano verso i loro territori coloniali. Secoli scorsi su cui storia e civiltà avevano posto la parola “fine”… ma sembra che non sia così.La versione 2021 è moderna. Un tempo erano territori conquistati con il colonialismo: militari, sacerdoti, imprenditori avventurieri che vi si trasferivano. Oggi denaro, business. Carceri all’epoca e carceri oggi. La differenza: un tempo le popolazioni inermi venivano sottomesse più o meno con violenza e non potevano dire nulla sulle colonie penali che venivano costruite sui loro territori, oggi i governi (democraticamente eletti come in Kosovo) di queste popolazioni aprono le porte delle loro carceri. Dato comune: la miseria di chi “accoglie” questi detenuti, colonie a suo tempo, Kosovo (sic!) oggi. Avevamo creduto che la miseria umana fosse stata superata, ma evidentemente quella economica ha il potere di farla tornare.Perché il dato umano è terrificante. Non conosciamo le carceri del Kosovo, ma crediamo che non siano rinomate come quelle danesi (e scandinave in generale) per la loro umanità/civiltà nel trattare la popolazione detenuta… civiltà che però ci viene detto, nel caso danese, avere due serie, la A e la Z. Siccome il presupposto per essere nella categoria “Z” è di dover essere espulsi dalla Danimarca dopo aver scontato la pena, va da sé che il detenuto in categoria “A” è un privilegiato (4). Quindi il nostro regno scandinavo discrimina (razzismo?) rispetto alla cittadinanza dei detenuti. Crediamo che in Danimarca esistano anche i diritti dei detenuti che – ovviamente rispetto alla pena da scontare – hanno uno standard al di sotto del quale le leggi non dovrebbero consentire di andare. Non ci addentriamo nel sistema giuridico e carcerario danese, non ne abbiamo competenze e, sostanzialmente, ci interessa poco in questo caso. Siamo però interessati ai diritti umanistabiliti dagli accordi internazionali, anche per i detenuti, e ci domandiamo: i detenuti sono merci o esseri umani? Può la Danimarca trasferirli al pari di merci senza considerare i loro diritti comunque acquisiti in quanto giudicati su un territorio di un paese che fa parte dell’Unione Europea, e che ha sottoscritto tutti gli accordi possibili ed immaginabili contro le tratte degli esseri umani e i loro trattamenti in carcere?Cercheremo risposte nelle sedi opportune. Intanto prendiamo atto, con dolore, che nel XXI secolo, l’evoluzione dei diritti e delle pene sta comportando il ritorno ai secoli passati. COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC http://www.aduc.it

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Scuola e diritti sociali: tavola rotonda Anief-Cisal-Cesi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2021

I temi “caldi” della scuola dibattuti con i rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari, in un’apposita tavola rotonda, proprio nei giorni decisivi per l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2022. Il confronto, dal titolo “La Scuola italiana e il pilastro europeo dei diritti sociali”, si svolgerà venerdì 17 dicembre alle 14.30, e toccherà diversi punti nevralgici del nostro sistema scolastico: dalla mancata parità di trattamento tra personale precario e di ruolo al reclutamento che non decolla, dalla mobilità bloccata alle retribuzioni pressoché dimezzate. Tutte tematiche già affrontare da Anief e Cisal con una serie di partecipati Talk Pulser, realizzati assieme all’Accademia Cesi e finanziati dalla Commissione europea.Saranno diversi i deputati che hanno assicurato la loro presenza all’incontro di venerdì prossimo: tra questi, gli onorevoli Valentina Aprea (Forza Italia), Gabriele Toccafondi (Italia Viva), Carmela Bucalo (Fratelli d’Italia), Patrizia Prestipino (Partito Democratico), Angela Colmellere (Lega), Nicola Fratoianni (Sinistra ecologia e libertà), Luigi Gallo (Movimento 5 Stelle).Tutti coloro che vorranno assistere all’evento in diretta, con i deputati della Camera e il presidente Anief Marcello Pacifico, potranno farlo collegandosi nella pagina facebook di Anief. “La nostra scuola – ha detto il leader dell’Anief – va migliorata, sia come didattica sia come trattamento dei suoi lavoratori, che non possono continuare ad essere considerati come decenni fa: le norme che regolano i diritti, le assunzioni, i trasferimenti, l’entità degli stipendi, e molto altro, vanno allineate ai tempi e alle indicazioni di Bruxelles. Non possiamo perdere altro tempo. Ogni mese che passa, l’Unione europea si allontana sempre più dal nostro modo di pensare e fare la scuola. L’appuntamento servirà anche ad illustrare a chi è deputato ad approvare nuove leggi che è ora di cambiare e che non siamo membri dell’Ue solo sulla carta”, ha concluso Pacifico.

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“L’impegno per il riconoscimento dei diritti del personale dei Corpi Forestali regionali continua anche in Legge di Bilancio

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2021

È stato, infatti, depositato un emendamento del MoVimento 5 Stelle per riconoscere il trattamento previdenziale, ora previsto solo per le altre Forze di Polizia, anche per i dipendenti dei Corpi Forestali delle Regioni a statuto speciale (Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta) e delle Province autonome di Trento e Bolzano. I Corpi Forestali regionali svolgono i compiti previsti per i Carabinieri forestali e i Vigili del Fuoco, per i compiti relativi all’antincendio boschivo, nelle regioni a statuto ordinario”. Lo dichiarano i deputati Alberto Manca e Dedalo Pignatone, esponenti M5S in commissione Agricoltura e promotori dell’emendamento che riprende la proposta di legge che ha iniziato il suo percorso nelle commissioni Affari Costituzionali e Difesa della Camera.“Con questo emendamento – spiegano – modifichiamo l’articolo 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183, che prevede che gli organici dei Corpi Forestali delle Regioni a statuto speciale siano equiparati alle altre Forze di Polizia e armonizza la disciplina ai requisiti per l’accesso al pensionamento e, infine, individua le risorse finanziarie necessarie all’equiparazione proposta. Gli agenti forestali, infatti, svolgono le medesime funzioni di altre Forze di polizia importanti per la prevenzione e la repressione dei reati, la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”. “Ci auguriamo che vi sia la convergenza di tutti gli esponenti politici delle Regioni a statuto speciale per difendere i diritti di questi lavoratori” concludono Manca e Pignatone.

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