Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘diritti’

“Alcol, sostanze psicoattive e gravidanza: un’alleanza tra cultura, tutela e diritti”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Roma Lunedì 23 settembre 2019, Ore 9 – 13 Sala dell’Istituto Santa Maria in Aquiro Piazza Capranica 72. Il termine FASD (Sindrome Feto Alcolica e Disturbi correlati) descrive lo spettro di effetti che si possono manifestare in una persona esposta all’alcol in fase prenatale. Le conseguenze dell’uso di alcol durante la gravidanza comprendono un continuum di danni che includono disabilità e problemi di tipo fisico, mentale, comportamentale e/o di apprendimento, con implicazioni che possono durare tutta la vita. Diversi studi compiuti all’estero hanno dimostrato che la prevalenza della FASD è più elevata nei bambini e negli adolescenti in situazione di adozione, affidamento e tutela sociale. La maggior parte dei bambini adottati affetti da FASD proviene dall’Est Europeo, in particolare Russia, Polonia, Ucraina, Bielorussia, dove l’etilismo rappresenta tutt’ora un grave problema medico e sociale.
In occasione della Giornata Internazionale della Consapevolezza sulla FASD, che si celebra il 9 settembre, AIDEFAD – aps e CAMMINO in collaborazione con Mamme Matte, organizzano un incontro per affrontare le problematiche che la «nuova famiglia» può incontrare quando adotta un bambino che presenta problemi legati all’utilizzo dell’alcol da parte dei genitori biologici. L’obiettivo è quello di mettere in luce una situazione ancora poco conosciuta in ambito socio-sanitario e proporre un modello normativo in grado di garantire, al minore adottato e ai genitori, un’adeguata assistenza.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Convegno.“Alcol, sostanze psicoattive e gravidanza:un’alleanza tra cultura, tutela e diritti”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 settembre 2019

Roma Lunedì 23 settembre 2019, Ore 9 – 13 Sala dell’Istituto Santa Maria in Aquiro Piazza Capranica 72. Il termine FASD (Sindrome Feto Alcolica e Disturbi correlati) descrive lo spettro di effetti che si possono manifestare in una persona esposta all’alcol in fase prenatale. Le conseguenze dell’uso di alcol durante la gravidanza comprendono un continuum di danni che includono disabilità e problemi di tipo fisico, mentale, comportamentale e/o di apprendimento, con implicazioni che possono durare tutta la vita. Diversi studi compiuti all’estero hanno dimostrato che la prevalenza della FASD è più elevata nei bambini e negli adolescenti in situazione di adozione, affidamento e tutela sociale. La maggior parte dei bambini adottati affetti da FASD proviene dall’Est Europeo, in particolare Russia, Polonia, Ucraina, Bielorussia, dove l’etilismo rappresenta tutt’ora un grave problema medico e sociale.
In occasione della Giornata Internazionale della Consapevolezza sulla FASD, che si celebra il 9 settembre, AIDEFAD – aps e CAMMINO in collaborazione con Mamme Matte, organizzano un incontro per affrontare le problematiche che la «nuova famiglia» può incontrare quando adotta un bambino che presenta problemi legati all’utilizzo dell’alcol da parte dei genitori biologici. L’obiettivo è quello di mettere in luce una situazione ancora poco conosciuta in ambito socio-sanitario e proporre un modello normativo in grado di garantire, al minore adottato e ai genitori, un’adeguata assistenza.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I diritti del popolo ariano, degli stalinisti e dei fascisti

Posted by fidest press agency su domenica, 8 settembre 2019

Per Hitler la libertà era un diritto del popolo ariano e per Stalin dei comunisti, ma non si poteva estenderla agli altri. La democrazia, a sua volta, stava nell’assecondare la volontà del dittatore come supremo maestro e arbitro e, a lui, spettava concedere o non accordare le libertà individuali lasciando cadere nel privato, nella concezione intimistica della vita vissuta da ciascuno di noi, i valori che altri rendevano corali. Lo stesso criterio era concepito da Stalin. Nel mezzo ci troviamo altre dittature di stampo europeo quali furono il fascismo e il franchismo in Spagna. Tutto incominciò anni prima, rispetto alla data dell’effettiva conquista del potere da parte dei rispettivi movimenti politici.
Il fascismo, ad esempio, trasse la sua origine il 23 marzo del 1919, in Piazza S. Sepolcro a Milano quando, alla presenza di una cinquantina di persone, Mussolini fondò il suo movimento che presto trasformò in partito fascista. Egli agiva da antimarxista, per compiacere i capitalisti, e da dittatore populista per tentare di catturare qualche frangia della sinistra. Nel 1921 il liberale Giovanni Giolitti accolse, nel suo listone, il partito fascista con la segreta speranza di indebolire gli altri partiti d’opposizione. In quell’occasione Mussolini conquistò solo 35 seggi, in altre parole il 7% dell’intera forza rappresentata in Parlamento, mentre i socialisti n’ebbero 122 e i “popolari” di Sturzo 107. Il 16 ottobre del 1922 i fascisti decisero di tentare una prova di forza incominciando a occupare, nella notte tra il 27 e il 28 ottobre, con le loro camicie nere, gli uffici governativi. Il governo rispose alla provocazione invitando il Re a mobilitare l’esercito. Fu così dichiarato lo stato d’assedio, ma non s’intervenne con l’esercito per evitare che si scatenasse una guerra civile.
Data la caoticità della situazione alla fine non si trovò di meglio che nominare primo ministro Mussolini. Gli toccò, in questo modo, il 29 ottobre a soli 39 anni, di prendere in mano le redini del governo del Paese.
Ma non ebbe fretta nell’assumersi l’incarico preferendo far marciare prima, su Roma, le sue camicie nere. In questo modo se da una parte si svelenì il clima politico trasformando le carovane fasciste in una semplice passeggiata, dall’altra Mussolini trasse un’indicativa dimostrazione di forza, spuntata dalle “piazze” italiane, e volta a rafforzare il prestigio popolare del Capo.
Subito dopo la maggioranza dei posti chiave del governo fu assegnata ai fascisti. Il Duce colse a volo l’occasione imponendo una legge elettorale che attribuiva i due terzi dei seggi alla lista che otteneva la maggioranza relativa. Le elezioni si svolsero il 6 aprile 1924. In quel periodo avvenne il delitto Matteotti. In questo modo Mussolini si vendicò del suo maggiore oppositore, tra i banchi del Parlamento, per il varo della sua legge elettorale. (Riccardo Alfonso)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Sindacato aeronautica: La crisi di governo non comprometta i diritti dei militari

Posted by fidest press agency su sabato, 24 agosto 2019

Preso atto delle dimissioni del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, il Sindacato Aeronautica Militare – SIAM segue l’evolversi della crisi di governo con preoccupazione ma totalmente scevro da ogni comportamento di partigianeria politica che possa in qualsiasi modo minare l’unico e vero interesse legittimo che un sindacato come il nostro debba perseguire, ossia la conquista di quei diritti sindacali a lungo attesi per la tutela del personale militare.Il SIAM ritiene che un ritorno alle urne bloccherebbe molti provvedimenti che stanno a cuore a tutto il personale del comparto Difesa e Sicurezza, non ultimo l’iter di approvazione della legge che dovrà disciplinare l’attività delle associazioni sindacali ferme da mesi in Commissione Difesa della Camera. Per questi motivi la nostra speranza è riposta in tutte le forze politiche che intendono assumersi quel giusto senso di responsabilità per cooperare affinché, prima ancora di tornare al voto, si approvino tutti quei provvedimenti urgenti di cui il paese ha bisogno, ed il nostro comparto in particolare, non ultimo evitare l’aumento dell’ IVA, che sarebbe un colpo pesantissimo per le tasche dei cittadini delle fasce più deboli in un momento delicato di crisi economica, il rinnovo del contratto ed i correttivi del Riordino.Il SIAM fin da subito si dichiara a disposizione di tutte quelle forze politiche che vorranno confrontarsi con noi sui temi di interesse del personale militare al fine di fornire un utile contributo alla soluzione della crisi.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Alcol, sostanze psicoattive e gravidanza:un’alleanza tra cultura, tutela e diritti”

Posted by fidest press agency su martedì, 6 agosto 2019

Roma Lunedì 23 settembre 2019, Ore 9 – 13 Sala dell’Istituto Santa Maria in Aquiro Piazza Capranica 72. Il termine FASD (Sindrome Feto Alcolica e Disturbi correlati) descrive lo spettro di effetti che si possono manifestare in una persona esposta all’alcol in fase prenatale. Le conseguenze dell’uso di alcol durante la gravidanza comprendono un continuum di danni che includono disabilità e problemi di tipo fisico, mentale, comportamentale e/o di apprendimento, con implicazioni che possono durare tutta la vita. Diversi studi compiuti all’estero hanno dimostrato che la prevalenza della FASD è più elevata nei bambini e negli adolescenti in situazione di adozione, affidamento e tutela sociale. La maggior parte dei bambini adottati affetti da FASD proviene dall’Est Europeo, in particolare Russia, Polonia, Ucraina, Bielorussia, dove l’etilismo rappresenta tutt’ora un grave problema medico e sociale.In occasione della Giornata Internazionale della Consapevolezza sulla FASD, che si celebra il 9 settembre, AIDEFAD – aps e CAMMINO in collaborazione con Mamme Matte, organizzano un incontro per affrontare le problematiche che la «nuova famiglia» può incontrare quando adotta un bambino che presenta problemi legati all’utilizzo dell’alcol da parte dei genitori biologici. L’obiettivo è quello di mettere in luce una situazione ancora poco conosciuta in ambito socio-sanitario e proporre un modello normativo in grado di garantire, al minore adottato e ai genitori, un’adeguata assistenza.

Posted in Diritti/Human rights, Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’Europa delle Costituzioni e delle Carte dei diritti

Posted by fidest press agency su domenica, 26 Mag 2019

di Franco Ippolito. Nel giugno del 1918 Luigi Einaudi, avendo alle spalle la carneficina della Prima guerra mondiale, evidenziava sul Corriere della Sera l’anacronismo dello Stato sovrano, definendolo «il nemico numero uno della civiltà umana, il fomentatore pericoloso dei nazionalismi e delle conquiste», e aggiungeva, criticando la natura e la struttura della nascente intergovernativa Società delle Nazioni, «se si vuole tra 25 anni una nuova guerra che segni la fine dell’Europa, si scelga la via della Società delle Nazioni; se si vuole tentare seriamente di allontanare lo spettro della distruzione totale, si vada verso l’idea federale». La stessa convinzione Einaudi ribadì con forza, in un discorso alla Costituente il 29 luglio 1947. Forse Jean Monnet e Robert Schuman avevano in mente la tragica profezia einaudiana del 1918, quando affermarono, nella Dichiarazione del 9 maggio 1950 da cui scaturì la creazione della Ceca, «gli Stati non hanno voluto l’Europa, hanno avuto la guerra». L’opzione federalista di Einaudi, mentre ancora infuriava la guerra e sembrava che la furia totalitaria nazista avrebbe dominato l’Europa, era stata ripresa e rilanciata da Altiero Spinelli, con il Manifesto di Ventotene, che avvertiva «se la lotta restasse domani ristretta nel tradizionale campo nazionale, sarebbe molto difficile sfuggire alle vecchie aporie». Monnet, Schuman, Adenauer e De Gasperi percorsero un’altra via, quella funzionalistica. Pur nella rilevante diversità di impostazione, anche la costituzione della Ceca (poi Cee, Ce e infine UE) fu finalizzata ad impedire altre guerre tra Francia e Germania: intendeva sottrarre agli Stati nazionali le politiche sul carbone e sull’acciaio, risorse indispensabili per preparare e fare le guerre. Da qui dunque occorre partire per ogni discorso sull’Europa. Il primo straordinario risultato della costruzione europea − in un continente per secoli devastato da guerre, massacri, feroci lotte religiose, crimini contro l’umanità sino all’orrore dell’Olocausto e ai 50 milioni di morti − è stata la pace, «il più lungo periodo di pace della propria storia ultramillenaria: basti pensare che il precedente più lungo fu la famosa Pax romana di Ottaviano Augusto, durata meno della metà di quella che, dal 1945 a oggi, caratterizza il nostro continente» (F. Munari). Un periodo di pace così lungo da sembrare scontato e naturale alla gran parte degli europei (e degli italiani) chiamati a votare per il rinnovo del Parlamento europeo. Ma la pace, come la democrazia, non è naturale; va costruita e va mantenuta con cura, passione e determinazione. Naturali sono la forza e il dominio del più forte. La pace non si conserva per inerzia, ma per rinnovata iniziativa di chi la persegue attivamente e con convinzione. Basti ricordare le guerre divampate tra gli “Stati sovrani”, rinati dopo la disintegrazione della Jugoslavia e dell’Unione Sovietica.
Evidentemente non basta la garanzia della pace, se l’indice della fiducia degli italiani verso l’Europa è calato vistosamente negli ultimi anni. Sembra riacquistare forza il mito sovranista, per quanto anacronistico e pericoloso, alimentato da forze politiche nazionaliste e autoritarie che alimentano e strumentalizzano, a fine di consenso elettorale, incertezze e paure diffuse.Al di là di ogni discussione sulla risorgenza del fascismo, sta di fatto che nell’incertezza e nel disorientamento determinati dalla crisi, come negli anni Venti e Trenta del secolo scorso, è facile, soprattutto per i più vulnerabili, scivolare nell’affidamento alle illusorie promesse di nazionalisti e demagoghi, che − autoqualificandosi sovranisti e populisti − recitano slogan semplicistici dinanzi a difficoltà e situazioni complicate.
Non è sufficiente una posizione puramente difensiva e di denuncia contro i sovranismi e i populismi. Né basta la pur indispensabile rivendicazione al processo europeo del mantenimento della pace tra i paesi dell’Unione e del conseguimento del più alto livello di tutela dei diritti umani e di sviluppo rispetto ad ogni altra parte del mondo.
A noi, che non possiamo e non vogliamo parlare alla pancia ma alle teste e ai cuori delle persone, non bastano le parole né la pur nobile retorica europeistica, ma necessitano fatti e proposte di cambiamento e di rilancio del progetto europeo, sulla base di una preliminare evidente constatazione: senza l’Unione europea il nostro Paese non ha futuro!
Nessuno degli Stati europei, neppure la Germania, è in grado di confrontarsi da solo con le grandi potenze di dimensioni continentali (Stati Uniti, Cina, Russia) né di rappresentare un reale argine di equilibrio all’aumentato rischio di conflitti (non solo commerciali), in una fase di rifiuto o messa in discussione del multilateralismo. Del resto è ben evidente il comune interesse degli Usa di Trump e della Russia di Putin a minare la costruzione di un’Unione politica, preferendo il rapporto con tanti staterelli nazionali, inevitabilmente destinati al vassallaggio.L’Unione, che è stata capace di elevare gli standard dei diritti dei suoi cittadini e di assicurare pace tra i suoi Paesi membri, è l’unica entità che può rilanciare multirateralismo e diritto internazionale, anche sui grandi temi dell’ambientalismo, del cambiamento climatico e della tecnologia, e giocare un ruolo di pace nel mondo, ponendo così anche rimedio, sia pure postumo e tardivo, alle pesanti responsabiltà di Paesi europei nella guerra jugoslava e in quella libica.L’Unione europea, per promuovere, come vuole il Trattato sull’Unione (art. 3.1), «il benessere dei suoi popoli», deve abbandonare l’ideologia neoliberista e le politiche antisociali di austerità, che hanno favorito i Paesi più forti e fatto crescere le disuguaglianze prodotte dalla finanziarizzazione dell’economia, rese ancora più manifeste dalla crisi economica in atto dal 2008.A tale risultato negativo ha concorso anche l’impianto istituzionale, che vede il sistema di “governo” dell’Unione affidato, nelle materie più rilevanti (politica economica, politica estera, immigrazione, sicurezza) all’accordo unanime (e perciò al veto) dei governi, anziché alle deliberazioni del Parlamento europeo e della maggioranza qualificata degli Stati membri. Una vera Unione in effetti funziona soltanto nei settori affidati alle decisioni delle istituzioni di tipo “federale” (Parlamento, Commissione, Corte di giustizia, Banca centrale europea). Molte delle politiche realizzate o mancate, che vengono quotidianamente criticate dai governi nazionali (a cominciare da quello italiano), sono ascrivibili a scelte degli stessi governi che scaricano la responsabilità sull’Europa. Ne consegue la necessità di rafforzare le istituzioni “federali”, con la formazione e il sostegno attivo di partiti, movimenti e associazioni europei e transnazionali.
L’Europa delle Costituzioni e delle Carte dei diritti, l’Europa della pari dignità delle persone non può chiudersi in una fortezza, alzando muri materiali o giuridici, senza tradire sé stessa e perdere la sua identità e la sua stessa “anima”.Sappiamo bene che per governare fenomeni complessi non basta invocare il diritto e i diritti, ma è necessaria la politica, a cui compete la cura e la responsabilità degli interessi delle popolazioni. Chi ha il compito di adottare scelte politiche deve certamente tenere conto delle dimensioni dei movimenti migratori e non può ignorare i diffusi timori che percorrono le società europee né la complessità dei processi di integrazione dei migranti e dei rifugiati.
I limiti e le carenze dell’Unione sono evidente anche in altri settori. È stato creato un unico mercato interno, ma si continuano a permettere trattamenti differenziati dei lavoratori sul piano salariale, contributivo, fiscale e si tollerano “paradisi fiscali” che comportano una concorrenza sleale fra i Paesi membri e i loro cittadini.Come ha scritto Luigi Ferrajoli, in un documento che delinea uno specifico impegno della Fondazione Basso, per rilanciare l’Europa nella mente e nei cuori dei cittadini è urgente una politica in grado di restituire popolarità al progetto dell’Unione, ricostruendo, a livello d’opinione, la fiducia in una comunità politica basata sull’uguaglianza e sui diritti fondamentali di tutti. Questo mutamento dell’immagine dell’Europa nella percezione popolare, oggi screditata soprattutto tra i ceti più deboli, dipende − più ancora che da riforme, pur necessarie, di carattere istituzionale − da una modifica delle politiche degli organi comunitari idonea a riaccreditare l’Unione presso i popoli europei.È indispensabile un vero ed efficace welfare dell’Unione con l’adozione di misure sociali direttamente europee, a cominciare dall’unificazione del diritto del lavoro e delle sue garanzie, prime tra tutte la stipulazione di un salario minimo e l’effettiva tutela, prevista dall’art. 30 della Carta dei diritti dell’Unione, contro i licenziamenti ingiustificati; dall’istituzione di un servizio sanitario europeo realmente uguale, universale e gratuito.
Queste misure varrebbero a mostrare, dell’Europa, il volto benefico della solidarietà e della giustizia e non più solo quello ostile dei mercati, dell’austerità e dei sacrifici. L’uguaglianza nei diritti, del resto, è il principale fattore di unità politica. Realizzarla anche soltanto in qualcuno dei diritti sociali promessi dalla Carta dei diritti dell’Unione varrebbe a ristabilire il senso di appartenenza a una medesima comunità politica. (Il testo integrale dell’articolo è possibile richiederlo a ”
Fondazione Lelio e Lisli Basso – ONLUS via Dogana Vecchia 5 Roma”)

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scuola – Incidente a un alunno, condanna definitiva in Cassazione per la preside

Posted by fidest press agency su sabato, 25 Mag 2019

La dirigente condannata per lesioni colpose gravi, per la caduta di un alunno da un balcone durante gli esami di Stato. Per Udir in questa sentenza è affermato un principio pericoloso: il DS è responsabile comunque sui temi di sicurezza indipendentemente dalle prove, dai fatti oggettivi e dalle evidenze.Sentenza definitiva per la dirigente scolastica del polo liceale di Sapri, per l’incidente a uno studente avvenuto a scuola nel 2011. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la sentenza di secondo grado e la preside è stata condannata, per lesioni colpose gravi, a un mese di reclusione, pena sospesa, col beneficio della non menzione nel certificato penale, e a una provvisionale di 15mila euro. «È una sentenza che deve preoccupare tutti i presidi d’Italia», afferma l’avvocato. «La mia assistista è stata condannata per fatti che sono avvenuti all’interno di un’area dell’edificio che non era nelle competenze della scuola ma della Provincia di Salerno e in un giorno in cui la stessa si trovava fuori Sapri per presiedere una commissione d’esame.»Per Udir questa sentenza afferma un principio molto pericoloso, ovvero che il dirigente scolastico è responsabile comunque sui temi di sicurezza indipendentemente dalle prove, dai fatti oggettivi e dalle evidenze. In questo caso come in molti altri il D.Lsg. 81/2008 presta il fianco a tutta la sua ottusità nel voler considerare il DS alla stregua di datore di lavoro e comunque di responsabile unico in tema di sicurezza. Ricordiamo come il sindacato da anni ormai lanci moniti su questo tema: il dirigente scolastico non è proprietario dell’immobile e nemmeno ha fondi sufficienti per poter intervenire, non è datore di lavoro nel senso esteso della parola e nemmeno può gestire strutture complesse come quelle scolastiche che spesso si estendono su più comuni, con tutte le difficoltà di controllo.Eppure la Cassazione e prima di lei due gradi di giudizio hanno ritenuto la dirigente scolastica, da tutti stimata per la sua precisione, operosità e correttezza, colpevole dei fatti e questo nonostante le evidenze dibattimentali che hanno provato che il ballatoio da cui era caduto il ragazzo non era di pertinenza della scuola. Questo deve allarmare sopra ogni cosa, perché una legge non può esser strutturata per ritenere colpevole al di sopra di ogni prova a discolpa.Ma il fatto che più sconcerta è come la responsabilità in carico al dirigente scolastico sia fortemente sbilanciata rispetto alle leve che ha per difendersi dall’eccessiva responsabilità che la legge stessa carica in seno al DS.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “questa condanna non può che portare a un irrigidimento delle posizioni del sindacato che si vedrà costretto a dare indicazioni per l’eventuale chiusura degli istituti scolastici con problematiche legate alla sicurezza tramite segnalazione in prefettura; lo Stato non può colpire i suoi servitori senza dare gli strumenti per assolvere a quanto ottusamente le sue leggi richiedono”.

Posted in Diritti/Human rights, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Conad rileva Auchan: 20.000 commessi dal futuro incerto e con i diritti in caduta libera

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 Mag 2019

Passano di mano 46 ipermercati e circa 230 super: circa 20mila i lavoratori interessati L’operazione riguarda una parte importante dei circa 1.600 punti vendita di Auchan Retail Italia: ipermercati, supermercati, negozi di prossimità con i marchi Auchan e Simply, disposti sul territorio italiano in modo complementare alla rete Conad. «Questa notizia ce l’aspettavamo da un momento all’altro – dichiara Francesco Iacovone, del Cobas nazionale – in quanto qualche acquisizione di Conad attraverso le sue controllate c’è già stata e i lavoratori ci hanno descritto uno scenario che non lascia sperare nulla di buono.»
«Dei lavoratori della Conad si parla poco e male – prosegue il rappresentante sindacale – ma di certo non è vero, come recitano i famosi spot, che l’omino della Conad va a casa dei clienti e viene invitato a cena. E nemmeno che si improvvisa ostetrica e assiste i parti trasformando il supermercato in un reparto ostetricia di un ospedale. Ma neanche che trova le bamboline delle bimbe e le riporta a casa dopo aver spiato le telecamere e incrociato i dati con le carte fidelity dei clienti. No, tutto questo non è vero, ma è vero che quell’omino fa orari impossibili, che spesso è socio di una cooperativa e i suoi diritti sono pochi. Ed è anche vero che lavora por pochi soldi a caro prezzo.»«Questa è la fine che rischiano quei ventimila dipendenti, perché il commercio esternalizza i diritti e il salario, e ad ogni passaggio di mano ne hai meno, sempre meno.» – conclude Iacovone.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Organi internazionali di garanzia dei diritti umani

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 Mag 2019

Parma lunedì 6 maggio alle 14 nell’Aula della Biblioteca di Diritto Pubblico dell’Università di Parma (quarto piano della Sede centrale dell’Ateneo, Via Università 12) tavola rotonda sull’attuazione in Italia delle pronunce degli organi internazionali di garanzia dei diritti umani – criticità e lacune.
All’appuntamento, organizzato dal Gruppo di Interesse della Società Italiana di Diritto Internazionale ed europeo (SIDI) sul Diritto Internazionale ed europeo dei diritti umani (DIEDU), in collaborazione con il Gruppo SIDI su Diritto Interno e Diritto Internazionale (DIEDI) e il Centro Studi in Affari Europei e Internazionali (CSEIA) dell’Università di Parma, interverranno come relatori alcuni esperti con riconosciute competenze sul piano scientifico e operativo: il Ministro Plenipotenziario Fabrizio Petri, Presidente del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani, che parlerà di Procedure di follow-up nel sistema di protezione dei diritti umani delle Nazioni Unite: la prassi dell’Italia; Riccardo Pisillo Mazzeschi, Ordinario di Diritto internazionale all’Università di Siena, che interverrà su Riforma dei Treaty Bodies e attuazione dei loro atti da parte degli Stati membri; Luigi Crema, Ricercatore all’Università di Milano, che proporrà la relazione Effetti giuridici delle pronunce e degli orientamenti dei Treaty Bodies negli ordinamenti interni: la giurisprudenza italiana e spagnola.La tavola rotonda sarà moderata e introdotta da Laura Pineschi, Presidente dello CSEIA dell’Università di Parma. Le conclusioni saranno affidate a Pasquale De Sena, Ordinario di Diritto internazionale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Gig economy: il Parlamento europeo approva nuovi diritti per i lavoratori

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

Bruxelles. Diritti minimi per i lavoratori che svolgono un’occupazione occasionale o a breve termine
Obbligo di comunicare le condizioni di lavoro il primo giorno o entro 7 giorni se giustificato.I lavoratori a chiamata, a voucher o tramite piattaforme digitali come Uber, Foodora o Deliveroo potranno godere di nuovi diritti, grazie alla normativa approvata in via definitiva.La legge, già concordata con i ministri UE, garantisce una serie di diritti minimi per coloro che svolgono un’occupazione occasionale o a breve termine, come i lavoratori a chiamata, intermittenti, a voucher, tramite piattaforma, così come i tirocinanti e gli apprendisti retribuiti se lavorano in media almeno tre ore alla settimana e 12 ore su quattro settimane. I lavoratori autonomi sono invece esclusi dalle nuove norme.
Tutti i lavoratori devono essere informati fin dal primo giorno, come principio generale e, ove giustificato, entro sette giorni, degli aspetti essenziali del loro contratto di lavoro, quali: descrizione delle mansioni, data di inizio, durata, retribuzione, giornata lavorativa standard o orario di riferimento per coloro che hanno orari di lavoro imprevedibili.I lavoratori con contratti a chiamata o con forme analoghe di occupazione beneficeranno di:
un livello minimo di prevedibilità, come orari e giorni di riferimento predeterminati;
la possibilità di rifiutare, senza conseguenze, un incarico al di fuori dell’orario prestabilito o essere compensati se l’incarico non è annullato in tempo;
il divieto per i datori di lavoro di sanzionare i lavoratori che vogliono accettare impieghi con altre imprese, se le nuove mansioni non rientrano nell’orario di lavoro stabilito, e nuove misure nazionali, da stabilire, per prevenire le pratiche abusive, quali dei limiti allo scopo e alla durata del contratto.
I periodi di prova non potranno essere superiori a sei mesi o proporzionali alla durata prevista del contratto in caso di lavoro a tempo determinato. Un contratto rinnovato per la stessa funzione non potrà essere definito quale periodo di prova.Infine, il datore di lavoro dovrà fornire gratuitamente una formazione che sarà inclusa nell’orario di lavoro. Quando possibile, tale formazione dovrà essere anche completata entro l’orario di lavoro.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Regioni e città decise a fare di più di difendere diritti fondamentali e Stato di diritto

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

A otto settimane dalle elezioni europee, i leader locali e regionali avvertono che il crescente populismo rappresenta una minaccia per lo Stato di diritto e i diritti fondamentali nell’UE e invitano l’Unione a rafforzare la loro capacità di lottare contro razzismo, incitamento all’odio e discriminazione, promuovendo nel contempo la coesione sociale. Questo il messaggio principale emerso dal dibattito di oggi con Koen Lenaerts, Presidente della Corte di giustizia dell’Unione europea, Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione europea, Domenica Ghidei Biidu, vicepresidente della commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa, e Michael O’Flaherty, direttore dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali.
Lo Stato di diritto è privo di sostanza senza democrazia e diritti fondamentali. La Carta dei diritti fondamentali si trova al vertice nella gerarchia delle norme UE. Qualsiasi misura nazionale incompatibile con la Carta deve essere abbandonata”. Come ha spiegato il primo vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans “I diritti fondamentali esisterebbero solo sulla carta se la loro tutela non fosse garantita da tribunali indipendenti. Lo Stato di diritto non è importante solo a livello nazionale. È essenziale a tutti i livelli di governo, anche a livello locale e regionale. Purtroppo abbiamo visto che negli ultimi anni le preoccupazioni in materia di Stato di diritto si sono moltiplicate in tutta l’Unione. Questi sviluppi non hanno fatto che rafforzare la convinzione della Commissione riguardo all’importanza di utilizzare tutti gli strumenti di cui disponiamo per difendere i valori dell’UE”.

Posted in Diritti/Human rights, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Malattie reumatiche, impatto sul lavoro e qualità della vita, al via l’indagine

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Lavorare è un diritto per ogni donna e ogni uomo. Anche per chi è malato. E di workability, ossia l’impatto della malattia sulla capacità di svolgere un determinato lavoro, e qualità della vita nelle malattie reumatologiche infiammatorie, con focus su artrite reumatoide e artrite psoriasica, si è discusso in occasione dello Study Forum organizzato nei giorni scorsi a Roma da ANMAR, Associazione Nazionale Malati Reumatici Onlus, in collaborazione con ISHEO.
In Italia, l’artrite reumatoide colpisce oltre 300mila soggetti, per il 75% dei casi di sesso femminile e nel pieno della vita attiva. In generale, le malattie reumatiche coinvolgono oltre 5 milioni di italiani di ogni fascia d’età, circa il 10% della popolazione.L’artrite reumatoide e l’artrite psoriasica, malattie croniche autoimmuni, sono altamente disabilitanti: evidenze scientifiche dimostrano che entro 10 anni dall’esordio della malattia almeno il 50-60% dei soggetti non è in grado di mantenere un lavoro a tempo pieno, ossia perde la capacità di proseguire la propria attività lavorativa o mantenere le stesse mansioni o lo stesso numero di ore lavorative.Dolore cronico, stanchezza e manifestazioni cutanee hanno, infatti, un notevole impatto fisico e psicologico sui pazienti tale da condizionare negativamente la percezione del sé e del proprio futuro. Se a livello fisico, l’artrite reumatoide è associata alla perdita di massa muscolare e, quindi, ad una diminuzione della forza, l’artrite psoriasica, essendo una patologia cronica multiorgano, riassume in sé l’effetto di entrambe le malattie, artrite e psoriasi cutanea, ognuna con un peso importante sulla vita dei pazienti.
Se consideriamo questi aspetti da una prospettiva sociale, l’impatto economico che ne deriva è di grande portata, con costi legati alla perdita di produttività lavorativa e alla disabilità.Per i pazienti che soffrono di artrite reumatoide e altre patologie reumatologiche, per esempio, il ricorso a visite specialistiche, esami radiologici e di laboratorio, ricoveri e farmaci costituiscono solo alcuni dei costi sanitari diretti che devono affrontare, oltre a quelli dovuti al trasporto, all’assistenza domiciliare, all’assistenza informale che invece rappresentano costi diretti non sanitari. In generale, si stima che il costo sociale medio annuo dell’artrite reumatoide nel nostro Paese varia da € 2,5 a 3,4 miliardi.Emerge dunque un quadro davvero complesso per i fattori che lo compongono e la molteplicità delle variabili che incidono sulla qualità della vita e la capacità lavorativa dei pazienti con malattie reumatologiche infiammatorie. Ma c’è di più. “Bisogna allargare la prospettiva – avverte Silvia Tonolo, presidente ANMAR – studiare l’impatto complessivo delle cure, puntando per esempio sulla diagnosi precoce che può ridurre, nel tempo, l’impatto negativo degli effetti della malattia e migliorare quelli inerenti la workability. Diagnosticare preventivamente la malattia vuol dire, in sintesi, rallentarne la progressione, migliorare la qualità di vita dei pazienti e contribuire a ridurre non solo i costi diretti ma anche quelli indiretti e sociali della malattia”.Per questi motivi, in occasione dello Study Forum, ANMAR ha lanciato una nuova indagine (www.anmar-italia.it/) i cui risultati saranno presentati nei prossimi mesi, al fine di realizzare una fotografia reale e attuale dell’impatto delle malattie reumatologiche nel nostro Paese, senza tralasciare gli aspetti della sfera sociale e lavorativa di ciascun individuo e dei loro caregiver, e indagando in modo più approfondito nell’esperienza dei pazienti per migliorare la qualità delle cure in tutte le sue dimensioni.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il Parlamento europeo rafforza i diritti dei consumatori online e offline

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Strasburgo In base alle norme sui “contenuti digitali”, le prime di questo tipo a livello europeo, chi acquista o scarica musica, app, giochi o utilizza servizi cloud o piattaforme di social media sarà maggiormente protetto nel caso l’operatore non fornisca il contenuto digitale o ne fornisca uno difettoso. Tali misure mirano a garantire parità di trattamento per i consumatori che forniscono dati in cambio di contenuti o servizi digitali e per quelli che pagano per fruirne.Nel testo viene stabilito che, qualora non fosse possibile correggere un contenuto digitale o un servizio difettoso in un lasso di tempo ragionevole, il consumatore avrà diritto a una riduzione di prezzo o a un rimborso integrale entro 14 giorni. Se un difetto si manifesta entro un anno dalla data di fornitura, si presume che sussista già, senza che il consumatore debba provarlo (inversione dell’onere della prova). Per le forniture continue, l’onere della prova rimane a carico del commerciante per tutta la durata del contratto.Il periodo di garanzia per le forniture una tantum non può essere inferiore a due anni mentre per le forniture continue dovrebbe applicarsi per tutta la durata del contratto.
La direttiva sulla vendita di beni si applica ai prodotti e servizi acquistati sia online che offline, sia che il consumatore compri un elettrodomestico, un giocatolo o un computer online sia che li compri al banco di un negozio locale.Il commerciante sarà responsabile nel caso il difetto si manifesti entro due anni dal momento in cui il consumatore ha ricevuto il prodotto (gli Stati membri possono, tuttavia, introdurre o mantenere un periodo di garanzia legale più lungo nella loro legislazione nazionale, al fine di mantenere lo stesso livello di protezione del consumatore già concesso in alcuni Paesi). L’inversione dell’onere della prova a favore dei consumatori dura un anno, ma gli Stati membri possono prorogare il termine a due anni.Anche i beni con elementi digitali (ad esempio i frigoriferi “smart”, gli smartphone e i televisori o gli orologi connessi) sono coperti dalla presente direttiva. I consumatori che acquistano questi prodotti avranno il diritto di ricevere gli aggiornamenti necessari durante “un periodo di tempo che il consumatore può ragionevolmente attendersi” in base al tipo e alla destinazione dei beni e agli elementi digitali.

Posted in Diritti/Human rights, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Etiopia: l’UNHCR accoglie con favore la legge che riconosce maggiori diritti ai rifugiati

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 gennaio 2019

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, accoglie con favore la nuova storica legge in materia di rifugiati approvata dall’Etiopia che consentirà ora a questi ultimi di ottenere permessi per motivi di lavoro e patenti di guida, di accedere all’istruzione primaria, di registrare legalmente eventi quali nascite e matrimoni, e di usufruire di servizi finanziari nazionali, quali quelli del settore creditizio.Il parlamento etiope ha adottato alcune revisioni alla legge già in vigore in materia di rifugiati giovedi 17 gennaio 2019, rendendola una delle più progressiste in Africa.
“L’adozione di questa storica legge rappresenta una pietra miliare significativa nella lunga storia di accoglienza di rifugiati da parte dell’Etiopia, giunti per decenni da tutta la regione”, ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Creando le condizioni affinché i rifugiati possano meglio integrarsi nella società, l’Etiopia non solo onora i propri obblighi internazionali in materia, ma funge da modello per le altre nazioni che ospitano rifugiati nel resto del mondo”.La revisione del testo della legge è avvenuta proprio a poche settimane dall’approvazione del Global Compact sui Rifugiati da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 2018. Alla base di questo quadro innovativo vi è una risposta più strutturata e completa alle migrazioni forzate che prevede che i rifugiati siano inclusi nei servizi nazionali, quali assistenza sanitaria e istruzione, invece di istituire per essi sistemi paralleli. La strategia prevede, inoltre, che i rifugiati abbiano l’opportunità di divenire autosufficienti e contribuire alle economie locali in modo tale che anche le comunità di accoglienza possano beneficiarne.In Etiopia l’UNHCR ha preso parte alla stesura del testo nel processo di revisione della legge in materia di rifugiati, condotta dall’Agenzia etiope per gli affari inerenti ai rifugiati e ai rimpatriati (Agency for Refugee and Returnee Affairs/ARRA). La legge sostituisce la Proclamazione in materia di rifugiati (Refugee Proclamation) del 2004: anch’essa rispettava i principi fondamentali della Convenzione sui rifugiati del 1951, nonché la Convezione dell’Organizzazione dell’Unità Africana (OAU/OAU) del 1969, che limitava alcuni dei diritti dei rifugiati, fra cui la libertà di movimento e l’accesso all’istruzione, e non faceva alcuna menzione del concetto di integrazione.Attualmente l’Etiopia accoglie oltre 900.000 rifugiati provenienti principalmente da Paesi confinanti quali Sud Sudan, Somalia, Sudan ed Eritrea, e, in numeri minori, rifugiati da Yemen e Siria.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I diritti degli oltre 25 mila alunni con disabilità della Sicilia

Posted by fidest press agency su martedì, 8 gennaio 2019

La Sentenza 149/19 del Tribunale amministrativo regionale segna un passo importante per i diritti degli oltre 25 mila alunni con disabilità della Sicilia che ogni anno si vedono cambiare l’insegnante di sostegno supplente, nonostante la metà di essi abbia una disabilità grave certificata. E ora i giudici dicono basta alla prassi seguita dall’Usr per rientrare nei limiti dei posti derivanti dalla legge sulla formazione degli organici. Risale a nove anni fa l’ultima sentenza storica della Consulta (n. 80/2010), la quale dichiarava incostituzionale l’abolizione dei posti in deroga, ormai riutilizzati dal Miur per il 40% degli organici, ovvero 65 mila posti in deroga per 100 mila assegnati ai ruoli. E ora Anief chiederà la trasformazione di molti di questi posti in organico di diritto in ogni altra regione italiana, pena un ricorso d’urgenza nuovo presso il Tar o il commissariamento.
La sentenza pubblicata dal TAR e ottenuta dai legali dell’associazione sindacale Anief non lascia spazio ad interpretazioni: il Miur ha l’obbligo di attivare il numero di posti di sostegno in base all’effettiva esigenza degli alunni disabili e deve rilevare con precisione il fabbisogno su tutto il territorio nazionale per assicurare non solo il diritto all’istruzione e all’integrazione agli alunni disabili, ma anche la continuità didattica attraverso un organico stabile e specializzato.

Posted in scuola/school, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Diritti al’obiettivo

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 gennaio 2019

Giulianello (LT) Sabato 19 Gennaio, alle ore 18:00, presso la Galleria “Il Sipario”, verrà presentato il libro fotografico “Diritti all’obiettivo. Viaggio fotografico alla scoperta delle periferie, dei paesaggi e dei volti del Senegal”. Si tratta di un racconto ricco di emozioni, ricordi, sensazioni, affetti; un album di immagini di donne, bambini e uomini che ogni giorno vivono in un contesto diverso e difficile. Ad essere protagonisti sono soprattutto le persone, con le loro storie e i propri sogni. Nelle pagine però c’è anche altro: Dakar, i suburbi, Camberene, Pikine, i villaggi, la discarica.Le fotografie sono state scattate da volontari dell’Associazione Diritti al Cuore Onlus, ponte solidale tra Italia, Senegal e Gambia dove opera per l’affermazione dei diritti umani e il miglioramento delle condizioni sociali ed economiche. I proventi della vendita serviranno all’autofinanziamento delle progettualità portate avanti in Senegal: visite mediche gratuite, supporto alle donne che studiano medicina ed infermieristica, sostegno a distanza per bimbi, microcredito per piccole attività commerciali e centro polifunzionale per la formazione, la prevenzione sanitaria e l’assistenza legale e medica.Come si legge nella nota all’evento – l’iniziativa in programma è organizzata e promossa in collaborazione con l’associazione culturale “Il Sipario”, ed inaugura l’attività sul territorio di Oltreconfine, progetto nato alla fine del 2018 dalla volontà di persone con comuni valori e ideali di solidarietà e partecipazione democratica alla vita civica e politica di Cori e Giulianello, con l’obiettivo di contribuire a vincere le battaglie in difesa degli “ultimi”, per la valorizzazione e attuazione dei diritti civili, politici e sociali, patrimonio fondamentale che rende la vita di ciascun individuo degna di essere vissuta.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

“Nel 2019 si celebra il 30° anniversario della ratifica della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza”

Posted by fidest press agency su domenica, 30 dicembre 2018

E’ il 70° anniversario della Convenzione di Ginevra, ma oggi, un maggior numero di paesi è coinvolto in conflitti interni o internazionali più che in ogni altro momento degli ultimi 30 anni. I bambini che vivono in situazioni di conflitto sono fra coloro che hanno meno probabilità di avere i loro diritti garantiti. Gli attacchi contro i bambini devono finire”, ha dichiarato Manuel Fontaine, Direttore dei Programmi di Emergenza dell’UNICEF”.
In Siria, tra gennaio e settembre, le Nazioni Unite hanno verificato l’uccisione di 870 bambini – il più alto numero di sempre nei primi 9 mesi di ogni anno da quando il conflitto è scoppiato nel 2011. Gli attacchi sono continuati per tutto l’anno, a novembre 30 bambini sono stati uccisi nel villaggio orientale di Al Shafa.
in Yemen, le Nazioni Unite hanno verificato l’uccisione o il ferimento in attacchi di 1.427 bambini, compreso un attacco “inconcepibile” su uno scuolabus a Sa’ada. Scuole e ospedali sono stati oggetto di frequenti attacchi o sono stati usati per scopi militari, negando ai bambini l’accesso al loro diritto all’istruzione e all’assistenza sanitaria. Questo sta ulteriormente alimentando una crisi in un paese in cui ogni 10 minuti un bambino muore a causa di malattie prevenibili e 400.000 bambini soffrono di malnutrizione acuta grave.
In Afghanistan, le violenze e i massacri sono stati avvenimenti quotidiani con circa 5.000 bambini uccisi o feriti nei primi 9 mesi del 2018, pari al totale del 2017. I bambini rappresentano l’89% delle vittime civili a causa dei residuati bellici esplosivi.
Nel nordest della Nigeria, I gruppi armati, comprese le fazioni di Boko Haram, continuano a colpire le ragazze che vengono stuprate, costrette a sposare combattenti o utilizzate come “bombe umane.” A febbraio, il gruppo armato ha rapito 110 ragazze e 1 ragazzo in un college tecnico a Dapchi, nello Stato di Yobe. Mentre la maggior parte dei bambini sono stati rilasciati, 5 ragazze sono morte e una è ancora prigioniera come schiava.
In Somalia, oltre 1.800 bambini sono stati reclutati dalle parti in conflitto nei primi 9 mesi del 2018 e 1.278 sono stati rapiti.
In Repubblica Centrafricana, una drammatica ripresa dei conflitti ha coinvolto gran parte del paese, con 2 bambini su 3 che hanno bisogno di assistenza umanitaria.
In Repubblica Democratica del Congo la violenza interetnica e gli scontri tra forze di sicurezza e gruppi armati/milizie nella regione del Grande Kasai e nelle province orientali del Tanganica, del Kivu meridionale, del Nord Kivu e dell’Ituri hanno avuto un impatto devastante sui bambini. La risposta all’attuale epidemia di Ebola è stata seriamente ostacolata dalla violenza e dall’instabilità nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Inoltre, si stima che 4,2 milioni di bambini siano a rischio di malnutrizione acuta grave (SAM). La situazione è aggravata dalle violazioni dei diritti dei bambini, tra cui il reclutamento forzato da parte di gruppi armati e gli abusi sessuali.
In Iraq, anche se i combattimenti si sono ampiamente placati, quattro bambini sono stati uccisi a novembre nel nord del paese quando il furgone con cui andavano a scuola è stato attaccato. I bambini e le famiglie che ritornano alle loro case in zone precedentemente colpite da pesanti violenze continuano ad essere esposti al pericolo di ordigni inesplosi. Migliaia di famiglie rimangono sfollate e ora devono affrontare le ulteriori minacce di temperature invernali gelide e inondazioni improvvise.
Nel Bacino del Lago Ciad, il conflitto in corso, gli sfollamenti e gli attacchi sulle scuole, contro gli insegnati e le altre strutture scolastiche hanno messo a rischio l’istruzione per 3,5 milioni di bambini. Oggi, nel nordest della Nigeria, nella Regione del Lago Ciad, nell’estremo nord del Camerun e nella regione di Diffa in Niger, almeno 1.041 scuole sono chiuse o non funzionano a causa di violenza, paura di attacchi o disordini che coinvolgono circa 445.000 bambini.
Una recente ondata di violenze nella regione di confine tra Mali, Burkina Faso e Niger ha causato la chiusura di 1.478 scuole.
In Myanmar, le Nazioni Unite continuano a ricevere notizie di violazioni dei diritti dei Rohingya rimasti nel nord dello Stato di Rakhine, che comprendono accuse di omicidi, scomparse e arresti arbitrari. Ci sono anche diffuse restrizioni dei diritti di libertà di movimento e ostacoli nell’accesso ai servizi sanitari e scolastici nello Stato del Rakhine centrale. Assicurare che i bambini abbiano accesso ad un’istruzione di qualità e ad altri servizi di base eviterà una “generazione perduta” di bambini Rohingya; altrimenti perderanno le competenze di cui hanno bisogno per contribuire alla società.
In Palestina, quest’anno, oltre 50 bambini sono stati uccisi e altre centinaia sono rimasti feriti, molti mentre manifestavano contro il deterioramento delle condizioni di vita a Gaza. I bambini in Palestina e Israele sono stati esposti a paura, trauma e rischio di essere feriti.
In Sud Sudan, il conflitto inarrestabile e l’insicurezza durante l’annuale stagione magra hanno portato 6,1 milioni di persone alla fame estrema. Anche con l’arrivo della stagione delle piogge, oltre il 43% della popolazione rimane in condizioni di insicurezza alimentare. Mentre la promessa di un nuovo accordo di pace offre un barlume di speranza per i bambini, continuano le segnalazioni di estrema violenza contro donne e bambini, la più recente a Bentiu, dove oltre 150 donne e ragazze hanno raccontato di aver subito terribili aggressioni sessuali.
In Ucraina orientale, oltre 4 anni di conflitto rappresentano un peso devastante sul sistema scolastico dei bambini, dato che centinaia di scuole sono state distrutte e danneggiate e 700.000 bambini sono costretti ad imparare in ambienti delicati, tra combattimenti instabili e pericoli causati da ordigni di guerra inesplosi. La situazione è particolarmente grave per 400.000 bambini che vivono nel raggio 20km dalla linea di contatti che divide le aree controllate e non controllare dal Governo e dove bombardamenti e forti rischi causati da mine rappresentano una minaccia mortale.
In Camerun c’è stata un’escalation del conflitto nelle regioni Nord e Sud occidentali del paese, con le scuole, gli studenti e gli insegnanti spesso sotto attacco. A novembre, oltre 80 persone, compresi molti bambini, sono stati rapiti da una scuola a Nkwen, nel nord ovest del paese e rilasciati pochi giorni dopo. Ad oggi, 93 villaggi sarebbero stati bruciati parzialmente o totalmente a causa di conflitti, con molti bambini che hanno subito livelli estremi di violenza.
Secondo l’UNICEF, il futuro di milioni di bambini che vivono in paesi colpiti da conflitti armati è in pericolo, mentre le parti in guerra continuano a commettere gravi violazioni contro i bambini e i leader del mondo non imputano loro le responsabilità cui dovrebbero rispondere.
L’UNICEF chiede alle parti in conflitto di rispettare i loro obblighi secondo il diritto internazionale di porre fine immediatamente alle violazioni contri i bambini e all’utilizzo, come obiettivi, di infrastrutture civili che comprendono scuole, ospedali e infrastrutture idriche. L’UNICEF chiede anche agli stati che hanno un’influenza sulle parti in conflitto di utilizzare quest’influenza per proteggere i bambini.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Africa: diritti negati e riconquistati

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

Roma Domenica 9 Dicembre 2018 (ore 12.30), a Più Libri Più Liberi (Sala Polaris – La Nuvola, Roma EUR – Viale Asia). L’evento è organizzato dalla casa editrice Paoline, in collaborazione con Amnesty International Italia e Amref Health Africa – Italia, in occasione del 5° Anniversario della morte di Nelson Mandela (5 dicembre) e del 70° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (10 dicembre).Prenderà spunto da alcuni volumi che, da diverse prospettive, affrontano questo complesso tema. In particolare: “Mai più schiavi. Biram Dah Abeid e la lotta pacifica per i diritti umani”, “Nelson Mandela. L’uomo, lo statista, il leader”, “Il coraggio della libertà. Una donna uscita dall’inferno della tratta”.Interverranno Riccardo Noury, Portavoce di Amnesty International Italia; Mario Raffaelli, Presidente di Amref Health Africa – Italia; Maria Tatsos, Autrice del libro “Mai più schiavi”, Danilo Campanella, Autore del libro ”Nelson Mandela”.Modera Romano Cappelletto, Ufficio Stampa Paoline.

Posted in Diritti/Human rights, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Africa: diritti negati e riconquistati

Posted by fidest press agency su domenica, 2 dicembre 2018

Roma. Domenica 9 Dicembre 2018 – ore 12.30 Più Libri Più Liberi (Sala Polaris) – La Nuvola, Roma (EUR – Viale Asia). In occasione del 5° Anniversario della morte di Nelson Mandela (5 dicembre) e del 70° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (10 dicembre). la casa editrice Paoline, in collaborazione con Amnesty International Italia e Amref Health Africa – Italia organizza una tavola rotonda sul tema “Africa e diritti”.
L’incontro prenderà spunto da alcuni volumi che, da diverse prospettive, affrontano questo complesso tema. In particolare: “Mai più schiavi. Biram Dah Abeid e la lotta pacifica per i diritti umani”, “Nelson Mandela. L’uomo, lo statista, il leader”, “Il coraggio della libertà. Una donna uscita dall’inferno della tratta”.Intervengono Riccardo Noury, Portavoce di Amnesty International Italia; Mario Raffaelli, Presidente di Amref Health Africa – Italia; Maria Tatsos, Autrice del libro “Mai più schiavi”, Danilo Campanella, Autore del libro ”Nelson Mandela”.Modera Romano Cappelletto, Ufficio Stampa Paoline

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

Il 10 dicembre 2018 in tutto il mondo si celebrerà il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: la Carta scritta, dopo due guerre mondiali e cento milioni di morti, per dire basta a tutti gli atti di barbarie e spingere l’’umanità sulla via della pace. Un documento importante che è alla base di molte grandi conquiste dell’’umanità oggi minacciate da crisi e politiche pericolose.In Italia, da più di un anno, sono in corso programmi educativi. Il 7 ottobre oltre centomila persone hanno partecipato alla Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità e il 10 dicembre centinaia di eventi si svolgeranno nelle scuole, università, Enti Locali, strade e piazze di tutt’’Italia. Ma nessuna iniziativa è ancora stata assunta dal Governo e dal Parlamento Italiano. Eppure l’’Italia occupa un posto importante nella comunità internazionale. Ha la Presidenza dell’’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ed è appena stata eletta nel Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite, il più importante organismo internazionale per i diritti umani. Perché tanto silenzio? I diritti umani sono sotto attacco in tante parti del mondo, Italia ed Europa incluse. Sotto attacco sono principi e valori umani universali, diritti, libertà fondamentali e istituzioni costruite per difenderli. Mentre, tutti i giorni, veniamo a sapere di crimini orribili compiuti nell’inerzia e nell’’impunità generale. Per questo, chiediamo al Parlamento e al Governo di riaffermare il valore insopprimibile della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e l’impegno dell’Italia per dare attuazione all’’agenda politica dei diritti umani. I diritti umani non si celebrano. Si difendono, si promuovono e si attuano. Con questo spirito, chiediamo che il 10 dicembre il Parlamento si riunisca in seduta comune per discutere dello stato dei diritti umani in Italia, in Europa e nel mondo e attuare le raccomandazioni che i pertinenti organismi internazionali hanno rivolto al nostro paese.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »