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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘diritto autore’

Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

Martedì 23 aprile 2019, alle ore 17.30, a Monasterace (Reggio Calabria), presso il Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon, verrà celebrata la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore con una conversazione di grande respiro sul tema Cultura e turismo – Il Sud che si salva da solo. La Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, nata nel 1996 sotto l’egida dell’Unesco, ha la finalità di promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la tutela del copyright.
Parteciperanno all’iniziativa: Rossella Agostino, direttore del Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon; Florindo Rubbettino, editore; Massimiliano Capalbo, imprenditore e scrittore e Aristide Bava, giornalista.
Il tema scelto – come precisa la dottoressa Rossella Agostino – partendo dalle pubblicazioni di Capalbo edite da Rubbettino Editore vuole riproporre il tema del potenziamento di afflussi turistici nel territorio calabrese, in particolare nel versante ionico meridionale. Un tema centrale – conclude l’Agostino – per la valorizzazione del patrimonio culturale.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la Cooperativa Vivikaulon, Servizi aggiuntivi del museo archeologico di Kaulon.
Il Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon è afferente al Polo museale della Calabria guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

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Il consiglio europeo in materia di tutela del diritto d’autore

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

“Con il voto di oggi del Consiglio Europeo si è chiuso un percorso storico per la cultura, per l’Europa e per la democrazia”: è questo il commento dell’industria culturale italiana all’approvazione della direttiva europea sul Copyright nelle parole del direttore di Confindustria Cultura Italia (CCI), Fabio Del Giudice. “ll Consiglio europeo – sottolinea Del Giudice – ha approvato definitivamente e in larga maggioranza – con 19 voti a favore, 3 astenuti e 6 contrari – una riforma equilibrata delle regole per l’utilizzo dei contenuti culturali in rete mettendo fine alla legge della giungla che ha governato internet dalla sua nascita e riequilibrando i diritti tra chi crea cultura e chi la diffonde per fini economici”. “L’unico grande rammarico – prosegue Del Giudice – è rappresentato dal voto dell’Italia. Un voto contrario, che la schiera accanto a Paesi con una storia e una tradizione molto lontana dalla nostra. Noi siamo uno dei principali Paesi produttori di contenuti culturali e creativi, un’eccellenza che esportiamo in tutto il mondo e che va tutelata. Storicamente in Europa abbiamo sempre avuto una posizione a favore della tutela e dello sviluppo della cultura e della creatività, ma oggi il Governo italiano ha chiaramente dimostrato il contrario nonostante le recenti affermazioni del Presidente del Consiglio, che in occasione di un’uscita pubblica di alcuni giorni fa, aveva sottolineato l’importanza della tutela del diritto d’autore. Dichiarazione che tuttavia non appare confermata dai fatti”.“Come industria – conclude Del Giudice – non possiamo che plaudire ancora una volta all’impegno e al coraggio dimostrato in questi anni dai parlamentari italiani europei. Un grazie sentito perché hanno saputo resistere alle incredibili pressioni esercitate nei loro confronti in questi anni da chi ha utilizzato ogni mezzo per cambiare il corso di questa battaglia di civiltà e per i diritti di chi crea cultura”.

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Copyright: Parlamento europeo approva le nuove regole sul diritto d’autore

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

E’ una pessima notizia! La riforma approvata, purtroppo, non riesce a coniugare la sacrosanta tutela del diritto d’autore con la facilità di accesso alle news, salvaguardando la libertà della rete ed il diritto dei consumatori ad un’informazione libera ed accessibile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Avevamo scritto ai parlamentari europei, denunciando che la previsione di una responsabilità assoluta per le piattaforme di condivisione online, sarebbe comunque andata a colpire il pluralismo e la diffusione delle notizie, rischiando di trasformarle in censori” conclude Dona. L’associazione di consumatori aveva lanciato la campagna #pocheparole che fa riferimento alle poche parole di uno snippet (la breve descrizione che accompagna un link con la funzione anticiparne il contenuto).

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Antonio Tajani sul diritto d’autore online

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Strasburgo.“Con il voto di oggi il Parlamento europeo dà il via libera definitivo alla nuova direttiva per la protezione del diritto d’autore. Questo Parlamento ha dimostrato la sua determinazione a proteggere e valorizzare l’inestimabile patrimonio di cultura e creatività europeo. La nostra Unione potrà così beneficiare di regole moderne ed eque per la tutela dei diritti d’autore per il più grande mercato digitale al mondo.
Le industrie culturali e creative sono uno dei settori più dinamici dell’’economia europea, da cui dipende il 9% del PIL e 12 milioni di posti di lavoro. Senza norme adeguate per proteggere i contenuti europei e garantire un’adeguata remunerazione per il loro utilizzo online, molti di questi posti sarebbero stati a rischio, così come l’indotto.
Il Parlamento ha scelto di mettere fine all’attuale far-west digitale, stabilendo regole moderne e al passo con lo sviluppo delle tecnologie. Queste regole permetteranno di proteggere efficacemente i nostri autori, giornalisti, designer, e tutti gli artisti europei, dai musicisti ai commediografi, dagli scrittori agli stilisti.
Fino ad oggi i giganti del web hanno potuto beneficiare dei contenuti creati in Europa pagando tasse irrisorie, trasferendo ingenti guadagni negli USA o in Cina. Con questa direttiva abbiamo riportato equità e fatto chiarezza, sottoponendo i giganti del web a regole analoghe a quelle a cui devono sottostare tutti gli altri attori economici. Abbiamo fornito ai detentori dei diritti d’autore gli strumenti per concludere accordi con le piattaforme digitali in modo da poter vedere riconosciuti i propri diritti sull’utilizzo del frutto della loro creatività. Abbiamo, inoltre, creato maggiore trasparenza e un meccanismo adeguato per la risoluzione delle controversie.Garantire ai giornalisti un equo compenso per il loro lavoro era una priorità del Parlamento. Con questa riforma assicuriamo una vera libertà di stampa e contrastiamo il fenomeno sempre più diffuso delle fake news, salvaguardando l’indipendenza e la qualità dei media, essenziali per una robusta democrazia.Libertà e responsabilità devono sempre andare insieme. Abbiamo adottato una riforma bilanciata, che non impone alcun filtro all’upload dei contenuti e prevede deroghe chiare per tutelare start-up, micro e piccole imprese. Le regole approvate, ad esempio, non limitano in alcun modo Wikipedia o la libertà di satira, né l’utilizzo di Meme. D’altra parte, le grandi piattaforme digitali avranno più responsabilità riguardo ai contenuti che violano i diritti d’autore e dovranno fare la loro parte per garantire il rispetto delle regole”.

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Approvate le nuove regole sul diritto d’autore online

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Strasburgo. I deputati hanno approvato la direttiva con 348 voti favorevoli, 274 contrari e 36 astensioni. Le piattaforme online saranno responsabili dei contenuti che gli utenti caricano. Meme o GIF espressamente esclusi dalla direttiva. Hyperlink ad articoli di attualità accompagnati da “singole parole o brevi estratti” possono essere condivisi liberamente I giornalisti devono ottenere una quota delle entrate legate al diritto d’autore ottenute dal loro editore Le start-up saranno soggette ad obblighi meno rigidi
Le nuove norme UE sul copyright, che includono salvaguardie alla libertà di espressione, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web.
Si conclude così il processo legislativo, iniziato nel 2016, per il Parlamento europeo. Spetterà ora agli Stati membri, nelle prossime settimane, approvare la decisione del Parlamento.
La direttiva intende garantire che diritti e obblighi del diritto d’autore di lunga data si applichino anche online. YouTube, Facebook e Google News sono alcuni dei nomi di gestori online che saranno più direttamente interessati da questa legislazione.La direttiva si impegna inoltre a garantire che Internet rimanga uno spazio di libera espressione.
La direttiva mira ad aumentare le possibilità dei titolari dei diritti, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori (creativi) e editori di notizie, di negoziare accordi migliori sulla remunerazione derivata dall’utilizzo delle loro opere presenti sulle piattaforme Internet.
Le piattaforme Internet saranno direttamente responsabili dei contenuti caricati sul loro sito, dando automaticamente agli editori di notizie il diritto di negoziare accordi per conto dei giornalisti sulle informazioni utilizzate dagli aggregatori di notizie.
Numerose disposizioni sono specificamente concepite per garantire che Internet rimanga uno spazio di libertà di espressione.
Poiché la condivisione di frammenti di articoli di attualità è espressamente esclusa dal campo di applicazione della direttiva, essa può continuare esattamente come prima. Tuttavia, la direttiva contiene anche delle disposizioni per evitare che gli aggregatori di notizie ne abusino.Lo “snippet” può quindi continuare ad apparire in un newsfeed di Google News, ad esempio, o quando un articolo è condiviso su Facebook, a condizione che sia “molto breve”.Il caricamento di opere protette per citazioni, critiche, recensioni, caricature, parodie o pastiche è stato protetto ancor più di prima, garantendo che meme e GIF continuino ad essere disponibili e condivisibili sulle piattaforme online.
Nel testo viene inoltre specificato che il caricamento di opere su enciclopedie online in modo non commerciale come Wikipedia, o su piattaforme software open source come GitHub, sarà automaticamente escluso dal campo di applicazione della direttiva. Le piattaforme di nuova costituzione (start-up) saranno soggette a obblighi più leggeri rispetto a quelle più consolidate.
Autori, artisti, interpreti o esecutori potranno chiedere alle piattaforme una remunerazione aggiuntiva per lo sfruttamento dei loro diritti qualora la remunerazione originariamente concordata fosse sproporzionatamente bassa rispetto ai benefici che ne derivano per i distributori.
L’accordo mira a facilitare l’utilizzo di materiale protetto da diritti d’autore per la ricerca che si basa sull’estrazione di testi e dati, eliminando così un importante svantaggio competitivo che i ricercatori europei si trovano attualmente ad affrontare. Viene inoltre stabilito che le restrizioni del diritto d’autore non si applicheranno ai contenuti utilizzati per l’insegnamento e la ricerca scientifica.Infine, la direttiva consentirà l’utilizzo gratuito di materiale protetto da copyright per preservare il patrimonio culturale. Le opere fuori commercio possono essere utilizzate quando non esiste un’organizzazione di gestione collettiva che possa rilasciare una licenza.
Attualmente, le aziende online sono poco incentivate a firmare accordi di licenza equi con i titolari dei diritti, in quanto non sono considerate responsabili dei contenuti che i loro utenti caricano. Sono obbligate a rimuovere i contenuti che violano i diritti solo su richiesta del titolare. Tuttavia, ciò è oneroso per i titolari dei diritti e non garantisce loro un reddito equo. La responsabilità delle società online aumenterà le possibilità dei titolari dei diritti (in particolare musicisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori di notizie e giornalisti) di ottenere accordi di licenza equi, ricavando in tal modo una remunerazione più giusta per l’uso delle loro opere sfruttate in forma digitale.

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Diritto autore per l’innovazione e la tutela della creatività nell’era digitale

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 febbraio 2019

Confindustria Cultura plaude all’accordo raggiunto tra le istituzioni europee sul diritto d’autore: “si tratta di un passo importante per l’innovazione e la tutela della creatività nell’era digitale”. È il commento del Direttore di Confindustria Cultura Fabio Del Giudice in seguito alla fine del negoziato del Trilogo sulla riforma del diritto d’autore nel mercato unico digitale.“L’industria creativa italiana – prosegue Del Giudice – rappresenta, secondo i dati EY, un valore economico complessivo che sfiora i 48 miliardi di euro con oltre un milione di occupati. In tale contesto, l’evoluzione digitale costituisce un fattore determinate di sviluppo per tutti i settori produttivi. Confindustria Cultura è stata fortemente impegnata a sostenere la riforma europea del diritto d’autore e non può che applaudire per il risultato raggiunto dal negoziato in sede EU. Risultato raggiunto nonostante una campagna durissima e manipolatoria dei giganti del web finalizzata a mantenere lo status quo, strumentalizzando principi quali il diritto di accesso e di informazione”.
“L’accordo raggiunto tra i negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio – sottolinea Del Giudice – mira a garantire che i diritti e gli obblighi derivati dal diritto d’autore si applichino anche a Internet. YouTube, Facebook e Google News sono tra le aziende più direttamente interessate da questa legislazione. I co-legislatori si sono inoltre impegnati a garantire che Internet rimanga uno spazio di libera espressione. I frammenti degli articoli di cronaca potranno così continuare ad essere condivisi senza violare il diritto d’autore, così come le GIF e i meme. La normativa non introduce nessun filtro e i diritti fondamentali dei cittadini sono stati salvaguardati. Attualmente, le società di internet non sono responsabili dei contenuti che i loro utenti caricano. Gli autori sono pertanto costretti a controllare ciò che è pubblicato, chiedere la rimozione di ciò che è illecito senza garanzia che pochi istanti dopo la violazione non si ripeta. Come le piattaforme contestano, ciò è oltremodo oneroso. Il problema è che oggi l’onere è interamente a carico di chi crea, mentre i profitti sono prevalentemente a favore di chi intermedia. La direttiva riequilibra gli oneri: precisando che alcuni obblighi restano a carico dei titolari dei diritti ma chiedendo alle piattaforme di assumersi la propria parte di responsabilità”.
“L’introduzione della responsabilità per le società online – conclude Del Giudice – aumenterà le possibilità dei titolari dei diritti (musicisti, interpreti, sceneggiatori, scrittori, fotografi, giornalisti… nonché editori, produttori audio-video, case discografiche…) di ottenere accordi di licenza equi, con una remunerazione più giusta per l’uso delle loro opere sfruttate in forma digitale. Per l’intero comparto è ora fondamentale che il testo di compromesso venga approvato in via definitiva dal Parlamento in tempi brevi”.

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Copyright, Levi (AIE): “L’Europa dichiara il suo amore per il diritto d’autore”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

“Oggi, il giorno di San Valentino, l’Europa dichiara il suo amore per il diritto d’autore, per la creatività e in definitiva per la cultura. Quella di oggi è davvero una vittoria per la libertà, come espressione di un libero dibattito democratico e della creatività della persona. Questo è il diritto d’autore: rappresenta la libertà ed esprime l’identità europea”. È il primo commento del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi subito dopo la fine del negoziato del Trilogo sulla riforma del diritto d’autore nel mercato unico digitale.“Siamo soddisfatti – ha proseguito – perché con l’esito di oggi si è affermato un principio fondamentale, e cioè che il diritto d’autore va sì aggiornato al digitale ma conservandone la funzione di libertà e di contrasto dei monopoli. Attendiamo ora fiduciosi che il Parlamento e il Consiglio confermino questa decisione. Certo, il testo approvato – come ogni testo di compromesso tra interessi e visioni diverse – presenta alcuni aspetti che richiedono molta attenzione in sede di recepimento. Siamo pronti a dare il nostro contributo, come abbiamo sempre fatto, perché le norme italiane vadano in direzione di un’effettiva innovazione digitale, della crescita e della diversità culturale. La Direttiva è però un’ottima premessa perché in Europa e in Italia ci sia un insieme di norme che incentivino gli autori e garantiscano il futuro delle imprese culturali”.

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Riforma del diritto d’autore

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 settembre 2018

Il mandato negoziale del Parlamento per i colloqui con i Ministri UE al fine di giungere ad un testo definitivo è stata approvato con 438 voti a 226, con 39 astensioni. Il testo apporta alcune modifiche importanti alla proposta della commissione affari giuridici di giugno.Le grandi compagnie web dovrebbero condividere i loro ricavi con artisti e giornalisti. Molte delle modifiche apportate dal Parlamento alla proposta originaria della Commissione europea mirano a garantire che i creativi, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori e giornalisti, siano remunerati per il loro lavoro quando questo è utilizzato da piattaforme di condivisione come YouTube o Facebook e aggregatori di notizie come Google News.
Dopo la votazione, il relatore Axel Voss (PPE, DE) ha dichiarato: “Sono molto lieto che, nonostante il forte lobbying dei giganti di Internet, la maggioranza dei deputati al Parlamento europeo sia ora a favore della necessità di tutelare il principio di una retribuzione equa per i creativi europei. Il dibattito su questa direttiva è stato molto acceso e credo che il Parlamento abbia ascoltato con attenzione le preoccupazioni espresse. Abbiamo quindi affrontato le preoccupazioni sollevate in merito all’innovazione escludendo dal campo di applicazione i piccoli e micro aggregatori o piattaforme.Sono convinto che, una volta che le acque si saranno calmate, Internet sarà libera come lo è oggi, i creatori e i giornalisti guadagneranno una parte più equa degli introiti generati dalle loro opere, e ci chiederemo per quale motivo tutto questo clamore”. Pagamento equo per gli artisti e i giornalisti, incoraggiando al tempo stesso le nuove imprese. La posizione del Parlamento rafforza la proposta della Commissione europea in materia di responsabilità delle piattaforme e degli aggregatori riguardo le violazioni del diritto d’autore. Questo vale anche per i cosiddetti snippet, dove viene visualizzata solo una piccola parte del testo di un editore di notizie. In pratica, tale responsabilità imporrebbe a tali soggetti di remunerare chi detiene i diritti sul materiale, protetto da copyright, che mettono a disposizione. Il testo richiede inoltre espressamente che siano i giornalisti stessi, e non solo le loro case editrici, a beneficiare della remunerazione derivante da tale obbligo di responsabilità. Allo stesso tempo, nel tentativo di incoraggiare le start-up e l’innovazione, il testo esclude esplicitamente dalla legislazione le piccole e micro imprese del web.
I deputati hanno introdotto nuove disposizioni che hanno lo scopo di non ostacolare ingiustamente la libertà di espressione che caratterizza Internet. Pertanto, la semplice condivisione di collegamenti ipertestuali (hyperlink) agli articoli, insieme a “parole individuali” come descrizione, sarà libera dai vincoli del copyright.Qualsiasi misura adottata dalle piattaforme per verificare che i contenuti caricati non violino le norme sul diritto d’autore dovrebbe essere concepita in modo da evitare che colpisca anche le opere che non violano il copyright. Le stesse piattaforme dovranno inoltre istituire dei meccanismi rapidi di reclamo (gestiti dal personale della piattaforma e non da algoritmi) che consentano di presentare ricorsi contro una ingiusta eliminazione di un contenuto.
Il testo specifica che il caricamento di contenuti su enciclopedie online che non hanno fini commerciali, come Wikipedia, o su piattaforme per la condivisione di software open source, come GitHub, sarà automaticamente escluso dall’obbligo di rispettare le nuove regole sul copyright.
Il testo del Parlamento rafforza la posizione negoziale di autori e artisti consentendo loro di “esigere” una remunerazione supplementare da chi sfrutta le loro opere, nel caso il compenso corrisposto originariamente è considerato “sproporzionatamente” basso rispetto ai benefici che ne derivano. Tali benefici dovrebbero includere le cosiddette “entrate indirette”.Le misure approvate consentirebbero inoltre agli autori e agli artisti di revocare o porre fine all’esclusività di una licenza di sfruttamento dell’opera, se si ritiene che la parte titolare dei diritti di sfruttamento non stia esercitando tale diritto.

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Diritto d’autore: Dichiarazione Tajani

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 settembre 2018

Strasburgo. “Il voto sul diritto d’autore è una vittoria per tutti i nostri cittadini. Abbiamo scelto di difendere la cultura e la creatività europea e italiana, mettendo fine all’attuale far-west digitale. Non esiste vera libertà senza buone regole”, ha dichiarato il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, a seguito dell’approvazione del mandato da parte del Parlamento europeo per iniziare le negoziazioni con il Consiglio sulla proposta di direttiva sul diritto d’autore. “Con questo voto il Parlamento europeo ha dimostrato la sua determinazione a proteggere l’inestimabile patrimonio di cultura e creatività che rappresenta la nostra stessa identità. Autori, artisti, designer, stilisti, giornalisti, scrittori, e tutto l’indotto e i posti di lavoro generati grazie al loro genio e investimenti, devono essere difesi da diffusioni e riproduzione non autorizzata. Ogni anno la violazione di diritti d’autore online costa migliaia di posti lavoro e miliardi di PIL all’Europa.Il Parlamento chiede che il diritto d’autore sia tutelato fuori e dentro il Web, che non può rappresentare una zona franca dove tutto è permesso. I giganti della Rete, che pagano nell’Unione tasse irrisorie trasferendo ingenti guadagni negli USA o in Cina, non possono arricchirsi a spese del lavoro e degli altri.
Vogliamo anche salvaguardare l’indipendenza e la qualità dei media, garantendo ai giornalisti la giusta remunerazione per il loro lavoro, che non può essere diffuso gratis dalle piattaforme per sottrarre pubblicità ai media stessi. Questo è l’unico modo per assicurare una effettiva libertà di stampa e un contrasto serio alle fake news”.Mente chi parla di censura. Non ci sarà nessuna limitazione della libertà di espressione. Wikipedia e tutti gli utilizzi di contenuti a fini educativi sono esplicitamente esclusi dalla direttiva. Così come l’uso privato dei contenuti via Tinder, eBay o Dropbox. Esclusi anche gli utilizzi per parodie (memes), critiche, hyperlinks e i servizi di cloud individuali, start up e PMI. La direttiva chiede semplicemente alle piattaforme di essere responsabili della violazione di regole che già esistono per tutti nel mondo reale. Così come non si può entrare in un negozio e rubare libri o DVD, allo stesso modo non è permesso diffondere online a scopo commerciale contenuti protetti da diritto d’autore” ha concluso Tajani. La direttiva sul diritto d’autore è il più grande insieme di regole di tutela della proprietà intellettuale dall’avvento di Internet. La nuove regole difenderanno il diritto degli editori a vedersi riconosciuta una giusta remunerazione a fronte di pubblicazione dei loro contenuti online, mettendoli in una posizione negoziale più forte con le piattaforme digitali.
Le nuove regole prevedono anche strumenti per remunerare gli autori a fronte della diffusione online delle proprio lavoro.

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Copyright, Levi (AIE): “Una grande vittoria della libertà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 settembre 2018

“Quella di oggi è una vittoria per la libertà, come espressione di un libero dibattito democratico e della creatività della persona. Questo è il diritto d’autore: rappresenta la libertà ed esprime l’identità europea”. È il primo commento del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi subito dopo l’esito della votazione dell’assemblea del Parlamento europeo sulla riforma del diritto d’autore nel mercato unico digitale.“Siamo davvero soddisfatti – ha proseguito – perché con la votazione di oggi si è affermato un principio fondamentale, e cioè che il diritto d’autore va sì aggiornato al digitale ma conservandone la funzione di libertà e di contrasto dei monopoli. Certo, il testo approvato presenta alcuni aspetti che dovranno essere migliorati prima dell’approvazione finale. Siamo pronti a dare il nostro contributo, come abbiamo sempre fatto”. “È comunque positivo – ha concluso – che le tre istituzioni europee che partecipano alla formazione delle leggi, la Commissione, il Consiglio e il Parlamento, vadano nella stessa direzione e che l’azione di pressione delle lobby multinazionali non abbia avuto effetto sulla votazione degli europarlamentari. È un’ottima premessa perché il risultato finale sia un testo che incentivi gli autori e le imprese culturali a cercare sempre nuovi soluzioni contrattuali ai problemi che impone il digitale”.

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Parlamento europeo: Direttiva sul diritto d’autore

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Bruxelles. “Abbiamo il timore che l’eventuale approvazione della Direttiva sul copyright in discussione a Bruxelles al Parlamento europeo non solo non salverà i bilanci dei grandi editori (dai quali, invece, sarebbe forse lecito aspettarsi un cambiamento dei modelli di business che venga incontro alle esigenze dell’utenza), ma anche che possa limitare oltre misura la facilità di accesso alle informazioni online soprattutto a discapito dei consumatori (oltre che dei piccoli editori indipendenti e delle start up)”. Con queste parole Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, annuncia di aver scritto agli eurodeputati che voteranno il prossimo 21 giugno la Direttiva sul diritto d’autore nel mercato digitale.
Le preoccupazioni maggiori riguardano nello specifico gli articoli 11 e 13 della Direttiva, i quali rischiano di comportare la chiusura degli aggregatori (come già avvenuto in Spagna con Google News, ma anche con realtà come Planeta Ludico, NiagaRank, InfoAliment e Multifriki), andando paradossalmente a colpire il pluralismo e la diffusione delle notizie, nonché (con l’articolo 13) di obbligare le piattaforme di condivisione online ad attivare filtri preventivi, trasformandole in censori.“La nostra associazione -commenta Dona- sta studiando da mesi il problema con la campagna #pocheparole che fa riferimento alle poche parole di uno snippet (la breve descrizione che accompagna un link con la funzione anticiparne il contenuto): il tema è capire se gli strumenti proposti da Bruxelles segnano una strada giusta per garantire, da una parte, una informazione di qualità e, dall’altra, la facilità di accesso alle news. Nelle scorse settimane abbiamo diffuso un test per indagare sul grado di consapevolezza dei consumatori dal quale è emerso che l’86% dei consumatori digitali non ha mai sentito parlare della proposta di Direttiva o comunque non ne conosce neanche vagamente i contenuti. Un altro dato che merita approfondimento è che il 93% dei consumatori italiani ritiene internet un canale fondamentale di informazione e un italiano su due (il 49%) lo riconosce come il proprio strumento di informazione principale (scarica il report completo). Il dato è confermato anche dalla video inchiesta che abbiamo realizzato indagando sulle abitudini di reperimento e condivisione delle informazioni dei consumatori (guarda il video) ai quali abbiamo anche chiesto di fare un appello ai deputati europei (guarda il video). Alla luce di questi dati, emerge chiaramente l’importanza del web come strumento di informazione, unitamente alla necessità degli utenti di poter accedere alle notizie in forma intermediata e di poterle condividere per restare aggiornati”. “Ci appelliamo quindi al senso di responsabilità di chi voterà questa Direttiva -conclude l’avvocato Dona- chiedendo ai parlamentari, ai quali abbiamo mandato i risultati della nostra indagine, di salvaguardare la libertà della Rete e il diritto dei consumatori ad un’informazione libera e accessibile”.

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Diritto d’autore e mercato unico digitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 maggio 2017

salone del libroGli editori europei accolgono con favore la dichiarazione congiunta dei Ministri della Cultura francese e italiano sul diritto d’autore nel mercato unico digitale. L’impegno dei Ministri della Cultura francese e italiano, Audrey Azoulay e Dario Franceschini, a sostegno di una posizione equilibrata e innovativa sul diritto d’autore nel mercato unico digitale, è stato confermato dalla dichiarazione comune che hanno firmato ieri a Parigi. L’annuncio dei Ministri segue la dichiarazione simile firmata da Francia e Spagna lo scorso 20 febbraio al termine del XXV vertice franco-spagnolo a Malaga e dimostra un orientamento comune da parte di molti Paesi europei.
Il Presidente della Federation of European Publishers (FEP), Henrique Mota, ha commentato: “Gli editori europei accolgono con favore che Paesi importanti nell’Unione europea, come l’Italia e la Francia, si uniscano ad autori ed editori a sostegno del diritto d’autore nell’era digitale, visto come base giuridica per il sostegno alla creatività e un presupposto del pluralismo, della diversità culturale oltre che fonte vitale delle industrie culturali europee. La FEP e le diverse associazioni editori europee che la compongono auspicano che altri Paesi dell’Unione Europea si aggiungano alla dichiarazione e invitano Francia e Italia a promuovere questi principi nei confronti degli altri Stati”.
“Questa dichiarazione congiunta – ha confermato Federico Motta, Presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) – chiarisce che il diritto d’autore è il fattore chiave che consente l’innovazione nei contenuti digitali e difendere il diritto d’autore significa anche sostenere lo sviluppo del mercato unico digitale e della libertà d’espressione”.
Il Presidente del Syndicat national de l’édition (SNE), Vincent Montagne, ha aggiunto che “è molto importante promuovere soluzioni fondate su licenze, specie queste rispondono alle esigenze degli utenti e danno dimostrazione di funzionare bene”.
“Apprezziamo molto – ha concluso Henrique Mota – questa posizione comune, che affronta i temi più importanti discussi a livello europeo: l’importanza della remunerazione sia per gli autori sia per gli editori, il ruolo degli intermediari online, il modo in cui le licenze possono consentire lo sviluppo digitale meglio delle eccezioni al diritto d’autore”.

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Valorizzazione e tutela del diritto d’autore online

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 settembre 2016

commissione europeaLa FIEG esprime apprezzamento per la proposta presentata oggi dalla Commissione europea di introdurre nella legge europea sul diritto d’autore un esplicito diritto in favore degli editori di giornali. Questa scelta rappresenta un passaggio storico di fondamentale importanza per il settore editoriale, necessario per continuare a garantire il pluralismo dei media e la qualità dell’informazione, requisiti essenziali della libertà di opinione e della democrazia nel mondo digitale.Il Presidente dell’associazione europea degli editori di quotidiani (ENPA), Carlo Perrone, ha evidenziato come “tale misura – che non mira a creare una tassa sui link né ad impedire la condivisione di notizie tra gli utenti – consentirà agli editori europei di proteggere e valorizzare efficacemente i propri diritti nell’ambiente digitale, con effetti positivi sul pluralismo informativo, la libertà di stampa e la diversità culturale.”Gli editori europei di giornali sottolineavano da tempo la necessità di un quadro legale chiaro e in linea con l’evoluzione dei tempi, che ricomprendesse i diritti di distribuzione, riproduzione e comunicazione al pubblico, anche nel mondo digitale. La valutazione operata dalla Commissione europea, all’esito di una approfondita consultazione pubblica, conferma il contesto di forte squilibrio tra il valore che la produzione di contenuti editoriali genera per il sistema Internet nel suo complesso e i ricavi che gli editori online sono in grado di percepire dalla propria attività, sottolineando il rischio che senza una adeguata protezione legale risulti compromesso il funzionamento di tutto il sistema.Il Presidente della FIEG, Maurizio Costa, ha dichiarato che “l’iniziativa di riforma delle regole comunitarie rappresenta una indubbia opportunità di rafforzamento della tutela e della valorizzazione dei prodotti editoriali, da cui gli editori europei di giornali potranno trarre ulteriori prospettive di crescita.”Il riconoscimento degli editori di giornali come titolari di uno specifico diritto d’autore, come si legge esplicitamente nella proposta di modifica, si propone anche di creare una base legale di confronto con le piattaforme digitali, primi fra tutti gli aggregatori di notizie e i motori di ricerca. “La FIEG ha anticipato questa tendenza – prosegue Costa – concludendo, nel giugno scorso, un accordo strategico con Google. Riconoscere agli editori di giornali specifici e puntuali diritti esercitabili anche nel mondo online favorirà la creazione di un sistema di rapporti più equo e bilanciato tra le parti e aumenterà le possibilità di stringere accordi di natura commerciale nel pieno rispetto delle regole di mercato.”

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Ruben Razzante nel Comitato Consultivo Permanente per il Diritto d’Autore

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 febbraio 2015

Ruben RazzanteIl prof. Ruben Razzante è stato indicato dalla giunta di Confindustria radio-tv quale rappresentante per il settore “industria radio-televisiva” del Comitato Consultivo Permanente per il Diritto d’Autore ricostituito con Decreto del Ministro dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo del 5 febbraio 2015 e insediatosi il 16 febbraio 2015.Ruben Razzante è Professore di diritto della comunicazione per le imprese e i media, di diritto europeo dell’informazione e della comunicazione e di diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano, di diritto dell’informazione all’Università Lumsa di Roma e di deontologia giornalistica alla Pontificia Università Lateranense. E’ consigliere d’amministrazione della Fondazione Ugo Bordoni. Collabora come editorialista con alcune testate italiane (“Il Giorno”, “Oggi”, “La nuova bussola quotidiana”) e ha dato alle stampe tre volumi (“Giornalismo e comunicazione pubblica”, “Manuale di diritto dell’informazione e della comunicazione”, “Informazione: istruzioni per l’uso. Notizie, Rete e tutela della persona”), adottati in moltissimi atenei italiani. Ha inoltre redatto alcune voci dell’Enciclopedia dei saperi del giornalista e insegna ai corsi di preparazione all’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione giornalistica e ai corsi di aggiornamento obbligatori per tutti i giornalisti italiani. “Nel prossimo quadriennio – ha dichiarato il professor Ruben Razzante – all’interno del Comitato mi farò interprete e portavoce delle ragioni dell’industria radiotelevisiva, impegnata in una delicata sfida per la protezione del diritto d’autore sulle opere creative, anche di natura giornalistica, resa ancora più difficile dall’incalzante innovazione tecnologica e dalle distorsioni del mercato indotte dalla posizione dominante degli over the top. In questa battaglia epocale per la redistribuzione dei costi e degli utili nella filiera di produzione e distribuzione delle opere creative, anche gli editori di giornali potranno dare un qualificato e autorevole contributo, in armonia con i giornalisti e gli altri operatori dell’informazione e della comunicazione”.(Foto prof. Ruben Razzante).

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Accesso siti pirata. Indagati provider

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

La Procura della Repubblica di Cagliari ha avviato le indagini su due Internet provider che non avevano ottemperato al suo ordine di inibire l’accesso ad un sito, ‘Btjunkie’, da loro considerato pirata in quanto infrange il diritto d’autore. Di là del fatto specifico, cioe’ non aver ottemperato ad un ordine, rimane grosso come un macigno un problema che non puo’ essere sottovalutato o addirittura ignorato: la liberta’ di comunicazione e di informazione. Cioe’, puo’ un giudice imporre ad un provider di inibire l’accesso ad un qualsivoglia sito, pur trattandosi di sito che a detta della specifica procura commette un reato?A nostro avviso no!! Perche’ il problema e’, eventualmente, del navigatore in Internet che si rende colpevole di uno scaricamento illecito, ma non di chi ha consentito a questo internauta di poter essere in Rete. Il motivo e’ semplice: quanti reati vengono commessi con le auto Fiat? Immaginiamo diversi. Di conseguenza, esiste una procura della Repubblica che abbia incriminato l’a.d. di Fiat, Marchionne, per aver dato il mezzo al delinquente? No, e nessuno ci penserebbe. Allora, perche’ si agisce contro i provider che fanno andare in Rete coloro che poi li’ commettono un reato. Qualcosa non torna, ed e’ molto evidente. Crediamo che si tratti, soprattutto, di mancanza di cultura giuridica perche’ certe norme vengano applicate nello stesso modo ovunque. Continuiamo a farci male?

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Diritto d’autore e libertà della rete

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2011

“Nella sua attuale versione il provvedimento dell’Autorità garante per le comunicazioni si ispira ad un maggiore equilibrio tra rispetto del diritto d’autore e libertà della Rete”. E’ il commento di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), all’approvazione da parte dell’Agcom dello schema di regolamento sul copyright del web. “L’Autorità, recependo il timore del popolo della Rete per un intervento quasi censorio -afferma Dona- ha fatto responsabilmente un passo indietro, prorogando a 10 giorni il tempo per il ‘trasparente contraddittorio” tra utente-autore e Autorità. E’ apprezzabile inoltre -prosegue l’avvocato- l’attenzione del Garante per la realizzazione di campagne di educazione alla legalità nella fruizione dei contenuti, fondamentali per rendere più consapevoli gli utenti”. “Più che giusta, infine, la distinzione tra siti commerciali e no profit”, commenta Dona che prosegue: “l’abuso del copyright può riguardare solo le pagine web commerciali ma non può travalicare il diritto di cronaca, la divulgazione scientifica e il servizio per il pubblico. Quanto accaduto alla pagina YouTube della nostra Unione, alla luce di quanto stabilito dal Garante, sembrerebbe dunque illegittimo”. Il canale “unione consumatori”, contenente brevi stralci di programmi televisivi nel corso dei quali avevamo rilasciato interviste su temi di utilità generale e video di nostra proprietà, è stato, infatti, cancellato su richiesta di R.T. I. – Mediaset, senza alcuna possibilità di replica.

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No alla Pirateria, Sì alla Legalità

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2011

Faenza dal 23 al 25 settembre Supersound a In seguito alla manifestazione “La Notte nella Rete” e soprattutto in seguito alla delibera che una volta approvata permetterà ad AgCom la possibilità di avere ampio margine di azione per esercitare il diritto d’autore, il coordinamento di etichette indipendenti italiane AudioCoop che riunisce oltre 150 marchi della discografia indies, esprime il suo disappunto nei confronti della delibera cosiddetta “ammazza internet”. La paura di avere un controllore che possa, senza passare attraverso alcun sistema giudiziario, rendere un determinato sito irraggiungibile (e di conseguenza cancellarlo) per la presenza di materiale audiovisivo protetto dal diritto d’autore è uno degli elementi sui quali Audiocoop intende sollevare una riflessione. E’ giusto rimuovere file affinchè le piattaforme per la diffusione che operano su internet rispecchino criteri di legalità e soprattutto dimostrino attenzione alla tutela degli artisti, ma il rischio (e il sospetto) è che con questo decreto si cerchi un alibi per chiudere i siti dai contenuti “scomodi”, ovviando alla necessità di una valutazione giudiziaria di un organo competente. E’ inoltre necessario che i grandi e “cari” provider, le società di telecomunicazioni e i produttori di tecnologie digitali si impegnino a versare una quota degli abbonamenti riscossi proprio all’industria culturale e musicale del nostro paese, a tutela dei contenuti che loro stessi veicolano e la cui produzione spesso non risulta tutelata. Insomma AudioCoop aderisce all’appello di autori ed editori e continua a dire No alla Pirateria e Sì alla Legalità, senza dimenticare però che il sottile confine tra tutela e censura a volte è molto labile e in questo caso sembra decisamente sorpassato ed è proprio su questo tema che AudioCoop organizzerà un dibattito a Faenza. http://www.audiocoop.it

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Internet: FLI mozione parlamentare su diritto d’autore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

Il Gruppo alla Camera di Futuro e Libertà per il Terzo Polo presenterà domani una mozione parlamentare, con la quale si chiederà al Governo di richiedere all’Agcom che sottoponga la delibera sul diritto d’autore all’attenzione delle Commissioni parlamentari competenti in materia, perché queste possano esprimere i propri pareri a riguardo e verificare che l’atto dell’Authority non oltrepassi i termini del decreto Romani fino a prefigurare uno sconfinamento nelle prerogative del legislatore. Nella mozione si chiederà altresì all’Esecutivo di intraprendere, in tempi rapidi, una riforma organica del diritto d’autore, per modernizzare la normativa e contemperare – come auspicato anche dal Presidente Fini – le esigenze di protezione del copyright con la piena tutela della libertà della rete.

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Roma: “Sinergie d’arte al caffè letterario”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2009

Roma, mercoledì 20 maggio, ore 18 Caffè Letterario (Via Ostiense 95, ingresso libero): il programma di “Sinergie d’Arte” al prevede la presentazione del libro: “Le parole in pugno” di Alberto Sebastiani (Editore Manni), opera saggistica che esplora un tema di particolare interesse: lingua, società e culture giovanili in Italia dal dopoguerra ad oggi. Presentazione a cura di Beppe Sebaste, narratore e poeta. Sarà poi la volta di Salvatore Ritrovato, anche lui docente universitario, al pari di Alberto Sebastiani. Salvatore Ritrovato presenterà la sua più recente produzione poetica, di cui abbiamo avuto un’anteprima nell’Antologia UNESCO dedicata alla “Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore” (Edizioni Artescrittura – http://www.artescrittura.it). La poesia di Ritrovato sarà anche l’occasione per una riflessione sui temi dell’Attualismo poetico, teorizzato e promosso dalla poetessa Deborah D’Agostino (che condurrà la manifestazione), divenuto oggetto di una Collana Editoriale delle Edizioni Artescrittura, diretta da Massimo Nardi e dalla stessa Deborah D’Agostino.

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