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Posts Tagged ‘diritto’

Lombardia: “Chiesti i fondi per garantire il diritto allo sport ai minori affetti da disabilità psico-fisiche”

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2021

Da più di un anno a causa della pandemia i giovani e giovanissimi lombardi hanno perso il diritto allo sport, un elemento essenziale di crescita e di sostegno alla loro salute psico-fisica. E a soffrirne di più sono stati ancora una volta i più fragili, perché spesso mancano gli strumenti per garantire l’esercizio di questo diritto a tutti. Ma la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, adottata il 13 dicembre 2006 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, all’art. 7, assicura ai bambini con disabilità il pieno godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali su base di eguaglianza con gli altri bambini e all’articolo 30 impegna gli Stati membri a incoraggiare la partecipazione delle persone con disabilità alla vita culturale, alle attività ricreative, al tempo libero e allo sport, sancendo, in tal modo, un riconoscimento specifico al valore di tali attività.Per dare attuazione ai diritti riconosciuti dall’ONU si è attivata l’opposizione a Palazzo Pirelli. Il Consigliere regionale del M5S Lombardia Gregorio Mammì dichiara: “Per trasformare le parole in fatti servono fondi: ecco perché ho depositato un emendamento al bilancio regionale per chiedere di stanziare 150mila euro per l’acquisto di mezzi, strumenti e ausili necessari per consentire la pratica di attività sportive alle persone affette da disabilità psico-fisiche, con particolare riguardo ai soggetti di giovane età. Perché per passare a una accezione di sport inteso come vero e proprio diritto, occorre contribuire concretamente per ridurre l’incidenza delle menomazioni psico-fisiche che ostacolano il pieno raggiungimento di questo obbiettivo, dotando coloro che ne hanno necessità dei mezzi necessari”.

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Stato di diritto e Ungheria: il problema di Orban sono i soldi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2021

Ci si chiede perché il premier ungherese, Viktor Orban, ha progressivamente alzato il livello di tensione verso l’Ue. La risposta è semplice: i soldi.Orban ha un disperato bisogno di fondi in vista delle elezioni del prossimo anno. Mentre l’attenzione dei media si focalizzava sulla legge anti comunità arcobaleno, il premier firmava accordi per oltre 5 miliardi di euro con imprese cinesi e per la costruzione del primo campus universitario in Europa finanziato con 1,3 miliardi cinesi. Fondi che non hanno i controlli di quelli comunitari. Infatti, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) ha collocato l’Ungheria al primo posto, tra i 27 paesi comunitari, per irregolarità fiscali. In cambio dei finanziamenti cinesi, Orban si è astenuto dal sottoscrivere le dichiarazioni dell’Ue contro la repressione a Hong Kong e agli Uiguri, una etnia perseguitata dalle autorità cinesi. Dunque, bando alle illusioni, a Orban non interessa la comunità arcobaleno, ma agita leggi e referendum in funzione antieuropea e procinese.Però, oltre che furbi, occorre essere politicamente intelligenti e capire la trappola del debito cinese: se non restituisci il prestito si prende l’opera. L’esempio dell’ Africa e, più da vicino, del Montenegro, dovrebbe insegnare qualcosa: Pechino detiene un quarto del debito montenegrino e ora reclama la proprietà delle opere costruite con fondi cinesi. Più chiaro di così! Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Diritto di trasferimento ai docenti di ruolo

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2021

Lo ha affermato nel corso del question time il senatore di Fratelli d’Italia Tiziana Drago. “Da anni – sottolinea Drago – tra novemila e tredicimila docenti di ruolo, secondo quanto si apprende incrociando i dati ISTAT e del CCNI, presentano domanda di trasferimento interprovinciale ma solo una minima percentuale di queste domande viene soddisfatta a causa di un meccanismo poco chiaro e poco efficiente di assegnazione. La difficoltà di rientrare nelle sedi di provenienza penalizza non solo ma soprattutto le donne e le famiglie dei docenti, costrette ad una vita condizionata dal lavoro fuori sede, questo è dunque anche un problema di diritti civili non rispettati”. “Ulteriori evidenti criticità – osserva Drago – derivano dai metodi di lavorazione delle pratiche di pensionamento del personale docente: il flusso di informazioni che dovrebbe avvenire tra Sidi (Sistema informatizzato del Miur) e l’Inps, secondo un ordine di priorità e tenendo conto dell’effettiva disponibilità dei posti destinati alla mobilità, avviene non rispettando una cronologia logica e consequenziale, tanto che l’Inps dovrebbe riuscire a comunicare al MIUR i dati riferiti ai pensionamenti del personale docente in anticipo rispetto alla scadenza della presentazione delle domande di mobilità e conseguentemente prima che il SIDI venga chiuso. Ciò non avviene, in quanto le pratiche dei pensionamenti vanno lavorate successivamente alla presentazione della domanda di mobilità”.”La risposta del ministro Bianchi – conclude Drago – è stata del tutto insoddisfacente. Allo stato attuale delle cose, per l’anno scolastico 2021/2022, solo il 25 per cento delle domande relative ai posti assegnati alla mobilità verrà soddisfatto. Ancora una volta non vi è stata chiarezza in merito alla volontà di aprire ad una fase straordinaria di mobilità. Anzi il non dire ne indica la direzione. Ormai anche il potere giudiziario non ha più potere. Ci sono, poi, le sentenze del Consiglio di Stato: nn. 2270, 8872, 8873 e 8874 del 2019; n. 881 del 2020. Tutte hanno censurato l’utilizzo dell’algoritmo del Miur servito per immissioni in ruolo e trasferimenti della 107/15. Ci sono, inoltre, una ventina di sentenze del Tar del Lazio”.

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Diritto dei lavoratori e nuovo accordo sulla Pac

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2021

Con il nuovo accordo sulla Pac i Governi europei hanno inferto un duro colpo al progetto di realizzare il Green Deal e rivoluzionare il nostro sistema produttivo – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. L’Italia può tuttavia mostrare maggiore ambizione e dare l’esempio, a partire dalle aree in cui gli Stati mantengono maggiore discrezionalità come quella della condizionalità sociale. Il compromesso raggiunto prevede infatti che l’applicazione di quest’ultima sia volontaria nel periodo 2023-2025. Una formula che attribuisce agli Stati membri piena responsabilità in materia. Ripartire dalla condizionalità sociale significa riaffermare i diritti dei lavoratori e rafforzare il contrasto di fenomeni come il caporalato. Un obiettivo che dovrebbe essere condiviso sia da quanti elogiano il compromesso sulla Pac, sia da quanti lo hanno duramente criticato perché del tutto insufficiente a promuovere la transizione ecologica – spiega Tiso. L’Italia ha già fatto molto in questo campo, ma la battaglia contro lo sfruttamento dei braccianti non è ancora vinta, come spesso rivelano le cronache dal nord al sud del Paese.Un’altra occasione per mostrare maggiore ambizione e diventare un esempio virtuoso in Europa è il Piano strategico nazionale che l’Italia, come gli altri Stati membri, dovrà redigere entro il 31 dicembre 2021. Oltre all’indispensabile semplificazione burocratica, nel lavoro di programmazione il Governo italiano è chiamato a promuovere una consultazione quanto più ampia possibile e a sfruttare ogni margine di manovra disponibile per fissare obiettivi più avanzati di quelli che l’Europa ha partorito dopo un lungo e faticoso negoziato.

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Sassoli a von der Leyen: la Commissione applichi il regolamento sullo stato di diritto

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2021

Il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli ha scritto oggi alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, chiedendo alla Commissione di adempiere agli obblighi previsti dai trattati dell’UE per garantire il rispetto dello stato di diritto in tutti gli Stati membri.In apertura della sessione plenaria del Parlamento europeo a Bruxelles, il Presidente Sassoli ha affermato:“Come indicato dalla nostra risoluzione del 10 giugno 2021, ho scritto alla Presidente della Commissione, a nome del Parlamento europeo e sulla base dell’articolo 265 del TFUE, per invitare la Commissione ad adempiere ai suoi obblighi di custode dei trattati e a garantire la piena e immediata applicazione del regolamento relativo alla condizionalità sul rispetto dello Stato di diritto”.“Siamo convinti che vi siano alcune flagranti violazioni dei principi dello stato di diritto da parte di alcuni Stati Membri che devono essere sanzionate”.“Naturalmente, in assenza di reazioni da parte della Commissione nei tempi assegnati dai Trattati, agiremo contro di essa alla Corte di Giustizia”.

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“Il diritto di essere se stessi” di Guido Alpa

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 Maggio 2021

Collana Krisis diretta da Massimo Cacciari e Natalino Irti, pp. 336, 20 euro. Il “diritto di essere se stessi” è la formula utilizzata per descrivere le tecniche di protezione giuridica dell’individuo – inteso come “persona”, cioè come valore in sé e per sé – da ogni discriminazione. Nel momento in cui, crollati gli status, nelle nostre società si è consentito a ciascuno di agire liberamente, disponendo di sé e costruendo i propri rapporti sociali, è iniziata anche la lotta alle discriminazioni. Battaglia che, nel tempo, è cambiata e si è sviluppata perché, anche se il margine di libertà è via via cresciuto specie nei sistemi autenticamente democratici, gli stigmi, le limitazioni e le privazioni non sono cessati. Le costituzioni contemporanee, insieme con la Carta dei diritti dell’Unione europea, la Convenzione europea dei diritti umani e la Dichiarazione universale dei diritti umani dell’ONU offrono garanzie alle persone che sono discriminate per sesso, etnia, credenze religiose e politiche, orientamento sessuale e così via. Ciascuno di questi criteri persecutori è fondato su ragioni politiche, culturali e giuridiche che si sono sviluppate in momenti storici diversi e solo risalendo alle loro origini è possibile comprenderne a pieno il significato. GUIDO ALPA è un giurista, avvocato e accademico italiano.

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Scuola e diritto allo studio

Posted by fidest press agency su sabato, 8 Maggio 2021

“La crisi economica e sociale dovuta alla pandemia ha evidenziato anche le disuguaglianze ancora presenti sul nostro territorio relative al diritto allo studio. Certamente è stato un anno complesso, con una delle più lunghe sospensioni di attività scolastiche di sempre i cui effetti misureremo nel tempo. Il tema va affrontato con urgenza e prontezza: tra DAD, accesso alle tecnologia, distanziamenti e privazioni la questione scuola ha riguardato la vita di famiglie, docenti, ragazze e ragazzi. Come POP – Idee in movimento abbiamo quindi sentito la necessità di organizzare un momento di riflessione. Ne discuteremo giovedì 6 Maggio in “Scuola e pandemia” (ore 18, pagina fb.com/pop.movimento) con Maria Concetta Tamburrini, assessora Istruzione Cassino, Paola Lucchetti, Comitato genitori Cassino, Cecilia Fontanella, vicepresidente Comitato naz. Si dad, Stefania Sambataro, vicepresidente IdeaScuola Comitato Nazionale, Vincenza Simeone, dirigente scolastica, Claudio Di Berardino, assessore Scuola e Formazione Regione Lazio, Lorenzo Fioramonti, deputato, già ministro Istruzione. Introduce Claudio Donatelli, POP Cassino, coordina Danilo Grossi, coordinatore Pop. Capiremo insieme come può essere affrontato questo nuovo periodo, in considerazione anche delle nuove aperture e come salvaguardare il diritto allo studio per le famiglie più fragili”. Così in una nota la capogruppo della Lista Zingaretti alla Regione Lazio e presidente di POP – Idee in movimento, Marta Bonafoni.

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Scuola: Docenti, educatori e Ata, tanti rischi e incarichi in condizioni difficili

Posted by fidest press agency su sabato, 8 Maggio 2021

Ai dipendenti della scuola si chiede di stare in prima linea, di esporsi ai contagi non solo da Covid19, di operare in condizioni ambientali difficili, di rischiare di incorrere in patologie da burnout, di svolgere contemporaneamente didattica a distanza e in presenza, di lavorare a centinaia di chilometri da casa per anni: tutto questo, però, non viene riconosciuto. Né contrattualmente, né nello stipendio. A ricordarlo è Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, nell’annunciare l’alta partecipazione degli insegnanti alle assemblee che il giovane sindacato sta realizzando in vista del rinnovo del contratto da discutere con l’amministrazione pubblica: durante una video-intervista all’agenzia Teleborsa, il sindacalista ha detto che è giunta l’ora di “ridare al chi lavora nella scuola la dignità professionale che gli spetta, in particolar modo prevedendo delle indennità di rischio biologico e di burnout per quello che sta avvenendo con la didattica in presenza in tempo di Covid”, ma anche “un’indennità di sede per chi è costretto a lavorare sempre lontano da casa”, come pure “per l’incarico a tempo determinato, perché molto spesso i precari per ottenere parità di trattamento devono ricorrere in tribunale”. Il sindacato vuole garantire quello che “spetta ai lavoratori e quello che anche l’Europa dice che meritano”.

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Stato di diritto a Malta: il Parlamento chiede giustizia e riforme

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2021

In una risoluzione adottata giovedì con 635 voti favorevoli, 46 contrari e 12 astensioni, il Parlamento europeo fa il punto sugli sviluppi del caso di Daphne Caruana Galizia e altre indagini correlate, dopo la testimonianza del criminale condannato Vincent Muscat. Esprimendo profonda preoccupazione per il possibile coinvolgimento nel caso di omicidio di ministri e politici in carica, i deputati esortano il governo ad assicurare alla giustizia tutti coloro che sono implicati in tutti i casi portati alla luce dalla giornalista.I deputati riconoscono i progressi compiuti nell’indagine sull’omicidio e su altri casi correlati di corruzione e riciclaggio di denaro, “anche se con grande ritardo”, e chiedono che la ricerca vada oltre il capo dello staff del precedente primo ministro. Tutte le accuse di corruzione e frode dovrebbero essere indagate e perseguite “con il rigore necessario e al livello appropriato”, sottolineano.Ci sono serie e persistenti minacce ai valori UE nel paese, tra cui la libertà dei media, l’indipendenza della giustizia e della polizia e la libertà di riunione, anche se i deputati notano che il governo di Malta ha fatto alcuni progressi in relazione allo stato di diritto e all’indipendenza della magistratura. I deputati accolgono favorevolmente l’avvio del progetto di riforma strutturale, dati i “profondi modelli di corruzione” identificati dalla Commissione nel suo rapporto 2020 sullo stato di diritto. I deputati riconoscono i passi compiuti dalle autorità maltesi per proteggere il giornalismo indipendente, e sottolineano che sono necessari ulteriori miglioramenti e invitano le autorità maltesi ad attuare la direttiva europea sui whistle-blower.Il Parlamento è profondamente preoccupato per l’impatto dannoso dei regimi di cittadinanza e di residenza sull’integrità della cittadinanza dell’UE, e ribadisce la sua richiesta al governo maltese di assicurare la trasparenza e di porre fine ai suoi regimi. Infine, i deputati chiedono alla Commissione di proporre una legislazione anti-SLAPP (Strategic Lawsuit Against Public Participation) per proteggere i media indipendenti europei da cause vessatorie volte a metterli a tacere o intimidirli – un passo in avanti che i deputati chiedono dal 2018.

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Scuola: Diritto dei supplenti “brevi” e “covid” a percepire la Retribuzione Professionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2021

Non ci sono dubbi sulla fondatezza delle tesi da sempre sostenute dall’Anief e supportate dall’ordinanza della Corte di Cassazione, che ha confermato l’impossibilità di discriminare il lavoro precario nella scuola anche riguardo la retribuzione del personale con contratti di supplenza “breve e saltuaria”. Stavolta a darne piena conferma e ad accogliere i ricorsi patrocinati in tutta Italia dagli Avvocati Anief Fabio Ganci, Walter Miceli e Giovanni Rinaldi, con il supporto sul territorio dei nostri legali, sono i Tribunali del Lavoro di Bari (Avv. Mariaconcetta Milone), Catania (Avv. Marco Di Pietro), Foggia (Avv. Maria Rosaria Calvio), Parma (avv. Irene Lo Bue), Roma (Avv. Salvatore Russo), Velletri (Avv. Salvatore Russo) e Venezia (Avv.ti Maria Maniscalco e Denis Rosa). Circa 20 nuove sentenze che evidenziano come “la retribuzione professionale docenti – la quale ha natura fissa e continuativa e non è collegata a particolari modalità di svolgimento dell’attività di docenza – rientra tra le “condizioni di impiego” che, ai sensi della clausola 4 dell’Accordo quadro collegato alla direttiva 1999/70/CE, il datore di lavoro, pubblico o privato, è tenuto ad assicurare agli assunti a tempo determinato i quali non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive” e, dunque, va riconosciuta anche in caso di contratti a termine per supplenze brevi e saltuarie.

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NFC Edizioni aderisce alla Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2021

E’ stata promossa dall’Unesco (23 aprile), presentando i primi quattro volumi della collana “Luminous phenomena”, dedicata alla fotografia internazionale.In un’era segnata dalla smaterializzazione del libro, la giovane casa editrice di Rimini propone una collana editoriale composta da volumi di piccolo formato, prodotti in basse tirature con materiali e lavorazioni di pregio, disponibili nelle versioni Light (200 copie numerate) e Deluxe (100 copie firmate e numerate, con una fotografia in edizione).Il primo volume, dedicato a Tarin, è uscito nel settembre 2020. A cadenza bimestrale, sono stati successivamente pubblicati i libri di Aleksey D’Havlcyon, Giulia Agostini e Alba Zari, che indagano il rapporto tra essere umano e corpo, tra corpo e spazio circostante. Non dei cataloghi d’arte, bensì dei racconti d’arte, nei quali ogni autore si è espresso in totale libertà, scegliendo personalmente il colore della copertina e le immagini contenute al suo interno, coinvolgendo un curatore in linea con la propria ricerca. I volumi della collana “Luminous phenomena”, tradotti in tre lingue (italiano, francese, inglese), sono promossi da Emme Promozione e distribuiti da Messaggerie Libri SPA in tutte le librerie e nei bookstore museali. È possibile inoltre acquistare e abbonarsi alla collana dal sito http://www.nfcedizioni.com.

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Festa del libro e del diritto d’autore

Posted by fidest press agency su sabato, 17 aprile 2021

23 e 24 aprile diretta streaming youtube Biblioteche di Roma fb@biblioteche.roma, Per celebrare la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, Biblioteche di Roma, nel suo 25esimo compleanno, in collaborazione con l’Associazione Italiana Editori (AIE), organizza in diretta streaming “Leggere sempre”, un festival in due giorni il 23 e il 24 aprile dedicato al piacere del leggere e alle biblioteche di pubblica lettura. Una due giorni con incontri e approfondimenti che ci condurranno in un viaggio tra i libri, le biblioteche e la città di Roma attraverso numerose letture realizzate in collaborazione con Romaeuropa Festival e che si inserisce all’interno dell’iniziativa Maggio dei Libri, organizzata dal Centro per il Libro e la Lettura. “Leggere, sempre” – afferma Lorenza Fruci, Assessora alla Crescita Culturale – non é solo il bel titolo di questo festival ma anche la motivazione per cui in tutti i nostri quartieri c’é una Biblioteca, fondamentale presidio di conoscenza. Leggere rappresenta la voglia di conoscere, la possibilità di scoprire il mondo. Crescita culturale e personale. La rete delle Biblioteche a Roma racconta tanti punti di luce, per accendere il maggior numero possibile di intelligenze. La giornata mondiale del libro e del diritto d’autore è la giornata di tutti coloro che amano leggere, che credono nello scambio di pensieri fra esseri umani, una giornata che celebra la libertà.” Tante sono le testimonianze in programma: dall’argentino Alberto Manguel, bibliofilo cosmopolita, vicino a Jorge Luis Borges al Direttore della Biblioteca Bodleiana dell’Università di Oxford Richard Ovenden e ancora Marino Sinibaldi, autore dello storico format Fahrenheit e Presidente del Centro per il Libro e la Lettura; dalle accademiche Lina Bolzoni, Nadia Fusini, Letizia Muratori e Daria Galateria a scrittori che negli ultimi anni hanno conquistato lettori e riconoscimenti in tutto il mondo: Manuel Vilas, Melania Mazzucco, Nadia Terranova e Lidia Ravera. E poi tante letture di testi sul libro: Gustave Flaubert, Marguerite Yourcenar, Romano Guardini, Virginia Woolf, Herman Hesse, Isaac Asimov, Alberto Vigevani, Giuseppe Pontiggia e tanti altri. Durante la manifestazione sarà premiato il vincitore del concorso fotografico “Leggere in uno scatto” e si terrà l’inaugurazione della mostra allestita nella galleria della Casa delle Letterature “Trame della lettura” di Luisa Longo. L’artista, che opera nell’ambito della Fiber art, presenta una collezione di 20 opere dipinte su organza che rappresentano le biblioteche pubbliche e private del mondo e che raccontano i luoghi che custodiscono parte del patrimonio culturale dell’umanità.

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Mercati Emergenti: quando il diritto (di prelievo) è un compromesso

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

A cura di Pasquale Diana, Senior Macro Economist di AcomeA SGR. Questa settimana si svolgono a Washington i tanto attesi incontri del Fondo Monetario Internazionale (FMI), in forma ovviamente virtuale. Le ultime stime del Fondo vedono la crescita mondiale in miglioramento, con il PIL globale in crescita del 6% nel 2021, in rialzo dello 0.5% rispetto alle stime di gennaio. Questa stima nasconde però delle divergenze importanti: i paesi avanzati cresceranno del 5.1%, trainati dagli Stati Uniti (+6.4%). I paesi emergenti cresceranno del 6.7%, ma solo grazie alle performance della Cina (+8.4%) e dell’India (+12.5%). L’Africa Sub-sahariana, ad esempio, crescerà solo del 3.4%, l’America Latina del 4.6% e l’Europa Emergente del 4.4%. Questo gap di crescita è ancora più marcato se lo guardiamo da un altro punto di vista. Secondo le stime del Fondo, l’unico paese in cui nel medio periodo il livello stimato del PIL sarà superiore alle stime pre-Covid sono gli Stati Uniti. Nelle economie emergenti, la perdita totale di ricchezza rispetto alle stime pre-Covid è nell’ordine del 4-8% del PIL, con Asia (ex-Cina) e America Latina maggiormente colpite.Che cosa sta alla base del fenomeno che vede le economie ricche riprendersi dalla pandemia con un vigore superiore rispetto ai paesi emergenti? Due fattori: una politica fiscale più espansiva e una somministrazione di vaccini più efficace. Il primo fattore è legato alla possibilità che i paesi ricchi hanno di finanziare stimolo fiscale tramite emissione monetaria (quantitative easing), un privilegio legato al fatto di emettere reserve currencies. Il secondo fattore è legato agli accordi presi dai paesi sviluppati con le multinazionali farmaceutiche, grazie ai quali si sono assicurati la stragrande maggioranza delle dosi di vaccini disponibili nei primi mesi di inoculazioni. Questo vuol dire che i paesi sviluppati raggiungeranno l’immunità di gregge e riapriranno le loro economie quando alcuni paesi emergenti staranno appena iniziando a vaccinare su larga scala. In parole povere, i paesi emergenti continueranno a soffrire degli effetti della pandemia ben più a lungo degli altri. È palese che il Fondo Monetario debba giocare un ruolo importante per evitare una nuova crisi dei paesi emergenti, ma quale? Nel post-Covid, l’FMI ha messo in piedi programmi di vario genere con 86 paesi per un totale di 110 miliardi di dollari (vedi qui), ai quali vanno aggiunte altre linee preesistenti, per un totale di 250 miliardi. Questo è ancora poco rispetto al potenziale di erogazione del Fondo che ammonta a circa un trilione di dollari. Può il Fondo Monetario fare di più per aiutare i paesi emergenti? Certamente. Ma allora perché non lo fa? Non è così semplice. Per capire, dobbiamo fare un passo indietro.In sintesi, l’FMI di oggi è diverso rispetto a quello di 20 anni fa per due aspetti fondamentali. In primo luogo, il Fondo non insiste più con i paesi sul principio della libera circolazione del capitale. Al contrario, ritiene che i controlli di capitale possano, in certi casi, avere un senso. In secondo luogo, il Fondo ha abbandonato il dogma dell’austerità fiscale e spinge anzi i paesi a continuare a fare investimenti pubblici. In parole povere, il Fondo ha abbandonato la sua ortodossia economica per assumere una posizione più malleabile. Questa è senz’altro una buona notizia per i paesi emergenti, ma che dire degli investitori che hanno finanziato questi paesi? A pensarci bene, se il Fondo Monetario apre la porta a controlli di capitale (in uscita) ed è meno rigido sul consolidamento fiscale, sta implicitamente rendendo il default sul debito sovrano più probabile. Come mai? L’FMI – per suo stesso Statuto – può solo erogare prestiti ove il debito sia giudicato sostenibile. Se al paese viene richiesta meno austerità fiscale che in passato, è chiaro che uno sforzo aggiuntivo per ridurre il debito possa venir chiesto ai bondholders, tramite una ristrutturazione. In parole povere, se il debito non è sostenibile, qualcosa va fatta. Se non la fa il paese (tirando la cinghia) devono farla gli obbligazionisti (accettando una ristrutturazione). La linea dura del “proactive restructuring” è sostenuta con forza da molti accademici, i quali sostengono che i paesi emergenti devono a gran voce rinegoziare il debito con i bondholders all’interno di un programma con l’FMI. Paradossalmente però sono proprio i paesi emergenti, spesso, a non volersi avvicinare al Fondo Monetario per paura di essere obbligati dal Fondo stesso a ristrutturare il debito contratto con gli obbligazionisti privati. Questo perché temono di entrare in una spirale perversa di contenziosi legali, perdendo accesso al mercato dei capitali per diversi anni.Quindi, da un lato il “nuovo” Fondo Monetario è pronto ad aiutare i paesi, ma è comprensibilmente restio a offrire linee di credito che vengano usate per ripagare gli obbligazionisti privati. Dall’altro i paesi emergenti sono altrettanto comprensibilmente restii a iniziare un arduo processo di ristrutturazione del debito se pensano che la crisi sia in realtà solo passeggera. Nel dubbio, tendono a non avvicinarsi al Fondo. Appare poco ragionevole aspettarsi che investitori privati che hanno dato fiducia a mercati emergenti decidano di loro iniziativa di ristrutturare o condonare il debito. Sta, quindi, al Fondo stesso persuadere i paesi che è nel loro interesse prendere una linea di credito e iniziare (ove fosse necessario) un processo di ristrutturazione. Ma – per le ragioni esposte qui sopra – non è facile. Siamo quindi al punto di partenza. Che fare allora? Ecco che entrano in gioco le SDR (Special Drawing Rights), i famosi diritti speciali di prelievo. Sembra probabile che l’FMI annuncerà a breve l’emissione di 650 miliardi di dollari di SDR. Questi diritti di prelievo sono un tipo di valuta, scambiabile sul mercato con dollari o altre valute forti. Un’emissione di SDR da parte del FMI equivale, quindi, a un’immissione di liquidità nelle riserve di tutti i paesi membri del Fondo Monetario. Un paese che ha poche riserve auree e riceve SDR può scambiarle con dollari sul mercato e far fronte a pagamenti verso esteri, ad esempio. Ogni paese riceve SDR in base alla sua quota nel Fondo Monetario. I critici di questa misura sostengono che le SDR andrebbero principalmente ai paesi ricchi, che detengono la maggior parte delle quote – il che è vero. Detto questo, un’emissione da 650 miliardi di dollari equivale a un aumento significativo delle riserve in molti paesi, tra cui ad esempio Sri Lanka, Pakistan, Ecuador, Ghana, Argentina, Ucraina ed Egitto. Inoltre, non è da escludere che l’FMI possa incoraggiare in qualche modo i paesi più ricchi a cedere la loro quota a paesi più poveri.Il Fondo ha ovviamente altre opzioni, tra cui la creazione di nuove e originali linee di credito, con scadenze più lunghe e tassi più bassi. Ciò detto, per una parte significativa dei paesi rimane il timore che chiedere aiuto all’FMI possa voler dire dover ristrutturare il proprio debito. Uscire da questa impasse è difficile, e in fondo sono mesi che le posizioni non cambiano. Un’emissione di SDR rappresenta quindi una scelta facile e immediata, un compromesso non certo ideale ma che tutto sommato non scontenta nessuno. http://www.acomea.it

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Il piano AIE alle istituzioni: più fondi per diritto allo studio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 marzo 2021

L’Associazione Italiana Editori (AIE) ha presentato alle istituzioni la sua proposta per la Legge di sistema sull’industria libraria e il Piano Nazionale per la Ripresa e Resilienza (PNRR). “La nostra proposta – ha spiegato il presidente di AIE, Ricardo Franco Levi – vuole essere un contributo responsabile a un progetto complessivo di crescita del Paese, una crescita che non può che passare dalla cultura e dalla formazione, veri asset strategici per uno sviluppo sostenibile e duraturo che allinei il nostro Paese al resto dell’Europa riducendo al contempo le disparità territoriali”.
Per il diritto allo studio e il contrasto alla povertà educativa, AIE chiede un aumento del Fondo per il diritto allo studio per coprire gli acquisti di testi per tutte le famiglie in difficoltà economica e la semplificazione delle procedure per far sì che i fondi siano realmente disponibili prima di settembre anche grazie a una efficace informazione alle famiglie e strumenti di pagamento semplici da utilizzare. Viene proposta infine la creazione di una carta elettronica per l’acquisto di testi universitari da distribuire agli studenti già beneficiari di borse di studio, che oggi non coprono queste spese.“La crescita dei livelli culturali della popolazione – continua Levi – poggia sulla formazione scolastica e universitaria, ma per affermarsi ha bisogno anche di altri interventi tra cui la promozione della lettura, specialmente nei confronti di chi non ha alle spalle famiglie in grado, soprattutto per limiti economici, di fornire loro un adeguato accesso ai libri”. Per questo, sul versante del sostegno alla domanda e per lo stimolo alla lettura, AIE chiede di rendere permanente e strutturali le misure attualmente in essere. Si chiede pertanto che sia confermata e stabilizzata la 18App con una dotazione di 500 euro per beneficiario ogni anno. Accanto a questo, viene proposto che lo stanziamento di 16 milioni annui per la Carta Cultura (bonus di 100 euro per acquisti di libri) sia anch’esso stabilizzato e che i beneficiari siano le famiglie con figli in procinto di iniziare il percorso scolastico (5-6 anni), momento cruciale per creare lettori. Anche il fondo per gli acquisti delle biblioteche nelle librerie di prossimità attivato nel 2020 dovrebbe essere confermato con una dotazione di 30 milioni di euro l’anno.Al cuore del piano per il sostegno alle imprese, conclude infine Levi, “in coerenza con le politiche nazionali ed europee dettagliate nel Recovery Fund, proponiamo interventi per rendere la filiera libraria ancora più innovativa, verde, inclusiva e internazionale”.Sul versante dell’innovazione le proposte riguardano incentivi alla digitalizzazione dei cataloghi editoriali; per la produzione di contenuti, strumenti e piattaforme per la didattica digitale di scuole e università; per l’efficienza della logistica distributiva (elemento chiave per sostenere la concorrenza delle grandi piattaforme di e-commerce); per il trattamento dei dati bibliografici e commerciali lungo le filiere distributive (editori / promotori / distributori / grossisti / librerie); per le applicazioni di intelligenza artificiale nelle diverse fasi della produzione, distribuzione e promozione del libro; per la gestione dei diritti d’autore, anche per affrontare le sfide poste dall’attuazione della Direttiva sul Diritto d’autore e il mercato unico digitale; per le tecnologie di contrasto alla crescente pirateria digitale.Sul versante della sostenibilità, AIE chiede un credito di imposta per l’uso di carta proveniente da foreste eco-sostenibili come strumento di sostegno alle imprese nella transizione verde. Su quello dell’accessibilità un sostegno alle produzioni digitali degli editori al fine di incrementare la disponibilità e-book e altre risorse nativamente accessibili ai disabili, a partire da non vedenti e ipovedenti sui quali la Fondazione LIA, costituita da AIE e dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) ha acquisito una consolidata e riconosciuta leadership su scala europea e mondiale.Sul versante dell’internazionalizzazione, infine, principali strumenti su cui poggia l’industria del libro italiano sono le traduzioni e le coedizioni, a loro volta abilitate dalla compravendita di diritti d’autore. Per questo AIE chiede di: incrementare i fondi per le traduzioni di libri italiani all’estero, rendendo altresì più efficaci le procedure per l’accesso agli stessi; creare un Fondo per le traduzioni in italiano che, incentivando gli interscambi con l’estero, consenta di rafforzare la presenza internazionale dell’editoria italiana; sostenere la presenza dell’editoria italiana all’estero e il sistema di fiere del libro in Italia, da sempre utili vetrine dell’editoria italiana per gli editori stranieri.

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“Tra diritto e società. La questione penitenziaria”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2021

Parma Mercoledì 24 marzo, con inizio alle 15, si terrà il primo incontro del ciclo “Tra diritto e società. La questione penitenziaria” organizzato in modalità online dal Dipartimento di Giurisprudenza, Studi Politici e Internazionali dell’Università di Parma. Marcello Bortolato, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze, e Monica Moschioni, referente dell’Osservatorio carcere della Camera penale del Foro di Parma, tratteranno il tema “La tutela dei diritti fondamentali del detenuto oltre i luoghi comuni e gli stereotipi”. I sei incontri del ciclo, ideato e organizzato dai docenti dell’Ateneo Fabio Cassibba e Chiara Scivoletto, sono strutturati come tavole rotonde e vedranno la partecipazione di docenti universitari di atenei italiani ed esteri, di avvocati, di magistrati, di operatori socio-sanitari del sistema penitenziario, oltre che dei Garanti per la tutela delle persone private della libertà di livello nazionale, regionale e comunale. Gli incontri si rivolgono principalmente alle studentesse e agli studenti iscritti ai Corsi di laurea del Dipartimento di Giurisprudenza ma, per l’importanza dei temi trattati e dei relatori coinvolti, saranno aperti, senza necessità di iscrizione, anche alla partecipazione degli studenti degli istituti scolastici superiori e della cittadinanza tutta.

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Lavoro: Diritto alla disconnessione, risoluzione Parlamento UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

“Non svolgere mansioni o comunicazioni lavorative al di fuori dell’orario di lavoro per mezzo di strumenti digitali, come telefonate, email o altri messaggi”: lo chiede il Parlamento UE alla Commissione, esortando i vari Paesi membri ad attuare delle norme che aprano al diritto alla disconnessione, così da “consentire ai lavoratori di scollegarsi dagli strumenti lavorativi e di non rispondere alle richieste del datore di lavoro al di fuori dell’orario di lavoro, senza correre il rischio di subire conseguenze negative, come il licenziamento e altre misure di ritorsione”.Nella proposta si cita, in particolare, l’articolo 31 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, il quale “sancisce che ogni lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro che ne rispettino la salute, sicurezza e dignità, così come a una limitazione dell’orario massimo di lavoro, a periodi di riposo giornalieri e settimanali e a un congedo retribuito”. Tra le varie norme di legge citate figura pura l’’articolo 24 della Dichiarazione universale dei diritti umani, il quale “sancisce che ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione dell’orario di lavoro e ferie periodiche retribuite”.La Commissione europea avverte che “l’utilizzo di strumenti digitali per periodi prolungati potrebbe determinare una riduzione della concentrazione e un sovraccarico cognitivo ed emotivo”, oltre che “aggravare fenomeni quali l’isolamento, la dipendenza dalle tecnologie, la privazione del sonno, l’esaurimento emotivo, l’ansia e il burnout”.Purtroppo, però, le cose stanno andando diversamente, soprattutto dopo l’esplosione della pandemia da Covid19. Anche “da un’indagine di Eurofound è emerso che il 27 % degli intervistati in telelavoro ha dichiarato di aver lavorato nel proprio tempo libero per soddisfare le esigenze lavorative”. Sempre Eurofound ha appurato che “le persone che lavorano abitualmente da casa hanno più del doppio delle probabilità di lavorare oltre le 48 ore settimanali massime previste e di riposare meno delle 11 ore previste fra un giorno lavorativo e l’altro, come sancito dal diritto dell’Unione, rispetto alle persone che lavorano nella sede del datore di lavoro”.Alla luce di ciò, la Commissione UE ritiene che il diritto alla disconnessione debba essere considerato “un diritto fondamentale che costituisce una parte inseparabile dei nuovi modelli di lavoro della nuova era digitale”. Preso atto che non esiste una normativa dell’Unione che disciplini specificatamente il diritto alla disconnessione e la legislazione in materia varia notevolmente fra i diversi Stati membri, il Parlamento cita comunque “le direttive 89/391/CEE1 e 91/383/CEE2 del Consiglio mirano a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori”. In conclusione, con la risoluzione si chiede agli Stati membri di “garantire che i datori di lavoro istituiscano un sistema oggettivo, affidabile e accessibile che consenta la misurazione della durata dell’orario di lavoro giornaliero svolto da ciascun lavoratore, conformemente alla giurisprudenza della CGUE”.

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Il diritto di apprendere dei disabili

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

L’Italia è stato il primo paese ad abolire le scuole speciali, dedicate agli alunni con disabilità. Tuttavia, al medesimo tempo non ha mai garantito il diritto di appendere dello studente senza discriminazione. “In questa operazione maldestra – sostiene suor Anna Monia Alfieri nel focus “Insegnanti di sostegno per una scuola veramente inclusiva” (PDF) – il prezzo più caro lo pagano soprattutto gli alunni disabili, perché nel momento in cui, negli anni, si sono indirizzati nella scuola statale, lo Stato non è riuscito a garantire loro l’adeguata assistenza dei docenti di sostegno”.
Per le famiglie che, anche per questo motivo, hanno scelto di iscrivere i loro figli disabili alle scuole paritarie, lo Stato non ha impegnato alcun sostegno pari a quello (di 20.000 euro di media) previsto nel caso di frequentazione di una scuola statale, destinando in questo caso solo 1.700 euro.”Si è innescata così – prosegue suor Anna Monia Alfieri – una guerra tra poveri: lo stato costringeva le famiglie dei ragazzi in difficoltà a pagarsi il docente, con dei ricorsi che le famiglie facevano contro le scuole paritarie, quasi fossero queste colpevoli, oppure costringeva le altre famiglie delle scuole paritarie, che già pagano la retta, a sobbarcarsi pure questo peso, o infine le scuole stesse, che per legge devono accogliere i bambini disabili, a pagare il docente di sostegno.Il paper ripercorre 20 anni di discriminazione, gli obiettivi raggiunti e quelli da raggiungere anche in seguito all’emersione di questa discriminazione dovuta alla pandemia della Covid-19. Anna Monia Alfieri

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PE: il diritto alla disconnessione dovrebbe essere un diritto fondamentale

Posted by fidest press agency su domenica, 24 gennaio 2021

Bruxelles. Il Parlamento chiede una legge europea che garantisca ai lavoratori il diritto alla disconnessione digitale senza incorrere in ripercussioni negative da parte dei datori di lavoro.Nell’iniziativa legislativa approvata con 472 voti favorevoli, 126 contrari e 83 astensioni, i deputati esortano la Commissione a elaborare una normativa che consenta ai lavoratori digitali di disconnettersi al di fuori dell’orario di lavoro. La normativa dovrebbe inoltre stabilire requisiti minimi per il telelavoro e fare chiarezza su condizioni e orari di lavoro e sui periodi di riposo.L’utilizzo sempre maggiore degli strumenti digitali a scopi lavorativi ha comportato la nascita di una cultura del “sempre online” che influisce negativamente sull’equilibrio tra vita professionale e vita privata dei lavoratori. Nonostante il telelavoro sia stato determinante per tutelare posti di lavoro e attività durante la crisi di COVID-19, la combinazione di orari di lavoro prolungati e di maggiori sollecitazioni sui lavoratori ha visto crescere i casi di ansia, depressione, esaurimento e altri disturbi fisici e mentali.I deputati ritengono che il diritto alla disconnessione dovrebbe essere riconosciuto quale diritto fondamentale, per consentire ai lavoratori di astenersi dallo svolgere mansioni lavorative, come telefonate, email e altre comunicazioni digitali, al di fuori del loro orario di lavoro, comprese le ferie e altre forme di congedo.I Paesi UE sono incoraggiati ad adottare le misure necessarie per consentire ai lavoratori di esercitare questo diritto, anche attraverso accordi collettivi tra le parti sociali. In tal modo dovrebbero essere scongiurate discriminazioni, critiche, licenziamenti o altre ripercussioni negative da parte dei datori di lavoro.

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Il PE approva la legge sulla condizionalità dello Stato di diritto

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

Bruxelles. Secondo il nuovo regolamento, i pagamenti del bilancio dell’UE possono essere sospesi per i Paesi UE in cui sono state accertate violazioni dello Stato di diritto che compromettono la gestione dei fondi UE. Allo stesso tempo, l’UE garantirà che i beneficiari finali non finiscano per pagarne il conto.”L’UE non è un’istituzione à la carte, dove si possono mantenere i propri diritti ma non si rispettano i propri obblighi. È una comunità basata su valori comuni che gli Stati membri e i cittadini devono sostenere. Il meccanismo che lega il bilancio dell’Ue al rispetto dello Stato di diritto adottato oggi è un risultato importante per il Parlamento”, ha detto l’altra relatrice Eider Gardiazabal Rubial (S&D, ES). “Il Parlamento europeo ha fatto in modo che le sanzioni di bilancio previste da questo regolamento siano rivolte direttamente ai trasgressori e non ai beneficiari finali. Studenti, ricercatori, aziende e ONG non saranno colpiti, poiché abbiamo inserito una rete di sicurezza per proteggerli”, ha concluso.Dopo aver accertato l’avvenuta violazione, la Commissione proporrà l’attivazione del meccanismo di condizionalità nei confronti di un governo UE e, successivamente, taglierà o congelerà i pagamenti a quello Stato membro dal bilancio europeo.Il Consiglio disporrà quindi di un mese di tempo per votare sulle misure proposte dalla Commissione (o tre mesi in casi eccezionali), a maggioranza qualificata.I deputati sono riusciti ad accorciare i tempi per l’adozione delle misure contro uno Stato membro nel caso di rischi di violazione dello Stato di diritto, ad un massimo di 7-9 mesi (piuttosto che da 12 a 13 mesi).La nuova legge non si applica solo quando i fondi UE vengono utilizzati direttamente in modo improprio, come nei casi di corruzione o frode, ma anche alle violazioni sistemiche dei valori fondamentali che tutti gli Stati membri devono rispettare, come la democrazia o l’indipendenza del potere giudiziario, quando tali violazioni riguardano – o rischiano di riguardare – la gestione dei fondi UE.

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Parlamento europeo: il meccanismo su Stato di diritto si applica dal 1° gennaio

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2020

Bruxelles. In una risoluzione sul pacchetto UE per la ripresa, i deputati contestano la dichiarazione del Consiglio europeo di sospendere il meccanismo sullo Stato di diritto in attesa della Corte. La regola dell’unanimità al Consiglio è obsoleta e controproducenteUna risoluzione sul quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027, l’accordo interistituzionale sulle risorse proprie, lo strumento di ripresa dell’UE e il regolamento sullo stato di diritto è stata adottata con 496 voti a favore, 134 contrari e 65 astensioni. Il Parlamento accoglie con favore gli accordi politici sul pacchetto di bilancio a lungo termine, che include il nuovo meccanismo dello Stato di diritto, e ricorda la sua “importanza storica”. La condizionalità dello Stato di diritto deve essere pienamente applicabile dal 1° gennaioTuttavia, le conclusioni del Consiglio europeo dell’11 dicembre, secondo le quali la Commissione non dovrebbe applicare il meccanismo sullo Stato di diritto fino a quando la Corte di giustizia UE non avrà deciso se annullare o meno lo strumento, sono “superflue”. L’accordo tra il Parlamento europeo e il Consiglio stabilisce chiaramente che si applicherà a partire dal 1° gennaio, sottolineano i deputati.Secondo i trattati dell’UE, il Consiglio europeo “non esercita funzioni legislative”. I deputati ritengono pertanto che qualsiasi dichiarazione politica del Consiglio europeo non può essere considerata un’interpretazione della legislazione. La Commissione è completamente indipendente e le conclusioni del Consiglio europeo “non possono essere rese vincolanti per la Commissione in sede di applicazione degli atti giuridici”.Ritardi inutili per il pacchetto di finanziamento dell’UE dovuti alla regola dell’unanimità Il Parlamento si rammarica vivamente del fatto che il requisito dell’unanimità in seno al Consiglio abbia indebitamente ritardato l’adozione della decisione sul QFP e sulle risorse proprie, tra le altre cose. La prossima Conferenza sul futuro dell’Europa dovrebbe lavorare per superare questi ostacoli.

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