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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘diritto’

Ad Alberobello quattro giorni di “Transizioni” tra medicina, etica e diritto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2020

Alberobello (Ba) Trullo Sovrano da giovedì 10 a domenica 13 settembre. Gli incontri si svolgeranno ad Alberobello (BA) nello spazio antistante il Trullo Sovrano, casa museo risalente al XVIII secolo, a partire dalle ore 19.30. L’è gratuito e si potrà accedere iscrivendosi all’indirizzo: infotransizioni@gmail.com. Ad anticipare e per presentare “Transizioni”, martedì 8 settembre alle ore 19.00, nella terrazza Belvedere, tra i luoghi più suggestivi di Alberobello, si terrà la conferenza stampa con la presenza di alcuni dei relatori e delle autorità istituzionali. Le nuove frontiere della medicina e del diritto”, è un progetto ideato dall’avvocato Michele Ficco, con il coordinamento scientifico del Prof. Giorgio Assennato e del Prof. Nicola Colaianni, Avv. Claudia Sportelli, Avv. Stefano Maria Sisto e organizzato da Rosario Sportelli.Questa importante quattro giorni di riflessione nasce dall’idea di realizzare una serie di incontri di approfondimento su tematiche attuali di bioetica legate ai cambiamenti sociali, culturali, tecnologici e ambientali, al fine di favorire la promozione di una corretta informazione, che vada oltre i messaggi della comunicazione mass mediale, su questioni che inevitabilmente hanno grande impatto nelle nostre vite.L’importanza degli argomenti e la possibilità di approfondire aspetti, che non sempre sono di facile accessibilità, ha portato all’individuazione di aree tematiche che saranno alla base dei singoli incontri e alla scelta di esperti del settore e di testimoni che, con il loro contributo, aiuteranno a capire le conseguenze dei cambianti in atto e ad acquisire le conoscenze necessarie per vivere da cittadini responsabili le sfide etiche del nostro tempo. Tra le tematiche individuate “innovazione tecnologica, diritto e scienza”, “ambiente e tutela della salute”, “i trattamenti di fine vita” e “prevenzione e vaccinazione ai tempi del Covid-19”.
“Transizioni – Le nuove frontiere della medicina e del diritto” è stata realizzata grazie al sostegno del Comune di Alberobello, dell’Ordine degli Avvocati di Bari e dello sponsor unico Woom Italia, ente accreditato della Regione Puglia che si occupa di formazione, servizi per il lavoro e le aziende. L’evento è inoltre patrocinato dalla Regione Puglia, dall’Università degli Studi di Bari, dall’Ordine dei Giornalisti della Puglia, dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Bari, dalla Asl Bari e dall’Ordine degli Avvocati di Bari che ha accreditato gli incontri ai fini della formazione dei suoi iscritti.
Per garantire una maggiore fruizione sarà possibile seguire l’evento in diretta su Facebook, dalla pagina dedicata all’evento e in cross-posting su quelle dei partner.

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Referendum: Garantire sicurezza dipendenti consolati e diritto al voto

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

“Da tempo ho sottolineato che ci sarebbero stati problemi per l’esercizio del voto all’estero in una situazione come quella attuale caratterizzata dalla pandemia con conseguenze per la sicurezza degli impiegati dei consolati che riceveranno i plichi elettorali con le schede votate. Sappiamo che ben 20 consolati sono stati chiusi a causa del covid e mi chiedo come si potrà garantire l’esercizio del voto ai nostri connazionali di quelle circoscrizioni consolari? Ed anche come garantire la sicurezza ai dipendenti dei consolati che avranno a che fare con le schede elettorali che potrebbero anche essere contaminate? Domande le cui risposte non sono rinviabili e chiedo, pertanto, al Ministero degli Affari Esteri quali misure urgenti intenda adottare per la salvaguardia di tutti. Lo ha dichiarato già da alcuni giorni fa l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Il diritto alle ferie al tempo del Covid-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

Al tempo del Covid-19, il lavoratore è libero di godersi le ferie spostandosi ovunque desideri? Il datore di lavoro ha l’onere di avvisare il personale dipendente circa i rischi per chi viaggia in determinati paesi affinché poi il lavoratore al rientro non rappresenti un pericolo per la salute e il luogo di lavoro? Sono queste alcune delle domande cui l’approfondimento della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro del 31 luglio 2020 “Il diritto alle ferie al tempo del Covid-19” risponde dopo aver analizzato il rapporto tra la condotta del lavoratore durante il periodo feriale e il diritto al licenziamento per giusta causa del datore di lavoro. Gli esperti, riepilogando le normative vigenti, operano un distinguo tra i paesi sottoposti a sorveglianza sanitaria e quelli da cui non è possibile rientrare in Italia, fornendo pratici format per le aziende, utili ad informare i propri dipendenti circa rischi e obblighi.

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Sassoli: “L’accesso alla rete deve essere riconosciuto come un nuovo diritto umano”

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2020

Estratti della lettera inviata dal Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, in risposta a Romano Prodi sull’importanza dell’accesso ad Internet per tutti. La versione integrale della lettera è stata pubblicata sul giornale La Repubblica.“Mai come in questi mesi di lockdown migliaia di persone in Europa e nel mondo hanno dovuto lavorare, studiare, acquistare cibo, comunicare con le persone care utilizzando una connessione Internet. Al tempo stesso, l’impossibilità di accesso alla rete, per ragioni geografiche, economiche o sociali, si è rivelata un pesante elemento di marginalizzazione.Per molti bambini non avere accesso a Internet ha significato in questi lunghi mesi vedersi negare il diritto fondamentale all’istruzione e alla conoscenza. Ma non solo. Per tante donne e uomini, l’impossibilità a connettersi ha prodotto mancanza di informazioni e messo a rischio la loro vita.Internet, così come lo conosciamo, si basa sul principio innovatore e profondamente democratico della neutralità della rete. Questo principio stabilisce che tutti i bit che circolano in Internet siano trattati allo stesso modo, senza discriminazioni. Non possono essere rallentati o avere priorità a seconda del potere d’acquisto di chi li emette o ne è destinatario. In questo momento l’Unione Europea è il principale attore globale che garantisce per legge questo principio così fondamentale della nostra epoca.Però non basta. Perché non sia fonte di disuguaglianza, è altrettanto necessario che l’accesso alla Rete si basi su regole di equità. Come nel caso dell’energia elettrica o di altri servizi considerati essenziali, l’impossibilità di accedere a Internet – il cosiddetto divario digitale – non ha soltanto impatto sul lavoro, l’impresa, lo sviluppo scientifico, sociale e culturale. Altrettanto forti sono gli effetti sulla vita quotidiana delle persone, negli aspetti anche intimi del loro benessere e della loro felicità.Il Covid19 ha reso palese qualcosa di già evidente: la digitalizzazione non aspetta. La questione non è se avverrà o meno, ma se sarà per tutti…É un inganno far credere che le persone non possano approfittare in modo equo e dignitoso di ciò che il digitale offre se non conoscono la sua tecnologia. Questo porta ad ingiustizie. Non si tratta di tempestare di apps gli utenti, finché diventino clienti fedeli o estenuati si ritraggano abbandonando l’uso di questi strumenti. Il punto è assicurare trasparenza, informazione in modo che ognuno abbia la capacità di capire e decidere. L’accesso alla rete come nuovo diritto umano. Il Parlamento europeo è pronto a questa sfida”.

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Strage di Bologna: Diritto alla conoscenza

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2020

“Sulla strage di Bologna, come su altri tragici eventi legati al terrorismo nazionale ed internazionale che hanno attraversato gli anni ’70 e ’80, esiste un diritto alla riservatezza da parte dello Stato per evidenti ragioni di sicurezza nazionale. Ma esiste anche un diritto alla conoscenza che riguarda la ricerca della verità che ci riguarda tutti. Gli anni ’80 sono stati quelli di Ustica, di Bologna ma anche della scomparsa in Libano dei due giornalisti Graziella De Paolo e Italo Toni, che anche su Bologna stavano indagando. Anni caratterizzati da una guerra civile strisciante sulla quale oggi è possibile fare luce anche grazie alla decretazione del segreto funzionale sancito oggi dalla presidenza del Senato. Per questo abbiamo promosso l’incontro di oggi che porta il titolo della denominazione dell’intergruppo parlamentare “La verità oltre il segreto”, affinché, a ormai quarant’anni dalla strage di Bologna, possano finalmente porsi le basi raggiungere la conoscenza della verità non solo su Bologna ma sul buio che per troppo tempo è calato su quella stagione che l’Italia, più di ogni altra nazione in Europa, ha pagato in termini di tributo di sangue. Ci auguriamo che il Presidente del Consiglio colga l’occasione del quarantennale della strage di Bologna per rispondere alla richiesta del Copasir di desecretare e quindi divulgare gli atti ancora classificati inerenti le stragi di quell’anno terribile ma anche l’assassinio di Aldo Moro”.E’ quanto ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Copasir, Adolfo Urso, presentando oggi l’incontro al Senato promosso dalla Fondazione Farefuturo dal titolo “Strage di Bologna, la verità oltre il segreto”.

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236 milioni stanziati dal Ministero dell’Istruzione per il diritto allo studio

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2020

In particolare per l’acquisto da parte delle scuole di libri di testo, dispositivi digitali e materiali per studenti con bisogni educativi speciali, sono un passo importante verso politiche efficaci di contrasto della povertà educativa – ha dichiarato il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi –. Come Associazione abbiamo documentato, sia in occasione degli Stati Generali sia con la Commissione Bianchi, il tema della povertà economica ed educativa e abbiamo sottolineato la necessità dell’aiuto alle famiglie più bisognose nel pagare i costi dell’educazione dei propri figli, consapevoli come siamo che dalla scuola e dalla cultura passa la crescita e lo sviluppo economico e civico del Paese. Siamo lieti dell’ascolto e della risposta del Governo e della politica al nostro grido di allarme”.
Adesso il Paese ha di fronte una sfida ancora più difficile: fare in modo che nessuno studente rimanga indietro perché nato in famiglie povere, o che lo sono diventate – e sono molte – a causa dell’epidemia. Ringraziamo il Governo e la ministra Lucia Azzolina in particolare per questa misura a contrasto della povertà educativa.

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Diritto all’istruzione: ripartire dalle scuole paritarie

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Il diritto/dovere di istruzione/insegnamento è, tra i diritti sospesi o limitati a causa del nuovo coronavirus, quello che rischia di avere un ripristino più dilazionato nel tempo. I mezzi a disposizione per convertire le scuole a un nuovo ordine che garantisca sicurezza sanitaria e pieno esercizio del diritto e le difficoltà intrinseche al distanziamento dei bambini più piccoli rischiano di essere un vero rompicapo per il Governo, che non a caso sulla scuola non ha ancora annunciato nessun segnale di riapertura.”In questo drammatico contesto – scrivono Anna Monia Alfieri e Carlo Amenta nel Focus “Proposta: una scuola per tutti” (PDF) – la crisi economica derivante dalla pandemia rischia di provocare la fuga delle famiglie dalle scuole paritarie a quelle pubbliche, per evidenti minori costi da affrontare. Questo sarebbe un problema non solo per le scuole paritarie come parte integrante del sistema scolastico, ma anche considerando che, specie in questo momento di scarsità di risorse del sistema scolastico pubblico, le scuole paritarie potrebbero fornire, con i loro spazi e le loro risorse, un forte aiuto e supporto in ottica sussidiaria. Meno scuole pubbliche paritarie non vuol dire solo più studenti che passano alle scuole pubbliche statali, con i problemi di ordine sanitario e economico già visti. Ma vuol dire anche sottrarre il principale fornitore sussidiario del servizio scolastico che, proprio ora, potrebbe rivelarsi quanto mai prezioso.”
Analizzando i costi attuali a carico della spesa pubblica delle scuole paritarie e il costo stimato a causa di un loro abbandono, gli autori propongono che “tra gli interventi di ordine economico che la politica sta predisponendo in ogni settore e sostanzialmente per ciascuna categoria di lavoratori, servizi, imprese e famiglie, vi sia anche un intervento a favore delle famiglie degli studenti delle scuole paritarie nelle forme e nel quantum che saranno giudicate più opportune (es. detrazione, voucher o deduzione). A titolo di esempio, ipotizzando un contributo pari alla metà del costo medio per studente, come identificato dal MIUR, per la platea di studenti prima menzionata (33 percento), comporterebbe un costo per lo Stato di 2,4 miliardi che si confronterebbero con un costo, nell’ipotesi di passaggio alla scuola statale, di almeno 4,9 miliardi. Alternativamente, si potrebbero adottare i costi standard che comporterebbero una riduzione di circa 270 milioni di euro rispetto ai costi medi del MIUR. Questo contributo sostituirebbe gli attuali contributi diretti e indiretti, valevoli per 651 milioni, comportando così un costo aggiuntivo per lo Stato di 1,78 miliardi di euro, a fronte di un extracosto stimato molto, molto più alto.”È evidente che le risorse indicate non sono modeste e di certo non è facile trovare, in questo momento in cui diversi attori hanno bisogno di aiuto, lo spazio fiscale necessario anche per questo settore. Troppo spesso però ci perdiamo nella dicotomia pubblico/privato senza renderci conto che, in molti casi, si tratta solo di due elementi cardine di un unico sistema che mira a soddisfare bisogni e necessità spesso di primaria importanza. Difficilmente il sistema dell’istruzione potrà assolvere ai propri compiti, di fondamentale importanza per lo sviluppo del Paese, senza che i soggetti privati siano messi in condizione di superare questa crisi e continuare nel loro faticoso, incessante ma necessario lavoro.

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Tribunale di Firenze: Diritti di famiglia rinviati ad ottobre per mancanza di giudici

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

Ci dispiace molto dirlo, ma la Giustizia ha dato il peggio di sé in questa emergenza sanitaria, dimostrando chiaramente che il servizio pubblico può essere sospeso, anche in circostanze così drammatiche, senza alcuna responsabilità per la omissione della tutela dei diritti dei cittadini.E’ quanto accade a M. cittadina straniera da oltre sette anni in Italia, che attendeva fiduciosa il giorno 12 maggio, quando era fissata la seconda udienza della sua causa, nella quale il Tribunale di Firenze avrebbe dovuto decidere gli obblighi di mantenimento da parte del padre dei suoi due bambini. Il ricorso era stato depositato nel maggio 2019 (un anno fa!!), la convivenza era cessata, l’accordo non era stato raggiunto, l’ex compagno aveva preferito tornare al Paese di provenienza.
Questa aspettativa fiduciosa di avere il 12 maggio la sicurezza di una somma su cui fare affidamento per poter continuare a vivere in Italia, come la famiglia aveva a suo tempo deciso, è stata recisa dalla fredda e burocratica comunicazione del Presidente del Collegio pervenuta agli avvocati il 30 aprile: “dal momento che mi sono state autorizzate ferie dal 24 aprile al 30 maggio2010, mentre dal giorno 1.06.2020 cesserò dal sevizio, si dispongono i seguenti rinvii d’Ufficio delle udienze innanzi al sottoscritto fissate per il mese di maggio 2020, non avendo provveduto in CSM alla nomina del nuovo Presidente di Sezione, e non potendo i giudici della sezione farsi carico delle udienze medesime, tra l’altro anche a causa della mancata copertura del posto lasciato vacante dal compianto Dott. Florio.” In sintesi: non ci sono giudici per comporre un collegio, tutto rinviato ad ottobre, per la nostra al 15.
“Thank you Claudia for your message. I have just poured myself a glass of wine! The injustice is extraordinary, M…. will be laughing at all of us and the Italian system. But that is no reason to get angry, we just have to forge forward the best we can.” (Grazie Claudia per il tuo messaggio. Mi sono appena versata un bicchiere di vino! L’ingiustizia è straordinaria, M…. rideremo di tutti noi e del sistema italiano. Ma questo non è un motivo per arrabbiarci, dobbiamo solo perseguire il meglio che possiamo). E’ quanto scrive la donna, dimostrando un equilibrio che le fa onore, insieme all’amara tristezza. Ci associamo alle sue parole, di “extraordinary” c’è solo la “injustice”.“I found a paradise for myself here in Florence an affordable home, good school, lovely friends and all of this has been stripped away by Covid 19 and a ridiculous judicial system.” (“Ho trovato un paradiso per me qui a Firenze, una casa economica, una buona scuola, amici adorabili e tutto questo è stato strappato via dal Covid 19 e da un ridicolo sistema giudiziario.”) Dovrà accettare un biglietto di sola andata, per tornare al suo Paese di provenienza, ma ci lascia un testimone che noi accettiamo ed affidiamo a tutte e tutti i cittadini che stanno subendo le medesime ingiustizie e sono tanti.
E’ accettabile che, pur rispettando ferie e pensionamenti il Tribunale non tenga un’udienza di una causa già in corso, in materia alimentare, esclusa dai rinvii, secondo il decreto? Si dibatte tra autorevoli costituzionalisti ed opinionisti se oggi in Italia la Costituzione sia sospesa, non lo è, né lo potrebbe, ma di fatto sono sospesi tutti i nostri diritti se il potere giudiziario preposto alla tutela è paralizzato da un pensionamento, trenta giorni di ferie ed il decesso di un giudice, ma gli altri giudici…. “non possono farsi carico delle udienze medesime ..” , come si legge nella comunicazione del rinvio. Noi riteniamo di no, il giudici che compongono il Tribunale non possono ritenere di avere anch’essi il “diritto” di non farsene carico, perché di diritto in diritto (ferie, carico di lavoro dei magistrati ecc..) non può accadere che l’unico a non avere diritti sia l’ultimo anello della catena, ossia il cittadino, col tradimento della stessa ragione di esistere della funzione pubblica. M. merita una risposta seria, non “ridicola”. (Elisabetta Bavasso e Claudia Moretti, legali, consulenti Aduc)

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Coronavirus: Unc, decreto dimentica diritti consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

“E’ incredibile che il Governo, non solo nel decreto Cura Italia non preveda praticamente nulla a favore dei consumatori, ad esempio con gli interventi da noi richiesti sulle bollette elettriche e telefoniche, ma addirittura riduca i diritti garantiti dal Codice civile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Come già avvenuto per i pacchetti turistici, anche per il rimborso dei contratti di soggiorno e per i biglietti di spettacoli e musei si stabilisce una deroga rispetto al diritto sacrosanto di avere il rimborso del biglietto, prevedendo un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall’emissione” prosegue Dona.
“Insomma, nonostante lo stanziamento di 25 miliardi, per aiutare tour operator e organizzatori di eventi i soldi vengono chiesti al consumatore, invece che prevedere un Fondo per i rimborsi, non comprendendo che la crisi del settore turistico e del mondo dello spettacolo dipende dalle future prenotazioni e non dai mancati incassi di oggi. E non è certo privando gli utenti dei loro diritti che si invoglieranno lo spettatore ed il turista a fare nuove prenotazioni” conclude Dona.

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Coronavirus. Quando il diritto alla salute diventa dovere di salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Gradualmente e intensificando le misure, il Consiglio dei Ministri cerca di far comprendere agli italiani che la salute in questo momento non è un diritto ma un dovere. Nei confronti di noi stessi, nei confronti delle persone che potrebbero morire o trascorrere settimane in terapia intensiva se non rispettiamo le regole che ci sono state prima suggerite, poi caldeggiate, poi fortemente raccomandate. Il prossimo passo è imporle con la forza.E’ un dovere nei confronti della nostra sanità (le polemiche sul dimezzamento dei posti letto e sui tagli alla spesa sanitaria, pur ineccepibili, in questo momento dobbiamo posticiparle a quando tutto sarà passato, che ci sia di lezione). E’ un dovere nei confronti di tutti gli operatori sanitari che da settimane espongono se stessi al contagio prendendosi cura dei malati, è un dovere nei confronti dei sanitari per non costringerli a trovarsi davanti alla necessità di scegliere quali pazienti mettere in terapia intensiva e quali no, guardando alle possibilità di sopravvivenza. E’ un dovere nei confronti di tutti coloro che sono impegnati a gestire questa emergenza. E’ un dovere (se preferite una declinazione egoistica) nei confronti del nostro portafogli, perchè prima si risolve la situazione prima torneremo a guadagnare, meno interventi fiscali saranno necessari poi per colmare la voragine che gli interventi economici in deficit con il beneplacito, anche, dell’UE, hanno causato, causano e causeranno. Comprare amuchina e far scorte di pasta per poi rilassarci con un aperitivo in centro (abbiamo visto tutti le immagini dei Navigli di ieri sera) non ci aiuterà. Limitare al massimo possibile i contatti sociali per un mese e seguire le indicazioni “fortemente raccomandate” dal Governo sarà la soluzione per venire a capo di questa brutta vicenda nel minor tempo possibile e per limitare i danni. La salute, insomma, oggi non è un diritto ma un dovere fondamentale. (Emmanuela Bertucci, legale, consulente Aduc)

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Bisogna tornare a scuola nel rispetto del diritto alla Salute

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Marcello Pacifico (Anief-Udir) ha affermato che, rispetto a una situazione che vede coinvolte soprattutto le aree individuate come focolai, “come sindacato abbiamo chiesto che venisse adottato un criterio univoco per la chiusura delle scuole, ma è evidente che ci sono casi differenti e in virtù di ciò si decide per la sospensione delle attività didattiche o per la chiusura vera e propria degli istituti. Intanto c’è da dire che anche noi, come forza sociale, stiamo facendo di tutto per contenere la diffusione del virus; infatti, abbiamo chiuso le sedi Anief laddove c’è stata la chiusura delle scuole e abbiamo sospeso pure le assemblee sindacali proprio per cercare di contenere quanto più possibile la diffusione di quella che potrebbe essere definita un’epidemia”.“Ricordiamo che siamo stai i primi a chiedere ai governatori delle regioni interessate, al premier Giuseppe Conte e alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina di chiudere le scuole a causa dell’emergenza, ma siamo anche i primi a dire che a scuola bisogna tornarci se l’emergenza rientra. Bisogna poi anche ribadire che è indispensabile seguire le linee guida diffuse dal ministero della Salute, che vanno anche esposte per essere di facile consultazione. Come Udir, oggi abbiamo inviato una comunicazione a tutti i dirigenti scolastici per fare in modo che appunto queste semplici regole siano al servizio di tutti; si tratta di piccole precauzioni che vanno osservate. Il Paese deve certamente andare avanti, si deve ripartire: è necessario riprendere la vita di tutti i giorni, comprese le lezioni scolastiche, nel rispetto della salute dei lavoratori e soprattutto dei nostri studenti”. In chiusura il presidente Pacifico ha anche affermato che “la scuola ha bisogno di maggiori risorse per poter risolvere tutti i suoi problemi: l’augurio è quello di poter comprendere quanto sia necessario investire sull’Istruzione”.

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Investimenti e risparmiatori, a “I Mercoledì del Diritto” la “nullità selettiva”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 febbraio 2020

Parma mercoledì 26 febbraio alle 17 nell’Aula dei Filosofi della Sede Centrale dell’Ateneo (via Università 12). Relatore dell’incontro sarà Angelo Barba di Sapienza Università di Roma, che affronterà dunque temi di stringente attualità, legati agli investimenti e ai risparmiatori.«La conferenza – spiega il prof. Barba – trae spunto dalla recente sentenza resa dalla Cassazione a Sezioni Unite sulla legittimità della domanda del risparmiatore volta a far dichiarare la nullità cosiddetta “selettiva” di alcuni soltanto dei negozi di investimento, in ipotesi di nullità, a monte, del contratto quadro per difetto di forma scritta. Si tratta, in altri termini, di verificare se la nullità del contratto quadro, dedotta dall’investitore, si ripercuota sempre e comunque su tutte le operazioni eseguite sulla base dell’atto negoziale viziato o se, invece, possa essere limitata alle sole operazioni di investimento allegate dal risparmiatore, consentendo a costui, quindi, di far constare la nullità di “protezione” di talune operazioni soltanto, facendo salve le altre». La rassegna d’incontri I Mercoledì del Diritto, patrocinata dall’Ordine degli Avvocati e dal Consiglio Notarile di Parma, si rivolge a docenti e studenti dell’Ateneo, a operatori del diritto ma anche a un pubblico più vasto, dai docenti e studenti delle scuole superiori a tutti gli interessati.Gli incontri di I Mercoledì del Diritto hanno a oggetto sia temi di attualità, come norme recentemente promulgate o casi giudiziari, sia temi prettamente culturali ma comunque attinenti al Diritto, e che presentino profili di interesse non soltanto per un uditorio di specialisti. Relatori sono docenti, ricercatori e assegnisti del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Università di Parma, ma anche giuristi e docenti italiani e stranieri.

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Sostegno: diritto allo studio del disabile

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 dicembre 2019

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, è stato intervistato ai microfoni della trasmissione radiofonica ‘Effetto Giorno’ de Il Sole 24 ore sulla spinosa tematica del sostegno. Purtroppo il sostegno è sempre un grosso problema in Italia, come ci racconta anche la cronaca. L’ultimo caso: il Tar di Napoli ha riconosciuto 300 euro al mese a una ragazza gravemente disabile che aveva solo 12 ore di sostegno a settimana, pur avendone diritto a 40 ore. Adesso i ricorsi potrebbero aumentare, con risarcimenti fino a mille euro al mese.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha dichiarato che il problema è più serio di quello che sembra. Infatti, i docenti di sostegno che attualmente mancano sono “più di 70mila e addirittura i 50mila utilizzati sono chiamati come precari. Viviamo dunque in un limbo, non è garantito il diritto allo studio dei nostri studenti disabili. Le famiglie possono e devono ricorrere: Anief ha attivato, come ogni anno, il ricorso Sostegno, non un’ora di meno!; il giudice sicuramente darà ragione a loro, risarcendoli e assegnando il monte ore che spetta allo studente diversamente abile”.

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Il diritto di opporsi di Bryan Stevenson

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 dicembre 2019

In libreria dal 30 gennaio. Il libro da cui è stato tratto il film Il diritto di opporsi, con Jamie Foxx e Michael B. Jordan, a fine gennaio 2020 nei cinema in Italia. Un’indimenticabile storia vera sul potere della pietà da parte di uno degli avvocati più influenti al mondo. Un resoconto indimenticabile della formazione di un giovane avvocato idealista, una finestra sulla vita di coloro che ha difeso e uno stimolante ragionamento sulla compassione necessaria a perseguire la vera giustizia. «Nessun avvocato, dopo Atticus Finch, ha fatto una tale differenza nel Sud degli Stati Uniti… Il diritto di opporsi è la sua potente storia». John Grisham. Fazi editore

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La Scala inaugura la practice di diritto amministrativo: entra Pierluigi Giammaria

Posted by fidest press agency su sabato, 26 ottobre 2019

La Scala Società tra Avvocati inaugura la practice di diritto amministrativo con Pierluigi Giammaria. L’ingresso dell’Avvocato Giammaria, esperto in diritto pubblico dell’economia, rafforza tutta l’area imprese di La Scala. Pierluigi Giammaria ha maturato numerose esperienze nella consulenza e nella gestione di contenziosi – anche arbitrali – su contratti pubblici e privati e sul corporate pubblico, misto e privato, sviluppando specifiche competenze su appalti e contratti pubblici in genere, su partenariato pubblico privato, project finance e concessioni, oltre che su ambiente, edilizia e urbanistica. Esperto amministrativista, ha da ultimo collaborato a diverse opere di commento (UTET, IPSOA e “Nel Diritto”) sul codice degli appalti dopo la sua entrata in vigore. Dal 2019 è consulente del Dipe (Dipartimento programmazione economica) presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in qualità di esperto Nars (Nucleo consulenza attuazione linee guida regolazione pubblici servizi).Giammaria lavorerà dagli uffici di Roma ed entrerà in La Scala in qualità di of Counsel.Il rafforzamento dell’area guidata dal senior partner Giuseppe La Scala rappresenta un ulteriore passo nella crescita di La Scala Società tra Avvocati che mira a fornire una consulenza legale completa alle imprese, soprattutto alle PMI, che costituiscono il tessuto imprenditoriale prevalente nel nostro Paese, sia nell’attività ordinaria che nelle operazioni straordinarie.
Giuseppe La Scala, senior partner di La Scala Società tra Avvocati, ha dichiarato: “Il processo di potenziamento dello Studio è destinato a proseguire ancora e questo è solo il primo di una serie di passi che vedranno un vero e proprio “ripensamento” dell’ Area Imprese dello Studio. Ciò anche per cogliere in modo innovativo le opportunità offerte dal nuovo mercato degli UTP e della loro gestione. La practice di diritto amministrativo completa e integra le nostra offerta professionale dello Studio. E il fronte del diritto pubblico dell’economia si inserisce appieno nella nostra strategia di crescita dei servizi dedicati ai nostri clienti e, in special modo, alle PMI”.
Fondato nel 1991, La Scala offre ai propri clienti, da oltre venticinque anni, una gamma completa e integrata di servizi legali. Tra i primi studi legali nel contenzioso bancario e fallimentare, è oggi leader riconosciuto nei servizi di recupero crediti giudiziale. E’ inoltre attivo nei servizi professionali dedicati alle imprese, nonché nel diritto civile e di famiglia.Dopo la sede principale di Milano, nel corso degli anni sono state aperte le altre sedi di Roma, Torino, Bologna, Vicenza, Padova, Ancona e una seconda sede a Milano.Oggi La Scala comprende circa 200 professionisti e uno staff di oltre 100 persone, e assiste stabilmente tutti i principali gruppi bancari italiani, numerose imprese industriali e commerciali, importanti istituzioni finanziarie.

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Gli infermieri rivendicano il diritto al futuro del Servizio sanitario nazionale e della professione

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 ottobre 2019

Cosa vogliono gli infermieri? “Il diritto al futuro di un’assistenza accessibile, equa, sicura, universale e solidale – è scritto chiaro nella mozione – senza accettare più prese di posizione, deroghe o tempi di attesa con l’unico effetto di rimanere ancorati a un immobilismo pericoloso per l’assistenza e i diritti dei cittadini”.E proprio per questo i 450.000 infermieri considereranno come banchi di prova delle Istituzioni e della politica il Nuovo Patto per la Salute, la prossima Legge di Bilancio, e tutte le mozioni-provvedimenti legislativi e gli Accordi-Intese tra Stato e Regioni in corso di esame in Parlamento e in Conferenza Stato Regioni.“Solo questo – affermano – darà la vera misura della volontà di tutelare il nostro Servizio Sanitario Pubblico e di sostenere i diritti dei pazienti. Solo questo darà la misura della capacità di Governo e di attenzione al tema dell’effettività dei diritti dei pazienti”.Per ottenere il risultato “il Consiglio nazionale FNOPI chiede ufficialmente ai ministri competenti, quello della Salute in prima battuta e alle Regioni, che si affronti in tempi brevi questo tema in modo strutturato, attingendo alle evidenze e sottraendolo alla strumentalizzazione politica. I presidenti danno inoltre mandato alla presidenza della Federazione di rappresentarli ai tavoli di analisi e discussione, multi-istituzionali e anche multi-professionali, per giungere a un’organizzazione condivisa e reale dei servizi e dell’assistenza che non sia la facciata di un palazzo vuoto di contenuti innovativi e solo pieno di vecchi ricordi di un’attività ormai lontana dai bisogni reali, ma la base per costruzione di un nuovo e più efficiente modello di Servizio sanitario nazionale”. È una reazione decisa e determinata quella dei vertici delle professioni infermieristiche – infermieri e infermieri pediatrici – che rappresentano oltre 450mila iscritti, dei quali 270mila dipendenti del Ssn e oltre 115mila tra liberi professionisti e dipendenti di strutture assistenziali private che garantiscono ogni giorno l’assistenza ai bisogni di salute dei cittadini, soprattutto (ma non solo) ai più fragili (cronici, anziani, non autosufficienti, terminali ecc.).E lancia un preciso messaggio dopo lo stato di tensione interprofessionale che si è venuto a creare nelle ultime settimane/giorni, che invece di far avanzare il Servizio sanitario nazionale e i diritti dei pazienti, corre il serio rischio di attuare una regressione culturale dei rapporti tra professioni e delle politiche sanitarie pubbliche: “o si cambia, con coraggio e responsabilità, o si danneggia inesorabilmente il Servizio sanitario nazionale e non si va incontro ai reali bisogni dei cittadini”.L’obiettivo di tutte le professioni sanitarie, si legge nella mozione, deve essere dare ai cittadini ciò di cui hanno veramente bisogno, disegnando i nuovi modelli basati su ciò che deve necessariamente venire anche dopo la diagnosi e la terapia: l’assistenza continua e la continuità tra ospedale e territorio, fino al domicilio del paziente. E il presupposto di tutto è e deve essere che i processi vanno costruiti insieme mettendo a disposizione il proprio sapere, quello di ogni disciplina.
In questo senso, sostengono i rappresentanti della professione, mettere in dubbio modelli ormai internazionalmente riconosciuti nel mondo e anche dai nostri maggiori partner europei utilizzando e confondendo definizioni come task shifting, che riguardano tutte le professioni, crea confusione e destabilizzazione nel prezioso rapporto con i cittadini e con gli assistiti che tutte le professioni devono avere secondo le proprie caratteristiche.“L’obiettivo della professione infermieristica – si legge ancora nella mozione – non è altro che quello di rendere coerente l’esercizio professionale con le competenze acquisite costantemente nel corso degli anni, grazie ad uno specifico percorso di studi molto rigoroso e robusto, e in continua evoluzione.Non c’è alcun esproprio di professionalità o invasione di competenze altrui – sottolineano i 102 presidenti degli Ordini e il Comitato centrale della Federazione – atti questi che non devono essere nel pensiero di nessuno: nessun professionista vuole fare il lavoro di altri, nessun professionista che ha scelto una disciplina intende confonderla con quelle di altri”.
Non sostenere questo percorso vuol dire sprecare risorse e competenze secondo la mozione, negare lo sviluppo, l’innovazione e il cambiamento di cui ha bisogno il Ssn per allinearlo e metterlo in grado di rispondere di più e meglio alle nuove sfide, ai nuovi bisogni delle comunità. Vuol dire anche negare lo sviluppo che da oltre 25 anni ha caratterizzato nel settore dell’assistenza, la professione infermieristica: dalle lauree ai master di primo e secondo livello, dai dottorati di ricerca alla docenza universitaria, dalla dirigenza alla responsabilità assistenziale dei pazienti, a partire dai servizi di emergenza-urgenza fino all’assistenza domiciliare e terminale.

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“La formazione efficace come diritto della persona”

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 settembre 2019

In Italia oltre un milione di posti di lavoro (una posizione su quattro) restano scoperti per difficoltà a reperire la persona adatta. Basta questo dato (dall’Indagine Excelsior – Unioncamere e Anpal, 2019) per definire la situazione uno scandalo, come ha fatto ieri Pietro Ichino al convegno organizzato da Inaz “La formazione efficace come diritto della persona”. Ciò che non funziona nel nostro Paese sono proprio orientamento e formazione: «Eppure, in un mondo in cui tutto cambia a una velocità impressionante – sottolinea Linda Gilli, presidente e amministratore delegato di Inaz – la formazione, che deve essere permanente, funziona come fondamentale fattore di protezione per il mondo del lavoro. Le imprese devono considerarla un investimento fondamentale, mentre i lavoratori stessi non devono sentirsi mai “arrivati”, ma devono essere sempre pronti ad accrescere le proprie competenze». In Italia solo un diplomato su tre delle scuole tecniche, a due anni dal diploma, fa un lavoro coerente con quanto studiato (Eduscopio, 2018). Secondo Pietro Ichino, che ha fotografato ritardi e mancanze del nostro sistema assieme a Osservatorio Imprese Lavoro Inaz, «In Italia mancano i servizi indispensabili per un passaggio facile dalla scuola al lavoro, dall’orientamento al monitoraggio del tasso di coerenza tra formazione impartita e sbocchi occupazionali effettivi, con un gravissimo pregiudizio che pesa sulle attività manuali». Come affrontare il problema? Sempre Ichino ha indicato un’azione da realizzare subito, cioè monitoraggio e misurazione dell’efficacia della formazione, incrociando e confrontando dati oggi frammentati e sparsi. «Un sistema che si è tentato di realizzare con un progetto del 2015 poi bloccato con la bocciatura della riforma costituzionale del 2016 – spiega Ichino – e che tuttavia potrebbe essere riattivato oggi a partire dalle Regioni». Fondamentale poi confrontare esperienze reali (come hanno fatto – coordinati dall’economista Marco Vitale – Alberto Grando che ha parlato dell’esempio tedesco e Vincenzo Barbaro che ha illustrato il caso Sicilia) e conoscere bene il quadro legislativo, spiegato al convegno dall’esperta di Diritto del Lavoro Paola Tradati. Mentre lo Stato dimostra una grave lentezza nell’adottare soluzioni efficaci, il mondo imprenditoriale sperimenta da sé nuove soluzioni. Alla tavola rotonda con le testimonianze di Ali Reza Arabnia (Geico), Emidio Zorzella (Antares Vision) e Luca Altieri (IBM Italia), Linda Gilli ha portato gli esempi concreti di Inaz, società IT specializzata in soluzioni per il mondo HR, che è alla ricerca di figure difficili da reperire nel mercato del lavoro: consulenti applicativi software, sviluppatori, esperti di elaborazione paghe. «Tutte professionalità che scuola e università non formano specificamente per il nostro settore, quello dell’amministrazione e gestione del personale – spiega Gilli – e che quindi abbiamo deciso di formare noi direttamente. Avviando sinergie con le scuole per contattare i ragazzi già in quarta e quinta superiore, offrendo percorsi mirati con la nostra Academy e stage finalizzati all’assunzione, e prevedendo affiancamento e formazione interna permanente in modo da coltivare e accrescere le competenze». Proseguendo, Gilli ha incluso nel suo intervento una nota positiva: «È vero che le aziende vorrebbero trovarsi persone già preparate da inserire velocemente; ma è anche vero che formarle “in casa” può essere un vantaggio, perché il processo di affiancamento arricchisce sia i nuovi entrati, sia i senior, che si scambiano vicendevolmente competenze e idee. Perché abbiamo parlato di formazione come diritto soggettivo della persona, ma è indispensabile anche un’altra cosa: il desiderio di migliorarsi e crescere». Ha concluso il convegno Marco Vitale, collegando i temi trattati al contesto socioeconomico e ricordando che «In tante scelte importanti sono coinvolte anche la politica, le istituzioni e, non ultimi, i cittadini e le famiglie»

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Vivere l’infanzia: un diritto negato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 giugno 2019

Vivere l’infanzia che meritano oggi è un diritto negato per 690 milioni di minori, quasi 1 su 3 al mondo. Bambine e bambini che muoiono troppo presto a causa di malattie facilmente curabili e prevenibili, che non hanno cibo adeguato per vincere la malnutrizione, che non possono studiare e andare a scuola, che sono costretti a lavorare o a sposarsi precocemente. Un quadro che si fa ancor più cupo nei paesi sferzati dai conflitti, dove in un solo anno 53.000 bambini hanno perso la vita in seguito alle violenze.
La Repubblica Centrafricana è il Paese al mondo dove le condizioni di vita per i bambini sono le peggiori; a seguire Niger e Ciad, con 10 Stati africani, di cui 6 colpiti da conflitti, ad occupare gli ultimi dieci posti della classifica dei Paesi dove l’infanzia incontra le condizioni migliori (1), stilata per il terzo anno consecutivo da Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Sul versante opposto, il primato dei Paesi più a misura di bambino spetta a Singapore, seguito da Svezia e Finlandia, con l’Italia all’ottavo posto in graduatoria, in linea con lo scorso anno, peggio solo di Irlanda, Germania, Slovenia e Norvegia, oltre che dei tre sul podio, sebbene nel nostro Paese oggi si contino 1,2 milioni di minori in povertà assoluta. “Rispetto al passato, le condizioni di vita dei bambini, in tutto il pianeta, stanno facendo registrare miglioramenti enormi: si tratta di una notizia importantissima, che dimostra chiaramente che quando si intraprendono i passi giusti e si mettono in campo le azioni necessarie si possono ottenere risultati straordinari per assicurare un futuro a milioni di minori, anche nei Paesi più poveri e nei contesti più complicati. Tuttavia, il lavoro è tutt’altro che compiuto perché sono ancora troppi i bambini che continuano a essere privati dell’infanzia che meritano e che soffrono terribilmente a causa di guerre, povertà, cambiamenti climatici. Per questo è fondamentale che i leader mondiali, che nel 2015 si sono impegnati a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile entro il 2030, facciano ancora di più e mettano in campo ogni sforzo possibile perché nessun bambino al mondo venga più lasciato indietro”, ha affermato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children.
Rispetto a 20 anni fa, emerge dal nuovo rapporto di Save the Children, si registrano 4,4 milioni di morti infantili all’anno in meno; il numero di bambini colpiti dalla malnutrizione è sceso di 49 milioni; si contano 115 milioni di bambini in meno tagliati fuori dall’educazione e 94 milioni in meno coinvolti in varie forme di lavoro minorile.
La cattiva notizia: sempre più bambini soffrono a causa dei conflitti.

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Sanità: Difendere il diritto alla salute dei cittadini

Posted by fidest press agency su domenica, 28 aprile 2019

“La Lega lavorerà in Europa per difendere il diritto alla salute dei cittadini e per fornire alla Regione Lazio, evidentemente in sofferenza, e alle altre regioni gli strumenti utili per poter risolvere il problema dei tempi infiniti delle liste di attesa negli ospedali, vero punto debole del nostro sistema sanitario nazionale”. E’ quanto dichiara Luisa Regimenti, responsabile Sanità per la Lega nel Lazio e candidata alle europee nella circoscrizione Italia centrale, commentando notizie di cronaca romana che fanno emergere criticità nell’accesso alle prestazioni sanitarie.
“I cittadini sono costretti ad attendere fino a otto mesi per sottoporsi a un semplice esame specialistico. La situazione è drammatica, ed è grave la responsabilità gestionale da parte dell’amministrazione regionale. Così, chi nella sanità pubblica incontra ostacoli, si sposta in quella privata. Ovviamente solo se economicamente può permetterselo. Un turismo sanitario indegno di un Paese civile. La recente indagine europea Euro Index Consumer Health 2018 (EHCI) sui sistemi sanitari europei colloca l’Italia al 20° posto su 35, con le maggiori criticità del Paese per le Regioni del centro-sud dovute proprio alle lunghe liste d’attesa. Abbiamo professionisti qualificati e ricercatori promettenti, ma la gestione della sanità deve necessariamente migliorare.

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Diritto alla Pace e Diritto ad un Ambiente sano per una Economia di Pace

Posted by fidest press agency su sabato, 27 aprile 2019

Roma, martedì 30 Aprile 2019 ore 9.30- 13.30 CESV, Via Liberiana n.17. Le donne della WILPF Italia, come tutte le wilpfers nel mondo, si impegnano a rilanciare con forza la consapevolezza collettiva dell’urgente necessità planetaria di una Economia di Pace, come unica strada per garantire un futuro all’umanità, ora sotto minaccia di un modello di sviluppo predatorio, iniquo, alimentatore di continue guerre e disastri ambientali.
“La distruzione ambientale e l’ecocidio sono entrambi cause e conseguenze di conflitti e forse il più grande pericolo che dobbiamo affrontare nel mondo moderno” (WILPF, Manifesto 2015).Centrale sarà la riflessione su due imprescindibili diritti dell’Umanità: Diritto alla Pace e Diritto all’Ambiente, la cui stretta interconnessione impone all’economia di cambiare rotta, spostando le risorse – finanziarie, umane, culturali e scientifiche – dagli armamenti e la guerra al sociale e alla tutela e salvaguardia dell’ambiente naturale.
WILPF Italia invita le associazioni ambientaliste e pacifiste a iniziare un percorso di dialogo sulle tematiche proposte per ritessere progettualità comuni miranti a costruire una comune “rode map”. L’obiettivo è una rinnovata convergenza eco-pacifista, capace di promuovere mobilitazione sociale e pressione sulla sfera politica, affinché sia realmente garante dei beni comuni da tutelare e preservare per la “collettività dei viventi”, come scritto nella Carta della Terra del 1992.

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