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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 18

Posts Tagged ‘diritto’

Il PE approva la legge sulla condizionalità dello Stato di diritto

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

Bruxelles. Secondo il nuovo regolamento, i pagamenti del bilancio dell’UE possono essere sospesi per i Paesi UE in cui sono state accertate violazioni dello Stato di diritto che compromettono la gestione dei fondi UE. Allo stesso tempo, l’UE garantirà che i beneficiari finali non finiscano per pagarne il conto.”L’UE non è un’istituzione à la carte, dove si possono mantenere i propri diritti ma non si rispettano i propri obblighi. È una comunità basata su valori comuni che gli Stati membri e i cittadini devono sostenere. Il meccanismo che lega il bilancio dell’Ue al rispetto dello Stato di diritto adottato oggi è un risultato importante per il Parlamento”, ha detto l’altra relatrice Eider Gardiazabal Rubial (S&D, ES). “Il Parlamento europeo ha fatto in modo che le sanzioni di bilancio previste da questo regolamento siano rivolte direttamente ai trasgressori e non ai beneficiari finali. Studenti, ricercatori, aziende e ONG non saranno colpiti, poiché abbiamo inserito una rete di sicurezza per proteggerli”, ha concluso.Dopo aver accertato l’avvenuta violazione, la Commissione proporrà l’attivazione del meccanismo di condizionalità nei confronti di un governo UE e, successivamente, taglierà o congelerà i pagamenti a quello Stato membro dal bilancio europeo.Il Consiglio disporrà quindi di un mese di tempo per votare sulle misure proposte dalla Commissione (o tre mesi in casi eccezionali), a maggioranza qualificata.I deputati sono riusciti ad accorciare i tempi per l’adozione delle misure contro uno Stato membro nel caso di rischi di violazione dello Stato di diritto, ad un massimo di 7-9 mesi (piuttosto che da 12 a 13 mesi).La nuova legge non si applica solo quando i fondi UE vengono utilizzati direttamente in modo improprio, come nei casi di corruzione o frode, ma anche alle violazioni sistemiche dei valori fondamentali che tutti gli Stati membri devono rispettare, come la democrazia o l’indipendenza del potere giudiziario, quando tali violazioni riguardano – o rischiano di riguardare – la gestione dei fondi UE.

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Parlamento europeo: il meccanismo su Stato di diritto si applica dal 1° gennaio

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2020

Bruxelles. In una risoluzione sul pacchetto UE per la ripresa, i deputati contestano la dichiarazione del Consiglio europeo di sospendere il meccanismo sullo Stato di diritto in attesa della Corte. La regola dell’unanimità al Consiglio è obsoleta e controproducenteUna risoluzione sul quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027, l’accordo interistituzionale sulle risorse proprie, lo strumento di ripresa dell’UE e il regolamento sullo stato di diritto è stata adottata con 496 voti a favore, 134 contrari e 65 astensioni. Il Parlamento accoglie con favore gli accordi politici sul pacchetto di bilancio a lungo termine, che include il nuovo meccanismo dello Stato di diritto, e ricorda la sua “importanza storica”. La condizionalità dello Stato di diritto deve essere pienamente applicabile dal 1° gennaioTuttavia, le conclusioni del Consiglio europeo dell’11 dicembre, secondo le quali la Commissione non dovrebbe applicare il meccanismo sullo Stato di diritto fino a quando la Corte di giustizia UE non avrà deciso se annullare o meno lo strumento, sono “superflue”. L’accordo tra il Parlamento europeo e il Consiglio stabilisce chiaramente che si applicherà a partire dal 1° gennaio, sottolineano i deputati.Secondo i trattati dell’UE, il Consiglio europeo “non esercita funzioni legislative”. I deputati ritengono pertanto che qualsiasi dichiarazione politica del Consiglio europeo non può essere considerata un’interpretazione della legislazione. La Commissione è completamente indipendente e le conclusioni del Consiglio europeo “non possono essere rese vincolanti per la Commissione in sede di applicazione degli atti giuridici”.Ritardi inutili per il pacchetto di finanziamento dell’UE dovuti alla regola dell’unanimità Il Parlamento si rammarica vivamente del fatto che il requisito dell’unanimità in seno al Consiglio abbia indebitamente ritardato l’adozione della decisione sul QFP e sulle risorse proprie, tra le altre cose. La prossima Conferenza sul futuro dell’Europa dovrebbe lavorare per superare questi ostacoli.

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Il Parlamento vuole garantire il “diritto alla riparazione” ai consumatori UE

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Bruxelles. La risoluzione non legislativa su un mercato unico più sostenibile è stata approvata, mercoledì, con 395 voti favorevoli, 94 voti contrari e 207 astensioni.I deputati invitano la Commissione ad assicurare ai consumatori il “diritto alla riparazione” rendendo le riparazioni più accessibili, sistematiche e vantaggiose, ad esempio estendendo la garanzia sulle parti di ricambio o garantendo un migliore accesso alle informazioni su riparazione e manutenzione.Esortano poi a sostenere maggiormente il mercato dei prodotti di seconda mano, incoraggiano la produzione sostenibile e chiedono misure per contrastare le pratiche volte a ridurre la durata dei prodotti. I deputati tornano a chiedere un caricabatterie universale per ridurre i rifiuti elettronici e vogliono l’etichettatura dei prodotti in base alla loro vita utile (ad esempio un contatore degli utilizzi e informazioni chiare sulla durata media di un prodotto).Per incoraggiare scelte sostenibili da parte delle imprese e dei consumatori, il Parlamento insiste su appalti pubblici più sostenibili e su marketing e pubblicità responsabili. Nella pubblicità, ad esempio, sarebbe opportuno applicare criteri comuni per definire l’eco-compatibilità dei prodotti, in maniera simile a quanto avviene con la certificazione del marchio di qualità ecologica. La risoluzione invita anche a rafforzare il ruolo del marchio Ecolabel-UE, in modo da diffonderne l’utilizzo nel settore e sensibilizzare i consumatori.Il testo approvato presenta infine nuove regole per la gestione dei rifiuti e la rimozione degli ostacoli giuridici che impediscono la riparazione, la rivendita e il riutilizzo dei prodotti, a beneficio peraltro del mercato delle materie prime secondarie.Il relatore David Cormand (Verdi/ALE, FR), ha dichiarato: “È giunto il momento di utilizzare gli obiettivi del Green Deal come fondamento di un mercato unico che promuova la concezione di prodotti e servizi durevoli. Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo bisogno di una serie completa di regole che agevolino decisioni chiare e semplici anziché modifiche tecniche che mancano di coraggio politico e che confondono sia i consumatori che le imprese. Con l’adozione di questa relazione, il Parlamento europeo ha inviato un messaggio chiaro: etichettatura obbligatoria armonizzata che indichi la durabilità e lotta all’obsolescenza precoce a livello europeo sono le vie da seguire”.

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Scuola: Diritto allo sciopero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

Passa la linea dell’ANIEF al tavolo delle trattative sull’accordo per regolamentare il diritto allo sciopero tra Aran e sindacati rappresentativi nel comparto Istruzione e ricerca. In questi mesi ANIEF aveva protestato con veemenza contro l’intenzione di rendere obbligatoria anche per i docenti la presenza nel contingente minimo obbligato a prestare servizio in occasione degli scioperi.Sul punto il sindacato aveva evidenziato come una simile scelta portasse, in realtà, a un’inaccettabile variazione dello status di docente, ridotto in occasione degli scioperi a mero controllore degli studenti e costretto a una presenza a scuola slegata da qualsiasi esigenza didattica ed educativa. Ricordiamo, infatti, che in occasione di uno sciopero non è possibile sostituire un docente che aderisce all’astensione se non per sole esigenze di sorveglianza, per non incorrere in attività antisindacale.“Abbiamo ribadito con forza – spiega Marco Giordano – che le presunta compromissione del diritto allo studio a causa degli scioperi, che veniva avanzata come motivazione dell’estensione ai docenti della precettazione, non trovasse in realtà riscontro nei dati che, non a caso, a fronte delle nostre reiterate richieste non sono mai stati forniti. Evidentemente avevamo ragione nel dire che, ad oggi, il diritto di sciopero dei lavoratori della scuola non ha mai prevaricato quello degli studenti all’istruzione”.Il nuovo testo prevede l’istituzione di una Commissione composta dall’Aran e dai sindacati rappresentativi che potrà valutare i dati che emergeranno dal monitoraggio sugli scioperi avviato quest’anno dal Ministero dell’istruzione. La nuova bozza di accordo presenta, tuttavia, ancora alcune criticità e diversi nodi che per ANIEF vanno al più presto sciolti. Tra questi, la previsione di un protocollo d’intesa sui contingenti minimi che oggi contempla il coinvolgimento di dirigenti scolastici e sindacati rappresentativi di comparto ma non della RSU.Da rivedere, per ANIEF, anche la percentuale minima di didattica che dovrà essere assicurata a ogni classe, attualmente fissata al 95% dell’orario complessivo, una quota troppo alta che rischia di sovrapporsi ai massimali individuali previsti (40 ore equivalenti a 8 giorni per anno scolastico nelle scuole dell’infanzia e alla primaria, 60 ore pari a 12 giorni per anno scolastico nella scuola secondaria di primo e secondo grado).Altro punto su cui ANIEF chiede modifiche è quello delle cosiddette franchigie, ovvero dei periodi in cui non è possibile proclamare un’azione di sciopero. Su questo la bozza di accordo prevede che non sia possibile scioperare nei cinque giorni successivi al 1° settembre e nei primi cinque dopo la ripresa delle attività didattiche dopo la pausa natalizia o pasquale. ANIEF ricorda che lo sciopero ha la sua ragion d’essere nelle rivendicazioni dei lavoratori e che non prevede retribuzione per chi vi aderisce, elemento quest’ultimo che rende superflua qualsiasi norma che lasci intendere surrettiziamente che lo sciopero possa essere confuso con un prolungamento delle vacanze.

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“Le cure palliative: un diritto a non soffrire”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

Parma Si terrà mercoledì 18 novembre, alle 16.30, in modalità online su piattaforma Teams, il prossimo evento organizzato dal Centro Universitario di Bioetica dell’Università di Parma. Ospite dell’incontro sarà Luciano Orsi, medico palliativista e Vicepresidente della Società Italiana di Cure Palliative (SICP), che terrà la seconda lettura magistrale dell’edizione a.a. 2020/2021, sul tema “Le cure palliative: un diritto a non soffrire”. A introdurre sarà Antonio D’Aloia, Direttore dello stesso Centro Universitario di Bioetica.Sul sito dell’Università di Parma il link per accedere alla videoconferenza.

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Condizionalità dello Stato di diritto: gli eurodeputati raggiungono un accordo con il Consiglio

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

I Paesi dell’UE che non rispettano lo stato di diritto potrebbero perdere l’accesso ai fondi dell’UE, secondo un accordo provvisorio raggiunto giovedì tra Parlamento e Consiglio. “L’accordo di oggi è un passo importante verso la protezione dei valori dell’UE. Per la prima volta, abbiamo istituito un meccanismo che permette all’UE di fermare il finanziamento ai governi che non rispettano i nostri valori come lo stato di diritto”, ha detto il co-relatore dell’accordo Petri Sarvamaa (PPE, Finlandia) dopo la conclusione dei negoziati.”Per noi era fondamentale che i beneficiari finali non venissero puniti per gli errori dei loro governi e che continuassero a ricevere i fondi promessi e su cui contavano, anche dopo l’attivazione del meccanismo di condizionalità. Possiamo dire con orgoglio che abbiamo sviluppato un sistema solido che garantirà la loro protezione”, ha detto la co-relatrice Eider Gardiazabal Rubial (S&D, Spagna).”Non siamo scesi a compromessi sui valori: abbiamo fatto in modo che lo Stato di diritto sia considerato uno dei valori dell’UE sanciti dai trattati, come l’indipendenza della magistratura. Ogni violazione dello stato di diritto sarà considerata dal meccanismo: dalle singole violazioni a quelle sistemiche o ricorrenti per le quali finora non è esistito alcun meccanismo”, ha aggiunto Sarvamaa.”I cittadini europei si aspettano da noi che l’erogazione dei fondi dell’UE sia subordinata al rispetto dello Stato di diritto. Questo è esattamente ciò che fa il meccanismo concordato oggi”, ha concluso Rubial.Gli eurodeputati sono riusciti a garantire che la nuova legge non si applichi solo quando i fondi dell’UE sono direttamente utilizzati in modo improprio, come nei casi di corruzione o frode. Si applicherà anche agli aspetti sistemici legati ai valori fondamentali dell’UE che tutti gli Stati membri devono rispettare, come la libertà, la democrazia, l’uguaglianza e il rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle minoranze.I negoziatori del Parlamento hanno inoltre insistito sul fatto che la frode e l’evasione fiscale dovrebbero rientrare nel meccanismo, includendo sia i casi individuali che le situazioni generalizzate e ricorrenti. Inoltre sono riusciti a ottenere un articolo specifico che chiarisce la possibile portata delle violazioni elencando esempi di casi, come minacce all’indipendenza della magistratura, mancata correzione di decisioni arbitrarie o illegali e limitazione dei rimedi giuridici.Gli eurodeputati sono riusciti a mantenere un importante aspetto preventivo per il meccanismo: tale meccanismo non solo può essere attivato se una violazione colpisce direttamente il bilancio, ma anche quando c’è un serio rischio che lo faccia: così facendo il meccanismo potrà prevenire situazioni in cui i fondi dell’UE potrebbero finanziare azioni in conflitto con i valori dell’UE stessa.Per garantire che i beneficiari finali che dipendono dagli aiuti dell’UE – come gli studenti, gli agricoltori o le ONG – non siano penalizzati a causa delle azioni dei loro governi, gli eurodeputati hanno insistito sulla possibilità di presentare un reclamo alla Commissione attraverso una piattaforma web, che li aiuterà a garantire che ricevano gli importi dovuti. La Commissione potrà inoltre effettuare una correzione finanziaria riducendo la prossima rata di aiuti UE al paese interessato. Gli eurodeputati sono riusciti a ridurre il tempo a disposizione delle istituzioni dell’UE per adottare misure contro uno Stato membro, se vengono individuati rischi di violazione dello Stato di diritto, a un massimo di 7-9 mesi (invece di 12-13 mesi come originariamente richiesto dal Consiglio).La Commissione, dopo aver accertato l’esistenza di una violazione, proporrà di attivare il meccanismo di condizionalità contro un governo dell’UE. Il Consiglio avrà quindi un mese di tempo per adottare le misure proposte (o tre mesi in casi eccezionali) a maggioranza qualificata. La Commissione si avvarrà del suo diritto di convocare il Consiglio per garantire il rispetto della scadenza.Il compromesso concordato deve ora essere formalmente adottato dal Parlamento e dai ministri dell’UE.

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Sondaggio: fondi UE e Stato di diritto, il 77% vuole che siano collegati

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

Bruxelles. La maggioranza dei cittadini UE sostiene che ci sia bisogno di un bilancio UE più ampio per superare la pandemia. Le priorità sono salute pubblica, ripresa e cambiamento climatico.In un recente sondaggio commissionato dal Parlamento europeo e condotto all’inizio di ottobre 2020, quasi otto intervistati su dieci (77%, in Italia l’81%) sostengono che l’UE dovrebbe fornire fondi ai Paesi UE solo a condizione che il governo nazionale rispetti lo stato di diritto e i principi democratici. Almeno sette intervistati su dieci concordano con questa affermazione in 26 Paesi dell’UE. La maggioranza assoluta degli europei continua a chiedere un bilancio UE più ampio per combattere la crisi COVID-19 Il 54% degli intervistati ritiene che l’UE dovrebbe disporre di maggiori mezzi finanziari per poter affrontare le conseguenze della pandemia di coronavirus. In 20 Paesi UE, la maggioranza degli intervistati è d’accordo con questa affermazione, in 14 Paesi, la maggioranza assoluta degli intervistati è a favore di un bilancio UE più ampio. In Italia, si è espresso a favore il 64% degli intervistati.Alla domanda su quali siano i settori politici per cui tale bilancio UE più ampio dovrebbe essere speso, più della metà degli intervistati (54%) afferma che la salute pubblica dovrebbe essere una priorità (55% per l’Italia), seguita dalla ripresa economica e da nuove opportunità per le imprese (42%), dal cambiamento climatico e dalla protezione dell’ambiente (37%), e dall’occupazione e dagli affari sociali (35%). A livello europeo, il cambiamento climatico e l’ambiente hanno sostituito l’occupazione tra le 3 principali priorità di spesa rispetto all’ultima indagine condotta nel giugno 2020. La salute pubblica è la principale priorità di spesa per gli intervistati in 18 Paesi. Estonia, Lettonia e Repubblica Ceca hanno dato la priorità alla ripresa economica, mentre in Austria, Danimarca e Germania i cittadini sono stati i più favorevoli alla lotta contro il cambiamento climatico. In Croazia, Slovacchia e Finlandia gli intervistati hanno messo l’occupazione e gli affari sociali al primo posto tra le priorità di spesa.Il 39% degli intervistati afferma che la crisi COVID-19 ha già avuto un impatto sul loro reddito personale, mentre un ulteriore 27% si aspetta un tale scenario in futuro. Solo il 27% degli intervistati non si aspetta nessun impatto sul proprio reddito. Mentre, in 20 Paesi la maggior parte degli intervistati afferma che la crisi ha già avuto un impatto sulla loro situazione finanziaria. In Italia, il 46% ha già avvertito l’impatto della crisi, mentre il 30% si aspetta che ciò succeda in futuro. Due terzi degli intervistati (66%) concordano sul fatto che l’UE dovrebbe avere maggiori competenze per affrontare crisi come la pandemia di coronavirus. Solo un quarto (25%) non è d’accordo con questa affermazione. Questi risultati sono coerenti con i risultati dei precedenti sondaggi condotti dal Parlamento europeo ad aprile e giugno 2020. In Italia, infatti, il numero dei favorevoli a maggiori competenze per l’UE è lo stesso del sondaggio di giugno, e cioè il 78%.

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Accesso a Internet: un nuovo diritto umano

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

Bruxelles 28 ottobre, alle ore 15:00 si svolgerà il terzo incontro virtuale del ciclo di dialoghi pubblici – Idee per un nuovo mondo – promossi dal Presidente del Parlamento europeo David Sassoli con filosofi, scrittori, economisti, esponenti della società civile europea, rappresentanti del mondo del lavoro. L’obiettivo di questi dialoghi è quello di ragionare insieme su una nuova immagine di Europa più utile e più vicina ai suoi cittadini in un momento che richiede immaginazione, azione e coraggio politico per abbandonare le ricette del passato e affrontare le sfide del presente con strumenti nuovi. Il titolo di questo terzo dialogo è “Accesso a Internet: un nuovo diritto umano” e si focalizzerà sull’accesso a Internet come nuovo diritto umano e sulla sfida dell’Unione Europea per fare della rete e dell’ambiente digitale un luogo democratico e di diritti, in grado di dare nuova forma ai modelli economici, dando voce e capacità decisionali ai cittadini.L’evento prevede un dialogo tra il Presidente del Parlamento David Sassoli, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e l’ex Presidente della Commissione Romano Prodi, con gli interventi di Sir Tim Berners-Lee e Simona Levi. Sir Tim Berners-Lee è l’inventore del World Wide Web, Direttore tecnico di Inrupt e co-fondatore de la World Wide Web Foundation, ovvero l’iniziativa che mira a promuovere il Web come bene pubblico a beneficio dell’umanità e come dritto fondamentale. Sir Tim è inoltre Co-Fondatore dell’Open Data Institute e fondatore del World Wide Web Consortium (W3C). Nel 2004 è stato nominato cavaliere da S.M. la Regina Elisabetta e nel 2007 è stato insignito dell’Ordine al Merito. Nel 2017 ha ricevuto il Premio ACM Turing, considerato il “Premio Nobel per l’Informatica”. Nel 2014 ha lanciato un appello pubblico per il riconoscimento dell’accesso a Internet come diritto umano fondamentale e nel 2019 ha lanciato il Contract for the Web, il primo piano d’azione globale per rendere il mondo online sicuro e un’opportunità per tutti.Simona Levi è un’attivista, insegnante e drammaturga. Nel 2008 ha fondato Xnet, progetto di riferimento a livello nazionale ed europeo presente su tutti i fronti dell’agenda politica della tecnologia nell’ultimo decennio, e le cui principali aree di azione sono i diritti nell’era digitale. Nel 2017, l’edizione nordamericana della rivista The Rolling Stone l’ha scelta come una delle 25 persone, tra attivisti, tecnologi e scienziati, che stanno definendo il futuro.

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Ad Alberobello quattro giorni di “Transizioni” tra medicina, etica e diritto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2020

Alberobello (Ba) Trullo Sovrano da giovedì 10 a domenica 13 settembre. Gli incontri si svolgeranno ad Alberobello (BA) nello spazio antistante il Trullo Sovrano, casa museo risalente al XVIII secolo, a partire dalle ore 19.30. L’è gratuito e si potrà accedere iscrivendosi all’indirizzo: infotransizioni@gmail.com. Ad anticipare e per presentare “Transizioni”, martedì 8 settembre alle ore 19.00, nella terrazza Belvedere, tra i luoghi più suggestivi di Alberobello, si terrà la conferenza stampa con la presenza di alcuni dei relatori e delle autorità istituzionali. Le nuove frontiere della medicina e del diritto”, è un progetto ideato dall’avvocato Michele Ficco, con il coordinamento scientifico del Prof. Giorgio Assennato e del Prof. Nicola Colaianni, Avv. Claudia Sportelli, Avv. Stefano Maria Sisto e organizzato da Rosario Sportelli.Questa importante quattro giorni di riflessione nasce dall’idea di realizzare una serie di incontri di approfondimento su tematiche attuali di bioetica legate ai cambiamenti sociali, culturali, tecnologici e ambientali, al fine di favorire la promozione di una corretta informazione, che vada oltre i messaggi della comunicazione mass mediale, su questioni che inevitabilmente hanno grande impatto nelle nostre vite.L’importanza degli argomenti e la possibilità di approfondire aspetti, che non sempre sono di facile accessibilità, ha portato all’individuazione di aree tematiche che saranno alla base dei singoli incontri e alla scelta di esperti del settore e di testimoni che, con il loro contributo, aiuteranno a capire le conseguenze dei cambianti in atto e ad acquisire le conoscenze necessarie per vivere da cittadini responsabili le sfide etiche del nostro tempo. Tra le tematiche individuate “innovazione tecnologica, diritto e scienza”, “ambiente e tutela della salute”, “i trattamenti di fine vita” e “prevenzione e vaccinazione ai tempi del Covid-19”.
“Transizioni – Le nuove frontiere della medicina e del diritto” è stata realizzata grazie al sostegno del Comune di Alberobello, dell’Ordine degli Avvocati di Bari e dello sponsor unico Woom Italia, ente accreditato della Regione Puglia che si occupa di formazione, servizi per il lavoro e le aziende. L’evento è inoltre patrocinato dalla Regione Puglia, dall’Università degli Studi di Bari, dall’Ordine dei Giornalisti della Puglia, dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Bari, dalla Asl Bari e dall’Ordine degli Avvocati di Bari che ha accreditato gli incontri ai fini della formazione dei suoi iscritti.
Per garantire una maggiore fruizione sarà possibile seguire l’evento in diretta su Facebook, dalla pagina dedicata all’evento e in cross-posting su quelle dei partner.

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Referendum: Garantire sicurezza dipendenti consolati e diritto al voto

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

“Da tempo ho sottolineato che ci sarebbero stati problemi per l’esercizio del voto all’estero in una situazione come quella attuale caratterizzata dalla pandemia con conseguenze per la sicurezza degli impiegati dei consolati che riceveranno i plichi elettorali con le schede votate. Sappiamo che ben 20 consolati sono stati chiusi a causa del covid e mi chiedo come si potrà garantire l’esercizio del voto ai nostri connazionali di quelle circoscrizioni consolari? Ed anche come garantire la sicurezza ai dipendenti dei consolati che avranno a che fare con le schede elettorali che potrebbero anche essere contaminate? Domande le cui risposte non sono rinviabili e chiedo, pertanto, al Ministero degli Affari Esteri quali misure urgenti intenda adottare per la salvaguardia di tutti. Lo ha dichiarato già da alcuni giorni fa l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Il diritto alle ferie al tempo del Covid-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

Al tempo del Covid-19, il lavoratore è libero di godersi le ferie spostandosi ovunque desideri? Il datore di lavoro ha l’onere di avvisare il personale dipendente circa i rischi per chi viaggia in determinati paesi affinché poi il lavoratore al rientro non rappresenti un pericolo per la salute e il luogo di lavoro? Sono queste alcune delle domande cui l’approfondimento della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro del 31 luglio 2020 “Il diritto alle ferie al tempo del Covid-19” risponde dopo aver analizzato il rapporto tra la condotta del lavoratore durante il periodo feriale e il diritto al licenziamento per giusta causa del datore di lavoro. Gli esperti, riepilogando le normative vigenti, operano un distinguo tra i paesi sottoposti a sorveglianza sanitaria e quelli da cui non è possibile rientrare in Italia, fornendo pratici format per le aziende, utili ad informare i propri dipendenti circa rischi e obblighi.

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Sassoli: “L’accesso alla rete deve essere riconosciuto come un nuovo diritto umano”

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2020

Estratti della lettera inviata dal Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, in risposta a Romano Prodi sull’importanza dell’accesso ad Internet per tutti. La versione integrale della lettera è stata pubblicata sul giornale La Repubblica.“Mai come in questi mesi di lockdown migliaia di persone in Europa e nel mondo hanno dovuto lavorare, studiare, acquistare cibo, comunicare con le persone care utilizzando una connessione Internet. Al tempo stesso, l’impossibilità di accesso alla rete, per ragioni geografiche, economiche o sociali, si è rivelata un pesante elemento di marginalizzazione.Per molti bambini non avere accesso a Internet ha significato in questi lunghi mesi vedersi negare il diritto fondamentale all’istruzione e alla conoscenza. Ma non solo. Per tante donne e uomini, l’impossibilità a connettersi ha prodotto mancanza di informazioni e messo a rischio la loro vita.Internet, così come lo conosciamo, si basa sul principio innovatore e profondamente democratico della neutralità della rete. Questo principio stabilisce che tutti i bit che circolano in Internet siano trattati allo stesso modo, senza discriminazioni. Non possono essere rallentati o avere priorità a seconda del potere d’acquisto di chi li emette o ne è destinatario. In questo momento l’Unione Europea è il principale attore globale che garantisce per legge questo principio così fondamentale della nostra epoca.Però non basta. Perché non sia fonte di disuguaglianza, è altrettanto necessario che l’accesso alla Rete si basi su regole di equità. Come nel caso dell’energia elettrica o di altri servizi considerati essenziali, l’impossibilità di accedere a Internet – il cosiddetto divario digitale – non ha soltanto impatto sul lavoro, l’impresa, lo sviluppo scientifico, sociale e culturale. Altrettanto forti sono gli effetti sulla vita quotidiana delle persone, negli aspetti anche intimi del loro benessere e della loro felicità.Il Covid19 ha reso palese qualcosa di già evidente: la digitalizzazione non aspetta. La questione non è se avverrà o meno, ma se sarà per tutti…É un inganno far credere che le persone non possano approfittare in modo equo e dignitoso di ciò che il digitale offre se non conoscono la sua tecnologia. Questo porta ad ingiustizie. Non si tratta di tempestare di apps gli utenti, finché diventino clienti fedeli o estenuati si ritraggano abbandonando l’uso di questi strumenti. Il punto è assicurare trasparenza, informazione in modo che ognuno abbia la capacità di capire e decidere. L’accesso alla rete come nuovo diritto umano. Il Parlamento europeo è pronto a questa sfida”.

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Strage di Bologna: Diritto alla conoscenza

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2020

“Sulla strage di Bologna, come su altri tragici eventi legati al terrorismo nazionale ed internazionale che hanno attraversato gli anni ’70 e ’80, esiste un diritto alla riservatezza da parte dello Stato per evidenti ragioni di sicurezza nazionale. Ma esiste anche un diritto alla conoscenza che riguarda la ricerca della verità che ci riguarda tutti. Gli anni ’80 sono stati quelli di Ustica, di Bologna ma anche della scomparsa in Libano dei due giornalisti Graziella De Paolo e Italo Toni, che anche su Bologna stavano indagando. Anni caratterizzati da una guerra civile strisciante sulla quale oggi è possibile fare luce anche grazie alla decretazione del segreto funzionale sancito oggi dalla presidenza del Senato. Per questo abbiamo promosso l’incontro di oggi che porta il titolo della denominazione dell’intergruppo parlamentare “La verità oltre il segreto”, affinché, a ormai quarant’anni dalla strage di Bologna, possano finalmente porsi le basi raggiungere la conoscenza della verità non solo su Bologna ma sul buio che per troppo tempo è calato su quella stagione che l’Italia, più di ogni altra nazione in Europa, ha pagato in termini di tributo di sangue. Ci auguriamo che il Presidente del Consiglio colga l’occasione del quarantennale della strage di Bologna per rispondere alla richiesta del Copasir di desecretare e quindi divulgare gli atti ancora classificati inerenti le stragi di quell’anno terribile ma anche l’assassinio di Aldo Moro”.E’ quanto ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Copasir, Adolfo Urso, presentando oggi l’incontro al Senato promosso dalla Fondazione Farefuturo dal titolo “Strage di Bologna, la verità oltre il segreto”.

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236 milioni stanziati dal Ministero dell’Istruzione per il diritto allo studio

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2020

In particolare per l’acquisto da parte delle scuole di libri di testo, dispositivi digitali e materiali per studenti con bisogni educativi speciali, sono un passo importante verso politiche efficaci di contrasto della povertà educativa – ha dichiarato il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi –. Come Associazione abbiamo documentato, sia in occasione degli Stati Generali sia con la Commissione Bianchi, il tema della povertà economica ed educativa e abbiamo sottolineato la necessità dell’aiuto alle famiglie più bisognose nel pagare i costi dell’educazione dei propri figli, consapevoli come siamo che dalla scuola e dalla cultura passa la crescita e lo sviluppo economico e civico del Paese. Siamo lieti dell’ascolto e della risposta del Governo e della politica al nostro grido di allarme”.
Adesso il Paese ha di fronte una sfida ancora più difficile: fare in modo che nessuno studente rimanga indietro perché nato in famiglie povere, o che lo sono diventate – e sono molte – a causa dell’epidemia. Ringraziamo il Governo e la ministra Lucia Azzolina in particolare per questa misura a contrasto della povertà educativa.

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Diritto all’istruzione: ripartire dalle scuole paritarie

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Il diritto/dovere di istruzione/insegnamento è, tra i diritti sospesi o limitati a causa del nuovo coronavirus, quello che rischia di avere un ripristino più dilazionato nel tempo. I mezzi a disposizione per convertire le scuole a un nuovo ordine che garantisca sicurezza sanitaria e pieno esercizio del diritto e le difficoltà intrinseche al distanziamento dei bambini più piccoli rischiano di essere un vero rompicapo per il Governo, che non a caso sulla scuola non ha ancora annunciato nessun segnale di riapertura.”In questo drammatico contesto – scrivono Anna Monia Alfieri e Carlo Amenta nel Focus “Proposta: una scuola per tutti” (PDF) – la crisi economica derivante dalla pandemia rischia di provocare la fuga delle famiglie dalle scuole paritarie a quelle pubbliche, per evidenti minori costi da affrontare. Questo sarebbe un problema non solo per le scuole paritarie come parte integrante del sistema scolastico, ma anche considerando che, specie in questo momento di scarsità di risorse del sistema scolastico pubblico, le scuole paritarie potrebbero fornire, con i loro spazi e le loro risorse, un forte aiuto e supporto in ottica sussidiaria. Meno scuole pubbliche paritarie non vuol dire solo più studenti che passano alle scuole pubbliche statali, con i problemi di ordine sanitario e economico già visti. Ma vuol dire anche sottrarre il principale fornitore sussidiario del servizio scolastico che, proprio ora, potrebbe rivelarsi quanto mai prezioso.”
Analizzando i costi attuali a carico della spesa pubblica delle scuole paritarie e il costo stimato a causa di un loro abbandono, gli autori propongono che “tra gli interventi di ordine economico che la politica sta predisponendo in ogni settore e sostanzialmente per ciascuna categoria di lavoratori, servizi, imprese e famiglie, vi sia anche un intervento a favore delle famiglie degli studenti delle scuole paritarie nelle forme e nel quantum che saranno giudicate più opportune (es. detrazione, voucher o deduzione). A titolo di esempio, ipotizzando un contributo pari alla metà del costo medio per studente, come identificato dal MIUR, per la platea di studenti prima menzionata (33 percento), comporterebbe un costo per lo Stato di 2,4 miliardi che si confronterebbero con un costo, nell’ipotesi di passaggio alla scuola statale, di almeno 4,9 miliardi. Alternativamente, si potrebbero adottare i costi standard che comporterebbero una riduzione di circa 270 milioni di euro rispetto ai costi medi del MIUR. Questo contributo sostituirebbe gli attuali contributi diretti e indiretti, valevoli per 651 milioni, comportando così un costo aggiuntivo per lo Stato di 1,78 miliardi di euro, a fronte di un extracosto stimato molto, molto più alto.”È evidente che le risorse indicate non sono modeste e di certo non è facile trovare, in questo momento in cui diversi attori hanno bisogno di aiuto, lo spazio fiscale necessario anche per questo settore. Troppo spesso però ci perdiamo nella dicotomia pubblico/privato senza renderci conto che, in molti casi, si tratta solo di due elementi cardine di un unico sistema che mira a soddisfare bisogni e necessità spesso di primaria importanza. Difficilmente il sistema dell’istruzione potrà assolvere ai propri compiti, di fondamentale importanza per lo sviluppo del Paese, senza che i soggetti privati siano messi in condizione di superare questa crisi e continuare nel loro faticoso, incessante ma necessario lavoro.

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Tribunale di Firenze: Diritti di famiglia rinviati ad ottobre per mancanza di giudici

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

Ci dispiace molto dirlo, ma la Giustizia ha dato il peggio di sé in questa emergenza sanitaria, dimostrando chiaramente che il servizio pubblico può essere sospeso, anche in circostanze così drammatiche, senza alcuna responsabilità per la omissione della tutela dei diritti dei cittadini.E’ quanto accade a M. cittadina straniera da oltre sette anni in Italia, che attendeva fiduciosa il giorno 12 maggio, quando era fissata la seconda udienza della sua causa, nella quale il Tribunale di Firenze avrebbe dovuto decidere gli obblighi di mantenimento da parte del padre dei suoi due bambini. Il ricorso era stato depositato nel maggio 2019 (un anno fa!!), la convivenza era cessata, l’accordo non era stato raggiunto, l’ex compagno aveva preferito tornare al Paese di provenienza.
Questa aspettativa fiduciosa di avere il 12 maggio la sicurezza di una somma su cui fare affidamento per poter continuare a vivere in Italia, come la famiglia aveva a suo tempo deciso, è stata recisa dalla fredda e burocratica comunicazione del Presidente del Collegio pervenuta agli avvocati il 30 aprile: “dal momento che mi sono state autorizzate ferie dal 24 aprile al 30 maggio2010, mentre dal giorno 1.06.2020 cesserò dal sevizio, si dispongono i seguenti rinvii d’Ufficio delle udienze innanzi al sottoscritto fissate per il mese di maggio 2020, non avendo provveduto in CSM alla nomina del nuovo Presidente di Sezione, e non potendo i giudici della sezione farsi carico delle udienze medesime, tra l’altro anche a causa della mancata copertura del posto lasciato vacante dal compianto Dott. Florio.” In sintesi: non ci sono giudici per comporre un collegio, tutto rinviato ad ottobre, per la nostra al 15.
“Thank you Claudia for your message. I have just poured myself a glass of wine! The injustice is extraordinary, M…. will be laughing at all of us and the Italian system. But that is no reason to get angry, we just have to forge forward the best we can.” (Grazie Claudia per il tuo messaggio. Mi sono appena versata un bicchiere di vino! L’ingiustizia è straordinaria, M…. rideremo di tutti noi e del sistema italiano. Ma questo non è un motivo per arrabbiarci, dobbiamo solo perseguire il meglio che possiamo). E’ quanto scrive la donna, dimostrando un equilibrio che le fa onore, insieme all’amara tristezza. Ci associamo alle sue parole, di “extraordinary” c’è solo la “injustice”.“I found a paradise for myself here in Florence an affordable home, good school, lovely friends and all of this has been stripped away by Covid 19 and a ridiculous judicial system.” (“Ho trovato un paradiso per me qui a Firenze, una casa economica, una buona scuola, amici adorabili e tutto questo è stato strappato via dal Covid 19 e da un ridicolo sistema giudiziario.”) Dovrà accettare un biglietto di sola andata, per tornare al suo Paese di provenienza, ma ci lascia un testimone che noi accettiamo ed affidiamo a tutte e tutti i cittadini che stanno subendo le medesime ingiustizie e sono tanti.
E’ accettabile che, pur rispettando ferie e pensionamenti il Tribunale non tenga un’udienza di una causa già in corso, in materia alimentare, esclusa dai rinvii, secondo il decreto? Si dibatte tra autorevoli costituzionalisti ed opinionisti se oggi in Italia la Costituzione sia sospesa, non lo è, né lo potrebbe, ma di fatto sono sospesi tutti i nostri diritti se il potere giudiziario preposto alla tutela è paralizzato da un pensionamento, trenta giorni di ferie ed il decesso di un giudice, ma gli altri giudici…. “non possono farsi carico delle udienze medesime ..” , come si legge nella comunicazione del rinvio. Noi riteniamo di no, il giudici che compongono il Tribunale non possono ritenere di avere anch’essi il “diritto” di non farsene carico, perché di diritto in diritto (ferie, carico di lavoro dei magistrati ecc..) non può accadere che l’unico a non avere diritti sia l’ultimo anello della catena, ossia il cittadino, col tradimento della stessa ragione di esistere della funzione pubblica. M. merita una risposta seria, non “ridicola”. (Elisabetta Bavasso e Claudia Moretti, legali, consulenti Aduc)

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Coronavirus: Unc, decreto dimentica diritti consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

“E’ incredibile che il Governo, non solo nel decreto Cura Italia non preveda praticamente nulla a favore dei consumatori, ad esempio con gli interventi da noi richiesti sulle bollette elettriche e telefoniche, ma addirittura riduca i diritti garantiti dal Codice civile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Come già avvenuto per i pacchetti turistici, anche per il rimborso dei contratti di soggiorno e per i biglietti di spettacoli e musei si stabilisce una deroga rispetto al diritto sacrosanto di avere il rimborso del biglietto, prevedendo un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall’emissione” prosegue Dona.
“Insomma, nonostante lo stanziamento di 25 miliardi, per aiutare tour operator e organizzatori di eventi i soldi vengono chiesti al consumatore, invece che prevedere un Fondo per i rimborsi, non comprendendo che la crisi del settore turistico e del mondo dello spettacolo dipende dalle future prenotazioni e non dai mancati incassi di oggi. E non è certo privando gli utenti dei loro diritti che si invoglieranno lo spettatore ed il turista a fare nuove prenotazioni” conclude Dona.

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Coronavirus. Quando il diritto alla salute diventa dovere di salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Gradualmente e intensificando le misure, il Consiglio dei Ministri cerca di far comprendere agli italiani che la salute in questo momento non è un diritto ma un dovere. Nei confronti di noi stessi, nei confronti delle persone che potrebbero morire o trascorrere settimane in terapia intensiva se non rispettiamo le regole che ci sono state prima suggerite, poi caldeggiate, poi fortemente raccomandate. Il prossimo passo è imporle con la forza.E’ un dovere nei confronti della nostra sanità (le polemiche sul dimezzamento dei posti letto e sui tagli alla spesa sanitaria, pur ineccepibili, in questo momento dobbiamo posticiparle a quando tutto sarà passato, che ci sia di lezione). E’ un dovere nei confronti di tutti gli operatori sanitari che da settimane espongono se stessi al contagio prendendosi cura dei malati, è un dovere nei confronti dei sanitari per non costringerli a trovarsi davanti alla necessità di scegliere quali pazienti mettere in terapia intensiva e quali no, guardando alle possibilità di sopravvivenza. E’ un dovere nei confronti di tutti coloro che sono impegnati a gestire questa emergenza. E’ un dovere (se preferite una declinazione egoistica) nei confronti del nostro portafogli, perchè prima si risolve la situazione prima torneremo a guadagnare, meno interventi fiscali saranno necessari poi per colmare la voragine che gli interventi economici in deficit con il beneplacito, anche, dell’UE, hanno causato, causano e causeranno. Comprare amuchina e far scorte di pasta per poi rilassarci con un aperitivo in centro (abbiamo visto tutti le immagini dei Navigli di ieri sera) non ci aiuterà. Limitare al massimo possibile i contatti sociali per un mese e seguire le indicazioni “fortemente raccomandate” dal Governo sarà la soluzione per venire a capo di questa brutta vicenda nel minor tempo possibile e per limitare i danni. La salute, insomma, oggi non è un diritto ma un dovere fondamentale. (Emmanuela Bertucci, legale, consulente Aduc)

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Bisogna tornare a scuola nel rispetto del diritto alla Salute

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Marcello Pacifico (Anief-Udir) ha affermato che, rispetto a una situazione che vede coinvolte soprattutto le aree individuate come focolai, “come sindacato abbiamo chiesto che venisse adottato un criterio univoco per la chiusura delle scuole, ma è evidente che ci sono casi differenti e in virtù di ciò si decide per la sospensione delle attività didattiche o per la chiusura vera e propria degli istituti. Intanto c’è da dire che anche noi, come forza sociale, stiamo facendo di tutto per contenere la diffusione del virus; infatti, abbiamo chiuso le sedi Anief laddove c’è stata la chiusura delle scuole e abbiamo sospeso pure le assemblee sindacali proprio per cercare di contenere quanto più possibile la diffusione di quella che potrebbe essere definita un’epidemia”.“Ricordiamo che siamo stai i primi a chiedere ai governatori delle regioni interessate, al premier Giuseppe Conte e alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina di chiudere le scuole a causa dell’emergenza, ma siamo anche i primi a dire che a scuola bisogna tornarci se l’emergenza rientra. Bisogna poi anche ribadire che è indispensabile seguire le linee guida diffuse dal ministero della Salute, che vanno anche esposte per essere di facile consultazione. Come Udir, oggi abbiamo inviato una comunicazione a tutti i dirigenti scolastici per fare in modo che appunto queste semplici regole siano al servizio di tutti; si tratta di piccole precauzioni che vanno osservate. Il Paese deve certamente andare avanti, si deve ripartire: è necessario riprendere la vita di tutti i giorni, comprese le lezioni scolastiche, nel rispetto della salute dei lavoratori e soprattutto dei nostri studenti”. In chiusura il presidente Pacifico ha anche affermato che “la scuola ha bisogno di maggiori risorse per poter risolvere tutti i suoi problemi: l’augurio è quello di poter comprendere quanto sia necessario investire sull’Istruzione”.

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Investimenti e risparmiatori, a “I Mercoledì del Diritto” la “nullità selettiva”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 febbraio 2020

Parma mercoledì 26 febbraio alle 17 nell’Aula dei Filosofi della Sede Centrale dell’Ateneo (via Università 12). Relatore dell’incontro sarà Angelo Barba di Sapienza Università di Roma, che affronterà dunque temi di stringente attualità, legati agli investimenti e ai risparmiatori.«La conferenza – spiega il prof. Barba – trae spunto dalla recente sentenza resa dalla Cassazione a Sezioni Unite sulla legittimità della domanda del risparmiatore volta a far dichiarare la nullità cosiddetta “selettiva” di alcuni soltanto dei negozi di investimento, in ipotesi di nullità, a monte, del contratto quadro per difetto di forma scritta. Si tratta, in altri termini, di verificare se la nullità del contratto quadro, dedotta dall’investitore, si ripercuota sempre e comunque su tutte le operazioni eseguite sulla base dell’atto negoziale viziato o se, invece, possa essere limitata alle sole operazioni di investimento allegate dal risparmiatore, consentendo a costui, quindi, di far constare la nullità di “protezione” di talune operazioni soltanto, facendo salve le altre». La rassegna d’incontri I Mercoledì del Diritto, patrocinata dall’Ordine degli Avvocati e dal Consiglio Notarile di Parma, si rivolge a docenti e studenti dell’Ateneo, a operatori del diritto ma anche a un pubblico più vasto, dai docenti e studenti delle scuole superiori a tutti gli interessati.Gli incontri di I Mercoledì del Diritto hanno a oggetto sia temi di attualità, come norme recentemente promulgate o casi giudiziari, sia temi prettamente culturali ma comunque attinenti al Diritto, e che presentino profili di interesse non soltanto per un uditorio di specialisti. Relatori sono docenti, ricercatori e assegnisti del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Università di Parma, ma anche giuristi e docenti italiani e stranieri.

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