Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

Posts Tagged ‘disabili’

Scuola: Sostegno disabili, il ministro annuncia vuole cambiare tutto

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara insiste: a distanza di pochi giorni, ribadisce vuole riformare il sostegno nelle nostre scuole, perché oggi c’è troppa “discontinuità di rapporto tra alunno e insegnante, causata dai troppi cambi, la loro insufficienza numerica e la loro formazione specializzata: dobbiamo aumentare il numero degli insegnanti di sostegno e migliorare la loro formazione”, ha detto il ministro nel commentare la giornata che ha ieri celebrato i diritti delle persone con disabilità del mondo.Secondo Anief una seria riforma sul sostegno deve partire da tre presupposti: oggi il suo presidente nazionale, Marcello Pacifico, sostiene che c’è bisogno di “una revisione del decreto sulla determinazione del PEI e sulle certificazioni della disabilità, ma anche di garantire l’assegnazione di tutte le ore richieste dalla scuola per il docente di sostegno, che oggi viene combattuta dal sindacato con l’iniziativa Sostegno, non un’ora di meno!. E pure di specializzare un alto numero di insegnanti modificando il numero programmato e reclutarli. Infine, occorre adeguare tutti i posti in deroga in organico di diritto”.Il sindacalista autonomo ricorda, a questo proposito, che “in Italia i docenti di sostegno sono 200mila, ma il 50% di loro sono precari e in gran parte non specializzati nella didattica speciale. Se ci ritroviamo con così tanti docenti di sostegno che non garantiscono il diritto allo studio degli allievi più fragili e bisognosi di attenzioni, la colpa è tutta di chi è fautore di un sistema con una quantità industriale di posti in deroga con scadenza 30 giugno. Queste cattedre vanno tutte ricondotte nell’organico di diritto”, conclude Pacifico.

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Scuola: Disabili, il nuovo PEI serve a cancellare 5mila docenti di sostegno

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 ottobre 2022

“La definizione del nuovo Pei è stato voluta dall’amministrazione scolastica per ridurre almeno 5.000 insegnanti di sostegno annui, ma non è così che si garantisce il diritto all’inclusione: noi lo possiamo dire, perché da anni facciamo una battaglia sul diritto all’inclusione” con l’iniziativa “Sostegno, non un’ora di meno!”, attraverso il quale le famiglie degli alunni disabili possono ricorrere gratuitamente contro l’assegnazione di un monte ore inferiore a quello previsto per i figli: a dichiararlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commentando ai microfoni di Italia Stampa la carenza di insegnanti di sostegno e la riduzione di ore rispetto a quelle previste dal Piano educativo individualizzato. Ancora di più perché a 5 anni dalla riforma del sostegno continuamo ad avere decine di migliaia di posti in deroga, mancano le linee guida sulle nuove certificazioni e solo 20mila degli 80mila supplenti annuali sono specializzati.Il sindacalista autonomo ha quindi detto che “sul sostegno agli alunni disabili continuiamo ad essere critici”. Il 24 ottobre l’Anief organizzerà un convegno con una diretta live: “Daremo ai lavoratori della scuola – ha annunciato Pacifico – la possibilità di registrarsi da tutta Italia per parlare con esperti, con avvocati, con membri dell’osservatorio sulla disabilità su queste nuove regole e su cosa bisognerà cambiare per fare per rispettare il diritto allo studio di tutti i nostri alunni e alunne” più bisognosi di attenzione e formazione.

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Istruzione: Alunno disabile in 10 anni cambia 17 docenti e tanti non erano specializzati

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2022

Il cambio continuo di docenti di sostegno compromette l’apprendimento degli studenti con disabilità: esemplare è il caso di un alunno pugliese con autismo che ha cambiare 17 insegnanti in dieci anni; la famiglia, esasperata, alla fine ha alzato bandiera bianca, e ha deciso di fare studiare il figlio a casa assistito da un insegnante privato. “Basta, ci siamo arresi”, ha detto la madre del giovane, anche lei insegnante. Il calvario didattico – scrive la stampa specializzata riportando la notizia del “Quotidiano di Puglia” – è iniziato dalla scuola media, per poi acuirsi al primo anno del liceo, con continui cambi dei docenti di sostegno, tutti precari e a volte anche non specializzati perché, ha detto la madre-docente, erano privi di una “formazione specifica”: a quel punto, presi dall’angoscia e dello scoramento, i genitori hanno deciso di non portarlo più a scuola.La carenza di docenti specializzati è denunciata da anni da Anief. Nei giorni scorsi è stata ribadita dal Sole 24 Ore. Il quotidiano economico, che commentando un recente Focus del Ministero sui disabili, ha ricordato che “le avvisaglie c’erano già state in estate” e citato il caso “del Piemonte: su 1.307 posti di sostegno alla primaria solo 46 sono andati a un vincitore di concorso; stesso discorso in Veneto (114 su 1.538) e Lombardia (481 su 3.396)”. Le poche assunzioni in ruolo di docenti di sostegno “ha prodotto effetti a cascata che molte famiglie conoscono bene, tra cattedre rimaste scoperte”, con scuole che ad un mese dal nuovo anno scolastico stanno aspettando l’80% degli insegnanti di sostegno, ma anche “orari ancora provvisori e supplenti” improvvisati. I presidi fanno quello che possono e tamponano con supplenze temporanee, con cambi di docenti obbligatori in corso d’anno.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “la questione del sostegno in Italia non si sblocca per precise volontà di chi amministra lo scuola e lo Stato, che chiama ogni anno oltre 80mila insegnanti supplenti, ma bandisce specializzazioni, tramite Tfa universitario, solamente per 20 mila posti e permettendosi il lusso di sbagliare anche il numero di posti per ogni bando, perché si specializzano meno docenti nelle regioni dove c’è invece maggiore necessità di coprire cattedre vacanti di sostegno. Poi c’è il problema delle cattedre di fatto: in Sicilia, ad esempio, quest’anno abbiamo oltre 11 mila posti in deroga e 13mila posti in organico di diritto. Se pensiamo anche al fatto che gli studenti con disabilità iscritti sono passati in pochi anni dal 2% al 4, senza un cambiamento di tutte queste norme sbagliate. Per non parlare dei tanti casi, per mano degli Uffici scolastici, di negazione di tutte o parte delle ore di sostegno previste dal Pei. il risultato è la negazione del diritto allo studio nei confronti di questi alunni, con famiglie esasperate che arrivano, come è accaduto con l’alunno della Puglia, che si è visto cambiare quasi 20 docenti di sostegno, molti dei quali non specializzati, ad abbandonare la scuola. Altro che continuità didattica È come se in un ospedale il medico prescrive una cura al paziente ricoverato, ma poi lo Stato gliela nega o la riduce di sua iniziativa”.

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Scuola: Sostegno, superata la soglia storica dei 300mila alunni disabili

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2022

Anche il ministero dell’Istruzione conferma la poca attenzione dell’amministrazione scolastica nei riguardi del sostegno agli alunni disabili: da un nuovo focus del Ministero dell’Istruzione, pubblicato in queste ore, incentrato sui dati sugli alunni disabilità frequentanti le scuole italiane di ogni grado di istruzione – statali, paritarie e non paritarie iscritte in albo – per gli anni scolastici 2019/2020 e 2020/2021, conferma la tendenza di crescita registrata da tempo: la percentuale degli alunni con disabilità sul totale dei frequentanti è salita dall’1,9% dell’a.s.2004/2005 al 3,6% dell’a.s.2020/2021. In totale, il numero di alunni con disabilità è passato da circa 167.000 unità ad oltre 304.000 unità: una percentuale che diventa ancora più importante se si pensa che nello stesso periodo quella degli alunni complessivamente frequentanti le scuole italiane si è ridotta di ben 6 punti. il focus ministeriale ha però anche tracciato l’andamento del rapporto tra alunni e posti per il sostegno, di fonte organico di fatto, e del contingente dei docenti per il sostegno, di fonte Fascicolo del personale. I numeri dei posti di sostegno – suddivisi tra i diversi gradi di istruzione e a livello territoriale italiano e d della tipologia di contratto – ci dicono che dall’a.s. 2009/2010 la dinamica è stata di progressiva decrescita: nell’a.s.2020/2021 tale rapporto si è attestato sul valore di 1,50 alunni con disabilità per posto di sostegno mentre nell’a.s.2009/2010 si era attestato a 2,09. Inoltre, dal focus risulta che aumenta la precarietà tra i docenti di sostegno: nel 2020/2021 dei 184.405 docenti per il sostegno, 80.672 hanno sottoscritto un contratto a tempo indeterminato e 103.733 un contratto a tempo determinato. Si tratta di numeri altissimi e in crescita: sempre il Ministero dell’Istruzione ha conteggiato che gli insegnanti per il sostegno a tempo indeterminato sul totale dei docenti per il sostegno è pari al 43,7%, mentre nell’anno scolastico 2001/2002 tale rapporto è arrivato al 60,8%.“È evidente – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che ci troviamo di fronte ad una contraddizione gravissima, peraltro anticipata la scorsa settimana dal dossier della Fondazione Agnelli – su dati della Ragioneria dello Stato, del Ministero dell’Istruzione, di Eurostat e di Ocse – nel quale si evidenziava già che in dieci anni la percentuale di docenti di sostegno a tempo determinato sul totale del sostegno è passata da un terzo a quasi due terzi. Il problema è che all’incremento di alunni disabili, passati in pochi anni dal 2% al 4% rispetto al totale, lo Stato non ha organizzato una risposta adeguata di didattica speciale specializzando sul sostegno sempre pochi docenti. Come pure le immissioni in ruolo sono state inadeguate. E nello stesso tempo sono aumentati i posti in deroga, con scadenza 30 giugno, che non portano in ruolo ma aumentano il precariato”.“A rendere drammatica la situazione sul sostegno agli alunni disabili – conclude Pacifico – sono state le restrizioni imposte alle scuole dagli Uffici scolastici, che danno agli istituti un numero ridotto di ore di didattica speciale, costringendo famiglie, docenti e dirigenti scolastici a presentare ricorsi gratuiti con il nostro sindacato, tutti sistematicamente vinti ma che non possono essere la soluzione al problema”.

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Scuola: Alunni disabili, 32mila iscritti in più nell’ultimo triennio ma lo Stato rimane fermo

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2022

Continua la crescita degli alunni disabili iscritti nelle nostre scuole. Continua l’inadeguatezza dello Stato di fronte a questo fenomeno. L’aumento di alunni con disabilità, rispetto ad un anno fa, supera infatti le 3mila unità e l’unica disposizione che il Ministero dell’Istruzione darà per fronteggiare l’aumento di bisogno di personale, sarà quella di incrementare i posti in deroga. La rivista specializzata Tuttoscuola calcolare che quest’anno le cattedre di sostegno con scadenza 30 giugno potrebbero essere anche 70mila, “portando il numero complessivo dei docenti di sostegno (in deroga e in organico di diritto) di poco sotto le 200mila unità (nello scorso anno erano stati 188.305). Intanto, ad anno scolastico iniziato, ancora non sono state fatte tutte le nomine dei docenti di sostegno: tante le famiglie in difficoltà che aspettano l’assegnazione”.Se guardiamo all’ultimo triennio nell’ultimo triennio sono aumentate del 10% le iscrizioni degli alunni con disabilità, con un incremento che supera i 32mila alunni, portando il numero complessivo di iscritti a 290.089. “Il problema – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che gli organici di diritto dei docenti di sostegno nel frattempo sono rimasti sostanzialmente invariati. L’unica differenza è l’autorizzazione delle le assunzioni in ruolo sui posti in deroga da anni e l’assegnazione di tutte le ore richieste nel PEI. E questo avviene pure a fatica, molto spesso assegnando alle scuole un numero inferiore di cattedre e di ore di sostegno rispetto alle necessità certificate”.

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Scuola: Sostegno disabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

Il ministero dell’Istruzione non transige: il modello di PEI che le scuole dovranno predisporre quest’anno resterà con ogni probabilità quello previsto dal decreto 182/2020. L’amministrazione non sembra volere tenere conto della bocciatura prodotta prima dal Tar Lazio e confermata dal Consiglio di Stato con sentenza pubblicata il 26 aprile scorso. La mancanza di volontà del Ministero è emersa qualche giorno nel corso della riunione tenuta con l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica: durante il confronto è emersa la volontà di non modificare nulla, anche “la tanto contestata quantificazione delle ore di sostegno in base ai range dovrebbe restare così come previsto. Al massimo ci potrebbero essere marginali modifiche”, scrive la stampa specializzata. “In base alle ultime indiscrezioni, la tanto contestata quantificazione delle ore di sostegno” tenendo conto dei “range dovrebbe restare così come previsto. Al massimo ci potrebbero essere marginali modifiche. Il tutto nell’attesa delle linee guida del profilo di funzionamento che devono ancora essere predisposte in modo definitivo e passare dai Ministeri competenti. A questo punto non è escluso che possa introdursi una disciplina transitoria in vista delle linee guida definitive relative al profilo di funzionamento”.

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Scuola: A Genova una classe con 24 alunni di cui 7 disabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 luglio 2022

Il ministro dell’Istruzione continua a dire che la numerosità delle classi non è un problema e che piuttosto bisogna guardare al calo di natalità: solo che la teoria è una cosa, la pratica è un’altra. La realtà è che anche in tempo di Covid le classi pollaio e la concentrazione degli alunni nella stessa aula non è mutata: tutto è rimasto come prima della pandemia. Così ci ritroviamo con una classe, a Genova, composta da 24 alunni di cui 7 con disabilità: accade all’Istituto Duca degli Abruzzi, come riportato da Il Fatto Quotidiano, con tanto di intervento di genitori (che hanno chiesto anche un incontro in Prefettura e invieranno una lettera al ministro dell’Istruzione) e insegnanti che protestano chiedendo lo sdoppiamento.Norma alla mano, scrive la rivista specializzata Orizzonte Scuola, quello che sta accadendo nell’istituto ligure non è lecito: la norma (Dpr 81/09 e il decreto ministeriale 331 del 24 luglio 1998) prevede che il numero degli alunni nelle classi iniziali che accolgono allievi diversamente abili non può superare il limite di venti. Solo che la stessa legge prevede che “le sezioni della scuola primaria sono costituite con un numero minimo di 15 e un massimo di 26 alunni”. Per tale motivo l’ufficio scolastico regionale ha finora negato lo sdoppiamento della classe che diventerebbero due da dodici alunni. “Siamo arrivati al punto che della stessa legge l’amministrazione prende solo quello che fa più comodo per fare risparmiare soldi allo Stato – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -, solo che a subirne le conseguenze sono gli alunni, in questo caso anche disabili, che si ritrovano un loro diritto deprivato. Come può fare un docente a districarsi, didatticamente parlando, in una situazione così complessa e diversificata? Come si fa a realizzare così tante programmazioni individualizzate e a praticarla durante le lezioni? È giunto il momento di cambiare i parametri di legge che governano la formazione delle classi, andando immediatamente a cancellare il Dpr 81/09 che ha innalzato il numero minimo e introdurre il limite massimo di 15 iscritti. Finchè non si farà questo – conclude Pacifico – ci troveremo a commentare composizioni di classi assurde come quella della primaria di Genova”.

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Scuola: Inclusione alunni disabili

Posted by fidest press agency su martedì, 7 giugno 2022

Continua ad essere deficitaria la normativa che regola l’assegnazione delle ore di sostegno agli alunni con disabilità: è una mancanza particolarmente grave perché, come rimarcato i giudici del Consiglio di Stato nel ricorso promosso da Anief sulla elaborazione del nuovo PEI, rischia di penalizzare il diritto allo studio degli allievi più bisognosi di attenzioni. Come è evidente la mancanza di docenti che affiancano gli alunni disabili senza essere in possesso del titolo: il bisogno di docenti specializzati è evidente. Anche alla luce di questo, dopo le prove preselettive per l’accesso ai nuovi 20 mila posti banditi del VII ciclo del TFA Sostegno, il sindacato Anief riapre i ricorsi per gli esclusi in virtù dell’errato numero programmato non corrispondente alle reali esigenze didattiche, come ha avuto modo di provare già in un ricorso vinto in tribunale per lo stesso motivo.La necessità di avviare dei corsi specializzanti con un numero ben maggiore di quelli attuali è emersa anche qualche giorno fa durante il convegno “Prospettive giuridico-pedagogiche per la scuola inclusiva, a cinque anni dall’entrata in vigore del D.Lgs 66/2017” organizzato dall’Università degli studi della Basilicata: in quell’occasione il leader dell’Anief – ha rimarcato l’esigenza di implementare risorse, soffermandosi anche “sul problema di avere ancora molti insegnanti di sostegno senza specializzazione” e che “lo Stato dovrebbe garantire una maggiore copertura economica per i docenti di sostegno, ma anche delle vere nuove regole sulla certificazione. Il legislatore ascolti quindi i pedagogisti, i giuristi e le parti sociali, valorizzando il docente sostegno e garantendo una didattica speciale di qualità agli alunni disabili”.

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Scuola: Emergenza sostegno disabili

Posted by fidest press agency su martedì, 14 dicembre 2021

Secondo il rapporto di “Save the Children” nell’anno scolastico 20/21 c’erano 268.671 disabili e 152.521 docenti di sostegno (tra specializzati e non). Paradossalmente, il Nord Italia è il grande dimenticato in questa vicenda risultando incomprensibile perché in Settentrione i corsi di specializzazione siano rivolti ad un numero di persone inferiore al fabbisogno. Tuttavia anche in Sicilia la situazione è paradossale: su oltre 23.500 cattedre quasi 12.000 sono state assegnate a insegnanti di sostegno precari e in parecchi casi (il 20% circa) senza titolo di specializzazione, per non parlare del balletto delle supplenze che porta un alunno ad avere anche fino a quattro docenti diversi nel medesimo anno.Per il futuro, Portuesi ha spiegato che “il PNRR non contiene misure specifiche relative ai soli docenti di sostegno, ma rientrano negli interventi più generali previsti dall’obiettivo M4c1.2 miglioramento dei processi di reclutamento e di formazione degli insegnanti, laddove si prefigura una riforma del sistema di reclutamento dei docenti ridisegnandone le procedure concorsuali per l’immissione nei ruoli insieme ad una migliore pianificazione del bisogno di insegnanti. Con la promulgazione della legge prevista nel 2022 e la piena attuazione della riforma solo entro il 2025”.Il segretario generale Anief ha ricordato che “Anief da diversi anni ha lanciato una vera e propria campagna, #sostegnononunoradimeno, con la quale è stato messo e continuato a mettere a disposizione delle famiglie gratuitamente i legali del sindacato per fare rispettare le ore previste nel PEI. Il diritto all’istruzione, a maggior ragione degli alunni disabili, è un diritto costituzionalmente protetto e le nostre iniziative giudiziarie, ancora una volta, ci hanno dato ragione ottenendo ogni volta la cessazione del comportamento discriminatorio del Ministero e l’immediata attribuzione all’alunno con disabilità grave del massimo delle ore di sostegno consentite.

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Anziani e disabili: Le insidie stradali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 luglio 2021

“il primo nemico dei disabili e delle persone anziane sono le insidie stradali rappresentate dalle moltissime buche e avvallamenti presenti sui marciapiedi e sugli attraversamenti pedonali di Milano a causa della scarsa manutenzione. Tuttavia, da tempo, grazie alle scelte scellerate dell’Amministrazione Sala i marciapiedi della Città, a volte già troppo stretti e dissestati, si trasformano in una giungla impenetrabile per un disabile o una persona anziana” segnala il Consigliere Mascaretti, capogruppo FdI a Palazzo Marino “abbondano infatti monopattini e bike sharing a flusso libero abbandonati in posizioni improprie o lasciati di traverso sui marciapiedi” prosegue il Consigliere Mascaretti “senza contare i monopattini elettrici e le biciclette elettriche, che sfrecciano silenziose a velocità elevate sui marciapiedi e in prossimità delle aree pedonali mettendo costantemente a rischio l’incolumità di disabili, anziani, bambini e cani che ignari percorrono i marciapiedi. Rendere sicura e vivibile Milano anche per i disabili e le persone anziane è una nostra priorità” conclude l’esponente del partito di Giorgia Meloni. (n.r. Non è solo Milano a dover fare i conti con questo genere di “rischi”. Si potrebbe fare il bis a Roma e a Torino, come a Palermo e a Bologna. A nostro avviso il problema è di più ampia portata. Pensiamo ai parcheggi in aree proibite, in seconda se non in terza fila, davanti ai passaggi pedonali e via di questo passo. Manca una seria educazione civica che non si amministra con le sanzioni ma con regole di educazione civica.Si può incominciare dalle scuole e a comminare agli inadempienti non solo multe ma l’obbligo di frequentare nei week-end corsi di educazione civica o un servizio civile per le strade.

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Più tutele alle famiglie con figli disabili per garantire armonia e inclusione

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2021

On. Stefania Mammì (M5S): “Nel corso dell’esame in Commissione Affari Sociali alla Camera è stato accolto il mio emendamento all’art. 1 del Family Act per rafforzare le tutele alle famiglie. Abbiamo incluso nella norma più attenzione sulle situazioni di disabilità, non autosufficienza, ed in generale a tutte le patologie che richiedono un carico maggiore sulle famiglie. La modifica, infatti, è tesa proprio a valorizzare la crescita armoniosa e inclusiva dei bambini e dei giovani all’interno delle loro famiglie. A partire dalle prime settimane di gravidanza, può essere consigliato alla gestante di sottoporsi ad una serie di esami prenatali, volti a verificare le condizioni del nascituro ed in particolare la presenza o meno di anomalie cromosomiche che possono essere causa di sindromi invalidanti. Oltretutto, alcune procedure diagnostiche prenatali comportano dei rischi per il feto, come nel caso della villocentesi e dell’amniocentesi, che attualmente rappresentano gli esami più attendibili per la certezza del risultato, ma dalla cui esecuzione può derivare un rischio aggiuntivo di aborto che si attesta intorno a 1 caso ogni 150-200 bambini. Dall’esecuzione dei test prenatali si possono quindi ottenere delle risposte di carattere genetico di difficile gestione emotiva da parte della gestante, specie se la stessa in quella circostanza si trova ad affrontarle da sola. Scopo dell’emendamento è quello di agevolare la fruizione di permessi di lavoro per il coniuge, o in sua assenza per un parente, della donna in stato di gravidanza, che deve sottoporsi a queste procedure diagnostiche e ai controlli prenatali, al fine di garantirle, attraverso la loro presenza, un supporto emotivo per aiutarla a mantenere sotto controllo l’ansia ed in generale a mantenere un atteggiamento positivo di fronte alla comunicazione dei risultati degli esami”.

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Scuola: Sostegno disabili, in arrivo un nuovo corso di specializzazione per 22 mila posti

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2021

Segnaliamo l’annuncio da parte della ministra dell’Università, Cristina Messa, dell’incremento da parte delle Università della capacità di formazione dei docenti di sostegno: alla luce delle ampie disponibilità di posti vacanti e alla conseguente emergenza legata alla carenza di personale di ruolo specializzato, la stessa ministra ha infatti tenuto a dire, durante il question time alla Camera dei Deputati, di essersi attivata, dopo avere appurato la presenza di 12.588 idonei non vincitori nell’ultimo ciclo, “per accrescere la potenzialità del sistema universitario, chiedendo, nel corso del mese di dicembre, un ulteriore sforzo degli atenei sulla base della necessità di ammettere in sovrannumero i candidati risultati idonei nelle medesime sedi in cui hanno sostenuto le prove. Con la rilevazione compiuta nel mese di marzo è emerso la disponibilità di 22 mila posti”. Perché tutti i posti di Tfa sostegno vengano utilizzati, però, il Ministero dell’istruzione dovrà avviare la procedura di finanziamento al Ministero dell’Economia. La carenza di docenti specializzati è diventata tale da costringere il ministero dell’Università a correre ai ripari: secondo quanto riferito dalla ministra Cristina Messa, “il sistema universitario è pronto a soddisfare, in occasione del prossimo ciclo, sia l’esigenza formativa dei candidati vincitori al VI ciclo sia quella degli idonei al precedente V ciclo”. Affinché si renda possibile questo aumento di posti, ha concluso la ministra, “è necessario che venga sensibilmente accresciuto il fabbisogno espresso dal sistema scolastico, che consta di 40 mila posti per il triennio 2018-2020, dei quali, fermo restando il numero degli idonei dei precedenti cicli, solo 6.191 sono disponibili attualmente per il prossimo VI ciclo”.Anief apprezza lo sforzo del dicastero di competenza per aumentare il numero dei docenti specializzati, anche perché si andrebbe a recuperare gli idonei che il sindacato ha sempre reputato preziosissimi. Allo stesso tempo, però, non può non ricordare che il numero di insegnanti che ogni anno prendono servizio come precari non specializzati rimane tre volte superiore: “I numeri sono impressionanti – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e sono eloquenti. Quest’anno sono state assegnate circa 105 mila cattedre di sostegno a supplenze. Di queste, solo una piccola parte sono finite a del personale in possesso del diploma universitario di specializzazione: dai nostri calcoli risulta che almeno 70 mila dei supplenti nominati su sostegno è privo del titolo specializzante. Quindi il triplo di quelli per i quali il ministero dell’Università si appresta adesso a chiedere l’avvio dei percorsi di formazione specialistica presso gli atenei. E ogni anno il loro numero è in importante crescita. Quindi, è evidente che il segnale del ministero è importante ma serve uno sforzo maggiore”. Infine, rimane da affrontare il problema della mancata attribuzione dell’intero pacchetto di ore assegnate dal gruppo di esperti nella formazione psico-pedagogica degli alunni disabili: prosegue, a questo scopo, la campagna gratuita #nonunoradimeno che Anief sviluppa dalla sua nascita per garantire il diritto alle ore di sostegno richieste dalle certificazioni e negate dall’amministrazione centrale e periferica. “A questo proposito, la Corte Costituzione ci ha ricordato – con la sentenza 80 del 2010 – che l’assegnazione di un docente specializzato è fondamentale per garantire a pieno l’inclusione scolastica”, ha ricordato il presidente Marcello Pacifico.

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Nuovo piano vaccini, priorità ad anziani e disabili. Ecco le nuove regole per le somministrazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 marzo 2021

Dopo la vaccinazione degli over 80, delle categorie dei docenti e delle forze dell’ordine, si passerà ai pazienti estremamente fragili (persone estremamente vulnerabili; disabilità grave), a cui va somministrato il vaccino a mRna all’interno dei centri ospedalieri, e in parallelo si prosegue per fasce di età decrescenti, anche in base alla presenza di condizioni patologiche. È quanto prevede la bozza del nuovo Piano vaccini sottoposta alle Regioni. Secondo la tabella aggiornata contenuta nella bozza saranno quasi 52 milioni e mezzo le dosi di vaccino previste per l’Italia nel secondo trimestre 2021, per l’esattezza 52.477.454.Per quel che riguarda il dettaglio delle somministrazioni, per età si inizia dai soggetti tra 70 e 79 anni; a seguire persone di età compresa tra i 60 e i 69; persone con comorbità (la presenza contemporanea nello stesso soggetto di due o più malattie, ndr) di età inferiore a 60 anni, senza quella connotazione di gravità riportata per le persone estremamente vulnerabili e, infine, resto della popolazione con meno di 60 anni. Per la vaccinazione di massa sono previste le somministrazioni del vaccino nelle stesse strutture degli ambienti di lavoro. Saranno le aziende, eventualmente, a poterne fare richiesta.
Del totale delle dosi, sono previste 10.042.500 da AstraZeneca, 8.766.00 da Pfizer (cui si aggiungono 6,6 milioni di seconde dosi divise tra primo e secondo trimestre), 9.420.515 sempre da Pfizer grazie al secondo contratto, 7.307.292 da J&J (monodose, in via di approvazione), 7.314.904 da Curevac (ancora non approvato) e 4.650.000 da Moderna. Nel terzo trimestre si prevede il massimo degli arrivi, con ben 84,8 milioni di dosi attese (la parte del leone la farà ancora AstraZeneca con 24,7 milioni). A seguire sono previste 40,7 milioni di dosi nel quarto trimestre, 28,1 nel primo trimestre 2022 e 20,1 nel secondo. In tutto, si stima che la potenziale quantità di dosi di vaccino disponibili ammonterà a oltre 242 milioni di dosi, esattamente 242.533.633. Dopo le iniezioni ai 4,4 milioni di over 80 attualmente in corso si procederà per fasce d’età con oltre 5 milioni di over 70 da vaccinare. Insieme a loro saranno immunizzati due milioni di persone estremamente vulnerabili, con patologie gravi, i disabili e con loro i familiari e i caregiver che li assistono. Considerando anche gli over 55, la fascia d’età dalla quale sale il rischio di contrarre forme gravi del Covid, l’intera platea arriva a 19 milioni di persone da vaccinare entro l’estate. «Sarà possibile, qualora le dosi di vaccino disponibili lo permettano, vaccinare all’interno dei posti di lavoro, a prescindere dall’età, fatto salvo che la vaccinazione venga realizzata in sede, da parte di sanitari ivi disponibili, al fine di realizzare un notevole guadagno in termini di tempestività, efficacia e livello di adesione». Si legge in un passaggio della bozza del nuovo aggiornamento del Piano strategico nazionale per la vaccinazione anti Covid.Per la popolazione che non presenti particolari fragilità sarà centrale il ruolo dei medici di base. Le vaccinazioni potrebbero avvenire anche negli studi stessi. Sarà il Drive Through di Milano, situato presso il parco Trenno, il più grande schierato in Italia, il primo ad essere trasformato in presidio vaccinale della Difesa. Dalla mattina di venerdì 12 marzo, grazie alla collaborazione tra la Difesa e l’Azienda socio-sanitaria territoriale Santi Paolo e Carlo della Regione Lombardia, presso una linea del Drive Through del Parco Trenno inizieranno le vaccinazioni a favore della cittadinanza. L’attività rientra nell’ambito dell'”Operazione Eos” della Difesa sotto la direzione del Comando operativo di vertice interforze. (fonte Doctor33)

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Povertà in crescita, urgente maggior sostegno a famiglie e disabili

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Il 28% dei pensionati sotto la soglia dei 10mila euro lordi, pochissimi anziani non autosufficienti possono permettersi una badante. L’appello di DOMINA al governo.Per rispondere alle necessità del Paese, l’ha ricordato Mario Draghi nelle suo discorso programmatico occorre “avvicinarsi ai problemi quotidiani delle famiglie”. Tra le questioni più preoccupanti la povertà, la cui incidenza in un anno (dal 2019 al 2020) passa dal 31% al 45%. “Tra i nuovi poveri – lo sottolinea ancora Draghi – aumenta il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, delle persone in età lavorativa, di fasce di cittadini finora mai sfiorate dall’indigenza”.E gli anziani non se la passano meglio. L’Osservatorio nazionale DOMINA, nel suo Rapporto annuale 2020 sul lavoro domestico, ha pubblicato i dati del Ministero delle Finanze che fotografano la condizione dei pensionati italiani. Il 28,3% percepisce meno di 10mila euro annui e il 66,1% è sotto la soglia dei 20mila (e si tratta di redditi lordi). Pochi anziani, dunque, possono permettersi badanti a tempo pieno o colf per più di qualche ora a settimana. Le persone non autosufficienti che possono permettersi un’assistenza contando solamente sulla propria pensione, per esempio, sono tra il 6 e l’8% se si avvalgono di lavoratori non formati. Nel caso di personale preparato la percentuale si abbassa al 4%.L’Italia è tra i Paesi europei che spendono meno per famiglia, infanzia e disabilità. Tra il 2008 e il 2013 la percentuale del Pil destinata a queste tre voci è rimasta sempre compresa tra il 2,5% e il 2,9%, per poi registrare un piccolo aumento (+0,4 punti) nel 2014. Negli ultimi quattro anni il valore è rimasto pressoché costante, attestandosi nel 2017 al 3,4%. Siamo molto lontani dai valori dei Paesi scandinavi (Danimarca 8,4%, Svezia 6%, Finlandia 5,8%), ma anche dalla media Ue (4,3%).
Per Lorenzo Gasparrini, segretario generale di DOMINA, “Investire sulla famiglia significa scommettere sul futuro del Paese”. “Perciò chiediamo alle ministre Elena Bonetti ed Erika Stefani – continua Gasparrini – di dare continuità al lavoro durante il Governo Conte II, nonché concretezza ai buoni propositi del Presidente del Consiglio, mettendo in campo maggiori politiche di sostegno che possano anche rilanciare il settore del lavoro domestico. ”.

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Il diritto di apprendere dei disabili

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

L’Italia è stato il primo paese ad abolire le scuole speciali, dedicate agli alunni con disabilità. Tuttavia, al medesimo tempo non ha mai garantito il diritto di appendere dello studente senza discriminazione. “In questa operazione maldestra – sostiene suor Anna Monia Alfieri nel focus “Insegnanti di sostegno per una scuola veramente inclusiva” (PDF) – il prezzo più caro lo pagano soprattutto gli alunni disabili, perché nel momento in cui, negli anni, si sono indirizzati nella scuola statale, lo Stato non è riuscito a garantire loro l’adeguata assistenza dei docenti di sostegno”.
Per le famiglie che, anche per questo motivo, hanno scelto di iscrivere i loro figli disabili alle scuole paritarie, lo Stato non ha impegnato alcun sostegno pari a quello (di 20.000 euro di media) previsto nel caso di frequentazione di una scuola statale, destinando in questo caso solo 1.700 euro.”Si è innescata così – prosegue suor Anna Monia Alfieri – una guerra tra poveri: lo stato costringeva le famiglie dei ragazzi in difficoltà a pagarsi il docente, con dei ricorsi che le famiglie facevano contro le scuole paritarie, quasi fossero queste colpevoli, oppure costringeva le altre famiglie delle scuole paritarie, che già pagano la retta, a sobbarcarsi pure questo peso, o infine le scuole stesse, che per legge devono accogliere i bambini disabili, a pagare il docente di sostegno.Il paper ripercorre 20 anni di discriminazione, gli obiettivi raggiunti e quelli da raggiungere anche in seguito all’emersione di questa discriminazione dovuta alla pandemia della Covid-19. Anna Monia Alfieri

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Scuola: Sostegno disabili, è caccia agli specializzati

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

I tanti precari specializzati con il quinto Tfa sostegno hanno pieno diritto a chiedere di partecipare al concorso straordinario e l’attivazione di prove suppletive specifiche per loro: “è un atto – spiega il leader dell’Anief Marcello Pacifico – che si può adottare anche alla luce degli ultimi dati per cui alle più recenti prove preselettive del concorso straordinario c’erano più posti di sostegno che candidati”. Un fatto che “aiuta a comprendere il motivo per cui la questione sia sottoposta al vaglio della Corte costituzionale e nelle more di riaprire i termini per la partecipazione a questi concorsi”.Il percorso dell’Anief è già delineato. “Nel caso in cui ci dovesse essere un rifiuto da parte della pubblica amministrazione – dice ancora Pacifico -, allora a questo punto ci si organizzerà per presentare un ricorso con i legali in convenzione con Anief e per poter chiedere la parità di trattamento, rispetto anche agli altri colleghi che hanno già presentato la domanda”.“Quindi – conclude Pacifico – sono pronte queste iniziative nuove legali per raggiungere due obiettivi: il primo è quello di avere insegnanti specializzati in cattedra il prossimo anno, tra quelli che conseguiranno la specializzazione nel 2021, visto il rinvio dei concorsi; il secondo è quello di garantire il più possibile l’allargamento della platea dei precari verso la stabilizzazione, attraverso il superamento della procedura concorsuale”.Il sindacato ricorda che la decisione è stata presa, in accordo con l’Ufficio legale, anche dopo avere appreso della vittoria Anief in Consiglio di Stato in favore proprio di quei candidati che, secondo il DD n. 510/2020, non avrebbero potuto partecipare al Concorso Straordinario Sostegno perché non erano formalmente iscritti ai corsi di specializzazione (TFA) in quanto non avviati entro il 29 dicembre 2019 o non conclusi entro il termine del 15 luglio 2020. Forte anche di questa posizione, Anief avvia quindi le procedure di preadesione allo specifico ricorso per richiedere l’ammissione a prove suppletive per tutti i candidati che non hanno potuto presentare domanda di partecipazione al concorso proprio a causa delle previsioni contenute nel bando. Rimane indispensabile inviare entro il 22 febbraio la specifica domanda elaborata dall’Ufficio Legale Anief: si procederà in giudizio in caso l’Amministrazione non conceda l’accesso al concorso riservato e finalizzato all’immissione in ruolo.

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Scuola: Sostegno disabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

Anche i finanziamenti previsti dalla Legge di Bilancio non sembrano fornire certezze per il sostegno ai disabili: “è prevista una dotazione organica aggiuntiva di insegnanti di sostegno. 25.000 in più nei prossimi tre anni, anche se si comincia in modo soft, solo 5.000 nel 2021/22. In particolare, il piano prevede 5.000 posti sostegno a decorrere dall’ anno scolastico 2021/2022; 11.000 posti di sostegno a decorrere dall’anno scolastico 2022/2023; 9.000 posti di sostegno a decorrere dall’anno scolastico 2023/2024”. Ne consegue che “la presenza di docenti specializzati nelle attuali graduatorie utili per le immissioni in ruolo è speranza vana: nell’anno scolastico 2020/21, a fronte di decine di migliaia di posti disponibili, solo pochissime assunzioni, incluso il flop della call veloce.
Pure il VI ciclo di Tfa sostegno non sia apre con i migliori auspici: prima di tutto perché “i tempi potrebbero essere molto più lunghi di quelli indicati da alcune pagine web. Al momento i posti disponibili sono” appena “6.191. Si tratta del residuo della programmazione di 40.000 posti approvata dal MEF nel 2018/19 e che ha già dato vita ai corsi IV e V del TFA sostegno, idonei compresi”. Ancora oggi, inoltre, “non si conosce ancora la distribuzione dei posti, né se tutte le Università saranno disponibili ad avviare il corso per pochi posti, con tutto quello che comporta a livello organizzativo. Non è stata infatti ancora avviata la consueta ricognizione dei posti a disposizione nelle Università che, solo da poco, hanno concluso le selezioni per il V ciclo”. Senza contare che non si hanno notizia sulla eventuale modifica, auspicata dall’Anief, dei parametri utili a determinare il contingente regionale e di ogni ateneo.

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Scuola: Sostegno a 300mila alunni disabili

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2020

Per garantire la continuità didattica e dire basta al “balletto” delle supplenze d’inizio anno, in via preliminare il sindacato chiede l’adeguamento dell’organico di fatto all’organico di diritto delle cattedre di sostegno: in vista dello sblocco delle assunzioni sul 100% del turnover e per garantire maggiore efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa, considerando che nella scuola i posti in organico di fatto sul sostegno costituiscono oggi più del 40% della pianta organica. Parliamo, quindi, di oltre 60 mila posti oggi collocati in deroga.Anief chiede anche l’incremento dell’organico di sostegno di ulteriori 25 mila unità: in base ai dati ufficiali, infatti, risultano essere presenti in organico 25 mila insegnanti di sostegno in meno rispetto all’a.s. 2019/20, a fronte di un aumento di 50 mila alunni certificati nell’ultimo quinquennio.Per agevolare l’accesso sulle tante cattedre libere e coperte da personale non specializzato, l’Anief ha deciso di chiedere nella Legge di Bilancio, con specifici emendamenti, anche in considerazione della sospensione di tutte le procedure concorsuali, l’ammissione al TFA sostegno per tutti coloro che hanno presentato domanda, così da “consentire l’accesso ai ruoli al personale precario che da anni presta servizio e al personale di ruolo che vuole presentare domanda di passaggio”.Inoltre, il sindacato autonomo rivendica, sempre con la legge di fine 2020, l’ammissione al TFA sostegno di coloro che sono risultati idonei alle precedenti procedure di selezione, consentendo in tal modo “l’accesso ai ruoli al personale precario che da anni presta servizio e al personale di ruolo che vuole presentare domanda di passaggio”.Sempre con uno apposito emendamento alla Legge di Bilancio l’Anief chiede l’ammissione al TFA sostegno del personale “con contratto a tempo determinato con almeno 36 mesi di servizio e indeterminato”. Tale norma permetterebbe pure di “consentire l’accesso ai ruoli al personale precario che da anni presta servizio e al personale di ruolo che vuole presentare domanda di passaggio”. Il sindacato ha infine chiesto la stabilizzazione di migliaia di assistenti all’autonomia e alla comunicazione, sempre più figure chiave nei percorsi di inclusione scolastica poiché affiancano attivamente gli alunni con disabilità: per questi professionisti, infine, si richiede, ai fini del loro inquadramento professionale, di “prevedere l’apertura di una specifica sessione contrattuale dei sindacati rappresentativi”.

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Scuola: Sostegno negato agli alunni disabili?

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2020

Nei nostri istituti scolastici si attende ancora la nomina di 100 mila docenti di sostegno. A denunciarlo è oggi Tuttoscuola: la rivista specializzata ha stimato che “il docente di sostegno deve tuttora essere reperito tra i supplenti annuali (circa 19mila) e i supplenti su posti in deroga (circa 84mila)”.“I ritardi – spiega Marcello Pacifico, leader dell’Anief – hanno pluri-motivazioni: alla base c’è l’altissima percentuale di precarietà in questo settore di insegnamento, con un tasso di specializzati ancora basso e un’alta percentuale, circa il 40%, di posti in deroga fino al 30 giugno, liberi ma in realtà non collocabili tra quelli utili per le immissioni in ruolo. Poi quest’anno c’è la novità delle Gps digitalizzate, che ha rallentato ulteriormente le operazioni. Ecco perché rimaniamo in prima linea con la nostra iniziativa ‘Non un’ora di meno’, attraverso la quale si assegna il prima possibile all’alunno il docente di sostegno in base a quanto previsto dall’equipe psico-pedagogica e non a conteggi al ribasso degli uffici scolastici”.Nell’anno dell’emergenza epidemiologica si aggrava il problema della copertura delle cattedre vacanti afferenti al sostegno agli alunni disabili. Perché non solo “il 59% dei ragazzi con disabilità si troverà quest’anno con un docente di sostegno sconosciuto (come evidenziato dall’inchiesta di Tuttoscuola), e non solo perché il settore avrà ancora il maggior tasso di precarietà tra tutti i settori e le classi di concorso (45% posti di sostegno in deroga e 56% di docenti di sostegno supplenti)”: ora la rivista si sofferma anche sulle mancate nomine degli insegnanti nella prima settimana di scuola. Un ritardo da collegare anche al problema dei tanti errori presenti nelle Graduatorie provinciali per le supplenze contro i quali il sindacato è intervenuto patrocinando appositi reclami e ricorsi.

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Alunni disabili, assistenti all’autonomia e alla comunicazione non si possono negare

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Anche la Cedu riconosce il risarcimento per danno materiale (10mila euro) alle famiglie per la mancata assegnazione agli alunni con disabilità: dopo i continui successi dei legali di Anief, che offrono patrocinio gratuito per ricorrere al giudice ordinario per ottenere il risarcimento per la mancata assegnazione di tutte le ore richieste nei Pei per gli insegnanti di sostegno e per gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, ora arriva un’importante sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo. Esaminando il ricorso prodotto dai genitori di una alunna con autismo iscritta ad una scuola primaria campana dopo che per due anni consecutivi gli ha negato l’assistenza specialistica, ha ritenuto, all’unanimità, che invece ne aveva pieno diritto. La Corte ha ritenuto che tale negazione ha prodotto una violazione dell’articolo 14 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, in base al quale gli Stati non debbono produrre discriminazione: ora l’Italia dovrà pagare alla bambina 2.520 euro a titolo di danno patrimoniale, 10mila euro per danni non patrimoniali e 4.175 euro per costi e spese. Anief ribadisce la necessità di aderire alla campagna #nonunoradimeno e al patrocinio gratuito per i ricorsi al giudice ordinario per la violazione del principio di non discriminazione violato dalla legge e riconosciuto dalle ss.uu. della cassazione con una recente sentenza dell’anno scorso per ottenere i diritti negati e così garantire pari opportunità agli allievi disabili. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “sul tema della mancata assegnazione delle ore settimanali di sostegno agli alunni con disabilità previsto dal loro programma didattico-pedagogico permane una sostanziale inerzia da parte del legislatore e dell’amministrazione. Mentre continuano ad esprimersi i giudici. Ad iniziare dalla Cassazione, che lo scorso anno ha prodotto la sentenza n. 25101, da cui è scaturito che non è possibile apportare modifiche al piano orario settimanale una volta che il piano individualizzato dell’alunno disabile è stato definito. Ne deriva che l’amministrazione scolastica non ha alcun titolo a modificare la quantità di ore assegnate dal Glo: ogni volta che ciò accade, purtroppo spesso, va in contrasto con il diritto dell’alunno a una pari opportunità scolastica scadendo quindi nella discriminazione. La stessa che ha ravvisato, ora, la Corte europea dei diritti dell’uomo per l’assistenza specialistica”.

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