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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘disabili’

Scuola: Sostegno alunni disabili, maldistribuiti i posti dei corsi di specializzazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 aprile 2019

La Regione Piemonte raccoglie la denuncia di Anief che ha portato all’immediata impugnazione della decisione del Miur di far ripartire in modo disomogeneo i 14.224 posti utili a specializzarsi come docente di sostegno, autorizzati con il decreto n. 92/2019 secondo l’offerta degli Atenei e non della vacanza di posti e di insegnanti specializzati nel territorio come prevede la legge. Il caso dei posti di sostegno assegnati al Piemonte: a non comprendere il perché del sensibile squilibrio nella distribuzione dei posti a livello regionale è ora l’Assessorato regionale all’Istruzione del Piemonte che ha chiesto un incontro tra l’Università di Torino e l’Ufficio Scolastico. Per Anief la richiesta è più che lecita, perché si è introdotta una soglia “fluttuante”. Secondo il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico oltretutto non c’era alcun motivo di lasciare fuori un altissimo numero di candidati che già stanno aderendo in tanti a una nuova azione giudiziaria contro il numero chiuso e l’assenza di una soglia ai test pre-selettivi oggettiva legata al raggiungimento della sufficienza.
I corsi di sostegno devono ancora prendere il via, le selezioni si avvieranno solo a metà a aprile, ma già è tempo di polemiche. E i motivi sono fondati. Secondo Orizzonte Scuola, il problema rimane “capire come far fronte alla cronica mancanza di insegnanti di sostegno specializzati. Numerosi docenti infatti anche quest’anno continuano ad insegnare privi del titolo di specializzazione e delle competenze specifiche per questa professione”. Il problema è che invece di fare fronte alla comprovata necessità di specializzare migliaia di docenti che ogni anno coprono le cattedre di sostegno vacanti, l’amministrazione piemontese è riuscita ad allestire dei corsi che avviano alla didattica “speciale” per appena 200 posti, di cui la miseria di 15 nella scuola dell’infanzia, peraltro concentrandoli nella sola Università di Torino. “Si tratta con ogni evidenza di cifre del tutto inadeguate ai bisogni piemontesi – ha detto l’assessore regionale Gianna Pentenero a Torinoggi -. Basti pensare che lo stesso numero complessivo di percorsi di specializzazione è attivato dagli atenei della Basilicata, regione con popolazione inferiore di otto volte a quella del Piemonte. Questo non può che riflettersi negativamente sulle condizioni di tante ragazze e tanti ragazzi disabili. La questione è stata posta anche in Conferenza Stato-Regioni e, allo stato attuale, è indispensabile – ha concluso la consigliera piemontese – che il Governo nazionale dedichi maggiori risorse per finanziare la formazione degli insegnanti”. Anief concorda con la presa di posizione del Consiglio regionale del Piemonte dopo aver denunciato all’USR l’incredibile situazione: la scuola pubblica italiana ha estremo bisogno di docenti di sostegno specializzati, come del resto più volte rilevato dal Ministro dell’Istruzione. A questo scopo, sono stati programmati i corsi per specializzare 40 mila docenti in tre anni ma lo si è deciso di fare con una ripartizione di posti illogica e con dei numeri del tutto insufficienti. Oltretutto, decidendo di ammettere alla prova scritta solo chi supererà una soglia “fluttuante”, variabile in base al conseguimento dei punteggi conseguiti in ogni singolo ateneo, si stanno andando a determinare i presupposti per creare una selezione discriminante. Anief ricorda, che è fondamentale la preparazione iniziale per affrontare al meglio le prove e il corso. Per informazioni, rivolgersi a Eurosofia.

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“Norme per il diritto al lavoro dei disabili”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Sono trascorsi 20 anni dall’approvazione della Legge 68/1999 grazie alla quale il nostro Paese si dotava di uno strumento normativo volto a superare una visione esclusivamente assistenziale delle persone con disabilità e a porre le basi per una loro piena inclusione sociale. Oltre a fissare per i datori di lavoro, pubblici e privati, quote di assunzioni di lavoratori disabili e stabilire agevolazioni fiscali e contributive per le aziende virtuose, la legge 68/1999 prevedeva una serie di servizi di sostegno e di collocamento mirato per facilitarne l’attuazione.A vent’anni di distanza permangono non pochi ostacoli per la sua piena attuazione: il tasso di occupazione delle persone con disabilità è sempre rimasto di gran lunga inferiore rispetto allo standard dei lavoratori senza disabilità. Inoltre una delle principali riforme introdotte da quella legge, la formazione professionale, non si è rilevata strumento adeguato: in numerosi casi, infatti corsi, tirocini e stage, spesso, non hanno portato a uno sbocco lavorativo, avendo avuto il solo effetto di un avvicinamento al mondo del lavoro. In questo panorama, ricordando che la Legge 68/1999 è una vera e propria conquista di civiltà e rappresenta una legislazione avanzata a livello europeo, l’esperienza della Comunità di Sant’Egidio dimostra che è possibile realizzarla in modo compiuto. E’ il caso della “Trattoria degli Amici”, un ristorante nel cuore di Trastevere, che offre impiego stabile a 12 lavoratori con disabilità e, nel corso di 20 anni di attività, ha formato decine di professionisti della ristorazione (camerieri, aiuto-cuochi, sommelier) ora impiegati in diversi locali della Capitale e sostenuto, con la sua esperienza, iniziative analoghe in diverse città d’Italia. Un’iniziativa che dimostra come sia possibile valorizzare le persone con disabilità nelle loro capacità, anche professionali, in modo che possano contribuire con il proprio lavoro al benessere comune e creare una società davvero inclusiva.

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Scuola: Sostegno disabili, svolta in arrivo per 48 mila assistenti all’autonomia e alla comunicazione?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 gennaio 2019

In Senato è stato presentato l’ordine del Giorno G.10.100 Granato, Montevecchi (M5S) per impegnare il Governo a stanziare le risorse in tempi certi per garantire l’erogazione dei fondi agli Enti Locali e pagare gli stipendi prima dell’inizio dell’anno scolastico. Marcello Pacifico (Anief) plaude all’iniziativa ma rilancia: bisogna approvare una norma che stabilizzi tale personale direttamente nei ruoli dello Stato, al pari del personale Ata e degli insegnanti di sostegno, essenziale per garantire il diritto all’istruzione degli alunni con disabilità. Potrebbe essere ad una svolta il problema dell’erogazione dei fondi agli Enti Locali per la nomina e il pagamento degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione degli alunni con disabilità: questa situazione, mai affrontata, provoca infatti ogni anno la mancata assegnazione di decine di migliaia di operatori, formati e specializzati, con danni palesi sugli alunni che per legge hanno diritto a beneficiare del loro servizio. Eppure, gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione sono previsti dall’articolo 13 della L.104/92: sono operatori che hanno il compito di facilitare la comunicazione dello studente con disabilità, stimolare lo sviluppo delle abilità nelle diverse dimensioni della sua autonomia, mediare tra l’allievo con disabilità e il gruppo classe per potenziare le loro relazioni, supportarlo nella partecipazione alle attività, partecipando all’azione educativa in sinergia con i docenti.Alla base della loro mancata nomina vi è l’impossibilità per Comuni ed ex Province, gestori per legge di tali professionalità, di convocare prima dell’inizio dell’anno scolastico gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, proprio perché impossibilitati al pagamento dei loro stipendi. E questo si deve a vari motivi, come la diversa tipologia dei contratti, la crisi finanziaria di Comuni e Regioni, nonostante gli aumenti di 25 milioni del fondo specifico riconosciuto nelle ultime Legge di Stabilità, che non permettono una serena programmazione del lavoro e una risposta immediata alle famiglie per i bisogni dei loro figli.
Nel passaggio alla Camera del decreto-legge 135 Semplificazioni, Marcello Pacifico, presidente Anief, spera a questo punto che “l’attuale maggioranza, sensibile al tema della disabilità, possa impegnarsi per affrontare il problema: occorre approvare una norma che stabilizzi tale personale direttamente nei ruoli dello Stato al pari del personale Ata e degli insegnanti di sostegno, essenziale per garantire il diritto all’istruzione degli alunni con disabilità”. “A questo scopo – conclude Pacifico – occorre anche trovare risorse aggiuntive tali da dotare ogni scuola di un organico funzionale composto anche da queste figure professionali, ormai indispensabili per l’autonomia”.

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Scuola: Sostegno disabili, in primavera al via i primi corsi per 40 mila docenti

Posted by fidest press agency su martedì, 22 gennaio 2019

Parola del ministro Bussetti. Anief e Radamante ribadiscono la volontà di ricorrere per diverse tipologie di candidati esclusi, tra cui i diplomati ITP, AFAM o gli stessi laureati. Eurosofia rilancia, invece, i corsi di preparazione per superare il test di sbarramento, mentre il sindacato annuncia nuovi ricorsi contro i decreti degli organici regionali dopo la vittoria al Tar Lazio per convertire i posti in deroga in organico di diritto in presenza di effettive esigenze rilevate.Lo ha annunciato il ministro dell’Istruzione, negando che il governo ha attuato dei tagli al supporto agli alunni con disabilità: nella manovra 2019, “il bilancio approvato non contraddice quanto ho affermato. È concreto l’impegno per l’effettiva inclusione scolastica”. Simona Malpezzi (Pd): “formazione, fino a prova contraria, non significa assunzione”. In ogni caso, oggi sul sostegno opera un buon 32% di supplenti, circa 20 mila insegnanti, privo di specializzazione. Ma ci sono anche diverse migliaia di specializzati che per lo Stato è come se non lo fossero: alcune migliaia ancora nelle GaE e oltre 9 mila nella seconda fascia delle graduatorie d’istituto. Poi, però, quest’anno soltanto 167 insegnanti specializzati sono stati assunti, a fronte di 6.143 posti autorizzati per l’assenza del personale nelle graduatorie ad esaurimento e in alcune di merito esaurite in quasi tutte le regioni italiane. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): C’è una grande richiesta di questo genere di personale docente, ma per attuare il progetto di copertura delle oltre 60 mila cattedre vacanti occorre anche cambiare l’inconcepibile Legge Carrozza 128 del 2013 che, per assicurare risparmi pubblici sulla pelle degli studenti più bisognosi, ha disposto in organico di fatto decine di migliaia di cattedre di sostegno, pur di fare cassa sui mesi estivi e sulle progressioni di carriera del personale docente, forzatamente collocato come precario.

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Scuola: Sostegno disabili, arriva un’altra riforma con poche luci e molte ombre

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Il Miur intende modificare il mai applicato decreto legislativo 66/17: tra le intenzioni espresse a viale Trastevere figura anche l’assegnazione “dell’insegnante a tempo indeterminato per l’intero ciclo di studi dell’alunno”. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal), la continuità didattica non si garantisce abolendo le competenze relative al ciclo scolastico degli insegnanti o limitando al 50% i trasferimenti su posto comune, ma assumendo in ruolo i 40 mila supplenti oggi chiamati in deroga fino al 30 giugno su posti liberi. In modo da garantire, ogni inizio d’anno scolastico e non in autunno, la copertura di tutti i posti richiesti dalle scuole. E nemmeno cancellando soltanto il Gruppo per l’inclusione territoriale se non si ritorna alle vecchie certificazioni, perché quasi 300 mila alunni dovranno rifare le visite.

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Scuola: Sostegno, alunni disabili a quota 280 mila

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 dicembre 2018

Quella del sostegno agli allievi con disabilità grave riconosciuta è un’emergenza nazionale, da affrontare con convinzione perché non bastano interventi ordinari per risolverla: a dirlo è stata Chiara Cozzetto, portavoce Anief intervenuta a Firenze nel corso della Conferenza “Precariato, Diplomati Magistrale e Sostegno: quali soluzioni?”, svolta nella sala Gigli del Consiglio regionale toscano e organizzata dal dott. Paolo Marcheschi – consigliere regionale – e dalla referente regionale FdI per la scuola Michela Senesi. La rappresentante del giovane sindacato si è soffermata sui 280 mila alunni disabili iscritti, certificati dall’Istat, che sono quasi il doppio dei 160mila del 2006 e che avanzano quindi ormai al ritmo di circa 10 mila nuovi iscritti l’anno. Rimane però in vigore la Legge 128/2013, che ferma al 66% i posti in organico di diritto. A cui si aggiunge il nodo della mancata attribuzione del corretto monte ore agli alunni certificati. Non sorprende, quindi, se la richiesta in tribunale per vedersi riconoscere le ore settimanali risulta in sensibile crescita.

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Scuola: Sostegno disabili, a due mesi dall’inizio delle lezioni rimangono da assegnare migliaia di docenti

Posted by fidest press agency su domenica, 11 novembre 2018

L’anno scolastico è iniziato da oltre due mesi, ma tanti alunni disabili sono ancora in attesa del docente di sostegno. Solo in questi giorni, infatti, si sta mettendo in modo la macchina organizzativa che porterà all’assegnazione definitiva di circa 50 mila insegnanti da affiancare agli allievi con gravi e certificate problematiche di apprendimento. “Arrivano i posti in deroga, quelli indispensabili per gli alunni ma che continuano ad essere negati nella costituzione degli organici per l’anno scolastico”, scrive oggi la rivista Orizzonte Scuola. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, alla base di questa situazione assurda vi è la somma di più problemi irrisolti: lo abbiamo denunciato più volte e ora, a due mesi dall’inizio delle lezioni, i nodi vengono al pettine.

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Scuola: Alunni disabili con le ore di sostegno dimezzate e i docenti che non arrivano

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Anche dinanzi ad alunni con gravi patologie o menomazioni, l’inerzia della macchina organizzativa, frenata da norme assurde, non si scuote. Ai dirigenti scolastici arrivano delle ore complessive da dividere per tutti gli alunni disabili dell’istituto da loro diretto. E siccome sono in misura ridotta, scatta la riduzione equa per tutti. Anief ha calcolato che in Italia in questo momento sono almeno 80 mila i casi di sostegno negato agli alunni disabili, dinanzi ai 255 mila iscritti con certificazione. Eppure la Corte Costituzionale ha detto che i bilanci pubblici e di razionalizzazione delle risorse statali non sono un motivo valido per negare il sostegno agli alunni con disabilità. Per Marcello Pacifico (Anief-Cisal) l’assurdo è che i docenti specializzati di sostegno ci sono. Sono circa 20 mila, hanno la loro abilitazione all’insegnamento, hanno superato i test d’accesso alle scuole specializzanti, sono stati formati nelle università accreditate dallo Stato, ma vengono incredibilmente lasciati nelle graduatorie d’istituto. Per loro le GaE non possono essere riaperte. E il disservizio aumenta.

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Sostegno, in Italia 80 mila alunni disabili con meno ore di quelle che spettano loro

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 ottobre 2018

Tanti si rivolgono al tribunale: a Roma il giudice risarcisce una famiglia con 10 mila euro. In poco più di dieci anni, gli alunni con disabilità sono raddoppiati, passando da 180mila a 255 mila. Peccato che la risposta dello Stato sia stata inadeguata: ogni inizio d’anno scolastico, tutti gli uffici preposti fanno a gara per assegnare alle scuole un numero di ore settimanali sensibilmente inferiore a quello richiesto a seguito delle diagnosi realizzate da medici specialisti del servizio sanitario pubblico, dell’esame del Gruppo di lavoro per l’inclusione e confermate dai docenti. Così, i dirigenti scolastici sono costretti a fare i salti mortali per limitare i danni, dividendo il “pacchetto” di ore accordato tra gli alunni disabili presenti nel proprio istituto e applicando una regola proporzionale per difetto. Scontentando tutti.Per chi non vuole soccombere dinanzi a questa palese ingiustizia, non rimane che ricorrere al giudice: questi non potrà che dare ragione alla famiglia dell’alunno disabile, condannando l’amministrazione pubblica anche con risarcimenti consistenti. Come accaduto proprio ieri a Roma con il TAR del Lazio che emana un provvedimento monocratico d’urgenza in cui impone al Ministero l’attribuzione immediata delle ore di sostegno “per un numero di ore adeguato alla patologia dell’alunna, ovvero la copertura totale delle ore di sostegno”. Ma anche i tribunali ordinari sono dello stesso avviso, è il caso avvenuto nei giorni scorsi a Velletri, dove il tribunale ha reputato la triade Miur, Usr e Ambito territoriale, responsabili dalla mancata assegnazione ad un alunno portatore di disabilità grave, del dimezzamento delle 25 ore settimanali indicate dalla struttura medico-pedagogica statale: pesante anche il risarcimento danni.

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Scuola: Il sostegno ai disabili non va

Posted by fidest press agency su sabato, 6 ottobre 2018

Per il mancato diritto allo studio degli alunni disabili, “la situazione che stiamo vivendo in Italia è paradossale” perché ogni anno la metà di loro cambia docente e gli insegnanti precari specializzati non sono assunti per l’applicazione di norme inadeguate e anacronistiche che nessuno si cura di cambiare: lo ha detto questa mattina il professor Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, parlando in diretta su Rai Radio Uno nel corso della trasmissione “Tutti in classe”.Le contraddizioni della scuola italiana sono rappresentate dalla gestione del sostegno ai 250 mila alunni disabili che frequentano le nostre scuole. A dirlo è stato Marcello Pacifico, leader del sindacato autonomo Anief, da alcuni mesi divenuto rappresentativo a livello nazionale che nel corso della trasmissione Rai Radio uno “Tutti in classe” ha oggi sottolineato che sono 50 mila le convocazioni per un’immissioni in ruolo andate deserte dal 2015, la metà soltanto quest’anno. Mai come oggi, ha detto, è estremamente urgente riaprire le GaE, le Graduatorie ad esaurimento, per evitare anche il balletto delle supplenze e per colmare l’assenza di personale specializzato o abilitato nelle materie scoperte. “Dopo che ad agosto sul sostegno su 13mila posti che dovevano andare al ruolo ne sono stati coperti solo 1.600, non possiamo più permetterci passaggi a vuoto”, ha continuato il presidente. “Lo stato attraverso le Università a numero chiuso – ha ricordato Pacifico – ha specializzato con specifici corsi tra il 2013 e il 2015 circa 20mila docenti di sostegno: abbiamo 20 mila specializzati ma siccome sono abilitazioni avvenute dopo il 2012, viviamo il paradosso di avere docenti curricolari non specializzati nel sostegno che temporaneamente insegnano sostegno e docenti specializzati in sostegno che hanno pure pagato rette esose dopo che avevano superato il numero chiuso, i quali non vengono chiamati. È tutto surreale”, ha concluso il sindacalista.

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Scuola: Sostegno, in Sicilia è boom di alunni disabili

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 settembre 2018

L’80% degli alunni hanno gravi problemi di apprendimento, perché rientrano nell’ex comma 3, art. 3 della Legge 104/92 che regola ancora oggi buona parte dell’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti dei cittadini con disabilità: ciò presuppone l’affiancamento all’allievo del docente di sostegno per un sostanzioso numero di ore settimanale. Invece, nell’ultimo quinquennio gli organici del personale specializzato sono rimasti pressoché invariati, lontani da quel rapporto uno ad uno voluto dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 2023 del 23/3/2017 che ha confermato una sentenza del Tar Toscana con la quale veniva annullato il provvedimento dell’amministrazione scolastica che aveva assegnato un numero di ore di sostegno inferiore a quelle proposte dal GLHO nel Piano educativo individualizzato. Così, anche quest’anno l’Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia ha assegnato solo la metà degli insegnanti specializzati chiesti dai dirigenti scolastici in deroga, facendo crescere il contenzioso del 1000%, con oltre 11 milioni di euro di condanne alle spese e un danno erariale evidente, grazie alle cause promosse anche dai legali Anief nella campagna gratuita per genitori, docenti e dirigenti scolastici #nonunoradimeno.
In Sicilia il numero di alunni disabili certificati iscritti a scuola aumenta ogni anno in modo esponenziale. I numeri sono impietosi: nell’ultimo lustro sono incrementati addirittura di 5 mila unità. Tuttavia, l’amministrazione non adegua l’organico dei docenti specializzati. E il contenzioso aumenta, con risarcimenti cospicui che lo Stato deve assegnare alle famiglie con disabili danneggiate. È questa l’amara conclusione che emerge da un focus, numerico e normativo, realizzato dal sindacato Anief sul sostegno agli alunni disabili attuati nell’Isola: una modalità distorta e mai sanata, confermata dall’istruttoria depositata dall’Avvocatura dello Stato su ordine del Tar nel ricorso 793/18 patrocinato dagli avvocati Ganci e Miceli, che operano per il sindacato Anief, i quali hanno denunciato la Circolare sugli organici di sostegno firmato dal direttore generale dell’Usr Sicilia, la dott.ssa Maria Luisa Altomonte.
In attesa dell’esito dei ricorsi, se si pensa alla dotazione organica, allo stato attuale l’organico di diritto potrebbe coprire soltanto le esigenze degli alunni con grave disabilità certificata, lasciando scoperti gli altri diecimila alunni con disabilità meno grave, a cui l’amministrazione cerca di far fronte con posti in deroga – assegnati sino al 30 giugno 2019, per via della Legge Carrozza 128 del 2013 – e comunque sempre in quantità numerica complessiva e oraria inferiore rispetto a quelli richiesti delle scuole a seguito dell’esame svolto dall’équipe medico-pedagogica che ha valutato caso per caso.D’altronde, l’operazione taglia-posti imposta dall’amministrazione scolastica non serve neanche a realizzare risparmi della finanza pubblica, considerato che ogni ricorso eseguito dal Tar sull’assegnazione di un posto in deroga non riconosciuto costa ai cittadini almeno 2 mila euro di condanne alle spese e mille euro come risarcimento alle famiglie per ogni mese in cui non hanno usufruito del diritto all’istruzione per i propri figli. Considerato che le cause eseguite negli ultimi cinque anni sono state 5 mila, le spese risarcitorie nella sola Sicilia assumono dimensioni notevoli. E si comprende anche il deficit finanziario che provoca questa scellerata politica. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, la soluzione al grave problema è chiara: “bisogna trasformare tutti i 50 mila attuali posti in deroga sparsi per l’Italia, diverse migliaia dei quali solo in Sicilia, in organico di diritto, in modo da stabilizzare i docenti precari ma anche per consentire il trasferimento di quei molti insegnanti di ruolo specializzati assunti nelle regioni del Nord Italia e che da diversi anni ricorrono all’assegnazione provvisoria per andare a coprire i vuoti del Meridione”.
La causa relativa all’istruttoria depositata dall’Avvocatura dello Stato – su ordine del Tar – nel ricorso 793/18 sarà discussa il prossimo 6 novembre. Nel frattempo, sul tema degli organici inadeguati, anche dopo l’ultima riforma, la Buona Scuola imposta dal governo Renzi e il successivo decreto legislativo 66/2017 che ha mutato pure le modalità di richiesta e riconoscimento delle disabilità degli alunni, oltre all’assegnazione delle ore di sostegno, il sindacato Anief ha intenzione di organizzare con Eurosofia un seminario di formazione nel prossimo mese di ottobre.

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Scuola: Flop sostegno disabili

Posted by fidest press agency su sabato, 15 settembre 2018

Delle 13.329 assunzioni di docenti specializzati, autorizzate da Miur e Mef, ne sono state completate appena 1.639: le cattedre non assegnate a tempo indeterminato vanno così ad ingrossare le supplenze annuali che, per una assurda norma del 2013, introdotta per risparmiare quando però gli alunni disabili iscritti erano 180 mila e non 250 mila, continuano ad essere assegnate con scadenza 30 giugno anziché 31 agosto. A Napoli il top dell’incongruenza: questa estate, alle superiori solo l’1% del personale è entrato in ruolo. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che il decreto legislativo 66/2017 è stato una delusione totale: se il Ministro Bussetti non si muove, rischia di essere denunciato per responsabilità dirigenziale, dovuta ad un abuso perpetrato dei contratti a tempo determinato pur in presenza di personale specializzato e posti vacanti.

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Scuola: Sostegno disabili

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 luglio 2018

In Senato, Marco Bussetti ha presentato le linee programmatiche che ha intenzione di condurre durante il mandato: “Miglioreremo la formazione dei docenti sostegno, e definiremo degli indicatori per misurare i processi di inclusione”, ha detto il Ministro. Per poi dire ancora che “tutti gli studenti dovranno essere incentivati fino al raggiungimento del diploma”, in una scuola “che permetta a tutti gli studenti di arricchirsi attraverso il confronto con gli altri”, ad iniziare dai disabili. È intenzione del Ministro anche dare “piena attuazione al decreto 66 che intende promuovere la partecipazione della famiglia e delle associazioni come interlocutori dei processi di inclusione”.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Le condizioni degli alunni disabili sono fortemente mutate nell’ultimo decennio: erano 180 mila nel 2006, oggi sono 250mila e non possiamo avere gli stessi organici e delle regole che servono solo a risparmiare sugli stipendi dei mesi estivi. Se al centro delle scelte del Miur e del governo devono esserci gli studenti, come è giusto che sia, allora facciamo cadere i rami secchi e le norme assurde. Altrimenti continueremo ad assistere alla politica dei proclami e delle buone intenzioni, senza mai incidere in meglio sulla vita scolastica reale. Purtroppo il decreto legislativo 66/2017, citato dal Ministro ed in vigore dal prossimo mese di gennaio, non ha minimamente affrontato questo problema: è bene che lo faccia allora questo governo, se vuole davvero essere quello del cambiamento.

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Scuola: Sostegno alunni disabili, aperta la “caccia” ai 40mila posti liberi

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 luglio 2018

Al centro della questione sono i cosiddetti posti “in deroga”, con termine del servizio collocato al 30 giugno dell’anno successivo, benché siano cattedre vacante e disponibili. Una vergogna, legalizzata cinque anni fa con la Legge Carrozza 128/13. Anche il Ministro dell’Istruzione dice che il personale specializzato su sostegno è sempre insufficiente, a causa del mantenimento dei posti di sostegno ancora al 30 giugno nonostante le deroghe ci siano ormai ogni anno nel numero di decine di migliaia: in occasione della presentazione dell’Osservatorio per l’inclusione ha dichiarato “L’inclusione scolastica è una priorità. La via maestra per garantirla è aumentare il personale specializzato. Dobbiamo lavorare in questa direzione”.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il Ministro Bussetti è bene che si adoperi per superare quanto previsto dalla legge 128/13 che blocca gli organici a quelli complessivamente attivati dieci anni prima, quando il numero di alunni con disabilità certificata era quasi la metà di quella attuale, visto che siamo arrivati ad oltre 250mila iscritti. Considerando che il decreto legislativo 66/2017, in vigore dal prossimo 1° gennaio, non ha minimamente affrontato questo problema, tentando invece di introdurre elementi di medicalizzazione della disciplina di cui nessuno sentiva il bisogno, spetta a questo governo prendersi in carico il problema: bisogna assolutamente aumentare le immissioni in ruolo, procedendo con l’abrogazione dei posti in deroga e con l’assunzione immediata su almeno 40 mila posti vacanti e disponibili.

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Scuola: Sostegno disabili, 40mila posti liberi da coprire anche con le assegnazioni provvisorie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 luglio 2018

Per il sindacato Anief non è più possibile ogni anno assistere al balletto delle supplenze annuali su posti liberi, specialmente per quei 40mila insegnanti di sostegno che rappresentano un terzo della componente docente che segue da vicino gli alunni disabili. Quest’anno, in base all’accordo sulle assegnazioni provvisorie, molti di quei posti potranno essere assegnati, come ultima chance, anche a docenti non specializzati, purché abbiano prestato servizio per almeno un anno su posti di sostegno (anche a tempo determinato). A questo punto, Anief chiede che tutto l’organico residuo dei posti, compresi quelli attivati “in deroga” sul sostegno e senza titolare, sia affidato in ruolo ai docenti abilitati e specializzati, attraverso un piano straordinario specifico per la categoria. Il contemperamento tra diritto alla famiglia, per i docenti di ruolo che vogliono giustamente rientrare nella provincia di residenza dopo anni di sacrifici lontani dai propri affetti, e diritto al lavoro, dei tanti precari spasmodicamente in attesa anno dopo anno di un contratto a termine, si deve ottenere con l’assunzione in ruolo del personale su tutto l’organico; senza più nascondersi neanche dietro il dito dell’organico ogni anno attivato “in deroga” sul sostegno e con l’abolizione definitiva di qualsiasi vincolo di permanenza nella provincia di immissione in ruolo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Chi ha fatto sacrifici per anni ha diritto ad essere finalmente stabilizzato, così come ha diritto a rientrare nella provincia di residenza chi per anni si è sacrificato anche dopo l’immissione in ruolo. I posti ci sarebbero per tutti, se solo si trasformassero quelli dell’organico in posti effettivi da utilizzare per le immissioni in ruolo e i trasferimenti. Ma anche se solo il Miur non tendesse sempre “al risparmio”, penalizzando gli alunni più deboli, con disabilità spesso molto gravi, e costringendo annualmente centinaia di famiglie ad adire le vie legali per veder riconosciuto al proprio figlio il corretto numero di ore di sostegno che gli spetta. Per noi rimane fondamentale che si metta mano agli articoli della Legge 128/2013, che impongono un’alta percentuale di posti in deroga, da cui scaturiscono oltre 40 mila supplenze l’anno, con l’aggravante che vengono assegnate tutte su posti totalmente liberi e privi di docente titolare. In caso contrario, con il crescere continuo di alunni con certificazione di disabilità, con gli ultimi dati ufficiali che quantificano in 255 mila gli iscritti certificati, il fenomeno del sostegno negato diventerà sempre più cogente.

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Scuola: Sostegno negato agli alunni disabili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 giugno 2018

Con le lezioni scolastiche appena terminate, il giovane sindacato tira le somme dell’iniziativa “Sostegno, non un’ora di meno!” che ha prodotto un alto numero di provvedimenti favorevoli da parte del tribunale, a tutela dei diritti degli alunni disabili, ai quali il Ministero continua a negare, per motivi di cassa, il giusto apporto delle ore di sostegno. Il tutto, sempre in spregio alle indicazioni pervenute delle équipe di medici e di professionisti, incaricati di quantificare l’offerta formativa sulla base di necessità di apprendimento oggettive, da cui poi scaturisce il Piano educativo individualizzato. L’alto numero di cause vinte dimostra anche che pure il decreto legislativo 66/2017, attuativo della Legge 107/2015, non ha affrontato il problema con efficacia, limitandosi ad obbligare le famiglie con figli disabili gravi a rifare le certificazioni daccapo, mettendo in dubbio la valenza delle diagnosi in essere e spostando il problema su un piano puramente diagnostico.L’ultimo provvedimento ottenuto dai legali Anief, è giunto dal Tribunale ordinario di Roma che ha riconosciuto l’illegittimità delle decisioni degli uffici ministeriali di ridurre la portata complessiva delle ore di sostegno ad un alunno disabile, condannando il Miur a circa 5 mila euro di risarcimento danni per aver illegittimamente depotenziato le determinazioni contenute nel Pei: nella sentenza, i giudici hanno ribadito come la pronuncia della Cassazione n. 25011/2014 abbia definitivamente chiarito che “il diritto all’istruzione è parte integrante del riconoscimento e della garanzia dei diritti dei disabili, per il conseguimento di quella pari dignità sociale che consente il pieno sviluppo e l’inclusione della persona umana con disabilità”. Nell’occasione, i giudici hanno citato anche l’art. 24 della Convenzione di New York del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone con disabilità (resa esecutiva in Italia nel 2009) che pone a carico degli Stati aderenti il compito di predisporre un sistema educativo che preveda l’integrazione scolastica dei disabili a tutti i livelli.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Con le sentenze ottenute dai nostri legali abbiamo dimostrato che l’amministrazione compie degli abusi di potere, negando l’offerta formativa prevista. Certamente, siamo orgogliosi di aver ottenuto il rispetto dei nostri alunni più deboli, ma allo stesso tempo è giunta l’ora di smetterla con le norme tagli-ore e tagli organici, legate e meri motivi di risparmio. Servono, piuttosto, dei decreti a tutela degli alunni disabili. Non è possibile che il Ministero continui a costringere le famiglie a muoversi da sole per la tutela dei propri figli: lo Stato non può danneggiarli. Pertanto auspichiamo che d’ora in poi si realizzi una vera responsabilità istituzionale che assicuri un organico di sostegno adeguato agli effettivi bisogni dei nostri alunni. Il punto d’inizio è quello di far cadere gli articoli della Legge 128/2013 che impongono un’alta percentuale di posti in deroga, uno ogni due cattedre, da cui scaturiscono oltre 40 mila supplenze l’anno, con l’aggravante che vengono assegnate tutte su posti totalmente liberi. In caso contrario, con il crescere continuo di alunni con certificazione di disabilità, con gli ultimi dati ufficiali nazionali che ci indicano quasi 255 mila casi, il fenomeno del sostegno negato non potrà purtroppo che dilagare.

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Sostegno, il Miur certifica il record di iscrizioni di alunni con disabilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 maggio 2018

Sono quasi 255mila gli iscritti che frequentano le scuole italiane di ogni ordine e grado, quasi sempre con limiti psico-fisici, e vanno a coprire il 2,9% della popolazione studentesca. In un solo anno le studentesse e gli studenti con disabilità risultano in aumento (+8,3%), con la scuola primaria che registra la presenza più elevata di alunne e alunni con disabilità, 90.845. Mentre è la scuola secondaria di I grado ad avere la più alta incidenza di disabili sul totale della sua popolazione studentesca, pari al 4%.Ma il dato che continua purtroppo a non fare notizia, pur trattandosi di un elemento producente una serie di problemi non indifferenti all’organizzazione didattica speciale, è quello della stabilizzazione del personale docente specializzato: “Entrando del dettaglio della tipologia di contratto, dei 139.554 docenti per il sostegno nell’anno scolastico 2016/2017 – scrive il Ministero dell’Istruzione – 87.605 hanno un contratto a tempo indeterminato e 51.949 un contratto a tempo determinato. La quota di insegnanti per il sostegno a tempo indeterminato sul totale dei docenti per il sostegno è pari al 62,8%; nell’anno scolastico 2001/2002 tale rapporto si attestava sul 60,8%”.Il sindacato Anief da anni ha attivato ricorsi gratuiti al Tar Lazio per garantire #nonunoradimeno rispetto a quelle chieste dalla scuola ogni anno alle direzioni regionali in presenza di handicap grave e certificato.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sono 40 mila i docenti precari che ogni anno continuano ad essere chiamati ad assicurare il diritto all’istruzione e che spesso, però, sono nominati in istituti scolastici diversi minando la continuità didattica. Il decreto legislativo 66 della Legge 107/2015 non ha risolto il problema: anzi, obbliga le famiglie con figli disabili gravi a rifare le certificazioni daccapo, mettendo in dubbio la valenza della diagnosi in essere. Sposta il problema su un piano diagnostico, ma non risolve nulla da un punto di vista della didattica. Tuttavia la soluzione sarebbe a portata di mano: basterebbe stabilizzare i 40 mila posti che per diversi anni sono dati in deroga, specie dopo le sentenze delle sezioni unite della Corte di Cassazione, secondo le quali va salvaguardata la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo. Basta con gli indugi.

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Scuola – Sostegno negato, in Sicilia aumentano gli alunni disabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 maggio 2018

I sindacati sono stati informati che a cospetto di un incremento di 724 allievi con disabilità certificata sull’isola “non si assiste, invece, ad un altrettanto consequenziale aumento di posti in organico di diritto, rimandando la gestione del problema all’assegnazione di posti in deroga” fino al 30 giugno dell’anno successivo. Vanificando in tal modo la possibilità di considerare quei posti liberi, quindi utili per la continuità didattica, i trasferimenti e le immissioni in ruolo. In vista del prossimo anno, quindi, si prevede un incentivo dei ricorsi da parte delle famiglie degli alunni disabili. Del resto, è questa l’unica risposta possibile dinanzi ad uno Stato che non rispetta i diritti dei più deboli. Proprio di recente, l’Istat – attraverso un dettagliato report – ha fatto sapere che nella scuola primaria addirittura una famiglia ogni dieci ricorrere al giudice per far valere le ore di sostegno negate al figlio. E questo avviene proprio perché gli uffici scolastici non si allineano al fabbisogno di ore stabilito dall’equipe medica pubblica. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, ricorda come “negli ultimi anni il nostro sindacato con l’iniziativa ‘Non un’ora di meno’ ha permesso a tanti alunni di ottenere quel sostegno che nessuno voleva assegnare loro. Tutto deriva dal fatto che lo Stato si ostina a voler risparmiare sui mesi estivi non assegnati e sugli scatti stipendiali del personale: nella cinica logica di chi ci governa, infatti, conviene tenere sotto scacco un insegnante specializzato per 10 mesi l’anno con lo stipendio bloccato piuttosto che per 13 mensilità e gli incrementi previsti solo per i colleghi già immessi in ruolo. Ne consegue che oggi l’organico dei docenti di sostegno supera i 140 mila docenti, ma più di 40 mila risultano in deroga, fino al 30 giugno. Neanche il decreto legislativo 66 della Legge 107/2015 ha risolto il problema. Anief non ha mai voluto sottostare a questo stato di cose e i giudici gli hanno dato ragione. Proprio in Sicilia, a Palermo, solo pochi mesi fa hanno imposto un decreto d’urgenza, per attuare il pieno rispetto del diritto all’istruzione e all’inclusione dell’alunno disabile e l’immediata attribuzione del docente di sostegno per l’intero monte ore necessario. Famiglie, insegnanti, personale Ata, dirigenti e semplici cittadini, che intendono vederci chiaro sulla mancata nomina dei docenti di sostegno o delle ore non assegnate come indicato dalle commissioni mediche dello Stato, possono sempre scrivere all’indirizzo e-mailsostegno@anief.net. Il ricorso per ottenere la stabilizzazione dell’organico di sostegno con la trasformazione dei posti in deroga in posti in organico di diritto fa da corollario all’azione di sensibilizzazione che l’Anief promuove da anni gratuitamente con l’iniziativa “Sostegno, non un’ora di meno!”, attraverso cui il sindacato promuove apposite impugnazioni presso il tribunale.

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Interventi a favore dei familiari che assistono persone disabili

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2018

Il caregiver (familiare assistente) è una persona che aiuta, in maniera gratuita e quotidiana, un proprio parente di primo grado non autosufficiente fisicamente e/o mentalmente. La gratuità e la disponibilità h/24 è la principale differenza fra un caregiver e la classica figura del/della badante così come comunemente è intesa. Nello svolgimento di questa amorevole attività, il familiare assistente può operare in maniera diretta (lavare, vestire, cucinare, …) o indiretta (adempiere agli obblighi amministrativi) il proprio congiunto, così come adottare tecniche di sorveglianza attiva (intervenire in caso di pericolo per l’assistito o gli altri) o passiva (paziente a letto che ha bisogno di controllo). Nell’ultima legge di Bilancio è stata inserita questa mansione fra i lavori gravosi in modo che questa particolare categoria di persone, a tutti gli effetti lavoratori, possano accedere a un indennizzo di tipo pensionistico.
Negli ultimi anni, infatti, è emersa sempre più l’esigenza di fornire una qualche forma di tutela e assistenza per coloro che assicurano assistenza a congiunti con disabilità o comunque non autosufficienti.Data la grandissima rilevanza sociale, causata anche da una grave carenza nelle strutture e negli strumenti di assistenza messi a disposizioni dal Servizio Sanitario Nazionale e dagli enti locali, non vi è dubbio che il tema sarà al centro dei prossimi lavori parlamentari.Nel corso della scorsa legislatura e in particolare nel 2017, la Commissione Lavoro e Previdenza Sociale del Senato ha faticosamente predisposto un testo unico, partendo dalle varie proposte di legge presentate su questo argomento.Questo testo, fortemente condizionato dalla volontà di non porre oneri aggiuntivi a carico del bilancio statale, si poneva come una sorta di atto di indirizzo alle regioni e alle province autonome, cui era rimessa l’adozione delle misure concrete a favore dei caregiver. Una scelta questa piuttosto discutibile, che avrebbe ulteriormente ampliato quella profonda disomogeneità di trattamento sul territorio nazionale che già esiste in tema di assistenzaQuesta impostazione “al ribasso” aveva fatto si che nel testo unificato le forme di assistenza davvero nuove fossero in realtà assai limitate e mancasse in esso qualsiasi riferimento a forme di tutela previdenziale (ad esempio contributi figurativi, pensionamento anticipato) e lavorativa ( ad esempio rispetto a malattie professionali e infortuni).
Non vi è dubbio che, se si vorrà davvero intervenire in favore dei caregiver familiari il nuovo Parlamento dovrà affrontare la questione in modo molto più coraggioso e con misure di efficacia molto maggiore. In previsione di questa evenienza, la legge di bilancio 2018 ha previsto la costituzione di un fondo per il finanziamento di misure di sostegno del ruolo di cura e di assistenza del “caregiver familiare”, con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018/2019/2020.

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Disabili inclusione sociale e dignità

Posted by fidest press agency su domenica, 29 aprile 2018

L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, da sempre mossa dalla convinzione che il lavoro rappresenti la più grande opportunità di riscatto personale e di inclusione sociale per tutte le persone che partono da posizioni di svantaggio, in occasione della festa del primo maggio ribadisce il proprio sostegno e la propria vicinanza ai disabili visivi e a tutto il mondo della disabilità. U.I.C.I., attiva dal 1920 a supporto di ciechi e ipovedenti, è costantemente impegnata nell’individuazione di nuove attività lavorative per offrire opportunità ai giovani disabili visivi che devono inserirsi nel mondo del lavoro e a tutte le persone che, a causa della perdita parziale o totale della vista, si trovano nell’impossibilità di continuare a svolgere la propria professione.“Il lavoro è sicuramente il mezzo più nobile ed efficace di inclusione e di uguaglianza dei cittadini; al contrario, l’esclusione e la discriminazione fondate sul pregiudizio, costituiscono ragione di conflitto sociale e offendono la dignità delle persone” ha commentato Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. “Mutare la condizione di disabilità e la sua percezione da fattore di handicap in risorsa preziosa è un passo fondamentale per accrescere l’inclusione e favorire uno sviluppo economico e un progresso sociale più equo ed equilibrato. L’innovazione tecnologica consente a ciechi e ipovedenti di occuparsi di un numero sempre più ampio di mansioni, superando gli stereotipi che li vogliono impegnati esclusivamente in professioni come quelle del centralinista o del fisioterapista. Crediamo sia tempo di agire a fondo anche a livello istituzionale per restituire diritti e dignità alle persone con disabilità, in linea con quanto previsto dalla Costituzione Italiana in materia di uguaglianza e di pari opportunità”.Proprio allo scopo di promuovere nuove opportunità di impiego, la Direzione Nazionale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti è in procinto di indire un bando che mette a disposizione risorse economiche volte al finanziamento di progetti lavorativi che coinvolgano persone colpite da disabilità visiva. L’iniziativa, che sarà avviata grazie ai fondi raccolti con la Lotteria Nazionale Louis Braille del 2017, mira a stimolare, sostenere e promuovere nuove proposte tese alla realizzazione di imprese innovative realizzate da non vedenti in forma singola o associata. Il bando di gara metterà a disposizione 95 mila euro complessivi, 25 mila dei quali destinati a 10 progetti presentati da singoli partecipanti e 60 mila a 3 progetti proposti da singole imprese. I restanti 10 mila euro verranno utilizzati per la remunerazione dei consulenti e per la realizzazione dell’evento pubblico in cui verranno presentati i progetti. Per partecipare alla gara e godere del finanziamento, è necessario che le società siano costituite da meno di 24 mesi o in fase di costituzione e composte per almeno il 51% da lavoratori ciechi o ipovedenti.
Con l’indizione del bando di gara, l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti vuole anche sollecitare i datori di lavoro pubblici e privati a mantenere atteggiamenti aperti e ricettivi verso coloro che, pur in presenza di disabilità, si avvicinano al mondo delle professioni. Nonostante le leggi di protezione e l’azione continua delle associazioni rappresentative, centinaia di migliaia di persone disabili sono ancora alla ricerca di uguaglianza e pari opportunità, da conquistare in primo luogo attraverso il diritto al lavoro. Solo attraverso la realizzazione di questo diritto fondamentale persone che partono in posizione di svantaggio possono recuperare dignità, indipendenza economica, autonomia personale e libertà dal bisogno.

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