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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘disabili’

Anziani e disabili: Le insidie stradali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 luglio 2021

“il primo nemico dei disabili e delle persone anziane sono le insidie stradali rappresentate dalle moltissime buche e avvallamenti presenti sui marciapiedi e sugli attraversamenti pedonali di Milano a causa della scarsa manutenzione. Tuttavia, da tempo, grazie alle scelte scellerate dell’Amministrazione Sala i marciapiedi della Città, a volte già troppo stretti e dissestati, si trasformano in una giungla impenetrabile per un disabile o una persona anziana” segnala il Consigliere Mascaretti, capogruppo FdI a Palazzo Marino “abbondano infatti monopattini e bike sharing a flusso libero abbandonati in posizioni improprie o lasciati di traverso sui marciapiedi” prosegue il Consigliere Mascaretti “senza contare i monopattini elettrici e le biciclette elettriche, che sfrecciano silenziose a velocità elevate sui marciapiedi e in prossimità delle aree pedonali mettendo costantemente a rischio l’incolumità di disabili, anziani, bambini e cani che ignari percorrono i marciapiedi. Rendere sicura e vivibile Milano anche per i disabili e le persone anziane è una nostra priorità” conclude l’esponente del partito di Giorgia Meloni. (n.r. Non è solo Milano a dover fare i conti con questo genere di “rischi”. Si potrebbe fare il bis a Roma e a Torino, come a Palermo e a Bologna. A nostro avviso il problema è di più ampia portata. Pensiamo ai parcheggi in aree proibite, in seconda se non in terza fila, davanti ai passaggi pedonali e via di questo passo. Manca una seria educazione civica che non si amministra con le sanzioni ma con regole di educazione civica.Si può incominciare dalle scuole e a comminare agli inadempienti non solo multe ma l’obbligo di frequentare nei week-end corsi di educazione civica o un servizio civile per le strade.

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Più tutele alle famiglie con figli disabili per garantire armonia e inclusione

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2021

On. Stefania Mammì (M5S): “Nel corso dell’esame in Commissione Affari Sociali alla Camera è stato accolto il mio emendamento all’art. 1 del Family Act per rafforzare le tutele alle famiglie. Abbiamo incluso nella norma più attenzione sulle situazioni di disabilità, non autosufficienza, ed in generale a tutte le patologie che richiedono un carico maggiore sulle famiglie. La modifica, infatti, è tesa proprio a valorizzare la crescita armoniosa e inclusiva dei bambini e dei giovani all’interno delle loro famiglie. A partire dalle prime settimane di gravidanza, può essere consigliato alla gestante di sottoporsi ad una serie di esami prenatali, volti a verificare le condizioni del nascituro ed in particolare la presenza o meno di anomalie cromosomiche che possono essere causa di sindromi invalidanti. Oltretutto, alcune procedure diagnostiche prenatali comportano dei rischi per il feto, come nel caso della villocentesi e dell’amniocentesi, che attualmente rappresentano gli esami più attendibili per la certezza del risultato, ma dalla cui esecuzione può derivare un rischio aggiuntivo di aborto che si attesta intorno a 1 caso ogni 150-200 bambini. Dall’esecuzione dei test prenatali si possono quindi ottenere delle risposte di carattere genetico di difficile gestione emotiva da parte della gestante, specie se la stessa in quella circostanza si trova ad affrontarle da sola. Scopo dell’emendamento è quello di agevolare la fruizione di permessi di lavoro per il coniuge, o in sua assenza per un parente, della donna in stato di gravidanza, che deve sottoporsi a queste procedure diagnostiche e ai controlli prenatali, al fine di garantirle, attraverso la loro presenza, un supporto emotivo per aiutarla a mantenere sotto controllo l’ansia ed in generale a mantenere un atteggiamento positivo di fronte alla comunicazione dei risultati degli esami”.

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Scuola: Sostegno disabili, in arrivo un nuovo corso di specializzazione per 22 mila posti

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2021

Segnaliamo l’annuncio da parte della ministra dell’Università, Cristina Messa, dell’incremento da parte delle Università della capacità di formazione dei docenti di sostegno: alla luce delle ampie disponibilità di posti vacanti e alla conseguente emergenza legata alla carenza di personale di ruolo specializzato, la stessa ministra ha infatti tenuto a dire, durante il question time alla Camera dei Deputati, di essersi attivata, dopo avere appurato la presenza di 12.588 idonei non vincitori nell’ultimo ciclo, “per accrescere la potenzialità del sistema universitario, chiedendo, nel corso del mese di dicembre, un ulteriore sforzo degli atenei sulla base della necessità di ammettere in sovrannumero i candidati risultati idonei nelle medesime sedi in cui hanno sostenuto le prove. Con la rilevazione compiuta nel mese di marzo è emerso la disponibilità di 22 mila posti”. Perché tutti i posti di Tfa sostegno vengano utilizzati, però, il Ministero dell’istruzione dovrà avviare la procedura di finanziamento al Ministero dell’Economia. La carenza di docenti specializzati è diventata tale da costringere il ministero dell’Università a correre ai ripari: secondo quanto riferito dalla ministra Cristina Messa, “il sistema universitario è pronto a soddisfare, in occasione del prossimo ciclo, sia l’esigenza formativa dei candidati vincitori al VI ciclo sia quella degli idonei al precedente V ciclo”. Affinché si renda possibile questo aumento di posti, ha concluso la ministra, “è necessario che venga sensibilmente accresciuto il fabbisogno espresso dal sistema scolastico, che consta di 40 mila posti per il triennio 2018-2020, dei quali, fermo restando il numero degli idonei dei precedenti cicli, solo 6.191 sono disponibili attualmente per il prossimo VI ciclo”.Anief apprezza lo sforzo del dicastero di competenza per aumentare il numero dei docenti specializzati, anche perché si andrebbe a recuperare gli idonei che il sindacato ha sempre reputato preziosissimi. Allo stesso tempo, però, non può non ricordare che il numero di insegnanti che ogni anno prendono servizio come precari non specializzati rimane tre volte superiore: “I numeri sono impressionanti – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e sono eloquenti. Quest’anno sono state assegnate circa 105 mila cattedre di sostegno a supplenze. Di queste, solo una piccola parte sono finite a del personale in possesso del diploma universitario di specializzazione: dai nostri calcoli risulta che almeno 70 mila dei supplenti nominati su sostegno è privo del titolo specializzante. Quindi il triplo di quelli per i quali il ministero dell’Università si appresta adesso a chiedere l’avvio dei percorsi di formazione specialistica presso gli atenei. E ogni anno il loro numero è in importante crescita. Quindi, è evidente che il segnale del ministero è importante ma serve uno sforzo maggiore”. Infine, rimane da affrontare il problema della mancata attribuzione dell’intero pacchetto di ore assegnate dal gruppo di esperti nella formazione psico-pedagogica degli alunni disabili: prosegue, a questo scopo, la campagna gratuita #nonunoradimeno che Anief sviluppa dalla sua nascita per garantire il diritto alle ore di sostegno richieste dalle certificazioni e negate dall’amministrazione centrale e periferica. “A questo proposito, la Corte Costituzione ci ha ricordato – con la sentenza 80 del 2010 – che l’assegnazione di un docente specializzato è fondamentale per garantire a pieno l’inclusione scolastica”, ha ricordato il presidente Marcello Pacifico.

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Nuovo piano vaccini, priorità ad anziani e disabili. Ecco le nuove regole per le somministrazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 marzo 2021

Dopo la vaccinazione degli over 80, delle categorie dei docenti e delle forze dell’ordine, si passerà ai pazienti estremamente fragili (persone estremamente vulnerabili; disabilità grave), a cui va somministrato il vaccino a mRna all’interno dei centri ospedalieri, e in parallelo si prosegue per fasce di età decrescenti, anche in base alla presenza di condizioni patologiche. È quanto prevede la bozza del nuovo Piano vaccini sottoposta alle Regioni. Secondo la tabella aggiornata contenuta nella bozza saranno quasi 52 milioni e mezzo le dosi di vaccino previste per l’Italia nel secondo trimestre 2021, per l’esattezza 52.477.454.Per quel che riguarda il dettaglio delle somministrazioni, per età si inizia dai soggetti tra 70 e 79 anni; a seguire persone di età compresa tra i 60 e i 69; persone con comorbità (la presenza contemporanea nello stesso soggetto di due o più malattie, ndr) di età inferiore a 60 anni, senza quella connotazione di gravità riportata per le persone estremamente vulnerabili e, infine, resto della popolazione con meno di 60 anni. Per la vaccinazione di massa sono previste le somministrazioni del vaccino nelle stesse strutture degli ambienti di lavoro. Saranno le aziende, eventualmente, a poterne fare richiesta.
Del totale delle dosi, sono previste 10.042.500 da AstraZeneca, 8.766.00 da Pfizer (cui si aggiungono 6,6 milioni di seconde dosi divise tra primo e secondo trimestre), 9.420.515 sempre da Pfizer grazie al secondo contratto, 7.307.292 da J&J (monodose, in via di approvazione), 7.314.904 da Curevac (ancora non approvato) e 4.650.000 da Moderna. Nel terzo trimestre si prevede il massimo degli arrivi, con ben 84,8 milioni di dosi attese (la parte del leone la farà ancora AstraZeneca con 24,7 milioni). A seguire sono previste 40,7 milioni di dosi nel quarto trimestre, 28,1 nel primo trimestre 2022 e 20,1 nel secondo. In tutto, si stima che la potenziale quantità di dosi di vaccino disponibili ammonterà a oltre 242 milioni di dosi, esattamente 242.533.633. Dopo le iniezioni ai 4,4 milioni di over 80 attualmente in corso si procederà per fasce d’età con oltre 5 milioni di over 70 da vaccinare. Insieme a loro saranno immunizzati due milioni di persone estremamente vulnerabili, con patologie gravi, i disabili e con loro i familiari e i caregiver che li assistono. Considerando anche gli over 55, la fascia d’età dalla quale sale il rischio di contrarre forme gravi del Covid, l’intera platea arriva a 19 milioni di persone da vaccinare entro l’estate. «Sarà possibile, qualora le dosi di vaccino disponibili lo permettano, vaccinare all’interno dei posti di lavoro, a prescindere dall’età, fatto salvo che la vaccinazione venga realizzata in sede, da parte di sanitari ivi disponibili, al fine di realizzare un notevole guadagno in termini di tempestività, efficacia e livello di adesione». Si legge in un passaggio della bozza del nuovo aggiornamento del Piano strategico nazionale per la vaccinazione anti Covid.Per la popolazione che non presenti particolari fragilità sarà centrale il ruolo dei medici di base. Le vaccinazioni potrebbero avvenire anche negli studi stessi. Sarà il Drive Through di Milano, situato presso il parco Trenno, il più grande schierato in Italia, il primo ad essere trasformato in presidio vaccinale della Difesa. Dalla mattina di venerdì 12 marzo, grazie alla collaborazione tra la Difesa e l’Azienda socio-sanitaria territoriale Santi Paolo e Carlo della Regione Lombardia, presso una linea del Drive Through del Parco Trenno inizieranno le vaccinazioni a favore della cittadinanza. L’attività rientra nell’ambito dell'”Operazione Eos” della Difesa sotto la direzione del Comando operativo di vertice interforze. (fonte Doctor33)

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Povertà in crescita, urgente maggior sostegno a famiglie e disabili

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Il 28% dei pensionati sotto la soglia dei 10mila euro lordi, pochissimi anziani non autosufficienti possono permettersi una badante. L’appello di DOMINA al governo.Per rispondere alle necessità del Paese, l’ha ricordato Mario Draghi nelle suo discorso programmatico occorre “avvicinarsi ai problemi quotidiani delle famiglie”. Tra le questioni più preoccupanti la povertà, la cui incidenza in un anno (dal 2019 al 2020) passa dal 31% al 45%. “Tra i nuovi poveri – lo sottolinea ancora Draghi – aumenta il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, delle persone in età lavorativa, di fasce di cittadini finora mai sfiorate dall’indigenza”.E gli anziani non se la passano meglio. L’Osservatorio nazionale DOMINA, nel suo Rapporto annuale 2020 sul lavoro domestico, ha pubblicato i dati del Ministero delle Finanze che fotografano la condizione dei pensionati italiani. Il 28,3% percepisce meno di 10mila euro annui e il 66,1% è sotto la soglia dei 20mila (e si tratta di redditi lordi). Pochi anziani, dunque, possono permettersi badanti a tempo pieno o colf per più di qualche ora a settimana. Le persone non autosufficienti che possono permettersi un’assistenza contando solamente sulla propria pensione, per esempio, sono tra il 6 e l’8% se si avvalgono di lavoratori non formati. Nel caso di personale preparato la percentuale si abbassa al 4%.L’Italia è tra i Paesi europei che spendono meno per famiglia, infanzia e disabilità. Tra il 2008 e il 2013 la percentuale del Pil destinata a queste tre voci è rimasta sempre compresa tra il 2,5% e il 2,9%, per poi registrare un piccolo aumento (+0,4 punti) nel 2014. Negli ultimi quattro anni il valore è rimasto pressoché costante, attestandosi nel 2017 al 3,4%. Siamo molto lontani dai valori dei Paesi scandinavi (Danimarca 8,4%, Svezia 6%, Finlandia 5,8%), ma anche dalla media Ue (4,3%).
Per Lorenzo Gasparrini, segretario generale di DOMINA, “Investire sulla famiglia significa scommettere sul futuro del Paese”. “Perciò chiediamo alle ministre Elena Bonetti ed Erika Stefani – continua Gasparrini – di dare continuità al lavoro durante il Governo Conte II, nonché concretezza ai buoni propositi del Presidente del Consiglio, mettendo in campo maggiori politiche di sostegno che possano anche rilanciare il settore del lavoro domestico. ”.

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Il diritto di apprendere dei disabili

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

L’Italia è stato il primo paese ad abolire le scuole speciali, dedicate agli alunni con disabilità. Tuttavia, al medesimo tempo non ha mai garantito il diritto di appendere dello studente senza discriminazione. “In questa operazione maldestra – sostiene suor Anna Monia Alfieri nel focus “Insegnanti di sostegno per una scuola veramente inclusiva” (PDF) – il prezzo più caro lo pagano soprattutto gli alunni disabili, perché nel momento in cui, negli anni, si sono indirizzati nella scuola statale, lo Stato non è riuscito a garantire loro l’adeguata assistenza dei docenti di sostegno”.
Per le famiglie che, anche per questo motivo, hanno scelto di iscrivere i loro figli disabili alle scuole paritarie, lo Stato non ha impegnato alcun sostegno pari a quello (di 20.000 euro di media) previsto nel caso di frequentazione di una scuola statale, destinando in questo caso solo 1.700 euro.”Si è innescata così – prosegue suor Anna Monia Alfieri – una guerra tra poveri: lo stato costringeva le famiglie dei ragazzi in difficoltà a pagarsi il docente, con dei ricorsi che le famiglie facevano contro le scuole paritarie, quasi fossero queste colpevoli, oppure costringeva le altre famiglie delle scuole paritarie, che già pagano la retta, a sobbarcarsi pure questo peso, o infine le scuole stesse, che per legge devono accogliere i bambini disabili, a pagare il docente di sostegno.Il paper ripercorre 20 anni di discriminazione, gli obiettivi raggiunti e quelli da raggiungere anche in seguito all’emersione di questa discriminazione dovuta alla pandemia della Covid-19. Anna Monia Alfieri

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Scuola: Sostegno disabili, è caccia agli specializzati

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

I tanti precari specializzati con il quinto Tfa sostegno hanno pieno diritto a chiedere di partecipare al concorso straordinario e l’attivazione di prove suppletive specifiche per loro: “è un atto – spiega il leader dell’Anief Marcello Pacifico – che si può adottare anche alla luce degli ultimi dati per cui alle più recenti prove preselettive del concorso straordinario c’erano più posti di sostegno che candidati”. Un fatto che “aiuta a comprendere il motivo per cui la questione sia sottoposta al vaglio della Corte costituzionale e nelle more di riaprire i termini per la partecipazione a questi concorsi”.Il percorso dell’Anief è già delineato. “Nel caso in cui ci dovesse essere un rifiuto da parte della pubblica amministrazione – dice ancora Pacifico -, allora a questo punto ci si organizzerà per presentare un ricorso con i legali in convenzione con Anief e per poter chiedere la parità di trattamento, rispetto anche agli altri colleghi che hanno già presentato la domanda”.“Quindi – conclude Pacifico – sono pronte queste iniziative nuove legali per raggiungere due obiettivi: il primo è quello di avere insegnanti specializzati in cattedra il prossimo anno, tra quelli che conseguiranno la specializzazione nel 2021, visto il rinvio dei concorsi; il secondo è quello di garantire il più possibile l’allargamento della platea dei precari verso la stabilizzazione, attraverso il superamento della procedura concorsuale”.Il sindacato ricorda che la decisione è stata presa, in accordo con l’Ufficio legale, anche dopo avere appreso della vittoria Anief in Consiglio di Stato in favore proprio di quei candidati che, secondo il DD n. 510/2020, non avrebbero potuto partecipare al Concorso Straordinario Sostegno perché non erano formalmente iscritti ai corsi di specializzazione (TFA) in quanto non avviati entro il 29 dicembre 2019 o non conclusi entro il termine del 15 luglio 2020. Forte anche di questa posizione, Anief avvia quindi le procedure di preadesione allo specifico ricorso per richiedere l’ammissione a prove suppletive per tutti i candidati che non hanno potuto presentare domanda di partecipazione al concorso proprio a causa delle previsioni contenute nel bando. Rimane indispensabile inviare entro il 22 febbraio la specifica domanda elaborata dall’Ufficio Legale Anief: si procederà in giudizio in caso l’Amministrazione non conceda l’accesso al concorso riservato e finalizzato all’immissione in ruolo.

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Scuola: Sostegno disabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

Anche i finanziamenti previsti dalla Legge di Bilancio non sembrano fornire certezze per il sostegno ai disabili: “è prevista una dotazione organica aggiuntiva di insegnanti di sostegno. 25.000 in più nei prossimi tre anni, anche se si comincia in modo soft, solo 5.000 nel 2021/22. In particolare, il piano prevede 5.000 posti sostegno a decorrere dall’ anno scolastico 2021/2022; 11.000 posti di sostegno a decorrere dall’anno scolastico 2022/2023; 9.000 posti di sostegno a decorrere dall’anno scolastico 2023/2024”. Ne consegue che “la presenza di docenti specializzati nelle attuali graduatorie utili per le immissioni in ruolo è speranza vana: nell’anno scolastico 2020/21, a fronte di decine di migliaia di posti disponibili, solo pochissime assunzioni, incluso il flop della call veloce.
Pure il VI ciclo di Tfa sostegno non sia apre con i migliori auspici: prima di tutto perché “i tempi potrebbero essere molto più lunghi di quelli indicati da alcune pagine web. Al momento i posti disponibili sono” appena “6.191. Si tratta del residuo della programmazione di 40.000 posti approvata dal MEF nel 2018/19 e che ha già dato vita ai corsi IV e V del TFA sostegno, idonei compresi”. Ancora oggi, inoltre, “non si conosce ancora la distribuzione dei posti, né se tutte le Università saranno disponibili ad avviare il corso per pochi posti, con tutto quello che comporta a livello organizzativo. Non è stata infatti ancora avviata la consueta ricognizione dei posti a disposizione nelle Università che, solo da poco, hanno concluso le selezioni per il V ciclo”. Senza contare che non si hanno notizia sulla eventuale modifica, auspicata dall’Anief, dei parametri utili a determinare il contingente regionale e di ogni ateneo.

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Scuola: Sostegno a 300mila alunni disabili

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2020

Per garantire la continuità didattica e dire basta al “balletto” delle supplenze d’inizio anno, in via preliminare il sindacato chiede l’adeguamento dell’organico di fatto all’organico di diritto delle cattedre di sostegno: in vista dello sblocco delle assunzioni sul 100% del turnover e per garantire maggiore efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa, considerando che nella scuola i posti in organico di fatto sul sostegno costituiscono oggi più del 40% della pianta organica. Parliamo, quindi, di oltre 60 mila posti oggi collocati in deroga.Anief chiede anche l’incremento dell’organico di sostegno di ulteriori 25 mila unità: in base ai dati ufficiali, infatti, risultano essere presenti in organico 25 mila insegnanti di sostegno in meno rispetto all’a.s. 2019/20, a fronte di un aumento di 50 mila alunni certificati nell’ultimo quinquennio.Per agevolare l’accesso sulle tante cattedre libere e coperte da personale non specializzato, l’Anief ha deciso di chiedere nella Legge di Bilancio, con specifici emendamenti, anche in considerazione della sospensione di tutte le procedure concorsuali, l’ammissione al TFA sostegno per tutti coloro che hanno presentato domanda, così da “consentire l’accesso ai ruoli al personale precario che da anni presta servizio e al personale di ruolo che vuole presentare domanda di passaggio”.Inoltre, il sindacato autonomo rivendica, sempre con la legge di fine 2020, l’ammissione al TFA sostegno di coloro che sono risultati idonei alle precedenti procedure di selezione, consentendo in tal modo “l’accesso ai ruoli al personale precario che da anni presta servizio e al personale di ruolo che vuole presentare domanda di passaggio”.Sempre con uno apposito emendamento alla Legge di Bilancio l’Anief chiede l’ammissione al TFA sostegno del personale “con contratto a tempo determinato con almeno 36 mesi di servizio e indeterminato”. Tale norma permetterebbe pure di “consentire l’accesso ai ruoli al personale precario che da anni presta servizio e al personale di ruolo che vuole presentare domanda di passaggio”. Il sindacato ha infine chiesto la stabilizzazione di migliaia di assistenti all’autonomia e alla comunicazione, sempre più figure chiave nei percorsi di inclusione scolastica poiché affiancano attivamente gli alunni con disabilità: per questi professionisti, infine, si richiede, ai fini del loro inquadramento professionale, di “prevedere l’apertura di una specifica sessione contrattuale dei sindacati rappresentativi”.

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Scuola: Sostegno negato agli alunni disabili?

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2020

Nei nostri istituti scolastici si attende ancora la nomina di 100 mila docenti di sostegno. A denunciarlo è oggi Tuttoscuola: la rivista specializzata ha stimato che “il docente di sostegno deve tuttora essere reperito tra i supplenti annuali (circa 19mila) e i supplenti su posti in deroga (circa 84mila)”.“I ritardi – spiega Marcello Pacifico, leader dell’Anief – hanno pluri-motivazioni: alla base c’è l’altissima percentuale di precarietà in questo settore di insegnamento, con un tasso di specializzati ancora basso e un’alta percentuale, circa il 40%, di posti in deroga fino al 30 giugno, liberi ma in realtà non collocabili tra quelli utili per le immissioni in ruolo. Poi quest’anno c’è la novità delle Gps digitalizzate, che ha rallentato ulteriormente le operazioni. Ecco perché rimaniamo in prima linea con la nostra iniziativa ‘Non un’ora di meno’, attraverso la quale si assegna il prima possibile all’alunno il docente di sostegno in base a quanto previsto dall’equipe psico-pedagogica e non a conteggi al ribasso degli uffici scolastici”.Nell’anno dell’emergenza epidemiologica si aggrava il problema della copertura delle cattedre vacanti afferenti al sostegno agli alunni disabili. Perché non solo “il 59% dei ragazzi con disabilità si troverà quest’anno con un docente di sostegno sconosciuto (come evidenziato dall’inchiesta di Tuttoscuola), e non solo perché il settore avrà ancora il maggior tasso di precarietà tra tutti i settori e le classi di concorso (45% posti di sostegno in deroga e 56% di docenti di sostegno supplenti)”: ora la rivista si sofferma anche sulle mancate nomine degli insegnanti nella prima settimana di scuola. Un ritardo da collegare anche al problema dei tanti errori presenti nelle Graduatorie provinciali per le supplenze contro i quali il sindacato è intervenuto patrocinando appositi reclami e ricorsi.

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Alunni disabili, assistenti all’autonomia e alla comunicazione non si possono negare

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Anche la Cedu riconosce il risarcimento per danno materiale (10mila euro) alle famiglie per la mancata assegnazione agli alunni con disabilità: dopo i continui successi dei legali di Anief, che offrono patrocinio gratuito per ricorrere al giudice ordinario per ottenere il risarcimento per la mancata assegnazione di tutte le ore richieste nei Pei per gli insegnanti di sostegno e per gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, ora arriva un’importante sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo. Esaminando il ricorso prodotto dai genitori di una alunna con autismo iscritta ad una scuola primaria campana dopo che per due anni consecutivi gli ha negato l’assistenza specialistica, ha ritenuto, all’unanimità, che invece ne aveva pieno diritto. La Corte ha ritenuto che tale negazione ha prodotto una violazione dell’articolo 14 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, in base al quale gli Stati non debbono produrre discriminazione: ora l’Italia dovrà pagare alla bambina 2.520 euro a titolo di danno patrimoniale, 10mila euro per danni non patrimoniali e 4.175 euro per costi e spese. Anief ribadisce la necessità di aderire alla campagna #nonunoradimeno e al patrocinio gratuito per i ricorsi al giudice ordinario per la violazione del principio di non discriminazione violato dalla legge e riconosciuto dalle ss.uu. della cassazione con una recente sentenza dell’anno scorso per ottenere i diritti negati e così garantire pari opportunità agli allievi disabili. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “sul tema della mancata assegnazione delle ore settimanali di sostegno agli alunni con disabilità previsto dal loro programma didattico-pedagogico permane una sostanziale inerzia da parte del legislatore e dell’amministrazione. Mentre continuano ad esprimersi i giudici. Ad iniziare dalla Cassazione, che lo scorso anno ha prodotto la sentenza n. 25101, da cui è scaturito che non è possibile apportare modifiche al piano orario settimanale una volta che il piano individualizzato dell’alunno disabile è stato definito. Ne deriva che l’amministrazione scolastica non ha alcun titolo a modificare la quantità di ore assegnate dal Glo: ogni volta che ciò accade, purtroppo spesso, va in contrasto con il diritto dell’alunno a una pari opportunità scolastica scadendo quindi nella discriminazione. La stessa che ha ravvisato, ora, la Corte europea dei diritti dell’uomo per l’assistenza specialistica”.

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Disabili: Lepore nuovo presidente UICI Piemonte

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

L’avvocato Franco Lepore, 44 anni, è il nuovo presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti del Piemonte. Succede al biellese Adriano Gilberti e durerà in carica per i prossimi 5 anni. Nato a Moncalieri il 29 luglio ’76, sposato con una figlia, svolge la professione di avvocato. Già presidente dell’Unione Ciechi di Torino e dell’I.Ri.Fo.R provinciale (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) dal 2015 al 2019, da tre anni Lepore fa parte della Federazione delle Associazioni Nazionali Disabili (FAND) del Piemonte. Nel 2019 ha fondato la Federazione Disability Manager (FE.D.MAN.) e attualmente ricopre il ruolo di disability manager della Città di Torino, dove si occupa tra l’altro di predisporre azioni di coordinamento e di condivisione con gli altri disability manager del territorio e con quelli delle aziende partecipate.Non vedente dalla nascita, Lepore è stato eletto presidente regionale nel corso dell’assemblea del consiglio regionale dell’UICI svoltasi questa mattina a Torino nella sede regionale dell’Unione.Al termine dell’assemblea è intervenuto anche il presidente uscente, Adriano Gilberti, che ha rivolto parole di stima e di augurio al suo successore. “Negli ultimi cinque anni – ha detto Gilberti – ho potuto fotografare attentamente i problemi della disabilità da un osservatorio privilegiato, quello della presidenza. Il lavoro da fare è enorme ma sono convinto che l’avvocato Lepore, al quale offro fin da subito la mia collaborazione, saprà portare avanti le battaglie dell’Unione con slancio ed entusiasmo”.Oltre al presidente, il consiglio regionale dell’UICI ha eletto i membri della direzione regionale. Sono Daniele Floriduz (Novara), Adriano Capitolo (Asti), Diego Borsetti (Vercelli) e Simone Zenini (Cuneo).

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Scuola: Sostegno alunni disabili, a settembre 60 mila cattedre andranno a supplenza

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2020

La carenza di immissioni in ruolo nella scuola tocca l’apice quando si parla di cattedre di sostegno vacanti: la mancata stabilizzazione di personale specializzato produce infatti enormi problemi a una fetta importante dei quasi 300 mila alunni con disabilità iscritti nelle nostre scuole, i quali a breve si vedranno cambiare il loro docente di riferimento. Lo evidenzia oggi Orizzonte Scuola, secondo la quale “la continuità didattica rimane sempre più una chimera”. Dopo avere ricordato che saranno al massimo “20 mila docenti di sostegno che in questi giorni e nelle prossime settimane saranno chiamati per le procedure di immissioni in ruolo”, la rivista specializzata sottolinea che si tratta di “una quota irrisoria se si pensa alle 80 mila cattedre di sostegno prive di titolari”. Gli alunni con disabilità, inoltre, verranno doppiamente penalizzati, perché continua a non esserci traccia dei decreti attuativi del decreto n. 96/201 che prevede la Continuità del progetto educativo e didattico in presenza di determinate circostanze.“Siamo arrivati all’assurdo – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che pur in presenza delle condizioni previste da una legge dello Stato, la conferma del docente non si attuerà. E il 14 settembre tantissimi alunni disabili inizieranno le lezioni non solo senza il loro docente di sostegno, ma senza nessun insegnante. Perché le lungaggini per la ricerca del supplente, come pessima prassi del sistema scolastico italiano, porteranno alla nomina della maggior parte dei supplenti annuali solo ad anno scolastico abbondantemente iniziato. Addirittura ad autunno inoltrato, se non in inverno. E nel frattempo all’alunno, se va bene, verrà assegnato un docente di sostegno temporaneo, spesso nemmeno specializzato. Si potranno andare a costituire, inoltre, avvicendamenti di docenti continui, che non fanno di certo bene all’azione formativa e alla crescita dell’alunno”.

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Scuola: Sostegno alunni disabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Il decreto interministeriale n. 90 del 7 agosto 2020 ha disposto la riapertura dei bandi delle Università per l’ammissione alle prove per l’accesso ai corsi di specializzazione di sostegno agli alunni disabili, riaprendo i termini per essere ammessi direttamente ai corsi del quinto TFA sostegno “è stato voluto fortemente dall’Anief: è un decreto voluto anche dal legislatore che ammette agli scritti chi ha svolto tre anni di servizio su posto di sostegno anche senza avere il titolo. Tuttavia, tutto questo per Anief non basta a rimediare all’emergenza che avremo a settembre”: a dichiararlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di un’intervista rilasciata a Teleborsa.
L’emergenza sostegno non si placa, nemmeno dopo le modifiche attuate all’accesso al corso Tfa specializzante. “Purtroppo a settembre avremo oltre 40 mila insegnanti senza specializzazione su sostegno che saranno chiamati su posti in deroga. Posti al 30 giugno per i quali Anief sta portando avanti una lunga battaglia in tribunale affinché possano essere posti in organico di diritto, anche con l’iniziativa ‘Non un’ora di meno’ che abbiamo portato avanti in questi anni coinvolgendo in maniera gratuita le famiglie, in modo che ogni alunno potesse avere il proprio insegnante di sostegno, in base al Pei, come richiesto delle scuole”. La novità più importante, recepita dal nuovo atto, è l’ammissione diretta alla prova scritta di tutti i candidati che abbiano prestato almeno tre anni di servizio, anche non consecutivi, su posto di sostegno nello specifico grado per cui vogliano conseguire la specializzazione. Rimangono fuori, senza possibilità di accedere ai corsi specializzanti, i docenti con tre anni di servizio prestati tutti o in parte su disciplina comune. Risulta illegittima, inoltre, la previsione di ammettere alle prove scritte solo un numero di candidati pari al doppio dei posti a concorso, anziché garantire l’accesso alla fase successiva di tutti coloro che raggiungeranno la sufficienza.

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Scuola: Alunni disabili, vanno iscritti alla nuova classe anche se le certificazioni non sono rinnovate

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2020

Gli alunni disabili vanno inquadrati come tali anche qualora le famiglie non abbiano consegnato la nuova Diagnosi funzionale: a comunicarlo ai dirigenti scolastici è stato il ministero dell’Istruzione, con la Nota 1248 del 15 luglio 2020, con oggetto “Certificazioni di alunni con disabilità. Indicazioni per l’avvio dell’anno scolastico 2020/21”. La precisazione si è resa necessaria dopo che l’Inps ha riattivato, a seguito dell’emergenza sanitaria, le attività di visite diretta solo a partire dallo scorso 22 giugno.
“Siamo convinti che i capi d’istituto daranno seguito a quanto indicato dal ministero dell’Istruzione – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ma nello stesso tempo ribadiamo l’importanza di seguire con attenzione tutte le pratiche che portano all’assegnazione del corretto monte ore settimanale ad ogni alunno disabile. Purtroppo tutto questo non avviene in modo sistematico: lo dicono i i dati ufficiali dell’Istat, secondo i quali ormai circa il 10% delle famiglie con disabili si rivolge al tribunale, al fine di rendere attuabile l’assegnazione del docente di sostegno o delle ore settimanali negate ma indicate nella diagnosi funzionale scaturita dall’esame approfondito e obiettivo delle necessità pedagico-formative dell’alunno. Anche noi, come sindacato, negli ultimi anni abbiamo riscontrato un escalation di adesioni all’iniziativa gratuita “Sostegno, non un’ora di meno!”, la quale è nata proprio per contrastare le nuove segnalazioni di sostegno accertato ma negato dalla burocrazia e dal Mef”.La pandemia ha rallentato anche le procedure di rinnovo delle certificazioni degli alunni con disabilità. A proposito delle specifiche implementazioni procedurali, predisposte dall’INPS al fine di diversificarne l’iter e la trattazione, rispetto alle domande di accertamento dello stato di handicap, la normativa vigente va quindi superata: questa, infatti, prevede determinati requisiti che per l’attuazione delle domande di Legge 104/1992. In particolare, la nota 13 novembre 2019 n. 22994 ha previsto per gli alunni con disabilità, al paragrafo 9.1, che “le iscrizioni di alunni con disabilità effettuate nella modalità on line sono perfezionate con la presentazione alla scuola prescelta della certificazione rilasciata dalla A.S.L. di competenza, comprensiva della diagnosi funzionale. Sulla base di tale documentazione, la scuola procede alla richiesta di personale docente di sostegno e di eventuali assistenti educativi a carico dell’Ente locale, nonché alla successiva stesura del piano educativo individualizzato, in stretta relazione con la famiglia e gli specialisti dell’A.S.L”.

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Scuola: Alunni disabili, con il Covid sono stati abbandonati

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2020

“Dall’inizio di questa pandemia siamo stati praticamente abbandonati”: le parole della mamma di un alunno con disabilità rappresentano il grido di dolore dei genitori dei 284 mila alunni disabili delle nostre scuole che a causa del contagio da coronavirus stanno soffrendo in modo particolare il forzato isolamento casalingo e la lontananza dalle aule scolastiche. Il 70% non parteciperebbe nemmeno alla didattica a distanza.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Il sindacato ritiene che in questa situazione di estrema difficoltà, la scuola debba fare la sua parte per almeno assicurare il diritto allo studio di tutti gli alunni disabili. Per fare questo, però, occorre una presa di coscienza da parte di chi governa l’istruzione pubblica, a partire dall’abbattimento di tutti i posti di docente di sostegno in deroga. Stiamo parlando di oltre 60 mila cattedre, una su tre complessive, che così collocate, andando a supplenza anziché alle immissioni in ruolo, generano ogni anno un meccanismo di ritardi di nomine, di “balletti” di supplenti e di mancata continuità didattica di cui l’alunno è la vera vittima”.Con l’esplosione del Covid-19, i ragazzi disabili hanno subito un danno enorme. “Stiamo perdendo anni di terapia. Sono stanca, stanchissima di battermi per diritti fondamentali: la salute, l’istruzione. Stanca del silenzio assordante che ci circonda”, ha spiegato la madre di un giovane al Corriere della Sera. Il silenzio di cui parla è quello delle istituzioni, che le associazioni di disabili denunciano da settimane.La ministra Lucia Azzolina, dal canto suo, ha scritto lunedì scorso una lunga lettera dedicata al tema, indirizzata a tutti i protagonisti della scuola per ricordare quanto fatto finora e per condividere riflessioni per sanare «alcuni disallineamenti», promettendo che farà di tutto per garantire che la scuola rimanga inclusiva. «Ma non c’è niente di concreto. Non lasciare nessuno indietro… di grazia me lo può spiegare come?”, dice al quotidiano il signor Vito Crea, calabrese, 58 anni, padre di tre figli tra cui Francesca, 17 anni, con una diagnosi di autismo di terzo grado, presidente di Angsa Reggio Calabria e Adda.

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Scuola: Sostegno, basta con i risparmi sulla pelle dei disabili

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Lo chiede l’Anief con un emendamento al Decreto Legge n. 22 sulla Scuola già approvato dal Consiglio dei ministri ed ora proposto alla VII Commissione del Senato che fino a venerdì riceverà in audizione 63 interventi per migliorare il testo. La norma garantirebbe continuità didattica all’insegnamento agli alunni con disabilità: l’obiettivo diventa necessario se si vuole eliminare l’attuale limite che impedisce di assumere in ruolo il personale precario specializzato e di utilizzare quei posti per la mobilità dei docenti già di ruolo. La sua approvazione diventa indispensabile se si vuole infine ricomprendere la popolazione degli studenti in situazione di disabilità, senza eccezione alcuna, nel rapporto 1:2 per tutte le situazioni certificate di tipo grave.Marcello Pacifico (Anief): “Se il balletto dei docenti d’inizio anno per gli alunni normodotati è una lesione al loro diritto allo studio, per i disabili diventa un’indecenza che sottrae loro, senza possibilità alcuna di recupero, una parte dell’offerta formativa. Fermiamo questa brutta pagina della nostra scuola, che ha come unico scopo il risparmio di pochissimi soldi sulla pelle degli alunni che avrebbero bisogno di più attenzione degli altri”.

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Coronavirus e RSA

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

Agire tempestivamente nei confronti delle RSA, delle case di riposo, delle residenze sanitarie per disabili di tutto il territorio nazionale effettuando tamponi a tappeto sugli operatori sanitari e sugli ospiti, anche sulle persone asintomatiche. Questo l’appello che Senior Italia FederAnziani lancia ai Governatori delle Regioni e agli Assessori alla Salute, alla Protezione Civile, al Ministro della Salute Roberto Speranza. Perché quella che sta provocando il Covid-19 in queste strutture è una vera mattanza, come confermano i dati indicativi diffusi in questi giorni dall’Istituto Superiore di Sanità, riferiti a un campione di 1082 strutture residenziali e sociosanitarie (il 33 per cento di quelle contattate, 3042): dal primo febbraio al 14 aprile 2020 in queste strutture ci sono stati in tutto 6.773 decessi tra i residenti, che ben nel 40,2 per cento dei casi (2.724 su 6.773), sono avvenute con infezioni da Covid o con manifestazioni simil-influenzali.“Non è tempo di polemiche – dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina – l’emergenza coronavirus non si ferma e le RSA continuano ad essere la più importante trincea, accanto a quella degli ospedali, nella quale si combatte ogni giorno la guerra contro il Coronavirus. Sappiamo ormai che in tutta Europa la metà dei decessi di Covid 19 è avvenuta nelle strutture residenziali per anziani. La ‘distrazione’ nei confronti di questi luoghi ha generato ovunque una vera e propria mattanza. Per mettere fine a questa eutanasia legalizzata dei più fragili vanno fatti tempestivamente e capillarmente i tamponi, non solo agli ospiti delle strutture ma anche a chi ci lavora dentro con la stessa abnegazione del personale sanitario degli ospedali. E il tema dei costi eccessivi non può rappresentare un limite o un alibi. Stessi provvedimenti devono essere adottati con urgenza nei confronti delle residenze sanitarie per disabili che sono a loro volta delle bombe pronte a esplodere poiché anche qui troviamo soggetti fragili ed esposti al rischio peggiore, sicché tali realtà vanno gestite con la massima attenzione, puntando sulla fornitura dei dispositivi di protezione individuale, quella che fin dall’inizio dell’epidemia è mancata alle strutture per anziani, e sul monitoraggio costante della salute di operatori e ospiti. Verrà il tempo dell’accertamento delle responsabilità, ma quello attuale è il tempo dell’azione necessaria a salvare finché è possibile le vite dei nostri anziani e delle persone disabili. Non continueremo ad assistere inermi al senicidio in corso”.

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Garantire il benessere, la cura e il diritto al gioco dei bambini con disabilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

La Right Box, è stata ideata e realizzata dall’associazione L’abilità, e consegnata in queste settimane direttamente a casa di 200 famiglie di Milano grazie al supporto dei volontari.In questo periodo di emergenza sanitaria, in cui i bambini sono a casa tutto il giorno e in particolare i bambini con disabilità hanno subìto la brusca interruzione dei servizi a loro dedicati, la Right Box può essere un valido strumento a supporto dei genitori per sollevarsi dalla solitudine quotidiana e riprendere almeno in parte il percorso educativo riservato ai propri figli.La sospensione di ogni tipo di terapia e intervento sui bambini, uniti all’isolamento e al disagio delle famiglie nel far fronte alla complessa situazione, hanno portato l’equipe pedagogica de L’abilità a studiare con attenzione i bisogni dei singoli bambini, dedicando a ognuno di loro un contenuto specifico della “scatola giusta” che è quindi anche “su misura”.
A seconda dell’età e delle competenze e abilità dei bambini, la Right Box contiene giochi di manipolazione, da tavolo, di stimolazione sensoriale e adatti al rinforzo cognitivo. In tutto 200 scatole personalizzate per bambini e bambine da 2 a 10 anni con disabilità motorie, neuromotorie, intellettive e con disturbo dello spettro autistico che ogni giorno frequentano i servizi de L’abilità.
Il sito de L’abilità offre una sezione dedicata all’Emergenza Coronavirus con aggiornamenti sui provvedimenti e materiali utili scaricabili, redatti in linguaggio Easy to Read o coi simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa:
https://labilita.org/emergenza-coronavirus/

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Scuola: Campidoglio, attivato sostegno a distanza per alunni disabili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Attivato il sostegno a distanza per gli alunni disabili degli istituti di Roma Capitale.Spetterà ai Municipi, in qualità di stazioni appaltanti, il compito di stipulare gli accordi con gli Operatori economici affidatari dei servizi.Gli stessi operatori economici lavoreranno, insieme agli Istituti Comprensivi, alla progettazione, stabilendo le modalità di funzionamento dei servizi forniti, le attività educative svolte, le misure organizzative adottate, nonché le specifiche attività di sostegno alla didattica in relazione ai singoli alunni.Saranno redatti progetti individuali per supportare gli alunni disabili in percorsi condivisi, nell’ambito del PEI (Piano Educativo Individuale), con il coinvolgimento degli OEPA in attività svolte “a distanza”, in supporto e in coordinamento con le attività dei docenti curriculari e di sostegno.Nelle Scuole dell’infanzia capitoline, la co-progettazione sarà attuata tra Operatore economico e il servizio scolastico, rappresentato dalla POSES responsabile di ambito.
“Prosegue l’impegno di Roma Capitale verso tutti i cittadini – dichiara la sindaca Virginia Raggi – e specialmente nei confronti dei soggetti più fragili. Con questo provvedimento rispondiamo ad esigenze concrete delle famiglie con bambini con disabilità e garantiamo i posti di lavoro degli operatori chiamati a svolgere questo importante compito.”“Sin dalla chiusura delle scuole abbiamo pensato ad adottare provvedimenti specifici per l’erogazione del servizio educativo di sostegno alla disabilità, valutando la possibilità di trasformare le ore di assistenza educativa scolastica in interventi domiciliari, ma l’aggravarsi della situazione nazionale, ha reso necessario sospendere questa disposizione per tutelare la salute degli alunni e degli stessi operatori” ha affermato l’assessore alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Veronica Mammì. “Restava però l’esigenza, e abbiamo continuato a lavorare su possibilità alternative, giungendo a questa possibilità concreta di intervento, che garantisce i diritti degli alunni con disabilità, tutelando la sicurezza sia dei ragazzi che dei lavoratori. In questo momento è determinante mantenere uno spirito di comunità, e offrire possibilità di sostegno concreto ai più fragili. Lavoriamo senza sosta perché nessuno si lasciato solo.”

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