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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘disabili’

Alunni disabili, assistenti all’autonomia e alla comunicazione non si possono negare

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Anche la Cedu riconosce il risarcimento per danno materiale (10mila euro) alle famiglie per la mancata assegnazione agli alunni con disabilità: dopo i continui successi dei legali di Anief, che offrono patrocinio gratuito per ricorrere al giudice ordinario per ottenere il risarcimento per la mancata assegnazione di tutte le ore richieste nei Pei per gli insegnanti di sostegno e per gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, ora arriva un’importante sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo. Esaminando il ricorso prodotto dai genitori di una alunna con autismo iscritta ad una scuola primaria campana dopo che per due anni consecutivi gli ha negato l’assistenza specialistica, ha ritenuto, all’unanimità, che invece ne aveva pieno diritto. La Corte ha ritenuto che tale negazione ha prodotto una violazione dell’articolo 14 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, in base al quale gli Stati non debbono produrre discriminazione: ora l’Italia dovrà pagare alla bambina 2.520 euro a titolo di danno patrimoniale, 10mila euro per danni non patrimoniali e 4.175 euro per costi e spese. Anief ribadisce la necessità di aderire alla campagna #nonunoradimeno e al patrocinio gratuito per i ricorsi al giudice ordinario per la violazione del principio di non discriminazione violato dalla legge e riconosciuto dalle ss.uu. della cassazione con una recente sentenza dell’anno scorso per ottenere i diritti negati e così garantire pari opportunità agli allievi disabili. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “sul tema della mancata assegnazione delle ore settimanali di sostegno agli alunni con disabilità previsto dal loro programma didattico-pedagogico permane una sostanziale inerzia da parte del legislatore e dell’amministrazione. Mentre continuano ad esprimersi i giudici. Ad iniziare dalla Cassazione, che lo scorso anno ha prodotto la sentenza n. 25101, da cui è scaturito che non è possibile apportare modifiche al piano orario settimanale una volta che il piano individualizzato dell’alunno disabile è stato definito. Ne deriva che l’amministrazione scolastica non ha alcun titolo a modificare la quantità di ore assegnate dal Glo: ogni volta che ciò accade, purtroppo spesso, va in contrasto con il diritto dell’alunno a una pari opportunità scolastica scadendo quindi nella discriminazione. La stessa che ha ravvisato, ora, la Corte europea dei diritti dell’uomo per l’assistenza specialistica”.

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Disabili: Lepore nuovo presidente UICI Piemonte

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

L’avvocato Franco Lepore, 44 anni, è il nuovo presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti del Piemonte. Succede al biellese Adriano Gilberti e durerà in carica per i prossimi 5 anni. Nato a Moncalieri il 29 luglio ’76, sposato con una figlia, svolge la professione di avvocato. Già presidente dell’Unione Ciechi di Torino e dell’I.Ri.Fo.R provinciale (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) dal 2015 al 2019, da tre anni Lepore fa parte della Federazione delle Associazioni Nazionali Disabili (FAND) del Piemonte. Nel 2019 ha fondato la Federazione Disability Manager (FE.D.MAN.) e attualmente ricopre il ruolo di disability manager della Città di Torino, dove si occupa tra l’altro di predisporre azioni di coordinamento e di condivisione con gli altri disability manager del territorio e con quelli delle aziende partecipate.Non vedente dalla nascita, Lepore è stato eletto presidente regionale nel corso dell’assemblea del consiglio regionale dell’UICI svoltasi questa mattina a Torino nella sede regionale dell’Unione.Al termine dell’assemblea è intervenuto anche il presidente uscente, Adriano Gilberti, che ha rivolto parole di stima e di augurio al suo successore. “Negli ultimi cinque anni – ha detto Gilberti – ho potuto fotografare attentamente i problemi della disabilità da un osservatorio privilegiato, quello della presidenza. Il lavoro da fare è enorme ma sono convinto che l’avvocato Lepore, al quale offro fin da subito la mia collaborazione, saprà portare avanti le battaglie dell’Unione con slancio ed entusiasmo”.Oltre al presidente, il consiglio regionale dell’UICI ha eletto i membri della direzione regionale. Sono Daniele Floriduz (Novara), Adriano Capitolo (Asti), Diego Borsetti (Vercelli) e Simone Zenini (Cuneo).

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Scuola: Sostegno alunni disabili, a settembre 60 mila cattedre andranno a supplenza

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2020

La carenza di immissioni in ruolo nella scuola tocca l’apice quando si parla di cattedre di sostegno vacanti: la mancata stabilizzazione di personale specializzato produce infatti enormi problemi a una fetta importante dei quasi 300 mila alunni con disabilità iscritti nelle nostre scuole, i quali a breve si vedranno cambiare il loro docente di riferimento. Lo evidenzia oggi Orizzonte Scuola, secondo la quale “la continuità didattica rimane sempre più una chimera”. Dopo avere ricordato che saranno al massimo “20 mila docenti di sostegno che in questi giorni e nelle prossime settimane saranno chiamati per le procedure di immissioni in ruolo”, la rivista specializzata sottolinea che si tratta di “una quota irrisoria se si pensa alle 80 mila cattedre di sostegno prive di titolari”. Gli alunni con disabilità, inoltre, verranno doppiamente penalizzati, perché continua a non esserci traccia dei decreti attuativi del decreto n. 96/201 che prevede la Continuità del progetto educativo e didattico in presenza di determinate circostanze.“Siamo arrivati all’assurdo – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che pur in presenza delle condizioni previste da una legge dello Stato, la conferma del docente non si attuerà. E il 14 settembre tantissimi alunni disabili inizieranno le lezioni non solo senza il loro docente di sostegno, ma senza nessun insegnante. Perché le lungaggini per la ricerca del supplente, come pessima prassi del sistema scolastico italiano, porteranno alla nomina della maggior parte dei supplenti annuali solo ad anno scolastico abbondantemente iniziato. Addirittura ad autunno inoltrato, se non in inverno. E nel frattempo all’alunno, se va bene, verrà assegnato un docente di sostegno temporaneo, spesso nemmeno specializzato. Si potranno andare a costituire, inoltre, avvicendamenti di docenti continui, che non fanno di certo bene all’azione formativa e alla crescita dell’alunno”.

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Scuola: Sostegno alunni disabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Il decreto interministeriale n. 90 del 7 agosto 2020 ha disposto la riapertura dei bandi delle Università per l’ammissione alle prove per l’accesso ai corsi di specializzazione di sostegno agli alunni disabili, riaprendo i termini per essere ammessi direttamente ai corsi del quinto TFA sostegno “è stato voluto fortemente dall’Anief: è un decreto voluto anche dal legislatore che ammette agli scritti chi ha svolto tre anni di servizio su posto di sostegno anche senza avere il titolo. Tuttavia, tutto questo per Anief non basta a rimediare all’emergenza che avremo a settembre”: a dichiararlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di un’intervista rilasciata a Teleborsa.
L’emergenza sostegno non si placa, nemmeno dopo le modifiche attuate all’accesso al corso Tfa specializzante. “Purtroppo a settembre avremo oltre 40 mila insegnanti senza specializzazione su sostegno che saranno chiamati su posti in deroga. Posti al 30 giugno per i quali Anief sta portando avanti una lunga battaglia in tribunale affinché possano essere posti in organico di diritto, anche con l’iniziativa ‘Non un’ora di meno’ che abbiamo portato avanti in questi anni coinvolgendo in maniera gratuita le famiglie, in modo che ogni alunno potesse avere il proprio insegnante di sostegno, in base al Pei, come richiesto delle scuole”. La novità più importante, recepita dal nuovo atto, è l’ammissione diretta alla prova scritta di tutti i candidati che abbiano prestato almeno tre anni di servizio, anche non consecutivi, su posto di sostegno nello specifico grado per cui vogliano conseguire la specializzazione. Rimangono fuori, senza possibilità di accedere ai corsi specializzanti, i docenti con tre anni di servizio prestati tutti o in parte su disciplina comune. Risulta illegittima, inoltre, la previsione di ammettere alle prove scritte solo un numero di candidati pari al doppio dei posti a concorso, anziché garantire l’accesso alla fase successiva di tutti coloro che raggiungeranno la sufficienza.

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Scuola: Alunni disabili, vanno iscritti alla nuova classe anche se le certificazioni non sono rinnovate

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2020

Gli alunni disabili vanno inquadrati come tali anche qualora le famiglie non abbiano consegnato la nuova Diagnosi funzionale: a comunicarlo ai dirigenti scolastici è stato il ministero dell’Istruzione, con la Nota 1248 del 15 luglio 2020, con oggetto “Certificazioni di alunni con disabilità. Indicazioni per l’avvio dell’anno scolastico 2020/21”. La precisazione si è resa necessaria dopo che l’Inps ha riattivato, a seguito dell’emergenza sanitaria, le attività di visite diretta solo a partire dallo scorso 22 giugno.
“Siamo convinti che i capi d’istituto daranno seguito a quanto indicato dal ministero dell’Istruzione – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ma nello stesso tempo ribadiamo l’importanza di seguire con attenzione tutte le pratiche che portano all’assegnazione del corretto monte ore settimanale ad ogni alunno disabile. Purtroppo tutto questo non avviene in modo sistematico: lo dicono i i dati ufficiali dell’Istat, secondo i quali ormai circa il 10% delle famiglie con disabili si rivolge al tribunale, al fine di rendere attuabile l’assegnazione del docente di sostegno o delle ore settimanali negate ma indicate nella diagnosi funzionale scaturita dall’esame approfondito e obiettivo delle necessità pedagico-formative dell’alunno. Anche noi, come sindacato, negli ultimi anni abbiamo riscontrato un escalation di adesioni all’iniziativa gratuita “Sostegno, non un’ora di meno!”, la quale è nata proprio per contrastare le nuove segnalazioni di sostegno accertato ma negato dalla burocrazia e dal Mef”.La pandemia ha rallentato anche le procedure di rinnovo delle certificazioni degli alunni con disabilità. A proposito delle specifiche implementazioni procedurali, predisposte dall’INPS al fine di diversificarne l’iter e la trattazione, rispetto alle domande di accertamento dello stato di handicap, la normativa vigente va quindi superata: questa, infatti, prevede determinati requisiti che per l’attuazione delle domande di Legge 104/1992. In particolare, la nota 13 novembre 2019 n. 22994 ha previsto per gli alunni con disabilità, al paragrafo 9.1, che “le iscrizioni di alunni con disabilità effettuate nella modalità on line sono perfezionate con la presentazione alla scuola prescelta della certificazione rilasciata dalla A.S.L. di competenza, comprensiva della diagnosi funzionale. Sulla base di tale documentazione, la scuola procede alla richiesta di personale docente di sostegno e di eventuali assistenti educativi a carico dell’Ente locale, nonché alla successiva stesura del piano educativo individualizzato, in stretta relazione con la famiglia e gli specialisti dell’A.S.L”.

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Scuola: Alunni disabili, con il Covid sono stati abbandonati

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2020

“Dall’inizio di questa pandemia siamo stati praticamente abbandonati”: le parole della mamma di un alunno con disabilità rappresentano il grido di dolore dei genitori dei 284 mila alunni disabili delle nostre scuole che a causa del contagio da coronavirus stanno soffrendo in modo particolare il forzato isolamento casalingo e la lontananza dalle aule scolastiche. Il 70% non parteciperebbe nemmeno alla didattica a distanza.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Il sindacato ritiene che in questa situazione di estrema difficoltà, la scuola debba fare la sua parte per almeno assicurare il diritto allo studio di tutti gli alunni disabili. Per fare questo, però, occorre una presa di coscienza da parte di chi governa l’istruzione pubblica, a partire dall’abbattimento di tutti i posti di docente di sostegno in deroga. Stiamo parlando di oltre 60 mila cattedre, una su tre complessive, che così collocate, andando a supplenza anziché alle immissioni in ruolo, generano ogni anno un meccanismo di ritardi di nomine, di “balletti” di supplenti e di mancata continuità didattica di cui l’alunno è la vera vittima”.Con l’esplosione del Covid-19, i ragazzi disabili hanno subito un danno enorme. “Stiamo perdendo anni di terapia. Sono stanca, stanchissima di battermi per diritti fondamentali: la salute, l’istruzione. Stanca del silenzio assordante che ci circonda”, ha spiegato la madre di un giovane al Corriere della Sera. Il silenzio di cui parla è quello delle istituzioni, che le associazioni di disabili denunciano da settimane.La ministra Lucia Azzolina, dal canto suo, ha scritto lunedì scorso una lunga lettera dedicata al tema, indirizzata a tutti i protagonisti della scuola per ricordare quanto fatto finora e per condividere riflessioni per sanare «alcuni disallineamenti», promettendo che farà di tutto per garantire che la scuola rimanga inclusiva. «Ma non c’è niente di concreto. Non lasciare nessuno indietro… di grazia me lo può spiegare come?”, dice al quotidiano il signor Vito Crea, calabrese, 58 anni, padre di tre figli tra cui Francesca, 17 anni, con una diagnosi di autismo di terzo grado, presidente di Angsa Reggio Calabria e Adda.

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Scuola: Sostegno, basta con i risparmi sulla pelle dei disabili

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Lo chiede l’Anief con un emendamento al Decreto Legge n. 22 sulla Scuola già approvato dal Consiglio dei ministri ed ora proposto alla VII Commissione del Senato che fino a venerdì riceverà in audizione 63 interventi per migliorare il testo. La norma garantirebbe continuità didattica all’insegnamento agli alunni con disabilità: l’obiettivo diventa necessario se si vuole eliminare l’attuale limite che impedisce di assumere in ruolo il personale precario specializzato e di utilizzare quei posti per la mobilità dei docenti già di ruolo. La sua approvazione diventa indispensabile se si vuole infine ricomprendere la popolazione degli studenti in situazione di disabilità, senza eccezione alcuna, nel rapporto 1:2 per tutte le situazioni certificate di tipo grave.Marcello Pacifico (Anief): “Se il balletto dei docenti d’inizio anno per gli alunni normodotati è una lesione al loro diritto allo studio, per i disabili diventa un’indecenza che sottrae loro, senza possibilità alcuna di recupero, una parte dell’offerta formativa. Fermiamo questa brutta pagina della nostra scuola, che ha come unico scopo il risparmio di pochissimi soldi sulla pelle degli alunni che avrebbero bisogno di più attenzione degli altri”.

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Coronavirus e RSA

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

Agire tempestivamente nei confronti delle RSA, delle case di riposo, delle residenze sanitarie per disabili di tutto il territorio nazionale effettuando tamponi a tappeto sugli operatori sanitari e sugli ospiti, anche sulle persone asintomatiche. Questo l’appello che Senior Italia FederAnziani lancia ai Governatori delle Regioni e agli Assessori alla Salute, alla Protezione Civile, al Ministro della Salute Roberto Speranza. Perché quella che sta provocando il Covid-19 in queste strutture è una vera mattanza, come confermano i dati indicativi diffusi in questi giorni dall’Istituto Superiore di Sanità, riferiti a un campione di 1082 strutture residenziali e sociosanitarie (il 33 per cento di quelle contattate, 3042): dal primo febbraio al 14 aprile 2020 in queste strutture ci sono stati in tutto 6.773 decessi tra i residenti, che ben nel 40,2 per cento dei casi (2.724 su 6.773), sono avvenute con infezioni da Covid o con manifestazioni simil-influenzali.“Non è tempo di polemiche – dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina – l’emergenza coronavirus non si ferma e le RSA continuano ad essere la più importante trincea, accanto a quella degli ospedali, nella quale si combatte ogni giorno la guerra contro il Coronavirus. Sappiamo ormai che in tutta Europa la metà dei decessi di Covid 19 è avvenuta nelle strutture residenziali per anziani. La ‘distrazione’ nei confronti di questi luoghi ha generato ovunque una vera e propria mattanza. Per mettere fine a questa eutanasia legalizzata dei più fragili vanno fatti tempestivamente e capillarmente i tamponi, non solo agli ospiti delle strutture ma anche a chi ci lavora dentro con la stessa abnegazione del personale sanitario degli ospedali. E il tema dei costi eccessivi non può rappresentare un limite o un alibi. Stessi provvedimenti devono essere adottati con urgenza nei confronti delle residenze sanitarie per disabili che sono a loro volta delle bombe pronte a esplodere poiché anche qui troviamo soggetti fragili ed esposti al rischio peggiore, sicché tali realtà vanno gestite con la massima attenzione, puntando sulla fornitura dei dispositivi di protezione individuale, quella che fin dall’inizio dell’epidemia è mancata alle strutture per anziani, e sul monitoraggio costante della salute di operatori e ospiti. Verrà il tempo dell’accertamento delle responsabilità, ma quello attuale è il tempo dell’azione necessaria a salvare finché è possibile le vite dei nostri anziani e delle persone disabili. Non continueremo ad assistere inermi al senicidio in corso”.

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Garantire il benessere, la cura e il diritto al gioco dei bambini con disabilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

La Right Box, è stata ideata e realizzata dall’associazione L’abilità, e consegnata in queste settimane direttamente a casa di 200 famiglie di Milano grazie al supporto dei volontari.In questo periodo di emergenza sanitaria, in cui i bambini sono a casa tutto il giorno e in particolare i bambini con disabilità hanno subìto la brusca interruzione dei servizi a loro dedicati, la Right Box può essere un valido strumento a supporto dei genitori per sollevarsi dalla solitudine quotidiana e riprendere almeno in parte il percorso educativo riservato ai propri figli.La sospensione di ogni tipo di terapia e intervento sui bambini, uniti all’isolamento e al disagio delle famiglie nel far fronte alla complessa situazione, hanno portato l’equipe pedagogica de L’abilità a studiare con attenzione i bisogni dei singoli bambini, dedicando a ognuno di loro un contenuto specifico della “scatola giusta” che è quindi anche “su misura”.
A seconda dell’età e delle competenze e abilità dei bambini, la Right Box contiene giochi di manipolazione, da tavolo, di stimolazione sensoriale e adatti al rinforzo cognitivo. In tutto 200 scatole personalizzate per bambini e bambine da 2 a 10 anni con disabilità motorie, neuromotorie, intellettive e con disturbo dello spettro autistico che ogni giorno frequentano i servizi de L’abilità.
Il sito de L’abilità offre una sezione dedicata all’Emergenza Coronavirus con aggiornamenti sui provvedimenti e materiali utili scaricabili, redatti in linguaggio Easy to Read o coi simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa:
https://labilita.org/emergenza-coronavirus/

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Scuola: Campidoglio, attivato sostegno a distanza per alunni disabili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Attivato il sostegno a distanza per gli alunni disabili degli istituti di Roma Capitale.Spetterà ai Municipi, in qualità di stazioni appaltanti, il compito di stipulare gli accordi con gli Operatori economici affidatari dei servizi.Gli stessi operatori economici lavoreranno, insieme agli Istituti Comprensivi, alla progettazione, stabilendo le modalità di funzionamento dei servizi forniti, le attività educative svolte, le misure organizzative adottate, nonché le specifiche attività di sostegno alla didattica in relazione ai singoli alunni.Saranno redatti progetti individuali per supportare gli alunni disabili in percorsi condivisi, nell’ambito del PEI (Piano Educativo Individuale), con il coinvolgimento degli OEPA in attività svolte “a distanza”, in supporto e in coordinamento con le attività dei docenti curriculari e di sostegno.Nelle Scuole dell’infanzia capitoline, la co-progettazione sarà attuata tra Operatore economico e il servizio scolastico, rappresentato dalla POSES responsabile di ambito.
“Prosegue l’impegno di Roma Capitale verso tutti i cittadini – dichiara la sindaca Virginia Raggi – e specialmente nei confronti dei soggetti più fragili. Con questo provvedimento rispondiamo ad esigenze concrete delle famiglie con bambini con disabilità e garantiamo i posti di lavoro degli operatori chiamati a svolgere questo importante compito.”“Sin dalla chiusura delle scuole abbiamo pensato ad adottare provvedimenti specifici per l’erogazione del servizio educativo di sostegno alla disabilità, valutando la possibilità di trasformare le ore di assistenza educativa scolastica in interventi domiciliari, ma l’aggravarsi della situazione nazionale, ha reso necessario sospendere questa disposizione per tutelare la salute degli alunni e degli stessi operatori” ha affermato l’assessore alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Veronica Mammì. “Restava però l’esigenza, e abbiamo continuato a lavorare su possibilità alternative, giungendo a questa possibilità concreta di intervento, che garantisce i diritti degli alunni con disabilità, tutelando la sicurezza sia dei ragazzi che dei lavoratori. In questo momento è determinante mantenere uno spirito di comunità, e offrire possibilità di sostegno concreto ai più fragili. Lavoriamo senza sosta perché nessuno si lasciato solo.”

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Rete solidale per famiglie, anziani e disabili

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

“La rete solidale territoriale riesce a dare risposte alle famiglie, anziani e disabili che si trovano in difficoltà. Il Governo può fare di tutto, ma senza il supporto dei Comuni sarebbe difficile arrivare a soddisfare i bisogni di tutte queste persone.Il Governo ha stanziato risorse ingenti per famiglie e imprese con il decreto di marzo e stiamo mettendo a punto altre risorse per il mese di aprile. Il supporto del volontariato è importante, per bisogni delle persone anziane e disabili, come fare la spesa o l’acquisto dei farmaci e il supporto psicologico in questi momenti difficili per tutti. Dobbiamo restituire tranquillità alle persone e poi intervenire per garantire un reddito alle persone che non ce lo hanno e alle imprese che devono poter ripartire appena questa emergenza sarà finita.A Torino questo modello di rete solidale sta funzionando, grazie anche all’impegno della Sindaca Appendino e tuo. E’ un buon modello che spero venga attuato in tutti i Comuni d’Italia”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in occasione di una diretta Facebook con l’Assessore alla Protezione civile del Comune di Torino, Alberto Unia.

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Assistenti per disabili nelle scuole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

“Gli operatori professionali che svolgono un servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione in favore degli studenti con disabilità delle scuole, rischiano il posto di lavoro. Questi specialisti, causa la sospensione delle lezioni, non percepiranno la retribuzione, in quanto categoria che opera per le scuole, in ragione di un precariato antico, attraverso entro terzi. Lezioni sospese, equivale quindi, all’interruzione delle attività, poiché nella maggior parte dei casi, queste vengono fornite da Comuni, Province e/o Regioni. Anche in questo caso, il governo, è chiamato a tutelare i lavoratori prevedendo o il recupero delle ore di lavoro perse per causa di forza maggiore, oppure, adottando una speciale e straordinaria cassa integrazione. Questa categoria sta infatti già pagando a caro prezzo la mancanza di regole contrattuali chiare e continuative”. Lo dichiara Carmela Ella Bucalo, deputato di Fratelli d’Italia e componente della commissione Lavoro e vice responsabile del Laboratorio tematico Istruzione con delega alla scuola.

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Campidoglio, al via sostegno domiciliare per alunni con disabilità

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2020

L’Amministrazione Capitolina ha deciso, vista la sospensione dell’attività didattica fino al 15 marzo, di convertire le ore di assistenza scolastica erogata dagli Operatori Educativi per l’Autonomia e la Comunicazione in interventi da effettuarsi a domicilio.La misura è stata comunicata dall’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì tramite una nota inviata a tutti i Municipi.I servizi potranno dunque essere organizzati dagli stessi Municipi, in condivisione con le famiglie dei bambini con disabilità, ed erogati dagli stessi soggetti attualmente affidatari del servizio scolastico. La prestazione sarà effettuata per il numero di ore già assegnate a ciascun utente, che potranno essere cumulate nell’arco della settimana.“È una misura fondamentale che abbiamo voluto garantire a sostegno dei bambini con disabilità e delle famiglie. Lavoriamo in questa fase delicata per dare la massima continuità possibile ai servizi e sostegno ai cittadini”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi.“Una delle nostre priorità, appena ci è stata comunicata la sospensione dell’attività didattica, è stata poter garantire ai bambini con disabilità che si trovano a casa lo stesso sostegno di cui beneficiano ogni giorno nelle strutture scolastiche. Vogliamo così contribuire ad accompagnarli lungo l’attraversamento di questo periodo di cambiamento della loro quotidianità, dando continuità al rapporto con gli operatori, tutelando i lavoratori e sostenendo le famiglie”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì.“Il diritto all’assistenza si deve sposare con il diritto allo studio anche a domicilio. Le famiglie con studenti con disabilità andavano assolutamente supportate in questa fase difficile. #RomAccessibile è anche questo”, dichiara il delegato della Sindaca all’Accessibilità Universale Andrea Venuto.

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Sostegno disabili gravi e anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Il 30 marzo prossimo scadranno i termini per le richieste della misura B1, i genitori di ragazzi con disabilità sono molto preoccupati di non riuscire a presentare la domanda in tempo.Per accedere alla misura B1, è richiesta un autocertificazione della frequenza scolastica, purtroppo alcune ats chiedono un certificato scolastico, impossibile da ottenere a scuole chiuse.
Gregorio Mammì, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “Chiedo all’Assessorato una proroga dei termini per la presentazione delle domande.Per accedere al sostegno è necessaria un autocertificazione della frequenza scolastica ma purtroppo la delibera è poco chiara e le ATS richiedono un certificato rilasciato dalle scuole. Le famiglie, a scuole chiuse, non hanno modo di ottenere risposte nel breve periodo. L’emergenza impone a queste famiglie un sacrificio extra. Chiedo che l’Assessorato e l’Assessore Bolognini vadano loro incontro, prorogando i termini e facendo una nota di chiarimento alle ATS, in modo che tutti coloro che ne hanno bisogno possano accedere alle misure di sostegno. Emergenza o no, nessuno deve rimanere indietro”.

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Scuola: Il sostegno agli alunni disabili non funziona

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Lo si evince in modo chiaro dall’ultimo report “Inclusione scolastica degli alunni con disabilità“, realizzato dall’Istat e pubblicato in queste ore: “mancano insegnanti specializzati e il 36% dei docenti per il sostegno viene selezionato dalle liste curriculari; sono docenti che rispondono ad una domanda di sostegno non soddisfatta, ma non hanno una formazione specifica per supportare al meglio l’alunno con disabilità”.Inoltre, quasi 6 su alunni 10 hanno cambiato insegnante di sostegno rispetto all’anno precedente, al Nord anche di più, e il 10%, ha addirittura cambiato insegnante nel corso dello stesso anno. Marcello Pacifico (Anief): “Siamo arrivati a 80 mila posti in deroga su 180 mila insegnanti di sostegno. E gli alunni con handicap certificato aumentano al ritmo di 10 mila l’anno. L’unico modo per centrare la continuità didattica è riconvertire i posti dal 30 giugno al 31 agosto, aprire i corsi di specializzazione ai docenti con 36 mesi di servizio, assumere in ruolo con un Call veloce da graduatorie di istituto”. Il rapporto alunno-insegnante per il sostegno è migliore delle previsioni di legge, al netto di un ulteriore terzo dei posti che viene chiesto dai dirigenti e non assegnato per ragioni finanziarie dagli uffici scolastici regionali, a meno che la famiglia ricorra a un giudice: è pari a 1,6 alunni ogni insegnante per il sostegno, mentre la legge 244/2007 fissa un valore medio di due. Ma se gli insegnanti di sostegno sono aumentati, fino a 173 mila cattedre, in virtù di un aumento medio di 8 mila iscrizioni annuo di alunni con handicap, rimane la carenza nella formazione e nel reclutamento dei docenti. Il “fenomeno è più frequente nelle regioni del Nord, dove la quota di insegnanti curriculari che svolge attività di sostegno sale al 47%, e si riduce nel Mezzogiorno attestandosi al 21%. Anche la formazione in tecnologie educative, fondamentale per l’utilizzo corretto della strumentazione a supporto della didattica, risulta ancora poco diffusa: nel 12% delle scuole italiane nessun insegnante per il sostegno ha frequentato un corso specifico per l’utilizzo appropriato delle tecnologie a supporto della didattica, nel 64% delle scuole soltanto alcuni docenti hanno frequentato corsi, mentre nei restanti casi (24%) tutti gli insegnanti hanno frequentato almeno un corso”, dice ancora l’Istituto nazionale di statistica. L’attuale bizzarro sistema di formazione e reclutamento influenza la mobilità anche per via dell’alto numero di cattedre libere imposto dalla legge 128/13 che obbliga il Miur a rispettare i parametri degli organici di quindici anni fa: con il risultato, considerando pure la mobilità fisiologica, che al 59% degli alunni con disabilità “non è garantita la continuità didattica”. Nello scorso anno scolastico quasi 6 su 10 hanno cambiato insegnante di sostegno rispetto al precedente (il fenomeno è leggermente maggiore al Nord) e una quota non trascurabile, il 10%, ha cambiato insegnante nel corso dello stesso anno scolastico. Va ricordato che alla primaria e alle medie, sono 177 mila i bambini con disabilità, il 3,9% degli alunni: i maschi sono il doppio che le femmine, il problema più frequente è la disabilità intellettiva (42% degli studenti con sostegno), seguono i disturbi dello sviluppo (26,4%), meno diffusi i problemi sensoriali (8%). “Ma il problema della continuità didattica non tiene conto anche delle diecimila cattedre di sostegno andate vacanti ancora una volta l’anno scorso per via della perdurante impossibilità di assumere gli insegnanti specializzati dalle graduatorie di istituto”, sottolinea Marcello Pacifico, leader Anief.

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La Tela di Rescaldina ricorda lo sterminio delle persone disabili

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 gennaio 2020

La Tela di Rescaldina (MI) Mercoledì 29 gennaio l’osteria La Tela di Rescaldina ricorda lo sterminio delle persone disabili. in collaborazione con ANPI Rescaldina e le associazioni Team Down e Mondo Charge, viene proposta la conferenza dal titolo “Vite indegne di essere vissute. Lo sterminio delle persone disabili durante il nazismo” con lo storico Giancarlo Restelli. Una ricostruzione dei fatti che a partire dal 1939 videro mettere in campo l’eliminazione sistematica delle persone, bambini e adulti, con una qualche disabilità perché improduttivi e troppo costosi allo Stato. Del resto, agli alunni delle scuole tedesche nel 1936 venivano posti questi quesiti matematici del tipo: “Un pazzo costa allo Stato 4 marchi al giorno, uno storpio 4,50, un epilettico 3,50. Visto che la quota media è di 4 marchi al giorno e i ricoverati sono 300.000, quanto si risparmierebbe complessivamente se questi individui venissero eliminati?”
Per il nazismo i disabili tedeschi erano “non persone” la cui “vita non meritava di essere vissuta”. Tra il 1939 e il 41 con il programma Aktion T4 e poi fino al 1945, viene stimata la soppressione di circa 250.000 persone; una strage silenziosa ma metodica, attuata con iniezioni, morti per fame e che vide sorgere le prime camere a gas. Una pulizia razziale nel nome di un sovranismo folle, annunciata dal Mein Kampf e sostenuta da una propaganda che arrivava fin sui banchi di scuola. Una storia da non dimenticare.
Inizio alle 21. Ingresso libero.La Tela è un bene sequestrato alla criminalità organizzata, affidato al Comune di Rescaldina e gestito in ATI dalle cooperative La Tela e Meta insieme con altre associazioni del territorio. È ristorante e centro di aggregazione e di promozione sociale e culturale.

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In Italia cresce la domanda di assistenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 dicembre 2019

Ma scende il numero dei lavoratori domestici regolari (-1,4% dal 2017). “Il calo degli ultimi anni – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – è sintomo della difficoltà delle famiglie nel sostenere i costi dell’assistenza, soprattutto nel caso in cui l’assistito sia una persona disabile”. Continua: “Dai dati ISTAT sappiamo che tra gli over 65, i disabili sono circa 1,5 milioni, di cui 600mila versano in condizioni di isolamento per i quali l’aiuto della badante è fondamentale”. Dal Rapporto Annuale del Lavoro Domestico 2019 di DOMINA, realizzato dall’Osservatorio Nazionale DOMIMA sul Lavoro Domestico in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa, che verrà presentato giovedì 12 dicembre 2019 presso la Sala Zuccari – Senato della Repubblica, si osserva che nonostante l’invecchiamento della popolazione e la contrazione dei servizi pubblici di assistenza il numero complessivo dei lavoratori domestici regolari è diminuito del 12,9% dal 2009. Secondo le stime, sono invece i lavoratori irregolari a crescere: stimati oggi a circa 1,2 milioni.“Puntiamo all’emersione dal lavoro nero – continua Lorenzo Gasparrini – per far si che il gettito fiscale aggiunto, stimato dall’Osservatorio intorno ai 2 miliardi di Euro (1,4 miliardi di contributi assistenziali e previdenziali e 645 milioni di Irpef e addizionali locali) possa essere riconvertito in risorse per sostenere le famiglie datori di lavoro domestico nell’affrontare i costi del lavoro di cura”.

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Il sistema del collocamento mirato per persone con disabilità

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

E’ stato introdotto 20 anni fa dalla legge n.68/1999, pur rappresentando un prezioso strumento di inclusione lavorativa e sociale delle persone con disabilità, non è più in grado da solo di impedire che questi soggetti si ritrovino confinati ai margini del mercato del lavoro e, quindi, della società. Dal report “L’inclusione lavorativa delle persone con disabilità in Italia”, presentato oggi dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro in occasione della conferenza stampa organizzata al Ministero del Lavoro per la Giornata Internazionale
delle Persone con Disabilità, è emerso uno spaccato di questa realtà, che nel 2018 poteva contare quasi su 360mila lavoratori, per la maggior parte uomini (58,7% contro il 41,3% delle donne) e concentrati al Nord d’Italia, con la regione Lombardia che da sola occupa il 21,5% del totale. Un universo in cui il 53,7% degli occupati ha più di 50 anni, il 93,7% ha un contratto a tempo indeterminato ma ad alta incidenza di part time, soprattutto negli “under 30” (49,3%). Ma c’è un elemento nella ricerca – condotta sui dati resi per la prima volta disponibili dal Dicastero di via Veneto e relativi alle dichiarazioni PID (Prospetto Informativo Disabili) che le aziende con più di 14 dipendenti devono inviare ai fini del rispetto dell’obbligo normativo – che più di ogni altro sorprende. A fronte dei 360mila occupati dichiarati dalle aziende in ottemperanza alla Legge, ci sono 145mila posti di lavoro “vacanti”. C’è, inoltre, una forte sproporzione tra la domanda e l’offerta di lavoro. Il numero degli iscritti alle liste di collocamento ammonterebbe a 775mila unità e sarebbe in aumento per le difficoltà riscontrate nel promuovere inserimenti stabili. Negli ultimi anni, complice la crisi economica, il sistema si è dimostrato sempre più in affanno e incapace di dare risposta ad un’offerta di lavoro che solo nel 30% dei casi riesce a collocarsi. Un’altra conferma giunge dall’audizione dell’Istat sulla legge di Bilancio 2020, durante la quale è emerso che i più penalizzati sono i giovani e i giovanissimi con disabilità: nella fascia d’età tra i 25 e i 44 anni il 31,2% è in cerca di occupazione, quasi il doppio rispetto al 16,8% della fascia dei 45-64enni. Nel 2015, a fronte di quasi 92mila persone iscritte per la prima volta nelle liste di collocamento mirato, gli avviamenti al lavoro sono stati 27.468, vale a dire il 29,9%. L’Istituto di statistica ha, inoltre, precisato che su 100 persone di 15-64 anni che, pur avendo limitazioni funzionali motorie o disturbi intellettivi sono comunque abili al lavoro, solo il 35,8% è occupato, il 20% è in cerca di un’occupazione e il 43,5% risulta inattivo. Alla conferenza stampa è intervenuto il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo. “Vi è necessità di riequilibrare il versante delle politiche attive – ha dichiarato in conferenza stampa la Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine, Marina Calderone – con interventi che potenzino l’incrocio tra domanda e offerta, ma prima ancora l’occupabilità delle persone con disabilità e, quindi, la loro formazione. Serve per le aziende un percorso di accompagnamento e assistenza per definire un piano condiviso di inserimento dei lavoratori con disabilità. Tra i protagonisti del mondo del lavoro – ha continuato la Presidente – deve crescere la sensibilità su questo tema con un vero e proprio salto culturale. Una crescita che i Consulenti del Lavoro si pongono come obiettivo immediato, affiancando imprese e istituzioni nel creare questo circuito virtuoso”. Dai dati emerge, peraltro, che nell’ultimo decennio circa il 10% degli avviamenti al lavoro tramite collocamento mirato è avvenuto in aziende al di sotto dei 15 dipendenti, non sottoposte quindi all’obbligo di riserva. “Si tratta di una domanda spontanea e consapevole che potrebbe essere ulteriormente ampliata se supportata da meccanismi incentivanti o premiali”, ha concluso la Presidente.

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Scuola – Sostegno disabili: riforma nel caos

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 agosto 2019

Le disposizioni di modifica del decreto legislativo n. 66/2017, già approvate dal governo gialloverde, rischiano di non entrare in vigore a causa della mancata approvazione dei decreti attuativi che, in caso di crisi dell’esecutivo, potrebbe non vedere mai la luce. Lo ha rimarcato anche il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano, ricordando che mancano le misure di accompagnamento, cioè la formazione del personale scolastico e l’esonero della docenza per circa 450 insegnanti, attraverso il quale far avviare i gruppi territoriali per l’inclusione che avrebbero dovuto supportare le scuole a elaborare il piano di inclusione degli alunni.Secondo Anief, le osservazioni del sottosegretario Giuliano sono pertinenti, perché in effetti senza i decreti di attuazione le correzioni alla riforma prevista dalla Legge 107/15 non potranno essere adottate. Tuttavia, sono anche altre le disposizioni a rischio, come le nuove assegnazioni delle ore settimanali e la formazione delle commissioni mediche. Ma, soprattutto, rimane il rammarico per l’ennesima occasione mancata per andare a fare ordine in un sistema che regola la permanenza a scuola di 300 mila alunni disabili e oltre 150 mila docenti di sostegno: Anief ha rilevato più volte quali sono.

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Scuola: Sostegno disabili

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Forse non saranno 4 miliardi in tre anni, ma le riduzioni di spesa per favorire l’inclusione degli alunni disabili da parte dell’attuale Governo gialloverde sono vere. Ad ammetterlo, senza arrampicarsi sugli specchi, come avevano fatto gli altri parlamentari della maggioranza, è stata la neo ministra della Famiglia e della Disabilità Alessandra Locatelli. Alla leghista, determinata quanto schietta, è stato chiesto come mai “questo Governo ha confermato nell’ultima legge di bilancio dei tagli importanti alle risorse destinate all’inclusione scolastica dei bambini disabili”. E lei ha replicato: “È vero, ci sono stati tagli un po’ lineari”. Anief ritiene particolarmente grave il comportamento del Governo sul fronte dell’assistenza e del diritto allo studio degli alunni disabili. “Prima di tutto – spiega il suo presidente Marcello Pacifico – perché dopo avere creato un ministero ad hoc, invece di trasformare i posti in deroga dei docenti di sostegno in cattedre di diritto, riportandole a quello che sono veramente, ha permesso di ridurre il budget nazionale con cui si permette a quasi 280 mila allievi disabili certificati di frequentare le nostre scuole. E dopo avere fatto questo in sordina, senza parlarne con le parti sociali interessate, ha per mesi negato, addebitando il disavanzo al fatto che ‘i posti in deroga su sostegno vengono contabilizzati di anno in anno’”. Le ammissioni sulle riduzioni di budget per il sostegno ai disabili stonano con quelle pronunciate da un altro ministro della Lega, quello dell’Istruzione Marco Bussetti: all’indomani dell’approvazione della legge, ricorda Tuttoscuola, l’opposizione aveva accusato il Governo di avere ridotto i fondi per il sostegno, ma il 17 gennaio scorso il ministro dell’istruzione Bussetti in Parlamento aveva respinto le accuse. “Non è vero che la legge di bilancio ha diminuito le risorse per i docenti di sostegno”, aveva affermato in modo perentorio il titolare del Miur. Così, “a distanza di sei mesi la verità viene chiarita proprio da parte della stessa maggioranza”, proprio attraverso le parole della ministra Alessandra Locatelli.

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