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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘disabilità’

XIII Giornata nazionale sulla disabilità intellettiva e i disturbi del neurosviluppo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

E’ promossa dall’Anffas (Associazione nazionale delle famiglie di persone con disabilità intellettiva e/0 relazionale). “Si celebra in un periodo non solo di emergenza Covid-19, ma anche di sofferenza per le barriere legate all’isolamento e alla nuova modalità di supporto a distanza. L’Istituto di Ortofonologia (IdO) in loro sostegno inaugura oggi una mostra virtuale dal titolo ‘Prospettive d’arte'”. A lanciare l’iniziativa è Elena Vanadia, neuropsichiatra infantile dell’IdO.
La mostra virtuale sarà visibile sul sito ortofonologia.it e “raccoglierà disegni e opere di bambini, ragazzi e giovani adulti affetti da disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva e condizioni di tipo psichiatrico/psicopatologico. Rimarrà sul sito come work in progress- spiega la neuropsichiatra- e potranno essere via via inserite tutte le ulteriori produzioni artistiche che le famiglie avranno piacere di condividere. Sarà dunque una mostra dinamica che inaugura il 28 marzo e che rimane aperta non solo per le visite, ma per la creazione di ulteriori sezioni virtuali”.
L’equipe dell’IdO offre in questo periodo di emergenza delle consulenze gratuite e mette a disposizione numerosi video tutorial per le famiglie di bambini e ragazzi affetti da disturbi globali e specifici dello sviluppo, disagio scolastico e psicologico attraverso gli sportelli ‘Ido con voi’ (sul sito http://www.ortofonologia.it) e ’30 psicologi in ascolto’ nell’ambito del progetto ‘Lontani ma vicini’ (sul sito http://www.diregiovani.it), quest’ultimo rivolto anche agli insegnanti.
“Siamo consapevoli delle difficoltà contingenti che si sommano e amplificano quelle preesistenti- continua Vanadia- e che possono in alcuni casi determinare rischi differenti dal contagio, ma pur sempre da considerare. Ci uniamo all’intento di diffondere una cultura della disabilità basata sui diritti umani e, a nostro avviso- conclude la neuropsichiatra infantile- sul diritto al gioco dei bambini e sull’espressione creativa e personale di ciascun soggetto”.

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Improvvisazione e disabilità

Posted by fidest press agency su domenica, 23 febbraio 2020

Roma 7 marzo 2020 dalle 15.00 alle 19.00 e Fuori Teatro h.21 Fonderia delle Arti via Assisi, 31 per la prima volta assoluta a Roma, sul palco della Fonderia delle Arti prende il via il progetto che unisce l’Improvvisazione Teatrale al mondo della disabilità. Molti sono i corsi di teatro aperti a disabili, ma mai fino ad ora a Roma e in gran parte d’Italia, l’Improvvisazione Teatrale era stata vista e utilizzata come strumento per sostenere uno percorso di riabilitazione. Un esperimento riuscito in Emilia Romagna dove, da oltre tre anni la Compagnia TraAttori organizza corsi, workshop e spettacoli basati sull’improvvisazione teatrale quale strumento aggiuntivo e di supporto in un percorso riabilitativo.L’ Associazione Artéteca ha voluto coinvolgere a Roma i colleghi emiliani organizzando un workshop specifico e uno spettacolo teatrale con ospite la compagnia “Fuori di Teatro”, una compagnia integrata di attori con disabilità e normodotati.Grazie alla collaborazione di queste due associazioni, quindi, il 7 marzo dalle ore 15.00 alle ore 19.00, si terrà il workshop dedicato al sostegno e alla riabilitazione attraverso l’arte dell’Improvvisazione teatrale. Quattro ore di laboratorio dedicate a Medici, Psicoterapeuti, Operatori Socio Sanitari, Insegnanti, Tecnici della riabilitazione, Improvvisatori ed Attori, nelle quali si affronteranno diverse tematiche, prime tra tutte, si cercherà di comprendere come utilizzare al meglio l’Improvvisazione Teatrale quale strumento aggiuntivo e di supporto in un percorso riabilitativo (Si lavorerà, insieme al gruppo dei Fuori di Teatro, su sostegno, ascolto, didattica per le diverse abilità, dinamiche di integrazione, riabilitazione delle competenze relazionali, valorizzazione e accettazione del gruppo)Subito dopo alle ore 21.00 sul palco del teatro di via Assisi, prenderà vita uno spettacolo totalmente improvvisato. Nessun copione, nessun canovaccio per gli attori coinvolti che si affideranno solo al genio dell’improvvisazione. Artéteca desidera con l’occasione contribuire a far conoscere Dynamo Camp, progetto che offre gratuitamente progetti di Terapia Ricreativa Dynamo a bambini e ragazzi con gravi patologie e alle loro famiglie, a Limestre in Toscana e in ospedali e case famiglia in numerose città di tutta Italia. Durante l’evento saranno presenti volontari di Dynamo Camp con un banchetto informativo sul progetto. L’incasso sarà utilizzato per l’apertura dei laboratori di improvvisazione per i disabili e per sostenere le attività di Dynamo Camp. Biglietti 10€

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La depressione è riconosciuta come la prima causa di disabilità a livello globale

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Roma, 17 febbraio 2020 ore 11.30 – 13.30 Campidoglio – Sala del Carroccio – Piazza del Campidoglio. È una malattia che ha un notevole impatto sulla qualità di vita di chi ne soffre e che comporta altresì un enorme dispendio di risorse socio-economiche. Per combattere questa malattia e superarne gli stigmi, risulta quindi importante fare rete sul territorio coinvolgendo gli attori istituzionali e sanitari.Per questo, dopo l’avvio in Campania, arriva nel Lazio il percorso di sensibilizzazione “Uscire dall’ombra della depressione”, organizzato da Fondazione Onda e patrocinato dalla Regione, che farà tappa in altre 6 Regioni italiane. L’obiettivo dell’iniziativa è promuovere azioni a livello territoriale per facilitare l’accesso alla diagnosi e alle cure più appropriate attraverso il coinvolgimento di Istituzioni e rappresentanti locali a livello medico, assistenziale e sociale. Sono stati invitati per un loro intervento: Virginia Raggi, Sindaca di Roma; Giuseppe Simeone, Presidente Commissione Sanità Regione Lazio; Alessio D’Amato, Assessore Sanità e integrazione Socio-Sanitaria Regione Lazio; Roberta Di Turi, Commissione Regionale Farmaci, Regione Lazio; Daniela Pezzi, Presidente Consulta Regionale per la Salute Mentale, Regione Lazio; Sen. Paola Binetti, Commissione Igiene e sanità, Senato della Repubblica; On. Rossana Boldi, Vicepresidente Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati, On. Michela Rostan, Vicepresidente Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati; Felicia Giagnotti Tedone, Presidente Fondazione Progetto Itaca
Francesco Saverio Mennini, Professore di Economia Sanitaria Università Tor Vergata di Roma; Giuseppe Nicolò, Direttore Dipartimento di Salute Mentale Roma 5; Enzo Nunnari, Società Italiana di Medicina Generale, Direttivo provinciale Roma; Nicoletta Orthmann, Coordinatrice medico scientifico Onda; Maurizio Pompili, Professore ordinario, Dipartimento Neuroscienze e salute mentale Università La Sapienza, Roma; Massimo Scaccabarozzi, Presidente Janssen Italia; Alberto Siracusano, Professore ordinario, U.O.C. Psichiatria e Psicologia Clinica, Policlinico Tor Vergata, Roma.

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Manovra – Castelli: “Piano record da 1,3 Miliardi per disabilità”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 dicembre 2019

“Vi avevo accennato dei grandi risultati sul tema della disabilità. Voglio ora raccontarvi perché questo è un piano davvero straordinario! Ammontano infatti a 1 miliardo 356 milioni di euro le risorse per la disabilità stanziate in legge di Bilancio, che lunedì sarà in Aula al Senato. Si tratta di un plafond destinato a finanziare diversi interventi attraverso due fondi: il nuovo Fondo per la non autosufficienza e disabilità, introdotto con l’articolo 40 quest’anno per la prima volta, e il Fondo per la non autosufficienza, una misura risalente al 2006 e finanziata in via strutturale ogni anno. La novità principale riguarda il fondo per la non autosufficienza e disabilità, che potrá contare su 580 mln nei prossimi 3 anni, così ripartiti: 80 mln nel 2020 (+30 mln rispetto alla previsione nel testo originario); 200 mln nel 2021 e 300 mln nel 2022; a questi si aggiungono 150 milioni di euro del Fondo per il diritto al Lavoro dei lavoratori disabili e 35 mln di euro del Fondo per il Caregiver familiare. Per quanto riguarda il secondo fondo, lo potenziamo con ulteriori 20 milioni portandolo a 591 milioni di euro.
Stiamo parlando di risorse importanti, mai inserite in modo così incisivo prima d’ora. Era un’altra promessa e siamo orgogliosi di averla mantenuta. Gettiamo le basi per un nuovo modello di welfare e di assistenza, capace di rimettere al centro la persona e di supportare in modo adeguato le famiglie”. Lo ha scritto su Facebook il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Scuola “a prova di disabilità”

Posted by fidest press agency su sabato, 14 settembre 2019

Si torna sui banchi, ma il rientro a scuola purtroppo non è uguale per tutti. Secondo gli ultimi dati MIUR, in Italia gli alunni con disabilità sono oltre 268 mila, il 3,1% della popolazione studentesca. In particolare, gli studenti che soffrono di patologie visive sono circa 4 mila (l’1,4%).Nel corso degli anni il sistema scolastico italiano ha accolto sempre più disabili – più del doppio rispetto a vent’anni fa – ma non sempre questo implica una piena inclusione.Nel caso della disabilità visiva, uno dei maggiori problemi è l’istruzione sempre più “indifferenziata” e “generalista”, che riduce a sole poche ore gli insegnamenti riservati ai ragazzi non vedenti e ipovedenti.In questo scenario, le nuove tecnologie giocano un ruolo fondamentale per migliorare la qualità dello studio dei bambini e ragazzi che soffrono di disabilità di vario genere, permettendo loro di svolgere attività altrimenti precluse e favorendo così l’integrazione sociale.Tra le novità tecnologiche per non vedenti, ipovedenti e dislessici gravi ci possono essere delle soluzioni molto intuitive, che funzionano grazie alla gesture technology, una tecnologia futuristica che si attiva ed esegue operazioni interpretando i gesti, un esempio è OrCam MyEye da poco arrivata in Italia; si tratta di una piccola smart camera, delle dimensioni di un dito, che si attacca con un magnete all’asticella degli occhiali (finti) e permette di leggere in tempo reale testi stampati e in formato elettronico. Un grande aiuto per la lettura e lo studio, ma anche per la socializzazione di bambini e ragazzi non vedenti: OrCam MyEye infatti è anche in grado di riconoscere istantaneamente i volti captati nel campo visivo e memorizzarli, i colori, i prodotti e le valute.Qualche dato in più:
La percentuale di studenti che soffrono di patologie visive è maggiore nelle scuole di secondo grado (2%);
Meno del 50% degli insegnanti di sostegno conosce il braille, ed il 77% di essi non ha competenze tiflologiche;
Il numero medio di ore settimanali di sostegno in favore dei ragazzi minorati della vista – tra insegnanti specializzati ed “assistenti” – si aggira intorno a 27,7;
Il 13% degli allievi disabili visivi segue singolarmente la lezione nell’aula di sostegno
(Fonte dati: MIUR: “I principali dati relativi agli alunni con disabilità” – Maggio 2019)
By Tatiana Marchisio – Ufficio stampa OrCam Technologies.

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Identificato il meccanismo molecolare all’origine di alcune forme di disabilità intellettive

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 settembre 2019

I disturbi del neurosviluppo sono un insieme ampio di patologie neurologiche e psichiatriche che si manifestano durante l’età dello sviluppo e di cui fanno parte le disabilità intellettive e i disturbi nello spettro autistico. Si tratta di condizioni complesse e molto diversificate tra loro, causate da un insieme di fattori sia genetici sia ambientali. Un gruppo di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e dell’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IN) coordinati dai dottori Alessandro Sessa e Vania Broccoli, in collaborazione con i gruppi delle università di Trento e Pisa – coordinati rispettivamente dal dottor Alessio Zippo e dal professor Massimiliano Andreazzoli – ha scoperto il meccanismo di azione di un gene (SETD5) la cui mutazione è associata ad alcune forme di disabilità intellettive spesso accompagnate da manifestazioni autistiche. I risultati dello studio pubblicato oggi sulla prestigiosa rivista internazionale Neuron, dimostrano che SETD5 codifica per una proteina con un ruolo fondamentale e inatteso all’interno del nucleo dei neuroni: quello di assicurare la corretta trascrizione delle informazioni del DNA. La scoperta apre nuove prospettive nello studio di questi disturbi e getta le basi per l’identificazione di futuri bersagli terapeutici.
Le disabilità intellettive, come molti altri disturbi del neurosviluppo, sono condizioni altamente complesse: grazie al lavoro di gruppi di ricerca di tutto il mondo, oggi sappiamo che possono essere associate a mutazioni di moltissimi geni diversi. Tra questi c’è un gene chiamato SETD5, che quando non più funzionante dà origine a forme di disabilità intellettiva che colpiscono in particolare il linguaggio e il movimento, oltre a comportamenti tipici dello spettro ossessivo-compulsivo e dello spettro autistico. Sebbene questo sia noto da tempo, fino a oggi non era chiara quale fosse l’esatta funzione di SETD5, né il meccanismo per il quale, a fronte di mutazioni che mettono il gene fuori gioco, si manifestino problemi nello sviluppo del sistema nervoso. Attraverso lo studio di sistemi cellulari e modelli animali della mutazione, i ricercatori hanno scoperto che SETD5 gioca un ruolo chiave per la struttura del DNA e quindi per il corretto recupero delle informazioni in esso presenti. Queste informazioni infatti, per poter essere utilizzate, devono prima essere trascritte in un’altra forma – l’RNA, una sorta di copia carbone del DNA – e portate fuori dal nucleo. SETD5 è coinvolto proprio nel regolare questo delicato processo di trascrizione delle informazioni.

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Assistenza alunni con disabilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 giugno 2019

Roma Campidoglio. “L’assistenza agli alunni con disabilità non corre alcun rischio, l’Amministrazione garantirà la continuità del servizio per l’anno scolastico 2019/2020. Per questo oggi abbiamo voluto incontrare le famiglie e rassicurarle sul fatto che l’Amministrazione intende assolutamente rispettare quanto previsto nel Regolamento, in termini di continuità, per gli alunni con disabilità”. “L’Assessorato inoltre ha fatto partire una direttiva che rafforza maggiormente, qualora fosse necessario, la necessità di avere una continuità nell’anno scolastico nell’anno 2019/2020. Non ci saranno interruzioni o sospensioni del servizio, l’impegno dell’Amministrazione verso le famiglie e i bambini è costante”. Lo dichiarano in una nota stampa l’assessore alla Persona, Scuola e Comunità solidale, Laura Baldassare, la Presidente e il Vicepresidente della Commissione Scuola di Roma Capitale, Teresa Zotta e Nello Angelucci.

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Inclusione scolastica degli alunni con disabilità: si chiude il progetto “Siamo tutti abili”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 maggio 2019

Nell’anno scolastico 2016-2017 gli alunni con disabilità nella scuola secondaria di primo grado erano 69 mila (il 4% del totale), circa 3 mila in più rispetto all’anno precedente. Il 6% non è autonomo in attività primarie fondamentali come: spostarsi, mangiare o andare in bagno (Istat, 2018). L’entità del fenomeno evidenzia la necessità di informare e sensibilizzare in modo diffuso ed adeguato docenti e alunni per rendere il tema della disabilità un’occasione di riflessione e confronto rappresentando un importante momento di crescita personale e umana per tutti i componenti della comunità scolastica e civile.
Con il progetto “Siamo tutti abili” realizzato dall’Istituto Sereni di Roma, con il contributo del Miur, e dal Moige – Movimento Italiano Genitori Onlus, abbiamo contrastato il disagio e la marginalità in 50 scuole sec di I e II grado con attività di formazione online per i docenti ed eventi partecipativi per la sensibilizzazione della comunità organizzati dai volontari MOIGE. Progetto: http://www.siamotuttiabili.it

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I diritti degli oltre 25 mila alunni con disabilità della Sicilia

Posted by fidest press agency su martedì, 8 gennaio 2019

La Sentenza 149/19 del Tribunale amministrativo regionale segna un passo importante per i diritti degli oltre 25 mila alunni con disabilità della Sicilia che ogni anno si vedono cambiare l’insegnante di sostegno supplente, nonostante la metà di essi abbia una disabilità grave certificata. E ora i giudici dicono basta alla prassi seguita dall’Usr per rientrare nei limiti dei posti derivanti dalla legge sulla formazione degli organici. Risale a nove anni fa l’ultima sentenza storica della Consulta (n. 80/2010), la quale dichiarava incostituzionale l’abolizione dei posti in deroga, ormai riutilizzati dal Miur per il 40% degli organici, ovvero 65 mila posti in deroga per 100 mila assegnati ai ruoli. E ora Anief chiederà la trasformazione di molti di questi posti in organico di diritto in ogni altra regione italiana, pena un ricorso d’urgenza nuovo presso il Tar o il commissariamento.
La sentenza pubblicata dal TAR e ottenuta dai legali dell’associazione sindacale Anief non lascia spazio ad interpretazioni: il Miur ha l’obbligo di attivare il numero di posti di sostegno in base all’effettiva esigenza degli alunni disabili e deve rilevare con precisione il fabbisogno su tutto il territorio nazionale per assicurare non solo il diritto all’istruzione e all’integrazione agli alunni disabili, ma anche la continuità didattica attraverso un organico stabile e specializzato.

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Scuola: Disabilità, bene l’annuncio del M5S sul cambio delle regole per l’attribuzione delle ore di sostegno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

Sta per cadere la norma introdotta dalla Buona Scuola di Renzi, in base alla quale la quantità di didattica speciale, a supporto degli alunni disabili, si sarebbe dovuta quantificare a monte ed esaminando solo la documentazione medica. In realtà, su queste decisioni contribuiscono in modo decisivo anche altri fattori, a partire dal contesto specifico della scuola e del territorio: quelli che ora vogliono essere introdotti con un decreto avanzato dal partito di maggioranza e condiviso in queste ore dal Miur. Il sindacato Anief aveva denunciato da tempo l’irragionevolezza della norma prevista dal decreto legislativo 66/17, che rimandava al Git la quantificazione delle ore e apprezza l’iniziativa congiunta. Ma il provvedimento non basta: bisogna abolire anche le regole introdotte sulle nuove certificazioni, evitando alle famiglie nuovi disagi. E collocare in organico di diritto i 40 mila posti in deroga per più di un biennio. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Chiediamo che queste modifiche siano inserite nella Legge di Stabilità all’emendamento che proroga l’entrata in vigore della nuova legge sull’inclusione dal 1° gennaio al 1° settembre.

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Integrazione scolastica per allievi con disabilità

Posted by fidest press agency su sabato, 7 luglio 2018

Torino Con una delibera approvata all’unanimità dal Consiglio metropolitano su proposta della consigliera delegata ad istruzione e formazione Barbara Azzarà, la Città metropolitana di Torino dà vita ad un accordo di programma sul tema dell’integrazione scolastica per gli allievi con disabilità per il territorio metropolitano della zona ovest. Fanno parte dell’accordo i Comuni di Collegno e Grugliasco, l’Asl TO3, il consorzio socio assistenziale della zona ovest e le istituzioni scolastiche”Un’intesa triennale – spiega Barbara Azzarà – frutto di un lavoro di squadra: ogni soggetto coinvolto è impegnato ad investire le risorse necessarie per garantire azioni di integrazione, a cominciare dai contributi per l’assistenza specialistica e per il trasporto previsti nel Piano della Città metropolitana, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la fornitura di arredi scolastici adatti, le azioni specifiche di orientamento, senza dimenticare, nella formazione professionale, gli interventi di sostegno all’integrazione nei percorsi ordinari e i percorsi dedicati previsti nei bandi rivolti ad agenzie formative”
Finalità dell’intesa è qualificare interventi di sistema per l’inclusione scolastica e garantire agli studenti in certificata situazione di disabilità progetti di vita autonomi, partecipati e di inclusione sociale e di non discriminazione: un ruolo importante rivestono la scuola e la famiglia. Non è il primo accordo del genere sul territorio metropolitano: “l’intero territorio è stato interessato nel recente passato ad accordi di questo genere – spiega Barbara Azzarà – e come Città metropolitana siamo pronti a rinnovarli nelle zone in scadenza”

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Meno del 3% degli over 65 con disabilità riceve assistenza a domicilio

Posted by fidest press agency su domenica, 10 giugno 2018

“Solo 370 mila dei nostri anziani ha la possibilità di ricevere cure pubbliche in casa propria – sottolinea Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – su un totale di 3 milioni di over 65 affetti da disabilità.” Secondo i dati Istat il 2,8% degli anziani (28 ogni 1000 abitanti) risiede in strutture residenziali socio-assistenziali e sociosanitarie ma c’è un forte divario tra Nord e Sud: il 3% degli anziani non autosufficienti è ospitato nelle strutture del Nord Italia contro lo 0,9% del Sud; un gap dovuto soprattutto alla maggiore disponibilità di posti letto delle regioni del Nord. Inoltre, in tutti i servizi sono diminuiti gli anziani presi in carico: -9,1% di utenti nelle strutture residenziali, -0.6% di beneficiari dell’indennità di accompagnamento e -0,9% di comuni che offrono l’ADI (assistenza domiciliare integrata). “La soluzione adottata dalle famiglie per far fronte a queste lacune assistenziali è pagare di tasca propria. Il problema – prosegue Gasparrini – è che le famiglie cercano di risparmiare assumendo badanti in nero. La quota di lavoratori non regolari, che attualmente si stima intorno ad un milione, continuerà a crescere finché non sarà progettato un welfare familiare di lungo periodo. L’obiettivo di DOMINA è di collaborare con il nuovo Governo all’instaurazione di un tavolo di lavoro per la creazione di un piano di supporto concreto che preveda la defiscalizzazione dei costi del lavoro domestico.”

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AIFI: “Bene ministero per famiglia e disabilità, disponibili al confronto”

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

“Salutiamo con interesse l’arrivo del nuovo ministro, con la speranza che continui nell’opera di valorizzazione delle professioni sanitarie, processo ormai definitivamente consolidato con l’istituzione degli Ordini professionali, per migliorare il sistema salute in Italia“. Questo il commento di Mauro Tavarnelli, presidente dell’Associazione italiana fisioterapisti (AIFI), alla nomina di Giulia Grillo come nuovo ministro della Salute.
Secondo l’unica associazione rappresentativa della categoria, l’obiettivo è realizzabile attraverso “l’adozione di nuovi modelli organizzativi in cui AIFI da tempo si sta spendendo con proposte operative e mettendo in rete buone prassi già esistenti: soprattutto- spiega Tavarnelli- in varie regioni d’Italia in cui la figura del fisioterapista assume un ruolo diverso, più diretto, nella presa in carico dei cittadini ma anche nella prevenzione e nella gestione della cronicità”.
Per il presidente di AIFI è da analizzare con attenzione, inoltre, l’istituzione del ministero della Famiglia e della Disabilità, affidato a Lorenzo Fontana. “Lasciando ovviamente diritto di parola alle rappresentanze delle persone con disabilità, quello che possiamo dire è che rappresenta un ministero nuovo di cui ancora non conosciamo le potenzialità perché non sono state declarate le deleghe- evidenzia Tavarnelli- Ma rappresenta una novità interessante nonostante una criticità da valutare: per essere davvero efficiente, infatti, il ministero dovrebbe avere una trasversalità politico-operativa elevata dal momento che, per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità, occorre intervenire su tanti argomenti diversi che afferiscono a vari ministeri, come quello della Salute, delle Politiche sociali e del Lavoro, delle Infrastrutture, ecc”.
Infine, Tavarnelli ribadisce la disponibilità di AIFI “a collaborare con il Governo, come abbiamo sempre fatto, e a dare il nostro contributo per migliorare il sistema salute impegnandoci quotidianamente”.

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Trauma cranico: aumentare la sopravvivenza e ridurre la disabilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 novembre 2017

fratture_cranioIl soccorso, l’ospedalizzazione e la riabilitazione del paziente con trauma cranico sono stati il tema principale del simposio internazionale “Critical issues in the management of polytrauma patient with traumatic brain injury” che si è svolto recentemente a Bergamo. Il simposio, organizzato dalla Fondazione per la Ricerca Ospedale Maggiore (FROM) di Bergamo e dalla ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini, ha visto la partecipazione dei massimi esperti internazionali che si sono confrontati sulle principali tematiche riguardanti i pazienti con trauma cranico, dall’importanza cruciale dell’assistenza nelle prime ore dopo l’incidente, alle nuove opportunità terapeutiche e chirurgiche.
«I traumi al cervello e le lesioni di più organi rappresentano la principale causa di morte e disabilità nei giovani» spiega Tiziano Barbui, Direttore Scientifico della Fondazione per la Ricerca Ospedale Maggiore (FROM) di Bergamo. «Negli ultimi anni i progressi nel soccorso pre-ospedale oltre alle terapie intensive e chirurgiche hanno ridotto la mortalità per incidenti, ma la situazione resta preoccupante. La strategia ideale per ottenere i migliori risultati probabilmente consiste nell’intervenire su diversi fronti: dal soccorso al paziente sulla scena dell’incidente fino alla riabilitazione, lo studio e l’utilizzo di nuove tecniche e procedure d’urgenza, l’aggiornamento dei team di pronto intervento e nella gestione del paziente in ospedale. Per questo prima di tutto dobbiamo considerare cruciale l’idea di “contaminazione culturale”. Dobbiamo cioè fare in modo che persone con differenti specializzazioni e ruoli imparino a lavorare in team, a condividere esperienze diverse, discutere e rivedere i casi difficili, imparare dalla ricerca ma anche dal lavoro sul campo».
Soltanto in questo modo è possibile ridurre le conseguenze del trauma, che rappresenta uno dei principali problemi sanitari. «È la sesta causa di morte nel mondo con oltre cinque milioni di morti l’anno, di cui la metà circa sono persone tra i 14 e i 45 anni d’età. È la quinta causa di disabilità e la prima per quanto riguarda la perdita di anni di capacità lavorativa» avverte Matteo Mondini, dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Bergamo. «Due azioni potrebbero essere avviate per ridurre l’impatto sulla popolazione: la prevenzione del trauma e l’ottimizzazione del trattamento. Per fare ciò sono utili una raccolta dei dati e una rigorosa e scientifica analisi delle informazioni raccolte. Purtroppo si tratta di dati che non sono disponibili in Italia, per la mancanza di un registro dei traumi».
Nel nostro Paese si contano infatti Centri di terapia intensiva di assoluta eccellenza, ma restano criticità soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione.
«Ci sono differenze tra i centri di traumatologia italiani e di altri paesi» commenta Osvaldo Chiara, Direttore della Chirurgia generale trauma team dell’Ospedale Niguarda di MIlano. «Per esempio in alcuni paesi europei o in Canada vengono ammesse ai centri di traumatologia le persone più gravi e con minore probabilità di sopravvivenza. Questo perché il sistema di valutazione pre-ospedaliero è più selettivo. Le persone con traumi maggiori sono centralizzate nei centri di traumatologia più specializzati, mentre i pazienti meno gravi sono ricoverati in altri ospedali. In regioni italiane che sono comunque all’avanguardia, come la Lombardia, le persone con trauma sono invece distribuite in molti ospedali. Nell’ultimo anno soltanto il 37% dei traumi severi sono stati ammessi nei centri di traumatologia di alta specializzazione. Probabilmente sei centri di traumatologia di alta specializzazione e 24 centri di traumatologia locali sono probabilmente troppi per un bacino d’utenza di dieci milioni di abitanti, come è la Lombardia. Per cui una riorganizzazione del sistema è auspicabile per incrementare la centralizzazione dei traumi maggiori in pochi centri di traumatologia di alta specializzazione».
Un altro tema di grande attualità riguarda la qualità di vita delle persone colpite da un trauma cranico una volta dimesse dall’ospedale.
«Negli ultimi decenni i progressi nel soccorso pre-ospedaliero e nelle cure intensive hanno ridotto la mortalità dei pazienti con trauma cranico del 12 per cento ma le prognosi favorevoli sono aumentate soltanto del 6 per cento» sottolinea Francesco Biroli, ricercatore in neurochirurgia alla Fondazione per la Ricerca Ospedale Maggiore (FROM) di Bergamo. «Questi dati suggeriscono che molti dei pazienti salvati grazie ai trattamenti intensivi restano disabili o in stato vegetativo come conseguenza del trauma. In questa prospettiva, sapere il destino di un paziente colpito da un trauma cranico è fondamentale.
Per fare una prima valutazione si valutano alcuni fattori predittivi precoci di outcome positivo o meno: l’età del paziente, la gravità della compromissione neurologica al ricovero, la presenza di ipossia, ipotensione e reazione pupillare patologica, la presenza di altri traumi oltre al cranio che aggravano la prognosi e infine contano le condizionino generali del paziente: per esempio la prognosi è peggiore se è diabetico o iperteso. In questa prima fase acuta le previsioni poco attendibili e indicano più che altro la gravità del trauma. In terapia intensiva il paziente viene stabilizzato e si ottengono informazioni più accurate della lesione cerebrale grazie a esami come la Tac e la risonanza magnetica. Alla fine del periodo acuto, quando viene dimesso dalla terapia intensiva, la valutazione definitiva serve a programmare il trattamento riabilitativo».

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Dare mi dà: Il valore del volontariato

Posted by fidest press agency su domenica, 17 settembre 2017

distrofia muscolareTorna dal 2 al 8 ottobre la terza edizione dell’evento nazionale di sensibilizzazione promosso dall’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. L’iniziativa sarà dedicata a ciò che UILDM e le sue Sezioni locali fanno tutti i giorni per le persone con patologie neuromuscolari e per sostenere l’inclusione sociale delle persone con disabilità. Quest’anno ci sarà la figura del volontario UILDM – una ricchezza inestimabile per l’Associazione e anima delle Sezioni – nel suo impegno quotidiano fatto di tempo regalato, di relazioni e di scambio, dove chi dà riceve molto più di quanto dona.Sono tante persone che, in maniera diversa, offrono il loro impegno e si prendono cura delle persone con disabilità. Giovani del Servizio Civile Nazionale, e adulti, innamorati di UILDM che hanno deciso di lavorare per trasformare il volto del quartiere, del paese, della città in cui vivono. Durante la Settimana le Sezioni UILDM organizzeranno eventi sul territorio per dare voce ai loro volontari, il vero motore della vita di UILDM perché danno un importante contributo nel ridurre l’impatto che la distrofia e le altre malattie neuromuscolari hanno sulla qualità della vita delle persone. «La Settimana delle Sezioni – dichiara Marco Rasconi, presidente nazionale di UILDM – è un momento per raccontare e conoscere da vicino le nostre Sezioni locali. Quest’anno vogliamo raccontare le storie dei volontari, che stanno a fianco delle famiglie e delle persone con disabilità. Sono amici, parenti, persone con disabilità che hanno scelto di dedicare parte del loro tempo all’Associazione e alle battaglie che ormai portiamo avanti da quasi 57 anni. La Settimana vuole essere un momento in cui coinvolgere tutti in questo racconto, sperando che diventino anche loro protagonisti e vogliano regalarci un po’ di sé, ogni goccia del mare per noi è preziosissima.»

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Secondo Manifesto Europeo delle Donne con Disabilità

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

BruxellesBruxelles. La traduzione italiana del “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”, adottato dal Forum Europeo sulla Disabilità (EDF), è stata approvata dallo stesso Forum che l’ha resa ufficiale al pari delle versioni in altre lingue.
La scelta di rendere linguisticamente accessibile il Secondo Manifesto ha come obiettivo, tra gli altri, quello di richiamare l’attenzione sull’urgenza di contrastare la discriminazione multipla delle donne e delle ragazze con disabilità. UILDM, dunque, raccoglie con forza ed entusiasmo l’invito a ratificare il Manifesto e si impegna a «rendere visibile ed esplicito che le persone con disabilità – proprio come le altre persone – sono uomini e donne, ed anche ammettere che per le donne con disabilità il percorso verso la parità è molto più difficoltoso». Con riconoscenza per l’ottimo lavoro svolto, invitiamo tutte e tutti, a partire dalle Associazioni che operano nel settore della disabilità, a leggere qui la presentazione dettagliata e completa dell’iniziativa promossa e curata da Simona Lancioni, Responsabile del centro Informare di Peccioli (Pisa), e a promuovere la diffusione e la ratifica del Documento.

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 Scuola, gruppo consiliare M5S al lavoro per uniformare servizi alunni con disabilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 luglio 2017

SCUOLA

Roma. Garantire agli alunni con disabilità centralità nel sistema scolastico, contribuendo ad assicurare loro il pieno rispetto del diritto costituzionale all’istruzione e mettendo ordine nel quadro normativo e nell’erogazione dei servizi. E’ l’obiettivo della proposta, presentata dal gruppo consiliare del M5S, finalizzata all’elaborazione di un Regolamento che disciplini il ruolo degli AEC, gli operatori impegnati nell’assistenza all’autonomia in favore degli alunni con disabilità. Un traguardo che si intende raggiungere tramite il coinvolgimento di famiglie, operatori, dirigenti scolastici, educatori e organizzazioni del settore. L’impegno è certificato anche dall’ultima variazione al bilancio di previsione 2017-19, approvata lo scorso 23 giugno dalla giunta capitolina, che prevede lo stanziamento di oltre 6,5 milioni di euro in più per i prossimi tre anni per il servizio dell’assistenza educativa agli alunni con disabilità con il preciso scopo di ridurre le ingiustificate differenze territoriali.
Il testo è stato presentato nel corso di una conferenza a cui hanno preso parte la sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi, l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre, la Presidente della Commissione Scuola Maria Teresa Zotta, il Vice Presidente della Commissione Scuola Nello Angelucci e la Presidente della Commissione Politiche Sociali e della Salute Maria Agnese Catini. La proposta è incardinata su alcuni principi base:
– Rendere uniforme il servizio sul territorio cittadino sia per quanto attiene le modalità di assegnazione del monte-ore agli alunni con disabilità che per le caratteristiche del servizio stesso: si tratta di due aspetti che allo stato attuale variano da Municipio a Municipio e addirittura da scuola a scuola. L’assegnazione del monte-ore deve necessariamente legarsi al fabbisogno di ogni singolo alunno valutato dall’ASL secondo rigorosi criteri. Il compito di delineare e rendere operativo questo modello sarà affidato a un tavolo interistituzionale.
– Riportare l’alunno al centro del servizio attraverso l’assegnazione del monte-ore all’alunno e non alla scuola. In questo modo viene garantito il diritto individuale all’assistenza educativa scolastica, salvaguardando la flessibilità del servizio per tutto ciò che interessa l’inclusione e l’interazione con il gruppo scolastico
– Perseguire l’equo diritto all’istruzione sul territorio romano attraverso un processo strutturato di equa distribuzione delle risorse.
– Creazione di un sistema di monitoraggio qualitativo del che preveda il coinvolgimento delle famiglie e i cui risultati siano pubblici. In questo modo si intende instaurare un meccanismo virtuoso di concorrenza nel mercato che produrrà un servizio sempre più qualificato.
– Attuare modalità di selezione dell’organismo uniformi sul territorio capitolino. L’ipotesi prevista è la qualifica degli organismi attraverso un sistema di accreditamento fondato su bandi pubblici e, allo stesso tempo, recepire la volontà delle famiglie attraverso l’organo scolastico più prossimo, cioè il Consiglio d’Istituto.

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Alunni con disabilità al centro con un servizio omogeneo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 luglio 2017

scuolaRoma il Gruppo M5S Campidoglio ha presentato una proposta di regolamento per disciplinare il ruolo degli AEC, gli operatori impegnati nell’assistenza all’autonomia in favore degli alunni con disabilità. Lo scopo è quello di portare gli studenti al centro del servizio e garantire loro, al meglio, il diritto costituzionale all’istruzione.“E’ la prima volta che il Comune propone una regolamentazione per questa figura i cui compiti vengono ‘confusi’ come sostitutivi di quelli del personale Ata o talvolta degli educatori. Il lavoro degli operatori Aec è invece complementare, assolutamente non interscambiabile. Si fa finalmente ordine disciplinando, per la prima volta in maniera omogenea sull’intero territorio di Roma Capitale, il lavoro degli Aec” dichiara Nello Angelucci, consigliere comunale M5S e primo firmatario della proposta.“Siamo orgogliosi di proporre un nuovo Regolamento AEC che tuteli il diritto individuale dei ragazzi a cui è dedicato. La nostra proposta vuole definire nel dettaglio le caratteristiche del servizio e individuare precisi requisiti curriculari per gli operatori” ha aggiunto Agnese Catini, Presidente della Commissione Politiche Sociali di Roma Capitale.“Con questa delibera abbiamo voluto garantire agli alunni con disabilità il diritto allo studio e, quindi, una reale inclusione nell’ambiente scolastico che deve essere vissuto in ogni momento – dallo studio al gioco al pranzo – per favorire e consentire il raggiungimento degli obiettivi didattico-formativi. Non un servizio che si configuri come assistenza, ma come ulteriore momento di crescita”. Ha concluso Maria Teresa Zotta, Presidente della Commissione Scuola.

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Prevenzione e assistenza alle disabilità infantili

Posted by fidest press agency su domenica, 18 giugno 2017

medico_famiglia“Il pediatria è sempre più il punto di riferimento per la prevenzione e l’assistenza alle disabilità infantili. Può far da tramite con le famiglie e gli insegnanti ed essere il perno di un’alleanza virtuosa”. E’ quanto ha affermato il dott. Giampietro Chiamenti presidente nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) durante la presentazione dell’ebook Tutti diversi, Tutti uguali (TdTu) scaricabile gratuitamente all’indirizzo http://www.leggerepercrescere.it/TDTU/. Si tratta di uno strumento utile per le famiglie ma anche per pediatri, educatori e tutte le figure professionali che si occupano dell’infanzia. La pubblicazione fa parte del progetto “Leggere per Crescere”, il programma di responsabilità sociale di GSK per promuovere la lettura ad alta voce a tutti i bimbi in età prescolare. “Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un vero e proprio boom di disturbi specifici dell’apprendimento tra i bambini residenti nel nostro Paese – afferma il dott. Chiamenti -. Dislessia, disgrafia o discalculia possono essere dei campanelli d’allarme di problemi psico-fisici ben più seri e comunque andrebbero intercettati il più presto possibile. Le segnalazioni ai genitori arrivano di solito dagli insegnanti a scuola. Ma nella metà dei casi a queste non fa seguito l’apertura di un dialogo con la famiglia. Il pediatra può intervenire e favorire un’intesa tra queste due parti. Bisognerebbe inoltre avere strumenti per distinguere fra problemi non importanti e veri segnali di allarme”. La FIMP ha partecipato al progetto TdTu con 60 pediatri della provincia di Verona. Questi professionisti sono stati informati e sensibilizzati sull’uso dell’ICF-CY come metodologia di approccio e rilevazione dei bisogni speciali dell’infanzia. “E’ un progetto pilota molto interessante che andrebbe esteso ad altre provincie italiane – prosegue il dott. Chiamenti -. Il sistema di prevenzione ipotizzato dal progetto TdTu individua nella figura del pediatra di famiglia una risorsa fondamentale per intercettare precocemente le condizioni di bisogno educativo speciale da cui, in assenza di interventi mirati, possono derivare le disabilità. La nostra professione negli ultimi anni è molto cambiata e il pediatra di famiglia da figura sanitaria che individua le malattie più gravi sta sempre più acquisendo un ruolo di monitoraggio del corretto sviluppo psico-fisico di un bambino. Dobbiamo quindi aggiornare le nostre competenze e per questo siamo lieti di aver partecipato a quest’iniziativa”.

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Fondo Nazionale per le non autosufficienze gravissime disabilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

empoliSono stati prorogati al 30 settembre 2017 i termini di scadenza per la presentazione della domanda per l’assegnazione degli interventi e dei contributi messi a disposizione dal “Fondo Nazionale per le non autosufficienze – gravissime disabilità”, e destinati agli aventi diritto residenti nei comuni della SdS di Empoli. I destinatari degli interventi e dei contributi economici sono persone con disabilità gravissima con età inferiore a 65 anni (pertanto, anche minori) oppure, se in stato vegetativo o di minima coscienza, di qualsiasi età. I destinatari dell’intervento devono essere in possesso di attestazione di handicap grave ai sensi dell’art. 3 comma 3 della Legge 104/92, essere residenti in Toscana in modo continuativo almeno dal primo gennaio 2015 e avere un ISEE in corso di validità e comunque non superiore a 60mila euro. Per disabilità gravissima si intende quella di “persone in condizione di dipendenza vitale che necessitano a domicilio di assistenza continuativa e monitoraggio di carattere sociosanitario nelle 24 ore, per bisogni complessi derivanti dalle gravi condizioni psico-fisiche, con la compromissione delle funzioni respiratorie, nutrizionali, dello stato di coscienza, prive di autonomia motoria e/o comunque bisognose di assistenza vigile da parte di terza persona per garantirne l’integrità psico-fisica“ (come riportato nell’Accordo di Conferenza Unificata rep. Atti n. 101/CU del 5 agosto 2014). Viene, inoltre, fatto riferimento al parere del Consiglio Sanitario Regionale. Nei confronti dei destinatari sarà attivata l’erogazione di un contributo economico mensile pari a: 1) media intensità assistenziale – 700,00 euro; 2) alta intensità assistenziale – 1.000,00 euro. Il contributo economico verrà autorizzato a seguito di valutazione effettuata da parte dell’UVM (Unità di Valutazione Multidimensionale), nonché sulla base dell’ordine cronologico di presentazione della domanda e della disponibilità delle risorse.

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