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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

Posts Tagged ‘discariche’

Impianti trasformati in discariche

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

“E’ grave che gli impianti di tritovagliatura della Campania accolgano più rifiuti di quanti ne riescano a smaltire. Chi autorizza gli enti pubblici a creare delle vere e proprie discariche abusive inquinanti e pericolose per la salute delle persone?” E’ quanto chiede in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e parlamentare di Fratelli di Italia, annunciando un’interrogazione al ministro dell’Ambiente Sergio Costa al fine di avviare tutte le verifiche del caso.“E’ gravissimo che ciò accada senza alcun intervento da parte del Noe e delle Procure, cui spetta il compito di accertare eventuali violazioni delle norme in materia ambientale” – continua Cirielli. “Chiederò al ministro Costa di riferire in Aula e di chiarire le ragioni per cui gli enti pubblici locali siano stati autorizzati alla continua violazione delle regole a discapito della salute dei cittadini” – conclude il Questore.

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Infrazioni: rifiuti, la Commissione deferisce l’Italia alla Corte per non aver bonificato o chiuso 44 discariche

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

corte di giustizia europeaBruxelles. La Commissione europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’UE per la mancata bonifica o chiusura di 44 discariche che costituiscono un grave rischio per la salute umana e l’ambiente.Malgrado i precedenti ammonimenti della Commissione, l’Italia ha omesso di adottare misure per bonificare o chiudere 44 discariche non conformi, come prescritto dall’articolo 14 della direttiva relativa alle discariche di rifiuti (direttiva 1999/31/CE del Consiglio). Come altri Stati membri, l’Italia era tenuta a bonificare entro il 16 luglio 2009 le discariche che avevano ottenuto un’autorizzazione o che erano già in funzione prima del 16 luglio 2001 (“discariche esistenti”), adeguandole alle norme di sicurezza stabilite in tale direttiva oppure a chiuderle.
Considerata l’insufficienza dei progressi in quest’ambito, la Commissione ha trasmesso un parere motivato supplementare nel giugno 2015, nel quale si esortava l’Italia a trattare adeguatamente 50 siti che rappresentavano ancora una minaccia per la salute e l’ambiente. Nonostante alcuni progressi, nel maggio 2017 non erano ancora state adottate le misure necessarie per adeguare o chiudere 44 discariche. Nell’intento di accelerare il processo la Commissione ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
A norma del diritto dell’UE, gli Stati membri sono tenuti a recuperare e smaltire i rifiuti in modo tale da non mettere in pericolo la salute umana e l’ambiente, vietando l’abbandono, lo scarico e lo smaltimento incontrollato dei rifiuti. In Europa si dovrebbero svolgere solo attività di discarica sicure e controllate. La direttiva sulle discariche (direttiva 1999/31/CE del Consiglio) stabilisce norme per proteggere la salute umana e l’ambiente, in particolare le acque superficiali, le acque freatiche, il suolo e l’atmosfera dagli effetti negativi della raccolta, del trasporto, del deposito, del trattamento e dello smaltimento e mira a prevenire o a ridurre il più possibile le ripercussioni negative delle discariche di rifiuti, durante l’intero ciclo di vita della discarica.Esistono molti modi per smaltire i rifiuti. L’interramento nel suolo, ossia nella discarica, è il modo meno sostenibile dal punto di vista ambientale e dovrebbe essere limitato al minimo assoluto.Questa causa fa parte di un esercizio orizzontale che interessa altri sei Stati membri: Bulgaria, Cipro, Spagna, Romania, Slovenia e Slovacchia. La Corte ha già pronunciato sentenze di condanna nei confronti di Bulgaria, Cipro e Spagna.

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Il ministro Galletti, le discariche e il pallottoliere

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2016

parlamento europeodi Marco Affronte, portavoce M5S al Parlamento europeo. Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che già non ha competenze ambientali per occuparsi del suo Ministero, certo farebbe fatica a trovare posto al Ministero delle Finanze. Pare infatti che coi numeri non abbia molta dimestichezza. Come sappiamo l’Italia è da tempo in infrazione europea per via delle molte discariche abusive sparse sul territorio. Nonostante anni e anni di “avvertimenti”, il nostro Paese s’è fatto pescare in infrazione per 198 discariche. Con sentenza del dicembre 2014 la UE ci ha condannato a pagare 42,8 milioni di Euro all’anno. Nel frattempo qualche discarica abusiva è stata chiusa (ma qualcun’altra è venuta alla luce) e l’Italia deve ancora bonificare la bellezza di 133 discariche. La lista completa aggiornata a giugno 2016, con due mesi di ritardo rispetto al previsto, è stata pubblicata ieri (la trovate in fondo a questo post).Nel marzo del 2016 Galletti, rispondendo ad un “question time” alla Camera, ha promesso che avrebbe stanziato 290 milioni di Euro per le bonifiche (qui il link), somma necessaria secondo i piani regionali. Purtroppo quei soldi non pare siano stati spesi. E, come detto, ci sono ancora 133 discariche abusive sul suolo nazionale. Appena 22 in meno di sei mesi fa. Lo sa anche il “Ministro”, che due giorni fa ha ripromesso, sempre in un “question time” alla Camera: “Abbiamo adottato un Piano straordinario di bonifica su 45 discariche in attuazione della legge di stabilità 2014: con le risorse disponibili sono stati immediatamente finanziati interventi per oltre 68 milioni. Con questi soldi potremmo mettere in sicurezza 29 discariche in Abruzzo, Puglia, Sicilia e Veneto”. E le altre 88 discariche? Le lasciamo lì? E i 290 milioni promessi a marzo, che fine anno fatto?
Galletti farebbe meglio a promettere di meno e a fare di più. Anche perché intanto il tassametro europeo corre a 40 milioni all’anno di multe. La situazione è ancora più grave se consideriamo il fatto che l’elenco dei siti non viene aggiornato, ma è bloccato alla data della sentenza. Logico, in quanto trattasi di una “fotografia” scattata al giorno della sentenza, ma assurdo se pensiamo che il quadro è in continua evoluzione e la situazione attuale non contempla l’ingresso dei nuovi siti che vengono scoperti. E ce ne sono parecchi.Per quest’ultimo aspetto, sconcertante, abbiamo presentato un’interrogazione alla Commissione europea, in modo da fare lue sul reale operato del Governo: “L’Italia è in procedura di infrazione a seguito della sentenza del 2/12/14 (caso C-196/13, procedura di infrazione 2003/2077) per le discariche abusive non bonificate sul territorio nazionale. Al terzo aggiornamento, primo semestre 2016, tali discariche sono 133, contro le 198 iniziali. Purtroppo è da rilevare che tale lista non rappresenta un quadro esaustivo della situazione delle discariche abusive in Italia, in quanto la lista non è dinamica, ma ad esaurimento: non è contemplato, infatti, che entrino in lista le nuove discariche che in questi ultimi anni siano state scoperte. Dato che però, invece, sono molti i casi di nuove discariche abusive venute alla luce in questi anni,Si domanda alla Commissione Europea:
– attraverso quali procedure sia possibile segnalare alla Commissione i casi di nuove discariche abusive in Italia;
– come ritenga di procedere affinché, una volta verificatane l’esistenza, anche queste nuove discariche siano bonificate”.

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Napoli: rifiuti

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2011

Elisabetta Zamparutti, deputata Radicale in Commissione Ambiente, sull’ultimo decreto rifiuti Campania, ha dichiarato: “Il decreto rifiuti è deludente perché non affronta il problema di fondo dell’emergenza rifiuti a Napoli che è l’organizzazione di un efficiente ciclo dei rifiuti che superi il binomio discariche – inceneritori attraverso un aumento della raccolta differenziata. Non si capisce perché la differenziata raggiunga percentuali importanti a Salerno, Benevento ed Avellino e a Napoli questo non sia possibile.” La parlamentare radicale ha poi continuato: “Ha ragione il procuratore Lepore quando dice che questa emergenza fa comodo, non solo alla camorra, ma soprattutto alla politica che può così gestire soldi senza controlli o con controlli più blandi. Tant’è che – ha continuato la Zamparutti – nel decreto si propone (art 2) l’ampliamento dei poteri dei commissari nominati dal governatore campano per i siti di conferimento locali.” Elisabetta Zamparutti ha concluso dicendo: “Come Radicali, con Aldo Loris Rossi, abbiamo proposto e le riproporremo soluzioni puntuali e semplici, quali la separazione dei rifiuti secchi da quelli umidi, stoccando nei siti Asi gli imballaggi inerti, che costituiscono il 60 per cento del volume totale della massa dell’immondizia napoletana. Basterebbe ascoltarci per interrompere un capolavoro di ingegneria criminale che dura ormai da decenni e dal quale non si intravede la fine.

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Rifiuti: Basta discariche

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

Se la Presidente Polverini vuole davvero evitare una nuova Malagrotta l’unica strada è quella di mettere in campo strategie, azioni attuabili e finanziamenti su riduzione, riuso e differenziata, coinvolgendo in un grande confronto pubblico gli amministrazioni, i cittadini, le parti sociali e tutti gli attori, altrimenti ci attende lo stesso percorso di Napoli, con barricate, proroghe e rifiuti per strada -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-.Peggio ancora poi sarebbe il commissariamento, una vera iattura come nei dieci anni passati, quando nella Regione Lazio, come in tante altre inutilmente commissariate, si sono visti solo allargamenti di tutte le discariche, deresponsabilizzando le amministrazioni locali. Ora che sono iniziati i primi frutti, dopo gli importanti investimenti sulla differenziata, i primi impianti di compostaggio, i Comuni ricicloni in costante aumento, non si può interrompere questo ciclo virtuoso, bisogna approvare il piano rifiuti stralciando la seconda assurda parte sullo scenario di controllo e procedere con celerità. Il problema più serio ce l’ha Roma, dove l’AMA e il Sindaco Alemanno pensano solo a come affossare la differenziata con strampalate raccolte miste che non funzionano affatto e con continui aumenti della tariffa per i cittadini, senza alcun risultato concreto.” “Rincorrendo le possibili localizzazioni non si va da nessuna parte, sui rifiuti serve una politica pubblica seria e rigorosa, che non rincorra le esigenze dei privati, ma governi il settore puntando davvero su riduzione, riuso e riciclaggio e dando certezze -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Serve un grande coinvolgimento degli enti locali al contrario di quanto abbiamo visto finora, l’esatto contrario dell’anelato commissariamento, e un serio piani rifiuti che non preveda tutto e il contrario di tutto. Servono azioni concrete e finanziate, non si può compilare un libro dei sogni e prevedere pure un “piano B” fatto di discariche e inceneritori, se non si raggiungessero gli obiettivi fissati. I decreti di questi giorni ci preoccupano, dal luglio 2010 la Regione ha chiesto di attivare le unità di trito vagliatura a Malagrotta e di far marciare a pieno ritmo gli impianti di trattamento meccanico biologico autorizzati tra il 1999 e il 2002, perchè ora dovrebbero funzionare davvero?”

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Segreti archeologici di Villa Ada e Monte Antenne

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2011

Roma. Come iniziativa sul campo promossa da Legambiente Lazio a conclusione della XIII edizione della Settimana nazionale della Cultura – oltre sessanta alunni (le prime classi delle sezioni D, E, F) della scuola media “Sinopoli” di Roma hanno partecipato ad una lunga escursione alla riscoperta dei segreti archeologici di Villa Ada e Monte Antenne. In particolare, con la guida degli esperti del Circolo Legambiente “Sherwood”, ragazzi e ragazze hanno ripercorso i tracciati che portavano al sito pre-romano di Antemnae, uno dei più importanti insediamenti arcaici del Lazio, che purtroppo oggi giace nel più completo stato di abbandono. La visita ha poi toccato il vicino Forte Antenne, imponente struttura militare di fine ‘900 da decenni in attesa di una riqualificazione compatibile che la restituisca alla fruizione pubblica. Infine, la scolaresca ha ammirato i resti del Muro romano realizzato a protezione della Salaria Vetus, vero e proprio gioiello archeologico di Villa Ada, che lo scorso marzo è stato pulito dai volontari di Legambiente durante l’iniziativa “Abbracciamo la Cultura”per la campagna “Salvalarte”, mirata a far conoscere e valorizzare i tanti piccoli Beni culturali semi-sconosciuti che fanno la ricchezza del nostro Paese, troppo spesso lasciati in uno stato di incuria e degrado che, a causa degli ultimi tagli alla cultura, grava pesantemente sulla loro salvaguardia e manutenzione.
“Non ci sono solo i gravi crolli al Colosseo o alla Domus Aurea come a Pompei, purtroppo sono molti i Beni culturali a rischio a Roma e nel Lazio; servono più attenzione e l’applicazione di norme più severe per proteggere il nostro incredibile patrimonio artistico – ricorda Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – L’ultimo Dossier sulle discariche abusive rinvenute a Villa Ada ha lanciato un allarme che non deve restare inascoltato: i Parchi e le Ville della nostra città, così come i Beni culturali minori, vanno valorizzati affinchè tutti i cittadini riscoprano questi luoghi e ne possano fruire senza incorrere in episodi di degrado e abusivismo”.(villa ada)

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Smaltimento diversificato dei rifiuti: nuove regole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 dicembre 2010

Un’indagine della Confederazione italiana agricoltori, prevede che durante il periodo di Natale, finiranno nella spazzatura circa 500mila tonnellate di rifiuti alimentari. L’impatto sull’ambiente delle tavolate di Natale non è dunque da sottovalutare. Il giorno di Natale entra in vigore il Decreto legislativo 205/2010 che prevede sanzioni più elevate per i privati che abbandonano rifiuti per strada o comunque nell?ambiente. La direttiva comunitaria, definisce alcuni concetti basilari, come le nozioni di rifiuto, recupero e smaltimento, e stabilisce gli obblighi essenziali per la gestione dei rifiuti, in particolare un obbligo di autorizzazione e di registrazione per un ente o un?impresa che effettua le operazioni di gestione dei rifiuti e un obbligo per gli Stati membri di elaborare piani per la gestione dei rifiuti. Stabilisce inoltre principi fondamentali come l’obbligo di trattare i rifiuti in modo da evitare impatti negativi sull’ambiente e sulla salute umana, un incentivo ad applicare la gerarchia dei rifiuti e, secondo il principio “chi inquina paga”, il requisito che i costi dello smaltimento dei rifiuti siano sostenuti dal detentore dei rifiuti, dai detentori precedenti o dai produttori del prodotto causa dei rifiuti. E’ certo che la previsione delle nuove sanzioni riuscirà a limitare questa pratica così brutta e diffusa. Un atto di cosciente responsabilità da parte nostra, consentirà ai nostri rifiuti di prendere la destinazione degli impianti di riciclaggio per farli trasformare in vera e propria risorsa piuttosto che inviarli alle discariche.

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