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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘disciplinari’

Alimentazione e pecorino rumeno

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 gennaio 2012

English: Bucegi mountains, Romania

Image via Wikipedia

“Come uscire dalla crisi se si accetta che risorse e tradizione siano trasferite all’estero a danno del made in Italy?” E’ quanto si chiede Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando la triste vicenda del pecorino prodotto in Romania anche grazie ai finanziamenti pubblici italiani.
“E’ purtroppo emblematico -dichiara l’avv. Dona- il caso ‘SIMEST’ (Società Italiana per le Imprese Miste all’Estero), di cui il Governo Italiano è il principale azionista, che attraverso un complesso meccanismo di interventi, è entrata nella Roinvest S.r.l. (società italiana), ma controlla la Lactitalia che opera in Romania, dove produce formaggi che vengono etichettati con marchi che palesemente richiamano il made in Italy”.
“La Coldiretti da tempo ha denunciato il fatto, ma per il momento sembra che abbia ottenuto soltanto solidarietà e promesse. Probabilmente quanto fatto rientra nella piena legalità anche se il percorso seguito sembra essere simile al gioco delle scatole cinesi. Quello che però si deve sottolineare -prosegue l’avv. Dona- è che, di fatto, un imprenditore si è arrogato il diritto di trasferire un pezzo della nostra tradizione e della nostra cultura in Romania. Questo è stato possibile trasferendo le tecniche casearie che si sono affinate nel nostro Paese nel corso dei secoli utilizzando probabilmente anche l’esperienza di mastri casari italiani che è stata trasferita a loro colleghi rumeni”.
“Questo tipo di esportazione -incalza Dona- danneggia la nostra economia: come dimenticare che la pastorizia in alcune Regioni italiane, ed in particolare in Sardegna, ha una importanza economica capitale ed attualmente si trova in crisi drammatica? Il nostro Governo ha deciso di finanziare la ‘concorrenza’, cosa che è inaccettabile. Questa mancanza di lealtà è ampiamente dimostrata dal fatto che i formaggi romeni vengono venduti non soltanto con denominazioni come “pecorino romano” o “caciotta”, ma anche con etichette che richiamano il nostro Paese con il tricolore”.
“Sarebbe interessante sapere -conclude Massimiliano Dona- se il nostro Governo, nell’intervenire finanziariamente a favore di un’impresa romena ne ha verificato i disciplinari di produzione. Chiediamo di fare chiarezza di quanto è stato fatto, ma soprattutto auspichiamo che il Governo si impegni a sostegno delle nostre produzioni agroalimentari”.

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Norme sui procedimenti disciplinari

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

Pubblicità del codice disciplinare, titolarità dell’azione disciplinare, sanzioni nei confronti dei dirigenti, rapporto tra procedimento disciplinare e penale: su queste materie, recentemente modificate dal decreto legislativo n. 150/09 sull’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico, è intervenuta a fornire chiarimenti la circolare n. 14 del 23 dicembre 2010 del Dipartimento della funzione pubblica. Queste alcune delle indicazioni fornite. I datori di lavoro, comprese le pubbliche amministrazioni, hanno l’obbligo di portare a conoscenza dei lavoratori il codice disciplinare, cioè l’insieme delle norme relative alle possibili infrazioni, alle sanzioni e alle procedure di contestazione. La circolare della Funzione Pubblica precisa che le amministrazioni potranno completamente sostituire la pubblicità tramite affissione con la pubblicazione on line solo se l’accesso alla rete internet sia consentito a tutti i lavoratori, tramite la propria postazione informatica. Il codice disciplinare deve essere pubblicato, con adeguato risalto e indicazione della data, oltre che sull’home page internet anche di quella intranet dell’amministrazione. Le amministrazioni devono precostituire una prova dell’avvenuta pubblicazione, al fine di poter sviluppare la difesa nell’ambito di un eventuale contenzioso, chiedendo alla struttura interna competente alla pubblicazione di comunicare formalmente l’avvenuto adempimento. La pubblicità deve riguardare anche il codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, in quanto tali regole integrano le norme contenenti le fattispecie di illecito disciplinare previste dai contratti collettivi e dalla legge.

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Fiat: licenziamento sindacalista

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2010

“Un’azienda che in Italia si prenda la responsabilità di licenziare un rappresentante sindacale aziendale deve aspettarsi di essere condannata dal giudice, in quattro e quattr’otto, alla reintegrazione nel posto di lavoro” lo scrive Giuliano Cazzola, deputato del PdL e Vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera, nella sua rubrica settimanale sul sito http://www.libertiamo.it  e fa notare come “Nemmeno il presidente della Repubblica, che risponde soltanto per alto tradimento o per attentato alla Costituzione, è “blindato” al pari di un delegato sindacale”. “Eppure – continua Cazzola – la Fiat negli stabilimenti di Mirafiori e di Melfi non ha esitato ad assumere dei provvedimenti disciplinari (licenziamento incluso) nei confronti di alcuni delegati sindacali della Fiom, i quali, probabilmente, avevano compiuto i medesimi atti (ora censurati) tante altre volte nella più totale impunità.”.  Cazzola però precisa che a lui “non piace andare a caccia di dietrologie ed immaginare puntigliose strategie studiate a tavolino” cosa questa che lascia “volentieri alla Fiom”, anche perché aveva già fatto notare in precedenza “la Fiat si confronterà a breve con dei giudici che plausibilmente  le daranno torto.”  Cazzola poi commenta l’esito del referendum di Pomigliano e la linea di condotta adottata dalla Fiat che “è abbastanza chiara” .ma avvisa anche che “una vittoria ancor più netta e clamorosa non avrebbe disarmato il gruppo dirigente della Fiom, motivato soltanto a “far danni” sempre e comunque”. “Marchionne – secondo Cazzola – non avrebbe mai potuto lasciare in braghe di tela quelle forze sindacali che, insieme a lui, avevano scommesso sul successo dell’operazione Pomigliano. Rinunciando all’investimento” altrimenti “avrebbe subito, nei fatti, il veto della Fiom”.  Quindi per Cazzola “per condurre in porto la sua strategia Marchionne ha davanti a sé una sola strada: essere rigoroso ed intransigente nel pretendere l’applicazione dell’accordo, usando tutti i mezzi a disposizione.”. Secondo il parlamentare del PdL  l’intesa di Pomigliano in fondo ha un solo obiettivo “cambiare radicalmente l’andazzo di alcuni stabilimenti situati nel Mezzogiorno, anche a costo di sopportare una fase di forte conflittualità”. Infine Cazzola fa un parallelo con la Fiat ai tempi di Cesare Romiti e scrive “Romiti decise di licenziare una ventina di lavoratori che si erano particolarmente distinti nelle lotte sindacali violente di quei tempi. I sindacati (tutti) protestarono e una certa parte della sinistra gridò alla repressione. Ma quella svolta, lo si scoprì ben presto, era indispensabile”.

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