Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘discontinuità’

“Immigrazione, serve equilibrio e discontinuità con governo Conte”

Posted by fidest press agency su martedì, 9 febbraio 2021

Immigrazione, durante le consultazioni “ne abbiamo fatto cenno, non si può far finta che il problema non esista perché alla prima occasione si riproporrà.Va quindi deciso a priori se il governo seguirà la politica migratoria definita dai decreti Lamorgese oppure tornerà alla politica migratoria definita dai decreti Salvini, e in questa seconda ipotesi non siamo disponibili”. Lo afferma Federico Fornaro, capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, a 24Mattino di Simone Spetia su Radio 24. “Con Pd e M5s abbiamo approvato i decreti Lamorgese, la nostra posizione è netta e distante da quella della Lega.” Per il capogruppo di Leu “è corretto porre queste questioni per rispetto del presidente incaricato e per non bruciare una delle figure più rappresentative e garante di fiducia”. Secondo Fornero “la decisione spetterà al presidente incaricato insieme al Presidente della Repubblica, se da una parte una maggioranza larga garantisce i vantaggi numerici dall’altro lato rischia di dividersi e far perdere tempo per mediare al presidente”.

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Chiediamo a Gentiloni discontinuità nella politica economica

Posted by fidest press agency su martedì, 17 gennaio 2017

governo“Chiediamo di riconoscere gli errori fatti, quelli sulle banche, quelli sulla politica delle mance, sugli 80 euro. Se ci sarà un riconoscimento degli errori fatti ed un cambiamento di linea noi saremo pronti a dare le nostre indicazioni. Ma se Padoan continuerà a dire che tutto va bene, che tratterà con Bruxelles, che non è cambiato nulla e che è solo sfortuna, non possiamo accettarlo. Non possiamo accettare le facce di bronzo, la sfortuna”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“Questa sui conti non è sfortuna, è polvere messa sotto il tappeto che ti fa inciampare. Adesso si vede, e gli italiani lo hanno già visto con il referendum, ora purtroppo lo pagheranno.Noi siamo all’opposizione, chiediamo discontinuità e chiediamo che vengano accettate le nostre proposte: attacco al debito, taglio delle politiche clientelari, cambio della linea di politica economica. Fino ad ora di discontinuità se n’è vista ben poca, ma fino ad ora Aspettiamo ancora perché siamo pazienti e responsabili, ma la nostra pazienza non è infinita”.

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Non siamo ancora un Paese normale

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2011

Italiano: Bruno Vespa alla presentazione del s...

Image via Wikipedia

“Queste son cose che nemmeno Monti potrà riformare. Questo Paese ha odio verso i moderati e l’informazione moderata. Siamo un Paese ideologicamente violento, purtroppo”. Così Bruno Vespa, ospite di “24 Mattino” su Radio 24, reagisce alle polemiche sulla presenza a “Porta a Porta” del premier Mario Monti, alla prima apparizione in un talk-show da quando è premier. “I moderati sono la maggioranza nel Paese, ma l’informazione moderata è in larghissima minoranza – continua Vespa – e si fa questa guerra. Non si capisce perché il presidente del Consiglio non possa venire in una trasmissione nella quale son venuti cinque premier in 16 anni, nella quale ha telefonato il Papa e nella quale lo stesso Monti ha partecipato a settembre con Napolitano”.
Per Vespa le polemiche di questi giorni sono dettate in parte dall’invidia: “Questa componente c’è, la vedo da quando sono nato – ha detto -. Quando scrissi il primo libro di successo a qualche collega venne anche un colpo. Lasciamo stare, dovrei fare il nome di persone che non ci sono più. Ebbi incoraggiamenti per scrivere il primo libro, ma quando scrissi il secondo e vendetti 100mila copie alcuni miei grandi illustri colleghi non apprezzarono molto. Qualcuno arrivò a togliermi il saluto. Qual è stata la mia colpa? Fare un invito, e la colpa di Monti è stata di accettarlo. Io e Mario Monti ci conosciamo da tantissimi anni, è stato ospite varie volte, come tutti si è trovato bene perché a ‘Porta a Porta’ nessuno potrà mai dire di essere stato imbrogliato, di avere avuto trappole o di essere cascato nel fosso, non è un caso che sono venuti tutti”.
Vespa risponde a Corrado Stajano che sul Corriere della Sera ha lanciato un appello a Monti perché rinunci ad apparire stasera in tv: “Corrado Stajano vive ancora nel clima della guerra civile, dunque peggio per lui – ha replicato Vespa -. Perché dovrebbe esserci discontinuità? Se uno dà un’intervista al Corriere della Sera non dà l’intervista a un giornale che esiste da 120 anni? In America i presidenti sono andati nei talk-show con gli stessi conduttori. Jay Leno, che fa un programma da 17 anni come me, ha abbracciato e baciato Obama e applaudiva alle sue battute. Immagini cosa succederebbe in Italia se facessi una cosa del genere. Siamo ipocriti, siamo ideologicamente violenti e questa è una delle anomalie del Paese”.
Vespa ha replicato piccato anche alle accuse di voler proseguire la politica-show, come nel caso della puntata del 2001 in cui Berlusconi firmò il celebre contratto con gli italiani: “Tutti i conduttori avrebbero fatto la fila per farsi firmare il contratto con gli italiani. Fu un colpo giornalistico notevolissimo. C’è bisogno di spiegarlo? Berlusconi aveva deciso di fare un’uscita mediatica e non fu facile convincerlo a farla in seconda serata, invece che in prima. Quella è un’immagine di dieci anni fa, dopo venne Prodi che mi pare non abbia avuto nessun disagio a entrare in uno studio profanato dal contratto con gli italiani. Nello stesso studio facemmo il confronto Prodi-Berlusconi. Se non li ha avuti Prodi questi problemi perché dovrebbe averli un signore garbato come Monti? La discontinuità deve entrare nella testa di certa gente. La politica show – ha proseguito Vespa – nacque nel 1994 con Berlusconi che disse ‘l’Italia è il Paese che amo’, fece un partito in tre mesi, decretò la fine della prima Repubblica. E appena nominato segretario del Pds D’Alema chiamò un istituto di sondaggi, la Swg, per mettersi sulla stessa linea. La Swg lavora dal ’94 con il Pds e le sue successive evoluzioni. Lì è stato il cambio di passo, non nel 2001”.
Infine una replica a chi accusa Vespa di non fare le domande incisive: “Sto sempre aspettando che mi suggeriscano le domande che non ho fatto. La prima domanda che farò a Monti? Non ne ho la più pallida idea, certe volte penso alla prima domanda sulla sigla del programma”. (Maria Luisa hioda)

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Da Bersani segno di discontinuità

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2011

“Ci sono passaggi della relazione di Bersani che segnano una vera e utile discontinuità”. Lo ha affermato oggi a Roma l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani, a margine della direzione nazionale del Pd. Secondo Serracchiani “il segretario ha fatto proprio un sentire profondo del partito sottolineando le questioni dei costi della politica, di un riequilibrio nel peso di apparati e territori e della selezione dei parlamentari nell’era del porcellum. L’apertura – ha aggiunto – è un bene prezioso senza la quale non ci sarebbero i ‘nativi’ del Pd, coloro cui si dovrà trasmettere in eredità un partito che funziona sì, ma che dialoga continuamente con la società e nel quale il ricambio è la norma e non l’eccezione. In questo senso, dobbiamo far fruttare al massimo l’occasione del dibattito largo e capillare che comincerà quest’estate e – ha concluso Serracchiani – ci condurrà all’appuntamento con la conferenza del partito”. (Giancarlo Lancellotti)

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Il cuore batte a sinistra

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2011

Abbiamo già molti dati su cui riflettere. In giornata arriveranno quelli definitivi, quindi faremo una riflessione più fondata. Intanto alcuni flash sulla base dei primi risultati finora in nostro possesso.
1) La destra e Berlusconi subiscono una sconfitta pesante. La Moratti, non solo non vince al primo turno, ma viene distaccata di diversi punti da Pisapia. Berlusconi si è candidato a Milano, proprio per evitare questo. Le sue preferenze si sono dimezzate. Ha perso. Sarà interessante vedere la reazione della Lega.
2) Benissimo Pisapia e De Magistris. Quindi non è vero che la sinistra per vincere deve scegliere candidati centristi. Hanno fatto una campagna elettorale a sinsitra e hanno vinto. Sono stati votati poiché oltre ad una discontinuità hanno lasciato intradevedere, finalmente, una alternativa.
3) Al di là dei sondaggi che ci hanno bombardato in questi mesi e al di là dell’oscuramento mediatico, queste elezioni dimostrano che a sinistra del Pd c’è Sel, ma c’è anche la Fds che ottiene un risultato dignitoso.
4) A sinistra del Partito Democratico (Sel più Fds, ma occorre ragionare anche sull’Idv), esiste una forza superiore al terzo polo. Bisogna trovare le forme dell’unità possibile per fare fruttare questo patrimonio. Sel che ha avuto un buon risultato, ma non ha sfondato, deve accantonare atteggiamenti di autosufficienza e dialogare con le forze alla sua sinistra.
5) Come già avvenuto alle regionali la Fds va meglio dove va in alleanza (Milano), va bene anche dove non è in alleanza col Pd, ma riesce a stare in una coalizione vasta (Napoli). Va male dove va da sola o con forze alla sua sinistra. Il risultato di Torino, nella sua drammaticità, risponde inequivocabilmente a coloro i quali hanno ritenuto di presentare questa coalizione come un esempio da estendere a livello nazionale.
6) Pur essendo numeri piccoli è il caso di guardare anche al consenso raccolto dalle liste a sinistra della Fds (Pcl, Sc, Rete dei Comunisti). Il risultato, a partire da quello di Torino di Sinistra Critica, della Rete dei Comunisti a Napoli e del Pcl un po’ ovunque è privo di consistenza. Anche su questo occorre riflettere, visto che spesso ci è stato detto che occorre guardare, in egual misura, a Sel e alle forze che stanno a sinistra della Fds. (fonte http://www.claudiograssi.org)

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Premio internazionale Bottari Lattes Grinzane

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2010

Grinzane Cavour 25 novembre, alle ore 10.30 Sala Congressi del Castello cerimonia di presentazione del Premio. Sarà condotta da Carlo Cerrato, caporedattore centrale del TGR Piemonte.Monforte d’Alba, 16 novembre 2010. Nasce tredici metri sotto terra, nella nuova sala congressi del Castello di Grinzane Cavour, il nuovo Premio Internazionale Bottari Lattes Grinzane. Un premio letterario limpido e innovativo, che intende esprimere una discontinuità nella continuità col Premio Grinzane Cavour, dissoltosi a causa delle vicende giudiziarie del patron Giuliano Soria. Lo scopo del Premio Internazionale Bottari Lattes Grinzane è essenzialmente scoprire nuovi talenti letterari e premiare opere meritevoli di scrittori dal consolidato valore artistico. Il suo claim è ‘La buona letteratura è sempre onesta’.
Per l’occasione, la sera prima, mercoledì 24 novembre alle ore 21  a Monforte d’Alba (presso l’Auditorium della Fondazione Bottari Lattes), si festeggerà con un concerto a ingresso libero dell’orchestra da camera dell’Academia Montis Regalis, che comprende i concerti per violino archi e continuo e per due clavicembali e archi ideati da Johann Sebastian Bach per il Collegium Musicum di Lipsia.
In questi giorni è nata l’Associazione Premio Bottari Lattes Grinzane con lo scopo di organizzare il Premio Bottari Lattes Grinzane e promuovere la cultura in tutte le sue forme, con particolare riguardo all’attività letteraria, musicale, teatrale, cinematografica ed artistica attraverso la diffusione e l’ampliamento della conoscenza umana e per mezzo della diffusione della conoscenza del nome, della figura e delle opere di Mario Lattes, pittore, scrittore, editore ed animatore di proposte culturali. Il Presidente dell’Associazione Premio Bottari Lattes Grinzane è Adolfo Ivaldi, già vicepresidente della Fondazione Bottari Lattes. La vicepresidente è Giusy Girgenti. Sono stati nominati consiglieri Manfredi Di Nardo e Caterina Bottari Lattes.
La Fondazione Bottari Lattes ha acquistato all’asta per 21.000 euro Casa Placido a San Benedetto Belbo (Cuneo), un’abitazione da ristrutturare composta da otto locali. Era uno dei lotti compresi nella liquidazione dei beni dell’Associazione Premio Grinzane Cavour. Soprannominata ‘la censa di Placido’, cioè il classico negozio-spaccio che disponeva di tutto, è in un certo senso lo scrigno della langa raccontata da Fenoglio ed è stata L’Osteria dei Fiori di proprietà di Placido Canonica. Lo scrittore albese cita Casa Placido sia nel fondativo La Malora che in Un giorno di fuoco, in Superino e nella Novella dell’apprendista esattore. Nel cortile situato nel retro della casa nella centrale contrada dei Casazzi, si svolgevano le sfide a pallone elastico raccontate ne Il paese.

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Manovra economica e verità nascoste

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 Maggio 2010

Editoriale fidest. La manovra economica messa in atto dal governo italiano è stata definita da Giulio Tremonti il  “segno di una discontinuità intensa di sistema che tutti dobbiamo comprendere”. In altre parole il ministro ha voluto dirci che questo provvedimento è diventato necessario per evitare all’Italia il rischio di vedersi ridurre i trasferimenti europei ai paesi con deficit eccessivi. Significa anche che d’ora in poi facciamo parte di quella generazione che incomincia a pagare gli sperperi che i nostri padri hanno compiuto nel ventennio che va dal 1970 al 1990. Non solo. Per il ventennio successivo abbiamo fatto ben poco per invertire la tendenza e abbiamo preferito presentarci al primo importante appuntamento nel 2001 con l’introduzione dell’euro con una lira debole tanto che al cambio è stata pesantemente penalizzata. Ma i critici di oggi, e che si aggiungono a quelli che in passato hanno fortemente contestato una politica economica che ha portato l’Italia sopra le sue possibilità, restano scettici su questo provvedimento poiché non muta nella sostanza il solito sistema di prelievo delle risorse andando a gravare su chi ha sempre dato e ben poco o nulla ricevuto in cambio. E quando il sottosegretario Gianni Letta dichiara che «Ci saranno sacrifici duri, ma spero provvisori» accende una lampadina nel nostro cervello e ci rende consapevoli nell’ennesima presa in giro che si sta maturando a carico dei pensionati, delle famiglie monoreddito, di tutti i dipendenti a reddito fisso, delle piccole e medie imprese i quali saranno i primi e, purtroppo, i soli a doversi caricare di questa ennesima stangata. E la presa in giro diventa reale allorchè il governo dice: non mettiamo le mani nelle tasche degli italiani ed è vero ma non dice che tagliando i fondi alle regioni, alle province e ai comuni costoro saranno costretti a prendersela con i loro amministrati aumentando l’addizionale irpef e tutti i servizi compresi i ticket sanitari, ecc. E chi paga? Il solito pantalone a dispetto dei circa 200 miliardi di euro di evasione fiscale, dei 50 miliardi di euro di sprechi che non si vogliono evitare nella sanità e nella pubblica amministrazione in generale, dei 35 miliardi di euro di mancati introiti nel lavoro in nero e degli stipendi d’oro dei manager pubblici e privati e per finire, ma non del tutto, con i 15 miliardi recuperabili con l’abolizione delle province. E la presa in giro continua se si ricorre al pseudo populismo e si dice che si riducono le retribuzioni dei grand commis di stato del 10%: cosa significa per uno che guadagna tra i 7 e i 15mila euro al mese vedere la busta paga decurtata di 500-1000 euro? Poco o nulla. Ma la vergogna è anche un’altra ed è bene che sia detta. Sapete quanto guadagna un usciere o un commesso pubblico dipendente dopo 10 anni di servizio? Nella busta paga gli vanno tra i 1000 e i 1200 euro mensili. Ma se il commesso è un dipendente della camera dei deputati, del senato, della presidenza del consiglio e della repubblica sapete quanto guadagna mensilmente? Più del doppio.  E’ questa l’Italia di chi ci vi dice armiamoci di sacrifici ma poi li fa fare ai soliti “gnoccoloni di turno” che sono, guarda caso, quelli di sempre. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Traffico illecito rifiuti

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2010

Elisabetta Zamparutti, deputata radicale in Commissione Ambiente, ha presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministri dell’Ambiente e della Salute in merito al traffico illecito di rifiuti tossici scoperto in Lombardia ma con addentellati in altre zone del Paese e ha dichiarato: “L’operazione che ha portato alla scoperta dell’ennesimo traffico illecito di rifiuti tossici in Lombardia dimostra come il settore che non conosce crisi e non ha problemi di accesso al credito è quello legato all’illegalità. E’ questo il terreno che, seppur disconosciuto a parole, unisce di fatto il Paese con un Nord più ricco che si appoggia ad un Sud più arretrato in un sodalizio che nell’illegalità non consoce soluzione di discontinuità. Di fronte alla gravità del problema vorrei sapere se e quali dati sul fenomeno del traffico illecito di rifiuti in Italia siano a disposizione dei Ministri competenti; quali iniziative intendano adottare per garantire maggiore trasparenza e maggiore informazione sullo stato effettivo della gestione dei rifiuti in Lombardia e sull’intero territorio nazionale. Penso che il Ministro dell’Ambiente debba costituirsi parte civile in procedimenti di questo tipo. Infine chiedo di conoscere quali precauzioni sono state adottate o si intendano adottare per  salvaguardare la salute dei cittadini dei comuni ricadenti nelle zone interessate dal traffico illecito.”

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Dichiarazione di Demetrio Bacaro, su Alemanno

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 Maggio 2009

Scrive Demetrio Bacaro Segretario Associazione Radicali Roma: “L’attuale Sindaco ha fondato la sua campagna elettorale su un duplice aspetto: sicurezza e discontinuità con la politica esponenzialmente debitoria di Veltroni. La onestà intellettuale del primo cittadino non potrà negare che entrambe queste tematiche, in realtà, poterono essere agitate nel primo caso in modo demagogico sull’onda lunga di una campagna mediatica nazionale, che raffigurava le nostre città come delle terre senza legge, mentre a distanza di 12 mesi i reati “eclatanti” a Roma non sono calati (e non potevano perché già bassi rispetto al resto d’Europa) e la sincera sensazione è che poco o nulla sia cambiato. Nel caso del debito invece ebbe vita facile Alemanno ad agitare la bandiera dello spreco, perché in assenza di possibilità di verifica o smentita pubblica, le cifre poterono essere denunciate da  parte sua e non adeguatamente contestate da parte del timido PD di allora; proprio perché, o forse anche perché, mancava uno strumento come l’Anagrafe Pubblica degli Eletti, che avrebbe forse permesso a Veltroni e alla sua coalizione di avere cifre e circostanze per così dire “certificate” dalla conoscenza pubblica e controllabilità delle stesse. Allora Sindaco Alemanno le chiedo: perché non dotarsi di uno strumento, tra l’altro, di tutela nei confronti suoi e della sua Amministrazione, in un momento particolare come questo, quando ingenti finanziamenti verranno riversati su Roma nel progetto di renderla “capitale”? Perché aspettare  il prossimo competitore elettorale che potrà rendergli pan per focaccia, citando numeri magari a sproposito, senza che Lei possa avere la possibilità di difendersi tramite la pubblica conoscenza in itinere delle sue scelte e delle sue spese? Lei sa signor Sindaco come io non sia affatto contiguo alla sua idea di amministrazione e tanto meno alla sua parte politica, che a livello Nazionale ci sta trascinando verso il baratro insicuro della intolleranza e della xenofobia. Ciò nonostante le riconosco amore per Roma e veramente, di là della provocazione politica le suggerisco: si adoperi affinché la sua volontà di firmatario della proposta venga valorizzata dalla sua stessa maggioranza e costringa l’opposizione a convergere sulle sue posizioni di trasparenza: solo così Roma potrà conoscere future campagne elettorali dove la consapevolezza acquisita di ciò che è avvenuto e per merito di chi consentirà al cittadino una scelta basata sul giudizio del già fatto e non sulle stanche ideologie, che il gravissimo danno che potevano arrecare lo hanno già realizzato, grazie al consociativismo”.

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Le riforme strutturali della regione Sicilia

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2009

L’On. Cateno De Luca in occasione del suo intervento in Aula sulla discussione generale delle  Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2009 e del Bilancio di previsione della Regione siciliana per l’anno finanziario 2009 e bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011”, ha evidenziato per conto del Gruppo Parlamentare MPA i numerosi  aspetti di discontinuità contenuti nel provvedimento proposto dal Governo Lombardo ed approdato in Aula dopo l’esame della Commissione Bilancio. I punti affrontati dall’On. De Luca riguardano principalmente la drammaticità finanziaria nella quale il Governo Lombardo sta operando con particolare riferimento al deficit strutturale di oltre 3 miliardi di euro che le precedenti gestioni hanno lasciato in eredità a questo governo. L’On. De Luca ha evidenziato la inderogabilità di provvedimenti che puntano a liberare il bilancio regionale di alcune ingenti spese che legittimamente  con una nuova strategia potrebbero essere sostenute con i fondi comunitari. Per tale motivo l’On. De Luca nel suo intervento ha preannunciato la presentazione di alcuni emendamenti che tendono a rafforzare la strategia di risanamento del bilancio regionale avviata dal Governo Lombardo finalizzati anche a liberare risorse del bilancio regionale per destinarle a concrete politiche di sviluppo e di rilancio dell’economia siciliana. Uno di questi emendamenti riguarda l’istituzione dell’agenzia regionale per la formazione professionale AREFOP per affidare ad un unico Ente pubblico una nuova strategia in un settore fondamentale per la riqualificazione e l’aggiornamento dei lavoratori dipendenti e soprattutto per garantire una formazione spendibile sul mercato del lavoro ai centinaia di migliaia di giovani siciliani. L’attuale personale assunto a tempo indeterminato degli enti di formazione professionale transiterebbe in questa agenzia e si concluderebbe definitivamente l’era degli enti di formazione improvvisati. Con l’istituzione dell’AREFOP – dichiara l’On. De Luca – la Regione Siciliana libererà annualmente circa 300 milioni di euro dal proprio bilancio utilizzando le risorse nazionali e comunitarie con un affidamento in house di tutti i servizi formativi per i prossimi 5 anni. La Regione Siciliana – continua l’On. De Luca – potrebbe utilizzare così oltre 1 miliardo e mezzo di euro da destinare alle politiche di sviluppo e di risanamento del bilancio regionale che in più occasioni non ho avuto esitazioni nel definire “un falso storico”. Il governo del Presidente Lombardo – conclude l’On. De Luca – ha ormai avviato una nuova era di riforme strutturali evitando così il saccheggio permanente delle casse della Regione Siciliana.

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