Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘discriminazione’

Un convegno contro discriminazioni e razzismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 marzo 2019

Torino 21 marzo 2019 alle 9, in Via Nizza 52, (presso il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università degli Studi di Torino – sala Keplero). In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, si tiene un convegno promosso dalla Regione Piemonte, in collaborazione con Ires Piemonte, Unar e Rete. Sarà un confronto tra istituzioni e associazionismo sulle attività di prevenzione e contrasto del razzismo e delle discriminazioni in Piemonte.
Intervengono: Monica Cerutti (assessora Regione Piemonte), Agnese Canevari (dirigente Unar), Marco Sisti (direttore Ires Piemonte), Michela Malerba (presidente Ordine degli avvocati di Torino), Alessandro Maiorca (Asgi), Cesarina Manassero (Ordine avvocati di Torino), Gabriella Nobile (Mamme per la pelle), Antonella Ferrero, Federica Monaco, Oma Balep, Paola Colasanto, Sophia Livingstone e Alessandra Scotti (referenti di Nodi e Punti informativi della Rete regionale contro le discriminazioni in Piemonte), Ayoub Moussaid, Muna Khorzom, Ivana Nikolic e Esperance H. Ripanti (Rete 21 marzo – mano nella mano contro il razzismo) Durante il convegno sarà proiettato il cortometraggio “Io sono Rosa Parks” con la presenza del regista Alessandro Garilli.

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“Il ricordo del genocidio nazista sia monito per evitare ogni discriminazione”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

Oggi ricorre il Roma Genocide Remembrance Day, la giornata in ricordo del Porrajmos, lo sterminio di Rom e Sinti durante la seconda guerra mondiale. Il 2 agosto 1944, infatti, i nazisti liquidarono lo Zigeunerlager del campo di Auschwitz-Birkenau, uccidendo nelle camere a gas oltre 4mila persone, in maggioranza donne e bambini.La Comunità di Sant’Egidio – impegnata da anni accanto a Rom e Sinti in Italia e in Europa – si stringe accanto a questa minoranza, la più numerosa in Europa, e invita a ricordare la sua storia segnata da persecuzioni e sofferenze. La memoria del genocidio provocato da ideologie razziste costituisca un monito per evitare ogni discriminazione e favorire la piena inclusione del popolo Rom, composto ancora oggi soprattutto di minori, cui va garantita integrazione scolastica, sanitaria e abitativa. Una delegazione della Comunità parteciperà nel pomeriggio alla manifestazione delle associazioni Rom e Sinti in piazza Montecitorio.

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India: i Dalit protestano contro la discriminazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 gennaio 2018

PUNE, IndiaIn seguito alle proteste di massa dei Dalit in India, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha invitato il premier Narendra Modi sia a porre fine alla perdurante discriminazione di questo gruppo di popolazione particolarmente svantaggiato sia di prendere pubblicamente le distanze dalla violenza degli estremisti hindù contro le minoranze etniche e religiose del paese. Se si continua a non perseguire, a non punire e a non condannare pubblicamente le violenze e le aggressioni dei nazionalisti hindù contro Dalit, Cristiani e Musulmani, l’India rischia di dover affrontare un anno particolarmente difficile, durante il quale le prossime elezioni politiche possono fungere da pretesto per un aumento delle violenze contro le minoranze. E’ evidente che la tutela delle minoranze in India è insufficiente e necessita urgentemente di interventi politici decisi.Negli scorsi giorni centinaia di migliaia di Dalit hanno protestato a Mumbai contro il perdurare della discriminazione nei loro confronti e contro la violenza da parte dei nazionalisti hindù. Le proteste hanno in buon parte bloccato il traffico della metropoli. Le proteste erano state scatenate dalla morte violenta del 28enne Rahul Phatangale. Il giovane dalit è stato ucciso a Pune lo scorso 1 gennaio 2018 da un presunto nazionalista hindù durante le commemorazioni del 200esimo anniversario della battaglia di Bhima-Koregaon. La battaglia del 1818 aveva segnato la vittoria dei Dalit e dei soldati britannici contro i membri di una casta alta.I circa 200 milioni di Dalit, che una volta venivano chiamati anche “intoccabili”, avevano posto grandi speranze nella vittoria elettorale del 2014 dell’attuale premier Narendra Modi. Ma le loro aspettative di una progressiva riduzione delle discriminazioni e di un miglioramento della loro situazione sociale sono andate deluse. Oltre al perdurare della discriminazione nel sistema scolastico e nel mercato del lavoro, i Dalit sono sempre più spesso vittime di aggressioni, omicidi, stupri, rapimenti e saccheggi da parte degli estremisti hindù. La disoccupazione tra i Dalit è tuttora il doppio rispetto alla media nazionale. Il crescente malcontento tra i Dalit sta causando sempre più proteste pubbliche. Solamente nello stato federale del Maharashtra nel 2016 ci sono state quasi 60 manifestazioni pubbliche dei Dalit.La violenza degli estremisti nazionalisti hindù colpisce in modo crescente anche chi appartiene a una delle varie minoranze religiose dell’India e la protesta cresce anche tra Cristiani e Musulmani. Se il governo indiano non adotta finalmente misure per porre fine alla crescente violenza estremista, la maggiore democrazia dell’Asia rischia di essere minata dall’instabilità sociale.

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Messaggio del Presidente Napolitano in occasione del centenario della Fondazione dell’African National Congress

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 gennaio 2012

Jacob Zuma, former vice president of South Africa.

Image via Wikipedia

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Presidente della Repubblica del Sudafrica, Jacob Zuma, il seguente messaggio:”Il centenario della Fondazione dell’African National Congress è l’occasione per celebrare i traguardi di libertà e democrazia raggiunti dal suo paese e le nobili figure che ne sono state protagoniste, prima tra tutte il Premio Nobel Nelson Mandela, paladino della non violenza e della riconciliazione nazionale. L’esempio del Sudafrica è stato fonte di ispirazione per l’intero continente sulla strada della democrazia, della non discriminazione e della protezione delle minoranze. Sono questi i valori che costituiscono l’irrinunciabile identità del suo paese. Auspico che la ricorrenza odierna possa fornire nuovi stimoli al dialogo politico interno per rendere la Nazione Arcobaleno un esempio per tutti quei paesi che si incamminano oggi sulla via della democrazia”.

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Pari opportunità in casa Idv

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 maggio 2011

Giunge a conclusione il procedimento contro Antonio Di Pietro avviato tre anni fa presso il Tribunale di Milano dalla ex coordinatrice nazionale donne Idv Wanda Montanelli per discriminazione femminile. La giudice Orietta Miccichè ha stamani trattenuto la causa in decisione sulle questioni preliminari concedendo alle parti un breve termine per la comparsa conclusionale. “E’ ragionevole ritenere che in un breve volgere di tempo, verosimilmente entro l’autunno, il procedimento arriverà a sentenza – ha affermato l’avv. Maddalena Claudia del Re che coordina il team legale che difende Montanelli, spiegando anche di aver chiesto, nell’udienza odierna “il rigetto di tutte le istanze, domande ed eccezioni di controparte Idv. Ciò che abbiamo da stabilire – ha aggiunto la coordinatrice del team legale, di cui fanno parte anche il prof. Michele del Re e l’avv. Gianmarco Cesari – è l’approfondimento di tutti gli elementi processuali non ancora emersi al momento dell’avvio della causa, come le dichiarazioni dei legali di controparte nella vertenza promossa presso il Tribunale di Roma contro l’Italia dei Valori da Elio Veltri, palesemente confliggenti con le eccezioni preliminari avanzate nella comparsa di costituzione e risposta del procedimento milanese. Mentre nella causa di Roma si è infatti dichiarato che l’associazione a tre ed il partito Italia dei Valori sono la stessa cosa, a Milano si è tentato di dimostrare che si tratta di soggetti distinti e separati”. “Sebbene i recenti accadimenti politici abbiano certificato che la condotta di Antonio Di Pietro tesa a privilegiare le cooptazioni in fase di definizione delle candidature sia stata largamente improduttiva – ha dichiarato Wanda Montanelli – non mi pare di aver ancora ravvisato in lui alcun segnale di ravvedimento verso questo criterio anti meritocratico che in primo luogo ha penalizzato le donne del partito. La discriminazione femminile ostinatamente perpetrata e le scelte errate di nomine-candidature blindate hanno premiato, salvo pochi soggetti di qualità, personaggi di squallore esistenziale e politico che alla prima occasione hanno fatto fagotto per andarsene, approfittando di campagne acquisti della controparte politica. Il nostro obiettivo – ha concluso Montanelli – è solo quello di ottenere il rispetto di quanto previsto dagli art. 2,3 e 51 della Costituzione. La nostra è una causa pilota che dovrà stabilire per sentenza ciò che il partito Idv non ha messo in atto come dovere sociale e politico”.

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28 gennaio: “Il Giorno della Memoria”

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 gennaio 2011

Dice Alessandro Cresci, coordinatore Provinciale di Italia dei Valori Firenze – è l’occasione giusta per rilanciare il progetto di legge di Italia dei Valori contro l’omofobia e la Transgenia, presentato nell’ottobre scorso. Sono stati migliaia gli omosessuali vittime del nazismo e del fascismo. Non bisogna dimenticare perchè, come scrisse Primo Levi, chi non conosce il proprio passato è condannato a ripeterlo”. L’Olocausto degli ebrei europei fu l’aspetto più tragicamente macroscopico del pensiero razzista portato alle sue estreme conseguenze. L’intolleranza verso “il diverso da se” che è l’elemento fondante di ogni razzismo venne applicato in primo luogo verso gli ebrei ma non soltanto verso di loro. In Italia non esiste alcuna legge che riconosca come aggravante specifica il reato commesso in odio a persone omosessuali, bisessuali e transgender: “Occorre equiparare l’omofobia all’odio razziale, in quanto odio verso il diverso” conclude Cresci. Il progetto di legge prevede l’equiparazione dell’odio verso le persone omosessuali a quello verso quelle di colore, vietare le associazioni che incitano alla violenza e alla discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale, prevedere attività rieducative e applicare le sanzioni previste dal decreto Mancino-Reale. Quest’ultima normativa, datata 1975, ha ratificato un importante strumento internazionale – la convenzione di New York – sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale. Si tratta di una legislazione completa che comprende una parte repressiva ed una preventiva: con la prima si va a punire chi propaganda idee fondate sulla superiorità razziale o etnica e chi commette reati per finalità d’odio etnico, razziale o religioso; con quella preventiva, invece, si vietano le associazioni che hanno tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione.

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Centro destra e diritti ai gay

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2010

In pochi giorni, dal centro destra, sono arrivati due rumorosi sì ai diritti per le coppie di fatto gay. E’ il caso, nell’intervento alla Camera nel corso del dibattito sulle comunicazioni del presidente del Consiglio, di Benedetto Della Vedova, vicepresidente vicario dei deputati di Futuro e Libertà, che ha chiesto al governo di approvare “leggi che riconoscano le coppie di fatto omosessuali ed eterosessuali”. A tutta la classe dirigente chiediamo di esprimersi con chiarezza su questioni che reputiamo non ulteriormente differibili: il diritto all’uguaglianza, la piena cittadinanza, l’abolizione di ogni discriminazione fondata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, una legge di reale tutela contro l’omo-transfobia, l’accesso al lavoro per le persone trans, l’accesso alla procreazione medicalmente assistita per le persone e le coppie, nonché l’adozione di leggi a tutela dei numerosi figli di gay, lesbiche e persone transessuali. Di fronte a questi segnali positivi, forti dell’’esperienza trentennale di elaborazione politico-culturale della nostra associazione, riteniamo che ci siano le condizioni politiche per un incontro-confronto diretto con i deputati di centro-destra che hanno espresso queste aperture e con tutte le altre forze politiche e sociali, anche per tradurre le dichiarazioni in esperienze concrete. Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

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Onu: repressione minoranze in Iran

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 settembre 2010

L’Assemblea Spirituale nazionale dei baha’i d’Italia ha appreso che una commissione ONU di esperti ha espresso la propria preoccupazione per la continua repressione delle minoranze etniche e religiose, fra le quali sono compresi anche i membri della Fede baha’i, in Iran.
Nelle sue conclusioni sui baha’i e altre gruppi minoritari, il CERD ha raccomandato all’Iran di «svolgere uno studio di alcuni membri di tutte queste comunità che permetta allo Stato di identificarne le particolari necessità e di formulare piani di azione, programmi e politiche pubbliche efficaci per combattere la discriminazione razziale e gli svantaggi in tutti i campi della vita pubblica per queste comunità». La raccomandazione è successiva a una serie di scambi il 4-5 agosto con una delegazione iraniana che si è presentata al Comitato per difendere la situazione dei diritti umani nel paese.
Non è la prima volta che il Comitato parla del trattamento subito dai baha’i in Iran. Nel 2003 in analoghe osservazioni conclusive, il Comitato ha riportato con preoccupazione «le notizie di discriminazioni a danno di alcune minoranze, che sono private di alcuni diritti… su basi tanto etniche quanto religiose».

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Posti di lavoro e discriminazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2010

La Commissione europea ha inviato all’Italia una richiesta formale di porre fine alla discriminazione nei confronti dei candidati a posti nella pubblica amministrazione nella provincia di Bolzano, poichè tale discriminazione viola gli obblighi dell’Italia in merito alla libera circolazione dei lavoratori e alla non discriminazione in base alla nazionalità sanciti nella legislazione dell’UE. Secondo la legislazione italiana, applicabile nella provincia di Bolzano, l’unico documento accettato per comprovare la conoscenza della lingua per accedere ai posti nella pubblica amministrazione locale e’ un certificato specifico rilasciato nella provincia. Inoltre, i candidati che risiedono nella provincia da almeno due anni hanno la priorita’.  In mancanza di una risposta soddisfacente entro due mesi, la Commissione potrebbe decidere di adire la Corte di giustizia dell’UE. Alla memoria ci torna la battaglia che l’ecologista Alex Langer condusse per anni contro la discriminazione etniche, lui che era un bolzanino doc. L’iniziativa della Commissione europea e’ anche un ammonimento alla Lega che propone iniziative analoghe nelle regioni del nord, in sostanza, posti nella pubblica amministrazione o per l’accesso ai servizi con priorità per i locali. Si ricordi, a tal proposito, la richiesta di Umberto Bossi che reclamava la presenza di soli insegnanti del nord dopo l’ennesima (tre se ricordiamo bene) bocciatura agli esami di maturita’ del figlio Renzo. Oggi Renzo Bossi e’ consigliere regionale in Lombardia e, sembra, futuro segretario dei Giovani Padani. Altri due figli sono stati assistenti di parlamentari europei. Insomma, più che alla Padania e ai suoi abitanti si pensa al proprio casato. Anche Bossi tiene famiglia. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Rimborsi elettorali Idv e discriminazione femminile

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2010

Roma, 26 giugno, alle ore 11 presso la sala Simonetta Tosi della Casa Internazionale delle Donne (via della Lungara, 19) conferenza stampa alla vigilia della causa per discriminazione femminile e rimborsi elettorali Idv (udienza del Tribunale di Milano 30 giugno 2010, ruolo generale n. 13773/2008), promossa dalla vice presidente dell’osservatorio Onerpo, dott.ssa  Wanda Montanelli, responsabile nazionale donne Idv. Il procedimento, com’è noto è stato avviato due anni fa presso il Tribunale di Milano contro il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. Chi può davvero accertare che i fondi assegnati dalla legge ai partiti per la promozione della partecipazione delle donne alla politica siano realmente impiegati per questo fine? Esiste una via legale per appurare che le donne all’interno dei partiti non siano discriminate, oppure l’operato dei leader politici è totalmente sottratto da ogni forma di controllo che non sia il generico (auto)accertamento di revisione contabile del Parlamento? Leggi specifiche come la 157/99 sui fondi elettorali – al cui adempimento i partiti paiono inderogabilmente tenuti – hanno una cogenza effettiva o solo virtuale?  “La nostra è una causa pilota – spiega la Montanelli che prima dell’avvio della azione legale ha fatto anche un lunghissimo sciopero della fame di 42 giorni, interrotto su richiesta del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – intrapresa soltanto dopo aver seguito tutti gli adempimenti formali previsti dalle normative parlamentari e partitiche, come il ricorso al Collegio dei Revisori della Camera dei Deputati che tuttavia ha poteri limitati, potendo operare un mero controllo contabile sulla regolarità dei bilanci e non anche esprimersi nel merito dell’effettivo utilizzo dei fondi per le finalità previste dalla legge. Alla conferenza, prenderanno parte l’avv. Maddalena Claudia del Re, l’avv. Gianmarco Cesari, presidente dell’Osservatorio Vittime L.I.D.U, la dott.ssa Aura Nobolo, presidente dell’osservatorio Onerpo per il rispetto delle pari opportunità, la giornalista Daniela Brancati, già direttrice del Tg3 e prima donna a dirigere un telegiornale, Milena Carone dell’UDI, Unione Donne in Italia, la prof. Anna Rossi, docente universitaria già componente Consulta Donne Idv, e la presidente di Eudonna, Giovanna Sorbelli.

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Giornalisti e discriminazione razziale

Posted by fidest press agency su domenica, 2 maggio 2010

L’Unione europea ha assegnato il premio “Sì alle diversità. No alle discriminazioni” al quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung per l’opera di sensibilizzazione in materia di discriminazione. Un giornalista ungherese ha vinto il secondo premio, mentre un articolo finlandese ha ottenuto un premio speciale per l’attenzione posta al legame tra povertà e discriminazione. Tutti e tre i vincitori riceveranno una borsa per un viaggio di studio in un Paese UE di loro scelta. La Commissione europea sta per lanciare anche l’edizione 2010 del premio “Sì alle diversità. No alle discriminazioni”intitolato “Premio giornalistico UE – Insieme contro le discriminazioni”. Il concorso è aperto ai giornalisti web e a quelli della carta stampata che si occupano di discriminazione e diversità. Gli articoli devono essere stati pubblicati tra il 1° settembre 2009 e il 17 settembre 2010.
I Vincitori del premio 2009:  Kathrin Löther, una giovane studentessa di giornalismo tedesca, ha vinto il primo premio per il suo articolo “Das Lieben der Anderen” (“L’amore degli altri”), pubblicato sulla Süddeutsche Zeitung. L’articolo vincitore tratta il tema dell’amore tra le persone disabili, contribuendo a sensibilizzare su questo argomento con calore e umanità.  István Balla si è conquistato il secondo premio per il suo articolo riguardante le condizioni di vita dei bambini Rom “Mit látnak Budapestből a cigány gyerekek?” (“Che cosa vedono di Budapest i bambini Rom?”), apparso sulla rivista ungherese on line Figyelőnet.  Infine, Hanna Nikkanen ha ricevuto un premio speciale per “Kerrosten välissä” (“Incastrato nel mezzo”). Il suo articolo, comparso sul mensile Voima, narra la storia di un immigrato che affronta la povertà in Finlandia. http://journalistaward.stop-discrimination.info/  Nel frattempo è possibile inviare candidature per l’edizione 2010 del premio giornalistico. Il concorso è aperto ai giornalisti web e a quelli della carta stampata che si occupano delle problematiche relative alle discriminazioni basate su razza, origine etnica, religione, età, disabilità e orientamento sessuale. Gli articoli devono essere apparsi tra il 1° settembre 2009 e il 17 settembre 2010 su una testata on line o della carta stampata che abbia la sede editoriale principale in uno dei 27 Stati membri dell’Unione europea. La data di scadenza per presentare gli articoli attraverso il sito ufficiale del premio è il 17 settembre 2010.
Il premio giornalistico fa parte delle attività di sensibilizzazione della campagna dell’UE “Sì alle diversità. No alle discriminazioni”. La European Youth Press, lo European Journalism Centre e la Association of European Journalists sono partner di questa edizione del premio. Gli articoli premiati sono stati selezionati tra più di 500 articoli inviati da tutti i 27 Stati membri tra il novembre 2008 e la fine di agosto 2009. La giuria ha lodato l’elevata qualità degli articoli presentati. I tre vincitori europei riceveranno una borsa per un viaggio di studio in un Paese UE di loro scelta.

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Festa alla chiesa di Scientology

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2010

Roma 4 aprile via della Maglianella 375, per celebrare la Pasqua, si svolgerà un sermone domenicale per ricordare alla comunità l’importanza del messaggio spirituale di salvezza che la tradizione religiosa ha da sempre portato all’uomo, nel sogno finale di pace e salvezza sulla Terra. Al sermone seguirà una visita libera agli oltre 60 pannelli multimediali che descrivono ampiamente la dottrina della religione di Scientology e le sue iniziative sociali laiche, tutte volte a risolvere le grosse piaghe sociali, dalla droga, alla discriminazione e violenza, dalla mancanza di valori morali, alla necessità di ripristinare il valore dell’aiuto reciproco, iniziative volte a favorire la tolleranza e la pace fra le genti del mondo.
Roma 5 aprile, sarà invece la giornata del “Fiorisci e Prospera”, dedicata ad illustrare i precetti di buon senso del codice morale non religioso “La Via della Felicità”, redatto dall’umanitario L. Ron Hubbard nel 1981. Sarà una giornata all’insegna della partecipazione e dell’informazione sul sociale, dove i membri della comunità sono invitati a partecipare e verranno forniti di strumenti pratici per fare qualcosa nella lotta al dilagante fenomeno della droga per ripristinare le emozioni e le gioie della vita, promuovere i diritti umani per portare tolleranza tra i membri della propria collettività, e per ripristinare i valori di buon senso nelle relazioni umane al fine di concretizzare la pace e la prosperità.

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Discriminazione razziale

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2010

Roma, il 22 marzo, alle ore 9, presso l’Istituto Benedetto Croce (viale B. Bardanzellu 7), la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco organizza un incontro con gli studenti di alcune scuole romane finalizzato a sensibilizzare i ragazzi sul diritto a non essere discriminati in base alla propria origine – un diritto riportato ormai in tutti i documenti internazionali sulla tutela dei diritti umani – e a dar loro l’opportunità di confrontarsi attivamente sulle problematiche più attuali e delicati ad esso connesse.  L’evento si pone a completamento degli incontri sulle tematiche dei diritti umani avvenuti nei mesi di dicembre e di febbraio, e vede il coinvolgimento della Scuola Media Statale Alberto Sordi, del Liceo scientifico e classico Benedetto Croce, del 126° circolo didattico Iqbal Masin e coro multietnico Sestavoce e della Scuola Media Statale Johann Joaquin Winckelman.  Il programma prevede l’esibizione di alcuni artisti – Thierry Valentini e Mustapha Mbengue e gli interventi dell’artista e filosofo Filomeno Lopes, di esperti di UNICEF (Daunia De Luca), della Caritas Diocesana di Roma (Miriam Lani e Serena Chiodi) e della Commissione Italiana UNESCO (Fabrizio Calabresi).

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U.S.A.: libero ingresso sieropositivi

Posted by fidest press agency su domenica, 3 gennaio 2010

Dal 4 gennaio 2010 le persone sieropositive potranno entrare, viaggiare, lavorare e risiedere negli Stati Uniti d’America, cosa proibita fino al giorno prima. Diventa infatti esecutiva da lunedì la legge, depositata lo scorso 2 novembre, che cancella il divieto di ingresso e permanenza negli Stati Uniti per le persone affette da Hiv/Aids, in vigore dal 1987.  “E’ finalmente finita una ingiusta e pericolosa discriminazione, che per oltre vent’anni ha provocato divisioni nelle famiglie, perdita di opportunità di lavoro, difficoltà  nel seguire le terapie, per tante persone sieropositive”, ha dichiarato Alessandra Cerioli, presidente Lila. “Finalmente dopo anni di battaglie delle associazioni e delle istituzioni internazionali che combattono l’Aids, è stato eliminato un divieto assurdo, giustificato dal solo pregiudizio, privo di alcun ragionevole fondamento o di evidenza scientifica. E totalmente inutile, se non dannoso”.  “Lo stigma, la discriminazione, rendono ingiustamente difficoltosa non solo la vita delle persone sieropositive, ma anche ogni iniziativa di prevenzione. La diffusione del virus si combatte con l’informazione, la diffusione del test e l’accesso alle terapie, e non certo con la stigmatizzazione delle persone che ne sono affette”, ha concluso la presidente. La Lila, soddisfatta  per questo importante obiettivo raggiunto, ricorda però che in tanti, troppi Paesi, il divieto di ingresso e permanenza per le persone sieropositive ancora sussiste. In Cina, per esempio, dove si terrà l’Expo 2010. E poi Russia, Australia, Canada… Per un totale di circa 60 nazioni che presentano restrizioni su ingresso o permanenza, e 27 che prevedono la deportazione. Per rimanere nella regione europea (Europa dell’Est e Asia centrale) sono 21 i paesi che considerano ancora le persone sieropositive una minaccia per la salute pubblica e hanno norme discriminatorie nei loro confronti. “In previsione della prossima Conferenza mondiale sull’Aids, che si terrà a Vienna nel luglio 2010, Lila insieme alle altre associazioni europee si sta ancora battendo perché un segnale forte dell’impegno nella lotta contro stigma e discriminazione nei confronti delle persone sieropositive arrivi proprio dall’Europa”, ha concluso la presidente Cerioli: “Il segnale che ci aspettiamo è che i Paesi europei e confinanti cancellino queste norme restrittive entro la fine del 2010”. (Fonte: La mappa delle proibizioni è edita da HivTravel: http://www.hivtravel.org:  e pubblicata in Italia da Lila: http://www.lila.it/doc /2008Quick Reference _ITA.pdf)

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Giornata Nazionale per la salute mentale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2009

Il 5 dicembre 2004 è stata indetta dal Governo Berlusconi, all’epoca in carica, la “Giornata Nazionale per la salute mentale”. Emanata con decreto del Ministro per la Salute dell’epoca, questa iniziativa aveva lo scopo di vincere la discriminazione e respingere pregiudizi, emarginazioni ed inoltre per sensibilizzare i cittadini alla prevenzione e tutela della salute mentale.  Purtroppo a tutt’oggi non abbiano riscontrato quel progresso che dovrebbe presiedere e rafforzare la “lotta” contro l’esclusione o la discriminazione sociale di questi “malati” per garantire il rispetto della persona umana, cioè la difesa dei diritti fondamentali che tutti a parole dicono di perseguire, ma che in pratica si dissolve nel giro di una notte.   In sintesi qualora si negasse alla situazione de quo il diritto al riconoscimento dell’handicap mentale, ma si capirebbe cosa esso sia, si compirebbe una discriminazione di cui tutti non la vogliono, ma con l’inerzia, si crea una “figura sociale” al pari, ci venga consentito, di un fantasma senza nome e senza volto che si aggira nell’ambito della Nazione di cui tutti cercano al più presto di liberarsi.  L’autentico progresso di cui tutti cercano di promuovere si persegue, a nostro modesto avviso, attraverso l’assoluto rispetto del bene della persona e di ogni persona in qualsiasi situazione essa si trova.  Questo principio in cui deve credere il genere umano deve far riflettere che non deve essere una semplice affermazione, ma un concetto di diritto alla salute, un valore intrinseco della vita umana, una tutela al diritto della salute sancito dalla Costituzione italiana e da Trattati Internazionali  Le famiglie di questi “sventurati della vita” sono molto preoccupate per la carenza di interventi di natura legislativa, finanziaria e sanitaria dei servizi pubblici e malgrado le tragedie che spesso ci fornisce la cronaca traggono le loro origini da una chiara sintesi di disagio interno e di una assistenza inesistente o quanto meno molto carente, che “Giornate Nazionali per la salute mentale” o quant’altro non possono dare risposte a quelle necessità come a suo tempo abbiamo sostenuto.  Per le complesse problematiche attinenti alla cura della salute dei cittadini con disagio psichico e per il superiore principio della centralità della persona-malata, ancora una volta esprimo la nostra viva riconoscenza per le parole di sostegno e di denuncia coraggiosa rivolte alla comunità internazionale e nazionale dai Vescovi, da Papa Giovanni Paolo II° e da Papa Ratzingher ed un invito ad operare con modalità prioritarie e propositive per un radicale cambiamento legislativo ed istituzionale. Ribadiamo ancora una volta più che “Giornate o-“Campagne del non ricordo”, serve l’impegno delle Istituzioni considerando che la sede naturale per una risoluzione definitiva è il Parlamento come sosteniamo da anni, invitando il Consesso a decidere per una legge-quadro di riordino dell’assistenza psichiatrica. (dr. Franco Previte)

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61° Anno della Dichiarazione dei diritti dell’Uomo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2009

Il 10 dicembre ricorre il 61° anniversario della “Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo” per la difesa, soprattutto, di due diritti fondamentali intorno ai quali si discute ancora oggi in Europa : l’art.16 “La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società ed ha il diritto di essere protetta dalla società ed dallo Stato”; l’art.3 “Ogni individuo ha il diritto alla vita”; Queste due definizioni sono avvenute in un periodo in cui il diritto alla vita dei disabili e dei malati mentali era negato con l’eugenetica o con l’eutanasia non solo nella Germania hitleriana, ma anche in altri Paesi occidentali. Il 5 dicembre 2004 indetta dal Governo Berlusconi avvenne la “Giornata Nazionale per la salute mentale” con lo scopo di vincere la discriminazione e respingere pregiudizi e per sensibilizzare i cittadini alla prevenzione e tutela della salute mentale. Il Governo Berlusconi, con il disegno di legge n. 2121 in data 20 febbraio 2009 ha ratificato la “Convenzione per i Diritti delle Persone con Disabilità” adottata dall’ONU nel dicembre 2006, per proteggere diritti civili e politici e per la piena partecipazione alla protezione sociale e la piena eguaglianza, ma ahime! con l’art.2 “in toto” ha dato piena attuazione e non ha avviato precise riserve e tali da escludere ogni riferimento all’aborto, all’eutanasia ,al diritto alla vita, ad ogni metodo o modalità della salute riproduttiva.( art.25  della“Convenzione”. Anche nella ricorrenza del 20 dicembre, voluta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per la tutela dei diritti dell’handicappato mentale si afferma, con altre, che “L’handicappato mentale deve godere in tutta la misura possibile degli stessi diritti degli altri esseri umani e sono tematiche sempre di attualità. Tre date poco ricordate dalle nostre Istituzioni,(occupate come sono in inutili litigiosità), perché nessuno si interessa alla situazione dei disabili” in particolar modo degli handicappati mentali” perché  è una “situazione” che non interessa !nessuno!… Invece questa è una emergenza di notevole intensità, un allarme sociale drammatico ed inquietante. Purtroppo insiste in Italia una confusione morale che determina una esaltazione di “cose marginali”, un “relativismo” disarmante, situazioni troppo lunghe da elencare, invece di preoccuparsi di priorità che interessano da vicino milioni di persone, considerazioni che sarebbe riduttivo dire in difficoltà, ma molto rilevanti, dato il grande disagio sociale e la sofferenza dei “malati” e delle loro famiglie. L’Italia non ha lo strumento giuridico, cioè una legge-quadro di riordino dell’assistenza psichiatrica, il cui provvedimento legislativo racchiuso nel Testo Unificato “Burani-Procaccini” è sparito dall’Agenda Parlamentare fin dall’aprile 2005. Perché?, Ce lo dovrebbe spiegare il Presidente della Camera dei Deputati di “allora”. In Italia da ben 31 anni vi è una lacuna legislativa su questa “materia” perché è carente una iniziativa politica che abbia posto in risalto, dopo la chiusura dei “manicomi”, quella di programmare seri provvedimenti tecnico-sanitari-legislativi in aiuto di questi sofferenti e le loro famiglie. Nel dibattito nella discussione sulla finanziaria 2010 al Parlamento, nessuno ha riconosciuta l’urgenza di interventi finanziari nei confronti dei milioni di cittadini italiani affetti da disturbi psichiatrici di natura ed intensità diversa colpiti da forme di depressione o da schizofrenia. Dato l’andazzo, pensiamo che non se ne parlerà di quello che reputiamo una emergenza nazionale (il “dopodinoi”) e soprattutto non se ne parlerà di necessità economiche delle famiglie dove insiste un sofferente che “guadagna” una “pensione” di euro 253,13 mensili, occupandosi, invece, come si possa “elargire” 274.000 euro annuali ai “manager dello Stato”, od altro!!!, mentre ogni l’handicappato psico-fisico grave dispone di una misero intervento che consente solo di sopravvivere.  Il Parlamento ed il Governo con questo strumento tecnico doveva porre in essere quei mezzi finanziari atti a provvedere strutture alternative di accoglienza di questi malati e non continuare a“scaricare” sulle famiglie e sulla società il “problema!” La nostra Associazione, innanzi a priorità contingentali gravi ed urgenti (assolutamente non valutate), con Ricorso alla “Corte Europea per i Diritti dell’Uomo” di Strasburgo ha richiesto che si possa richiamare l’Europa dei 27 ad una legge comunitaria uguale e nella stessa misura di validità in tutti gli Stati Europei (dove ogni 3/5 anni viene verificato il provvedimento legislativo in merito). Ma il Ricorso è stato respinto con una motivazione che ci appare inusuale, di “un diritto invocato” (una Direttiva Comunitaria) che non figura tra i diritti e le libertà” (risposta a noi giunta con prot.CEDH-LIT 1.OR CD% PC/ENI/ahu 27.11.2008) Lascio all’opinione pubblica il commento!!!, mentre ci stiamo sentendo essere stranieri nella nostra Patria! Comunque con l’opinione pubblica vogliamo “gridare” la realtà, quella realtà e quei diritti che le Istituzioni vogliono ignorare, ma che l’opinione pubblica vuole sempre ricordare, soprattutto con il diritto di non sentire più chiacchiere inutili. (Franco Previte)

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Contro la violenza maschile

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2009

Roma, 28 novembre, con partenza alle 14.00 da Piazza della Repubblica manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne alla quale aderiscono le donne Rdb. In un documento si afferma: “Siamo convinte che il nostro governo non ha nessuna volontà di affrontare il problema, infatti l’attacco ai diritti scatenato negli ultimi tempi colpisce profondamente in primo luogo le donne. L’innalzamento dell’età pensionabile da 60 a 65 anni delle donne del pubblico impiego è un esempio per tutti. Nulla si è fatto nel corso degli anni per rendere più agevole l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro, nel sostenerle nei tempi di cura ed assistenza, nel creare strutture e servizi idonei a permettere di affrontare con serenità la maternità. Eppure garantire l’indipendenza economica delle donne le renderebbe sicuramente più forti. Riteniamo che la prevaricazione degli uomini di tutti i ceti, di tutte le classi sociali e culturali sulle donne costituisca da sempre una discriminante. Riconosciamo che, di là delle ideologie, della nazionalità, della religione o delle scelte sessuali, una cosa accomuna tutte le donne: il rifiuto della violenza che indistintamente subiamo. Proprio questa caratteristica trasversale della violenza ci spinge a partecipare a questa iniziativa senza alcuna bandiera, anche per rendere più significativo ed evidente che tutte le donne dicono basta.  Le donne della RdB ci saranno in quanto donne e ognuna si collocherà nello spezzone delle associazioni per le quali sentirà di avere maggiore rispondenza ma, in ogni caso, all’interno della manifestazione. Diamo quindi appuntamento sabato 28 novembre a tutte le nostre iscritte e a tutte le nostre simpatizzanti, sapendo che riconoscerci in piazza, come di consueto, ci darà reciproca forza.

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Progetti contro la discriminazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2009

Il Dipartimento per le pari opportunità ha emanato un Avviso, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 244 del 20 ottobre 2009, per promuovere progetti di azioni positive, dirette ad evitare o compensare situazioni di svantaggio connesse alla razza o all’origine etnica e che rientrino nell’ambito dei seguenti assi prioritari: azioni finalizzate allo sviluppo di microimprese ed auto imprenditorialità di soggetti a rischio di discriminazione razziale; azioni finalizzate alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di discriminazione razziale nelle giovani generazioni; azioni finalizzate alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di discriminazione razziale mediante lo sviluppo del tessuto associativo autonomamente promosso dalle comunità straniere. A ciascun asse prioritario sarà destinata la somma complessiva di euro 300.000. Il contributo finanziario del Dipartimento per le pari opportunità non potrà eccedere l’80% del totale dei costi del progetto; almeno il 20% dei costi sarà sostenuto dagli organismi promotori o da altri enti che intervengono in qualità di partner. Possono essere soggetti proponenti: organizzazioni di volontariato; cooperative sociali; enti di promozione sociale; fondazioni, enti morali e associazioni culturali la cui ordinaria attività e le cui finalità istituzionali non siano incompatibili con le finalità del bando; organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS). I progetti devono essere: attuati esclusivamente: da organismi prevalentemente composti e diretti da donne; da organismi prevalentemente composti e diretti da giovani di età compresa tra 15 e 30 anni; da organismi prevalentemente composti e diretti da stranieri. Ovviamente, donne, giovani e stranieri devono risiedere o regolarmente soggiornare sul territorio nazionale al momento dell’attuazione dei progetti medesimi.

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Sicurezza dei disabili sul luogo di lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

Tale legislazione chiede ai datori di lavoro di effettuare le valutazioni dei rischi di introdurre le adeguate misure di prevenzione in via continuativa.  Le priorità consistono nell’eliminare i rischi alla fonte e nell’adeguare il lavoro ai lavoratori. Oltre a queste condizioni legali applicabili a tutti i rischi e a tutti i lavoratori, i datori di lavoro devono: a) proteggere i gruppi a rischio particolarmente esposti agli specifici pericoli che li riguardano; b) organizzare il luogo di lavoro “tenendo conto, se necessario, di eventuali lavoratori portatori di handicap. Questo obbligo vige in particolare per le porte, le vie di circolazione, le scale, le docce, i lavatoi, i gabinetti e i posti di lavoro utilizzati oppure occupati direttamente da lavoratori portatori di handicap”; c) mettere a disposizione attrezzature di lavoro adatte al lavoro da svolgere e che possano essere utilizzate dai lavoratori senza pericolo per la loro sicurezza e la loro salute. Bisogna tenere pienamente conto dei principi ergonomici quando si applicano i requisiti minimi di sicurezza e di salute. Nel complesso occorre fare in modo che i lavatori disabili lavorino in sicurezza e per fornire loro misure di salute e sicurezza quali la formazione o attrezzature speciali a loro accessibili.  E’ un requisito tanto della legislazione in materia di salute e sicurezza quanto di quella contro la discriminazione. Il processo di fornitura delle misure per i lavoratori disabili deve essere coordinato con tutti gli aspetti della gestione della sicurezza, in particolare con la valutazione del rischio affinché i dipendenti assolvano le loro mansioni secondo la legislazione sulla salute e la sicurezza e quella contro la discriminazione. Gli orientamenti volti contro la discriminazione devono essere presi in considerazione in tutte le fasi del processo di gestione del rischio, affinché gli ambienti del lavoro, le attrezzature di lavoro e la sua legislazione siano modificati o adattati ove necessario per far sì che vengano eliminati, o almeno ridotti, i rischi e la discriminazione.

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Un crimine sommerso

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2009

Tutela giuridica, protezione dei figli delle vittime, indennizzi per le spese sostenute nei procedimenti legali e formazione adeguata per poliziotti, magistrati e medici. Sono queste le misure indicate nella Risoluzione contro la violenza domestica, adottata venerdì 19 giugno a Tromso in Norvegia, dai 47 ministri della Giustizia. Un documento, che traccia la strada per la Convenzione del 2010 e arriva dopo la recente sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo contro la Turchia in cui i giudici hanno stabilito che il ”non intervento di uno Stato per fermare la violenza domestica equivale a una discriminazione nei confronti delle donne”. Tre le azioni fondamentali che le autorità interne devono mettere in atto, per contrastare un fenomeno che riguarda circa ottanta milioni di donne europee e poco meno di tre milioni italiane. Oltre a un luogo sicuro dove venga garantita un’assistenza appropriata alla vittima è necessario prevedere una formazione specifica per tutti i professionisti, giudici, membri delle forze dell’ordine, medici e operatori sociali, che entrano in contatto con chi ha subito e commesso violenza domestica. In ultimo i Guardasigilli riconoscono che è necessario «non solo condannare e punire chi commette violenza domestica, ma anche offrire ai responsabili di seri e ripetuti atti di violenza domestica un trattamento che miri a prevenire il rischio di recidiva»’. Un importante passo avanti in vista della Convenzione del 2010 che riguarderà anche la tutela degli altri soggetti deboli della famiglia: bambini e anziani.

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